Objet du Conseil n. 479 du 24 octobre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 479/79 - Ripartizione del fondo assegnato dallo Stato quale quota parte del Fondo Sociale per l'integrazione dei canoni di locazione per i conduttori meno abbienti. Approvazione, finanziamento e liquidazione di somme. Svolgimento contemporaneo di interpellanza dei Consiglieri Tonino, Bajocco, Cout, Carral, Péaquin e Mafrica.
L'articolo 75 della legge 27 luglio 1978, n. 392, recante disciplina delle locazioni di immobili urbani, prevede l'istituzione di un fondo sociale per l'integrazione dei canoni di locazione per i conduttori meno abbienti.
Le somme annualmente disponibili sono soggette ad un trasferimento in due tempi:
- ripartizione del fondo sociale tra le singole Regioni;
- distribuzione da parte delle Regioni delle somme loro assegnate ai singoli Comuni secondo le esigenze esistenti in ciascuno di essi.
Non poche difficoltà sono sorte in seno alla Commissione interregionale di cui alla legge 16 maggio 1970, n. 281, per l'individuazione di parametri equi da applicare per la ripartizione del fondo tra le singole Regioni.
Si tratta, infatti, di identificare una "popolazione a rischio" che si trovi nella necessità di richiedere l'integrazione prevista dalla legge.
In assenza di rivelazioni statistiche riguardanti la fascia di reddito distribuito per tutto il territorio nazionale sono stati scelti due parametri per identificare la "popolazione a rischio" sopra menzionata
- il reddito medio P.I.L. pro-capite regionale - il numero delle famiglie abitanti in alloggi in locazione per ciascuna Regione.
Adottando gli indicatori sopra menzionati alla Regione Valle d'Aosta per l'anno 1978 è stata assegnata la somma di L. 19.437.000.
Considerato che:
- per la distribuzione di tale somma fra i Comuni della Regione, nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 25, della legge istitutiva dell'equo canone, si è assunto come indicatore base la popolazione residente nei singoli Comuni;
- ciascuna grandezza comunale è stata corretta (moltiplicata) con l'indice di scostamento del reddito netto per abitante rispetto al reddito medio dei Comuni interessati e con l'indicatore delle abitazioni in affitto sul totale delle abitazioni occupate, partendo dal presupposto che in assenza di case in affitto non dovranno verificarsi, ovviamente, integrazioni di canone;
- la nuova grandezza corretta rapportata a 100 esprime la percentuale di riparto.
Quanto sopra premesso, la Giunta propone che il Consiglio regionale
Deliberi
1°) di approvare i criteri indicati in premessa per la distribuzione tra i vari Comuni, della quota parte del Fondo Sociale assegnata alla Regione per l'anno 1978;
2°) di approvare l'allegato piano di riparto a favore dei Comuni della Regione nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 24 della legge 27 luglio 1978, n. 392;
3°) di approvare la spesa complessiva di Lire 19.437.000, finanziandola con imputazione al capitolo 1761 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979 (Spese sui fondi assegnati dallo Stato quale quota parte del Fondo Sociale per l'integrazione dei canoni di locazione per i conduttori meno abbienti (art. 76 legge 27 luglio 1978, n. 392) che presenta la necessaria disponibilità;
4°) di liquidare la somma come sopra approvata e finanziata, ordinando l'emissione dei relativi mandati di pagamento a favore dei singoli Comuni e negli importi indicati nell'allegato piano di riparto, con quietanze dei loro tesorieri.
Allegato - Piano di riparto
(omissis)
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Interpellanza
Il Titolo III della legge 27 luglio 1978, n. 382 (Equo Canone) istituisce un fondo sociale per l'integrazione dei canoni di locazione a favore delle persone meno abbienti e dei pensionati.
L'art. 76 di detta legge prevede inoltre che le Regioni, con provvedimento del Consiglio regionale, decidano entro un mese dalla ripartizione dei fondi le modalità di distribuzione tra i vari Comuni, tenendo conto delle esigenze esistenti in ciascuno di essi.
Visto che lo Stato ha già provveduto ad accreditare la quota parte spettante alla Valle d'Aosta e che in tal senso il Consiglio regionale ha già deliberato la necessaria variazione di bilancio.
I sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo Comunista
Interpellano
la Giunta regionale per conoscere le ragioni dei ritardi finora accumulati e quali sono le proposte per una rapida applicazione dell'articolo 76 della legge 392/78.
Aosta, 11 ottobre
F.ti: Tonino Alder - Igino Bajocco - E. Cout - Franco Carral - Demetrio Mafrica - Péaquin Sergio
Dolchi (P.C.I.) - Chi illustra l'interpellanza che viene abbinata a questo punto? La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - L'interpellanza aveva lo scopo di sollecitare il provvedimento che oggi è in discussione in Consiglio e anche di chiedere le ragioni dei ritardi che si sono accumulati nel redigere questo provvedimento. Oltre a quest'aspetto dell'interpellanza, ci interessava chiedere alla Giunta regionale in quale modo e con quali rapporti con i Comuni si può fare in modo di assegnare questi fondi sulla base non di canoni statistici così come fatto nel provvedimento, che peraltro - anticipo - probabilmente in questo momento è difficile fare diversamente. Ma, dicevo, al di là dei canoni statistici, in quale modo è possibile distribuire questi fondi sulla base delle esigenze reali che ci sono nei Comuni.
A noi sembra che insufficiente è stata anche l'azione del Comune in questo senso: credo siano pochissimi i Comuni che hanno cominciato a fare un'analisi di queste fasce di locatari bisognosi e che hanno diritto all'integrazione del canone per effetto della legge di equo canone...dicevo, probabilmente pochi sono i Comuni che hanno fatto questa analisi, però, per contro, poca è stata anche qui l'azione di stimolo della Regione in tal senso.
Il problema va affrontato, credo, in modo molto pragmatico, ossia quello di approvare la ripartizione di quest'anno e di chiedere però ai Comuni un rendiconto sull'utilizzazione di questi fondi. Nella delibera che è proposta oggi non c'è scritto che la Regione chiederà un rendiconto ai Comuni. Secondo noi è necessario, perché sulla base del rendiconto la Regione avrà elementi per comportarsi il prossimo anno, trattandosi di un fondo che ogni anno arriverà in discussione, e avrà anche elementi eventualmente per integrare questi fondi, qualora ce ne fosse la necessità. Oggi purtroppo non abbiamo elementi, né noi, né credo la Giunta, perché analisi sul reddito, analisi sulle abitazioni...o non ci sono oppure sono basate sul censimento del '71, perciò sono dei dati scarsamente attendibili, le modificazioni che ci sono state in questi anni sono evidentemente notevoli. Sono adempimenti - e credo ritorneremo in questo Consiglio su questo argomento anche con una iniziativa del nostro Gruppo - che vanno fatti, perché un'attuazione seria del piano decennale per la casa...voglio anche in questa occasione ricordare che tutti provvedimenti hanno un nesso: equo canone, legge n. 10, piano decennale per la casa...un'attuazione seria di quella legge nella nostra Regione presuppone uno studio sui fabbisogni sulle fasce di reddito, sulle caratteristiche della locazione nei vari Comuni e su quello bisognerà che la Regione si impegni in modo più approfondito.
Per concludere, il modo più pragmatico, ripeto, può essere questo, però ci sembra che qualcosa di più si poteva fare, almeno nel coinvolgimento, nell'impegno dei Comuni affinché facciano loro delle rilevazioni con gli strumenti che hanno a disposizione.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Per l'illustrazione, anche se in pratica poi risponderò all'interpellanza. Si tratta di un esempio di cattiva legge che si traduce in pratica in una legge assistenziale che, invece di essere diretta, è complicata da una serie di avvenimenti per delle somme che definire "irrisorie" è poco, perché si tratta di ripartire teoricamente, nei Comuni della Valle d'Aosta, 19.437.000 per venire incontro ai problemi dell'equo canone. Solo i Comuni che applicano l'equo canone possono essere interessati e, dalla lista che è allegata, pare subito evidente una grossa discrepanza, perché molti Comuni del Fondovalle dove esistono certamente delle fasce sociali di reddito in cui un intervento di questo genere potrebbe essere utile - sempre che il fondo non fosse così miserabile - sono esclusi a priori. Per citare un esempio vicino ad Aosta, il Comune di Quart non è compreso, mentre i...stanno facendo delle splendide speculazioni perché, non applicando l'equo canone, aumentano enormemente i canoni di affitto rispetto a gente di Aosta o di St. Christophe che cerca alloggio. D'altra parte vi sono Comuni come Courmayeur, Gressoney, Pré-Saint-Didier, Ayas, dove evidentemente la situazione anche come fascia di reddito è molto migliore che nei Comuni di St. Marcel e di Fénis o in certi Comuni della Bassa Valle. Questo come prima annotazione a questa legge.
Incidentalmente, faccio notare che il fondo a disposizione del Presidente della Giunta per interventi, eccetera, è quasi uguale, in pratica, all'intera assegnazione per la Regione Valle d'Aosta di questo fondo. Gli articoli 75, 76, 77 della legge non prevedono direttamente una questione di rendiconti; rendiamoci invece conto che se il Comune di Aosta, con 12 milioni e 162 mila lire, volesse aiutare con 100 mila lire, al limite di 200 mila - ma con 100 mila lire alle famiglie bisognose avrebbe la possibilità di aiutare 61 famiglie - non so se ci rendiamo conto che questa è una di quelle leggi che effettivamente credo che...in patois si dice: "coute pi la corda que lo sac" (traduzione letterale: "costa più la corda che il sacco") e in piemontese "a custa pì lo sach che il pess" (traduzione letterale: "costa più il sacco che il pezzo")...dico, è una di quelle leggi che le Commissioni interregionali al Parlamento, Commissioni da una parte e dall'altra, finiscono poi per fare nascere il topolino dalla montagna, dunque che la proposta di ripartizione del fondo predisposta al Ministero del Bilancio sia sottoposta alla Commissione interregionale...la Commissione interregionale parlamentare si è riunita nel febbraio del '79, la decisione è stata presa il 3 aprile del '79, comunicata a maggio alle Regioni interessate, e il bilancio regionale è stato variato in considerazione di questo nuovo cespite il 5 giugno '79 con la legge n. 34. In seguito all'approvazione della variazione di bilancio sono stati interessati i Comuni, con circolare, affinché tutti i Comuni dicessero con quali criteri, quali erano le fasce di reddito, come si potevano distribuire questi fondi.
A seguito della valutazione di tali esigenze e con dei parametri statistici, io do perfettamente ragione a Tonino: questi parametri statistici finiscono per costituire una serie di menzogne, perché noi, con questo, non possiamo aiutare il Comune di Ayas, per dire un esempio quello di Ollomont e andiamo a distribuire qualche milione che poi si sa difficilmente come impiegarlo, poco o niente a Courmayeur.
Va sottolineato che tali provvidenze sembrano di portata assai limitata applicabile ad un numero di soggetti troppo esiguo rispetto alle necessità e per importi minimi. Infatti, la legge stabilisce di ricercare i soggetti meritevoli del beneficio di integrazione del canone nell'ambito di coloro che godono di un reddito annuo complessivo, inclusi quindi i redditi delle persone abitualmente conviventi con il conduttore; indagine estremamente difficile che dà luogo poi a contestazioni, a gelosie, bisticci, non superiore all'importo di due pensioni minime INPS...non so se ci rendiamo conto di quali siano i parametri inferiori, sono proprio minimi per la generalità dei lavoratori, per nuclei familiari costituiti da uno o più componenti che siano intestatari, al momento dell'entrata in vigore della presente legge, del contratto di locazione relativo ad alloggio strettamente necessario, altra indagine che richiederebbe tempi lunghissimi, personale particolarmente specializzato, eccetera, per ubicazione, tipologia e superficie all'esigenza del conduttore e delle persone con lui abitualmente conviventi...infine, terza condizione, abbiano ricevuto, sempre per effetto dell'entrata in vigore della legge n. 392 del '78, richiesta di aumento del canone attualmente corrisposto. Ecco, queste tre condizioni devono coesistere per poter avere diritto a questa partecipazione. È evidente che, almeno nelle nostre intenzioni, se si aiuta qualcuno lo si dovrebbe aiutare in maniera congrua, non troppo bassa perché sennò non ha più senso, specie in Comuni di alta montagna, dove quest'anno le spese di riscaldamento di un alloggio saranno molto alte. Bisognerebbe arrivare normalmente a quello che è il massimo previsto dalla legge cioè il plafond che è l'80 percento dell'aumento, e cioè non oltre le 200.000...evidentemente in questa maniera verranno aiutate pochissime famiglie, mi sembra che sia abbastanza evidente, perché 19 milioni diviso 200.000...tu, Mafrica, che sei matematico, fa 5 per 20...dà circa un'ottantina di famiglie o poco più. Quindi i difetti di questa operazione credo siano evidenti, noi adesso l'applichiamo.
Chiederemo ai Comuni delle integrazioni di informativa, se è permesso dire in questa maniera. Forse la strada migliore per uscirne è quella di prevedere o una legge regionale che devolva questo fondo, possiamo anche stabilire una Commissione o qualche cosa, con degli aiuti specifici ai Comuni, perché devono essere i Comuni a intervenire, cioè deve essere capillare l'intervento, proprio fatto sul territorio, ma non mettendo delle limitazioni di questo genere, perché evidentemente non solo nei pochi Comuni in cui è stato applicato l'equo canone possono sorgere dei problemi per persone poco abbienti. Seconda possibilità: quella di integrare con fondi regionali, e quindi fondi però in questo caso puramente assistenziali, in caso di comprovate necessità, anche queste da segnalare nei Comuni, evidentemente cercando di avere una par condicio tra i differenti Comuni, non che avvenga come sovente invece è avvenuto con delle leggi generiche che i Comuni normalmente più poveri non chiedono niente, mentre i Comuni ricchi chiedono e hanno dei grossi bisogni.
Dolchi (P.C.I.) - Allora è aperta la discussione generale. In sede di discussione generale, dopo l'introduzione del Presidente della Giunta e l'illustrazione dell'interpellanza abbinata al punto n. 20, chi è che prende la parola? La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Solo per chiedere alcune informazioni. Sulla base di quali dati sono stati calcolati sia il numero delle famiglie abitanti in alloggio in Valle d'Aosta, che è uno degli indicatori sulla cui base sono state poi attribuite le somme alla Regione Valle d'Aosta e, all'interno dei singoli Comuni, l'indicatore, il rapporto che c'è nella tabella, il rapporto tra abitazioni in affitto sul totale delle abitazioni occupate nei singoli Comuni. Ecco, sulla base di quali dati sono stati fatti questi calcoli?
Andrione (U.V.) - ...quello dell'ISTAT nel '71 ha pubblicato...il secondo è quello che viene direttamente applicato dalla legge, cioè sono le due colonne, indicatore delle abitazioni in affitto sul totale abitazioni occupate nei singoli Comuni, e questo viene dall'ISTAT; l'altro è l'indice di scostamento del reddito, e anche questo è un rapporto matematico, che specialmente per i Comuni che ho citato prima è evidentemente falso. Anche se possiamo essere d'accordo sul fatto che il reddito apparente di Courmayeur, per fare un esempio tipico, è dato in parte da villeggianti, da turisti e da cose di questo genere, però il calcolo è fatto sulla base dei parametri delle statistiche ufficiali, e quindi non ci sembra corrispondere a quella che è la realtà di fatto.
Dolchi (P.C.I.) - Il Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Alcune considerazioni: prima di dire che questa è una cattiva legge io ci andrei con più cautela, intanto perché anche questo episodio ha dimostrato che alcuni interventi rispetto a determinati bisogni di fasce sociali, ancora una volta li facciamo malamente in ritardo, dietro indicazioni di una legge nazionale. E questo, a mio modesto avviso, già non è una cosa da buttar via.
Che ci siano imperfezioni nella legge io sono molto d'accordo e sono dell'avviso che queste imperfezioni possano essere modificate. Da questo punto di vista voglio anche ricordare...non ho la legge sottomano e non mi ricordo qual è l'articolo che prevede entro il 31 marzo di ogni anno una relazione del Ministro della Giustizia e di un altro Ministro che mi sfugge, al Parlamento, sullo stato di attuazione di questa legge. Il Ministro Morlino ha fatto una relazione sull'attuazione di questa legge e qui c'è da constatare che, rispetto a questa possibilità, purtroppo le Regioni non si sono mosse. Qui ogni tanto ci lamentiamo su leggi nazionali che non riescono a sufficienza a tenere conto della diversità del territorio nazionale, però c'è anche il fatto che le Regioni - e in particolare la nostra - non è che poi riescano ad essere un momento interlocutorio serio del Parlamento e del Governo sull'applicazione di queste leggi...questa è, a mio avviso, una dimostrazione di questa nostra incapacità. Modifiche della legge, quella norma controversa, estremamente discutibile, per cui l'equo canone si applica solo nei Comuni che non hanno avuto nel quinquennio antecedente all'applicazione della legge un incremento superiore alla media nazionale, è, per dirla...è una norma che noi non volevamo, che il nostro Partito in Parlamento, nelle proposte che aveva fatto...e si è battuto anche fino alla fine con emendamenti, perché l'equo canone si è esteso a tutti i Comuni, e questa è una presa di posizione che potremmo prendere come Consiglio regionale, ecco, una posizione in positivo rispetto alla legge e non - permettetemi il termine - "qualunquistica" come spesso si sente in giro.
Credo che debba essere ricercato - e qui sono d'accordo con il Presidente della Giunta - un meccanismo migliorativo rispetto alle fasce di cittadini che devono avere questo intervento, che è di carattere assistenziale. Forse i fondi sono pochi, non lo so, si tratterebbe anche questo di verificarlo; sono curioso di vedere nel Comune di Aosta se sono poi più di 61 le famiglie che hanno i redditi prima ricordati dal Presidente della Giunta! Cominciamo a dare 100.000 a queste persone che hanno i redditi inferiori a due pensioni dell'INPS, e poi, se si tratterà...mi va molto bene il discorso di coinvolgere i Comuni, di responsabilizzarli...se si tratterà di allargare questa fascia ben venga, vediamo di farlo o con legge regionale o anche, al limite, proponendo allo Stato di aumentare i fondi di questa legge sull'equo canone.
Rispetto ai ritardi, mi rendo conto che si è mosso in ritardo anche il Governo su questo problema, però a mio modesto avviso il ritardo della Regione è non tanto da vedere nelle circolari che si mandano o non si mandano, il ritardo della Regione è quello di cui abbiamo discusso oggi, cioè c'è una legge che prevede un intervento di un certo tipo assistenziale, pensiamoci un momento prima delle date di riparto fra le Regioni su come applicarlo nella nostra Regione...a meno che non si creda, e anche questo è legittimo, che questo intervento è una cosa superflua, sbagliata e da accantonare, e noi, su questo, non siamo evidentemente d'accordo.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola in sede di discussione generale? Nessuno? Possiamo chiudere la discussione generale? Il Presidente della Giunta intende concludere, replicare. Allora la parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Due brevissime considerazioni. Una cosa è riconoscere che un certo tipo di bisogno sociale esiste, e una cosa è criticare una legge che vorrebbe rispondere a questo bisogno sociale. Nel caso specifico, giustamente, mi sembra che Tonino abbia fatto alcune note critiche alla legge detta "dell'equo canone". Questa che è una conseguenza in parte di quella, e presenta, a mio avviso, dei punti estremamente deboli, legati anche alle debolezze di quell'altra legge.
Ora, l'intervento in materia può anche darsi...adesso io non lo so, ma avendo discusso con Igino Bajocco, e per sua fortuna Tonino non conosce i costi di riscaldamento di Viale Europa n. 29, sostengo che nel caso dell'intervento le 100.000, se le famiglie hanno effettivamente un reddito inferiore a quello previsto da due pensioni dell'INPS, sono assolutamente insufficienti. Pardon, l'equo canone ad un certo momento comprende tutte queste spese...io pensavo in generale alle spese per la casa, capisci? quando di fronte agli IACP si trova la famiglia che deve pagare il canone di affitto, deve pagare il riscaldamento, deve pagare tutto quanto, la spesa globale per la casa è tale che l'intervento su una sola di queste voci, mettiamo pure che sia la voce equo canone, al di sotto di certe cifre è un intervento che non risolve la situazione. Non so se mi sono spiegato, prima ero stato troppo conciso, ora mi sono spiegato meglio. Dico: se si danno questi soldi per lo meno in casi di acclarato preciso bisogno, che si dia almeno il massimo previsto dalla legge; perché sennò è vero che diamo a più famiglie, però non risolviamo, o per lo meno rischiamo di mettere una goccia là dove le necessità sono superiori...questo come prima considerazione.
Secondo: l'aumento delle somme e le ripartizioni tra le Regioni. Il problema per noi più grosso è proprio questo. Tu parlavi di essere interlocutori validi del Governo in questa materia; il Governo, in queste materie, una volta che le leggi sono fatte dal Parlamento, è latitante, non latitante nel senso cattivo della parola, ma nel senso tecnico, perché si presenta e dice alle Regioni: "ripartitevi i fondi"...non so se rendo l'idea... Ora, per esempio, in questa materia è chiaro che Regioni come il Piemonte o la Lombardia possono doviziosamente dimostrare che ci sono delle situazioni urbane quasi insostenibili, basti pensare alla recente decisione del Governo di rimandare gli sfratti e di complicare ancora una volta tutto il problema della casa, dell'equo canone, e avanti di questo passo. Ed è forse anche in relazione a questi fatti che la quota attribuita alla Valle d'Aosta è particolarmente bassa, come numero di popolazione e come rapporto fra case esistenti e popolazione residente stabile. Non vorrei aprire il problema della seconda casa, però è certo che ci sono in Valle d'Aosta più di 800 alloggi - che sarebbero i bisogni di Aosta - che sono occupati sì e no 4 settimane per anno...4 su 52, quindi mi sembra che sotto questo profilo qui le statistiche giochino contro di noi.
Dolchi (P.C.I.) - Prima di passare alla votazione, chiedo se alcuni Consiglieri hanno dichiarazioni di voto da fare. Non ci sono dichiarazioni di voto? Metto in approvazione, per alzata di mano, il punto n. 20. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 29
Favorevoli: 29
Astenuti: 1 (Pedrini)
Il Consiglio approva.
Il Consiglio
delibera
1) di approvare i criteri indicati in premessa per la distribuzione tra i vari Comuni, della quota parte del Fondo Sociale assegnata alla Regione per l'anno 1978;
2) di approvare l'allegato piano di riparto a favore dei Comuni della Regione nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 24 della legge 27 luglio 1978, n. 392;
3) di approvare la spesa complessiva di Lire 19.437.000, finanziandola con imputazione al capitolo 1761 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979 (Spese sui fondi assegnati dallo Stato quale quota parte del Fondo Sociale per l'integrazione dei canoni di locazione per i conduttori meno abbienti (art. 76 legge 27 luglio 1978, n. 392) che presenta la necessaria disponibilità;
4) di liquidare la somma come sopra approvata e finanziata, ordinando l'emissione dei relativi mandati di pagamento a favore dei singoli Comuni e negli importi indicati nell'allegato piano di riparto, con quietanze dei loro tesorieri.
Andrione (fuori microfono) - ...semplicemente, se fosse possibile, dato che il punto n. 21 mi sembra che comporti una discussione un po' più approfondita, se potessimo passare al 22 e poi magari al 23 che, invece, sono adempimenti tecnici dove probabilmente la discussione è più breve...
Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio è d'accordo. Passiamo allora all'esame del punto n. 22 dell'ordine del giorno.
