Objet du Conseil n. 1744 du 7 avril 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1744/XIII - Reiezione di risoluzione: "Criteri di erogazione del sostegno economico alle famiglie mediante concorso alle spese per il riscaldamento domestico".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 758 del 31.03.2011 che fissa i nuovi criteri per l'attuazione della legge regionale 7 dicembre 2009 n. 43 (Disposizioni in materia di sostegno economico alle famiglie mediante concorso alle spese per il riscaldamento domestico) così come modificata dall'art. 49 della legge regionale 10 dicembre 2010 n. 40 in sostituzione di quelli approvati con deliberazione n. 743 in data 19 marzo 2010;
Constatato che il criterio di universalità del beneficio è stato abbandonato, che si sono disattesi i criteri ispiratori di fondo della misura, legati al differenziale montano, per cui nella nostra regione viene erogata una forma compensativa per effetto della particolarità geografica e climatica e sono stati accantonati gli studi commissionati all'ARPA per la graduazione climatica secondo zone omogenee;
Preso atto che si è rinunciato a fissare criteri che valorizzino il nucleo famigliare con prole e che il provvedimento è rimasto un semplice contributo puramente correlato al reddito, con l'introduzione di una soglia generale a 60.000 euro di imponibile, che finisce per penalizzare soprattutto numerose famiglie di lavoratori dipendenti e con figli a carico;
Impegna
Il Governo regionale
- a revocare la deliberazione della Giunta n. 758/2011, assegnando in via provvisoria il contributo per il 2011 con gli stessi criteri adottati nel 2010;
- a verificare la possibilità di erogazione del contributo stesso con criteri di universalità, sulla base degli aspetti climatologici e della composizione del nucleo familiare, previo confronto con le parti sociali e le rappresentanze dei consumatori.
F.to: Chatrian - Bertin - Louvin - Cerise Giuseppe - Morelli Patrizia
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Due considerazioni per illustrare questa nostra risoluzione. A fine 2009 il Consiglio aveva affrontato questo nuovo sostegno, decidendo per il 2010 di dare un aiuto a tutti, garantendo così un minimo a tutti, per poi rinviare il dibattito e gli eventuali nuovi criteri nell'anno successivo. Durante l'anno 2010 l'Amministrazione regionale ha commissionato uno studio all'ARPA per registrare le particolarità geografiche e climatiche ed altimetriche, di esposizione e non solo: di tutte le località valdostane sappiamo perfettamente che riscaldare un appartamento di 60 o 80 metri quadri a Pont-Saint-Martin è diverso che riscaldare un appartamento a 1.500-2.000 metri e sappiamo che cambiano ancora le condizioni se parliamo di Adret o se parliamo di Envers; cambiano ancora le condizioni se parliamo di vallate più aperte o chiuse dal punto di vista climatologico, e questo è un criterio a nostro avviso importante. Crediamo che vivere in montagna sia ancora un valore, crediamo che vivere in montagna riservi delle difficoltà in più rispetto al vivere nella vallata centrale; arrivo e abito in una vallata laterale, ma non solo per quello penso che se vogliamo creare quelle condizioni - immagino che su questi aiuti possiamo intervenire - possiamo integrare e modificare. 0ltre a questo, nel momento in cui si mettono in campo diversi milioni di euro, quasi 20.000.000 di euro, crediamo che un provvedimento di questa portata non solo possa, ma "debba" andare anche nella direzione di valorizzare i nuclei familiari, chi ha figli grandi o piccoli che siano, ma che vada in quella direzione di sostegno e di aiuto, e di credere anche nel futuro della nostra Regione, il futuro della nostra crescita.
Abbiamo registrato in questi mesi da parte di tante famiglie e di tante persone la richiesta di spiegazioni, di motivazioni, il perché si è deciso di andare in quella direzione piuttosto che in un'altra direzione. Ma sono certo che non esiste il parametro perfetto, ne siamo consci totalmente; crediamo però che più criteri possano equilibrare il sostegno o l'aiuto, più criteri possano sostenere e riequilibrare quella che può essere la filosofia che ha portato a mettere in campo un aiuto di peso, perché stiamo parlando di quasi 20.000.000 di euro. Penso che sia una delibera che pesa direttamente sulle casse regionali ed ecco perché abbiamo presentato questa risoluzione, e le stesse cose le abbiamo dette nelle sedi opportune, non è che ci siamo sottratti: in commissione abbiamo praticamente messo nero su bianco le stesse cose che adesso sto cercando di argomentare, quindi non è che ci siamo nascosti dietro le non cose ufficiali, le abbiamo dette tre mesi fa, le abbiamo ridette in commissione due settimane fa.
Oggi la nostra risoluzione contiene due punti principali: il primo, revocare la delibera da voi approvata e ridefinire lo status 2010, ma indubbiamente quello più interessante e più engageant è il secondo, quello di verificare se c'è la volontà politica in primis di erogare il contributo con criteri diversi o quanto meno con più criteri, mantenendo anche quello del reddito che è praticamente l'unico criterio che avete messo in campo, perché l'altro è minimale, l'aiuto passerebbe da 400 a 450 euro, quindi mi passi, Assessore, questo intervento...il secondo criterio è minimale, quindi a nostro avviso non va nella filosofia da noi auspicata, ma l'unico criterio che avete messo in campo è quello del reddito imponibile lordo.
Noi chiediamo di riverificare se ci sono le condizioni, ma soprattutto la volontà...tante migliaia di famiglie non avranno questo aiuto con questa soglia. Vado oltre il discorso del numero in sé, mi fermo ai primi due principi: quello della famiglia, del valorizzare il nucleo familiare, e quello che, se è un bon de chauffage, allora creiamo le condizioni per aiutare e sostenere in maniera diversa, con degli ordini di grandezza diversi, chi abita realmente in montagna. Penso che la filosofia sia la stessa, o quanto meno auspico che sia quella di andare a creare le condizioni alle famiglie residenti in montagna e lontane sovente dai luoghi di lavoro, famiglie che spesso a fatica restano legate ai villaggi di alta e di media montagna, e se posso ancora, Assessore, proprio perché lei mi dirà che questo aiuto non compensa il vecchio buono di benzina, facciamo attenzione perché qui tagliamo da due parti, a chi abita in montagna e a chi deve spostarsi per andare a lavorare o nella vallata centrale o ad Aosta: una parte sul passaggio, e quindi sulla via di collegamento e, l'altra, direttamente sul bon de chauffage. Grazie.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente. Egregi colleghi, questo è un tema molto delicato e ringrazio anzitutto i colleghi di ALPE che lo hanno portato in Consiglio e hanno dato la possibilità di discuterne pubblicamente.
Nel merito riteniamo, per aver sollevato insieme a tante altre forze politiche l'importanza di venire in aiuto alle famiglie valdostane sulla questione dell'energia, di aver dato un contributo di idee ed è giusto in questa sede riportare all'attenzione di tutti quali erano quelle idee. Una volta, anche se è stato più volte ribadito che non c'è alcun nesso fra buoni benzina e bon de chauffage, è evidente che una volta le famiglie valdostane godevano di un beneficio che era il buono di benzina e che per alcune famiglie aveva anche una certa consistenza, nel senso che era facile che ci fossero anche due patenti per ogni famiglia, quindi si arrivava anche a benefici attorno al valore di 700 euro e oltre. E sempre si era sostenuto che questa misura fosse in parte iniqua, perché non coinvolgeva ad esempio le persone anziane e coloro che non avevano a disposizione un automobile, ma si diceva: questa è una grande opportunità per l'economia valdostana, è una cosa che dà lustro alla nostra autonomia, quindi va bene che sia erogata in quel modo.
Venendo meno il buono benzina però non sono venute meno le risorse che vengono nelle casse della Valle d'Aosta: questo è il principio da cui si deve partire, nel senso che le accise che prima venivano trasformate...le tasse che prima venivano trasformate in buoni benzina e scontate ai cittadini vengono comunque introitate dal Governo regionale, sebbene con un anno di ritardo, ma le accise dell'anno scorso le introitiamo nel bilancio di quest'anno e nessuno conosce la cifra esatta...si fanno delle supposizioni! Con il costo della benzina che è arrivato alle stelle, le supposizioni ci portano a ragionare che queste accise potrebbero anche superare -dico "potrebbero", non ho la cifra esatta, probabilmente ce l'hanno i funzionari dell'Amministrazione regionale - i 30.000.000 di euro. L'Amministrazione regionale in bilancio mette a disposizione del bon de chauffage 17.000.000 di euro, quindi c'è uno scarto marcato fra ciò che è messo a disposizione e ciò che viene introitato dalle accise della benzina.
Noi diciamo quindi, come primo suggerimento, che andrebbe implementato il monte a disposizione del bon de chauffage, perché se le risorse sono 17.000.000 si possono fare certe cose, se sono 25 o 30.000.000 se ne possono fare delle altre. Dopodiché abbiamo sostenuto il principio che probabilmente si poteva, in una fase - preciso - di crisi economica, perché il principio dell'universalità può andare bene magari in un momento in cui non c'è una crisi economica, ma in una fase di crisi economica...mettere una soglia di reddito. Però abbiamo specificato più volte che questa soglia di reddito non doveva essere a detrimento del ceto medio, cioè aiutare le fasce deboli che peraltro sono aiutate anche da misure altre a sostegno del riscaldamento, ma non escludere il ceto medio.
Ora vi faccio una curiosa riflessione che ho provato a fare, un ragionamento su quella delibera che è stata approvata dalla Giunta regionale...la perfezione non esiste, ma facciamo un esempio concreto. Prendiamo un lavoratore single che ha un reddito attorno ai 55.000 euro all'anno...si direbbe che non è un povero Cristo, è una persona che sta abbastanza bene, vive in un monolocale (60 metri quadri), ce ne sarà qualcuna di situazione così in Valle d'Aosta...incassa 400 euro di bon de chauffage. Andiamo invece a vedere una famiglia operaia, un solo reddito sostanzioso, immaginiamo non un reddito minimale, ma un reddito da 28.000 euro all'anno, due figli a carico e siamo a 400 euro...cioè solo se è di famiglia numerosa e non vive in uno sgabuzzino arriva a 450 euro all'anno con 28.000 euro di incasso! Se questo vi sembra un principio che risponde all'equità...io, ripeto, non mi ritrovo completamente nella mozione dei colleghi di ALPE su alcuni aspetti; ritengo però importante che sia stato introdotto un principio del reddito in questa fase di crisi economica, ma francamente l'applicazione di questa cosa presenta - ho fatto un solo esempio, ma potrei farne tanti altri - evidentemente delle anomalie enormi! Ci voleva una maggiore gradualità che rispondesse di più ai bisogni delle famiglie numerose, questo è evidente, tenendo conto della diversità dei redditi in maniera più marcata.
Dal nostro punto di vista, se i colleghi di ALPE lo accetteranno, il nostro voto a favore di questa mozione sarà condizionato soprattutto dal fatto che ci sia una possibilità di ridiscutere i criteri. Probabilmente non condividiamo in toto i ragionamenti dell'ALPE, ma se c'è un'apertura a ridiscutere i criteri saremmo favorevoli, perché rischiamo di dare l'impressione di dire: qui siamo venuti incontro alle famiglie per niente, perché abbiamo privilegiato i redditi dei single, fra l'altro di single benestanti e non di quelli anziani, dei pensionati con 400 euro al mese! A mio avviso è davvero un provvedimento ambiguo che andrebbe corretto.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se non ci sono interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie Presidente.
Abbiamo letto con attenzione la risoluzione proposta dal gruppo ALPE e ovviamente ci atterremo a quanto viene detto nella risoluzione, perché di questo parliamo, non perché non si vogliano prendere in considerazione le osservazioni fatte successivamente anche dal collega Donzel, ma perché questo è il documento sul quale dobbiamo ragionare, anche se vorrei ricordare che, se ci lanciamo in analisi come quella che è stata proposta dal collega Donzel, ritorniamo alle discussioni che abbiamo fatto e che faremo ancora il prossimo anno non sul bon de chauffage, ma sul bilancio della Regione, sull'utilizzo dei fondi che sono disponibili. Mi sembra semplicistico il ragionamento che porta a dire che la benzina è aumentata, che le accise aumenterebbero, che avremmo più soldi a disposizione e quindi più soldi per il bon de chauffage. Vero è però che non tutto aumenta, non tutte le entrate aumentano, le spese della Regione però vengono mantenute, vengono aumentate in certi casi, come i contratti degli insegnanti, dei quali molto si è parlato, i contratti dei pubblici dipendenti, eccetera, per cui credo che quando si parla di "bilancio" si debba fare un ragionamento di carattere complessivo che tenga conto un po' di tutto.
Fatta questa breve parentesi, ritorno ai contenuti della risoluzione. Abbiamo preso atto dei presupposti sui quali si basa la risoluzione e non possiamo che concludere con il fatto che non la condividiamo. Non condividiamo l'analisi nelle premesse, ma soprattutto non condividiamo le conclusioni nella parte impegnativa che si basa su dei presupposti che riteniamo non realistici. In primo luogo, la richiesta di revocare la delibera per assegnare in via provvisoria il contributo per il 2011 con gli stessi criteri adottati nel 2010: questa è una proposta che non può essere accolta poiché, al di là dei contenuti della delibera che possono essere più o meno condivisi, la cosa non è possibile, in quanto la legge regionale istitutiva del bon de chauffage è stata modificata all'articolo 3 inserendo il criterio del reddito e cito: "La Giunta regionale stabilisce con propria deliberazione, sentite le commissioni consiliari competenti, i criteri per la concessione e la quantificazione dei contributi previsti dalla presente legge, sulla base del numero dei componenti la famiglia anagrafica e dei limiti reddituali definiti con la medesima deliberazione". Ne consegue quindi che l'applicazione dei criteri del 2010 sarebbe possibile solo con la modifica dell'attuale legge n. 43. Ricordo, in proposito, che su questo punto il Consiglio regionale si è già espresso nel dicembre 2010 modificando appunto l'articolo 3 con l'introduzione dell'articolo 49 della legge regionale n. 40, la legge finanziaria. Con tale modifica fu introdotto il criterio che ho ricordato prima, cioè quello dei limiti di reddito. Non intravediamo oggi delle ragioni che possano portare a mettere in discussione ed a rivedere quella scelta.
Quanto al secondo punto dell'impegnativa, abbiamo più volte precisato che l'erogazione del contributo del bon de chauffage sulla base dei criteri climatologici si è dimostrato non perseguibile per la labilità e l'imprecisione che lo avrebbero caratterizzato. Abbiamo avuto modo di spiegare - anzi, hanno avuto modo di farlo i nostri tecnici, che di ciò erano stati incaricati - che le tabelle climatologiche dello Stato risultano fortemente contraddittorie ed imprecise e che gli stessi studi commissionati ad ARPA non hanno consentito di avere un modello preciso in grado di dare risultati certi, applicabili, senza elevati rischi di errore in un territorio particolarmente complesso e variegato come quello della nostra Regione.
Per quanto riguarda poi la composizione del nucleo familiare, sottolineo che questo criterio non è cambiato rispetto allo scorso anno - erano stati previsti due blocchi - e quindi, delle due, l'una: o la modifichiamo come chiedete in questo punto o la manteniamo inalterata come chiedete nel punto precedente, perché qui, da un lato, si chiede di verificare l'erogazione del contributo con criteri di universalità sulla base di aspetti climatologici e del nucleo familiare nel secondo punto e, nel primo punto, si chiede di mantenere gli stessi criteri adottati nel 2010. Sono queste le ragioni che ci fanno non condividere la proposta che quindi non voteremo.
Ricordo anche che, a proposito della composizione del nucleo familiare - lo abbiamo detto molte volte in questa sede, ma è bene ribadirlo -, c'è anche un assegno che è erogato direttamente dall'Assessorato della sanità per le famiglie numerose. Però non voglio tirare in ballo tutte queste questioni, perché vorrei anche fare alcune considerazioni di carattere generale, poiché nel secondo punto dell'impegnativa si citano le parti sociali e le rappresentanze dei consumatori ed essi vengono citati quasi a rafforzare la tesi che si sia fatta astrazione da loro in questa vicenda nel suo percorso.
Ricordo che il bon de chauffage è stato introdotto con legge regionale n. 43/2009 ed è stato ampiamente presentato ed illustrato all'interno dei cosiddetti "provvedimenti anticrisi" su numerosi tavoli di confronto con il coinvolgimento istituzionale della Presidenza della Regione e dell'Assessorato del bilancio. Nel 2010 le parti sociali e le associazioni dei consumatori furono debitamente contattate e chiamate ai relativi tavoli di confronto. Gli incontri e le informazioni sono state ampiamente sviluppate anche in occasione delle presentazioni delle linee programmatiche del bilancio di previsione. Ricordo in proposito anche ulteriori e successivi passaggi nell'ambito del Patto per lo sviluppo, dove più volte, in particolare l'anno scorso, ma anche quest'anno, è stato affrontato il tema del bon de chauffage. In particolare ricordo anche che proprio da alcuni rappresentanti delle forze sociali era venuto un richiamo all'erogazione del bon de chauffage in base al reddito. Quanto poi alle associazioni dei consumatori bisogna ricordare che esse non fanno parte del Patto per lo sviluppo, ma che una larghissima parte di loro è di derivazione sindacale e che quindi non sono all'oscuro dei rapporti e delle informazioni fornite alle forze sociali. In ogni caso, poi, le associazioni dei consumatori sono state convocate e incontrate il 21 marzo: in quella sede sono stati presentati i criteri della proposta della delibera applicativa che non era stata ancora approvata. Devo dare atto a diverse associazioni di aver posto questioni procedurali e sui contenuti vi sono state anche delle condivisioni.
Per quanto riguarda però il merito specifico della questione "bon de chauffage" non ci sono state proposte operative, né esse ci sono state fatte pervenire successivamente. Quindi, se me lo consentite, la sensazione è quella che, al di là delle ragioni concrete che ci portano a non votare questo documento, c'è anche quella che su questo punto ci sia stata la conduzione di un giochino tendente a cercare di tenere viva l'attenzione sul tema, cercando legittimamente di cavalcare anche qualche scontento che certamente ci può essere...questo in relazione alle possibili esclusioni da questo beneficio. Ricordo che qui non si tratta però di discutere in termini di buoni e cattivi, noi lo abbiamo detto, torno al tema economico che è stato presentato prima, soprattutto quest'anno, in sede di approvazione del bilancio, che dovevamo fare i conti con le esigenze di far quadrare un bilancio di previsione, cercando di non togliere nulla a nessuno, ma di dare qualcosa in più a chi ha di meno, e questo ha portato a scegliere i limiti di reddito, e pensiamo comunque di averli fissati ad un livello abbastanza elevato.
Tutto ciò detto, queste sono le ragioni - ce ne sarebbero altre, ma il tempo non ci consente di andare oltre - che faranno in modo che non votiamo la proposta. Con questo abbiamo tutti la consapevolezza che quest'anno siamo in un sistema ed in un procedimento relativamente nuovo per certi aspetti; giunti alla fine di tutto questo e alla conclusione di questa campagna sul bon de chauffage, trarremo le debite conclusioni e vedremo cosa si dovrà e potrà fare per l'anno successivo. Ricordo che non casualmente quest'anno siamo andati a chiudere il termine per la presentazione delle domande al 30 novembre, ciò che ci consentirà, nel periodo di dicembre, di fare tutte le valutazioni opportune in relazione all'erogazione del bon de chauffage per il 2012. Grazie.
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente. Non mi sembra nelle premesse che ho fatto poc'anzi di aver messo in campo i buoni o i cattivi o eventualmente cavalcato l'onda o tenuto stimolante o frizzante il bon de chauffage!
Sinceramente noi, le proposte, Assessore - non siamo in Giunta, ma siamo in commissione - le abbiamo fatte in commissione, le abbiamo esplicitate e abbiamo solo potuto votare contro, nel senso che la maggioranza, i colleghi, condividevano la bozza di delibera di Giunta. Detto questo, penso che avevamo solo la commissione e solo lì potevamo proporre le nostre alternative, i nostri criteri messi in campo, solo lì avevamo diritto ad un voto e quel voto è stato negativo mettendo sul tavolo la proposta.
La prossima volta chiederò al Presidente Rollandin di partecipare in Giunta per poter proporre la bozza, ma non siamo in quella sede, quindi non possiamo proporre in Giunta, dove siamo proponiamo, e abbiamo proposto...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...non siamo prenotati, ma aspetteremo i valdostani...
In seconda battuta però, Assessore...prima dicevo in premessa che non esiste il criterio perfetto, ma proprio perché l'Amministrazione regionale ha messo in campo un aiuto legato a riscaldare l'appartamento di proprietà o meno, penso che il criterio di chi abita in montagna si sarebbe potuto inserire. Il Presidente mi dice che non si poteva inserire, lei prima diceva che è un modello complesso e difficile da inserire, quanto meno quello altimetrico penso che si poteva tranquillamente inserire. Questo è quello che noi registriamo...
(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
... d'accordo, non corrisponde alle radiazioni, ma corrisponde ad un clima leggermente diverso, e poi il criterio perfetto non esiste...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...poi se vogliamo fare della demagogia possiamo continuare a discutere e a mettere carne sul fuoco, ma quanto meno un tetto diverso per chi abita in montagna, a nostro avviso, si poteva e si doveva inserire!
Stessa cosa...quindi in sintesi i due criteri che forse noi avremmo messo in campo...il secondo è quello sulla valorizzazione del nucleo familiare. È stato detto che ci sono già altri aiuti; d'accordo, ci saranno anche altri aiuti ma, a nostro avviso, nel momento in cui si mette in campo l'aiuto del bon de chauffage, perché non inserire una valorizzazione più importante per quello che concerne il nucleo familiare? La differenza fra 400 e 450 euro è del 12 percento, valorizzando il nucleo familiare; avremmo valorizzato di più questo gap, sinceramente! Queste sono le nostre due principali proposte...vogliamo aiutare chi abita ancora - e non so fino a quando - in montagna? Noi l'avremmo messa in campo! Vogliamo ancora aiutare chi mette al mondo dei figli? Sì, l'avremmo messo! Questi due parametri li avremmo inseriti; ecco perché abbiamo diviso in due l'impegno...il primo: revocare. Lei mi dice: noi avevamo messo il discorso del reddito...inseriamoci anche chi abita in montagna e anche il secondo, quello della valorizzazione della montagna...e la seconda parte...se c'era la volontà di rivedere i criteri.
Registriamo questa nostra volontà per il 2011 con rammarico; chissà, nel 2012, magari inserirete l'aiuto a chi abita in montagna e l'aiuto a chi decide di mettere al mondo dei figli! Grazie.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:
Consiglieri presenti e votanti: 29
Favorevoli: 8
Contrari: 21
Il Consiglio non approva.
