Objet du Conseil n. 598 du 10 juin 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 598/XIII - Promozione del popolamento dell'area autoportuale di Pollein-Brissogne - Modifica della deliberazione n. 2883/XII dell'11 luglio 2007.
Il Consiglio
a. richiamata la propria deliberazione n. 4463/IX del 13 aprile 1993, di ratifica della deliberazione della Giunta regionale n. 2053 del 26 febbraio 1993, concernente l'approvazione degli elaborati fondamentali del Piano di ristrutturazione e riconversione dell'area autoportuale nei comuni di Pollein e Brissogne, articolato nei seguenti stralci funzionali:
a.1 realizzazione delle opere infrastrutturali;
a.2 costruzione dell'edificio modulare denominato "Serpentone";
a.3 costruzione dell'edificio denominato "Direzionale";
a.4 costruzione dell'edificio denominato "Torre della comunicazione";
b. vista la deliberazione della Giunta regionale n. 7874 del 17 settembre 1993, con la quale la finanziaria regionale Finaosta è stata autorizzata - ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16 e successive modificazioni - ad acquisire il capitale della società "Autoporto Valle d'Aosta S.p.a.", al fine di dare attuazione - per il tramite di detta società - al Piano di ristrutturazione e riconversione;
c. considerato che gli interventi previsti dal Piano presentano il seguente stato di realizzazione:
c.1 gli interventi di cui in a.1) sono ultimati e sono stati finanziati nell'ambito dei programmi INTERREG Italia-Francia (Alpi) 1991/93 e INTERREG Italia-Svizzera 1991/93 (sottoprogramma Valle d'Aosta) approvati, rispettivamente, con proprie deliberazioni n. 3493/IX del 29 giugno 1992 e n. 3957/IX del 25 novembre 1992, con le quali sono state ratificate rispettivamente le deliberazioni di Giunta n. 2414 del 9 marzo 1992 e n. 8340 del 18 settembre 1992;
c.2 gli interventi di cui in a.2) sono ultimati e sono stati finanziati nell'ambito del programma INTERREG Italia-Francia (Alpi) 1994/99, approvato con propria deliberazione n. 2000/X del 26 giugno 1996, con la quale è stata ratificata la deliberazione di Giunta n. 2370 del 24 maggio 1996, e nell'ambito degli interventi statali in favore delle aree depresse, ai sensi delle leggi n. 641 del 1996 e n. 208 del 1998, a seguito di due richieste di finanziamento formulate dalla Regione e approvate dal CIPE, rispettivamente, con deliberazioni 18 dicembre 1996 (in GURI, serie generale, n. 28 del 4 febbraio 1997) e n. 135/99 del 6 agosto 1999;
c.3 gli interventi di cui in a.3) sono ultimati e sono stati finanziati nell'ambito del citato programma INTERREG Italia-Francia (Alpi) 1994/99;
c.4 gli interventi di cui in a.4), con l'aggiunta della costruzione del "Modulo di raccordo" tra gli edifici "Serpentone" e "Direzionale", sono stati finanziati nell'ambito del Docup Obiettivo 2 2000/06, approvato con propria deliberazione n. 1744/XI del 20 dicembre 2000, con la quale è stata ratificata la delibera di Giunta n. 3948 del 20 novembre 2000, e risultano ultimati per quanto concerne l'edificio "Modulo di raccordo" e da ultimare, per quanto concerne l'edificio "Torre della comunicazione", limitatamente agli interventi di completamento funzionali alle attività da insediare effettivamente;
d. richiamata la propria deliberazione n. 1187/X del 22 febbraio 1995, integrata con successive proprie deliberazioni n. 2198/XI del 19 settembre 2001, n. 3142/XI del 2 aprile 2003, n. 192/XII del 5 novembre 2003 e n. 2883/XII dell'11 luglio 2007, con cui:
d.1 sono state individuate, con apposito schema basato sulla classificazione ISTAT, le tipologie di attività insediabili nelle strutture edilizie realizzate, riferendole ai singoli edifici di cui in a.2), a.3) (ivi compreso il "Modulo di raccordo") e a.4) e alla relativa superficie disponibile nonché alle tre aree settoriali ("commercio", "merci", "comunicazione") previste dal Piano di ristrutturazione e riconversione;
d.2 sono stati approvati i criteri di selezione delle richieste di insediamento;
d.3 è stato demandato, alla società Autoporto Valle d'Aosta SpA, il compito di selezionare le proposte imprenditoriali, sulla base dei criteri approvati dal Consiglio regionale e dei corrispondenti parametri definiti dalla Giunta regionale;
d.4 è stato stabilito, che, in tutti gli edifici dell'area, possa essere destinato fino ad un massimo del 20% della superficie utile locabile del singolo edificio alle tipologie di attività comunque insediabili nell'area autoportuale, fermo restando l'obbligo di iscrizione all'albo regionale degli artigiani per le attività che presentano domanda di insediamento nella galleria denominata "Botteghe artigiane";
e. vista la deliberazione n. 4653 del 30 dicembre 2000, con cui la Giunta regionale ha provveduto all'individuazione dei parametri di cui in d.3);
f. preso atto delle seguenti problematiche, rilevate da Autoporto Valle d'Aosta S.p.A., alle quali si rende necessario fornire adeguate risposte nell'immediato:
f.1 necessità di completamento dei lavori (cablaggi e finiture rimasti in sospeso nell'attesa della puntuale definizione dell'utilizzo degli spazi interni) dell'edificio "Torre della comunicazione", nonché obbligo di garantirne la piena operatività entro due anni dalla rendicontazione del Programma comunitario che ha contribuito al suo finanziamento, pena la perdita dei contributi comunitari e statali assegnati all'intervento;
f.2 esigenza di procedere ad un'ottimizzazione dei flussi interni all'area, per dare risposta ad un'insufficiente frequentazione di alcune parti dell'area stessa, con particolare riferimento alla galleria commerciale "Les Corbeilles" nel "Modulo di raccordo" e alla galleria delle "Botteghe artigiane" adiacente all'ipermercato;
f.3 necessità di applicare una maggiore flessibilità nell'utilizzo dei criteri di selezione delle domande di insediamento di imprese che, pur non incluse nel novero delle attività previste dai codici ISTAT individuati dalle precedenti deliberazioni del Consiglio regionale, non presentano esternalità negative e propongono attività economicamente valide;
g. preso atto che il livello di popolamento degli edifici è ritenuto soddisfacente per il "Serpentone" e il "Direzionale" (con percentuali di superfici occupate nei singoli edifici superiori al 90%) e non soddisfacente per il "Modulo di raccordo" e per la galleria delle "Botteghe artigiane" (con percentuali di superfici occupate, rispettivamente, del 48% e del 69%);
h. preso atto che le attività di marketing realizzate da Autoporto Valle d'Aosta S.p.a., finalizzate a promuovere l'edificio "Torre della comunicazione", non hanno dato luogo ad una pluralità di domande di insediamento da parte di imprese appartenenti ai diversi settori di attività previsti in origine;
i. preso atto della circostanza che Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. ha, per contro, ricevuto la domanda di insediamento da parte di INVA S.p.A., società in house partecipata dalla Regione e operante nel settore informatico, che andrebbe ad occupare la maggior parte della superficie dell'edificio di cui in a.4);
j. preso atto dell'opportunità, rilevata dalla Giunta regionale, di insediare, nei rimanenti spazi dell'edificio, fino ad un massimo del 25% della superficie totale, il Dipartimento innovazione e tecnologia (DIT) della Regione, quale struttura che svolge attività sinergiche e complementari a quelle di INVA S.p.A.. In particolare, secondo quanto stabilito dalla l.r. 12 luglio 1996, n. 16 e s.m.i. in tema di programmazione, organizzazione e gestione del sistema informativo regionale, il DIT provvede a:
- promuovere e sostenere lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza in ambito regionale ai fini del progresso sociale e del miglioramento della qualità della vita, favorendo la piena parità di accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
- favorire il processo di innovazione organizzativa e tecnologica degli enti pubblici territoriali valdostani in un contesto organizzato di cooperazione istituzionale;
- sviluppare, modernizzare e diffondere gli strumenti, le tecnologie telematiche e i sistemi informativi nell'ambito dell'Amministrazione pubblica;
k. preso atto che le predette ipotesi di insediamento sono state sottoposte all'esame della Direzione programmi per lo sviluppo regionale della Regione, in qualità di Autorità di gestione del Docup Ob. 2 2000/06, richiamato in c.4), per una verifica di compatibilità con la normativa comunitaria in materia di Fondi strutturali e i documenti di programma (Docup e Complemento di programmazione) oltre che con i pertinenti atti amministrativi del Consiglio regionale e della Giunta regionale;
l. preso atto che, dal predetto esame, che ha comportato anche una specifica consultazione dei competenti Servizi della Commissione europea, è emerso che:
l.1 la qualificazione "in house" di una società della Regione non ha alcuna rilevanza ai fini della valutazione di ammissibilità dell'insediamento di tale società nell'edificio denominato "Torre della comunicazione", sempre che tale insediamento avvenga alle condizioni previste per le altre imprese e che sia compatibile e coerente con gli obiettivi, i contenuti e i criteri del Docup e del Complemento di programmazione;
l.2 l'insediamento del Dipartimento innovazione e tecnologia (DIT) nella parte restante dell'edificio è possibile a condizione che la Regione assuma interamente a proprio carico la quota parte dei costi di realizzazione dell'edificio corrispondenti agli spazi destinati al DIT stesso e alle relative aree comuni;
m. preso atto che l'assunzione a carico della Regione della quota parte dei costi di realizzazione dell'edificio corrispondenti agli spazi destinati al DIT e alle relative aree comuni non comporta alcuna perdita di contributi comunitari e statali destinati al Docup ob. 2 2000/06, avendo la Regione, già in origine, attribuito al medesimo e poi impiegato, risorse proprie finanziarie aggiuntive rispetto a quelle minime necessarie di cofinanziamento;
n. ritenuto, pertanto, opportuno ampliare, limitatamente al codice ISTAT (Ateco 1991) riferito a "Attività degli organi legislativi ed esecutivi, centrali e locali; amministrazione finanziaria; amministrazioni regionali, provinciali e comunali", le tipologie di attività insediabili nell'edificio "Torre della comunicazione", al fine di permettere l'insediamento di strutture dell'Amministrazione regionale;
o. rilevata la necessità di derogare, per il caso di specie, dall'applicazione dei criteri di selezione approvati con propria deliberazione n. 1187/X del 22 febbraio 1995, stante la non pertinenza dei medesimi, consentendo l'insediamento diretto delle strutture di cui al precedente punto n);
p. preso atto delle valutazioni effettuate da Autoporto Valle d'Aosta S.p.A., la quale richiede di prevedere la possibilità di insediare, in tutti gli edifici dell'area, fino ad un massimo del 20% della superficie utile locabile, oltre che tutte le tipologie di attività comunque insediabili nell'area, anche le attività che, pur non essendo previste dalla propria deliberazione n. 1187/X del 22 febbraio 1995 e successive modifiche ed integrazioni, non producano esternalità negative nei confronti delle altre attività, fermo restando l'obbligo di iscrizione all'albo regionale degli artigiani per almeno l'80% delle attività che si insediano nella galleria denominata "Botteghe artigiane";
q. ritenuto opportuno aderire alla richiesta di cui alla precedente lettera p), al fine di massimizzare il popolamento dell'area;
r. preso atto che Autoporto Valle d'Aosta S.p.A., al fine di ovviare alla scarsa frequentazione di alcune zone dell'area, ha ipotizzato la realizzazione dei seguenti principali interventi: realizzazione di un agevole ingresso diretto al primo piano del lato ovest dell'edificio "Serpentone" da parte di chi proviene dai parcheggi scoperti (viabilità autostradale e ordinaria) e indirizzamento dei fruitori del parcheggio coperto verso una delle due gallerie; rivisitazione della viabilità stradale e dei percorsi pedonali; creazione di un collegamento diretto tra l'ipermercato e il primo piano della galleria delle "Botteghe artigiane"; evidenziazione degli ingressi degli edifici e realizzazione di insegne;
s. tenuto conto dell'opportunità, ravvisata dalla Giunta regionale, di studiare la fattibilità della costruzione, nell'area autoportuale, di un edificio per ospitare stabilmente eventi fieristici, considerata la carenza di tali spazi dedicati a livello regionale;
t. ritenuto di condividere l'opportunità di studiare la predetta fattibilità;
u. vista la deliberazione della Giunta regionale n. 3830 del 30 dicembre 2008, concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2009/2011, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
v. visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal dirigente della Direzione programmi per lo sviluppo regionale, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e), e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla presente deliberazione;
Visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;
Delibera
1. di ampliare le tipologie di attività insediabili nell'edificio "Torre della comunicazione" - indicate nello "Schema delle tipologie di attività economiche insediabili nell'area oggetto del piano di ristrutturazione e riconversione", allegato alla deliberazione consiliare n. 1187/X del 22 febbraio 1995 ed integrata, da ultimo, con deliberazione consiliare n. 2883/XII dell'11 luglio 2007 - mediante l'aggiunta del codice ISTAT (Ateco 1991) 75.11.1 "Attività degli organi legislativi ed esecutivi, centrali e locali; amministrazione finanziaria; amministrazioni regionali, provinciali e comunali", stabilendo che le attività riferibili a tale nuovo codice non occupino più del 25% della superficie dell'edificio "Torre della comunicazione";
2. di derogare dall'applicazione dei criteri di selezione approvati con propria deliberazione n. 1187/X del 22 febbraio 1995, per il caso dell'insediamento di strutture dell'Amministrazione regionale nell'edificio "Torre della comunicazione";
3. di consentire l'insediamento, in tutti gli edifici dell'area, fino ad un massimo del 20% della superficie utile locabile, oltre che di tutte le tipologie di attività comunque insediabili nell'area, anche delle attività che, pur non essendo previste dalla deliberazione del Consiglio regionale n. 1187/X del 22 febbraio 1995 e successive modifiche ed integrazioni, non producano esternalità negative nei confronti delle altre attività, fermo restando l'obbligo di iscrizione all'albo regionale degli artigiani per almeno l'80% delle attività che si insediano nella galleria denominata "Botteghe artigiane";
4. di demandare alla Giunta regionale l'elaborazione di uno studio di fattibilità per la costruzione, nell'area autoportuale, di un edificio destinato ad ospitare stabilmente eventi fieristici.
Presidente - Sul provvedimento è stato espresso il parere favorevole a maggioranza della IV Commissione.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Credo che questo atto, che è stato già ampiamente discusso nella Commissione competente, che ringrazio per aver voluto comprendere le ragioni di questa scelta, che vanno nella direzione di un utilizzo ottimale di tale area così importante, lo ricordiamo: anche realizzata con i fondi comunitari tanto per stare nel tema, quindi con un impegno sicuramente interessante... questa delibera va nell'ottica di prevedere una possibilità di meglio utilizzare tutte le strutture, tenendo conto di un allargamento delle possibilità che ad oggi erano vincolate ad una delibera che era stata a suo tempo adottata per quanto riguarda le tipologie di attività prevedibili in quella zona. Questo, oltre ad immaginare l'utilizzo che, come è stato detto, si riferisce alla Torre di comunicazione, che a tale punto trova una sua collocazione logica per quanto riguarda i cablaggi, le finiture in relazione alla puntuale definizione degli spazi interni, anche in funzione dell'obbligo di garantire la piena operatività entro due anni dalla rendicontazione. In questo caso il posizionamento all'interno della Torre delle comunicazioni si riferisce alla possibilità di ricevere la domanda di insediamento da parte di INVA, società in house partecipata dalla Regione e operante nel settore informatico, che andrebbe ad occupare la maggior parte della superficie dell'edificio. Per la rimanente parte, proprio in connessione diretta con l'attività dell'INVA, si è immaginato e quindi si è trovato l'accordo fra le parti per avere sempre nello stesso settore il Dipartimento innovazione e tecnologia della Regione, quale struttura che svolge chiaramente attività sinergiche con l'attività di INVA: questo è sicuramente un utilizzo ottimale della Torre delle comunicazioni.
Per quanto riguarda invece le possibili utilizzazioni delle altre parti con un aumento della possibilità di utilizzo del 20 percento rispetto a quello esistente, credo che dia una risposta positiva all'utilizzo di questa zona, tenendo conto che sempre nella stessa verrà creato il polo fieristico che già oggi, nei momenti in cui si è appena terminata l'esperienza di Rigenergia, ha dato un po' l'idea di come potrebbe essere validamente utilizzata al meglio questa zona, con una rivitalizzazione dell'insieme delle attività... già oggi si cerca di trovare delle soluzioni efficaci per quanto riguarda le attività economiche e di contorno della zona stessa.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Grazie, Presidente. Finalmente qualcosa si muove, Presidente Rollandin! Quell'area è da anni che aspettava un impulso e questo noi lo consideriamo un primo impulso importante per ridarle perlomeno una dignità rispetto agli ingenti investimenti che sono stati fatti negli anni passati. Lei ha fatto cenno, Presidente, all'ultima fiera, che tra l'altro ho avuto modo di frequentare, credo anche con successo... una fiera che si è svolta con successo qualche giorno fa, Rigenergia, che ha dato anche un'indicazione su come potrebbe essere recuperata al polo fieristico quella zona. Per anni abbiamo chiesto alle Giunte precedenti che vi fossero delle decisioni che andassero proprio verso la riqualificazione di quell'area, dove erano stati spesi centinaia di milioni di euro di fondi pubblici, ma da dove non si vedeva veramente uscire alcuna decisione. Al di là di questo passaggio, che consideriamo più o meno valutabile sotto l'aspetto politico, perché spostare l'INVA da un palazzo ad un altro ha poco significato sotto l'aspetto della scelta politica, quello che intendiamo invece vedere di positivo in questa scelta è, ripeto, un primo passo affinché in quell'area si sviluppi un progetto di riqualificazione dell'area, che veda nella stessa lo svilupparsi di attività economiche che possano dare un senso agli investimenti già fatti. Si potrebbe quindi anche - lo dico con grande serenità, Presidente - vedere delle "ombre" in questa operazione, perché si potrebbe andare a disquisire perché l'INVA si sposta da un palazzo, si mette in un altro, credo che si potrebbero anche esprimere delle critiche. Noi vogliamo vedere in questa decisione invece quello che potrebbe essere "il bicchiere mezzo pieno": l'inizio di un processo di riqualificazione economica di quell'area che ne ha molto bisogno.
Vicino a quell'area, a poche centinaia di metri, c'è la "questione Carrefour", che sappiamo è stata all'attenzione di quasi tutti i Presidenti delle Giunte precedenti per le scelte che erano state fatte in tempi non sospetti di rilancio economico di quell'area - il Carrefour, Les Corbeilles - e sappiamo quanto le mancate decisioni di quell'area abbiano penalizzato quei pochi, quegli eroi di operatori economici e commerciali che avevano sposato, condiviso l'idea di andare ad investire in quell'area. Credo che questa possa essere un'iniziativa che rimette al centro dell'attenzione delle scelte economiche, ripeto: quell'area sulla quale sono stati spesi centinaia di milioni di euro e dalla quale non si vedeva venir fuori assolutamente nulla. Lo consideriamo un piccolo passo, ma importante se dietro a questo passo ci sarà un progetto serio di riqualificazione per il rilancio di quella zona con un centro fieristico, un centro congressuale: quella potrebbe essere a nostro avviso la location ideale per rilanciare quella situazione.
Potremmo cogliere l'occasione per fare una riflessione sull'altra questione che rimane aperta e della quale vorremmo avere prima o poi delle risposte anche qui precise: sull'area della Pépinière e di tutta l'area che è stata anche lì riqualificata con centinaia di milioni di euro e dalla quale anche lì si attendono decisioni importanti. Auspichiamo nelle prossime settimane, sappiamo che sono in atto dei progetti di valutazione, di poter venire a conoscenza di progetti concreti, che diano anche a quell'area la possibilità di essere vissuta dalle attività economiche, artigiane e commerciali, perché di questo ha bisogno anche la città di Aosta, che ha necessità urgente di potersi riqualificare, riconvertire anche utilizzando queste aree limitrofe, ma molto vicine, per connessioni anche aeroportuali, autostradali, di connessione del trasporti di merci e di persone, questo noi lo consideriamo assolutamente strategico e vitale.
Un piccolo primo passo, che ci vede favorevoli a condizione che ne seguano altri, proprio per andare nella direzione di riqualificare economicamente quell'area.
Presidente - Se non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Consigliere Donzel, per dichiarazione di voto.
Donzel (PD) - Mi scuso con i colleghi, non volevo rubare spazio ad interventi della maggioranza.
Per quanto riguarda questo provvedimento, è anzitutto importante segnalare che finalmente si mette in luce la criticità di un'area. Sicuramente ci sono delle sofferenze, soprattutto per quelli che gestiscono attività commerciali nell'area, che vedono una certa difficoltà a veder decollare queste attività, quindi che si voglia investire in quell'area è estremamente importante. Mi riservo, a nome del gruppo, una preoccupazione, che riguarda quella dell'elaborazione degli studi di fattibilità: sappiamo che sono dei percorsi obbligati, ma sappiamo anche dove sono andati a finire una serie non indifferente di questi studi di fattibilità. Bisognerebbe avere un progetto determinato e perseguirlo fino in fondo, soprattutto con strutture che non siano rigide, ma flessibili e quindi permettano di variare il più possibile la tipologia delle attività che vengono recepite nell'area.
Altra cosa: direi che, siccome ci sono stati dei pionieri dell'area, andrebbe con attenzione valutato che l'insediamento di nuove attività non sia concorrenziale con quelle esistenti...
Rollandin (fuori microfono) - ... c'è...
Donzel (PD) - ... questo c'è... questo lo ribadisco come un fatto positivo, perché, visto che ci sono stati i pionieri, almeno che da quel punto di vista abbiano un minimo...
Una considerazione che aggiungo è che su quel tipo di area andrebbe di nuovo avviato uno studio da parte dell'Amministrazione regionale relativamente alla possibilità di realizzare - e qui dico una parola che in Valle d'Aosta ha sempre un effetto pericoloso, ma la dico sottovoce - una piccola zona franca. Questo è possibile rispetto a determinate aree produttive di piccola entità, secondo me vale la pena prendere in considerazione, siccome sappiamo che è estremamente difficile, anche se c'è nello Statuto della Valle d'Aosta e quindi va rispettato... l'idea della grande zona franca, non voglio aprire qui un dibattito di quel tipo, però è vero che esistono delle possibilità di realizzare piccoli luoghi di questo tipo e quella potrebbe essere un'area con delle caratteristiche di un certo tipo, perché esistono vari tipi di attività che potrebbero beneficiare di tali condizioni. Oltre al fatidico studio di fattibilità relativo a queste costruzioni, che speriamo non siano solo sogni che mai vengono realizzati, andrebbe quindi vista questa possibilità che invece sarebbe davvero un motore forte per quel tipo di area, per il collegamento autostradale e quant'altro, sarebbe davvero un punto da valutare con attenzione.
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.
Chatrian (VdAV-R) - Qualche considerazione di tipo politico. Il Presidente ha ripercorso le fasi che sono state affrontate in Commissione, con i due delegati, Presidente e Amministratore dell'Autoporto: considerazioni fatte la settimana scorsa, considerazioni fatte sullo stato dell'arte. È indubbiamente un dossier che non parte né dalla nomina del 2008, né dal 2003, né dal 1998, ma ben prima, quindi ha un percorso ben chiaro e ben delineato, un percorso che forse aveva ambizioni importanti e forse erano anche tempi diversi. Ho letto un po' il dibattito politico avvenuto in Consiglio in questi ultimi dieci anni: è stato un dibattito sovente non ideologico, quindi reale, concreto e, quando non è ideologico, la cosa diventa interessante, perché uno "mette nero su bianco" le problematiche e i punti di forza, ma anche i punti di debolezza: quindi escono fuori aggettivi importanti, frasi importanti e soprattutto progetti fallimentari o non fallimentari e alla fine si deve fare il punto della situazione, lo stato dell'arte da una parte o, come oggi, dare una nuova apertura, delle nuove possibilità.
In Commissione abbiamo cercato di approfondire questo tema delicato, sapendo che il tutto è suddiviso fra "il Serpentone", la parte direzionale, il modulo di raccordo, le botteghe artigiane, quindi i punti n. 3 e n. 4 del documento vertono soprattutto su problematiche in itinere per consentire l'insediamento: il punto n. 3, cioè il creare le condizioni per poter - me lo passi, Presidente - "riempire", perché ci sono delle difficoltà, problematiche quindi che impongono di modificare gli indicatori e i criteri di selezione; poi il quarto che, al momento è solo un'elaborazione degli studi di fattibilità, che potrebbe essere interessante per quanto riguarda gli eventi fieristici, ulteriormente a quello che è già stato fatto.
Vorrei fare con tutti voi un passo indietro e fermarmi sui punti n. 1 e n. 2, legati alla "Torre" chiamata "delle comunicazioni", ma "chiamata" perché probabilmente i presupposti erano quelli, gli obiettivi forse erano... non dico più aulici, ma forse si pensava di poter creare altre condizioni al mercato valdostano e proprio su quello ho letto attentamente il dibattito politico avvenuto in Consiglio regionale, dove si parlava già due anni e mezzo fa "di scelta ripiegata su...". Il dubbio del nostro gruppo... approfondendo le scelte e anche le risposte avute lo scorso anno a fine 2008, sul fatto che comunque è una scelta politica. Ci mancherebbe! Dicevo scelta politica di creare le condizioni affinché INVA si insediasse all'interno del palazzo delle comunicazioni e non solo INVA, il Dipartimento sistema informativo... quindi le due strutture pubbliche che andranno a completare totalmente questi 6-7.000 metri quadri. Il documento presentato indubbiamente è "presente" per quanto riguarda la compatibilità, la verifica di compatibilità, ci sono diverse condizioni, condizioni più tecniche che politiche, che sono: chi farà che cosa, quindi l'Autoporto si occuperà di una parte, la pubblica Amministrazione si occuperà dall'altra. Mi fermo invece sul senso più politico, che non ha dato i frutti che si sperava, che immagino la politica auspicava: perché nel 2006-2007, da come ho tracciato il percorso, l'Autoporto, (su mandato della politica) ... anzi la Giunta regionale ha dato mandato all'Autoporto di fare marketing, di fare attività in modo da riempire questa Torre delle comunicazioni non con il sistema pubblico. Ebbene, questo non ha funzionato, non siamo stati attrattivi, il substrato e il terreno probabilmente non è fertile, oppure chi ha pianificato o chi ha creato queste condizioni non ha portato il risultato atteso. Il tutto ci delude dal punto di vista politico perché, come ha detto giustamente il collega Lattanzi - e sono totalmente d'accordo -, si sposteranno 300 persone: 220 dell'INVA e 70-80 del Dipartimento sistema informativo, si riempirà questo importante immobile ma dal punto di vista pubblico. Questo è lo stato dell'arte di oggi: sto parlando della Torre delle comunicazioni: è un fallimento, perché in questi 15 anni, probabilmente gli auspici da un lato e gli obiettivi dall'altro non sono stati raggiunti; quindi si è ripiegato, come è stato detto, a creare le condizioni affinché INVA e il DSI riempiano il tutto. Ci trova quindi, dal punto di vista politico, non d'accordo: probabilmente il marketing non è stato fatto secondo canoni... non sono del mestiere, ma il risultato di tipo politico è che abbiamo dovuto spostare una partecipata e un dipartimento pubblico per poter riempire questo immobile così importante. Voteremo quindi contro soprattutto in relazione a questa mancanza di obiettivo politico, mancanza totale, perché comunque abbiamo dovuto spostare una società partecipata e un dipartimento totale, mi ripeto, per poter riempire questa metratura così importante, "a condizione anche di non perdere alcun contributo" (così è stato scritto); peccato, perché le condizioni probabilmente hanno dato un risultato diverso da quello atteso diversi e diversi anni fa. Grazie.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto, visto che c'è stato un inserimento nell'ambito delle dichiarazioni di voto un po' anomalo, perché c'è stata la discussione successiva... perché, se così era, chiaramente a conclusione del dibattito ci poteva essere un riferimento più puntuale... quindi molto sinteticamente vorrei però anche dare due risposte a quello che è stato detto nel merito.
Le osservazioni che sono state proposte per alcuni aspetti sono sicuramente condivisibili: il fatto che nell'area vi sia uno sforzo da fare per utilizzare al meglio gli spazi disponibili da un punto di vista commerciale e a questo proposito senza giustamente che vi sia interferenza o, peggio ancora, concorrenza dei nuovi insediati con quelli esistenti, vorrei solo dire che al punto n. 3 si precisa: "non producano esternalità negative nei confronti delle altre attività esistenti", questo è specificato, perché mi sembra corretto che si vada in tale direzione.
Una brevissima nota sul discorso della zona franca solo per specificare che il tema è all'attenzione di tutte le forze politiche e della maggioranza, che però ad oggi non si risolve con la delimitazione di una zona che può fare da punto franco, perché il discorso delle zone franche sotto il profilo del dibattito che avviene a livello di Unione europea è molto più complesso. Si è accettato il discorso delle deroghe delle zone franche urbane, con un concetto tutto da definire e con dei risultati che sono ancora da affrontare, ma la zona franca, il punto franco, quello che è, è ancora una situazione che purtroppo ha una normativa difficile, tant'è che le possibili applicazioni di questo punto franco non trovano spazio e quindi di fatto non esistono le possibilità operative per... Sicuramente questo non vuol dire che si abbassi la guardia sulla possibilità di avere una zona che possa avere i benefici, anche se tutta la normativa è talmente cambiata a livello comunitario, per cui obiettivamente, tenendo conto di quello che succede anche in Svizzera, si può capire qual è la tendenza generalizzata su questi temi.
Quello che mi sorprende un po' è l'immaginare che l'inserimento nel ragionamento fatto dal Vicepresidente Chatrian della Torre di comunicazione, che siccome è utilizzata dalla struttura pubblica.... che ha in questo caso utilizzato al meglio e al servizio di una sinergia tra l'INVA e il DIT... quindi utilizzando una struttura che come Torre di comunicazione era già stata costruita con un certo impatto, teniamo conto di come è costruita tale torre e dei vincoli anche architettonici che questo comporta sotto il profilo anche dell'utilizzo degli spazi... riteniamo invece che questa sia una finalizzazione che lascia libero lo spazio che attualmente è di INVA, che sicuramente non è sottoutilizzato, né rimarrà inutilizzato, ma le strutture pubbliche da qualche parte devono pur andare! Il fatto che vi sia una sinergia in una zona con un utilizzo, che fra l'altro va nella direzione... attenzione, INVA è una partecipata, una in house, ma svolge tutta una serie di compiti come svolgono altre società che possono benissimo insediarsi in zone... così come sono nell'area Borgnalle, si sono insediate nella zona dell'autoporto. Non capisco quindi questo tipo di indirizzo: "fallimento", non c'è nessun fallimento! È un utilizzo ottimale di una zona, che può creare le premesse per dare una risposta ad una serie di problemi che ha anche quella zona, che può quindi essere strategica per lo sviluppo della stessa. Per tutte queste ragioni quindi credo che in particolare nel punto n. 4 della delibera ci siamo limitati ad accennare, per dire qual è la direzione... il fatto di demandare l'elaborazione di un nuovo studio di fattibilità, perché purtroppo, non tanto... è vero, tutte le preoccupazioni sugli studi di fattibilità, ma il riferimento qui è legato al fatto che ci sono ancora delle proprietà all'interno di quest'area che non sono tutte dell'Autoporto e che limitano la possibilità di creare le premesse per avere uno spazio sufficientemente ampio per la zona fieristica: ecco perché, altrimenti si davano già delle indicazioni chiare del riferimento specifico progettuale; questo ci ha portato a fare tale ultimo punto, dando le indicazioni che però vanno nell'ottica auspicata dagli stessi colleghi.
Per tutte queste ragioni voteremo a favore del provvedimento.
Presidente - Pongo in votazione il provvedimento:
Consiglieri presenti e votanti: 30
Favorevoli: 25
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
