Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2387 du 2 mai 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2387/XIII - Interrogazione: "Valutazione del fenomeno dei suicidi per motivi economici".

Interrogazione

Appreso dalla pubblicazione del secondo rapporto EURES sui suicidi in Italia che nel 2010 si è registrato un forte incremento dei suicidi e che la Valle d'Aosta risulta essere tristemente in testa alla graduatoria del rischio suicidario con 9,2 suicidi ogni 100 mila abitanti, risultato della media calcolata tra il 2006 e il 2010;

Ricordato che dal rapporto è emerso che la mancanza del lavoro o comunque di una prospettiva economica è la ragione che sta alla base dei suicidi, che coinvolgono in maniera preponderante imprenditori in difficoltà e persone che hanno perso il posto;

Sottolineato come i suicidi per motivi economici denuncino una situazione di disperata solitudine e di abbandono, da parte di persone che non riescono a dare soluzione ai loro problemi e a trovare ascolto;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

la Giunta regionale per sapere:

1) se il fenomeno dei suicidi per motivi economici è stato valutato e preso in esame e in che misura interessa la Valle d'Aosta;

2) se sono state poste in essere azioni coordinate di prevenzione e ascolto che coinvolgano le istituzioni e le associazioni di rappresentanza imprenditoriale e sindacale, oltre al mondo del volontariato sociale.

F.to: Patrizia Morelli - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

La sollecitazione che viene dal riferimento all'interrogazione, valutazione del fenomeno dei suicidi, riguarda un tema molto impegnativo. È difficile fare un'analisi esaustiva di questo triste fenomeno e soprattutto delle cause, spesso diverse e concomitanti, alla base delle decisioni di soggetti che si tolgono la vita. Altrettanto occorre fare attenzione ai dati statistici, a quella che è stata definita statistica emotiva sul fenomeno dei suicidi per motivi economici, che può sommare storie personali molto diverse e non tutte assimilabili. Non deve essere trascurato inoltre che i moventi dei suicidi sono ricavati dai referti medici, che non sempre sono in grado di dare conto dei particolari che potrebbero essere significativi, come pure va fatta attenzione alla completezza dei dati. Una recente statistica comparsa sui giornali - a cui credo faccia riferimento anche la collega - CGIA Mestre, ha indicato che fra il 2008 e il 2010 i suicidi economici sono aumentati del 24,6 percento, essendo stati 150 nel 2008 e 187 nel 2010. Come hanno puntualmente verificato anche i quotidiani in questi giorni, non è stato esplicitato però il dato relativo al 2009, in cui i suicidi sono stati 198; ciò indica un calo del 6 percento circa fra il 2009 e il 2010; questo non è stato sottolineato - lo dico per correttezza -, nel senso che le statistiche vanno lette in modo analitico, altrimenti non si capisce più nulla.

Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, il dato relativo riportato negli articoli stampa e nelle premesse dell'interrogazione, che indica un rischio di suicidi nella nostra regione in base alla media 2006-2010 pari a 9,2 suicidi ogni 100.000 abitanti, in realtà è un dato assoluto riferito all'intera popolazione e quindi ben distante dai numeri registrati in altre regioni (Lombardia, Veneto), che hanno avuto in questi anni un certo numero di suicidi. I dati relativi alla Valle d'Aosta, elaborati dalle strutture dell'USL di psichiatria e medicina legale, evidenziano che nel 2010 si sono verificati 11 suicidi, mentre nel periodo 2006-2009 sono stati 6 nel 2007, 12 nel 2008, 11 nel 2009 e 23 nel 2006; questo la dice lunga su quelli che sono i dati. Ovviamente quello che qui interessa non sono solo i numeri e la statistica, questo è un punto di riferimento per fare una riflessione - questo credo sia l'intento dei colleghi -, ma le motivazioni alla base della decisione di togliersi la vita sono le più varie; da tale punto di vista, secondo i dati ISTAT, la malattia fisica o psichica e i motivi affettivi sono anche nel 2010 i principali moventi dei suicidi, anche tenendo presente che in molti casi il movente rimane ignoto. Il rapporto EURES e le notizie di cronaca evidenziano peraltro un drammatico innalzamento dei casi di suicidio per motivi economici da parte dei disoccupati e dei lavoratori che non riescono a reinserirsi nel lavoro o di imprenditori. Non disponiamo al momento di dati disaggregati relativi alla Valle d'Aosta sui moventi dei suicidi, ma, dalle informazioni e dalla sensibilità delle diverse strutture, non risultano al momento suicidi collegati a motivazioni economiche. Credo che ciò sia dovuto all'attenzione che da sempre le istituzioni portano agli interventi su questi temi. Le misure adottate, fra cui quelle anticrisi adottate dal Consiglio, ritengo abbiano avuto il loro effetto.

Voglio dire che già nelle statistiche nazionali sul numero dei suicidi annuali c'è chi dice 4.000 all'anno e chi 3.000 all'anno, già lì non sono cose da poco. È chiaro che si è arrivati a dire che la colpa di alcuni suicidi è addirittura relativa, con nome e cognome, del Presidente del Consiglio attuale: c'è una forza politica che ha detto che egli si dovrebbe sentire colpevole dei suicidi di tale periodo, credo che la cronaca la conosciate anche voi, in quanto è piuttosto nota questa assimilazione di responsabilità che la dice lunga sulle interpretazioni.

"Se sono state poste in essere azioni coordinate di prevenzione e ascolto che coinvolgano le istituzioni e le associazioni di rappresentanza imprenditoriale e sindacale, oltre al mondo del volontariato sociale": ad oggi credo sia giusto ricordare che, in merito alle problematiche suicidali in generale, l'USL ha predisposto un progetto inserito nel piano regionale di prevenzione, tuttora in corso di realizzazione (forse ne parleremo dopo). Peraltro immaginare azioni di prevenzione e di ascolto rispetto al fenomeno del suicidio per motivi economici è molto difficile, considerato che spesso la situazione che porta alla decisione di togliersi la vita viene nascosta fino all'ultimo e non permette di percepire o di sapere le motivazioni che portano all'atto estremo. Infatti anche le ultime cronache in ambito familiare sono completamente avulse dalla conoscenza degli stessi. Non vi sono al momento azioni particolari in questo ambito, fermo restando che vi è la massima disponibilità dell'Amministrazione a collaborare in tal senso con l'Associazione dei datori di lavoro, con le organizzazioni sindacali, nonché con il volontariato, che dovrebbe essere il punto principale di riferimento per l'individuazione di situazioni potenzialmente a rischio.

Nel dibattito che c'è stato non sono sfuggite le notazioni di alcune associazioni, in particolare dei rappresentanti di associazioni come quella di Don Ciotti, che ha messo il punto sull'atteggiamento delle banche. Su questo credo che tutti noi possiamo fare un riferimento specifico; è evidente che la difficoltà da parte degli imprenditori di avere un credito, in particolare in momenti difficili per la disponibilità di fondi, ha portato sicuramente a situazioni drammatiche con le conseguenze di cui stiamo parlando. Questo però, al di là di quello che si sta facendo, non può portare a azioni mirate, perché, come la collega sa, è un sistema più ampio dell'intervento che noi stessi stiamo cercando di fare. Ritengo sia un fenomeno, purtroppo, che registriamo con drammaticità e siamo disponibili ad accogliere i suggerimenti per cercare di attivare un'azione preventiva, non sempre così facile, come è stato detto da tutti quelli che sono intervenuti in questi giorni e credo che anche gli organi di stampa lo abbiano scritto.

Infine va ricordato che questo ciclo drammatico lo si è visto, guardando ai tempi lunghi, nelle fasi di depressione economica, è sempre corrisposto un aumento del numero di casi di suicidi collegati con la situazione economica; il che non è esaustivo di tutte le motivazioni, ma è una delle motivazioni di cui non possiamo non tener conto.

Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.

Ho ascoltato con attenzione la sua risposta, Presidente, che la nostra Regione abbia questo record dei suicidi non è cosa nuova e non è la prima volta che si affronta l'argomento in Consiglio regionale e ciclicamente studi fatti da fondazioni e organismi diversi mettono in luce questo grave e delicato problema. Delicato perché è un problema su cui si ha un po' di reticenza ad intervenire, in primis, perché, come lei ricordava, i dati non sono mai assolutamente certi, poi perché l'argomento è complesso e riguarda la sfera più profonda dell'individuo ed è giusto trattarlo con le dovute precauzioni. Non è neppure esauribile in uno scambio di dati e di opinioni durante una trattazione in Consiglio, tuttavia la rilevazione EURES, a cui facciamo riferimento, che è stata anche confermata dal rapporto "Osservasalute", continua a mettere in evidenza un alto tasso di suicidi, in particolare fra gli uomini.

Sappiamo che a livello generale, come lei ha ricordato, la crisi economica ha aggravato questo fenomeno, che addirittura già nel tempo si è verificato, un fenomeno che da noi sembra quasi endemico e nel nord Italia, in particolare in questo periodo, dove il problema è più accentuato, proprio legato al momento di crisi si sta cercando di far fronte a questo disagio attivando delle reti di supporto, di ascolto di quelle persone che potrebbero essere più a rischio, persone che hanno perso il posto di lavoro o imprenditori, che non riescono a far fronte ai problemi del momento... I dati che il Presidente ci ha citato sono meno allarmanti rispetto a quanto è uscito sui giornali...

Presidente - ...colleghi, un po' di silenzio, per cortesia, lasciate parlare chi parla! Grazie.

Morelli (ALPE) - ...ma crediamo che vi sia da porre in atto un'azione di prevenzione, perché la crisi con i suoi effetti nefasti c'è anche da noi e penso che i colleghi abbiano avuto modo di leggere le lettere che sono uscite sui giornali e abbiano forse anche ricevuto lettere di persone in grave difficoltà. Se da una parte è necessario intensificare l'attenzione nel sociale, è ugualmente indispensabile, secondo noi, focalizzare l'attenzione sugli effetti della crisi e provare a mettere in campo risorse, attivare sportelli, reti di solidarietà. La Regione può avere il ruolo di essere uno stimolo alle organizzazioni sindacali, alle organizzazioni di categoria che abbiamo citato, affinché si creino situazioni di ascolto e di attenzione nei confronti di imprenditori e di lavoratori che potrebbero anche compiere gesti estremi. Non si tratta di fare della facile demagogia, si tratta proprio di affrontare il problema nei tavoli interistituzionali, ad esempio, a livello generale, per cercare di comprendere e di prevenire un fenomeno a cui crediamo la Valle d'Aosta non sarà immune.