Objet du Conseil n. 409 du 25 octobre 1978 - Verbale

OGGETTO N. 409/78 - DIBATTITO SULLA MOZIONE CONCERNENTE: "ÉLECTION D'UN REPRÉSENTANT DE LA VALLÉE D'AOSTE À L'ASSEMBLÉE DES COMMUNAUTÉS EUROPÉENNES".

Monsieur le Président DOLCHI déclare ouverte la discussion sur la motion suivante présentée par les Conseillers Salvadori et Voyat, concernant l'objet : "Élection d'un représentant de la Vallée d'Aoste à l'Assemblée des Communautés Européennes", motion dont copie a été transmise à Messieurs les Conseillers en annexe à l'ordre du jour de la séance du 18, 19 et 20 septembre 1978 :

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M. le PRÉSIDENT du Conseil régional

AOSTE

Les conseillers régionaux soussignés vous demandent d'inscrire à l'ordre du jour de la prochaine séance du Conseil régional la motion qui suit :

MOTION

AYANT CONSTATÉ que le Conseil régional a approuvé, le 12 mai 1977, une loi donnant "des dispositions pour la Vallée d'Aoste en matière d'élection des représentants aux assemblées des Communautés Européennes", vu que le projet de système d'élection du Parlement Européen présenté par le Gouvernement de Rome ne tient absolument compte ni de l'art. 6 de la Constitution ni des requêtes maintes fois présentées afin d'assurer aux communautés ethniques et linguistiques reconnues le droit d'être représentées à l'échelon européen ;

ATTENDU que les forces politiques doivent maintenant discuter et modifier le texte en question ;

AYANT CONSTATÉ l'absurdité politique et sociale du Collège électoral dans lequel la Vallée d'Aoste a été insérée (avec le Piémont et la Ligurie) ;

LE CONSEIL RÉGIONAL DÉLIBÈRE

a) d'engager officiellement la Junte régionale à présenter au Gouvernement et aux partis présents au Parlement, sur la base de la loi du 12 mai adoptée par le Conseil régional et des documents élaborés par les représentants des communautés ethniques et linguistiques, les instances de démocratie et de respect de la Constitution qui comportent la nécessité de la présence, parmi les 81 parlementaires européens de l'Italie, des représentants des communautés ethniques et linguistiques ;

b) d'inviter les parlementaires de la Vallée d'Aoste à développer une action politique à Rome dans ce même sens.

Aoste, le 4 août 1978

Signés : Bruno Salvadori - Voyat Ugo

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Le Conseiller SALVADORI, en illustrant la motion en objet souligne la nécessité que la minorité ethnique et linguistique valdôtaine soit représentée au Parlement Européen et il rappelle que le Conseil régional, au cours de la séance du 12 mai 1977, avait approuvé une loi qui demandait à l'État italien de tenir compte de la réalité valdôtaine et demandait donc, pour ce qui concerne l'élection des représentants au Parlement Européen, l'adoption du Collège uninominal.

Il fait encore observer que le projet de loi concernant le système d'élection présenté par le Gouvernement italien met la Vallée d'Aoste dans un Collège avec le Piémont et la Ligurie et que cela exclut toute possibilité de réussite pour un candidat valdôtain.

Il termine son intervention en demandant qu'à travers cette motion le Conseil engage officiellement la Junte régionale à présenter au Gouvernement et aux Partis politiques présents au Parlement les instances de démocratie et de respect de la Constitution, qui comportent la nécessité de la présence, parmi les 81 Parlementaires européens élus par le Peuple italien, des représentants des minorités ethniques et linguistiques, y compris la minorité valdôtaine.

Le Conseiller DUJANY, en déclarant que le Mouvement des Démocrates Populaires, qui dans le printemps de l'année 1977 avait pris l'initiative de proposer au Conseil régional un projet de loi en matière d'élection des représentants aux Assemblées des Communautés européennes voté et approuvé par le Conseil, est d'accord avec la motion présentée par le Conseiller Salvadori, demande quel a été l'engagement et le résultat du Gouvernement régional à ce sujet.

Il Consigliere POLLICINI esordisce ricordando le numerose iniziative poste in essere dal Gruppo dei Democratici Popolari per garantire la rappresentanza della Valle d'Aosta nel Parlamento Europeo. Nel mese di febbraio dell'anno 1977 fu presentata un'interpellanza con la quale si chiedeva al Presidente della Giunta se erano stati avviati contatti con il Governo centrale al fine di garantire alla nostra Regione la rappresentanza nel Parlamento Europeo; successivamente, nel mese di marzo, è stata presentata una mozione il cui dispositivo impegnava la Giunta regionale a prendere gli opportuni contatti affinché venisse approvata una legge elettorale per l'elezione dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento Europeo che tutelasse le minoranze presenti nel territorio della Repubblica Italiana e, nello stesso tempo, a comunicare periodicamente al Consiglio le iniziative intraprese e i risultati ottenuti. Detta mozione ebbe il voto favorevole dei Consiglieri del Gruppo D.P., U.V., D.C. e l'astensione dei Consiglieri del Gruppo del P.C.I. e del P.S.I.. In data 12 maggio 1977 è stata discussa una proposta di legge statale, presentata sempre dal Gruppo D.P., nella quale veniva richiesta specificatamente la presenza della Valle d'Aosta in seno al Parlamento Europeo.

Lamenta però il fatto che i due Parlamentari valdostani e la Giunta regionale non abbiano seguito con la dovuta solerzia l'iter parlamentare di detta proposta che avrebbe tutelato gli interessi della minoranza etnica valdostana nell'eligendo Parlamento Europeo.

Esprime comunque soddisfazione per il fatto che il Gruppo U.V., seppur con molto ritardo, abbia riportato il problema all'attenzione del Consiglio con la presentazione della mozione in oggetto e si augura che sia ancora possibile ottenere nel momento attuale una rappresentanza della nostra Regione nel Parlamento Europeo.

Il Consigliere MAFRICA sottolinea l'utilità della mozione presentata dai Consiglieri dell'Union Valdôtaine che affronta il problema della rappresentanza della Valle d'Aosta in seno al Parlamento Europeo.

A giudizio del P.C.I. le elezioni europee debbono prefiggersi l'obiettivo principale di costruire una Europa avente una propria fisionomia, una linea politica unitaria che possa portare un contributo autonomo al superamento dei blocchi, al mantenimento e rafforzamento della politica di distensione, e che tenga conto, in primo luogo, delle esigenze delle classi lavoratrici rispetto a quelle dei grandi potentati economici e delle multinazionali.

Pur concordando con la necessità di consentire alla Valle d'Aosta, in considerazione delle sue particolari caratteristiche, di avere un rappresentante in seno all'eligendo Parlamento Europeo, si dichiara perplesso sulla creazione di un Collegio elettorale per la Valle d'Aosta, ritenendo preferibile studiare, in sede di predisposizione della legge elettorale, accorgimenti per garantire la rappresentanza delle minoranze etniche presenti sul territorio della Repubblica Italiana.

Dà quindi lettura di emendamenti al testo della mozione:

- Dernier alinéa des considérants

retrancher "ayant constaté... jusqu'à... Ligurie" et remplacer par:

"en égard à la réalité législative particulière de la Vallée d'Aoste, région douée d'un Statut Spécial,

Estimant positif l'exemple de coexistence civile et d'intégration qui s'est réalisé en Vallée d'Aoste entre groupes linguistiques différents"

- Point a) - 4ème ligne du délibéré

retrancher "et des documents... jusqu'à... les instances"

et remplacer par:

"ou d'autres dispositions analogues, des propositions susceptibles de sauvegarder les principes...".

Il Consigliere FOSSON dichiara l'adesione del Gruppo D.C. allo spirito della mozione in oggetto pur nutrendo dubbi, dati i tempi stretti per l'elaborazione della legge elettorale da parte del Parlamento, sulla possibilità che possano essere accolte le istanze in essa contenute.

Esprime perplessità e riserve sulla proposta di costituire un Collegio uninominale nella nostra Regione che obbligherebbe le forze politiche a raggrupparsi in coalizioni eterogenee privando gli eletti della funzione, nell'eligendo Parlamento Europeo, di portatori di idee e correnti ideologiche.

Il Consigliere RICCARAND, dopo avere espresso forti dubbi sull'utilità di un Parlamento Europeo espressione di una Europa inserita saldamente all'interno del Patto Atlantico e priva pertanto di una propria autonomia nei confronti degli Stati Uniti d'America e dell'Unione Sovietica, sottolinea la necessità di tutelare almeno le Regioni a Statuto Speciale consentendo loro di essere rappresentate nel Parlamento Europeo.

A suo giudizio tutte le forze politiche dovrebbero impegnarsi ad effettuare pressioni presso il Governo centrale al fine di ottenere il riconoscimento alla Valle d'Aosta del diritto di essere rappresentata in seno al Parlamento Europeo e, in caso di insuccesso, dovrebbero svolgere una campagna elettorale tendente ad ottenere un'astensione dal voto da parte degli elettori valdostani, rifiutando così di accettare soluzioni centralizzatrici che non tengano minimamente conto dell'esistenza delle minoranze etnico-linguistiche.

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Si dà atto che la seduta ha temine alle ore dodici e minuti cinquantasei e che i lavori del Consiglio riprenderanno alle ore sedici e minuti trenta.

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Letto, approvato e sottoscritto.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

(Giulio Dolchi)

IL CONSIGLIERE SEGRETARIO DEL CONSIGLIO

(Pietro Minuzzo)

IL SEGRETARIO ROGANTE

(Costantino Pramotton)

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