Objet du Conseil n. 186 du 28 octobre 1965 - Verbale

OGGETTO N. 186/65 - VARIANTI AL PROGETTO DEI LAVORI DI COSTRUZIONE DELLA STRADA DI NIEL, IN COMUNE DI GABY. ACCERTAMENTI. (Mozione del Consigliere regionale Signor Pedrini Ennio)

Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere regionale Signor Pedrini Ennio concernente l'oggetto "Varianti al progetto dei lavori di costruzione della strada di Niel, in Comune di Gaby - Accertamenti", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 28 ottobre 1965:

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Aosta, 14 ottobre 1965

Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio Regionale

della Valle d'Aosta

AOSTA

Il sottoscritto Consigliere Regionale dei gruppo liberale chiede alla S.V. Ill.ma di voler inserire nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale per l'approvazione la seguente

Mozione

Constatato che sulla strada di Niel in Comune di Gaby si è dovuto modificare il progetto esecutivo di detta strada, avendo riscontrato sul tracciato un erigendo fabbricato;

Sentito il parere dell'Assessore ai Lavori Pubblici il quale conferma come da parte sua non vi è stato alcun permesso specifico;

Visto che tale modifica ha comportato la costruzione di un muraglione di sostegno con una maggiore spesa di L. 201.399;

Tenuto conto che non risulta alcuna approvazione comunale per la costruita casa e che la pubblica amministrazione non può sostenere maggiori spese per interessi privati;

Chiede

venga dato mandato all'Assessore ai Lavori Pubblici di aprire un'inchiesta in merito per assodare su chi ricada la responsabilità di questo stato di cose e di conseguenza prendere i dovuti provvedimenti di indole finanziaria onde far in modo che l'Amministrazione Regionale nulla abbia a rimettere della somma indebitamente spesa in più a causa di questo atto di malcostume politico-amministrativo.

Il Consigliere Regionale

F.to: Ennio Pedrini

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L'Assessore MANGANONI ricorda che l'argomento in oggetto è già stato trattato nell'adunanza consiliare del 7 ottobre 1965.

Ribadisce che il progetto della strada carrozzabile di Niel, in Comune di Gaby, ha dovuto essere modificato perché, all'atto della consegna dei lavori appaltatrice, si era constatato che, ad un certo punto del tracciato della strada stessa, era sorto un fabbricato su parte dell'area da occupare dalla sede della progettata strada.

Precisa che questo fatto ha provocato uno spostamento a monte dell'asse stradale di 90 cm., con conseguente costruzione di un muro in pietrame in sostituzione di una scarpata prevista in sede di progettazione.

Fa presente che, all'atto dell'esecuzione di lavori per la costruzione di strade, si deve sovente apportare delle lievi modifiche ai progetti, soprattutto quando si tratta di strade attraversanti dei centri abitati.

Dichiara che tali lievi modifiche rientrano nel potere discrezionale della Direzione dei lavori.

Ribadisce che la spesa sostenuta per la costruzione del muro in questione ammonta a Lire 201 mila, spesa non rilevante in confronto alle maggiori spese che si devono sostenere in altri casi analoghi.

Per quanto riguarda la presunta responsabilità di questo stato di cose da parte del Sindaco di Gaby, rileva che, a suo giudizio, la più grave responsabilità del Sindaco di detto Comune consiste nell'aver riposto la sua fiducia nel tecnico che ha progettato la strada di Niel, il quale, dopo aver assolto l'incarico affidatogli dal Comune, successivamente ha redatto, per conto di un privato, il progetto di un nuovo fabbricato insistente in parte sulla sede della progettata strada, sorprendendo la buona fede del Sindaco di Gaby.

Osserva che un simile comportamento da parte del tecnico di cui si tratta non trova giustificazioni.

Dichiara che, se si dovessero assumere dei provvedimenti a carico di qualcuno per la questione in esame, il primo ad esserne colpito dovrebbe essere il tecnico progettista.

Il Consigliere PEDRINI dichiara che quanto affermato dall'Assessore Manganoni non corrisponde alla verità.

Ritiene, in primo luogo, che al professionista di cui si tratta non possa essere fatta alcuna colpa di quanto è avvenuto perché il libero professionista non può fare altro che assolvere all'incarico conferitogli da un determinato cliente, senza poter imporre il proprio punto di vista al cliente stesso.

Fa presente, in secondo luogo, che il proprietario in questione non ha mai richiesto al Comune di Gaby il permesso edilizio per la costruzione del nuovo fabbricato, per cui si tratta, in questo caso, di una costruzione abusiva.

Osserva che, trattandosi di un piccolo Comune, il Sindaco di Gaby avrebbe dovuto accorgersi di questa infrazione e invitare l'interessato a regolarizzare la propria posizione.

Dichiara che il Sindaco di Gaby non si è, invece, interessato alla questione, perché il proprietario del fabbricato di cui sì tratta è un affine del Sindaco stesso.

Rileva che il fabbricato in questione è sorto in aperta campagna e non in un centro abitato, per cui è evidente che il fabbricato è stato costruito appositamente in quella posizione e che è stato fatto un favoritismo a favore di questa persona, affine al Sindaco di Gaby.

Dichiara che questo modo di agire non risponde ai criteri di una sana amministrazione.

Rileva che, non solo in corrispondenza del fabbricato di cui si tratta, il progetto della strada di Niel ha subito delle modificazioni, ma anche nei tratti a valle del fabbricato stesso, in corrispondenza delle sezioni 12, 13 e 14, sempre su terreni del medesimo proprietario, dove i muretti di sottoscarpa e la scarpata sono stati trasformati in un muraglione continuo che raggiunge l'altezza massima di mt. 4,50.

Aggiunge che anche in corrispondenza delle sezioni 14, 15, 16, 17 e 18, su terreni di proprietà dei Signori Freppaz Alfonso Fortunato, fratello del Sindaco di Gaby, e Stevenin Giovanni, parente dello stesso Sindaco, vennero apportate modificazioni al progetto iniziale dei lavori sostituendo le previste scarpate con dei muri in pietrame, mentre più avanti, su terreni di proprietà dei Signori Consol, Tuscoz, Stevenin e Dandrés si è proceduto alla costruzione delle semplici scarpate.

Osserva che questo diverso modo di agire è così palese che balza agli occhi di tutti.

Rileva che le modificazioni apportate ai progetto iniziale hanno provocato indubbiamente un aumento delle spese per la costruzione della strada di Niel.

In proposito, dopo aver ricordato che nel progetto iniziale era prevista l'esecuzione di 110 mc. di opere murarie, chiede all'Assessore Manganoni di precisare il quantitativo delle opere murarie effettivamente eseguite per la costruzione della strada in questione, onde poter valutare approssimativamente la maggiore spesa sostenuta in conseguenza delle modificazioni apportate al progetto.

Rileva ancora che ai fratelli Lazier Eugenio e Mario e alla Vedova Glavinaz, pure proprietari di fabbricati situati lungo il tracciato della strada di Niel, non venne riservato lo stesso trattamento di favore usato nei confronti del proprietario del fabbricato di cui si tratta, perché questi signori vedono ancor oggi le proprie cantine invase dall'acqua che defluisce dalla sede stradale, nonostante che i medesimi si siano rivolti ripetutamente al Sindaco del Comune di Gaby affinché si provvedesse ad ovviare a questi inconvenienti.

Aggiunge che il Sindaco di Gaby sta attualmente eseguendo sulla strada delle frazioni Maysonasse e Riciarneira la sopraelevazione di un muro di controripa, di proprietà comunale, senza aver ottenuto alcun permesso per eseguire tali opere, ma unicamente per interessi personali.

Ribadisce che questo modo di agire è senz'altro da definirsi cattiva amministrazione, che la popolazione interessata saprà indubbiamente giudicare.

Dichiara di non poter giustificare in alcun modo questo cattivo sistema di amministrare il denaro pubblico.

Ritiene, pertanto, che la mozione da lui presentata debba essere approvata.

Dichiara, però, di essere disposto a ritirare la mozione se la maggioranza accetta di nominare una Commissione di inchiesta, composta di Consiglieri Regionali, con il compito di accertare la reale situazione dei

L'Assessore MANGANONI conferma quanto in precedenza detto sull'argomento in discussione perché corrispondente a verità e basato su dati di fatto.

Ribadisce che il maggior responsabile della situazione creatasi è il tecnico che ha redatto entrambi i progetti, sia quello della strada di Niel, sia quello del fabbricato in questione.

Ritiene, in proposito, che un professionista con un minimo di coscienza professionale avrebbe dovuto declinare l'incarico di fare il progetto per la costruzione del fabbricato stesso, se il cliente pretendeva che detto fabbricato insistesse su una parte della sede stradale prevista nel progetto della nuova strada.

Conferma che la maggiore spesa che 1' Amministrazione Regionale ha dovuto sostenere per lo spostamento della sede stradale, a causa della costruzione di questo nuovo fabbricato, ammonta a Lire 201.000.

Per quanto riguarda l'esecuzione di opere murarie in sostituzione delle scarpate in alcuni punti della strada di cui si discute, dichiara che non è la prima volta che i progetti di opere stradali sono lievemente modificati in sede di esecuzione dei lavori, perché non è sempre possibile prevedere con esattezza, in sede di progettazione, tutte le opere che dovranno essere eseguite.

D'altra parte, egli aggiunge, questo rientra nel potere discrezionale della direzione dei lavori.

Dichiara di non essere in grado in questo momento di precisare il numero di mc. di muratura che sono stati eseguiti nella costruzione della strada di Niel, perché non può ricordare lì per lì dei dati così particolareggiati.

Osserva che, per avere una risposta precisa in merito, il Consigliere Pedrini avrebbe dovuto porre la domanda nella mozione in discussione.

Sul fatto che il Sindaco di Gaby stia sopraelevando un muro di controripa della strada delle frazioni Maysonasse e Riciarneira, fa presente che si tratta di una strada comunale, sulla quale, quindi, la Regione non ha competenza amministrativa.

Rileva che, con i fondi stanziati dall'Amministrazione Regionale per la costruzione del tronco della strada di Niel non sono soltanto stati ultimati i lavori del tronco stesso, ma è stato anche possibile finanziare i lavori per il proseguimento di un breve tratto di detta strada.

Ribadisce, pertanto, l'infondatezza dell'accusa di "cattiva amministrazione" rivolta in questo caso dal Consigliere Pedrini all'Amministrazione Regionale, dal momento che con i fondi disponibili sono stati eseguiti maggiori lavori rispetto a quelli previsti in sede di appalto.

Il Consigliere PEDRINI ritiene che la proposta di nominare una Commissione consiliare per l'accertamento dei fatti in discussione sia fondata e che la denuncia di detti fatti rientri nei doveri di un Consigliere regionale.

Osserva che la Giunta è libera di approvare, o no, la mozione in esame e che, in caso negativo, ne assumerà tutte le responsabilità.

Invita il Presidente della Giunta a di sgiungere le proprie responsabilità da quelle dell'Assessore ai Lavori Pubblici in questi fatti voluti per favorire qualche persona e che recano soltanto danno all'Amministrazione Regionale.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che l'importanza dell'argomento non merita veramente la lunga discussione che si è già svolta.

Dopo una breve discussione polemica, alla quale prendono parte il Presidente del Consiglio, MARCOZ, il Presidente della Giunta, CAVERI, e il Consigliere PEDRINI, il Consigliere Pedrini, riferendosi all'invito alla moderazione nelle discussioni rivolto dal Presidente dei Consiglio all'inizio della seduta pomeridiana, rileva che proprio il Presidente della Giunta è stato il primo oratore a riportare la discussione fuori dall'auspicato tono distensivo, con delle battute alle quali egli si sente costretto di rispondere.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, esprime il parere che il primo e maggior responsabile dei fatti in questione sia il Geom. Stevenin Othmar, il quale, dopo avere redatto il progetto della strada di Niel, ha redatto anche il progetto di quella casa che insiste in parte sulla sede della progettata strada.

Fa presente che il Geom. Stevenin è iscritto al Partito Liberale e riveste anche qualche carica nell'ambito della Sezione del Partito Liberale di Gaby.

Rileva che il Consigliere Pedrini, mentre ha ripetutamente sottolineato che il Sindaco del Comune di Gaby appartiene al Movimento dell'Union Valdôtaine, ha volutamente dimenticato di riferire che il Geom. Stevenin Othmar appartiene al Partito Liberale.

Dichiara che nella questione in esame non vi sono delle persone maggiormente protette di altre e che non sono stati fatti favoritismi di alcun genere.

Riconosce che il Sindaco di Gaby, se non era stato richiesto il permesso edilizio per la costruzione dei fabbricato in questione, avrebbe dovuto pretendere che si presentasse in Comune il progetto del fabbricato.

Oltre a questa mancanza, egli aggiunge, nessun addebito può essere mosso al Sindaco di detto Comune per i fatti accaduti, fatti che, d'altra parte, sono di modesta entità, anche se il Consigliere Pedrini cerca di farli apparire molto più grandi di quanto sono in realtà.

Il Consigliere PEDRINI osserva che Amministrazione Regionale ha dovuto spendere per il fatto lamentato non già la somma di Lire 201.000, come dichiarato dall'Assessore Manganoni, ma una somma che probabilmente raggiungerà il milione e mezzo di lire, perché bisogna anche tener conto delle opere murarie che sono state eseguite a modifica del progetto iniziale.

Ritiene, pertanto, che la questione in esame abbia una importanza ben maggiore di quella che può derivare da uno spostamento a monte di 90 cm., in un certo punto del tracciato, dell'asse stradale della strada di Niel.

Sull'entità della maggiore spesa sostenuta dall'Amministrazione Regionale a causa del fatto sopra citato e sulla opportunità, o no, di una azione per il risarcimento dei danni, segue una breve discussione alla quale prendono parte il Presidente del Consiglio MARCOZ, il Presidente della Giunta, CAVERI, l'Assessore MANGANONI ed il Consigliere PEDRINI.

Il Consigliere BENZO dichiara di non voler entrare nel merito della questione in esame, anche perché non ha potuto rendersi conto con esattezza della questione, data la disparità dei concetti espressi dall'Assessore Manganoni e dal Consigliere Pedrini.

Osserva, però, che l'Assessore Manganoni ha detto delle cose molto esatte per quanto riguarda l'esecuzione dei lavori ed i poteri discrezionali della Direzione dei lavori.

Ritiene che il Presidente della Giunta, anche se la questione, in ordine alla spesa, non riveste grande importanza, ha affrontato in modo troppo superficiale detta questione.

Fa presente che sarebbe stato opportuno accogliere la proposta del Consigliere Pedrini riguardante la costituzione di una apposita Commissione consiliare di inchiesta, per l'accertamento dei fatti di cui si tratta.

Riferendosi al tono polemico a cui era stata portata la discussione in sede di Consiglio nella seduta mattutina, osserva che tali discussioni, così accese, talvolta esagitate, se hanno dimostrato la vitalità del piccolo Parlamento regionale, hanno anche denunciato i limiti che derivano da un eccessivo amore di polemica politica.

Ricorda che i Valdostani hanno sempre avuto un gran senso della misura ed hanno sempre condannato coloro che esagerano nelle cose, senza per questo essere ritenuti delle persone di spirito ristretto e meschino.

Ritiene che nella battaglia politica con i propri avversari non si deve fare nulla che possa danneggiare la dignità del Consiglio Regionale e la collettività valdostana, come bene ha ricordato stamane il Presidente del Consiglio.

Osserva che l'Amministrazione Regionale deve fare la politica delle cose concrete e che su queste basi i Valdostani potranno far valere loro sacrosanti diritti autonomistici.

Invita il Consiglio ad agire in modo tale che si possa finalmente dire, come diceva molti anni or sono il Presidente della Giunta, Caveri, nel seguente articolo che oggi ritorna di attualità: "Noi Valdostani abbiamo superato il momento più difficile, abbiamo finito di rispolverare gli alberi genealogici fino alla 7° generazione; abbiamo finito di cercare le inevitabili ombre del nostro operato, dimenticando quanto di positivo si è fatto sinora.

Anche noi, come i giovani, abbiamo superato le crisi della adolescenza e ora la nostra Regione può passare alla seconda più impegnativa fase della realizzazione dello Statuto e, con questo, richiedere il rispetto dei nostri diritti costituzionali.

Ricordiamoci tutti che la Giustizia non può essere il prolungamento della vendetta e della rivalsa.

Quando tutti agiremo in tal senso, e solo allora, potremo raggiungere il fine per il quale quello di fare l'interesse della nostra Valle siamo stati eletti e che è solo e unicamente d'Aosta".

Dichiara di aver sentito il dovere di esprimere questo suo pensiero, questo suo stato d'animo, dopo le lunghe ore di agitate discussioni della seduta odierna.

Il Presidente, MARCOZ, ricorda che, nel periodo in cui egli ricopriva la carica di Presidente della Giunta, si era dovuto occupare di una vertenza in sede giurisdizionale conseguente al fatto che, durante l'esecuzione dei lavori di una certa strada carrozzabile dell'alta vallata di Bionaz, gli Amministratori del Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero della Valle d'Aosta avevano autorizzato verbalmente la Ditta appaltatrice, e precisamente l'Impresa Portalupi, ad eseguire delle modificazioni del progetto iniziale in seguito al rinvenimento di falde acquifere lungo il tracciato della strada stessa.

Fa presente che le modificazioni del progetto iniziale avevano comportato una maggiore spesa dell'ordine di centinaia di milioni, contro i quali la maggiore spesa di 201.000 lire sostenuta dall'Amministrazione Regionale nella costruzione della strada di Niel risulta veramente una spesa di lieve entità.

Osserva, pertanto, che nel caso in esame non è che non si voglia dare soddisfazione alla richiesta del Consigliere Pedrini, ma è veramente l'esiguità della spesa a far sì che non si possa tener conto della questione.

Il Consigliere PEDRINI dichiara di non concordare, in linea di principio, con l'impostazione data al problema dal Presidente del Consiglio, perché, procedendo di questo passo, un bel momento tutti i Sindaci si sentirebbero autorizzati a far eseguire determinate opere a beneficio di alcuni amministrati e non dell'intera collettività.

Il Consigliere GERMANO, a nome del Gruppo consiliare del Partito Comunista, che è stato oggetto delle principali accuse rivolte dal Consigliere Pedrini in merito alla questione in esame, ritiene di dover formulare alcune precisazioni.

Esprime il parere che l'interpellanza presentata dai Consigliere Pedrini in una precedente adunanza consiliare, trasformata poi in mozione ed iscritta all'ordine del giorno della presente seduta, sia stata fatta per portare un attacco ai comunisti, nella persona dell'Assessore comunista Manganoni, accusato di sprecare i soldi dell'Amministrazione Regionale e di favorire determinate persone.

Rileva che nel corso della discussione è emerso che il maggior responsabile dei fatti in questione non è il Sindaco unionista del Comune di Gaby, ma è il tecnico che ha redatto i progetti di entrambe le opere di cui si tratta, tecnico che è iscritto al Partito Liberale.

Aggiunge che è apparso chiaro a tutti che l'Assessore Manganoni non c'entra per nulla in tutta la questione, come ha ammesso lo stesso Consigliere Benzo, il quale ha ribadito che spetta al potere discrezionale del Direttore dei lavori apportare leggere modifiche al progetto iniziale dei lavori.

Ritiene che l'argomento in esame debba essere riportato sulla sua reale dimensione.

Fa presente che, attenendosi appunto alla realtà, non regge l'accusa di cattiva amministrazione fatta dal Consigliere Pedrini, perché, con i fondi a disposizione, non solo vennero portati a termine i lavori di costruzione del tronco stradale appaltato, ma venne costruito anche un breve tratto di strada del tronco successivo.

Richiamandosi a quanto testè detto dal Consigliere Benzo in ordine alle discussioni nel Consiglio Regionale, dichiara che le osservazioni dal Consigliere medesimo fatte sono condivise da tutti i Gruppi consiliari, i quali concordano sulla necessità di discutere a fondo gli argomenti più importanti e che comportano serie responsabilità amministrative e politiche, tralasciando di insistere su argomenti di limitata importanza e che si prestano alla polemica.

Così, ritiene fuori luogo la lunga discussione fatta sull'argomento in esame, che tra l'altro tratta di una questione che non rientra nelle competenze amministrative della Regione che, evidentemente, non può avere alcuna colpa dei fatti accaduti.

Invita, pertanto, il Consiglio ad evitare di portare la discussione su argomenti che non rivestono alcuna importanza sul piano regionale e che fanno solo perdere di vista problemi di interesse regionale.

Il Presidente, MARCOZ, invita il Consiglio a votare sulla proposta di approvazione della mozione presentata dal Consigliere regionale Signor Pedrini Ennio.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciotto e voti favorevoli dodici (Consiglieri presenti: trentuno; votanti trenta; astenutosi dalla votazione il Consigliere Benzo), ha respinto la mozione soprariportata.

Il Consiglio prende atto.

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