Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 810 du 21 octobre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 810/XIII - Interpellanza: "Iniziative per ridurre il livello di alloggi sfitti nella Regione".

Interpellanza

Il Piano Triennale per l'edilizia residenziale 2010/2012 elaborato dall'Assessorato opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica e approvato nello scorso Consiglio regionale indica, nella sua relazione, che "la percentuale di abitazioni non occupate è passata dal 30,34 percento del 1971 al 47,21 percento del 2001".

Lo stesso documento definisce questa situazione "contraddittoria ed insostenibile: da un lato un enorme patrimonio abitativo sotto utilizzato e dall'altra una forte richiesta alla quale il mercato non riesce a dare risposta".

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) a quanto ammonti ad oggi la percentuale delle abitazioni non occupate e quali ragioni producano in Valle d'Aosta un livello così elevato di alloggi sfitti;

2) quali azioni siano state poste in essere dalla Regione e da altri enti pubblici per ridurre tale fenomeno, a fronte di un crescente fabbisogno di locazioni e di un elevato numero di nuclei familiari in situazioni di emergenza abitativa;

3) quali azioni intenda porre in essere il Governo regionale per fronteggiare questo grave fenomeno.

F.to: Louvin - Chatrian

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Merci, M. le Président.

Ci siamo intrattenuti, colleghi, due settimane fa sul tema della edilizia residenziale e all'interno del piano triennale che abbiamo approvato come Consiglio è emerso un dato che a nostro modesto avviso dovrebbe ritenere tutta la nostra attenzione: la percentuale di abitazioni non occupate - scriveva l'Assessore nelle premesse al documento - è passata dal 30,34 percento del 1971 al 47,21 percento del 2001. In altri termini, abbiamo una casa su due in questa Regione che risulta essere legalmente sfitta.

Già nel documento, Assessore, indicava come contraddittoria e insostenibile questa situazione: da un lato, un enorme patrimonio abitativo sotto utilizzato;, dall'altro, una forte richiesta alla quale il mercato non riesce a dare risposta. Siamo in questa Regione notoriamente in una situazione di insostenibilità da questo punto di vista, a fronte delle emergenze abitative, a fronte anche della necessità di condividere il peso tributario, evitando che ci siano delle zone scoperte.

Le chiediamo, Assessore, di fornirci alcuni elementi che per noi dovranno essere un punto di partenza nella riflessione sull'argomento. Quindi: a quanto, oggi, non nel 2001, data a cui erano ferme le valutazioni di cui siamo in possesso, ammonta la percentuale delle abitazioni non occupate; cosa si sta facendo sia a livello regionale che nell'ambito degli enti locali per ridurre l'impatto di questo fenomeno; se c'è una linea di condotta da parte del Governo regionale per affrontare questo argomento. Questo è il senso del quesito e la ringraziamo delle risposte che vorrà darci.

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Innanzitutto voglio confermare le valutazioni che questa maggioranza ha inteso riportare con chiarezza e senza demagogia, quindi con trasparenza totale sulle parole che ricordava prima il collega Louvin nel piano triennale per l'edilizia residenziale, in merito all'elevata percentuale di abitazioni non occupate, lo abbiamo detto in maniera chiara che è un dato che ci preoccupa. Detto questo, voglio parimenti sgombrare da facile demagogia la valutazione delle azioni intraprese e da intraprendere per fronteggiare un fenomeno in costante crescita da oltre 20 anni; non è un fenomeno che non è stato toccato con mano o percepito negli anni passati.

Come detto nelle recenti audizioni della III Commissione per l'esame del citato piano triennale, l'unico dato ufficiale aggiornato è quello del censimento 2001; oltre a questo sono disponibili solamente dati più o meno recenti o incompleti, risultanti da indagini anche di parte (SUNIA, UPI, agenzie immobiliari e altre Regioni); dati che sono difficili da parametrare. Quindi, correttamente, nel piano abbiamo ritenuto opportuno investire risorse per altri studi e rilevazioni, e non direttamente per una precisa ricerca in quanto il fenomeno è, come è stato detto dal collega e anche da noi, addirittura scritto sul piano, e perché il censimento 2011 è ormai vicino.

Siamo sempre disponibili a raccogliere suggerimenti per il reperimento di dati certi, che non comportino aggravi al funzionamento delle strutture degli enti locali, già impegnate ad affrontare le conseguenze delle crisi del settore casa, perché è di questo che parliamo. Analogo approccio abbiamo seguito per l'analisi delle ragioni del fenomeno, in quanto da anni sono evidenti e sempre le stesse, e dipendono per gran parte dalla libera scelta dei proprietari: case da recuperare, seconde case, case locate solo stagionalmente, case locate senza contratto, e così via. Abbiamo più casistiche che dipendono essenzialmente dal proprietario.

Quali azioni possono essere poste in essere? Le azioni che la Regione intende porre sono elencate nel piano triennale per l'edilizia che abbiamo discusso non più di 15 giorni fa, come ricordato dal collega che ha ispirato questa interpellanza. Possiamo elencare alcune misure che il piano ha già riportato, che non sono delle risposte dirette a capire quali metodologie o quali interventi si possono mettere in atto per affievolire questo fenomeno di case sfitte.

Nel piano si è parlato di edilizia sovvenzionata, edilizia convenzionata, che può dare anche uno spunto a chi è proprietario di case per poterle ristrutturare con dei finanziamenti a fondo perso o con mutuo da parte della Regione, dell'incremento della proprietà della prima abitazione, vedere se certi proprietari sono interessati a cedere la proprietà per permettere la ristrutturazione e la trasformazione in prima casa per altri nuclei familiari e, collegato a questo, il recupero del patrimonio edilizio esistente al quale abbiamo dato priorità sui finanziamenti, il sostegno alle locazioni con il quale riusciamo, anziché ad erogare un contributo sulla spesa dell'affitto al nucleo che ne fa domanda, se questo nucleo è moroso, a fare il pagamento direttamente al proprietario. Questa è una misura che va incontro a quei proprietari che hanno delle titubanze a locare il proprio appartamento. Ricordo che ad esse sono collegati gli obiettivi perseguiti e puntualmente definiti dal piano stesso e che, in questa situazione, anche per il sottoscritto il piano è un punto di partenza. Tanti Comuni hanno provato a dare risposta (il Comune di Aosta per tutti), però sono state risposte che non hanno sortito gli effetti sperati.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Ringrazio l'Assessore, che è stato cortesissimo e ha sicuramente dato una risposta esaustiva in linea con quello che già sappiamo e abbiamo esaminato recentemente.

Per la verità, la domanda mi pareva fosse rivolta al Governo regionale nel suo insieme; il problema non credo sia solo di carattere edilizio, del suo Assessorato (senza nulla togliere all'importanza), ma è un problema urbanistico, è un problema turistico, è un problema anche di verifica da parte dei pubblici poteri del dovere contributivo che sta dietro l'utilizzo delle abitazioni come seconde case.

Domenica si tiene a Bolzano una consultazione referendaria popolare sul tema tra l'altro della disciplina delle residenze di tempo libero, che punta ad introdurre restrizioni ad un proliferare delle seconde case. Qui vicino a noi, in Svizzera, ci sono state di recente delle pronunce referendarie che hanno portato in questa stessa direzione; Trento si è dotata di una normativa molto efficace già negli scorsi anni in materia di residenze secondarie.

Qui abbiamo un buco politico, un'assenza di intervento da parte dei poteri pubblici, assenza per la verità non contingente, non legata a questi ultimi mesi, è un problema storico di non intervento, ma noi ci teniamo a dire che anche sui problemi che sono di lungo periodo è un bene che ci sia da parte del Governo regionale un po' più di rapidità, di slancio, anche di utilizzo delle strutture e delle risorse di cui dispone e noi faremo la nostra parte. Rileviamo questa assenza di sguardo, di profondità prospettiva da parte della Giunta su una constatazione che abbiamo fatto comunemente, ricordo anche in commissione qualche sussulto quando i rappresentanti dei piccoli proprietari hanno rappresentato il numero di abitazioni di seconde case presenti in Valle d'Aosta, lo squilibrio enorme se andate a confrontare il peso con altre regioni simili alla nostra, e questa nostra collettiva, ma diciamo pure di comunità valdostana, indolenza o compiacenza di fronte ad una situazione ormai cronica e incancrenita.

Crediamo quindi che questo sia un tema aperto. Ringrazio l'Assessore per avere riportato alla luce gli impegni che già ci siamo dati, ma crediamo che dovremmo partire su questo con un piede diverso e affrontare di petto questa situazione. Credo che intorno a questi ed altri temi fondamentali si giocheranno le partite importanti dei prossimi anni: questa è comunque la convinzione del nostro gruppo politico. Grazie.

Président - Avant de suspendre les travaux, je voulais annoncer qu'à l'après-midi, à quinze heures trente, si vous êtes d'accord, nous reprendrons avec la discussion du point 30 à l'ordre du jour, car la requête vient de l'Assesseur Lavoyer pour des questions qui l'obligent à être hors de la séance. Alors on reprendra les travaux avec la discussion du point 30 à l'ordre du jour. Merci.

La séance est levée.

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La séance se termine à douze heures et cinquante-cinq minutes.