Objet du Conseil n. 2392 du 2 mai 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2392/XIII - Interpellanza: "Difficoltà gestionali della struttura residenziale per anziani Domus Pacis di Donnas".
Interpellanza
Appreso dagli organi di informazione che la società VIVERE s.r.l., gestore della struttura residenziale per anziani Domus Pacis di Donnas, si troverebbe in gravi difficoltà e sarebbe in procinto di licenziare 61 dei 65 dipendenti per procedere all'esternalizzazione del personale;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 3476 del 4 dicembre 2009 recante "Approvazione della Convenzione, per il periodo 01/01/2010-31/12/2011, tra la Regione e la casa di riposo Domus Pacis di Donnas, gestita dalla società VIVERE S.r.l. per la gestione dei servizi socio-assistenziali e per l'erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria per gli ospiti aventi diritto" e la successiva proroga al 30 giugno 2012, approvata con la deliberazione della Giunta n. 185 del 3/2/2012;
Ricordato che la struttura residenziale in questione ha ottenuto l'accreditamento per il servizio residenziale per malati di Alzheimer - 17 posti, che è oggetto di un'apposita convenzione stipulata tra la Regione e l'USL;
Constatato che le recenti notizie hanno creato un clima di forte allarmismo tra i familiari delle persone che risiedono nella struttura riguardo al mantenimento dei servizi e della loro qualità, nonché fra i dipendenti che temono di perdere il posto o, quantomeno, di vedere lesi i loro diritti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
1) il quadro completo della situazione riguardante la struttura residenziale Domus Pacis di Donnas, in riferimento alle notizie di cui in premessa;
2) quali sono gli intendimenti della Giunta riguardo alle problematiche emerse sia sul fronte lavorativo che per il mantenimento del servizio.
F.to: Patrizia Morelli - Bertin - Louvin
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Non è la prima volta che siamo a porre in Consiglio questioni relative all'assistenza per gli anziani nella nostra regione, un settore quanto mai importante e questa volta lo facciamo per parlare della situazione della struttura residenziale Domus Pacis di Donnas. È una struttura che assolve un ruolo rilevante per quanto riguarda l'assistenza agli anziani e le persone affette dal mordo di Alzheimer nella Bassa Valle e non solo. La Domus Pacis, nata nel 1974, è attualmente gestita dalla società Vivere S.r.l., che ha sede legale a Castellazzo Bormida, e fa capo alla società Arkimedica, che è un colosso italiano nell'assistenza alle persone anziane e che si trova in gravi difficoltà. Infatti si trova in concordato preventivo, procedura attraverso la quale l'imprenditore può ricercare un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito e comunque per cercare di superare la crisi in cui versa l'impresa. Abbiamo appreso dagli organi di informazione e da informazioni dirette che la società Vivere S.r.l. si troverebbe in gravi difficoltà - avrebbe un passivo di quasi 4.000.000 - e sarebbe in procinto di licenziare 61 dei 65 dipendenti che operano presso la Domus Pacis per procedere all'esternalizzazione del personale. Si tratterebbe di licenziamento collettivo per motivi economici con conseguente messa in mobilità del personale, per passare poi all'esternalizzazione ad una cooperativa. Ricordo che la struttura è privata, ma beneficia di una convenzione con l'Amministrazione regionale, che è stata approvata nel 2009 e prorogata di recente fino al 30 giugno 2012 per 15 posti per il servizio di microcomunità e di una convenzione con l'USL per la struttura residenziale per i malati di Alzheimer. Si tratta di una struttura di estrema importanza per il territorio, come ha ricordato il Sindaco di Donnas in un'intervista comparsa sui giornali.
Le notizie recenti hanno creato un grande allarmismo fra i familiari delle persone residenti nella struttura riguardo al mantenimento del servizio e alla sua qualità, nonché fra i 61 dipendenti della Domus Pacis, che temono di perdere il posto, o quanto meno di vedere lesi i diritti che hanno maturato nel tempo durante l'eventuale passaggio dalla società Vivere, che attualmente gestisce la struttura, alla possibile cooperativa che potrebbe subentrare. Vi è dunque una duplice motivazione riguardo a questa nostra iniziativa, di cui chiediamo conto all'Assessore, perché ci faccia il quadro della situazione e perché ci informi anche su quali sono gli intendimenti che l'Amministrazione intende assumere sul fronte del mantenimento del servizio di assistenza e della sua qualità e sul fronte occupazionale.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Merci M. le Président.
Pour ce qui concerne la première question, la société Vivere, soumise à la direction et à la coordination du groupe Arkimedica, qui a déjà été rappelé par la collègue Morelli, a déclenché un processus de restructuration et réorganisation des structures contrôlées, dont fait partie aussi la maison de repos Domus Pacis de Donnas. Le 4 avril dernier l'Administrateur unique de Vivere a communiqué à l'Assessorat et aux syndicats l'ouverture de la procédure, selon les articles 4 et 24 de la loi n° 223/1991, ainsi que l'intention de procéder à l'externalisation des services garantis dans les structures. Il y a plus d'un mois, j'ai convoqué personnellement le Directeur du groupe Arkimedica pour être rassuré sur la volonté de garantir les actuels niveaux d'occupation sur le futur de tout le personnel qui travaille actuellement dans la structure et aussi sur la qualité des services portés aux personnes, ce qui m'a été assuré.
Deuxième question: l'Assessorat de la santé utilise la maison de repos pour garantir aux sujets âgés et non autosuffisants les services d'assistance sociale et sanitaire, affectés par le service sanitaire régional, et il dispose aussi que dans les activités internes soit toujours présent le modèle d'organisation et d'assistance finalisé à respecter les personnes logées et à satisfaire leurs exigences et celles des familles. Cela est prévu dans l'autorisation que la structure a demandé à l'Assessorat, comme toutes les structures socio-sanitaires. La délibération du Gouvernement régional du 3 février a prolongé jusqu'au 30 juin prochain la convention signée le 20 avril 2010, c'est à la charge de la direction politique et sociale de l'Assessorat de vérifier et contrôler que les standards d'organisation et l'assistance prévue par la convention soient maintenus par la maison de repos, même après l'externalisation des services. La structure loge maintenant 65 personnes âgées en régime privé, 15 patients gravement non autosuffisants en convention avec la Région et 17 lits destinés aux malades d'Alzheimer en convention avec l'Agence USL, le deuxième noyau Alzheimer, l'autre est dans le Jean Boniface Festaz. Le nombre représente une réponse ponctuelle - et qui ne peut pas être remplacée aujourd'hui - aux exigences de la population de la Basse Vallée; ceci nous oblige à contrôler avec une grande attention ce processus de transformation qui est en acte pour garantir le service d'assistance socio-sanitaire aux usagers, ainsi que les droits aux travailleurs. Celui-ci est donc l'engagement personnel et du Gouvernement régional.
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Nous sommes soulevés par le fait que nos inquiétudes soient partagées et prises en charge par l'Assesseur. Pour ce qui concerne la sauvegarde du service et de la qualité du service, évidemment nous sommes certains que les structures compétentes feront tout pour que la qualité de ces services et les caractéristiques de ces services soient respectées, ainsi que par le fait que l'attention de l'Assesseur se penche aussi sur l'aspect des 61 dépendants qui seront mis en mobilité. Nous estimons que le rôle de l'Assessorat soit important pour la coordination de tous les acteurs, car c'est une structure très importante pour la Basse Vallée et non seulement: 17 places pour les malades d'Alzheimer c'est quelque chose de considérable, de même que les 15 places pour les personnes non autosuffisantes. Nous souhaitons qu'il y ait une action synergique entre l'Assessorat, les syndicats, les représentants des familles, pour que cette situation puisse se résoudre avec le moins possible de dégâts soit pour les personnes qui résident dans la structure que pour les dépendants. Evidemment nous veillerons avec attention à l'évolution de la situation. Merci.
