Objet du Conseil n. 197 du 30 décembre 1966 - Verbale
OGGETTO N. 197/66 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN ORDINE AD UN DOCUMENTO CONCERNENTE DICHIARAZIONE DI DIMISSIONI DEL SIGNOR RENATO STRAZZA DA CONSIGLIERE REGIONALE E DA VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
Il Presidente, MONTESANO, passa alla trattazione del seguente oggetto iscritto al n. 24 bis dell'ordine del giorno dell'adunanza: "Comunicazioni del Presidente del Consiglio in ordine ad un documento concernente dichiarazioni di dimissioni del Signor Renato Strazza da Consigliere regionale e da Vice Presidente del Consiglio Regionale".
Fa quindi distribuire ai Consiglieri le copie fotostatiche dei seguenti due documenti pervenutigli il 9 dicembre 1966, tramite la Segretaria del Consiglio, Signora Bianco Siggia, e che riguardano il sopraindicato oggetto:
---
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Féderation de la Région Autonome Vallée d'Aoste
Aoste, le 6-12-1966
51, rue Edouard Aubert Tel. 41114 - 2514
Sig. Presidente
del Consiglio Regionale Valdostano
AOSTA
Il sottoscritto Consigliere regionale, capo del Gruppo comunista, nel trasmettere l'allegata lettera di dimissioni del Consigliere Renato Strazza, si pregia richiedere che, con carattere di urgenza, si inserisca nell'ordine del giorno della prossima seduta la presa d'atto delle dimissioni e la convalida del nuovo consigliere che subentra in sostituzione.
Ossequi.
F.to: Pietro Germano
---
On.le Presidente del Consiglio
Regionale della Valle d'Aosta
AOSTA
Oggetto: Dimissioni da Consigliere regionale e conseguentemente da Vice Presidente.
Io sottoscritto Strazza Renato mi trovo fuori Aosta a seguito delle imputazioni elevatemi a conclusione delle note vicende della primavera scorsa. Sono convinto della mia innocenza e di aver agito con il solo intento di salvaguardare la democrazia e le prerogative del Consiglio stesso, però il protrarsi della data del giudizio allontana anche il giorno del mio rientro.
Non viene certo meno la mia fiduciosa speranza nella giustizia, ma in tutta coscienza non ritengo giusto che il posto di Consigliere regionale possa essere, per altri mesi, vacante.
Per tali ragioni, e in doveroso ossequio alla espressione del corpo elettorale che dando alla lista del mio partito nove Consiglieri si attende di vederli tutti all'opera, mio malgrado e con profondo rincrescimento rassegno le mie dimissioni da Consigliere regionale e conseguentemente anche dalla carica di Vice Presidente.
Essendo le stesse assolutamente irrevocabili sarò grato se la prescritta presa d'atto farà parte degli oggetti da discutersi nella prossima seduta consiliare.
Con ossequio.
F.to: Renato Strazza
---
Il Presidente fa notare che il secondo documento è una lettera non datata, indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale, recante la firma del Consigliere Renato Strazza, mentre il primo documento è una richiesta indirizzata al Presidente del Consiglio, recante la data del 6 dicembre 1966 e sottoscritta dal Consigliere Pietro Germano.
Si dà atto che il Presidente, Montesano, dà lettura del primo documento in questione.
Il Presidente osserva che, nella sua veste di Presidente del Consiglio, avrebbe potuto esprimere un suo giudizio autonomo in merito ai due sopraindicati documenti ed avrebbe anche potuto compiere una azione autonoma nei riguardi dei capo del Gruppo consiliare del Partito Comunista, presentatore della richiesta di inserimento all'ordine del giorno della odierna seduta consiliare dell'argomento concernente la presa d'atto delle dimissioni da Consigliere regionale del Signor Renato Strazza.
Precisa però di non aver voluto deliberatamente assumere una decisione autonoma in tale senso e di aver voluto portare la questione all'esame e alle decisioni del Consiglio.
Prima di aprire la discussione su detto argomento, dichiara che è suo desiderio manifestare le perplessità che egli ha avuto sulla lettera di dimissioni del Consigliere Strazza.
Osserva che questa lettera di dimissioni gli è stata presentata dal Capo del Gruppo consiliare a cui appartiene il Consigliere Renato Strazza.
Senza voler mancare di fiducia nei confronti del Capo del Gruppo consiliare del Partito Comunista, rileva, dal lato formale, che detta lettera è priva di data e, soprattutto, che l'autenticità di questo documento non deve provenire dal Presidente del Consiglio o dai Signori Consiglieri come espressione fiduciaria, ma deve essere insita nello stesso documento; ritiene, cioè, necessario che questa certezza promani dal documento stesso.
Riferisce di aver già manifestato queste sue perplessità direttamente al Consigliere Germano, Capo del Gruppo consiliare del Partito Comunista.
Dichiara che, per questi motivi, non ha incluso all'ordine del giorno dell'odierna adunanza consiliare l'oggetto riguardante le dimissioni da Consigliere regionale del Signor Renato Strazza, ritenendo opportuno fare in merito a questo argomento le comunicazioni sopra riportate.
Aggiunge di essere stato indotto ad agire in tale senso anche per il fatto che nella richiesta di convocazione del Consiglio Regionale in adunanza straordinaria, presentata dai Consiglieri dei gruppi di minoranza, non figurava tra gli oggetti da iscrivere all'ordine del giorno la questione riguardante le dimissioni da Consigliere regionale del Sig. Renato Strazza.
Ribadisce, però, che il motivo principale che ha determinato il suo modo di agire è stato il desiderio di investire il Consiglio Regionale del giudizio di autenticità, nel senso formale sopraindicato, della lettera di dimissioni del Consigliere Strazza.
Dichiara che su questa questione si rimetterà alle decisioni del Consiglio Regionale.
Nel Consiglio, - egli aggiunge -, ci sono anche quattro legali i quali possono darci, con consapevolezza, le delucidazioni necessarie e, quindi, io metto in discussione questo oggetto per renderlo più aderente alla posizione che il Consiglio stesso viene ad assumere in questo momento.
Il Consigliere GERMANO ricorda di aver posto, all'inizio della seduta del 29 dicembre 1966, una questione pregiudiziale, chiedendo poi dei chiarimenti in merito allo oggetto ora in discussione; rammenta che il Presidente del Consiglio aveva risposto che avrebbe fornito questi chiarimenti in sede di trattazione del presente oggetto in sede di Consiglio.
Dichiara che, interpellato in merito alla possibilità di procedere nell'odierna adunanza consiliare alla presa d'atto delle dimissioni del Consigliere Strazza e alla convalida di un nuovo Consigliere, il Segretario Generale dell'Amministrazione Regionale gli ha risposto che il Consiglio può procedere oggi alla presa d'atto di dette dimissioni e alla convalida dell'elezione di un nuovo Consigliere regionale.
Il Presidente, MONTESANO conferma che il Consiglio Regionale può decidere come meglio crede.
Ribadisce di non aver voluto prendere in merito alcuna decisione autonoma appunto per rimettere al Consiglio ogni decisione su questo argomento.
Il Consigliere GERMANO fa presente di aver anche chiesto al Presidente se, qualora il Consiglio ritenesse valido un determinato documento, fosse possibile procedere nell'odierna seduta alla presa d'atto delle dimissioni date dal Consigliere Strazza e alla convalida dell'elezione del Consigliere neo eletto.
Il Presidente, MONTESANO, dichiara che anche su questo aspetto particolare della questione rimette ogni decisione al Consiglio; aggiunge di essere personalmente del parere che, qualora si verificasse il caso indicato dal Consigliere Germano, il Consiglio potrebbe procedere alla presa d'atto delle dimissioni date dal Consigliere Strazza e alla convalida dell'elezione di un nuovo Consigliere regionale.
Il Consigliere GERMANO rileva ancora che nella sua richiesta scritta in data 6 dicembre 1966, - concernente l'inserimento nell'ordine del giorno dell'attuale adunanza consiliare dell'oggetto riguardante la presa di atto delle dimissioni del Consigliere Strazza e la convalida dell'elezione di un nuovo Consigliere -, risultano delle correzioni che sono state apportate a mano onde rendere la richiesta valida per una prossima adunanza consiliare.
Fa presente che, dopo aver preso atto delle perplessità manifestate dal Presidente Montesano in ordine alla validità della lettera di dimissioni presentata dal Consigliere Strazza, il Gruppo consiliare del Partito Comunista si è interessato per avere un nuovo documento che non potesse più dare adito a tali perplessità.
Aggiunge che, a tale scopo, dopo aver accertato che in base alla legge 19 febbraio 1957 n. 155, - riguardante "Ratifica ed esecuzione della convenzione tra l'Italia e la Francia concernente la reciproca assistenza giudiziaria, conclusa a Roma il 12 gennaio 1955", - gli atti notarili emessi in Francia sono validi anche nel territorio dello Stato Italiano senza legalizzazione, il Consigliere Strazza si è recato in Francia ed ha redatto una nuova lettera di dimissioni davanti ad un Notaio, il quale ha autenticato la firma apposta dal Consigliere Strazza, in calce alla predetta lettera.
Il Presidente, MONTESANO, informa che il Consigliere Germano lo aveva interpellato sulla possibilità di aprire la discussione sulle dimissioni del Consigliere Strazza qualora il Consiglio stesso avesse ritenuto valido il precedente documento già distribuito in copia ai Signori Consiglieri.
Dichiara, in proposito, di dovere ancora esaminare il sopracitato nuovo documento recante la firma del Consigliere Strazza autenticata da un Notaio francese.
Il Consigliere GERMANO dichiara che il Gruppo consigliare del Partito Comunista si è preoccupato di avere questo nuovo documento per produrlo qualora la maggioranza consiliare non intendesse accettare la precedente lettera di dimissioni del Consigliere Strazza.
Aggiunge che, allo stesso scopo, è stata anche richiesta la convocazione di una nuova adunanza straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale, adunanza che potrebbe essere evitata, se nell'odierna seduta il Consiglio decidesse su tutte le questioni proposte dalla minoranza.
Il Presidente, MONTESANO, ribadisce che intende lasciare decidere in merito dal Consiglio Regionale.
Il Consigliere MARCOZ osserva che il Presidente del Consiglio ha affermato che era suo intendimento mettere in votazione la Questione riguardante la validità del primo documento testé distribuito in copia ai Consiglieri, ma non la questione riguardante la validità del secondo documento ora esibito dal Consigliere Germano.
Rileva che non si tratta di mettere in votazione la validità di un documento, ma la regolarità di una situazione che è comprovata da questo documento per cui, se ad un primo documento dubbio (senza data e con firma non autenticata) si aggiunge un secondo documento analogo sussidiario del tutto regolare (con firma autenticata da un Notaio), la situazione è sanata.
Dichiara che, dal punto di vista legale, non vi sono dubbi su quanto sopra, perché la decisione che il Consiglio dovrebbe oggi assumere in merito all'argomento in discussione non deve riferirsi alla validità di un documento, ma all'accettazione delle dimissioni presentate dal Consigliere Strazza.
Rammenta che il Presidente del Consiglio aveva dichiarato che, effettivamente, l'argomento riguardante le dimissioni presentate dal Consigliere Strazza figuravano iscritte all'ordine del giorno dell'odierna seduta e che, a suo avviso, tolto ogni dubbio sulla validità della lettera di dimissioni presentata dal Consigliere medesimo, sarebbe stato possibile prendere atto delle dimissioni stesse.
Precisa, in proposito, di essere profondamente convinto che, dal punto di vista legale, non vi è più alcun ostacolo a procedere alla presa d'atto per l'accettazione di dette dimissioni dal momento che è stato ora presentato un nuovo analogo documento recante la firma dell'interessato autenticata da un Notaio e che ha completamente sanato la situazione.
Ribadisce di aver espresso, come Avvocato, questa sua opinione che ritiene possa essere condivisa dagli altri Consiglieri regionali che esercitano la professione di Avvocato.
Dichiara di riservarsi ancora di vedere la sopracitata convenzione internazionale tra la Francia e l'Italia, come possono anche fare i Consiglieri di maggioranza.
Il Presidente, MONTESANO, dichiara di riservarsi la possibilità di accertare la regolarità del nuovo documento, ora consegnatogli dal Consigliere Germano.
Il Consigliere MARCOZ, riconoscendo che il Presidente del Consiglio ha diritto di accertare la regolarità del nuovo documento di cui si tratta, ribadisce tuttavia che la votazione può avvenire solo su un determinato fatto, che può emanare da molteplici documenti; ritiene, cioè, che non si possa mettere in votazione la validità di un determinato argomento che comprova il fatto.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara che, a suo avviso, l'argomento riguardante l'accettazione delle dimissioni date dal Consigliere regionale Strazza non figura iscritto all'ordine del giorno dell'odierna adunanza straordinaria, in quanto l'oggetto n. 23 bis, ora in discussione, riguarda solamente: "Comunicazione del Presidente del Consiglio in ordine ad un documento concernente dichiarazioni di dimissioni da Consigliere regionale e da Vice Presidente del Consiglio del Signor Renato Strazza".
Osserva, però, che il Presidente del Consiglio intende rimettere al Consiglio stesso ogni decisione in merito a questo argomento.
Rileva quindi che il Consiglio dovrebbe assumere una decisione in base ad un documento che non offre alcuna garanzia di regolarità, in quanto è privo di data e non reca alcun segno di autenticità e di legalizzazione di firma.
Osserva che si tratta di una decisione di notevole rilievo, in quanto le dimissioni rappresentano un atto giuridico dal quale derivano conseguenze di natura politica, di natura Personale e di natura economica.
Fa presente che, ragionando per assurdo, potrebbe anche verificarsi il caso che il Consigliere Renato Strazza, risolte in un modo a lui favorevole tutte le pendenze giudiziarie che sono a suo carico, si presenti alla Presidenza del Consiglio per chiedere di essere riammesso alle sue funzioni di Consigliere regionale.
In questo caso, - egli aggiunge -, noi avremmo assunto una decisione senza aver preso quelle cautele che una simile decisione impone.
Ritiene che, per analogia alla procedura prescritta per la presentazione delle candidature, anche nel caso delle dimissioni di un Consigliere regionale si possano pretendere dei crismi di autenticità del documento recante le dimissioni.
Ribadisce che il primo documento testé distribuito ai Signori Consiglieri, non possiede alcun crisma di autenticità, per cui non può offrire la necessaria garanzia.
Riferendosi quindi al nuovo documento, presentato ora dal Consigliere Germano alla Presidenza del Consiglio, dichiara di non essere a conoscenza della legge 19 febbraio 1967 n. 155, riguardante "Ratifica ed esecuzione della convenzione tra l'Italia e la Francia, concernente la reciproca assistenza giudiziaria, conclusa a Roma il 12 gennaio 1955".
Ritiene pertanto che, di fronte ad un argomento così delicato, così importante e che involge conseguenze di varia natura, non si possa agire con una urgenza tale da non consentire ai Consiglieri di approfondire la questione; tanto più che i Consiglieri di minoranza hanno già chiesto una convocazione urgente del Consiglio per trattare dell'argomento riguardante le dimissioni date dal Consigliere Renato Strazza.
Il Consigliere ANDRIONE rileva che le questioni procedurali riguardanti atti dei Consiglieri regionali, quali le dimissioni, la decadenza, ecc., sono di competenza della Presidenza del Consiglio, la quale deve, pertanto, fare conoscere se, a suo giudizio, nel caso in esame si possa mettere in votazione la validità o no del nuovo documento testé presentato dal Consigliere Germano e legalizzato ai sensi e ai fini della sopracitata legge n. 155.
Il Consigliere CAVERI osserva che la tesi sostenuta dall'avv. Bionaz è superata e non ha più alcun fondamento, dal momento che è stato ora consegnato nelle mani del Presidente del Consiglio un nuovo analogo documento riguardante le dimissioni del Consigliere Strazza, recante la firma del medesimo autenticata dal Notaio Gabriel Pinget, di Sallanches (Haute-Savoie), ai sensi della soprarichiamata Convenzione vigente tra l'Italia e la Francia.
Dichiara di condividere il parere espresso dall'avv. Marcoz, il quale ha affermato che il Consiglio, nella trattazione dell'argomento in esame, deve guardare al contenuto dell'oggetto stesso, cioè alle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza, e non soffermarsi unicamente sui documenti che si riferiscono a dette dimissioni.
Dal momento che da più parti si è parlato della necessità di accertare l'esistenza della sopracitata Convenzione internazionale tra la Italia e la Francia e di prendere conoscenza del contenuto della medesima, informa che detta convenzione è stata ratificata con legge statale 19 febbraio 1957 n. 155 e dà lettura dell'art. 23 di detta Convenzione che recita, fra l'altro, quanto segue:
"Seront admis, sans légalisation, comme moyens de preuve, jusqu'à preuve du contraire, sur les territoires respectifs des deux Parties trattantes, les documents suivants établis par les autorités de chacune d'elles:...les actes notariés; les certificats de vie des rentiers-viagers".
Rileva, pertanto che, in base al soprariportato articolo della Convenzione di cui si tratta, gli atti notarili redatti in Francia sono ammessi come mezzi di prova anche in Italia, senza legalizzazione, per cui, avendo il Consigliere Germano testé consegnato al Presidente del Consiglio una nuova lettera di dimissioni del Consigliere Strazza, recante la firma del medesimo autenticata da un Notaio francese, è impossibile che si verifichi il caso ipotizzato dall'Avvocato Bionaz e, cioè, che il Consigliere Strazza possa presentarsi in seguito per chiedere di essere reintegrato nelle sue funzioni di Consigliere regionale, dopo l'accettazione delle sue dimissioni.
Risulta ora, - egli aggiunge -, che le dimissioni sono valide e noi, come Consiglio, non abbiamo più altro da fare che prendere atto di queste dimissioni e accettarle, non senza esprimere, da parte nostra, la nostra simpatia e la nostra solidarietà al Consigliere Strazza, il quale ha dimostrato di avere il coraggio delle sue opinioni e di saper prendere su di sé la responsabilità delle decisioni che in fondo erano poi decisioni comuni, per cui noi non possiamo non avere della simpatia verso chi, in questo clima di morta gora e di supino conformismo, ha dimostrato di avere il coraggio delle proprie opinioni.
Noi, - egli dice -, dobbiamo esprimere al Consigliere Strazza anche il nostro ringraziamento per l'attività sua, sia come Consigliere, sia come Vice Presidente del Consiglio Regionale, e dobbiamo riconoscere la sua sensibilità, perché egli ha voluto dare le dimissioni affinché questo suo esilio non costituisca, in qualche modo, un intralcio per l'attività politica del Consiglio Regionale.
Insiste, pertanto, affinché il Consiglio prenda atto delle dimissioni del Consigliere Strazza.
Il Consigliere GERMANO dichiara che sarebbe suo desiderio che sulla questione in esame non si facesse né della polemica, né della politica.
Fa presente che, per una esigenza della difesa, oltre che per volontà dell'interessato, sarebbe necessario non rinviare ulteriormente l'accettazione delle dimissioni di cui si tratta.
Se noi accettiamo oggi queste dimissioni, - egli aggiunge -, facciamo qualche cosa di utile al Consigliere Strazza; se è possibile facciamo anche qualche altra cosa che sia utile a lui, però su questo argomento tralasciamo ogni polemica.
Dichiara che non vi sono dubbi sulla validità della legge 19 febbraio 1957 n. 155, in quanto sono stati consultati anche dei competenti in questa materia.
Quindi, - egli dice -, se vogliamo procedere alla accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza, lasciamo da parte ogni polemica e teniamo presente che il compagno Strazza, dal suo punto di vista, ha fatto tutto il suo dovere e che in questo momento è un uomo che soffre e che paga.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, osserva che il tono usato dal Consigliere Germano nella sua esposizione è ben diverso da quello usato dall'Avvocato Caveri.
Ammette che il Consigliere Strazza ha dimostrato del coraggio nelle sue opinioni e nelle sue azioni. Rileva, però, che il documento che il Consigliere Germano ha testé consegnato al Presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere presentato alcuni giorni prima dell'adunanza odierna.
Ritiene che la decisione che il Consiglio è ora chiamato ad assumere sia più importante della fretta che i Gruppi consiliari di opposizione, sia pure per delle esigenze difensive, hanno di fare accettare le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
Ribadisce di non vedere la necessità di una decisione immediata in base ad un documento che, effettivamente, non possiede quei crismi di regolarità che dovrebbe, invece, avere.
Per quanto riguarda la legge 19 febbraio 1957 n. 155, fa presente che detta legge potrebbe anche aver subìto delle modificazioni dalla data della sua entrata in vigore, per cui è logico che si debba avere una certa cautela prima di assumere una decisione suscettibile di molteplici conseguenze.
Chiede che la seduta sia sospesa per un breve tempo, per necessarie consultazioni.
Il Presidente, MONTESANO, dà lettura dal nuovo documento testé presentato dal Consigliere Germano e concernente le dimissioni del Consigliere Strazza, documento che in origine è privo di data e che è del seguente tenore:
On.le Presidenza del Consiglio
Regionale della Valle d'Aosta
AOSTA
Oggetto: Dimissioni da Consigliere regionale e conseguentemente da Vice Presidente.
Io sottoscritto Strazza Renato mi trovo fuori Aosta a seguito delle imputazioni elevatemi a conclusione delle note vicende della primavera scorsa. Sono convinto della mia innocenza e di aver agito con il solo intento di salvaguardare la democrazia e le prerogative del Consiglio stesso, però il protrarsi della data del giudizio allontana anche il giorno del mio rientro.
Non viene certo meno la mia fiduciosa speranza nella giustizia, ma in tutta coscienza non ritengo giusto che il posto di consigliere regionale possa essere, per altri mesi, vacante.
Per tali ragioni, e in doveroso ossequio alla espressione del corpo elettorale che, dando alla lista del mio Partito nove consiglieri si attende di vederli tutti all'opera, mio malgrado e con profondo rincrescimento, rassegno le mie dimissioni da consigliere regionale e conseguentemente anche dalla carica di Vice Presidente. Essendo le stesse assolutamente irrevocabili sarò grato se la prescritta presa d'atto farà parte degli oggetti da discutersi nella prossima seduta consiliare.
Con ossequio.
F.to: Renato Strazza
Le soussigné Me Gabriel PINGET, notaire à Sallanches (Haute-Savoie) France, certifie la signature de Monsieur Renato Strazza, demeurant à Aoste (Italie) apposée ci dessus.
Sallanches le 27 décembre 1966.
F.to: G. Pinget
Osserva che si tratta di un documento redatto tre giorni prima dell'odierna adunanza consiliare, per cui non ritiene che possa essere messo in discussione nell'odierna seduta.
Il Consigliere MARCOZ osserva che si continua a parlare di mettere in discussione un determinato documento, mentre ci si dovrebbe convincere che non si può mettere in discussione un documento, ma una situazione di fatto che può promanare da uno o anche da più documenti, quando per regolarizzare questa situazione sia necessario produrre più documenti.
Per quanto riguarda l'osservazione, fatta dall'Avvocato Bionaz, che la legge 19 febbraio 1957 n. 155 avrebbe potuto subire nel frattempo delle modificazioni, rileva che ciò non è possibile perché, anche in campo legislativo, non si torna indietro.
Fa presente, infatti, che la sopracitata legge è stata emanata per ovviare ai gravi inconvenienti derivanti dall'obbligo della legalizzazione ministeriale dei documenti posti in essere all'estero. Rileva che si tratta, quindi, di una semplificazione di procedure analoga a quella che ha portato alla sostituzione dell'atto notorio, per la cui validità era richiesta la firma di 4 testimoni, con l'atto sostitutivo dell'atto di notorietà, che consiste in una dichiarazione resa da un cittadino, sotto la sua personale responsabilità, davanti al Sindaco o ad altro pubblico ufficiale che la riceve.
Osserva che entrambe queste semplificazioni di procedure rappresentano delle conquiste da anni auspicate, per cui non è pensabile che si possa tornare indietro.
Osserva ancora che non ha alcuna rilevanza che il nuovo documento testé presentato dal Consigliere Germano sia stato legalizzato da pochi giorni, in quanto, per regolarizzare una certa situazione di fatto, sarebbe sufficiente fare legalizzare un determinato documento pochi minuti prima della sua presentazione.
Il Presidente MONTESANO rileva che il nuovo documento in questione non reca, in origine, alcuna data ed è stato presentato da pochi minuti alla Presidenza del Consiglio, per cui, tenuto conto che il precedente documento non può essere considerato valido, le dimissioni valide del Consigliere Strazza risultano, in effetti, pervenute al Consiglio da pochi istanti, con un documento che deve essere esaminato anche in relazione alla citata legge n. 155.
Dichiara comunque di rimettere al Consiglio la decisione in merito alla questione in esame.
Dopo una ulteriore discussione fra il Presidente MONTESANO e il Consigliere MARCOZ, il Consigliere GERMANO dichiara di essere favorevole alla proposta di sospensione della seduta fatta dal Presidente della Giunta, in modo da consentire alla maggioranza consiliare di esaminare il nuovo documento testé presentato e la citata legge n. 155.
Su richiesta del Presidente, MONTESANO, il Consiglio concorda, unanime, sulla proposta di sospendere brevemente la seduta.
---
Si dà atto che la seduta viene sospesa alle ore diciannove e viene riaperta alle ore venti e minuti otto.
---
Il Consigliere GERMANO, dopo aver ribadito che non è suo intendimento fare della polemica sulla questione in esame, anche perché la posizione del Consigliere Strazza lo interessa personalmente, dichiara di essere costretto ad informare il Consiglio del modo in cui si è svolta la riunione, testé avvenuta, dei Capi Gruppo dei Partiti e Movimenti politici rappresentati in seno al Consiglio.
Riferisce, innanzitutto, che il Capo Gruppo del Partito Liberale ha partecipato a detta riunione con piena autorità, per cui risulta chiaro che i Liberali fanno parte integrante dell'attuale maggioranza consiliare e che il loro voto è determinante.
Aggiunge che, in detta riunione, da parte dell'attuale maggioranza sono state formulate due proposte: secondo la prima proposta, la maggioranza consiliare si sarebbe dichiarata disposta a procedere, nel corso della odierna seduta, alla presa d'atto per accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza e ad iscrivere al primo punto dell'ordine del giorno della prossima adunanza consiliare l'oggetto riguardante la convalida della elezione di un nuovo Consigliere regionale, a condizione che la minoranza consiliare ritirasse la richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio fatta con lettera in data 23 dicembre 1966;
in base alla seconda proposta la maggioranza consiliare avrebbe soprasseduto oggi ad ogni decisione in merito alle dimissioni di cui si tratta, stabilendosi, di comune accordo, di fissare la data di una apposita adunanza consiliare, verso la metà del mese di gennaio, per trattare i due oggetti sopramenzionati, dichiarandosi disposta, in tale caso, ad approvare un ordine del giorno unitario di solidarietà verso il Consigliere Strazza.
Fa presente che, dopo che la minoranza consiliare aveva esaminato le due proposte ed aveva accettato la prima soluzione, i rappresentanti della maggioranza consiliare hanno modificato la loro prima proposta nel senso che la convalida della elezione del nuovo Consigliere non sarebbe più stata iscritta al primo punto dell'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio, per cui, il giuramento da parte del nuovo Consigliere sarebbe stato rinviato ad una ulteriore successiva adunanza consiliare.
Rileva che questa condotta lascia chiaramente trasparire la volontà dell'attuale maggioranza consiliare di ritardare il più a lungo possibile l'integrazione del Gruppo consiliare del Partito Comunista in tutti i suoi membri, nonostante che in sede di discussione della questione riguardante i Consiglieri regionali Gheis e Torrione l'attuale maggioranza - che allora era minoranza - avesse sostenuto fermamente la validità di questo diritto all'integrazione numerica dei Gruppi consiliari.
Dichiara che, di fronte ad un simile atteggiamento, non si può più nutrire alcuna fiducia nei confronti della attuale maggioranza, la quale assume degli impegni e non li mantiene.
Chiede, pertanto, che si ponga ora in discussione l'argomento riguardante le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
Il Consigliere MARCOZ fa presente che, - anche se non si vuole considerare come unico oggetto le due lettere di dimissioni presentate dal Consigliere Strazza e se non si vuole accogliere la tesi che il nuovo documento testé consegnato alla Presidenza del Consiglio ha regolarizzato, sotto tutti gli aspetti, la prima lettera di dimissioni -, risulta evidente che la firma apposta in calce alla prima lettera di dimissioni è stata stesa proprio dal Consigliere Strazza, in quanto il medesimo, reso edotto dal Consigliere Germano che si poneva in dubbio l'autenticità di detta firma, si è fatto premura di trasferirsi in Francia per firmare davanti ad un Notaio la seconda analoga lettera di dimissioni.
Ricorda che, all'inizio della discussione dell'argomento in esame, il Prof. Montesano aveva dichiarato che non intendeva minimamente mettere in dubbio l'autenticità della firma apposta in calce alla lettera di dimissioni del Consigliere Strazza e che solo per uno scrupolo di coscienza egli rimetteva al Consiglio ogni decisione in merito.
Osserva che ora, dopo quanto riferito dal Consigliere Germano, si ha la certezza che detta firma era autentica, per cui non dovrebbero esservi più remore a procedere alla presa d'atto pe l'accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
Ricorda ancora che qualche tempo addietro, in un noto slogan politico, si diceva che era molto difficile uscire dal Partito Comunista, perché gli iscritti a detto Partito erano ridotti a degli automi, timorosi di vendette se avessero abbandonato il Partito stesso.
Fa presente che, se oggi non fossero accettate le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza, si avrebbe il diritto di pensare che è altrettanto difficile uscire da un Consesso democratico.
Il Consigliere CAVERI osserva che i rilievi fatti dal Prof. Montesano, sul fatto che la prima lettera di dimissioni del Consigliere Strazza manca della data, sono prive di ogni fondamento perché detta lettera, sia pure senza data, è stata depositata presso la Segreteria del Consiglio in data 9 dicembre 1966, come risulta dal timbro dell'archivio della Presidenza del Consiglio che appare anche sulla fotocopia della lettera testé consegnata ai Signori Consiglieri.
Aggiunge che, nemmeno i rilievi sulla autenticità della firma apposta in calce alla citata lettera si reggono, perché in data odierna è stato presentato un nuovo analogo documento recante la firma del Consigliere Strazza regolarmente autenticata da un Notaio, il che, in certo qual senso, conferma anche l'autenticità della firma apposta sul primo documento depositato presso la Segreteria della Presidenza del Consiglio in data 9 dicembre 1966.
Fa presente che, nei Tribunali, quando un Avvocato esprime dei dubbi sulla autenticità di una firma apposta in calce ad un determinato documento, l'Avvocato di controparte ha il diritto di fare regolarizzare questo documento senza che sia possibile sollevare delle eccezioni in merito.
Osserva che l'aula consiliare non è la sede di un Tribunale, per cui sono da ritenere assurde le eccezioni di carattere formale sollevate dalla maggioranza consiliare.
Dichiara che la questione in esame è una questione di carattere politico e che l'attuale maggioranza consiliare, in malafede e pur rendendosi conto dell'infondatezza giuridica delle eccezioni sollevate, vuole rinviare con il peso dei suoi voti l'accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza, facendosi forte dell'attuale situazione di fatto, che la minoranza consiliare continua a non considerare fondata sul diritto.
Aggiunge che questo atteggiamento dimostra la malafede e la faziosità dell'attuale maggioranza consiliare ed insiste nel chiedere che si prenda atto, nella odierna seduta, delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
L'Assessore COLOMBO dichiara che non è suo intendimento introdursi negli aspetti giuridici della questione in esame.
Rileva che l'attuale discussione è condotta su di un terreno nel quale è in gioco la sorte di un Consigliere regionale.
Dichiara di essere contrario a che il Consiglio continui a giocare in questo modo sulla sorte di un Consigliere regionale il quale, forse perché mal consigliato, si è posto nelle condizioni e nella situazione in cui oggi si trova.
Dichiara di avere sempre manifestato le proprie idee e le proprie intenzioni, tanto nella Giunta presieduta dal Consigliere Caveri, quanto nell'attuale Giunta.
Ribadisce di essere contrario a che si continui a fare una speculazione politica su questo caso nel quale si trova coinvolto un padre di famiglia, oggi allontanatosi dalla Valle di Aosta per i motivi che tutti conoscono.
Ritiene che sia, invece, giunto il momento di iniziare una discussione seria su questo argomento, per trovare una soluzione positiva che, a sua avviso, sembra possibile, stando alle discussioni che si sono fatte in separata sede.
In considerazione dell'aspetto umano della questione, propone di rinviare alla prossima adunanza consiliare l'argomento riguardante la presa d'atto delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza, nonché la convalida della elezione del nuovo Consigliere regionale, in sostituzione del Consigliere Strazza, senza imporre al Presidente del Consiglio di includere al primo punto dell'ordine del giorno della prossima adunanza consiliare l'argomento in questione.
Detto questo - egli aggiunge - io non voglio cogliere le frasi polemiche che mi sono state rivolte da varie parti, frasi polemiche che meriterebbero una risposta; però, come non sono mai sceso nel passato, io non voglio scendere neanche oggi sul terreno della polemica.
Penso - egli continua - di essere qui per il bene della Valle d'Aosta e voglio mantenere la discussione su un piano di serietà e di solidarietà verso il Consigliere Strazza, perché, al di sopra e al di fuori di tutto, a mi preme che il Consiglio esprima la sua solidarietà nei confronti del Consigliere Strazza, affinché il medesimo possa trovare in questa espressione di solidarietà un valido motivo per la sua difesa.
Il Consigliere GERMANO dichiara che il Consigliere Strazza è un militante comunista e non ha vergogna di quanto ha fatto, anzi, ne è orgoglioso, perché ha fatto il suo dovere di militante del Partito Comunista e di cittadino, mentre vi sono altre persone che devono avere vergogna di quanto hanno fatto.
I responsabili di questa situazione, - egli aggiunge - sono qui dentro, sono i firmatari della denuncia nei confronti del Consigliere Strazza, sono i Bionaz, i Montesano, gli Albaney e i Balestri.
Dichiara che non è possibile accogliere la proposta di approvare nella odierna seduta un ordine del giorno di solidarietà nei confronti del Consigliere Strazza, rinviando ad una successiva adunanza consiliare la presa d'atto per l'accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere medesimo e la convalida della elezione di un nuovo consigliere regionale, perché non è possibile fidarsi degli impegni presi dagli uomini che attualmente sono al Governo della Regione.
Pertanto - egli conclude - se si vuole concordare un ordine del giorno di solidarietà verso il Consigliere Strazza, lo si concordi in aula nella seduta odierna davanti a tutti, ma si accettino anche nella seduta odierna, le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
L'Assessore BALESTRI, respingendo le accuse mossegli dai Consiglieri Caveri e Germano, rileva che se il Consigliere Strazza ha fatto il proprio dovere, anch'egli ha fatto il suo dovere; precisa di non avere firmato alcuna denuncia contro il Consigliere Strazza.
È inutile, - egli dichiara -, che i Consiglieri di opposizione vengano qui in aula a parlare di responsabili della situazione in cui il Consigliere Strazza si trova, perché i veri responsabili sono coloro che hanno indotto il Consigliere Strazza a compiere certe azioni.
Seguono vivaci interruzioni con richiami all'ordine da parte del Presidente del Consiglio, il quale prospetta la possibilità di chiudere la discussione ai sensi dell'art. 49 del regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale, articolo di cui dà lettura.
Il Consigliere CAVERI dichiara che, se può credere nella buona fede del Consigliere Colombo nel sostenere certe tesi giuridiche, non può certamente credere, per ovvie ragioni, nella buona fede di altri Consiglieri di maggioranza.
Ritiene però che, sul piano politico, non si possa fare alcuna distinzione tra l'operato del Consigliere Colombo e l'operato degli altri Consiglieri di maggioranza.
Osserva che è fuori luogo parlare ora di caso umano, riferendosi alla situazione del Consigliere Strazza, dopo tutti gli esposti che sono stati presentati ai Procuratore della Repubblica di Aosta contro l'ex Presidente del Consiglio, Marcoz, e contro il Vice Presidente Strazza.
Fa presente che, avendo tutti i Gruppi politici partecipato alla odierna discussione, il caso del Consigliere Strazza ora non appartiene più ad un Gruppo consiliare piuttosto che ad un altro, ma appartiene a tutto il Consiglio Regionale, quindi anche al Gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine.
Ora, - egli prosegue -, dando per un momento come valido questo pietismo della ultima ora, che è da collegarsi a quella dichiarazione fatta dall'Avvocato Bionaz, - il quale è andato a raccontare in giro che lui, dopo aver sottoscritto tre o quattro esposti al Procuratore della Repubblica, avrebbe salvato dalla condanna l'Avv. Marcoz, - ammettendo come valido questo pietismo dell'ultima ora, noi siamo ben lieti che voi siate disposti ad approvare un ordine del giorno di solidarietà nei confronti del Consigliere Strazza.
Osserva, però, che la questione riguardante l'approvazione di questo ordine del giorno non ha nulla a che vedere con l'altra questione riguardante l'accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
Dichiara che, sei Consiglieri di maggioranza sono in buona fede, questo loro nuovo atteggiamento di comprensione nei confronti del Consigliere Strazza starebbe a significare che essi hanno finalmente capito che i consigli loro dati da un certo Avvocato di Aosta erano dei consigli perniciosi sul piano politico, perché tutte quelle denunce presentate al Procuratore della Repubblica di Aosta costeranno caro al momento delle elezioni.
Ribadisce che, se i Consiglieri di maggioranza sono disposti ad approvare un ordine del giorno di solidarietà nei confronti del Consigliere Strazza, possono benissimo farlo nel corso della odierna seduta e prima ancora di decidere sulla questione dell'accettazione delle dimissioni rassegnate dal predetto Consigliere.
Aggiunge che anche all'accettazione di queste dimissioni si dovrebbe provvedere nel corso della odierna seduta.
Circa la questione delle denunce, riferisce che un Assessore che ora siede sui banchi della Giunta, interpellato recentemente da una persona di sua conoscenza, in ordine al noto articolo «Nos propos pour l'avenir», aveva risposto di condividere in pieno l'opinione dell'Avvocato Caveri in quella materia.
Aggiunge che l'interpellante aveva allora osservato che, se tali opinioni erano condivise anche da personalità democristiane, allora lo Avvocato Caveri non avrebbe dovuto essere denunciato per questo fatto ed i giornali democristiani non avrebbero dovuto rallegrarsi di vederlo trascinare sul banco degli imputati come un volgare malfattore e per un delitto che, semmai, era un delitto di opinione.
Ora, noi sappiamo, - egli dice -, che le opinioni che sono ortodosse oggi possono essere eterodosse domani e viceversa.
Conclude, invitando ancora i Consiglieri di maggioranza ad approvare, nel corso della odierna seduta, un ordine del giorno di solidarietà verso il Consigliere Strazza.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, lamenta il linguaggio ed il tono con cui vari Consiglieri dei Gruppi di minoranza si sono rivolti alla Giunta nel corso della discussione dell'argomento in esame e dichiara che la Giunta non può tollerare più a lungo, senza ribattere, simili attacchi ingiuriosi.
Afferma che gli uomini che compongono l'attuale Giunta non sono per nulla degli smarriti, ma sono ben consci di quello che fanno e sono decisi a non accettare delle imposizioni da nessuna parte. Osserva che il clima rovente creato in aula dai Consiglieri di minoranza non favorisce per nulla, anzi ostacola, un eventuale accordo sull'argomento di cui si tratta.
Osserva che, per il buon andamento dei lavori del Consiglio, le discussioni sugli argomenti all'ordine del giorno non dovrebbero essere condotte unicamente in funzione del pubblico che assiste alle adunanze, ma dovrebbero essere improntate ad un maggior senso di serietà.
Ritornando all'argomento riguardante la questione del Consigliere Strazza, fa presente che, nella riunione dei rappresentanti dei Gruppi consiliari testé avvenuta, è stato detto al Consigliere Germano che l'attuale maggioranza consiliare era disposta, con qualche riserva, ad accettare nell'odierna seduta le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza, rinviando alla prossima adunanza consiliare la convalida dell'elezione e del giuramento di un nuovo Consigliere regionale.
Precisa che la maggioranza ha posto la condizione che i Consiglieri di minoranza ritirassero la richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale, per discutere dei sopracitati argomenti, e che non pretendessero l'iscrizione degli argomenti stessi al primo punto dell'ordine del giorno della prossima adunanza consiliare, in quanto l'ordine di trattazione degli oggetti in sede consiliare rientra nella competenza esclusiva del Presidente del Consiglio.
Riferisce che il Consigliere Germano, dopo aver preso atto delle proposte fatte dalla maggioranza consiliare, ha ritenuto di dover sentire in merito il parere dei rappresentanti dei Gruppi di minoranza consiliare.
Aggiunge che, ritornati in sede di riunione i Consiglieri Caveri e Germano, il Consigliere Caveri ha dichiarato di non accettare le proposte fatte dalla maggioranza consiliare, precisando che un eventuale accordo era subordinato all'impegno di iscrivere al primo punto dell'ordine del giorno della prossima adunanza consiliare la convalida dell'elezione e il giuramento del nuovo Consigliere regionale.
Dichiara che, in base all'esperienza fatta nello scorso mese di maggio, l'attuale maggioranza non è disposta ad accettare queste imposizioni da parte della minoranza.
Riferendosi al precedente intervento del Consigliere Caveri e al tono e linguaggio dallo stesso usati, dichiara che il Consigliere Caveri dovrebbe rassegnarsi a stare sui banchi della opposizione ed imparare ad usare un diverso linguaggio e ad assumere un altro atteggiamento.
Dichiara che la maggioranza consiliare non ha affatto da pentirsi degli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Aosta in seguito ai noti avvenimenti dello scorso mese di maggio, perché quella era l'unica via da seguire per uscire da quel clima di anarchia che si tentava di instaurare nell'Amministrazione Regionale.
Sottolinea che, in regime di libertà, non si era mai visto sbarrare le porte di un pubblico palazzo per impedire a dei Consiglieri di entrarvi per assumere le loro legittime deliberazioni.
Dichiara, quindi, che non si può fare alcuna colpa all'attuale maggioranza consiliare delle sentenze emesse dalla Magistratura in reazione ai sopracitati avvenimenti.
D'altra parte, - egli aggiunge -, varie persone avevano riferito esattamente alla Magistratura quanto era successo nell'aula consiliare -.per cui gli esposti presentati da alcuni Consiglieri dell'attuale maggioranza erano serviti semplicemente a puntualizzare una situazione esistente e di cui essi non erano i responsabili.
Precisa che le parole testé dette dall'Assessore Colombo non vanno già intese come espressione di un pietismo dell'ultima ora, ma come sincera preoccupazione di poter essere utile in qualche modo al Consigliere Strazza.
Per quanto riguarda il giudizio degli elettori, fa presente che l'attuale maggioranza consiliare non teme questo giudizio; dichiara che, qualora gli elettori non confermassero più la fiducia all'attuale maggioranza consiliare, questa lascerà spontaneamente le proprie cariche, senza farsi scacciare con la forza dagli uffici della Regione.
Osserva che quanto è avvenuto all'Amministrazione Regionale nello scorso mese di maggio non può assolutamente essere classificato come delitto di opinione.
Dichiara di essere convinto che il Consigliere Strazza, in tale occasione, abbia agito in buona fede, data la sua modesta preparazione in materia giuridico-amministrativa, il che conferma che il Consigliere Strazza è stato mal consigliato nelle sue azioni da persone sulle quali dovrebbero ora ricadere i rimproveri e le responsabilità per i cattivi consigli dati e per l'attuale situazione del predetto Consigliere.
Fa presente che la maggioranza consiliare non intende assolutamente subire minacce né essere presa in giro dalla minoranza consiliare.
Osserva che nella proposta fatta alla minoranza per raggiungere un accordo sull'argomento in discussione non vi era nulla che non potesse essere accettato, per cui è assurdo accusare la maggioranza consiliare di non saper mantenere la parola.
Rinnova la proposta di prendere atto, nel corso dell'odierna seduta, delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza e di rinviare alla prossima adunanza consiliare la convalida dell'elezione ed il giuramento di un nuovo Consigliere, a condizione che la minoranza consiliare ritiri la sua richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale e che non pretenda di imporre al Presidente del Consiglio la stesura di un determinato ordine del giorno per tale adunanza.
Aggiunge che, con l'accettazione di queste condizioni, sarà possibile esaminare, sempre nel corso dell'odierna seduta, la possibilità di approvare una dichiarazione di solidarietà nei confronti del Consigliere Strazza, dichiarazione che, naturalmente, dovrebbe essere concordata tra i rappresentanti dei vari Gruppi consiliari.
Concludendo, osserva che se si vuole creare un clima di collaborazione in seno al Consiglio, è necessario agire in buona fede, con senso di reciproca tolleranza e senza usare un linguaggio e un tono offensivi.
D'altra parte, - egli dice -, io credo che in campo politico ognuno ha il diritto di agire liberamente, purché alla base di tutto ci sia la volontà di lavorare per il bene della Valle di Aosta.
Il Consigliere MARCOZ osserva che la discussione è uscita fuori dall'argomento in esame, perché da un documento, da una data e da una autenticazione di firma, si è passati a parlare di tutto.
Fa presente di aver preso prima la parola perché il Presidente del Consiglio aveva pregato i Consiglieri che esercitano la professione di Avvocato di esprimere il loro parere in merito alla questione della validità del documento riguardante le dimissioni presentate dal Consigliere Strazza.
Ritiene che quanto detto dall'Avvocato Bionaz sia molto evasivo, perché non ha portato alcuna nuova argomentazione in ordine alla questione della validità del documento concernente le dimissioni del Consigliere Strazza.
Osserva che lo stare a discutere ancora sulla validità, o no, di un documento recante una firma regolarmente autenticata da un Notaio e che, in base ad un accordo internazionale bilaterale, non necessita di legalizzazione, rappresenta una vera presa in giro.
Dichiara che i Consiglieri di minoranza non sono disposti a prolungare questa discussione e che non intendono imporre nulla a nessuno, ma chiedono semplicemente giustizia sulla questione in discussione.
Ribadisce che il nuovo documento, presentato nel corso dell'odierna seduta e recante le dimissioni del Consigliere Strazza, è valido sotto tutti gli aspetti, sia per quanto riguarda la autenticazione della firma, sia per quanto riguarda la data, in quanto la data apposta dal Notaio in calce all'atto di autenticazione della firma surroga la data mancante nella lettera di dimissioni, allo stesso modo in cui un documento qualunque, privo di data, diventa valido dalla data certa in cui un pubblico ufficiale lo riceve.
In questa situazione, - egli aggiunge -, non è la minoranza consiliare, ma è la maggioranza consiliare che commette degli abusi.
Segue una breve discussione, di carattere polemico, tra il Presidente della Giunta BIONAZ, e i Consiglieri MARCOZ e CASETTA, con inviti alla calma da parte del Presidente MONTESANO, il quale fa presente che non è possibile trovare un accordo sulla questione di cui si tratta portando avanti il dibattito in una atmosfera troppo tesa e tra continue polemiche; aggiunge che simili discussioni e polemiche sono anche dannose al prestigio del Consiglio.
Il Consigliere CASETTA insiste affinché le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza siano accettate dal Consiglio nell'odierna seduta; in caso contrario, - egli dichiara -, la maggioranza consiliare si assumerà tutta la responsabilità sul piano umano e civile di questo nuovo atto di forza, di cui i Consiglieri di minoranza daranno notizia ai cittadini della Valle d'Aosta.
Il Consigliere GERMANO dichiara che la versione data dal Presidente Bionaz ai fatti avvenuti nella riunione dei rappresentanti dei Gruppi consiliari, testé tenutasi, non è esatta; osserva che, con detta versione, si tende ad attribuire tutte le colpe del mancato accordo all'Avvocato Caveri.
Precisa che, in detta riunione, la maggioranza consiliare gli aveva formulato due proposte per giungere ad una soluzione del problema riguardante le dimissioni del Consigliere Strazza e che, dopo che la minoranza consiliare si era espressa favorevolmente per la prima proposta, la maggioranza consiliare aveva modificato detta proposta; dichiara quindi di non avere potuto aderire alla nuova proposta modificata, in quanto era stato ingannato.
Osserva che, al punto in cui stanno ora le cose, è inutile continuare in dichiarazioni su questioni che riguardano il passato di certe persone e ritiene che si debba, invece, prendere atto delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza e proseguire, poi, nella discussione degli altri oggetti iscritti all'ordine del giorno dell'odierna seduta.
Il Presidente, MONTESANO, osserva che, al n. 24 bis dell'ordine del giorno della odierna seduta figura iscritto il seguente oggetto : "Comunicazioni del Presidente del Consiglio in ordine ad un documento concernente dichiarazioni di dimissioni da Consigliere regionale e da Vice Presidente del Consiglio del Signor Renato Strazza", per cui non è esatto dire che all'ordine del giorno dell'odierna seduta figuri iscritto l'argomento riguardante le dimissioni del Consigliere Strazza, in quanto le comunicazioni del Presidente in ordine a detto documento sono una cosa diversa dalle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
Fa presente che anche la minoranza consiliare ha dimostrato di non ritenere valido detto documento, tanto è vero che, in data 23 dicembre, si è preoccupata di richiedere una convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio, per la trattazione di detto argomento, con la seguente lettera:
Aosta, lì 23-12-1966.
Signor Presidente del Consiglio
Regionale della Valle d'Aosta
AOSTA
I sottoscritti Consiglieri regionali, a mente dell'art. 20 comma 2° del Regolamento per le sedute consiliari, richiedono la convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale per la trattazione dei seguenti argomenti:
1) Presa d'atto delle dimissioni del Consigliere regionale Renato Strazza.
2) Sostituzione del dimissionario Renato Strazza e convalida a Consigliere regionale del primo degli esclusi della stessa lista.
Ossequi.
F.ti: Germano Pietro - Casetta Giuseppe - Mario Andrione - Avv. Oreste Marcoz - S. Caveri - Crétier Egidio - Barone Luigi - Artaz Giuseppe - Avv. Gianna Bianco Siggia - Savioz Fabiano - Giuseppe Fillietroz - Pietro Sosson - Manganoni - M. Celeste Chanoux.
Il Presidente, MONTESANO, osserva che la soprariportata richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale sta a dimostrare che neanche i Consiglieri di minoranza erano convinti della validità del documento riguardante le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
Rammenta di avere, fin dall'inizio, manifestato le sue perplessità in ordine a questo documento, aggiungendo che avrebbe rimesso al Consiglio ogni decisione in merito.
Osserva che il nuovo documento ora prodotto e riguardante le dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza, - documento sulla cui validità egli non intende discutere -, reca la data del 27 dicembre ed è stato presentato alla Presidenza del Consiglio nel corso dell'odierna seduta pomeridiana.
Dovete pertanto considerare, - egli dice -, che ci sono delle situazioni non molto chiare in questa questione delle dimissioni del Consigliere Strazza ed è per questa ragione che si è cercato di comporre il dissenso esistente fra i due schieramenti in ordine a questo problema.
Precisa però che, quando già si pensava di giungere a questo accordo, si è presentato alla riunione dei Capi Gruppo il Consigliere Caveri, il quale ha dichiarato che non poteva accogliere alcuni punti della proposta fatta dalla maggioranza consiliare.
Aggiunge che il Consigliere Caveri è poi venuto in aula e per l'ennesima volta si è rivolto al Presidente del Consiglio con delle frasi ingiuriose.
Dichiara che queste frasi ingiuriose non sfiorano affatto la sua persona, perché a lui interessa soltanto il giudizio della popolazione valdostana; fa presente che intende svolgere le mansioni proprie della carica che ricopre senza più ricevere degli insulti da parte dello Avvocato Caveri.
Mette quindi ai voti, per alzata di mano, la chiusura della discussione sull'argomento in esame, ai sensi dell'articolo 49 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale.
Dopo una breve discussione polemica tra il Presidente, MONTESANO, ed il Consigliere GERMANO, il Presidente, Montesano, invita i Consiglieri ad essere comprensivi e a ricreare, in questa fine d'anno, una atmosfera meno tesa.
Il Consigliere GERMANO dichiara che voterà contro la chiusura della discussione sull'argomento in esame, perché anche il Presidente del Consiglio non ha dato una versione esatta dei fatti accaduti nel corso della riunione dei rappresentanti dei Gruppi consiliari e perché il Presidente medesimo, - dopo aver dichiarato che, consentendolo il Consiglio, si sarebbe potuto procedere nel corso dell'odierna seduta all'accettazione delle dimissioni del Consigliere Strazza -, si è poi contraddetto, affermando che non è possibile procedere all'accettazione di dette dimissioni perché tale argomento non figura iscritto all'ordine del giorno.
Aggiunge che i Consiglieri di minoranza, preoccupati che la maggioranza consiliare intendesse tergiversare per l'accettazione delle dimissioni del Consigliere Strazza, ha ritenuto opportuno di presentare una richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale per la trattazione di detto argomento.
Noi accettiamo pertanto, - egli dice -, questo ennesimo dispetto che ci fate e, senza alcun rancore, voteremo contro la proposta di chiusura della discussione, come è nel nostro diritto.
Il Presidente, MONTESANO, pone quindi ai voti, per alzata di mano, la proposta di chiusura della discussione dell'argomento in esame.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, sulla proposta di chiusura della discussione, a' sensi dell'art. 49 del Regolamento interno del Consiglio Regionale, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti favorevoli diciassette e voti contrari quindici (Consiglieri presenti e votanti: trentadue), ha approvato la proposta di chiusura della discussione sull'oggetto iscritto al n. 24 bis dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Il Consiglio prende atto.
______
