Objet du Conseil n. 154 du 30 juin 1964 - Verbale
OGGETTO N. 154/64 - COSTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE REGIONALE PER L'ACCERTAMENTO DELLE CONDIZIONI DEI LAVORATORI NEGLI STABILIMENTI DELLA NAZIONALE COGNE S.p.A. (Mozione dei Consiglieri regionali Sigg. Strazza Renato, Andrione Mario e Colombo Mario)
Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Strazza Renato, Andrione Mario e Colombo Mario concernente l'oggetto: "Proposta di costituzione di una Commissione regionale di inchiesta per l'accertamento delle condizioni dei lavoratori negli Stabilimenti della Nazionale Cogne S.p.A.", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno della adunanza del 15-6-1964:
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Ill.mo Signor
Presidente del Consiglio
Regione Autonoma della Valle d'Aosta
I sottoscritti Consiglieri regionali
- Strazza Renato
- Andrione Mario
- Colombo Mario
pregano la S.V. di voler sottoporre all'esame e alla approvazione del Consiglio Regionale nella sua prossima seduta la seguente
MOZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE
- rendendosi interprete del perdurante disagio morale e materiale in cui versano le maestranze della Naz. Cogne S.p.A. impresa di totale proprietà dello Stato;
- convinto che le imprese dello Stato debbano caratterizzarsi nei rapporti con i lavoratori per una maggiore comprensione dei loro interessi e per una più intima partecipazione degli stessi alla vita della impresa che a loro anche appartiene;
- consapevole della propria responsabilità nei riguardi di tuttii suoi rappresentanti ed in particolare verso i lavoratori;
- affermando la propria competenza ad intervenire ai sensi dell'art. 4, 3 lettera a) dello Statuto speciale;
DECIDE
di costituire una Commissione regionale di inchiesta composta da 7 Consiglieri regionali per accertare le condizioni dei lavoratori negli stabilimenti della Nazionale Cogne S.p.A. di totale proprietà dello Stato. Ciò per poter formulare in base ai risultati di detti accertamenti concrete proposte da trasmettere al Governo, per superare il lamentato stato di disagio e per portare le condizioni morali e materiali di vita dei lavoratori della Naz. Cogne S.p.A. ad un giusto livello non inferiore a quello delle imprese private similari ed a quelle dignità che i lavoratori hanno diritto di attendersi da una impresa di proprietà dello Stato.
DEMANDA
al Presidente del Consiglio della Valle la scelta del Presidente e dei componenti della Commissione da effettuarsi in modo che siano adeguatamente rappresentate tutte le correnti politiche espresse nel Consiglio.
Distinti saluti.
F.ti: Renato Strazza - Colombo Mario - Mario Andrione
Aosta, lì 26 maggio 1964
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Il Consigliere STRAZZA - Vice Presidente del Consiglio, dichiara quanto segue:
"Signor Presidente, Signori Consiglieri, l'intendimento dei presentatori della mozione in discussione è quello di costituire una Commissione d'inchiesta alla Nazionale Cogne S.p.A., - azienda di totale proprietà dello Stato -, onde appurare le condizioni di lavoro e l'ambiente in cui devono operare giornalmente gli operai di questa azienda.
Va da sè che, per meglio conoscere la reale situazione dei lavoratori della Nazionale Cogne S.p.A., è utile illustrare, sia pure brevemente, alcuni aspetti legati strettamente al problema in esame.
Suddividerò questo mio intervento in quattro punti:
1°) OCCUPAZIONE
2°) AMBIENTI MALSANI
3°) RAPPORTI UMANI
4°) SALARI
OCCUPAZIONE
Per quanto concerne l'occupazione, ritengo di poter affermare che la Nazionale Cogne S.p.A. è l'unica azienda, nel settore siderurgico, ove si sia riscontrata una diminuzione dell'occupazione.
Basti pensare che, in questi ultimi anni, si è avuto nel complesso della Nazionale Cogne S.p.A. della Valle d'Aosta una diminuzione di 2.352 unità lavorative, il che, in percentuale, significa il 28% in meno, - diminuzione così suddivisa:
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1953 |
1963 |
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SIDER-PATRIMONIALE |
6.750 |
5.095 |
- |
1.655 |
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COGNE-COLONNA |
660 |
570 |
- |
90 |
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MORGEX-LA THUILE |
680 |
109 |
- |
571 |
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CAVA DI POMPIOD |
65 |
40 |
- |
25 |
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DIR. MINIERE AOSTA |
120 |
109 |
- |
11 |
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Tot. |
2.352 |
Va precisato che a tutt'oggi la cifra è salita almeno a 2.500 unità in meno.
Come potete constatare dalle cifre, che sono esatte, vi è senz'altro da preoccuparsi.
Abbiamo voluto esaminare, per scrupolo, alcune pubblicazioni dell'IRI e riscontriamo, ad esempio, che all'ILVA DI BAGNOLI gli occupati sono aumentati del 20 % negli anni che vanno dal 1952 al 1960, cioè dai 3.830 occupati nel 1952 ai 4.650 attuali.
Se poi andiamo a vedere nel complesso dell'ITALSIDER constatiamo che nell'anno 1961 erano occupati 34.083 lavoratori, mentre nell'anno 1962 il loro numero è salito a 37.293.
Ma i dati più significativi li abbiamo dall'IRI ove vi è stato, dal 1961 al 1962, un aumento dell'occupazione dell'ordine del 6% - 7%.
Ciò che secondo noi è gravissimo, è che il tutto alla Naz. Cogne è avvenuto a totale spesa dei lavoratori occupati.
Basti pensare che, nel frattempo, vi è stata la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, riduzione che alla Naz. Cogne S.p.A. nulla è costato, per il fatto che in questo periodo di tempo non vi sono state assunzioni significanti.
Si potrebbe sostenere che ciò è dovuto al mercato che non assorbe i prodotti?
A questa domanda voglio rispondere dandovi lettura del seguente passo della relazione del bilancio dell'IRI per l'esercizio 1962 che ci dà anche un'idea di certi errori nella programmazione aziendale della Nazionale Cogne S.p.A.:
"Nel 1962, poiché la produzione italiana non ha soddisfatto la maggior richiesta del mercato, si è registrato un sensibile aumento delle importazioni di prodotti siderurgici semifiníti e finiti; in complesso, come emerge dai dati esposti, il saldo netto d'importazione è salito a 2,3 milioni di t. contro 1,7 milioni nel 1961".
AMBIENTI MALSANI
Ritengo che voi tutti siate a conoscenza che nell'interno della fabbrica si lavori in certi ambienti malsani.
E' pur vero che alcuni ammodernamenti hanno migliorato le condizioni di lavoro per una parte degli operai, ma per la stragrande maggioranza le condizioni igieniche e di salute sono rimaste immutate.
Basterebbe pensare ai lavoratori dell'Acciaieria Arco, che operano in un reparto dove non si riesce a riconoscere una persona a due metri di distanza.
Non parliamo poi del numero di lavoratori affetti da silicosi, che, senza preoccupazioni di smentita, arriva ad oltre il 50 per cento dei lavoratori occupati.
Vi è un dato poi, per quanto concerne la mortalità di operai alla Naz. Cogne S.p.A., che fa rabbrividire.
Basti pensare che, da una indagine statistica della mortalità nella Città di Aosta nell'anno 1963, è risultato quanto segue: deceduti nella Città di Aosta: 338 di cui dipendenti della Nazionale Cogne S.p.A.: 67; età media dei non dipendenti Nazionale Cogne: anni 68; età media dei 67 dipendenti Nazionale Cogne: anni 54.
Questi dati, da soli, affermano in quali condizioni siano soggetti a lavorare i dipendenti di quell'azienda di Stato che è la Nazionale Cogne S.p.A.
Ciò che secondo noi è grave, è il fatto che la Naz. Cogne S.p.A. non fa nulla per mettere un freno a questa situazione.
Basti pensare, ad esempio, che vi sono minatori che ogni giorno entrano nelle viscere della terra con percentuali di silicosi che vanno dal 35% al 45%.
Ad onor del vero, - e di questo può farne fede il Consigliere Mappelli, - vi sono dei minatori che riescono ad essere trasferiti, ma questo avviene solo attraverso vie non normali, attraverso le solite vie delle raccomandazioni.
Non si fanno uscire dalle miniere i minatori solo per il fatto che hanno una certa percentuale di silicosi, ma per il fatto che appartengono ad un determinato partito politico.
Sempre per quanto concerne gli ambienti malsani, va denunciato che analoga posizione la Nazionale Cogne S.p.A. tiene riguardo alle abitazioni dei lavoratori: mi riferisco al quartiere Cogne di Aosta.
In proposito vi è stata in questi giorni una petizione degli inquilini diretta alla Direzione della Nazionale Cogne S.p.A., petizione che è stata anche presentata per conoscenza alle Autorità regionali e cittadine.
RAPPORTI UMANI
Anche su questo importante problema possiamo affermare che la Direzione della Nazionale Cogne S.p.A. si è sempre distinta nel portare avanti una pesante politica di discriminazione e di rappresaglia, ivi comprese assunzioni in forma discriminata, ignorando l'Ufficio Regionale del Lavoro.
Molti sono i fatti che potrei citare, ma mi permetto di ricordare l'ultimo avvenuto, in quanto lo stesso dà la dimostrazione dei modi usati dalla Direzione della Nazionale Cogne S.p.A.:
13 lavoratori del Reparto Condizionamento Acciai sono stati puniti, ed alcuni di essi trasferiti di reparto, per il fatto che si sarebbero rifiutati di andare a lavorare domenica 17 maggio u.s.
Se le cose stanno realmente così, nulla ci sarebbe da eccepire.
Ma la verità è un'altra. I lavoratori si erano rifiutati di lavorare per il fatto che erano stati avvertiti all'ultimo minuto e, inoltre, nella nota di comando non era precisato il giorno in cui avrebbero dovuto fare il riposo-compensativo, come giustamente prescrive il contratto di lavoro.
La Direzione però, accortasi che non poteva sostenere la sua tesi, - egregiamente sostenuta, del resto, da un esimio dottore della Nazionale Cogne S.p.A. che aveva parlato chiaro e tondo di punizioni -, perché contrastava con il contratto di lavoro, ebbe la sfacciataggine di affermare alle Organizzazioni Sindacali, a tutte le Organizzazioni Sindacali e, cioè, C.G.I.L., C.I.S.L. e S.A.V.T. che il trasferimento dei lavoratori era determinato da fattori interni di organizzazione.
La verità è che si voleva dare una lezione ai lavoratori; tanto è vero che al posto di quelli trasferiti, sono stati destinati dei lavoratori provenienti da altri reparti.
Sempre sui rapporti umani, si deve far notare il progressivo declassamento delle maestranze, nel senso, cioè, che lavoratori che per 20 e più anni avevano esplicato mansioni di specializzazione oggi sono declassati, con una conseguente diminuzione del salario.
SALARI
Quali sono i salari in atto alla Nazione Cogne S.p.A. oggi?
Ritengo sia utile informare i Signori Consiglieri su quanto realmente guadagnano i lavoratori della Nazionale Cogne S.p.A., non solo per smentire quanto affermato da un comunicato della Direzione della Società stessa apparso in data odierna su alcuni quotidiani cosiddetti indipendenti, ma per ristabilire la verità dei fatti.
Vi sono molti che hanno interesse a nascondere all'opinione pubblica questo aspetto della situazione.
Preciserò, pertanto, alcune paghe oggi percepite dalle maestranze della Nazionale Cogne S.p.A., con frontandole con le paghe corrisposte dalla FIAT S.p.A. ad analoghe maestranze occupate.
SALARI MENSILI NETTI CORRISPOSTI NEL MESE DI APRILE 1964 AI LAVORATORI DEI VARI REPARTI DELLA NAZIONALE COGNE S.p.A. E DELLA FIAT S.p.A.
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ALTI FORNI |
SOC. COGNE |
SOC. FIAT |
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1° gasista |
76.000 |
- |
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2° colatore |
69.000 |
- |
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Addetto carica |
63.500 |
- |
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LAMINATOIO A CALDO |
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1° sbozzatore |
82.000 |
128.000 |
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1° attrapore |
71.000 |
126.000 |
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marcatore |
65.000 |
115.000 |
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ACCIAIERIA ARCO |
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fonditore |
83.000 |
122.000 |
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colatore |
72.000 |
114.000 |
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Addetto fossa |
66.000 |
108.000 |
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FUCINATURA |
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operatore maglio |
81.000 |
- |
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operatore pressa |
74.000 |
- |
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battimaglio |
66.000 |
- |
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fornaiolo |
59.000 |
- |
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OFFICINA MECCANICA E OPERAI DEL 2° GRUPPO (°) |
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operaio specializzato |
78.000 |
- |
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operaio qualificato |
69.500 |
- |
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manovale specializzato |
61.000 |
- |
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manovale comune |
57.000 |
- |
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DIREZIONE MINIERE |
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operaio di 1a categoria |
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70.000 |
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operaio di 2a categoria |
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64.000 |
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operaio di 3a categoria |
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58.000 |
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operaio di 4a categoria |
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52.000 |
(°) Nel conteggio dei salari degli operai del 2° gruppo non sono compresi gli eventuali disagi individuali, i cui massimali vanno, comunque, dalle 4 alle 8 lire orarie.
Ho voluto prendere in considerazione i salari del Reparto Acciaieria ad Arco, che sono tra i più elevati, e del Reparto Laminatoi a Caldo, dove i rischi di infortuni gravi sono più marcati, e confrontarli con i salari corrisposti dalla FIAT S.p.A. ai lavoratori di quei Reparti che compiono quasi identiche lavorazioni, per mettere in evidenza le notevoli differenze esistenti fra questi salari, che in alcuni casi sono superiori alle 40.000 lire mensili.
Ho voluto però riportare anche i salari più bassi corrisposti ai lavoratori della Società Nazionale Cogne S.p.A. e precisamente i salari dei lavoratori della Direzione Miniere, i quali, appartenendo per lo più alla 3a e 4a categoria, percepiscono un salario che varia dalle 52.000 alle 58.000 lire mensili.
Da quanto esposto, ritengo che tutto il Consiglio possa trovarsi d'accordo sulla necessità impellente di costituire una Commissione d'inchiesta alla Nazionale Cogne S.p.A., non solo per la difesa dei lavoratori, ma anche per la ripresa dell'economia della Valle d'Aosta.
Riteniamo inoltre che la medesima Commissione dovrebbe allargare la sua inchiesta a tutte le fabbriche della Valle d'Aosta, in modo da avere un quadro esatto di come vivono i lavoratori nella nostra Regione".
Il Consigliere PEDRINI dichiara di esserere rimasto colpito dalle parole del Consigliere Strazza, che hanno messo in rilievo la gravità della situazione dei dipendenti della Società Naz. Cogne.
Si dimostra, però, stupito che il Presidente della Giunta, Caveri, il quale aveva in precedenza dichiarato di non poter accogliere la proposta di concessione di una pensione agli ex combattenti della guerra 1915/1918, discussa nella seduta odierna, perché la Regione non ha potestà legislativa nella materia, non abbia formulato la stessa osservazione in merito alla proposta in discussione, dimostrando in tale modo di voler fare delle discriminazioni tra le proposte presentate dalla maggioranza e le proposte presentate dalla minoranza.
Rileva, infatti, che non dovrebbe essere sfuggito a nessuno che in Italia solo due organismi possono, a suo avviso, nominare delle Commissioni d'inchiesta e, precisamente, la Magistratura e il Parlamento, come previsto dall'articolo 82 della Costituzione, per cui la proposta di costituire una Commissione regionale d'inchiesta per l'accertamento delle condizioni dei lavoratori negli stabilimenti della Società Nazionale Cogne è illegale.
Osserva, altresì, che non è pertinente il richiamo agli articoli 3 e 4 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta fatto nella mozione in discussione, innanzitutto perché, a suo giudizio, le funzioni amministrative contemplate all'articolo 4 sono demandate alla Giunta e non al Consiglio e, in secondo luogo, perché, all'articolo 3, tra le materie nelle quali la Regione ha potestà di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, non è compresa la materia "Lavoro".
Si tratta, in questo caso, - egli aggiunge, - di un'altra lacuna del nostro Statuto speciale, perché detta materia rientra, invece, tra le competenze legislative della Regione Siciliana e della Regione Sarda.
Fa presente ancora che la mancanza di competenza legislativa della Regione Valle d'Aosta in materia di lavoro si desume incidentalmente dalla sentenza della Corte Costituzionale in data 26 giugno 1956 n. 5, con la quale veniva respinto il ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri per la dichiarazione di illegittimità costituzionale degli articoli 2, 1° comma, e 9 della legge approvata dal Consiglio Regionale della Valle di Aosta il 6 agosto 1954, e riapprovata il 20 settembre 1954, contenente: "Provvedimenti intesi a favorire la produzione, la lavorazione e la conservazione dei prodotti caseari".
Invita, pertanto, la Giunta ad essere più attenta nell'interpretazione degli articoli 3 e 4 dello Statuto e a non sottoporre all'approvazione del Consiglio dei provvedimenti su materie che non rientrano nelle competenze del Consiglio stesso.
Dichiara, invece, di concordare con il Consigliere Strazza sulla necessità che la Commissione di cui si tratta estenda la sua inchiesta a tutte le fabbriche della Valle d'Aosta, perché nella Valle vi sono anche altri Stabilimenti, non statali, nei quali le condizioni dei lavoratori potrebbero anche essere peggiori di quelle dei lavoratori della Società Nazionale Cogne.
Ritiene che la Commissione di cui si propone la nomina non debba restringere la sua indagine ai soli lavoratori dell'Industria, ma allargarla, ad esempio, anche ai dipendenti della Regione, molti dei quali si trovano in una posizione giuridica non ben definita, e ai lavoratori della terra, dell'artigianato e di altri campi di attività, tutti lavoratori i quali si trovano in preoccupanti condizioni.
A nome del Gruppo consiliare del Partito Liberale presenta quindi il seguente ordine del giorno:
"Il Consiglio Regionale
Premesso
l'interesse che riveste lo studio dei problemi del lavoro in Valle per ogni finalità consentita dallo Statuto Regionale;
constatato
lo sfruttamento che per ragioni di parte viene spesso effettuato sulla base di elementi imprecisi;
preso atto
che un'organica visione della materia può derivare solo da un esame che investa i problemi del mondo del lavoro nella sua generalità: industria, commercio, agricoltura, attività cooperative, enti pubblici;
delibera
l'istituzione di un gruppo di lavoro, articolato in modo da rapresentare nella composizione i gruppi consiliari, con l'incarico di raccogliere tutti gli elementi in possesso degli Assessorati, nonché tutti quegli altri dati che possano essere raccolti presso i vari Enti in materia competenti nel rispetto delle norme di legge, con il mandato di presentare al Consiglio un panorama generale sulle condizioni normative, retributive ed assistenziali applicabili per legge o per contratto, ai lavoratori della Valle d'Aosta per tutti i settori sopra indicati, nonché sulle violazioni eventuali di tali norme".
Il Presidente, MARCOZ, osserva che l'analogia fatta dal Consigliere Pedrini non regge, perché con la mozione in discussione non si propone di emanare un provvedimento legislativo in materia di lavoro, materia che rientrerebbe tra le materie contemplate all'articolo 3 dello Statuto speciale per la Valle di Aosta e sulle quali la Regione ha la potestà di emanare norme legislative d'integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, ma si chiede semplicemente di nominare una Commissione regionale d'inchiesta per accertare le condizioni dei lavoratori negli stabilimenti della Società Nazionale Cogne.
Fa presente che la nomina di una Commissione d'inchiesta è qualche cosa di diverso dall'approvazione di un disegno di legge, perché, tra l'altro, i disegni di legge sono vistati dal rappresentante del Ministero degli Interni, Presidente della Commissione di Coordinamento, se la Regione ha agito nell'ambito delle proprie competenze legislative, o vengono respinti in caso contrario; rileva invece che diversa natura ha la nomina di una Commissione d'inchiesta, che ha, oltretutto, anche un significato morale.
Osserva, infatti, che se una Azienda non ha nulla da rimproverarsi, può anche accettare una simile inchiesta, prescindendo dalla potestà legislativa, o meno, della Regione in questa materia.
Il Consigliere TORRIONE dichiara che è ancora in attesa di sentire sull'argomento l'opinione degli altri presentatori della mozione, i quali, oltre a ricoprire la carica di Assessori regionali, rappresentano gli altri due Partiti della maggioranza consiliare.
L'Assessore COLOMBO dichiara che la mozione di cui si tratta è stata appunto presentata dalla maggioranza consiliare che condivide quanto affermato dal Consigliere Strazza nella sua relazione sull'argomento, ivi compresa la necessità di una inchiesta sulle condizioni dei lavoratori della Società Nazionale Cogne, affinché il Consiglio Regionale possa avere gli elementi necessari per la conoscenza della reale situazione.
L'Assessore ANDRIONE osserva che una maggioranza politica non è una delegazione di diversi Partiti, per cui quanto viene espresso con un ordine del giorno della maggioranza esprime, evidentemente, la volontà politica della maggioranza stessa. Non vede, pertanto, la necessità che i vari rappresentanti dei Partiti o Movimenti politici che compongono l'attuale maggioranza consiliare illustrino maggiormente la posizione del rispettivo Movimento o Partito.
Il Consigliere TORRIONE dichiara che attendeva dall'Assessore Andrione un suggerimento per una soluzione del problema più idoneo a essere accolto, oltre che dalla minoranza consiliare, anche da quelle Autorità che esercitano il controllo sugli atti della Regione, ed eventualmente anche da quelle autorità giurisdizionali presso le quali, da qualche tempo, la Regione della Valle d'Aosta non ha trovato molta fortuna.
L'Assessore ANDRIONE fa presente che in via preliminare, - prima di procedere ad una approfondita discussione sui mezzi per porre rimedio al disagio morale e materiale in cui versano le maestranze della Società Nazionale Cogne, - è necessario conoscere se i gruppi consiliari della minoranza concordano, o meno, sulla necessità che si proceda ad una raccolta di informazioni sulle condizioni dei lavoratori stessi.
Il Presidente, MARCOZ, rileva che nel passato la Società Nazionale Cogne non opponeva difficoltà ad accogliere nel proprio Consiglio di Amministrazione un rappresentante designato dal Consiglio Regionale, mentre ora, mutato lo schieramento politico, non ritiene più di dover accogliere in tale sede il rappresentante della Regione.
Osserva ancora che si tratta di rapporti che dovrebbero avvenire più su di un piano di collaborazione che non richiamandosi alle norme dello Statuto speciale della Valle d'Aosta.
Il Consigliere TORRIONE dichiara che la mozione in discussione ha un notevole interesse, ma difetta, però, sotto l'aspetto dell'impostazione giuridica e per l'eccessiva restrizione dell'indagine ad una sola azienda.
Osserva infatti che, per dovere di coscienza, si devono accertare le condizioni di lavoro e di vita di tutti i lavoratori della Valle d'Aosta, i quali non si distinguono in lavoratori di prima, di seconda, o di terza categoria solo perché lavorano in una azienda piuttosto che in un'altra, o perché sono dediti ai lavori della terra.
Dichiara quindi, a nome del gruppo consiliare della Democrazia Cristiana, di proporre alcune modifiche alla mozione in discussione, ed eventualmente, - qualora si sollevassero eccezioni di ordine procedurale, - di proporre il seguente ordine del giorno:
"IL CONSIGLIO REGIONALE
rendendosi interprete del perdurante disagio morale e materiale in cui versano tutti i lavoratori dei vari settori (attività industria, agricoltura, attività terziarie, enti pubblici) operanti in tutta la Valle d'Aosta;
convinto che la Regione, con l'ausilio dei mezzi e degli istrumenti d'intervento che il proprio Statuto Le consente, e grazie alla particolare posizione geografica che La inserisce tra le più prospere economie occidentali, può affrontare con successo i problemi che interessano tutto il mondo del lavoro sotto il duplice aspetto dei rapporti umani e delle condizioni economiche;
consapevole delle proprie responsabilità di fronte a tutti gli aitanti della Valle d'Aosta;
visto lo Statuto Costituzionale della Regione e l'articolo 94 del regolamento interno del Consiglio Regionale
Decide
di nominare una Commissione speciale composta da Consiglieri ed Esperti per accertare le condizioni di tutti i lavoratori valdostani e formulare concrete proposte di indirizzo politico-economico e di intervento dei pubblici poteri, atte a superare le crisi di fondo e quelle congiunturali che travagliano l'intera Valle d'Aosta.
Auspica
che tali decisivi interventi possano portare le condizioni di vita di tutti i lavoratori valdostani a livello consentito dalle nostre risorse naturali e dalla tenace volontà della nostra gente, e diano al nostro Paese certezza e strumenti di progresso degni di una Regione Autonoma, situata nel felice punto di incontro delle più avanzate civiltà d'Europa".
L'Assessore FOSSON dichiara che la presentazione dei soprariportati ordini del giorno e l'analogia fatta dal Consigliere Pedrini tra la mozione in esame e la proposta di concessione di una pensione agli ex combattenti della guerra 1915/1918, non contribuiscono a chiarire l'impostazione del problema di cui si tratta.
Osserva che la maggioranza ha presentato una mozione precisa con la proposta di nominare una Commissione per l'accertamento delle condizioni di lavoro in una determinata azienda della Valle d'Aosta e, cioè, nella Società Nazionale Cogne.
Ritiene pertanto che, in questo momento, il Consiglio debba prendere in esame e pronunciarsi, favorevolmente o meno, solo su questa mozione, rinviando in sede di discussione di una nuova specifica mozione l'estensione dell'inchiesta agli altri ambienti di lavoro della Valle d'Aosta.
Rileva che nel passato l'Amministrazione Regionale aveva dei rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione della Società Cogne e che, se in Italia si vivesse veramente in uno Stato di diritto, questo principio varrebbe anche attualmente, dovendosi prescindere dal colore politico del Consiglio Regionale.
Osserva che questo principio è stato ufficialmente riaffermato dal Consiglio stesso, anche se poi non è stato accolto da parte degli organi responsabili della Società Nazionale Cogne.
Questi fatti, - egli afferma, - sono dovuti più che altro alla divisione che esiste in seno al Consiglio Regionale, per cui il Consiglio stesso è sovente costretto a non fare valere i suoi diritti.
Il Consigliere LUSTRISSY dichiara che la proposta formulata dall'Assessore Fosson tende ad escludere la discussione sui due ordini del giorno proposti da due gruppi consiliari della minoranza.
Osserva che il Consigliere Strazza, nella parte conclusiva della sua relazione, aveva già chiaramente dichiarato di ritenere opportuno che la Commissione di cui si tratta estendesse la sua inchiesta a tutti gli stabilimenti della Valle d'Aosta, in modo da avere un quadro esatto delle condizioni dei lavoratori nella Valle d'Aosta; quindi, - egli aggiunge, - l'ordine del giorno proposto dal gruppo consiliare della Democrazia Cristiana non rappresenta altro che il complemento della mozione presentata dalla maggioranza consiliare.
L'Assessore COLOMBO osserva che il Consiglio si trova ormai sostanzialmente di fronte a tre mozioni diverse; per una più sollecita discussione dell'argomento ritiene che sarebbe utile una momentanea sospensione della discussione stessa, in modo da consentire eventualmente ai Capi-gruppo dei Partiti o Movimenti politici rappresentati in seno al Consiglio di concordare la presentazione di una mozione unitaria, da sottoporre all'approvazione del Consiglio.
Propone che i Capi-gruppo si riuniscano, a tal fine, prima dell'inizio della odierna seduta pomeridiana.
I Consiglieri TORRIONE E PEDRINI, a nome dei rispettivi gruppi consiliari, dichiarano di essere favorevoli alla proposta fatta dall'Assessore Colombo.
Il Presidente, MARCOZ, constatato che il Consiglio concorda, unanime, sulla proposta dell'Assessore Colombo, sospende la discussione sulla mozione in oggetto e rinvia alla seduta pomeridiana la continuazione della trattazione dell'oggetto stesso.
Il Consiglio prende atto.
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