Objet du Conseil n. 194 du 29 décembre 1965 - Verbale

OGGETTO N. 194/65 - LEGGE REGIONALE CONCERNENTE AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL PRIMO TRIMESTRE DELL'ANNO 1966.

L'Assessore alle Finanze, FILLIETROZ, riferisce al Consiglio in merito al sottoriportato disegno di legge regionale concernente autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno 1966, disegno di legge trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 29 dicembre 1965:

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Come per il bilancio di previsione dell'anno 1965, anche il progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1966, predisposto dalla Giunta e da approvare dal Consiglio, è stato impostato secondo i criteri "funzionali" ed "economici" previsti dalla legge 1° marzo 1964 n. 62 per la classificazione delle entrate e delle spese del bilancio dello Stato.

Non essendo ancora state emanate le attese disposizioni, previste dall'articolo 6 della citata legge, per il coordinamento delle norme in vigore per i bilanci degli Enti pubblici territoriali con le norme dettate dalla predetta legge n. 62 per il bilancio dello Stato, sono state tenute presenti le disposizioni già impartite ai vari Ministeri per la impostazione del bilancio di previsione dello Stato.

Quanto sopra ha comportato un ritardo alla predisposizione e alla presentazione del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1966, per cui la legge di approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario stesso non potrà essere promulgata prima della scadenza dell'esercizio finanziario in corso.

Pertanto, allo scopo di consentire l'approvazione e l'impegno delle spese necessarie per il normale andamento dei servizi dell'Amministrazione Regionale dopo tale data, si propone che il Consiglio Regionale autorizzi l'esercizio provvisorio del bilancio per il primo trimestre del prossimo esercizio finanziario.

E' stato, all'uopo, predisposto l'allegato disegno di legge, che viene sottoposto all'approvazione del Consiglio Regionale.

(OMISSIS: segue disegno di legge regionale riportato in calce al deliberato).

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L'Assessore FILLIETROZ ricorda che, nella seduta consiliare del 7 ottobre 1965, in risposta ad una interpellanza presentata dal Consigliere Dujany, ebbe a dichiarare che il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1966 sarebbe stato sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale presumibilmente verso la fine del mese di novembre.

Illustra le ragioni per cui non è stato possibile presentare tempestivamente al Consiglio il progetto di bilancio di previsione in questione e precisa, fra altro, che la Giunta ritiene che il bilancio di previsione per l'esercizio 1966 debba essere impostato in base ai dati rilevati dalla Commissione per la programmazione regionale.

Rileva che già il bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 1965 era stato impostato secondo i criteri previsti dalla legge 1-3-1964 n. 62 (legge Curti), che prevede la riclassificazione delle varie voci di bilancio, in modo che il bilancio stesso diventi uno strumento per la programmazione.

Ricorda che la Commissione per la programmazione regionale, istituita dalla Giunta all'inizio dell'attuale legislatura, ha iniziato subito il suo lavoro facendo le necessarie ricerche nei settori economico e sociale e dando incarico ad alcune Società e gruppi d'esperti di eseguire determinati studi e ricerche, per cui si prevedeva allora che la Commissione per la programmazione regionale sarebbe stata in grado di fornire alla Giunta i dati occorrenti per l'impostazione del bilancio di previsione su nuove basi.

Osserva che, purtroppo, si è verificato un ritardo di alcuni mesi e ciò anche perché la legge regionale e le deliberazioni concernenti l'elaborazione di studi e ricerche per la programmazione regionale sono state rinviate senza visto, dal Presidente della Commissione di Coordinamento e sono infine diventate esecutive solo per decorrenza di termini, per cui tali studi e ricerche hanno subito un ritardo.

Comunica che la situazione delle indagini e ricerche della Commissione per la programmazione è la seguente: sono alla stampa la rassegna introduttiva delle caratteristiche demografiche e socio-economiche e gli elaborati relativi alle indagini svolte sull'industria, sulla produzione di energia elettrica, sull'attività e servizi terziari, sul turismo, sulle autostrade e trafori e sulle infrastrutture.

Sono in fase di conclusione: le indagini sulla individuazione dei comprensori omogenei, sull'operatore pubblico, sulla individuazione di possibili interventi regionali, sulla previsione di sviluppo della popolazione in età lavorativa e delle forze di lavoro, sulla agricoltura, sulle interdipendenze socio-culturali, sul movimento sociale anagrafico e sulla demografia.

Rileva che, quanto prima, si avranno quindi a disposizione i dati occorrenti per l'impostazione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1966.

Comunica, a titolo informativo, che il progetto di bilancio esaminato dalla Giunta nella seduta del 22 corrente mese prevede le seguenti cifre:

ammontare complessivo delle entrate e delle uscite: Lire 14.485.520.000, con una variazione in più di Lire 2.769.370.000 e una variazione in meno di Lire 1.189.000.000, cioè con Lire 1.580.370.000 di differenza in più rispetto all'ammontare delle entrate e delle uscite del bilancio dell'esercizio finanziario 1965.

Il Consigliere BENZO rileva che, in sostanza, la relazione dell'Assessore Fillietroz non è altro che una autodifesa anticipata; osserva che l'Assessore Fillietroz era pienamente al corrente dell'iter degli studi della Commissione per la programmazione già nella seduta del 7 ottobre u.s., allorquando, rispondendo ad una interpellanza del Consigliere Dujany, precisò che il progetto di bilancio sarebbe stato sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale entro il 20-25 del mese di novembre.

Osserva che non è cosa simpatica che ogni anno la Giunta chieda al Consiglio l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per un bimestre o per un trimestre.

Il Consigliere DUJANY, riferendosi a quanto detto dal Consigliere Benzo, rileva che è effettivamente alquanto strano che tutti gli anni, dall'inizio dell'attuale legislatura, la Giunta chieda al Consiglio l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per un determinato periodo. Cita le date delle precedenti sedute in cui il Consiglio ha autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio per il primo bimestre dell'esercizio finanziario 1° luglio - 31 dicembre 1964 e per il primo trimestre dell'esercizio finanziario 1965.

Constata che, nonostante le assicurazioni date a suo tempo, e per ultimo nella seduta del 7 ottobre 1965, il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1966 non è ancora stato sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale e che viene richiesta la autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio per il primo trimestre dell'esercizio finanziario 1966.

Ricorda che, nella citata seduta del 7 ottobre 1965, l'Assessore Fillietroz, forse un po' incautamente, in risposta alla sua interpellanza, dichiarò testualmente: "ritiene che verso la fine del corrente mese il bilancio preventivo della Regione per l'anno 1966 potrà essere approvato dalla Giunta Regionale e che, previo esame della competente Commissione consiliare permanente di studio, potrà essere sottoposto all'esame e alla approvazione del Consiglio Regionale presumibilmente entro il 20-25 del prossimo mese di novembre".

Rileva che, a tutt'oggi, il progetto di bilancio in questione non solo non è ancora stato sottoposto all'approvazione del Consiglio Regionale, ma non è stato neppure sottoposto all'esame della competente Commissione consiliare permanente di studio.

Esprime l'avviso che la causa di un tale ritardo sia da attribuire ad una particolare situazione di fatto, e, cioè, alla instabilità dell'attuale Giunta che è continuamente alla ricerca di una maggioranza per poter mantenersi in equilibrio e governare.

Dopo aver sottolineato che l'attuale maggioranza ha soltanto un Consigliere in più rispetto alla minoranza, afferma che dall'inizio della legislatura in corso si assiste al continuo lavorio del Presidente della Giunta nei confronti di determinati gruppi, anche di minoranza, con il preciso scopo di assicurarsi la maggioranza in seno al Consiglio necessaria per il governo della Regione.

Si parla molto spesso, - egli dice -, di centro-destra e di centro-sinistra, ma il problema di fondo in questo momento è proprio quello di salvare l'autonomia regionale, l'autonomia dei Comuni e di salvare la libertà delle istituzioni e la dignità dell'uomo.

Siamo di fronte, - egli dichiara -, ad un grave attacco che i partiti sedicenti autonomisti e regionalisti conducono contro l'autonomia e contro la democrazia e noi dobbiamo salvare la libertà degli organi deliberanti della Regione e dei Comuni.

Questo, - egli aggiunge -, è il problema sostanziale, il problema veramente di fondo, che supera la formula del centro-sinistra e delle altre formule.

Rileva che l'azione del Presidente della Giunta, Caveri, intesa alla ricerca ansiosa di un equilibrio, iniziata nell'anno 1963, continua ancora oggi con la ricerca dell'appoggio di altri gruppi e di determinate persone di un determinato Partito, le quali persone ritengono di poter agire in un certo modo malgrado i deliberati del Congresso del loro Partito, malgrado le dichiarazioni fatte in sede ufficiale dal loro Segretario politico.

Afferma che tali manovre sono inutili, perché ormai il fronte del Leone è frantumato.

Ammette che possano rinsaldarsi i rapporti tra l'Union Valdôtaine ed il Partito Comunista, come è avvenuto ultimamente in occasione della elezione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio dei Comuni Valdostani del BIM e come ha tenuto a sottolineare ripetutamente l'Assessore Andrione in occasione dell'ultimo Congresso del Partito Comunista davanti al quale egli ha fatto appello a tutte le forze politiche, comprese quelle dell'opposizione, per l'attuazione integrale dello Statuto regionale.

Afferma che il Partito Comunista e l'Union Valdôtaine non governeranno più in Valle d'Aosta e che la popolazione attende dagli uomini del Partito Socialista una voce chiara e decisa.

Dichiara che nell'Amministrazione Regionale vi è attualmente una situazione di immobilismo, perché l'assillo di mantenere l'equilibrio vacillante assorbe la quotidiana attività della Giunta, che non ha più il tempo di pensare a risolvere problemi concreti ed in particolare i problemi di fondo, quali i problemi della scuola, della zona franca, del riparto fiscale, dei rapporti fra Stato e Regione e del personale.

Afferma che il Presidente della Giunta non ha potuto, per le ragioni esposte, realizzare il programma da lui esposto al Consiglio il giorno dell'insediamento dell'attuale Giunta e, cioè, il 26 novembre 1963.

Ritiene opportuno, in proposito, richiamare l'attenzione del Consiglio su alcuni punti delle dichiarazioni programmatiche fatte in tale seduta dal Presidente della Giunta, Caveri.

Ricorda che il Presidente della Giunta, Caveri, dopo aver affermato la necessità di affrontare i problemi dell'agricoltura, aveva dichiarato, fra l'altro, che la trasformazione sempre crescente della società nella quale viviamo, la conseguente crisi esistente in tutti i Paesi nel settore agricolo, il cui reddito è inferiore a quello di altre attività, impongono "di abbandonare il sistema paternalistico, di formare prima di tutto, una Commissione di esperti che, sotto l'egida della Giunta Regionale e in collaborazione con le Commissioni consiliari, attraverso ricerche operative economiche e sociali, predisponga gli elementi per una nuova politica economica più metodica, più razionale, programmata, ecc.".

Il Consigliere DUJANY rileva che, più avanti, il Presidente della Giunta, Caveri, dopo aver accennato alla utilità di creare qualche esperimento pilota nel settore turistico, trasformando un villaggio disabitato o semidisabitato in un villaggio turistico, come premessa per ulteriori trasformazioni in tal senso, aveva altresì dichiarato: "dovrà, d'altra parte, continuare la industrializzazione delle zone depresse, specialmente della bassa valle, con la piena occupazione della mano d'opera sotto occupata. Bisogna poi conciliare la spinta degli interessi economici con la difesa del paesaggio, che è la nostra ricchezza, la nostra materia prima...".

Il Consigliere Dujany ricorda che il Presidente della Giunta, Caveri, aveva altresì accennato al problema della realizzazione del nostro Statuto, sottolineando che tale problema doveva essere affrontato assieme "pur attraverso i contrasti della dialettica democratica, guardandoci bene però dal cambiare, dal trasformare questa aula in una specie di aula bizantina, dove si spacchino i capelli in 36 parti o si discuta del sesso degli angeli, quando vi sono i problemi vivi che urgono e di cui la popolazione attende la soluzione...".

Dichiara di avere voluto ricordare a sé stesso ed al Consiglio alcuni dei punti più importanti delle dichiarazioni programmatiche fatte dal Presidente della Giunta, Caveri, perché ritiene utile un raffronto tra quello che è stato detto allora e quello che è stato realizzato a tutt'oggi.

Conclude, ribadendo che l'Amministrazione Regionale si trova in una situazione di immobilismo ed osserva che, per uscire da tale immobilismo, vi è una sola strada da prendere ed è quella che la minoranza ebbe ad indicare il 26 novembre 1963, in occasione della discussione che seguì sulle dichiarazioni programmatiche fatte dal Presidente della Giunta.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che il Consigliere Dujany ha fatto un lungo intervento che, però, è privo di sostanza.

Afferma che l'accusa di immobilismo va rivolta, se mai, al Partito della Democrazia Cristiana che, "in campo nazionale dà prova di impotenza su tutta la linea, su tutti gli aspetti della vita nazionale".

Dichiara quindi che l'accusa di immobilismo, rivolta all'attuale Giunta Regionale dal Consigliere Dujany, lo lascia quindi totalmente indifferente perché, - egli dice -, tutti coloro che assistono alle sedute del Consiglio Regionale si rendono pienamente conto che non vi è immobilismo nell'Amministrazione Regionale e che si va avanti nella soluzione di parecchi importanti problemi.

Osserva che l'accusa di immobilismo è ormai vecchia freccia spuntata che appartiene all'arsenale dell'Avvocato Malagutti, il quale si trova ormai con molte frecce spuntate.

Circa l'accenno fatto dal Consigliere Dujany al problema della scuola, il Presidente della Giunta, Caveri, dichiara quanto segue: "il problema della Scuola, ricordatevi bene, siamo noi e soltanto noi che lo abbiamo difeso; perché voi, di fronte al problema della Scuola regionale, avete calato le brache e, se non è passata una certa legge, siamo noi e soltanto noi che abbiamo difeso la Scuola regionale valdostana. Quindi abbiate almeno il pudore di non parlare più del problema della Scuola".

Circa l'allusione fatta dal Consigliere Dujany al problema della programmazione, il Presidente della Giunta, Caveri, precisa che le ricerche economiche e sociali sono finite e che una tipografia di Torino sta stampando le varie monografie sulla Società Nazionale Cogne, sull'agricoltura, sulla demografia, sul commercio, sui trasporti, ecc..

Informa, in proposito, che è stata inviata una lettera a tutti i Partiti, a tutti i Sindacati e a tutte le Organizzazioni economiche e culturali con invito a delegare tre rappresentanti per ogni Partito, Sindacato ed Organizzazione, perché quanto prima sarà indetta una grande Assemblea democratica alla quale, oltre ai predetti rappresentanti, saranno invitati anche tutti i Sindaci e tutti i Consiglieri regionali.

Vi sarà, - egli dice - un grande dibattito sulla programmazione e poi la Giunta trarrà le conclusioni e farà le sue proposte al Consiglio Regionale, così come noi avevamo accennato l'anno scorso.

Se vi è stato un ritardo per questo problema della programmazione, - egli dichiara -, voi sapete di chi è la responsabilità, voi sapere che il Presidente della Commissione di Coordinamento ed alcuni Ministeri ci avevano messo i bastoni fra le ruote e ci avevano sollevato delle difficoltà in merito alla legge regionale riguardante l'autorizzazione alla spesa per la elaborazione degli studi tecnici preparatori necessari per la redazione di un piano di sviluppo regionale.

Per queste difficoltà si sono persi dei mesi di tempo. Se non si fossero persi dei mesi di tempo, noi saremmo stati in grado di presentarvi un bilancio entro il 31 dicembre 1965 e non già il solito bilancio, trito e ritrito, ma bensì un bilancio nuovo, allargato, completato di tutte le prospettive che ci possono essere fornite dalle ricerche economiche e sociali.

In merito al problema della programmazione, il Presidente della Giunta, Caveri, dichiara ancora:

"Pur aggiungendo che noi, - almeno noi dell'Union Valdôtaine -, mi sia consentito di parlare per un momento come rappresentante dell'Union Valdôtaine -, non crediamo che la programmazione sia il miracolo di Lourdes, sia la panacea di tutti i mali che possono affliggere la società valdostana.

E' una cosa che sarà molto utile, una cosa che sarà preziosa perché ci potrà aprire orizzonti nuovi, ci potrà fornire dei dati che noi prima non conoscevamo; ma certo non è il toccasana, non è uno di quei rimedi che si vendevano una volta e che servivano per tutte le malattie del corpo umano.

Quindi mi pare che, in tema di programmazione, il Consigliere Dujany ha detto delle cose manifestamente infondate ed io non potevo fare a meno di rilevare questa assoluta infondatezza delle affermazioni del Consigliere Dujany".

Il Consigliere GERMANO rileva che, se la Giunta avesse presentato il progetto di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1966, il bilancio avrebbe dovuto essere impostato sulla base di quello del precedente anno; osserva che, in tal caso, il Consigliere Dujany avrebbe certamente lamentato che il bilancio di previsione era compilato sulla falsariga dei bilanci di previsione degli esercizi precedenti.

Ricorda che l'Assessore Fillietroz ha spiegato che la Giunta intende sottoporre all'approvazione del Consiglio un bilancio di previsione predisposto in base alle risultanze delle ricerche economiche e sociali della Commissione per la programmazione e, cioè, un bilancio basato su una reale e più concreta situazione economica della Valle d'Aosta.

Rammenta che i tempi della programmazione sono stati precisati in precedenti sedute consiliari dal Presidente della Giunta, Caveri, il quale ha altresì informato il Consiglio che si sarebbe proceduto alla convocazione di una Assemblea democratica, alla quale avrebbero potuto intervenire e far sentire la loro parola tutti i Partiti, tutti i Sindacati, tutti gli Enti e le Organizzazioni economiche e di categoria, ecc..

Informa che i Partiti hanno ricevuto l'invito a designare i nominativi dei rappresentanti delegati a partecipare a tale Assemblea e che il Partito Comunista ha già designato i suoi rappresentanti.

In merito alle accuse di immobilismo rivolte dal Consigliere Dujany alla Giunta Regionale, osserva che il Presidente della Giunta ha già risposto al riguardo dimostrando l'infondatezza di tali accuse.

Afferma che i Consiglieri Regionali e la popolazione valdostana conoscono la realtà dei fatti e sanno quale sia stata l'attività dell'Amministrazione Regionale in questi: ultimi sette anni, attività che è confermata dalle spese e dalla imponenza dei lavori che sono stati finanziati e realizzati.

Riferendosi alla dichiarazione programmatica fatta dal Presidente della Giunta nella seduta consiliare del 26-11-1963, afferma che il programma esposto in tale seduta contemplava, fra l'altro, la programmazione, che ormai si avvia verso la fase definitiva, e la creazione di villaggi turistici, problema che pure è stato affrontato, poiché un primo studio è stato fatto ed anche tale problema si avvia verso una soluzione concreta.

Contesta l'affermazione fatta dal Consigliere Dujany, secondo cui la Giunta sarebbe alla continua ricerca di una maggioranza per mantenersi in equilibrio; dichiara che la maggioranza è ancora oggi quella dell'inizio della legislatura.

"Voi, egli dice rivolgendosi al Consigliere Dujany -, siete alla ricerca affannosa di una maggioranza e l'Union Valdôtaine ed il Partito Comunista vi hanno indicato una strada per trovare questa maggioranza: fate approvare i decreti-legge necessari per l'applicazione dei principale punto del nostro Statuto, per una equa ripartizione delle entrate erariali sulla base che è stata approvata in questa sede da tutti i Partiti; fate riavere alla Regione i diritti statutari sulle acque pubbliche ad uso idroelettrico; fate applicare la zona franca e avrete anche i voti dei Parlamentari comunisti.

Voi sì, - egli dichiara -, volete il potere e siete pronti a tutto, pur di raggiungerlo.

Il tempo fa giustizia di tutto, anche se i giornali si precipitano ad anticipare i tempi normali di ogni operazione politica.

Noi non siamo impressionati, noi, - egli conclude -, non ci preoccupiamo, siamo tranquilli nella maggioranza e saremo tranquilli anche se viene la crisi e saremo tranquilli anche stando all'opposizione.

Le nostre posizioni sono molto nette e molto chiare e, quindi, non c'è per noi alcun affanno ed alcun problema che non si possa risolvere: noi li possiamo affrontare tutti e con molta tranquillità".

Il Consigliere DUJANY riafferma che vi è immobilismo nell'Amministrazione Regionale perché nessun problema di fondo è stato discusso nell'attuale Consiglio dall'inizio della legislatura, salvo quello della programmazione in una determinata riunione.

Ripete che non sono stati discussi i problemi statutari e che mai è stato discusso il problema della Scuola.

Osserva che sono poche le riunioni di Consiglio tenutesi quest'anno su richiesta della Giunta e che le Commissioni consiliari di studio vengono convocate raramente.

Rileva che, se il Consiglio non viene convocato e se le Commissioni consiliari di studio non vengono riunite, tutto questo significa inattività e immobilismo.

Fa presente che è la terza volta che la Giunta richiede al Consiglio Regionale l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione e che anche questo è segno di immobilismo.

Aggiunge che le cause che portano all'immobilismo l'Amministrazione Regionale sono di carattere politico e devono essere eliminate, perché è la popolazione che soffre le conseguenze di questo stato di cose.

L'Assessore FILLIETROZ dichiara che non intende seguire il Consigliere Dujany nelle sue divagazioni polemiche sull'immobilismo e sull'inattività della Giunta, tanto più che tali divagazioni non sono attinenti all'oggetto in discussione e sono riportate quasi tutti i giorni, da ormai sei anni, sui giornali avversari.

Fa soltanto notare che anche lo Stato ricorre all'esercizio provvisorio del bilancio ed aggiunge che anche la Giunta Regionale democristiana è ricorsa, a suo tempo, all'esercizio provvisorio.

Ricorda di aver detto e ripetuto che il ritardo di qualche mese nella compilazione del bilancio di previsione della Regione è giustificato dalla necessità che il bilancio del prossimo esercizio finanziario risponda alle esigenze della programmazione economica regionale.

Il Consigliere LUSTRISSY osserva che l'Assessore Fillietroz non dovrebbe adombrarsi per i rilievi del Consigliere Dujany sulla richiesta di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno 1966, in quanto tali rilievi sono giustificati perché lo stesso Assessore Fillietroz, nella seduta consiliare del 7 ottobre 1965, assicurò che il bilancio di previsione per l'anno 1966 sarebbe stato sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale entro il 20-25 del mese di novembre.

Concorda sul fatto che le difficoltà frapposte dal Presidente della Commissione di Coordinamento alla legge regionale riguardante la elaborazione degli studi tecnici preparatori, necessari per la redazione di un piano di sviluppo regionale, abbiano contribuito a ritardare lo svolgimento dei lavori della Commissione per la programmazione; ma osserva che la Giunta Regionale avrebbe anche potuto sottoporre all'approvazione del Consiglio, qualche mese prima, la legge regionale di cui si tratta.

Rileva, inoltre, che nel mese di ottobre l'Assessore Fillietroz era già a conoscenza di questo ritardo, per cui non avrebbe dovuto affermare che il bilancio sarebbe stato senz'altro sottoposto all'approvazione del Consiglio entro il 20-25 novembre ed avrebbe così evitato le critiche che gli sono state fatte oggi per tale sua incauta affermazione.

Dichiara di prendere atto, per quanto riguarda la programmazione, che sarà convocata prossimamente una Assemblea democratica per la programmazione.

Fa però presente che una maggioranza, quando propone l'adozione di un provvedimento, deve avere già delle idee chiare in proposito e deve presentare un piano di programmazione di tipo operativo, perché la scelta deve essere fatta da una determinata maggioranza in base alle proprie concezioni ideologiche e programmatiche e non deve essere operata una scelta ulteriore su quella che è la decisione di una determinata maggioranza.

Dichiara di avere l'impressione che si cerchi di trasferire tutta la responsabilità della programmazione a detta Assemblea democratica, che dovrebbe ad un certo punto suggerire il piano di programmazione.

Formula ogni riserva in proposito, in attesa di vedere come si svolgeranno le cose.

Osserva che in campo nazionale, volendo insabbiare la programmazione, si è nominata una Commissione nella quale erano rappresentate tutte le tendenze, con il risultato che furono così paralizzati i lavori della Commissione, in quanto la Commissione stessa non è mai stata in grado di prendere una decisione di tipo operativo.

Ritiene che la preannunciata Assemblea democratica, - così come risulterà composta -, non ha niente a che vedere con la Commissione che egli ebbe a proporre in Consiglio al Presidente della Giunta Regionale e non potrà certamente operare delle scelte precise, perché sarà una Assemblea oceanica che non potrà esprimere un pensiero chiaro e costruttivo in fatto di programmazione.

Afferma che non è così che si può attuare la programmazione.

La programmazione, - egli dice -, non è un miracolo; -essa consiste nella ridistribuzione delle spese- del bilancio regionale in un modo più' efficiente e più organico.

Rileva che si parla molto spesso della programmazione come se possa risolvere tutti i nostri problemi; fa presente di avere l'impressione che lo stesso Presidente della Giunta abbia molta fiducia nella programmazione.

Informa di aver partecipato di recente ad un Convegno sulla programmazione e di essere rimasto molto colpito da una frase del Prof. Ardigò, Professore di Sociologia presso l'Università degli Studi di Bologna, il quale, parlando sul tema "sociologia e programmazione", ad un certo punto ebbe ad affermare che la programmazione sarà efficiente nella misura in cui ucciderà la vecchia classe politica dirigente.

Conclude, auspicando che il bilancio regionale e la programmazione possano essere operanti almeno alla prossima Pasqua.

Il Consigliere CHAMONIN riconosce che nel mese di ottobre esistevano già quegli ostacoli frapposti alla tempestiva emanazione della legge regionale sugli studi e le ricerche per la programmazione.

Dichiara che si pensava, tuttavia, di poter guadagnare il tempo perduto a causa di tali ostacoli, per cui l'Assessore Fillietroz ha ritenuto di poter dire quanto ebbe ad affermare nella seduta del 7 ottobre 1965, in risposta alla interpellanza presentata dal Consigliere Dujany.

Fa presente che il ritardo imprevisto è dovuto a fattori di ordine tecnico, nel senso che gli studi concernenti determinati settori erano stati affidati, come è noto, a vari gruppi di ricerche, di cui il principale è la Società SORIS di Torino, e gli altri sono i gruppi di studio SEAM, MARLETTI, MASSIGNAN, ecc.

Precisa che la Società SORIS, che è solita svolgere incarichi ed indagini per conto di Enti pubblici, fa soltanto ricerche di ordine economico, in quanto è sorta per questo particolare genere di indagini.

Informa che l'organico della Società SORIS è formato da ricercatori che hanno un rapporto di lavoro con la Società stessa e sono, quindi, regolarmente stipendiati.

Comunica che la predetta Società ha avuto fiducia che la legge regionale concernente l'autorizzazione alla spesa per la elaborazione degli studi tecnici preparatori necessari per la redazione di un piano di sviluppo regionale sarebbe giunto a buon fine e, pertanto, ha anticipato a suo rischio e pericolo le spese per le ricerche affidatele.

Fa presente che i gruppi privati di ricerca, quali la SEAM e MARLETTI, sono invece formati da professori ed assistenti universitari, cioè da persone che non espletano soltanto questa professione, ma che disimpegnano normalmente anche altri lavori e che si trovano quindi in difficoltà ad anticipare dei fondi a loro rischio.

Osserva che la maggiore incidenza nelle spese per le ricerche è determinata dai fondi occorrenti a questi gruppi per stipendiare i ricercatori e gli indagatori.

Rileva che l'imprevisto ritardo non corrisponde solo al periodo di sospensione dei lavori, perché bisogna tenere conto del fatto che questi gruppi privati di ricerche, nel frattempo, non sono rimasti inoperosi, ma hanno svolto altre ricerche per conto di altri committenti ed hanno ripreso le nostre ricerche soltanto ad avvenuto espletamento degli incarichi ricevuti nel periodo di attesa.

Afferma che la Società SORIS, quale Società capogruppo, ha fatto tutto quanto era possibile per accelerare i lavori ma che, ciò nonostante, sono passati ancora due mesi, cioè i mesi di novembre e dicembre prima che fossero pronti gli elaborati passati ora alla tipografia per la stampa.

Non dobbiamo dimenticare, - egli dice -, che siamo la prima Regione ad eseguire qualcosa di serio nel campo della programmazione.

Come si è detto e ripetuto varie volte, - egli dichiara -, le scelte circa il piano di programmazione saranno fatte dopo aver sentito l'Assemblea democratica: la Giunta deciderà poi un piano operativo che sarà presentato al Consiglio Regionale, che lo approverà, o no, o potrà apportarvi delle modificazioni.

Il Presidente, MARCOZ, chiede se qualche Consigliere intenda prendere ancora la parola sull'argomento avvertendo che, in caso contrario, dichiarerà chiusa la discussione di carattere generale.

Il Consigliere DUJANY, a nome dei Consiglieri del Gruppo democristiano, fa la seguente dichiarazione di astensione dalla votazione:

"Riteniamo di dover astenerci dalla votazione sul disegno di legge regionale concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'esercizio finanziario 1° gennaio 1966 - 31 dicembre 1966 per le ragioni che abbiamo esposto nei nostri interventi".

Sulla dichiarazione di astensione di cui sopra, segue breve discussione fra il Consigliere GERMANO ed i Consiglieri LUSTRISSY e DUJANY.

Il Presidente, MARCOZ, dopo aver accertato che nessun altro Consigliere intende chiedere chiarimenti o formulare osservazioni di carattere generale sul disegno di legge nel suo complesso, dichiara chiusa la discussione di carattere generale ed invita il Consiglio a procedere all'esame ed all'approvazione, per alzata di mano, dei singoli articoli del disegno di legge in esame.

Articoli 1, 2 e 3.

Si dà atto che gli articoli 1, 2 e 3 sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti: trentadue; votanti e favorevoli: venti; Consiglieri astenutisi dalla votazione: Ben-zo, Berthet, Bionaz, Bordon, Cusumano, Dujany, Lustrissy, Mappelli, Maquignaz, Pedrini, Personnettaz e Verthuy).

Il Presidente, MARCOZ, - dopo aver accertato e dichiarato che i tre articoli del disegno di legge in esame sono stati dal Consiglio approvati ad unanimità di voti favorevoli, con tre separate votazioni per alzata di mano -, invita il Consiglio a votare a scrutinio segreto per l'approvazione del sottoriportato disegno di legge nel suo complesso.

Procedutosi alla votazione finale, a scrutinio segreto, ed allo spoglio dei voti con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori ARTAZ-DOTTO, CASETTA e MAPPELLI, il Presidente, Marcoz, accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:

- Consiglieri presenti: trentadue;

- Consiglieri votanti e favorevoli: venti;

- Astenutisi dalla votazione i Consiglieri Signori: Benzo, Berthet, Bionaz, Bordon, Cusumano, Dujany, Lustrissy, Mappelli, Maquignaz, Pedrini, Personnettaz e Verthuy.

Il Presidente, MARCOZ, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio Regionale ha approvato il sottoriportato disegno di legge regionale concernente autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno 1966.

Disegno di legge regionale n. 25

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale .............................................................................................................. N. ...............

AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL PRIMO TRIMESTRE DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1966 - 31 DICEMBRE 1966.

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

E' autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1966 - 31 dicembre 1966 fino a quando sia formalmente approvato ed applicabile, con la promulgazione e pubblicazione della relativa legge regionale di approvazione, il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario stesso e, comunque, non oltre il 31 marzo 1966.

Art. 2

Le approvazioni e gli impegni di spese durante l'esercizio provvisorio non potranno superare mensilmente un dodicesimo dell'importo delle spese stanziate nei vari capitoli di spesa del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1966 - 31 dicembre 1966 predisposto dalla Giunta Regionale, nell'adunanza del 22 dicembre 1965, per la successiva approvazione da parte del Consiglio Regionale.

Art. 3

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, ed entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Aosta, lì

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