Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2741 du 19 décembre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2741/XIII - Interpellanza: "Chiarimenti in merito alle procedure dei pagamenti alle imprese per la fornitura di beni e servizi".

Interpellanza

Preso atto delle dichiarazioni dell'Assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio così riportate dalla Gazzetta Matin del 3 dicembre 2012 "le tredicesime dei dipendenti regionali saranno pagate regolarmente, e metto a tacere le voci che circolano in questo periodo non certo facile, che vede la Regione impossibilitata a utilizzare il "tesoretto" a causa del patto di stabilità" e "per quanto riguarda il pagamento dei fornitori ci sono dei ritardi e questi dovranno pazientare un po'."

Constatato che l'Amministrazione regionale ha fatto slittare i pagamenti alle imprese e alle cooperative per la fornitura di servizi e lavori, facendo riferimento sia al Patto di Stabilità, sia al decreto liberalizzazioni (decreto legge 1/2012);

Rilevato che nessuna informazione preventiva e nessun tavolo di concertazione sono stati avviati per valutare tutte le conseguenze e le implicazioni delle leggi nazionali e delle scelte dell'Amministrazione regionale;

Constatato che nella realtà vi sono imprese che rischiano la chiusura e che molti lavoratori nel settore privato non beneficeranno né di tredicesime, né di normale retribuzione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere se intenda:

1) chiarire cosa può essere pagato e cosa no e i criteri per procedere al pagamento nei confronti di fornitori di servizi e lavori alla regione;

2) chiarire la tempistica dello slittamento dei pagamenti e spiegare le ragioni di tale scelta non condivisa preventivamente con le Parti sociali.

F.to: Donzel - Carmela Fontana

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Appartenendo anch'io alla categoria dei dipendenti regionali in qualità di insegnante, anche se in questo momento sono in aspettativa...ma, siccome appartengo alla categoria, mi ha fatto piacere leggere sulla Gazzetta Matin del 3 dicembre 2012 che le tredicesime dei dipendenti regionali saranno regolarmente pagate; uno potrebbe dire: "ci mancherebbe, la tredicesima sotto Natale!". Devo dire che mi ha fatto piacere, ma allo stesso tempo sono stato sorpreso, perché, come Consigliere regionale, non avevo avuto nessuna avvisaglia da parte dell'Amministrazione che fossimo in una condizione tale da non riuscire più a pagare i dipendenti regionali, per cui dico o è una risposta di un procurato falso allarme: "creo un allarmismo dicendo che spariscono le tredicesime, ma io intervengo, Assessore La Torre, e te le salvo!"... considerato che i dipendenti regionali sono una certa quantità, uno potrebbe dire: "gli fa un bel regalo di Natale e magari se ne ricordano alle regionali che gli ha salvato le tredicesime!". È stato curioso leggere queste cose, peraltro si legge anche che ci sono dei ritardi nel pagamento dei fornitori ed essi dovranno avere un po' di pazienza, "garantiamo intanto le tredicesime e poi andiamo a vedere...".

Rispetto a questa cosa, ho cercato di capire come funzioni tale meccanismo, ma non ne sono venuto a capo e la cosa particolarmente delicata è che questi rinvii nei pagamenti - poi l'Assessore avrà modo di spiegarci bene come funziona il patto di stabilità - creano una situazione molto particolare, perché noi sì abbiamo garantito a detta dell'Assessore le tredicesime, ma adesso con questo meccanismo non garantiamo neanche lo stipendio normale ad alcuni dipendenti di ditte che, non retribuite e già in difficoltà economiche, non li pagano. Uno allora potrebbe dire: "se uno non è pagato: riceve una busta paga e dentro non ci sono i soldi, va al sindacato e reclama", eh già, così l'anno dopo non viene riassunto! Non farei allora questi spot grandiosi: "ho garantito le tredicesime a tutti quanti" quando ci sono dei lavoratori in questa regione...fra questi ci sono anche quegli scalognati che sono finiti per mesi ad aspettare un posto di lavoro e poi sono stati assunti alla disperata in una società che ha avuto l'appalto dei cantieri forestali, quindi hanno perso mesi di lavoro, alla fine hanno trovato qualche mese di lavoro e di quel lavoro non sono manco retribuiti! Questa è la realtà della Valle d'Aosta, quindi non c'è nessun inno da fare, ma, se ci sono delle situazioni delicate da affrontare, vanno affrontate. Dopodiché bisogna capire esattamente cosa può essere pagato e cosa no, quali sono i criteri per procedere al pagamento nei confronti dei fornitori di servizi e lavori della Regione, i criteri perché quell'azienda sì, perché prima quello e poi l'altro, come si muovono questi pagamenti, come avviene tale blocco, perché tutto questo non è stato chiarito fino in fondo neanche in incontri preventivi con le imprese. Le imprese hanno appreso successivamente delle scelte, per cui dico che qui c'è una mancanza, cioè, finché uno dice c'è un problema nei partiti, non discutono, è una questione politica interna, ma qui non c'è dialogo fra il Governo e la società, il Governo e le parti sociali! Come al solito, poi uno dice: "ma nessuno si è lamentato", ci mancherebbe! Uno dice: "ma se mi lamento troppo, chissà dove va a finire lo slittamento del mio pagamento!".

Qui allora bisogna tornare a quelle cose normali: che prima di fare delle scelte anche così difficili, vanno spiegati fino in fondo tutti i meccanismi e deve esserci chiarezza; dopo che sono stati fatti questi passaggi, si può fare la campagna elettorale dell'aver salvato le tredicesime, ma andando anche a dare la risposta al lavoratore magari del settore dell'edilizia o delle cooperative che quest'anno sotto l'albero di Natale non solo non ha la tredicesima, ma non ha la busta paga, perché l'azienda non è in grado. E ci sono degli artigiani che sono nelle condizioni tali che, se non riusciranno a pagare le quote previste per la cassa edile, le quote INPS, perderanno il DURC, quindi, quando l'Amministrazione a gennaio dovrà pagarli, non li potrà pagare perché non sono autorizzati a ricevere pagamenti pubblici. È quindi una situazione molto delicata e dove vai a prenderli questi soldi? Vai a chiedere un prestito ad una banca quando nessuna banca fa più un prestito? Figuriamoci poi se vede arrivare un artigiano in situazione di difficoltà, che prestito gli fa? Da questo punto di vista, serve un chiarimento puntuale e non titoli sui giornali vanagloriosi, ma risposte precise, perché la parola "pazientare un po'" nel mondo delle imprese e degli artigiani è una parola che suona molto male, perché credo che di pazienza ne abbiano avuta fin troppa!

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, La Torre.

La Torre (FA) - Grazie Presidente.

Mi fa piacere questa interpellanza, perché permette di affrontare un argomento delicato su cui è giusto che ci sia chiarezza. Innanzitutto credo che nessuno meglio di lei, in quanto rappresentante di un partito nazionale come il PD, possa capire quello che succede, cioè sostenere il "Governo Monti" ha un prezzo, che in caduta arriva alle Regioni, ai Comuni, ai cittadini e alle imprese. È questo il prezzo del "salva-Italia" e della spending review, è questo il prezzo che viene imposto di pagare alle Regioni, che lei dovrebbe ben comprendere visto che il suo partito ha sostenuto questa linea politica anche di carattere amministrativo e finanziario e che si trova a pagare oggi la Valle d'Aosta. Se dovessi dire quale miglior ragionamento potrei svolgere a chi mi ascolta per far comprendere quello che succede, dovrei fare copia di quello che lei ha detto e chiedere che lo inviasse ai suoi colleghi in Parlamento, che rileggessero le sue parole al "Governo Monti", perché quello che lei dice è quello che noi viviamo. Quando ci vengono imposti dei patti di stabilità che variano non all'inizio dell'anno - perché allora sì che ci potrebbe essere una visione nel senso di dire: "non siete stati accorti" - ma variano di mese in mese a partire da agosto, settembre, ottobre e dicembre, tu non hai neppure la certezza di aver raggiunto quell'accordo sul patto di stabilità, che impone in due ordini il suo peso: sia sulla questione degli impegni, sia soprattutto sulla questione di cassa, dicendo con precisione quali sono i soldi che possono essere spesi ed impedendo materialmente di andare oltre. Ma vede come quasi lei cerca di strumentalizzare una situazione che invece dovrebbe essere un punto di partenza su cui noi tutti dovremmo ragionare per fare un passo avanti, trovare un ragionamento di difesa al di là delle posizioni politiche...di un concetto di autonomia e di autodeterminazione!

Innanzitutto sgombro il terreno delle tredicesime: credo che ogni datore di lavoro - la Regione è in questo caso un datore di lavoro - ha un vincolo di pagare ai suoi dipendenti gli stipendi e le tredicesime. La considerazione che ho fatto sul giornale quindi è solo perché qualcuno faceva correre delle voci di carattere terroristico e io non mi sono preso nessun merito, perché credo sia solo il dovere che ha un datore di lavoro di pagare le tredicesime ai propri dipendenti. Diverso è il rapporto con i fornitori, perché, nel momento in cui dobbiamo garantire i nostri obblighi di legge, garantendo gli stipendi e quindi non facendo nessun regalo ai nostri dipendenti, evidentemente per il regime preciso del patto di stabilità non abbiamo più nessuna liquidità che ci permette di pagare. Questo lo facciamo molto malvolentieri, ma proprio per le motivazioni che dice lei: ma chi più di noi vorrebbe pagare tutto e di più in questo momento per sostenere le aziende e il PIL? Ma se non possiamo, se ci è impedito dallo Stato, se ci è bloccato? Credevo che al bilancio questo argomento fosse venuto fuori, forse non si è capito fino in fondo qual è il vero attacco all'autonomia: non è che qui si vuole spostare l'obiettivo dai problemi interni a quelli nazionali, ma è che i problemi nazionali sono soverchianti sui problemi minori interni! Qui c'è una realtà che grava sulla nostra Regione (e non solo) che sta diventando insopportabile, perché il patto è iniquo, perché grava sulla nostra condizione gestionale in una maniera enorme: si parla di una compressione del 40 percento del patto di stabilità in due anni! Allora non possiamo battere moneta, a meno che non decidiamo di farlo, e non possiamo prendere a meno che non decidiamo di non rispettare il patto di stabilità o di non essere più virtuosi, o di ribellarci a questo Stato, quindi se il suo è un invito a ribellarsi, parliamone, perché non è un'idea che mi è così lontana, ma allora bisogna essere coerenti e, se io devo rispettare le norme che lo Stato mi impone, oggi non siamo in condizioni di pagare. Come facciamo allora? In un modo semplice: seguendo le procedure previste dai nostri uffici, ci sono gli assessorati e i dipartimenti che hanno il compito di istruire la pratica in funzione della fattura che ricevono, c'è il DURC, c'è la firma del dirigente, c'è un programma aperto del nostro Assessorato in cui tutti gli assessorati caricano le loro richieste, dopodiché andiamo a fare il controllo con Equitalia previsto per legge - e che io non amo, perché sono contro Equitalia e sarei per fare qualunque cosa che la metta fuori gioco, così ci capiamo anche su questo, però dobbiamo fare questo controllo - e dopo possiamo andare a pagare. Questo significa che noi, indipendentemente dalla nostra volontà, alla data del 5 novembre tutto ciò che era stato caricato dagli assessorati lo stiamo pagando. È chiaro che poi gli assessorati caricano le fatture in funzione di come svolgono la pratica, per cui magari qualcuno ha caricato una fattura di settembre, qualcuno ne ha caricato una di ottobre, qualche altro ne può aver caricata anche una successiva al 5 novembre per assurdo, perché sono gli assessorati che caricano. Il nostro compito è stato quello di fissare un criterio certo, che è quello di pagare in ordine cronologico tutte le fatture caricate nel rispetto di tutti, cercando di rendere tutti uguali di fronte alla legge. È chiaro che ci sono poi le spese vincolate, gli obblighi di legge, che potrebbero produrre degli oneri per l'Amministrazione, che sono degli oneri derivanti dall'inadempienza del pagamento, noi quelli siamo obbligati a pagarli, perché non possiamo causare un danno all'Amministrazione. Dobbiamo pagare tutti nel modo corretto in cui sono stati iscritti nelle procedure, che sono tutte elencate, non producendo quindi danni all'Amministrazione. Credo che questo sia un comportamento corretto; sono dispiaciuto perché lei non sa quanta gente viene da me tutti i giorni ma rimandiamo tutti indietro dicendo la verità: che continueremo a pagare nell'ordine cronologico di come li abbiamo iscritti, rispettando tutti, perché tutti hanno diritto a questo rispetto, ma nello stesso tempo noi purtroppo siamo sotto questa pesante scure del "Governo Monti", che il suo partito ha sostenuto e quindi nessuno più di lei può capire quello che le sto dicendo.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Se qualcuno avesse assistito a questa conversazione, avrebbe avuto per l'ennesima volta la sensazione che in Valle d'Aosta va di moda l'ideologia, cioè non si risponde concretamente alle questioni poste, ma si fanno degli spottoni generali sul "Governo Monti". Allora potrei facilmente, se la seguissi su questa strada scivolosa, ricordarle che questo Governo regionale, dando l'appoggio al "Governo Berlusconi", ha contribuito a creare il disastro di questo Paese che ci ha fatto subire il "Governo Monti", che noi del nostro partito stiamo lavorando per sostituire con un altro Governo, più attento alle fasce deboli. Per cortesia, quindi ci risparmi, lei che ha sostenuto il "Governo Berlusconi" insieme al Governo regionale e ha contribuito allo sfascio di questo Paese...il predicozzo sul "Governo Monti"!

Venendo alle questioni concrete, tutti i giorni la gente bussa alla sua porta...allora lei è stato nominato Assessore e io le ho posto delle domande concrete: "ci spieghi cosa può essere pagato e cosa no", lei ha risposto che vi attenete alla prassi burocratica ed è esattamente come era prima che venisse lei, cioè non è stato fatto nient'altro che dire: "adesso dobbiamo liquidare meno fatture". Bene, lei è lì e c'è un meccanismo automatico che procede, allora quello che le stavo dicendo è che, invece di spiegare ad uno ad uno che veniva lì, ben prima dovevano essere fatti gli incontri con le associazioni per concordare con loro un certo percorso, ragionando anche in una situazione di emergenza che, al posto di criteri burocratici, potevano essere adottati altri criteri; invece no, andiamo avanti con la burocrazia, per cui c'è un'azienda florida che avrà la retribuzione, perché ha la fattura del 5 novembre, ce n'è una che sta morendo in mezzo ad una strada, non ha più un soldo, quella deve aspettare il suo turno! È un criterio, non dico che sia un criterio non giusto, è quello oggettivo, questo è il ruolo che svolge il suo Assessorato: applicare burocraticamente la procedura in essere, quando eravamo in tempi di vacche grasse...adesso non siamo in tempi di vacche grasse, c'è un'emergenza di cui è responsabile anche il "Governo Monti" nelle procedure di risanamento, che colpiscono in modo sbagliato gli enti locali e noi cosa facciamo? Applichiamo la procedura. Mi dispiace, noi non condividiamo, perché vuol dire che lei critica Monti ideologicamente, poi applica le procedure in modo burocratico limitandosi alle accuse di tipo ideologico, senza provare a cambiare nulla di concerto con le associazioni, che almeno sul piano delle informazioni meritavano qualcosa di più!