Objet du Conseil n. 115 du 10 août 1966 - Verbale

OGGETTO N. 115/66 - (Varia) - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA: AUMENTO DEI QUANTITATIVI DEI CONTINGENTI IN ESENZIONE FISCALE E PROBLEMA DELLA SOCIETÀ NAZIONALE COGNE.

Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara che intende riferire al Consiglio sull'esito delle trattative svolte di recente a Roma per quanto riguarda due importanti problemi, cioè l'aumento dei quantitativi dei contingenti in esenzione fiscale ed il problema della Società Nazionale Cogne. Riferisce quindi quanto segue:

"Non appena siamo stati investiti dei poteri del Governo Regionale, ci siamo subito preoccupati di dare attuazione al programma che avevamo enunciato all'atto del nostro insediamento e, evidentemente, come prima cosa, ci siamo accinti ad esaminare il problema della zona franca.

Detto problema si prospetta in modo favorevole. Lo studio del problema è molto avanzato e si potrebbe, anzi, dire che è pronto per l'esame da parte del Parlamento.

Si tratterà di trovare la possibilità di farlo passare subito al Consiglio dei Ministri affinché sia poi presentato al Parlamento.

Vi dirò che nelle nostre trattative, sia con il Ministero delle Finanze che con gli altri Ministeri interessati, abbiamo incontrato molta comprensione; tanto è vero che lo schema di legge per l'aumento provvisorio dei quantitativi di contingenti di prodotti in esenzione fiscale, in attesa dell'attuazione della zona franca, è stato studiato dalle Direzioni Generali dei Ministeri competenti ed è stato presentato dal Ministero delle Finanze.

Nella seduta del 30 luglio, il Consiglio dei Ministri l'ha approvato in mia presenza ea in questa occasione io ho tenuto a precisare tre punti.

Anzitutto, che si tratta di un aumento di quantitativi di contingenti di prodotti in esenzione fiscale concesso in attesa dell'attuazione del regime di zona franca e vediamo, in proposito, che l'articolo 1 del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri così recita: "L'articolo 1 della legge 3 agosto 1949 n. 623, modificato dall'articolo 1 della legge 5 maggio 1956 n. 525 è sostituito dal seguente "In attesa che sia attuato il regime di zona f ranca, previsto per il territorio della Valle d'Aosta dall'articolo 14 della legge costituzionale n. 4 del 26 febbraio 1948, è consentita la immissione al consumo in detto territorio per il fabbisogno locale, dei sottoindicati prodotti nei limiti...".

Rimane dunque stabilito il principio che l'aumento dei quantitativi dei contingenti in esenzione fiscale è concesso in attesa dell'attuazione di un regime particolare di zona franca.

Era necessario che io sottolineassi questo punto perché, altrimenti, si sarebbe potuto presumere che si rinunciava alla zona franca ed ho avuto in proposito piena assicurazione dal Presidente del Consiglio dei Ministri; d'altra parte la dizione dell'articolo che vi ho letto è molto chiara.

Il secondo punto che è stato messo a fuoco è quello della esenzione delle quote di prelievi da parte del Mercato Comune, e questo è anche importante perché il nostro Paese fa parte del MEC e le quote di prelievi diminuirebbero i vantaggi che ha la Valle di Aosta.

Il terzo punto, infine, concerne il fatto che non abbiamo ritenuto di insistere per la concessione di nuove voci di contingenti in esenzione fiscale, perché si sarebbe dovuto richiedere preventivamente il parere del MEC; il che, nella migliore delle ipotesi, avrebbe richiesto un periodo di tempo di 9, 10 o 12 mesi e, conseguentemente, avrebbe ritardato di un uguale periodo di tempo l'aumento degli attuali quantitativi di contingenti di prodotti in esenzione fiscale di cui fruisce la popolazione della Valle d'Aosta.

E' da tenere presente, in proposito, che il beneficio derivante dall'aumento dei quantitativi di contingenti di prodotti in esenzione fiscale va non soltanto a vantaggio di ogni singolo abitante, ma anche a vantaggio dell'Amministrazione Regionale, come è provato dal fatto che soltanto per l'aumento del contingente dei carburanti in esenzione fiscale la Regione introiterà la somma di L. 500 milioni in più di quanto introitava sino ad ora per tale voce.

Ripeto che nelle trattative svolte da me e dagli altri membri della Giunta a Roma, abbiamo constatato che vi è molta comprensione e molta simpatia per la Valle d'Aosta.

Tengo a dire questo per sfatare certe dicerie secondo le quali i Valdostani sarebbero mal visti a Roma, ciò che non è vero affatto, perché se i Valdostani si comportano correttamente ed educatamente nei rapporti con gli organi ministeriali trovano la massima comprensione e la massima cordialità.

Ritengo che non sia il caso di leggervi i dati relativi all'aumento dei contingenti di prodotti in esenzione fiscale, perché sono certo che ne sarete già venuti a conoscenza attraverso la stampa.

Abbiamo seguito lo stesso sistema anche per il problema della Società Nazionale Cogne, problema che è molto più importante e molto più grave, a mio avviso, perché la Società Nazionale Cogne ha un notevole peso sull'economia della Regione, in quanto sono circa 7000 le famiglie che vivono lavorando presso gli stabilimenti della "Cogne".

Ci siamo dati subito da fare ed abbiamo rappresentato le difficoltà finanziarie in cui versa la Società Nazionale Cogne ed abbiamo incontrato certe resistenze.

Questo non deve sembrare strano, se si pensa che solo circa due anni e mezzo fa lo Stato ha dato 7 miliardi alla Società Naz. Cogne e che tale Società un anno fa versava in condizioni finanziarie non buone.

Io non intendo entrare nel merito di tale questione, perché sono un profano in questa materia, ma gli organi ministeriali competenti sanno perfettamente se una Azienda è deficitaria cronicamente oppure se è deficitaria soltanto temporaneamente perché vuole rinnovare i propri impianti.

Abbiamo avuto un alleato in questa questione, qualche mese fa, nella CECA.

I Consiglieri che hanno assistito alla conferenza che l'On.le Dino Del Bo ha tenuto in questo palazzo nel mese di marzo u.s. sanno che la CECA aveva accolto la richiesta di un prestito fatto alla Società Naz. Cogne per l'attuazione di un programma di riconversione degli impianti, subordinando la concessione del prestito, che era vantaggiosissimo per la Società stessa alla condizione che l'ammortamento del prestito fosse garantito dallo Stato e che il capitale sociale venisse aumentato in misura occorrente per il pagamento degli attuali debiti della Società.

Durante i tre incontri tenutisi a Roma abbiamo avuto la sensazione che la cosa era alquanto difficile, perché mancava la garanzia dello Stato, necessaria per l'ottenimento del prestito della CECA.

Non sto a farvi la storia di tutto quello che abbiamo fatto per riuscire ad ottenere la garanzia dal Ministero del Tesoro; vi dirò soltanto che io ho tenuto il fiato sospeso per otto giorni, perché al momento in cui il Ministero del Tesoro ha dato la garanzia sono state sollevate difficoltà da parte di burocrati della CECA per il fatto che mancava la garanzia dello Stato per quanto riguarda l'aumento del capitale della Società Naz. Cogne.

Bisogna dare atto alla Direzione Generale della Società Naz. Cogne di aver fornito dati oltremodo rassicuranti e di aver dimostrato che la situazione della predetta Società si va consolidando in senso veramente positivo con l'aumento della produzione, l'aumento del fatturato ed in un miglioramento generale dell'Azienda.

Osservo, per inciso, che le maestranze della Società Naz. Cogne debbono essere soddisfatte nel constatare che i loro sforzi non sono stati vani.

L'esposizione fatta dal Direttore Generale della Soc. Naz. Cogne, Avv. Einaudi, ha convinto pienamente il Ministro del Tesoro il quale, nell'incontro di lunedì scorso, ha data la garanzia richiesta per il prestito della CECA alla Società Naz. Cogne.

Il Ministro ha, inoltre, dato assicurazione che, se la Società Naz. Cogne manterrà nei mesi prossimi una situazione positiva quale è quella di oggi, non mancherà di aumentare il capitale della Società nella misura necessaria.

Così da cosa nasce cosa, ma non bisogna però dimenticare che contro la Società Naz. Cogne vi è tutta una campagna di stampa di una certa direzione, che si preoccupa soltanto della Società Cogne per dirne male, ma non per aiutarla.

L'opera svolta dalla Giunta Regionale per la soluzione del problema della Società Cogne, che è indubbiamente di una importanza vitale per la Valle d'Aosta, ha dunque avuto un esito positivo ed io, quindi, estendo il ringraziamento che mi è stato fatto dai Dirigenti della Società Naz. Cogne e da molti di coloro che capiscono l'importanza del risultato positivo che si è raggiunto, a tutti i membri della Giunta, i quali hanno lavorato tenacemente con me per ottenere questo risultato, che è superiore ad ogni previsione.

La Società Naz. Cogne va bene, anzi va meglio, e sarà quindi in grado, fra un anno, di avere la competitività necessaria per poter imporsi non soltanto sul mercato nazionale, ma anche su quello internazionale.

Riassumendo, in poche settimane abbiamo risolto intanto parzialmente questo problema e posso dire che ieri mattina, quando mi è stato telefonato che i cinque miliardi della CECA, per la precisione L. 4.700.000.000, erano stati introitati dalla Società Naz. Cogne, ho tirato un grosso sospiro di sollievo e con me, penso, non soltanto i dirigenti della Società Cogne, ma anche tutti i dipendenti di tale Società.

Siccome, dai dati più recenti che abbiamo, ci risulta che la tendenza positiva della Società Naz. Cogne si consolida sempre più con l'aumento della produzione e con la diminuzione delle spese, io sono sicuro, in base alle assicurazioni date dal Ministro del Tesoro, dal quale non è facile ottenere dei miliardi, tanto più allorquando si verificano circostanze particolari come quella di Agrigento -, che il capitale della Società Nazionale Cogne sarà aumentato nella misura necessaria.

Concludo, rilevando che i due problemi più importanti che noi abbiamo affrontato in queste poche settimane di nostra amministrazione sono stati risolti con risultati positivi e questo, evidentemente, ci incoraggia a fare di più e meglio, perché soltanto in questo modo potremo dimostrare che ci siamo accinti a lavorare soltanto per il bene della nostra Valle".

Il Consigliere CHABOD chiede quando approssimativamente la popolazione potrà beneficiare dei maggiori quantitativi di contingenti in esenzione fiscale.

Il Presidente della Giunta, BIONAZ, accenna all'iter che devono seguire i disegni di legge prima di essere approvati dal Parlamento e diventare leggi operanti.

Informa che pregherà il Parlamentare valdostano On.le Chabod di voler interessarsi affinché il disegno di legge abbia sollecito corso, di modo che la popolazione valdostana possa usufruire dei nuovi maggiori contingenti possibilmente già nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno corrente.

Il Consiglio prende atto.

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