Objet du Conseil n. 2210 du 8 février 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2210/XIII - Interpellanza: "Rinvio delle elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle istituzioni scolastiche della regione".
Interpellanza
Appreso che le elezioni delle RSU nelle Istituzioni scolastiche della Regione autonoma Valle d'Aosta sono state rinviate a data da destinarsi, mentre in Italia si andrà al voto dal 5 al 7 marzo;
Appurato che a seguito della mobilità e del pensionamento alcune Istituzioni sono prive di RSU;
Tenuto conto che le RSU hanno la titolarità a sottoscrivere il Contratto d'Istituto, utilizzato in tutte le Istituzioni anche al fine di promuovere l'attività didattica;
Tenuto conto altresì che le RSU sono uno strumento di democrazia sindacale nei luoghi di lavoro molto apprezzato dagli insegnanti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Governo regionale per sapere se intenda chiarire se tale decisione di rinvio delle elezioni RSU sia stata presa in totale autonomia dall'ARRS e dalle OO.SS. e con che tempi intenda procedere al fine di ripristinare al più presto la democrazia sindacale all'interno delle Istituzioni scolastiche.
F.to: Donzel - Rigo
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Cari colleghi, questo tema, che si presenta con un carattere eminentemente sindacale, mi interessa soprattutto legato alla questione degli spazi di democrazia che esistono in una società, in particolare in luoghi dove apparentemente c'è stato un grosso arretramento in questi anni dello spazio di democrazia: i luoghi di lavoro. È un'occasione unica per un lavoratore poter eleggere direttamente il proprio rappresentante, questo vale per la politica...voi sapete che in questi giorni c'è un grandissimo dibattito sul fatto che i cittadini dicono di voler eleggere direttamente il loro rappresentante, questa cosa nel mondo sindacale non avviene se non nei luoghi di lavoro attraverso l'elezione diretta del delegato; per consentire questa forma di democrazia, sono state costituite le cosiddette "RSU", ovvero Rappresentanze Sindacali Unitarie, che rappresentano l'insieme dei lavoratori. In Valle d'Aosta, come nel resto d'Italia, si è votato nel 2000, nel 2003, nel 2006 e poi sono sorti dei problemi a livello nazionale, è stato fermato questo iter elettorale, che dovrebbe riprendere dal 5 al 7 marzo, quindi è atteso con ansia dai lavoratori.
Se andiamo a guardare cosa è successo in Valle d'Aosta dopo le elezioni delle RSU, troviamo che ogni istituzione scolastica ha potuto concretizzare un contratto di istituto, che ha un'importanza enorme per i lavoratori del mondo della scuola, perché consente di utilizzare una parte di fondi di istituto che sono assegnati alle scuole per il miglioramento dell'offerta formativa. Non è solo quindi una questione di sindacato, ma anche delle ricadute importanti sulla qualità della scuola. Se non si riesce a redigere un buon contratto di istituto, non si utilizza in modo proficuo il fondo di istituto, quindi c'è una ricaduta negativa sulla qualità dell'offerta formativa delle istituzioni. Per essere più chiaro, nel contratto del mondo della scuola, anziché dire: "aumentiamo lo stipendio in modo uguale per tutti", si è deciso che una piccola parte fosse data a quelli che maggiormente si impegnano nella scuola e danno gambe ai progetti costruiti anche con le famiglie. È quindi di un'importanza enorme e strategica il contratto di istituto e con orgoglio si può dire che in Valle d'Aosta tutte le scuole hanno un contratto di istituto regolarmente siglato e funzionante, che consente alle nostre istituzioni scolastiche di funzionare in modo efficiente e di utilizzare in modo proficuo denaro pubblico a vantaggio dei lavoratori e con ricadute importanti sulle famiglie e sugli studenti. Il senso di questa interpellanza è quello di dire: visto che questo elemento è fondamentale per gli aspetti della democrazia e per le ricadute che in generale ha sulla qualità dell'offerta formativa, siamo rimasti stupiti sul fatto che in Italia dal 5 al 7 marzo si va alle elezioni e qui in Valle d'Aosta si è detto che si rinvia.
Vorrei subito intervenire su questo concetto di rinvio: si rinvia perché un gruppo di sindacati dice: "noi vorremmo migliorare, fare in modo diverso, sostituire questi rappresentanti con altre forme sempre elette dai lavoratori", è una cosa molto interessante e affascinante se non fosse che, se la rapportiamo a quello che sta succedendo a livello nazionale, la Cassazione ha bocciato il referendum per il cambiamento della legge elettorale, perché ha detto che non si può rimanere senza legge elettorale. I partiti stanno lavorando per fare una nuova legge elettorale, perché non è che arriva una scadenza elettorale, non c'è una nuova forma di elezione, non si vota. Nel 2013 o facciamo una nuova legge elettorale, o votiamo con il porcellum, ma non è che non si vota e si rinviano le elezioni finché non facciamo un accordo per trovare una nuova forma elettorale; questo è come funzionano normalmente le democrazie.
Siccome ci sono stati dal 2006 al 2012 ben sei anni per decidere come cambiare il sistema di elezione dei rappresentanti sindacali in Valle d'Aosta, in sei anni i sindacati non sono riusciti a mettersi d'accordo, adesso alla vigilia delle elezioni dicono: "noi vogliamo cambiare sistema elettorale", ma, scusate, avete avuto sei anni per cambiare il sistema elettorale, non potete negare il diritto al lavoratore di votare, è una cosa gravissima! In sei anni vi mettevate lì, trovavate l'accordo e il 5 e 7 marzo si votava con le regole valdostane, ma si votava! È un gravissimo danno ledere il diritto di voto al lavoratore, poi si mettano d'accordo i sindacati, trovino le forme che vogliono, si inventino le RSUV, valdostane, ma non ledano il diritto di votare al lavoratore!
Ho presentato questa iniziativa per capire se questa cosa è stata fatta in totale autonomia dall'ARRS con i sindacati, o se c'è una precisa direttiva della Giunta volta a dire: "fermate tutto". Nel caso in cui ci sia una precisa direttiva, io la contesto e vi invito a ripensarci, a dire: "troviamo l'accordo per eleggere in modo diverso in Valle d'Aosta questi rappresentanti e forse anche un modo migliore, ma, nel momento in cui abbiamo trovato l'accordo, garantiamo il diritto del voto". Se l'accordo - e mi risulta che ad oggi l'accordo non c'è - bisogna ancora farlo, non ci sto, vi dico: cambiate linea, riportate alle elezioni garantite il diritto dei lavoratori di avere i loro delegati. Questo è lo spirito dell'interpellanza, che vuole conoscere se si tratta di una cosa fatta in totale autonomia, ma non riusciamo a capire l'ARRS come faccia a lavorare in totale autonomia e chiediamo che al più presto si creino le condizioni per cui i luoghi della democrazia, che siano quelli dell'elezione dello Stato nazionale di cui si occupa la Cassazione, che siano quelli in cui si esercita la democrazia in un luogo di lavoro che, nell'esperienza che ho maturato, è una forma di democrazia non meno importante di quella importantissima che ci consente di eleggere il Consiglio regionale e di eleggere i nostri rappresentanti a livello nazionale...
Vorrei quindi richiamare l'attenzione su questo non in forma polemica - infatti non ho preso alcuna posizione contro eventuali cambiamenti -, ma per chiedere: è possibile che in sei anni non sia stato fatto questo processo di cambiamento e il giorno in cui si deve andare a votare si decide di cambiare la legge elettorale? Questa cosa non mi va giù, non la ritengo corretta e richiamo su questo l'attenzione del Governo regionale. Grazie.
Si dà atto che, dalle ore 10,29, assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci M. le Président.
Le 10 janvier dernier les syndicats scolaires SNALS, CISL-SISM, CISL-SINASCEL et SAVT Ecole ont écrit à l'ARRS et pour information uniquement au Président de la Région et à l'Assesseur à la culture, ainsi qu'à la Surintendante aux écoles, afin de proposer la signature d'un accord transitoire pour reporter les élections de RSU du personnel enseignant à une date postérieure à la définition de l'accord cadre confédéral, inhérent aux prérogatives syndicales du personnel du statut unique du secteur scolaire alors en cours de négociation. Les syndicats susmentionnés ont également rappelé que ce report n'aurait eu aucune incidence sur le chiffre national de la représentativité, puisque les enseignants valdôtains ne rentrent pas dans les statistiques nationales. Ils ont aussi signalé que, pour faire face à la réorganisation scolaire approuvée par le Gouvernement régional en décembre, qui concerne cinq institutions scolaires supérieures sur huit et qui prévoit, entre autres, la fameuse suppression dans la zone dont on avait parlé, la fonction première de RSU - qui est de garantir la démocratie syndicale sur le lieu de travail - aurait disparu à la suite du déplacement des enseignants; celle-ci c'est la thèse qui a été exposée. En pratique, non seulement l'on aurait procédé en mars à l'élection de RSU d'une école qui devait disparaître le 1er septembre, mais, pour ce qui est des autres écoles, les enseignants auraient élu des représentants de l'école dans laquelle ils exerçaient et non ceux de l'établissement où ils travailleraient en septembre, quand il y aurait eu une situation nouvelle. De plus les écoles valdôtaines ne peuvent accéder à la procédure ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), car elles ne rentrent pas dans les statistiques nationales. A ce propos, le 13 janvier dernier la Surintendante aux écoles a demandé à l'ARAN une communication officielle sur ce point et à aujourd'hui nous n'avons encore reçu aucune réponse.
Les syndicats scolaires ont signé avec l'ARRS l'accord transitoire relatif au report des élections en toute autonomie et conformément aux décisions prises par l'ARAN et les organisations syndicales à l'échelon nationale; cette position qui reconnaît à l'ARRS le droit de négocier à l'échelon régional ne date pas d'aujourd'hui, mais elle a été confirmée à maintes occasions même sur des requêtes dont on avait déjà parlé notamment devant cette Assemblée et devant l'assemblée judiciaire qu'a saisie le seul syndicat à ne pas avoir signé les conventions collectives avec l'ARRS. Comme vous vous souvenez, quand il y a eu le recours, il y avait aussi la mise en question du fait: pourquoi nous on doit aller directement? A aujourd'hui donc celle-ci est la situation. Je me suis limité à vous reconstruire le cadre de ce qui s'est passé et de la situation, qui à aujourd'hui est celle que je vous ai exposée. Merci.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Assessore la ringrazio per la risposta che mi ha confermato che si tratta di una decisione presa in totale autonomia dall'ARRS e dalle organizzazioni sindacali, dunque io la prossima volta ricorrerò verso il Presidente della Regione affinché urgentemente si provveda ad emanare una direttiva, che cambi il principio di questa autonomia. L'autonomia contrattuale non può ledere un diritto di un lavoratore ad esprimere democraticamente il suo voto; capisco le ragioni...che mi dicono: ci sono delle scuole che sono state dimensionate in modo diverso. Guardate che in tutta Italia il 40 percento delle scuole viene dimensionato in modo diverso da questo nuovo sistema che è entrato in vigore; in Valle d'Aosta in tutte le istituzioni di base non c'è un nuovo dimensionamento, quindi la maggioranza delle scuole valdostane non è toccata dal dimensionamento, per cui noi, per non rifare l'elezione in alcune scuole, neghiamo il diritto alla maggioranza degli insegnanti di votare oggi. Dal mio punto di vista, il problema che ho posto rimane in tutta la sua gravità e ritengo che la Giunta regionale dovrebbe farsene carico, perché il meccanismo che lei ha riportato dell'accordo di rinvio non ha nessuna data, ossia il rinvio è vincolato ad un eventuale accordo; allora chiedo: e se l'accordo non si trova, non si vota più in Valle d'Aosta? C'è un precedente che riguarda i lavoratori del pubblico impiego, che non hanno mai avuto le elezioni dei rappresentanti sindacali, che è un caso anomalo: i dipendenti regionali della Valle d'Aosta non hanno l'elezione del rappresentante sindacale direttamente, perché i sindacati non riescono a mettersi d'accordo! Io me ne infischio, lo dico chiaramente, dei sindacati che non si mettono d'accordo! È come se i partiti a Roma non si mettessero d'accordo...noi non votiamo più? Si deve comunque garantire il diritto di voto e mi appellerò anche al Presidente della Regione, perché questo è il principio che noi rivendichiamo. Si facciano poi gli accordi, si cambi sistema di elezione...è legittimo, sta nell'ordine delle cose, ma lo si faccia nei tempi e, avendo sei anni a disposizione, non accetto che, quando arrivano le elezioni, si dica: "dobbiamo trovare l'accordo". Dovevi pensarci prima, il lavoratore va tutelato! Grazie.
