Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2686 du 15 novembre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2686/XIII - Inizio della votazione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Legge finanziaria per gli anni 2013/2015. Modificazioni di leggi regionali". (Reiezione di quattro ordini del giorno, approvazione di un ordine del giorno e ritiro di un altro ordine del giorno)

CAPO I

AGEVOLAZIONI PER IL SOSTEGNO DELLE IMPRESE E DELLE FAMIGLIE

Articolo 1

(Sospensione delle rate di mutui agevolati previsti da leggi regionali)

1. Gli interventi di cui all'articolo 3 della legge regionale 23 gennaio 2009, n. 1 (Misure regionali straordinarie ed urgenti in funzione anti-crisi per il sostegno alle famiglie e alle imprese), sono prorogati per l'anno 2013, limitatamente alla prima rata in scadenza nel periodo di cui al comma 2, per i mutui agevolati con rate semestrali e limitatamente ad un periodo di sei mesi, per i mutui agevolati con rate annuali con conseguente variazione delle scadenze delle rate successive, a valere sulle seguenti leggi regionali:

a) 8 ottobre 1973, n. 33 (Costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta), limitatamente al capo I (Provvidenze per il recupero di centri e nuclei abitati);

b) 28 giugno 1982, n. 16 (Costituzione della società finanziaria regionale per lo sviluppo economico della Regione Valle d'Aosta);

c) 30 dicembre 1982, n. 101 (Costituzione di fondi di rotazione per l'artigianato, il commercio e la cooperazione);

d) 28 dicembre 1984, n. 76 (Costituzione di fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia);

e) 15 luglio 1985, n. 46 (Concessione di incentivi per la realizzazione di impianti di risalita e di connesse strutture di servizio);

f) 28 novembre 1986, n. 56 (Norme per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie);

g) 13 maggio 1993, n. 33 (Norme in materia di turismo equestre);

h) 24 dicembre 1996, n. 43 (Costituzione di un fondo di rotazione per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario in agricoltura);

i) 27 febbraio 1998, n. 8 (Interventi regionali per lo sviluppo di impianti a fune e di connesse strutture di servizio);

j) 26 maggio 1998, n. 38 (Interventi regionali a favore del settore termale);

k) 4 settembre 2001, n. 19 (Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali);

l) 24 giugno 2002, n. 11 (Disciplina degli interventi e degli strumenti diretti alla delocalizzazione degli immobili siti in zone a rischio idrogeologico);

m) 31 marzo 2003, n. 6 (Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane);

n) 8 giugno 2004, n. 7 (Interventi regionali a sostegno delle imprese artigiane ed industriali operanti nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli);

o) 16 marzo 2006, n. 7 (Nuove disposizioni concernenti la società finanziaria regionale FINAOSTA S.p.A.. Abrogazione della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16);

p) 4 dicembre 2006, n. 29 (Nuova disciplina dell'agriturismo. Abrogazione della legge regionale 24 luglio 1995, n. 27, e del regolamento regionale 14 aprile 1998, n. 1).

q) 23 dicembre 2009, n. 52 (Interventi regionali per l'accesso al credito sociale).

2. La sospensione si applica alle rate dei mutui stipulati al 31 dicembre 2012 in scadenza dal 1° marzo 2013 al 28 febbraio 2014.

3. La sospensione si applica anche ai mutuatari inadempienti alla data del 31 dicembre 2012 rispetto a rate di mutuo scadute, a condizione che non sia già iniziato il procedimento esecutivo per l'escussione delle garanzie.

4. I mutuatari possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate di mutuo ai sensi del presente articolo con apposita domanda da presentare alla società finanziaria regionale FINAOSTA S.p.A. o alle banche convenzionate, entro il 22 febbraio 2013, per le rate in scadenza nei mesi di marzo ed aprile 2013 ed entro il 26 aprile 2013, per le rate con scadenza successiva.

Articolo 2

(Sospensione delle quote capitali su mutui con contributo in conto interessi della Regione)

1. Le disposizioni di cui all'articolo 2 della legge regionale 18 gennaio 2010, n. 2 (Proroga, per l'anno 2010, delle misure straordinarie ed urgenti in funzione anti-crisi per il sostegno alle famiglie e alle imprese di cui alla legge regionale 23 gennaio 2009, n. 1, ed altri interventi), per la sospensione delle quote capitali sui mutui con contributo in conto interessi della Regione sono prorogate, limitatamente alla prima rata in scadenza nel periodo di cui al comma 2, per i mutui agevolati con rate semestrali e limitatamente ad un periodo di sei mesi, per i mutui agevolati con rate annuali con conseguente variazione delle scadenze delle rate successive.

2. La sospensione si applica alle rate dei mutui stipulati al 31 dicembre 2012 in scadenza dal 1° marzo 2013 al 28 febbraio 2014.

3. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1, stimato per il triennio 2013/2015 in complessivi euro 300.000, è finanziato con le disponibilità presenti sul fondo di gestione speciale di FINAOSTA S.p.A. ai sensi dell'articolo 6 della l.r. 7/2006.

Articolo 3

(Interventi a sostegno delle famiglie meno abbienti. Bonus energia)

1. Gli interventi di cui all'articolo 6 della l.r. 1/2009 sono prorogati, alle condizioni ivi previste, per l'anno 2013.

2. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1, stimato per l'anno 2013 in complessivi euro 1.500.000, è finanziato mediante le risorse del Fondo regionale per le politiche sociali di cui alla legge regionale 4 settembre 2001, n. 18 (Approvazione del piano socio-sanitario regionale per il triennio 2002/2004) (UPB 1.4.2.11 Interventi correnti di finanza locale con vincolo di destinazione nel settore delle politiche sociali - parz.).

CAPO II

MISURE DI CONTENIMENTO DELLA SPESA

Articolo 4

(Disposizioni in materia di personale regionale)

1. Per l'anno 2013, l'Amministrazione regionale può ricoprire a tempo indeterminato, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, non oltre il 20 per cento dei posti della dotazione organica vacanti al 1° gennaio 2013 e non oltre il 20 per cento dei posti che si renderanno vacanti nell'anno 2013.

Articolo 5

(Disposizioni per il contenimento della spesa per iniziative turistiche e culturali)

1. Le disposizioni di cui all'articolo 10 della legge regionale 13 dicembre 2011, n. 30 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge finanziaria per gli anni 2012/2014), concernenti le limitazioni alla spesa a carico del bilancio regionale per le iniziative turistiche e culturali, continuano a trovare applicazione anche per il triennio 2013/2015.

Articolo 6

(Concorso degli enti locali al riequilibrio della finanza pubblica)

1. Sino alla completa definizione delle funzioni comunali da esercitare in forma associata e dei relativi fabbisogni di personale e, comunque, per l'anno 2013, è fatto divieto agli enti locali di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Per le assunzioni a tempo determinato, si applicano, anche per il 2013, le limitazioni stabilite con la deliberazione della Giunta regionale adottata ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della l.r. 30/2011.

CAPO III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE

Articolo 7

(Disposizioni in materia di personale regionale)

1. Ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22 (Nuova disciplina dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico della Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, e di altre leggi in materia di personale), la dotazione organica della struttura regionale è definita in 84 unità di personale assegnate all'organico del Consiglio regionale, di cui 9 unità con qualifica di dirigente e 2865 unità di personale di cui 141 unità con qualifica di dirigente così distribuite nei seguenti organici:

a) Giunta regionale: 2070 unità di personale, di cui 137 unità con qualifica di dirigente;

b) istituzioni scolastiche ed educative dipendenti dalla Regione: 396 unità di personale;

c) Corpo forestale della Valle d'Aosta: 167 unità di personale, di cui 2 unità con qualifica di dirigente;

d) personale professionista del Corpo valdostano dei vigili del fuoco: 232 unità di personale, di cui 2 unità con qualifica di dirigente.

2. Ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della l.r. 22/2010, i segretari particolari, definiti in 10 unità di personale di cui 1 unità assegnata all'organico del Consiglio regionale, sono collocati al di fuori della dotazione organica. La spesa è autorizzata per l'anno 2013, per euro 860.000 (UPB 1.02.01.12 Altri interventi per il personale regionale - parz.) e per euro 90.000 (UPB 1.01.01.10 Consiglio regionale - parz.).

3. Il contingente di personale con qualifica di dirigente di cui al comma 1 è comprensivo di quello di cui agli articoli 8, comma 2, 9, comma 1, 11, commi 1 e 2bis, della l.r. 22/2010, nonché di quello i cui incarichi possono essere conferiti ai sensi degli articoli 21, comma 2, e 22, comma 4, della medesima legge.

4. Per le finalità di cui all'articolo 6 della l.r. 22/2010, i limiti di spesa relativi alla dotazione organica di cui al comma 1 sono definiti in euro 128.742.464 per retribuzioni, indennità accessorie e oneri di legge a carico del datore di lavoro, ivi comprese le assunzioni a tempo determinato, di cui:

a) euro 124.790.504 per il personale amministrato dalla Giunta regionale (UPB 1.2.1.10 Trattamento economico del personale regionale), suddivisi in euro 124.052.604 per il personale assegnato agli organici facenti capo alla Giunta regionale, ivi compresi euro 150.000 per l'attribuzione dell'indennità di trasferta al personale professionista del Corpo valdostano dei vigili del fuoco per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012, ed euro 737.900 per il personale dell'ex Direzione Agenzia regionale del lavoro assunto con contratto di diritto privato;

b) euro 3.951.960 per il personale assegnato all'organico del Consiglio regionale (UPB 1.1.1.10 Consiglio regionale - parz.).

5. Le risorse finanziarie destinate annualmente al Fondo unico aziendale del personale regionale e del personale dell'ex Direzione Agenzia regionale del lavoro non utilizzate al termine di ciascun esercizio finanziario sono portate in aumento delle risorse dell'esercizio finanziario successivo.

6. Le risorse finanziarie destinate al Fondo per la quarta progressione orizzontale ai sensi dell'articolo 141 del contratto collettivo regionale di lavoro del 13 dicembre 2010 che risultino in eccesso a seguito dell'erogazione della medesima al personale avente diritto costituiscono economia di spesa.

7. Per le finalità di cui agli articoli 14 e 15 della l.r. 22/2010, la spesa degli addetti alle attività giornalistiche e di informazione è autorizzata, per l'anno 2013, per euro 255.000 (UPB 1.02.01.12 Altri interventi per il personale regionale - parz.) a carico dell'Amministrazione regionale e per euro 225.000 a carico della Presidenza del Consiglio regionale (UPB 1.01.01.10 Consiglio regionale - parz.).

8. Per le finalità di cui agli articoli 11 e 14, comma 2, lettera b), della l.r. 22/2010, la spesa dei collaboratori di supporto è autorizzata, per l'anno 2013, per euro 50.000 a carico dell'Amministrazione regionale (UPB 1.01.01.11 Giunta regionale e Presidente della Regione - parz.) e per euro 50.000 a carico della Presidenza del Consiglio regionale (UPB 1.01.01.10 Consiglio regionale - parz.).

9. Per le finalità di cui all'articolo 53 della l.r. 22/2010, è autorizzata la spesa per l'importo di euro 200.000 a decorrere dall'anno 2013 (UPB 1.01.01.12 Istituzioni diverse - parz.).

10. La spesa relativa alla gestione e al funzionamento della Commissione indipendente di valutazione della performance di cui all'articolo 36 della l.r. 22/2010 è autorizzata nel limite di euro 180.000 a decorrere dall'anno 2013 (UPB 1.03.01.11 - Comitati e commissioni - parz.).

11. Per le finalità di cui agli articoli 29 e 66 della l.r. 22/2010 e 8 della legge regionale 18 aprile 2008, n 16 (Disposizioni in materia di telelavoro), è autorizzata la spesa per complessivi euro 18.000 a decorrere dall'anno 2013 (UPB 1.03.01.11 Comitati e commissioni - parz.).

12. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le occorrenti variazioni per la riproposizione nel bilancio dell'anno successivo degli importi di cui al comma 5 non utilizzati al termine di ciascun esercizio finanziario. Fino a quando non sia approvato il rendiconto di tale ultimo esercizio, delle predette spese non si tiene conto ai fini del calcolo dell'eventuale differenza di cui all'articolo 7, comma 1, della l.r. 30/2009.

13. La spesa relativa alle pari opportunità e il benessere organizzativo dei lavoratori del Comparto unico regionale di cui all'articolo 66 della l.r. 22/2010 è autorizzata nel limite di euro 58.000 a decorrere dall'anno 2013 (UPB 1.02.01.12 Altri interventi per il personale regionale - parz).

14. Per le finalità di cui all'articolo 56 della l.r. 22/2010, come disciplinato dall'articolo 15, comma 2, del C.C.R.L. del 13/01/2012, è autorizzata la spesa per l'importo di euro 200.000 a decorrere dall'anno 2013 (UPB 1.01.01.12 Istituzioni diverse - parz).

CAPO IV

INTERVENTI IN MATERIA DI FINANZA E CONTABILITÀ DEGLI ENTI LOCALI

Articolo 8

(Determinazione delle risorse destinate alla finanza locale)

1. L'ammontare delle risorse finanziarie da destinare agli interventi in materia di finanza locale è determinato, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale), in euro 234.811.259 per l'anno 2013.

2. Per l'anno 2013, le risorse di cui al comma 1 sono ripartite e destinate con le modalità di cui ai commi 3, 4 e 5, anche in deroga alla l.r. 48/1995, in relazione agli impatti sulla finanza regionale e locale derivanti dalla partecipazione della Regione agli obiettivi complessivi di finanza pubblica, nonché a quelli di perequazione e di solidarietà e dell'esercizio dei diritti e dei doveri dagli stessi derivanti.

3. Per l'anno 2013, la somma di cui al comma 1 è ripartita fra gli interventi finanziari di cui all'articolo 5 della l.r. 48/1995 nel modo seguente:

a) trasferimenti finanziari agli enti locali senza vincolo settoriale di destinazione, euro 95.170.000 (Area omogenea 1.4.1 Trasferimenti di Finanza locale senza vincolo di destinazione);

b) interventi per programmi di investimento, euro 11.434.005 (Area omogenea 1.4.3 Speciali programmi di investimento) da utilizzare:

1) quanto ad euro 9.000.000, per il finanziamento dei programmi del Fondo per speciali programmi di investimento (FoSPI) di cui al capo II del titolo IV della l.r. 48/1995;

2) quanto ad euro 2.434.005, per gli interventi previsti dalla legge regionale 30 maggio 1994, n. 21 (Interventi regionali per favorire l'accesso al credito degli enti locali e degli enti ad essi strumentali dotati di personalità giuridica);

c) trasferimenti finanziari con vincolo settoriale di destinazione, euro 128.207.254 ripartiti ed autorizzati nelle misure indicate nell'allegato A, ai sensi dell'articolo 27 della l.r. 48/1995 (Area omogenea 1.4.2 Trasferimenti di Finanza locale con vincolo settoriale di destinazione; UPB 1.15.1.10 Oneri per interessi - parz. e UPB 1.15.1.30 Quote capitale per ammortamento mutui - parz.).

4. Per l'anno 2013, le risorse finanziarie di cui al comma 3, lettera a), sono destinate:

a) per euro 4.441.529, al finanziamento dei Comuni, ripartiti secondo il criterio di cui all'articolo 6, comma 2bis, della legge regionale 17 dicembre 1997, n. 41 (Legge finanziaria per gli anni 1998/2000);

b) per euro 85.978.471, al finanziamento dei Comuni;

c) per euro 3.750.000, al finanziamento delle Comunità montane;

d) per euro 1.000.000, al Comune di Aosta quale ulteriore trasferimento finanziario senza vincolo settoriale di destinazione.

5. Per l'anno 2013, una quota delle risorse finanziarie di cui al comma 4, lettera b), è destinata:

a) per euro 3.220.000, a spese d'investimento;

b) per euro 4.173.560, a spese per gli interventi di politica sociale, secondo i criteri di riparto determinati con deliberazione della Giunta regionale, previo parere del Consiglio permanente degli enti locali.

6. Salvo quanto previsto dalla presente legge, gli enti locali si fanno carico degli oneri per la realizzazione degli interventi previsti nell'allegato A per quanto eccedente gli stanziamenti iscritti nei pertinenti capitoli di spesa del bilancio di previsione della Regione.

7. I Comuni concorrono al finanziamento delle Comunità montane di appartenenza, al fine di garantirne un adeguato funzionamento. In caso di mancato accordo, ogni Comune contribuisce al finanziamento della Comunità montana in base alla spesa di riferimento determinata ai sensi dell'articolo 11 della l.r. 48/1995.

8. Gli enti locali concorrono, per quanto di rispettiva competenza, al finanziamento dei servizi erogati ai propri cittadini.

9. Per l'anno 2013, le risorse disponibili derivanti dai sovracanoni idroelettrici, destinate dal Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta ricadenti nel Bacino imbrifero montano della Dora Baltea (BIM) ai Comuni valdostani, sono determinate in un importo pari a quello delle risorse ripartite tra i medesimi Comuni nell'anno 2009; le ulteriori risorse disponibili sono accantonate in un fondo vincolato costituito presso il BIM per il finanziamento di specifici interventi in materia assistenziale e sanitaria.

Articolo 9

(Fondo per Speciali programmi di investimento - FoSPI)

1. Ai fini del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2011/2013 la spesa complessiva di euro 38.722.139, già determinata ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge regionale 10 dicembre 2010, n. 40 (Legge finanziaria per gli anni 2011/2013), è rideterminata in euro 36.868.721 (U.P.B. 1.4.3.20) e ripartita nel quadriennio 2011/2014 ed è così suddivisa per gli anni 2013 e2014:

a) anno 2013 euro 9.000.000;

b) anno 2014 euro 7.385.831.

2. Il comma 2 dell'articolo 19 della l.r. 30/2011 è abrogato.

3. Ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2012/2014, la spesa complessiva di euro 17.894.132, già rideterminata ai sensi dell'articolo 19, comma 1, della l.r. 30/2011, è ulteriormente rideterminata in euro 17.862.504 (U.P.B. 1.4.3.20) e ripartita nel quinquennio 2012/2016 ed è così suddivisa per gli anni 2014 e 2015:

a) anno 2014 euro 1.614.169;

b) anno 2015 euro 9.000.000.

All'autorizzazione della spesa residua di euro 7.222.826, si provvederà con legge finanziaria per il triennio 2014/2016.

4. L'approvazione e il finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2012/2014 sono rinviati all'anno 2014, ad eccezione dei progetti già presentati alla data del 1° agosto 2012 e per i quali la relativa spesa sia già stata approvata e impegnata.

5. Ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2013/2015, la spesa complessiva di euro 15.000.000, già rideterminata ai sensi dell'articolo 19, comma 3, della l.r. 30/2011, è ulteriormente rideterminata in euro 13.444.327. La realizzazione delle opere inserite nel programma FoSPI 2013/2015 è posticipata al triennio 2016/2018 e l'approvazione e il finanziamento dei progetti esecutivi sono rinviati all'anno 2016. Il termine di cui all'articolo 20, comma 3, della l.r. 48/1995 per la presentazione dei progetti esecutivi relativi al programma FoSPI 2013/2015 è posticipato di un anno.

6. L'attuazione del programma FoSPI 2014/2016 è posticipata al triennio 2017/2019. Ai fini dell'approvazione del programma FoSPI 2014/2016 i termini previsti dall'articolo 20, commi 1, 2 e 3, della l.r. 48/1995 sono posticipati di un anno. La relativa spesa di riferimento, già determinata in euro 15.000.000 ai sensi dell'articolo 19, comma 4, della l.r. 30/2011, è rideterminata in euro 9.000.000. All'autorizzazione della spesa e alla sua articolazione per annualità, ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma, si provvederà con legge finanziaria per il triennio 2017/2019.

7. In deroga alla l.r. 48/1995, le eventuali economie realizzate dalla gestione dei residui e dalla gestione della competenza nell'ambito dell'U.P.B. 1.4.3.20 sono destinate in sede di assestamento del bilancio alla medesima U.P.B..

8. Dopo il comma 3 dell'articolo 20 della l.r. 48/1995, è inserito il seguente:

"3bis. In deroga a quanto stabilito dal comma 3, lettera b), n. 2), i progetti esecutivi possono essere ammessi a finanziamento anche se comportano modificazioni rispetto al progetto preliminare a condizione che vi sia un risparmio nei costi di investimento, rimangano inalterate le funzionalità principali del progetto preliminare e sia dimostrata la perdurante convenienza economica dell'opera modificata.".

Articolo 10

(Fondo regionale per le politiche sociali. Modificazioni alla legge regionale 4 settembre 2001, n. 18)

1. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 18 (Approvazione del piano socio-sanitario regionale per il triennio 2002/2004), le parole: "di quelli ricompresi nella finanza locale" sono soppresse.

2. Dopo il comma 2 dell'articolo 3 della l.r. 18/2001, è inserito il seguente:

"2bis. A decorrere dall'anno 2013, al finanziamento del Fondo si provvede mediante risorse derivanti da trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione di cui al titolo V della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale), in deroga a quanto disposto dalla medesima legge, integrate da eventuali risorse aggiuntive di finanza regionale o derivanti da finanziamenti statali ed europei.".

3. L'autorizzazione di spesa del Fondo regionale per le politiche sociali è determinata, per l'anno 2013, in euro 18.070.000 (UPB 1.4.2.11 Interventi correnti di finanza locale con vincolo di destinazione nel settore delle politiche sociali - parz; UPB 1.4.2.22 Interventi d'investimento di finanza locale con vincolo di destinazione per strutture destinate all'assistenza sociale - parz.). Per gli anni successivi, gli stanziamenti di finanza locale sono individuati secondo le modalità di cui all'articolo 25, comma 3, della l.r. 48/1995. L'autorizzazione di spesa comprende le spese concernenti la partecipazione della Regione a reti e progetti europei in materia di politiche sociali.

Articolo 11

(Finanziamento degli interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale)

1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge regionale 2 marzo 1992, n. 3 (Interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale), è determinata, per il triennio 2013/2015, in euro 3.257.522 per l'anno 2013, euro 1.953.785 per l'anno 2014 ed euro 2.200.634 per l'anno 2015 (UPB 1.4.4.20 Interventi per altri investimenti di finanza locale - parz.).

2. Per gli importi e per i periodi di cui al comma 1, la Giunta regionale è autorizzata a contrarre mutui passivi (Parte Entrata - UPB 1.5.1.10 Accensione di prestiti a medio e lungo termine - parz.).

Articolo 12

(Piani di edilizia scolastica)

1. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 11 dicembre 2009, n. 47 (Legge finanziaria per gli anni 2010/2012), le parole: "2010, 2011 e 2012" sono sostituite dalle seguenti: "2010, 2011, 2012 e 2013".

2. L'onere per l'applicazione del comma 1 è determinato in complessivi euro 1.000.000 per l'anno 2013 (UPB 1.4.2.25 Interventi d'investimento di finanza locale con vincolo di destinazione per strutture destinate all'istruzione e alla cultura - parz).

Articolo 13

(Modificazione alla legge regionale 27 maggio 1994, n. 18)

1. L'articolo 12 della legge regionale 27 maggio 1994, n. 18 (Deleghe ai Comuni della Valle d'Aosta di funzioni amministrative in materia di tutela del paesaggio), è abrogato.

CAPO V

INTERVENTI IN MATERIA DI SANITÀ

Articolo 14

(Finanziamento della spesa sanitaria regionale di parte corrente e per investimenti)

1. La spesa sanitaria di parte corrente oggetto di trasferimento annuale all'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta (Azienda USL) è determinata per il triennio 2013/2015 in euro 277.877.670 per l'anno 2013, in euro 272.657.670 per l'anno 2014 e in euro 265.657.670 per l'anno 2015 ed è ripartita in:

a) finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA)

b) finanziamento aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA.

2. Il finanziamento di cui al comma 1 lettera a) è determinato in euro 276.027.670 per l'anno 2013, euro 270.807.670 per l'anno 2014 ed euro 263.807.670 per l'anno 2015, di cui annui euro 12.972.000 per il saldo della mobilità sanitaria (Area Omogenea 1.9.1. Servizio sanitario regionale - Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA).

3. Il finanziamento di cui al comma 1, lettera b) è determinato in annui euro 1.850.000 per il triennio 2013-2015 (Area Omogenea 1.9.2. Servizio sanitario regionale - Finanziamento aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiore ai LEA).

4. La spesa per investimenti in ambito sanitario è determinata, per il triennio 2013/2015, in euro 2.150.000 per l'anno 2013, in euro 1.650.000 per l'anno 2014 ed euro 1.150.000 per l'anno 2015. Tali somme sono trasferite annualmente all'Azienda USL (U.P.B. 01.09.05.20 Spesa per gli investimenti in ambito sanitario) che deve predisporre un piano di interventi da sottoporre all'approvazione della Giunta regionale nell'ambito dell'accordo di programma di cui all'articolo 7 della legge regionale 25 gennaio 2000, n. 5 (Norme per la razionalizzazione dell'organizzazione del Servizio socio-sanitario regionale e per il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali prodotte ed erogate nella Regione).

5. A decorrere dall'anno 2013, gli oneri per la mobilità sanitaria sono sostenuti dall'Azienda USL che vi provvede con le risorse appositamente trasferite nell'ambito del finanziamento di cui al comma 2.

6 La Regione può trasferire all'Azienda USL le somme versate dallo Stato, da enti o da aziende in attuazione di disposizioni statali finalizzate al contenimento della spesa sanitaria o al finanziamento di specifiche iniziative e attività. A tal fine, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.

7. Per la spesa di personale, resta fermo quanto stabilito dall'articolo 46, comma 5, della l.r. 30/2011.

8. Gli oneri per gli accertamenti medico-legali sui dipendenti della Regione, degli enti del comparto unico regionale e delle istituzioni scolastiche ed educative dipendenti dalla Regione assenti dal servizio per malattia sono posti a carico dell'Azienda USL che vi provvede con le risorse trasferite nell'ambito del finanziamento ordinario dei LEA.

CAPO VI

INTERVENTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO

Articolo 15

(Interventi in materia di politica del lavoro)

1. L'autorizzazione di spesa per l'attuazione del piano triennale degli interventi di politica del lavoro, delle azioni di formazione professionale, di orientamento e sviluppo delle azioni per favorire l'impiego e l'occupazione, approvato con deliberazione del Consiglio regionale 2493/XIII del 21 giugno 2012, è rideterminata per il triennio 2013/2015 in complessivi euro 17.736.500, annualmente così suddivisa:

anno 2013

euro 6.019.900;

anno 2014

euro 5.858.300;

anno 2015

euro 5.858.300

(UPB 01.11.08.20 Fondo per le politiche del lavoro e la formazione professionale; UPB 01.11.08.10 Interventi di politica del lavoro a valere sul fondo per le politiche del lavoro - parte corrente; UPB 01.11.08.11 Interventi di formazione professionale a valere sul fondo per le politiche del lavoro).

2. Il finanziamento degli interventi del piano di cui al comma 1 può essere oggetto di spesa da parte del programma obiettivo n. 2 occupazione per il periodo 2007/2013.

Articolo 16

(Contributi per i lavoratori disabili. Modificazione alla legge regionale 28 dicembre 1983, n. 89)

1. L'articolo 2 della legge regionale 28 dicembre 1983, n. 89 (Norme integrative alla legge regionale 11 agosto 1981, n. 54, concernente: interventi per favorire l'inserimento lavorativo di cittadini portatori di handicap), è sostituito dal seguente:

"Articolo 2

1. Alle cooperative che abbiano come soci o dipendenti soggetti portatori di handicap, come individuati dalla legge regionale 11 agosto 1981, n. 54 (Interventi per favorire l'inserimento lavorativo di cittadini portatori di handicap), il contributo può essere concesso, a scelta del beneficiario:

a) nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 41 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato;

b) in regime de minimis, ai sensi della normativa europea vigente.

2. Possono inoltre essere riconosciuti, nella determinazione dell'ammontare dei contributi, alle condizioni di cui all'articolo 42 del regolamento (CE) n. 800/2008, i costi totali o parziali relativi al tempo impiegato per l'affiancamento di personale di sostegno ai soggetti portatori di handicap.

3. La Giunta regionale stabilisce, con propria deliberazione, i criteri e le modalità, anche procedimentali, per la concessione dei contributi di cui al presente articolo. La predetta deliberazione è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione.".

Articolo 17

(Programmi di investimento oggetto di cofinanziamento europeo e statale)

1. La Regione attua, nel periodo 2007/2015, gli investimenti definiti nell'ambito del Programma operativo Competitività regionale 2007/2013, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo di rotazione statale previsto dal regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1783/1999 e dal regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999.

2. In relazione all'approvazione, con decisione della Commissione europea 2007/3867/CE, del 7 agosto 2007, del Programma operativo Competitività regionale 2007/2013, gli investimenti di cui al comma 1 sono attuati anche mediante l'utilizzo delle risorse finanziarie che l'Unione europea e lo Stato italiano rendono disponibili, in applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 e della legge 16 aprile 1987, n. 183 (Coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari).

3. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata, per il periodo 2007/2015, la quota, a carico della Regione, di euro 34.639.235, così suddivisa:

a) euro 8.785.913, quale quota di cofinanziamento a carico della Regione prevista dal piano finanziario del Programma operativo, che viene determinata complessivamente per il triennio 2013/2015 in euro 1.330.910 interamente assegnata alla competenza 2013;

b) euro 25.853.322, di cui euro 16.355.301 già autorizzati nelle annualità 2010, 2011 e 2012, quale quota aggiuntiva di risorse regionali per il periodo 2007/2015 e che viene determinata complessivamente per il triennio 2013/2015 in euro 9.498.021, annualmente così suddivisa:

anno 2013

euro

3.721.370;

anno 2014

euro

5.676.651;

anno 2015

euro

100.000

(UPB 01.11.09.20 Programma Competitività regionale 2007/2013 parz.).

4. La Regione attua, nel periodo 2007/2015, gli investimenti definiti nell'ambito del Programma Valle d'Aosta oggetto di contributo del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS).

5. Per le finalità di cui al comma 4, è autorizzata, per il periodo 2007/2015, la spesa complessiva, a carico della Regione, di euro 35.869.443, così suddivisa:

a) euro 21.401.469 quale quota di cofinanziamento a carico della Regione, che viene determinata complessivamente, per il triennio 2013/2015, in euro 3.819.055 annualmente così suddivisa:

anno 2013

euro

3.655.055;

anno 2014

euro

82.000;

anno 2015

euro

82.000;

b) euro 14.467.974 quale quota aggiuntiva di risorse regionali che, per il triennio 2013/2015, viene annualmente così suddivisa:

anno 2013

euro

2.293.323;

anno 2014

euro

6.174.651

anno 2015

euro

6.000.000;

(UPB 01.11.09.22 Programma Valle d'Aosta 2007/2013 oggetto di cofinanziamento FAS).

6. Gli oneri a carico della Regione per l'attuazione, nel periodo 2007/2015, dei Programmi di cooperazione territoriale 2007/2013, cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo di rotazione statale, sono determinati, per il periodo 2013/2015, in complessivi euro 3.177.131, annualmente così suddivisi:

anno 2013

euro

1.137.131;

anno 2014

euro

1.020.000;

anno 2015

euro

1.020.000.;

(UPB 01.11.09.21 Programmi cooperazione territoriale 2007/2013 - parz.).

7. Le spese per interventi coerenti con i Programmi di cui al presente articolo, già finanziate nell'ambito di Unità previsionali di base diverse da quelle indicate ai commi 3, 5 e 6 possono essere rendicontate dalla Regione, a valere sui medesimi Programmi, purché rispondenti ai criteri di ammissibilità previsti dalla normativa vigente.

8. La Regione attua, nel periodo 2007/2013, gli interventi definiti nell'ambito del programma obiettivo n. 2 occupazione previsto dal regolamento (CE) n. 1081/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1784/1999 e dal regolamento (CE) n. 1083/2006.

9. Per le finalità di cui al comma 8, è autorizzata, per il periodo 2013/2015, la quota di cofinanziamento a carico del bilancio regionale di euro 2.674.610 interamente assegnate all'annualità 2013. (UPB 01.11.09.11 Programma occupazione 2007/2013 - parz.).

Articolo 18

(Programma di sviluppo rurale 2007/2013)

1. La Regione attua gli interventi definiti nell'ambito del Programma di sviluppo rurale 2007/2013, approvato con Decisione C (2008) 734 del 18 febbraio 2008 e con deliberazione del Consiglio regionale 3399/XII del 20 marzo 2008, in applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

2. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata, per il periodo 2013/2015, una spesa a carico della Regione di euro 18.000.000 (U.P.B. 1.11.09.23 Programma di sviluppo rurale 2007/2013), così suddivisa:

a) euro 860.000 quale quota di cofinanziamento a carico della Regione per l'anno 2013;

b) euro 17.140.000 quale quota aggiuntiva di risorse regionali, come definita dal capitolo 8 del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 per la piena realizzazione del programma stesso, annualmente così suddivisa:

anno 2013

euro

7.140.000;

anno 2014

euro

5.000.000;

anno 2015

euro

5.000.000.

3. L'autorizzazione di spesa per la gestione e la valutazione del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 è determinata, per il triennio 2013/2015, in euro 1.050.000 (UPB 01.11.09.10 Programma sviluppo rurale 2007/2013 - spese correnti), ed è ripartita in annui euro 350.000.

Articolo 19

(Fondo di gestione speciale di Finaosta S.p.A.. L.r. 7/2006)

1. Per gli interventi da effettuarsi tramite la gestione speciale di FINAOSTA S.p.A. ai sensi dell'articolo 6 della l.r. 7/2006, è autorizzata, per il triennio 2013/2015, la spesa annua di euro 5.912.000 (UPB 1.11.01.21 Partecipazioni azionarie e conferimenti - parz.; UPB 1.9.5.10 Spesa corrente relativa ad investimenti sanitari; UPB 1.6.3.10 Interventi nell'ambito delle strutture universitarie - parte corrente - parz.; UPB 1.15.2.21 Altri interventi di investimento non ripartibili - parz.).

Articolo 20

(Contributo alla società Autoporto S.p.A. per il concorso nell'ammortamento di mutui per la realizzazione di interventi di investimento di interesse regionale. Modificazione alla l.r. 30/2011)

1. Al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 30/2011, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "La ripartizione del predetto contributo, ai fini dell'imputazione al bilancio della società Autoporto S.p.A., nella quota in conto capitale per la realizzazione delle opere e in conto interessi a copertura degli oneri finanziari connessi all'intervento è determinata nell'ambito di apposita convenzione.".

Articolo 21

(Finanziamento della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales. Modificazione alla legge regionale n. 7/2002)

1. Il comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 20 maggio 2002, n. 7 (Riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta), è sostituito dal seguente:

"3. Per l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 1, ivi compresa la gestione dell'Albo regionale delle imprese artigiane di cui alla l.r. 34/2001, la Regione eroga un finanziamento annuale alla Chambre determinato annualmente con legge di bilancio.".

2. Il comma 3bis dell'articolo 12 della l.r. 7/2002 è abrogato.

CAPO VII

INTERVENTI IN MATERIA DI GESTIONE DEL TERRITORIO E TUTELA DELL'AMBIENTE

Articolo 22

(Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Legge regionale 4 settembre 1995, n. 41)

1. Il trasferimento annuale all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), istituita con legge regionale 4 settembre 1995, n. 41 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) e creazione, nell'ambito dell'Unità sanitaria locale della Valle d'Aosta, del Dipartimento di prevenzione e dell'Unità operativa di microbiologia), è autorizzato, per l'anno 2013, in euro 5.100.000 (UPB 01.14.1.10 Interventi per la tutela, recupero, valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio - parz.).

2. L'autorizzazione di spesa disposta ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge regionale 15 dicembre 2003, n. 21 (Legge finanziaria per gli anni 2004/2006), è prorogata fino al 31 dicembre 2015 ed è rideterminata in annui euro 200.000 per il triennio 2013/2015 (UPB 01.14.1.20 Investimenti per la tutela, recupero, valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio - parz.).

3. Per la spesa di personale, resta fermo quanto stabilito dall'articolo 57, comma 3, della l.r. 30/2011.

Articolo 23

(Parco naturale del Mont Avic. Leggi regionali 10 agosto 2004, n. 16, e 7 aprile 1992, n. 18)

1. Il trasferimento annuale all'ente gestore per il funzionamento del Parco naturale del Mont Avic di cui alla legge regionale 10 agosto 2004, n. 16 (Nuove disposizioni in materia di gestione e funzionamento del parco naturale Mont Avic. Abrogazione delle leggi regionali 19 ottobre 1989, n. 66, 30 luglio 1991, n. 31, e 16 agosto 2001, n. 16), è autorizzato, per l'anno 2013, in euro 1.100.000 (UPB 01.14.02.10 Interventi per la tutela dei parchi e delle riserve naturali - parz.).

2. L'autorizzazione di spesa per la realizzazione delle infrastrutture tecniche per il Parco naturale del Mont Avic di cui alla legge regionale 7 aprile 1992, n. 18 (Finanziamento dei lavori di costruzione di infrastrutture di servizio per il Parco del Mont Avic), è rideterminata, per il triennio 2013/2015 in annui euro 70.000 (UPB 01.14.02.20 Investimenti per i parchi e le riserve naturali - parz.).

3. Per gli importi e i periodi di cui al comma 2, la Giunta regionale è autorizzata a contrarre mutui passivi (Parte Entrata - UPB 01.05.01.10 Accensione di prestiti a medio e lungo termine - parz.).

Articolo 24

(Disposizioni in materia di gestione dei rifiuti. Modificazioni alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31)

1. Al comma 4bis dell'articolo 24 della legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti), dopo le parole "Al finanziamento" sono introdotte le seguenti: "per la gestione e".

CAPO VIII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 25

(Determinazione di autorizzazioni di spesa recate da leggi regionali)

1. Le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi regionali elencate nell'allegato B e dalle leggi regionali modificative delle stesse sono determinate, ai sensi dell'articolo 24 della l.r. 30/2009, nelle misure indicate nel medesimo allegato B.

2. Le spese autorizzate dalla presente legge trovano copertura nelle risorse iscritte nello stato di previsione dell'entrata del bilancio pluriennale 2013/2015.

Articolo 26

(Entrata in vigore)

1. La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2013.

Allegati A e B

(omissis)

Presidente - Passiamo all'esame del disegno di legge n. 210, con l'analisi prima degli ordini del giorno presentati ieri.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Pensavo fossero ordinati dalla Presidenza secondo un ordine preciso, se ci lasciate il privilegio della scelta, cominceremo dall'ordine del giorno che riguarda la riduzione dei contributi. È una tematica che abbiamo affrontato all'inizio di questo Consiglio in un'interpellanza discussa con l'Assessore La Torre e che riprendiamo in questo ordine del giorno, perché non solo sono emerse delle diversità di approccio per quanto riguarda questa problematica complessa, che riguarda erogazioni per oltre un centinaio di milioni di euro e che ha subito un intervento in qualche modo meccanico con un approccio matematico di riduzione di 10 punti percentuali di contributo rispetto alla percentuale massima fissata dalle singole leggi... Qui abbiamo una situazione molto articolata, abbiamo già espresso martedì tutta la nostra perplessità sul fatto che si vada a tagliare in questo modo; se c'era un contributo previsto, dal 90 percento scende all'80, se c'era un contributo previsto al 10 percento, viene praticamente azzerato. È un approccio che non consente di individuare delle modalità più ragionevoli che distribuiscano in modo meno impattante questa sofferenza che viene imposta in modo generalizzato. C'è poi la questione delle tipologie di contributo; Assessore, lei ci ha precisato in commissione che si tratta di interventi finanziari a sostegno di enti pubblici, interventi vitali, interventi a sostegno dell'economia e delle famiglie, della salute, di tanti altri fattori, allora generalizzare in modo così uniforme il trattamento, capiamo - anche se non condividiamo del tutto - che potesse essere un approccio terapeutico nell'immediato, ma non può essere la medicina definitiva. Qui si deve andare ad una rivisitazione complessiva, ad una proposta che chiamiamo di razionalizzazione e semplificazione del sistema contributivo regionale. Su questo dobbiamo essere chiari: o lo facciamo e ci mettiamo a lavorarci adesso e all'inizio del prossimo anno siamo in grado come Consiglio di questa legislatura di dare un quadro normalizzato della situazione, oppure voi alzate le braccia e dite è un lavoro troppo pesante, ci interessa arrivare alla chiusura della legislatura e rimandiamo il tutto alla prossima legislatura. Noi siamo pagati per lavorare, saremo pagati se non ci saranno cataclismi fino al 30 giugno 2013, riteniamo sia nostro dovere lavorare ogni giorno fino a quella data e a noi non sembra essere un lavoro così impossibile.

Certo è complesso, una ricognizione si fa in una settimana di tutte le leggi, abbiamo quattro giuristi che lavorano all'Ufficio legislativo del Consiglio regionale, ci sono da sentire tutti i servizi interessati, c'è da prendere una decisione politica, ma rendere questo servizio vuol dire permettere a chi governerà dopo di avere il tavolo sgombro rispetto a tale problema molto grave, sappiamo che una Giunta neo insediata e un nuovo esecutivo hanno bisogno di alcuni mesi per prendere le leve in mano, noi dobbiamo lasciare un lavoro chiuso per questa legislatura. Verificare insieme quindi lo possiamo fare - il Presidente Rosset presiede una commissione che sta lavorando - l'esistenza di situazioni di particolare problematicità legata all'immediata applicazione della delibera n. 1952/2012, quella del taglio generalizzato...e in conseguenza di investimenti già effettuati nella concreta aspettativa di contribuzioni essenziali.

Assessore, la notizia che non ci siano più soldi a sufficienza per le borse di studio universitarie è una notizia che si è diffusa ieri, è stata registrata dai siti internet e dalle agenzie di stampa ed è una cosa che sta preoccupando centinaia di persone. La risposta data dal responsabile del servizio sta mettendo in allarme: si parla di rinvio, si parla di possibile riduzione, i servizi non capiscono cosa stia succedendo (adesso le metterò a disposizione la notizia, è su un'agenzia di stampa on line regionale, la può trovare facilmente digitando: "borse di studio, Valle d'Aosta"). Non facciamo pubblicità qui all'una o all'altra; fra l'altro, non ricordo quale delle due principali agenzie fosse ad avere dato questa informazione, ma stiamo parlando di una problematica che è urgente definire. Lei ha preso con il Governo dei provvedimenti difficili, di urgenza, non siamo a criticare che si stia riducendo il volume complessivo, perché sappiamo che questa è una necessità, ma il come va negoziato e definito consensualmente all'interno della commissione, perché ci sia una visione equilibrata e non procedendo settore per settore, assessorato per assessorato con dei risultati molto diversificati. Noi questa nostra attenzione non la lasceremo, quale che sia il risultato su questa risoluzione, perché andiamo a toccare gli interessi di migliaia di persone, di famiglie e di aziende. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Premesso che le borse di studio non c'entrano niente con l'argomento della riduzione dei 10 punti, lo dico per chiarezza, altrimenti si crea confusione, le dinamiche sono tutt'altre e verificheremo la notizia che lei mi dà, questo ordine del giorno non è accoglibile e parte della risposta del perché non è accoglibile l'ha data lei nella presentazione dell'ordine del giorno: intanto perché questo è un argomento di cui è la maggioranza che si sta facendo portatrice, siamo noi che abbiamo preso la decisione di ridurre di 10 punti. Ricordo che 10 punti sono stati ridotti sul massimo dell'erogazione che era sempre stato dato e che oggi non è più possibile dare perché le risorse diminuiscono. È stata fatta una scelta di questo tipo per poter continuare a dare i contributi, per dare quelle risposte che i cittadini si aspettano, per non fare le graduatorie, per non inserire dei criteri selettivi che avrebbero lasciato molti cittadini nell'impossibilità di avere i contributi, sono questi i motivi, che abbiamo anche già affrontato in commissione. Siamo quindi a conoscenza che l'argomento è trattato anche in commissione e anche per rispetto della commissione, che ha una sua autonomia, che è libera di operare proprio sull'impulso della maggioranza che sta razionalizzando - cito solo la n. 19 che è in corso di discussione -, non mi sembra corretto accogliere il vostro ordine del giorno quasi come un sollecito, o un impegno che voi ci date di una cosa che stiamo facendo con piena responsabilità. A mio avviso, quindi, il vostro ordine del giorno non è accettabile.

Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Laurent Viérin.

Viérin L. (UV) - Solo per una precisazione in quanto invece alla questione comunicazioni inerenti alle borse di studio, come abbiamo prontamente cercato di diramare ieri attraverso gli organi di informazione che ce lo hanno chiesto e, fra l'altro, è stato anche smentito dagli uffici, nessuno ha detto dagli uffici che per la prima volta non erano stati sufficienti i fondi per coprire le borse di studio. Per le borse di studio, come è stato riportato oggi in modo corretto dal quotidiano La Stampa, esiste una graduatoria e vorrei ricordare che, in base alle domande, a fondi assegnati in modo uguale, se aumentano le domande, non si possono soddisfare tutte le domande, ma la graduatoria viene fatta in base al reddito.

Ricordo che questo Consiglio si era confrontato su questo argomento e noi, unica realtà in Italia, non applichiamo in ambito scolastico l'ISE a circa 19.600 euro, ma abbiamo il reddito: più di 45.000 con l'abbattimento del 40 percento. Su questo sono pronto a confrontarmi in commissione, perché per il futuro bisognerà fare dei ragionamenti, in quanto con la crisi che c'è e i redditi che si abbassano, aumentano le domande e, a parità di fondi destinati, non possiamo soddisfare tutte le graduatorie. Come quest'anno, è successo anche in altri anni, abbiamo già discusso di questo sui rimborsi, sulla cancelleria, dove lo Stato ha progressivamente ridotto tutti gli importi e la Regione li ha più che triplicati, ma noi, se aumentano le domande, non possiamo continuare a soddisfare indistintamente il tutto. Di questo abbiamo parlato anche nel Consiglio scolastico, questo solo per non creare allarmismi, quindi l'invito è anche per gli organi di informazione di non veicolare da un punto di vista di notizie certi argomenti che sono delicati, altrimenti sembra che siano stati sacrificati il diritto allo studio, piuttosto che altre questioni inerenti il sostegno alle famiglie. Su questo continuiamo ad avere un impegno, il ragionamento per il futuro, essendo che noi eroghiamo somme importanti sulle borse di studio, è che ce ne sono diverse, dai 2.600 in su, 4.500 si può arrivare, il totale per quest'anno è 900.000 euro, ma questo per dire che magari in futuro si potrebbe ragionare sulla diminuzione anche solo di 100 euro per ogni borsa di studio per arrivare a soddisfare più domande e aumentando anche il merito. Questo lo abbiamo fatto quest'anno, perché non possiamo continuare a dare degli aiuti in modo indistinto, al di là delle risorse finanziarie, su questo stiamo ragionando. Per questa parte di notizie siamo ancora riferiti al 2012, quindi non si parla di 2013, perché il bando è stato approvato a luglio, le dotazioni sono...anzi anche con la spending review sono state mantenute le borse di studio, perché, anche quando è arrivata la notizia di quanto si poteva spendere fino alla fine dell'anno, la priorità è stata per le borse di studio, sacrificando anche altri settori nella scelta delle priorità.

Inviterei su questo a fare una riflessione in V Commissione nei prossimi mesi per ragionare sulla futura impostazione, ma ad oggi questa impostazione è frutto di una risoluzione adottata all'unanimità dal Consiglio, per non applicare l'ISE, per avere questi criteri e avere tale impostazione. Non possiamo sapere in anticipo quante saranno le domande, quindi, una volta fissati i criteri, si fanno delle simulazioni. Le domande...tant'è vero che sugli alloggi è solo una la domanda che è stata esclusa, il che non era mai successo, anche qui abbiamo evaso tutte le domande di contributo sull'alloggio, quest'anno una domanda è stata esclusa perché sono aumentate le domande. Ci sarà da ragionare sul merito, sulla questione di valutare la riduzione progressiva magari non drastica, ma limitata su ogni borsa di studio per riuscire ad accontentare più utenti.

È stata più che altro una questione di comunicazione, ma su un bando che era fatto e sul quale si può intervenire integrando, ma non avrebbe in questo senso una logica se non ragionando su un discorso più complessivo delle borse di studio e degli aiuti alle famiglie, che sono contributo per l'università, alloggio, cancelleria, rimborso della rata universitaria e poi magari riusciamo a fare un ragionamento complessivo su tutto ciò che viene sostenuto.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente. Mi spiace che l'Assessore La Torre non abbia accolto il nostro ordine del giorno.

Due riflessioni: la prima, solo per correttezza faccio un esempio, prima l'Assessore La Torre ci diceva tutte le leggi di finanziamento sono al massimo. La smentisco subito, le faccio un esempio che è importante: energia alternativa, fotovoltaico, lo scorso anno avevamo presentato un emendamento che andava in una direzione alternativa, che era quella dell'aiuto, poi possiamo discutere se l'aiuto è troppo oppure poco, ma l'aiuto è del 20 percento. A livello nazionale potevamo arrivare al 30, il Governo regionale ha deciso di mantenere il 20, quindi non è vero che tutte le leggi sono al massimo, tant'è vero che con questi 10 punti percentuali sempre su questo esempio la riduzione è del 50 percento secco, quindi l'aiuto va al 10 quando il tetto massimo non era al 20, ma era al 30. Capisce che i pesi sono diversi e gli ordini di grandezza e l'impatto sono completamente diversi, quindi la riprendo per dire che non è così, le ho fatto un esempio, ma potremmo citarne tanti altri: ecco perché si chiedeva di rivedere razionalizzando il tutto e poter rimettere in moto la riduzione. Ho fatto una riflessione a voce alta.

Per quanto riguarda il secondo punto, nel nostro ordine del giorno avevamo chiesto di verificare l'esistenza di situazioni di particolare problematicità legate all'immediata applicazione della delibera, soprattutto - e già in commissione ci eravamo confrontati - su investimenti già fatti. Io una riflessione la farei su cosa stiamo parlando a livello di ordini di grandezza, di ricaduta e di impatto. Mi spiace perché capisco nel momento in cui il Governo regionale ha deciso dal 5 ottobre di prendere una linea...ma fare una piccola analisi per capire cosa è successo prima, soprattutto per tutti quelli che hanno già fatto l'investimento, avremmo gradito questo impegno per poterlo approfondire, ma per capire di cosa stiamo parlando: se stiamo parlando di 200.000 euro o di 4.000.000 di euro. Avremmo gradito questo confronto e penso che non solo noi lo avremmo gradito, ma anche tanti altri. Grazie.

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

Due parole per spiegare il nostro voto su questo ordine del giorno. Anche se non coglie appieno la nostra idea sulla razionalizzazione per noi necessaria in merito alla politica dei contributi economici erogati dalla Regione, esprimiamo voto favorevole per tre ragioni: la prima, il tema in oggetto richiama quello da noi presentato ancora prima dell'approvazione da parte della Giunta della deliberazione più volte citata, e ricordo che nel passato Consiglio abbiamo ritirato la mozione perché il Governo regionale aveva promesso una verifica rimandando il confronto in commissione su come operare una razionalizzazione degli interventi regionali; la seconda, il tema ci interessa, e da sempre abbiamo chiesto al Governo regionale di fare una riflessione complessiva su questa tematica; la terza, perché crediamo necessario subito porre mano ad una razionalizzazione con raziocinio. Ci sono interventi molto variegati e diversi, secondo noi per alcuni interventi potrebbe essere azzerato il contributo che viene dato, per altri invece potrebbe essere anche aumentato il contributo massimo concesso. Dobbiamo fare una verifica sulla valutazione dell'impatto che questi contributi possono avere sul piano economico e sociale della nostra regione. Per questi motivi votiamo a favore dell'ordine del giorno.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Mi rincresce che l'Assessore abbia manifestato resistenza e quasi si sia sentito piccato di aver fatto noi un'iniziativa che è assolutamente in linea con quello che ci siamo detti nella giornata di martedì. Siamo di fronte ad uno dei principali problemi che avremo davanti a noi nei prossimi mesi, qui è tutto il sistema di intervento pubblico regionale ad essere toccato da questa decisione che ha un carattere di taglio lineare. Sono sicuro che in sede amministrativa vi troverete a dover fare i conti con questa decisione, non è possibile che non vi sorgano centinaia di situazioni diversificate. La disponibilità che dà l'opposizione speravamo che potesse essere colta anche dai colleghi di maggioranza, che poi vengono anche loro a bussare alle porte dei dirigenti per sapere: "perché fate in questo modo", eccetera, è di andare a rivedere serenamente e in modo convinto tutto questo sistema. Lo ha detto molto bene il collega Rigo: qui siamo di fronte a delle questioni che richiedono una grande attenzione e ponderazione. C'è una rimodulazione, sarà anche possibile che in qualche caso ci si debba sganciare da questo limite perché non sostenibile, o che lo si debba aumentare, o perché non togliere determinati contributi? Ma qui o si fa questa operazione adesso...salvo che voi la stiate già facendo e preferiate venire - questa è un'interpretazione magari maliziosa - e buttare sul tavolo l'operazione già fatta, ma vi stiamo offrendo una disponibilità di fare un lavoro concorde che vada nell'interesse della minor tensione e conflittualità in questa regione.

Ha ragione l'Assessore Laurent Viérin nel sottolineare che, rispetto a questa problematica, stiamo fuori al momento per le borse di studio, perché sono ancora le logiche a sportello, quelle di cui parlavamo ieri con riferimento al settore dell'energia, ma è necessario fare i conti con questa tipologia di situazione e non mettere soltanto sul tavolo un limite di risorse e dire: "finché ce n'è, le diamo, poi chi viene dietro in graduatoria...". Non va bene neanche questo, perché crediamo sia opportuno che tutti possano rientrare magari riducendo un poco la percentuale, che si debba graduare in base al merito, ma l'azzeramento nel caso delle problematiche che hanno evidenziato per i settori dell'energia e dell'istruzione sono da affrontare in modo molto più approfondito. Secondo noi, è un errore che voi respingiate questo tipo di impegno che noi ci proponevamo di assumere concordemente con noi. Una carta come questa non è una carta da spendere come un risultato elettorale: questo è un impegno che prendevamo nell'interesse della Regione, peccato! Andremo ad avere una moltiplicazione nei prossimi mesi di questioni sollevate puntualmente con riferimento alle singole questioni. Perderemo più tempo di quanto non ne avremmo perso, magari in piccolo gruppo di 7-8 componenti della commissione per approfondire questo e fare un lavoro ben fatto. Con questo l'ordine del giorno è mantenuto. Grazie.

Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Laurent Viérin.

Viérin L. (UV) - Accogliamo la proposta di aprire una riflessione, vorrei solo precisare che, a differenza di altre tipologie, non è proprio a sportello, nel senso che esiste un requisito, ma sono requisiti larghi, quindi abbiamo i crediti, il merito, il reddito, il ragionamento è che il reddito, che oggi è a 45.000 euro, sono elementi da... Ne approfittavo per fornire i dati che ieri non avevamo fornito. Per l'università tanto per sottolineare che non solo gli investimenti non sono calati, ma addirittura sono aumentati, sono passati da 6.556.400 euro del 2012 a 7.000.000 per il 2013, con un aumento di circa 500.000 euro sull'Università della Valle d'Aosta, mentre, per quanto riguarda la fondazione, c'è un risparmio, ma che deriva dalla legge, nel senso che questa legge è andata a razionalizzare...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...in proporzione anche sulla fondazione, perché è razionalizzazione, la legge di fondazione dell'Istituto musicale è una legge di razionalizzazione e una parte di risparmio è lì, ma non sull'università. Qui ho il dettaglio, fra l'altro, è la tabella tecnica con le cifre esatte. Grazie.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Solo per una brevissima affermazione che completa quanto ha detto l'Assessore. Non è che non ci rendiamo conto che il problema sollevato con questa delibera sia impattante, questo non significa che in tale periodo non ci possano essere, come stiamo facendo, degli approfondimenti che portino anche a delle proposte in alcuni settori. Quello che riesce difficile, è immaginare che in 45 giorni, pur con l'approfondimento in commissione, riusciamo a risolvere il problema di tutte le leggi. Quello che possiamo dire è che ci sono settori dove l'intervento verrà proposto all'attenzione della commissione, in modo che ci possano essere tutti gli approfondimenti, ma è impossibile fare con una logica corretta un esame di tutte le leggi ed immaginare che entro tot tempo portiamo questo. Non è che sulla delibera che riduce del 10 percento, ci siamo fermati convinti di essere a posto: stiamo lavorando in ogni settore, perché in alcuni dove la questione è aggredibile lo si fa, in altri è più complesso, perché ci sono dei passaggi delicati sia per quelle che sono le situazioni in atto, sia per quelle che sono le possibilità di fruire anche di altri servizi, o di rivedere delle norme.

Abbiamo parlato del discorso dell'ISEE nella pubblica istruzione, che è stato a suo tempo volutamente alzato a livello regionale per consentire di aumentare i contributi...adesso si dice come mai lo teniamo così alto, ma da 19.000 a 40.000 capite che ne passa! Se passa a 19.000, per tutti quelli che sono sopra, il discorso si esclude. Rivedere allora questi temi non è che lo facciamo in due minuti, perché ci sono problemi molto delicati. Nel settore commerciale stesso discorso, non è così immediato, vanno fatte delle valutazioni tenendo conto di quello che è; allora non è né 45, né 90, dopodiché andiamo ad impegnare il discorso per la prossima legislatura e qualcuno potrebbe avere anche idee diverse. Noi su quelle che ci sentiamo presentiamo e portiamo le proposte. Noi accettiamo la proposta sui provvedimenti che presenteremo.

Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno, presentato dal gruppo ALPE, riguardante la riduzione dei contributi del 10 percento, che recita:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Ricordato che con deliberazione n. 1952 del 5 ottobre 2012 la Giunta regionale ha deliberato la riduzione di 10 punti percentuali dell'intensità massima di aiuto di tutte le leggi regionali aventi ad oggetto contributi economici di qualunque genere, espressi in percentuale;

Ritenuto che la riduzione sopramenzionata, in quanto applicata nella stessa misura a contributi erogati in percentuali diverse, nonché in quanto destinata a sostenere servizi, investimenti, spese gestionali e finalità di diversa natura, deve essere rimodulata con una puntuale verifica degli effetti di tale riduzione sulle singole situazioni;

Ricordato come le leggi che dispongono erogazioni di contributi siano attualmente oltre centoventi, con una complessità e varietà eccessiva di meccanismi e procedimenti valutativi;

Considerato indispensabile procedere con urgenza ad una semplificazione dell'intero sistema attraverso una puntuale rivisitazione delle procedure e delle percentuali di erogazione;

Impegna

- la II Commissione del Consiglio regionale, in collaborazione con le commissioni competenti nel merito in riferimento alle singole tematiche, ad elaborare entro quarantacinque giorni una proposta di razionalizzazione e semplificazione del sistema contributivo regionale e in particolare a definire le fattispecie che possono o devono essere, per la loro particolare natura, sottratte ad un sistema generalizzato di riduzione;

- a verificare l'esistenza di situazioni di particolare problematicità legate all'immediata applicazione della deliberazione 1952/2012 in conseguenza di investimenti già effettuati nella concreta aspettativa di contribuzioni essenziali alla loro realizzazione.

F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 7

Contrari: 25

Il Consiglio non approva.

Presidente - Passiamo all'esame del secondo ordine del giorno.

La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Questo ordine del giorno riguarda l'assistenza agli anziani, in particolare l'alternativa all'istituzionalizzazione, cioè quei contributi che vengono dati alle famiglie, agli anziani per contribuire al pagamento delle assistenti regolarmente assunte. Con una delibera del 2 novembre scorso: la n. 2089, la Giunta ha stabilito di ridurre i contributi in modo significativo, perché registriamo una diminuzione per le fasce più disagiate del 30 percento, riduzione che sale poi alle fasce con un reddito superiore al 50 percento. Riteniamo che queste riduzioni siano da riconsiderare in considerazione del fatto che è risaputo che con l'allungamento della vita gli anziani bisognosi di assistenza sono in aumento, pertanto la nostra Regione, che ha sempre fatto dell'assistenza agli anziani uno dei capisaldi del suo welfare, deve essere pronta ed attrezzata ad affrontare questo aumento.

Ricordo che la legge a cui fa riferimento questa delibera, la n. 23/2010, è stata approvata solo due anni fa all'unanimità da tutto il Consiglio, perché era stata ritenuta una legge importante, che ribadiva alcuni concetti che tutti abbiamo condiviso, perché ormai sappiamo che le microcomunità non possono più rispondere a tutte le richieste di assistenza agli anziani. Il fatto quindi di favorire la domiciliarizzazione del servizi, il permanere degli anziani nelle loro abitazioni è sicuramente un valore aggiunto per l'anziano e per la famiglia, che può rimanere nella sua casa, ma lo è anche dal punto di vista economico, l'Assessore proprio ieri diceva che ogni anziano in microcomunità ha un costo di 4.500 euro. Sappiamo come molto spesso nelle nostre frazioni più isolate ci siano inserimenti di anziani nelle microcomunità perché in famiglia non c'è più nessuno che possa occuparsi di loro, magari con un contributo adeguato queste persone potrebbero rimanere nella loro casa. In questo senso, in virtù di ciò che è stato fatto finora per l'assistenza agli anziani nella nostra regione, chiediamo che queste riduzioni vengano riconsiderate e che si trovino misure finanziarie atte a riportare gli importi previsti in precedenza all'origine.

Si dà atto che dalle ore 10,01 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

Diamo un voto favorevole all'ordine del giorno precisando subito che questo non vuol dire dare un giudizio negativo sul nostro sistema di welfare; ieri ce lo ha ricordato molto bene l'Assessore, questo nostro sistema di welfare è munifico, nel senso che diamo risposte non solo monetarie alle famiglie, ma diamo risposte di servizi a largo spettro. Questa delibera non è economicamente sostenibile né per le famiglie, né per la Regione e allora facciamo un esame molto economico, lasciando da parte per il momento la qualità della vita delle persone non autosufficienti e dei loro familiari rispetto all'impatto di questa legge, anche se diciamo sempre che dobbiamo tutelare il benessere delle persone.

È evidente che ci sarà un aumento della richiesta di SAD e un aumento della richiesta di inserimento nelle strutture residenziali, strutture che - ricordo - sono già complete e il SAD che ha ormai esaurito i fondi, ma, anche se così non fosse, costerebbe economicamente alle casse pubbliche molto di più dell'intervento per le badanti. Ancora: se abbiamo bisogno di recuperare dei soldi perché non proviamo altre strade? La prima è questa: facciamo partecipare i familiari, i figli, attraverso un sistema già in vigore nelle strutture - ovviamente figli e situazioni familiari con reddito elevato, partiamo da 60.000 euro - e lì possiamo già recuperare delle risorse. Sono stati fatti esempi ieri in aula rispetto a queste situazioni.

La seconda: combattiamo l'evasione fiscale. Io penso che solo il 30 percento delle badanti presenti oggi il modello unico, modello che bisogna presentare da parte di chi ha avuto dei redditi da lavoro. Sul modello unico i redditi fino a 8.000 euro non sono tassabili, da 8.000 in su la tassazione è pari al 23 percento. Allora se ai familiari, adesso chiediamo la ricevuta della busta paga della badante per accedere al contributo regionale, possiamo chiedere alla fine del mese di giugno, di luglio anche la fotocopia del modello unico presentato dalla badante. Ciò significa che la badante ha presentato il modello unico, ha pagato l'IRPEF, imposta che entra così nelle casse dell'Amministrazione regionale. In questo modo recuperiamo dei finanziamenti combattendo l'evasione fiscale e recuperiamo 6-700.000 euro tranquillamente, senza dover incorrere in tagli anche di 100 euro, comunque importanti in questo momento per le famiglie.

Lavoriamo nell'ottica di rivedere la deliberazione della Giunta regionale con questo spirito, cercando di riuscire a trovare finanziamenti nuovi e non dover così gravare ulteriormente sulle famiglie in una ottica di equità e giustizia sociale.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

Non sto a ripetere tutto il ragionamento che ho fatto ieri sull'assistenza agli anziani, sul paragone che abbiamo fatto con le altre Regioni e le Province autonome, su un argomento che avremo modo di sviscerare nel prossimo Consiglio sanitario, quindi ribadiamo che questa iniziativa si è resa necessaria anche per la contingenza attuale (riduzione delle risorse) e sulla necessità di garantire a tutti quelli che hanno fatto domanda di avere delle risposte, soprattutto alle fasce deboli, tant'è vero che la riduzione in proporzione l'abbiamo fatta meno in modo proporzionale sulle fasce più in difficoltà. Naturalmente tenendo conto del fatto che occorre sommare a tali cifre l'assegno di accompagnamento.

Volevo fare una considerazione generale su quello che la Regione fa per gli anziani, aggiungo, a quello che ho detto ieri, gli importi che eroghiamo. Fra quote capitarie alle microcomunità, contributi alle badanti, contributi alla famiglia - è una nuova misura che è stata introdotta - raggiungiamo circa 30.000.000 di euro all'anno; se poi calcoliamo il capitolo di cui abbiamo discusso ieri sulle invalidità e gli accompagnamenti che sono di circa 26.000.000 all'anno, se calcoliamo che un terzo sono anziani, sfioriamo all'anno per quanto riguarda la parte sociale circa 40.000.000 di euro per assistenza diretta di persone anziane.

Da questo punto di vista, quindi, ribadisco quello che ho detto ieri: anche con questa riduzione che è stata fatta, vi confermo la volontà di mettere in campo tutte queste risorse per gli anziani e credo che siamo la Regione che mette a disposizione di più per gli anziani in Italia e non solo, ma anche in Europa. La volontà è quella di continuare su questa linea, è chiaro che occorre tenere in considerazione le difficoltà economiche che ci sono in tutta Europa e l'aumento proporzionale delle richieste di gestione per la non autosufficienza. Teniamo conto che il capitolo "badanti", che era di 3.500.000 nel 2011, quest'anno è cresciuto di 1.300.000 e il prossimo anno crescerà ancora, è chiaro che bisogna ragionare. Non è detto che non rivedremo questa delibera nel senso che: "attualmente delimitiamo l'erogazione solo più di tre fasce per le famiglie più bisognose e quelle che sono al di sopra di un certo limite non prenderanno più il contributo, ma solo quelle che hanno i redditi minimi". Sono ragionamenti invece che abbiamo fatto con grande responsabilità e in proiezione del futuro prossimo.

Aggiungo che è accoglibile il ragionamento che ha fatto il collega Rigo sul modello unico, che va in un'ottica di antievasione quindi da tenere in considerazione e ne discuteremo al prossimo Consiglio sanitario, dove ci sarà anche un rappresentante della Provincia di Bolzano, che ci illustrerà le loro esperienze sulla non autosufficienza.

Non accogliamo e votiamo contro l'ordine del giorno.

Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Ci dispiace che non si voglia quanto meno provare a ragionare per modulare diversamente almeno. Per le fasce più deboli una riduzione del 30 percento è significativa, abbiamo parlato prima di riduzioni del 10 percento sui contributi che già sono impattanti, per fasce con un ISEE fino a 2.000 euro, una riduzione di 300 euro a me sembra molto significativa. Non so se veramente non sarebbe il caso di rimodulare queste cifre. Manteniamo l'ordine del giorno proprio perché siamo coscienti del livello dell'assistenza agli anziani della nostra regione, lo abbiamo sempre riconosciuto e riteniamo che questa attenzione vada mantenuta, in particolare per le situazioni più bisognose.

Si dà atto che dalle ore 10,13 minuti riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Credo che l'Assessore abbia spiegato quelle che sono le provvidenze previste per il settore. Il fatto che ci siano quasi 1.200 euro a disposizione per una badante mi chiedo se non è più che sufficiente? Chi lavora, le OSS ad esempio, prendono più o meno questo, allora se una famiglia ha questi problemi, ha questa disponibilità, non mi sembra che ci sia stato un taglio da mettere a rischio...perché non si mette a rischio niente. Chi è in questa situazione può permettersi la badante, altrimenti rischia di passare l'idea che qui non lasciamo più...anzi accettiamo il suggerimento del collega Rigo, ma questo non significa che non ci sia già oggi la possibilità con quello che è stato fatto correttamente per non mettere in difficoltà, sapendo che fino a quel reddito tutti possono permettersi la badante, soprattutto le fasce più deboli. Chi ha di più è giusto che metta qualcosa in più per la badante, tenendo conto che, avendo previsto l'Albo badanti, abbiamo cercato già lì di fare chiarezza, di dare metodo con cui avere un approccio rispetto alla domanda ed offerta che non passasse attraverso delle maglie su cui si stendeva fino adesso un pietoso drappo. Vedo che, quando il collega Rigo dice: "facciamogli presentare il modello unico", non lo dice a caso, ma perché questo completa un'evidenza o una "emersione" di una certa situazione che non era proprio lineare e l'unico modo per uscirne è quello di avere dei documenti che provino che queste sono regolari.

Adesso possiamo con dignità permettere a tutti quelli che ne hanno bisogno la badante, quindi non è che questo crea un ingorgo, nel senso che non posso più permettermi la badante, mando l'anziano in altre strutture, non è così! Quello che è logico è fare un aggiustamento possibile su ulteriori misure per evidenziare quello che succede, questo sì, e lo faremo, ma non di modificare ulteriormente, che è già un dato il più alto d'Italia è triplo rispetto ad altre situazioni! Non è che possiamo tutte le volte immaginare che solo perché siamo in Valle d'Aosta tutto è necessariamente esagerato! Questo non è più possibile!

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Presidente, non ho la deliberazione sotto mano, quindi vado a memoria, ma le 700 euro a cui lei fa riferimento, sommate alle 500 euro dell'assegno di accompagnamento, fanno 1.200, ma sono pochi i casi che hanno 700 euro: sono coloro che hanno un ISEE molto basso, il 70 percento ha 700 euro...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...ah, 5, 6, e 7, d'accordo. Certo, una badante mediamente prende 1.100-1.200 euro non c'è dubbio, dico che non tutte le famiglie possono pagare la badante attraverso il contributo della Regione e l'assegno di accompagnamento, tutto lì. Il rischio è che per risparmiare andiamo a spendere di più e a scaricare gli oneri conseguenti su altri servizi.

Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno, presentato dal gruppo ALPE, riguardante gli assegni di cura, che recita:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Richiamata la legge regionale 23/2010 "Testo Unico in materia di interventi economici di sostegno e promozione sociale. Abrogazione di leggi regionali";

Richiamata la deliberazione della giunta n. 2089 del 2 novembre 2012 con cui si approva la rideterminazione della misura del contributo di cui all'articolo 18 comma 2 del capo IV (Interventi economici a favore di soggetti non autosufficienti) della L.R. 23/2010;

Preso atto dell'incremento del 20%, rilevato per l'anno 2012, delle domande di contributo relative all'articolo 18 (Assegni di cura per assistenza alternativa all'istituzionalizzazione);

Considerate le gravi ricadute che tale rideterminazione provoca nel contesto dell'assistenza agli anziani, andando a penalizzare fortemente la scelta dell'anziano o della sua famiglia di non ricorrere all'istituzionalizzazione;

Ritenendo indispensabile il mantenimento di una politica regionale equa di assistenza alle persone non autosufficienti e agli anziani, in considerazione dell'attenzione fin qui dimostrata dalla Giunta regionale e ribadita di recente dal Presidente della Regione;

Considerato il perdurare degli effetti della crisi economica e finanziaria che affligge anche le famiglie valdostane;

Impegna

la Giunta regionale a sospendere l'applicazione della rideterminazione della misura del contributo di cui all'articolo 18, comma 2, del capo IV della legge regionale n. 23/2010 e a ricercare le soluzioni finanziarie atte al mantenimento delle misure contributive precedentemente fissate.

F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 8

Contrari: 24

Il Consiglio non approva.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

C'è una decisione che non è stata adottata credo consapevolmente dal Consiglio, ci sono cose che vanno avanti esternamente alla nostra Regione attraverso le società controllate che poi diventano progressivamente consolidate ed ineluttabili. È venuto in evidenza nella finanziaria dello scorso anno attraverso un articolo che ha disposto il contributo alla società Autoporto S.p.A. la determinazione di dare vita ad un polo fieristico regionale, sede di carattere espositivo che dovrebbe avere un costo che si aggira sui 30.000.000 di euro. Per l'ammortamento dei mutui che verrebbero contratti dalla società Autoporto (società controllata totale della Regione), noi ci accolliamo un onere annuale di 1.000.000 di euro. A noi sembra che questa prospettiva, a fronte di opere importanti della Regione che già cominciamo ad avere seri punti interrogativi - si parla dell'incompiuta aeroportuale, si parla delle difficoltà di chiusura dell'operazione del centro di Saint-Martin de Corléans per la visita archeologica del sito -, ci sono altre iniziative di grande spessore che sono state messe in campo, aggiungere oggi una struttura fieristica permanente che rappresenta un costo gestionale molto alto...e confidiamo poco nella possibilità che le nostre categorie economiche mettano mano al portafoglio per mantenerlo, vedo male le nostre aziende diventare finanziatrici di un polo fieristico, oltretutto non nascondiamoci che il settore fieristico è drammaticamente in crisi. Lei, Presidente, avrà sotto gli occhi dei report su questa attività, non ci sono sedi in grado di avere un finanziamento sufficiente, c'è una guerra scatenata su questo settore legato ad un numero molto alto di insediamenti, la maggior parte dei quali rappresenta deficit che non sono più sostenibili.

A questo si aggiunge il fatto che siamo una regione obiettivamente difficile da raggiungere, nella quale i pochi eventi di questa natura già stentano a sostenersi; ieri abbiamo parlato con l'Assessore Pastoret della questione di Rigenergia, che deve essere già accorpata ad un altro evento per vedere la luce, questo la dice lunga sulle prospettive che può avere un polo fieristico regionale. Abbiamo di fronte a noi uno scenario che non fa della Valle d'Aosta un centro di eccellenza per il confronto di proposte commerciali, oltretutto abbiamo preso qualche informazione ulteriore sul settore, sta evolvendo il confronto commerciale effettuato attraverso sistemi anche di videoconferenza e confronto fieristico nel quale ci si può confrontare a distanza e abbiamo delle concorrenze molto pesanti: la principale è a Milano con un centro fieristico di enormi dimensioni e di grandi disponibilità. Qui allora, secondo noi, bisogna essere un po' realisti, bisogna saper dire come lo diciamo ai contributi...ci sono dei momenti in cui stoppare e questo a noi sembra il momento opportuno, perché la Giunta dia corso ad un impegno di impartire direttive alla società Autoporto per sospendere: questo è il contenuto della proposta, non è decisivo in proposito, ma almeno sospendere per un anno le ulteriori attività di realizzazione del polo fieristico regionale. Grazie.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Nella presentazione di questo ordine del giorno pensavo che il collega Louvin abbinasse l'altro ordine del giorno, perché mi sembrava pertinente, in quanto si dice che la struttura di Gae Aulenti deve essere eliminata e deve essere fatto un polo fieristico. Ero allora molto felice di capire come potevo dare la soluzione immediata, nel senso che le perplessità erano già scontate nel momento in cui c'era la richiesta ufficiale di trasformare un qualcosa più piccolo in polo fieristico. Ho capito male, mi spiegherà dopo cosa è successo nella sua testa. Vorrei dire che del polo fieristico, come ha ricordato il collega, si è parlato nella finanziaria 2011 dove si è spiegato perché si dava incarico all'Autoporto, con relativo finanziamento previsto, di approfondire le tematiche legate a questo sistema di avere un centro fieristico, che vada nella direzione di concentrare maggiormente una serie di opportunità che possono essere esplorate e che da alcune parti ci erano state sollevate. Da tenere in conto che fare un centro fieristico faceva da pendant con il Comptoir di Martigny, cioè un punto in cui si rileva che siamo al centro di un traffico internazionale (Francia, Svizzera), la possibilità di avere un centro commerciale come quello che sta diventando l'Autoporto, che sta cercando di valorizzare tutte le sue opportunità. Credo che su questo il collega Praduroux possa dirlo meglio di me, perché è stato fino a ieri nel consiglio di amministrazione, però penso dare la possibilità, perché oggi siamo nella fase di progettazione e fare un progetto significa avere la possibilità di approfondire le tematiche che possono poi far capo ad un centro di questa natura...perché giustamente lei ha fatto notare che, quando facciamo a spot alcune fiere, vedi Rigenergia che l'Assessore Pastoret ieri ha detto solo per una questione logistica lo abbiamo con Maison & Loisir, perché sono della stessa natura, però è un caso, e già per mettere in piedi questo occorre trovare i saloni, il problema delle sale che la collega Fontana ha sollevato per altra natura...qui il problema si pone per vedere se uno spazio che c'è all'interno di questo centro possa essere dedicato, con le dovute dimensioni. Lei ha ricordato il Centro fiera di Milano, che diventerà l'Expo 2015, quindi sappiamo che ci sono lì delle aspettative di altro livello, con cui non ci possiamo mettere in concorrenza, né avere la presunzione di confrontarci come numeri, ma crediamo che ci sia la possibilità di individuare delle nicchie di mercato, che diventano degli appuntamenti o annuali, o biennali, e possano movimentare una serie di persone, collegata a un'area eccezionale, perché si trova all'uscita e all'ingresso di tutte le autostrade, più di così non si può! È in una situazione eccezionale e felice.

Non nascondo che, come lei ha detto, non ci possiamo illudere che la gestione possa essere presa in mano da imprenditori locali (finora non ci sono state offerte in tal senso), bisognerà evidenziare quando faremo il progetto, e ad oggi la società Autoporto sta andando avanti su una progettazione, faremo anche le simulazioni per la gestione e a quel punto credo sia giusto avere un riscontro, vedere quali sono le prospettive per una situazione economica gestibile. Oggi però mi sembra che ci siano tutte le premesse per arrivare fino in fondo a questa logica, che poi era già nella natura del centro commerciale, perché, al di là di avere dei supermercati e dei negozi di nicchia in quella zona, è importante avere dei ristoranti, eccetera, cioè sta diventando un centro che si completa, allora il centro fieristico valorizza anche tutto quello che c'è, tutte quelle infrastrutture che altrimenti oggi soffrono. Mi risulta che le infrastrutture alberghiere non abbiano una capacità di riempimento tale da essere sempre al top, soffrono perché c'è un passaggio sull'autostrada che è di un certo tipo, ma la presenza e l'apporto di un centro fieristico valorizzerebbero gli investimenti già fatti e potrebbero dare fiato a queste nuove iniziative. Questo è lo spirito per cui dire oggi di sospendere ci sembrerebbe un aspetto poco ragionevole, credo sia giusto fare poi un approfondimento quando avremo i dati, un progetto e, se i risultati di questo sono già prima della fine legislatura, possiamo portarli in commissione per fare una valutazione assieme sulle prospettive che si andranno ad avere nell'ambito del previsto centro fieristico.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

È chiaro che, se decontestualizziamo gli ordini del giorno dal dibattito complessivo sul bilancio, alle volte le ragioni portate a sostegno della questione del polo fieristico sembrano addirittura interessanti. Ci mancherebbe che non ci fossero anche delle ragioni a sostegno, allora sarebbe proprio assurdo, però ricontestualizzando, come hanno fatto i colleghi di ALPE, l'ordine del giorno all'interno del dibattito che abbiamo avuto, quello che emerge è che c'è una discussione in cui noi andiamo a lottare su 200.000 euro di tagli per il volontariato, lottiamo per qualche soldo in più alle badanti, lottiamo per difendere lo stato sociale che magari altri ritengono un carrozzone, sono opinioni legittime, ma che noi abbiamo detto non essere un carrozzone, essere un motore di sviluppo, quindi ci è stato detto: "ma voi dell'opposizione dov'è che avete le idee, qual è la vostra proposta alternativa?".

Qualche idea allora la mettiamo in campo, ad esempio i 200.000 euro per il volontariato vengono fuori dal non fare la progettazione del polo fieristico, perché non è che la progettazione ce la regalano! Sappiamo che sono iter costosi che vanno a finire ai soliti che sono abituati a fare progetti, che poi non vanno da nessuna parte. Nel merito vorrei dire che ci vorrebbe su questo tema davvero un confronto in commissione, questa cosa comunque l'accolgo da parte del Presidente, perché vorrei capire, laddove ho visto dei poli fieristici a Rimini, Milano, Roma, c'è tutta una serie di infrastrutture interne, ferrovie, trasporti, eccetera, non solo l'autostrada, che funzionano in un certo modo per consentire di raggiungerli, c'è una sinergia intorno che si muove. Allora qui si parla di ristorazione, lo sanno i ristoratori della Valle d'Aosta, che già lottano per tenere aperto il loro ristorantino, che andremo a collocare lì nuove ristorazioni? È una cosa concertata quella che abbiamo in mente rispetto al fatto che apriamo un centro fieristico lì e sappiamo che i centri fieristici grandi non è che hanno sempre fiere, hanno congressi ed attività, ma non è che questa cosa mi diventa in contrasto con il Centro congressi che stiamo lanciando a Saint-Vincent dove stiamo spendendo soldi? A Saint-Vincent abbiamo costruito altre sale per fare congressi e attività comunali, che ho appena detto l'altra volta sono abbandonate e deserte; allora noi facciamo tanti piccoli interventi, un giorno facciamo contento il Comune di Saint-Vincent, perché è un po' arrabbiato che abbiamo dato a Châtillon la Juventus, il giorno dopo si dice: "però a Pont-Saint-Martin bisognerà fare una capanna anche lì...", allora deve esserci una strategia. Ci sembra che sulle grandi opere ci siano tanti titoli messi in campo, a partire dal titolone dell'università, cui non corrisponde tutta una serie di azioni che vanno a giustificare la grande opera.

Su questo punto quindi siamo del parere che questa cosa debba essere rimessa in discussione con un dibattito in commissione, ma che per intanto si dica: "fermiamo questa progettazione", non lanciamoci troppo avanti, guardiamo di capire quanto grande è.

Lei dice che anche il PD, tramite la collega Fontana, sostiene che bisogna avere delle strutture...sì, abbiamo parlato di luoghi tipo sale da ballo, ritrovi, eccetera, ma queste cose sono molto in contrasto con l'idea di un polo fieristico, perché sono più piccole, sono cose che devono avere la possibilità di essere utilizzate di frequente e non che se poi il polo fieristico funziona, di nuovo li spediamo tutti via quelli che hanno bisogno di una struttura più piccola!

Non facciamo quindi di tutta un'erba un fascio, vediamo di fare una riflessione seria in commissione non partendo a priori con l'idea che io so già com'è questo polo fieristico. Io non so com'è, ma voglio capire meglio come si mette in sinergia con le altre cose che vogliamo fare su questo territorio, perché due manifestazioni all'anno non lo riempiono un polo fieristico e, se facciamo un casermone dell'università, qualche convegno lo faremo pure là e non potremo farlo di qua; allora quante caserme facciamo, quanti aeroporti abbandonati creiamo in Valle d'Aosta? Questo è il punto. Fermiamo le grandi opere su cui non siamo perfettamente convinti dell'utilità strategica in relazione a quello che c'è intorno: questo è il meccanismo.

Président - La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

"Fermiamo le grandi opere perché non abbiamo chiaro qual è il disegno strategico che c'è alla base di queste scelte", forse non ce lo avete voi, portate pazienza, noi ce lo abbiamo chiarissimo! Noi abbiamo chiarissimo, perché ce lo avete detto per anni e anni che investire nella formazione dei nostri ragazzi è un investimento obbligatorio per la crescita culturale dei nostri ragazzi e per affrontare le sfide del futuro. Bene, se non investiamo nella Testafochi, su cosa dovremmo investire? Sulle chiacchiere? La proposta straordinaria che avete fatto questa mattina...manca ancora che ci proponete con una risoluzione di riattivare la Verrès e stampare euro, così siamo autonomi per dare contributi a chiunque! Eliminiamo la progettazione del polo fieristico di 250.000 euro, li spostiamo al volontariato, così facciamo volontariato a tutti, diamo soldi a tutti, facciamo assistenza a tutti...allora andiamo a stampare a Verrès! Perché non fate questa proposta: "stampiamo gli euro e diventiamo Regione autonoma a Verrès", è l'unica proposta che non avete ancora fatto!

Portate pazienza, ma se noi togliamo 250.000 dalla progettazione del polo fieristico e non facciamo investimenti per avere la visione, la speranza di avere un'operazione strategica di economia reale, di crescita reale, di attrazione di economia reale, noi con cosa faremo l'assistenza agli anziani, alle borse di studio, ai bambini malati, all'ospedale, ai servizi sociali, alle cooperativa, al volontariato come avete proposto stamani? Se non creiamo economia reale che ci fa introitare gli euro, dove li prendiamo gli euro per fare l'assistenza sociale e tutte le cose meravigliose che stamani avete proposto?

Peccato che la prima proposta...Raimondo, ti devo riconoscere l'onestà intellettuale, sei stato il primo stamani, che dopo aver detto: "non togliamo 250.000 al volontariato", e poi potremmo aprire un capitolo sul volontariato, perché ci sono dei volontari che prendono 1.200 euro al mese, e prendiamoli dagli investimenti...e poi fra cinque anni stampiamo euro, è l'unica proposta che non avete ancora fatto. Siamo assolutamente convinti che, in un momento come questo di crisi, sia determinante ridurre i costi, risparmiare, razionalizzare, rendere efficace la macchina, magari fare anche qualche sacrificio, peraltro limitato come quello di ridurre del 10 percento i contributi, così vuol dire che se uno prima ne prendeva 3.000 euro, ne prenderà 2.700 e non morirà di fame! Con quei soldi però mantenere gli investimenti, gli impegni che creano prodotto interno lordo, cioè valore, e creano ricchezza per poter avere le risorse per aiutare i più deboli, quelli veri aggiungo, i più deboli veri, perché qui ho sentito tante cose interessantissime sotto l'aspetto della filosofia, che è sempre la stessa: non togliamo niente a nessuno e adesso come prima proposta che fate: "togliamo dagli investimenti". Fantastico!

Président - La parole au Conseiller Praduroux.

Praduroux (UV) - Grazie Presidente.

Due parole in aggiunta a quanto è stato detto finora, nel senso che il Presidente ha spiegato molto bene le ragioni del polo fieristico. Polo che peraltro, dopo averne parlato diverse volte in passato, non è mai stato realizzato lì. Intanto per la realizzazione del polo fieristico, l'autoporto dispone già del terreno di sua proprietà e non c'è da fare espropri, eccetera, è una zona che si sta rivitalizzando, è stata messa la possibilità di far acquistare il metano, il GPL, è stato creato un asilo-nido per la zona, quindi ci sono una serie di servizi che stanno andando in quella zona. È una zona di facile accesso perché è vicina all'autostrada, quindi per qualsiasi attività, prendiamo il polo fieristico di Milano è situato vicino all'autostrada, ci sono tanti parcheggi e se ne possono creare ancora fino a 5-600 parcheggi anche non a pagamento. Attualmente c'è la navetta che ogni mezz'ora parte dalla stazione di Aosta a Saint-Christophe, per cui la zona è ben collegata anche con la città di Aosta ed è un atout importante per fare sì che un domani questo centro fieristico sia accessibile con la ferrovia. Per dire che ci sono le prospettive per avere questo polo fieristico, che noi chiamiamo polo fieristico, ma che può anche essere utilizzato per concerti di una certa entità, perché oggi una sala capiente non esiste ad Aosta, c'è solo il Teatro Giacosa. Le ragioni sono molteplici per fare questo polo fieristico e poi non dobbiamo pensare a chissà quali dimensioni: è un polo fieristico di circa 6.000 metri quadrati, quindi non di grosse dimensioni. È una cosa che può creare in futuro nuovi posti di lavoro per quelli che gestiranno il polo e andrà a rivitalizzare l'area che poco per volta sta avendo delle risposte importanti. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Temevo di avere delle idee un po' approssimative sulla questione, ma vedo che nel campo della maggioranza la confusione è sovrana! Sentiamo delle prospettive diverse molto interessanti, ma che si riconducono ad un'idea di fondo: "abbiamo lì un terreno, non sappiamo cosa fare...dobbiamo creare economia, voi state qui a fare ragionamenti teorici, filosofia, no, bisogna mettere in moto l'economia reale". E come farlo? Ancora con la stessa identica medicina: pubblico, pubblico, pubblico! Caro Lattanzi, lei che è paladino dell'economia viva, dovrebbe sapere che queste strutture, affinché vivano e siano gestite seriamente, devono essere tirate su con l'impegno e la responsabilità dei privati, qui non c'è un soldo dei privati!

Qui c'è di nuovo la vecchia politica che il comico Gene Gnocchi ha riassunto nel termine Bandidos: vivere e morire al di sopra dei propri mezzi, è così che ha titolato il suo libro. Qui stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi, ma, siccome stiamo arrivando al redde rationem di fronte alla comunità valdostana, perché la frenata di 240.000 di euro sul nostro bilancio regionale la stanno sentendo tutti, ormai questi ragionamenti non tengono più. Noi allora molto pacatamente abbiamo detto: un attimo di tranquillità e ragioniamo su un'operazione di questo genere da 30.000.000 di euro da 6.000 metri quadri, da personale, come dice il collega Praduroux, che deve essere pagato a fine mese e che non sappiamo che tipo di fiere farà.

Ho preso l'impegno di andarmi a leggere lo studio di fattibilità che è stato fatto, l'ho richiesto alla Presidenza della Regione, perché dobbiamo sapere di cosa parliamo, ma è di una debolezza drammatica quello che dicono le categorie: "sì", "forse", "può essere interessante, qualche opportunità ci viene...", ma siamo allo stesso ragionamento per cui bisognava aprire un corso di filosofia avendo sentito il casinò che aveva bisogno di un profilo professionale di fisionomista, perché così è successo in questa regione e lei lo sa bene, Presidente! Qui prendiamo delle opportunità e ci creiamo sopra degli scatoloni a volte; allora facciamo molta attenzione. Noi siamo a dire che non è più tempo di queste operazioni, non è tempo di fare scivoloni di tale genere, perché si mette in moto una progettazione, poi c'è il progetto, poi la responsabilità dell'Amministrazione per la società che le abbiamo fatto fare, e poi ci ritroviamo con altri 6.000 metri quadri in aggiunta ad un aeroporto vuoto, di cui parleremo fra poco!

Siamo allora a dire pubblicamente che queste sono operazioni sballate, poi ci possono essere dei dubbi, ma, se ci sono dei dubbi, almeno fermate la macchina e ragioniamo attentamente, perché non è così che si fa l'economia reale! Qui c'è un'area mista, asili-nido, INVA, ci sono uffici e cose varie, non è un'area che ha una vocazione economica di un certo genere. In questa regione abbiamo necessità non di poli fieristici, ma di altre strutture di carattere prioritario. Non ci sono manifestazioni, siamo andati al Comptoir di Martigny, sappiamo le difficoltà gestionali enormi che incontra e questa struttura fa riferimento a tutta l'area della Svizzera romanda, è un'area di riferimento per loro, ma noi per chi siamo area di riferimento? Neanche per il Canavese! Non c'è nessuno che ci viene in queste sante fiere, perché non hanno spessore sufficiente! Bisogna iniettarci centinaia di migliaia di euro ogni volta per fare degli eventi che abbiano un po' di richiamo e che possano portare economia! Questo è il grido di allarme che lanciamo, non è una chiacchiera accademica: è un problema serissimo e dobbiamo averlo chiaro per poter prendere delle decisioni responsabili. Sennò è vero, sarà poco adesso, sono 250.000 euro, poi sarà 1.000.000, ce lo paghiamo un po' alla volta, ma ce lo paghiamo triplicando, o quadruplicando ogni anno i costi di gestione, perché saranno dei macchinoni che non potremo permetterci!

Questo è il pensiero del nostro gruppo e ci fa piacere che almeno i colleghi del Partito Democratico abbiano sentito la necessità di intervenire e di dare un momento di rallentamento ad un'operazione che crediamo possa essere sbagliata. Abbiamo avuto già altri pentimenti per operazioni grandi che sono state messe in moto nel tempo; qui siamo in una condizione di poter vedere bene chiaro il nostro futuro e noi almeno lo vediamo così, può darsi che altri abbiano una visione diversa, ma vi chiediamo di essere molto attenti su questo.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - La proposta ha i limiti che abbiamo già descritto. Noi sicuramente non abbiamo la competenza sui poli fieristici o quelli che erano...ricordo che la Regione aveva già cercato di avere un polo espositivo: il Palagagliardi di vecchia memoria, è ancora lì, non è ancora finita la vicenda. Era stato visto a suo tempo, e credo che lei ne fosse convinto, come un punto di riferimento espositivo, era lì, è lì scritto.

Ora che ci siano difficoltà per i centri fieristici, sicuramente è vero. Noi stiamo parlando di creare le premesse affinché si completi un quadro e le ragioni per cui abbiamo cercato di valutare passando attraverso una fase progettuale collegata con una fase gestionale è che vogliamo che ci sia, nel momento in cui si parte, anche chi lo gestisce, che mi sembra un punto importante. In effetti, nel momento in cui uno ha l'idea di gestione, sa anche come dare dei consigli a livello di coordinamento e progettazione, quindi questo credo sia importante.

Per il resto riteniamo che oggi non c'è nulla...è perché non c'è la location, non c'è la sede, cioè dire che non c'è oggi nulla...è perché non è possibile oggi fare qualcosa. Ci sono cioè due mostre, ma perché non c'è la possibilità di farne di più, perché, se faccio la mostra, tutte le volte ho le spese fisse per rimettere in piedi tutti i capannoni, tant'è che l'unica sinergia che si è cercato di fare è fra Rigenergia e Maison & Loisir, perché utilizzano negli stessi spazi la stessa struttura. È evidente che si possono approfondire altre possibilità. Riteniamo che questa scelta sia importante e mi auguro che a questo punto anche sul pubblico...voglio adesso capire quale sarà l'impostazione dell'altra mozione sul discorso di trasformare la struttura a firma di Gae Aulenti in polo fieristico, perché nella vostra mozione si dice: "entro 90 giorni circa la possibile riconversione del fabbricato". Per fare una valutazione del possibile fabbricato, ci vuole una progettazione o no? E quindi lì si spendono dei soldi per valutare cosa potrebbe diventare una struttura quasi completata in un polo fieristico. Lei ha appena detto che non bisogna fare progettazioni, altrimenti queste spese...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...facciamo la progettazione però...qui invece è giustificato, mi sembra che ci sia un po' di confusione nell'esporre i criteri. Nella maggioranza la linea su questo è molto chiara: non è ancora chiaro - ma per nessuno - quale potrebbe essere nell'insieme l'organizzazione, perché è in divenire.

Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno, presentato dal gruppo ALPE, riguardante il polo fieristico, che recita:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Richiamato l'articolo 53 della legge regionale 30/2011 recante "Contributo alla società Autoporto S.p.A. per il concorso nell'ammortamento di mutui per la realizzazione di interventi di investimento di interesse regionale";

Considerata la gravità della crisi economica in atto e le prospettive alquanto incerte del settore fieristico;

Ricordato come lo stesso principale evento fieristico di cui si prospettava l'insediamento nel polo suddetto faccia attualmente oggetto di significative riduzioni di finanziamento ed appaia poco probabile la sostenibilità finanziaria dell'opera attraverso il concorso di soggetti privati;

Impegna

la Giunta regionale a disporre per quanto di competenza e a impartire direttive alla società Autoporto S.p.A. per la sospensione, nel corso del 2013, di qualsiasi ulteriore attività per la realizzazione del polo fieristico regionale.

F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 8

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Visto che il Presidente della Regione ha manifestato tanto interesse per l'altro ordine del giorno, non posso sottrarmi al piacere di venire incontro ai suoi desiderata. Lei sa che c'è una corrente di simpatia particolare che fluisce fra di noi, quindi dobbiamo alimentarla, anche se abbiamo posizioni non coincidenti, non deve mai mancare un minimo di rispetto, altrimenti si rischia di scendere su livelli non accettabili. Lei vede qualche contraddizione in una proposta che abbiamo volutamente e anche provocatoriamente introdotto in relazione alla necessità di stoppare la realizzazione del polo fieristico, di non lasciare andare in abbandono e credo sia sotto gli occhi di tutti come si sta sviluppando la realizzazione della nuova aerostazione. Ne abbiamo già parlato, ne parlano i giornali, ne parla la televisione: si vede un fabbricato a firma autorevole di uno dei più grandi architetti italiani recentemente scomparso, che è stata Gae Aulenti, e vedere un edificio di questa portata destinato ad un traffico aereo che non sappiamo se e quando si svilupperà... Noi abbiamo già manifestato da tempo la nostra fortissima perplessità sui costi complessivi che si dovranno affrontare per la gestione di un aeroporto commerciale in Valle d'Aosta. A noi sembra che ci siano tutte le premesse perché prima o poi intervenga anche l'Autorità competente in sede di controllo per limitare il numero delle sedi di questo genere, già è stato messo in quarantena l'aeroporto della Regione dall'ENAC in termini di componente di una rete aeroportuale nazionale. Siamo con le difficoltà conosciute, il suo collega Marguerettaz è stato bravissimo nel far proliferare dei contenziosi in sede giudiziaria con la società Air Vallée e ci troviamo impelagati in una situazione molto difficile.

A noi pare che per il traffico aereo che si potrà avere nei prossimi anni la microstruttura che era già esistente, eventualmente leggermente rinforzata, possa essere più che sufficiente e che la nuova aerostazione sia in realtà destinata ad essere un grosso flop edilizio. Quella allora che abbiamo enunciato è una semplice exit strategy, cioè un modo per venire fuori da questa situazione che faccia sì che tale edificio non rimanga a perenne testimonianza di un'operazione sovradimensionata - non dico di più, perché tutto può avere un'utilità - e anche il suo tratto di penna, Presidente, che ha ridotto la dimensione di un'opera progettata da Gae Aulenti non è sufficiente a ricondurla in un alveo di sostenibilità economica. Abbiamo già affrontato le questioni dei vigili del fuoco, degli spazi che sono destinati, il numero di persone che ci dovrà lavorare e crediamo che anche il contratto di esercizio ne risentirà pesantemente. Siccome siamo di nuovo in una fase di riduzione, crediamo in una Regione dove l'economia è autentica, è sobria e dimensionata in modo adeguato alle nostre possibilità e questo edificio di parecchie migliaia di metri quadri (circa 4.000), siamo nell'ordine di 10.000 metri quadri complessivi che si vogliono realizzare in quell'area fra il polo fieristico e l'aeroporto, ci sembra un sovradimensionamento. Senza voler fare delle polemiche, se vuole con una punta di ironia, le diciamo: fermiamo questa operazione aeroportuale sovradimensionata, imbocchiamo la via di un utilizzo alternativo di tali strutture.

Perché su questo provocatoriamente le ho detto: non costruiamo il polo fieristico mettendo 30.000 euro per questo nuovo edificio, abbiamo degli spazi consistenti, se si tratta di fare operazioni del calibro di Rigenergia, di queste piccole fiere che vengono realizzate, un dimensionamento di questo genere è più che sufficiente, utilizziamo questo fabbricato e, prima che venga ultimato, se ne immagini una riconversione. So che c'è un contenzioso in atto, ci ha detto che sono fermi i lavori, non tutto è colpa sempre delle amministrazioni, ma abbiamo di fronte a noi dei periodi in cui non ci sarà la possibilità di sostenere tutto. La nostra visione del futuro è un piccolo aeroporto ad Aosta che abbia nel volo alpino un filone economicamente interessante, lei parlava prima delle strutture alberghiere di prossimità: ecco queste vivevano con il volo alpino. Il volo alpino portava in Valle d'Aosta centinaia di persone e famiglie anche abbienti, che venivano a fare del volo a vela, per il quale abbiamo una vocazione interessantissima che deve essere ripresa per dare fiato a quella parte di piccola, ma sana economia.

Riportiamo quindi il futuro di quest'area complessiva nei binari di ragionevolezza e sostenibilità che possono essere consoni alla nostra dimensione comunitaria. Questa è la nostra visione, non c'è bisogno di salire troppo sopra le righe per dirci se c'è condivisione o no, per noi è fondamentale in un momento come l'attuale di ripensamento della nostra economia puntare al serio, al qualificato e non al dimensionamento esasperato delle strutture che poi ci troveremo a gestire in anni di recessione. Lei stesso ha ricordato che non sappiamo quando finirà questa crisi, che è ormai strutturale, abbiamo davanti un certo numero di anni in cui stringere i denti, ma in ogni caso l'economia uscirà diversa. Per noi questa via di uscita è da cercare prima, questo ripensamento è da imboccare subito. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 11,02 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Intanto per dire che sulla questione che è messa in premessa di questo ordine del giorno ci ritroviamo, fra l'altro, il passaggio dove si fa riferimento all'opera già ridotta rispetto alle dimensioni originariamente previste mi consente di ricordare che fu una delle prime cose che portammo come proposta concreta in questo Consiglio, è stata una delle pochissime cose che la Giunta ha ascoltato, ma eravamo all'inizio legislatura, c'era ancora una certa volontà di dialogo universale. Questa cosa fu accolta, ci congratulammo perché venne ridotta parte di tale opera, che comunque, visto nel medio periodo lo sviluppo dell'aeroporto, rimane sovradimensionata. Cos'è una stazione aeroportuale? È un luogo dove arrivano i passeggeri e vi si trovano dei bar, dei ristoranti, dei negozi; allora penso che con la stazione aeroportuale si aumenterà ancora il rapporto numero di bar rispetto al numero degli abitanti, quindi o arrivano milioni di passeggeri, altrimenti la Valle d'Aosta avrà un rapporto abitanti e numero di esercizi che vendono caffè che arriva ad una dimensione incredibile. Nel nostro territorio ci sarà quell'altra piccola concorrenza interna...come dico, in un'area come quella avremo il polo fieristico da una parte, dall'altra la stazione e ci mettiamo di nuovo bar, ristorazione, e siamo sempre noi questi che siamo qui.

Sicuramente quindi c'è una condivisione di questo passaggio, come sicuramente dobbiamo immaginare la gestione di tale stazione, perché una cosa è se è una stazione aeroportuale che svolge prevalentemente una funzione di aeroporto alpino per il volo amatoriale, altra cosa se vuole tentare di essere una stazione di collegamento. Francamente in questi quattro anni non ne siamo venuti a capo con l'Assessore Marguerettaz - non entro nella polemica dei trasporti -, non abbiamo capito: grandi voli charter, eccetera, poi non più voli charter e poi neanche più il volo Aosta-Roma, non si capisce cosa succede. Ho la sensazione che sia un bruttissimo biglietto da visita una grande aerostazione, dove si arriva un po' come si arrivava nelle grandi aerostazioni dei Paesi dell'est, cioè uno vedeva una struttura immensa e un deserto dove non incontrava nessuno, solo guardie. Questa è la preoccupazione, andiamo a creare una cosa gigantesca un po' come la grande via di accesso che Ceausescu aveva costruito a Bucarest per arrivare al suo palazzo, che voleva copiare gli Champs-Elisées, un'immensa via dove dovevano essere messi dei negozi che venivano allestiti solo quando c'era una visita ufficiale, mentre durante tutto l'anno questi negozi erano deserti. Non vorrei che questa mania delle grandi opere, che sa di quei luoghi dove tutto è pubblico e centralizzato, andasse in quella direzione.

Fatta questa premessa, ci sembra troppo provocatorio l'impegno dell'ordine del giorno, entriamo di nuovo in quella logica che si rimette continuamente in discussione; sicuramente l'idea rappresentata di aprire una discussione sull'effettivo funzionamento di questo aeroporto, doveva essere fatto un grande Consiglio aperto a discutere di trasporti, eccetera, arriverà nella prossima legislatura perché ne abbiamo anche discusso in commissione, ma si finisce per parlare appena di un pezzettino, perché, siccome i problemi riguardano tutti i trasporti, figurati arrivare a discutere del caos che si è venuto a creare! Da parte nostra condivisione sulla prima parte, ma una riserva sull'impegno troppo provocatorio e quindi un'astensione, ma che va a dire che su quella aerostazione non basta averla ridimensionata, bisogna decidere cosa ci facciamo dentro: questo bisogna farlo.

Presidente - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - Intanto un pensiero per Gae Aulenti, che è una dei pochi architetti di grandissimo grido internazionale che, per una scelta precisa di un progetto integrato alla costruzione dell'aerostazione, è apparsa nel "cielo della Valle d'Aosta". Credo che pochi sappiano che Gae Aulenti questa volta non aveva partecipato solo come nome, ma con molta umiltà anche in incontri nei quali si è dimostrata una persona molto ragionevole dicendo: "come architetto, lavoro per i committenti, se i committenti chiedono un ridimensionamento dell'opera lo faccio volentieri". Gae Aulenti aveva visitato quella zona molto degradata dell'ingresso di Aosta e aveva scelto un tratto che una volta concluso...spiace che in questo momento per tutte le vicende di AVDA il cantiere sia fermo, ma il tratto architettonico che proporrà è molto interessante perché dovrà ricordare le mura romane: questo era il suo pensiero, di una persona che amava molto la Valle d'Aosta essendo appassionata di sci alpinismo e nei suoi anni giovanili aveva frequentato tutte le nostre montagne.

Credo pertanto che mischiare Gae Aulenti con le opere folli di Ceausescu...la quale come pensiero politico è stata sempre abbastanza distante dal pensiero politico del gruppo a cui appartengo, forse più vicina ad altre sensibilità...chi ha visitato il Palazzo presidenziale di Ceausescu sa che quello è stato realizzato da architetti mediocrissimi, terrificanti e mi spiace che questa storia dell'aeroporto sia oggetto di polemiche che talvolta scadono nel ridicolo. Il termine "riconversione" è un termine interessante, perché viene da conversione e "conversione" vuol dire trasformazione, cambiamento di stato o anche cambiamento di idee. Allora, visto che ho avuto la fortuna di occuparmi dell'aeroporto in tutti gli anni della mia attività politica - sono in politica dal 1987 -, posso testimoniare che attorno a questa struttura ci siete stati tutti come forze politiche; poi qualcuno dirà: "la mia forza politica di oggi non è quella del passato", sì però basta guardare gli esponenti politici per vedere che c'è una continuità.

L'aeroporto non è stata l'invenzione di un pazzo che un mattino si è svegliato: è stata la valutazione che gli aeroporti di terzo livello ci sono in tutta Europa; se girate l'Europa, ci sono piccoli scali come Aosta che sono degni e funzionanti e tutta una filosofia, che sembra essere la vostra, che è quella del funzionamento dei grandi aeroporti come la Malpensa, Zurigo o Monaco di Baviera, oggi ragionano nella logica di connessione con aeroporti più piccoli di terzo livello: questa è la filosofia del trasporto aereo odierno. Aosta non deve avere un aeroporto? Chi lo dice oggi, non lo diceva ieri, basta andare a vedere i documenti del passato: quelli votati qui negli anni 1990, i masterplan che si sono succeduti nel tempo che hanno ritenuto che Aosta può avere un dignitoso aeroporto di terzo livello, nessuna follia. Questo è stato oggetto di approfondimenti attraverso degli APQ (Accordi di Programma Quadro) con Ministri della vostra parte politica, caro Donzel, che hanno analizzato questo progetto, e con "vostra" intendo persone che sono ancora sulla scena oggi, ricordo di averne parlato anche con il Ministro Bersani, che è oggi uno dei magnifici cinque e devo dire che la stessa cosa è stata fatta con Ministri dell'altro schieramento politico. L'APQ che caratteristiche ha? L'APQ è qualcosa di serio che mobilita fondi pubblici ed è sottoposto a controlli occhiuti da parte delle autorità del volo come ENAV, è cioè analizzato fino all'ultimo millimetro e, quando ho visto che il Ministro Passera ultimamente ha confermato la bontà dell'aeroporto di Aosta in una logica occhiuta di spending review, vuol dire che così matti non siamo!

Si dice: "opera faraonica"...Caveri verrà seppellito nell'aerostazione, poi ogni tanto mi verrete a vedere come si faceva con Ramsete II steso sì, o forse come si faceva con Lenin, allora è del tutto evidente che il grande dei costi ha riguardato un allungamento della pista, e io c'ero nel 2000 quando la ferrovia era saltata, quando l'autostrada era saltata, quando i trafori erano chiusi e l'unico luogo che ci collegava con l'esterno era l'aeroporto. Ricordo i membri nazionali della Protezione civile che dicevano: "apprezzatelo questo aeroporto, perché è l'unico posto di salvaguardia per l'arrivo degli aerei e la partenza degli elicotteri, ma con una pista corta così non atterra nessuno, dovete farla di 1.499 metri!". Oggi, per grazia di Dio - e ne sono fierissimo -, la pista è lunga 1.499 metri.

Ci hanno poi detto una seconda cosa: "per far volare gli aerei di notte, dovete mettere la radioassistenza, altrimenti vivete nel Medioevo, non potete pensare che gli aerei possono atterrare quando tramonta il sole", e lo abbiamo fatto. Non è che adesso se uno sta male a Cogne, va a prenderlo l'elicottero e torna indietro, lo fa perché c'è il buon Dio che lo guarda dall'alto, ma lo fa perché c'è la radioassistenza che ha questo filo invisibile che consente all'elicottero di atterrare! L'aerostazione è uno degli obblighi che derivano dalle norme internazionali, ma avete idea di che charterino avevamo? Pure abusivo, AVDA è stata condannata, cioè partivamo con questo charterino che sembravamo dei morti di fame arrivando i turisti, perché sono convinto che le valutazioni sulla possibilità di avere un certo numero di charter...lo dico rivolto a chi si è occupato di turismo, la possibilità di questa linea aerea con Roma nell'ambito di un lavoro - ricorderà Rollandin nelle sue vesti di Senatore - quando si è fatto uno sforzo per far capire l'aspetto territoriale particolare di questo aeroporto, che assomiglia agli aeroporti piccoli che ci sono sulle isole o cose del genere... Allora nel ricordo di Gae Aulenti fatemi dire che oggi immaginare che le grandi opere devono essere sempre infilate in un grande calderone...adesso grandi opere, tutto brutto, allora un minimo di logica nelle cose! Soprattutto capisco che San Paolo ha avuto la conversione sulla via di Damasco, ma un minimo di memoria storica delle cose che ciascuno ha fatto, ma porco cane! Ma io me le ricordo le approvazioni dei masterplan all'unanimità in questo Consiglio, al limite con qualche critica da parte dei Verdi, che lo facevano solo per questioni ideologiche, li abbiamo seguiti i loro percorsi politici, abbiamo sempre detto che sono come le angurie: rossi dentro e verdi fuori, ma basta andare a vedere gli articoli di Nuova Sinistra che venivano scritti nei confronti di quelli che oggi sono i loro alleati, quando non erano i loro alleati in un altro schieramento politico! Erano le famose stelle di cui parlavo ieri e Leo mi ha detto che il cielo è mobile, sì ma il carro è sempre lì, invece qui vedo dei carri che si spostano talvolta anche a seconda dei vincitori, anche se sono solo delle stelle!

Ricordatevi che un piccolo aeroporto efficiente in cui convivano gli elicotteri, il volo a vela, il volo amatoriale e conviva un piccolo aeroporto commerciale ci sta, perché i grandi aeroporti sono in crisi e il terzo livello è il grande futuro degli aerei in Europa.

Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Non volevo intervenire perché mi sembrava che la discussione si fosse chiarita, però devo chiarire diverse cose. Intanto è vero che in passato noi eravamo per costruire l'aeroporto, nessuno si sta rimangiando questo. Personalmente penso che in quest'aula mi conoscono tutti che sono sei anni che lotto per far ripartire tale aeroporto, non sto dicendo che l'aeroporto non serve, anzi ne sono orgogliosa e mi sarebbe piaciuto vederlo partire con dei collegamenti per tutta Italia. Quello che stiamo lottando con voi della maggioranza...è che abbiamo speso tantissime risorse, le abbiamo condivise, eravamo preoccupati che fosse sovradimensionato, è stato accolto questo, si è lavorato, però abbiamo finito e adesso chiediamo di farlo ripartire. Questa è la nostra preoccupazione: abbiamo fatto una struttura ed è ferma!

Prima avevamo quasi 11.000 utenze, adesso abbiamo fatto tanti investimenti con tutte le problematiche che ci ha spiegato l'Assessore, ma noi dobbiamo far qualcosa per far ripartire questo aeroporto. Ieri nella mia relazione non ho detto: buttiamo a mare tutto, ho detto: cerchiamo di finire le opere che sono in atto; per il futuro facciamo attenzione perché abbiamo problemi di risorse. Non diciamo: avete fatto male, perché in politica si sa che si lavora tutti e la responsabilità è di tutti, ma oggi nei confronti dei cittadini abbiamo una grossa responsabilità. Sono soldi pubblici, dobbiamo fare il possibile per far funzionare le strutture: è questo il grido di allarme, è questo che vogliono i cittadini! Sono convinta perché sono sei anni che lotto per far ripartire l'aeroporto. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Abbiamo suscitato un piccolo vespaio e mi spiace che una di queste vespe abbia piqué notre confrère Caveri. Non era sicuramente quella l'intenzione, se poi dobbiamo ripercorrere delle vicende, lo possiamo fare, ci diamo appuntamento magari ad un'altra seduta perché abbiamo da approvare un bilancio e non è cosa secondaria in questa giornata; però, per riportarci al tema, noi non crediamo che sia destino della Valle e da questa sostenibile avere tale aeroporto di terzo livello.

Crediamo che siano state fatte in buona fede e in utilità le operazioni che lei ricordava, l'allungamento della pista e la radioassistenza non sono materia di discussione a quanto io so, può esserlo sotto il profilo tecnico o sotto il profilo di come sono state realizzate, chi le ha fatte o in quanto tempo, ma sulla loro necessità non penso ci siano sovrani dubbi: i dubbi riguardano una vicenda più recente. L'allungamento della pista e la radioassistenza sono stati fatti in funzione di esigenze molto precise di questa Regione, come ha giustamente ricordato il collega Caveri. Noi c'eravamo quando ci fu l'alluvione, ricordiamo cosa è stato l'aeroporto per la nostra Regione, ricordiamo perfettamente cosa ha messo in movimento; poi ci sono state altre vicende: la vicenda Air Vallée, cordate di imprenditori valdostani che avevano grandi ambizioni, che poi hanno casualmente venduto ad altri, una serie di vicende che sono però diverse. L'aeroporto è un bene, qui stiamo parlando di aerostazione e di nuova aerostazione, attenzione, che è un discorso diverso, che è nato nel 2006 sotto la "Giunta Caveri" e che è stato portato avanti dalla Presidenza Rollandin.

Abbiamo perimetrato l'argomento in discussione, ora stiamo parlando di questa aerostazione che sarà - in questo mi ricollego all'osservazione sugli aeroporti di terzo livello - una croce e mi rivolgo al collega Caveri per dirgli che la problematica che lui ben conosce dell'aeroporto di Bolzano, che è una croce che si stanno portando gli amministratori di quella provincia per il deficit...

(interruzione del Consigliere Caveri, fuori microfono)

...no, sto parlando dei costi di gestione dell'aeroporto e lei sa bene a cosa mi riferisco, perché essi comportano un deficit strutturale dal quale non vengono più fuori e hanno una Confindustria locale che si era impegnata a fianco della provincia nella realizzazione di questo aeroporto per un bacino di utenza quattro volte il nostro e si sta dimostrando un'operazione fallimentare e non sostenibile.

Stanno cercando alleanze e un modo di venirne fuori, hanno già chiesto aiuto alla Provincia di Trento, noi non abbiamo più la provincia vicina se non Torino, che ha già il suo aeroporto, e Biella sappiamo che aveva messo in pista un'altra operazione aeroportuale per conto suo, siamo soli in questo e fra poco ci troveremo in una situazione di impasse. Abbiamo fatto una proposta, è evidente che questo Governo non è interessato ad accoglierla, ma a noi pare doveroso, nel momento in cui ragioniamo delle risorse future di questa Regione, chiudere tali valvole. Abbiamo proposto di riconvertirlo, non vi piace questa proposta, purtroppo non abbiamo strumenti per far cambiare questa direzione; se ne riparlerà probabilmente nella prossima legislatura, perché credo che chi siederà su tali scranni il problema di far quadrare i conti dell'operazione aeroportuale ce lo avrà tutto.

Non abbiamo bisogno di andare oltre, abbiamo ascoltato in questa regione una lezione molto interessante del dottor Moroder, che ci ha fatto capire come riescano bene le operazioni ferroviarie tipo la ferrovia Merano-Malles e come il puntare sull'aeroporto in una realtà alpina come la nostra, un aeroporto di tipo commerciale sia un'operazione fallimentare, ma questo non è stato sufficiente per cambiare opinione e ci rassegniamo in questo momento al prevalere del voto della maggioranza, ma la nostra opinione rimane confermata e chiediamo che si proceda alla votazione dell'ordine del giorno.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Una breve replica al collega Caveri rispetto al suo ricordo di Gae Aulenti, lui, che è un attento frequentatore di social network, sa che l'abbiamo ricordata sul mio profilo personale, in particolare richiamando quell'opera che personalmente apprezzo in modo particolare: la riqualificazione della gare d'Orsay e poi l'allestimento del Museo d'Orsay a Parigi, quindi non era quella la questione. Abbiamo ribadito anche di avere apprezzato in una prima fase della legislatura il fatto che il Governo regionale aveva accolto con favore l'idea della nostra proposta di ridimensionare quell'opera. Trovo molto strumentale mettere oggi in discussione una cosa che non abbiamo mai messo in discussione e ribadito sempre, anche quando parlavamo di ridimensionamento dell'aerostazione, non abbiamo mai messo in discussione la lunghezza della pista e la possibilità del volo notturno, anzi, come ricordava la collega, ci siamo battuti affinché ci fosse uno straccio di volo aereo, che invece non c'è.

Vi è allora il secondo passaggio: ho parlato di grande aerostazione che viene lasciata vuota, il deserto, e non sulla qualità dell'opera. Ho fatto riferimento non al Palazzo di Ceausescu, ma alla via che, copiando malamente gli Champs-Elisées, aveva dei negozi che venivano aperti solo in occasione dell'arrivo di qualche illustre visitatore. Dare la sensazione a chi arriva in una grande aerostazione, se poi non ci sono questi voli charter, di entrare in un luogo deserto, è, al di là dell'opera muraria interessante, una brutta sensazione. Siamo stati chiari su questa cosa?

Dopodiché abbiamo anche detto che, rispetto alla provocazione - peraltro legittima - contenuta nell'impegno, ci saremmo astenuti, perché non è il caso di rimettere continuamente nelle pastoie, nel rimescolamento delle cose, ma resta il fatto che, in assenza di voli come stiamo andando avanti anche in prospettiva, l'opera rischia di essere abbandonata a sé stessa. Un'aerostazione che non è popolata di servizi, e non può esserlo se non ci sono le utenze, dà l'impressione di viaggiare negli ex Paesi dell'est. Possiamo permetterci di fare questa considerazione, che è quella che abbiamo fatto per quattro anni, quindi non abbiamo cambiato nessuna idea! Questo continuo tentativo di dire: "qui qualcuno cambia idea!"...siamo riusciti a far cambiare idea sulla riduzione del primo progetto, e ce ne rallegriamo che qualche volta anche la maggioranza cambi idea. Si è poi deciso di non ascoltarci più, c'erano altri interessi politici, avete fatto una scelta politica chiara, decidendo di sposare ovunque le grandi opere, noi non condividiamo questo percorso e lo ribadiamo, pur cercando di aver chiarito che l'astensione su tale ordine del giorno non era sulla premessa, ma era sull'impegnativa eccessivamente provocatoria che poteva dare luogo a strumentalizzazioni, come infatti è accaduto in sede di questo dibattito, si è cercato di rimescolare completamente le carte. A questo gioco non ci stiamo, abbiamo chiarito qual è la nostra posizione.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Credo che gli ordini del giorno impegnino più tempo del bilancio e questo la dice lunga sul modo con cui...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...è lì che volevo arrivare, nel senso che ci eravamo dati un modo di condurre i lavori che, per carità, nella legittimità, le discussioni che, come in questo caso, erano, seppure provocatorie, legate ad un aspetto che pensavamo di aver chiarito addirittura nell'illustrare la precedente relazione, hanno dato invece spazio ad una serie di interventi legittimi sulla politica del trasporto aereo.

Tre brevissime precisazioni: la prima, siamo anche noi molto contrariati dalle vertenze plurime che ci sono con la società di gestione, purtroppo questa situazione non solo non è voluta, ma stiamo cercando di gestirla al meglio, accelerando le procedure, però se su ognuna gli arbitrati iniziano e non sono ancora finiti, questioni legali, denunce fatte a tutti i livelli, credo facciano capire perché questa situazione non funziona.

Venendo all'aerostazione, come avete ricordato, è stato uno dei primi momenti di confronto e ricordo con piacere il fatto che è stato ripreso della capacità di un progettista del valore di Gae Aulenti di accettare una richiesta che era stata fatta e lei con grande umiltà aveva ridisegnato il progetto. L'aerostazione non è sovradimensionata, ma è dimensionata ai minimi per dare uno sbocco a tutte le esigenze che un'aerostazione deve avere. L'aerostazione è all'interno di un perimetro aeroportuale, per cui non è a libero accesso, ma è funzionale all'utilizzo dell'aeroporto. Non è quindi un bar in più disponibile per tutti, non è un ristorante disponibile per tutti, tant'è che questi locali sono al minimo per chi viaggia, va e torna, o viene. Non c'entra niente quindi contenziosi voluti, né dall'Assessore o da altri...l'Assessore si è trovato a gestire questi contenziosi come noi, perché sono stati dei fatti obbligatori. Oggi c'è un contenzioso fra l'ente appaltante, che avevamo detto doveva essere il gestore, sempre Air Vallée, e la ditta che sta finendo quest'opera, sui lavori, sulle opere come sono state fatte, su cui noi non possiamo intervenire perché non siamo l'ente appaltante, in quanto era stato deciso allora, come per l'allungamento della pista, che è stato fatto e finito, anche per l'aerostazione che ci fosse questa problematica.

Il collega Louvin ha detto è una provocazione il fatto di dire...però noi vogliamo anche dire che questa provocazione ha qualcosa di straordinariamente provocatorio, perché appena prima mi dici: "non voglio il centro fieristico", "fammi il centro fieristico all'interno di una zona dove c'è una struttura essenziale per il funzionamento dell'aeroporto", che sicuramente è un aeroporto di una certa dimensione e non potrà mai essere se non di terzo o quarto livello con la precisa volontà - già detta e ricordata - di avere l'arrivo dei charter per il settore turistico e per il volo alpino. Con questo riconfermiamo che c'è oggi purtroppo un contenzioso con la società che gestisce, che addirittura è arrivato a presentare al Comune di Saint-Christophe una proposta di ristrutturazione dell'unico hôtel in centro per anziani. Non so se pregustando il fatto che il volo sarà solo per quelli over 60 o non so che cosa, comunque ha presentato un progetto per rimodulare il centro alberghiero in centro per anziani, quindi siamo a questi livelli! Riconfermiamo che su quello che è stato detto nella logica di mantenere gli impegni stiamo andando avanti, sperando che questa struttura possa dare...

(nuova interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...sì, sì. Grazie.

Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno, presentato dal gruppo ALPE, riguardante la riconversione dell'aeroporto, che recita:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Ricordato che nell'anno 2007 all'architetto Gae Aulenti recentemente scomparsa, è stata commissionata la progettazione della nuova aerostazione presso l'aeroporto C. Gex di Aosta;

Constatata la lentezza e la difficoltà nell'esecuzione dell'opera, già ridotta rispetto alle dimensioni originariamente previste;

Valutata la difficile sostenibilità economica di un fabbricato delle dimensioni di quello attualmente in corso di realizzazione, alla luce della recente evoluzione del sistema aeroportuale nazionale e europeo, nonché degli elevati costi di gestione a cui si va incontro;

Impegna

la Giunta regionale, previo confronto con le categorie economiche interessate e con le competenti commissioni del Consiglio regionale, ad effettuare entro novanta giorni una valutazione attenta circa la possibile riconversione del fabbricato in funzione sostitutiva del polo fieristico attualmente in fase di progettazione o ad altra destinazione diversa da quella originariamente immaginata.

F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Consiglieri presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 5

Contrari: 26

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

L'esame dei documenti finanziari che abbiamo in approvazione è stato preceduto da una nostra richiesta di approfondimento, di sospensione, legata ad una sentenza della Corte costituzionale, n. 241, che è stata pronunciata il 24 e depositata il 31 ottobre scorso. La Corte costituzionale - lo abbiamo ricostruito nella discussione e lo abbiamo letto con molta attenzione - ha pronunciato una sentenza molto importante per le Regioni a statuto speciale, ovviamente anche nella nostra, non nel dispositivo, ma nell'interpretazione, perché, nel dare una lettura precisa del nostro ordinamento finanziario, ne ha riconosciuto l'intangibilità, cioè solo attraverso la revisione della norma di attuazione si può sottrarre alla Regione la disponibilità di determinati proventi delle imposte, che con le sue manovre, in particolare con il decreto legge n. 138/2012, il Governo - allora Berlusconi, ma la linea non è cambiata, forse si è anche aggravata con il "Governo Monti" - tentava di riservare a sé, cioè, laddove il Governo decida che determinati incrementi di imposta siano riservati allo Stato, per poterlo fare nei confronti delle Regioni a statuto speciale, e in questo caso della nostra, deve passare attraverso un accordo finanziario con la Regione.

Crediamo che questo sia un momento da sottolineare e crediamo anche, in relazione al fatto che l'Assessore alle finanze abbia proposto delle integrazioni al documento in questione, che si possa andare a fare un lavoro relativamente urgente, compatibilmente con gli approfondimenti che devono essere fatti in particolare dai servizi delle Finanze, per poter capire cosa questo rappresenta in termini di nuove entrate per la Regione vuoi per l'esercizio in corso, vuoi per gli esercizi successivi. Chiediamo che il Presidente e l'Assessore vengano in commissione quanto prima, la correzione, se non ricordo male, indicava la data del 30 gennaio, diversamente dal testo che è nelle mani dei Consiglieri in questo momento, quindi che entro il 30 gennaio riferiscano puntualmente sulla quantificazione delle risorse aggiuntive, cioè quanto di quello che lo Stato si è riservato a risanamento delle finanze pubbliche dovrà essere riversato alla Regione. Questo dovrebbe potersi tradurre in una variazione di bilancio significativa all'inizio dell'anno che dia maggiore ossigeno alle finanze regionali. Se queste eventuali risorse dovessero rivelarsi significative, in funzione anche del tavolo di lavoro che si può attivare con il Governo per chiarire in che modo possono essere restituiti questi denari alla Regione, crediamo sia necessario accompagnare con un'attenzione particolare in sede di commissione tale sviluppo, perché questo può essere anticipatore di una variazione di bilancio che ci auguriamo possa intervenire ancora nel corso di questa legislatura a dare un po' di nerbo ad una finanza regionale, che in questo succedersi di manovre finanziarie statali è rimasta particolarmente segnata. Grazie.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, La Torre.

La Torre (FA) - Su questo ci siamo confrontati e abbiamo capito che non c'è nulla che ci contrappone, c'è la volontà di approfondire e gli emendamenti che ho proposto vanno nella direzione di un approfondimento, quindi chiediamo di inserire come è stato fatto: "entro il 30 gennaio...in ordine all'eventuale quantificazione...". Se, come mi sembra di capire, sono accolte le nostre modifiche, l'ordine del giorno è votabile dalla maggioranza.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Solo brevemente perché avevo anticipato che avrei chiarito la posizione e le differenze che esistono nell'ambito della normativa che per il Trentino è conseguente all'accordo di Milano, mentre per noi è una norma di attuazione che è passata, mentre per il Trentino è solo una legge ordinaria, quindi c'è questa differenza sostanziale; in più per la Provincia di Trento che ha messo nell'accordo la possibilità di attivare un meccanismo che noi non abbiamo, in quanto loro percepiscono direttamente sul gettito erariale. Cosa succede? Lei aveva iniziato a dire il Trentino non solo ha quantificato, ma sta già incassando...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...comunque sono informazioni sbagliate, in quanto ad oggi non solo non ha ancora incassato nulla, ma alla Regione Trentino stanno facendo le riserve erariali, per loro sono già attivi questi meccanismi, mentre a noi non sono applicate, né quantificate: questo è un aggravante che noi non abbiamo e questo è un punto.

Secondo punto che vorrei sollevare è che la Corte con la sentenza citata non si è pronunciata ancora sui ricorsi del Trentino, anche questo fa chiarezza, nel senso che noi abbiamo valutato positivamente quella parte che si riferisce alla possibilità di...quel calcolo di cui stiamo parlando nell'ordine del giorno, però nel merito dei ricorsi presentati dal Trentino non si è ancora pronunciata: ecco perché dicevo che non c'è questa chiarezza per il Trentino per cui noi siamo indietro. Noi non siamo assolutamente indietro, accettiamo, chiaramente abbiamo messo la data del 30 gennaio, vale il discorso che, se per caso non ci fossero, daremo per tempo contezza anche ai colleghi del tempo necessario per arrivare perché deve essere aperto un tavolo con lo Stato. Non è un conteggio che facciamo noi che veniamo a dire, anche noi auspichiamo che possa esserci una presenza finanziaria vera che possa significare un risparmio per la Regione, ma su questo è tutta da definire: questo dovevo al collega per i chiarimenti legati alla discussione avuta all'inizio di seduta. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 11,47 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Presidente - Do lettura, per il verbale, dell'ordine del giorno, presentato dal gruppo ALPE, riguardante il riparto finanziario:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 241 del 24-31 ottobre, ha ritenuto illegittime le riserve all'erario disposte dal D.L. 138 del 2012, Opera pienamente, secondo la Corte, la clausola di salvaguardia di cui all'art. 19-bis del decreto legge n. 138 del 2011 che, per l'applicabilità della normativa finanziaria agli enti ad autonomia speciale, prescrive la conformità allo statuto ed alle relative norme di attuazione.

Si è così autorevolmente riconosciuta l'intangibilità, senza il previo accordo della Regione, delle norme di riparto finanziario in relazione a cespiti spettanti alla Regionale, stabilendo in particolare che lo Stato non può arrogarsi il diritto di tenere per sé entrate dell'erario che proprio in forza di norme di applicazione dello Statuto spettano alla Valle d'Aosta.

Riconoscendo l'importanza politica di tale pronuncia a presidio di un equo rapporto fra Stato e Regione, oltre che degli effetti concreti e immediati che essa riveste,

Impegna

Il Presidente della Regione e l'Assessore alle Finanze a riferire entro 30 giorni alla competente commissione del Consiglio regionale in ordine alla quantificazione delle risorse aggiuntive che produce la corretta applicazione delle norme del D.L. 138 in relazione all'interpretazione della Corte costituzionale e ad attivare immediatamente un tavolo di lavoro con il Governo sulle modalità di restituzione alla Regione di quanto di sua legittima spettanza.

F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Pongo in votazione l'ordine del giorno nel testo così modificato dagli emendamenti dell'Assessore La Torre:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Premesso che:

- la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 241 del 24-31 ottobre 2012, ha ritenuto illegittime le riserve dell'erario disposte dal D.L. 138 del 2012. Opera pienamente, secondo la Corte, la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 19bis del decreto legge n. 138 del 2011 che, per l'applicabilità della normativa finanziaria agli enti di autonomia speciale, prescrive la conformità allo Statuto ed alle relative norme di attuazione;

- si è così autorevolmente riconosciuta l'intangibilità, senza il previo accordo della Regione, delle norme di riparto finanziario in relazione a cespiti spettanti alla Regione, stabilendo in particolare che lo Stato non può arrogarsi il diritto di tenere per sé le entrate dell'erario che proprio in forza di norme di applicazione dello Statuto spettano alla Valle d'Aosta;

- riconoscendo l'importanza politica di tale pronuncia a presidio di un equo rapporto fra Stato e Regione, oltre che degli effetti concreti e immediati che essa riveste;

Impegna

il Presidente della Regione e l'Assessore alle Finanze a riferire entro il 30 gennaio 2013 alla competente commissione del Consiglio regionale in ordine alla eventuale quantificazione delle risorse aggiuntive che produce la corretta applicazione delle norme del D.L. 138 in relazione all'interpretazione della Corte costituzionale e ad attivare immediatamente un tavolo di lavoro con il Governo sulle modalità di restituzione alla Regione di quanto di sua legittima spettanza.

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Siamo all'ultimo ordine del giorno ed è un ordine del giorno che richiama una problematica che abbiamo fatto anche oggetto di emendamento alla legge finanziaria. In un recente intervento normativo nella spending review sono state date delle indicazioni parametrali piuttosto precise, che contengono il livello di pagamento della remunerazione dell'operato dei manager pubblici. Questo è un tema oggi fortemente all'attenzione dell'opinione pubblica, non sono solo gli emolumenti della componente politica ad essere oggetto di particolare attenzione da parte dei giornali, della stampa e delle televisioni, ma anche le categorie dell'alta dirigenza di strutture pubbliche e di società controllate pubbliche, che sono lievitati fortemente nel corso degli anni e che in un contesto di maggiore sobrietà devono essere rivisti. Queste recenti norme nazionali fanno rinvio anche a delle competenze che le Regioni a statuto speciale, fra queste la nostra, devono poter esercitare autonomamente; crediamo che sia giunto il tempo che qualche misura sia adottata. Abbiamo crediamo ragionevolmente individuata in una soglia massima complessiva per quanto riguarda la remunerazione dei dirigenti, che spesso sono anche amministratori delle società controllate regionali, una soglia che approssima il livello di remunerazione del nostro organo di vertice, del Presidente di una Regione che ha un bilancio sotto la propria responsabilità, che ha l'ampiezza di quello che stiamo discutendo in questo momento, che svolge anche funzioni prefettizie e che ha un cumulo di responsabilità molto rilevanti e la riteniamo una soglia di remunerazione adeguata anche per le società che sono subordinate all'azione dell'ente pubblico che rappresentiamo. Ci sembra giusto dare questa indicazione e avere anche una percezione unitaria del livello di remunerazione di questi soggetti, che possa inglobare tanto quanto compete loro a titolo dirigenziale per funzioni amministrative ed organizzative interne, quanto per la direzione complessiva di queste strutture, che assumono nei vari ruoli di consigliere di amministrazione, di amministratore delegato, di amministratore unico e di presidente. Ecco che non ci sia questa scomposizione che consente di avere una sovrapposizione, una proliferazione di fonti reddituali che porti su livelli eccessivi tale remunerazione.

Chiediamo quindi al Consiglio che dia una direttrice di marcia precisa, domandando alla Giunta di ridurre, a partire dal 1° gennaio 2013, i compensi che annualmente vengono percepiti dai dirigenti e dai componenti degli organi di gestione e di controllo delle società controllate, limitandoli nella misura massima complessiva di 160.000 euro (cifra lorda) e che questo comprenda sia la remunerazione di prestazioni dirigenziali che i compensi corrisposti per l'operato in quanto componenti di questi organi. C'è una piccola aggiunta che ci sembra di bon ton in questi momenti, se ci sono a fronte di tali remunerazioni dei benefit che finora sono stati disposti per questi stessi dirigenti ed amministratori, che si metta un freno a queste utilità aggiuntive, che poi sono una cosa piuttosto rilevante: parliamo delle auto assegnate in disponibilità, non sono auto blu, ma sono auto di prestigio, dalle società ai loro amministratori e che costituiscono un bel risparmio per chi ne ha la fruizione. Chiediamo di rimettere la pendule à l'heure, di rimettere in ordine le cose perché stiamo facendo delle operazioni, le faremo prossimamente per il Consiglio regionale ed è positivo che si arrivi a calmierare la spesa per il corpo politico, ci sono spese che riguardano il corpo dell'alta dirigenza e poi ci sono delle spese che riguardano altre funzioni fiduciarie, ma verremo poi via via nell'esame delle altre proposte: questa ci sembra un'indicazione prospettiva molto equilibrata ed opportuna in questo momento.

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Solo per dire che su questo argomento riteniamo che la filosofia dell'ordine del giorno sia una filosofia che ci vede d'accordo. Parto da una semplice presa di posizione: il mondo è cambiato ed è cambiato per tutti, tutti devono rinunciare a qualcosa. I dipendenti pubblici mi pare abbiano i contratti bloccati, oltre a pensare alla perdita costante che ha la gente nel mercato generale, che è una quota piuttosto importante, quindi tutti stanno mettendo lì qualcosa. Nello stesso tempo noi crediamo di aver fatto la nostra parte, il mondo della politica sta facendo i passaggi adeguati, o li ha fatti o li sta facendo per prendere atto che tutti dobbiamo dare qualcosa per contribuire alla ripresa del Paese per diminuire questo debito pubblico che ci sta assillando da troppo tempo, per cui nella filosofia siamo d'accordo. Non siamo oggi per mettere dei paletti precisi, dovremmo capire di cosa parliamo, vorremmo avere un minimo di riscontro su come sono fatti i contratti, capire come funzionano le cose e poi in commissione potremmo parlarne serenamente tutti attorno ad un tavolo, cercare una linea che possa trovare spero l'unanimità su questa cosa, tenendo conto di tutti.

Oggi come oggi, non mi sento di dire che va bene 160.000, piuttosto che 150.000, credo che, se vogliamo fare un ragionamento serio, bisogna riunirsi ed analizzare i contratti che hanno delle particolarità, non sono contratti normali. Dicevo sulla filosofia siamo d'accordo, ma, in merito allo specifico, non ci sentiamo per ora di entrare nei particolari. Se c'è unanimità di intenti, si potrebbe pensare di vedere i dati a brevissima scadenza, fissando anche dei tempi, anche il prossimo Consiglio, dandoci il tempo di analizzare tutto e poi portare tutti insieme il pacchetto dei costi della politica: questa è una soluzione che potrebbe andare bene per tutti.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Dopo le parole che erano arrivate ieri da alcuni esponenti della maggioranza in linea con questo ordine del giorno e dopo l'intervento davvero molto apprezzato del collega Salzone, a nostro avviso, varrebbe la pena di accogliere se è un atteggiamento non solo di Stella Alpina, ma dell'intera maggioranza, questa disponibilità a mettere insieme alla riduzione dei costi della politica i provvedimenti che dovranno essere a brevissimo approvati, anche una considerazione nel merito, naturalmente prendendo la soglia qui indicata come un ragionamento dal quale partire, non prenderlo come dato di fatto. Sarebbe auspicabile una brevissima pausa di riflessione per vedere con i colleghi di ALPE se c'è una disponibilità a ritirare questo ordine del giorno e trasformarlo in un impegno a fare qualcosa insieme ai costi della politica. Noi andremmo molto volentieri nella direzione auspicata dal collega Salzone.

Président - La parole au Conseiller Zucchi.

Zucchi (PdL) - Non abbiamo difficoltà ad intervenire su un argomento che è stato già affrontato dal nostro gruppo durante l'intervento di ieri, dove abbiamo sollevato questo problema e non era la prima volta, pertanto tale tipo di iniziativa ci vede assolutamente in linea, condivido l'espressione testè fatta dal collega Salzone e, anche a nome del PdL, esprimiamo il nostro favore di massima su questo tipo di iniziativa.

In questo caso lo avete proposto voi con un ordine del giorno, ma ci sentiamo di dire che sono degli argomenti che sono stati da tempo da noi sollevati e condivisi, non a caso ieri durante l'intervento ho posto l'accento sul fatto che, in vista dei provvedimenti che stiamo per varare sul contenimento dei costi della politica, non andava bene che ci fossero delle situazioni sperequate e che i costi della politica andassero visti in una logica globale. Ho visto che il Presidente si è prenotato e avrà la parola in questo senso, noi abbiamo già parlato ieri sera su questo tipo di argomento, come gruppo su tale punto non abbiamo nulla da obiettare se non in fatto di vedere insieme e in concomitanza con quello che è il nostro intento di rendere operative queste riduzioni dei costi dal 1° gennaio 2013. Cogliere quindi l'occasione di fare la stessa cosa dopo una necessaria verifica, in quanto ci sono degli approfondimenti da compiere relativamente a delle situazioni che sono in essere e che potrebbero essere approssimative se affrontate in una maniera sbrigativa come in questo ordine del giorno, ma credo ci sia l'impegno da parte della maggioranza di andare in tale direzione e riunire quanto prima la commissione competente per arrivare a formalizzare con una norma di legge l'equiparazione di entrambe le cose con decorrenza 1° gennaio 2013.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Merci Présidente.

Je crois que le thème soit important, les collègues l'ont souligné, donc j'estime en même temps qu'il soit un argument plutôt délicat et le fait de pouvoir en parler au niveau de commission c'est le système le meilleur pour aboutir à une solution partagée par tout le Conseil. Nous approuvons cette ligne philosophique qui se traduit dans un aspect pratique, dans le sens qu'en commission on puisse analyser les différentes situations et faire une proposition qui soit admise et si possible approuvée par tout le Conseil. On est d'accord de vous proposer de retirer avec la disponibilité à en parler tout de suite en commission, pour arriver de façon qu'on puisse obtenir le résultat que du 1er janvier 2013 il y ait cette attitude que rappelait le Conseiller Salzone.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Apprezziamo molto le aperture che sono venute dai colleghi, di cui non dubitiamo il preciso e serio impegno, gradiremmo soltanto, forse può essere utile una breve sospensione del Consiglio, una precisazione del perimetro di questi impegni, una sua enunciazione più chiara e, se ce lo consentite, in cinque minuti risolviamo questo e troviamo il modo affinché siano puntualizzate le modalità. Mi pare che ci sia il problema di definire che questo debba avvenire attraverso un disegno di legge che possiamo contribuire a stilare tutti insieme, ma che ci sia una tempistica precisa ed un impegno di orizzonte dato concordemente. Grazie Presidente se possiamo ottenere un breve incontro con i Capigruppo.

Presidente - Credo che, anche senza una sospensione, se il Presidente Rollandin vuole rispondere...

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Se le intenzioni del collega sono quelle di determinare con precisione entro quanto, credo che si possa già prevedere di portare la proposta per il primo Consiglio di dicembre con questa filosofia a cui si lavorerà.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Va bene, ringraziamo per questo impegno che è un impegno serio, diamo la nostra disponibilità perché non abbiamo la presunzione di avere conoscenza tecnica di dettaglio, sarà utile poter acquisire rapidamente tutte le informazioni da parte delle società interessate e di poter dare corso all'operazione. È un bel segnale da parte di questo Consiglio, in un momento come questo, che la grande famiglia valdostana sappia che tutti devono fare la loro parte, non ha intenti punitivi nei confronti di nessuno, perché di tutti apprezziamo l'impegno e la serietà, ma che ciascuno metta mano non solo alla coscienza, ma anche al portafoglio ci pare opportuno. Grazie Presidente e colleghi.

Presidente - L'ordine del giorno riguardante i costi delle società controllate, presentato dal gruppo ALPE, è ritirato; ne do lettura per il verbale:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Ritenuta la necessità di contenere i costi delle società controllate dalla Regione, applicando ai responsabili della loro gestione parametri ragionevoli rapportati alle esigenze generali di sobrietà e di temperamento della spesa pubblica

Impegna

La Giunta regionale

- a ridurre, a partire dal 1° gennaio 2013, i compensi annualmente percepiti dai dirigenti e dai componenti di organi di gestione e controllo di società controllate, limitandoli nella misura massima complessiva di euro 160.000, comprensiva sia della remunerazione delle prestazioni dirigenziali che dei compensi corrisposti per l'operato come componenti dei suddetti organi.

- a disporre per gli stessi dirigenti e amministratori la revoca della concessione di eventuali autovetture assegnate in disponibilità sotto qualsiasi forma a titolo di benefit.

F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Presidente - Passiamo ora all'esame dell'articolato del disegno di legge n. 210. All'articolo 1 ci sono quattro emendamenti del gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Louvin sul primo emendamento.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Siamo in apertura di legge finanziaria sulla serie di misure che riguardano le agevolazioni e il sostegno alle imprese e alle famiglie, in particolare l'articolo 1 della proposta dispone la sospensione delle rate di mutui agevolati previsti da una serie di leggi regionali. La scelta che è stata fatta dal Governo regionale va nella direzione di mantenere la sospensione del pagamento dei ratei di mutuo solo limitatamente al primo semestre del 2013, allora mettiamo anche da parte le problematiche di tipo più elettoralistico che possono influire su questa scelta, teniamo presente le problematiche di tipo finanziario, cioè è un peso questo della mancata restituzione dei mutui regionali che ha delle conseguenze, anche dal punto di vista dell'alimentazione dei fondi che consentono poi di sostenere altre iniziative. Ci facciamo sicuramente carico di queste situazioni, ma riteniamo che la soluzione individuata dal Governo regionale sia troppo brutale e schematica e che si possa individuare un approccio diverso, per alcuni limitati casi che, in relazione a questo specifico emendamento, delineiamo solo per attività economiche, parliamo di imprese, che versino in condizione di particolare difficoltà economica.

Sappiamo che ci sono alcune aziende che stanno soffrendo particolarmente la crisi, hanno dovuto stringere i denti in questo periodo per superare momenti di estrema difficoltà, portafogli d'ordine che sono scesi, esportazione difficile, ci sono difficoltà anche legate all'intera contingenza economica, quello che chiediamo è molto semplice: che il Governo regionale possa definire con una sua deliberazione, sentendo la commissione consiliare regionale, a fronte di quali situazioni di estrema gravità documentate dalle scritture contabili, non su presupposti generici ed astratti, ma su presupposti concreti, sulla base di quali presupposti si possa addivenire per qualche azienda in particolari condizioni di disagio e di difficoltà ad un riporto anche della seconda rata nel corso del 2013. Sappiamo che ci sono aziende che sono in difficoltà strutturali, che si sta mantenendo questa situazione, che sono in fase di galleggiamento, ma sappiamo che ce ne sono alcune che possono tirare su la testa se hanno ancora un momento di sospensione e di pazienza da parte dei fondi pubblici che sono a sostegno di questi mutui. Questa è la nostra particolare richiesta, ha un carattere generale, ma è solo mirata al mondo economico e a chi si trova in condizioni difficili.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Premesso che su questi argomenti la Giunta, l'Assessore, il Presidente si sono confrontati a lungo anche con gli imprenditori, in particolare il confronto ha portato ad una riunione del 4 ottobre, che è quella che ha permesso nella gestione delle ipotesi di arrivare al procedimento anticrisi, detto questo per far capire che il lavoro c'è stato e il confronto è stato approfondito, in merito all'emendamento che lei propone, si pone una questione molto delicata che impedisce il suo ragionamento. L'articolo 1 del disegno di legge proroga il regime di sospensione già previsto all'articolo 3 della legge: misure regionali di trasferimento. Il comma 6 dell'articolo 3 prorogato stabilisce che per le imprese le agevolazioni di cui all'articolo sono concesse in regime di de minimis ai sensi della normativa comunitaria vigente, perché il riferimento qui è l'Europa. Il regolamento della Comunità europea, il n. 1998/2006, relativo all'applicazione degli articoli 87-88 del Trattato agli aiuti alle imprese di importanza minore, cosiddetto "de minimis", all'articolo 1, lettera h), prevede che il presente regolamento si applica agli aiuti concessi alle imprese di qualsiasi settore, ad eccezione delle imprese in difficoltà.

Al di là della valutazione politica sull'opportunità di sostenere le imprese in difficoltà, l'emendamento così come è scritto non può essere accettato senza un'esplicita esclusione dal regime di de minimis e senza i necessari approfondimenti sugli adempimenti previsti in materia di aiuti alle imprese in difficoltà, così come sotto l'indicazione della Comunità europea. Il senso è che proprio quelle in difficoltà sono quelle che non possono essere aiutate, possiamo disquisire quanto vuole, io le ho letto la normativa europea, adesso non giochiamo sulle parole, perché sembra che di nuovo ci vogliamo dividere quando non è così. C'è un obbligo definito dalla Comunità europea che fa riferimento al de minimis e a degli articoli precisi, poi se ci vogliamo porre in contrasto con la normativa europea, quella può essere una scelta, assumendosene le responsabilità e i rischi, però lei che è un giurista capisce che è più difficile spiegarlo a me che a lei capirlo.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Mi è chiaro, Assessore, quello che lei sta dicendo, ma il regolamento europeo, quando parla di aziende in difficoltà, intende, a mio avviso, situazioni di natura prefallimentare; quelle a cui noi ci riferiamo sono situazioni nelle quali si verifica una passività di bilancio per un periodo relativamente limitato. Se ci sono questo genere di difficoltà rispetto ad emendamenti che abbiamo iniziato a preparare 8, 10, 15 giorni fa, mi chiedo perché degli uffici che operano al sostegno dei gruppi consiliari non siano in grado di segnalarci questo genere di problematiche. Sto ponendo una questione di carattere procedurale e di sostegno tecnico che abbiamo, se ci sono difficoltà di carattere normativo ed europeo alla presentazione di determinati emendamenti, chiediamo che ci sia la cortesia da parte di chi ci deve supportare tecnicamente di mettercele in evidenza anticipatamente.

La lettura che do io non porta a questi risultati, crediamo sia possibile tale genere di intervento e chiediamo che sia applicata una valvola di sfogo. Abbiamo aperto questa opportunità tanto ad aziende che non erano in nessuna forma di difficoltà quanto ad aziende che probabilmente lo erano, avendo fatto un intervento di carattere generale. Se fosse vero quello che lei mi sta dicendo, vuol dire che noi abbiamo dato concretamente nei tre anni passati un sostegno ad aziende in difficoltà, cosa che non avremmo potuto fare perché avremmo dovuto escludere nei provvedimenti anticrisi proprio le aziende in difficoltà, il che mi pare un assurdo. Credo invece che la cosa possa essere letta diversamente e a noi sembra che questo tipo di impostazione che, vorrei sottolineare, abbiamo verificato anche noi con le categorie interessate, voi le avete incontrate, abbiamo avuto anche noi dei rapporti con le categorie economiche che hanno fatto presente queste situazioni e hanno evocato la necessità di intervenire in tale direzione. Sono sorpreso di questo tipo di valutazione che si fa da parte del Governo regionale, comprendo che possano avere un fondamento in una lettura formale della normativa europea, ma credo che, dal punto di vista sostanziale, questo problema non esista. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Io la invito a non essere sorpreso, ma a non utilizzare un ragionamento a fini politici, perché qui la delicatezza degli argomenti che trattiamo è ben diversa, perché il rischio di avere impugnato un'applicazione da parte della Comunità europea vorrebbe dire far piangere le conseguenze anche alle aziende che invece ne avrebbero tutti i diritti. Per quello che riguarda gli uffici, li voglio difendere, perché, se c'è una piccola discrepanza, è forse come è scritto l'emendamento, perché, di fatto, è molto vago e non...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...gli uffici del Consiglio regionale fanno il loro lavoro, che tra l'altro svolgono bene, sì perché, quando lei parla di particolari difficoltà economiche, mi viene a dire dopo che la Comunità europea non specifica la difficoltà economica, entriamo in un ambito discrezionale, allora forse ci dovremmo trovare prima, discutere in una commissione e valutare cosa si intende per "difficoltà economica europea" o per "particolare difficoltà economica" che intende lei, però questa è lana caprina, quello che conta è la sostanza e la sostanza è quella che le ho detto io. Se lei poi giustamente per fare un dibattito politico lo vuole utilizzare, io invece le parlo non da una posizione politica, ma dalla posizione di chi ha una responsabilità nei confronti degli imprenditori e che deve garantire un'erogazione nei loro confronti di questi aiuti.

Con gli imprenditori c'è stato un dibattito, abbiamo stabilito le norme dell'anticrisi, le abbiamo condivise, abbiamo tenuto conto di diversi fattori che ho qui, ma su questo argomento la riflessione che le faccio è una riflessione seria, che fa riferimento alle applicazioni della Comunità europea e al de minimis, poi, se lei mi vuole credere, è libero di fare come vuole.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Brevemente, la questione è molto complessa, ma intanto in linea di principio questo emendamento lo condividiamo in pieno, perché è stato un ragionamento che abbiamo sostenuto anche in commissione, relativamente al fatto che ci sono delle imprese che anche in grande difficoltà economica non hanno chiesto l'accesso a tali provvedimenti, quindi, in realtà, la prima considerazione è che non è un emendamento scriteriato. Sappiamo che qualcuno fa lo sforzo e quindi paga comunque le rate, la prima cosa da considerare è questa, perché alle volte ci arriva la replica: "ma poi sforiamo completamente...", eccetera. Non c'è l'intenzione di andare ad un'applicazione allargata a tutti, ma c'è l'intenzione di formulare e qui mi scusi può darsi che la questione diventi davvero tecnica, in legge la possibilità...ma il determinare le caratteristiche della particolare difficoltà normativa non le sfuggirà che non spetta all'aula del Consiglio regionale, ma spetta alla Giunta fare una delibera in tal senso e sarà nel momento della delibera che verranno considerati quali sono gli elementi che potrebbero nuocere in chiave europea. Di per sé la determinazione scritta nella legge è molto generica e, una volta tanto che noi dell'opposizione diciamo è la Giunta che determina, ci dite: "dobbiamo determinarlo con maggiore rigidità in legge", cioè è un rimpallarsi alle volte le cose in modo ridicolo.

Vi diamo un'opportunità che non è per la Giunta, ma è per le imprese, per capire se, in una situazione così difficile che viviamo, troviamo una soluzione e voi per una volta che noi apriamo grazie ai colleghi di ALPE, perché è loro l'emendamento, voi ci sbattete la porta in faccia? Mi sembra un'interpretazione eccessivamente rigida della questione, quindi, per quanto ci riguarda, la formulazione per noi può essere accolta.

Président - La parole au Vice-président Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Non vorrei entrare nei tecnicismi troppo complicati, noi abbiamo cercato di mettere sul tavolo una proposta di natura politica. Per quanto riguarda le imprese in difficoltà, la Comunità europea definisce comunque le imprese in difficoltà quelle imprese con le proprie risorse e le risorse che può ottenere dai proprietari azionisti o dai creditori di contenere perdite che, in assenza di un intervento esterno delle autorità pubbliche, la condurrebbero quasi certamente al fallimento nel breve-medio periodo. Non so se è possibile cercare di mantenere la discussione sulla natura politica di questo emendamento, che va in una direzione diversa e non scendere di un gradino e bloccare la discussione, eventualmente non modificarla per un discorso di tecnicismo che può essere derivata dagli uffici del Consiglio, piuttosto che dal vostro Assessorato: questa è la riflessione che volevo fare a voce alta.

Président - La parole au Conseiller Caveri.

Caveri (UV) - Per un'osservazione di tipo tecnico, visto che questi sono argomenti che a livello comunitario sono stati discussi in orientamenti di cui si è parlato in anni passati. Il problema di fondo è che la filosofia dell'Unione europea non dico che sia giusta o sbagliata, vi dico qual è: è che le aziende in crisi e che non riescono a far fronte con i propri mezzi devono chiudere. Giusta o sbagliata, potremmo a lungo discutere se questa filosofia liberistica che oggi imbeve l'Unione europea sia giusta. Diversi sono gli interventi nella misura in cui esistano invece delle possibilità di operazioni complessive di salvataggio, che è cosa diversa dalla sospensione di un mutuo. Non so se sia giusto o sbagliato, ma l'annotazione tecnica che La Torre ha fatto si rifà agli attuali orientamenti dell'Unione europea; ripeto: può non piacerci, si può ritenere che la filosofia sia sbagliata, ma la filosofia che l'Unione europea ha è che un'azienda è in difficoltà, che non è la stessa cosa di dire che un comparto è in difficoltà. È differente che sia un elemento soggettivo come in questo caso o un elemento soggettivo di un certo settore in difficoltà.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 di ALPE, che recita:

Emendamento

Dopo il comma 1 dell'articolo 1 è inserito il seguente:

"1bis. La sospensione di cui al comma 1 si applica anche per la seconda rata dei mutui contratti da imprese che versino in condizioni di particolare difficoltà economica, come attestate dalle rispettive scritture contabili sulla base dei criteri definiti con deliberazione della Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente.".

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 8

Contrari: 25

Il Consiglio non approva.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin sul secondo emendamento.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

La problematica delle sospensione dei mutui è molto complessa ed investe un grande ventaglio di situazioni, grande non solo tipologicamente, ma anche per la durata di questi mutui, alcuni sono stati contratti molto tempo fa e siamo in fase di esaurimento della restituzione, altri sono recenti, addirittura l'Assessore può osservare bene di avere proposto che la sospensione si applichi anche alle rate dei mutui stipulati fino al 31 dicembre 2012, cioè abbiamo accettato di sospendere dei mutui che sono stati contratti quando già la crisi era fortemente in atto, quindi credo che si tratti di imprese che dovevano essere ampiamente consapevoli del momento particolare. Le situazioni però sono molto diversificate e abbiamo delle strategie diverse di uscire dall'indebitamento, su questo abbiamo avuto un confronto intenso con le categorie economiche e ci sembra che risulti particolarmente apprezzata una misura che non stravolgerebbe sicuramente il quadro generale dell'intervento da parte della Regione, dell'intervento anticrisi, questa è una delle punte dell'anticrisi che è stata attivata nel 2009 e in particolare proponiamo che la durata dei contratti di mutuo, stipulati ai sensi di alcune leggi, ci riferiamo in particolare alle leggi che ci sembrano più decisive dal punto di vista della ripresa economica possa essere prorogata a richiesta del mutuatario di cinque anni. Riassumendo quindi, che un mutuo con una determinata durata possa essere spalmato in avanti...siccome si riparte nel pagamento delle rate, abbia una rinegoziazione che consenta un allungamento della durata di restituzione. In altri termini, siccome la proposta della Giunta dice che dalla fine del primo semestre del 2013 si torni a pagare...noi accettando - purtroppo non è stata accolta la nostra precedente proposta - questo dato di fatto, proponiamo che si guardi in avanti dicendo: "va bene, iniziate a pagarlo, ma avrete una rata meno pesante sulle spalle", chi lo riterrà, perché, se un'azienda non è interessata, o non valuta conveniente un allungamento potrà non farlo, ma chi invece ci vedrà un ragionevole interesse potrà farlo e lo potrà fare direi rapidamente.

Rimane ferma la periodicità del pagamento originariamente prevista e si procede alla ridefinizione dell'importo delle rate non ancora scadute in misura proporzionale, quindi vengono diluite nel tempo queste rate che devono essere ancora onorate da parte dei debitori. A noi pare una soluzione equa, preciso che abbiamo presentato una serie di emendamenti: uno principale ed altri subordinati perché, non avendo avuto la possibilità di fare un confronto nel merito delle singole leggi, è possibile che il Governo abbia valutazioni diverse nel merito dell'impatto che può avere questa misura a seconda del tipo di legge in questione. Ci riferiamo in particolare alla legge n. 19, che riguarda il settore turistico-ricettivo e commerciale; alla n. 6/2003, che riguarda lo sviluppo delle imprese industriali ed artigiane; alla n. 7/2004, che riguarda interventi regionali a sostegno di imprese artigiane ed industriali operanti nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli. Questo è il complesso delle attività che noi miriamo nel cercare di alleggerire solo per chi ne ravveda l'interesse questa possibilità di restituzione più graduale dei ratei dei mutui.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, La Torre.

La Torre (FA) - Grazie.

Come giustamente fa riferimento lei, l'emendamento n. 2 ha in subordine una serie di emendamenti che arrivano fino all'emendamento n. 2quater. Pertanto, per ottimizzare i lavori, cercherò di risponderle una volta sola, spero che così sarò chiaro e non dovrò intervenire anche sugli ulteriori emendamenti. Ho da dire sul metodo che lei sta utilizzando e le spiego il perché. Se esistono delle categorie di rappresentanza degli imprenditori e se c'è un lavoro che viene fatto nel rispetto delle regole della collettività e del ruolo di rappresentanza delle categorie, che presuppone una serie di riunioni...e alla fine all'interno della costituzione di un passaggio delicato come la costruzione di un provvedimento anticrisi, che è un equilibrio finanziario che non tocca solo un aspetto, ma ne tocca anche altri e attraverso un lavoro di cesello si arriva a trovare un accordo...non capisco lei a quale titolo, se non a titolo personale, oppure rappresenta degli imprenditori particolari, perché ho trattato con la categoria e, quando ho chiuso un accordo con grande difficoltà e, arrivando a questo prodotto, che è un prodotto decoroso e poi dirò il perché, pensavo di aver fatto un lavoro che nella forma e nella sostanza avesse un percorso di trasparenza e correttezza.

Capisco poi se c'è la necessità di difendere qualche interesse di parte, però io non condivido la forma, perché ci dovrebbe essere un rispetto per le categorie che qui mi sembra venga meno, perché se uno si fa interprete di quello che le categorie dicono all'interno di riunioni e hanno avuto modo di esprimerlo...e hanno espresso anche tanti suggerimenti e tante negatività, ma non per questo non hanno stabilito con noi un contratto ideale sull'anticrisi e la sua applicazione, quindi sulla forma non sono d'accordo. Non sono d'accordo neanche sulla sostanza, perché, se c'è un meccanismo che regola il rientro, e in questo caso stiamo parlando che la proroga della sospensione del pacchetto anticrisi è in atto da quattro anni, per il quarto anno consecutivo tutte le categorie economiche hanno già beneficiato dell'allungamento della durata dei mutui da quattro anni...e lei deve tener conto che il rientro è quello che alimenta anche l'uscita, perché attraverso il rientro da questi mutui si può dare ulteriori mutui. Quindi meno ne rientrano e meno se ne possono dare, perché lo strumento non è un pozzo di San Patrizio senza fondo, dove i soldi escono solo e non entrano mai, perché c'è chi sta aspettando di avere queste ulteriori facilitazioni e che il meccanismo del rientro dei mutui che escono, deve essere alimentato e, come ho detto, sono quattro anni che è sospeso! Ricordo che i tassi di interesse applicati a questi mutui, in particolare agli albergatori che avevano chiesto un'ulteriore sospensione, sono già considerevolmente favorevoli, in media viene applicato l'1 percento! Sono soldi della collettività, che devono andare a tutta la collettività, ma in modo equo, quindi la rata è costituita dalla restituzione della quota capitale e conseguentemente un'ulteriore proroga per intero risulterebbe eccessiva. Il termine è eccessivo, equità!

La proroga della durata dei mutui o della sospensione peraltro crea una riduzione di rientri sui fondi di rotazione, quindi a discapito della possibilità di riconoscere nuovi mutui per nuove iniziative: equità! Ma insomma, io dico: ci fate lezioni di equità e poi, quando c'è da difendere degli interessi di parte, cadiamo in queste manfrine! Mi dà fastidio, sono sincero!

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Se c'è qualcosa che a noi dà fastidio, è vedere le aziende che portano i libri in tribunale e che non riescono a pagare gli stipendi, Assessore, non il fatto che si discuta e si prendano 10 minuti di tempo in quest'aula per discutere degli emendamenti che possono migliorare un testo che lei ha l'estrema presunzione di considerare perfetto ed intangibile. Questo noi non glielo riconosciamo, ci perdoni la presunzione, ma il fatto che lei abbia presentato un bilancio e una finanziaria perfetti non trova la nostra sottoscrizione! Parto dal punto cardine del suo ragionamento: "e caspita, sono venuti a parlare con noi, abbiamo firmato le intese, cosa vogliono, si permettono di parlare con le categorie questi dell'opposizione!"

(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)

...vede Assessore, è molto singolare che una Giunta come questa abbia il toupet di pretendere che gli altri non possano parlare, che le categorie economiche di questa Regione, o i sindacati, o chiunque altro a rappresentanza collettiva lo faccia o ufficialmente, o ufficiosamente e, se le ho detto - e lo dico tranquillamente - che abbiamo parlato con rappresentanti delle categorie, è perché sono venuti in commissione, ci hanno detto delle cose e, come lei il 4 ottobre ha fatto un confronto con gli imprenditori, qualcuno lo può fare anche altrove questo, senza firmare contratti o prendere impegni, ma ascoltando, usando le orecchie per capire i problemi che ci sono sul tavolo e non pretendendo di avere sbrigativamente chiuso il compitino, Assessore! È strano...non se lei, perché è stanco dopo una discussione lunga, incomincia a perdere un po' le staffe ed un equilibrio che le riconosco in genere, ma che qui viene totalmente a mancare. Può anche non essere d'accordo, condivido che lei mi faccia osservare che ci sono problemi di rientro per quanto riguarda questi mutui, ma ci sono varie soluzioni possibili, non c'è solo la medicina della "Giunta Rollandin" e la decisione che prende l'Assessore La Torre.

Lei dice di aver fatto un prodotto decoroso, io non le sto sparando addosso: sto dicendo che è migliorabile e lo è sulla base di nostre attente valutazioni che fanno riferimento non ai pozzi di San Patrizio o al fatto che noi siamo...ma guardi che non sono dei pezzenti tutti questi imprenditori, questi artigiani, lei li sta trattando così! Lei ha detto e io glielo traduco: "ma insomma, stanno restituendo con il tasso dell'1 percento e cosa si permettono ancora di avere da dire?". Si permettono di avere da dire qualcosa, perché qualcuna di queste aziende è in seria difficoltà. Le abbiamo già detto prima, noi inizieremo un lavoro di selettività; non lo volete fare? Adesso vi diciamo, allora se non è selettivo, che sia almeno graduale; non volete fare neanche questo? Va bene, è una presa di posizione politica, ma è grave quello che lei ha detto, che non devono permettersi i cittadini o le associazioni di interloquire dopo che si è preso un accordo con la Giunta regionale: lesa maestà in quest'aula! Come ci si permette di fare questi numeri! Noi allora ci permetteremo ancora e sempre per i mesi che ci rimangono da passare qui di parlare con loro, di recepire delle proposte e di sottoporli all'aula, poi se continuerete ad avere la forza dei numeri, li boccerete impietosamente, ma noi facciamo quello che riteniamo giusto. In termini di equità questa scelta è una scelta equa, Assessore, non la sua.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Per dichiarazione di voto rispetto a questi emendamenti. Noi abbiamo alcune riserve tecniche, ma, siccome l'Assessore ha spostato il campo sul terreno politico, rivendico anch'io che ci sono state tutte le modalità per valutare che nessuna delle singole associazioni che si sono dovute confrontare su questo testo, a quanto mi risulta, ha dato carta bianca al Governo regionale, anzi si sono espresse con dei piccoli distinguo e delle perplessità. Non rivendichiamo quindi di essere rappresentanti noi di nessuna associazione, ma non lo è neppure lei, né il Governo regionale. Tutti abbiamo delle orecchie, ascoltiamo, c'è chi sente di più le sfumature, chi sente di più il via libera finale, perché alternative sul tavolo non ce n'è, qualcuno prova a metterne, però o perché c'è l'Europa, o perché su questo testo c'è qualche difficoltà aggiuntiva...ma non venga qui a farci la predica su come si rappresentano le associazioni. Le associazioni non hanno nessun riferimento politico determinato: vengono a parlare a tutti, come parlano a lei, parlano anche a noi e danno delle interpretazioni dei documenti. Non ho rilevato tutto questo entusiasmo rispetto al bilancio in essere.

Mi consenta poi anche sul concetto di equità: l'emendamento bocciato poc'anzi era un emendamento che voleva costruire un meccanismo di equità, per non trattare tutte le imprese allo stesso modo. Lo avete bocciato e adesso volete darci lezioni di equità? Cerchiamo di stare ognuno nei compiti che ha, non pensiamo di essere noi i campioni dell'equità, ma neanche veniamo a prendere lezioni di equità da lei!

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Il tema dei mutui e della loro durata è stato affrontato in diversi momenti. Di fatto, da quando è entrata la crisi nel 2008, abbiamo annualmente prorogato il tutto, quindi i mutui a scadenza a 15 anni sono diventati mutui a 20 anni, pertanto il discorso dei 5 anni nei fatti c'è già stato e il limite che c'era delle leggi, 20 anni, è esaurito. Ora, il rimodularlo a 25 con queste condizioni anche parlandone con le categorie...perché è stata una domanda che era stata fatta e a cui si era spiegato che la proroga è andata avanti ed è così per tutti, quindi c'era stata nei fatti una proroga di cinque anni che è già avvenuta. Andare oggi a proporre a domanda affinché si proroghi per altri cinque anni...bisognerebbe riprendere singolarmente tutte le leggi e rivederle, cosa che non è possibile fare in questo modo. Avevamo anche spiegato che non è possibile, abbiamo visto le tre leggi, abbiamo guardato anche quelle, il problema è che qui si va oltre la scadenza normale del...e bisogna anche da un punto di vista normativo rivederlo. Comunque questa è la ragione per cui, tenendo conto che i mutui a 15 anni sono già diventati a 20 anni, che era il limite massimo, adesso non è che il mutuo possa diventare a 25 anni. Teniamo conto che su questo una percentuale di non restituzione andava da 50 a 55 percento, di coloro che avevano utilizzato queste procedure, quindi avevamo visto che c'era una graduale riduzione. Che ci siano ancora delle sacche di difficoltà è vero, ma questo non giustifica tutto quello che viene detto nei confronti dei mutui come oggi è stato riportato. La ragione è sostanzialmente questa.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Ho appena ricordato che questa sospensione si applica anche a dei mutui che sono stati stipulati fino al 31 dicembre 2012; ora è difficile che un mutuo stipulato nel novembre 2012 abbia già fruito di una sospensione quinquennale, come dice lei. Di fatto capisco che questo si applica per mutui più risalenti nel tempo, ma abbiamo una situazione molto diversificata e qui ci sono delle aziende che sono in difficoltà rilevante. Le ripeto la nostra proposta riguarda l'alberghiero, l'industriale, il commerciale artigiano e il settore della trasformazione dei prodotti agricoli. Abbiamo individuato questo range, tre leggi soltanto, non una miriade di leggi. Il problema si sposta sul piano amministrativo nella rinegoziazione di questi mutui si tratta di rifare i conteggi e di ristipularli. Chi è ormai in fine di restituzione non ha convenienza a fare questo tipo di operazione, chi è invece in una fase intermedia e in situazione di particolare criticità può essere interessato. Noi lo abbiamo valutato, abbiamo sentito delle persone che si occupano professionalmente della gestione di tali forme di indebitamento ed è stato unanimemente indicata questa come una formula più morbida per la ripresa dei pagamenti, meno impattante, per non avere il muro contro le nuove rate di mutuo da restituire a partire da metà 2013.

Non polemizziamo, noi abbiamo fatto una proposta, non è valutata accettabile, punto e basta, però siamo stati altamente indispettiti dalla reazione che ha avuto sopra le righe l'Assessore La Torre e su questo invito il Governo ad avere attenzione sul fatto che nessuno firma patti con il diavolo o accordi definitivi. Crediamo che abbiano le mani libere le organizzazioni professionali e i rappresentanti del mondo economico di discutere con chiunque, con l'opposizione e anche all'interno della maggioranza, perché non è escluso che all'interno della maggioranza qualcuno possa avere dei punti di vista diversi da quelli del Governo. Siamo ancora in una Regione libera!

Tornando alla questione, manteniamo fermamente l'emendamento, chiedo alla Presidenza se sono messi tutti in votazione in modalità successiva, ci pare la soluzione più opportuna in modo che ci sia su ciascuno di essi una pronuncia formale da parte del Consiglio. Grazie.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 di ALPE, che recita:

Emendamento

Dopo il comma 4 dell'articolo 1, è aggiunto il seguente:

"4bis. La durata dei contratti di mutuo in essere stipulati ai sensi della l.r. 19/2001, della l.r. 6/2003 e della l.r. 7/2004 può essere prorogata, a richiesta del mutuatario, di cinque anni. Ferma restando la periodicità del pagamento originariamente prevista da ciascun contratto, l'importo delle rate non ancora scadute è ridotto in misura proporzionale alla durata residua del contratto stesso.".

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 30

Favorevoli: 5

Contrari: 25

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione il sub-emendamento n. 2bis di ALPE, che recita:

Sub-emendamento

Dopo il comma 4 dell'articolo 1, è aggiunto il seguente:

"4bis. La durata dei contratti di mutuo in essere stipulati ai sensi della l.r. 19/2001 e della l.r. 6/2003 può essere prorogata, a richiesta del mutuatario, di cinque anni. Ferma restando la periodicità del pagamento originariamente prevista da ciascun contratto, l'importo delle rate ancora non scadute è ridotto in misura proporzionale alla durata residua del contratto stesso.".

Consiglieri presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 5

Contrari: 26

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione il sub-emendamento n. 2ter di ALPE, che recita:

Sub-emendamento

Dopo il comma 4 dell'articolo 1, è aggiunto il seguente:

"4bis. La durata dei contratti di mutuo in essere stipulati ai sensi della l.r. 19/2001 e della l.r. 7/2004 può essere prorogata, a richiesta del mutuatario, di cinque anni. Ferma restando la periodicità del pagamento originariamente prevista da ciascun contratto, l'importo delle rate ancora non scadute è ridotto in misura proporzionale alla durata residua del contratto stesso.".

Stesso risultato.

Presidente - Pongo in votazione il sub-emendamento n. 2quater di ALPE, che recita:

Sub-emendamento

Dopo il comma 4 dell'articolo 1, è aggiunto il seguente:

"4bis. La durata dei contratti di mutuo in essere stipulati ai sensi della l.r. 19/2001 può essere prorogata, a richiesta del mutuatario, di cinque anni. Ferma restando la periodicità del pagamento originariamente prevista da ciascun contratto, l'importo delle rate ancora non scadute è ridotto in misura proporzionale alla durata residua del contratto stesso.".

Stesso risultato.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1:

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 26

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian per illustrare l'emendamento n. 3 di ALPE.

Chatrian (ALPE) - Per illustrare brevemente questo emendamento. Sono due giorni che parliamo di situazione finanziaria, di minori risorse, di tagli e ci sembrava interessante proporre un emendamento che andasse in una direzione di dare priorità principale alla ristrutturazione e congelare la nuova edificazione. La filosofia era quella di aiutare principalmente la parte antropizzata già esistente, da ristrutturare, quindi, nel momento in cui ci sono minori risorse, bisogna fare delle scelte non tanto popolari.

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Ricordo che qui stiamo parlando di risorse non date a contributo, ma a rimborso su un fondo di rotazione, sono comunque risorse che tornano in circolo. Noi lo sforzo che abbiamo fatto in questa legislatura è di mettere nei primi anni soprattutto parecchie decine di milioni di euro per rimpinguare i fondi di rotazione e oggi siamo quasi arrivati ad un'autosufficienza della rotazione, cosa di cui parleremo a breve in Consiglio, perché in Giunta approveremo il disegno di legge sulla "legge quadro" della casa.

Su questo punto specifico posso dire che già nel 2009, quando abbiamo fatto alcune modifiche, eravamo andati nella direzione che diceva il collega Chatrian, ma su questo d.d.l. inserendo tale modifica, i mutui di cui alla legge non possono essere concessi per l'edificazione di nuovi immobili da destinare a prima abitazione, andremmo a colpire un 6-7 percento e sono tutte persone che arrivano da famiglie tradizionali valdostane per le quali i loro avi hanno ottenuto una possibilità di edificare, mantenendo il prato edificabile, pagando l'IMU e quello che è. Mi sembra quindi un discorso di ristrettezza proprio in base al ragionamento che facevate prima.

Questo stesso concetto però è presente nella delibera che esamineremo in Giunta domani per l'edilizia convenzionata, che è un'altra cosa: "edilizia convenzionata" vuol dire che un privato fa un investimento per darlo in edilizia convenzionata alle persone e noi vorremmo radicarlo al recupero complessivo, che va nella giusta filosofia. Chiederei di ritirare l'ordine del giorno con l'impegno che nel disegno di legge che arriverà in commissione e in aula sulla legge quadro della casa ci sarà questo concetto, ma solo sull'edilizia convenzionata, perché lì è un mero discorso di investimenti da parte di privati che non hanno bisogno della loro prima casa, ma hanno bisogno di trovare dei soldi per recuperare gli immobili.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Assessore per le sue delucidazioni, non conosciamo la delibera, perché non abbiamo il testo e non conosciamo il suo contenuto. Manteniamo questo emendamento, abbiamo capito le spiegazioni che l'Assessore ci faceva, ma, proprio perché la percentuale è limitata - parlava di un 6-7 percento -, e siamo a conoscenza che la legge non finanzia, ma aiuta a livello di interessi, sarà anche un suo circolo, ma, quando le risorse sono inferiori, bisogna fare delle scelte e la prima scelta va sul non antropizzare, se possibile. Detto questo, cercare di aiutare maggiormente la ristrutturazione, anche perché sappiamo che la ristrutturazione ha dei costi superiori rispetto alla nuova edificazione e poi anche per un discorso urbanistico ed ambientale è dal pubblico che deve partire l'aiuto maggiore e come può incidere il pubblico? Congelando la nuova antropizzazione e forse dare più spinta alla ristrutturazione...poi si può integrare e riequilibrare, ma l'input deve partire da quest'aula e il pubblico, dato che ha una sua regia, che è quella dell'ambiente e del patrimonio esistente, penso che modificare le azioni...partono da questi input e meglio di una legge finanziaria dove si può fare un dibattito...al di là della legge sulla casa, di cui si parlerà prossimamente in aula? Questo poteva essere un primo segnale, ma affronteremo in commissione la delibera di cui parlava e poi la porteremo in Consiglio in maniera serena, ma forse è il momento di fare delle scelte importanti e non a livello lineare. Questa è una nostra opinione, ci metteremo a disposizione per non voglio dire migliorare il testo della delibera, ma provare a mettere...

(interruzione dell'Assessore Marco Viérin, fuori microfono)

...qui non si blocca nulla, si congela l'aiuto. Il gruppo ALPE non vuole bloccare nulla, la volontà è: mettiamo le risorse pubbliche, stiamo parlando di aiuti pubblici, nelle ristrutturazioni, questo è il messaggio, la nostra opinione.

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Solo per dire che, se non viene ritirato, non lo accetteremo, perché è molto evidente e molto semplice, non voglio far perdere tempo ai colleghi. Vorrei solo ricordare che questa Giunta nel 2009 ha puntato tutto sul recupero e, quando dico "tutto", intendo tutto: dall'edilizia convenzionata, ai mutui e a quant'altro. Il concetto è che una cosa che voi sposate con noi dal 2009, ma il problema è che qui parliamo di cose diverse, perché, quando abbiamo portato l'importo dei mutui - la collega Fontana mi è testimone, poiché è stato un loro suggerimento -, abbiamo diversificato a 120.000 il recupero, quindi c'è già quella diversificazione rispetto ai 100.000 sul nuovo, viceversa per i single a 90.000 sul recupero e a 70.000 per il nuovo. Noi abbiamo dei dati molto importanti su quell'azione che questo Governo e questa maggioranza hanno fatto dal 2009 ad oggi.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 di ALPE, che recita:

Emendamento

Dopo l'articolo 1, è inserito il seguente:

"1bis.

(Modificazione alla legge regionale 28 dicembre 1984, n. 76)

1. Dopo il secondo comma dell'articolo 1 della legge regionale 28 dicembre 1984, n. 76 (Costituzione di fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia), è aggiunto il seguente:

"I mutui di cui dalla presente legge non possono essere concessi per l'edificazione di nuovi immobili da destinare a prima abitazione.".".

Consiglieri presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 5

Contrari: 26

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Vista l'ora, propongo di sospendere i lavori per riprenderli alle ore 15,30.

La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 13,01.