Objet du Conseil n. 2337 du 4 avril 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2337/XIII - Interrogazione: "Interventi per contrastare la diffusione del parassita del castagno".
Interrogazione
Si sta manifestando, con sempre maggior virulenza, un attacco alle piante di castagno presenti in Valle d'Aosta da parte di un parassita denominato cinipide galligeno del castagno.
La sua presenza è ormai diffusa in tutte le aree della regione dove questa pianta è presente. Il parassita sembra avere una notevole forza di propagazione.
Secondo quanto si è appreso, la perdita di produzione che comportano i suoi attacchi può raggiungere anche il 70%.
Considerata la viva preoccupazione che il fenomeno sta producendo fra i castanicoltori, soprattutto nella Bassa Valle dove l'attacco è più massiccio e, di conseguenza, la perdita economica più marcata.
Per questi motivi, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore all'Agricoltura e Risorse naturali per sapere:
1) che cosa si sta facendo per contenere la diffusione di questo parassita;
2) quanto è stato stanziato nel 2011 e nel corrente anno per la lotta al cinipide galligeno;
3) con quale tempistica si conta di poter raggiungere al suo eradicamento.
F.to: Louvin - Bertin - Chatrian - Giuseppe Cerise - Patrizia Morelli
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - In merito alle iniziative attuate per il contenimento del cinipide del castagno, occorre fare una premessa: questo insetto nocivo, di origine cinese, è stato introdotto accidentalmente in Europa e contro questo insetto il Ministero delle politiche agricole, il MIPAAF, ha emanato un decreto di lotta obbligatoria, che disciplina in particolare l'attività vivaistica castanicola considerata la fonte principale di propagazione del parassita. Tale decreto prevede altresì che i servizi fitosanitari regionali eseguano annualmente controlli ufficiali, per riscontrare la presenza del cinipide nei territori di propria competenza.
A partire dalla primavera del 2008, in ottemperanza al suddetto decreto, è stata allestita in Valle una rete di monitoraggio costituita da 15 postazioni ubicate in alcuni castagneti rappresentativi, compresi fra Pont-Saint-Martin ed Introd; al contempo è stato organizzato da parte del Servizio fitosanitario regionale un sopralluogo in una zona infestata del Piemonte, in collaborazione con il Corpo forestale valdostano, per consentire ai tecnici interessati di prendere visione dei sintomi dell'infestazione, al fine di saperli riconoscere in campo. Nel corso dei monitoraggi effettuati negli anni 2008-2009 è stata appurata l'assenza del parassita in Valle d'Aosta. I primi ritrovamenti risalgono alla primavera del 2010; nel corso dello stesso anno, sono stati presi contatti con il DIVAPRA di Torino, unico soggetto in grado di riprodurre e fornire il parassitoide, per valutare la possibilità di intervenire prima possibile con la lotta biologica in Valle d'Aosta. Nel 2011 è stata rilevata una crescita esponenziale del parassita, che si è evidenziata con la comparsa solo nei castagneti della Bassa Valle, di numerosissime galle e deformazioni fogliari, accompagnate da una notevole riduzione della produzione di frutti. È necessario precisare che il calo produttivo del 2011 è da attribuire solo in parte al cinipide, poiché i danni del settore sono da imputare ad un nuovo fungo patogeno, identificato a livello molecolare dal Laboratorio fitosanitario regionale, per il quale nell'attualità non esistono mezzi di difesa.
"Cosa si sta facendo per contenere la diffusione di questo parassita"? Oltre al monitoraggio di cui sopra, nel 2011 è stato chiesto al MIPAAF di usufruire di ulteriori lanci del parassitoide per il 2012 nell'ambito del progetto nazionale di lotta al cinipide. I quattro lanci di cui sopra, di cui due a spese della Regione e due a spese del MIPAAF, verranno realizzati ad aprile; la data sarà in funzione dell'andamento meteorologico e quindi del raggiungimento del corretto stadio fenologico del castagno. I siti di rilascio del parassitoide sono stati scelti dai tecnici dell'Ufficio servizi fitosanitari, in accordo con i ricercatori del DIVAPRA in base a criteri scientifici, sentendo anche il parere di un rappresentante dei produttori castagnicoli della Cooperativa "Il Riccio", anch'esso presente all'incontro. A marzo 2012 tre tecnici dell'Ufficio servizi fitosanitari hanno partecipato ad un corso di formazione, finanziato dal ministero, nell'ambito del progetto nazionale di lotta biologica al cinipide del castagno, tenutosi in Piemonte, nel corso del quale sono state apprese le tecniche di allevamento del parassitoide. Tale allevamento sarà realizzabile solo fra due anni, quando il parassitoide sarà sicuramente insediato con successo nei siti di rilascio valdostani. È stata ripetuta l'esperienza che è stata prevista in altre zone. Sul prossimo numero de "L'Informatore Agricolo" sarà pubblicato un articolo che spiegherà in dettaglio le iniziative intraprese nel 2012 per la lotta al cinipide del castagno in Valle d'Aosta, e quali sono le precauzioni che bisogna adottare per favorire il successo dell'insediamento del parassitoide.
"Quanto è stato stanziato nel 2011 e nel corrente anno per la lotta al cinipide": per il momento sono stati impegnati 2.300 euro nel 2011 e 9.753 euro per il 2012, a copertura delle iniziative sopra descritte, che prevedono i primi quattro lanci del parassitoide entro aprile 2012. Alla citata spesa, da riferire a due dei quattro lanci commissionati all'Università di Torino, si aggiungono altri due lanci il cui costo è pari a zero per l'Amministrazione regionale, secondo gli accordi conclusi con il Ministero delle politiche agricole. Per il 2013 si prevede di procedere con ulteriori due lanci per una spesa analoga a quella impegnata nell'anno in corso.
"Con quale tempistica si conta di poter raggiungere al suo eradicamento": l'eradicamento del cinipide del castagno non è possibile, ma risulta proponibile un suo contenimento sotto una soglia di tolleranza da attuarsi con lotta biologica. La lotta biologica messa in atto permetterà l'instaurarsi di un equilibrio naturale fra parassita e parassitoide, che prevede la riduzione del parassita a livelli di presenza tali da non destare più preoccupazione per la coltura e la relativa produzione, ma con tempo sufficiente a garantire la sopravvivenza del parassitoide. Alla luce delle esperienze giapponese e coreana, ed ora anche di quella piemontese, tale equilibrio si intenderà raggiunto nell'arco di 8-10 anni, mentre i primi risultati potrebbero già essere apprezzabili fra 6-7 anni. Resta sottinteso che i siti dove avverrà il rilascio saranno i primi a godere di questo equilibrio, in quanto l'espansione spontanea del parassitoide nelle zone circostanti avviene lentamente. Per favorire tale espansione si prevede di diffondere artificialmente gli insetti utili, raccogliendoli dai quattro siti di rilascio realizzati nell'anno in corso, secondo le tecniche apprese nel workshop citato in precedenza, con i nostri tecnici.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Ringrazio l'Assessore.
Non siamo abituati ad entrare troppo nello specifico delle problematiche botaniche, ma l'allarme che si è manifestato, soprattutto in Bassa Valle, attorno alla problematica dei danni che riporta la coltura del castagno per la diffusione di questo parassita, dallo strano nome di "cinipide galligeno", è molto forte, non sentito solo nell'ambito ristretto della cooperativa che lei ha menzionato e che si occupa della trasformazione dei prodotti del castagno, ma anche da parte di tanti piccoli proprietari che si vedono fortemente danneggiati nel loro patrimonio arboreo.
Devo dirle, Assessore, che riscontriamo un certo ritardo, e soprattutto una grossa carenza di informazione: ritardo perché ci sembra che gli stanziamenti di 2.300 euro nel 2011 non segnalino un grande impegno in questo contrasto, che sappiamo essere difficile, e condividiamo tutto quello che lei ha detto in ordine alla tipologia del modo di affrontare con il contrasto biologico questo problema, e anche della tempistica lunga per i risultati; però abbiamo consultato persone competenti nel settore e tutti hanno rimarcato una certa lentezza ed insufficienza dei fondi a disposizione.
Poi, Assessore, ho fatto fatica a reperire informazioni sul punto, perché l'ultimo comunicato che il suo Assessorato ha dato in merito risale al 2010, ed è un comunicato dove si annuncia il rinvenimento di questo parassita: si segnalava la gravità della minaccia e si chiedeva alla popolazione di segnalare il rinvenimento dei sintomi caratteristici. Giustamente ha fatto un'opera di monitoraggio allargato in questo modo...poi stop, poi il proprietario valdostano di terreni non ha saputo più niente di questa attività di contrasto!
Mi sono preso la cura di andare a vedere cosa succede in altre Regioni, in particolare in Piemonte, dove c'è la pagina corrispondente del sito una serie molto lunga di informazioni puntuali sulla lotta obbligatoria, quello che lei ci ha detto essere decreto ministeriale etc. Di tutto questo non ho trovato traccia né in una deliberazione o altro provvedimento di Giunta né sul sito della Regione, al di là del comunicato del 2010.
Mi permetto molto sommessamente, da profano, ma anche da interprete di tante persone che gradirebbero che si utilizzassero gli strumenti che abbiamo a disposizione...per sapere cosa si sta facendo. Le sottolineo l'impressione - ma su questo si può discutere - che ci si stia muovendo con un certo ritardo, sapendo che la frontiera di Carema non è invalicabile per il cinipide: nel momento in cui attacca tutti i boschi del Piemonte...era difficile supporre che noi fossimo zona franca! Allora ci muoviamo con anni di ritardo perché risalgono al 2004-2005 le prime informative in Piemonte e qui, nel 2012, stiamo procedendo ai primi lanci, nonostante questo fenomeno si stia radicando.
L'invito che le possiamo rivolgere è solo quello di essere più partecipe con le sue strutture, soprattutto per i mezzi che reclamano per fare efficacemente questa attività di contrasto. I danni sono non solo naturali, ma anche economici perché, pur non essendo una delle fonti primarie di sostentamento della nostra comunità come era in passato, il castagno ha una sua rilevante importanza ed investiamo anche parecchio per la promozione di questi prodotti per il sostegno a chi ne fa attività di trasformazione e commercializzazione, quindi sarebbe bene difenderne e presidiarne al meglio la crescita e lo sviluppo. Grazie.
