Objet du Conseil n. 358 du 11 février 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 358/XIII - Interpellanza: "Cause dell'incidente verificatosi presso l'Unità di Radiologia dell'ospedale regionale".
Interpellanza
Venuta a conoscenza che nei giorni scorsi un'anziana signora, che doveva sottoporsi ad un intervento di radiologia interventistica, prenotato per le ore 11.30, dopo quattro ore di attesa, veniva portata nella sala angiografica senza l'accompagnamento della badante e, in tale ambiente, per una caduta non meglio definita si procurava gravi fratture e altre lesioni tali da comportare il suo ricovero in ospedale e una notevole compromissione del suo stato di salute;
Sottolineata la necessità di fare chiarezza su questo grave incidente e, più in generale, sull'organizzazione dell'unità operativa in questione e di testimoniare una tangibile solidarietà alla vittima di questo spiacevole incidente;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
la Giunta regionale per conoscere se intenda:
1) appurare, in collaborazione con l'USL della Valle d'Aosta, le cause e le responsabilità del grave episodio;
2) acquisire dall'Usl della Valle d'Aosta una relazione dettagliata sull'organizzazione del lavoro dell'Unità complessa di Radiologia, anche al fine di conoscere i tempi e i modi di suddivisione del tempo dedicato all'attività istituzionale e di quello dedicato alla libera professione per l'azienda nello specifico settore della radiologia interventistica;
3) fornire alla paziente in questione il patrocinio gratuito per quanto riguarda la sua tutela legale relativamente all'incidente in questione.
F.to: Fontana Carmela
Président - La parole à la Conseillère Fontana Carmela.
Fontana (PD) - Grazie, Presidente. Ricordiamo i fatti: sulle pagine locali del quotidiano La Stampa qualche giorno fa veniva riportata la notizia di un'anziana signora in fin di vita per una caduta dalla barella nella sala angiografica della radiologia dell'ospedale regionale Umberto Parini. Nell'articolo il figlio testimoniava la lunga attesa, oltre 4 ore, che la mamma aveva dovuto sopportare pur avendo avuto una regolare prenotazione per un modesto intervento ambulatoriale. Poco dopo il suo accesso alla sala interventistica, la paziente a cui era stata rifiutata l'assistenza dei familiari cadeva a terra e riportava fratture e contusioni importanti, tanto da dover procedere al ricovero nello stesso ospedale. Ci troviamo di fronte a un grave incidente dai lati incerti e poco chiari, la cui dinamica non è stata definita né sono state individuate le responsabilità da parte dell'azienda USL della Valle d'Aosta. Su questo episodio noi chiediamo che si faccia chiarezza senza reticenze e senza accanimento, in modo che rimanga ai cittadini l'impressione di una sanità positiva e trasparente. In particolare riteniamo opportuno che l'inchiesta dell'USL, i cui risultati dovranno essere comunicati alla Commissione regionale competente, precisi non solo le circostanze e la dinamica dell'incidente, ma anche evidenzi problemi e responsabilità organizzative del settore della radiologia interventistica, che come abbiamo già segnalato con una precedente interpellanza gode di straordinari compensi per l'attività libero professionale per l'azienda. Vorremmo cioè capire quando questa attività viene fatta e come si coordina con l'attività ordinaria e se tutto ciò non sia correlabile con la snervante e lunga attesa che la paziente in questione ha dovuto sopportare, o forse anche con qualche lacuna organizzativa. Riteniamo infine che l'amministrazione regionale potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di sostenere l'onere delle spese legali che questa nostra concittadina dovrà eventualmente sostenere, per il riconoscimento e l'indennizzo dei danni subiti.
Speriamo che in questo caso nulla sia tralasciato e che l'episodio venga completamente chiarito e i responsabili individuati, in modo che situazioni così incresciose non abbiano più a ripetersi.
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Lanièce Albert.
Lanièce A. - Per quanto riguarda l'episodio la paziente, purtroppo affetta da Alzheimer e Parkinson, era stata portata in radiologia per posizionare un catetere venoso centrale per poter consentire un'idratazione pietosa. Viene inserita in agenda in un giorno feriale normale, inserita in orario normale e trova la sala angiografica occupata per altre priorità; la paziente entrata in reparto alle 14,03, momento registrato di accettazione, termina la procedura alle 16,53, momento registrato di esecuzione. Viene poi eseguita la procedura senza problemi sul lettino agiografico, che non dispone come tutti i letti angiografici di mezzi di contenzione. Il medico terminata la procedura si allontana dalla sala, il tecnico di radiologia è intento a liberare la sala dal materiale utilizzato per la procedura e l'infermiere esegue la medicazione. Mentre l'infermiere si gira per prendere una garza necessaria alla medicazione, la paziente cade dal letto angiografico e i familiari vengono subito informati. Si evidenzia subito una lesione lacerocontusa sopraccigliare sinistra che viene subito suturata. Viene segnalato l'evento utilizzando il sistema di gestione interna della non conformità, il modello aziendale di segnalazione spontanea degli eventi avversi; naturalmente mi associo alle scuse che avevo già fatto ai familiari per questo evento. Per quanto riguarda il punto 2, va premesso che l'unità complessa di radiologia è forse il servizio che è più interessato dai due seguenti punti problematici, cioè la crescente domanda di prestazione di diagnostica nonostante i ripetuti richiami alla appropriatezza prescrittiva che non riesce ad essere contenuta se non marginalmente, questo è uno degli impegni che ci siamo proposti con l'azienda, cioè cercare di far sì che ci sia più appropriatezza nella richiesta degli esami, soprattutto esami radiologici, TAC, risonanze magnetiche. E poi va aggiunto l'effetto perverso che sta aumentando sempre più da noi della medicina difensiva - cioè quelle richieste da parte dei medici per evitare eventuali azioni legali, quindi per proteggerci si chiedono sempre più esami, così uno si copre - che inevitabilmente ha fatto crescere le richieste di indagini strumentali. A questo si aggiunge che l'unità complessa di radiologia da anni persegue l'eccellenza nel settore della diagnostica e della interventistica, investendo ingenti risorse del parco tecnologico dedicato a progetti informatici innovativi, che da sempre ha cercato di massimizzare, utilizzando delle proprie attrezzature, nella ottica di fornire in loco le risposte ai bisogni sanitari della popolazione residente contenendo il più possibile i tempi di attesa. Il volume della domanda non può tuttavia essere esaurito con il solo orario istituzionale né sarebbe sufficiente incrementare gli organici dei medici e dei tecnici, in quanto l'utilizzo ottimale delle apparecchiature passa attraverso un'organizzazione del lavoro scarsamente sovrapponibile alle articolazioni di turni, cioè uno deve iniziare un determinato esame che può durare delle ore ed è bene che sia sempre lo stesso radiologo a seguire l'iter diagnostico.
Ne consegue l'esigenza di richiedere prestazioni aggiuntive con l'orario supplementare per medici e tecnici. Tenuto conto del considerevole volume di prestazioni che vengono richieste alla struttura complessa e al vantaggio economico connesso, si è ritenuto opportuno concordare con l'équipe di ottimizzare la resa dell'orario istituzionale addivenendo ad un accordo, che di fatto fa scattare la prestazione aggiuntiva al sopraggiungimento del 140 percento del tempo di lavoro. Nella pratica l'équipe svolge già il 144 percento di lavoro senza retribuzione aggiuntiva e tenuto conto dei tempi utilizzati nel sistema sanitario nazionale. Oltre alla percentuale scatta la libera professione nell'interesse dell'azienda prevista anche per il settore angiografico. Per quanto riguarda il punto n. 3, non esiste una normativa vigente e non consente in alcun modo la tutela legale gratuita per gli utenti.
Si dà atto che dalle ore 11,00 presiede il vicepresidente Lanièce André.
Presidente - La parola alla Consigliera Fontana Carmela.
Fontana (PD) - Ringrazio l'Assessore per tutte le risposte che mi ha dato. Sono cose spiacevoli perché so che non è successo per la volontà - guai se uno pensasse a quello! - però una maggiore attenzione si dovrebbe dare. Quello che mi chiedevo, visto che la paziente era affetta da Alzheimer, è perché non si è lasciato il familiare, essendo soggetti che hanno dei problemi e che non si rendono conto. Magari in un futuro fare questa valutazione e lì dove c'è bisogno prestare una maggiore attenzione. Anche da parte nostra volevamo dare tutta la solidarietà a questa signora, con gli auguri di una buona guarigione.
