Objet du Conseil n. 195 du 30 décembre 1966 - Verbale

OGGETTO N. 195/66 - RICOSTRUZIONE DEL CANALE IRRIGUO "RU COURTAUD" A CURA DELL'OMONIMO CONSORZIO, CON SEDE A ST-VINCENT - PROGETTO DEI LAVORI - CONTRIBUTI REGIONALI AL CONSORZIO NELLE SPESE PER. L'ESECUZIONE DEI LAVORI.

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, MAQUIGNAZ, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione concernente la proposta di concessione di contributi regionali al Consorzio irriguo "Ru Courtaud", con sede a St-Vincent, per la ricostruzione del canale irriguo omonimo, relazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri in data 23 dicembre 1966:

---

Il canale irriguo denominato "Ru Courtaud" (detto anche Canale della Montagna, o Ru d'Ayas), la cui costruzione risale all'anno 1433, deriva l'acqua sulla sponda destra del torrente Evançon, nella Valle d'Ayas, a quota 2084 s.l.m.

Attraverso un difficile e tormentato percorso, della lunghezza di Km. 19, nei territori dei Comuni di Ayas e di Brusson, tale canale, passando per il Colle di Joux, dovrebbe recare acqua per l'irrigazione di un comprensorio di circa 600 ettari comprendente tutti i terreni agrari della parte alta del Comune di St-Vincent.

La concessione di derivazione di acqua per caricare il canale prevede la derivazione di litri 500 di acqua al minuto secondo, ma al Colle di Joux, punto in cui si inizia l'utilizzazione dell'acqua irrigua, giunge attualmente soltanto un terzo circa dell'acqua derivata dal torrente Evançon.

Si rende, pertanto, necessaria l'esecuzione di lavori di ricostruzione del canale.

L'attuazione dei lavori di ricostruzione del canale è giustificata dalle seguenti ragioni e considerazioni: la vetustà del canale; il suo difficile ed irregolare percorso; la non convenienza di eseguire riparazioni che non condurrebbero alla soluzione del problema; la impossibilità di eseguire l'ordinaria manutenzione del canale e, infine, la necessità di rivalorizzare tutta la sopracitata vasta zona agraria, comprendente la montagna e l'alta collina di St-Vincent, zona in cui l'esercizio dell'agricoltura è impossibile senza l'ausilio della irrigazione.

Occorre quindi che il progetto dei lavori da eseguire preveda non solo la ricostruzione del canale "Courtaud", ma anche radicali modificazioni nelle opere e modalità di distribuzione dell'acqua irrigua, con l'ampliamento del comprensorio attualmente servito mediante l'adozione di una migliore e razionale tecnica irrigua.

Apposito Comitato Promotore a suo tempo costituitosi nell'agosto 1952 per la ricostruzione del canale aveva fatto predisporre un primo progetto di massima che, soprattutto per il costo eccessivo dei lavori previsti ("intorno al miliardo e mezzo di lire), si era subito rilevato assolutamente incompatibile con la convenienza economica dell'opera e, quindi, irrealizzabile.

Il Consorzio di miglioramento fondiario "Ru Courtaud", con sede in Comune di St-Vincent, ha in seguito fatto predisporre un nuovo progetto di massima dei lavori di ricostruzione del canale irriguo Courtaud.

Il nuovo progetto dei lavori da eseguire è tuttora incompleto per quanto riguarda alcune opere particolari, mentre è pressoché esecutivo per il secondo tronco, di circa Km. 6, compreso tra la località "Gran Salto" e il Colle di Joux.

Poiché erano sorte alcune perplessità circa i criteri tecnici che informavano il progetto dei lavori, il Consiglio Regionale, con deliberazione n. 172 dell'8 ottobre 1965, dava mandato alla Giunta Regionale per la nomina di una Commissione tecnica di tre esperti per lo studio del problema relativo alla migliore soluzione da adottare per il progetto dei lavori di ricostruzione del predetto canale irriguo.

In base al parere tecnico espresso da tale Commissione, la Giunta Regionale avrebbe dovuto inoltrare al Consiglio concrete proposte per la soluzione del problema di cui si tratta.

Con deliberazione della Giunta Regionale n. 3466 del 10 novembre 1965, veniva nominata la Commissione di tre esperti composta dai Signori: Ing. Graziano Luboz, di Aosta; Ing. Cherubino Grosjacques, di Aosta; Ing. Sergio Rosati, di Trento.

La Commissione ha ultimato i lavori in data 16 settembre 1966 e ha presentato la relazione conclusiva all'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste.

Dopo l'esame della relazione, l'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste ha indetto una riunione in data 28 ottobre 1966, alla quale hanno partecipato il progettista Ing. Segatta, di Trento, i membri della Commissione, il Presidente del Consorzio di miglioramento fondiario "Ru Courtaud", l'Assessore all'Agricoltura e alle Foreste, l'Ispettore Agrario Regionale, membri del Consiglio di Amministrazione del Consorzio stesso, il Sindaco del Comune di St-Vincent ed altre persone.

Dopo attento esame del progetto di massima (elaborato nel 1963) e della relazione tecnica presentata dalla Commissione di esperti, nonché delle conclusioni emerse nella precitata riunione dei 28 ottobre 1966, l'Assessorato Regionale dell'Agricoltura e Foreste ritiene che i criteri informatori cui dovrà rispondere il progetto dei lavori di ricostruzione del canale "Ru Coutaud" possano essere così riassunti:

1) all'esecuzione dei lavori di ricostruzione del canale "Ru Courtaud" deve seguire la realizzazione di un impianto di irrigazione a pioggia al fine di assicurare la più razionale distribuzione dell'acqua sui terreni da irrigare; ciò anche in considerazione della disponibilità idrica in rapporto alla superficie del comprensorio da irrigare;

2) la ricostruzione del secondo tronco del canale, della lunghezza di circa Km.6 (dal Gran Salto al Colle di Joux) assume carattere di priorità rispetto alla ricostruzione del 1° tronco (dalla presa al Gran Salto).

Il tipo di tubazione prescelto per il 2° tronco è la tubazione in acciaio funzionante come condotta forzata.

In sede di esecuzione dei lavori dovrà essere stabilito il punto migliore in cui fare giungere la condotta forzata (cioè, se direttamente al Colle di Joux o a qualche centinaio di metri a monte).

Ovviamente dovrà essere scelto il punto che consenta il migliore convogliamento successivo delle acque per la distribuzione al comprensorio da irrigare.

3) Attualmente per quanto riguarda il primo tronco si ha soltanto un progetto di massima; in sede di approntamento del progetto esecutivo dei lavori dovranno essere studiate e confrontate le due soluzioni tecniche seguenti:

a) tubazione in acciaio funzionante come condotta forzata;

b) tubazione mista (in acciaio in alcuni tratti ed in cemento armato in altri) funzionante come canale chiuso e a pelo libero.

Le due diverse soluzioni tecniche non comportano, dal punto di vista della spesa, notevoli differenze. In via di massima e salvo esame dei risultati del confronto di cui sopra, la Commissione di esperti è più propensa alla scelta della seconda soluzione (tubazione mista).

La sopramenzionata Commissione tecnica prevede, in via di massima, una spesa complessiva di L. 760 milioni per la ricostruzione del canale in base a una progettazione che segua le soluzioni tecniche di cui sopra, che la Giunta Regionale sottopone all'approvazione del Consiglio.

Si allega copia della relazione in data 16-9-1966 della predetta Commissione tecnica.

Per quanto riguarda il problema del finanziamento della spesa, le vigenti disposizioni consentono la concessione al Consorzio di un contributo regionale del 70 per cento della spesa ritenuta ammissibile. Alla rimanente spesa dovrebbe provvedere il Consorzio, con il concorso finanziario del Comune di St-Vincent.

Con deliberazione di Giunta n. 4162 del 28 giugno 1963 (ratificata il 27-7-1963 dal Consiglio Regionale) veniva concesso al Consorzio di miglioramento fondiario "Ru Courtaud" un contributo regionale di L. 40 milioni nelle spese previste per l'esecuzione di un primo lotto di lavori.

Il Consorzio intende eseguire i vari lotti di lavori in tempi successivi, in relazione ai finanziamenti che potrà ottenere; il primo lotto di lavori da eseguire riguarda una prima parte dei lavori relativi al secondo tronco (dal Gran Salto al Colle di Joux) del canale.

Per l'attuazione di questo primo lotto di lavori è prevista la spesa di L. 143 milioni circa; l'importo preciso dei lavori da appaltare a base d'asta sarà determinato in base al redigendo documentato stralcio di progetto esecutivo da approvare dal Consorzio e dalla Regione.

Per consentire al Consorzio di predisporre gli atti relativi all'appalto del cennato primo lotto di lavori, si rende necessaria la concessione di un secondo contributo regionale al Consorzio stesso, ad integrazione del contributo di L. 40 milioni già concesso; ovviamente alla liquidazione rateale dei contributi regionali al Consorzio si provvederà con successive deliberazioni di Giunta, in base a stati di avanzamento dei lavori regolarmente approvati e controllati dai competenti Uffici tecnici regionali.

Si propone quindi che il Consiglio Regionale

deliberi

1) di concordare sulla scelta delle seguenti soluzioni suggerite dall'apposita Commissione di esperti, di cui in premessa, per la progettazione esecutiva dei lavori di ricostruzione del Ru Courtaud:

a) per il primo tronco del canale (dalla presa ai Gran Salto circa): tubazione mista (acciaio, cemento armato gettato in opera o prefabbricati, galleria, ecc.) per canale funzionante a pelo libero;

b) per il secondo tronco del canale (dal Gran Salto al Colle di Joux): tubazione in acciaio funzionante come condotta forzata fino al punto che, in sede di esecuzione dei lavori, risulterà più conveniente ai fini del migliore successivo convogliamento delle acque e loro distribuzione sul comprensorio da irrigare;

2) di concedere al Consorzio di miglioramento fondiario "Ru Courtaud", con sede a St-Vincent, un ulteriore contributo, stabilito nella misura di L. 40 milioni, nelle spese per l'esecuzione di un primo lotto dei lavori di ricostruzione del 2° tronco del canale irriguo «Ru Courtaud" per un ammontare di spese previsto in L. 143 milioni circa;

3) di approvare e imputare la relativa spesa di L. 40 milioni all'apposito fondo residuato per le spese di applicazione dell'art. 8 della legge 2 giugno 1961 n. 454 (Residuo passivo: "Spese sui fondi assegnati dallo Stato per la corresponsione di contributi in conto capitale per opere di miglioramento fondiario - Artt. 8 e 40 della legge 2-6-1961 n. 454");

4) di demandare alla Giunta Regionale l'adozione, - ad avvenuta entrata in vigore della emananda legge regionale di approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967 -, del provvedimento deliberativo di concessione al predetto Consorzio di miglioramento fondiario di un ulteriore contributo regionale di L. 20.000.000 nelle spese per l'esecuzione del primo lotto di lavori di cui al precedente punto 2°), contributo che dovrà essere imputato al capitolo di spesa del predetto bilancio di previsione per lo anno 1967 corrispondente al capitolo 220 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1966 ("Spese e contributi per lavori di costruzione e di sistemazione di opere di irrigazione, ecc.");

5) di stabilire che i contributi di cui si tratta siano liquidati ratealmente al predetto Consorzio di miglioramento fondiario in base a stati di avanzamento dei lavori regolarmente controllati e approvati dai competenti Uffici tecnici dell'Amministrazione Regionale.

---

L'Assessore MAQUIGNAZ dichiara quanto segue:

"Ritengo che, dopo l'ampia relazione inserita nella proposta in esame e dal momento che tutti i Consiglieri hanno ricevuto una copia della relazione conclusiva dell'apposita Commissione di esperti, mi rimanga ben poco da aggiungere prima di passare alla discussione dell'argomento in oggetto.

Vorrei solo ricordare i fatti più salienti, in modo da inquadrare bene questo problema: il canale denominato "Ru Courtaud", costruito verso l'anno 1433, deriva l'acqua dalla sponda destra del torrente Evançon, in Valle d'Ayas, e con un percorso di 19 Km, porta al Colle di Joux, in Comune di St-Vincent, l'acqua che serve per l'irrigazione di un comprensorio di circa 600 ettari di terreno.

La concessione di derivazione di acqua prevede 500 litri al secondo, ma al Colle di Joux, punto in cui inizia l'utilizzazione della acqua, arriva attualmente solo un centinaio di litri circa al secondo.

La ricostruzione del canale "Ru Courtaud" è quindi necessaria, come ha concluso la Commissione di esperti.

Già nell'anno 1952 un apposito Comitato promotore pensò alla ricostruzione di detto canale e, a tale scopo, fece allestire un progetto che, però, non venne realizzato, perché il costo troppo elevato dei lavori era assolutamente incomparabile con la convenienza economica dell'opera. Successivamente, il Consorzio di miglioramento fondiario "Ru Courtaud" fece predisporre un nuovo progetto di massima dei lavori da eseguire per la ricostruzione del canale.

Con deliberazione della Giunta Regionale in data 28 giugno 1963, ratificata dal Consiglio Regionale nell'adunanza del 27 luglio 1963 fu concesso al predetto Consorzio di miglioramento fondiario un primo contributo di 40 milioni di lire per l'esecuzione di un primo lotto di lavori.

Siccome l'esecuzione di detti lavori non ebbe inizio, i Consiglieri Dujany e Albaney presentarono in Consiglio una mozione su detto argomento.

In sede di discussione di detta mozione, avvenuta nell'adunanza consiliare dell'8 ottobre 1965, emersero delle perplessità circa i criteri tecnici di progettazione e, pertanto, il Consiglio Regionale approvava ad unanimità la proposta di nomina di una Commissione tecnica di tre esperti per lo studio della migliore soluzione da adottare per la progettazione dei lavori di ricostruzione del canale di cui si tratta.

Con deliberazione di Giunta n. 3466, in data 10 novembre 1965, furono nominati membri di questa Commissione di esperti i Signori: Ing. Graziano Luboz, Ing. Cherubino Grosjacques e Dr. Sergio Rosati.

In data 22 settembre 1966 la predetta Commissione ha presentato all'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste la sua relazione, nella quale si giunge alle seguenti conclusioni:

1) che è assolutamente necessario provvedere alla completa ricostruzione del Ru Courtaud.

2) che la portata del torrente Courtaud, alla presa del Ru, è in grado di soddisfare alle esigenze irrigue dei terreni consorziati anche con un anticipo di irrigazione.

3) che la miglior utilizzazione delle acque al fine agricolo potrà essere ottenuta solo tramite un impianto di irrigazione a pioggia.

4) che l'esistenza di una domanda di concessione di 200 litri al secondo, per il Comune di Emarèse e per la frazione Arbaz di Challant-St-Anselme, impone di prendere in esame una portata del canale di litri 700 al secondo e di tenere conto di detta portata in sede di progettazione dei lavori.

5) che è necessario rivedere il progetto presentato dall'Ing. Segatta per quanto riguarda il primo tronco del canale, dalla presa al Gran Salto, della lunghezza di circa 13 Km., prevedendo una soluzione mista che comprenda la costruzione di una tubazione in cemento armato, gettato in opera, intervallata da tratti di canali costruiti in galleria e in tubazioni di acciaio. Per quanto riguarda il secondo tronco del canale, dal Gran Salto al Colle di Joux, della lunghezza di circa 6 Km., può invece essere ritenuto valido l'attuale progetto dell'Ing. Segatta che prevede una tubazione in acciaio funzionante come condotta forzata, sino al punto che risulterà più idoneo per la successiva distribuzione delle acque nel comprensorio da irrigare.

6) che il costo delle opere dovrebbe aggirarsi su 760 milioni di lire.

Nella riunione tenutasi presso l'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste in data 28 ottobre 1966, con la partecipazione dei membri della Commissione tecnica, del progettista, dei membri del Consiglio di Amministrazione del Consorzio e del Sindaco di St-Vincent, fu constatato che la soluzione mista suggerita dalla predetta Commissione di esperti non porta ad una notevole riduzione di spesa, rispetto alla soluzione che prevede la messa in opera di una tubazione tutta in acciaio trafilato.

In tale occasione, la Commissione di esperti ha ancora sostenuto quanto precisato nella relazione conclusiva, dimostrandosi, cioè, sempre per il primo tronco del canale, più propensa per la soluzione mista.

Richiamandosi alla deliberazione consiliare in data 8 ottobre 1965 n. 172 ed in base alle conclusioni della Commissione di esperti, la Giunta propone ora al Consiglio di approvare l'esecuzione di un primo lotto di lavori di ricostruzione del secondo tronco del canale irriguo Ru Courtaud, a partire dal Colle di Joux, verso monte, per un ammontare di spese previsto in L. 143 milioni circa.

Poiché il contributo spettante al sopracitato Consorzio di miglioramento fondiario, calcolato nella misura del 70 per cento di dette spese, ammonterebbe a L. 100 milioni, e tenendo conto che a favore del Consorzio medesimo è già stato concesso un precedente contributo, la Giunta propone di concedere a detto Consorzio un ulteriore contributo di L. 40.000.000, la cui spesa può essere approvata ed imputata ad apposito fondo residuato derivante da impegno di somme assegnate a' sensi della legge sul "Piano Verde", nonché di demandare alla Giunta Regionale l'adozione del provvedimento deliberativo di concessione di un ulteriore contributo di L. 20 milioni, ad avvenuta entrata in vigore della emananda legge regionale di approvazione del bilancio di previsione della Regione per lo anno 1967.

Desidero, infine, comunicare al Consiglio che per l'esecuzione del progetto di ricostruzione del canale irriguo "Ru Courtaud" è possibile ottenere dalla Comunità Economica Europea un contributo in conto capitale a carico della FEOGA (Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia), trattandosi di un'opera di notevole importanza, che porta a un considerevole ammodernamento di strutture agricole.

Della possibilità di ottenere detto contributo è stato informato il Presidente del Consorzio, il quale ha già inoltrato alle competenti sedi la domanda di concessione del contributo.

Naturalmente non sappiamo ancora quale sarà l'esito di detta domanda, perché per la ricostruzione del primo tronco del canale esiste solo un progetto di massima.

Il contributo a carico della FEOGA può variare dal 25 per cento al 45 per cento del costo delle opere, per cui, nel nostro caso, si tratterebbe di un contributo in misura variante da 170 milioni a 280 milioni.

Inoltre, in base all'articolo 35 della legge 28 ottobre 1966 n. 910 (Nuovo Piano Verde), in aggiunta al contributo a carico della FEOGA, è prevista la concessione di un contributo statale integrativo in conto capitale, fino ad un massimo del 50 per cento del costo delle opere.

In base alle vigenti norme regionali, è infine, consentita la concessione di contributi regionali integrativi fino ad un massimo del 70 per cento della spesa.

Concludo, ricordando al Consiglio che il Ru Courtaud serve ad irrigare uno dei più grandi comprensori irrigui della Valle d'Aosta, destinato inesorabilmente a diventare una zona brulla qualora non si provveda alla ricostruzione di detto canale.

Mi rendo conto che il finanziamento delle spese per l'esecuzione delle opere in questione è molto impegnativo per l'Amministrazione Regionale, per cui si cercherà di scaglionare nel tempo l'esecuzione dei lavori, al fine di non gravare troppo sulle annuali disponibilità di fondi dell'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste, consentendo di accogliere le numerose domande di contributo che ci pervengono per l'esecuzione di altre opere irrigue".

Il Consigliere CHAMONIN chiede chiarimenti in ordine alla concessione dei contributi regionali a favore del Consorzio irriguo di tu cui si tratta.

Chiede, inoltre, precisazioni sui seguenti punti:

- la data approssimativa in cui si prevede che andrà all'appalto l'esecuzione di questo primo lotto di lavori;

- se questo primo lotto di lavori sarà eseguito nella sua totalità e con quali fondi il Consorzio integrerà la differenza di spesa tra l'importo totale dei lavori e il contributo regionale;

- quali sono i tempi previsti per l'esecuzione dell'intera opera;

- se l'Amministrazione Regionale pensa di programmare in qualche modo, con una certa ampiezza, i tempi successivi di esecuzione dei lavori, e di conseguenza, i relativi interventi finanziari regionali;

- se il Consorzio di cui si tratta si è assicurato anche per il futuro i finanziamenti necessari a fare fronte alle spese risultanti dalla differenza tra l'importo totale dei lavori da eseguire e l'importo dei contributi regionali;

- a quanto ammonterebbe l'impegno finanziario dell'Amministrazione Regionale nella deprecata ipotesi che non si potessero ottenere i finanziamenti del FEOGA e del Piano Verde ai quali ha fatto cenno l'Assessore alla Agricoltura e Foreste.

Ritiene che si dovrebbe, in definitiva, vedere di risolvere, con una programmazione dei finanziamenti e dei tempi di esecuzione, il problema della ricostruzione del canale irriguo Ru Courtaud, di cui l'Assessore Maquignaz ha ribadito l'assoluta necessità.

Ritiene che, in sede di progettazione dei lavori, sia stato fatto anche un conto economico dal quale risulti pure la convenienza economica, anche ad un tasso estremamente modesto, quali sono i tassi di capitalizzazione riferibili ad opere di utilità agricola.

Ribadisce, infine, la necessità che l'Amministrazione Regionale, in accordo con il Consorzio irriguo "Ru Courtaud" programmi fin d'ora i tempi di attuazione per l'esecuzione totale dell'opera.

Il Consigliere FOSSON osserva che, dalle lunghe discussioni già avvenute in passato e dalla illustrazione testé fatta, appare evidente l'importanza di questo problema, che deve essere ponderato e ampiamente discusso in sede di Consiglio.

Dichiara, non per amore di polemica, ma al solo scopo di ristabilire la verità e di giustificare un certo suo atteggiamento allor quando rivestiva la carica di Assessore all'Agricoltura e Foreste, che ritiene necessario rilevare ora la grande utilità che ha avuto la nomina della Commissione di esperti e di affermare ancora di essere sempre stato convinto della necessità dell'esecuzione delle opere di cui si tratta.

Afferma quindi che tutte le accuse a lui rivolte per tale questione erano infondate, come sono d'altra parte infondate molte altre accuse.

Rileva, infatti, come risulti quanto mai opportuna la relazione conclusiva presentata dalla predetta Commissione, al fine di approfondire la conoscenza di questo importante problema e di ricercarne una valida soluzione, al riparo da certe sorprese che si sono già avute quando si è voluto affrontare un po' "alla bersagliera" determinati problemi.

Dichiara che il proprio ponderato e prudente modo di agire deriva dalla sua esperienza personale, che gli consiglia sempre la prudenza nell'azione, prudenza che è stata talvolta scambiata per volontà di creare dei ritardi nell'esecuzione dell'opera di cui si tratta.

Rileva che, a dimostrazione della sua buona volontà per la soluzione di questo problema, sta il fatto di aver concesso nell'anno 1963, quando le disponibilità del bilancio della Regione lo consentirono, un primo contributo regionale di L. 40 milioni al Consorzio irriguo "Ru Courtaud".

Osserva che, di fronte alla ingente spesa prevista per la soluzione totale del problema di cui si tratta, compresa la costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia per tutto il vasto comprensorio del Consorzio, questo primo contributo di L. 40 milioni non rappresenta che una goccia, ma una goccia molto utile proprio ora che si deve passare all'attuazione del progetto di esecuzione di un primo lotto di lavori.

Fatta questa premessa, dichiara che è suo intendimento non limitarsi ora a porre alcune domande in ordine al problema in esame, ma passare all'esame della relazione conclusiva della citata Commissione di tecnici, perché su alcuni punti ritiene di poter dire anch'egli qualche cosa, in quanto conosce bene il problema di cui si tratta; precisa di aver percorso due volte tutto il tracciato del canale, insieme a tecnici dell'Assessorato all'Agricoltura, e di averlo percorso tante altre volte quando, in gioventù, si recava nel suo paese di origine.

Oltre tutto, - egli dice, - la ricostruzione di questo canale, che è uno dei più importanti della Valle d'Aosta e la cui costruzione è costata 40 anni di duro lavoro alle popolazioni interessate, rappresenta per me anche una questione affettiva e sentimentale.

Precisa che, nella sua esposizione, partirà dai punti conclusivi a cui è giunta la citata Commissione tecnica, per poi addentrarsi nell'esame dei singoli punti sviluppati nel corso della relazione, in modo da chiarire il suo pensiero in ordine a questo problema.

Per quanto riguarda il punto primo delle conclusioni della Commissione tecnica, riguardante la necessità di provvedere al ripristino del Ru Courtaud, dichiara di non nutrire alcuna perplessità sulla necessità di ripristinare detto canale.

Osserva che, se il problema in questione fosse esaminato solo sotto lo stretto aspetto della convenienza economica, si giungerebbe certamente, anche se la Commissione tecnica ha esaminato un po' vagamente questo aspetto del problema, alla conclusione che non converrebbe ripristinare il Ru Courtaud, in considerazione dell'ingente spesa prevista.

Rileva che il problema va, però, esaminato anche e soprattutto sotto l'aspetto sociale che, per i Consiglieri dell'Union Valdôtaine, rappresentanti della autentica popolazione valdostana, acquista un particolare valore, in quanto si tratta di dare ancora una possibilità di vita su queste ingrate terre ad una popolazione che, altrimenti, non potrebbe più sopravvivere sul proprio suolo natale.

Fa presente di essersi reso conto di persona della necessità di ricostruire il canale Courtaud nel corso delle visite sopralluogo effettuate al tracciato del canale che, in alcuni punti, è veramente di difficilissima manutenzione, perché si tratta di tronchi di canale pensili, costruiti in legno ed ancorati alla roccia, di insufficiente sezione e con forti perdite di acqua. Fa presente di avere personalmente fatto una discreta documentazione fotografica di questi difficili tronchi del canale.

Passa quindi a trattare del secondo punto delle conclusioni della citata Commissione tecnica, nel quale si dice che la portata del torrente, alla presa del canale, è in grado di soddisfare le esigenze irrigue dei terreni consorziati, anche con un anticipo di irrigazione. In proposito, dichiara di aver già avuto, in passato, delle perplessità in merito a questo argomento, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di un anticipo dell'irrigazione, perplessità che non sono state completamente fugate dallo studio fatto dalla Commissione tecnica in ordine alla disponibilità idrica del bacino del torrente Courtaud.

Fa presente che, da questo studio, risulta, in ultima analisi, che alla data del 15 aprile la portata del torrente Courtaud si aggira sugli 80 litri al secondo e quella del torrente Nana sui 35 litri al secondo, mentre alla fine di aprile tale portata è, rispettivamente, di 200 litri e di 100 litri al secondo, per cui si può prevedere una disponibilità di 115 litri al secondo al 15 di aprile e di 300 litri al secondo alla fine di aprile, dati questi che possono naturalmente variare entro certi limiti, a seconda dell'andamento climatico stagionale.

Osserva che si tratta, in questo caso, di portate medie e che lo studio in questione ha messo, inoltre, in risalto che la portata di detti torrenti, sempre nel mese di aprile, varia durante la giornata da un massimo ad un minimo, che si riduce quasi a zero in relazione alle ore di insolazione e alle ore notturne.

Aggiunge che, qualora si voglia procedere alla costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia in tutto o in parte del comprensorio irriguo, sarà necessario tener conto che questi dati si riferiscono ad una portata media, per cui sarà necessario costruire un bacino di invaso tale da consentire di alimentare la rete dell'impianto di irrigazione a pioggia con una portata costante.

Dichiara che sulla necessità di costruire un impianto di irrigazione a pioggia non ci sono dubbi perché nella relazione di cui si tratta si legge quanto segue:

"Naturalmente, i dati esposti assumono significato qualora l'irrigazione per aspersione si concreti sull'intera superficie del comprensorio.

Nel caso di soluzioni parziali i dati soprariportati vanno applicati in misura proporzionale alle superfici servite con l'irrigazione a pioggia, tenendo conto che sulle restanti aree il fabbisogno in litri secondo per ettaro non può scendere sotto il quantitativo di litri uno.

Di conseguenza non è pensabile di poter economizzare l'acqua a favore di altri comprensori, se non dopo aver realizzato e dimostrato praticamente, sul terreno, agli utenti la corrispondenza di quanto esposto con le esigenze agricole della zona".

Ritornando alla questione riguardante la possibilità di un anticipo dell'irrigazione, ritiene di dover dare lettura del seguente passo della citata relazione:

"Tale anticipo può addirittura condizionare la garanzia di abbondante produzione dell'annata agraria.

Tuttavia non sempre tale anticipo può essere garantito, dipendendo esclusivamente dall'andamento termico e meteorologico del periodo sulla zona imbrifera del Ru Courtaud».

Osserva che la possibilità di un anticipo della irrigazione è quanto mai aleatoria e sarà sempre dipendente dall'andamento stagionale. Rileva quindi che la ricostruzione del Ru Courtaud non porterà, come conseguenza diretta, la possibilità di un anticipo dell'irrigazione, anche se la messa in opera di determinate tubazioni in certi punti del canale, evitando l'innevamento, potrà favorire tale possibilità.

Dichiara che il terzo punto delle conclusioni a cui è giunta la Commissione tecnica è particolarmente importante, per cui ritiene di doverne dare lettura come segue:

"La migliore utilizzazione delle acque al fine agricolo potrà essere ottenuta solo tramite un impianto di irrigazione a pioggia. In mancanza di questo, la concessione sul Courtaud, sia pure indispensabile, non è sufficiente per soddisfare in modo ottimale alle esigenze idriche".

A questo punto, egli dice -, è necessario inserire alcune considerazioni, le une riguardanti l'aspetto tecnico del problema della costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia, le altre riguardanti l'aspetto economico e finanziario di detto problema.

Per quanto riguarda l'aspetto economico e finanziario della questione, rileva che, se la spesa totale prevista per la ricostruzione del canale Courtaud ammonta a L. 760 milioni e la spesa per la costruzione dell'impianto di irrigazione a pioggia, su tutto il comprensorio irriguo, ammonta a circa 800 milioni, la spesa totale da finanziare per la soluzione integrale del problema è dell'ordine di un miliardo e mezzo.

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico della costruzione dell'impianto di irrigazione a pioggia, dichiara che non vi è alcun dubbio sulla necessità di costruire detto impianto, in quanto la stessa Commissione tecnica ha precisato che, se si volessero irrigare a scorrimento tutti i terreni consorziati, il quantitativo d'acqua disponibile all'inizio del comprensorio non potrebbe scendere sotto il limite minimo assoluto di un litro al secondo per ettaro; pertanto per il solo comprensorio attuale del Consorzio di miglioramento fondiario del Ru Courtaud, escludendo cioè i terreni in Comune di Emarèse e nella frazione Arbaz del Comune di Challant-St-Anselme, sarebbe necessario poter disporre di una portata continua di 600 litri al secondo.

Osserva, in proposito, che una dotazione idrica di un litro al secondo per ettaro non è l'ottimale nella irrigazione a scorrimento e che tutti gli altri canali irrigui della Regione, che servono per irrigare a scorrimento dei sereni molto simili a quelli della zona collinare del Comune di St-Vincent, hanno una disponibilità idrica variabile da due litri al secondo per ettaro ad un litro e mezzo al secondo per ettaro, con una media di litri 1,70 al secondo per ettaro.

Fa presente che, nell'impostare la soluzione dei problema riguardante la costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia, i membri della Commissione tecnica di cui si tratta hanno pensato di suddividere il comprensorio del Consorzio di miglioramento fondiario Ru Courtaud in due zone: una posta al di sotto dei 900 metri di altitudine, la altra posta al di sopra dei 900 metri di altitudine, assegnando alla prima zona un indice di consumo giornaliero di 0,700 litri secondo per ettaro, ed alla seconda zona un indice di consumo giornaliero di 0,524 litri al secondo per ettaro.

Rileva che questi non sono ancora gli indici di consumo ottimali anche per l'irrigazione per aspersione, perché si è constatato in Valle d'Aosta che, per certi impianti e in certe annate siccitose, un indice di consumo di 0,700 litri al secondo per ettaro non era sufficiente alle necessità idriche del terreno; pertanto anche in questo caso si dovrebbe arrivare ad un indice di consumo giornaliero di circa 0,900 litri al secondo per ettaro per la zona posta al di sotto dei 900 metri di altitudine, riducendo in parte tale indice per la zona posta al di sopra di tale altitudine.

Fa presente quindi che, se per irrigare a scorrimento l'intera superficie dei terreni consorziati, una dotazione idrica continua di un litro al secondo per ettaro rappresenta già una irrigazione di soccorso, è evidente la necessità di procedere alla costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia.

Dichiara, pertanto, che la necessità di costruire questo impianto di irrigazione a pioggia deve essere considerata come un dato acquisito e di cui bisogna tener conto per avere una chiara visione dell'aspetto economico e dell'aspetto finanziario dell'intero problema, perché altrimenti, come è detto nella stessa relazione tecnica, si avrebbe solo uno spreco di denaro pubblico.

Per quanto riguarda il punto quarto delle conclusioni della Commissione tecnica, riguardante la domanda di subconcessione di acqua ad uso irriguo di 200 litri al secondo per il Comune di Emarèse e la frazione Arbaz di Challant St. Anselme, osserva che, effettivamente, le popolazioni di Emarèse e di Arbaz, che dal 1433 al 1630 avevano utilizzato una parte delle acque del Canale Courtaud, si trovano in precarie condizioni per quanto riguarda la possibilità di irrigazione della zona alta dei rispettivi territori. Ritiene quindi auspicable l'aumento a 700 litri al secondo della portata del Canale Courtaud, in modo da assicurare una sufficiente fornitura di acqua ad uso irriguo alle predette popolazioni.

Rileva però che, dai dati della relazione in questione, si può constatare che solo in 4 mesi all'anno e, precisamente, nei mesi di maggio, giugno, luglio e settembre, la portata del torrente Courtaud alla presa del canale è superiore ai 500 litri al secondo, portata che l'attuale Consorzio di miglioramento fondiario ha il diritto di derivare.

Ritiene, pertanto, che anche questo fatto debba essere preso in attenta considerazione, perché non si tratta di essere contrari a concedere un sufficiente quantitativo di acqua ad uso irriguo alle popolazioni di Emarèse e di Arbaz, ma si tratta di poter dare a queste popolazioni la garanzia di avere questo quantitativo d'acqua ad uso irriguo, onde non creare delle dannose illusioni e non fare compiere a queste popolazioni degli inutili sacrifici finanziari.

Onde chiarire meglio il suo pensiero, si sofferma ancora ad illustrare i dati riguardanti la portata del torrente Courtaud, alla presa del canale.

Per quanto riguarda il punto 5° della relazione della Commissione tecnica ritiene di dover dare lettura delle seguenti conclusioni a cui è giunta la Commissione:

"Si consiglia di rivedere il progetto presentato dall'ing. Segatta, prevedendo per il primo tronco una tubazione in cemento armato, gettata in opera o prefabbricata, interrata e funzionante a pelo libero, limitando l'esecuzione in tubazioni in acciaio ai soli tratti più difficili e risolvendo il problema dei trasporti con la costruzione di una strada di tipo forestale, di sezione 2,50/3 metri, con innesti al villaggio Mandriou; per il secondo tronco può essere valido l'attuale progetto dello ing. Segatta, il cui costo previsto dovrebbe essere aumentato a 270-280 milioni, ed eventualmente prevedendo, nel tratto di un chilometro prima del Colle di Joux, tubazioni in cemento prefabbricato".

Ricorda in proposito che, allorquando rivestiva la carica di Assessore all'Agricoltura e Foreste, - confortato anche dal parere dei tecnici del Suo Assessorato e dall'esperienza fatta dalla Valle d'Aosta nel campo dell'irrigazione in genere e dell'irrigazione a pioggia in particolare -, ebbe già a manifestare delle perplessità sulla soluzione prevista dal progetto originario dell'ing. Segatta, che contemplava la messa in opera, sull'intero tracciato del canale, di una tubazione in acciaio trafilato funzionante a pressione, con una interruzione di pressione nella zona corrispondente al Gran Salto, per cui si sarebbe attuata una prima parte dei canale funzionante a pressione relativamente bassa ed una seconda parte del canale funzionante a pressione molto alta.

Riferisce di essere stato allora del parere che un canale di tale importanza ed avente una simile portata dovesse funzionare a pelo libero, salvo adottare gli accorgimenti del caso per evitare l'innevamento nei punti in cui cadono annualmente valanghe e slavine.

Precisa che riteneva, infatti, pericoloso adottare delle soluzioni che comportassero delle elevate pressioni, perché tali soluzioni richiedono degli automatismi per la chiusura delle paratoie in caso di eventuali rotture e, quindi, una mano d'opera specializzata per il controllo di dette apparecchiature, quale potrebbe essere la mano d'opera utilizzata per il funzionamento delle centrali idroelettriche.

Osserva che il Consorzio utilizzerà invece, a guardia del canale, personale costituito da semplici agricoltori, i quali non possono certamente avere le nozioni tecniche necessarie per svolgere convenientemente il citato compito del personale specializzato.

Dichiara, pertanto di essere lieto che la Commissione tecnica si sia espressa, almeno per quanto riguarda la ricostruzione del primo tronco del canale, per una soluzione che prevede un nuovo funzionamento a pelo libero, riservandosi, però, ancora la scelta definitiva sulle modalità di esecuzione di questo tronco di canale.

Per quanto riguarda il secondo tronco del canale stesso, che va dal Gran Salto al Colle di Joux, osserva che la Commissione tecnica si è pronunciata favorevolmente alla soluzione adottata dall'Ing. Segatta che indubbiamente, dal punto di vista idraulico, rappresenta una soluzione quasi perfetta, ma che sotto altri aspetti lascia adito ad alcune perplessità.

Ritiene, infatti, che non sia privo di pericoli il collocare in questo tratto una tubazione a pressione che, nella sua parte finale, raggiunge le 32 atmosfere, tubazione in parte interrata, ma in parte anche ancorata alla roccia verso l'esterno, con la necessità di costruire numerose passerelle metalliche.

Dichiara che le sue perplessità sulla soluzione prevista per la ricostruzione di questo secondo tronco del canale derivano, appunto, dalla elevata pressione di esercizio di detta tubazione. Osserva che la Commissione tecnica, nell'esame di questo aspetto del problema, ha sorvolato molto sulla pressione di esercizio e si è espressa favorevolmente per la soluzione prevista dall'ing. Segatta, probabilmente anche per un certo spirito di solidarietà professionale che talvolta esiste tra progettisti.

Fa presente però che, data la natura e la configurazione del terreno attraversato da questo secondo tronco del canale, una soluzione che preveda la costruzione di tratti di canale in galleria potrebbe anche apparire più conveniente, non per quanto riguarda il prezzo dell'opera, che potrebbe anche aumentare di qualche milione, ma per quanto riguarda la sicurezza dell'opera stessa.

Ricorda che, alcuni anni addietro, in quel di Champdepraz, per la rottura della tubazione forzata, funzionante a bassa pressione, di una piccola centrale dell'ENEL, si verificarono dei danni rilevanti alle proprietà circostanti.

Simili inconvenienti, - egli dice -, potrebbero anche verificarsi, per la caduta di massi o per altri fatti imprevedibili, sulla tubazione forzata funzionante ad alta pressione del secondo tronco del canale Courtaud, con danni notevoli, come voi tutti potete immaginare.

Rileva che la costruzione di una tubazione in acciaio trafilato, funzionante a pressione, dal Gran Salto al Colle di Joux, avrebbe una sua valida giustificazione se al Colle di Joux fosse prevista la costruzione di una piccola centrale per la utilizzazione a scopo idroelettrico delle acque del canale, prima che queste siano scaricate in un apposito serbatoio per l'alimentazione della rete dell'impianto di irrigazione a pioggia con una portata costante.

Sempre a proposito della costruzione dell'impianto di irrigazione a pioggia, ritiene di dover dare lettura del seguente passo della relazione tecnica in questione:

"Tale rete dovrà, infine, tener conto della utilità dell'anticipo dell'irrigazione, ed in questo senso dovrà tener conto delle avversità ambientali e climatiche possibili lungo i tracciati e le opere e, ad un tempo, dovrà tener conto della possibilità, anche ridotta, di utilizzo delle acque di scioglimento delle nevi nelle parti più alte del comprensorio".

Questo passo, - egli osserva -, dimostra la fondatezza delle perplessità da lui manifestate in ordine alla questione della portata del torrente Courtaud, alla presa del canale.

Ricorda che, al punto secondo delle conclusioni della Commissione tecnica, si dice che la portata del torrente Courtaud alla presa del Ru sarebbe in grado di soddisfare le esigenze irrigue dei terreni consorziati anche con un anticipo di irrigazione, mentre nel sopracitato passo di detta relazione si dice che "per un anticipo dell'irrigazione si dovrà tener conto delle possibilità, anche ridotte, di utilizzo delle acque di scioglimento delle nevi nelle parti più alte del comprensorio".

Questo dimostra, - egli dice -, che anche la Commissione tecnica aveva dei dubbi sulla sufficienza della portata del torrente Courtaud, alla presa del canale, per soddisfare le esigenze irrigue dei terreni consorziati almeno nella prima metà del mese di aprile, e questo, sempre tenendo conto del solo comprensorio attuale del Consorzio, con esclusione cioè dei terreni situati in Comune di Emarèse e in Comune di Challant St. Anselrne.

Per quanto riguarda il punto sesto delle conclusioni della relazione della Commissione tecnica, osserva che la spesa di L. 760 milioni, ivi indicata, si riferisce solo ai lavori di ricostruzione del canale, dalla presa al Colle di Joux; pertanto, tenendo conto che, a giudizio della stessa Commissione, è assolutamente necessario costruire anche l'impianto di irrigazione a pioggia e che la spesa approssimativa prevista per la costruzione di detto impianto ammonta a circa L. 800 milioni, occorre tenere presente che la spesa approssimativa prevista e da finanziare per la soluzione integrale del problema in discussione ammonterebbe a circa un miliardo e mezzo di lire.

Dichiara di aver fatto questa osservazione al solo scopo di inquadrare nella sua giusta prospettiva il problema in questione, sotto l'aspetto economico e finanziario.

Rileva ancora che la spesa sopraindicata si riferisce sempre al solo comprensorio attuale del Consorzio di miglioramento fondiario del "Ru Courtaud", per cui l'importo totale di spesa dovrebbe ancora notevolmente aumentare qualora si potesse concedere il sufficiente fabbisogno di acqua ad uso irriguo anche agli abitanti del Comune di Emarèse e della frazione Arbaz di Challant St. Anselme, tenendo conto che anche per questo comprensorio sarà necessario costruire un impianto di irrigazione a pioggia per una migliore utilizzazione delle acque ad uso irriguo.

Allo scopo di completare l'esame del problema di cui si tratta, ritiene ancora di dover dare lettura della seguente parte finale delle conclusioni a cui è giunta la Commissione tecnica:

"La Commissione desidera, infine, sottolineare che l'ordine di grandezza della spesa per la ricostruzione del canale suggerisce di utilizzare quest'ultimo per la risoluzione integrale del problema irriguo delle zone sottostanti il canale e, cioè, Ayas, Extrapieraz, Brusson, oltre ai terreni del citato Consorzio di Arbaz e di Emarèse.

Ciò presuppone una preventiva analisi approfondita di tutte le acque disponibili nel comprensorio e del fabbisogno irriguo di questo.

La captazione di tutte queste acque porterebbe ad un aumento non rilevante di sezione del canale, con un minimo aumento dei costi previsti".

Senza voler esprimere alcun senso di sfiducia verso i membri della Commissione tecnica e dopo aver dichiarato che, in linea di principio, le sopracitate conclusioni possono anche essere condivise, rileva tuttavia che si tratta in questo caso di indicazioni puramente platoniche perché, innanzitutto, sarebbe necessario accertare i quantitativi di acqua disponibili.

Dichiara di essere d'accordo che, se vi fosse un quantitativo di acqua sufficiente per risolvere il problema dell'irrigazione di tutti i terreni sottostanti al tracciato del Canale Courtaud, sotto l'aspetto economico sarebbe conveniente prevedere un aumento della portata del canale stesso, con conseguente aumento della sezione di detto canale.

Ritiene, infatti, che la maggiore spesa derivante da queste variazioni di progetto non influirebbe proporzionalmente in modo rilevante sul costo della intera opera, in relazione ai maggiori benefici derivanti dalla estensione dell'irrigazione su di una maggiore superficie di terreno.

Per giungere ad una simile soluzione, egli dice -, è però necessario approfondire lo studio di questo aspetto particolare del problema, in modo che la progettazione delle opere sia basata su di una determinata portata d'acqua corrispondente ad un quantitativo di acqua effettivamente disponibile.

Ritiene che l'importanza del problema in esame, sotto l'aspetto tecnico, economico e finanziario, giustifichi l'analisi minuziosa che egli ha fatto del problema stesso.

Ribadisce ancora che, se sotto l'aspetto della pura convenienza economica la realizzazione di questa imponente opera non trova giustificazione, vi sono però altri motivi di ordine sociale che convincono della necessità di risolvere al più presto e in modo integrale il problema in esame.

Osserva che, per risolvere nel modo migliore detto problema, è però necessario avere fin dall'inizio le idee chiare in merito, sia sotto l'aspetto tecnico, sia per quanto riguarda i successivi tempi di realizzazione dell'opera e le conseguenti possibilità di finanziamento, onde non incorrere in incresciosi errori.

Rileva che, se il Canale Courtaud deve essere ora ricostruito, come dovrebbe essere ricostruita una gran parte dei canali irrigui della Regione che vanno in rovina per mancanza di manutenzione ordinaria, detto canale ha però funzionato egregiamente per cinque secoli; ritiene quindi che bisogna porre la massima cura nella progettazione e nella esecuzione dei lavori di ricostruzione di detto canale, onde non eseguire un'opera che abbia poi una non lunga durata, nonostante gli immensi progressi che nel frattempo ha fatto la scienza delle costruzioni.

Fa presente che la messa in opera, per il secondo tronco del canale, di una tubazione in acciaio trafilato funzionante a pressione, se dal punto di vista idraulico rappresenta una ottima soluzione, sotto l'aspetto della durata nel tempo genera invece molte perplessità, perché una simile tubazione in acciaio, funzionante a più di trenta atmosfere di pressione, ha una durata massima di 50 anni.

Dichiara quindi che la soluzione adottata per la ricostruzione del primo tronco del canale, sotto l'aspetto della durata, è da ritenersi migliore della soluzione adottata per la ricostruzione del secondo tronco.

Concludendo, dichiara di aver voluto soffermarsi nell'esame della relazione tecnica dell'opera di cui si tratta per esprimere chiaramente il suo pensiero in ordine al problema in esame e per inquadrare nella giusta prospettiva il problema stesso, ponendo degli interrogativi su certe questioni che non risultano chiare.

D'altra parte, - egli dice -, tutti i consiglieri regionali dovrebbero porsi degli interrogativi in ordine a questo importante problema, se si vuole effettivamente esaminare il problema stesso con quella serietà che richiede, al di fuori di ogni polemica e al di sopra degli interessi locali e dei partiti politici ai quali appartengono.

Il Consigliere CASETTA osserva che il problema in discussione è molto complesso e appassiona da tempo gli agricoltori interessati e gli Amministratori regionali.

Dichiara che, prima di esprimere alcuni giudizi in ordine al problema in esame, intende porre all'Assessore competente le seguenti domande:

1) se la disponibilità idrica massima del bacino del torrente Courtaud è effettivamente di soli 500 litri al secondo, come è possibile prevedere di derivare altri 200 litri di acqua al secondo per estendere l'irrigazione ai terreni situati in Comune di Emarèse e agli altri terreni di cui si fa cenno nella relazione tecnica di cui si tratta?

2) aumentando la portata del Canale Courtaud in modo da poter soddisfare a tutte le esigenze irrigue delle zone interessate e costruendo nuove diramazioni del Canale per servire dette zone, di quanto aumenterebbe il costo complessivo dell'opera?

3) se, oltre a ricostruire il Canale, si procede anche alla costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia, il costo reale dell'opera Si ottiene automaticamente moltiplicando per due la spesa per la ricostruzione del Canale stesso?

4) il costo dell'opera, in base alla sopra-citata relazione tecnica, ammonterebbe a circa 1 miliardo e mezzo di lire?

Ricorda che il Consiglio ebbe già a discutere di un problema, la cui soluzione comportava una spesa dello stesso ordine, allorquando esaminò il piano di risanamento del bestiame in Valle d'Aosta, che interessava e interessa ancora oggi il patrimonio zootecnico della Regione, patrimonio che è uno dei pilastri dell'agricoltura valdostana.

Fa presente che, con il problema ora in esame, si affronta invece solo il piano di irrigazione della zona di St-Vincent, della superficie di circa 600 ettari, zona bene esposta, ad una altitudine variabile dai 600 ai 1600 metri, in cui i maggesi e i seminativi tendono ad essere sostituiti dai prati stabili ed in cui vi è la possibilità di sviluppo di una frutticoltura razionale e moderna.

Ritiene pertanto che, di fronte all'elevato costo dell'opera, sia necessario soffermarsi ad esaminare l'aspetto economico del problema, alla luce dei dati acquisiti in sede di Commissione per la programmazione regionale.

Esprime l'avviso che tutti i Consiglieri regionali sappiano che nel settore dell'agricoltura valdostana si possono prevedere due tipi di investimenti finanziari: gli investimenti di rapida attuazione, cioè a breve scadenza, come quelli ormai attuati da anni dall'Amministrazione regionale attraverso i contributi, sussidi ed i mutui, che danno risultati relativamente immediati, e gli investimenti di lenta attuazione, cioè a lunga scadenza, quale, ad esempio, il piano di risanamento del bestiame.

Ritiene che l'investimento finanziario che la Regione intende ora fare per la ricostruzione del canale Courtaud rientri in questa seconda categoria di investimenti.

Rileva che vi sono degli interventi finanziari di carattere sociale che, evidentemente, non presentano degli obiettivi economici immediati, anche se il primo obiettivo dei finanziamenti pubblici dovrebbe essere l'aumento del reddito in un determinato settore. Fa presente che il raggiungimento di questo obiettivo è legato, in gran parte, agli investimenti a breve termine e all'attenuazione dei vincoli di carattere tecnologico ed imprenditoriale, mentre negli investimenti a lungo termine è legato alla realizzazione di forme organizzative più valide, che comportano delle profonde trasformazioni strutturali nel settore che, in questo caso, è il settore della agricoltura.

Dichiara che, se gli sforzi per il raggiungimento di questo obiettivo non sono sorretti e guidati dalla pubblica Amministrazione, cioè dal denaro pubblico, lo sforzo autonomo dei singoli ben difficilmente consentirà il progresso tecnico e sociale che si ritiene necessario.

Io ritengo - egli dice - che i programmi di interventi pubblici, specialmente quelli che comportano investimenti dell'ordine di grandezza di quello previsto per la soluzione del problema in esame, possano essere avviati a soluzione attraverso la determinazione graduale di piani di zona, che diano la sensazione almeno approssimativa e possibilmente obiettiva che gli investimenti programmati siano economicamente e socialmente produttivi, specialmente in termini di reddito pro-capite per i produttori direttamente interessati.

Dichiara che, per poter dare un giudizio sereno alla validità di un'opera di tali dimensioni e di tale impegno finanziario, sia necessario elaborare un piano di zona molto particolareggiato, che dia la sensazione esatta dell'aumento futuro del reddito dei produttori, cioè della economicità degli investimenti sotto il profilo economico-agrario.

Rileva che questi elementi, così necessari per poter discutere ed esprimere giudizi più concreti e più realistici sul problema di cui si tratta, purtroppo oggi mancano ancora.

Dichiara, comunque, di essere favorevole, in linea di massima, all'approvazione del provvedimento in discussione, perché ritiene che le spese per la costruzione di impianti di irrigazione a scorrimento o di irrigazione a pioggia siano veramente necessari.

Il Consigliere CHAMONIN dichiara di ritirare la richiesta di chiarimenti da lui fatta per quanto riguarda le modalità di concessione dei contributi per l'opera di cui si tratta, in quanto tali chiarimenti gli sono stati testé dati.

Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara di rendersi conto delle perplessità che la soluzione di un problema come quello riguardante la ricostruzione del canale irriguo "Ru Courtaud" può sollevare, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto economico del problema, perché tali perplessità le nutre anche la maggioranza consiliare.

Osserva però che, anche sotto l'aspetto economico, si possono ricavare dei dati confortevoli che depongono a favore della ricostruzione di detto canale irriguo.

Fa presente che, da quanto gli risulta, nel solo Comune di Emarèse sarebbe possibile irrigare con le acque del Ru Courtaud una superficie di terreni di circa 300 ettari. Dichiara di voler prendere come esempio il comune di Emarèse, sia perché in detto Comune vive una popolazione che ha caratteristiche agricole più spiccate che non la popolazione della collina di St-Vincent, senza con questo voler fare nessun torto alla popolazione della Collina di St-Vincent.

Ora - egli dice - su questi 300 ettari di terreno irrigui, che rappresentano approssimativamente 8500 quartanate, è possibile il mantenimento di oltre 300 capi bovini adulti, dai quali, tenendo conto che ogni capo bovino adulto dà un reddito approssimativo di circa 50.000 lire all'anno -, si può ricavare un reddito complessivo di circa 40 milioni di lire, per cui, capitalizzando tale reddito ad un tasso del 2%-2,50%, che sono i tassi di capitalizzazione applicati normalmente in agricoltura, si ottiene un capitale superiore a un miliardo di lire.

Osserva che la spesa complessiva necessaria per rifornire di un sufficiente quantitativo di acqua ad uso irriguo detti terreni, anche con il sistema per aspersione, non ammonterà certamente ad un miliardo di lire, per cui, tutto sommato, detta spesa risulta ancora conveniente ove si tenga conto del possibile notevole aumento del patrimonio zootecnico, che rappresenta sempre una buona fonte di reddito per le nostre popolazioni, delle migliorate condizioni di vita, che favoriranno il permanere della popolazione di Emarèse sulla propria terra, e dell'abbellimento del paesaggio.

Aggiunge che lo stesso calcolo sommario può essere fatto e gli stessi risultati possono essere raggiunti per quanto riguarda i terreni da irrigare con le acque del Ru Courtaud situati nella zona collinare del Comune di St-Vincent.

Dichiara di concordare sulla necessità di scaglionare nel tempo l'esecuzione dei lavori di cui si tratta, al fine di poter finanziare senza troppe difficoltà le relative spese e di poter studiare con molta attenzione il problema riguardante la disponibilità d'acqua, in modo da assicurare la fornitura del fabbisogno idrico necessario a tutti i terreni che saranno irrigati.

A proposito della questione della superficie irrigua, osserva che, in base all'esperienza personale acquisita quale Presidente del Canale Irriguo Pompillard, la superficie dell'attuale comprensorio del Consorzio che sarà effettivamente irrigata risulterà sicuramente inferiore a quella prevista.

Riferisce che, nel caso del canale Pompillard, la superficie dei terreni che è risultata effettivamente irrigata rappresenta circa la metà della superficie dei terreni consorziati. Rileva che, se diminuisce la superficie dei terreni effettivamente irrigati, diminuiranno anche le spese necessarie per la distribuzione dell'acqua su detti terreni, per cui si verificherebbe anche una diminuzione del costo totale dell'opera.

Dichiara pertanto che, se l'Amministrazione regionale ritiene giusto attuare una politica che favorisca la permanenza degli agricoltori sulla propria terra, si deve affrontare la soluzione del problema in esame con coraggio e con buona volontà.

Rileva ancora che la politica di industrializzazione attuata in alcuni casi non ha, in definitiva, risolto il problema dei lavoratori agricoli, molti dei quali hanno preferito continuare nella propria attività piuttosto che andare a lavorare negli stabilimenti industriali.

Concludendo, ribadisce che, pur non avendo approfondito il problema come altri hanno fatto, egli è dell'avviso che il problema in questione debba essere risolto nel modo ora proposto, essendovi non solo delle giustificazioni di carattere economico, ma soprattutto delle giustificazioni di carattere sociale, morale e affettivo, che hanno indubbio valore per quelle popolazioni che ancora si dedicano all'attività agricola.

Il Consigliere ALBANEY dichiara di essere lieto che l'Assessorato dell'Agricoltura abbia presentato oggi all'esame e alla approvazione del Consiglio un provvedimento deliberativo di concessione di contributi a favore del Consorzio irriguo del Canale Courtaud per l'inizio dei lavori di ricostruzione dell'intero canale.

Dà atto che l'attuale Assessore all'Agricoltura e Foreste, basandosi anche sui dati già predisposti dalla precedente Amministrazione, ha preso a cuore il problema di cui si tratta ed ha lavorato assiduamente per giungere ad una soluzione.

Rileva che la mozione presentata in Consiglio, da lui e dal Consigliere Dujany, nel corso dell'anno 1965 ha servito da pungolo al Consigliere Fosson che, a quel tempo, rivestiva la carica di Assessore all'Agricoltura e Foreste, ai quale dà atto di aver tempestivamente agito per la nomina della apposita Commissione tecnica che, anche se un po' a rilento, ha portato a termine i suoi lavori giungendo alla elaborazione di una ottima relazione conclusiva.

Rileva che, dall'esposizione fatta, sembrerebbe quasi che il Consigliere Fosson abbia cambiato professione, passando dal campo dei Periti Industriali al campo dei Periti Agrari, il che significa che il Consigliere Fosson ha tratto buoni frutti dalla sua lunga permanenza all'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste.

Riferendosi agli interventi del Consigliere Casetta e del Presidente della Giunta, Bionaz, rileva che, in questo caso, più che della convenienza economica dell'opera, bisogna tener conto del valore sociale dell'opera stessa, che consentirà agli agricoltori delle zone interessate di continuare a vivere sulle loro terre. Concludendo, dichiara che darà il suo voto favorevole alla proposta in discussione.

Il Consigliere FOSSON ribadisce i dubbi prima manifestati sulla convenienza economica dell'opera in questione, - dubbi che il calcolo economico di massima fatto dall'Avv. Bionaz non ha per nulla fugato -, ma si dichiara profondamente convinto della necessità di procedere alla ricostruzione del canale Courtaud per delle ragioni di carattere sociale.

Dichiara che, pur essendo un Perito Industriale, nella sua lunga permanenza all'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste ha avuto modo di imparare molte cose che riguardano l'agricoltura perché, se si ha buona volontà e se si è privi di presunzione, nella vita c'è sempre da imparare qualche cosa.

Rileva che il problema in esame è di una importanza tale che deve essere trattato al di fuori delle questioni di Partito, nell'esclusivo interesse delle popolazioni interessate. Ritiene di aver fatto soltanto il proprio dovere nel richiamare l'attenzione del Consiglio su determinati aspetti del problema in esame, dal momento che egli questo problema lo conosceva assai profondamente per averlo lungamente dibattuto quando era Assessore all'Agricoltura e Foreste e per aver attentamente esaminato la relazione conclusiva dell'apposita Commissione tecnica.

Per quanto riguarda la questione dell'irrigazione dei terreni della zona di Emarèse, augura che si possa effettivamente fornire l'acqua sufficiente per irrigare i 300 ettari di terreno di detto Comune. Aggiunge che, per poter fornire questo quantitativo d'acqua, è necessario di avere una disponibilità d'acqua sufficiente alla presa del canale.

In caso contrario, egli dice, se si decidesse di dare esecuzione all'opera in questione credendo di avere una sufficiente disponibilità d'acqua, che poi non risultasse tale, per l'irrigazione del comprensorio sito in Comune di St-Vincent e del comprensorio sito in Comune di Emarèse, si ingannerebbero le popolazioni di queste zone, creando una aspettativa che non potrebbe poi essere soddisfatta.

Dichiara che i rilievi da lui mossi su questo aspetto della questione miravano appunto a fare sì che si approfondisse lo studio di questo particolare aspetto del problema.

Sottolinea che nell'ultima parte della citata relazione tecnica si suggerisce di utilizzare il Canale Courtaud per la risoluzione integrale del problema irriguo delle zone sottostanti al Ru e, cioè, delle zone di Ayas, Extrepiera e Brusson, oltre ai terreni del Consorzio di Arbaz e di Emarèse, e si fa presente che questo presuppone una preventiva analisi approfondita di tutte le acque disponibili nel comprensorio e del fabbisogno irriguo di queste zone.

Rileva però che, nella relazione tecnica in questione, l'indagine sulla disponibilità di acqua si limita al bacino del torrente Courtaud e del torrente Nana, con delle misurazioni effettuate una volta sola nell'anno 1966, per cui è difficile avere una chiara visione di questo aspetto del problema.

Raccomanda, pertanto, ancora una volta, di non trascurare nulla per dare un buon avvio alla soluzione del problema in esame, in modo da poter raggiungere quei buoni risultati che tutti si augurano.

Dichiara di ritenere che gli si dovrebbe dare atto di essersi, quale Assessore all'Agricoltura e Foreste, interessato seriamente dello studio di questo problema.

Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara che nella sua precedente esposizione non ha assolutamente voluto mettere in dubbio le affermazioni fatte dal Consigliere Fosson, ma che si era limitato semplicemente a prendere atto che esistevano delle perplessità sul problema in discussione, soprattutto sotto l'aspetto economico.

Aggiunge che, per cercare di fugare queste perplessità, ha fatto un conto approssimativo del maggiore reddito che deriverebbe dalla irrigazione per il comprensorio di Emarèse, ricavando dei dati positivi anche sotto l'aspetto economico del problema.

Per quanto riguarda la disponibilità di acqua, ribadisce di essere convinto che, allorquando si passerà alla fase della distribuzione dell'acqua ai terreni consorziati, la superficie attuale del comprensorio irriguo del Consorzio di St-Vincent si ridurrà a metà, per cui vi sarà un risparmio d'acqua tale da garantire la possibilità di irrigazione anche dei terreni situati in Comune di Emarèse, soprattutto se questa distribuzione di acqua sarà effettuata con il sistema ad aspersione.

Conclude, ribadendo di essere convinto che si debba risolvere l'importante problema in esame perché, anche se non si avranno subito dei grandi risultati, non presenta aspetti negativi nemmeno dal punto di vista della convenienza economica.

Il Consigliere MANGANONI chiede chiarimenti in merito alle seguenti questioni:

1) dal momento che, nel passato, le frazioni alte del Comune di Emarèse e la frazione Arbaz, del Comune di Challant St. Anselme, ricevevano l'acqua ad uso irriguo dal Canale Courtaud, con la prevista ricostruzione di detto canale si prevede di poter ridare l'acqua d'irrigazione alle sopracitate frazioni?

2) Qual è la spesa approssimativa prevista per l'esecuzione dell'intera opera, compresa la costruzione dell'impianto di irrigazione a pioggia, desumibile da uno studio di massima del problema che dovrebbe essere stato fatto?

Poiché l'Assessore all'Agricoltura e Foreste ha affermato che è necessario procedere con una certa celerità alla esecuzione dei progettati lavori per impedire che tutta la zona di Emarèse diventi una zona brulla, raccomanda che i lavori di ricostruzione del canale siano eseguiti con una certa celerità.

Il Consigliere FOSSON ritiene di dover fare ancora alcune precisazioni in relazione alle osservazioni fatte dal Presidente, Avv. Bionaz.

Riferisce, innanzitutto, che la superficie dei terreni inizialmente inclusi nel comprensorio del Consorzio irriguo del canale Courtaud era superiore agli attuali 600 ettari, perché erano stati inclusi in detto comprensorio anche i boschi, í castagneti ed altri terreni non suscettibili di coltivazione.

Aggiunge che, in sede di studi agronomici di detto comprensorio, la superficie iniziale è stata ridotta agli attuali 600 ettari, appunto perché già sin d'allora vi erano delle preoccupazioni in ordine alla disponibilità di acqua.

Ritiene, pertanto, che difficilmente l'attuale superficie del comprensorio consorziale potrà ancora subire delle notevoli riduzioni, come può essere successo, invece, per altri Consorzi irrigui. D'altra parte, - egli dice -, se si diminuisce la superficie del comprensorio, aumenta il costo unitario per ettaro delle opere da realizzare, per cui, sotto l'aspetto economico, il problema non subisce alcun miglioramento.

Dichiara che, probabilmente, sarebbe bene che l'attuale superficie del comprensorio potesse essere ridotta ancora notevolmente, in modo da assicurare una sufficiente disponibilità idrica per l'irrigazione del comprensorio stesso.

Rileva però che, nella sua precedente esposizione, si è basato esclusivamente sulla relazione della Commissione tecnica, nella quale si parla, appunto, di un comprensorio di 600 ettari e di un fabbisogno idrico complessivo di 700 litri al secondo.

Osserva che, se si dovesse tener conto delle osservazioni testé fatte dal Presidente Bionaz, si dovrebbero spostare completamente i termini del problema, perché si potrebbe dire che un fabbisogno idrico complessivo di 700 litri al secondo è esuberante rispetto alle necessità e che il diametro della tubazione in acciaio trafilato non è più proporzionato alla portata reale del canale.

Aggiunge che, in questo caso, la disponibilità idrica del bacino del Courtaud sarebbe probabilmente sufficiente per irrigare a pioggia non solo i terreni inclusi nel comprensorio dell'attuale Consorzio del Ru Courtaud, ma anche i terreni situati in Comune di Emarèse e nella frazione Arbaz del Comune di Challant St. Anselme.

Ribadisce ancora che, nonostante i dubbi espressi circa la convenienza economica della opera, egli è convinto della necessità di procedere all'esecuzione delle opere di cui si tratta per ragioni di ordine sociale.

L'Assessore DUJANY dichiara di non voler soffermarsi sull'aspetto economico del problema, perché ritiene che il problema stesso abbia soprattutto un valore sociale e politico e, precisamente, un valore sociale in quanto serve a dare la possibilità alle popolazioni interessate di continuare a vivere sulle loro proprietà e un valore politico perché, con la realizzazione di quest'opera, si diminuirà il contrasto esistente attualmente tra la popolazione rurale della collina di St-Vincent e la popolazione del Borgo di St-Vincent.

Osserva che la richiesta di costituzione del Consorzio è partita direttamente dai proprietari interessati, i quali hanno ritenuto opportuno di costituirsi in regolare Consorzio, di eleggere i loro Amministratori e di fare redigere un determinato progetto per poter realizzare le importanti opere di cui si tratta.

Dichiara che è dovere dell'Amministrazione pubblica di prendere nella dovuta considerazione le richieste di queste popolazioni rurali, che si sono regolarmente costituite in consorzio attraverso gli strumenti che la nostra legislazione prevede.

Ritiene giusto che l'Amministrazione Regionale accolga queste richieste e provveda alla soluzione di questi problemi in una direttiva che sia la più consona possibile a determinate esigenze.

Fa presente che il problema in questione non è un problema nuovo, perché da parecchi anni era allo studio dell'Amministrazione Regionale.

Dichiara che bene ha fatto il Consiglio Regionale ad affidare, nell'anno 1965, l'esame del progetto dei lavori di ricostruzione del canale Courtaud, presentato dall'omonimo Consorzio di St-Vincent, ad una apposita Commissione tecnica da nominare dalla Giunta.

Questa Commissione tecnica, - egli dice -, ha ora concluso i suoi lavori, presentando quella relazione conclusiva che è ora all'esame del Consiglio e nella quale sono suggerite determinate soluzioni; pertanto è necessario, oggi, assumere delle decisioni in ordine a questo problema, superando tutte quelle perplessità ed incertezze che l'importanza del problema e l'entità della spesa possono aver fatto sorgere.

Ad un certo momento, - egli aggiunge -, è necessario avere la capacità di superare queste incertezze, per poter dare inizio alla esecuzione di un primo tronco di lavori e passare poi, con l'andare del tempo, allo studio delle successive fasi per la realizzazione completa dell'opera.

Per quanto riguarda il Consorzio di Emarèse, informa che detto Consorzio ha inoltrato alle sedi competenti una domanda di sub-concessione d'acqua ad uso irriguo per 200 litri al secondo e che tale domanda trovasi ora in corso di istruttoria, per cui è necessario adoperarsi affinché questa subconcessione di acqua sia assentita al Consorzio interessato, superando tutti quegli impedimenti che l'ENEL e gli altri Enti pubblici hanno frapposto.

Non mi pare quindi, - egli dice -, che sia il caso di sollevare ulteriori perplessità su questo problema.

Per quanto riguarda la disponibilità di acqua, osserva che, come già ebbe a dire il Consigliere Fosson, la portata del torrente Courtaud supera i 500 litri al secondo "proprio dalla metà del mese di giugno al mese di settembre".

Rileva che le necessità idriche della zona alta del Comune di Emarèse si fanno particolarmente sentire nei mesi di luglio e di agosto, mentre le esigenze idriche della zona collinare di St. Vincent, che si trova ad una altitudine inferiore, sono particolarmente sentite nei mesi di maggio e di giugno.

Ritiene, pertanto, che la disponibilità di acqua del bacino Courtaud sia sufficiente per soddisfare le necessità idriche del comprensorio da irrigare.

Conclude, invitando il Consiglio ad esprimere voto favorevole per l'approvazione della proposta in esame, in quanto ritiene che sia ormai giunto il tempo di realizzare qual che cosa a favore del Consorzio irriguo del canale Courtaud e a favore delle popolazioni delle zone interessate alla realizzazione delle progettate opere.

Il Consigliere CHAMONIN dichiara che, con la sua richiesta di chiarimenti sulla questione riguardante la convenienza economica delle opere in discussione, non intendeva creare delle remore, né alimentare delle perplessità.

Ribadisce di essere favorevole, - come d'altra parte hanno dichiarato tutti i Consiglieri che finora hanno preso la parola -, ricostruzione del canale Courtaud.

Osserva però che, come Amministratore pubblico, egli aveva il diritto ed il dovere di chiedere che la spesa necessaria per il finanziamento di queste opere fosse programmata, data l'imponenza della spesa stessa, che dovrà essere necessariamente finanziata in diversi anni.

Ritiene indispensabile che il Consiglio sappia in che modo l'Amministrazione Regionale farà fronte negli anni a venire alla ingente spesa necessaria per il finanziamento delle opere stesse; insiste, pertanto, sulla necessità di una programmazione della spesa in tale senso, ribadendo di essere favorevole alla ricostruzione del canale Courtaud per dei motivi di carattere sociale.

D'altra parte, - egli aggiunge -, è anche giusto che il Consiglio sappia in quanti anni si prevede di portare a compimento i lavori di ricostruzione di detto canale.

L'Assessore MAQUIGNAZ, in risposta alle domande fatte dal Consigliere Chamonin, dichiara di non essere in grado di precisare ora la data in cui andrà all'appalto il primo lotto i lavori per la ricostruzione del canale Courtaud, in quanto questo dipenderà dal Consorzio, che dovrà presentare all'Assessorato all'Agricoltura e Foreste tutta la documentazione necessaria.

Fa presente che, anche per questo canale, si seguirà la prassi amministrativa finora seguita per il finanziamento di analoghe opere di irrigazione.

Per quanto riguarda la programmazione dei lavori di costruzione del canale stesso, informa che, per il momento, si darà esecuzione ad un primo lotto di lavori, il cui importo rappresenta circa 1/5 del costo dell'intera opera.

Aggiunge che non si è stabilito in quanti anni si porterà a compimento la costruzione dell'intero canale, perché, come ha già detto prima, sarà necessario tenere in considerazione anche tutte le altre richieste di contributo che saranno presentate per l'esecuzione di opere irrigue, per cui ogni anno sarà necessario procedere alla esecuzione di un lotto di lavori la cui spesa sia compatibile con le disponibilità del bilancio della Regione.

Per quanto riguarda la convenienza economica dell'opera, ritiene che su tale aspetto della questione si sia già ampiamente discusso e si sia anche visto che è difficile fare fin d'ora un conto economico definitivo dell'opera stessa.

D'altra parte, - egli aggiunge -, se dovessimo considerare solo il conto economico per tutte le opere di interesse agricolo, ritengo che ben pochi aiuti potremmo dare alla agricoltura.

In risposta alle domande fatte dal Consigliere Manganoni, precisa che il progetto di massima di cui si è parlato, che prevede una portata del canale di 700 litri al secondo, tiene già conto della subconcessione di 200 litri al secondo richiesta dal Consorzio di Emarèse per l'irrigazione delle zone alte di quel Comune.

Aggiunge che la spesa per lavori di ricostruzione del canale Courtaud, dalla presa fino al Colle di Joux, ammonta a L. 760 milioni circa, spesa alla quale dovrà essere, eventualmente, aggiunta in seguito la spesa necessaria per la costruzione dell'impianto di irrigazione a pioggia.

In merito all'impianto di irrigazione a pioggia, osserva che, dai dati forniti nella relazione della Commissione tecnica, risulta effettivamente che la disponibilità idrica, per un primo periodo di tempo, non sarà sufficiente per irrigare l'intero comprensorio consorziale, per cui, per il momento, si potrà andare avanti con il sistema di irrigazione a scorrimento.

Aggiunge che la realizzazione dell'impianto di irrigazione a pioggia dipenderà anche dal Consorzio irriguo del Canale Courtaud perché, se detto Consorzio non avrà la possibilità di finanziare quel 30 % di spesa che rimane a suo carico, la Regione non potrà evidentemente prendere in considerazione la relativa domanda di concessione di contributo.

Comunque, - egli dice -, questa sarà una questione che si prenderà in esame in un secondo tempo, quando i lavori di ricostruzione di detto canale saranno ultimati e l'acqua arriverà al Colle di Joux.

Precisa ancora che la domanda di sub-concessione di 200 litri di acqua al secondo ad uso irriguo, cui ha fatto cenno in precedenza, riguarda anche i frazionisti di Arbaz, del Comune di Challant St. Anselme, ai quali vanno riservati 50 litri al secondo.

Il Consigliere FOSSON, a nome dei Consiglieri del Gruppo della Union Valdôtaine, dichiara che voterà a favore dell'approvazione del provvedimento in esame.

Ritiene, però, di dover fare ancora le seguenti raccomandazioni:

1) accertare con assoluta sicurezza che almeno nei mesi di giugno, luglio ed agosto vi sia la disponibilità idrica sufficiente per fare fronte alla domanda di subconcessione di acqua ad uso irriguo fatta dai frazionisti della zona alta di Emarèse e di Arbaz, in Comune di Challant St. Anselme, per non correre il rischio che, a lavori ultimati, non si possa poi fornire il quantitativo d'acqua sufficiente ai frazionisti interessati.

Dichiara di essere favorevole all'accoglimento della domanda di subconcessione di 200 litri di acqua ad uso irriguo presentata dai predetti frazionisti e raccomanda agli organi competenti di accelerare l'istruttoria di detta domanda, in modo da giungere al più presto a una soluzione definitiva del problema in esame;

2) esaminare attentamente se il tratto di canale i cui lavori saranno entro breve tempo appaltati sia funzionale;

3) seguire attentamente l'esecuzione dei lavori di cui si tratta, soprattutto per quanto riguarda il secondo tronco del canale, nel quale è prevista l'esecuzione di opere di particolare delicatezza, mediante la nomina di assistenti che riscuotono la piena fiducia della Amministrazione.

Dichiara, infine, di concordare sulla necessità che i lavori di ricostruzione del canale in questione siano opportunamente programmati.

Il Consigliere CASETTA, a nome del Gruppo consiliare del Partito Comunista, dichiara di essere favorevole alla approvazione del provvedimento in discussione.

Rileva di avere in particolare accennato alla necessità di un conto preciso sulla convenienza economica dell'opera in questione e osserva che la Giunta non è stata in grado di fornire i dati da lui richiesti perché, per questa opera, non è stato fatto alcun conto economico.

Osserva che i sommari calcoli economici fatti dal Presidente Bionaz e dall'Assessore Dujany non possono assolutamente soddisfarlo.

Rileva che le attuali difficoltà di bilancio della Regione avrebbero dovuto spingere gli attuali Amministratori a richiedere il conto economico che tutti, Governo, Ministeri, Enti pubblici, ormai fanno per rendersi conto della produttività degli investimenti pubblici.

Chiede, pertanto, che allorquando verrà sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio un secondo provvedimento deliberativo, per il finanziamento dei lavori di ricostruzione del secondo tronco del canale Courtaud, sia predisposta una apposita relazione comprendente un dettagliato calcolo circa la convenienza economica dell'intera opera.

Il Presidente, MONTESANO, pone in votazione le proposte della Giunta.

IL CONSIGLIO

- preso atto di quanto riferito dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Maquignaz;

- richiamate la deliberazione del Consiglio n. 172 in data 8 ottobre 1965 e la deliberazione di Giunta n. 3466 in data 10-11-1965;

- ad unanimità di voti espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trenta);

DELIBERA

1) di concordare sulla scelta delle seguenti soluzioni suggerite dalla apposita Commissione di esperti, di cui in premessa, per la progettazione esecutiva dei lavori di ricostruzione del Ru Courtaud:

a) per il primo tronco del canale (dalla presa al Gran Salto circa): tubazione mista (acciaio, cemento armato gettato in opera o prefabbricati, galleria, ecc.) per canale funzionante a pelo libero;

b) per il secondo tronco del canale (dal Gran Salto al Colle di Joux): tubazione in acciaio funzionante come condotta forzata fino al punto che, in sede di esecuzione dei lavori, risulterà più conveniente ai fini del migliore successivo convogliamento delle acque e loro distribuzione sul comprensorio da irrigare;

2) di concedere al Consorzio di miglioramento fondiario "Ru Courtaud", con sede a St. Vincent, ulteriormente contributo, stabilito nella misura di L. 40 milioni, nelle spese per l'esecuzione di un primo lotto dei lavori di ricostruzione del 2° tronco del canale irriguo "Ru Courtaud" per un ammontare di spese previsto in L. 143 milioni circa;

3) di approvare e imputare la relativa spesa di L. 40 milioni all'apposito fondo residuato per le spese di applicazione dell'art. 8 della legge 2 giugno 1961 n. 454 (Residuo passivo: "Spese sui fondi assegnati dallo Stato per la corresponsione di contributi in conto capitale per opere di miglioramento fondiario - Artt. 8 e 40 della legge 2-6-1961 n. 454");

4) di demandare alla Giunta Regionale l'adozione,- ad avvenuta entrata in vigore della emananda legge regionale di approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967 -, del provvedimento deliberativo di concessione al predetto Consorzio di miglioramento fondiario di un ulteriore contributo regionale di L. 20 milioni nelle spese per l'esecuzione del primo lotto di lavori di cui al precedente punto 2), contributo che dovrà essere imputato ai capitolo di spesa del predetto bilancio di previsione per l'anno 1967 corrispondente ai capitolo 220 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1966 ("Spese e contributi per lavori di costruzione e di sistemazione di opere di irrigazione, ecc.");

5) di stabilire che i contributi di cui si tratta siano liquidati ratealmente al predetto Consorzio di miglioramento fondiario in base a stati di avanzamento dei lavori regolarmente controllati e approvati dai competenti Uffici tecnici dell'Amministrazione Regionale.

______