Objet du Conseil n. 481 du 24 octobre 1979 - Verbale

OGGETTO N. 481/79 - Incarico della elaborazione di uno studio-ricerca per la individuazione e la definizione delle potenziali fonti energetiche alternative nel territorio della Regione. Delega alla Giunta.

Le crescenti difficoltà nell'approvvigionamento del petrolio e gli aumentati costi per la sua utilizzazione hanno posto in evidenza la necessità di poter disporre di fonti energetiche alternative.

A tale scopo ritenendo opportuno provvedere a una indagine conoscitiva intesa ad individuare e definire quali possibilità offra la Regione valdostana nel campo dello sfruttamento delle eventuali fonti energetiche alternative, è stata richiesta allo Studio specializzato del Dott. Masoli, di Trieste, la presentazione di una proposta operativa per uno studio-ricerca in tal materia.

Solo, infatti, sulla scorta del rilievo di dati certi e non basati su facili impressioni o "intuizioni", è possibile trarre conseguenze operative non illusorie o basate sull'entusiasmo.

La proposta avanzata dallo Studio tecnico del Prof. Mario Masoli vuole raggiungere l'obiettivo di dare un quadro reale delle possibilità delle fonti energetiche esistenti nell'intero territorio regionale.

Lo studio si articola in diverse fasi, al fine di valutare i risultati che man mano si accertano e, conseguenzialmente, definire l'impostazione operativa e selettiva del prosieguo degli studi.

- la prima fase, che assorbirà un periodo di 6 mesi, interesserà la ricognizione e la valutazione generale delle reali potenzialità delle diverse forme energetiche.

- la seconda fase, della durata di 18 mesi, mirerà, sulla scorta della selezione operata dalla fase precedente, alla definizione dei potenziali disponibili e alla localizzazione dei luoghi ove concentrare gli studi sperimentali.

- la terza ed ultima fase, della durata di 24 mesi, avrà carattere di sperimentazione e di confronto economico. Verrà definita la tipologia degli impianti di produzione, la verifica circa l'idoneità, il tasso utile di lavoro e la produttività reale delle tecnologie esistenti sui mercato. Verrà eseguito, inoltre, ove necessario, lo studio di adattamento dei prodotti tecnologici esistenti alle caratteristiche locali, definendone il rapporto costo-utilizzo.

Équipe di lavoro

L'elaborazione dello studio, assai complesso, dovrà contare su una équipe di elevata specializzazione tecnico-scientifica in campi differenti, ma complementari.

Il lavoro verrà eseguito con una équipe che opererà in parte stabilmente nella regione e in parte a Trieste. Il personale operante in Regione (1 responsabile +3-4 operatori) che potrebbe essere di estrazione locale, dovrà rilevare, sotto la direzione dei singoli ricercatori, tutti i dati necessari.

Il personale ricercatore, formato da sette docenti e ricercatori universitari con ampia esperienza applicativa, sarà occupato per circa 30-40 giorni all'anno in Regione per sopralluoghi, direzione e riunioni e almeno 180-200 giorni per l'elaborazione e studio progetti in Trieste.

Tutta l'équipe scientifica sarà a disposizione della Presidenza per qualsiasi consulenza circa riunioni o discussioni o collaborazioni con enti di varia origine operanti nel settore in argomento.

Circa la valutazione dell'emolumento richiesto (107 milioni annui pari a 428 milioni complessivi, ai quali dovrà aggiungersi l'imposta di valore aggiunto) si evidenzia:

a) necessità di apertura e affitto di un ufficio di circa 100 mq. in zona vicina ad Aosta;

b) 1 responsabile dell'ufficio per tutto l'anno;

c) 4 operatori dell'ufficio per tutto l'anno;

d) 1 coordinatore (Prof. Masoli) dell'équipe scientifica;

e) 7 collaboratori scientifici.

L'emolumento richiesto, oltre alla remunerazione, comprende tutte le spese di viaggi, soggiorno, assicurazione, materiali di studio di uso comune. Sono esclusi l'acquisto e il noleggio di particolari strumenti di misura in quanto non sono possibili al momento valutazioni di occorrenza.

Necessariamente alcuni particolari dovranno essere definiti, qualora si intenda valutare positivamente la proposta, in sede di definizione dei patti e condizioni dell'incarico (definizione dei limiti dell'incarico, scadenze, rateizzazione degli emolumenti).

A titolo indicativo e di termine di valutazione si fa seguire la seguente quantificazione dei punti a, b, c, d, e, sopra richiamati:

a)

-

apertura ufficio e dotazione minima strumentale e cancelleria

1.600.000=

-

spese cancelleria, telefoniche, postali

1.000.000 =

-

affitto ufficio di circa 100 mq. comprese spese condominiali

2.400.000=

b)

-

geometra o tecnico equivalente (800.000 mensili lorde x 13 mensilità)

10.400.000=

c)

-

4 operatori (650.000 lorde x 13)

34.800.000=

d)

-

coordinatore équipe scientifica

-

trasferte (50.000 x gg 35)

1.750.000=

-

emolumento lordo 30.000 x 200 gg.

6.000.000=

e)

-

collaboratori scientifici

-

trasferte (50.000 x gg 35) x 7

12.250.000=

-

emolumento lordo 26.000 x 200 gg x 7

36.400.000=

TOTALE GENERALE

106.600.000=

In relazione a quanto sopra la Giunta regionale concorda di proporre che il Consiglio regionale

Deliberi

1°) di approvare, in via di massima, la sottoriportata proposta operativa ed economica, presentata dallo Studio Prof. Mario Masoli, di Trieste, volta alla individuazione e alla definizione delle potenziali fonti energetiche alternative nel territorio della Valle d'Aosta;

2°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione degli atti deliberativi per l'affidamento al predetto studio Masoli del relativo incarico di ricerca, per l'approvazione di apposita convenzione e per il finanziamento delle conseguenti spese autorizzandone lo stanziamento sui bilanci preventivi della Regione per gli anni dal 1980 al 1983.

(Segue bozza di proposta)

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PROPOSTA OPERATIVA ED ECONOMICA PER L'INDIVIDUAZIONE E LA DEFINIZIONE DELLE POTENZIALI FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE NEL TERRITORIO DELLA VALLE D'AOSTA

Premessa

Il problema energetico, a tutti noto, ha suggerito alle Autorità regionali di iniziare un approccio con il suddetto problema attraverso la ricerca e la valutazione delle potenziali risorse naturali alternative.

L'attenzione si è subito fissata su due tipi fondamentali di risorse che sono:

1) fonti non rinnovabili quali i gas poveri derivanti da processi di alterazione di accumuli organici (deiezioni animali, rifiuti urbani, ecc.)

2) fonti rinnovabili quali l'eolica, l'idrodinamica, la geotermica, quella derivante dall'espansione controllata di fluidi, la solare.

Proposta operativa

Dato che ogni parte di territorio è caratterizzata da propri aspetti naturali ed antropici che definiscono sia le potenziali risorse energetiche che le sue necessità, si propone di operare attraverso le seguenti fasi temporali.

1) RICOGNIZIONE E VALUTAZIONI GENERALI

Questa fase dovrà impegnare l'équipe preposta per un periodo di mesi 6 per eseguire i necessari riconoscimenti generali atti a consentire scelte di vario ordine.

Al termine di questo periodo sarà redatta una relazione tecnica complessiva che consenta agli Amministratori ed agli operatori tecnici di effettuare scelte tali da indirizzare la successiva fase di ricerca.

2) DEFINIZIONE TEORICA DEI POTENZIALI DISPONIBILI

A seguito delle indicazioni e delle scelte di massima derivanti dalla fase precedente, saranno eseguiti rilevamenti puntuali e finalizzati per consentire la definizione dei potenziali disponibili.

Il loro calcolo sarà eseguito attraverso opportune elaborazioni elettroniche e, ove necessario e possibile, per mezzo di modelli matematici.

Il risultato dì questa fase, compendiato in relazioni e schemi, permetterà di conoscere il potenziale teorico disponibile e la localizzazione dei luoghi ove concentrare le ricerche definitive successive.

Per questa fase è previsto un impegno di 18 mesi.

3) PROGETTAZIONE SPERIMENTALE

Durante questa fase saranno proseguite le misurazioni dei fattori chimici e fisici di base nelle aree prescelte per futuri insediamenti produttivi.

Sulla base dei dati raccolti ed in rapporto ai risultati dei calcoli teorici sarà possibile definire la tipologia degli impianti di trasformazione.

Sarà inoltre possibile verificare l'idoneità delle tecnologie esistenti sul mercato, il loro tasso di lavoro utile e conseguente produttività reale; si potranno formulare, attraverso progettazioni teorico-sperimentali, ipotesi di modifiche tecnologiche alle produzioni esistenti e, qualora attuate, procedere alle verifiche delle loro nuove caratteristiche.

Il tempo di attuazione di questa fase è previsto in circa 24 mesi.

L'équipe di lavoro

Per poter attuare il piano di ricerca sovraesposto è necessario disporre di Collaboratori aventi una valida organizzazione e coordinazione per convertire le ricerche di base in applicative utilizzando una sperimentata preparazione specifica. L'equipe proposta risulta pertanto composta da:

1) Idrogeologo con esperienza decennale nel campo della geotermia e delle forze endogene e con elevate conoscenze di problemi idraulici. Campo di applicazione: energia geotermica, medie e basse entalpie; idraulica e fluviale.

2) Un fisico teorico con approfondita preparazione nel campo della termodinamica, e con vasta esperienza nella analisi e nella programmazione elettronica. Campo di applicazione: generatori dipendenti da espansione controllata di fluidi particolari; elaborazione dati.

3) Un fisico-ingegnere con particolare preparazione nel campo della conservazione e trasporto delle energie e con valide conoscenze sui problemi di generatori idrodinamici a flusso libero ed eolici. Campo di applicazione: produzione di energia idrodinamica ed eolica; metodi conservativi e di trasporto energie.

4) Un fisico-matematico con specifica preparazione nel campo della elaborazione ed in quello della formulazione di modelli matematici. Campo di applicazione: valutazione dati e trasformazione degli stessi in modelli teorici ed applicativi.

5) Un chimico industriale con decennale esperienza nel campo dell'utilizzazione dei prodotti di scarto delle lavorazioni agricole, industriali e dei rifiuti urbani, impiantistica chimica. Campo di applicazione: energia derivante dall'utilizzo dei gas poveri; valutazione delle tecnologie di utilizzo.

6) Una squadra di rilevamento dati composta da un responsabile e da 3-4 operatori che sarà resa esecutiva in posto e che provvederà anche alla raccolta dei dati esistenti presso le Pubbliche Amministrazioni.

7) Personale d'ordine per il riordino dei dati e la edizione degli elaborati parziali e finali.

8) Un coordinatore tecnico ed organizzativo. Campo di applicazione: direzione lavoro; staff agli organi regionali nei rapporti con terzi. Tutto il personale sopracitato intratterrà rapporti operativi ed economici direttamente con lo Studio proponente che ne garantisce sin d'ora la disponibilità.

Proposta economica

I Collaboratori sono resi operanti sul progetto ed il loro emolumento comprende, oltre la rimunerazione professionale, anche í rimborsi delle spese di viaggio e soggiorno per i sopralluoghi e le riunioni, le assicurazioni, i materiali di studio, di uso e consumo.

Tutte queste spettanze saranno liquidate direttamente dallo Studio proponente il quale formula una richiesta complessiva di emolumento di Lit. 107.000.000 per ognuno dei 4 anni di incarico.

Per il pagamento si propone quanto segue:

- 30% della prima annualità al conferimento dell'incarico

- i rimanenti importi dell'anno e di quelli successivi liquidati in rate con scadenza semestrale a far tempo dalla data di incarico.

Elaborati finali

Questi saranno redatti nelle forme e nel numero che l'Amministrazione riterrà idoneo, fatta eccezione per la redazione a stampa per la quale si valuteranno gli aspetti realizzativi ed economici.

Penalità

La mancata consegna parziale o totale di elaborati sarà penalizzata, con ritenute percentuali da definire su vostra proposta.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Si tratta di un'estensione, approfondimento e specifica puntualizzazione di uno studio che già avevo portato a conoscenza del Consiglio fatto dalla stessa équipe sul territorio della Regione per individuare sotto il profilo agro-forestale-geologico le sistemazioni da dare al territorio della Regione.

Da quelle carte che i Consiglieri, perlomeno in esemplificazione, hanno già visto, è possibile, con gli opportuni approfondimenti e soprattutto con le verifiche...è indispensabile sul terreno avere una situazione topografica - topogeomorfologica, per essere più precisi - di quelle che sono le potenzialità del territorio della Valle d'Aosta, in relazione a eventuali nuove fonti di energia. In particolare, lo studio dovrà vertere, come settore di largo indirizzo, sui piccoli salti, i cosiddetti "salti d'acqua", e cioè sullo sfruttamento stagionale o, nei casi migliori, annuale di tutti i corsi d'acqua che presentano cadute naturali tra i 3 e i 20 metri di altezza, e quindi sfruttabili per energia idroelettrica a flusso corrente sulle possibilità dell'energia eolica, e sulla possibilità - questo è più difficile, più lontano - da energie entalpiche e, infine, anche in relazione a degli studi già avanzati in Italia, sulla possibilità di recupero energetico di biomasse esistenti nel territorio della Regione. Questo studio deve essere condotto su un certo arco di tempo, sono stati fissati 4 anni che, grosso modo, sono la durata di questa legislatura per potere, al tempo stesso, fare le necessarie verifiche sull'esistenza di queste energie e sulle eventuali tipologie tecniche da applicare al loro sfruttamento. La ricerca si svolgerà in tre periodi, come risulta dalla relazione: 6 mesi per le ricognizioni e le rivalutazioni generali, 18 mesi sulla scorta della selezione operata alla definizione dei potenziali disponibili e, gli ultimi 24 mesi, per la sperimentazione e il confronto economico. Per quanto riguarda questo tipo di energia, questi lavori, come avevo già detto al Consiglio, abbiamo già preso contatto preventivamente con l'ENEL, innanzitutto per evidenti ragioni di opportunità e di competenza, e qui dobbiamo dire che, per quanto riguarda almeno i più grossi corsi d'acqua non ancora utilizzati, le nostre potenzialità sono oggi limitate dall'esistenza del monopolio di produzione dell'energia idroelettrica. Da parte dell'ENEL si discute in questo momento alla Commissione interregionale di una liberalizzazione della produzione di energia in genere, idroelettrica in particolare, e si discute sui 100 KW proposti in primo tempo dall'ENEL, i 200 KW liberalizzati proposti da alcuni Parlamentari. L'ENEL ha già annunciato in un congresso - il Vice Presidente Faval era presente - di essere disponibile ad arrivare fino a 150 KW; noi abbiamo chiesto come minimo 300 KW, per evidenti ragioni di possibilità di sfruttamento di certi corsi d'acqua. Lo sfruttamento effettuato dalla Regione sarebbe certamente di gran lunga il più economico, non solo, ma la sua economicità andrebbe a vantaggio di tutti, perché - come era già stato ricordato anche nella precedente discussione - dei tre miliardi e 100 KW prodotti in un anno particolarmente buono, soltanto 700 milioni sono stati consumati in Valle d'Aosta e il resto è stato esportato; ogni nuova forma di energia che potesse essere sfruttata in luogo aumenterebbe la disponibilità di energia di punta, quindi particolarmente pregiata, già esistente in Valle d'Aosta.

Secondo aspetto, quello dell'energia eolica: abbiamo preso contatto, oltre che con l'ENEL (e ho qui delle lettere, se poi qualche Consigliere vuole vederle), con il Centro Ricerche FIAT che è in collaborazione con altri organismi internazionali, sta conducendo in maniera molto serrata delle ricerche; abbiamo già avuto una prima riunione ad Aosta, e a giorni avremo successive riunioni con ambedue gli organismi per vedere quali sono le possibilità. Evidentemente, qui, purtroppo, in assenza di qualsiasi studio precedente, non si tratta di seguire un criterio intuitivo, ma di fare delle prove specifiche, prove che debbono essere, anche per la ciclicità dei fenomeni legati al vento, condotte su un arco di tempo abbastanza lungo. La frase che trovate a pagina 2: "Sono esclusi l'acquisto e il noleggio di particolari strumenti di misura" si riferisce in particolar modo a questo caso, in quanto abbiamo chiesto al Centro Ricerche FIAT di mettere a nostra disposizione i "mulini", chiamiamoli così, insomma gli anemometri, che la FIAT ha già prodotto in collaborazione con il Centro Nazionale delle Ricerche. Per lo studio del vento in altre parti d'Italia, vi è un ritardo dovuto al fatto che erano stati concentrati questi studi nelle isole dell'Asinara, oggi dedita ad altri più impegnativi scopi, e quindi sono stati spostati.

La terza e ultima fase evidentemente aprirà il confronto, sotto altri profili, e cioè quello delle tipologie dello sfruttamento, quello dell'economicità degli sfruttamenti per quanto riguarda l'acqua, possiamo già dire fin da adesso che è evidente l'economicità di qualsiasi caduta. Per quanto riguarda il vento, invece, questo non è ancora accertato...i tassi di lavoro, e via dicendo, che verranno evidentemente a necessitare di altre collaborazioni più tecniche, più specifiche e più puntuali in particolari settori. L'aspetto finanziario che è abbastanza impegnativo, però - mi permetto di sottolinearlo al Consiglio - non è tanto il costo che è alto, quanto che la lira vale poco, mi sia permesso dirlo...è di 107 milioni circa all'anno, che trovate esemplificate in calce alla relazione. È evidente che se riusciamo, dico solo "se riusciamo" perché non garantisco niente...ma in relazione a certe disponibilità della Regione, se forniamo noi l'alloggio, lo studio, e cose di questo genere, è chiaro che i costi verranno a essere portati in diminuzione; il costo maggiore è quello del personale che incide per il 90% all'incirca e che è composto da un'équipe costituita da un geometra, o tecnico equivalente per le misurazioni, 800.000 mensili lorde, quindi 600.000 mila circa nette per 13 mensilità (10 milioni e 400.000), 4 operatori pagati 650.000 lorde, (34 milioni e 800.000), un coordinatore per 7.750.000 e i collaboratori scientifici. Questa è la proposta che la Giunta fa, con la quale, da un lato, si apre la possibilità per noi di conoscere più esattamente quali sono le potenzialità del territorio della Valle d'Aosta. Rispetto a proposte già fatte dall'ENEL di insinuazione di domande per lo sfruttamento di altri bacini di alta montagna, può giustamente costituire una proposta alternativa, che "forse", direi quasi certamente che il bene sfruttato può costituire una quantità di energia pari, perlomeno pari a quella che si otterrebbe con i progettati bacini del Nivolet di Champontaille. Infine, per quanto riguarda le possibili ricadute utili di uno studio di questo genere, è chiaro che anche se è particolarmente orientato in un dato settore, ciò non esclude la sua utilizzazione, anzi, direi che diventerà estremamente utile per altri settori, e mi riferisco in particolare a questo e allo studio già fatto che il Consiglio, perlomeno per una prima comunicazione, conosce. Saranno estremamente utili in materia di piani, sia comunali che regionali, i piani regolatori, in quanto daranno un'immagine precisa e globale di tutta la Regione.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione generale. La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Il programma che ci ha esposto il Presidente della Giunta, e la proposta che ci fa, mi trova d'accordo, soprattutto concordo con l'elaborazione concettuale che ci ha esposto adesso a voce e che integra in parte quello che è scritto nella relazione.

Sono d'accordo sulle finalità che questo progetto si propone, anche perché è un progetto che va nel senso della programmazione, che bene o male è così cara a me personalmente e al mio Partito; sono convinto anche dell'importanza che bisogna procedere a questi studi e a queste ricerche senza perdere tempo, ma sono anche convinto che alcune cautele siano necessarie. E dico "cautele" sia sotto il profilo economico che sotto il profilo scientifico; economico, perché ovviamente dobbiamo cautelarci di spendere bene il denaro pubblico e qui si tratta di cifre di un certo valore; scientifico perché abbiamo la necessità di cautelarci che gli studi privati svolgano un certo tipo di lavoro e di ricerca, che sia effettivamente quello voluto e richiesto, che vada nell'interesse della Regione e che non ci siano tendenze o slittamenti di vario tipo.

Mi spiego meglio: abbiamo fatto recentemente un'esperienza con una società di consulenza che non è stata tutta positiva, ha lasciato delle zone d'ombra. I Professori universitari - credo che sia cosa risaputa da tutti - quando affidano le tesi ai loro allievi, le affidano avendo ben presente un loro certo tipo di ricerca, di interesse e di studio, anche se poi allo studente interessa in maniera del tutto relativa. Ecco, non vorrei che anche nel caso dello Studio del Professor Masoli che, per quanto mi risulta, e per l'incontro che abbiamo avuto con lui per lo studio, che sta già facendo le carte, è uno studio di fronte al quale io alzo le mani sotto il profilo della capacità scientifica in quel settore.

Per questo tipo di ricerca mi sorge qualche dubbio. Perché mi sorge qualche dubbio? Perché vedo che il Professor Masoli ha tanto di timbro con scritto geologo. L'équipe che il Professor Masoli ci indica nella sua proposta è fatta di un mezzo geologo, che è libero geologo, poi è fatta di un fisico teorico, di un fisico ingegnere, di un fisico matematico, di un chimico industriale, quindi evidentemente la ricerca ha più carattere fisico che non geologico. Ora, io ho sentito con piacere che prima di dare questo incarico allo Studio del Professor Masoli, la Giunta o...hanno preso contatti con l'ENEL, e hanno preso contatti anche con il Centro Ricerche FIAT; questo mi fa piacere, e perché mi fa piacere? Perché intanto l'ENEL è direttamente interessata al problema, e quindi è bene che ce l'abbiamo sotto mano, ci può fornire tutta una serie di documentazioni e di risultati di studi che sono interessanti, così come l'ha ricordato il Presidente. Corbellini, il Presidente dell'ENEL, ha annunciato sia a Pugnochiuso, sia l'altro giorno, a Torino, nel convegno sull'energia sui problemi energetici organizzato dalla Regione Piemonte, che questo monopolio dell'ENEL si sta spezzando, si è già parlato di 100 kWh come centrali che si possono realizzare contro i 5 kWh di prima che non interessavano nessuno. Anche i 100 kWh sono pochi senz'altro, però a me preme sottolineare l'importanza del fatto che si sta spezzando un certo tipo di monopolio, e questo è fondamentale, secondo me. In questi convegni poi, io personalmente, e credo anche gli altri Consiglieri che vi hanno partecipato, dal Vice Presidente Faval a Mafrica, a Riccarand, a Nebbia, abbiamo imparato parecchie cose, io credo. Una soprattutto mi sembra interessante in questo momento per noi: che esiste un progetto finalizzato energetico - così detto - che è stato realizzato dal Centro Nazionale delle Ricerche, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, vedi il Professor Elias, vedi il Professor Boffa dell'Università di Torino. Questo progetto è articolato in qualcosa come una sessantina di sottoprogetti e riguardano tutti le ricerche delle fonti energetiche integrative non alternative, vedi l'eolica, vedi la solare, vedi l'idrica, e così via.

Io mi domando: non sarebbe opportuno, proprio per cautelare la Regione nei confronti di questo Studio del Professor Masoli, interpellare il Consiglio Nazionale delle Ricerche? Primo, per avere...e il Professor Elias ha detto che basta scrivere al Consiglio Nazionale delle Ricerche che immediatamente ci mandano tutti questi progetti...per avere questi progetti, sia per avere eventualmente una consulenza di carattere tecnico-scientifico dal Consiglio Nazionale delle Ricerche che potrebbe aversi anche gratuitamente, per verificare costantemente se l'operato dello Studio del Professor Masoli è strettamente connesso e finalizzato a quelli che sono gli interessi della Regione e i propositi che il Presidente della Giunta ci ha illustrato, che si vogliono raggiungere con questo tipo di progetto.

Potrebbe anche darsi - questo però non sono in grado di dirlo - che il Consiglio Nazionale delle Ricerche sia in grado, lui, di fare questo tipo di ricerca. Questo però è da verificarsi...e perché dico questo? Perché, per quello che mi risulta, non solo il Consiglio Nazionale delle Ricerche concorre eventualmente con propri fondi, con fondi dello Stato in questo tipo di ricerche, ma addirittura è in grado di beneficiare dei fondi CEE...se questo potesse essere possibile, se consentisse alla Regione Valle d'Aosta di risparmiare qualche decina o qualche centinaio di milioni, sarebbe tanto di guadagnato. Però, come dico, è una cosa che non posso affermare, è un dubbio che io ho che questo sia possibile, mentre credo effettivamente utile avere dalla nostra parte il Consiglio Nazionale delle Ricerche per quel tipo di consulenza che ci garantisca nei confronti dello studio Masoli.

Non voglio certamente insinuare che lo Studio Masoli non è fatto di gente corretta, questo non lo posso dire e non mi permetto di dirlo, però un minimo di cautela da parte nostra per avere la certezza della correttezza dell'impostazione e per avere anche una guida scientifica...perché, ripeto, il Professor Masoli è un geologo ed è lui che guida l'équipe, mentre si deve poi servire essenzialmente di fisici...non vorrei che commettesse qualche errore, magari indotto soltanto dalla sua mentalità di geologo, e quindi interessato ad un certo tipo di ricerca e ad un certo tipo di settore piuttosto che ad un altro. Con queste cautele, io sono favorevole all'impostazione di questo programma.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Mafrica.

Mafrica (P.C.I.) - Noi concordiamo sulla necessità che si vada rapidamente a un censimento di tutti i dati necessari per misurare le potenzialità energetiche nella nostra Regione. Crediamo che sia quindi necessario incaricare qualcuno, si tratta di vedere chi si incarica, per quali scopi e quali costi. Ora, leggendo questa proposta dello Studio Masoli - e sottolineo anch'io che si tratta di uno studio tecnico - noi possiamo vedere che sono descritte le diverse fasi della ricerca, che viene descritta minuziosamente la struttura dell'équipe. Non ci sono però, a mio avviso, sufficienti notizie sul tipo di ricerca che si intende effettuare. Le notizie sono molto generiche, alcune addirittura sono state poi date oggi, qui, dal Presidente della Giunta.

Secondo elemento: i costi risultano abbastanza elevati. È vero che oggi la lira vale poco, ecco, ma non mi sembra, proprio perché vale poco, che sia il caso di sprecarla! Su questi costi, quindi con questi costi, noi crediamo che si possano fare tante cose. C'è poi un elemento che io voglio sottolineare: questo studio richiede, prevede, una durata di 4 anni...ecco, a me 4 anni sembrano tanti, il gasolio qui manca tutti i giorni, ma non è tanto questo il problema, in 4 anni la situazione della ricerca, l'indagine che viene fatta in tutto il Paese e anche in tutto il mondo in questi campi ha degli sviluppi. Noi dovremmo riuscire, credo, a fare qualcosa in un tempo inferiore, anche per poter poi intervenire, per poter dare applicazione a questi studi. Ecco perché condivido, in questo senso, alcune osservazioni fatte da De Grandis e, anzi, vorrei ulteriormente svilupparle.

A nostro giudizio, non è opportuno aver qui un'unica proposta e approvare immediatamente questa proposta, quando sappiamo che esistono delle strutture pubbliche di scienziati di ricerca che ci stanno lavorando da anni. Il CNR, per esempio, diceva prima il Consigliere De Grandis di questi progetti energetica...so che qui, alla Regione, ci sono dei quaderni, il n. 102 dei quaderni del CNR è interamente dedicato a questi lavori del Centro Nazionale delle Ricerche. In questo centro, come diceva De Grandis, lavorano 60 équipe con centinaia di scienziati, quindi l'interessare il CNR è a nostro giudizio necessario. Teniamo presente che mi sembra che perlomeno un settore del CNR abbia già preso contatti con la Presidenza della Giunta e abbia già fatto delle proposte per ricerche, cercando di coinvolgere la Regione in attività di ricerca comuni; ecco, a questa proposta non mi risulta che ci sia stata ancora risposta.

Un altro ente che bisogna interessare, ma non soltanto nel senso che ha detto il Presidente della Giunta, è l'ENEL: una cosa è chiedere all'ENEL di liberalizzare la potenza disponibile per i privati, portarla a 100 kWh, portarla a 1.000, portarla a 3.000 (io credo che potremo anche prendere iniziative come Regione in questo senso, e favorire una legge nazionale che porti a 3.000/4.000 KW la potenza da liberalizzare), e una cosa è coinvolgere invece l'ENEL nella ricerca. A me risulta che all'interno dell'ENEL ci siano valide équipe di scienziati, di tecnici che sono in grado di studiare le potenzialità, di progettare le tecnologie opportune per sfruttare queste potenzialità, di intervenire poi anche concretamente. Ecco, credo che l'ENEL quindi sia da interessare non soltanto come controparte, ma come collaboratore nella ricerca. Per esempio, in Emilia-Romagna, un gruppo di ricerca costituito dalla Regione Emilia-Romagna e dall'ENEL ha preparato l'intero piano delle acque attraverso questo Centro studi che si chiama... Io credo che in questo senso ci sia molto da fare.

Ho avuto appunto, come diceva De Grandis, il piacere di partecipare ad alcuni di questi convegni e mi ha un po' preoccupato il fatto che quando si parla della Valle d'Aosta non si parla mai della Valle d'Aosta nei convegni sull'energia, si parla del "Piemonte-Valle d'Aosta". Tutti i dati dell'energia non sono riferiti alla Valle d'Aosta ma al Piemonte-Valle d'Aosta...questo perché? Perché sinora c'è una responsabilità dell'ENEL che non ha fatto o non rende disponibili questi dati per la sola Regione, ma c'è anche una responsabilità nostra che non ci siamo...diciamo fatti avanti per chiedere affinché l'ENEL intervenga e metta a sua disposizione i suoi tecnici per valutare tutto quello che è necessario. Io credo che l'équipe di Masoli sia senz'altro un'ottima équipe, non voglio mettere in discussione questo, ma credo che una stessa équipe non possa essere polivalente, cioè non possa essere utilizzata per un lavoro di tipo cartografico e poi essere altrettanto bene utilizzata per attività di ricerca completamente differenti...ecco, ho perlomeno dei dubbi in questo senso. Uno stesso ricercatore, un fisico, un ingegnere, un chimico, non può conoscere l'intera gamma dei settori che fanno parte di un certo ramo della scienza. Io non credo quindi che un'équipe per il fatto di comprendere un fisico teorico, un chimico, un geologo, un ingegnere, sia sufficiente, perlomeno credo che possa risultare molto più efficace una ricerca condotta da un'équipe che abbia alle spalle altri gruppi di lavoro che possano verificare le cose (gruppi di lavoro come quelli presenti nel CNR, presenti nell'ENEL, presenti nell'ENI).

Se noi, per andare avanti nella ricerca dei dati che sono necessari, ci affidiamo quindi al primo gruppo che ci sembra abbia fatto una proposta valida, potremmo (diciamo per procedere in modo troppo rapido) lasciarci sfuggire l'occasione di fare ricerche che poi, complessivamente, ci farebbero risparmiare tempo; è possibile che, avendo progetti più finalizzati e rivolgendoci ad équipe che hanno competenze specifiche per quelle ricerche, invece di impiegare 4 anni se ne impieghino soltanto 2, ci impieghino 18 mesi, o cose di questo tipo. Ecco, in questo senso io credo che sia necessario rinviare questo argomento e prendere contatti con questi Centri di ricerca che ho detto, farsi fare anche da questi delle proposte e valutare successivamente, magari come esame preliminare nella Commissione per lo studio dei problemi dell'energia, quanto ci viene proposto. Se noi, per costruire una palestra, cerchiamo di avere più progetti, credo che a maggior ragione dovremmo cercare in materie così delicate, così importanti anche per lo sviluppo della nostra Regione, di avere a disposizione qualcosa di più di una proposta da valutare, da meditare, per fare quella che è la scelta più oculata.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Anch'io ho numerose perplessità su questo progetto di studio presentato dalla Giunta regionale. E molto sinteticamente, per non ripetere cose già dette dal Consigliere Mafrica e dal Consigliere De Grandis, che in parte condivido, i punti che ritengo più discutibili sono esattamente 4.

Primo: la lunghezza di questa che viene chiamata "un'indagine conoscitiva" e che è nell'impostazione del documento...anche dalle informazioni del Presidente della Giunta è un'indagine conoscitiva che è considerata prioritaria ad iniziative operative. Ora, è chiaro che - questa è un'osservazione che ha già fatto il Consigliere Mafrica - se noi chiediamo 4 anni per fare un'indagine conoscitiva prima di poter...diciamo mettere in piedi iniziative operative, ecco, chiaramente non si ha una grossa tempestività nell'affrontare i problemi energetici; si tratta invece di mettere in piedi dei progetti finalizzati che sappiano abbinare nello stesso tempo la ricerca conoscitiva e le prime sperimentazioni applicative.

Secondo punto di perplessità su questa proposta sono le caratteristiche dell'équipe che dovrebbe effettuare lo studio, un'équipe che è sostanzialmente costituita, composta nell'aspetto, nelle persone dei ricercatori, da personale esterno alla Valle d'Aosta, e che non utilizza le persone che a livello locale hanno una competenza in materia...ed esistono, esistono delle persone che sono in grado di fare questo studio, che evidentemente hanno bisogno di una consulenza, hanno bisogno di essere seguite magari anche da gente a livello nazionale, con una maggiore esperienza, ma non c'è bisogno di tutta un'équipe come quella dello Studio del Professor Masoli per fare questa ricerca! È un'impostazione, questa, che oltre al fatto di non utilizzare delle persone che hanno competenze in loco, crea anche una situazione di difficoltà a gestire i risultati, gli eventuali risultati dello studio conoscitivo, nel senso che non viene a crearsi un gruppo di persone che poi sa utilizzare sul campo, sa applicare quelli che sono i risultati che dall'indagine conoscitiva man mano emergono.

Terzo elemento di perplessità sono i costi di questo studio: 428 milioni sono indicati come progetto iniziale, più la strumentazione, e questo tipo di strumentazione ha dei costi estremamente elevati, quindi andiamo abbondantemente oltre al mezzo miliardo come cifra iniziale e poi, evidentemente, nei 4 anni è una cifra che è destinata a subire chissà quanti ritocchi. Un costo che è molto elevato, soprattutto se si considera che ci sono possibilità di fare studi analoghi, non dello stesso tipo, non con esperienza geologica come questa, ma, diciamo così, di ricerca di fonti energetiche in Valle d'Aosta che hanno dei costi molto inferiori.

Un quarto elemento di perplessità mi deriva dalla mancanza di collegamento, che mi pare di notare nell'impostazione di questo provvedimento, fra quelli che sono gli organi del Consiglio e le attività di questo gruppo di studio, cioè sostanzialmente la Giunta chiede una delega per dare il mandato a questo studio di fare questa ricerca, e non si mette in piedi nessuna struttura a livello di Consiglio che sappia seguire passo dopo passo, controllare lo studio che viene fatto e saper utilizzare tempestivamente le acquisizioni che emergono. Io credo quindi che vada...anche se, diciamo così, l'obiettivo è evidentemente giusto, quello di cercare e di individuare quali sono le possibili fonti di energie integrative o alternative in Valle d'Aosta...che si debba seguire però nell'applicazione una strada diversa. A mio avviso, si tratta di mettere in piedi - ed è possibile - un gruppo di studio a livello locale che operi in stretto contatto con una Commissione consiliare sui problemi dell'energia; esiste attualmente una Commissione per i rapporti con l'ENEL, questa può essere ampliata, o può essere una Commissione apposita, però a mio avviso va istituita a livello regionale una Commissione che si occupi di questo grosso problema dell'energia. Quindi un gruppo di studio locale che, in collegamento stretto con una Commissione consiliare, con un organismo consiliare, e che un gruppo di studio che si avvalga della collaborazione degli Enti pubblici e privati che già operano in materia, cioè che si avvalga della competenza dell'ENEL...penso che sul problema dei corsi d'acqua, delle cascate utilizzabili, l'ENEL avrà sicuramente una quantità di dati che rendono in gran parte inutile la ricerca del Professor Masoli! Si tratta di acquisire questi dati e di metterli a disposizione dell'Amministrazione regionale e di chi vuole effettuare interventi sul campo dell'energia integrativa. L'ENEL, l'ENI, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, lo stesso Centro di Ricerche FIAT, sono tutti organismi che evidentemente vanno utilizzati da questo gruppo di studio, ma che evidentemente devono essere utilizzati da un gruppo di studio che opera a livello locale e che sappia abbinare la ricerca ad un intervento di sperimentazione che non sia rinviato ad un periodo troppo lontano.

Quindi credo proprio, a partire da queste considerazioni e da quelle già fatte da altri Consiglieri, che sarebbe opportuno un rinvio della votazione, anche se era forse giusto incominciare a discutere in Consiglio di questo provvedimento, ma visto che finora non se ne era parlato perché non se ne era mai discusso in nessuna Commissione di questo progetto, è una cosa nuova che viene per la prima volta affrontata, visto che si tratta di una spesa rilevante e di un problema comunque di grossa portata perché c'è il rischio che poi si approvi questo progetto, parte questa iniziativa (e qui vengono investiti parecchi soldi) e c'è il rischio che poi non ci sia disponibilità per altre iniziative sul campo della ricerca sperimentale sull'energia integrativa, e quindi anche questo è da valutare. Inoltre, c'è da tener presente che c'è stata anche una presa di posizione delle Organizzazioni Sindacali...solitamente qui dentro non si tiene in nessun conto quello che dicono le OO.SS., comunque le OO.SS. si sono riunite, hanno fatto un documento in cui esprimono delle forti perplessità rispetto a questa iniziativa e chiedono che si proceda in un modo diverso. Esiste, infine, una disponibilità del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che è presente in Valle d'Aosta con un suo laboratorio e che aveva già, in passato, fatto delle proposte di un certo tipo...non so fino a che punto sia simile a questo, comunque per ricerche in questo campo...alla Presidenza della Giunta. Credo che questi siano tutti elementi che vanno nel senso di approfondire...questo aspetto, sentire eventualmente il Consigliere Mafrica se esistono altre proposte, e poi decidere con maggiore conoscenza del problema.

Dolchi (P.C.I.) - Sono iscritti a parlare, in sede di discussione generale, i colleghi Nebbia e Mappelli. Ha la parola il Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Credo che a una decisione di questo tipo si dovesse arrivare e che sia utile conoscere dalla Regione altri elementi oltre a quelli di cui ci sarà data conoscenza circa le caratteristiche del nostro territorio: mi riferisco all'elaborazione delle carte tematiche di cui lo stesso Professor Masoli, con altri, è autore, e alle indagini fatte dall'Università di Grenoble sulle consistenze di alcune risorse minerarie. Quindi penso che un progetto di questo tipo debba essere attuato e che la Regione debba fare tutto il possibile per attuarlo al più presto e nel miglior modo. Sulle modalità del progetto ho anch'io alcune perplessità che adesso esprimerò.

Prima di tutto mi pare - e qui concordo con quanto hanno detto altri Consiglieri - che si debba giungere ad un coordinamento con altri Enti o Istituti, particolarmente di tipo pubblico o para-pubblico che si occupano del settore dell'energia, e cito, oltre a quelli citati, anche l'AGIP mineraria, che a volte è in concorrenza con l'ENEL. Quindi è necessario un maggior coordinamento e, cosa che potrebbe essere fatta anche durante l'elaborazione di questo studio, sono necessari dei controlli, delle analisi, delle valutazioni anche del lavoro che verrà svolto. In un certo senso faccio riferimento alle operazioni che sono state fatte per il rilevamento aerofotogrammetico della Regione, dove era stato dato l'incarico ad un tecnico per il collaudo dei lavori, e difatti, in alcuni casi, questi lavori non sono stati collaudati. È opportuno che ci sia qualcuno che collaudi questi lavori, che li valuti e ne possa anche definitivamente accertare la validità scientifica.

Un'altra cosa che ritengo indispensabile è che quando il progetto parla di un'équipe di lavoro, una squadra di rilevamento dati composta da un responsabile che sarà resa esecutiva in posto, ritengo che si debba fare tutto il possibile perché questa squadra - oltre, se possibile, agli esperti che sono elencati - faccia parte della nostra comunità, cioè siano delle persone che già conoscono i luoghi, che lavorano sul posto e, cosa ancora più importante, che successivamente rimangano sul posto e mantengano quelle conoscenze scientifiche che potrebbero apprendere in questo tipo di lavoro. E con questo mi riferisco ad una politica che, secondo me, in generale, la Regione dovrebbe fare quando si avvale di competenze ad altissimo livello che sono irreperibili in loco, che però dovrebbero lasciare, in termini inglesi, un "know how" in loco che permetta di aumentare le capacità tecniche e scientifiche di tutta la comunità.

Per collegare questo fatto, cioè i fatti controllo di coordinamento e anche di esame continuo di questo lavoro, io proporrei che, secondo le scadenze proposte, cioè di mesi 6, mesi 18, mesi 24, o anche a scadenze più ravvicinate, ci siano delle verifiche, un po' com'è stato fatto per Grenoble, anche perché dove ho delle perplessità è circa il punto 3 "Progettazione sperimentale". Quando il Professor Masoli ha illustrato le carte tematiche relative al nostro territorio, ci aveva già illustrato a parole questo documento e, riguardo a questo punto, aveva fatto delle considerazioni valide, nel senso che riteneva si dovessero confrontare le risorse regionali con la tecnologia in quel momento disponibile per poterla utilizzare.

Ora, questo è un fatto che non riguarda più solo l'indagine conoscitiva, riguarda già la fase attuativa, la fase di utilizzazione di queste risorse che, connessa a tutta un'altra serie di fattori economici, organizzativi, di promozione, di iniziativa, per cui ritengo sia abbastanza...non dico inutile, ma se non altro sarebbe da riesaminare al termine dei primi 24 mesi tutto il problema, perché potrebbe darsi che avere degli studi circa la possibilità pratica di utilizzare certe fonti connessa a un certo livello tecnologico, in realtà non serva, sia inutile, perché non siamo dall'altra parte gli utenti o gli attuatori di questi fatti. Per cui io ritengo che sia possibile se la Giunta può dare delle garanzie circa le cose che ho richiesto, e circa anche la limitazione dell'incarico, perché secondo me si dovrebbe forse limitare nel tempo questo incarico per poterlo riesaminare, che sia possibile con i dovuti controlli che propongono anche una conoscenza da parte del Consiglio regionale, dei lavori, e quindi una serie di riunioni da fare, se non altro conoscitivi della parte conoscitiva da parte dei Consiglieri o delle Commissioni preposte, che sia possibile valutare in modo positivo un incarico che, secondo la delibera, è in via di massima, perché penso che anche dopo l'approvazione del Consiglio la Giunta dovrebbe riunire le Commissioni consiliari, per valutare più approfonditamente il progetto che mi sembra abbastanza insufficiente sul piano scientifico, perché non sufficientemente approfondito.

Dolchi (P.C.I.) - È iscritto a parlare il Vice Presidente Mappelli, ne ha facoltà.

Mappelli (D.C.) - Questo, amici del Consiglio regionale, è uno dei più grossi problemi che ci sta di fronte. E perché è grosso? Perché questo progetto raggruppa tutto quello che può essere l'avvenire delle risorse della Regione Valle d'Aosta e che può e deve con buon senso sfruttare.

Vi dirò subito che, avendo letto qualche rivista a livello europeo, altri Paesi avevano avuto delle iniziative in questo senso. E allora mi sono permesso di mettermi in contatto con l'Ambasciata del Belgio a Roma, e con...a Parigi per sapere cos'è che in questi Paesi, visto che questa rivista dichiarava che avevano avuto già delle iniziative in questo senso...e volevo essere documentato su quanto già era stato fatto, eventualmente per mettere a disposizione di questo consesso e valutarne le eventuali nostre necessità, soprattutto l'aspetto che a noi poteva interessare. Purtroppo sono rimasto un po' con la bocca asciutta, perché l'Ambasciata del Belgio a Roma, molto gentilmente, mi ha inviato un progetto di legge approvato in Belgio con cui davano dei contributi, ma semplicemente a chi aveva delle iniziative in questo senso, soprattutto a chi, nelle nuove edificazioni delle strutture di case, di palazzi, prendeva delle iniziative di protezione termiche con i conseguenti vantaggi che possiamo immaginare fino al 35%-40% o giù di lì. Mentre anche in Francia sono allo studio tutta una serie di iniziative per vedere alcune alternative sia solari...eccetera, eccetera, però dei documenti approvati e dei programmi definiti, anche a me, nel mio piccolo, nessuno ha potuto fino a questo momento mettere a nostra disposizione quel documento dell'Ambasciata belga per questo tipo di intervento.

Detto questo, concludo questa parte del mio intervento nel dire che mi risulta che anche nel nostro Paese, nel Parlamento italiano, da parte di un po' tutti i Partiti si sta studiando quelle che possono essere le varie alternative, eccetera, e dunque vedremo negli anni a venire quelle che saranno le iniziative in questo senso. In questo quadro più ristretto, dunque nel nostro Paese, rientra la Valle d'Aosta, rientra la Valle d'Aosta, e noi dobbiamo dirci qui, chiaramente, che dobbiamo avere un programma anche di sfruttamento delle acque...ad esempio, non voglio fare adesso un'analisi di tutte le varie componenti di questo problema...e lo dobbiamo avere, perché non possiamo continuare con l'ENEL che ci manda un programma, noi diciamo "siamo d'accordo" o "non siamo d'accordo" e tutto rimane lì! Perché dobbiamo purtroppo tener conto di certe esperienze, amici del Consiglio regionale, la Valgrisenche, Beauregard di Valgrisenche, che è stata costruita per un certo tipo di...penso che se non tutti, la maggioranza di questo consesso avrà potuto verificare che sempre da parte dell'ENEL, in seguito a dei pareri tecnici - io non metto in dubbio questo aspetto - però hanno "bucato", se si può dire, il corpo della diga ad un certo livello. Ora, se voi andate in quel di Valgrisenche e vedete il livello dell'acqua dov'è, il massimo livello, e vedete questo corpo che emerge e che purtroppo non fa bella figura e non serve a nulla, mi sembra che noi dobbiamo evitare, è nostro preciso dovere che non si ripetano delle esperienze di questo genere! Non voglio e non sta oggi a me dire se la cosa la dobbiamo lasciare lì come monumento del XX secolo, oppure se non sia il caso di esaminare di prendere dei provvedimenti, nel senso di demolizione, non lo so, questo lo metto lì al vostro buon senso e alla vostra meditazione, però è certo che la Valle d'Aosta non può e non deve, secondo il mio parere, con un po' di leggerezza lasciare che certe cose vengano avanti e poi ci troviamo con queste soluzioni che, oltre a spendere del denaro, ci danno questi risultati. Questo è un discorso.

Vi è però un secondo discorso, che è quello dei programmi che l'ENEL intende, sotto questo aspetto, portare avanti nel nostro Paese, e dunque in Valle d'Aosta, pertanto noi dobbiamo essere premuniti, dobbiamo avere delle idee nostre, amici, dobbiamo anticipare con delle scelte nostre quelli che saranno poi gli eventuali insediamenti in Valle d'Aosta per quanto riguarda le acque. Vi sono altre iniziative, qui al punto della relazione si può tener conto che parla di fonti rinnovabili quali l'eolica, l'idrodinamica, la geotermica, quella derivante dall'espansione controllata di fluidi e la solare. Ecco, questi, grosso modo, sono un po' i punti per cui questo tipo di incarico significherebbe per darci delle indicazioni. Sono sincero quando vi dico che noi dobbiamo assolutamente andare avanti su questa iniziativa per non trovarci, ancora una volta, scavalcati su delle proposte per delle iniziative per cui la Regione dovrebbe subire. Questo è un problema, amici, tutto il resto sono delle parole che possono essere valide, ma la realtà deve metterci in condizioni di valutare certe situazioni e non subirle. Potrei - e ne approfitto, chiedo scusa all'Assemblea - insistere nel dare una raccomandazione al Presidente della Giunta, che è quella di vedere con i nostri tecnici gli Ordini degli ingegneri, gli Ordini dei geometri, gli Ordini dei tecnici responsabili affinché...nelle nuove costruzioni non dobbiamo essere coercitivi nel senso restrittivo nel senso di fare una legge, per cui noi obblighiamo coloro che da oggi costruiscono in Valle d'Aosta a certe caratteristiche termiche nelle costruzioni, però raccomandare sì, con un discorso tecnico valido nella dimostrazione che il costruire nelle nostre vallate, specialmente nelle vallate più alte, significa risparmiare e pagare, nel giro di pochi anni, questi investimenti affinché i costi di gestione per il riscaldamento nel giro di pochi anni vengano reincamerati. Noi però dobbiamo insistere su questi tecnici, perché a me risulta che in alcune abitazioni di nuova fabbricazione in Valle d'Aosta, di quest'anno, del '78, nessuna di queste persone con cui ho parlato io prevede queste iniziative di isolamento termico, che è molto importante, perché quella legge belga parla del 40-45% di risparmio, dunque è significativa un'iniziativa di questo genere. Io non so se il Presidente della Giunta potrà...ma dovrebbe vedere di fare qualcosa sollecitando i progettisti e tutti coloro che, in questo campo, hanno delle responsabilità nel richiedere, eventualmente facendo uno studio tecnico, mettendo a disposizione dei vari tecnici della Valle d'Aosta uno studio tecnico, dicevo, affinché si dimostri la validità di questa iniziativa.

Ecco, amici, noi, con estrema franchezza, diciamo che occorre andare avanti, e presto, perché sembrava che qualcuno avesse già inventato qualcosa in questo senso, ma per quanto mi risulta si è fatto poco e da parte di tutti dobbiamo fare qualcosa per non trovarci sempre scoperti su quelle che sono le iniziative da parte di quegli Enti che operano in Valle d'Aosta e che si mettono in difficoltà ogniqualvolta ritengono di sviluppare in Valle d'Aosta questi loro programmi, queste loro iniziative.

Dunque noi siamo più che favorevoli nell'andare avanti, perché ritardare significherebbe indebolire la nostra conoscenza e le soluzioni dei problemi che ci riguardano in prima persona in Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Lanivi, e poi è iscritto il Vice Presidente Faval. La parola al Consigliere Lanivi.

Lanivi (D.P.) - Sarò telegrafico: non voglio affrontare il largo problema dell'approfondimento del tema "energia" in questi anni, piuttosto valutare questa iniziativa che ci viene oggi sottoposta e così la possibile validità di questa iniziativa per il futuro. Mi pare che, al di là del fatto positivo, e cioè che si voglia affrontare, si voglia rappresentare un atto anche concreto per far fronte a questo tema, vi siano però alcuni limiti molto precisi di questa iniziativa. Mi pare...l'impressione che si ha leggendo questo tipo di proposta è che si è nella più sana tradizione della nostra Regione, cioè di affidare degli incarichi senza poi vedere il dopo e senza sapere con esattezza dove si collochi questo tipo di incarico. Esistono degli organi...domanda che faccio: esistono degli organi della programmazione? Mi pare che ci sia un ufficio che ha come sua etichetta quella di ricerca e studio...non dico che l'Ufficio programmazione possa e debba fare questo, però sarebbe opportuno che l'Ufficio di programmazione lavorasse in collegamento con questa équipe, anche perché la raccolta di dati e l'aggiornamento successivo di questi dati possa venire lasciando quel patrimonio di conoscenze - qualcuno lo aveva già affermato prima - qui, in Valle d'Aosta, questo è il primo discorso, cioè il collegamento perlomeno con alcuni organi tipo quelli degli Uffici della programmazione, di Comitati della programmazione, che dovrebbero seguire questi problemi.

Secondo tipo di problema sollevato già da alcuni Consiglieri che mi hanno preceduto: i limiti. Qui, la Valle d'Aosta, diciamo che denota i suoi limiti, e cioè questo ricorso costante a capacità esterne. Questo non credo ci debba creare dei complessi di inferiorità, però secondo me ci deve spingere ad utilizzare queste capacità in modo che qualcosa rimanga anche da noi, nel termine di arricchimento, di competenza, di conoscenze. Parlo di due settori che secondo me andrebbero...in che modo? ...collegati con questa vicenda.

Uno è il discorso della scuola: non so quanti iscritti a Facoltà tipo Ingegneria e Geologia, studenti comunque della Valle d'Aosta, frequentino queste Università. È possibile fare un discorso a questi giovani perché vengano collegati e quindi fare il discorso al Professor Masoli perché alcuni di questi studenti eventualmente disponibili con eventuali borse di studio della Regione possano acquisire certe particolari conoscenze, e quindi possano, così, rappresentare il patrimonio umano nel prossimo futuro disponibile per la Regione? Perché? Perché nella fase successiva, una volta avuto questi studi nel caso in cui questi studi debbano essere aggiornati o utilizzati, la Valle d'Aosta non avrebbe in loco delle energie in grado di fare questo lavoro. Quindi, a mio parere, l'appunto già sottolineato di agganciare a questa ricerca delle energie potenziali tipo studenti universitari o Ordini professionali che già operano in Valle d'Aosta, mi sembra un fatto importante. Ecco, queste erano le cose che volevo dire.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Vice Presidente Faval.

Faval (U.V.) - Un'osservazione di carattere generale. A me pare abbastanza singolare che come proposizione, ogniqualvolta la Giunta regionale presenta delle proposte concrete, in un qualsiasi settore, ci si arrampichi sui vetri per cercare qualche cosa che non va! Con questo non voglio dire che le osservazioni che sono state fatte circa lo studio di cui è stato incaricato lo Studio del Professor Masoli non vadano bene, però la ricerca da parte dell'opposizione di non accettare in nessunissima occasione l'iniziativa della Giunta in senso concreto, relativamente a determinati aspetti della vita della Regione, mi sembra veramente strano!

Mi ricorda, questo dibattito, il dibattito che abbiamo fatto la volta precedente su Cogne, quando tutto il Consiglio in tempi precedenti aveva richiesto l'impegno alla Giunta di procedere in tempi brevi e cercare delle soluzioni...quando questa è arrivata si dice che non va bene!

Si chiede inoltre di avere più stretti rapporti tra gli organi del Consiglio e questo Studio che viene incaricato di provvedere all'elaborazione di un programma per lo sfruttamento dell'energia alternativa in Valle d'Aosta, perché si rivendica la necessità che il Consiglio, giustamente, controlli gli elaborati, i lavori che vengono fatti con il denaro speso dalla Regione. Bene, abbiamo verificato in più di un'occasione - malauguratamente, io dico - che quando il Consiglio mette a disposizione dei Consiglieri stessi la possibilità di controllare direttamente che cosa si fa da parte di coloro che sono stati incaricati di svolgere i lavori, il Consiglio o la maggior parte dei Consiglieri è assente! Questo l'abbiamo verificato per esempio quando il Presidente del Consiglio aveva organizzato una ricognizione a Grenoble presso l'Istituto Dolomieu che sta facendo quelle ricerche in Valle d'Aosta...in seguito a questo, è stato rinviato tutto ad una visita qui, in Valle d'Aosta, al Comune di Brusson...ci siamo ritrovati in 3 ad andare a fare un giro nella miniera! Per carità, sono assolutamente d'accordo sul fatto che queste cose avvengano, cioè che si richieda che il Consiglio abbia la possibilità di controllare, di verificare tutto ciò che chiede sia fatto, però che ci sia un minimo di coerenza con quanto si afferma in aula e con quanto si fa poi altrove, perché sennò rimane solo ed unicamente un fatto di pura demagogia.

Per quanto attiene al problema che stiamo esaminando, io ritengo, così come altri hanno già detto...sottolineo l'importanza della cosa, soprattutto se per esempio la si legge anche alla luce di quanto è stato affermato dal Presidente dell'ENEL, Ingegner Corbellini, dove, appunto com'è stato ricordato, erano presenti anche i Consiglieri, quando questi dice: "una Regione che produce energia per il resto del Paese deve trovare un compenso per la parte esportata". A questo proposito, noi, come Valle d'Aosta - lo diceva già il Consigliere Maquignaz, ma ne siamo tutti coscienti - ci troviamo già ad essere in questa situazione, non siamo tanto egoisti come qualcuno in quest'aula ha pensato che altri fossero; riteniamo che - e questa è l'indicazione che la Giunta ci dà - sia necessario sfruttare le ulteriori possibilità che la Valle d'Aosta, nei vari settori, sia quello idroelettrico, sia quello eolico, siano altre forme di energia, e direi in particolare quello solare, in Valle d'Aosta.

Siamo convinti che dobbiamo andare a cercare altre possibilità di sfruttamento, e che quindi la direzione indicata dalla Giunta è senz'altro quella giusta, soprattutto nel senso che qui si richiede e perché da qualche parte si è detto "ma dovremmo far capo a questo, a quello e a quell'altro"...benissimo, la Giunta non ha assolutamente escluso che questo si faccia, non solo, ma già in questo progetto ci sono collaborazioni con altri Enti e con altri Istituti. Quindi il problema è quello di verificare la volontà di questo Consiglio di avere al più presto possibile questi dati per poter iniziare concretamente lo sfruttamento di queste energie che, in Valle d'Aosta, esistono.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessun iscritto a parlare in sede di discussione generale. La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (Ind. P.L.I.) - Brevissimo, telegrafico, come ha detto il collega Lanivi. Mi pare che la discussione sia stata molto ampia, debbo dire che potrei prendere un pochino da quello che ha detto Mafrica, un pochino da quello che ha detto Mappelli, eccetera, e fare un cocktail...forse sì, si riuscirebbe a trovare veramente, a cercare di fare qualcosa di buono. Io, su questo problema, penso - se non nello specifico, ma comunque nel suo complesso - di aver parlato già una volta, specie anche in riferimento all'ENEL, dove ho delle idee molto chiare che sono state espresse nei campi opportuni.

Sul termine specifico, mi pare che la Giunta abbia abbastanza avvicinato quelli che sono i temi, che dovrebbero essere quelli che, nel futuro, potrebbero dare una certa strada, una certa linea, ad una valorizzazione di quello che la Valle d'Aosta ha. Mi pare di non aver niente altro da aggiungere, se non nel sentire che cosa il Presidente eventualmente della Giunta ci dirà ancora e nella dichiarazione di voto esprimere il concetto.

Dolchi (P.C.I.) - Prima di dare la parola nuovamente ai Consiglieri che hanno già preso la parola e che intendono avvalersi della facoltà del secondo intervento, vorrei chiedere al Consigliere Mafrica se intende formalizzare la sua richiesta che è stata avanzata nel corso dell'intervento, di un rinvio del dibattito, mi sembra ai sensi dell'articolo 51; io lo preciserei circa l'interruzione della discussione, perché alla Presidenza sembrerebbe...se questa proposta viene formalizzata e il Consiglio viene chiamato a pronunciarsi, bisogna che lo si faccia adesso, prima che i Consiglieri prendano la parola una seconda volta e si vada più avanti nella discussione, se poi il Consiglio fosse intenzionato invece a rimandare alla Giunta l'esame del problema. Quindi la mia richiesta specifica è questa, quella proposta così, ventilata di rinvio, viene formalizzata con richiesta di voto o il Consigliere Mafrica rinuncia?

Mafrica (P.C.I.) - La proposta era una richiesta al Presidente della Giunta di prendere il tempo necessario per esaminare tutti assieme come procedere, per vedere quali iniziative ancora prendere prima di giungere ad una definitiva valutazione al provvedimento. Non è una richiesta di rinvio nel senso di avere oggi un provvedimento contro cui siamo contrari in assoluto, è una richiesta razionale, e quindi ci interesserebbe sapere anche cosa ne pensa il Presidente della Giunta, prima di formalizzarla. In poche parole, se il Presidente della Giunta, tenendo conto delle osservazioni fatte non solo dal nostro Gruppo, ma dal Consigliere De Grandis, dal Consigliere Riccarand, e altre sparse da altri Consiglieri...non so, rimanda di 15 giorni, non viene formalizzata...altrimenti la formalizzeremo.

Dolchi (P.C.I.) - Era iscritto il Consigliere Nebbia...vogliamo, il Presidente della Giunta ritiene di fare questa precisazione in modo che sia sgombrato il terreno da qualsiasi dubbio in proposito?

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

Dolchi (P.C.I.) - Va bene, il Consigliere Nebbia intende...? Perché poi non ha più possibilità di prendere la parola dopo, se non per dichiarazione di voto...

Nebbia (P.S.I.) - Due minuti rapidissimo, perché era una proposta integrativa a quanto aveva detto in precedenza ed era di questo tipo. Di fare in modo, anche per quanto riportato alla fine del punto primo, dove si parla di una relazione tecnica nel complessivo che consenta agli amministratori e agli operatori tecnici di effettuare scelte tali da indirizzare la successiva fase di ricerca, di formare...non intendo dire "formalizzare una Commissione", ma di invitare alla discussione dei risultati, fase per fase, tutti gli operatori interessati, perché già ci sia una ricaduta delle conoscenze, una ricaduta immediata e utilizzabile, in modo che gli operatori interessati...diciamo dai Sindacati agli artigiani, cioè quelli che potrebbero, nel caso anche l'ENEL liberalizzasse in parte la produzione di energia, utilizzare già queste conoscenze per l'immediato. Ecco, era una proposta per fare in modo che anche certe osservazioni fatte da molti potessero essere superate.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Io comincerei leggendo un emendamento che proponiamo in relazione a quello che è stato detto, e poi cercherei di rispondere, anche se globalmente. L'emendamento, che avrebbe il n. 2, cioè dopo il punto 1 del deliberato si direbbe questo:

Emendamento

"2) di valutare alla fine di ogni fase di lavoro i dati emergenti e stabilire tempi, modalità e finalizzazione delle ricerche conseguenti;".

...l'ho fatto, se vuole distribuirlo, ho dato i dati e l'ho fatto estendere dal funzionario. Che cosa significa? Significa che alla fine dei 6 mesi, il Consiglio sarà chiamato a discutere i risultati e a rivotare la continuazione dell'incarico sulla base dei dati emergenti. La stessa cosa alla fine dei 18 mesi, questo perché ci sembra che dalle critiche fatte, quella che richiede la massima informazione e la massima possibilità di seguire i lavori, sia una critica giusta, che porta, nel senso che noi vogliamo...vale a dire quello della massima informazione possibile per tutta la Regione.

Per quanto riguarda altre osservazioni che sono state fatte, il Professor Masoli...il titolo di Geologo...ma l'équipe è proprio stata fatta interdisciplinare per quei dati, cioè per specifici scopi, è evidente che dei vari campi della ricerca energetica, in Valle d'Aosta...a meno che non vi siano delle scoperte particolari non ci interesseremo del gas, non ci interesseremo delle falde profonde, non ci interesseremo delle acque sotterranee, e avanti di questo passo, perché nella convenzione saranno specificati i settori che, in questo momento, sulla base di studi fatti finora, sono possibili potenzialmente di sviluppi relativamente brevi. È chiaro che - qui lo ripeto - non si può andare a intuizione, occorrono degli studi seri, e...cosa esiste in materia? Non esistono ricerche dell'ENEL sui corsi d'acqua, esistono i depositi dei progetti di società che magari precedevano l'ENEL per lo sfruttamento specifico di un corso d'acqua, quello del "Lor", per esempio; altrove non sono stati fatti studi, perché quei torrenti non si prestano ad uno sfruttamento che non sia lo sfruttamento attraverso ritenute, ci sono stati degli studi superficiali di geologia per sapere quali sono le pareti rocciose che possono sopportare certi carichi di 10 moltiplicato alla 60ª potenza per sapere dove si può appoggiare. Oggi, in Valle d'Aosta, esistono due bacini possibili in Nivolet e Champontaille, l'ENEL si è precipitato...insomma, in relazione alle sue possibilità, a deporre una domanda di insinuazione. La costruzione di quei bacini, per poco che costi come tempo, ammesso che in Consiglio regionale vi sia la concessione, dal momento della concessione trascorreranno come minimo 8-9 anni. E quindi tutte le previsioni energetiche e di ricerca di nuove fonti fatte relativamente a lunga scadenza...perché non si può fare, non si può produrre l'energia senza conoscere a fondo certi dati di base. L'unico dato che abbiamo - e non è stato ricercato da degli Enti pubblici, ma da un privato come il Centro Ricerche FIAT - sul vento in Valle d'Aosta è la frequenza del vento al Colle del Gigante, per un caso specifico la FIAT l'ha fatto ed è il secondo luogo d'Italia, dopo l'Asinara, come...costanza del vento, perché quello che ci interessa è la costanza del vento, non la sua misurazione.

Qui dovrei fare una distinzione specifica tra il Centro Nazionale delle Ricerche - che è un Centro di ricerche teoriche - e la ricerca pratica che noi facciamo in questo momento. Parlando con il Professor Baschera del Centro Nazionale delle Ricerche e dei progetti che erano stati fatti, il loro progetto era un progetto di fisica teorica, di un Istituto che avrebbe permesso di formare alcuni giovani valdostani in loco. Come Istituto è probabilmente molto difficile per noi poter investire le somme di denaro necessarie in un tipo di ricerche di questo genere, esclusivamente teorico, il che non esclude che, una volta che si è arrivati alla definizione di una possibilità teorica di produzione di energia, non si debba poi dare ad un altro Studio la pratica attuazione di quell'idea.

Il Centro Nazionale delle Ricerche fa, sì, delle ricerche teoriche gratuite, ma non ne fa mai di pratiche, e ha prodotto una splendida carta, bisogna dare atto che scientificamente è magnifica, purtroppo è a 1:500.000 dell'Italia sotto il profilo idrogeologico, dove Piemonte e Valle d'Aosta sono racchiusi in una tavoletta di queste dimensioni e, arrivati al fondo, uno legge che per avere ingrandimenti necessari a studi specifici per zone...eccetera, costa lire 2.000 al reticolo, quando noi ne abbiamo pagate 600 perché il Centro Nazionale delle Ricerche forma delle équipe, e queste équipe se sono del posto costano sul posto, ma sennò in più costano i trasporti, l'alloggiamento, e cose di questo genere. E naturalmente, invece, siamo perfettamente d'accordo di avere tutti i dati possibili, siamo in contatto, così come si può essere, con il Centro Nazionale delle Ricerche, scriverò personalmente al Professor Elia per avere tutto quanto, nella misura in cui il Centro Nazionale lo accetta, e far verificare i dati che eventualmente noi ritenessimo degni di questa verifica.

Il coinvolgimento (credo che fosse Mafrica che ne parlava): è chiaro che parliamo di coinvolgimento, infatti la lettera del Compartimento di Torino del Professor Genesio, per il punto che abbiamo sollevato, dice specificatamente: "L'utilizzazione sperimentale dell'energia eolica è ancora oggetto di messa a punto da parte della Direzione studi e ricerche di Roma dell'ENEL", comunque fra non molto dovremmo essere in possesso di tutti gli elementi utili ad uno scambio di idee sull'argomento. Organizzeremo questa riunione presenti sia l'ENEL, sia il Centro Ricerche FIAT sull'argomento specifico, perché sono stati tra l'altro tutti e due (sia l'ENEL che il Centro Ricerche FIAT) contenti di essere coinvolti non più in una ricerca teorica, ma in una questione puntuale, specifica. E per citare il caso, l'Ingegner Rossi della FIAT mi ha detto: "Diteci innanzitutto la prima cosa che dovete fare, diteci i punti nei quali bisogna mettere i mulini per la misurazione del vento" e ieri, proprio parlando con Baschera, era stato citato quell'enorme strumento di carpenteria che misura il vento con delle precisioni estreme; ma a noi, quello strumento di ricerca, che è validissimo, non interessa, perché a noi interessa invece avere la costanza del vento su un arco di tempo di almeno 12 mesi...almeno, come minimo. Ed è per questo che l'emendamento proposto vuole sottolineare...che cosa? La possibilità che avrà il Consiglio di continuare le ricerche, dopo 6, dopo 18 mesi, a seconda di quelli che saranno i risultati che verranno discussi e il più possibile ampliati con la discussione.

Per quanto riguarda l'équipe sul loco, è già stato detto ed è specificato che quel punto, non ho la...in mano...sì, ce l'ho...a quel punto, se è possibile nella misura in cui sono disponibili e sono capaci, la squadra di rilevamento dovrà essere valdostana. Al tempo stesso, e questo è stato un suggerimento che ci è venuto direttamente dal Professor Masoli, abbiamo fatto una prima riunione con dei funzionari regionali, abbiamo messo allo studio la creazione di un ufficio che per adesso, mentre è allo studio, si chiama...poi avremo il nome specifico...Ufficio del suolo, che deve essere obbligatoriamente interassessorile, deve essere collegato alla programmazione; su questo concordiamo perfettamente con quanto ha detto sia Lanivi che, mi sembra, Nebbia, in maniera che tutto quanto viene prodotto sia perfettamente assimilabile ed agibile da parte della Regione.

Sulla qualità o meno dello studio in questione è chiaro che possono esistere - noi non li conosciamo - degli studi migliori o degli studi peggiori. Il primo lavoro è stato fatto in termini relativamente brevi, economici rispetto ad altre scelte che, in quel caso lì, conoscevamo, e quel lavoro ci ha indotti, ci ha fatto scoprire la possibilità che avevamo di continuare in questo modo; quindi noi non siamo favorevoli ad un rinvio in 4 anni che sono stati preventivati (sono quelli che dal punto di vista scientifico sono stati richiesti), ma il Consiglio, dopo i primi risultati, potrà variarli e potrà richiedere che certe applicazioni siano fatte più brevemente. È chiaro che l'asta di un torrente, quando sarà conosciuta esattamente come possibilità potenziale, come topografia, potrà essere sfruttata qualora ve ne sia la necessità e la possibilità giuridica, prima che il resto dello studio sia condotto a termine, perché è stato legato diverse volte; la fame di energia è tale che certe installazioni che non erano economiche, e che non sono ancora economiche oggi per un Ente come l'ENEL, possono diventare economiche sotto altri profili e per altri specifici impieghi, e quindi possiamo andare avanti.

Delle verifiche credo di averne già parlato. Il coordinamento con altri Enti: noi cercheremo di allargare al massimo il raggio di possibile coordinamento, bisogna fare attenzione però ad una differente specializzazione delle varie ricerche; l'AGIP mineraria, per esempio, ha fatto domanda in Valle d'Aosta per ricerche di miniere di uranio. Sotto il profilo conoscitivo abbiamo dato il permesso per la ricerca, adesso è stato enormemente ristretto limitandosi ad un settore dell'Alta Valle dove forse c'è qualcosa; il che non vuol dire che siamo a priori favorevoli allo sfruttamento di una miniera di uranio, anche se sembra che i pericoli, almeno così mi è stato detto, non esistono, ma comunque è un tipo di ricerca che prevede un'utilizzazione del materiale energetico totalmente differente da quella che è prevista in questo studio. Non vi sarà da parte di queste équipe nessun tipo di studio geologico, nessuna ricerca di terre rare, di minerali di qualsiasi tipo suscettibili di impieghi anche energetici. E questa limitazione fa sì - e qui concordo con la preoccupazione che aveva espresso in partenza De Grandis - che non sia possibile, ed è uno dei motivi per il quale abbiamo scelto un tipo di collaborazione privata, che la ricerca sia espropriata alla Regione da parte di altri Enti e utilizzata da questi Enti che hanno ben altro livello di quello regionale. Non so se mi sono spiegato chiaramente, ma proprio perché esiste, perché ha quell'enorme importanza che ha il Centro Nazionale delle Ricerche...a parte il fatto che è una ricerca teorica, fa la ricerca in proprio, si appoggia alla Regione al massimo, ma la ricerca appartiene a lui. Noi qui vogliamo che sia una ricerca controllata, diretta, voluta e specificatamente indirizzata dalla Regione, ed è per questo che siamo favorevolissimi a che il Consiglio regionale prenda atto, tappa per tappa, di quello che si è trovato e decida quello che si deve fare. Non so se mi sono spiegato chiaramente.

Per quanto riguarda la delega alla Giunta: è compito specifico dell'Esecutivo quello di amministrare, dirigere questi aspetti, però penso che con queste verifiche consiliari e con l'intesa che tutto quanto venga richiesto da Commissioni che vogliono discutere viene immediatamente trasmesso alle Commissioni, e anzi, quel primo incontro che è stato fatto con l'équipe del Professor Masoli da parte di numerosi Consiglieri dovranno essere continuati man mano che si va avanti, anche perché è molto più facile discutere quando si conosce sufficientemente il problema e si hanno i dati per sapere di che cosa si tratta. Ecco, queste sono le ragioni di fondo per le quali noi crediamo che sia necessario cominciare il primo periodo che è di 6 mesi, non è estremamente lungo, ed è un periodo che però ci permetterà di fare un primo punto della situazione, periodo che d'altra parte è indispensabile anche per reperire attraverso altri Enti, sia pubblici che privati, tutto quel materiale che chiederemo in prestito per evitare duplicazioni di spese. È qui che, per esempio, sono a titolo personale due delle équipe del Professor Masoli, appartengono al Centro Nazionale delle Ricerche, questo non vuol dire niente, e sia ben chiaro, però fanno parte sia il fisico che il chimico del Centro Nazionale Ricerche, ma dico questo per permetterci di avere dei dati sfruttando l'uguale interesse che hanno altri Enti di avere quei dati. Il Centro Ricerche FIAT ha studiato in particolare il vento e ha fabbricato dei mulini che intende vendere, ci presterà i mulini che aveva fatto per la misurazione del vento per il fatto che spera che un giorno in Valle d'Aosta questi mulini possano essere venduti per degli specifici scopi industriali, e quindi risparmiamo nell'insieme, facendo questa ricerca, una notevole quantità di denaro, non facciamo nulla ad hoc, ma usufruiamo di questi contatti per potere avere la situazione specifica della Valle d'Aosta in relazione alle fonti di energia.

Per questi motivi non siamo favorevoli al rinvio e, tenendoci in stretto contatto con il Consiglio, vorremmo che questi studi iniziassero il più presto possibile e che la Regione potesse autorevolmente, con dati specifici, opporre sia all'ENEL sia ad altri organismi dei dati di fatto dai quali si dimostra che le potenzialità della Valle d'Aosta sono ben superiori e sono ben differenti dalla...scusatemi l'espressione "cinica ricerca degli accumuli di acqua per farne degli enormi bacini".

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, questa non è stata la conclusione della discussione generale, il Presidente ha detto che avrebbe fatto un intervento e che la discussione generale avrebbe potuto continuare. Io chiedo quindi chi intende prendere la parola. La parola al Consigliere Mafrica.

Mafrica (P.C.I.) - Credo che fosse ingiustificata l'accusa rivolta dall'opposizione, dal Vice Presidente Faval, tant'è vero che il Presidente della Giunta in qualche modo ha già tenuto conto con la sua proposta delle osservazioni fatte dall'opposizione. Questo emendamento per cui si dice che Consiglio valuterà tra 6 mesi come stanno andando le cose è certamente un emendamento positivo e che tra 6 mesi, quindi alla fine della prima fase, si verificherà e si andrà vedere cosa fare per il futuro per conto nostro è un risultato del contributo dato dall'opposizione.

Ecco, il Presidente ha preso anche altri impegni, ha dato altre assicurazioni rispetto alle osservazioni formulate dall'opposizione o dai diversi Consiglieri; ha detto, in sostanza, che il coordinamento con l'ENEL, con il Centro Nazionale Ricerche, e ha citato anche il Centro Ricerche FIAT, ci sarà. Ecco, io voglio osservare che però non è, a nostro giudizio, del tutto corretto nei confronti del Consiglio arrivare con le lettere nel taschino da tirare fuori, ecco cosa voglio dire: voglio dire che al momento in cui noi dobbiamo dare un giudizio non abbiamo ancora a nostra disposizione tutti gli elementi che possono influire su questo giudizio, quindi c'è l'impegno del Presidente della Giunta per il coordinamento come avevamo richiesto con gli altri Enti. C'è anche l'impegno, in questa verifica, di ridiscutere alla luce dei primi risultati la durata dell'operazione, quindi anche l'osservazione che avevamo fatto sui tempi è stata in qualche misura accolta. Si sono date assicurazioni sulla possibile utilizzazione di personale locale, si è preso l'impegno di coinvolgere il Consiglio...ecco, tutte cose che credo vadano bene. Noi vogliamo sottolineare questo proprio perché facciamo un'opposizione responsabile e non preconcetta. Noi crediamo che se, prima di arrivare in Consiglio, fossero stati convocati i Capigruppo oppure fosse stata convocata quella Commissione per l'ENEL allargata a tutti i Gruppi, se si fossero prodotte queste lettere che ancora non abbiamo visto, ma che certamente esistono, se si fossero date assicurazioni e risposte, era possibile arrivare in Consiglio, diciamo, per ciascuno, con maggiori dati a disposizione.

Quindi, viste le proposte concrete del Presidente della Giunta, viste le sue assicurazioni, noi ritiriamo la nostra proposta di rinvio perché non crediamo di dover essere accusati di voluto ritardo delle attività della Giunta, però diciamo, dando invece un giudizio negativo sulla procedura che tende a non mettere tutto a disposizione per tempo, che ci asteniamo sul provvedimento. Chiediamo che si venga in Consiglio dopo aver fornito a tutti i Gruppi e a tutti i Consiglieri tutte le notizie, le informazioni che possono poi permettere di formulare un giudizio più completo.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri che intendono prendere la parola? O come secondo intervento? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Anch'io mi asterrò nella votazione di questo provvedimento, non soltanto per la procedura con cui è stato presentato al Consiglio, ma anche proprio perché continuo a rimanere perplesso sulla scelta di affidare la redazione di questo studio a un'équipe esterna alla Valle d'Aosta quando, a mio avviso, non è stata verificata sino in fondo, e un rinvio forse avrebbe permesso di andare in questo senso, la possibilità di mettere in piedi a livello locale con delle persone, degli esperti che ci sono in Valle d'Aosta, un'équipe perché facesse questo studio servendosi di persone, di esperti esterni alla Valle d'Aosta, semplicemente come consulenti. Quindi, siccome questa possibilità non è stata verificata sino in fondo anche se esistevano delle proposte in questo senso, io ritengo che non si possa dare un giudizio preciso e sereno su questo provvedimento né in positivo, né in negativo, quindi mi asterrò dalla votazione.

Dolchi (P.C.I.) - Allora, colleghi Consiglieri, siccome alcuni, e precisamente il Consigliere Riccarand, hanno già affrontato il problema delle dichiarazioni di voto, per entrare così nei binari della normalità della discussione, io chiedo se c'è ancora qualcuno che intende parlare in sede di discussione generale. Sennò dichiariamo chiusa la discussione generale. Nessuno? Allora dichiaro chiusa la discussione generale. Il Presidente intende ribadire qualche cosa. Allora non c'è richiesta di parola da parte del Presidente della Giunta, i Consiglieri hanno avuto l'emendamento di cui ha parlato il Consigliere Mafrica, e di cui poi sarete chiamati a dare parere con il voto. Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere De Grandis...

Credo che possiamo allora, per la regola, procedere prima all'esame dell'emendamento e poi al voto globale che è palese, forse così rimane più semplice poi per la verbalizzazione. Allora, chiusa la discussione generale, passiamo all'esame dell'emendamento, è un emendamento aggiuntivo al deliberato che io mi permetterei di chiamare punto 2° portando a punto 3° quello che è il 2°, direi che sarebbe poi più regolare la deliberazione. Il Consiglio ha delle osservazioni? Il Presidente della Giunta è d'accordo? Allora 1° punto...il 2° punto su cui richiamo la vostra attenzione è il punto aggiuntivo che è stato distribuito: "di valutare alla fine di ogni fase di lavoro i dati emergenti e stabilire tempi, modalità e finalizzazione delle ricerche conseguenti" che assume il punto 2 mentre ovviamente il punto 2 assumerà il punto 3. Nessuno chiede la parola sull'emendamento? Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Adesso il Consiglio è chiamato a votare il dispositivo, che è composto di 3 commi: il 1° è quello proposto dalla Giunta, il 2° è quello votato in questo momento e il 3° è il 2° che diventa 3°. È chiaro? Allora, per dichiarazione di voto, la parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Poiché ho fatto una serie di critiche al provvedimento, ritengo opportuno chiarire la mia posizione attraverso queste dichiarazioni di voto. L'emendamento proposto dal Presidente che abbiamo appena votato va nel senso che mi interessava, non solo, ma le assicurazioni che il Presidente ha dato, specie sulle finalità che si vogliono raggiungere e sul metodo che è stato adottato, mi trovano concorde; evidentemente sono valutazioni e precisazioni che non esistevano nella relazione e quindi era necessario fossero chiarite almeno a voce.

Così come ribadisco che la mia preoccupazione di andare alla ricerca di un Ente pubblico andava proprio nella stessa direzione che dice il Presidente pur avendo fatto una scelta opposta a quella dello studio privato, cioè quello di evitare che questo studio divenisse uno strumento interessante, coloro che lo fanno, e marginalmente la Regione e non il contrario. Io mi sento sufficientemente cautelato in questa direzione adesso che fra 6 mesi verificheremo come Commissione consiliare il comportamento dello studio e le finalità che vorremmo raggiungere.

Dolchi (P.C.I.) - Altri per dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Mah, per esprimere voto favorevole al provvedimento, poiché l'emendamento che è stato approvato dal Consiglio va nel senso delle richieste che avevo formulato. Credo che il Consiglio possa, fra 6 mesi, quindi senza che buona parte dei pericoli e dei rischi che erano stati paventati si siano realizzati, tra 6 mesi, con maggior competenza e conoscenza, dare e fare una valutazione più ampia e completa di tutto il programma dei lavori. Quindi per questo motivo, e perché appunto ne riparleremo prossimamente, esprimo il voto favorevole del Gruppo Socialista.

Dolchi (P.C.I.) - Altri per dichiarazione di voto? La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (Ind. P.L.I.) - Ho detto nell'intervento precedente che attendevo la parola, il pensiero del Presidente della Giunta...d'accordo, chiarito, si vota a favore.

Dolchi (P.C.I.) - Altri per dichiarazione di voto? Allora, se non ci sono più richieste di parola per la dichiarazione di voto, il Consiglio è chiamato a votare il punto n. 21, il cui dispositivo è integrato con l'emendamento aggiuntivo che è stato votato precedentemente all'unanimità. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene? Grazie.

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 23

Maggioranza: 16

Favorevoli: 23

Astenuti: 7 (Carral, Cout, Dolchi, Mafrica, Péaquin, Riccarand e Tonino)

Il Consiglio approva.

Il Consiglio

delibera

1°) di approvare, in via di massima, la sottoriportata proposta operativa ed economica, presentata dallo studio Prof. Mario Masoli, di Trieste, volta alla individuazione e alla definizione delle potenziali fonti energetiche alternative nel territorio della Valle d'Aosta;

2°) di valutare alla fine di ogni fase di lavoro i dati emergenti e stabilire tempi, modalità e finalizzazione delle ricerche conseguenti;

3°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione degli atti deliberativi per l'affidamento al predetto studio Masoli del relativo incarico di ricerca, per l'approvazione di apposita convenzione e per il finanziamento delle conseguenti spese autorizzandone lo stanziamento sui bilanci preventivi della Regione per gli anni dal 1980 al 1983.

Si passa alla trattazione del punto n. 23 dell'ordine del giorno.