Objet du Conseil n. 157 du 30 juin 1964 - Verbale

OGGETTO N. 157/64 - RICHIESTA DI INFORMAZIONI SUI PROVVEDIMENTI ADOTTATI DAL COMUNE DI AOSTA IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 18-4-1962 N. 167, RECANTE DISPOSIZIONI PER FAVORIRE L'ACQUISIZIONE DI AREE FABBRICABILI PER L'EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE. (Interrogazione e interpellanza presentate dai Consiglieri regionali Pedrini Ennio, Bonichon Giuseppe e Albaney Giuseppe)

Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interrogazione dei Consiglieri regionali Signori Pedrini Ennio, Bonichon Giuseppe e Albany Giuseppe concernente l'oggetto: "Vincolo di terreni in attuazione della legge 18-4-1962 n. 167 per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare nella Città di Aosta. - Richiesta d'informazioni", interrogazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 30-6-1964:

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Aosta 3 Giugno 1964

Ill.mo Signor

Presidente del Consiglio

Regione Autonoma della Valle d'Aosta

I sottoscritti Consiglieri del Gruppo Liberale e Ligue-Campagnards Valdôtains desiderano interrogare il Presidente della Giunta sul seguente argomento:

E' vero che l'Amministrazione Regionale union-social-comunista non ha opposto alcun veto al vincolo dei terreni a seguito attuazione della Legge 18-4-62 - "Disposizioni per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare" - e che attualmente riveste semplice carattere di piano di studio?

E' vero che anche l'Amministrazione Regionale è concorde con l'Amministrazione Comunale di Aosta circa l'applicabilità del vincolo sulle proprietà sottoposte alla predetta Legge e appartenenti a cittadini valdostani?

E' vero che l'Amministrazione Regionale, date le Sue ripetute assicurazioni di intransigenza in fatto di autonomia in difesa degli interessi e dei diritti dei Valdostani, concordi con la Civica Amministrazione di Aosta sulla previsone di fare occupare i vani costruiti in base alla predetta Legge n. 167, da lavoratori provenienti da altre province?

E' vero che l'Amministrazione Regionale preveda, per i prossimi dieci anni, un potenziamento delle attività industriale-commerciale-turistico di tale entità da consentire il richiamo in Valle d'Aosta e più precisamente in Aosta, di diecimila altri abitanti?

In base a quali dati poggiano dette previsioni?

F.to: Ennio Pedrini - Bonichon Giuseppe - Albaney Giuseppe

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Il Presidente della Giunta, CAVERI, fa presente che l'argomento dell'interrogazione sopra riportata è strettamente connesso con l'argomento dell'interpellanza iscritta all'oggetto n. 6-a) dell'ordine del giorno, presentata dagli stessi Consiglieri e concernente: "Applicazione della legge 18-4-1962 n. 167, recante disposizioni per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare. - Richiesta di informazioni sul piano predisposto per la Città di Aosta".

Propone, pertanto, che l'interrogazione e l'interpellanza siano discusse contemporaneamente, a' sensi di quanto previsto dal Regolamento interno del Consiglio.

Il Presidente, MARCOZ, concordando sulla proposta del Presidente della Giunta, Caveri, dà lettura, previa approvazione del Consiglio, della seguente interpellanza presentata dai Consiglieri Pedrini Ennio, Bonichon Giuseppe e Albaney Giuseppe:

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Aosta 3 Giugno 1964

Ill.mo Signor

Presidente del Consiglio

Regione Autonoma della Valle d'Aosta

I sottoscritti Consiglieri del Gruppo Liberale e Ligue-Campagnards Valdôtains desiderano interpellare il Presidente della Giunta sul seguente argomento:

Premesso che la Legge 18-4-62 n. 167 - "Disposizioni per favorire l'acquisizione di aere fabbricabili per l'edilizia economica e popolare" - deve essere attuata con carattere di obbligatorietà.

Constatato che in base alle ultime notizie la popolazione di Aosta ammonta a 30.217 anime.

La Giunta Regionale è informata sul fatto che il Comune di Aosta, applicando la Legge in oggetto, ha vincolato un'area di 477.000 mq. per un supposto aumento della popolazione di circa 10.000 abitanti nel periodo di tempo di circa 10 anni?

La Giunta Regionale è informata che per attuare detto piano sarà necessario costruire 11.800 vani per un cubaggio complessivo di 930.000 mt. cubi, ossia in ragione di circa 90 mt. cubi per persona?

La Giunta Regionale si è accertata in base a quali criteri il Comune di Aosta ha preventivato un aumento di popolazione del 34% circa in così breve spazio di tempo?

La Giunta Regionale si è accertata in base a quali criteri il Comune di Aosta ha vincolato un'area così imponente per l'applicazione della Legge in oggetto?

La Giunta Regionale è informata sul piano finanziario inerente all'attuazione pratica di detta Legge? e dove o da chi il Comune di Aosta reperirà il finanziamento sopradetto date le sue precarie condizioni finanziarie?

F.ti: Ennio Pedrini, Bonichon Giuseppe, Albaney Giuseppe

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Il Presidente della Giunta, CAVERI, in risposta alla interrogazione e alla interpellanza sopra riportate, informa che contro la deliberazione adottata dall'Amministrazione Comunale di Aosta in applicazione della legge 18-4-1962 n. 167, recante disposizioni per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare, sono stati presentati alla Presidenza della Giunta Regionale vari ricorsi, che sono stati trasmessi al Comune di Aosta con invito a formulare le sue controdeduzioni in merito ai ricorsi stessi.

Precisa che, allorquando saranno pervenute le controdeduzioni richieste, la Giunta prenderà in sede di tutela la decisione che riterrà di assumere nella sua autonoma funzione tutoria e nella sfera di sua competenza.

Il Consigliere PEDRINI dichiara quanto segue:

"Signor Presidente, Signori Consiglieri,

la nostra interrogazione ha una particolare importanza, in quanto, alla luce dell'attuale situazione economica e politica, riveste le caratteristiche di un preciso monito.

La caduta del Governo Moro è un lampante esempio della inattuabilità per noi Liberali di una politica marxista in Italia e se questa politica sarà attuata, lo sarà solo in grazia di una imposizione, ossia, in altre parole, riavremo in Italia un'altra dittatura: quella social-comunista.

So bene che quanto vado dicendo rispecchia esattamente il vostro recondito pensiero e le vostre più rosee aspirazioni e desideri.

Non per nulla voi, che formate il Governo regionale valdostano, fate quanto è in vostro potere perché la politica comunista si affermi in Valle d'Aosta e nella misura più ampia possibile.

E difendete a spada tratta tutte quelle leggi, regolamenti ecc. che servono al vostro scopo politico, ma che, contemporaneamente, defraudano delle loro proprietà e dei loro averi i poveri cittadini, che hanno sudato tutta una vita per lasciare ai loro figli una sicurezza materiale, una sicurezza che oggi, e grazie alla vostra politica marxista, sta svanendo come neve al sole.

Ma i cittadini, Signori Consiglieri, per quanto possano avere sbagliato nel passato, non sono così arretrati da non avere compreso quale pericolo reale rappresenta il comunismo per una comunità veramente democratica.

Dispongono di una formidabile arma che sapranno bene usare: il voto!

Ma per ritornare alla nostra interrogazione, noi qui non vogliamo fare un processo alla legge n. 167, perché sarebbe una inutile perdita di tempo e questa non è la sede adatta per mettere in discussione la sua validità economica o la sua costituzionalità.

Noi qui, in questa sede, che è propriamente indicata al nostro scopo, vogliamo dimostrare a tutti i valdostani come la presente Giunta Regionale, anziché preoccuparsi degli interessi dei suoi amministrati, si promuova solerte esecutrice degli ordini che giungono da Roma, ordini che tendono ad attuare un regime marxista in Italia ed in Valle, mentre bellamente si scorda o si cavilla quando si tratta di quanto può essere favorevole agli interessi dei valdostani.

La Legge n. 167 impone ad un rilevante numero di cittadini di rinunciare alla loro proprietà su determinati terreni, e non mi si venga a dire che ciò non è vero, perché la Legge n. 167 impone l'esproprio dopo un illimitato periodo di vincolo!

E questo esproprio si sa bene su quali basi di valutazione verrà effettuato; non verrà certamente tenuto in considerazione il valore commerciale della terra all'atto del trapasso di proprietà!

Dunque, con la Legge n. 167 si porta via, fin d'ora, la terra a parecchi valdostani, come l'ENEL, a sua volta, ha portato via una ricchezza a tutti gli abitanti della Valle.

All'orizzonte si profila poi la minaccia dell'espropriazione totale di tutte le aree fabbricabili esistenti in tutta Italia e, quindi, anche in Valle d'Aosta, intendo parlare della legge Urbanistica.

E l'Amministrazione Regionale, - a differenza di tante altre Amministrazioni pubbliche che hanno cercato di attenuare i danni che comporta questa legge, consorziandosi, o rinviandone l'attuazione, ponendo la legge solo in fase di studio, sicché i cittadini hanno potuto e possono prendere determinate misure di di-f esa dei loro interessi -, l'Amministrazione Regionale, dicevo, si disinteressa completamente di ciò che fanno i Comuni a lei sottoposti, come se la cosa non la riguardasse né la interessasse. Anzi, li spinge a conseguire quei risultati che vieppiù rafforzano il movimento marxista di accentrare nello Stato tutte le proprietà private, spogliando conseguentemente i cittadini di ogni loro bene!

E laddove l'Amministrazione Regionale dovrebbe impegnare tutte le sue energie per ottenere quanto alla Valle spetta, per diritto e per legge, allora SI TRINCERA DIETRO CAVILLI E MENE BUROCRATICHE.

Signor Presidente della Giunta, quando con una mozione chiesi che l'Amministrazione Regionale richiedesse al Governo Centrale l'equo aumento delle merci in esenzione fiscale, Lei mi rispose che una simile richiesta avrebbe pregiudicato le trattative in corso per l'attuazione della Zona Franca. PERO' A TUTT'OGGI, DOPO OLTRE QUINDICI ANNI, NOI DOBBIAMO CONSTATARE CHE LE MERCI IN ESENZIONE FISCALE SONO RIDOTTE A QUANTITA' IRRISORIE E CHE, DELLA ZONA FRANCA, NON SOLO NON SE NE SA NULLA, MA NEPPURE PIU' SE NE PARLA!

E l'Amministrazione Regionale continua i suoi sonni tranquilli, mentre i Comuni della Valle, ed Aosta in particolare, privano i cittadini delle loro proprietà terriere in nome di una legge n. 167 che è l'anticamera di una collettivizzazione generale di tutte le proprietà private.

Chiedo, pertanto, che il Presidente della Giunta si ricordi di quanto ha detto testé, ossia che sta attendendo la risposta dal Comune di Aosta e riferisca al Consiglio sulla questione nella prossima adunanza, per non costringerci a presentare altre interrogazioni, interpellanze o mozioni per avere una risposta su argomenti oggetto di interrogazioni alle quali non si è voluto rispondere".

Il Consigliere ALBANEY dichiara quanto segue:

"Signor Presidente, prendo atto della comunicazione fatta dal Presidente della Giunta, Caveri, e cioè che la Giunta è in attesa delle contro deduzioni del Comune di Aosta in ordine ai ricorsi presentati contro la deliberazione assunta dal predetto Comune in applicazione della legge 18-4-1962 n. 167.

Ho, però, la sensazione che la Giunta si disinteressi di questo problema, perché mi risulta che i Consiglieri comunali unionisti si sono astenuti dalla votazione nel Consiglio Comunale di Aosta; questo fatto è un indizio che il problema prospettato con l'interrogazione e con l'interpellanza in discussione non interessa gli Amministratori comunali dell'Union Valdôtaine.

Veniamo al dunque.

L'interrogazione che abbiamo presentato è stata motivata dal malumore e dalle preoccupazioni sorte nella cittadinanza con il vincolo di numerose aree nell'ambito della Città di Aosta.

L'estensione di queste aree è sproporzionata alle esigenze future del Comune e le previsioni di un incremento industriale e commerciale non sono affatto così rosee come il Comune di Aosta vuole dipingerle.

In una dozzina d'anni la Città di Aosta non può raddoppiare la sua popolazione stando al risultato degli studi che hanno condotto i cosidetti tecnci dell'Amministrazione Comunale e questa è la considerazione che si deve fare visti i 477.000 metri quadrati di terre vincolate.

La prima preoccupazione che dovrebbe sorgere si riferisce agli importi da corrispondere per gli espropri in considerazione delle precarie condizioni delle Casse comunali.

Dove verrà reperita questa enorme somma?

Considerando questo stato di impossibilità finanziaria, era proprio necessario vincolare una sì grande superficie quando altri Comuni hanno dimostrato un maggiore acume limitando l'applicazione della legge 167 nei minimi termini di misura consentiti?

E perché non si è pensato a consorziarsi con i Comuni confinanti, così come è stato fatto in altre parti d'Italia, per esempio Torino?

477.000 metri quadrati rappresentano quasi 2/10 dell'attuale superficie di Aosta e tutti quanti gravitano sulla stessa; inoltre la legge 167 insiste anche sui terreni della Scuola di Agricoltura alla quale verrebbe a mancare la base essenziale della sua attività: la terra!

E' da tener presente, inoltre, che la Scuola di Agricoltura è sorta e si sostiene grazie ai contributi dell'Amministrazione Regionale: tutto denaro, questo, che si getterebbe al vento.

L'Amministrazione Regionale, se curasse realmente gli interessi suoi e dei suoi amministrati, avrebbe dovuto interessarsi delle sue proprietà, che sono proprietà comuni di tutti i valdostani.

Purtroppo, però, dobbiamo riconoscere che questa Amministrazione Regionale dimostra un ben scarso interesse nel difendere i diritti dei cittadini valdostani e le loro proprietà, perché troppo interessata alla politica.

Queste considerazioni hanno dettato la nostra interrogazione ed attendiamo risposte chiarificatrici alle nostre domande.

Terminando io ho la sensazione che Aosta non sia più una Città europea e neppure una Città di chez nous."

Il Presidente della Giunta, CAVERI, riferendosi all'intervento del Consigliere Albaney, precisa che fra i ricorsi presentati alla Presidenza della Giunta Regionale contro il noto provvedimento adottato dal Consiglio Comunale di Aosta ve ne è anche uno a firma dei proprietari dei terreni della zona di Mont Fleury.

Ripete che la Giunta Regionale prenderà in esame, in sede di tutela, i ricorsi e le contro deduzioni del Comune di Aosta ai ricorsi stessi ed assumerà una decisione in merito.

Dichiara che, per il momento, non vi è nulla di compromesso.

Il Consiglio prende atto.

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