Objet du Conseil n. 1764 du 20 avril 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1764/XIII - Approvazione del programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2011/2013, ai sensi del secondo comma dell'art. 7 della l.r. 12/1996. (Reiezione di un ordine del giorno)
Il Consiglio
Richiamata la legge regionale 20 giugno 1996, n. 12, "Legge regionale in materia di lavori pubblici" ed in particolare il Capo II della stessa "Pianificazione e programmazione del ciclo dei lavori pubblici" nel quale, all'articolo 4, comma 1, come sostituito dall'articolo 3 della legge regionale 9 settembre 1999, n. 29, si stabilisce che il ciclo di realizzazione dei lavori pubblici è strutturato in relazione alle fasi di programmazione e di pianificazione, nonché di esecuzione dei lavori necessari a soddisfare i bisogni identificati;
Richiamato l'articolo 7 della citata legge regionale 12/1996, relativo al Programma regionale di previsione, così come modificato dalla legge regionale 5 agosto 2005, n. 19, ed in particolare il comma 5bis il quale prevede che al programma di previsione sia allegato l'elenco degli interventi che si intendono avviare, ma che non hanno ricadute finanziarie nel triennio di riferimento del programma;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale in data 10 gennaio 2000, n. 8, con cui sono state approvate le schede dei lavori e le tabelle riepilogative, atte a costituire i modelli e la struttura per la redazione dei documenti di programmazione dei lavori pubblici per il triennio 2011/2013;
Evidenziato, altresì, l'interesse dell'Amministrazione regionale a promuovere la prevenzione del degrado delle opere pubbliche, attraverso specifici programmi di manutenzione che trovano accoglimento nel programma regionale di previsione con l'inserimento degli interventi atti a costituire il programma delle manutenzioni di cui all'articolo 18 della l.r. 12/1996;
Preso atto che, conformemente all'attribuzione delle competenze di cui alla deliberazione della Giunta regionale in data 25 luglio 2008, n. 2158, come modificata dalla successiva deliberazione 1561/2009, è stato predisposto a cura del Dipartimento opere pubbliche e edilizia residenziale dell'Assessorato opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, il programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2011/2013, sulla base di dati elaborati e trasmessi dalle competenti Direzioni e Servizi che hanno evidenziato, ponendoli in correlazione con le risorse finanziarie disponibili, interventi passibili di avvio delle successive fasi attuative;
Informato, altresì, che la Consulta regionale per i lavori pubblici di cui all'articolo 40bis della l.r. n. 12/1996, convocata in seduta plenaria in data 21 febbraio 2011 per la presentazione degli strumenti di programmazione per il triennio 2011/2013, non ha formulato osservazioni né avanzato richieste di modificazioni;
Preso atto che il programma regionale di previsione per il triennio 2011/2013 individua lavori su beni di proprietà regionale oltre che interventi eseguiti su beni di proprietà di altri soggetti per i quali ricorrano una o più delle seguenti condizioni:
- concorrano in modo rilevante al conseguimento dei bisogni individuati dagli atti programmatori di cui all'articolo 6, comma 3 della l.r. 12/1996 ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lett. a) della l.r. 12/1996;
- costituiscano completamento di lavori già iniziati dall'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lett. a) della l.r. 12/1996;
- siano finalizzati a garantire la sicurezza e la continuità funzionale delle opere ai sensi dell'articolo 38, comma 1 della l.r. 12/1996;
- siano di interesse regionale, siano finanziati dalla Regione e alla loro realizzazione provvedano altri soggetti attuatori ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lett. a) della l.r. 12/1996;
- siano atti a costituire i programmi di manutenzione ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lett. b) della l.r. 12/1996;
Richiamato l'articolo 39 della l.r. 12/1996, nel quale sono indicate le attribuzioni di competenze relative alle attività connesse al ciclo di realizzazione di lavori pubblici ed in particolare il comma 2, lett. c) dello stesso articolo che attribuisce al Consiglio regionale la competenza all'approvazione del programma regionale di previsione;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 3580 in data 23 dicembre 2010 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2011/2013 con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati, del bilancio di cassa per l'anno 2011 e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento opere pubbliche e edilizia residenziale dell'Assessorato opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22, sulla legittimità della presente proposta di deliberazione;
Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;
Visto il parere del Consiglio permanente degli Enti locali;
Delibera
di approvare il programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2011/2013, che, completo dell'allegato previsto al comma 5bis dell'articolo 7 della l.r. 12/2006, costituisce parte integrante della presente deliberazione.
Allegato
(omissis)
Presidente - Prima di procedere, comunico che è pervenuto in questo momento alla Presidenza un ordine del giorno su questo oggetto, presentato dai Consiglieri del gruppo ALPE e PD. La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.
Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
La legge regionale n. 12/1996 stabilisce che ogni anno sia presentato a questo Consiglio regionale, per la sua approvazione, il programma di previsione dei lavori pubblici per il triennio. Il programma di previsione intende fornire un quadro completo dei lavori pubblici che i diversi assessorati intendono realizzare o avviare nel corso del triennio, tenuto conto delle risorse disponibili sul bilancio regionale. Tradizionalmente il programma di previsione comprende i lavori realizzati direttamente dai diversi assessorati e non ricompresi in programmi di settore approvati separatamente; in tali casi sono anche inseriti interventi che sono finanziati ad altri soggetti attuatori, quali ad esempio i Comuni. Il quadro dei lavori pubblici fornito dal programma di previsione non è quindi esaustivo in tutti gli interventi di opere pubbliche che la Regione finanzia; per fare riferimento all'Assessorato delle opere pubbliche sono gestiti, con programmi separati, gli interventi del settore idrico ai sensi della legge regionale n. 13/2008, il FOSPI ed i finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di opere di protezione da frane e valanghe ai sensi della legge n. 5/2001.
Il programma di previsione, quindi, è composto dagli interventi nei tre settori previsti dalla legge regionale n. 12/1996, vale a dire: territorio e ambiente, turismo e beni culturali ed infrastrutture che gli assessorati competenti hanno ritenuto essere prioritari e per i quali ritengono necessario avviare il ciclo di realizzazione nel corso del triennio di riferimento. Il programma di previsione 2011-2013 non nasce dal nulla, ma costituisce un'evoluzione della programmazione dello scorso anno con l'avvertenza che esso va anche letto unitamente al piano regionale operativo 2011, approvato con la Giunta regionale dell'11 marzo 2011, delibera n. 590. Questo programma costituisce pertanto la fotografia degli interventi ritenuti necessari che sono in fase di sviluppo progettuale.
Il programma si pone in continuità con quello dello scorso anno, ma devo evidenziare che si è dato attuazione alle richieste dei colleghi esplicitate più volte in quest'aula, e cioè è stata definita la codifica degli interventi. Infatti da quest'anno tutti gli interventi già presenti nei precedenti programmi di previsione riportano nel codice l'anno 2010, quelli inseriti per la prima volta quest'anno sono stati codificati con il 2011, in modo da avere una completa tracciabilità da quest'anno in poi di quello che succede nella macchina pubblica. Il programma di previsione viene spesso indicato come un documento di intenti, ma mi ero impegnato anche a migliorarne le caratteristiche di concretezza, di certezza e di chiarezza. La realizzazione dei codici non è un aspetto solo formale, ma anche espressione della volontà di fornire indicazioni trasparenti sull'andamento dell'attuazione del programma stesso; infatti, il codice - che da quest'anno accompagnerà lo specifico intervento anche nei prossimi anni e nei prossimi documenti di programmazione dei lavori pubblici - permetterà a tutti una più facile lettura dei dati ed una tracciabilità degli stessi.
Nel dettaglio, il programma di previsione 2011-2013 è composto da 125 interventi (lo scorso anno erano 146), per un costo complessivo di 189.700.000 euro; lo scorso anno il costo complessivo ammontava a 226.058.000 euro. Questi dati servono per dirci che c'è stata una maggiore copertura finanziaria del programma di previsione 2011-2013 che è passata dal 67 percento dello scorso anno al 76,5 percento e questo è sinonimo di maggiore concretezza. Abbiamo cioè impostato anche un ragionamento in modo che, andando a verificare le cose che si vorrebbero fare in questi prossimi tre anni, le disponibilità eventuali di risorse finanziarie siano sempre maggiori in percentuale...siamo passati dal 67 al 76,5.
Il programma si caratterizza poi per una serie di interventi che trovano copertura finanziaria in leggi di settore, sia tramite il fondo della gestione speciale presso Finaosta S.p.A. ai sensi dell'articolo 40 della legge regionale n. 40/2010 (la finanziaria che abbiamo approvato l'anno scorso), sia attraverso contributi o risorse dell'Unione europea o dello Stato. Particolare attenzione è stata rivolta al settore territorio e ambiente, che è aumentato di circa il 30 percento rispetto all'anno scorso; su questo argomento di estrema delicatezza si sono ulteriormente incrementati l'attenzione e gli sforzi per rispondere alle esigenze di miglioramento degli standard di sicurezza. In particolare il settore della difesa dei rischi idrogeologici non ha subito alcuna contrazione, visto che l'ammontare complessivo degli interventi è rimasto pari a 27.300.000, di cui 9.200.000 per interventi di protezione da frane e valanghe su strade regionali. A tutto questo va aggiunto lo specifico programma di interventi previsto all'articolo 18 della finanziaria del 2011 che prevede, per il triennio, un ulteriore investimento di 28.000.000 per la difesa dai rischi idrogeologici.
Al programma redatto sulla base delle risorse finanziarie iscritte ai pertinenti capitoli del bilancio di previsione è unito un allegato, come previsto dalla legge n. 12/1996, contenente l'elenco degli interventi per i quali si potrebbe proseguire nella progettazione, ma che non prevedono, in sede di approvazione del programma, specifiche previsioni di spesa sul triennio di riferimento di cui stiamo parlando. Gli interventi ricompresi in allegato costituiscono il serbatoio naturale di progettualità al quale attingere ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, eventualmente con l'ottenimento di nuovi finanziamenti dallo Stato, dalla Comunità europea o quant'altro, cambiamento di condizioni che determinino una ricalibratura delle modalità di attuazione, eccetera. In questo allegato si trovano elencati tutti gli interventi i cui progetti sono stati sviluppati o sono in corso di sviluppo; anche qui, però, è iniziato un percorso volto a defalcare interventi per i quali è venuta meno l'utilità, quindi anche questo allegato avrà un percorso di riduzione nei prossimi anni per quello che era emerso in commissione...vedo ad esempio il collega Cerise, con il quale avevamo discusso anche di questo...era il fatto di dire: dimagriamo un po' le previsioni, ma rendiamolo più pertinente alle cose che si possono fare.
Infine, il programma di previsione 2011-2013 è uno strumento di programmazione che contiene una visione innovativa rispetto al passato ed apre un nuovo ciclo di programmazione più rigorosa e realistica, un percorso che non è certamente semplice, ma che richiederà l'impegno di tutti, in primis delle strutture pubbliche preposte e certamente sulla base delle risorse finanziarie che saranno disponibili.
Presidente - Ricordo che l'atto è stato approvato dalla III Commissione con parere favorevole a maggioranza e parere favorevole del Consiglio permanente degli enti locali; dichiaro quindi aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Merci M. le Président.
Ho ascoltato attentamente quanto ha detto l'Assessore su questo piano lavori, abbiamo avuto anche modo di confrontarci informalmente, e devo dire che probabilmente abbiamo guardato questo piano da un'ottica diversa...di conseguenza, se si guarda l'erbetta dalla parte delle radici non ha quel colore così verde brillante!
Da parte nostra dobbiamo dire che ci troviamo nuovamente ad esprimerci su quello che dovrebbe essere il documento di programmazione triennale delle opere pubbliche della nostra Regione, un documento concreto nel quale si possono individuare chiaramente gli indirizzi della Giunta in materia e gli interventi qualificanti che intende realizzare nel triennio, nel quadro delle priorità ed in relazione alle risorse disponibili. Non mi pare che siamo esattamente su questa linea! Ci troviamo, invece, nuovamente di fronte a un déjà vu, un documento rituale dove troviamo di tutto e di più; ho delle forti remore a definire questo piano "un documento di programmazione seria". Questo piano è una pura propaganda per dire all'esterno che abbiamo una programmazione di 189.000.000 di opere. Definire questo un piano di programmazione serio non mi pare possibile, lo definirei piuttosto simile ad una lista delle spesa, con la differenza sostanziale che la lista della spesa dell'accorta massaia è fatta in modo da conciliare le necessità domestiche con le disponibilità economiche - quello che hai nel portafoglio, per intenderci - seguendo quella logica di economia domestica che, una volta, era materia di insegnamento scolastico-logica, ma che non siamo riusciti a percepire in questo documento.
Porti pazienza, mi rivolgo a lei Assessore, in quanto è lei il proponente, ben sapendo che questo piano coinvolge tutti i dicasteri dell'Amministrazione; non è dunque nostro intendimento farle portare da solo questa croce che penso debba giustamente ricadere su tutto l'Esecutivo (ho usato la metafora della croce, visto che siamo nella settimana della passione). Mi fa piacere per certi aspetti che ormai anche lei, in qualche circostanza - non so se per convinzione o autoironia -, definisca questo piano "il libro dei sogni", sogni che purtroppo in tanti, troppi, non potranno trovare realizzazione! Dicevo prima: un triennale di 189.000.000 con però un totale di impegni per solo 66.000.000, circa un terzo rispetto al totale. Registriamo effettivamente uno sfrondamento sugli impegni del triennio rispetto all'anno precedente, di questo gliene diamo atto, ma il rapporto dell'importo complessivo rispetto alla disponibilità è fortemente aumentato, il triennio precedente era circa 150.000.000 su 224.000.000...mi pare che siamo nella sfera della finanza creativa! Poi mi permetta, Assessore, è vero che la legge prevede che contestualmente al piano lavori si debba presentare anche l'elenco delle opere che si intendono realizzare, ma che non hanno ricadute nel triennio di riferimento, mi pare una cosa logica e sensata, un indirizzo programmatico di più ampio respiro non può che essere utile...credo tuttavia che un minimo di serietà e realismo sarebbe auspicabile anche in questo contesto. La legge non dice che per la redazione di questo elenco si debba dare briglia sciolta alla fantasia...qui si passa dai sogni alle favole!
L'allegato in oggetto presenta un elenco di opere per un ammontare di 673.000.000, qui non c'è stato sfrondamento, c'è stato un aumento; lo scorso anno era di 500, che mi parevano già al di là di ogni logica di buon senso. Questi 673, sommati ai 183 del triennale, fanno 863.000.000; prendendo come riferimento l'impegno triennale di 66.000.000 con il quale possiamo ragionevolmente confrontarci, ci avviciniamo ad una proiezione di circa mezzo secolo...mi pare una proiezione temporale piuttosto audace per un programma lavori, senza contare imprevisti, urgenze, le opere in passato realizzate che dovranno essere nel frattempo ricostruite, le opere che oggi sono programmate e che richiederanno degli importanti investimenti manutentivi, senza contare una serie di imprevisti, problema che abbiamo sollevato più volte in fase di discussione su questo documento, ovvero la necessità di avere un fondo per le emergenze. Questa è anche un po' la giustificazione: non abbiamo potuto realizzare questo perché è venuto giù il masso, perché c'è stata la frana, perché c'è stato questo...dunque la necessità di avere un fondo per queste opere mi pare indispensabile. Cerchiamo di riportare i piedi per terra, non vendere fumo, riconducendo il tutto ad un minimo di coerenza e concretezza, in linea con l'annunciato pragmatismo e l'efficienza che dovevano connotare questo Esecutivo e che non siamo riusciti a cogliere in questo documento.
Per onestà intellettuale, dobbiamo tuttavia riconoscere che in alcuni settori del suo Assessorato lei ha dato prova di pragmatismo e di efficienza, in particolare riguardo alle problematiche legate all'abitazione, vuoi per i provvedimenti e le leggi in materia che in questi anni ha portato all'attenzione di quest'Assemblea e che abbiamo condiviso e sostenuto - vedi mutui prima casa, edilizia convenzionata, contributi locazione, cooperative edilizie, edilizia sociale - dove, al di là della condivisione dei provvedimenti, ha saputo organizzare gli uffici per dare delle risposte chiare ai beneficiari ed anche un'accettabile tempistica nell'erogazione di queste provvidenze previste dalle normative.
Dopo questa edulcorazione mi permetta però di evidenziare una pragmaticità a mio avviso meno edificante rispetto alla precedente, che connota la sua capacità gestionale quando vuole: a titolo esemplificativo, quella di riuscire con un'improvvisa accelerazione di permettere ad una rotonda progettata nel 2007 di sorpassare - non so se in rettilineo, ma presumibilmente in curva, trattandosi di rotonda - agevolmente un'altra per la quale era già previsto il finanziamento sull'esercizio 2004-2006. La invitiamo a dare prova di uguale efficienza e pragmatismo anche nella predisposizione dei futuri piani lavori; sicuramente troverà il nostro sostegno e la nostra disponibilità. Credo si rammenterà che sul piano lavori 2009, dopo aver evidenziato una serie di problematiche, avevamo espresso il nostro voto favorevole perché avevamo potuto contare, in seguito ad una dichiarazione di volontà da parte sua di voler invertire la tendenza. Siamo al terzo piano che lei sottopone all'attenzione di quest'Assemblea, ma questa inversione di tendenza noi non l'abbiamo percepita! Come già detto lo scorso anno su questo tema...mi rammarico doverlo dire, ma...non avete saputo capitalizzare la nostra apertura di credito! Certamente non vi preoccupa il nostro sostegno, è una maggioranza numericamente erculea, di recente rinvigorita da una forza che quando era all'opposizione inneggiava all'efficienza ed al pragmatismo. Noi auspichiamo che la compenetrazione del pragmatismo e dell'efficienza energica della "new entry" possa stimolare quelli latenti e sopiti della vecchia maggioranza e renderli palesi!
La nostra valutazione su questo piano rimane molto critica, non può essere altrimenti, per tutte le considerazioni che sono state fatte, valutazione sostanzialmente sul metodo, in quanto nel merito, essendo questo documento privo di rispondenza reale, farraginoso...cosa si può dire? Non siamo bravi come quella guida alpina che, scalando il Cervino in una giornata di nebbia, non accorgendosi di essere giunta in vetta, ha fatto anche qualche passo nel vuoto...di fronte al nulla noi ci arrendiamo!
Nello specifico, aspettiamo atti concreti, aspettiamo quell'inversione di tendenza che lei aveva annunciato nel 2009 e, se prima della fine della legislatura riusciremo a cogliere questo segnale, le assicuro che saremo pronti a rivedere la nostra posizione. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, prima di fare delle considerazioni di tipo politico, vorrei fare alcune considerazioni di tipo numerico.
La legge n. 12/1996 citata dall'Assessore...come dire: miseria, c'è questa legge, quindi ci tocca fare il programma regionale di previsione dei lavori pubblici...aveva la volontà di dare un'idea della programmazione, di mettere in campo un'idea di un percorso. Allora, per darvi contezza di questo documento e di come è evoluto in questi tre anni, nel programma regionale di previsione dei lavori pubblici 2009-2011 l'Assessore indicò come disponibilità per il 2011 65.000.000 di euro circa. Nel programma di previsione 2010-2012, sempre per il 2011, vennero indicati quasi 68.000.000...si va in crescendo, sentiamo la musica che cresce! Nel programma di quest'anno, 2011-2013, per il 2011, che è l'anno in cui si batte cassa, ci sono 8.500.000 euro, e...dove sono finiti gli altri? Le previsioni erano completamente sballate, non c'entravano niente con la realtà. Globalmente nel 2009 erano 131.000.000 messi a disposizione nel triennio; nel 2010, 150.000.000 di euro per il triennio; quest'anno è l'anno del pragmatismo, della concretezza, dello sfrondamento: 66.000.000...miseria, che sfrondata! È una mazzata più che una sfrondata! Cosa le è successo? I programmi degli altri anni erano delle "bufalate" bestiali, delle cose che non stavano né in cielo, né in terra...sono delle variazioni clamorose! E se andiamo al concreto, la disponibilità anno per anno è sempre stata minima. Noi lo contestavamo dalle file dell'opposizione, dicevamo: si parla di 180.000.000 di opere, però poi la concretezza...per l'anno in corso cos'è disponibile? Per l'anno in corso si è visto...qui vado a memoria, mi corregga se sbaglio...nel 2009 mi sembra eravamo intorno ai 12.000.000, una cifra di quel genere era anche per l'anno scorso, per arrivare agli 8.000.000...siamo scesi sotto il tetto dei 10.000.000 di disponibilità per quest'anno!
L'impressione che abbiamo avuto noi è che quindi lei abbia sfrondato parecchio, senza perdere il vizietto di tenere alte le cifre di previsione; nel prossimo programma di previsione vedremo nuovamente che si tratta di "bufalate", perché non ci saranno i 30.000.000 a disposizione per il 2012 e quindi per il 2012 concretamente vedremo che saremo sui 6-7.000.000, cosa ci vorrà regalare. Questo non credo sia un modo serio di programmare i lavori, lo abbiamo rilevato più volte; la nostra posizione in questo campo non è mutata, anzi. Vorrei ricordarle che lei ci ha sempre erudito anche in commissione con la sua fissazione dei cronoprogrammi, della puntualità, della precisione dei cronoprogrammi; invece questo cronoprogramma di previsione è veramente un atto che irride la legge n. 12/1996. Il legislatore che nel 1996 volle fare questo tipo di programmazione, sicuramente non aveva in mente che ci sarebbe stata questa fotografia distorta presentata tutti gli anni dell'andamento dei lavori, cioè immaginare cifre altissime che poi non vengono mai messe in campo. Sarebbe opportuno invece che qui venissero indicate le cifre che realmente si suppone vengano messe in campo. È vero che qualche volta si diceva: ci teniamo un po' larghi perché possono arrivare denari dai finanziamenti europei e nazionali, quindi stiamo larghi, perché arrivano questi denari, e può darsi che questa favoletta ce la sentiamo ripetere anche in questo giro che ci siamo tenuti larghi, in attesa di chissà quale finanziamento, che non arriverà mai, come infatti in questi tre anni riscontriamo non essere mai arrivato!
C'è quindi da parte nostra un rammarico e la volontà di ricordare come si stia depauperando il dibattito su questo tema. Negli anni passati ricordo che ci fu un interessante confronto sulla questione grandi opere e piccole opere...lei era un sostenitore di come era importante sostenere le piccole opere, la manutenzione, eccetera. Da questo tipo di programmazione si evince, invece, che anche su quel fronte non c'è la volontà di mettere in campo risorse per sostenere il momento difficilissimo che vive il sistema produttivo regionale. Si perde di vista - se vogliamo in qualche modo rilanciare l'economia in Valle d'Aosta - che l'edilizia è un settore (quello delle piccole opere che lei aveva richiamato negli anni passati) che dovrebbe essere guardato con la massima attenzione. Per cui, se da una parte abbiamo espresso attenzione e favore per il piano che ci è stato presentato rispetto all'edilizia scolastica, invece su questo fronte esprimiamo un forte disappunto per il modo in cui continua, in modo imperterrito, ad essere utilizzata la legge n. 12/1996.
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Il mio intervento sarà molto breve, solo per esprimere il voto favorevole da parte della maggioranza su questo piano lavori; ma, se mi consentite, vorrei fare due brevissime riflessioni insieme, perché così come è stato detto dall'Assessore il piano lavori viene presentato al Consiglio regionale ogni anno per la sua approvazione in base alla legge n. 12/1996. Ho sentito da parte della minoranza che questo, oggi, è un piano di pura propaganda virtuale, che è "la lista della spesa"; insomma, mi fa strano che ci sia questo risveglio primaverile, utilizzo anch'io il termine che ha utilizzato il collega Cerise, questo risveglio primaverile dopo ben 15 anni, dopo che per anni, dal 1996, chi oggi accusa in maniera così forte questo piano lavori l'abbia utilizzato!
Riteniamo invece che oggi questo piano lavori, così come è stato illustrato dall'Assessore, stia diventando sempre più un piano che risponde alle reali necessità, prova ne è il fatto della diminuzione degli interventi così previsti, perché se gli interventi non sono previsti siamo accusati dalla minoranza che non sappiamo programmare, non sappiamo individuare dei piani e dei futuri interventi...se sono inseriti, veniamo accusati che è un piano dei sogni! Invece mi pare che proprio per l'applicazione del piano, la percentuale che è aumentata dal 67 al 76,5 percento per quanto riguarda la copertura finanziaria del programma è la dimostrazione di quanto il piano stia diventando sempre più un piano concreto. Quindi da parte nostra c'è la totale sicurezza di votare questo piano. Grazie.
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Due considerazioni in merito all'ordine del giorno che abbiamo presentato. In questi tre anni di legislatura, sovente dai banchi dell'opposizione e di ALPE, in particolare, abbiamo cercato di stimolare non solo la pianificazione di un programma triennale, ma siamo entrati in dettaglio anche nel piano operativo dei lavori pubblici. Pochi minuti fa abbiamo affrontato non un piano, ma lo stato di attuazione dei piani di edilizia scolastica. L'ordine del giorno presentato dal mio gruppo e dal gruppo del PD va proprio in quella direzione: poter fare anche un consuntivo, analizzare quello che è stato fatto l'anno precedente.
L'ordine del giorno va su due filoni: il primo è su quello del 2010, quindi possibilmente di rendicontare quello che è stato fatto nel 2010, e poi andare a regime negli anni successivi, inserire nel prossimo triennale 2012-2014 uno stato dell'arte, uno stato di attuazione del programma. A mio avviso lo stato di attuazione presentato stamani nel piano di edilizia scolastica è molto semplice, facile da consultare e soprattutto chiaro, e mi stupisce che qualche collega oggi abbia detto: l'opposizione non sa cosa vuole, se si parla di emergenza o di piano lavori o di lista della spesa... Mi sembra molto chiaro il piano di sintesi e faccio l'esempio su quello scolastico, sintesi dello stato di attuazione con i vari interventi, lo stato dell'arte, un piano integrativo, quindi se ci sono delle emergenze si possono e si devono inserire e magari avere un piccolo capitolo per le emergenze, in modo da non andare a stravolgere la pianificazione, se concordiamo sul metodo di lavoro e sulla pianificazione e non, invece, su voli non concreti e non chiari, per poi chiudere con uno stato di sintesi di attuazione del piano annuale. Mi sembra molto semplice e chiaro, non interpretabile perché sono procedure, sono importi e sono avanzamenti lavori.
Respingiamo quindi assolutamente le considerazioni fatte poc'anzi, perché due anni fa - come il collega Cerise ha ben detto - avevamo messo sul tavolo un'apertura di credito pesante, perché conosciamo la legge n. 12/1996 in quanto strumento, ma siamo consci che l'obiettivo di questo Consiglio è anche migliorare quello che è stato fatto finora, renderlo non solo più trasparente, ma leggibile per i 35 Consiglieri e leggibile per la società valdostana: questa è la nostra intenzione, Presidente. È molto semplice, vi assicuro che da parte delle imprese c'è questa richiesta di leggibilità del piano triennale, di conoscenza a livello di tempi, di organizzazione e di metodologia, tutto qua. Penso che però le azioni che abbiamo messo in campo in questi tre anni vadano esclusivamente in quella direzione, ecco perché oggi abbiamo presentato questo semplice ordine del giorno, ma che a nostro avviso potrebbe fare chiarezza.
Ad ottobre 2010 avevamo chiesto delucidazioni all'Assessore proprio sullo stato dell'arte dell'Osservatorio regionale dei lavori pubblici, osservatorio che dovrebbe mettere in campo tutti quegli elementi per fornire a tutti l'accessibilità ai dati, la situazione e soprattutto i momenti delle procedure e delle gare d'appalto. Ecco perché, a nostro avviso, c'è necessità di conoscere cosa si sta facendo e soprattutto lo stato di attuazione diventa veramente indispensabile, proprio per non mettere in campo eventualmente vocaboli di liste della spesa piuttosto che cose fatte o non fatte. Penso che uno stato di attuazione di un programma triennale così importante debba essere scritto nero su bianco, con le varie integrazioni ed eventualmente con i vari lavori messi in campo dal punto di vista dell'emergenza. Ecco perché siamo convinti che per il prossimo anno gradiremmo avere non solo questa colonna in più, ma avere lo sguardo di cosa si è fatto, i tempi, i modi e gli investimenti messi in campo. Grazie.
Presidente - Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.
Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Sono abituato a ringraziare lo stesso, sempre, gli intervenuti per il contributo...probabilmente ringrazio meno sulla preparazione sull'argomento, perché mi sembrate un po' impreparati! Il concetto molto semplice è che io ho cercato di rispondere con una relazione che avesse fatto i passaggi soprattutto su quelle che erano le criticità sollevate dalle opposizioni gli anni passati e ho toccato gli aspetti che poi, alla fine, sono stati quelli che ha riproposto chi è intervenuto, ma ha letto i numeri in maniera distorta...
Ci sono numeri che si possono leggere in maniera distorta e ci sono numeri che se è due più due, tutti sappiamo che fa quattro, se è 1.000.000.000, per 1.000.027.400,32 magari qualcuno si sbaglia! Allora il discorso è che le interpretazioni si possono fare su certi versanti, non si possono fare su altri. Quando si dice che è un piano che non ha semplificato, che non è andato verso quella che è una maggiore serietà e concretezza nella programmazione, è uno smagrimento e quindi una maggior precisione, si dicono fatti non veri, perché i dati sono lì! Quando si dice che da 226.000.000 siamo passati a 189, mantenendo una spesa da 152 a 143 con le crisi finanziarie che abbiamo avuto, mantenendo quindi una previsione di spesa pari al 76 percento anziché a 67, e se andiamo nel triennale precedente era meno di 67, vuol dire che la Giunta ha lavorato per arrivare ad una maggiore previsione di cassa rispetto a quello che prevede di fare e non solo per mettere elenchi di opere nel triennale da realizzare e poi, se si va a vedere, in cassa non c'è neanche il 30 percento...oggi siamo arrivati a prevedere una copertura del 75-76. Quindi questo lavoro è stato fatto e ricordo ai colleghi che è un lavoro che va fatto petit à petit, perché bisogna essere precisi, trasparenti e anche concreti nelle scelte. È stata una crescita di miglioramento rispetto alla previsione dell'opera e alla previsione di spesa, e qui ci sono i dati a dimostrarlo.
Sul discorso che è più pertinente all'ordine del giorno, dove ci chiedete un resoconto dettagliato dei lavori realizzati nel 2010 e poi, per prassi dei prossimi triennali, anche per i futuri esercizi, qui bisogna distinguere, perché ci chiedete un resoconto - mi pare di capire, poiché non è scritto - ed è un discorso sul piano operativo; ricordo ai colleghi che uno è il triennale, ma poi nel triennio...modifiche di leggi statali, europee, regionali, se vogliamo, di finanza locale, eccetera...è chiaro che ogni anno redigiamo il piano operativo! E il piano operativo, l'ho detto nelle premesse, va analizzato insieme al triennale e allora...dov'è che si può fare il resoconto? Sul piano operativo, non certo sul triennale!
Sul piano operativo ho detto varie volte in quest'aula che abbiamo i dati al giorno, non è un problema, abbiamo lavorato in questi due anni per averli e non li ho dati oggi perché mi sembrava di tediare l'Assemblea, ma - per essere chiari - se andiamo a prendere, se vogliamo fare il rapporto corretto che si dovrebbe fare oggi nella discussione, quanti lavori nel triennio 2010-2012 sono stati inseriti nel programma operativo del 2011? Allora, su 146 ne sono stati inseriti 60; per 11 di questi le strutture hanno avuto già la capacità di inserirli e farli nel 2010, quindi in anticipo a quello che diceva Chatrian le altre volte. Quindi 60 interventi del passato triennio sono già nel programma operativo del 2011, molto più del 35-36 percento, quando - se dividiamo il triennio - dovremmo averne 33-33-33. Anche in quello siamo migliorati, e anche dopo questa discussione...basta che chiamo gli uffici e faccio fare la stampa dell'elenco di queste opere, lo do a Chatrian e a chi vuole, basta che lo chiediate non c'è nessun problema. Mi sembra tanto di vedere, qui, delle richieste...non si sa come polemizzare su questo piano, allora si cerca di arrampicarsi su dei concetti per creare un po' di confusione; non ci deve essere confusione...uno è il piano operativo e l'altro è il piano triennale, in tutti e due i casi abbiamo cercato di ottemperare con quella logica che anche voi ci avevate chiesto.
Rimane l'allegato: qui do ragione a Cerise, perché l'allegato, quando andiamo a fare un ragionamento più puntuale sul triennale...è chiaro che non possiamo subito prendere queste opere e metterle nel dimenticatoio! Le abbiamo lasciate in allegato per non esimerci a quella trasparenza tanto richiesta, perché l'allegato è un vademecum di tutte le questioni che sono state portate avanti in modo che ci sia la memoria, non è un problema. L'anno prossimo - prendo qui dall'allegato - da 660 passiamo a 200, però poi avremo la critica inversa: "avete tolto tutte quelle richieste che i Comuni hanno fatto, che l'Amministrazione ha in cantiere e quindi avete voluto nascondere, avete fatto sparire tutti i dati storici per fare una ricostruzione"... Ho preteso dagli uffici che l'allegato fosse, invece, comprensivo di tutto, perché se un Consigliere vuole andare a vederlo trova tutto, e trova la storia di tutto, non abbiamo niente da nascondere. Allora l'anno prossimo io l'allegato lo dimagrisco, come ho fatto con il triennale e con l'operativo, come è stato chiesto quest'anno anche sull'allegato, farò anche quello con gli uffici, è molto semplice. Non vorrei che poi la critica fosse (lo dico in anticipo): "avete fatto sparire due terzi dell'allegato perché sono opere che riguardano il Comune verde, giallo, rosso, viola...", eccetera! Su una trasparenza che abbiamo voluto tenere al cento per cento voi ci avete chiesto oggi di fare una cosa sulla quale ci criticherete, ma io la farò, non è un problema sull'allegato. Proprio sull'operativo abbiamo dato un segnale con i numeri: abbiamo migliorato di gran lunga l'operatività degli uffici e delle strutture.
Volevo rispondere poi su un caso specifico...Cerise fa il discorso della rotonda di Fénis, Pollein, e quant'altro; io dissi qua - diciamoci anche le cose, perché le cose vanno dette in maniera chiara! -, in merito all'interpellanza di Cerise sulla rotonda di Nus e Fénis e all'interpellanza del collega Tibaldi sulla rotonda di Châtillon, dissi: sì, le ho trovate nel 2004, ma io ho relazionato in Giunta; c'è la convinzione che quando si può, o perlomeno si deve cercare...di far pagare anche al privato, si deve fare quella strada. Su quelle due rotonde, visto che c'erano anche gli interessi di SAV, benché sia una società pubblica, ma al 24-27 percento e quindi per gran parte privata, ho detto qui che avrei fatto un percorso con la SAV per farle pagare una quota, perché mi sembrava giusto, perché a casa mia avrei fatto così, quindi cercando di amministrare come si fa a casa mia ho fatto così. Guarda caso, la SAV ha già chiuso con noi il discorso della rotonda di Fénis, ma ci mette il 25 percento delle risorse e la Regione spende il 25 percento in meno, non solo...non spende neanche per tutte quelle opere rivolte al verde, all'irrigazione, alla manutenzione del pozzo, e quant'altro, quindi anche le spese di gestione. Stessa cosa stiamo concludendo per la rotonda di Châtillon: anche lì pretendiamo che la SAV metta il 25 percento, come farei a casa mia. Quindi non è che è stato un rinvio perché si è scelto A o B, è stato un rinvio per gestire meglio la finanza dell'Amministrazione regionale e gli interessi dell'Amministrazione regionale, e il rinvio di anno e mezzo ci ha portato a risparmiare dei soldi e poter fare altre cose...è anche un discorso di serietà totale su questi aspetti. Poi tutti possiamo sbagliare, nessuno ha la verità in tasca, ma l'importante è la volontà di agire con quella mentalità. Allora è questo che fa male quando sento degli interventi che toccano degli aspetti che non si conoscono.
L'altro aspetto invece che affronta Donzel - anche qui per poca conoscenza della materia - è il ragionamento 2009-2011, 2010-2012, 2011-2013; Donzel dovrebbe sapere che il ragionamento...quando si fa il piano triennale, si fa un piano di previsione. Dall'altra parte, tutte le volte che andiamo a prendere l'anno di competenza, in questo caso 2011-2013, nel 2011 gli impegni di previsione sono sempre minori, perché quelli che avevamo già a disposizione e di cui c'era già la possibilità di poterli utilizzare direttamente, li abbiamo messi nel piano operativo e si riscontrano nel bilancio che abbiamo approvato a dicembre 2010 per il 2011. Quindi la differenza la troviamo tutta nel bilancio del 2011, approvato a dicembre da questo Consiglio, e nel piano operativo approvato dalla Giunta; pertanto questi 8,5 sono quei progetti di cui noi potremo avere la progettazione, e quant'altro, e che potremo magari poi inserire nel piano operativo ed avviarli in anticipo sul 2011. Questo è sinonimo di buona programmazione, questo è il ragionamento; ma su queste cose ribadisco ai colleghi che i nostri uffici sono disponibili a qualsiasi cosa e, come ho detto in commissione - ed è quello che mi dispiace -, se avete qualcosa di più puntuale, noi non abbiamo porte chiuse o usci chiusi...venite, ci confrontiamo, vediamo i dati che non vi convincono, vi spieghiamo, venite qua con cognizione di causa e ci fate le critiche...ben accette, se queste esistono! Ma quando si cerca di non avere contezza dei dati per poter fare una critica in Consiglio...io non voglio solo far politica, sono abituato ad essere preciso sugli argomenti, anche dicendo che non ho la verità in tasca, ho già fatto i miei errori, ne farò ancora, ma sempre cercando di essere attivo, presente ed in buona fede; però, quando c'è un po' di non buona fede, questo mi dispiace e questi interventi lo dimostrano!
Sull'apertura di credito, leggibile, trasparente, l'ho detto nelle premesse...ci avete detto: non ci sono i codici, non possiamo sapere da quando arrivano le opere e che fine hanno fatto...allora quest'anno abbiamo messo i codici. Ogni lavoro previsto nel triennale avrà quel codice fino alla morte e uno potrà sapere in futuro tutto il percorso che questo intervento previsto farà. Sul discorso della trasparenza, anche qui, il discorso della tracciabilità dimostra questo, perché l'ordine del giorno che presentate che è più rivolto - da quello che percepisco, perché non è chiaro - al piano operativo...ripeto, avete l'articolo 116, lo chiedete a voce, non c'è nessun problema. Noi, il discorso del resoconto degli interventi fatti nel 2010 (come sarà per il 2011), lo possiamo dare dopo alcuni giorni che ce lo chiedete, perché in questi due-tre anni abbiamo riorganizzato certi uffici, abbiamo fatto un ragionamento, abbiamo creato un ufficio che è di controllo delle attività svolte, lo abbiamo voluto appositamente, è partito un anno e mezzo fa e sta dando i primi risultati. Cercheremo di fare questo, ringrazio i colleghi che lo hanno ricordato, come abbiamo fatto per il settore casa, con tutti i limiti, i difetti ed i miglioramenti che si possono fare, ma anche lì vogliamo arrivare su questo tema come abbiamo fatto per quello. Siamo a metà strada, abbiamo progredito perché i dati dicono questo, e abbiamo dato un documento diverso dal passato.
Sull'ordine del giorno, quindi, essendo già compiuto questo fatto...non posso dire se potete ritirarlo senza alcun problema, perché se poi ci chiariamo...operativo, triennale, e quant'altro, vediamo come affinarlo per il futuro. Sull'allegato prendo atto che volete un dimagrimento dell'allegato...sicuramente l'anno prossimo ci sarà un forte dimagrimento anche dell'allegato!
Presidente - Procediamo adesso alla discussione dell'ordine del giorno che è stato illustrato dal Vicepresidente Chatrian.
La parola al Vicepresidente Chatrian per la replica.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Di solito siamo consci che quando interveniamo in Consiglio cerchiamo di prepararci e, se non siamo preparati, cerchiamo di disturbare gli uffici ed i loro dirigenti, perché prima di parlare cerchiamo di conoscere la materia; poi non facciamo i dirigenti regionali, e cerchiamo di fare un dibattito di tipo politico in aula, metodologico, cerchiamo di stimolare anche il lavoro in aula per migliorarlo. Se a voi questo non interessa...a noi interessa, da come capiamo a voi meno, però noi ci proviamo e mettiamo in campo delle piccole azioni interessanti. Il domaine non è semplice, non quello dei lavori pubblici, quello della filiera totale dei lavori pubblici, dall'idea di tipo politico nel momento in cui si decide di fare un'opera, di integrarla, di modificarla o di ristrutturarla fino al termine della stessa.
Cosa dice l'ordine del giorno? Non è chiaro se piano operativo o triennale. L'ordine del giorno è chiarissimo, chiede una colonna in più nel triennale su quello che è stato fatto l'anno precedente, per poter valutare, e così l'Assessore ci darà tutte le sue percentuali, tutti i suoi aneddoti e le sue storie dal 1995 ad oggi, tutto quello che pensa in quel momento, ma a nostro avviso è interessante che il Consiglio faccia un dibattito tranquillo, sano su quello che è stato fatto, dato che stiamo parlando di un documento di previsione. La nostra proposta andava solo in un'unica direzione: fare uno stato di attuazione dell'anno precedente. Magari non è formulato bene, ma l'obiettivo era assolutamente quello, tant'è vero che nell'ordine del giorno abbiamo anche inserito: "così da integrare quanto già pubblicato dall'Osservatorio dei lavori pubblici". C'è un osservatorio che piano piano si sta alimentando e, dall'esterno, comunque non solo le imprese, ma il sistema Valle d'Aosta chiede di avere questi dati al giorno. Lei prima diceva: se Chatrian chiede gli do il dato...benissimo! Chatrian non chiede dati, chiede un metodo di lavoro. Questa mattina abbiamo parlato di metodo di lavoro, mi sembra un metodo di lavoro semplicissimo, sintesi di stato di attuazione con le varie integrazioni, chiediamo solo ed esclusivamente quello!
In quest'aula, in questi tre anni, abbiamo parlato sovente del piano operativo, abbiamo avuto delle risposte che potevano andare in una certa direzione, altre che andavano in un'altra...noi abbiamo chiesto quello. Sull'emergenza non faccio del populismo tanto per fare, Assessore. L'emergenza è una cosa molto seria, nessuno vuole cavalcare la tigre dell'emergenza; quello che è stato detto in aula oggi dal collega Cerise, e in questi tre anni di legislatura, era: suddividiamo possibilmente le certezze e gli imprevisti, che nessuno di noi può conoscere perfettamente, ma quanto meno lasciamo un gruzzolotto per gli imprevisti...avevamo chiesto quello.
Presidente, lei si ricorda, perché più volte abbiamo portato le nostre iniziative in aula per andare in quella direzione, anzi, avevamo fatto altri ragionamenti: perché non eventualmente rimettere in campo delle imprese a gara per poter poi incaricare di queste emergenze le imprese che su una gara possono - e a quel punto non c'è più la trattativa privata - essere incaricate direttamente dall'Amministrazione? Mi sembra che è stato detto in diverse occasioni e forse anche dal punto di vista personale, senza alcun tipo di problema, andando in quella direzione che è quella metodologica, organizzativa e non quella di un populismo di basso livello che non ci interessa! Non cavalchiamo quella tipologia, non ci interessa assolutamente, ma siamo per mettere in campo e migliorare questo piano triennale e fare lo stato dell'arte dell'anno precedente, quello assolutamente sì! Poi possiamo allegare a questo piano tutti gli allegati, scrivere di tutto di più, non ci preoccupa l'allegato, ci interessa carta che canta e metodologia di lavoro in questo momento; a nostro avviso, su questo programma, Assessore, non ha fatto tanto, si è occupato di più dei tetti in lose, dei mutui, di altre procedure dove le è stato riconosciuto un suo atteggiamento costruttivo metodologico. Noi avevamo chiesto la stessa metodologia sul piano triennale programmatico...ecco, l'ordine del giorno va in quella direzione; lei ha già dichiarato che non voterete questo ordine del giorno; io spero in un ripensamento della maggioranza, perché stamani penso che abbiamo mosso la classifica sulla pianificazione e sull'organizzazione metodologica. Grazie.
Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri del gruppo ALPE e PD, che recita:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Richiamato il programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2011/2013;
Rilevato che il Piano prevede il riepilogo per settore d'intervento, categorie e tipologie e il riepilogo per unità organizzativa, responsabile dell'attuazione dell'intervento ma non presenta il resoconto dei lavori pubblici realizzati nell'anno precedente;
Impegna
1'Assessore competente a predisporre entro 60 giorni il resoconto dettagliato dei lavori realizzati nel 2010 e a predisporre per gli anni futuri, all'interno del programma triennale, il resoconto relativo all'anno precedente, così da integrare quanto pubblicato dall'osservatorio dei lavori pubblici.
F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Donzel - Carmela Fontana - Louvin - Patrizia Morelli - Rigo
Consiglieri presenti: 34
Votanti e favorevoli: 8
Astenuti: 26 (Agostino, Benin, Bieler, Caveri, Comé, Crétaz, Empereur, Hélène Impérial, Isabellon, La Torre, André Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Prola, Emily Rini, Rollandin, Rosset, Salzone, Tibaldi, Laurent Viérin, Marco Viérin, Manuela Zublena, Zucchi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel per dichiarazione di voto.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, non ci hanno convinto le repliche animate dell'Assessore, non perché ci dice che siamo dei pessimi studenti che non studiamo...per fortuna che c'è lui che studia per tutti noi! Non per questo, Assessore. Intanto per ricordarle che lei non tedia nessuno, anzi è quasi uno spasso sentirla parlare, quindi parli pure serenamente, racconti tutto quello che ha da dire e non si giustifichi così davanti al Consiglio: che lei non dice tutto quello che ha da dire, perché tedia qualcuno. Le dico che quasi mi scappava da ridere in qualche momento, quindi non ero assolutamente tediato.
Non fa però ridere che nei programmi triennali di previsione c'erano delle cifre che erano ben altre rispetto a quelle di quest'anno, questo "sfrondamento", come lo chiama lei, se è uno sfrondamento che lei, quando ritiene di dire...riferito all'anno in corso, dice: no, ma lì dovete fare la somma con quanto è stato stanziato in bilancio...benissimo! Ma allora se vale quel principio, lei deve spiegarmi perché nel triennale di quest'anno siamo su 66.000.000 anziché le cifre faraoniche degli anni passati! Vuol dire che allora c'è un disimpegno. Delle due, l'una...la matematica purtroppo impone che anche chi magari fa degli errori, come dice lei, alla fine trova delle altre ragioni proprio dalle sue argomentazioni.
Dal nostro punto di vista, quindi, questo programma mantiene intatti tutti i limiti degli anni passati, anche se lei ha cercato di contenere le cifre faraoniche degli anni passati, senza nascondere sempre quella cifra, che ci sarebbero in campo opere per 180.000.000 di euro che noi sappiamo essere una cifra assolutamente di fantasia.
Pertanto non votiamo questo piano di previsione.
Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Grazie Presidente. Ha già detto il collega Donzel, l'Assessore ci ha definiti "scolasticamente impreparati"...ne prendiamo atto. Ho sempre avuto poca dimestichezza con i numeri, lo confesso; mi pare che la sua arringa difensiva mi abbia portato a pensare che ci siamo confrontati su due documenti contabili diversi, effettivamente non sono riuscito a capire anche questa lezione di aggiornamento alla quale ha voluto sottoporci prima dell'aperitivo, ci avviciniamo...no, niente. Ho avuto veramente l'impressione che lei volesse emulare la guida alpina che avevo citato prima facendo ancora qualche passo nel vuoto; attenzione, perché se poi si scavalca in quel modo non è simpatico!
A parte le battute spiritose che possono anche stemperare il clima ogni tanto, credo che un minimo di concretezza su questo piano ci voglia, dobbiamo avere la possibilità di confrontarci su dei numeri reali, perché scrivere delle cifre spalmate sul triennio che poi l'anno successivo vengono regolarmente spostate nella colonna riferita all'anno che segue, non mi pare un modo concreto di impostare un programma di lavori pubblici, anche perché c'è tutta una serie di realtà che guarda con attenzione, amministrazioni pubbliche, ma anche cittadini. Specialmente nelle opere di consolidamento dei versanti c'è gente che si trova in una situazione di precarietà, di instabilità di versanti che convergono verso le abitazioni; di conseguenza, quando vedono scritta per 10 anni di seguito una cifra per quell'intervento, per arginare quel torrente o per bonificare quel versante, dopo 10 anni non si passa ad un minimo di concretezza, credo che qualche perplessità venga! Ma poi il problema è anche quello delle imprese, è un momento di criticità del settore e vedono nel piano lavori 189.000.000 di euro e...quest'anno è manna! Quest'anno ci hanno detto che questi effettivamente saranno disponibili, e avanti, su questo triennio navigheremo e ci risolleveremo! Non è così...allora, cerchiamo di non vendere fumo e illusioni!
Il nostro voto, dunque, non potrà che essere contrario.
Presidente - Pongo in votazione l'atto:
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 25
Contrari: 8
Il Consiglio approva.
