Objet du Conseil n. 2684 du 14 novembre 2012 - Resoconto
OBJET N° 2684/XIII - Examen de l'annexe au budget pour le triennat 2013/2015.
Presidente - Passiamo all'esame dell'allegato seguendo l'ordine che ci è stato consegnato per l'esame delle pagine.
La parola al Consigliere Louvin sulla pagina 44.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Confessiamo di avere qualche difficoltà a mettere in ordine le carte, perché ci attendevamo un'altra sequenza nell'esame.
La richiesta che facciamo all'Assessore di avere un approfondimento e comunque una valutazione più attenta riguarda i trasferimenti correnti per il funzionamento alle istituzioni scolastiche dipendenti dalla Regione, in relazione anche ai contributi per il funzionamento di istituzioni scolastiche non regionali. Sto parlando sia di pagina 44 che di pagina 45, visto che c'è una stretta attinenza. Parto dal presupposto che abbiamo sentito più volte oggi ribadire l'idea del taglio imperativo del 10 percento delle contribuzioni. Allora, se le parole hanno un senso, tutti i contributi, che siano dati a privati, aziende od enti, dovrebbero avere un taglio del 10 percento, e infatti lo registriamo per alcuni enti...per alcuni, perché a noi sembra che le istituzioni scolastiche non regionali non risentano di questo andamento. La quota generalmente attribuita, ci riferiamo al 2010 come riferimento più stabile del recente passato, era sotto i 4.000.000; lo ritroviamo, stiamo parlando sempre dell'unità relativa al funzionamento di istituzioni scolastiche non regionali, a 4.200.000 nel 2012 e stabilizzato a 4.100.000 anche nel 2013.
Quindi, da come abbiamo ricostruito noi la questione, questo vuol dire che alle istituzioni scolastiche non regionali la contribuzione non viene decurtata del 10 percento, altrimenti ci sarebbero 400.000 euro in meno che invece non ci sono. Osserviamo che c'è una sostanziale depauperazione delle disponibilità complessive della scuola regionale, della scuola, sia essa primaria che secondaria, rispetto invece ad una robusta tenuta delle istituzioni scolastiche non regionali. Su questo chiediamo all'Assessore di fornirci qualche chiarimento, era già stato anticipato questo problema in commissione, ma siamo fermamente convinti che si debba avere una grande attenzione alla tenuta della nostra scuola pubblica.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci Mme la Présidente.
Di questa questione abbiamo già discusso in commissione; in effetti abbiamo già segnalato questa questione, tant'è vero che sia negli impegni presi con l'Assessorato del bilancio che con il Consiglio scolastico regionale abbiamo già segnalato, e nella delibera che portiamo venerdì in Giunta lei sa che nella ripartizione dei fondi alle istituzioni scolastiche esiste un principio di condivisione con il Consiglio scolastico regionale dei criteri. I criteri li abbiamo sottoposti e sono stati votati all'unanimità, con però un'osservazione che abbiamo proposto e che avevo anticipato in commissione: che ci sia una possibilità di rimodulazione nel bilancio fin da gennaio di questi...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
...no, no, regionale, nel senso che nella predisposizione del bilancio non ci è stato possibile, all'interno delle somme assegnate, spostare dei fondi da un capitolo all'altro. Avevamo chiesto all'Assessorato delle finanze se era possibile almeno spostare a saldi invariati, fare degli spostamenti all'interno; ci è stato detto, visto che c'erano troppe richieste, che questo avrebbe creato, visti i tempi ristretti per l'approvazione, delle difficoltà.
Noi abbiamo ottenuto l'impegno di avere la possibilità ad inizio anno di spostare per riequilibrare, tant'è vero che nella delibera si cita: "Preso atto che il Consiglio scolastico regionale ha inoltre proposto all'unanimità l'assegnazione di ulteriori fondi a seguito del reperimento di altre risorse, per sopperire a puntuali necessità di istituzioni scolastiche che ne faranno richiesta", nel senso che fin da subito riequilibreremo questo. Abbiamo dettato dei criteri che sono stati condivisi anche sugli avanzi di amministrazione, quindi questa è la spiegazione che ripetiamo essere più tecnica che nel merito, non avendo noi avuto la possibilità di intervenire sui singoli in modo anche singolare, in quanto non ci è stata data la possibilità.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Deve essere questa questione che ha provocato qualche difficoltà di comunicazione fra i piani, perché dopo quello che lei ci ha detto in commissione, abbiamo chiesto a lei ed all'Assessore di avere copia di questo carteggio, ma questo non è mai arrivato. Se poi cortesemente ce lo fornisse ci sarebbe utile, perché registriamo con drammatica preoccupazione che per esempio nelle istituzioni scolastiche l'autonomia delle istituzioni - che abbiamo molto sbandierato in questi anni - scivola costantemente verso il basso. Voglio dare il dato perché è emblematico: 2010, 4.438.000; 2011, 4.090.000; 2012, 3.544.000; 2013, 2.764.000, siamo quasi alla metà del 2010...stiamo parlando dell'unità 1.5.1.10, il riferimento è all'autonomia delle istituzioni scolastiche. Questo è il dimezzamento dei fondi a disposizione delle autonomie. Allora, se è un problema interno che state aggiustando, ne prenderemo atto, altrimenti sappia che c'è una fortissima preoccupazione, e quello che si percepisce nella scuola pubblica è che mentre si mantengono inalterate le risorse di finanziamento per le private, qui si va verso un depauperamento. E le gite scolastiche, e le visite di istruzione, e le altre possibilità che c'erano nelle nostre scuole, tutto si sta riducendo; una parte si potrà sicuramente ridurre, un'altra parte diventa difficile da comprimere, quindi invitiamo l'Assessore ad avere una grande attenzione su queste problematiche, perché rischiamo di avere una scuola valdostana fortemente in difficoltà. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Semplicemente per ribadire che non è così, nel senso che esiste la questione tecnica ed in effetti era possibile, nella nostra formulazione c'era uno spostamento di 100.000 da una pagina all'altra che avevamo proposto, e questa è una questione, ma sul totale delle istituzioni scolastiche non è così, non ci sono state quelle riduzioni che lei citava, e poi le citerò anche i bilanci generali dell'istruzione negli ultimi anni perché sono interessanti, anche perché questo è stato tutto discusso nell'ultimo Consiglio scolastico dove certe preoccupazioni erano emerse.
Intanto il blocco delle gite non è stato fatto in un momento di crisi, ma è stato fatto quando la crisi non esisteva, per protestare contro una norma nazionale che qui non aveva applicazione, cioè il famoso decreto, il primo decreto uscito a livello nazionale che impediva le consulenze, eccetera. Io, a più riprese, avevo sollecitato dicendo: attenzione, da un punto di vista contabile se bloccate le gite di istruzione...intanto da un punto di vista didattico le gite di istruzione sono fondamentali per i nostri ragazzi, non si capisce perché si protesta sulla pelle dei ragazzi, ma a parte questo, se la crisi progredirà ci sarà il rischio che da un punto di vista contabile dalle finanze giustamente andranno a ripescare tutti gli avanzi di amministrazione riportandoli sugli anni successivi, e noi così abbiamo fatto. Questo è stato graduale e proporzionale; ci sono istituzioni scolastiche che anche quest'anno hanno fatto degli avanzi di amministrazione, quindi non è vero che le istituzioni scolastiche non hanno avuto sufficienti fondi per tutto ciò che è la loro attività. Senza dimenticare tutto ciò che viene direttamente proposte alle istituzioni scolastiche e che nel Consiglio scolastico è stato concordato come nuovo metodo di lavoro di avere, quando si potranno spostare i fondi di cui parlavamo prima, un momento di raccordo dove gli indirizzi verranno dati dal Consiglio scolastico, in modo da non dire che queste sono iniziative calate dal punto di vista politico, come è stato detto in altri momenti. Sostanzialmente le istituzioni scolastiche, nel loro insieme, hanno una rimodulazione che in una prima parte è risolta e con gli spostamenti che potremo fare a gennaio, andranno a ritrovare la stessa situazione che avevamo quest'anno.
Come diceva lei, è più una questione tecnica che una questione di riduzione drastica o di dimezzamenti, perché anche in questo caso gli avanzi sono stati riportati con criteri, e le farò avere tutte le proposte che abbiamo discusso in quell'occasione che in base all'avanzo di amministrazione andavano a decurtare: più l'avanzo è di un'entità ingente, più questo avanzo viene decurtato; quando ci sono piccoli avanzi di amministrazione di 5-10.000 euro questo viene decurtato al minimo. Le faccio avere la tabella di quali sono i criteri che è la cosa più importante, dopodiché è fondamentale che sia collegato all'altro fatto della possibilità di spostamento. La percentuale magari gliela fornirò, ma sarà per tutti uguale, paritarie e pubbliche, perché i criteri vengono applicati a tutti.
Comunque gli investimenti nell'ambito dell'istruzione sono passati da 157.000.000 nel 2007 a 186.000.000 nel 2013: ciò significa che ci sono stati aumenti di 4.000.000, 7.000.000, 18.000.000, 4.000.000, 2.000.000; in questi ultimi due anni ci sono state delle riduzioni che per l'anno prossimo saranno dell'1,2 percento. Ci sentiamo di dire che gli indirizzi che avevamo fornito sono stati recepiti e che soprattutto per quanto riguarda le istituzioni scolastiche abbiamo condiviso con il Consiglio scolastico queste preoccupazioni con le modalità tecniche di avere dei criteri uguali per tutti, e che ci sia questa compensazione su nuovi progetti che vengono decisi dal Consiglio scolastico, in modo da ripartire in base a chi è stato più penalizzato rispetto ad altri.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin sulla pagina 50.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Siamo preoccupati da una china discendente molto significativa del settore universitario. Anche qui, rispetto al documento che i colleghi hanno sotto gli occhi, bisogna allungare la fila per fare lo storico di questi trasferimenti; parliamo di trasferimenti ad enti universitari per il loro funzionamento..."Spese gestionali delle università che operano in Valle d'Aosta", non solo dell'Università della Valle d'Aosta...nel 2010: 12.800.000; 2011: 12.100.000; 2012: 11.600.000; 2013: 10.000.000; 2014: 9.000.000; 2015: 8.000.000 e rotti...cioè: è significativa questa caduta di 4.000.000, un terzo del volume speso nel 2010 all'orizzonte del 2015! Quando stamani parlavamo della Ferrari della sede universitaria, della Testafochi, e di una università che langue ci riferiamo a questo. Dove cade la scure? Perché qui abbiamo di fronte un aggregato, probabilmente saranno state fatte delle scelte in ordine a questa sede, a questo corso o a quell'altro...ci sono delle motivazioni? Non può essere questa riduzione così macroscopica priva di un suo significato, perché le spese di trasferimento per investimenti sono inalterate nel settore universitario, siamo sempre nell'ordine di 500.000 euro, c'è uno scarsissimo scostamento! Ma è sulla spesa gestionale, quindi sarà sui contratti di insegnamento o di ricerca, sarà sulle collaborazioni esterne, deve essere da qualche parte, oppure sarà sulle borse di studio, ma da qualche parte devono uscire 4.000.000 che vengono a scomparire nell'orizzonte specifico! Anzi, tolgo il discorso delle borse di studio, perché gli interventi di attuazione del diritto allo studio universitario fanno capo ad un'altra unità programmatica, quindi stiamo parlando solo di spese delle università stesse...cioè: attiviamo corsi di binazionale, facciamo una serie di interventi e poi scopriamo che non ci sono più i soldi per sostenere queste operazioni? Come ne usciamo? Siamo a verificare qui, all'interno di questa voce, anche il conservatorio oppure no? Sì, qui c'è dentro, quindi essendo di livello universitario dovrebbe essere all'interno; se potete dare qualche chiarimento anche in riferimento a questa situazione...perché qui abbiamo avuto una divaricazione fra l'istituzione che è rimasta come Fondazione Maria Ida Viglino per l'istruzione musicale e questo Conservatorio che è ente universitario e dovrebbe rientrare in questo discorso. Ci dovrebbe essere stato un caricamento qui, dovrebbe esserci un aumento di spesa e non una riduzione!
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Solo per chiarire quali sono i dati con riferimento al 2012 che non portano l'Istituto musicale pareggiato. Mentre nel 2013, nella voce che dà un totale di 10.154.000, ci sono 2.660.000 di istituto pareggiato, nel 2012 non c'era questo perché era in un'altra voce e portava il totale di 7.564.000, perché c'è il discorso del Politecnico di Torino, il discorso del trasferimento fondi, sempre al Politecnico, di attuazione della convenzione. Poi c'è il trasferimento di fondi per le convenzioni stipulate per la promozione nell'ex Brambilla e l'Università della Valle d'Aosta, che l'anno scorso era 6.566.000; per il 2013 è di 7.000.000 e, per il 2014, è di 6.500.000; per il 2015 è di 6.200.000. Questi sono i dati per spiegare perché - come giustamente diceva - sull'Istituto musicale c'è stata questa ripartizione diversa fra questi due capitoli.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - La spiegazione è chiara dal punto di vista tecnico, la valutazione dal punto di vista politico è negativa da parte nostra, c'è un assottigliamento pesante delle risorse. Salvo essere molto evangelici e credere nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, qui aumenta il numero dei soggetti beneficiari avendo l'inglobamento anche del Conservatorio e diminuisce la disponibilità complessiva, perché abbiamo in prospettiva una università di cui crescono le necessità dal punto di vista logistico e degli impegni internazionali, e diminuiscono le risorse disponibili.
C'è poi l'altro aspetto legato alla scissione, cioè di quanto viene in totale ad essere ripartito fra la Fondazione Maria Ida Viglino ed il Conservatorio, non possiamo avere un calcolo preciso, ma mi pare che ci si debba attestare per la Fondazione su 1.570.000 e 2.660.000 per il Conservatorio, per un totale di 4.230.000. Peraltro i calcoli che facciamo noi in proiezione ci danno in caduta libera questo settore nel suo complesso, perché scenderebbe del 25 percento nello spazio di due anni, nel 2015 si ridurrebbe a 3.360.000, il che vorrebbe dire che il Conservatorio non avrà i soldi per pagare gli stipendi. Questa è la drammatica situazione che vedo profilarsi, qui è incomprimibile la spesa, il grosso della spesa del Conservatorio sono i contratti di lavoro di insegnanti; come fate a prevedere nell'arco del triennio che si riduca del 20-25 percento la spesa, per me è un miracolo, ma siamo pronti a tutto, anche a sperare! Se ci sono spiegazioni diverse, ben vengano! Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Sì, domani le faccio avere il dettaglio 2012-2013.
Per quanto riguarda l'Università non ci sono riduzioni, per quanto riguarda la Fondazione Istituto musicale c'è stato quel famoso taglio del 5 percento, che però con la riformulazione della legge, che si chiamava "razionalizzazione e risparmio"...quindi non è che abbiamo fatto una legge solo per tutelare una certa fondazione, ma anche per cercare di razionalizzare, perché esistevano moltiplicazioni di corsi ed altre questioni. Sul 2013 si trova ancora tutto assieme, mentre per il 2014 è presunto lo scorporo, nel senso che per l'Università rimarrà solo la parte AFAM; comunque domani mattina le faccio avere il dettaglio Università e Conservatorio, mentre c'è stata una leggera riduzione per il Politecnico, ma l'Università della Valle d'Aosta è fra i pochi enti che non ha subito tagli, anche perché siamo riusciti a non ricomprenderla in una serie di norme a livello statale, che altrimenti ci avrebbero appesantito il tutto. Ho già richiesto un dettaglio per avere i computi esatti che adesso non ho.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin sulla pagina 54.
Louvin (ALPE) - Assessore Laurent Viérin, qui siamo su una pagina un po' sofferta per quanto riguarda l'intero bilancio!
Il settore cultura è un settore che si poteva immaginare sarebbe andato a soffrire in questo giro della morte, la sofferenza sembra essere andata oltre l'immaginabile, perché abbiamo un bilancio - per quanto riguarda il settore espositivo - che si è sempre ritenuto essere un veicolo promozionale per la Regione, che passa dal 2010 con 5.273.000 a 1.334.000 nel 2015, ma già nel 2013 è attestato a poco più di 2.000.000, con un taglio del 60 percento. C'era sicuramente un po' di grasso che colava attorno a questi eventi, il restringimento delle disponibilità comporterà un cambio complessivo di orizzonte; sono state spostate risorse. Non voglio qui fare polemiche territoriali, su Bard e su Châtillon, su cui ci sarà da investire per quanto riguarda gli eventi, ma nel contempo - questo non riusciamo a capirlo - Aosta si propone come candidata capitale europea della cultura.
Il collega Zucchi sarà più al corrente di me...ma com'è che il Comune di Aosta, in questo momento, si candida per il 2019 come città europea della cultura ed Aosta si sta drammaticamente impoverendo dal punto di vista degli eventi proposti? Noi siamo molto preoccupati, perché qui, al di là di quello che può mettere in campo - 12.000 euro - il Comune di Aosta per individuare chi seguirà questi eventi...abbiamo una città di Aosta che culturalmente sta perdendo i pezzi! Non ha trovato in questi anni una sede espositiva idonea perché c'è troppa frammentazione di offerta, c'è un numero molto elevato di piccoli eventi che adesso verranno fatalmente decimati...a noi sembra che questo lasci un segno molto preoccupante.
Aggiungo che qui abbiamo lo spegnimento della candelina nel settore etnografico, abbiamo accennato la cosa nell'intervento generale: nel 2010, 2.500.000 di euro per il settore etnografico linguistico, si è suonata molto la grancassa, ma se nel 2015 lo si riduce a 450.000 euro, abbiamo un crollo dell'80 percento delle risorse disponibili! (mi riferisco al codice 12)... Questo che è stato un grande programma di recupero del patois, come mai si porta al lumicino? È di nuovo un problema di comunicazione di piani oppure si dà per scontato che quello che c'era è stato speso ed a regime non serve più? Volevamo avere un quadro sulla questione, perché siamo sinceramente preoccupati.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Intanto ringrazio per questo intervento, che mi dà la possibilità di rispondere a qualche intervento di stamani.
Per quanto riguarda la filosofia generale, diciamo che la cultura vede una razionalizzazione per il 2013. Sappiamo che il 2014 è una previsione, oggi stiamo approvando, è vero, il triennale, ma parliamo del 2013, perché con i tempi che ci sono abbiamo subito più di una manovra, un patto di stabilità, quindi non sappiamo cosa succederà nel 2014; però, ragionando sul 2013, crediamo che nel complesso tutto il settore cultura terrà. Dico questo perché, anche qui, citando i dati...e quando parliamo di comunicazione di piani e di remore sulle parti tecniche non abbiamo messo in dubbio a saldi invariati le assegnazioni date...siamo ancora, rispetto al 2007, anno di riferimento, 800.000, superiori agli investimenti che venivano fatti allora. Quindi credo che in questi anni siano stati fatti tanti investimenti; anzi, anche lei, quando abbiamo parlato di patois nelle scuole, aveva sottolineato con una certa enfasi come qualcosa di negativo il fatto di avere avuto tutte queste disponibilità nel settore etnografico...poi ci tornerò.
Vorrei andare per ordine. Il settore espositivo ed eventi vedrà delle rimodulazioni, principalmente il settore espositivo era stato cancellato dal primo decreto del Governo, che impediva per le amministrazioni pubbliche l'organizzazione di mostre, tant'è vero che due finanziarie fa avevamo proposto un emendamento che fissava per la Regione la possibilità di organizzare le mostre, avevamo fissato il 50 percento, ma era qualcosa. Dopodiché avevamo ridotto del 10 percento ed abbiamo rimodulato il modo di proporre le mostre, perché ci sembrava, in un momento di difficoltà, uno dei settori dove rimodulando e non prevedendo più di due grandi mostre durante l'anno, ma chiedendo dei prestiti più lunghi, allungando la stagionalità e prevedendo due grandi mostre che durino tutto l'anno...quest'anno abbiamo realizzato le stesse presenze con due grandi mostre...quindi concentrando gli investimenti su questa filosofia. Quindi Aosta non avrà questa caduta di cui lei parla, ci sarà una razionalizzazione che purtroppo c'è in tutti i settori, ma qui si tratterà come abbiamo fatto quest'anno, e mi fa strano sentir dire che Aosta non avrà più eventi, perché chi ha vissuto l'estate aostana di eventi e di momenti di promozione culturale ne ha visti tanti, e ce ne saranno ancora, chiaramente faremo delle scelte...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
...in questi 4.000.000 c'è anche il Forte di Bard che sarà ridotto di 1.500.000, quindi quando lei dice che gli investimenti vengono sacrificati da Aosta a Bard, non dice qualcosa di corretto, perché Bard ha avuto una riduzione, come quando avevamo impostato il bilancio sulla percentuale delle nostre mostre, avevamo fatto un discorso con il Forte di Bard, per avere un'uniformità di intenti. Stessa cosa ci sarà nel sacrificio che è stato preparato nel settore, sapendo che in controtendenza abbiamo aperto il Castello Gamba, sicuramente non si sacrifica Aosta per Châtillon o Bard, ma c'è una territorialità che diventa più equilibrata ed una sinergia collegando i due poli, Aosta e Bard, con il Castello Gamba che è inserito in una zona di riferimento molto interessante. Non vediamo dunque...sicuramente ci sarà una razionalizzazione e magari un evento; invece di proporlo tutti gli anni, si farà un anno sì ed uno no, intercalato con quello che si fa nell'anno di riferimento. Queste sono scelte che nella programmazione faremo, a budget assegnato con il bilancio di gestione. C'è un'opera di razionalizzazione, ma questo non significa far morire gli eventi, né far morire la città di Aosta; anzi, il fatto che si sia candidata la città di Aosta capitale della cultura ci onora, perché significa che ha percepito gli investimenti che l'Amministrazione regionale sta facendo in questi anni sulla città di Aosta, perché tutta la programmazione che presentiamo al Teatro Romano è un fiore all'occhiello.
Ancora due cose sul settore etnografia; senza prendere il 2014 come abbiamo detto, abbiamo ancora 920.000 euro che ci danno la possibilità, sommati a tutti gli investimenti che abbiamo fatto in questi anni e che vedono progetti non ancora realizzati...perché abbiamo ancora un'infinità di progetti che dobbiamo presentare nel 2013 o a fine 2012 e che hanno visto impegnate queste ingenti risorse di cui parlavamo...questi denari sono sufficientemente necessari, tant'è vero che il discorso "patois" è stato spostato da qui alla parte scolastica. Quando lei dice la questione patois...ci saranno ancora le parti inerenti al Concours Cerlogne o all'Ecole populaire, ma la parte scolastica è spostata. Questo ci dà la possibilità in forma incisiva di continuare ad investire sul settore etnografico che rimane una priorità; anche qui si tratta di rimodulare, e soprattutto rapportando alle cifre che si sono impegnate in questi anni, riferite a pubblicazioni ed a ricerche che sono ancora in corso, che visto che sono ricerche e pubblicazioni che vedono anni di impegno...cito l'Atlas, o una pubblicazione sul patois, o il progetto Altan, quello per i piccoli...cioè abbiamo una serie di progetti ancora, e questo per dire che si continua.
Sul settore cultura in generale, ricordo che il motore di sviluppo della cultura sul territorio da noi riconosciuto e che Rigo citava, si ritrova anche negli investimenti che ci sono non solo nei fondi europei, ma anche nel bilancio regionale, perché il Castello di Aymavilles, di cui parlava la collega Morelli, fa parte di quegli investimenti che il collega Rigo dice che non stiamo facendo e che non si trovano nel bilancio. Questo è dovuto al fatto che sono investimenti essendo in fase di appalto, che sono già stati destinati; Maison Lostan, Palais Roncas e Castello di Aymavilles sono tre grandi investimenti culturali che continuano ad andare avanti, che non si trovano nel 2013 perché l'appalto è in fase di aggiudicazione, tutti i fondi erano già sul 2012 ed era inutile rimettere in questo senso. Questo per dire che gli investimenti pur nella razionalizzazione - e ripeto che continuano ad essere quelli con cifre superiori ancora ad anni fa - si continuano a fare. Al di là di questo, sappiamo che il 2013 sarà un anno difficile e cercheremo con le risorse assegnate di continuare questa politica culturale, cercando di rimodulare e di risparmiare su certi eventi, non nel fatto di annullarli, ma nel fatto di rivederli in forma diversa.
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli sulla pagina 60.
Morelli (ALPE) - Merci Mme la Présidente.
Pagina 60, funzione 8.1.10 "Provvidenze a ciechi, sordomuti, invalidi civili, ex combattenti": per il 2013 abbiamo una previsione di 26.200.000 che, rispetto al 2012, si riduce di 1.500.000. A fronte di un aumento degli invalidi - come ci è stato confermato dall'Assessore in commissione - volevo capire quali sono i criteri con cui si riduce.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Occorre fare attenzione a queste cifre perché è stata fatta un'attenta valutazione delle economie prodotte negli ultimi anni, che cito: nel 2010 abbiamo avuto un erogato di circa 25.400.000; nel 2011, 26.000.000; adesso, a novembre, abbiamo 23.800.000, quindi la nostra previsione è di attestarci attorno a 26.000.000. C'è stato un lieve incremento soprattutto dovuto agli assegni di accompagnamento, che sono stati, nel 2010, 3.744, nel 2011, 3.800 e, a novembre, 3.400, ma riteniamo con questa cifra di rispondere alle necessità del prossimo anno.
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Mi scusi, non ho capito il discorso dell'accompagnamento.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Si è registrato un lieve incremento dovuto agli assegni di accompagnamento, rispetto al 2010, ma l'erogato 2010-2011-2012 non supera i 26.000.000 di euro, 25.000.000 nel 2010 e 26.000.000 nel 2011.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin sulla pagina 62.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Qui abbiamo una scomposizione di piani e bisogna che ci ritroviamo bene fra la situazione di finanziamento della spesa sanitaria nella sua progressione dal 2010 in avanti, perché abbiamo una ricomposizione nell'ambito di questa unità programmatica e vorremmo capire a quanto ammontano i totali. A noi sembra che nel complesso la spesa sanitaria sia invariata: 280.000.000 nel 2010, altrettanti nel 2013. Nessun effetto di contenimento della spesa, se abbiamo aggregato correttamente i dati, perché dobbiamo ricorrere ad una serie di voci diverse; adesso si parla di spesa sanitaria corrente per il finanziamento dei LEA, della mobilità sanitaria, del pay back, prima avevamo trasferimenti all'azienda USL, interventi per il servizio sanitario, eccetera, ma ci sembra che il totale sia di invarianza di spesa in questo lasso di tempo.
Mentre le altre Regioni mi pare abbiano già operato in termini di contrazione della spesa sanitaria, qui siamo ad una invarianza, questo nonostante in questo ammontare complessivo scompaiano quasi 15.000.000 di investimenti. Cioè noi nel 2010 avevamo 14.700.000 di investimenti che si riducono a 2.100.000 nel 2013; allora abbiamo 12-13.000.000 in meno di investimenti, ne risulta che la spesa corrente sanitaria sta continuando a galoppare.
È vero, abbiamo messo al lavoro una commissione per rivedere i meccanismi della spesa sanitaria, ma vorremmo capire mentre cominciamo a prendere le coordinate cosa sta succedendo. Come mai non è sotto controllo questa spesa corrente sanitaria, quali sono le voci che incidono maggiormente in questa lievitazione di spesa? Quando si è detto nella discussione generale che c'erano ambiti in cui bisognava indicare una necessità di regimazione...secondo noi quello sanitario è uno nel quale, non toccando i LEA, ma andando a ridurre le modalità di spesa, si poteva intervenire nel corso di questi anni!
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Sulla spesa sanitaria poi quando si vedrà la spending review; intanto sono stati fatti tagli di 1.800.000 sul 2012, quindi su tutto ciò che era previsto, di 4.500.000 sul 2013, quindi la spesa, se era di 380.000.000 nel 2010, oggi è di circa 276.000.000. Oltretutto la modalità di costruire il bilancio è variata, perché gli altri anni c'erano tutte le "vincolate", ogni articolo si riferiva ad una "vincolata", mentre quest'anno per recepire il decreto legislativo n. 118/2011 si è esplicitata la spesa corrente dei LEA, i livelli di assistenza sanitari superiori, quelli che una volta chiamavamo i LEA regionali, che sono gli interventi che eroghiamo e paghiamo noi direttamente, e poi la mobilità sanitaria. Abbiamo recepito i tagli richiesti, tant'è che nel 2013, con la spending review di 4.500.000 e altri 500.000 euro che abbiamo richiesto all'USL, ci sono circa 5.000.000 di euro in meno rispetto a quanto era previsto. Queste economie sono state fatte cercando di andare a toccare quegli aspetti dove c'erano eccessi di spesa, quindi beni e servizi, forniture, richieste di sconti sulle forniture. Questo ci ha permesso di creare un'economia di 5.000.000, ma senza intaccare l'erogazione dei LEA, i servizi e anche il personale. Si sta facendo un grosso sforzo di razionalizzazione, pur mantenendo i livelli essenziali di assistenza; anzi, abbiamo completato una serie di servizi importanti (vedi apertura dialisi a Saint-Vincent).
Ci sono degli aspetti che sono positivi, ad esempio abbiamo la lieve riduzione della mobilità sanitaria, che nel saldo passa da 13.500.000 a 12.900.000. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - A commento, riteniamo che lo sforzo sia tutt'altro che sufficiente. Dal punto di vista del contenimento della spesa sanitaria crediamo che altre Regioni si siano muovendo con determinazione, che qui venga invece a mancare una politica robusta di contenimento là dove ci sono ancora decisamente margini di risparmio per la pubblica amministrazione, senza toccare i LEA e le prestazioni che stiamo dando in questo momento. È un tema che ci troverà a tavolo di discussione e nei prossimi mesi avremo modo di tornarci; in ogni caso credo che sulla questione sanitaria torneremo anche nell'ambito delle proposte che porteremo all'attenzione domani.
Président - La parole au Vice-président Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Stamani e anche oggi pomeriggio vi sono stati diversi interventi sulla funzione obiettivo 10 nel suo complesso, collega Prola, e non solo per quanto riguarda l'UPB 10 e 20 della zootecnia, ma cercando di mettere sul tavolo tutte le carte chiederei delle delucidazioni sulla pagina 67, sia per quanto riguarda la parte investimenti sia per quanto riguarda la parte corrente. La parte corrente ha un finanziamento stabile negli anni 2010-11-12, circa 5.000.000 di euro, e tracolla nel 2013 a 3.000.000 per poi precipitare del tutto a 2.000.000. Vorrei sapere dove sono stati fatti i tagli. Per quanto riguarda gli investimenti nel 2010 - sto parlando di politiche di sviluppo rurale, UPB 20 - le risorse disponibili erano 48.000.000 e le poste messe in bilancio per il 2013 sono 17 pongo lo stesso quesito.
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - La domanda mi permette di chiarire un po' di cose che sono state dette durante la discussione generale. Innanzitutto la scelta che è stata fatta nell'ambito di tutto l'Assessorato di mantenere le dotazioni finanziarie sul settore delle risorse naturali, quelle che qualcuno ha già evidenziato, legate alle dotazioni necessarie per quel che riguarda la riattivazione dei cantieri forestali, mantenendo l'impostazione data e mantenendo anche una dotazione finanziaria adeguata, di conseguenza non andando a ridurre la disponibilità che era necessaria in questo settore. Si è parimenti data attenzione al flusso che va direttamente alle aziende per quel che riguarda il settore agricolo.
Sulla zootecnia qualcosa è stato chiarito in sede di dibattito, perché il collega Prola ha chiarito che nel corso degli anni non c'è stata una riduzione per quello che è il flusso che va direttamente al bilancio delle aziende, in quanto anche quest'anno si è mantenuta la stessa disponibilità dello scorso anno, ma nel tempo si sono avute delle riduzioni che erano legate a delle situazioni specifiche, ne cito due: quella legata a 2.500.000 degli stanziamenti per le assicurazioni, ai quasi 5.000.000 di euro legati al risanamento, ai diversi piani, che alla fine portano quel valore di 8.000.000 che era stato evidenziato...
(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)
...ma voglio arrivare qui, se mi permette, qual è stata la scelta per arrivare ad avere una comprimibilità dove non si andava direttamente a toccare le aziende agricole. Tra l'altro il collega Donzel aveva parlato del 2009, dove c'era stato il piano straordinario anticrisi dei 5.000.000 di euro che toccava la zootecnica.
Detto questo, la scelta di contrazione è intervenuta nelle spese di investimento - per questo ho fatto la premessa - legate nel 2012 alle dotazioni necessarie per quelli che sono gli interventi ai consorzi di miglioramento fondiario e qui è la riduzione sostanziale di circa 9.000.000 di euro. Teniamo conto che questa considerazione è stata fatta alla luce di un piano di interventi sui riordini fondiari di 11 consorzi, i cui lavori sono quasi tutti in corso, di 25.000.000 che sono stati spalmati dal 2009 sugli anni successivi. Mi riferisco ai consorzi Envers di Chambave e Adret di Chambave per circa 3.000.000 di euro con lavori in corso, Ru des Gagneurs di Châtillon 1.000.000 di euro, CMF Fénis oltre 5.000.000 di euro, Hône Bard 530.000, Jovençan quasi 3.000.000 di euro, Rivo Val di Nus - intervento attualmente in corso - 3.600.000 di euro, Senin e Sorreley di Saint-Christophe 2.700.000 di euro, Ru Courtaud 1.164.000, completamento a Torgnon di un intervento di riordino 150.000 euro, e Chavacourt di Verrayes 4.300.000 euro. Questi sono tutti interventi in corso, notiamo bene perché è stato parlato anche di riordino, che tutti questi interventi hanno già sia la parte di investimento, quindi dei lavori, sia la parte legata agli accorpamenti. Questo è importante perché la riorganizzazione della proprietà per questi interventi è prevista per quel che riguarda sia un settore che l'altro, cosa che storicamente non era mai stata fatta. Il fatto di pensare ad investire, ma anche a completare il riordino, è cosa importantissima. Fra l'altro la nuova legge del riordino porta ad avere, dopo sei mesi dalla sua approvazione, anche la delibera che va a gestire i criteri per la regolarizzazione della proprietà. Ci tenevo a dirlo perché su questo si fa confusione.
Sugli interventi dei consorzi c'è un piano lavori ancora in corso; quest'anno ci sarà un sacrificio per quel che riguarda questi aspetti, ma si è mantenuta la dotazione finanziaria dei fabbricati rurali di fondovalle e di alpeggio, circa 6.000.000 di euro, si è mantenuta la possibilità di acquisto di macchine ed attrezzi agricoli, con una diminuzione di dotazione per questo aspetto perché l'anno scorso c'è stata la possibilità della messa a norma con i nuovi criteri, anche di mezzi attualmente non idonei, che al posto della sostituzione è stata data questa opportunità in più, quindi è stata data una dotazione minore, con la possibilità, oltre che del cambio con il nuovo, anche degli interventi di manutenzione e di adeguamento alle norme di sicurezza.
Per quel che riguarda la realizzazione di vigneti e frutteti, 900.000, elettrificazione 325.000, 107.000 mulini, e nel settore della trasformazione e commercializzazione si è diminuita, anche qui, la dotazione di circa 1.000.000 di euro, in quanto gli investimenti importanti in questo momento sono fatti, compreso i nuovi magazzini della Cooperativa Latte e Fontina che hanno visto un investimento importante negli ultimi anni, cosa che non è più necessaria, in quanto attualmente sono sufficienti degli interventi di manutenzione sull'esistente. Quindi è stato fatto un intervento mirato di riduzione in questo settore e si è tenuto conto del fatto che un rallentamento lo si può fare su nuove opere dei consorzi di miglioramento fondiario, dove magari vanno ad interessare solo 2-3-4 aziende in tutta la Regione, l'intervento singolo, piuttosto che non nei settori dove si va direttamente ad incidere sul bilancio delle aziende.
Per i consorzi una cosa che abbiamo già detto in commissione: si è cercato di mantenere la dotazione per le spese di gestione, 1.300.000 di euro, con la possibilità della rimodulazione nei primi mesi dell'anno per quello che serve per il completamento.
Presidente - Colleghi, vi chiedo la cortesia di rimanere nei tempi.
La parola al Vicepresidente Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Noi abbiamo inserito le pagine e all'interno di esse abbiamo inserito le unità previsionali di base. Io gentilmente non ho chiesto l'unità previsionale di base della zootecnia perché sapevo già le risposte, e l'Assessore ha utilizzato il 95 percento del tempo per rispondermi di zootecnia. Grazie Assessore che mi ha illustrato la zootecnia, ma sapevamo già le risposte! Dato che la trippa per i gatti è sulle prime due, 10 e 20 della pagina 67, aspettiamo una sua risposta sulla parte corrente, perché magari a tanti di voi non interessa, ma al nostro gruppo interessa, e ci interessava sapere perché dal 2010 al 2012 le risorse messe in campo erano di 5.100.000 euro, tracollano a 3.000.000 nel 2013 e tracollano nel 2014 a 2.000.000.
Per quanto riguarda gli investimenti, ci piacerebbe conoscere nel dettaglio che non solo è stato rimodulato, come il collega Prola ha ben spiegato dicendo che nel bilancio si può rimodulare il finanziamento degli 11 consorzi, che lei ci ha per l'ennesima volta illustrato in questa sede (e la ringrazio), ma volevamo sapere quante risorse sono ancora disponibili nel 2013 per finanziare gli ulteriori consorzi di miglioramento fondiario legati ancora alla delibera del 2008. Questi sono i due quesiti e, se gentilmente può risponderci, le saremmo grati!
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Prima ho detto che dopo tutta la premessa che avevo fatto, la contrazione quest'anno è stata di circa 9.000.000 di euro sulle spese di investimento dei consorzi...sfido chiunque, e c'è la registrazione per verificare se ho detto o no questo nel corso dell'intervento! Ho fatto una premessa sulle comprimibilità sia del Dipartimento risorse naturali che dei contributi che vanno direttamente alle aziende, perché questa premessa era funzionale a far capire la scelta che avevamo fatto.
Sulla scelta ha influito anche il fatto che sono in corso di realizzazione quegli interventi, ho detto che in quegli interventi, visto che nella discussione generale era emerso che sui riordini non era previsto l'investimento per quel che riguarda la parte accorpamenti, per questi interventi la parte accorpamenti c'è. Quindi quello che può rimanere da investire, scegliendo magari dei consorzi più datati dove all'epoca non è stato pensato che bisognava prevedere delle risorse sia per i lavori che per la parte accorpamento, dovendo rimediare questo discorso storico, dovremo modulare nel tempo questa parte che mancava. Questo lo si farà una volta che si sarà predisposta la delibera per quel che riguarda i criteri di applicazione della legge del riordino, e questo era necessario dirlo.
Per quel che riguarda altre spese in riduzione...in più avevo detto anche dei caseifici e della cooperativa...per la parte corrente, stavo finendo di dirlo, poi non ho avuto il tempo...1.300.000 di euro è per le spese di gestione, le valutazioni in corso prevedranno la possibilità di rimodulare la dotazione necessaria per questo aspetto vitale per il mantenimento dei consorzi, questo va a tutti i consorzi della Valle d'Aosta. Questo aspetto lo abbiamo mantenuto, ci sarà da integrare una somma e questo lo si farà nell'ambito di queste variazioni che sono previste all'inizio dell'anno, come ho detto in commissione.
Altra piccola riduzione è sulle spese, perché le spese correnti principalmente sono queste; l'altra voce è quella relativa alle manifestazioni, una riduzione c'è, in quanto il prossimo anno non c'è più la manifestazione biennale della Desarpa, che viene prevista un anno sì ed un anno no, mentre per il resto delle manifestazioni promozionali il mantenimento delle dotazioni è assicurato. Mancava solo questo pezzettino.
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian sulla pagina 69.
Chatrian (ALPE) - Siamo sulla UPB 10, "Interventi a sostegno dell'agricoltura, interventi e servizi finalizzati allo sviluppo del settore agricolo e agroalimentare". Dai dati che abbiamo nel 2010 erano allocati 4.000.000 di euro; nel 2011, 3.800.000 e nel 2012 - non so se è dato assestato oppure no, ce lo dirà lei - circa 2.000.000 di euro; nel 2013, 1.650.000. Chiediamo se può farci il percorso di queste risorse allocate.
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Per quel che riguarda queste voci, qui si tratta come voci considerate nel bilancio del funzionamento di AREA VDA, che richiede 1.000.000 di euro, 80.000 CERVIM, Route des vins e la gestione del Centro essiccamento siero di Saint-Marcel. Lo scostamento fra 2012 dei 2.000.000 di euro rispetto al 2013 con 1.650.000 è legato alla riduzione degli oneri legati alla revisione dei prezzi per la gestione del Centro essiccamento siero e la riduzione del trasferimento all'AREA in ragione di 200.000 euro per una razionalizzazione delle spese di funzionamento, cosa chiesta anche ad AREA in un complesso di iniziative che toccano tutti i settori dell'Amministrazione.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin sulla pagina 71.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Fra le voci più sorprendenti di questo bilancio c'è un forte ulteriore aumento delle partecipazioni azionarie, credo sia l'aumento più spettacolare in assoluto che si registra in tutto il documento finanziario. Stiamo parlando di interventi che si articolano su tre leggi, ma due di queste mi sembra siano fuori causa, sia quella della S.p.A. Servizi, che ormai è parcheggiata lì senza aumento, presumo, di investimento azionario, e forse qualcosa potrebbe andare alle imprese in difficoltà in base alla "17", il grosso dovrebbe essere come sempre sulla ben nota legge di Finaosta, la n. 6/2006. Allora come mai abbiamo questo aumento così significativo di partecipazioni azionarie e conferimenti? Fra l'altro in gran parte è già impegnato, quindi iniziative già avviate. Sono ricomprese operazioni di indebitamento o questo è solo per acquisizioni azionarie?
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.
La Torre (FA) - Anche per avere la soddisfazione di dire che la risposta la trova a pagina 14 della mia relazione, così ce l'ha già scritta. Si fa riferimento ai 18.500.000 che sono l'aumento del fondo di dotazione per gli interventi in gestione speciale. Gli aumenti sono dati proprio da questo, dall'aumento programmato delle quote di ammortamento, che lei vedrà che in parte sono già impegnate, ma che sono in progressione rispetto al 2015, con riferimento al mutuo e all'aumento programmato della crescita del mutuo. Comunque all'inizio della pagina 14 trova la risposta.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin sulla pagina 73.
Louvin (ALPE) - Chiedo scusa se faccio perdere tempo, ma abbiamo anche in questo ambito degli interventi di pianificazione energetico ambientale, abbiamo avuto modo di parlarne in commissione, Assessore Pastoret, allora forse il collega Chatrian aveva richiesto, in questo momento non c'è...il mio quesito invece era a pagina 77, ma era relativo a questa diminuzione degli impegni in materia di pianificazione energetico ambientale. A noi sembra, in un momento come questo, particolarmente importante dare un impulso al settore e lo vediamo invece significativamente complesso. Lei ha parlato, ma non era stato chiaro in commissione, di una riallocazione di risorse...vorremmo avere una quadratura complessiva degli interventi per i quali c'è già stata una decurtazione delle contribuzioni che si è già registrata, e la stessa cosa riguarda anche gli investimenti per l'efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nell'unità 20.
L'altro aspetto che riguarda il settore energetico è quello delle iniziative promozionali, come Rigenergia, che risente in questo periodo di un'ulteriore contrazione piuttosto massiccia. Ecco, se ci può fornire questo quadro, questo ci aiuterà domani a fare le nostre valutazioni anche in ordine ad altri tipi di investimenti che sono correlati. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie Presidente. Mi ero ripromesso di fare una considerazione di carattere generale...arriva il collega Chatrian, quindi forse posso lasciare la parola a lui perché completi l'illustrazione, dopodiché posso rispondere a tutti e tre, perché c'è una considerazione di carattere generale che tocca tutti e tre gli aspetti.
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian sulle pagine 74 e 77.
Chatrian (ALPE) - Grazie.
Per quanto riguarda l'artigianato, due quesiti, sia per quanto riguarda gli interventi promozionali per l'artigianato, che nel 2010 erano allocati circa 240.000 euro e dal 2012 le risorse sono state dimezzate a 130.000 euro, ma il quesito va sull'11 e sul 20, tutela artigianato di tradizione. C'è comunque un forte ridimensionamento da 2.750.000 a 2.000.000 di euro, chiediamo come li avete riallocati e soprattutto dove è stato rimodulato e su quali settori.
Poi forse la parte più impattante è quella legata all'UPB 20, legata agli interventi di investimento nel settore dell'artigianato, le risorse da 4.500.000 del 2010 con la modifica sul 2013 sono di circa 1.500.000, due terzi di riduzione, circa il 65 percento di riduzione. Come intendete dare corso alle richieste dei vari artigiani o con quale rimodulazione. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie Presidente. Illustro tutto insieme perché devo fare alcune considerazioni di carattere generale. Cercherò di essere breve, voglio riprendere solo alcune cose.
Sono stato citato oggi dal collega Rigo, voglio ricordare solo due cose che ho detto in commissione e che tengo a dire a tutto il Consiglio. Quando mi sono presentato in commissione, mi è stato chiesto del bilancio; ho detto che su questo bilancio non c'è nulla di particolare da dire, perché siamo in una situazione totalmente diversa rispetto al passato. Questo bilancio ce lo ha scritto lo Stato e noi siamo stati dei fedeli esecutori, spiego meglio perché, e avevo fatto un esempio. Avevo detto: rispetto alle risorse che avevamo a disposizione nel 2010, nel bilancio 2013 abbiamo avuto una contrazione del 32 percento circa. Una contrazione che in sede di predisposizione del bilancio il buon Assessore La Torre, con i suoi uffici, ha dovuto applicare a quelle che erano delle spese comprimibili, perché le spese incomprimibili - quali gli stipendi e tutti gli aspetti organizzativi - non hanno potuto essere toccate. Va da sé che a questo punto le spese comprimibili sono quelle che riguardano gli investimenti, in particolare sono stati - per quanto riguarda il mio Assessorato - tre i settori che hanno delle voci di investimento di una certa importanza: industria, artigianato ed energia. Siccome noi abbiamo una tipologia di intervento di finanziamento a sportello rispetto alle leggi di settore e non abbiamo mai in passato organizzato delle graduatorie, abbiamo sempre corso il rischio, dalla notte dei tempi ad oggi, di avere un'eccedenza di domande rispetto alle disponibilità finanziarie ed abbiamo sempre operato per fare in modo che poi le cose convergessero e ci fosse una soddisfazione per tutti.
Oggi ci troviamo in una situazione che voi avete già sottolineato diverse volte nei vostri interventi, che il Presidente della Regione ha ripreso; nel prossimo futuro saremo obbligati a riorganizzare questo sistema, con dei criteri che credo siano condivisibili da tutti: la compatibilità economica, l'efficienza e l'efficacia degli interventi e la validità dei risultati. In questa fase noi però non siamo in grado di fare questo, perché non sappiamo cosa accadrà domani e non abbiamo dei tempi tecnici per farlo. Con alcune categorie imprenditoriali abbiamo già fatto degli incontri ed abbiamo delle proposte sul tavolo, per giungere a dare risposta ai quesiti che avete posto. Le riduzioni che abbiamo introdotto oggi sono quelle che è stato necessario fare qui e che non si potevano fare da altre parti. Se si fa l'eccezione per Rigenergia. Con la formula degli anni passati questa manifestazione non possiamo più sostenerla perché essendo ripetitiva nella forma e nella sostanza, subendo la crisi le aziende, oggi dobbiamo sposarla ed accorparla ad altre iniziative...quindi si farà Rigenergia, ma in contemporanea con la manifestazione che viene fatta per quanto riguarda le abitazioni, che già era stata fatta lo scorso anno. Per Rigenergia...abbiamo 100.000 euro in meno a disposizione per farla, ma la faremo lo stesso, però in concomitanza con l'altra manifestazione privilegiando gli aspetti istituzionali legati al COA, ed al risparmio energetico.
Per quanto riguarda la forte riduzione che è stata sottolineata per l'artigianato di tradizione, si tratta di 600.000 euro o 650.000, cito a memoria, rispetto ai quali ci troviamo qui ad avere una riduzione che invece non è sugli investimenti, ma è su una partita corrente. Su questo ci stiamo impegnando per vedere di ridurre tutto quello che potremo in occasione delle due grandi manifestazioni che abbiamo, la Fiera di S. Orso e la Fiera estiva. Per adesso le programmazioni di spesa che abbiamo fatto ci consentono di immaginare che potremo arrivare, magari non rispettando l'interezza di questa riduzione, ma di arrivarci vicino. È chiaro che qui parliamo di non fare più promozioni onerose come una volta, di tagliare tutta una serie di spese con dei ragionamenti che siano corretti e coerenti.
Per il resto, non entro sulle cifre perché la nostra volontà, siccome siamo persone serie e di questo ne abbiamo parlato sia con il Presidente, sia con l'Assessore alle finanze, è di non lasciare a piedi nessuno. Abbiamo avuto dei ritardi nel dare delle risposte sulla presentazione delle domande a cavallo dei due bilanci, abbiamo garantito che pagheremo sulla base di tutte le domande che sono fatte e che saranno ancora presentate perché non le abbiamo chiuse e continuiamo ad accettarle, troveremo le risorse necessarie per soddisfare queste esigenze. Ovviamente, essendo delle domande fatte a sportello, non abbiamo mai la certezza di sapere quanto ci servirà; paghiamo lo scotto di avere molto incentivato nel settore energetico una serie di iniziative, abbiamo fatto uno sviluppo enorme dal punto di vista del fotovoltaico e delle rinnovabili; ora dovremo trovare delle combinazioni per indirizzare la gente a far ricorso ai contributi dello Stato, quali le riduzioni del 55 percento, andando a ridurre parzialmente le nostre.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin sulla pagina 83.
Louvin (ALPE) - Ferrovia: purtroppo è sempre un tema dolente. Vorrei però guardare un po' più largo rispetto ai dati che abbiamo in questo momento sul tavolo. Quando in commissione si è iniziato l'esame generale del bilancio, l'Assessore La Torre ci ha messo di fronte ad una situazione per cui ci sarebbe stata una sorta di partita di giro per le ferrovie dell'ordine di 23.000.000 di euro, che a me pare essere in base a quanto lui ci ha ricostruito un accollo da parte della Regione di questi oneri, concordato nella manovra del 2010 (se non ricordo male).
A me sembra che ci sia stato in parallelo con questo un sostanziale arretramento da parte della Regione nella spesa di sostegno del traffico ferroviario. Abbiamo ricostruito la sequenza: trasporto su rotaia per gestione e sviluppo del trasporto 1.580.000, 1.390.000, 1.350.000 nel prossimo anno 682.000; investimenti per trasporti ferroviari: 1.250.000, 200.000... Ci può dare un quadro chiaro? Abbia la cortesia di fare questo sforzo, perché abbiamo l'impressione che solo altri settori abbiano la tenuta necessaria e forse oltre il necessario, ma quello ferroviario oggi è in particolare sofferenza.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Sull'orizzonte più ampio che ha evocato il collega Louvin, quello che dice l'Assessore La Torre è corretto: vi era un impegno da parte dell'Amministrazione regionale a sostenere i costi per la gestione del servizio ferroviario, a patto che ci fosse il trasferimento delle competenze. Quindi come avrà modo di vedere, così come è accaduto per il bilancio che abbiamo approvato l'anno scorso, si troverà 23.000.000 nei fondi globali, c'è nel bilancio di quest'anno così come c'era nel bilancio dell'anno scorso, pagina 143. Quindi direi che questa situazione è molto chiara. D'altra parte la nostra posizione mi pare che possa essere facilmente condivisa, immaginare di essere semplicemente gli ufficiali pagatori senza avere nessuna voce in capitolo mi pare sia non particolarmente edificante, anche perché, fintanto che non ci sarà il trasferimento delle competenze, il contratto di servizio di Trenitalia è sottoscritto con il Ministero. Quindi paradossalmente ci troveremmo, se così fosse, in una situazione dove dobbiamo pagare, ma non possiamo dire la nostra! Ecco perché abbiamo una previsione che è assolutamente coerente con quanto a suo tempo pattuito.
Per quel che è della questione più puntuale che riguarda la previsione di 682.000 che appare decisamente ridotta rispetto alla previsione del 2012, il contenimento più importante è la diminuzione delle spese di gestione della tramvia intercomunale Cogne-Eaux Froides-Plan Praz, nel senso che avevamo nel 2012 una previsione di 600.000 e, in virtù delle decisioni che sono state prese quest'anno, abbiamo una riduzione di oltre 500.000 euro. C'è anche una riduzione del contratto di servizio integrativo di circa il 20 percento, ma che è compatibile con questa riduzione generale che abbiamo in virtù dell'andamento del nostro bilancio.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Il chiarimento sul piano tecnico è utile. Noi, dal 2010, con scarsissima varianza in avanti mettiamo in bilancio una posta virtuale...noi, virtualmente...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...se è un fondo globale di parte corrente, in realtà non esce, se entrasse uscirebbe, io la leggo così...
(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...che poi non vengono spese, allora chiudiamo il cerchio dicendo che alla ferrovia concretamente non arrivano 23.000.000! Figurano in bilancio, non arrivano; lei dice che non escono, ovviamente non arrivano, non c'è il sostegno alla gestione del sistema ferroviario, ma soprattutto ci siamo impantanati nella vicenda del trasferimento delle competenze. Ragazzi, qualcuno dovrà pur rispondere del fatto che non si va avanti su questa vicenda, se c'è la disponibilità ad accollarselo! Le norme di attuazione non sono state fatte - credo - per niente! Ci è chiara la dinamica, è una vicenda assolutamente virtuale; purtroppo quello che è reale è un'altra cosa, sono i disagi ferroviari, ma su questo avremo modo di tornare.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin sulle pagine 92, 93, 99.
Louvin (ALPE) - Presidente, siccome sono responsabile della chiamata delle prossime pagine che sono tre e che riguardano prevenzione rischi, antincendi e fondi di riserva, volevamo fare una valutazione complessiva con il Presidente in termini assolutamente di tipo propositivo e di approfondimento. Siamo di fronte al settore complessivo dei rischi, è stato evocato, il Presidente è sempre stato in aula quando abbiamo parlato, quindi ha colto la nostra preoccupazione; crediamo che ci sia necessità di valutare molto bene i rischi a cui andiamo incontro.
Partiamo dalla funzione governo del territorio, rischi naturali ed antropici, parte investimenti; gli investimenti erano di 10.000.000 nel 2010, scendono a 4.000.000 nel 2013, quindi c'è una forte compressione...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...credo siano corretti i dati, sì, 4,320...sì, 10,3 e 4,3, questi sono i dati che ci hanno fornito. Ripeto: 2010 gli interventi di previsione e prevenzione 10.327.000 e 4.320.000 nel 2013...sono scesi del 60 percento, erano già scesi...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...stiamo guardando nel lungo periodo, il Governo Rollandin è in carica dal 2008, stiamo guardando complessivamente e, ripeto, insieme alla sua responsabilità c'è anche la nostra, quindi non stiamo adesso dicendo per agitare spettri, ma guardiamo concretamente: qui c'è un arretramento complessivo.
Interventi di prevenzione e di ripristino: di nuovo da 10.000.000 del 2010 scendiamo a 9.090.000, un decimo...
(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...sì, crescono di qualche decina di migliaia di euro, ma ripeto, l'anno di riferimento che prendiamo è l'ultimo anno di bilancio integro, di bilancio pre-manovre. Siamo a questo ordine di abbattimento; siccome non stiamo parlando qui di fenomeni voluttuari, stiamo parlando di prevenzione rischi, ci interessa molto sapere come ci possiamo attestare.
Investimenti per servizi antincendio: nel 2010, 4.800.000; scendiamo nel 2013 a 838.000...qui converrà con me che rispetto all'anno scorso abbiamo un 40 percento in meno, ma la botta è molto dura.
Passando dal settore dei rischi idrogeologici ai rischi da incendio, facciamo una valutazione un po' preoccupata per quanto riguarda i servizi antincendio e protezione civile, sono servizi che risentono anch'essi di una considerevole contrazione e, sempre nella lettura che ne facciamo noi, dal 2010 in avanti. Anche lei dovrebbe avere a sue mani lo storico che abbiamo richiesto e lo potrà vedere.
Vengo all'ultimo aspetto che è quello dei fondi di riserva; i fondi di riserva sono una questione che in genere era rimessa agli uffici finanziari, l'Assessore La Torre - che è accompagnato in questo momento dal Coordinatore - sa che in genere sono loro i primi che dicono: questo va messo da parte perché questo potrebbe essere quanto ci serve per far fronte. Il fondo di riserva per spese obbligatorie ed impreviste è 5.000.000 nel 2010, scende progressivamente e si attesta a 1.500.000, quindi è un terzo il fondo di riserva. Il fondo di riserva per spese obbligatorie impreviste è dimezzato: da 17.000.000 a 9.500.000, questo fa fronte ad una serie di eventualità molto articolate.
Quindi ci chiediamo: siamo sufficientemente coperti? Prima abbiamo la problematica di investimento rispetto ai rischi, poi abbiamo le spese gestionali e di investimento del settore antincendio e qui abbiamo, invece, delle spese impreviste a cui si fa fronte finanziariamente; credo che possano rientrare qui anche gli interventi indifferibili, a cui fa capo l'Assessorato dei lavori pubblici, cioè se c'è una frana o un'eventualità si va a pescare in questo fondi naturalmente. Ma se il fondo è risicato oltre una certa soglia, nell'eventualità che speriamo non si presenti di qualche fenomeno problematico, in che misura siamo ancora coperti?
Presidente - La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.
Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Solo per rispondere in maniera puntuale in merito alla difesa dei rischi idrogeologici, pagina 92. C'è una lieve diminuzione rispetto al 2012 perché le tre voci messe insieme fanno 5,4 rispetto ai 5,3, ma lei giustamente richiama dal 2010. Le ricordo che qui troviamo questo tipo di intervento, che abbiamo inserito perché teniamo conto che questo è un settore delicato ed abbiamo cercato di ridurlo al minimo possibile, infatti è più o meno globalmente la stessa cifra di investimento in questi anni. All'UPB 1.4.2.23 abbiamo infatti 10.000.000 nel 2013 che sono i rischi inerenti alle colate di detrito, gli eventi calamitosi a favore dei Comuni e 500.000 su quello che diceva lei, per somme urgenze se dovessero succedere all'interno del territorio dei vari enti locali. Questo UPB raccoglie i 16.000.000 del servizio integrato e 10.000.000 per la gestione dei rischi.
Inoltre le volevo dire che noi abbiamo anche chiuso quest'anno un accordo, ma non possiamo iscriverlo a bilancio perché tecnicamente non si può fare un intervento da parte dello Stato in base alla legge n. 191/2009...un accordo per 4.558.000 che, appena lo Stato ci trasmette, inseriremo a bilancio. Da notizie che ho, a breve dovrebbe arrivare una trasmissione per 1.400.000 e, appena lo abbiamo, lo trasmettiamo alle finanze che accertano l'ingresso di queste risorse come entrate e noi possiamo gestirle come uscita. Questa è una notizia importante, perché è una cosa che in questi momenti di crisi siamo riusciti ad avere in accordo con le altre Regioni.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Per quanto riguarda la pagina 93, "Servizi antincendio", faccio notare che la differenza rispetto all'anno scorso è che 3.500.000 per il soccorso pista prima erano inseriti nello stesso capitolo, soccorso piste da sci, trasferite a parte; poi ci sono 700.000 per elicotteri, anche quelli messi a parte, 180 di trasferimento ai Comuni per vigili del fuoco volontari e 330 per vestiario vigili volontari...questi fanno la differenza.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.
La Torre (FA) - Per quello che riguarda i fondi di riserva, intanto credo sia molto corretta la domanda che fa il collega Louvin, lo voglio tranquillizzare. Se lei si ricorda, la legge n. 5/2001, quella che fa riferimento agli eventi calamitosi, prevede che in quel caso tutto il bilancio diventa un fondo di riserva; quindi, augurandoci di non averne mai bisogno da quel lato, abbiamo la capienza del bilancio stesso che garantisce queste situazioni. Poi questi fondi, che si contraggono perché diminuiscono le risorse...lo tranquillizzo per una seconda volta: sono calcolati con un ragionamento che deriva dalla base dell'assorbimento nel tempo, in funzione di come sono stati usati. Quindi le cifre che lei trova in funzione delle cose che ho detto sono eque.
Presidente - Con questo abbiamo terminato l'esame degli allegati e, come hanno convenuto i Capigruppo, propongo di interrompere qua i lavori per questa giornata e di riprenderli domani mattina, alle ore 9.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 20,46.
