Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2156 du 11 janvier 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2156/XIII - Interpellanza: "Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche regionali di scuola secondaria superiore".

Interpellanza

Preso atto della delibera di Giunta numero 3054 "Revisione del piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche regionali di scuola secondaria superiore a valere dall'a.s. 2012/2013 - Nuova articolazione e soppressione di una istituzione scolastica" del 16 dicembre 2011;

Constatato che per ragioni numeriche nel sistema di Istruzione pubblica regionale relativo alla scuola secondaria superiore viene meno il sistema fondato su tre poli;

Rilevato che per numero di abitanti e per localizzazione l'area che fa capo ai comuni di Châtillon e Saint-Vincent è molto appetibile e frequentata dagli studenti di ogni ordine e grado;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere se intenda chiarire le ragioni dello scarso investimento nell'Istruzione pubblica relativa alla scuola secondaria superiore nell'area che fa capo ai comuni di Châtillon e Saint-Vincent.

F.to: Donzel - Rigo

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, ci sono naturalmente degli argomenti che hanno una gravità, toccano delle questioni molto delicate, ce ne sono altri che magari apparentemente non sono così gravi, ma che mirano a cercare di capire come si organizza la nostra Regione, come fa fronte ai cambiamenti in corso. Una questione fra tutte mi sta molto a cuore, farò una premessa su un ragionamento che intendo sviluppare: quella che generalmente si invoca, l'autonomia della Valle d'Aosta, quando ci sono delle gravi questioni in ballo. Ad esempio, sono a rischio gli stipendi dei Presidenti delle Comunità montane, si dice: c'è l'autonomia, qui non si tocca nulla! Quando invece ci sono altre questioni, è meno interessante il discorso dell'autonomia e si tende ad applicare la norma in vigore a livello nazionale, adeguandosi con una certa rapidità. È un po' la sensazione che abbiamo avuto in questi anni nel settore scolastico, salvo le piccole scuole di montagna che, per fortuna, sono state debitamente presidiate.

Per quanto attiene la questione relativa al ridimensionamento delle scuole, abbiamo assistito al fatto che nelle istituzioni di base nulla è cambiato; invece, nel secondario di secondo grado, si è intervenuti con una proposta da parte dell'Assessorato che ha una sua razionalità numerica. Perché parlo di "razionalità numerica"? Perché essendo noi una piccola realtà con un numero di alunni contenuti, siamo obbligati a mettere insieme anche scuole che non sono proprio collegate da un'omogeneità, e questo lo facciamo perché dobbiamo far fronte al rispetto di alcuni numeri. A questa riorganizzazione si attiene la proposta dell'Assessorato, ma sono stato incuriosito dal fatto che sia l'Assessore del Comune di Châtillon, sia il Presidente della Comunità montana Monte Cervino abbiano sollevato la questione che il territorio di Châtillon si trova senza la presenza fisica di una direzione secondaria di secondo grado. Ora, ci sono quei periodi in cui gira storto, dove c'è Marquis le cose proprio prendono la strada diversa, sia sull'autostrada, sia sulle scuole...insomma, è proprio sfortunato in questo periodo!

Cosa è successo? Si sono riorganizzate le scuole e fra le proposte ce n'è una che prevede di mettere insieme il liceo scientifico di Pont-Saint-Martin, il liceo scientifico di Saint-Vincent, il tecnico turistico di Saint-Vincent e il liceo delle scienze umane e linguistico di Verrès. Sono andati a vedermi i numeri di queste scuole e, sulla base della proposta dell'Assessore, il liceo scientifico di Pont-Saint-Martin ha 88 alunni, il liceo scientifico di Saint-Vincent 84, il tecnico turistico di Saint-Vincent 133 e il liceo delle scienze umane e linguistico di Verrès 216. Dove è stata posta la direzione dell'istituto? A Pont-Saint-Martin, dove c'è il minor numero di alunni!

Mi sono chiesto qual è il criterio con cui si affida una direzione, cioè qual è il criterio per cui metto una direzione. In tutte le altre scuole, se andiamo a controllare, il principio è che nella scuola che ha il maggior numero di alunni, ha sede ufficiale la direzione scolastica; dopodiché quella direzione avrà degli uffici nelle sezioni periferiche o nelle sezioni staccate, ma una cosa che denomina un'istituzione è il fatto che sia caratterizzante la direzione. Questo anche perché è vero che si offrono dei servizi anche nelle sezioni staccate, ma per il maggior numero di famiglie avere un'interfaccia diretta con il territorio è importante.

Noi abbiamo 193 alunni a Pont-Saint-Martin appartenenti alla scuola secondaria di secondo grado, ne abbiamo 217 nella sola Saint-Vincent e 395 se consideriamo anche Châtillon...parlo di scuola pubblica...cioè: perché Saint-Vincent e Châtillon non hanno titolarità ad avere una direzione in base al numero di alunni e di famiglie che avrebbero un servizio più immediato su quel territorio? Questo se parliamo di centralità dell'alunno, se poi ci sono altre logiche lo scopriremo più avanti. Se andiamo a vedere il numero di abitanti, Saint-Vincent, Châtillon e la Comunità montana hanno un rapporto abitanti rispetto alla zona Pont-Saint-Martin/Donnas nettamente superiore, quindi anche il numero complessivo di abitanti della zona, che giustifica il fatto che Aosta ha quasi tutte le direzioni scolastiche sul suo territorio, non è mica a capocchia: Aosta ha 35.000 abitanti, la maggior parte degli studenti sono qui, è nel centro della regione e questo giustifica la presenza delle direzioni in questa sede. Altrimenti, se vale il principio che posso tenere una direzione a Pont-Saint-Martin, ma allora perché non mettere una direzione anche a Villeneuve o a Sarre e delocalizzare le direzioni, tanto le famiglie si spostano, non guardiamo il numero degli alunni e facciamo girare le direzioni a seconda di quei comuni che ci sembrano rispondere maggiormente? Stesso ragionamento per le distanze: i 216 alunni di Verrès si trovano a 10 chilometri da Saint-Vincent ed a 13 chilometri da Pont-Saint-Martin, quindi anche la distanza chilometrica non è inerente.

E poi c'è un altro problema non indifferente, anzi, con i tempi che corrono è prevalente ed è quello che è citato sia dall'Assessore Daudry di Châtillon, sia dal Presidente Marquis, i quali dicono: a livello di edifici scolastici quelli del territorio di Saint-Vincent/Châtillon hanno delle caratteristiche migliori. In effetti, se andiamo a vedere, la direzione di Pont-Saint-Martin non ha sede nell'istituto dove ci sono gli alunni, cioè sta in un luogo che non è quello dove ci sono gli alunni. Tutto questo non è un sinonimo di efficienza funzionale, tant'è che il sospetto viene: ma allora prima o poi a Pont-Saint-Martin facciamo pure una scuola per poter sanare queste cose, visto che tanto di soldi ne abbiamo facciamo pure una scuola dove c'è il minor numero di alunni, il minor numero di abitanti rispetto agli altri territori!

Mi risulta che è in corso di ristrutturazione l'auditorium delle scuole di Saint-Vincent, che è un luogo che consentirebbe agevolmente di svolgere i collegi docenti in quelle scuole, che oggi sono costretti a mendicare la sala di un Consiglio comunale. Bisogna telefonare ai Consigli comunali e chiedere un'aula perché non riescono a riunire il collegio docenti, che è una funzione importante. A Saint-Vincent la ristrutturazione dell'auditorium consentirebbe la funzionalità di questa cosa. Quindi il numero degli alunni non è stato preso in considerazione, e quindi delle famiglie, il numero degli abitanti neppure, la distanza chilometrica neppure, l'edilizia scolastica neppure...allora viene la domanda: ma qual è la ragione di mantenere una direzione scolastica?

Qui non stiamo parlando di scuole, perché le scuole vivono tranquillamente come sezioni staccate, possono stare da una parte all'altra, ma non si capisce perché la direzione scolastica non venga attribuita là dove c'è il maggior numero di alunni e famiglie, e le migliori strutture dal punto di vista edilizio e abitativo. Questo, a me, personalmente è sfuggito, quindi vorrei chiarire che non sono qui a perorare altre soluzioni rispetto a quella prospettata dall'Assessorato; ho solo esaminato la proposta dell'Assessorato che mi è parsa su questo punto non coerente con l'impianto che normalmente la scuola valdostana ha avuto.

Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.

Viérin L. (UV) - Merci M. le Président.

Cercherò di mettere un po' d'ordine nell'illustrazione che il collega Donzel ha cercato di farci percepire. Intanto sono felice che il collega Donzel sia stato incuriosito - dopo che ne abbiamo parlato diverse volte in Consiglio di questo problema, su sollecitazione della collega Morelli - della questione del ridimensionamento; probabilmente ha ragione lei, è un tema che non interessa tutti, comunque in quest'aula ne abbiamo parlato. Avevo cercato allora di far percepire come esistevano due situazioni diverse: una, la scuola di base, il cui dimensionamento noi avremmo dovuto fare in base ad una legge nazionale e che non abbiamo fatto, derogando, quindi, con spirito autonomista; la seconda, una norma regionale votata da questo Consiglio che va applicata dopo anni di deroghe. Quindi - poi entro nel merito di tale questione - non condivido assolutamente le sue considerazioni sul nostro mancato spirito autonomista in senso generale nell'ambito scolastico, perché in questi anni noi abbiamo applicato la nostra autonomia non applicando la riforma Gelmini in Valle d'Aosta, quella che riguarda il maestro unico (poi credo che lei, meglio di altri, comprenda ed abbia una sensibilità scolastica per il suo percorso). Vorrei anche ricordare che non è l'unica deroga quella inerente alle piccole scuole di montagna, ma abbiamo sempre applicato o, meglio, non applicato, le riforme che arrivavano da Roma o, meglio ancora, le abbiamo adattate alle nostre esigenze particolari. Qui siamo in un caso totalmente diverso, perché questa è una legge regionale, quindi io rilevo un pizzico di mancata ricostruzione dei fatti, a modo di onestà intellettuale aderente alla realtà.

Per quanto riguarda invece la questione, voglio ricordare che ci sono atti e passaggi che precedono la delibera della Giunta regionale da lei citata, che deriva dalla legge regionale di cui parlavo, intanto per inquadrare correttamente la problematica e poi per sottolineare - contrariamente a quanto lei ha affermato - i nostri costanti investimenti in ambito scolastico anche nella zona di riferimento, però compatibilmente con la normativa, e soprattutto con la sostenibilità di certe situazioni. E le dirò i numeri, che non sono quelli che lei ha citato; le farò avere la tabella, sono numeri completamente diversi. Le deliberazioni n. 601/2009 e n. 519/2010 - quindi per due anni di fila - hanno portato, come Governo regionale, il rinvio rispettivamente per l'anno scolastico 2010-2011 e 2011-2012 della revisione del piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche delle secondarie di secondo grado, che scaturivano dall'opportunità, pur in presenza nel polo scolastico che lei citava, di una situazione ormai consolidata in difetto, perché abbiamo operato in deroga - malgrado la situazione fosse in difetto - da quanto prescritto dall'articolo 5, commi 2 e 3 della legge regionale n. 19/2000, di differire gli interventi sul numero e sull'articolazione delle istituzioni scolastiche per consentire un adeguamento funzionale alle nuove condizioni che erano venute a presentarsi. È vero che esiste la riforma Gelmini, che esistono le applicazioni, ma in questo caso avevamo agito con deroga anche per poter acquisire gli elementi conoscitivi, derivanti dal monitoraggio biennale dell'andamento e della distribuzione delle iscrizioni ai nuovi percorsi ed indirizzi di studio, e non operare eventuali soppressioni senza aver verificato gli esiti di quella riforma (proprio nello spirito autonomistico!).

Bisogna evidenziare anche il dato numerico degli iscritti dall'anno scolastico 2003-2004 presso le istituzioni scolastiche della media e bassa Valle, al fine di porre in evidenza come l'entità della popolazione scolastica di Châtillon sia nettamente inferiore rispetto a quella di Verrès e Pont-Saint-Martin, al di là delle affermazioni dell'appetibilità o di quanto è frequentata una zona dal punto di vista demografico. Sono le iscrizioni scolastiche che contano! Dai dati riportati emerge che l'istituzione scolastica di istruzione tecnica professionale di Châtillon si trova in una situazione ormai consolidata e stabile da più di un quinquennio di sottodimensionamento rispetto ai parametri previsti dalla legge regionale n. 19 - minimo 300 alunni - che individua l'indice di dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche regionali in una popolazione scolastica media di 500 alunni e stabilisce che, fermo restando il numero di istituzioni scolastiche attivabili sulla base di tali indici, ciascuna istituzione debba avere una popolazione consolidata almeno per un quinquennio di un numero compreso fra 300 e 700. Si tratta di una legge regionale che tiene in debito conto le caratteristiche del territorio, è del 2000, e credo che all'epoca il Governo regionale abbia fatto una riflessione sui numeri, non sono numeri campati per aria...

(interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)

...esattamente, proprio perché lei c'era, da un punto di vista sindacale credo che l'abbia seguito.

Quindi oggi non è che si dimentica tutto, ma le citerò solo gli ultimi tre anni...quindi Châtillon, Verrès, Pont-Saint-Martin...Châtillon 225, Verrès 409, Pont-Saint-Martin 416; 2011-2012: Châtillon 231, Verrès 442, Pont-Saint-Martin 388 e, se andiamo al 2009, Châtillon 236, Verrès 394, Pont-Saint-Martin 370. Questo per dire che la consistenza della popolazione della media e bassa Valle, che è di circa 1.000 alunni, oggi consente il mantenimento di due istituzioni scolastiche, quindi si era davanti alla scelta obbligata di mantenerne due su tre, e la scelta di cui parla lei era quella o di sopprimere come istituzione scolastica intesa come dirigenza e segreteria o Châtillon o Pont-Saint-Martin. Quest'ultimo, dal punto di vista del dimensionamento però, rispetta i crismi ed i parametri di legge, quindi la scelta, fra l'altro approvata da tutti gli organi, dai sindacati fino al Consiglio scolastico, andava in questa direzione. Pertanto è una soppressione intesa come dirigenza scolastica e segreteria e non come istituti, che vengono mantenuti trasformandone le sedi dipendenti, garantendo la continuità che è un parametro. Lei ha citato tutti i parametri di questo mondo, eccetto la continuità, ma la continuità didattica vale sia per gli alunni che per gli insegnanti, perché sopprimere Pont-Saint-Martin avrebbe scombussolato una serie di parametri per gli insegnanti.

I percorsi di studio dunque sono garantiti ed attivati, sedi associate ed altre istituzioni scolastiche mantengono l'offerta formativa nell'ambito territoriale relativo. Sede di Châtillon, già principale dell'istituzione scolastica oggetto di soppressione, è stata attribuita ad Aosta quale sede associata, fermo restando il funzionamento dell'istituto tecnico sul territorio, tecnologico, indirizzo costruzione, ambiente e territorio, istituto tecnico per geometri ad esaurimento, attualmente attivati nella sede stessa. Saint-Vincent, già sede associata, viene accorpata al Binel-Viglino di Pont-Saint-Martin quale sede associata, fermo restando il funzionamento dell'istituto tecnico del settore economico, indirizzo turismo, nonché dell'istituto professionale settore servizi, ad esaurimento, attualmente funzionanti nella stessa sede. Si è operato per evitare ogni tipo di disagio ad alunni e docenti, mantenendo le sedi nella collocazione attuale e concordando con le organizzazioni sindacali un percorso previsto per legge, non penalizzante in alcun modo per i docenti. Non si tratta di togliere offerta formativa pubblica sul territorio, ma di mantenere una dirigenza ed una segreteria. Avremmo avuto una dirigenza ed una segreteria, cioè un D, due C2, tre B2, un aiutante tecnico per un totale di sette dipendenti, a fronte di un numero irrisorio di alunni; quindi questo è un dato, dopo anni di deroga, che fa riflettere. Condivido il fatto che avremmo anche noi voluto evitare, ma dopo anni e con una normativa che va applicata, con un trend che non si risolleva, questa era la scelta obbligata, e davanti a due scelte abbiamo operato per quella meno traumatica. Per quanto riguarda il personale, abbiamo concordato con il Dipartimento del personale percorsi di ricollocazione nell'ambito dello stesso distretto onde evitare percorrenza per chi lavorava in loco.

Non corrisponde a mio avviso il fatto che non ci sia un'offerta di scuola pubblica o di scarso investimento nella zona, perché sono presenti l'istituto tecnico del settore tecnologico (indirizzo costruzione, ambiente e territorio) a Châtillon, liceo scientifico, istituto tecnico (settore economico, indirizzo turismo) a Saint-Vincent, e si è atteso un periodo molto lungo per verificare la capacità di attrazione dell'istituzione scolastica prima della sua soppressione. Segnalo che la proposta è stata approvata sia dalle organizzazioni sindacali in due incontri (16 e 24 novembre), Conferenza dei servizi dei dirigenti scolastici del 24 novembre con un solo voto contrario - si può presumere di chi sia! - ed un astenuto su 26 dirigenti, unanimità del Consiglio scolastico regionale del 2 dicembre. Credo che un percorso più condiviso con il mondo scolastico, non ci possa essere! La suddivisione alternativa proposta dalla Comunità montana Monte Cervino prevedeva un polo a Châtillon ed uno a Verrès, elaborata su indicazione del dirigente scolastico di Châtillon, è stata presa in esame e presentata in tutte le sedi sopracitate, ma non è stata approvata, perché avrebbe dato luogo a due istituzioni scolastiche aventi consistenze numeriche non equilibrate. Venivano 400 nella media Valle e più di 650 nella bassa, con disomogeneità di percorsi di studio, determinando la soppressione di un'istituzione scolastica a Pont-Saint-Martin, che era regolarmente dimensionata rispetto ai parametri previsti dalla vigente normativa.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Mi dispiace che lei mi abbia trattato di "disonestà intellettuale" e poi non abbia risposto alle mie questioni. Lei mi ha trattato come se fossi qui a perorare la causa presentata dal Presidente della Comunità montana Marquis oppure dal dirigente della direzione che viene soppressa. Io sono partito dalla sua proposta, non da quella di altri soggetti ed ho fatto riferimento a numeri contenuti solo nella sua proposta, non sono qui a perorare altre cause, quindi rimaniamo alla sua proposta. Certo, anch'io mi sono informato, il Consiglio scolastico ha votato in modo uniforme, ma su due proposte, non in merito alla questione che ho posto io; sono state presentate la proposta dell'Assessore e la proposta di un dirigente, e il Consiglio scolastico ha scelto la proposta dell'Assessore...io sto entrando nel merito della proposta dell'Assessore. Allora non c'è alcuna disonestà intellettuale, non è che non ho telefonato ai sindacati...mi hanno detto: fra le due proposte sicuramente quella dell'Assessore era migliore...ma dentro quella proposta c'era una riflessione da fare rispetto alla collocazione della dirigenza scolastica, cioè di dove mettere la sede di quella scuola.

Non ho messo in discussione l'organizzazione della sua scuola, ho chiesto perché in una scuola che ha 88 alunni a Pont-Saint-Martin, 217 a Saint-Vincent e 216 a Verrès, si mette la sede nella sezione staccata più piccola. Non succede in nessun'altra scuola della Valle d'Aosta, e questo non me lo può negare! Su questa cosa che pongo io non si è espresso né il Consiglio scolastico, né alcun sindacato, ed ecco la novità della questione rispetto al dimensionamento di cui si era parlato prima. Non ho messo in discussione che la scuola di Châtillon, "Panorama", non avesse i numeri; a derogare da questo non è Donzel...2003 deroga, 2004 deroga, 2005 deroga, 2006 deroga, 2007 deroga, 2008 deroga, 2009 deroga, 2010 deroga...ma le ho fatto io queste deroghe? Le ha fatte lei, quasi tutte! Allora non ho parlato della deroga, ho detto: si riorganizza, lei fa una proposta? Mi deve spiegare - e non lo ha fatto - perché le famiglie di Saint-Vincent devono prendere la macchina ed andare a parlare con il dirigente che si trova a Pont-Saint-Martin, 217 famiglie vanno a Pont-Saint-Martin, mentre le 88 di Pont-Saint-Martin non possono venire a Saint-Vincent! E se ho capito perché non si può mettere a Verrès un'altra dirigenza, perché già ce n'è una, non c'è alcuna logica numerica degli alunni o degli abitanti del territorio, né dal punto di vista della struttura del luogo, cioè anche i locali... È molto meglio la situazione dal punto di vista di Saint-Vincent.

Dopodiché lei mi dice: "abbiamo soppresso una scuola"...allora, visto che abbiamo accorpato, continuiamo a mettere alunni di Aosta fra un po' per tenere in piedi la scuola di Pont-Saint-Martin, quella di Pont-Saint-Martin sarà sempre quella che ha più alunni! Ma lo capisco, quello di cui discutevo io era la questione della direzione ed esco da questa discussione assolutamente convinto che lei non ha smontato alcuna ragione. Lei ha solo detto: ero stufo di dare deroghe da 10 anni ad una scuola che non ha i numeri, e su questo, visto che nel 2000 c'ero anch'io a fare le trattative dei 300 alunni, abbiamo visto che quella scuola era in difficoltà, quella scuola andava accorpata. Bene, l'accorpiamo...e allora, visto che l'accorpiamo, mettiamo la direzione nella scuola più piccola che c'è, che non ha una sede dove far stare nello stesso luogo fisico, direzione scolastica e alunni...le sembra una scelta razionale? A me personalmente...non discuto l'accorpamento delle scuole, dico: la questione è dov'è collocata la direzione...a me pare una scelta strampalata!