Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 355 du 11 février 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 355/XIII - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla riproposizione di progetti di qualificazione di manodopera nel settore agroalimentare finanziati dal Fondo sociale europeo".

Interpellanza

Preso atto che i progetti "2008 élèves polonais en alpage" e "De la Vallée de Klodzko au Val d'Aoste - Anno 2008", finanziati con il contributo del Fondo Sociale Europeo (FSE) e del Fondo di Rotazione statale e del cofinanziamento regionale - Programma Obiettivo 2 Occupazione 2007/2013, sono stati avviati sin dal 2004;

Constatato che tra le motivazioni dei progetti vi erano problemi nel reperimento di manodopera locale per il settore agroalimentare valdostano, in modo particolare la produzione lattiero-casearia, soprattutto nel periodo estivo durante la monticazione negli alpeggi, ed inoltre un fabbisogno di manodopera qualificata nel settore turistico-alberghiero;

Appurato che i progetti hanno avuto riscontri favorevoli sia sul versante dell'offerta sia su quello della domanda di lavoro;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) quali siano gli intendimenti del Governo regionale in merito alla riproposizione di queste tipologie di progetto;

2) se si intenda potenziare la formazione linguistica al fine di agevolare ulteriormente l'inserimento degli alunni nella realtà formativa e produttiva della Valle d'Aosta.

F.to: Donzel - Rigo

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, care colleghe e cari colleghi, volevamo portare l'attenzione su due progetti "2008 élèves polonais en alpage" e "De la Vallée de Klodzko au Val d'Aoste - Anno 2008", che erano stati finanziati con il fondo sociale europeo e dal fondo di rotazione statale con un cofinanziamento regionale e che sono avviati dal 2004 con un positivo risultato. Intanto perché le ragioni che portarono ad approvare questo tipo di progetto mi pare non siano oggi superate; nelle due delibere, sia quella fatta dall'Assessorato alla agricoltura che quella fatta dall'Assessorato al turismo si può leggere che una delle ragioni fondamentali di questo tipo di progetto erano i notevoli problemi nel reperimento di mano d'opera locale soprattutto nel periodo estivo durante la monticazione degli alpeggi, e in quella del turismo si leggeva "si denota un fabbisogno di mano d'opera qualificata che in particolare nella stagione estiva si può stimare in circa 3000 unità ", pertanto si richiedeva l'impiego di figure professionali altamente qualificate la cui disponibilità sul mercato del lavoro valdostano risulta esigua, e più avanti addirittura si specificava che sia per il settore agricolo che per il settore turistico erano notevoli questi problemi di reperimento di mano d'opera. Rispetto al giudizio su questo tipo di progetto le due delibere contengono la stessa definizione: notevole soddisfazione degli operatori del settore e degli studenti coinvolti.

Questo per tutte le esperienze realizzate nel corso di questi anni, si legge: "la realizzazione di analoghe iniziative svoltesi nell'estate 2005, 2006, 2007 con esito altrettanto positivo", quindi si tratta di cose che hanno avuto un certo successo e diciamo che intervenivano anche con un cospicuo finanziamento, perché si parlava per il settore turistico di 150 mila euro e per il settore dell'agricoltura di 75 mila euro, con ricadute anche dal punto di vista occupazionale di un certo rilievo anche nel settore della formazione, perché per quanto riguarda il settore turistico coinvolgeva in modo significativo anche il personale alle dipendenze dell'IPRA, l'Istituto Professionale Alberghiero.

Quindi alla luce di questa esperienza volevamo un chiarimento per capire se è intenzione portare avanti questo tipo di esperienza o esperienze analoghe, perché non mi paiono superate le ragioni che hanno prodotto questo tipo di iniziativa. In più volevamo rimarcare una cosa che ci era stata in parte segnalata, che se c'era stato non dico un intoppo ma alle volte una piccola difficoltà nell'inserimento di questi ragazzi, alcune ragioni, oltre a ragioni personali e di inserimento che ci sono in qualsiasi rapporto di lavoro, veniva sul piano della comunicazione e dell'uso del linguaggio. Mi riferisco al fatto che alle volte i ragazzi parlavano poco l'italiano ed erano stati fatti dei correttivi a questo progetto per intervenire sulla lingua italiana, ma nel settore dell'allevamento un'indicazione che si poteva dare era quella di valutare qualche piccola informazione sull'uso del dialetto che nell'attività lavorativa di tutti i giorni è spesso lo strumento linguistico più usato e in alcuni casi questo strumento poteva creare qualche difficoltà ai ragazzi che arrivavano dalla Polonia, pertanto se c'era la possibilità di fare un piccolo intervento in questo senso. D'altronde abbiamo anche insegnanti competenti nell'insegnamento della lingua francoprovenzale e anche da questo punto di vista sarebbe possibile intervenire.

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie, Presidente. Questo è un argomento interessante che in questi anni si è sviluppato sulla base di un progetto, che è iniziato nella stagione estiva 2004, un progetto di tipo sperimentale come era stato impostato fin dall'inizio, di stage per giovani polacchi che potevano indirizzarsi nei due campi di azione che sono stati da subito individuati - per quel che riguarda il settore dell'agricoltura - nelle necessità di reperimento di mano d'opera in corrispondenza delle stagioni estive di monticazione degli alpeggi e - nel settore turistico - nella necessità di mano d'opera stagionale. Questi progetti hanno avuto in questi anni un apprezzamento che è stato riconosciuto anche in sede di presentazione della interpellanza. Operativamente si è sviluppata una collaborazione con due scuole per quel che riguarda il settore dell'agricoltura, due scuole ad indirizzo agrario della regione Sudet (?) per sopperire alla carenza di mano d'opera, come dicevamo, negli alpeggi durante la stagione estiva e in parallelo erano partiti i progetti del settore turistico alberghiero. Per il settore zootecnico si è trattato di un'esperienza importante, che ha creato un canale migratorio apportando risultati positivi per entrambe le parti.

Alcuni dati: dal 2004 al 2008 l'esperienza ha riguardato circa 15 stagisti all'anno che si sono indirizzati verso alpeggi o anche caseifici da 11 a 15, perché ci sono state situazioni di due presenze in contemporanea nella stessa struttura. Oggi dobbiamo verificare uno scenario che si è modificato in questi anni, che ci può far capire come il progetto abbia perso la sua connotazione sperimentale e come si debba lasciare uno spazio anche al mercato del lavoro, questo si è già concretizzato. Durante una visita di alcuni rappresentanti politici polacchi avvenuta nel 2006, è stato ribadito come il governo polacco intenda non perdere i suoi giovani e con l'entrata nell'U.E. si pone l'obiettivo di avviare delle azioni di politiche attive del lavoro per migliorare la situazione occupazionale dei propri giovani. Questo segnale si è concretizzato in maniera esplicita nei due anni successivi, quando le scuole polacche che avrebbero dovuto segnalare i ragazzi, sono cambiate più volte - mentre prima c'era un riferimento specifico con due scuole - anche in corso di programmazione della iniziativa (questo ha creato qualche difficoltà di carattere organizzativo) riteniamo a causa di un diminuito interesse per questo genere di iniziative. Sicuramente l'obiettivo del progetto è stato raggiunto, visto che si è aperto un canale di reperimento di mano d'opera per l'attività estiva per i gestori degli alpeggi, a prescindere da coloro che poi aderivano al progetto.

Il ruolo della pubblica amministrazione di sperimentare nuovi canali migratori per far fronte alla carenza di mano d'opera nel settore agricolo per la stagione estiva, dopo cinque anni si può considerare momentaneamente concluso per questo tipo di esperienza. È il momento di lasciare al mercato del lavoro il suo ruolo di regolatore dei flussi migratori. Con questo credo sia stata riconosciuta l'importante funzione avuta dall'Assessorato nello sperimentare questi strumenti innovativi, in accordo naturalmente e in collaborazione con l'Institut Agricole, che ha collaborato attivamente con noi nella predisposizione e nella gestione del progetto per rispondere ad esigenze settoriali molto specifiche, sollecitando al tempo stesso le associazioni di categoria a ripercorrere, qualora lo ritenessero ancora valido, il sentiero aperto con lo sportello sperimentale dell'inserimento lavorativo. Qui vale la pena di approfondire anche questo aspetto: si ricorda che nel 2007 è stato creato, cofinanziato dal fondo sociale europeo, all'interno dei progetti di stage in collaborazione con l'EPACA (un'associazione professionale degli agricoltori) uno sportello che facesse da mediatore fra gli stagisti degli anni precedenti e le realtà produttive valdostane, quindi utilizzando tutti quei riferimenti inseriti in una specifica banca dati che è quella di tutti coloro che avevano avuto contatto sia a livello di istituti che a livello singolo, con anche le nostre realtà produttive che hanno aderito a questa esperienza. L'attività di sportello realizzata da maggio 2007 a maggio 2008 ha portato a 12 contratti di lavoro nella stagione estiva 2007, di cui 6 femmine - 3 delle quali hanno trovato collocamento nel settore alberghiero - e 15 contratti nella stagione 2008, di cui 9 femmine - 5 delle quali hanno trovato impiego nel settore alberghiero -, e questo cosa significa? Significa che da una parte nella esperienza di alpeggio hanno verificato quello che è realmente questo tipo di attività, dall'altra parte hanno preferito tornare in Valle d'Aosta ma indirizzarsi verso il settore alberghiero perché lì si è data la possibilità di conoscere questo tipo di opportunità. Comunque questo ha consolidato un rapporto di lavoro che mentre era uno stage, era un rapporto di lavoro non economicamente di soddisfazione per lo stagista, mentre nella fase successiva ha portato a un regolare rapporto di lavoro con questo tipo di riscontro, che credo sia stato l'obiettivo originario; ma l'importante è stato il coinvolgimento delle associazioni di categoria perché sono proprio loro che devono sviluppare anche questo tipo di attività, naturalmente con la massima collaborazione.

Per venire alla prima domanda, evidentemente le ragioni che hanno portato a intraprendere questo percorso non sono sicuramente superate; l'esperienza è stata positiva, quindi il quesito su quali siano gli intendimenti del Governo regionale in merito alla riproposizione di queste tipologie di progetto, secondo noi sicuramente è una tipologia di azione che va ripetuta, vanno cercati magari altri canali che potrebbero essere interessanti da sperimentare, mantenendo naturalmente l'attività su questo fronte con la parte operativa di collaborazione con le associazioni. Venendo al secondo punto in merito alla formazione linguistica, nonostante le scuole di provenienza avessero organizzato su nostra specifica richiesta dei corsi di lingua italiana durante i mesi invernali, ci si è subito resi conto che le lacune linguistiche rappresentavano il più grosso problema per l'inserimento nelle realtà produttive valdostane, che si sommavano alle condizioni di lavoro degli alpeggi con orari e condizioni che talvolta hanno messo a dura prova i giovani polacchi. Nell'anno successivo le scuole polacche sono state sollecitate a migliorare il corso di lingua italiana, aumentando le ore di lezione tenuto conto che la preparazione linguistica non era sufficiente per trattare degli argomenti tecnici con il giusto peso. Nel 2005 si è provveduto a realizzare e stampare una guida bilingue, che illustrasse la vita d'alpeggio e le fasi di lavorazione del latte, utilizzati come materiale didattico per l'apprendimento linguistico sia in Polonia che durante la permanenza in Valle d'Aosta e utilizzato in tutti gli anni successivi. Va tenuto conto che nella prima fase le scuole di riferimento erano istituti agrari, questo a maggior ragione andava a toccare dei temi che loro già conoscevano pur se in realtà diverse.

Nel 2007 sono stati realizzati due DVD bilingue distribuiti agli allievi e usati per lo studio della lingua italiana, mentre nel 2008 si è strutturato un corso di rafforzamento della lingua italiana durante la prima settimana di permanenza dei ragazzi in Valle d'Aosta. Questo problema è stato poi gestito anche a livello soggettivo, perché sono tanti i fattori che possono intervenire nella comunicazione: andando questi in famiglie diverse e in situazioni diverse, possono trovare delle situazioni più o meno propizie anche nella comunicazione. È vero, l'ho verificato personalmente perché si andava a monitorare la situazione sia noi che l'Institut Agricole per vedere se c'erano problemi in campo, che qualcuno di loro aveva imparato più alcune cose in patois che non in italiano, perché la lingua di uso negli alpeggi è questa, soprattutto perché la conduzione era di tipo tradizionale; si faceva infatti molta attenzione a che tipo di proposte provenivano e quali tipi di conduzione c'erano, quindi normalmente venivano indirizzati in situazioni dove monticava una famiglia e c'era ancora un'impostazione di tipo tradizionale della gestione dell'alpeggio, famiglie i cui componenti erano per la maggior parte patoisan. E faceva anche piacere vedere che imparavano il patois, soprattutto questo aspetto lo ritengo importante.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Prendo atto che la sperimentazione si è conclusa e almeno da questo punto di vista si chiarisce che questo progetto così come è stato in essere in questi anni non viene riproposto. Però mi permetto di segnalare che sono state costruite in Valle d'Aosta nel frattempo delle professionalità e sono state fatte delle esperienze come quelle all'Istituto Professionale Alberghiero (formazione estiva dei ragazzi etc.) che, se non diciamo lo stesso progetto ma esperienze analoghe venissero riproposte, sarebbe anche un modo di dare continuità ad esperienze positive che sono state realizzate dalla nostra regione. Quindi non fare delle operazioni che creiamo delle esperienze positive e delle professionalità e poi di colpo sparisce tutto; è importantissimo che si siano aperti dei canali autonomi grazie alle associazioni nel mercato del lavoro, è sempre l'obiettivo di un progetto pubblico quello che si cammini poi da soli con le proprie gambe, ma visto che le difficoltà rimangono, che ci sia ancora magari sotto altra forma, con altre idee e con rapporti con altri paesi, la riproposizione di esperienze che consentano di rispondere a questi problemi che ad oggi sono evidenziati dalle associazioni, quindi la difficoltà di reperire personale è ad oggi un grosso problema.