Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1733 du 7 avril 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1733/XIII - Interpellanza: "Revisione dell'indicatore di reddito per l'assegnazione, la determinazione dei canoni e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica".

Interpellanza

Ricordato che i limiti di reddito per l'assegnazione, la determinazione dei canoni e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, vigenti sino alla D.G. 2087 del 24 luglio 2009, prevedevano per un nucleo di due persone un reddito massimo convenzionale di 12.917 €;

Tenuto conto che con tale D.G., la Giunta regionale ha ridotto a 11.000 € tale limite, e lo ha ridotto a 7.000 € per i nuclei familiari costituiti da un'unica persona, che rischiano così di essere pesantemente penalizzati perché un affitto per un piccolo alloggio è identico sia se occupato da una o due persone;

Considerato che il limite massimo di reddito per l'accesso al sostegno alle locazioni abitative di fascia A, categoria sovrapponibile a quella per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale, è di 11.552 €;

Tenuto conto, inoltre, che il limite minimo di reddito per l'accesso al mutuo prima casa è 12.000 €;

Evidenziato che la riduzione di tale aliquote in questo anno e mezzo di applicazione ha provocato numerosi disagi e difficoltà a nuclei familiari non certo privilegiati e il mancato coordinamento tra le differenti norme lascia scoperti tutti quei nuclei familiari tra gli 11.000 e i 12.000 euro, che non possono richiedere l'assegnazione di un'abitazione dell'Arer, ma neanche richiedere un mutuo prima casa e solo metà di essi possono richiedere un'integrazione dell'affitto;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

la Giunta regionale per conoscere se intenda armonizzare i temi proposti e:

1) rivedere la D.G. 2087 del 2009, riportando il limite per due persone a 12.000 € e innalzando a 10.000 € il limite per una persona;

2) portare a 12.000 euro anche il limite di fascia A per il sostegno alle locazioni.

F.to: Carmela Fontana

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

La determinazione dei livello di reddito, l'assegnazione delle case popolari per il sostegno alle locazioni e per il mutuo della prima casa in acquisto, ristrutturazione e nuova costruzione, non sono attualmente coordinati. È questo il punto di partenza dell'interpellanza che mi accingo ad illustrare, in quanto la Giunta regionale ha ridotto a 11.000 euro il limite per poter partecipare al bando per le case popolari relativamente ad un nucleo di due persone, mentre il limite per le famiglie costituite da una sola persona è stato ridotto a 7.000. Per ciò che riguarda l'accesso ai contributi di sostegno alle locazioni relativamente alla fascia A il limite è di 11.552, mentre il limite minimo per richiedere il mutuo prima casa è di 12.000 euro. Ciò vuol dire che chi ha un reddito compreso fra 11.553 e 11.999 non può ricevere nulla, mentre chi ha un reddito compreso fra 11.000 e 11.552 può solo fare domanda per il contributo per la locazione. Questa situazione, oltre che illogica, è profondamente penalizzante per queste due categorie di persone con un reddito compreso fra 11.000 e 12.000 euro, tenuto conto che nella realtà la fascia A nel sostegno alla locazione ha le stesse caratteristiche di chi chiede l'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. In questo anno e mezzo di applicazione della deliberazione della Giunta regionale che abbassa il limite di reddito per l'assegnazione di alloggi cosiddetti "popolari", sono stati riscontrati numerosi disagi e difficoltà che hanno messo ulteriormente a rischio la stabilità sociale ed economica dei nuclei familiari non certo privilegiati.

Chiediamo pertanto alla Giunta regionale di prendere in considerazione l'urgenza della necessità di armonizzare i differenti livelli di reddito relativamente al bene prima casa, sia essa in assegnazione, sia in affitto sostenuto o in acquisto. Chiediamo inoltre - e speriamo in una riflessione senza pregiudizi - di rivedere i limiti del 2009, particolarmente per i nuclei di una sola persona, perché è esperienza facilmente acquisibile di ciascuno di noi che la vita per un single è molto più costosa che per una coppia. Ad esempio, l'affitto di un monolocale di 40 metri quadri non differisce molto da quello di un bilocale di 60 metri, e ciò significa che non è giustificabile la differenza com'è oggi fra 7.000 euro per una persona e gli 11.000 di due persone. Grazie.

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Merci M. le Président.

Innanzitutto ringrazio la collega Fontana per la sua consueta attenzione e sensibilità verso la politica della casa, tema che sta particolarmente a cuore al sottoscritto e anche a tutta la Giunta regionale, come alla maggioranza, e come è dimostrato dai fatti e dai risultati di questi anni, che credo siano inconfutabili. Vorrei però dividere la risposta, come lei ha ben esposto, nei due quesiti, perché ci sono probabilmente dei dati che non sono coerenti con quelli che lei ha illustrato, poiché magari si prendono i dati in maniera diversa.

Partendo dal primo quesito, sulle richieste di rivedere la delibera di Giunta regionale del luglio 2009 con riferimento ai limiti reddituali vigenti per i nuclei composti da una o due persone, vorrei solo ricordare tre questioni. La prima: questo Governo regionale ha modificato i diversi limiti di reddito inerenti alla politica della casa proprio per armonizzarli fra loro ed assicurare trattamenti proporzionali ed equi alle diverse fasce di reddito della popolazione, a partire dall'emergenza abitativa e dall'edilizia residenziale pubblica, misure destinate ai redditi più bassi, per arrivare al mutuo prima casa passando dall'edilizia convenzionata ed al sostegno alle locazioni; quindi sono cinque o sei misure, non sono una sola. Secondo punto: che eventuali aggiornamenti dei limiti di reddito dovranno pertanto tener conto non solo di tutte le misure esistenti in materia, ma anche di tutte le fasce di reddito mantenendo una proporzionalità fra i redditi dei nuclei meno numerosi e quelli più numerosi. Il terzo: che gli attuali limiti ISEE sono al netto del canone di locazione pagato, quelli che la Fontana aveva detto (7.000 e 11.000). Pertanto tali limiti attualmente vigenti, in presenza di un canone mensile stimabile in 300 euro, che potrebbe pagare la persona che vive da sola...quindi sommando questi 300 euro ai 7.000 di valore ISEE si portano i valori di reddito per una persona sola oltre già i 10.000; per le due persone la stima è sui 400 euro e quindi oggi il limite è già oltre i 12.000. Prima non c'era la possibilità di aggiungere un ipotetico valore di locazione che veniva definito per le persone che vivono da sole o per le coppie; dal 2009 esiste, quindi ai 7.000 e agli 11.000 va sommato quel valore. Il valore massimo che abbiamo ipotizzato è 5.164, quindi si potrebbe arrivare fino ai 12.000 anche per la persona singola se ha un contratto di affitto che paga in 400 euro anziché 300, però 300 euro è il minimo che uno annualmente paga; quindi, calcolando il minimo, arriva sopra i 10.000 e, per la coppia, arriva sopra i 12.000.

La Giunta regionale, per uniformità di interventi e chiarezza amministrativa, fa le valutazioni circa l'eventuale necessità di modificare la programmazione, come la collega Fontana chiede con questa interpellanza, e quindi i limiti di reddito inerenti alla politica della casa, all'atto dell'approvazione annuale del programma operativo annuale POA (quello di cui abbiamo discusso parecchie volte in Consiglio), previsto sempre verso fine gennaio-inizio febbraio di ogni anno. Quest'anno lo abbiamo già approvato, quindi sarà nostra cura verificare in quel momento la situazione anche con la consulta della casa, dove sono presenti i sindacati e tutte le varie rappresentanze del mondo sociale, per affrontare eventualmente questo tema per l'anno futuro.

Per quanto riguarda il secondo quesito, ricordo che il limite di fascia A del sostegno alla locazione è pari a 2 pensioni minime dell'INPS, e questo termine è stato imposto dalla legge n. 431/1998 che ha istituito il fondo di sostegno alla locazione ed è stato definito dal decreto ministeriale attuativo, che stanzia oltretutto alla Regione un finanziamento annuale di circa 800.000 euro. Anche su questo tema avevamo discusso in aula, perché essendoci questo finanziamento statale noi dobbiamo attenerci ai limiti minimi e massimi previsti dalla normativa e di conseguenza abbiamo fissato le due pensioni minime. Quindi il bando per il 2010 approvato dalla Giunta regionale, ad esempio, aveva già per la fascia A un limite di circa 12.000 come lei chiede, perché non è 11.500, ma 11.985,22. Ricordo, sempre per il bando 2010 inerente al contributo sugli affitti per la fascia B - questa è una notizia in più che le do -, che era previsto un limite di 30.600 perché abbiamo le due fasce, A e B; le persone della fascia B, essendo più agiate rispetto a quelle più disagiate della fascia A, devono però rispettare anche il limite IRSEE che non deve superare i 15.300 euro. È quindi già strutturato il contributo per l'affitto su quello che lei ci richiede, ci sono 15 euro di differenza.

Concludo informando che la Giunta regionale liquiderà i contributi per l'affitto a copertura per il 2010 nel prossimo mese di maggio, dando così continuità al trend di riduzione dei tempi avviato gli scorsi anni. Segnalo infine che per il 2011 - è approvato nel piano triennale che abbiamo visto in Consiglio - sono state messe a disposizione per il fondo affitti circa il doppio di risorse rispetto alle annualità 2007, quindi questo Governo ha posto forte attenzione al tema del contributo agli affitti, perché in tre-quattro anni si è riusciti a portare quasi al raddoppio le risorse; tenendo conto che 800.000 € vengono dallo Stato, e che la Regione mette 3.000.000 di euro. Volevo dire questo alla collega Fontana, che so essere sempre attenta a questo tema; quindi l'impegno che possiamo prendere è di discuterne di nuovo a fine anno con la consulta della casa - come abbiamo già fatto tutti gli anni scorsi - proponendo e valutando le sue considerazioni.

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Ringrazio l'Assessore per le informazioni che mi ha dato dicendo che c'è la volontà di rivedere queste fasce di reddito un pochino più avanti. Io le chiedo ancora una cosa, se è possibile...la buona volontà ho visto che c'è, riconosco che è stato fatto un grande passo avanti, perché il lavoro che si è fatto su questo settore non è stato poco e c'è una grande attenzione; però riteniamo che ci vadano ancora dei piccoli aggiustamenti.

Le fasce di reddito, secondo noi, sono molto basse. Ad esempio, un operaio Cogne non riesce a fare la domanda per la casa popolare, non è mai successo; un operaio Cogne non è una persona agiata, ma è una persona che ha bisogno e noi dobbiamo darle la possibilità, anche in funzione del fatto che ho saputo che ci sono dei nuovi bandi per le case popolari a breve...forse sarebbe il caso di fare una riunione prima e vedere se è fattibile modificare almeno i bandi di concorso.

Io sono disponibile, se c'è la volontà da parte dell'Assessore di ritrovarci e valutare un attimo cosa si può fare...perché effettivamente la casa è una cosa molto importante; lei parlava di affitti di 300 euro, ma io sfido chiunque a trovare affitti di 300 euro! Si parte da 400 in su, e anche il single...sono sempre convinta che l'abbiamo penalizzato troppo! Quella fascia...glielo dico con il cuore, magari mettiamoci lì e vediamo di poter risolvere questo problema. Per adesso chiudo qui, perché ho visto che mi ha dato la disponibilità di poter discutere. La mia volontà era proprio questa: di vedere se si può risolvere questo problema. Grazie.