Objet du Conseil n. 2035 du 19 octobre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 2035/XIII - Approvazione del terzo piano sangue e plasma della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2012/2014, ai sensi della l.r. 41/2009.
Il Consiglio
Vista la legge 21 ottobre 2005, n. 219, recante la nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati;
Richiamato il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191, riguardante l'attuazione della direttiva 2004/23/CE sulla definizione delle norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei tessuti e cellule umani;
Richiamato il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 207, recante attuazione della direttiva 2005/61/CE che applica la direttiva 2002/98/CE per quanto riguarda la prescrizione in tema di rintracciabilità del sangue e degli emocomponenti destinati a trasfusioni e la notifica di effetti indesiderati ed incidenti gravi;
Richiamato il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 208, recante attuazione della direttiva 2005/62/CE che applica la direttiva 2002/98/CE per quanto riguarda le norme e le specifiche comunitarie relative ad un sistema di qualità per i servizi trasfusionali;
Richiamato il decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 16, relativo all'attuazione delle direttive 2006/17/CE e 2006/86/CE, che attuano la direttiva 2004/23/CE per quanto riguarda le prescrizioni tecniche per la donazione, l'approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani, nonché per quanto riguarda la rintracciabilità, la notifica di reazioni e eventi avversi gravi e determinate prescrizioni tecniche per la codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani;
Richiamato l'Accordo n. 242 del 16 dicembre 2010 tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sui requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta e sul modello per le visite di verifica;
Vista la legge regionale 23 novembre 2009, n. 41, recante "Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione degli emoderivati";
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2540 in data 29 agosto 2008 relativa all'approvazione dello schema tipo di convenzione fra l'AUSL della Valle d'Aosta e le associazioni dei donatori volontari di sangue;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2598 del 5 settembre 2008 recante approvazione delle Direttive all'AUSL della Valle d'Aosta in merito ad un Sistema di Qualità per i Servizi Trasfusionali;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2597 in data 5 settembre 2008 recante approvazione delle Direttive all'AUSL della Valle d'Aosta in merito alla prescrizione in tema di rintracciabilità del sangue e degli emocomponenti destinati a trasfusioni e la notifica di effetti indesiderati ed incidenti gravi;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 1295 in data 3 giugno 2011 recante il recepimento degli allegati a) e b) dell'Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano in data 16 dicembre 2010, sui requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle attività sanitarie dei Servizi Trasfusionali e delle unità di raccolta e sul modello per le visite di verifica;
Richiamata la propria deliberazione n. 2627/XII in data 5 aprile 2007 relativa all'approvazione del Piano sangue e plasma della Regione Autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2007-2009;
Vista la proposta di piano elaborata dalla competente struttura dell'Assessorato sanità, salute e politiche sociali in collaborazione con la struttura competente dell'Azienda USL della Valle d'Aosta;
Rilevato che tale proposta risulta adeguata e coerente alla normativa nazionale di riferimento e alle linee di programmazione sanitaria regionale di cui al Piano per la Salute ed il Benessere sociale in Valle d'Aosta per il triennio 2011-2013;
Evidenziato che la proposta di piano è stata sottoposta in data 29 agosto 2011 all'esame ed al parere della Commissione Tecnico-consultiva per le attività di raccolta, conservazione e distribuzione del sangue umano prevista all'articolo 9 della legge regionale 23 novembre 2009, n. 41, la quale si è espressa favorevolmente sui contenuti del piano;
Evidenziato che il documento è costituito dal Terzo piano sangue e plasma della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2012-2014;
Richiamata la legge regionale 7 dicembre 1979, n. 66, articolo 1, lettera h);
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 3580 in data 23 dicembre 2010 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2011/2013, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati, del bilancio di cassa per l'anno 2011 e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole di legittimità sulla presente proposta di deliberazione rilasciato dal Capo servizio del Servizio sanità ospedaliera dell'Assessorato sanità, salute e politiche sociali ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22;
Visto il parere della V Commissione consiliare permanente;
Delibera
di approvare l'allegato Terzo piano sangue e plasma della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2012-2014, che costituisce parte integrante della presente deliberazione.
Allegato
(omissis)
Presidente - L'atto ha avuto parere favorevole all'unanimità della V Commissione.
La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Il piano sangue e plasma 2012-2014 si pone l'obiettivo di applicare i principi fondamentali in materia di attività trasfusionali coerentemente con le disposizioni nazionali - il riferimento è la legge n. 219/2005 e, naturalmente, la nostra legge regionale n. 41/2009 - e di perseguire attraverso le necessarie azioni di programmazione e di applicazione, le seguenti finalità: il mantenimento dell'autosufficienza regionale e l'adeguato contributo all'autosufficienza nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci emoderivati, una più efficace tutela della salute dei cittadini attraverso il conseguimento dei più alti livelli di sicurezza raggiungibili nell'ambito di tutto il processo finalizzato alla donazione ed alla trasfusione del sangue, condizioni difformi delle prestazioni trasfusionali per tutti i cittadini e su tutto il territorio regionale, lo sviluppo della medicina trasfusionale, del buon uso del sangue e di specifici programmi diagnosi e di cura, che si realizzano in particolare nell'ambito dell'assistenza pazienti ematologici ed oncologici, del sistema urgenza ed emergenza, e dei trapianti.
Per il raggiungimento delle finalità sopraesposte, nel piano vengono definiti i seguenti aspetti: i livelli essenziali di assistenza sanitaria nel servizio trasfusionale, i principi generali per l'organizzazione, autorizzazione ed accreditamento delle strutture trasfusionali, le attività delle associazioni e federazioni dei donatori di sangue di cellule staminali emopoietiche, nonché le associazioni e federazioni delle donatrici di sangue cordonale ed ombelicale, le misure per la programmazione ed il coordinamento di settore, le misure per il raggiungimento dell'autosufficienza, le norme per la qualità e la sicurezza del sangue e dei suoi prodotti.
Le attività trasfusionali sono parte integrante del Servizio sanitario regionale e si fondano sulla donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue umano e dei suoi componenti; di conseguenza, le associazioni dei donatori volontari di sangue concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario regionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori.
In considerazione del fatto che l'autosufficienza di sangue e di derivati costituisce un interesse nazionale, sovra regionale, sovra aziendale non frazionabile, per il cui raggiungimento è richiesto il concorso delle Regioni e delle aziende sanitarie, i principi generali di programmazione sanitaria devono essere atti a favorire l'armonizzazione della legislazione in materia di attività trasfusionale. Brevemente, a tale scopo nel seguente piano viene definita la promozione della donazione volontaria e periodica non remunerata del sangue, come ho già accennato prima; viene istituito il sistema informativo regionale dei servizi trasfusionali in raccordo funzionale con quello statale; viene definito il programma di autosufficienza regionale individuando i consumatori storici, il fabbisogno reale, i livelli di produzione necessarie, le risorse, i criteri di finanziamento del sistema, le modalità di compensazione intraregionale e interregionale, i livelli di importazione e di esportazione eventualmente necessari. Sono definite le modalità per la stipula di convenzioni con le ditte produttrici di emoderivati, le modalità per l'invio del plasma alle aziende produttrici ed i controlli sulle distribuzioni degli emoderivati ottenuti; vengono curati i rapporti con la sanità militare per lo scambio di emocomponenti e di frazioni plasmatiche; vengono definiti gli obiettivi per l'autosufficienza integrata regionale ed interregionale e per l'assistenza in materia trasfusionale; viene previsto il controllo delle strutture trasfusionali in relazione alle normative e procedure definite in ambito regionale (come dicevo prima, la pratica dell'accreditamento); sono attivati programmi di monitoraggio e controllo sui consumi di sangue e sui prodotti relativi a spese sanitarie; sono definite la composizione e le modalità di partecipazione al comitato ospedaliero per il buon uso del sangue e dei rappresentanti delle associazioni e delle federazioni di donatori; sono promosse e finalizzate attività di ricerca applicata, di sviluppo dei servizi dell'area della medicina trasfusionale anche ai fini della riduzione del volume ematico da trasfondere; viene promosso per un miglior ragionamento dell'autosufficienza l'avvio di sperimentazioni gestionali anche in forma consortile con aziende di Regioni diverse.
Ricordo una delle novità di questo piano sangue è la possibilità di donare il sangue cordonale, quindi in questo piano sangue viene definita tutta la procedura, che è già attiva come ho detto in V Commissione; ricordo che vengono definite le procedure per la donazione del midollo osseo.
Naturalmente ringrazio a questo punto tutte le associazioni e tutte le sezioni AVIS, l'AVIS regionale, per tutta l'attività che viene fatta sul territorio e per il contributo fattivo che è stato dato, sia durante i lavori della legge n. 41 che per questo piano sangue, i donatori delle associazioni FIDAS che da alcuni anni sono attivi sul territorio e hanno contribuito ad aumentare il numero dei donatori. Voglio ricordare anche l'AMDO (Associazione midollo osseo) che recentemente ha compiuto i 20 anni di attività, quindi anche loro sono meritevoli di un ringraziamento da parte dell'Amministrazione, e voglio ricordare tutti i donatori non iscritti ad alcuna associazione che regolarmente si recano a donare il loro sangue. Naturalmente ringrazio la V Commissione per aver ascoltato non solo il sottoscritto e l'azienda, ma aver ascoltato anche le associazioni dei donatori, che rappresentano veramente questa importante risorsa nell'ambito del volontariato della nostra Regione. Grazie.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Ce troisième plan du sang régional duquel nous avons partagé les contenus en commission et que nous avons eu la possibilité d'approfondir, est un acte important. Le don du sang volontaire et gratuit, fait dans l'anonymat, sans que les personnes qui reçoivent ne reconnaissent directement le don, est un acte des plus nobles.
En Vallée d'Aoste le don du sang est une réalité bien enracinée, que nous pourrions considérer l'expression moderne de cette solidarité qui, jadis, animait nos communautés, des communautés qui, pour les caractéristiques du territoire dans lequel vivent, ont toujours dû s'entraider et faire de la solidarité une vertu. Notre Région est autosuffisante depuis longtemps et se place parmi les Régions les plus généreuses, mais il faut évidemment que cette primauté dont nous sommes justement fiers, soit maintenue et, si possible, renforcée, car nous devrons faire face à un phénomène typique de notre temps: celui du vieillissement de la population, qui aura comme effet celui d'augmenter la portion de population qui aura besoin de sang, nécessiteuse de sang, par rapport à la base des donneurs qui, au contraire, a tendance à se réduire par l'âge. Tout ceci bien évidemment en perspective, car actuellement le plan du sang nous apprend que dans les six dernières années le nombre des donneurs en Vallée d'Aoste a fait enregistrer une augmentation de 30 pour cent environ, en passant des 2.645 de 2005 aux 3.679 de 2010, en allant garantir une plus large disponibilité dans les possibles cas de macro-émergences et en garantissant une plus vaste gamme de produits dérivés.
En Ve Commission, comme l'a rappelé l'Assesseur, nous avons eu la possibilité d'approfondir l'argument et aussi d'écouter les représentants des deux principales associations des donneurs de sang, AVIS et FIDAS, et l'occasion nous est fournie aujourd'hui; nous nous joignons à l'Assesseur pour les remercier pour le travail qu'ils font. Nous sommes reconnaissants à tous les volontaires engagés dans le don du sang, mais nous voulons également constater avec satisfaction qu'une collaboration profitable s'est instaurée entre ces deux organisations, AVIS et FIDAS, une collaboration qui va au-delà des prescriptions et des obligations de loi, et cela ne peut que leur rendre honneur et nous réjouir davantage.
Les objectifs que ce plan va fixer l'Assesseur les a déjà très bien explicités, je ne vais pas répéter, ce sont des objectifs importants, qui visent au maintien de l'autosuffisance aussi à travers l'augmentation de la base des donneurs en considération de la distribution territoriale et de l'âge, mais aussi l'amélioration de la qualité, car s'il est important de miser sur la quantité, il faut évidemment soigner de plus en plus la qualité, opérer un monitorage constant, opérer une innovation là où cela est possible, en mettant à jour les pratiques et aussi la recherche. Donc un plan ambitieux, mais honnête, qui ne cache pas les points critiques et les incertitudes pour l'avenir, desquels il faudra évidemment tenir compte afin de sauvegarder la validité de notre système et l'excellent niveau.
C'est un plan sur lequel nous nous sommes déjà prononcés favorablement en commission et qu'évidemment nous irons voter, à nouveau, favorablement.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - La presentazione del piano sangue e plasma alla nostra attenzione è, a nostro modo di vedere, la naturale e positiva ulteriore tappa di un percorso iniziato con il piano per il triennio 2007-2009 e con il successivo passaggio, rappresentato dalla legge regionale 41/2009, già ricordata dall'Assessore. Un piano che, attraverso la condivisione ed il coinvolgimento di tutti gli attori, in particolare dell'associazionismo e della federazione dei donatori volontari, disegna la rete trasfusionale della regione, definendo ruoli, compiti e responsabilità delle diverse strutture e traccia le linee della programmazione delle attività trasfusionali. Un piano che evidenzia giustamente la forte e diffusa cultura della donazione presente in Valle d'Aosta.
Con soddisfazione abbiamo letto i dati contenuti nel documento e nelle tabelle allegate; i totali donatori attivi risultano 2.679, ma quelli effettivamente convocabili sono 4.204; le unità di emazie non utilizzate, 474 nel 2005, adesso sono 79, quindi un buon uso delle sacche; i donatori nuovi, una linfa vitale come ricordava prima la collega Morelli, indispensabili per il futuro di questo settore sono 602 nel 2010, una forte espansione nel 2010, e vanno aumentando anche quest'anno. Quindi i volontari dimostrano un profondo senso di solidarietà umana sempre, non solo di fronte a fatti drammatici; donare è un gesto di apparente, ordinaria solidarietà, un gesto che non ha clamori, che non risponde ad una scelta emozionale, ma un atto di vita quotidiana, perché ogni giorno da qualche parte c'è bisogno di sangue, anche se nessuna campagna mediatica accompagna il gesto. Il piano sangue è frutto di questo tipo di cultura e dell'impegno di tanti anonimi donatrici e donatori a cui va anche il nostro sincero ringraziamento.
La donazione del sangue in Valle ha più di 60 anni, ma le finalità di allora sono ancora quelle di oggi, richiamate dal piano stesso e dette dall'Assessore: raggiungere e mantenere l'autosufficienza; raccogliere sangue da donatori periodici e perciò controllati, che donano in forma disinteressata, anonima e gratuita; il sangue non può essere oggetto di commercio.
Finalità raggiunte anche perché, a mio avviso, la scelta politica fatta in questi anni è stata quella di affidare alla struttura trasfusionale pubblica la totalità della raccolta di sangue della regione, scelta lungimirante perché ha significato, per la struttura trasfusionale, affrontare direttamente aspetti logistici, quelli che riguardavano il personale, ma anche affrontare e risolvere i relativi problemi di promozione e rapporto diretto con i donatori, in stretto collegamento con le associazioni e la federazione, di programmazione, di organizzazione delle sedute di prelievo e anche della famosa "chiamata" per consentire il raggiungimento degli obiettivi di produzione. Scelta strategica, che è stata alla base degli obiettivi definiti nel piano sangue e plasma: riaffermazione di un modello consolidato che funziona bene, che garantisce l'autosufficienza regionale, e che anzi permette alla Valle d'Aosta una dimensione sovra regionale; la piena condivisione ed il coinvolgimento di questo modello da parte delle associazioni e federazioni dei donatori; la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo di altre forme di donazione e, fra queste, voglio ricordarle anch'io, quella del sangue del cordone ombelicale.
Obiettivi ed azioni correlate agli obiettivi contenuti nelle ultime pagine del piano, dalla pagina 38 alla pagina 47. Obiettivi, da noi condivisi, nell'individuazione del cammino da fare nel triennio, ma anche nella prefigurazione di quelli che potrebbero essere gli scenari del futuro (uno lo ha accennato prima la collega Morelli).
Mi sembra corretto che quindi nel piano l'Assessore abbia voluto indicare, a pagina 45, capitolo 3.3, le incertezze e le preoccupazioni rispetto agli attuali livelli di raccolta della nostra regione. Ricordo brevemente gli accordi in scadenza per la lavorazione del plasma e quello per lo scambio del sangue e dei suoi componenti ed il recepimento - questa è materia delicata e anche finanziariamente costosa - delle normative europee riguardanti le procedure di accreditamento dei centri di raccolta. E su questo aspetto specifico il piano non dice molto.
Nella nostra regione, oltre all'ospedale regionale, sono due le strutture di raccolta extra ospedaliera e sono collocate in Bassa Valle. Queste due strutture, come quella di Aosta, necessitano di interventi e, per una in particolare, i problemi non sono semplici. Non voglio mettere in discussione assolutamente la politica corretta fin qui seguita della raccolta decentrata in Bassa Valle, anzi, ma è evidente che gli investimenti finanziari necessari dovranno vedere l'Assessorato e l'Azienda preoccupati di cercare di ottimizzare al meglio la raccolta decentrata, in due parole: efficienza e strutture economicamente gestibili.
Mi sembra importante la sollecitazione contenuta in queste pagine, relativa al rapporto fra donatori, donazione e scuola; da tempo le associazioni con l'Azienda vanno nelle scuole a parlare di donazione del sangue, ma non solo, e io credo che bisognerà operare di più in questa direzione. Migliorare è possibile, dobbiamo farcela proprio per evitare la forbice che si sta allargando dovuta all'invecchiamento della popolazione e la necessità di donatori nuovi, per poter chiudere questo gap negativo.
In conclusione, per le considerazioni fin qui esposte, il gruppo del Partito Democratico voterà favorevolmente.
Presidente - Se non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione l'atto comprensivo del piano sangue e plasma allegato:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
