Objet du Conseil n. 172 du 8 octobre 1965 - Verbale
OGGETTO N. 172/65 - PROGETTO DI RICOSTRUZIONE DEL CANALE IRRIGUO "RU COURTAUD", IN COMUNE DI ST-VINCENT.
Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Dujany Cesare e Albaney Giuseppe, concernente l'oggetto: "Approvazione del progetto di ricostruzione del Canale irriguo "Rû Courtaud ", in Comune di St. Vincent. - Autorizzazione all'inizio dei lavori", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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ILL.MO SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
AOSTA
Con preghiera di voler inserire nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale la seguente mozione:
- Vista la domanda presentata in data 21 giugno 1963 da parte dell'Amministrazione del Consorzio di miglioramento fondiario "Rû Courtaud", in Comune di St. Vincent, tendente ad ottenere un contributo previsto dalla deliberazione consiliare n. 114 del 15-6-1963 in materia di ricostruzione di canali irrigui;
- Preso atto della deliberazione di Giunta, in via d'urgenza n. 4162 del 28-6-1963, ratificata dal Consiglio Regionale il 26 luglio 1963, nella quale si riconosce la necessità della ricostruzione del canale in oggetto, l'accettazione, in via di massima, del progetto presentato da parte del Consorzio del "Rû Courtaud" che ammonta a complessive L. 650.000.000 circa e la concessione di un primo contributo regionale di L. 40.000.000 per l'esecuzione di un primo lotto;
- Tenuto presente che tale lavoro dovrà essere eseguito in vari lotti da finanziare in cinque annualità;
- Preso atto della deliberazione n. 69 del 15-7-1963 del Consiglio Comunale di St. Vincent in cui viene deliberato il contributo di L. 195.000.000 ripartito in n. 5 annualità (1963-67) per far fronte alle spese di ricostruzione del canale in argomento;
Premesso quanto sopra, il CONSIGLIO impegna:
1) l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste ad approvare il progetto presentato e ripetutamente sollecitato dall'Amministrazione del Consorzio e ad autorizzare, entro il periodo di un mese da oggi, l'inizio dei lavori.
2) Delibera la concessione del contributo necessario per poter dare inizio al primo tronco dei lavori.
Distinti saluti.
Aosta, lì 29 giugno 1965
I Consiglieri
F.ti Dujany Cesare - Albaney Giuseppe
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Il Consigliere ALBANEY, ad illustrazione della mozione soprariportata, riferisce quanto segue:
"Con il Consigliere Dujany ho presentato questa mozione in seguito alle lamentele sentite in quel di St. Vincent.
Noi pensiamo che a St. Vincent tutti stiano bene, tutti siano dei milionari, mentre nella alta zona di St. Vincent abbiamo i nostri agricoltori i quali forse stanno peggio di molti agricoltori di altri nostri Comuni.
Abbiamo presentato questa mozione perché ci siamo preoccupati di questo stato di disagio dei nostri agricoltori, che non possono irrigare sufficientemente i loro terreni e anche per sollecitare l'Assessore all'Agricoltura affinché voglia approvare il progetto dei lavori di ricostruzione del "Rû Courtaud", progetto elaborato dall'Ingegnere idraulico Segata, di Trento.
Il "Rû Courtaud", un vecchio canale irriguo costruito nel 1395 da un gruppo di audaci agricoltori, - e dico audaci perché si era nel 1400 -, questo canale è ancora oggi allo "statu quo", cioè come è stato costruito nel 1395.
Oggi si rende necessario di ricostruirlo perché abbiamo, di persona, constatato che dei 500 litri al minuto secondo, misurati all'inizio del canale a St. Jacques, ne arrivano al Colle di Joux solo circa 150 litri.
Quindi, la gran parte dell'acqua viene a perdersi lungo i tornanti di quel canale che, all'epoca in cui è stato costruito, era certamente una grande opera, perché fatta con i mezzi che si avevano allora.
Si presenta oggi la necessità di ricostruirlo in modo razionale per valorizzare i terreni della collina, a cui gli abitanti di St. Vincent, malgrado il Casinò, sono ancora attaccati; infatti da un gruppo di agricoltori di St. Vincent, coadiuvati da tecnici della zona, è stato costituito il Consorzio di miglioramento fondiario del "Rû Courtaud".
Il 27 marzo 1962 il Comitato promotore chiedeva al Presidente della Repubblica il riconoscimento giuridico del Consorzio di miglioramento fondiario; successivamente, in data 26-9-1963, l'Assessorato Regionale al l'Agricoltura approvava lo Statuto di detto Consorzio.
Avvenivano frattanto i primi contatti ed accordi tra la Delegazione provvisoria del Consorzio e l'Assessore all'Agricoltura e, nella seduta di Giunta del 28-6-1963 (deliberazione n. 4162, notificata al Consiglio Regionale nell'adunanza del 26 luglio 1963), l'Assessore all'Agricoltura così si esprimeva in merito all'utilità della ricostruzione del Rû Courtaud:
"Informa che, in considerazione della rilevante importanza dell'opera e dell'eccezionale onere finanziario che comporta, accompagnato dai tecnici dell'Assessorato, si è reso personalmente conto, mediante visita sopralluogo, della opportunità della esecuzione dell'opera e dell'entità dei lavori, nonché delle caratteristiche del progetto predisposto".
Più avanti, parlando dell'acqua convogliata dal canale al Colle di Joux, l'Assessore Fosson precisa:
"che la concessione e la derivazione di acqua per caricare il canale è di litri 500 al minuto secondo, mentre al Colle di Joux, punto in cui si inizia l'utilizzazione dell'acqua per l'irrigazione, giunge attualmente soltanto un terzo circa dell'acqua derivata".
Più avanti ancora si legge, nella deliberazione di Giunta, che l'Assessore rileva: "la vetustà del canale, il suo difficile ed irregolare percorso, l'assoluta mancanza di convenienza di eseguire riparazioni che non condurrebbero alla soluzione del problema".
Quindi da parte degli organi competenti dell'Amministrazione Regionale, viene riconosciuta la necessità di ricostruire questo canale e si stanziano i primi fondi.
Dal mese di luglio 1963 è intercorso un lungo epistolario fra l'Assessorato all'Agricoltura e la Deputazione provvisoria di quel Consorzio; ho qui sottomano le date delle varie lettere: 13-11-1964, 16-11-1964, 9-12-1964, 18-2-1965, 5-6-1965. In tutte queste lettere, da parte dell'Assessorato all'Agricoltura viene richiesta una Commissione tecnica che constati ed esamini il progetto dei lavori in questione.
In data 15-3-1965 ha avuto luogo una riunione alla quale erano presenti l'Assessore Fosson, il Dott. Reggio, il Geom. Vietti, l'Ing. Segata, il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario del Consorzio ed altri ancora.
Al termine di detta riunione l'Assessore stabiliva di compiere ancora una visita sopralluogo lungo il percorso del canale e in data 4-5-1965 comunicava che, da accertamenti fatti, era risultato che la visita sopralluogo era possibile e si riservava di fissarne la data.
Finalmente, alla fine del mese di giugno 1965, l'Assessore all'Agricoltura fissava la data della visita sopralluogo, ma ne dava comunicazione alla Deputazione soltanto due giorni prima di tale data.
Il martedì, l'Assessore con i suoi tecnici è disposto a compiere la visita sopralluogo, per accertare e stabilire i lavori da compiersi per decidere se il progetto predisposto era conveniente o no.
La Deputazione del Consorzio telefona e manda dei telegrammi all'Ingegnere Segata, a Trento, per invitarlo ad essere presente il giovedì. L'Ingegnere Segata è presente il giovedì, alle ore 8, a St. Jacques. Aspettiamo l'Assessore fino alle ore 11. Comunque, la visita sopralluogo viene effettuata ed abbiamo seguito tutto il percorso del canale.
Siamo ancora oggi in attesa di avere una risposta sull'esito di questa visita sopralluogo e, così, gli agricoltori di St. Vincent aspettano ancora una decisione.
Penso che sia giunto il momento di dire "finalmente": ritengo che una risposta, positiva o negativa (spero che non sia negativa, ma positiva), ci verrà data oggi dall'Assessore all'Agricoltura".
Il Consigliere DUJANY, dopo aver premesso che il Consigliere Albaney ha illustrato molto bene la mozione fornendo i chiarimenti necessari, rileva che la mozione non può più dirsi tempestiva, non essendo stata discussa nella seduta del 12 luglio 1965 e non avendo più ragione di essere la richiesta, fatta nell'ultima parte della mozione, intesa ad ottenere che i lavori di ricostruzione del canale irriguo "Rû Courtaud" avessero inizio entro il periodo di un mese dal 29 giugno 1965, data in cui la mozione è stata presentata alla Presidenza del Consiglio.
Richiama, quindi, la deliberazione di Giunta n. 4162, in data 28-6-1963, già richiamata dal Consigliere Albaney e con la quale veniva approvata, tra altro, la concessione al Consorzio di miglioramento fondiario "Rû Courtaud" di un primo contributo regionale di Lire 40 milioni nelle spese per l'esecuzione di un primo lotto di lavori per la ricostruzione del canale di irrigazione. Richiama la particolare attenzione del Consiglio sui seguenti punti di tale deliberazione:
"L'Assessore all'Agricoltura e Foreste" (...Omissis...) "si è reso personalmente conto, mediante visita sopralluogo, dell'opportunità dell'esecuzione dell'opera e dell'entità dei lavori, nonché delle caratteristiche del progetto predisposto".
(...Omissis...) "Precisa che il progetto ora presentato può essere preso in considerazione, fatte alcune debite riserve emerse in sede di visita sopralluogo e salvo dettagliato esame da parte di tecnici qualificati e successiva discussione delle risultanze con il progettista e con l'Amministrazione del Consorzio...".
"Fa presente che, - in considerazione del rilevante onere finanziario che comporta anche per l'Amministrazione Regionale e per evidenti ragioni tecniche -, l'esecuzione dell'opera sarà frazionata in vari lotti cercando di consentire, già durante l'attuazione dei lavori, una buona irrigazione del comprensorio di cui si tratta".
Il Consigliere DUJANY informa che, in seguito all'adozione da parte della Giunta Regionale della sopracitata deliberazione, il Consiglio Comunale di St. Vincent adottava una deliberazione con la quale assumeva a carico del Comune di St. Vincent la spesa a cui avrebbero dovuto far fronte i proprietari dei terreni costituenti il Consorzio di miglioramento fondiario "Rû Courtaud", per un ammontare di complessive Lire 195.000.000, ripartite in cinque annualità, cioè dall'anno 1963 all'anno 1967, e stanziava, quale prima annualità, la somma di Lire 92 milioni.
Precisa che, a tutt'oggi, i consortisti stanno ancora aspettando che l'Assessorato Regionale all'Agricoltura faccia quanto è di sua competenza e disponga per la liquidazione del contributo di Lire 40 milioni concessi a favore del Consorzio dal Consiglio Regionale per l'esecuzione di un primo lotto di lavori per la ricostruzione del canale di irrigazione, affinché si possa dare inizio ai lavori stessi.
L'Assessore FOSSON, dopo aver premesso che, da parte sua, non è mai stata posta in dubbio la necessità di addivenire alla ricostruzione del canale "Rû Courtaud", del Comune di St. Vincent, osserva che forse l'Assessore all'Agricoltura ha commesso uno sbaglio iniziale del problema del "Rû Courtaud", sbaglio che consiste nell'aver dimostrato l'immediata buona volontà per la soluzione di tale problema con il proporre alla Giunta, che ha approvato, la concessione al Consorzio di miglioramento fondiario "Rû Courtaud" di un contributo regionale di Lire 40 milioni nelle spese per l'esecuzione di un primo lotto di lavori, spese che, secondo un progetto di larga massima, ammontavano a Lire 650 milioni.
Precisa che la concessione di tale contributo è stata possibile perché, alla chiusura dell'esercizio finanziario 1962-1963, erano disponibili 40 milioni di lire sull'apposito capitolo di spesa 144 del bilancio preventivo di tale esercizio.
Fa presente che lo sbaglio commesso consiste anche nel fatto che, alla data in cui la Giunta aveva deliberato la concessione del contributo, - 28-6-1963 -, all'Assessorato all'Agricoltura non era ancora pervenuta alcuna domanda di contributo da parte del Consorzio interessato.
Informa che, a tutt'oggi, l'Assessorato non ha ancora ricevuto dal predetto Consorzio tutti i dati che abitualmente vengono richiesti alle Amministrazioni di Consorzi irrigui che chiedono contributi regionali nelle spese per la ricostruzione o sistemazione di canali irrigui.
Dichiara che, nonostante tutte le polemiche che sono state fatte sull'argomento, non è suo intendimento di rispondere sullo stesso tono, ma che si limita a dire che il tono delle lettere scritte dall'Amministrazione del Consorzio agli Organi dell'Amministrazione Regionale era semplicemente irriguardoso.
Osserva che gli Amministratori del Consorzio avrebbero dovuto dare atto di quanto era stato fatto per il Consorzio dalla Amministrazione Regionale, anziché accusare l'Amministrazione Regionale di non voler affrontare e risolvere il problema della ricostruzione del canale "Rû Courtaud", il che non corrisponde a verità, come risulta anche dalle premesse e dalle motivazioni della deliberazione di Giunta più volte citata dai Consiglieri Albaney e Dujany.
Rileva, in proposito, che il Consigliere Dujany ha dato, fra altro, lettura dell'8° comma delle premesse di tale deliberazione, omettendo deliberatamente di leggere le ultime due righe di detto comma e falsando così il pensiero espresso dall'Assessore all'Agricoltura.
Ritiene quindi necessario, per ristabilire la verità delle cose, di dare nuovamente lettura di tale comma, che è così formulato:
"Precisa che il progetto ora presentato può essere preso in considerazione, fatte alcune debite riserve emerse in sede di visita sopralluogo e salvo dettagliato esame da parte di tecnici qualificati e successiva discussione delle risultanze con il progettista e con l'Amministrazione del Consorzio, che potrebbero portare anche a modifiche interessanti il principio tecnico previsto".
L'Assessore Fosson fa notare che le parole di cui il Consigliere Dujany ha omesso la lettura dicevano chiaramente che l'esame da parte di tecnici qualificati e la successiva discussione con il progettista e con l'Amministrazione del Consorzio avrebbero anche potuto indurre l'Assessorato all'Agricoltura a rivedere ed eventualmente a modificare il principio tecnico seguito nella impostazione del progetto delle opere.
Informa che l'Assessorato è attualmente in possesso del progetto che definisce più o meno compiutamente le opere del secondo tronco, perché nel secondo tronco dovrebbero esserci anche la torre piezometrica, nonché i dispositivi di sicurezza per l'eventualità di uno scoppio della condotta forzata.
Riferisce che, allorquando la Giunta ha deliberato la concessione al Consorzio di miglioramento fondiario "Rû Courtaud" di un primo contributo regionale di Lire 40 milioni, vi era soltanto un progetto di massima, dal quale risultava che era intendimento del progettista di costruire una condotta forzata dalla presa fino al Colle di Joux, per una lunghezza di 20 Km. con una previsione di spesa di circa 650 milioni di lire.
Precisa che dal progettista erano state prospettate le seguenti tre soluzioni in condotta forzata:
- la prima soluzione prevedeva la costruzione di una condotta forzata dalla presa fino al fondo valle e dal fondo valle risalente al Colle di Joux con un sifone;
- la seconda soluzione prevedeva la costruzione di tre sifoni successivi in quota, fino al Colle di Joux;
- la terza soluzione, che era quella prescelta dal progettista prevedeva la costruzione di una condotta con presa dell'acqua dal canale Courtaud e con tubazioni in pressione, più o meno lungo il tracciato dell'attuale canale fino alla zona prospiciente le località di Extrapiera e Corbet, zona che segna il confine fra il Comune di Ayas e il Comune di Brusson. Fino a quella zona era prevista una pressione piuttosto ridotta, mentre in detta zona era prevista la costruzione di una torre piezometrica da cui doveva dipartirsi una tubazione a forte pressione, ridotta nel diametro, per sfruttare le perdite di carico e portare l'acqua al Colle di Joux, con circa 30-32 atmosfere di pressione nella condotta.
Precisa che su questo punto egli aveva delle forti perplessità, pur avendo dimostrato la massima buona volontà per la soluzione del problema del canale "Rû Courtaud", avendo, infatti, proposto alla Giunta la concessione di un primo contributo di Lire 40 milioni al Consorzio di miglioramento fondiario "Rû Courtaud" nelle spese per l'esecuzione di un primo lotto di lavori per la ricostruzione del canale.
Riferisce che i lavori di costruzione del canale "Rû Courtaud" sono stati iniziati nell'anno 1394 e sono durati circa 40 anni, perché il "Rû Courtaud" è entrato in funzione nell'anno 1433.
Osserva che i nostri predecessori avevano forse molto più di noi il senso dell'amministrazione e della responsabilità, perché, da un opuscolo edito a cura dell'Abbé Trèves, risulta che, prima ancora di iniziare i lavori di costruzione del canale, si era provveduto a stabilire con la massima precisione chi aveva diritto a derivare acqua dal canale ad uso irriguo e si era provveduto ad una equa ripartizione dell'acqua fra tutte le particelle incluse nel comprensorio irriguo del Rû Courtaud.
Dichiara di aver voluto, di proposito, ricordare tale fatto perché, allorquando l'Assessorato fece presente agli amministratori del Consorzio di miglioramento fondiario "Rû Courtaud" la necessità di allegare al progetto la planimetria delle particelle di terreno facenti parte del comprensorio, con l'indicazione della superficie del comprensorio stesso, nonché il piano di ripartizione dell'acqua del Rû Courtaud fra le varie particelle del comprensorio, fu risposto dagli Amministratori del Consorzio che non era il caso di allegare al progetto tali atti, perché ciò che era importante era di poter convogliare dalla presa al Colle di Joux il quantitativo di acqua derivato alla presa e non già la ripartizione dell'acqua fra i singoli utenti i quali dovevano essere liberi di usufruire dell'acqua irrigua come in passato.
Dà atto al Consigliere Dujany di aver riconosciuto, - nel corso della discussione che ebbe luogo al Colle di Joux l'8-7-1965 al termine della visita sopralluogo -, che lo Assessore regionale all'Agricoltura aveva ragione su tale punto.
Osserva che, se il problema del canale "Rû Courtaud" dovesse essere esaminato semplicemente da un punto di vista economico, si dovrebbe rinunciare a ricostruire il canale.
Rileva che l'orientamento della Giunta, ogni qualvolta si è dovuto prendere in esame richieste di contributo per la ricostruzione o la sistemazione di canali irrigui, è sempre stato quello di cercare di fare quanto è necessario realizzando il massimo di economia possibile, perché il denaro dell'Amministrazione Regionale è denaro pubblico, - egli dice -, per cui tutti gli Amministratori debbono cercare di spenderlo nel migliore dei modi.
Osserva, però, che nel caso del canale "Rû Courtaud", come pure nel caso di altri canali di irrigazione, il problema va affrontato tenendo presente anche quei fattori che possono essere determinanti quali, ad esempio, la situazione sociale delle popolazioni, il misero reddito della nostra agricoltura di montagna e l'affetto che abbiamo per la nostra terra.
Afferma che, anche per un riguardo verso i nostri antenati, dobbiamo cercare di conservare le opere da essi realizzate e fare in modo che tali opere contribuiscano ancora oggi ad assicurare un maggiore reddito alla nostra agricoltura.
Ricorda che, con una deliberazione assunta a suo tempo dal Consiglio Regionale, è stato stabilito in quale misura l'Amministrazione Regionale deve concorrere nelle spese per la costruzione, ricostruzione e sistemazione di canali di irrigazione e che, in passato, nessun canale è stato costruito o sistemato a totali spese dell'Amministrazione Regionale.
Rammenta che, allorquando fu discussa e approvata dal Consiglio la legge regionale 14-8-1962 n. 17, recante provvidenze per promuovere lo sviluppo della viabilità rurale, di parte di qualche Consigliere venne proposto che il problema della viabilità rurale venisse affrontato e risolto assumendo totalmente a carico regionale le spese relative. Ricorda di essersi allora dichiarato contrario all'accoglimento di tale proposta, avendo sempre sostenuto, come sostiene tuttora, che una parte della spesa, sia pure in misura minima, deve essere posta a carico degli interessati.
Informa che all'Assessorato all'Agricoltura sono state presentate 180 domande di contributo a titolo di concorso regionale nelle spese relative a strade poderali e osserva che il numero delle domande sarebbe forse oggi di 500 o anche di 1.000 se non si fosse stabilito che una parte delle spese è a carico dei richiedenti perché, - egli dice -, vi sarebbero coloro che presenterebbero domanda di contributo anche per la costruzione di strade poderali di nessuna utilità pratica.
Osserva che analogo principio vale anche per i canali di irrigazione e ritiene che, se per la questione del Rû Courtaud sono sorti malintesi tra l'Amministrazione Regionale e gli Amministratori del predetto Consorzio, l'origine di tali malintesi vada ricercata nel fatto che, a differenza degli utenti degli altri canali irrigui, gli utenti del canale Rû Courtaud non intendono contribuire, neanche in minima parte, nelle spese per la ricostruzione del canale stesso; tanto è vero, - egli osserva -, che l'Amministrazione del predetto Consorzio pensa di finanziare totalmente la spesa di 650 milioni, prevista dal progetto, per il 70% con il contributo regionale e per il rimanente 30% con il contributo richiesto al Comune di St. Vincent.
Ricorda che, anni addietro, è stato ricostruito il canale di Joux in Comune di Verrayes, e che il Consiglio Regionale ha concesso a varie riprese contributi per una cifra che corrisponde a circa il 30% della spesa sostenuta dall'Amministrazione di tale canale, mentre la spesa rimanente (10%) venne sostenuta direttamente dalla popolazione di Verrayes che è tra le più povere della Valle d'Aosta.
Riconosce che la popolazione agricola del Comune di St. Vincent si trova tutt'altro che in condizioni economiche floride, ma ritiene doveroso che essa contribuisca, sia pure in misura minima, - che potrebbe essere del 5% oppure del 3% -, nella spesa per la ricostruzione del canale Rû Courtaud, anche perché i consortisti si preoccuperebbero di eseguire i lavori di ricostruzione realizzando ogni possibile economia sulla spesa preventivata.
Questa, - egli dice -, è una precisazione che doveva essere fatta, perché bisogna applicare la stessa misura per tutti.
Ritornando sulla questione del progetto, l'Assessore Fosson informa di avere espresso chiaramente le sue perplessità all'Ing. Segata nella riunione del 15-3-1965, dopo aver sentito in merito al progetto stesso anche il parere di tecnici.
Ricorda di aver detto prima che il canale di Rû Courtaud è in funzione dal 1433 e, cioè, da oltre 500 anni e che detto canale ha assoluta necessità di essere riparato e sistemato, perché, come è detto nella relazione, dei 500 litri circa al minuto secondo che vengono derivati alla presa, soltanto un terzo circa giunge al Colle di Joux.
Precisa che, secondo le misurazioni eseguite nel periodo estivo, alla presa del canale vengono attualmente captati e convogliati nel canale dai 480 ai 460 litri al minuto secondo.
Fa presente che coloro che conoscono il percorso del canale sanno che il canale attraversa delle zone veramente impervie e molto pericolose per chi le percorre, specialmente quando piove. Ricorda, in proposito, che il Consigliere Albaney ebbe a far notare che l'Assessore all'Agricoltura era giunto alle 11 del mattino a St. Jacques, per la visita sopralluogo lungo il percorso del canale, mentre gli altri convenuti si trovavano sul posto alle 8 del mattino.
Ritiene opportuno di precisare che, in quel giorno, a St. Jacques pioveva a dirotto e che, avendo egli telefonato al Presidente del Consorzio prima di partire da Aosta, questi gli aveva consigliato di non salire a St. Jacques dato il persistente cattivo tempo; fa presente che, ciò nonostante, egli partì per St. Jacques ove giunse alle ore 11 ed ebbe poi luogo la visita sopralluogo, sebbene alcuni Amministratori del Consorzio fossero tentennanti a causa delle cattive condizioni atmosferiche.
Informa che, durante la visita sopralluogo si constatò come in certi tratti il canale deve essere completamente rifatto, ma dichiara di essere alquanto perplesso circa la ricostruzione del canale mediante la posa in opera di una tubazione metallica perché una condotta del genere ha una durata massima di 40/50 anni, durata che, secondo l'Ingegnere Segata, potrebbe essere anche di 60 anni.
Se si pensa, - egli osserva -, che il canale costruito a suo tempo dai nostri antenati è in funzione da oltre 500 anni, è logico che si sia alquanto perplessi a ricostruire il canale secondo il sistema di condotta metallica previsto dall'Ingegnere Segata, comportante una spesa che raggiungerà certamente 700 milioni, sapendo che la conduttura metallica avrà una durata non superiore ai 50/60 anni.
Fa presente di avere ancora un'altra perplessità che deriva dal fatto che, nel secondo tratto del canale, la conduttura metallica verrebbe ad essere sottoposta ad una pressione di 30/32 atmosfere, il che potrebbe essere alquanto pericoloso anche perché, mentre le condotte forzate che convogliano l'acqua ad impianti idroelettrici sono sorvegliate da personale specializzato e possono essere bloccate in caso di eventuali rotture, per questo canale la condotta forzata sarebbe sorvegliata soltanto dai custodi del canale, che sono agricoltori e non operai specializzati.
Aggiunge che bisogna tener anche conto che, nella seconda parte del percorso, la tubazione, essendo la zona troppo impervia, dovrebbe essere collocata all'esterno della roccia, con sostegni in tralicci di ferro, per cui vi sarebbe la possibilità che un sasso, cadendo dall'alto sulla tubazione, faccia scoppiare la tubazione stessa, con conseguenti danni e pericoli.
Informa, che, secondo l'Ingegnere Segata, si potrebbe ovviare a tale pericolo installando delle valvole automatiche di sicurezza che consistono in paratoie zavorrate, sensibili alle variazioni di velocità dell'acqua e che provocano, quindi, la chiusura della tubazione, per cui è anche previsto un canale di sfioro.
Informa, inoltre, che una seconda soluzione potrebbe essere quella di mettere in opera tubazioni di tipo profilato leggero e saldate, che presentano la massima sicurezza per la resistenza alla pressione.
In merito alle opere che devono essere eseguite alla presa del canale, fa presente che dovrebbero anche comprendere la costruzione di una vasca di carico.
Dichiara di non poter fornire altri dati in proposito perché l'Ingegnese Segata non ha ancora studiato tale problema, così come non ha studiato il problema della portata massima del canale, perché il mandato conferito dall'Amministrazione del Consorzio prevedeva soltanto lo studio della canalizzazione dell'acqua dalla presa al Colle di Joux, per una portata di 700 litri al minuto secondo.
Ribadisce che il canale va rifatto in molti tratti; fa presente, però, che nella prima parte del canale vi è un tratto, di circa 12 chilometri, che non ha mai avuto necessità di lavori di riparazione, perché attraversa zone boscose con terreno molto consistente; precisa che in tale tratto il canale non va rifatto.
Riferisce di aver prospettato all'Amministrazione del Consorzio una soluzione mista del problema, ma che l'Amministrazione consorziale ha fatto presente che tale proposta non poteva essere accettata perché in primavera, in determinati tratti, cadono slavine che non possono essere rimosse tempestivamente per mancanza di mano d'opera.
Ritiene che si potrebbe ovviare a tale inconveniente interrando in tale tratto una tubazione metallica. Aggiunge che, in altri tratti, il canale potrebbe essere ricostruito a scorrimento libero in calcestruzzo o in terreno sodo in tubazione di ferro, oppure, nei tratti pericolosi, in galleria scavata nella roccia.
Informa che nell'anno 1887, in seguito alla caduta di una frana che ostruì totalmente il canale, fu costruita una galleria artificiale in pietra, lunga un centinaio di metri, che è tutt'oggi in perfetto stato; osserva che, se fosse stata collocata una tubazione in ferro si sarebbe già dovuto da tempo sostituirla con una nuova tubazione.
Qualcuno, - egli osserva -, potrebbe dire che si sarebbe dovuto cominciare a fare qualche cosa, cioè iniziare la ricostruzione di un primo tratto del canale. Osserva che ciò non era possibile perché si trattava di decidere, in primo luogo, se la ricostruzione del canale dovesse effettuarsi con la posa in opera di una conduttura metallica in pressione, oppure se il canale dovesse essere ricostruito a scorrimento libero.
Fa presente che la situazione della pratica è oggi leggermente diversa da quella che era alla fine del mese di giugno, allorquando i Consiglieri Albaney e Dujany presentarono la mozione in discussione; infatti allora il progetto dell'opera non era ancora completato perché mancavano ancora i seguenti atti:
a) - gli elaborati tecnici relativi alle opere di presa, alla torre piezometrica e alla vasca di carico: per quest'ultima, - egli dice -, manca tuttora l'elaborato tecnico.
b) - la parte del computo metrico estimativo relativa al trasporto delle tubazioni lungo il percorso del canale, computo che non è ancora pervenuto perché l'Ingegnere Segata si è riservato di studiare più accuratamente il problema, la cui soluzione richiede l'impianto di teleferiche postabili per il trasporto delle tubazioni lungo il canale.
c) - i dati relativi ai tempi di esercizio, sia sotto l'aspetto tecnico che sotto l'aspetto finanziario.
d) - l'elaborato relativo allo studio agronomico del comprensorio da irrigare in rapporto al sistema di irrigazione e alla quantità di acqua disponibile, studio che è di fondamentale importanza per qualsiasi progetto di opera di irrigazione, sia per canale a scorrimento, sia per impianto di irrigazione a pioggia, sia per altre opere irrigue.
Informa che il 23 settembre scorso è pervenuta all'Amministrazione Regionale una breve relazione del Geometra Obert sullo studio agronomico eseguito per incarico affidatogli dall'Amministrazione del Consorzio nella riunione del 15 marzo 1965. Comunica che tale relazione si trova attualmente all'esame dei tecnici dell'Assessorato.
Fa presente che, unitamente a tale relazione, è altresì pervenuta dal Geometra Obert una relazione recante i dati relativi alla misurazione dell'acqua eseguita alla presa del canale nei giorni 5, 17, 22 e 23 agosto 1965. Osserva che l'Amministrazione del Consorzio ha fatto presente l'opportunità che l'irrigazione dei terreni del comprensorio sia possibilmente anticipata al mese di aprile; ritiene quindi utile che le misurazioni dell'acqua siano eseguite non soltanto nel mese di agosto, in cui l'acqua non manca, ma anche nei mesi di aprile e di maggio per poter conoscere il quantitativo d'acqua alla presa in tale epoca, tenuto conto anche del fatto che l'Amministrazione del Consorzio ha inoltrato all'Amministrazione Regionale una domanda intesa ad ottenere l'aumento della portata di acqua della concessione già in atto.
Dichiara di non aver nulla da osservare circa il problema dello studio idrologico, perché l'Ingegnere Segata, il quale è un tecnico particolarmente competente in materia, ha detto chiaramente che il mandato affidatogli comprendeva soltanto lo studio del progetto del ricostruendo canale per il convogliamento dell'acqua irrigua dalla presa al canale di Joux.
Fa presente che il comprensorio da irrigare ha una superficie irrigua di 600 ettari e rileva che, ammesso che con la ricostruzione del canale si possa convogliare dalla presa al Colle di Joux 500 litri di acqua al secondo, tale quantitativo non sarebbe sufficiente per l'irrigazione di 600 ettari di terreno.
Precisa che per l'irrigazione a scorrimento è necessario, secondo i calcoli fatti dagli Uffici dell'Assessorato, avere una portata continua di 2 litri al secondo, per cui con 500 litri al secondo si possono irrigare soltanto 250 ettari di terreno.
Richiama la particolare attenzione del Consiglio su quanto sopra detto, dichiarando che non intende siano poi mossi appunti o lagnanze allorquando, ad opera ultimata, gli agricoltori della collina di St. Vincent si renderanno conto dell'insufficienza dell'acqua del nuovo canale di Joux.
Fa presente che il quantitativo di litri 500 al secondo sarebbe sufficiente ad irrigare tutta la superficie del comprensorio qualora i terreni venissero irrigati con impianti di irrigazione a pioggia.
Fa però presente che l'installazione di impianti di irrigazione a pioggia per una superficie di 600 ettari comporta una spesa che si aggira sui 200 milioni di lire; pertanto, calcolando in 750 milioni l'importo della spesa per l'esecuzione dei lavori di costruzione del canale, - in quanto che la spesa di Lire 650 milioni prevista nel progetto sarà senz'altro insufficiente - si ha una spesa totale di 950 milioni di lire per la soluzione del problema della irrigazione nella collina di St. Vincent.
Fa presente che, nell'esporre il problema in discussione, si è limitato ad esprimere il parere suo e degli Uffici dell'Assessorato dell'Agricoltura sulla soluzione del problema stesso; ritiene opportuno e propone di nominare una Commissione, della quale dovrebbero fare parte dei tecnici imparziali, incaricati di studiare il problema e di riferire in merito al Consiglio, affinché si possano avere gli elementi tecnici necessari per poter pronunciarsi con cognizioni di causa sulla soluzione che deve essere prescelta per la ricostruzione del canale irriguo Rû Courtaud.
Il Consigliere DUJANY rileva che l'ultima parte del lungo intervento dell'Assessore Fosson è la parte più concreta e più interessante di tutto l'intervento, anche perché concerne la proposta di nomina di una Commissione tecnica per l'esame del problema in questione.
Osserva che se gli utenti del Rû Courtaud non concorrono nella spesa per la ricostruzione del canale, ciò dovrebbe essere motivo di soddisfazione e non già di preoccupazione per l'Assessore Fosson, il quale anzi dovrebbe compiacersi che l'Amministrazione Comunale di St. Vincent ha dimostrato una particolare sensibilità verso la popolazione agricola della collina di St. Vincent assumendo a carico del Comune la parte di spesa di spettanza dei consortisti del Rû Courtaud.
Fa presente che è necessario giungere sollecitamente ad una definizione del problema della ricostruzione del canale Rû Courtaud e invita, a tal fine, l'Assessore Fosson a prendere nuovamente contatti sia con il progettista, Ingegnere Segata, che con gli Amministratori del Consorzio.
Dichiara di concordare sulla proposta dell'Assessore Fosson per la nomina di una Commissione tecnica con l'incarico di esaminare il problema e di esprimere parere in merito alla soluzione da scegliere.
Raccomanda, però, che sia stabilito un termine entro il quale la Commissione deve ultimare i lavori, affinché non venga dilazionata a tempo indefinito la soluzione del problema.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara di aver ascoltato con molta attenzione l'esposizione fatta dall'Assessore all'Agricoltura e gli interventi dei vari Consiglieri che hanno preso la parola sull'importante argomento.
Afferma che anche per questa questione è ora che si tagli il nodo gordiano, come è stato fatto a suo tempo per il problema della Centrale del Latte di Aosta, per il problema dei Magazzini Generali, per la proroga della concessione per l'esercizio della Casa da gioco di St. Vincent, per la programmazione, che sta ormai arrivando in porto, per il piano regolatore della Città di Aosta, per i parcheggi, per il Palazzo Narbonne, di cui è stata iniziata la costruzione, e per la strada di La Magdeleine-Chamois.
Riferendosi quindi alla richiesta per la nomina di una Commissione, propone che il Consiglio dia mandato alla Giunta Regionale per la nomina di tale Commissione di cui un tecnico specialista in questioni idrauliche, un tecnico specialista in questioni agrarie ed uno specialista in questioni economiche.
Rileva che l'esperto in questioni agrarie potrebbe essere scelto fra i tecnici esperti in materia agricoltura della Commissione regionale per le ricerche economiche e sociali.
Aggiunge che la Commissione dovrebbe rispondere rapidamente ai quesiti che saranno formulati dalla Giunta sulla questione tecnica illustrata dall'Assessore Fosson e sulla "rentabilité" economica dell'opera.
Informa che, allorquando la Commissione dei tre esperti avrà rassegnato le sue conclusioni alla Giunta, questa si riunirà per decidere sulla scelta della soluzione da sottoporre all'approvazione del Consiglio.
Sulla proposta fatta dal Presidente della Giunta, CAVERI, segue discussione alla quale prendono parte il Presidente, MARCOZ, gli Assessori ANDRIONE e FOSSON, i Consiglieri CHABOD, PEDRINI, ALBANEY e DUJANY, il quale ultimo dichiara di concordare sulla proposta del Presidente della Giunta a condizione che sia fissato il termine del 31 gennaio 1966 per la presentazione di proposte concrete da parte della Commissione.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che la proposta del Consigliere Dujany circa il termine del 31 gennaio 1966 per l'ultimazione dei lavori della Commissione viene presa in considerazione dalla Giunta a titolo di raccomandazione.
Il Presidente, MARCOZ, invita il Consiglio a votare per alzata di mano sulle proposte fatte dal Presidente della Giunta, CAVERI.
IL CONSIGLIO
- ad unanimità di voti favorevoli, espressi con votazione per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentuno)
DELIBERA
1) di dare mandato alla Giunta Regionale per la nomina di una Commissione di tre esperti che studi il problema relativo alla migliore soluzione da adottare per il progetto di ricostruzione del Canale irriguo "Rû Courtaud", in Comune di St. Vincent
2) di raccomandare che la Commissione di esperti di cui sopra conduca a termine il suo incarico e riferisca alla Giunta Regionale entro il 31 gennaio 1966 in merito alle varie questioni che le saranno sottoposte per il parere, in modo che la Giunta Regionale possa sollecitamente inoltrare al Consiglio Regionale concrete proposte per la soluzione del problema di cui si tratta.
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