Objet du Conseil n. 2157 du 11 janvier 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2157/XIII - Interpellanza: "Individuazione delle portatrici di protesi mammarie denominate PIP impiantate in Valle d'Aosta".
Interpellanza
Appreso che, nei giorni scorsi il Ministero del Lavoro e della Salute francese ha raccomandato "a titolo preventivo" la rimozione delle protesi mammarie di marca Pip alle donne che le hanno impiantate, dal momento che il rischio è quello che le protesi stesse, riempite di gel per uso industriale, potenzialmente cancerogeno, possano rompersi con gravi rischi per la salute del soggetto;
Preso atto che lo scorso 24 dicembre il nostro Ministero della Salute ha rassicurato che "non ci sono le premesse per creare allarmismi sulle protesi mammarie" e ribadito "quanto già affermato dal Consiglio superiore di Sanità, cioè che non esistono prove di un legame tra le protesi Pip e l'insorgere di tumore, ma esiste solo una maggiore probabilità di rottura delle stesse;
Sottolineata la grande perplessità e la preoccupazione per le 4.300 donne alle quali, secondo le stime, sarebbero state impiantate le protesi Pip in Italia;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali per sapere se siano state impiantate protesi Pip in Valle d'Aosta e in caso affermativo quante e come si intenda procedere per l'eliminazione del rischio.
F.to: Carmela Fontana
Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Grazie Presidente.
Nei giorni scorsi il Ministero del lavoro e della salute francese ha raccomandato, a titolo preventivo, la rimozione delle protesi mammarie di marca PIP alle donne che le hanno impiantate, dal momento che il rischio è quello che le protesi stesse, riempite di gel per uso industriale, potenzialmente cancerogeno, possano rompersi con gravi rischi per la salute del soggetto; preso atto che lo scorso 24 dicembre il nostro Ministero della salute ha rassicurato che non ci sono le premesse per creare allarmismi sulle protesi mammarie e ribadito quanto già affermato dal Consiglio superiore di sanità, cioè che non esistono prove di un legame tra le protesi PIP e l'insorgere di tumore, ma esiste solo una maggiore probabilità di rottura delle stesse; sottolineata la grande perplessità e la preoccupazione per le 4.300 donne alle quali, secondo le stime, sarebbero state impiantate le protesi PIP in Italia; volevamo sapere dall'Assessore se siano state impiantate protesi PIP in Valle d'Aosta e, in caso affermativo, quante e come si intenda procedere per l'eliminazione del rischio. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
La risposta è negativa, non sono mai state acquistate, né conseguentemente impiantate, protesi mammarie prodotte dalla ditta Poly Implant Prothèse francese. Naturalmente sappiamo che - quando si tratta di protesi mammarie - molte pazienti, anche valdostane, si rivolgono a centri privati di chirurgia estetica. Quindi su queste pazienti non abbiamo alcun dato, ma credo che si siano mosse personalmente per verificare con chi ha impiantato la protesi; in conclusione l'Azienda USL non ha mai fatto impiantare queste protesi.
Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Grazie.
Apprendiamo con molta soddisfazione questo dato che ci dà l'Assessore e che ci rassicura. Vogliamo però dare tutta la nostra solidarietà a quelle 4.300 donne, anche se non sono valdostane, perché questo è un problema veramente grave, in quanto vivono ore di tensione; anche se viene garantito che non c'è rischio, l'allarme invece c'è. Riteniamo che la salute venga prima di tutto, per cui dobbiamo fare molta attenzione a vedere quello che si acquista, prima di impiantarlo su un corpo umano. Grazie.
