Objet du Conseil n. 374 du 11 février 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 374/XIII - Approvazione di risoluzione: "Acquisizione da parte della Regione Valle d'Aosta di quote di capitale di proprietà ENEL nelle società operanti nel settore della distribuzione e vendita di energia elettrica".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Richiamato l'accordo-quadro sottoscritto il 19 aprile 2000 tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta e ENEL S.p.a. che ha portato all'acquisizione delle 26 centrali idroelettriche di proprietà di ENEL ubicate in Valle d'Aosta e alla costituzione di una società di distribuzione dell'energia elettrica con capitale detenuto per il 51 percento da ENEL S.p.a. e per il 49 percento dalla Regione, per il tramite di Finaosta S.p.a.;
Richiamata la legge regionale 26 luglio 2000 recante "Interventi per l'acquisizione di partecipazioni in società di produzione e distribuzione e vendita di energia elettrica" che ha autorizzato la Giunta regionale ad acquisire quote di partecipazione, anche totalitaria, nelle società operanti nei settori della generazione e della distribuzione e vendita di energia elettrica con sede legale in Valle d'Aosta, di proprietà di ENEL S.p.a. o di società ad essa collegate o da essa controllate;
Ritenuto che il progetto originale avviato nel 2000 abbia conseguito i risultati attesi e che siano ora presenti le condizioni per portarlo a completamento anche per quanto riguarda la distribuzione e la vendita dell'energia elettrica;
Considerata l'importanza di garantire la sicurezza del servizio in tutte le zone del territorio valdostano e la qualità del rapporto con gli utenti, oltre alla possibilità di impostare una gestione più flessibile delle politiche tariffarie a vantaggio dei cittadini;
Osservato come le interruzioni della fornitura di energia avvenute in diverse parti del territorio regionale in occasione dell'ondata di maltempo che ha interessato la nostra regione nel mese di dicembre 2008 abbiano evidenziato l'importanza fondamentale della continuità dell'erogazione dell'energia elettrica in un territorio con le peculiari caratteristiche morfologiche della Valle d'Aosta;
Ribadita la necessità di mantenere inalterate e di migliorare l'efficienza, la funzionalità e la gestione del servizio di distribuzione dell'energia elettrica sul territorio valdostano e di evitare eventuali decisioni di accentramento gestionale ed operative fuori dalla Valle d'Aosta dettate da considerazioni di natura reddituale;
Ricordato l'accordo concluso il 23 ottobre 2008 tra ENEL e la Provincia Autonoma di Bolzano che prevede, tra l'altro, la cessione alla Società Elettrica Altoatesina S.p.a. - SEL del ramo di azienda di distribuzione elettrica della Provincia di Bolzano;
Conferma
L'interesse della Regione Autonoma Valle d'Aosta a diventare azionista di maggioranza delle società di distribuzione e vendita di energia elettrica operanti sul territorio valdostano e tutt'oggi controllate da ENEL S.p.a.;
Invita
Il Presidente della Regione, i Parlamentari valdostani e le forze politiche rappresentate in Consiglio ad adoperarsi nelle sedi opportune per portare a completamento il progetto avviato nel 2000, attraverso l'acquisizione delle quote di capitale di proprietà dell'ENEL nelle società operanti nel settore della distribuzione e vendita di energia elettrica in Valle d'Aosta.
F.to: Empereur - Salzone - La Torre - Fontana Carmela
Président - Ont été présentés cinq amendements par le groupe Vallée d'Aoste Vive - Renouveau.
La parole au Conseiller Empereur.
Empereur (UV) - Merci, M. le Président. Cari colleghi, il tema dell'elettrico, in particolare dell'idroelettrico è uno degli argomenti più importanti, ripetutamente evocato dalle origini della nostra autonomia ad oggi. L'evoluzione giuridica del tema, comprese le sentenze della Corte costituzionale e le normative comunitarie in materia, è assai intricata e non mi avventurerò certamente sull'argomento, confermando naturalmente la necessità e l'importanza di avere un quadro chiaro e definito. In questo senso segnalo come manchi ancora la norma di attuazione sul settore elettrico, già varata in passato dalla Commissione paritetica, da tempo sparita nei meandri di Palazzo Chigi e il cui iter dovrà probabilmente ripartire daccapo.
Veniamo al tema della risoluzione, che peraltro è stata lungamente discussa in Commissione con apposite audizioni, come era stato richiesto dalle forze di opposizione, al fine di avere un quadro di riferimento ancora più chiaro. Quanto emerge è così riassumibile: meritoriamente la Regione, con l'acquisizione delle 26 centrali idroelettriche, ha all'inizio degli anni 2000 messo un paletto fondamentale a favore della nostra economia e del nostro sistema di autonomia; un'operazione politicamente brillante ed economicamente redditizia. A completare il quadro nel settore elettrico resta ancora l'acquisizione delle quote di maggioranza delle società che nacquero in seguito a quell'accordo fra ENEL e Regione e che si occupano, da un lato, della distribuzione e, dall'altro, della vendita. Già a suo tempo si immaginava, nell'accordo quadro stipulato fra le parti, che la Regione potesse acquisire quote azionarie di proprietà ENEL e da allora i diversi Governi regionali succedutisi hanno operato affinché questo acquisto si potesse concretizzare. In realtà, come meglio dirà il Presidente Rollandin, siamo ancora oggi in una situazione di impasse che resta piuttosto inspiegabile non avendo al momento l'ENEL ben esplicitato le ragioni per cui ritiene utile mantenere la sua partecipazione di maggioranza in queste società. Ciò ancor più e a maggior ragione dopo la vendita da parte di ENEL del ramo di azienda di distribuzione elettrica alla Provincia autonoma di Bolzano in virtù dell'accordo dell'ottobre scorso. Non si tratta per noi di una sterile acquisizione in una logica di mera rivendicazione autonomistica, ma si tratta del completamento di un disegno di importanza strategica in un settore vitale per la Valle d'Aosta, non solo nell'ottica di quell'autogoverno che fortemente vogliamo rivendicare, ma anche perché vogliamo, direi dobbiamo, mantenere nelle nostre mani le risorse che riteniamo indispensabili per la nostra economia. Un pronunciamento del Consiglio regionale in questo inizio di legislatura su tale tema appare utile, non essendo stato finora il tema compiutamente evocato e naturalmente rafforza nell'ambito della trattativa la capacità di contrattazione del Governo regionale, che direi opportunamente ha sollecitato la maggioranza a proporre questa risoluzione, già condivisa dal Partito Democratico e che ci auguriamo, dopo la discussione che seguirà, potrà essere condivisa da tutto il Consiglio.
Si dà atto che dalle ore 19,49 presiede il Vicepresidente Lanièce André.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Grazie Presidente e grazie anche alla maggioranza per avere comunque avuto un approccio serio su tale questione. Ricorderanno i colleghi che la risoluzione era stata presentata in quest'aula in modo frettoloso alla fine di un'altra seduta. Il tema - lo abbiamo ricordato noi stessi in quel momento - meritava un approfondimento diverso da quello che avrebbe avuto in modo così affrettato, in coda di una seduta e senza l'adeguata preparazione. Ci sono state delle riunioni di Commissione che riteniamo opportune, perché, poiché è la prima volta che questo Consiglio affronta l'argomento ad inizio di legislatura, hanno permesso di fare un punto sulla situazione e di acquisire delle informazioni condivise su tale questione. Stiamo parlando di una questione che in termini formali non richiederebbe nemmeno un atto di indirizzo, un indirizzo questa Regione ce l'ha e molto preciso, in una legge votata dal Consiglio: legge n. 20/2000, che è chiarissima al riguardo, non lascia spazio ad equivoci: la Giunta regionale è autorizzata ad acquisire quote di partecipazione anche totalitaria nelle società operanti nei settori della generazione e della distribuzione e vendita di energia elettrica con sede legale in Valle d'Aosta, di proprietà di ENEL S.p.a. o società ad essa collegate o da essa controllate. Dal punto di vista della forma, questo è quanto basta, perché un Governo sia autorizzato a procedere in tale direzione, ma credo sia a tutti evidente che il Governo regionale chiede un esplicito pronunciamento, come ha detto il collega Empereur poco fa, un rafforzamento della posizione negoziale della Regione. Su questo abbiamo fatto per parte nostra degli approfondimenti molto seri, siamo a conoscenza delle vicende che hanno accompagnato il fantasma del Louvre della norma di attuazione, scomparsa negli uffici di Palazzo Chigi negli scorsi anni, siamo assolutamente convinti della necessità di questa cornice normativa affinché si possa operare correttamente. Chi ha la pazienza di sfogliare la norma di attuazione del Trentino Alto Adige, che vale sia per la Provincia di Bolzano, sia per la Provincia di Trento in materia idroelettrica, ha tutto il modo di comprendere con quale forza e con quale competenza formale agiscono oggi le due Province su questo terreno. Noi non siamo nella stessa condizione, abbiamo già proceduto all'acquisizione dei rami di produzione dell'ENEL in assenza di questa norma e siamo ancora in tale condizione di incompletezza dal punto di vista normativo ed è una lacuna che dobbiamo colmare nel più breve tempo. Questo lo riteniamo un passaggio assolutamente necessario affinché il nostro sistema non solo di produzione, ma di approvvigionamento e distribuzione di energia elettrica possa essere solidamente implementato. Abbiamo seguito e abbiamo approfondito con un'apposita interpellanza la vicenda della SEL di Bolzano, che proprio nelle settimane scorse ha operato un trasferimento complesso non solo nel settore della distribuzione, ma anche nel settore della produzione, in modo diverso da quello con il quale abbiamo finora proceduto e si intenderebbe procedere qui. Ci sono delle linee di azione diverse, nell'operazione di Bolzano c'è un forte coinvolgimento ancora dell'ENEL sotto il profilo della compartecipazione non solo azionaria, ma anche del piano industriale e c'è - la cosa è significativa ed è presente nella Provincia di Trento -, diversamente dalla Valle d'Aosta, una forte presenza degli enti locali nel settore della distribuzione e gestione della rete. Questi sono aspetti non marginali sui quali abbiamo incentrato la nostra attenzione nel portare all'attenzione del Consiglio alcune proposte emendative di tale risoluzione.
Non riteniamo utile che si "stressi" eccessivamente l'argomento della politica tariffaria, da quanto abbiamo approfondito in Commissione, non sembra che l'acquisizione della rete abbia un'influenza diretta sulla questione tariffaria. Il vettore, il trasportatore dell'energia non incide da quel punto di vista, per cui non è indispensabile che si associ l'idea di un maggior coinvolgimento della Regione nel settore della distribuzione ad un aspetto di ritorno economico per l'utente finale, per il cittadino. Di qualità del servizio sì e questo lo diciamo senza esitazione, riteniamo che il coinvolgimento deciso anche della Regione nella gestione della rete sia sicuramente un punto da consolidare. Dove ci troviamo in una posizione di forte interrogazione in questo momento rispetto ad ulteriori acquisizioni azionarie da parte della Regione? Il punto è complesso e può sembrare anche prematuro porlo in questo momento, ma è la prima occasione che abbiamo per farlo. Non abbiamo potuto farlo sulla questione della Cervino S.p.a. e sulla sua acquisizione avvenuta d'estate nel mese di agosto, non abbiamo ancora potuto farlo nelle sedi di Commissione dove è appena iniziato un lavoro che con i colleghi stiamo svolgendo per audire tutti i responsabili delle controllate regionali, ma noi abbiamo l'impressione complessivamente che il sistema delle partecipate e controllate regionali necessiti oggi di una regia diversa da quella che è attualmente in atto. Vogliamo dire con questo che ci sono procedure per quanto riguarda le nomine dei vertici aziendali, per quanto riguarda i controlli complessivi - non parliamo di controlli di dettaglio, ma controlli strategici sugli obiettivi - che vedono totalmente by-passata l'Assemblea regionale che si trova ad essere spettatore, semmai ogni tanto interrogante rispetto a questo o quell'aspetto, ma estranea a quella che adesso si chiama la governance, la tenuta d'insieme di questo settore. Siccome questa governance riguarda una buona metà dell'economia regionale, riteniamo oggi prioritario tale aspetto. Abbiamo preso conoscenza in questi giorni che un disegno di legge è stato presentato dalla Giunta in ordine alla modifica della legge istitutiva della Finaosta, siamo sicuri che il tema si presenterà nelle prossime settimane, che diventerà tema di forte discussione il livello di implicazione della Regione, quanto è partecipe economicamente di queste società e come esse vengono governate, se tutte sono necessarie, se alcune sono strategicamente indispensabili ed altre eventualmente non lo sono più o non lo sono in modo rilevante. Questo è un atto di indirizzo politico, questo è un atto qualificante per questo Consiglio, lo affrontiamo con molta serietà e proprio perché riteniamo nostro dovere portare migliorie a questo atto, abbiamo sottoposto alla vostra attenzione degli emendamenti, che non illustro nel dettaglio, credo che si autoillustrino sufficientemente, qualora ce ne fosse bisogno, lo faremo più puntualmente, ne do comunque conoscenza. Si incentrano: il primo, sulla questione della priorità di norma di attuazione e su un coinvolgimento da parte degli enti locali, se condiviso (non si obbliga nessuno, il principio di sussidiarietà vale per tutti anche nel non fare portare delle responsabilità e dei coinvolgimenti che non intendono farlo) ma, qualora lo ritengano ,gli enti locali possono essere chiamati a far parte di questo nuovo assetto societario qualora vi sia un'acquisizione maggiore e quindi dominante di controllo della Regione su DEVAL S.p.a. e sulle sue controllate; il secondo sulla problematica di trasparenza e controllo del Consiglio sulle partecipate regionali; il terzo sulla riconsiderazione degli ambiti di intervento per vedere dove possiamo sfoltire (a nostro modo di vedere ci sono delle iniziative in questo senso che dovranno essere discusse nei prossimi mesi ed anche cedendo ai privati dei rami che non siano indispensabili per l'interesse pubblico); il quarto di carattere formale sul fatto di invitare o meno le forze politiche presenti in Consiglio ad attivarsi, siamo noi stessi che impegniamo, era questo il senso chiarificatore dell'emendamento; l'ultimo molto pregnante per noi sull'impegno a sottoporre una proposta organica di trasparenza nella procedura di nomina dei vertici delle controllate. Intendiamoci, stiamo parlando di una cosa sulla quale ci siamo impegnati anche in campagna elettorale, che è una procedura di trasparenza, eventualmente di auditing preventivo da parte delle Commissioni sugli indicati per il vertice delle controllate regionali e sull'individuazione di un modo che consenta al Consiglio regionale di essere partecipe del controllo sull'azione che queste svolgono. Grazie, Presidente, per avermi accordato tale piccolo supplemento, ma credo che nell'interesse dei colleghi vi fosse quello di evitare una serie di presentazioni ulteriori.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Tibaldi.
Tibaldi (PdL) - Noi abbiamo presentato un'interpellanza lo scorso Consiglio per capire le ragioni di questa volontà regionalizzante, che era comparsa sui giornali qualche settimana prima. Le risposte sono state esaustive, nel senso che ci hanno chiarito che non ci sono scadimenti della rete o del servizio in Valle, quindi la gestione DEVAL non è deficitaria, che non c'è un rilassamento di interesse da parte di ENEL nei confronti della nostra Regione, che c'è volontà di mantenerla in efficienza e che non ci sono i presupposti per attivare un'azione di emergenza. Abbiamo allora pensato che vi fosse un vantaggio economico per i cittadini che utilizzano le linee elettriche, in realtà sappiamo che la leva tariffaria non si tratta di stressarla: si tratta di prenderla in considerazione nella dovuta maniera, non dipende dalla volontà di DEVAL azionarla, ma dipende dalle decisioni supreme dell'autorità che sta a Roma. Decaduti questi due presupposti, tali due motivazioni che per noi non sono di secondo piano, cerchiamo di argomentare in maniera differente quella che potrebbe essere un'operazione che oggi ci viene proposta come strategica di grande indirizzo politico. Diciamo subito che un negozio presuppone l'accordo di almeno due parti, una delle quali ci pare che abbia qualche anno fa e anche recentemente - mi riferisco al 18 dicembre - manifestato al Presidente Rollandin che l'ENEL conferma il proprio impegno aziendale in Valle d'Aosta per migliorare ulteriormente gli elevati livelli di qualità del servizio ai clienti raggiunti nella Regione, mantenendo la partecipazione in DEVAL così come previsto dalla legislazione vigente. Questo direi che è abbastanza chiaro e questo ci fa capire che la negoziazione avrà una proposta, ma dovrà avere anche un'accettazione. Ci pare di capire che tale comportamento sia concludente, l'ENEL ha ribadito una volontà di dominio sulla DEVAL del controllo azionario. Se vogliamo fare esercizi di accademia, possiamo continuarlo questo ragionamento, ma l'opzione non è stata accolta alcuni anni fa, oggi viene ulteriormente respinta, la leva tariffaria non è nelle nostre mani, i disservizi non mi pare che si possano imputare all'attuale titolare dell'azionariato perché lo stesso Presidente Rollandin li ha smentiti rispondendo al nostro quesito n. 2. Vogliamo allora capire fino a che punto volete spingervi con questa regionalizzazione ad ogni costo; tutto è strategico in Valle d'Aosta e sotto questa denominazione si procede ad acquisire tutto e il contrario di tutto. Anche la rete ha una sua valenza strategica, lo sappiamo, ma non possiamo procedere a colpi di negazione di tutto quello che è diverso dalla Regione: se non è Regione, non è buono; se è Regione, è buono, ma quanto è buono "Regione"? Ponetevi anche questa domanda. Penso che abbiamo degli esempi illuminanti che non sempre Regione è sinonimo di bontà di amministrazione e di gestione e allora qualcuno in nome del popolo sovrano - qualcuno mi suggeriva "in nome del secondo piano" - qui si compiono le operazioni più disparate. Ad un certo punto è stato regionalizzato il casinò, la gestione con una procedura anche giuridica e anche riconosciuta e ne vediamo gli effetti nefasti di cui da anni si pagano le conseguenze; l'esperienza di BVA non mi sembra sia stata particolarmente meritevole, non è che ha lasciato negli annali della storia valdostana qualche segno positivo; Finaosta, abbiamo appreso dai giornali che c'è la volontà di espellere i privati (in questo caso gli istituti di credito) dalla componente azionaria; allora vuoi perché non sono in grado di reggere il mercato, come è successo per Cervino S.p.a. testè ricordata, vuoi perché sono scomodi tutto ciò che è diverso da Regione deve essere annullato. A noi non sta bene questo ragionamento, Presidente, e lo dichiariamo in maniera assoluta. Non vogliamo che DEVAL, qualora un domani - ammesso che ciò avvenga - percorra la strada della regionalizzazione, vada ad infilarsi in quel vicolo cieco di esperienze fallimentari o infelici che si sono verificate in passato. DEVAL oggi è una società partecipata dalla Regione, domani potrebbe diventare una società totalmente controllata dalla Regione, ma società "totalmente controllata" vuol dire che anche qui rischiamo di mettere nelle mani di una sola persona... perché oggi il Presidente è Rollandin, domani magari sarà un altro... che diventi plenipotenziaria di situazioni che hanno dimostrato tutti i loro limiti: strapotere da un lato, assenza di controlli, perché la Valle d'Aosta è una Regione anomala da questo punto di vista, nemmeno la Corte dei Conti può esercitare il proprio controllo. Cosa ci rimane da comprare, Presidente Rollandin? Ci rimane la Banca d'Italia e il Tribunale, poi possiamo coniare moneta e proclamare l'indipendenza, l'inno ce lo abbiamo, lo stemma anche... Ci chiediamo effettivamente cosa rimane da acquistare: tutto è stato acquistato! Siamo veramente ai limiti di una situazione che non trova eguali non solo nelle Regioni italiane, ma forse neanche nelle Regioni europee. Sappiamo che questo ragionamento non piacerà a nessuno di voi, ma siamo convinti che molti di voi si pongono i problemi di come avvengono le gestioni pubbliche, regionalizzate in Valle d'Aosta e qui è opportuno soffermarsi su tale aspetto. CVA è una gestione che ha una sua redditività che finora non si vede come beneficio diretto nelle tasche dei valdostani, non sto parlando di ridistribuzione degli utili, ma lì ci sono accantonamenti di risorse sui quali mi auguro che la Commissione competente faccia un approfondimento con i dovuti crismi. Vi sono però delle distorsioni gestionali in una società come questa che è il fiore all'occhiello della Valle d'Aosta, che in pochi anni hanno evidenziato come la mala gestio regionale rischia di rovinare anche questa grande opportunità. Crediamo non sia questo il punto di partenza, anzitutto si tratta di capire, perché ENEL non vuole cedere, se non vuole farlo, avrà delle buone ragioni. Il Presidente non ce le ha mai spiegate, abbiamo letto delle perentorie dichiarazioni del Dirigente della Divisione infrastrutture e reti, Livio Gallo, di ENEL che ci terrà a mantenere nell'ambito della società elettrica principale dell'Italia anche il controllo di una società, che nell'elenco delle imprese incluse nell'area di consolidamento ENEL viene riconosciuta come importante. Presidente, noi sinceramente non abbiamo alcuna volontà di alimentare questo discorso distorsivo che è iniziato diversi anni fa, che è stato portato all'ennesima potenza con interventi di tale tipo e questo qui, ancorché definito strategico, si unisce in quel mosaico di controllo politico e non di vantaggio della comunità, di cui la Valle d'Aosta avrebbe bisogno.
Noi non voteremo favorevolmente questa risoluzione e l'esame in Commissione ha confortato e confermato le nostre opinioni.
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie, Presidente. Certamente la distribuzione dell'energia elettrica nella quasi totalità del territorio è garantita dalla società DEVAL S.p.a., partecipata tramite Finaosta al 49 percento dalla Regione e per il 51 percento dall'ENEL che ha voluto mantenere nelle sue mani l'azienda sin dagli accordi Regione-ENEL, concretizzatisi nell'approvazione della legge regionale n. 20/2000, che autorizzava la Regione ad acquisire le quote di partecipazione della società operante sia per la produzione, dove abbiamo 100 percento in CVA, sia nella distribuzione.
Come gruppo Stella Alpina, abbiamo da sempre rivendicato con forza la volontà di creare una strategia tutta valdostana per poter gestire autonomamente la distribuzione e la vendita dell'energia elettrica in Valle. Vorrei quindi ricordare anche a chi siede fra i banchi del Consiglio per la prima volta come da parte nostra abbiamo presentato più volte iniziative su tale questione negli ultimi anni per cercare insieme al Governo regionale di addivenire all'acquisizione almeno di quel 2 percento che oggi non permette alla Regione di avere la maggioranza. Questo è per noi un passaggio importantissimo e non può che vederci favorevoli, per avere in mano anche la distribuzione che aumenterebbe quel processo di autonomia che dovrà portare verso la restituzione della piena proprietà su tutte le acque già dichiarate pubbliche. Come non ricordare che tale questione è sempre stata all'attenzione dei valdostani che nel 1700, pagando la somma di 800mila franchi, versati allo Stato sabaudo, ottennero i diritti sulle acque, diritti che lo Stato italiano via via nel tempo ha sottratto fino alla sua estinzione nel 1933. È da alcuni anni che la Regione sta tentando di acquisire queste ulteriori quote di DEVAL per completare il progetto di indipendenza elettrica; questo quindi per noi è un atto significativo e qualificante che va nella direzione da noi auspicata, pertanto daremo ed esprimeremo un voto favorevole sulla mozione.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, ritengo particolarmente importante esprimere le ragioni che hanno portato il gruppo PD a sottoscrivere una risoluzione delle forze di maggioranza. Per dire intanto che non è una questione così nuova e recente come si vuol far credere: si tratta di un progetto risalente al 2000, un progetto che nella sua parte che è stata realizzata è stato ampiamente riconosciuto come positivo e che quindi attraverso questa risoluzione vuole continuare tale cammino. Non è quindi un atto nuovo, non è qualcosa che esce da un percorso, ma è un qualcosa su cui ci siamo espressi, abbiamo dato un giudizio favorevole e che sta dando dei risultati estremamente positivi.
La seconda ragione è legata alla questione che il settore della produzione dell'energia elettrica, come abbiamo avuto modo di rilevare in discussione sul bilancio, sta diventando strategico per questa Regione che fatica a produrre. È un settore che non ho esitato a definire di caratteristiche quasi industriali per la nostra realtà, che deve essere implementato anche attraverso la produzione di energia eolica - lo ripeto all'infinito -, energia solare, e quindi il tema della distribuzione anche di queste nuove energie non è così scontato, non è detto che possa interessare il partner nazionale, mentre invece l'acquisizione delle quote che possono dare la maggioranza o il controllo della società alla Regione potrebbe aprirci delle prospettive anche dal punto di vista di scelte strategiche in questo senso. Acquisito che è strategico il settore della produzione, ma anche quello della distribuzione e della vendita dell'energia elettrica, ne consegue che abbiamo spesso ripetuto in quest'aula che su questioni di valenza generale era importante far prevalere lo spirito generale, l'interesse generale della comunità e in alcune situazioni quest'aula, su questioni di carattere ordinamentale, non ha avuto nessuna esitazione a votare all'unanimità i provvedimenti presentati. Qualcuno ha rilevato che l'affare si può fare se sono in due a volerlo fare; non sono un esperto di commercio, ma so che nel commercio, se uno ha particolarmente voglia di acquistare, può eventualmente convincere chi è restio a concludere tale affare; questo fa salire il prezzo - mi suggeriscono -, ma intanto bisogna cercare di esprimere chiaramente questa volontà e lavorare affinché la stessa possa realizzarsi. Non abbiamo esitato a dire in Commissione che certamente ci sarà un passaggio per vedere quanto è l'impegno di spesa e su quello ci riserviamo di dire la nostra, ma qui stiamo affermando la questione di principio della volontà di acquisire queste quote della DEVAL. Da tale punto di vista, anche in questo senso siamo favorevoli a tale tipo di provvedimento, l'unica cosa spero che nessuno voglia ricordare che fu opera del lavoro del Centro-Sinistra... quello che portò nel 1962 anche lo Stato nazionale a nazionalizzare l'industria elettrica... perché già allora si ritenne che era un settore strategico per lo sviluppo...
Caveri (fuori microfono) - ... per noi fu un disastro...
Donzel (PD) -... ho infatti richiamato quello in senso polemico, per dire non vorrei che qualcuno ci facesse la battuta: "voi siete sempre stati per le nazionalizzazioni", in tale caso vale il principio della regionalizzazione; queste sono le ragioni che ci hanno indotto a valutare positivamente tale cosa. Non nascondiamo che le preoccupazioni che alle volte vengono addotte sul fatto che qui tutto sta diventando regionale, che c'è un problema di controllare meglio come avvengono queste cose sia un problema di una certa rilevanza, però vorrei che le due cose fossero distinte, che discutessimo di aspetti non confondendo la chiave di questa operazione che è quella dell'acquisizione di un settore strategico già ampiamente approvato nel 2000 e che deve essere sostenuto anche oggi.
Presidente - La parola al Consigliere La Torre.
La Torre (FA) - Cercherò di essere breve, vista l'ora tarda. Siamo molto convinti di questo provvedimento e voglio rispondere in particolare ad alcune osservazioni che sono state fatte di nuovo in merito al concetto di invasività della Regione sul territorio. Contesto profondamente questo, ritengo che proprio tale modello valdostano e tale ulteriore presenza della Regione sarà lo strumento che permetterà alla Valle d'Aosta di superare la crisi e sarà proprio lo strumento che darà delle chances in più alle nostre realtà economiche e operative. In questo senso sono anche un po' perplesso da alcune osservazioni che vengono fatte. Siamo in presenza di grandissimi cambiamenti a livello mondiale ed europeo; l'ENEL nel luglio 2008 ha comprato OGK-5, che è una consociata elettrica russa, adesso sta trattando ENDESA, quindi si sta allargando in Spagna, in Russia e noi non possiamo comprarci la nostra linea di trasporto in Valle d'Aosta? L'ENEL fa una politica in Russia e in Spagna con i soldi degli italiani, 8 miliardi di euro devono farsi finanziare, hanno bisogno di soldi e noi non possiamo immaginare di comprarci le nostre linee di distribuzione? Perché? Tanto più che sappiamo e siamo in presenza anche, come è stato riconosciuto dal collega Louvin, di un non buon servizio ai fruitori di Vallée Energie, perché ENEL non investe! Perché ENEL impedisce a Vallée Energie di operare, anzi peggio la condiziona nel momento stesso in cui impone le sue procedure, che sono procedure non funzionanti in Valle d'Aosta! Quando presentano i loro programmi... non voglio essere tecnico... SAP Venere, che sarebbe il programma di contabilità... è un programma che non funziona e impedisce a 10mila valdostani di avere le fatture! Non è solo quello, ce ne sono altre di questioni delicate: si potrebbe parlare delle forniture straordinarie, di tutte le difficoltà esistenti, si potrebbe parlare di programmi AMM, che sono quelli di trasferimento dei dati fra DEVAL e Vallée Energie che non funzionano, di nuovo dei programmi che sono stati imposti dall'ENEL quando era ancora in DEVAL, all'inizio, quando ha ceduto il 49 percento. Di cosa allora ci stupiamo? Della nostra volontà di voler esercitare la possibilità di acquisire queste reti? Non ci dobbiamo stupire, anzi stiamo facendo quello che è giusto fare, ossia essere padroni a casa nostra delle nostre opportunità: lo facciamo con i soldi dei valdostani, li investiamo in Valle d'Aosta garantendo dei servizi, garantendo degli investimenti, garantendo in prospettiva anche delle opportunità, probabilmente difendendo anche dei posti di lavoro. Parliamoci chiaro: in Vallée Energie saranno pochi i posti di lavoro (20 posti), ma non avrà prospettive in un quadro di un'ENEL che si sta muovendo in questa direzione.
È stato detto anche dell'importanza delle energie alternative, ma ENEL per fare cassa con ENDESA sta andando a vendere tutti i suoi gioielli legati alle energie alternative perché sono gli unici che valgono; allora che prospettive possiamo avere noi di sviluppare le nostre potenzialità legate alle energie alternative con un partner che invece cede le energie alternative? Questo è un ragionamento che striderebbe con quella che è una logica. Ritengo che è fondamentale agire, tanto più che in questo momento hanno bisogno di soldi, perché in borsa l'ENEL sta spendendo l'1,4 o il 2 percento, hanno bisogno di fare cassa, sono in un momento in cui devono operare in una direzione rispetto alla quale probabilmente la Valle d'Aosta è marginale, è il momento giusto per diventare proprietari delle nostre reti di distribuzione, per sanare Vallée Energie, metterla in condizioni di fare il suo lavoro, di fatturare, per dare garanzie ai cittadini valdostani di un buon servizio, per investire dove serve in linee elettriche che magari oggi sono all'interno di un bilancio che deve essere per ENEL vantaggioso e legato al profitto. Noi pertanto, facendo attenzione a non trasformare niente in un carrozzone, possiamo andare a fare tutti quegli interventi e sviluppare quelle opportunità che sono utili alla Valle d'Aosta. Secondo me, questo è un modo per spendere bene i soldi dei valdostani.
Presidente - Se nessuno chiede la parola, fermo la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Ringrazio il Capogruppo Empereur e tutti i colleghi che hanno presentato le loro osservazioni nel merito di questa risoluzione. Credo che gli interventi abbiano dimostrato l'interesse sulla materia e come su questo tema sia importante capire come le forze politiche si pongono. Abbiamo deciso di portare questa risoluzione non a caso. La storia del perché di questa risoluzione è già stata fatta: una legge aveva indicato chiaramente qual era il passaggio, l'indirizzo, sono passati un po' di anni senza che si addivenisse ad un accordo, ma questi anni hanno permesso di mantenere DEVAL come è oggi, perché c'era sempre l'idea che si andava verso il passaggio definitivo alla Regione. Allora si manteneva la sede ad Aosta, si manteneva la direzione di un certo tipo, si mantenevano le squadre di intervento, si manteneva la manutenzione, si dava esecuzione a dei piani di integrazione regionale perché c'era tale obiettivo. Questo ha tenuto in piedi il sistema che ha funzionato e ha dato dei risultati e a cui abbiamo riconosciuto il merito di aver sicuramente seguito una politica che tenesse conto del fatto che le linee in questa regione sono di difficile manutenzione, hanno l'esigenza di avere degli investimenti importanti e questo si è potuto ottenere grazie a tale attenzione particolare. La prova provata di questo è che nelle altre situazioni e nelle altre Regioni non è così, purtroppo, e lo sanno benissimo quelli che hanno preso contatto con le altre Regioni, quello che sta succedendo a livello di gestione delle linee di trasmissione e quindi di collegamento e distribuzione dell'energia.
Partendo da questo contesto, la ragione per cui si è portata tale risoluzione è per capire se c'è qualcuno che può darci almeno delle spiegazioni e attivarsi per... perché qualcuno ha detto: "ma perché l'ENEL non cede?" Le ragioni per cui l'ENEL non cede non ci sono state dette! Abbiamo avuto l'incontro ed è la ragione per cui ci siamo permessi di sollecitare un intervento che sia chiarificatore, almeno per quanto riguarda la Valle d'Aosta, perché le ragioni per cui si è detto "no" ad attivare questo meccanismo non ci sono state spiegate! Credo allora sia perlomeno scorretto questo atteggiamento, quando invece le ragioni e le motivazioni della richiesta di tale acquisto da parte della Regione sono state chiaramente espresse, era nei patti e questo doveva essere mantenuto e non è mantenuto oggi da qualcuno che è seduto sulla poltrona ENEL. Benissimo, noi non condividiamo questo atteggiamento, naturalmente faremo i passi necessari anche con la politica, perché è così. Perché o qualcuno dà degli indirizzi a quello che sta succedendo sulla politica energetica, vuol dire anche nell'ambito di quello che è questo ramo di azienda, perché prima era tutto ENEL produzione, distribuzione e grande distribuzione, oggi non è più così, ENEL ha dovuto cedere questo ramo di azienda, quindi non è che cede ad una nuova società. Cosa manca? È stato fatto un riferimento alle norme di attuazione sicuramente molto importante. Anche noi abbiamo denunciato il fatto che per cinque anni una norma di attuazione non sia mai stata portata in Consiglio dei ministri. Quando abbiamo voluto riprenderla nella Commissione paritetica ci è stato detto: "ricominciamo l'iter", mentre per quanto riguarda il Sud Tirolo questa era cosa fatta, di questo non possiamo non dire quello che è successo! La norma di attuazione, come sappiamo, va nella direzione di risolvere un problema che l'acquisto non ha ancora risolto, che è il discorso delle concessioni. Il discorso delle concessioni è un discorso delicato per quanto riguarda l'idroelettrico, perché le concessioni sono a scadenza e sappiamo che anche le concessioni relative alle centrali acquistate sono nel 2029 e comunque sono a scadenza e quindi questo è un tema molto importante e, sotto tale profilo, solo quella sarà la soluzione. Non dimentichiamo che nel frattempo nella finanziaria a livello statale era passato un comma, laddove riduceva per il Sud Tirolo di dieci anni quella che era la previsione di possibilità di proroga per l'ENEL, per il Sud Tirolo questo non veniva fatto, guarda caso; allora è passato questo emendamento ed è stato accolto. Tutti elementi che vanno nella direzione di dire che sicuramente c'è una trattativa nel merito di questo tipo di coinvolgimento.
Il coinvolgimento degli enti locali sicuramente è possibile. Vorrei solo ricordare che, per quanto riguarda la società di distribuzione, non è la società che fa utili, ma è una società che gestisce servizi, è strategica, ma se i comuni vorranno intervenire e dare il loro supporto, la loro partecipazione azionaria, ben vengano, ma credo che abbiano qualche difficoltà ad andare in questa direzione, perché l'interesse generale della Regione va nella direzione di garantire tale distribuzione su tutto il territorio. Per il comune sarebbe forse più difficile da giustificare, ma è un atteggiamento che ci può stare, non è esclusa la partecipazione a livello comunale e quindi, sotto questo profilo, non abbiamo nulla in contrario.
Per quanto riguarda la politica tariffaria, è evidente che, finché ci sarà un'autorità, la politica tariffaria non è gestita dalla Regione, quindi la redditività di questa azienda è legata al sistema con cui si attivano le parti della bolletta: nella bolletta c'è la parte energia e la tariffa per la distribuzione e quest'ultima è legata a quanto viene deciso a livello nazionale e non ci sono differenze; credo che questo sia abbastanza scontato. Si è fatto un gran parlare sulle partecipate e sulla trasparenza; la trasparenza, per quanto riguarda il funzionamento e la gestione, è totale, tutti gli atti sono a disposizione di tutti, il modo di gestire ha dato dei risultati per la gran parte di quelle che sono le controllate. Non vorrei che si confondesse l'azione fatta nei confronti di Finaosta - arriverà la legge su Finaosta - come un'azione volontaria contro le banche, perché ho sentito qualcuno dire: "quando non fanno comodo, le mandate via", ma non è così, è la legge del in house che lo impone, sia chiaro, altrimenti si ha ancora l'idea che qualcuno abbia espulso le banche. Le banche sono uscite da questo, come è uscita da INVA a suo tempo Telecom; non era possibile mantenerle, quindi non è stata una scelta, né si è voluto eliminare qualcuno che dava fastidio, anzi non c'è mai stato alcun problema con le banche. Le banche sono uscite perché, in applicazione anche alle direttive del funzionamento delle finanziarie, non poteva esserci la presenza delle banche.
Per quanto riguarda la chiave di lettura che si vorrebbe dare per cui, quando sono antipatici, si dice: "andate via", per favore, non diciamo questo, perché non esiste tale tema! Chi lo ha detto lo sa, quindi credo che il riferimento sia abbastanza chiaro, ma non vorrei che vi fossero equivoci su questo. Dall'altra parte si contesta il problema del funzionamento e della leva finanziaria, del finanziamento che è legato all'attività della distribuzione. Sicuramente il problema della distribuzione è un'attività onerosa, in Valle oggi abbiamo due realtà che fanno distribuzione e sono le cooperative (cooperative forza e luce in questo caso) e le società (la società DEVAL). Da un punto di vista dei ritorni, credo vi sia da guardare gli ultimi bilanci per capire quali sono gli investimenti per mettere i contatori elettronici. Credo vi sia stato detto: c'è stato un investimento importante che ha reso difficili gli equilibri finanziari di DEVAL. Si è poi costituita Vallée Energie per l'attività conseguente, ora è stato detto a tutti i livelli del mancato funzionamento di Vallée Energie, ma per dare un esempio su come ci sia l'esigenza di arrivare ad una definizione del problema che abbiamo sottoposto, basta guardare cosa è successo con ENI, distribuzione gas. Avevamo la sede ad Aosta, si è chiusa con decisione sicuramente travagliata e oggi tutti coloro che hanno bisogno di trattare i problemi legati alla distribuzione del gas - faremo ancora un tentativo per non farla chiudere - vanno fuori Valle! La stessa cosa può succedere per DEVAL ed è inutile mettere insieme le altre realtà locali legate alla parte regionale, perché non hanno nulla a che spartire con il sistema DEVAL. Riteniamo che sia un atto giusto nei confronti dell'accordo che c'era fra Regione ed ENEL di dare la possibilità di avere una società a maggioranza pubblica a livello regionale.
Presidente - Cominciamo ad analizzare gli emendamenti...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
Presidente - ... vuole che ne dia lettura? Il primo emendamento del gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau recita:
Emendamento
Aggiungere, al terzo capoverso, dopo le parole "vendita dell'energia elettrica", le parole: "sollecitando l'adozione delle necessarie norme d'attuazione e coinvolgendo, ove lo ritengano opportuno, gli enti locali della Valle d'Aosta in modo significativo nel nuovo assetto societario".
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Poco fa il collega Donzel ha ricordato che non siamo gli unici a seguire questo dibattito, è opportuno fare un poco di chiarezza per forse le due o tre persone che possono seguirci da casa e far sapere su cosa stiamo discutendo. Non intendevo allargarmi ulteriormente, avevo già chiarito prima, questo emendamento riguarda l'opportunità di avere un quadro di norme di attuazione e un coinvolgimento degli enti locali. Mi pareva che su questo il Presidente della Regione avesse annunciato una visione favorevole su tale tema, per questo era utile che lo esplicitasse egli stesso.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Immaginavo che, avendo già in precedenza il collega Louvin letto e commentato tutti gli emendamenti, fosse possibile esprimersi sull'insieme degli stessi in modo da agevolare la discussione.
Sul primo emendamento è corretto quello che ha detto il collega Louvin, nel senso che, per quanto ci riguarda, questa aggiunta va nella direzione di dare una possibilità agli enti locali, quindi la cosa può essere aggiunta, come il fatto del richiamo alla norma di attuazione che abbiamo sollevato. Gli altri emendamenti, il n. 2 e il n. 3, che vanno nella direzione di entrare nel merito dell'attività delle partecipate che sia più o meno adeguato, siamo contrari come per quanto riguarda l'emendamento n. 4, laddove non è solo una questione formale. Noi invitiamo le forze politiche perché riteniamo che vi sia giustamente un'azione dei Parlamentari, ma anche delle forze politiche che ritengono a loro modo di attivarsi per... Sull'ultimo emendamento siamo contrari, perché il discorso è collegato con il riferimento alle partecipate, riteniamo che su questo avremo modo di intervenire quando discuteremo di Finaosta, quindi non riteniamo di accoglierlo.
Sul primo emendamento siamo d'accordo, sugli altri voteremo contro.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau:
Consiglieri presenti: 30
Votanti e favorevoli: 28
Astenuti: 2 (Tibaldi, Zucchi)
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel sull'emendamento n. 2.
Donzel (PD) - Volevo illustrare la posizione rispetto agli emendamenti. Sull'emendamento n. 1 abbiamo votato a favore, sugli emendamenti n. 2 e n. 3 riteniamo si possa tornare successivamente per cui abbiamo una posizione di astensione, mentre siamo contrari all'emendamento n. 4 perché riteniamo sia opportuna un'azione delle forze politiche in questo senso.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Capisco il senso nel quale poco fa il Presidente Rollandin ha affermato dal suo punto di vista esserci trasparenza totale per le partecipazioni. È vero che se chiediamo qualsiasi informazione, c'è molto garbo e c'è molta disponibilità a venire nelle Commissioni a discutere. Meno trasparente è dal nostro punto di vista il modo in cui si individuano i vertici di queste partecipate. Ho memoria pochi mesi fa di una scelta di un nuovo Presidente della CVA, che ho appreso in modo trasparente dal giornale, in quanto Consigliere di opposizione, ma forse nello stesso modo in maniera trasparente lo hanno appreso anche altri! Quando c'è una partecipazione reale, addirittura un controllo su una società da parte di un ente pubblico, a nostro modo di vedere, queste non sono scelte ininfluenti. Le scelte di fondo sull'ampliamento o sulla riduzione degli organici aziendali non sono scelte ininfluenti, gli orientamenti negli investimenti e così via. Non più tardi di due settimane fa un'altra controllata non di poco momento che si chiama Casino de la Vallée ha ritenuto trasparentemente di illustrare ai Consiglieri della maggioranza e al Presidente di un partito della maggioranza le proprie strategie aziendali prima di farle conoscere al Consiglio, sono questioni opinabili. La nostra opinione di minoranza è che ci deve essere un rovesciamento, ci deve essere un ruolo e una responsabilità diversa e più pregnante di questo Consiglio e ci deve essere una valutazione attenta, preventiva di chi governa e di come governa le partecipate. Questo non dice niente di più, né niente di meno del senso di una trasparenza ed effettivo controllo da parte del Consiglio regionale sul sistema delle partecipazioni regionali, cosa che chiediamo. È la ragione per la quale manteniamo questo emendamento e, siccome è stata esplicitata la posizione della Giunta e della maggioranza sui successivi e anche del collega Donzel a nome del suo gruppo, insistiamo su questo aspetto di riconsiderazione degli ambiti di intervento regionale che saranno oggetto del prossimo emendamento, se vogliamo evitare ogni volta di ripartire con la discussione, per dire che per noi ci sono dei settori che possono fare oggetto di ripensamento e ci pare utile che in questo contesto venga esplicitato. Sulla questione delle forze politiche rappresentate in Consiglio non moriamo, sono aspetti formali, ma che il Consiglio dica ai partiti cosa devono fare lo trovo singolare! Comunque capisco il senso diverso che dà alla lettura di questo fenomeno il Presidente della Regione. Questo è il senso del mantenimento dei nostri emendamenti.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau, che recita:
Emendamento
Aggiungere dopo il terzo capoverso "Rilevata la necessità di garantire maggiore trasparenza ed effettivo controllo da parte del Consiglio regionale sul sistema delle partecipazioni regionali".
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 25
Favorevoli: 5
Contrari: 20
Astenuti: 5 (Donzel, Fontana Carmela, Rigo, Tibaldi, Zucchi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau, che recita:
Emendamento
Aggiungere dopo il sesto capoverso il paragrafo: "Ritenuto che l'eccezionale ampliamento delle partecipazioni regionali avvenuto nel corso degli ultimi anni e la disomogenea qualità dei risultati conseguiti imponga una riconsiderazione degli ambiti di intervento regionali e la cessione ai privati dei rami non essenziali al perseguimento di un preminente pubblico interesse".
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 25
Favorevoli: 5
Contrari: 20
Astenuti: 5 (Donzel, Fontana Carmela, Rigo, Tibaldi, Zucchi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 del gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau, che recita:
Emendamento
Nel punto INVITA, sopprimere "e le forze politiche rappresentate in Consiglio".
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 28
Favorevoli: 5
Contrari: 23
Astenuti: 2 (Tibaldi, Zucchi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 del gruppo Vallée d'Aoste Vive-Renouveau, che recita:
Emendamento
Dopo il capoverso INVITA, aggiungere il seguente capoverso:
"IMPEGNA
la Giunta regionale a sottoporre entro 90 giorni alle competenti commissioni consiliari competenti una proposta organica per dare trasparenza alle procedure di nomina dei vertici delle controllate regionali e per conferire al Consiglio regionale reali funzioni di verifica sull'operato delle controllate regionali.".
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 25
Favorevoli: 5
Contrari: 20
Astenuti: 5 (Donzel, Fontana Carmela, Rigo, Tibaldi, Zucchi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Sarò telegrafico, per annunciare che abbiamo valutato, apprezzando comunque l'accoglimento dell'emendamento n. 1, che il peso e la qualità delle questioni che erano state poste negli emendamenti successivi, in particolare sulle questioni di trasparenza e di controllo del sistema delle partecipate debbano condizionare il nostro voto nel senso di un voto di astensione rispetto al modo in cui è enunciato un orientamento sul quale - ripeto - in termini strategici siamo favorevoli. Queste quindi sono le nostre considerazioni, ribadiamo che il solco che è stato tracciato nel 2000 è un solco percorribile, ma l'appuntamento che abbiamo di fronte, la deadline che abbiamo di fronte imporrà di ripensare molto seriamente tutto il sistema delle partecipazioni regionali. Grazie.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione nel testo emendato:
Consiglieri presenti: 30
Votanti e favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Bertin, Cerise Giuseppe, Chatrian, Louvin, Morelli Patrizia, Tibaldi, Zucchi)
Il Consiglio approva.
