Objet du Conseil n. 593 du 10 juin 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 593/XIII - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla definitiva messa in funzione del collegamento Pila-Cogne".
Interpellanza
Premesso che a partire dal mese di ottobre del 2008 si sono susseguiti sulla stampa locale, in Consiglio regionale e nella IV Commissione consiliare permanente numerosi dibattiti, riflessioni e suggestioni riguardo all'ultra decennale problema del trenino Pila-Cogne;
Preso atto che la IV Commissione consiliare ha provveduto durante il mese di dicembre del 2008 a predisporre un numero importante di audizioni, durante le quali sono state ascoltate le posizioni di numerosi protagonisti della vicenda, eccezion fatta solo per gli ex amministratori politici coinvolti e gli attuali addetti all'impianto (Pila SpA);
Ricordato che la società Geodata di Torino aveva provveduto nel mese di novembre a predisporre alcune soluzioni tecniche per la definitiva messa in funzione dell'impianto o della sua totale ricostruzione, o addirittura prospettive alternative al trenino;
Considerato che allo stato attuale, nonostante non serva a nessuno, tale infrastruttura continua a produrre dei costi di gestione e di mantenimento a carico dei cittadini;
Atteso che, dopo circa 25 anni dagli inizi dei lavori di questa opera costata finora svariate decine di milioni di euro, una soluzione al problema debba essere adottata perché non più procrastinabile;
tutto ciò premesso, i sottoscritti Consigliere regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere quali sono gli intendimenti della Giunta in merito alla definitiva messa in funzione del collegamento Pila-Cogne, verso quale opzione tecnica si stanno attualmente concentrando le attenzioni dei tecnici dell'amministrazione e in quali tempi si pensa di pervenire ad una soluzione finale.
F.to: Zucchi - Lattanzi - Benin
Président - La parole au Conseiller Zucchi.
Zucchi (PdL) - Grazie, Presidente. Beh, io ve lo avevo promesso, vi avevo detto che all'inizio di questa legislatura su questo tema ci sarebbe stata da parte mia personale e del gruppo un'attenzione per giungere finalmente a dare una risposta su questa annosa vicenda, denominata "trenino Cogne-Pila, Cogne-Acque Fredde".
Senza nulla togliere a quelle attività che sono state effettuate in IV Commissione, che hanno sviscerato in lungo e in largo le dinamiche, credo che meglio di così non si potesse fare, perché abbiamo analizzato con puntualità e accortezza tutti quegli aspetti che sono emersi all'inizio della legislatura e che hanno dato origine, da parte anche del Governo regionale, dell'affidamento del dossier affinché fosse esaminato, correttamente, per le responsabilità del caso dal punto di vista dei danni erariali, responsabilità contabile, che seguiranno il loro corso; ciò nondimeno credo che politicamente sia giunto il momento di poter dare una risposta ai cittadini, anche e non solo perché di questa vicenda, che data - lo ricordo - dal 1980, dai primi degli anni '80 e i primi stanziamenti sono stati effettuati nel 1984-1985, non ricordo bene, credo che sia giunto il momento di dare una risposta. Una risposta che mi rendo conto può anche creare dell'imbarazzo politico, ma che ciò nondimeno deve essere comunque data.
Dicevo prima che in Commissione abbiamo sentito tutti; per la verità, manca all'appello soltanto l'audizione della società Pila, che attualmente su incarico della Regione gestisce il tratto e quindi per sentire anche le loro opinioni in merito soprattutto ai costi di gestione, che sappiamo essere non più tanto, ma comunque ancora sono state inserite, Assessore, se non erro, nelle poste di bilancio delle somme che si aggirano attorno al milione di euro. Lei, all'inizio della legislatura, nel bilancio preventivo, a titolo cautelativo, ha inserito una somma che è destinata alla gestione evidentemente corrente delle strutture che noi, in quella famosa giornata dei primi di dicembre, abbiamo avuto occasione di visitare nella tratta di quella famosa "epica" traversata nella neve, che ci ha portati a piedi fino alla stazione di Cogne... "epica" lo dico in modo ironico, naturalmente... ecco, ovviamente era da intendersi in questi termini, c'erano delle persone che magari non si rendevano conto che in Valle d'Aosta a dicembre nevica, quindi sono venute con i mocassini, va bene, sono problemi loro! Comunque, ciò nondimeno abbiamo dovuto attraversare a piedi la tratta dall'ultima galleria fino alla stazione di Cogne!
Orbene, bando all'ironia, perché qui è meglio fare un po' di ironia, ma non troppa, perché l'argomento non ne suggerisce molta. Vorremmo sapere... e credo che sia corretto, Presidente e Assessore, dare una risposta definitiva ai cittadini... vorremmo sapere quindi, esauriti quasi completamente gli iter in Commissione, che comunque per competenza ha una funzione, e credo che questa funzione l'abbia esperita in una maniera compiuta... credo che sia responsabilità del Governo dare delle indicazioni in merito alle decisioni che si devono prendere su questo argomento; decisioni che - mi rendo conto - possono essere anche dolorose, difficili, imbarazzanti, che ciò nondimeno occorre evidentemente spiegare.
Allora, a seguito... parlo per aver seguito tutti i lavori in questa Commissione pur non facendone parte, perché ho sempre dichiarato che l'argomento per me rivestiva un interesse particolare, e non solo per il legame affettivo nella località di Cogne, ma proprio per la dimensione di tutto il dossier, credo che il lavoro sia stato fatto. Durante queste audizioni si sono sentiti tanti pareri non convergenti l'uno con l'altro; in una di quelle occasioni i tecnici che sono stati incaricati dalla Regione hanno proposto delle soluzioni che sono rimaste soluzioni sulla carta, pertanto credo che il Governo... mi fermerei tutto sommato qui, quindi nell'attesa delle vostre posizioni e nell'eventuale successiva replica, a seconda delle vostre dichiarazioni di intenti, vorremmo sapere se si intende in qualche modo mettere una parola "fine" a quella che è stata un'esperienza tragica e non certamente positiva per la nostra Amministrazione oppure cosa si intende fare, se si intendono adottare delle soluzioni alternative.
In buona sostanza, i tecnici - che mi sembra fossero della Geodata di Torino - avevano fornito una serie di valutazioni, a scalare, importantissime, stradali, di recupero del tunnel, anche dal punto di vista stradale e ferroviario, avevano dato delle indicazioni per la verità un poco larghe di impegni di spesa... da quel momento non abbiamo saputo più nulla! Non è una responsabilità, credo, né della Commissione, né del suo Presidente, né dei Commissari che hanno un certo tipo di competenza. Adesso la parola credo sia doveroso che sia la vostra, quindi attendo con grande curiosità, interesse e con un po' di preoccupazione le valutazioni che voi, immagino, dovreste dare non tanto all'Assemblea, ma a tutti i cittadini.
Si dà atto che dalle ore 12,04 presiede il Vicepresidente André Lanièce.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Grazie, Presidente. Sicuramente la questione è una questione che è di interesse, c'è un'attività che è stata svolta da parte della Commissione e dei Commissari a livello individuale, da parte del Governo; quindi il dossier è un dossier che sta proseguendo, sicuramente a breve avremo delle decisioni in merito, delle decisioni che verranno proposte ai vari organi in modo tale da dare delle soluzioni.
Rispetto a quello che lei dice, c'era un dossier dove c'erano delle ipotesi più che delle soluzioni. Ce ne erano 10, 11, alcune conservative ed altre decisamente innovative, quindi passando da un tunnel ferroviario a un tunnel autostradale, con un delta di investimenti molto importante. Rispetto a questo tema c'è stato un prosieguo dell'attività da parte dei dirigenti, dei responsabili regionali e dei professionisti allora incaricati. La gamma delle varie soluzioni è una gamma che già da quel dossier veniva particolarmente ristretta, perché vi erano alcune soluzioni che avevano tante e tali controindicazioni da essere scartate a priori.
Oggi il quadro che abbiamo è un quadro sostanzialmente che distingue due filoni: un filone che è rappresentato da un trasporto pubblico, con soluzioni dove viene mantenuta una funzionalità di accesso al pubblico, sia esso ferroviario, stradale, pedonale, con uno scenario che deve poi avere un nullaosta da parte del Ministero dei trasporti, perché ovviamente quel progetto che avevamo, aveva già un nullaosta, ma essendo un nullaosta del '95 ha necessità di essere riacquisito qualora la funzione sia una funzione di accesso al pubblico; quindi queste sono delle soluzioni tutte molto impegnative e costose. La soluzione alternativa a questo filone è una soluzione chiamiamola "conservativa", dove vi sono due soluzioni: una, che vede quel tunnel come un tunnel di servizio, un tunnel di emergenza, non con l'assenza di un accesso al pubblico, ma un accesso diciamo straordinario, così come all'interno di questa logica minimale esiste anche la possibilità di non procedere a nessun altro tipo di intervento perché anche nella logica dell'accesso straordinario degli investimenti sono necessari; quindi, se decidessimo di utilizzare questo, comunque ci sarebbe la necessità di fare un investimento che può essere stimato in diversi milioni di euro, 3-4 milioni di euro, anche per questa soluzione.
Direi che i confronti che sono stati portati avanti dai tecnici... confronto con i responsabili del Ministero, acquisito che il parere del '95 è superato e deve essere di nuovo acquisito, è verosimile pensare che investimenti per l'accesso al pubblico siano investimenti molto, troppo importanti con degli esiti forse incerti; quindi, dalle prime analisi, ma che sono tutte ancora da condividere, questa soluzione diventa di difficile definizione. Sulle altre due, su quella conservativa, cioè se creare uno stop e riconvertire tutto quello che è riconvertibile, evitando qualsiasi altro investimento per l'accesso o utilizzarlo per accesso straordinario, stiamo chiudendo, ma a brevissimo faremo una proposta....
(interruzione del Consigliere Zucchi, fuori microfono)
...sì, ci sono, allora, l'accesso al pubblico che è quella più onerosa, che è la più remota anche se decisioni definitive non ci sono; nelle altre due, quelle conservative, c'è o un utilizzo straordinario per l'accesso o il blocco di tutti gli investimenti e la riconversione di tutto quello che è riconvertibile, tutte le aree esterne... quindi è verosimile che si farà una proposta che è indirizzata a questa cosa. Il discorso è a brevissimo, pertanto sicuramente nelle prossime settimane addirittura avremo modo di condividere a livello di Governo regionale e poi a livello di Commissione queste nostre indicazioni.
Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.
Zucchi (PdL) - Assessore, guardi, le cose che ha detto le sapevamo già. Non ho fatto un'interpellanza per farmi dire le cose che sapevo, perché le sapevano tutti... gliele ho dette io, in premessa, quali erano le soluzioni... volevo delle posizioni nette. Presidente Rollandin, lei è abituato... è noto per prendere delle posizioni nero o bianco, si fa così o non si fa così, è questo che ho chiesto.
È passato un anno quasi, non dalla convalida, ma dal voto, è passato un anno; la preoccupazione è quella di arrivare di nuovo con le medesime manfrine nell'esame delle soluzioni che - ripeto - conosciamo, per continuare a non decidere o a rimandare. Qui non è più tempo di Commissioni, io mi spossesso del mio ruolo di Commissario che non sono della IV, ma comunque di Consigliere: la patata è vostra! Voi dovete prendere una decisione in tempi rapidi, non è più pensabile arrivare ancora a dire: "vediamo, valutiamo..."! Abbiamo capito che c'è una novità in più, sembrerebbe che l'ipotesi dell'utilizzo del tunnel ferroviario per il trasporto del pubblico sia un'ipotesi remotissima, quasi impossibile, e questa è una notizia, mettiamoci una pietra sopra su questo!
Noi, gli abitanti di Cogne, e anche nel mondo turistico, aspettiamo una risposta, perché penso anche al dopo; dobbiamo dire chiaramente che non è più fattibile l'opera di collegamento ferroviario per il pubblico, con quell'ottica che era stata pensata tanti anni fa, e vogliamo dire se c'è una possibilità alternativa per il collegamento Cogne-Pila dal punto di vista invernale, domaine skiable? Credo che non sia solo una domanda mia, è una domanda anche che si fanno da tempo gli abitanti della Valle di Cogne, i cogneins, anche gli abitanti e gli operatori turistici di Gressan e di Pila, a cui deve essere data una risposta. Allora il cincischiamento non è più tollerabile, non lo dico con spirito polemico, lo dico con spirito costruttivo: occorre dare delle risposte. Oggi le risposte non le abbiamo avute, se non quelle di apprendere che il tunnel molto difficilmente, sarà un'ipotesi remotissima, quasi impossibile, il tunnel ferroviario non avrà uno sbocco favorevole per quanto attiene il trasporto pubblico. Se poi dopo si dovrà andare verso soltanto la fruizione di questa opera solo per le questioni di emergenza che abbiamo visto che talvolta serve, come è servito durante quest'anno, questa è una valutazione di cui noi vorremmo poi avere dei riscontri certi in tempi brevi, come noi vorremmo e credo i valdostani e soprattutto penso agli abitanti di quelle aree, delle risposte su eventuali soluzioni alternative, visto che ormai è naufragata l'ipotesi del collegamento ferroviario. Almeno, oggi, se non altro, un passo in più lo abbiamo avuto, perché salvo ripensamenti che mi sembra di capire anche dall'atteggiamento del Presidente saranno molto improbabili, sul trenino abbiamo messo una pietra sopra per quanto riguarda il trasporto pubblico.
Attendiamo con ansia ed in tempi brevi le risposte per un'alternativa al collegamento invernale e non solo, in un'ottica turistica e di sviluppo di quella Valle che tanto ha fatto per il turismo - è sotto gli occhi di tutti - e le attività alberghiere che sono state fatte in tutti questi anni e che necessita comunque di uno sbocco, dal momento che l'idea originaria del trenino abbiamo appreso, oggi, che è naufragata!
