Objet du Conseil n. 461 du 9 octobre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 461/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Interventi regionali per il recupero occupazionale dell'ex IMVA".
La crisi ed il successivo fallimento della Società IMVA S.p.A., con sede in Verrès, con la conseguente chiusura dello Stabilimento che costituiva uno dei poli occupazionali più importanti per la zona di Verrès e di tutta la Bassa Valle, oltre ad avere inciso profondamente sugli stessi livelli occupazionali dell'intera industria valdostana, ha provocato ripercussioni economico-sociali e sollevato problemi che, per la loro estrema gravità, richiedono urgentemente una soluzione.
Si ritiene perciò indispensabile concretizzare alcuni interventi regionali, a carattere straordinario, rivolti ad un possibile salvataggio della ex-IMVA per un recupero occupazionale delle maestranze, poste attualmente in cassa integrazione speciale, e per una sollecita ripresa dell'attività produttiva.
Peraltro risulta qui opportuno sottolineare le difficoltà dell'intervento e la particolare onerosità dell'azione di salvataggio rispetto ad operazioni riguardanti nuove iniziative: basti, infatti, accennare alla necessità di ricostituire, in tempi brevi, un'efficiente struttura operativa dopo un lungo periodo di decozione aziendale (nel caso IMVA circa 190 persone da un anno assenti dal lavoro), con il personale migliore per qualificazione professionale e capacità che ha spesso trovato una diversa sistemazione; ai termini rigidi, riguardanti l'assunzione del personale, connessi alle disposizioni della cassa integrazione che non consentono flessibilità verificandosi situazioni impreviste; alle esigenze di rinnovi parziali di beni strumentali a causa del generale degrado di tutte le attrezzature; ed, ancora, ai problemi riguardanti il pagamento delle indennità di anzianità.
L'Amministrazione regionale, quindi, ha presentato istanza al Giudice fallimentare per ottenere in locazione, e con diritto di subaffitto, gli immobili ex-IMVA al prezzo di lire 3.000.000 mensili, per la durata di sei mesi rinnovabili.
Successivamente, si è raggiunto con la Ditta F.lli Enrietti S.p.A., di Hône, la quale vanta nel settore dell'industria metalmeccanica una lunga e provata esperienza esercitata sin qui in Valle con competenza, capacità e serietà, una intesa tendente alla ripresa dell'attività produttiva con l'occupazione di 90 dipendenti presso lo Stabilimento ex-IMVA, mediante la attivazione dei reparti "bins e bidoni".
I dipendenti dell'ex-IMVA saranno assunti dalla Società costituita dalla Ditta Enrietti e i lavoratori eccedenti le 90 unità rimarranno in cassa integrazione in attesa delle successive riassunzioni, dirette o da parte di terzi, da effettuarsi in tempi rigidamente prefissati e comunque compatibili con i termini della cassa integrazione.
All'attività di produzione e vendita di "bins e bidoni", che possono trovare ancora oggi ampi sbocchi di mercato nazionale ed internazionale tali da consentirne la produzione con margini industriali, si affiancherà, nel 1980, nell'ottica di una diversificazione dell'attività aziendale, la produzione di particolari tecnici in materia plastica e, nel 1981, un reparto di lavorazioni meccaniche per produzione di stampi ed ugelli.
La nuova Società costituita presenta un oggetto sociale specifico, tale da obbligare l'investimento dei mezzi finanziari richiesti per il capitale di giro nelle previste attività aziendali.
A fronte di tali impegni e per la ripresa dell'attività produttiva nonché per il pagamento delle liquidazioni degli ex-dipendenti e l'acquisto del macchinario ex-IMVA, oltre ai nuovi macchinari, l'Amministrazione regionale interviene nel modo seguente:
a) concessione di un contributo, fino all'ammontare di lire 400.000.000 da liquidare, alla Società, in cinque annualità uguali e costanti come specificato all'articolo 2 dell'allegato disegno di legge;
b) concessione di uno o più mutui, fino alla concorrenza di lire 900.000.000, destinati all'acquisto di macchinari ex-IMVA o nuovi, mediante utilizzo di pari somma dal fondo di rotazione di cui alla legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, come specificato agli articoli 5, 6 e 7 dell'allegato disegno di legge;
c) concessione della garanzia fidejussoria nell'interesse della costituenda Società, fino alla concorrenza di lire 1.000.000.000, a garanzia di finanziamenti da contrarre dalla Società stessa con uno o più istituti di credito, come specificato all'articolo 4 dell'allegato disegno di legge.
L'insieme degli interventi regionali, di carattere straordinario, a fronte della prospettata situazione occupazionale delle maestranze ex-IMVA, subirà, sulla base di quanto previsto al secondo comma all'articolo 1, opportune forme di controllo regionale rivolte al raggiungimento delle finalità previste dall'articolo 1 del disegno di legge stesso.
Le spese derivanti a carico del bilancio della Regione ammontano a:
a) Lire 80.000.000 per l'anno 1979 e lire 320.000.000= su gli esercizi successivi per effetto dell'articolo 2;
b) Lire 20.000.000 a decorrere dal 1979 e fino al 1983 per effetto dell'articolo 4;
c) Lire 900.000.000 per il solo esercizio finanziario 1979 per effetto dell'articolo 5.
L'ammontare degli investimenti regionali previsti dalla presente legge ammontano a Lire 1.000.000.000 a carico del bilancio 1979 e Lire 400.000.000 per i successivi esercizi. E' però opportuno ricordare che della quota a carico dell'esercizio 1979, Lire 900.000.000 sono rivolti ad aumentare i fondi regionali di rotazione con conseguente aumento del patrimonio regionale e Lire 20.000.000 vanno ad aumentare il fondo per eventuali oneri derivanti da concessione di garanzie fidejussorie.
L'azione regionale, rivolta a stimolare la ripresa dell'attività industriale ex-IMVA nonché il recupero occupazionale e il mantenimento delle strutture operative dello stabilimento, se nella fattispecie assume carattere eccezionale, si inquadra, però, in un settore che ha per scopo lo sviluppo delle attività economiche e produttive della Regione:
I finanziamenti delle spese per l'anno 1979 trovano riscontro in maggiori entrate spettanti alla Regione su fondi previsti dall'articolo 2 della legge 10.5.1976, n. 356. La maggiore entrata di Lire 1.000.000.000 è giustificata dalla ripartizione, proposta dal Ministero del Bilancio e della Programmazione economica e approvata dalla Commissione prevista dall'art. 13 della legge 16.5.1970, n. 281, da ulteriori disponibilità sui fondi per i programmi regionali di sviluppo. La maggiore entrata derivante alla Regione per effetto della succitata ripartizione ammonta a Lire 2.942.074.280 che viene utilizzata per Lire 1.000.000.000 con il presente disegno di legge.
Per le spese a carico del bilancio regionale dal 1980 al 1983 si provvederà iscrivendo i relativi oneri nei corrispondenti bilanci per i motivi suesposti la Giunta regionale presenta quindi all'approvazione del Consiglio l'allegato disegno di legge concernente "Interventi regionali per il recupero occupazionale ex-IMVA".
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Disegno di legge n. 115
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale _________________________ n. _______ : "Interventi regionali per il recupero occupazionale della ex IMVA".
Il Consiglio regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta
promulga
la seguente legge
Articolo 1
La Giunta regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti di cui agli articoli successivi per la fase d'avvio e di ripresa dell'attività industriale nonché per il recupero occupazionale e il mantenimento delle strutture produttive della ex IMVA, corrente in Verrès.
Le forme di controllo regionale intese a garantire il raggiungimento dei fini di cui al comma precedente, saranno previste in apposita convenzione da stipulare dalla Giunta regionale con la società indicata al successivo articolo 2.
Articolo 2
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla società ALLUVER Srl con sede in Verrès, un contributo fino all'ammontare massimo di lire 400 milioni, da liquidare in cinque annualità uguali e costanti.
Articolo 3
Al fine di perseguire con maggior incisività gli scopi indicati al precedente articolo 1, la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato, potrà disporre per la liquidazione del contributo in annualità diverse per numero e importo da quelle determinate al precedente articolo 2, con rispetto del limite dell'intervento complessivo concesso e della relativa copertura finanziaria.
Per l'anno 1979 resta, comunque, fisso l'importo della prima annualità di cui all'articolo 2.
Articolo 4
La Giunta regionale è autorizzata a concedere la garanzia fideiussoria della Regione, nell'interesse della srl ALLUVER con sede in Verrès, fino alla concorrenza di lire 1.000 milioni, a garanzia di finanziamenti da contrarre dalla predetta società con uno o più Istituti di Credito. La garanzia fideiussoria ha validità quinquennale a decorrere dall'1.11.1979, comprende anche gli interessi, le spese e gli altri accessori richiesti dagli Istituti mutuanti.
Articolo 5
Il fondo di rotazione di cui alla legge 8.10.1973, n. 33 è aumentato per l'anno 1979 della somma di lire 900 milioni e sarà totalmente utilizzata per il recupero occupazionale in industrie temporaneamente in difficoltà.
L'onere di lire 900 milioni derivanti dall'applicazione del precedente comma graverà sul capitolo 2730 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979. La copertura della maggiore spesa è assicurata dall'accertamento di una maggiore Entrata sul capitolo 920 del bilancio stesso.
Articolo 6
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla Società di cui all'art. 2 per l'acquisto di macchinari nuovi o ex IMVA uno o più mutui fino alla concorrenza di lire 900 milioni per la durata di anni 15 alle condizioni e modalità di cui alla legge regionale 8.10.1973, n° 33. La spesa ritenuta ammissibile potrà essere ragguagliata fino al 100% del valore dei macchinari.
Il mutuo è assistito per il 75% da garanzia regionale e per il restante 25% da garanzia della costituenda società.
Articolo 7
La restituzione alla Regione delle anticipazioni di cui al precedente articolo 6 avverrà secondo le modalità stabilite dalla Legge regionale 8.10.1973, n. 33, capo terzo "industria".
Articolo 8
Il Presidente della Giunta regionale e, in caso di sua assenza o di impedimento, l'Assessore regionale alle Finanze, è autorizzato a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della garanzia fideiussoria di cui all'art. 4 della presente legge, a provvedere agli atti conservativi dei diritti della Regione e al recupero delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione stessa nonché alla firma della convenzione prevista dal precedente articolo.
Articolo 9
L'onere a carico del bilancio della Regione per l'anno 1979, per l'applicazione della presente legge, previsto in lire 1.000 milioni, graverà:
1° - per lire 80.000.000, per effetto dell'articolo 2, sul capitolo 4906 che si istituisce nella parte spesa del bilancio della Regione per l'anno 1979, con la seguente denominazione "quota annua del contributo concesso alla ALLUVER srl per gli scopi di cui all'art. 2 della legge regionale _________________";
2° - per lire 20.000.000, per effetto dell'articolo 4, sul capitolo 2610 della parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 "oneri derivanti dalle garanzie prestate dalla Regione in dipendenza di disposizioni legislative (legge regionale 1.4 .1975, n. 7)";
3° - per lire 900.000.000, per effetto dell'articolo 5, sul capitolo 2730 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 "Spese per finanziamento su fondi regionali di rotazione istituiti per lo sviluppo di iniziative economiche in Valle d 'Aosta (legge regionale 8.10.1973, n. 33, 11.8.1975, n. 41 e 5 luglio 1976, n. 23)".
Alla copertura dell'onere di lire 1.000 milioni, di cui al precedente comma, si provvede con le maggiori entrate già accertate derivanti alla Regione per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo (articolo 9 legge 16.5.1970, n° 281 e successive modificazioni).
Gli oneri di cui ai precedenti punti 1 e 2, gravanti anche sui futuri esercizi con scadenza nell'anno 1983, saranno iscritti con la legge di approvazione dei pertinenti bilanci.
Articolo 10
Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 sono apportate le seguenti variazioni:
PARTE ENTRATA
Variazioni in aumento
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Cap. 920 |
Fondi assegnati dallo Stato per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo |
£. |
1.000.000.000 |
PARTE SPESA
Variazioni in aumento
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Cap. 4900 |
(di nuova istituzione) quota annua del contributo concesso alla ALLUVER srl per gli scopi di cui all'art. 2 della legge regionale __________________________ |
£. |
80.000.000 |
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Cap. 2610 |
oneri derivanti dalle garanzie prestate dalla Regione in dipendenza di disposizioni legislative |
£. |
20.000.000 |
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Cap. 2730 |
spese per finanziamento sui fondi regionali di rotazione istituiti per lo sviluppo di iniziative economiche in Valle d'Aosta |
£. |
900.000.000 |
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£. |
1.000.000.000 |
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Nell'allegato I del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979, è aggiunto quanto segue:
legge regionale "Interventi regionali per il recupero occupazionale della ex IMVA" (garanzia fideiussoria della Regione a favore della srl ALLUVER di Verrès presso uno o più istituti di credito) £ 1.000.000.000.
Articolo 11
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Si tratta di rivotare - passatemi l'espressione - una legge peggiorata, "riveduta e peggiorata". Il Consiglio regionale aveva votato una legge per il salvataggio dell'IMVA, legge che è stata respinta dalla Commissione di Coordinamento con tre motivazioni: la prima riguarda il fatto che con la nostra legge si sarebbe concesso all'IMVA un tasso d'interesse inferiore a quello disposto con l'articolo 16 della legge statale 2 maggio 1976, n. 183, poiché avremmo superato il tasso del 60% rispetto all'investimento, e l'avremmo superato nella misura dell'1,25%, mentre il tasso avrebbe dovuto essere abbassato di questo limite. La seconda nota è sull'illegittimità del contenuto, in quanto nella legge vi è un prestito di esercizio, e la terza è un'osservazione di scarso rilievo, quella di indicare le fonti in riferimento del denaro in questione.
Ora, ci siamo trovati di fronte alla scelta di possibili differenti numerose strade. Una è quella di rivotare la legge, il che avrebbe voluto dire praticamente mandare il problema alle "calende greche", perché, se impugnata, sappiamo che la Corte Costituzionale non avrebbe potuto esaminare la questione prima di almeno 5 anni, visto che sono 2.700 e qualche cosa i giudizi in ritardo in attesa di definizione della Corte. L'altra era quella di "tentare" - insisto nel verbo tentare - una negoziazione con il Ministero delle Regioni e la Presidenza del Consiglio per trasformare la legge in modo che questa venisse accettata. Abbiamo fatto numerose proposte, per l'esattezza 5, che sono state tutte respinte ed è su consiglio dell'Ufficio Regioni che la legge è stata modificata, nel senso di capitalizzare quello che sarebbe stato l'intervento regionale a titolo di interessi; di capitalizzarlo, attualizzarlo e versarlo a fondo perso; però in realtà si tratta della stessa cifra, della stessa somma attualizzata e capitalizzata che viene versata in questa maniera.
Malgrado le autorevoli promesse fatte, noi siamo perfettamente coscienti che questa legge è in contrasto con alcune leggi che stabiliscono gli interventi statali in materia di industria, in particolare la n. 1063 e la n. 1075; d'altra parte, le stesse osservazioni fatte dalla Commissione di Coordinamento, dalla Commissione di Coordinamento...in realtà dal Ministero delle Regioni, sono per lo meno uno sprono rispetto a quella che è la realtà del nostro Paese, e già sulla discussione precedente avevo citato come esempio la GEPI, dove evidentemente non si fanno conti né di tassi d'interesse, né di fondi di rotazione in relazione alla legge del 1976. Di conseguenza questa legge, che si presenta meno chiara, cioè che è meno limpida di quella precedente, ma che in sostanza è la stessa legge dove, con un marchingegno, quello che era un intervento di tipo mutualistico, cioè attraverso un prestito, viene trasformato in una dazione diretta di denaro che serve per pagare quel prestito sul quale viene una fideiussione regionale, è l'unico tipo di legge che abbia fondate speranze di passare.
Ci proviamo a giocare una difficile partita in cui bisogna che la Regione, che si trova al centro, riesca a concordare quelle che sono le esigenze dell'imprenditore, e oggi nessuno riesce a ottenere che gli imprenditori mettano il loro capitale a rischio; l'esigenza dell'imprenditore è prendere un'azienda in crisi da diverso tempo e che ha conosciuto in questi ultimi anni, anche sotto denominazioni differenti, dei momenti di crisi gravi, che è finita con un fallimento. Dall'altro lato, la necessità di concordare il nostro intervento - che non può essere legislativo - con il Governo, in modo da poter avere in tempi brevi...e il tempo che è stato sprecato tra la prima legge e questa peserà sulla ripresa dell'IMVA...in modo da poter avere in tempi brevi uno strumento operativo che ci permetta di raggiungere lo scopo che il Consiglio, con diverse mozioni e ordini del giorno, si era prefissato e aveva incaricato la Giunta di provare, e cioè quello del salvataggio dell'IMVA.
È stato raggiunto, alla fine del mese scorso, un accordo tramite l'imprenditore Enrietti e il fallimento...il fallimento cederà tutte le attività a Enrietti per una somma prefissata di lire...se ricordo esattamente...di 800 (e qualche) milioni, e l'Enrietti pagherà man mano che il magazzino verrà...e una prima somma a titolo di pagamento del macchinario. La situazione di conseguenza è sbloccata. Per quanto riguarda le possibilità di ripresa del lavoro è indispensabile, però, che questo tipo di legge, per quanto grandi possano essere le critiche sul piano legislativo che le vengano fatte, dia alla Regione la possibilità di anticipare i fondi necessari alla ripresa.
Non crediamo, e francamente di tutte le osservazioni della Commissione di Coordinamento quella che ci sembra più strana è quella del richiamo formale alla legge del 1976 e ai tassi di interesse...perché non crediamo che in una trattativa talmente complessa, quando per di più vi è in ballo l'intero immobile, si debba andare a cercare la differenza d'interesse dell'1,25%, che sarebbe facilissimo, pagando qualche cosa come macchinari e addirittura una centralina elettrica, capitalizzare immediatamente e dare all'imprenditore più di quanto invece eravamo riusciti...permettetemi l'espressione...a trattare con l'imprenditore stesso, in maniera che si arrivi a questo paradosso: che a volere fare i formalisti si diano delle armi agli imprenditori per chiedere all'Ente pubblico sempre di più. Ed è per questo motivo, per non cedere sotto un certo profilo che proponiamo questa legge dove, effettivamente, per quanto ci riguarda, non troviamo che la strada scelta in questa vasta concertazione di forze differenti, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo legislativo, sia la migliore. Ripeto: è l'unica che ha fondate speranze di passare.
Il nostro sforzo sarà, anzi, quello di ottenere il visto prima della scadenza degli otto giorni, in quanto è indispensabile che l'impresa, anche se a ranghi ridotti, incominci a lavorare subito per poter utilizzare gli ordini già ricevuti e quella parte di magazzino non completamente di materie prime, quella parte di magazzino di materiale semilavorato, semifinito che può essere espletata facilmente, e quindi iniziare il volano del recupero. Non si dimentichi, infine, che con l'accordo con il fallimento, le liquidazioni e i diritti dei lavoratori - che ormai aspettano da più di un anno - dovrebbero essere soddisfatti.
Faval (U.V.) - Prima di dare la parola ai Consiglieri che la chiederanno, do lettura del parere espresso dalle Commissioni consiliari permanenti per gli Affari Generali, Finanze e Programmazione e Urbanistica e per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato, che hanno tenuto una riunione congiunta il 5 ottobre. Manganone, Chabod, De Grandis, Salvadori, Voyat: parere favorevole per l'approvazione di un disegno di legge; Berti, Cout, Minuzzo, Nebbia, Pollicini, e Tonino: pareri favorevoli in linea di massima, con riserva di esprimere in aula il proprio giudizio definitivo; Riccarand ribadisce il proprio parere negativo già espresso nei confronti del precedente analogo disegno di legge regionale. Inoltre, la Commissione ha anche proposto due emendamenti.
La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Ma io vorrei, su questo disegno di legge e sulla relazione fatta dal Presidente della Giunta, fare alcune considerazioni.
Il primo rilievo riguarda un po' l'iter di questo disegno di legge: il precedente disegno di legge sull'IMVA era stato...penso che tutti i Consiglieri se lo ricordino...era stato fatto approvare in gran fretta al Consiglio regionale il 29 giugno. Allora c'era stata una grande discussione perché il testo era stato presentato ai Consiglieri il 27 giugno ed era stata chiesta la votazione su questo testo senza offrire ai Consiglieri tutti gli elementi per valutare e senza il tempo necessario per una valutazione approfondita del testo del disegno di legge; dopo di che si è visto, come del resto era prevedibile, che quella gran fretta della Giunta di arrivare ad una decisione da parte del Consiglio, dopo mesi di silenzio e di disinformazione nei confronti del Consiglio stesso e degli organi del Consiglio, Commissione permanente Industria, Commercio e Artigianato, eccetera, si è tradotto in una legge impostata malamente che non stava in piedi da nessuna parte, e che è stata respinta dal Governo con una serie di osservazioni che riguardano praticamente tutti i punti essenziali del disegno di legge votato il 29 giugno. Cioè, tutti gli aspetti salienti sono stati ritenuti illegali, illegittimi da parte del Governo e hanno dovuto subire una profonda revisione. In sostanza, nel tentativo...con un modo di procedere affrettato in cui non si teneva in nessun conto quelle che erano le considerazioni da parte dei Consiglieri, si è di fatto non guadagnato tempo, ma si sono persi altri tre mesi!
Io vorrei rilevare che alcune osservazioni fatte dalla Commissione di Coordinamento, in particolare quella che riguarda gli articoli 4 e 5 del vecchio disegno di legge, erano già state fatte in quest'aula ad esempio dal Consigliere Pollicini e da altri Consiglieri che avevano sottolineato come nel disegno di legge presentato dalla Giunta non si utilizzassero i fondi di rotazione e si facessero dei finanziamenti al di fuori di quelle che erano le leggi regionali.
Un'altra cosa che vorrei sottolineare è che il parere del Governo è pervenuto alla Presidenza del Consiglio e alla Giunta regionale il 2 agosto, quindi ci sono voluti altri due mesi perché la Giunta fosse in grado di fare quello che è un semplice documento tecnico della legge. Ecco, anche qui, nuovamente il Consiglio regionale viene convocato in seduta straordinaria! Fra l'altro, appunto, era intenzione della Giunta fare discutere questi disegni di legge nella riunione di venerdì scorso, ma per fortuna da parte dell'ufficio c'è stata una richiesta di maggiore tempo per un'analisi più approfondita del testo. Comunque si pone di nuovo il Consiglio di fronte a una gran festa, quando di fatto si è perso, secondo me proprio da parte dell'Esecutivo, del tempo nella formulazione di questo disegno di legge.
Nel merito del nuovo testo...a mio avviso sotto alcuni aspetti il nuovo testo è un pochino più dignitoso, cioè sotto certi aspetti, almeno sotto l'aspetto formale. Infatti, la relazione è un pochino più ampia e contiene alcuni...non è certamente soddisfacente la relazione, perché manca di un sacco di dati, però, rispetto alla relazione che avevamo avuto il 29 giugno, la paginetta del 29 giugno, è senza dubbio un grosso passo in avanti, se possiamo dire così. L'articolato anche di questo disegno di legge è, a mio avviso, più preciso e più ordinato del precedente. La concessione di mutui regionali viene ricondotta, almeno in parte - perché vedremo che anche in questo caso viene ricondotta almeno in parte - nell'ambito della legge regionale sui fondi di rotazione, ma anche qui si esce con un articolo...e tutti i Consiglieri erano presenti...penso l'articolo 6 o l'articolo 7 della legge regionale sui fondi di rotazione, e si finanzia una società che finalmente ha un nome e una sede, mentre con il precedente disegno di legge si andava a finanziare una società che non esisteva, una costituenda società che non aveva né nome, né sede, e che non si sapeva neanche cosa fosse!
Ora, quindi, a mio avviso, sotto l'aspetto formale si tratta di un disegno di legge un pochino più ordinato - su questo non sono d'accordo con quello che diceva il Presidente della Giunta - anche se nella sostanza evidentemente sono anch'io d'accordo sul fatto che la sostanza del problema, il modo con cui è impostato il problema non cambia di molto. Rimangono...l'impostazione rimane la stessa; anzi, è chiaro - in questo condivido l'osservazione del Presidente della Giunta - che il secondo articolo in cui si ritorna a dei contributi a fondo perso è in un certo senso peggiorativo rispetto alla precedente formulazione però, di fatto, in sostanza l'impostazione rimane quella del testo precedente.
Proprio perché l'impostazione è sostanzialmente analoga a quella precedente, io torno quindi a ribadire molto velocemente, per non rifare tutta l'analisi, tutta la discussione fatta nel precedente Consiglio, quelli che sono i limiti più grossi di questo disegno di legge, di questo provvedimento. E ne indico soltanto tre, che sono quelli più evidenti: primo, lo scarso recupero occupazionale che si attua attraverso questo disegno di legge e la convenzione tra Regione ed Enrietti. Di fronte a uno stabilimento che appunto aveva l'anno scorso, all'inizio dell'anno scorso, 230 dipendenti e che, in base al piano dell'IMVA, doveva arrivare a 309 dipendenti, ci si propone e si pensa di riuscire a recuperare novanta posti di lavoro; anche questi novanta, come avevo già detto nello scorso Consiglio e ritengo necessario ribadirlo, non sono novanta posti effettivi salvati, in quanto una parte di questi posti avrebbero già potuto essere recuperati ad Hône attraverso un ampliamento di quelli che erano i programmi di investimento dell'Enrietti. Quindi, di fatto, si salvano cinquantacinque posti di lavoro, e questo evidentemente è certo un fatto che può essere considerato positivo in una zona in cui c'è un grave problema occupazionale, in cui il problema era non solo di mantenere i posti che c'erano, ma di creare nuovi posti per i giovani disoccupati, di creare nuovi posti di lavoro per le donne, eccetera...mentre proprio questi settori, giovani e occupazione femminile sono maggiormente colpiti dalla situazione attuale e questo disegno di legge non aiuta certo a trovare una soluzione a questo problema.
Un altro fatto, un altro elemento estremamente negativo di questo disegno di legge, che è confermato indirettamente dal silenzio su questo punto del Presidente della Giunta, è l'assenza di prospettive chiare per la metà o più della metà dei dipendenti ex IMVA, che sono attualmente in cassa integrazione. Il piano Enrietti, l'accordo fra Enrietti e Regione, se andrà avanti regolarmente prevedrà l'occupazione di cinquanta persone, non si sa neanche per quanto tempo, per quanti anni, fra l'altro. E gli altri novanta che fine fanno? Anche qui, io vorrei ricordare che, durante la discussione del precedente disegno di legge del 29 giugno, era stato approvato all'unanimità da tutto il Consiglio regionale, in cui si impegnava la Giunta regionale a intervenire affinché fosse rapidamente trovata una soluzione occupazionale per i restanti novantaquattro operai in cassa integrazione, anche dopo il provvedimento di cui in premessa. Sono passati tre mesi, il Presidente della Giunta viene a riproporre un analogo disegno di legge, ma non dice neanche una parola su questo che era un impegno ben preciso che la Giunta si era assunta su deliberazione unanime del Consiglio! Non c'è una parola sugli altri novanta o più occupati in cassa integrazione, quale potrà essere la loro utilizzazione, che fine faranno questi - e qui si parlava un tempo di questi investimenti della Besso - è un discorso che non è mai stato fatto in Consiglio, è un discorso del tutto fumoso. C'erano state delle proposte dei Fratelli Besso alla Giunta che non sono mai state neanche trasmesse in visione ai Consiglieri regionali e ai membri della Commissione Industria, Commercio e Artigianato, c'è una situazione che non è affatto chiara!
Terzo punto, terzo grosso limite del disegno di legge, è il costo per la collettività dell'operazione: per il 1979 si tratta di oltre un miliardo di spese per la Regione e, nel giro di cinque anni, la spesa sarà almeno di due miliardi; di questi miliardi non si sa, non c'è nessun fondato elemento per dire quanti potranno essere recuperati dalla Regione...sicuramente molto pochi, anche perché le garanzie offerte dall'Alluver, dall'Enrietti sono praticamente inesistenti, il mutuo regionale che dovrebbe rientrare è coperto a sua volta per il 65% da garanzia regionale, quindi la Regione garantisce il proprio mutuo, e anche questo evidentemente non dà certo elementi per dire questi soldi rientreranno alla Regione. In sostanza, concludendo, si tratta di un intervento che...ribadisco il giudizio già dato sul precedente disegno di legge, perché il quadro è lo stesso...è stato un intervento affannoso, un intervento da tappa-buchi che però non tappa neanche tutti i buchi, abbiamo visto prima il problema dei posti di lavoro che non vengono completamente recuperati...
Interventi come questo per l'IMVA, e anticipo quello che è il giudizio su anche il disegno di legge successivo, quello riguardante Cogne, sono interventi fatti sulla spinta di situazioni particolarmente difficili, particolarmente degradate, in cui esiste la necessità di un intervento immediato e, sotto certi aspetti, interventi del genere si potrebbero anche giustificare in casi del tutto particolari, sporadici e...il fatto grave è che qui interventi rispetto all'industria si fanno soltanto in queste condizioni, perché io, da quando sono in Consiglio, ho sentito parlare di problemi dell'industria, interventi regionali sul problema dell'industria soltanto in queste condizioni. Questa è diventata la prassi normale di intervento sul problema dell'industria da parte della Giunta regionale. Questo, evidentemente, è un fatto che non può essere accettato - e da parte di tutti i Gruppi consiliari - se l'impegno, se l'interesse, se la preoccupazione di mantenere i posti di lavoro, di cercare di fare di tutto anche per mantenere quei pochi che ci restano da recuperare...non è certo procedendo in questo modo, secondo me, che si può avviare una politica industriale seria in Valle d'Aosta!
Il giudizio mio, quindi, su questo disegno di legge...ribadisco il giudizio precedente. Presenterò due emendamenti rispetto al disegno di legge: uno è relativo al primo articolo del disegno di legge, cioè in sostanza chiedo - lì dove viene detto, al 2° comma dell'articolo 1, che: "Le forme di controllo regionale intese a garantire il raggiungimento dei fini di cui al comma precedente, saranno previste in apposita convenzione da stipulare dalla Giunta regionale" con la società Alluver - che sia inserito: "sentita la Commissione consiliare per l'Industria, Commercio e l'Artigianato" che è un organo del Consiglio...come minimo, il suo parere, il suo giudizio, anche per tenere informato il Consiglio che poi deve di fatto deliberare su queste cose, deve esserci!
In secondo luogo chiedo che questa convenzione...dal momento che è quella che regola gli impegni ed i reciproci diritti e doveri fra Regione e Società Alluver...questa convenzione sia stipulata entro trenta giorni dalla pubblicazione del disegno di legge; questo perché evidentemente prima di erogare i finanziamenti, prima di erogare i contributi, questa convenzione deve essere stipulata, cioè deve essere chiaro quali sono gli impegni dell'Alluver e quale, di conseguenza, il modo con cui la Regione va a dare i suoi contributi. Il secondo emendamento prevede l'abrogazione dell'articolo 3: l'articolo 3 a mio avviso deve essere abrogato, perché di fatto vanifica ed è in contraddizione con quello che prescrive l'articolo 2. L'articolo 2 prescrive che si danno 400 milioni in cinque anni in rate annuali stabili, qui invece si va a vanificare completamente l'articolo facendo intuire che il primo anno si daranno gli 80 milioni, o quanti sono, la prima rata e poi dopo tutta la tranche verrà data insieme il secondo ed il terzo anno.
Ecco, quindi, anche qui si tratta di un modo...in questo senso sì, diventa peggiorativo rispetto al vecchio disegno di legge, dove si ancorava questo contributo al contenimento del tasso d'interesse. Quindi, evidentemente, a mio avviso anche questo articolo...ci sono poi delle perplessità anche sugli altri articoli, e penso che altri Consiglieri, altri Gruppi, presenteranno emendamenti su altri punti.
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Mah, alcune considerazioni sono già state fatte dal Consigliere Riccarand e penso che già nel Consiglio scorso, nei discorsi in cui si è discusso di questo problema, erano state sollevate in diverse occasioni delle perplessità su questo modo di intervenire della Giunta e sul pericolo stesso, nell'ultimo Consiglio, che questo provvedimento non sarebbe passato al Coordinamento. Non starò a ripetere le osservazioni del Coordinamento, che sono state già anche richiamate dal Presidente della Giunta.
Vorrei solo sottolineare come queste osservazioni del Coordinamento stanno ad indicare come la legge non sia stata senz'altro una buona legge per gli interessi della Regione, se è vero che il Coordinamento ha sollevato tutti questi...su tutti questi aspetti salienti - come diceva il Consigliere Riccarand - della legge stessa, di illegittimità nei punti che andavano a favorire solo gli interessi dell'industriale in questione. Secondo noi queste osservazioni stanno soprattutto ad indicare...e ci danno ragione quando noi diciamo che questa legge è il sintomo più evidente di una completa mancanza di una qualsiasi politica industriale in Valle d'Aosta; però, ecco, torneremo in seguito su questo. Vorrei solo ricordare come nell'ultimo Consiglio, in occasione della discussione della legge, avevamo votato, dato parere favorevole su questa legge, anche perché era stato votato all'unanimità un ordine del giorno che noi avevamo proposto e che - lo ricordava già il Consigliere Riccarand - chiedeva alla Giunta di intervenire anche per sanare la situazione degli altri novantaquattro occupati, e di agire al più presto possibile senza continuare, appunto, a delegare nelle leggi la Giunta ad agire, affinché ci fosse un controllo effettivo della Regione sulla costituenda società, soprattutto per quanto riguarda dove andranno...il fatto di dove andranno a finire i finanziamenti che vengono dati alla società.
Noi non riusciamo veramente a capire il comportamento della Giunta regionale dopo che era stata votata questa legge sull'IMVA. Eravamo convinti, infatti, che sarebbe servito a qualcosa il dibattito che è avvenuto in Consiglio, appunto per le grosse perplessità che erano sorte nella discussione, e che le indicazioni scaturite e contrarie a questo modo di agire della Giunta avrebbero fatto riflettere. Purtroppo dobbiamo ravvederci ancora una volta! Per ora, infatti, nessun impegno è stato assunto dalla Giunta in base a quello che era stato deliberato all'unanimità nell'ordine del giorno e, se andiamo a vedere la nuova legge per gli interventi nei confronti dell'ex IMVA, non c'è proprio niente di migliorativo, anzi, ci sono degli elementi che ci lasciano perplessi e ci fanno fortemente dubitare non solo sul fatto che la Giunta abbia la volontà di darci finalmente una politica industriale seria, ma anche sul fatto che, una volta avviati questi meccanismi pericolosi, con questa legge...e non per niente la Giunta stessa ne mette in evidenza i caratteri di eccezionalità e il Presidente della Giunta ricordava, un momento fa, nella sua illustrazione, che questa è una legge peggiorativa di quella...della legge precedente. Dicevo che, una volta avviati questi meccanismi pericolosi, è poi tutto da vedere se effettivamente si avrà poi la volontà e la forza di frenare altri effetti di "assistenzialismo", se così li vogliamo chiamare, nell'industria...una strada pericolosa che potrebbe, lo ripeto, essere imboccata.
Noi chiederemo ancora una volta delle garanzie precise della Giunta, e ci sembra la cosa più logica in questo momento, l'unica alternativa possibile a questo modo di agire della Giunta che ci lascia perlomeno perplessi...già Riccarand ricordava come si è arrivati a queste leggi! La legge, comunque, che ci viene presentata alla discussione, dimostra chiaramente come la Giunta non si sia minimamente posta il problema di introdurre, rispetto alla precedente bocciata del Coordinamento, degli elementi migliorativi per quanto riguarda gli interventi della Regione, considerati anche nel senso più largo del termine, cioè di darsi una vera politica industriale e costruire delle basi solide per il futuro.
La Giunta si è trovata, secondo il nostro parere, come in un vicolo cieco, dopo che è stata bocciata la legge dal Coordinamento, e già prima ancora di arrivare a trattare con gli Enrietti direi che, dopo avere trattato con gli Orlando, e fallito questo tentativo, e non potendo o non volendo - non sappiamo - andare a ricevere altri industriali intenzionati a rilevare l'azienda, il Presidente si era rivolto agli Enrietti. Da tempo noi avevamo detto che è pericoloso questo andare a trattare di volta in volta con un unico industriale, e che è pericoloso - aggiungeremmo anche presuntuoso - pretendere di agire senza neanche l'appoggio di una data struttura che affianchi la Giunta, così abbastanza, non so se può essere il termine esatto, abbastanza "a lume di naso", sperando di incontrare l'industriale buono! E così si è arrivati ad essere un po' in balia di questi industriali che, naturalmente e giustamente, fanno il loro lavoro e, direi, soprattutto i loro interessi, così prima con una legge sembrava che la Regione avesse avuto l'intenzione di fare addirittura da banca con gli anticipi di cassa - e direi da banca con la manica molto larga - e poi, bocciato questo tentativo, in questa legge, con cui Enrietti aveva anche fatto i calcoli di quanto avrebbe guadagnato di interessi in quindici anni...avrebbe guadagnato, appunto, la cifra di un miliardo e 167 milioni, e dopo questa...appunto, la Regione ha preparato la nuova legge!
Secondo il nostro parere, quello che ha detto Chabod in Commissione per l'esame di questa legge - dopo che l'abbiamo aspettato per un'ora, in quei cinque minuti che è stato con noi per delucidarci la legge - riassume un po' il modo con cui da parte della Giunta o da parte del Presidente...come ci si è posti almeno di fronte al problema. Diceva Chabod, siccome sono sorti problemi circa la legge per queste sovvenzioni, la legge n. 89 per le sovvenzioni ad Enrietti, ebbene a quel punto Enrietti non avrebbe voluto neanche più accettare quello che era stato concordato e, così diceva Chabod, si è dovuto preparare questa nuova legge cercando di tamponare un po'. Un'altra Regione, volendo darsi una seria politica industriale, avrebbe da tempo pensato ad investimenti di tipo diverso. Noi, già diverse volte, abbiamo ricordato i tipi di intervento che potrebbero essere fatti sull'area attrezzata per l'industria, sulla...società di leasing, su una revisione degli interventi sul credito, finalizzazione, controllo degli investimenti, su interventi e assistenza per studi, marketing o ricerca di nuove tecnologie, eccetera...ma tutto questo non con interventi diretti, della Giunta o, meglio, del Presidente, senza uffici adatti, o appoggi a strutture serie che veramente conoscano questi problemi.
La Giunta ha solo cercato, secondo il nostro parere, di far leva sul denaro offrendo fior di milioni per far riaprire l'azienda, l'unica cosa positiva è che si dà lavoro dai cinquanta subito ai novanta operai fra alcuni anni, ma ci domandiamo a quale prezzo, e non è più cosa positiva, questa, di dare lavoro agli operai, se si pensa che per gli altri novantaquattro non si è trovata ancora una soluzione! E, visti i costi e tutta una serie di elementi negativi, non sarebbe giusto, nel senso che non sarebbe onesto mettere solo in evidenza che si dà lavoro ad una parte di operai ex IMVA. Sarebbe, visti tutti i grossi problemi aperti, voler camuffare il più completo - e l'abbiamo già ricordato - fallimento di una politica industriale di questa Giunta, e noi questo non lo vogliamo fare, perché sarebbe oltretutto pericoloso percorrere questa strada. Va, secondo noi, data una virata alla barra del timone.
Si criticano spesso e volentieri gli interventi assistenziali nel Mezzogiorno...e mi chiedo allora a cosa puntano invece questi interventi di questo tipo, fatti in questo modo; e mi chiedo cosa sono questi 400 milioni dati così, a fondo perso, così, questo meccanismo che può essere anche inteso come un certo meccanismo di truffa dell'articolo 2, con cui i soldi vengono dati prima in base all'articolo 1 e sono ripartiti su diversi esercizi, possono poi essere dati l'anno successivo tutti contemporaneamente; e mi chiedo come mai, oltre a concedere una fideiussione fino alla concorrenza di un miliardo, si sono aumentati i fondi di rotazione di 900 milioni di lire, e valutare nelle varie industrie, si dice...anche se poi logicamente sono i 900 milioni che verranno dati tutti all'IMVA.
Ecco, su questi fondi di rotazione ci chiediamo: mentre prima a rispondere, a garantire per questo mutuo era la società, altrimenti ci avrebbe rimesso la banca e, anche per la questione IMVA, ne abbiamo avuto un esempio come il medio credito, ora la Regione assiste...con garanzia fino al 75%, fino a 3/4 della cifra stessa. Ecco, solo più, a questo punto, il 25% di rischio a carico dell'azienda e, un altro concetto che è stato introdotto ex novo, mentre prima la spesa ritenuta ammissibile con mutuo veniva calcolata sul 65%, ora - l'ha ricordato anche il Presidente che è in contrasto con la legislazione vigente - arriva addirittura al 100% del costo. Mi sembra che a questo punto il rischio per l'imprenditore sia ridotto proprio al minimo e, di questo passo, questi interventi diretti in agevolazioni dalla Regione, con questo continuo assumersi quote consistenti di rischio, direi le più grandi, la Regione si sta avviando verso quello che è un paradosso, cioè a essere "lei" l'imprenditore per quel che si tratta del rischio, e lasciando invece ad altri l'organizzazione migliore del massimo profitto da perseguire. E quindi ci viene spontanea una riflessione: è vero che la Società Enrietti dà delle maggiori garanzie, è una società che in Valle ha avuto, almeno l'Enrietti, una certa funzione, ma se è vero che è una ditta seria e che ci dà delle garanzie per il futuro, perché allora questa enorme profusione di denaro e, soprattutto, questo accollarsi della Regione di tutti i rischi dell'operazione? Direi che abbiamo assistito in Valle d'Aosta ad un'escalation dell'assistenzialismo e si era passati, proprio per avere maggiori garanzie, alla Regione, perché alla Regione rimanesse almeno qualcosa in mano dei contributi a fondo perso...alla legge sui fondi di rotazione, prima, alla politica regionale di acquisto delle aree industriali, alla costruzione di stabilimenti, acquisto di stabilimenti e relativi costi di ristrutturazione degli stessi. E basti pensare che ormai l'Amministrazione regionale è proprietaria di diverse aziende...dalla ex SIRCA, alla Brambilla Filatura, ai terreni della...la Montecatini, la Pollein Confezioni, la Maxel, la Centrale del Latte, e per tutto questo stati già spesi 5 miliardi e 700 milioni per l'acquisto e sono stati spesi, mi sembra, più di un miliardo per spese di ristrutturazione, senza contare quelle che ci saranno a Cogne e quelle che ci saranno a Verrès per l'IMVA - tra l'altro tutta una parte di questi immobili sono addirittura lasciati inutilizzati - e, per continuare, rispetto alla legge in questione, si è passato a dare delle garanzie fideiussorie e a contributi in conto interesse.
Ora mi sembra che, dopo tutti questi tipi di intervento, si ritorni addirittura a dare alle industrie quello che era un contributo a fondo perso che tanto si era criticato e che si voleva superare con queste agevolazioni, cioè si aggiunge a queste agevolazioni, nuovamente, un contributo a fondo perso! Diciamo che noi, pur essendo favorevoli, e non potremmo essere altrimenti, a dare un'occupazione agli operai che, appunto, da tempo aspettano questa occupazione, ci siamo comunque anche battuti affinché si fosse arrivati ad una soluzione soddisfacente per l'IMVA, diversa da quella che viene continuamente prospettata, e abbiamo, sulle proposte della Giunta, per la soluzione del problema IMVA, ancora troppe riserve. Ed è per questo che ricorderemo soltanto alcuni problemi che sono ancora sospesi e proporremo alcuni emendamenti alla legge stessa, ai problemi sospesi: quello dei novantaquattro operai, il problema di una soluzione esterna, la Besso, questo intervento eccezionale che si farà per l'IMVA e per la Cogne verrà ripetuto anche per la Besso, per garantire questi altri novantaquattro posti di lavoro; la convenzione con l'Associazione Industriali, che avevamo chiesto per garantire questo trasferimento degli operai che non verranno assunti all'IMVA alle altre società. La garanzia di un effettivo controllo, a che punto siamo per poter vedere che fine effettivamente fanno questi investimenti? E, tra l'altro, non abbiamo ancora capito quali garanzie ci dà questa ditta, quali garanzie ci darà la ditta di Cogne per quanto riguarda il rischio che rimane comunque, appunto, a carico della Regione. Perché questo? La revisione del credito di cui tanto si è parlato...non si è ancora cominciato a discuterne e si continua con questo tipo di intervento! Come verranno pagati gli operai?
Il Presidente dice che Enrietti pagherà 800 milioni i macchinari e i capannoni che dovrebbero essere appunto messi in vendita. Solo per i macchinari e le scorte in magazzino io ho i miei dubbi - appunto, non ci sono neanche i capannoni - che Enrietti li paghi molto più di quanto sono stati valutati dal Tribunale in 400 milioni! Comunque, ancora su quello ci sono i 300 di credito agevolato che vanta la Mediocredito e, comunque, gli operai vantano un credito di 985 milioni 127 mila 734 lire, e quello che pagherà Enrietti non arriverà certamente a questa cifra. E poi gli altri problemi che rimangono aperti: passerà, non passerà questa legge al Coordinamento? Quando si inizierà finalmente a lavorare? E poi rimane in sospeso il fatto dell'eccezionalità dell'intervento...non sarà, questa, una via ad altri interventi di questo genere? Le fabbriche che hanno chiuso nel passato non erano...gli interventi che sono stati adottati non erano di carattere eccezionale, quelle che chiuderanno in futuro non saranno di carattere eccezionale...non sarà, questo, un aprire la via ad un tipo di interventi di questo tipo? Ecco, diciamo che abbiamo criticato per tutto questo l'operato della Giunta, e diciamo che se questa legge è frutto di una...politica industriale, è giusto che le responsabilità di questo se la assuma in pieno la Giunta regionale!
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Ma non vi è dubbio che, una volta tanto, il Presidente è stato brutalmente chiaro, una volta tanto, soltanto, cioè ha detto chiaramente le condizioni pesanti a cui ha dovuto assoggettarsi la Regione: questo mi pare sia il clou della questione. La realtà è che la Regione in questa vicenda è in un'oggettiva posizione di debolezza, in mancanza di soluzioni alternative, una situazione che si è deteriorata ed è giunta al limite massimo del degrado, non poteva avere che soluzioni in armonia a questo tipo di condizioni in cui è venuta a trovarsi; cioè, in effetti, questa è una via obbligata oggi. Se aspettiamo ancora un po', io penso che neanche per quei novanta posti di lavoro vi siano altre prospettive! È sufficiente dare un'occhiata ai recenti provvedimenti di deflazione che sono stati emanati dalla Banca d'Italia per capire che ci avviamo ad un periodo di recessione che complicherà ulteriormente il problema occupazionale. È una realtà che è inutile nascondere: i tempi futuri saranno ancora peggiori di quelli già difficili oggi, e allora, di fronte a questa situazione, purtroppo dobbiamo adattarci ad accettare o, se vogliamo dire, "a subire" una situazione che non offre in questo momento altre prospettive.
Non ripeterò quindi il discorso che ho già fatto il 29 giugno e che sottoscrivo anche oggi, però le condizioni di oggi non ci consentono di avere prospettive di soluzioni alternative. Non ve ne sono oggi - certo, a monte ripeto anch'io che ci stanno tutte le responsabilità di una politica industriale di questa Giunta, su questo non c'è dubbio -, però oggi dobbiamo fare i conti con una realtà che è quella in cui siamo giunti, io penso all'ultimo stadio per non perdere del tutto il controllo della situazione. Certo, ci sono ancora novanta operai che non possono trovare lavoro, però va detto anche che pare che un certo numero di persone si sia collocata altrove ed è un dato positivo; c'è il secondo capoverso della relazione, a pagina 2, una presa di coscienza di questa realtà là dove dice che i dipendenti ex IMVA saranno assunti dalla società costituita dalla ditta Enrietti e i lavoratori eccendenti le novanta unità rimarranno in cassa integrazione in attesa di successive riassunzioni dirette o da parte di terzi, da effettuarsi in tempi rigidamente prefissati e, comunque, compatibili con i termini della cassa integrazione. Mi pare che questo capoverso sia giusto valutarlo come un impegno di continuare, da parte della Giunta, la ricerca di soluzioni di impiego. Però io dico, con molta chiarezza, che vedo estremamente difficile questa prospettiva, proprio per i fatti che ho detto prima. Per cui è certamente una legge non esemplare, d'altra parte l'ha anche dichiarato il Presidente, ma comunque necessaria, arrivo a dire comunque obbligatoria.
Quello che mi pare importante affermare in questo momento è questo: trovare la possibilità che questo disegno di legge passi, passi rapidamente, si inizi con un recupero occupazionale; evidentemente in questo momento possiamo dire molte cose, però prospettive reali non ne abbiamo di più. Quindi siamo favorevoli con tutti limiti, le insufficienze, le critiche e le responsabilità che esistono in una vicenda che ormai è giunta all'ultimo stadio del degrado.
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Certo è che, dopo le dichiarazioni e la relazione fatta dal Presidente della Giunta, visti gli accordi presi a livello romano, viste le garanzie che sono state date, non ci sarebbe la necessità di intervenire o, soprattutto, non ci sarebbe la necessità di intervenire per fare della demagogia, criticare questa legge per poi votare a favore. Però il mio intervento vuole essere solo, così, di analisi di questa legge, che a mio avviso è la conseguenza di un certo tipo di comportamento della Giunta regionale e dell'Assessorato all'Industria, Commercio e Artigianato.
Chiaramente, Pollicini diceva: la Regione, la Giunta regionale si trova in una posizione di debolezza. Questo è vero, però se andiamo ad analizzare il perché la Regione si trova in una posizione di debolezza si va a scoprire che la posizione di debolezza, che oggi dobbiamo constatare con l'approvazione di questa legge, è dovuta al fatto della mancanza di volontà da parte della Giunta, forse, di cercare di dare un indirizzo concreto a quello che è il problema dell'industria in Valle d'Aosta.
Innanzitutto - e avevo già avvisato l'Assessore, non so se è intervenuto fintanto che io ero assente, fuori dall'aula - un rilievo da fare è sulla relazione di questa legge. Infatti, su quattro pagine di relazione mai si parla della società che rileva la ex IMVA. Nella relazione si parla dei fratelli Enrietti, nella relazione si parla di costituenda società mentre poi, nel testo di legge, chiaramente è specificato che chi rileva questa società è la Alluver. Quindi questo qua è solo un appunto, così, con la leggerezza con la quale vengono portate in Consiglio regionale certe proposte, certi disegni di legge. Proseguendo così, nell'analisi degli articoli di questa legge, all'articolo 5, questo articolo 5, ci accorgiamo che è stato fatto un articolo ad hoc per la questione dell'IMVA. La cosa potrebbe anche starmi bene, senonché siamo tutti a conoscenza che l'enorme numero, l'enorme quantità di richieste di fondi di rotazione che ci sono da parte di industrie valdostane, di industrie che sono sane, che chiedono l'intervento regionale per l'espansione della propria attività, che chiedono l'intervento regionale per aumentare l'occupazione, ebbene, per queste aziende che hanno chiesto i fondi di rotazione - ed è recente l'ultima riunione della Commissione che ha stabilito questi interventi - ci siamo accorti che, su richieste anche non grosse, la Regione, come fondi di rotazione, ha stanziato addirittura un terzo, un quarto di quello che era la richiesta, cifra il cui ammontare serviva a malapena a coprire i costi di oneri di urbanizzazione.
Qui per l'IMVA c'è una società già morta e che dalla relazione non si riesce bene a capire neanche quante unità lavorative ci sono a disposizione, perché è scritto chiaramente nella relazione che delle unità lavorative hanno spesso trovato una diversa sistemazione. Io mi chiedo se effettivamente...quante sono effettivamente le unità lavorative che devono essere impiegate in questa nuova azienda, questa nuova società che va a rilevare l'IMVA! A tutto questo però non basta, se noi andiamo ad aggiungere - ed ho qui una lettera di risposta fatta dal Presidente Andrione - a un'azienda che aveva chiesto un intervento regionale per venire incontro alle spese sostenute nell'alluvione dell'agosto dello scorso anno mi sembra, sì, nell'agosto dello scorso anno, ebbene, il Presidente Andrione...questo, Presidente, lo ha scritto lei...dice chiaramente che "Con riferimento alla nota del 5 settembre 1979, protocollo... - e andiamo avanti - ...si comunica che lo stanziamento straordinario dello Stato ai sensi dell'articolo 14 della legge 19 gennaio 1979, n. 17, è stato destinato con legge regionale 20 aprile 1979, n. 20, a favore di interventi nel settore dell'agricoltura e dei lavori pubblici, nel rispetto delle finalità della legge n. 17 succitata, per cui la richiesta in oggetto non può essere presa in considerazione".
Io ho voluto andarmi a prendere la legge n. 17, la quale prevede - lascio tutta la prima parte, vado subito alla parte che più mi interessa - che questi contributi vengono concessi, questa concessione è concessa..."nonché alla concessione di contributi per riattamento di ripristino di immobili privati danneggiati, di qualsiasi natura e destinazione"; quindi chiaramente ci si può...
(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)
...grazie, se mi spiega poi, Presidente, mi fa...Quindi in questo articolo 14 della legge n. 17, poi nella legge regionale n. 20...c'è stata effettivamente una legge in cui si faceva una modifica di bilancio in cui c'era l'aumento di due miliardi al capitolo 1102 e si diceva che questi fondi erano destinati e variava la denominazione del capitolo "Spese sui fondi assegnati dallo Stato per interventi di competenza regionale in relazione alle alluvioni dell'ottobre 1977 e dell'agosto 1978, articolo 7 della legge...", e avanti di questo passo.
Orbene, anche questa azienda qua è un'azienda sana come molte altre, però alle aziende che sono sane, che hanno problemi di espansione, la Regione non certo non tende una mano! A questo aggiungiamo anche il fatto, e l'ho detto anche in Commissione all'Assessore, che alcune aziende che sono insediate in Valle d'Aosta non rispettano le convenzioni fatte; nonostante questo, la Regione continua ad intervenire o si cerca di farne - non so se a proposito - un problema, perché io ritengo che fintanto che ci sono 7 unità lavorative occupate è molto più facile chiudere un'azienda piuttosto che aspettare che siano 15, 16, 20 per cui viene a crearsi un problema sociale. Dico: la Regione continua a intervenire verso queste aziende, non recede dalla convenzione che assolutamente non è rispettata, per contro ci sono delle richieste di aziende in Bassa Valle che hanno il problema, come dicevo prima, di espansione, che non sanno dove mettere i dipendenti perché non hanno i locali dove iniziare dei nuovi tipi di produzione; per cui dico: non ho niente da sollevare in merito a questa legge. Volevo solo, il mio intervento voleva solo essere, così, un riferimento per uno specifico problema da parte della Giunta regionale verso tutto il problema globale dell'occupazione in Valle d'Aosta. Certamente qui ci troviamo di fronte alla salvaguardia di posti di lavoro e il mio Partito voterà a favore di questa legge, sebbene, nonostante tutte le garanzie date dall'Assessore, abbia delle perplessità che questa legge possa passare al Coordinamento. Me lo auguro, effettivamente, perché già nella passata seduta di Consiglio ebbi a dire che questa legge non sarebbe passata al Coordinamento, e difatti così è stato. Gli operai si erano illusi che, nel giro di un mese, un mese e mezzo, avrebbero avuto risolto il problema del loro posto di lavoro, invece questo non è avvenuto. Io allora dissi che andava bene se l'attività si prendeva a marzo-aprile, sono ancora convinto di questo, e questo si potrà realizzare se c'è un maggiore impegno da parte della Giunta regionale.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola in sede di discussione generale? La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Ma crediamo anche noi che questa non sia la miglior legge che poteva essere presentata al fine della soluzione del problema dell'IMVA, che ci siano, forse, ancora probabilmente delle possibilità di miglioramento. E ora ci rendiamo conto che la Regione è presa in mezzo tra la trattativa con la società che dovrà gestire l'azienda e, quindi, direi in un regime quasi di "libero mercato", non volendo lasciare al libero mercato la definizione della morte dell'azienda stessa, e le esigenze dello Stato espresse dalla Commissione di Coordinamento e dal Ministero per le Regioni. Speriamo che, effettivamente, questo sia il testo di legge che possa essere approvato. Il Presidente ha detto che ne erano stati concordati - anzi, discussi - cinque, ma respinti così, in sede ufficiosa, dal Ministero. Abbiamo dei dubbi, in alcuni casi...che per esempio l'articolo 3, per una insufficiente chiarezza, possa essere approvato, però riteniamo che comunque si debba giungere ad una definizione di tutto il problema, perché la situazione finanziaria, la situazione occupazionale riteniamo sia in progressivo aggravamento.
Le recenti notizie di assestamenti monetari e finanziari in tutto il mondo occidentale non favoriscono certamente uno sviluppo delle aziende che devono fondare le proprie prospettive sull'utilizzazione del credito; un credito che, probabilmente...ed è questa solo una domanda che voglio fare al Presidente, per quanto riguarda il mutuo di 1.000 milioni...che probabilmente sarà più caro domani di quello che ieri era stato previsto, proprio a causa dell'aumento del tasso di sconto da parte della Banca d'Italia.
Riteniamo, però, che questi assestamenti monetari e finanziari a livello non solo nazionale, ma mondiale, non si fermeranno qui, che subiranno un progressivo aggravamento anche in concomitanza con l'aumento dei costi delle fonti energetiche. È solo di questa mattina la notizia, mi pare dal Kuwait, che il petrolio è aumentato ulteriormente di un dollaro e qualche cosa al barile. Quindi, nella prospettiva di un continuo aggravamento dei costi, riteniamo che questi provvedimenti debbano essere presi il più rapidamente possibile, perché forse domani non si potrebbero più assumere. Però il tutto, in questo caso e forse anche nel caso della legge che discuteremo successivamente, è stato visto, oggi, in modo abbastanza estemporaneo e puntuale, direi relativamente proprio alla soluzione di questi problemi. Riteniamo, invece, che si debba affrontare globalmente il problema dell'industria in Valle d'Aosta, sotto il profilo occupazionale, sotto il profilo delle aree, sotto il profilo degli incentivi regionali che possono essere così, adesso, in linea di larga massima, individuati in una finanziaria regionale che sotto diverse forme, o di finanziamenti diretti o di finanziamenti indiretti, tipo leasing e simili, possa drenare la liquidità regionale che è notevole e che, proprio a causa dell'aumentata svalutazione, verrà tra qualche anno ad avere valore nullo, almeno tenderà ad avere nullo, se non sarà direttamente e immediatamente utilizzata.
Su questo tema, quindi, penso che le forze politiche dovranno prossimamente confrontarsi, cioè sulla possibilità di utilizzare questa massa monetaria liquida che è notevole, circa di 400 miliardi, almeno secondo gli ultimi dati nella Regione, e che vengono utilizzati in forme produttive e non solo in forma finanziaria per lucrare degli interessi che si verificano e, quindi, riteniamo che questi provvedimenti nella loro globalità debbano essere approvati. Forse qualche emendamento che è stato annunciato potrebbe anche essere esaminato e approvato, però globalmente i provvedimenti devono andare avanti, se l'assicurazione che riteniamo valida del Presidente è quella che vengano approvati dal Coordinamento e, quindi, vengano rapidamente approvati.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Il Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Abbiamo già sottolineato le nostre critiche al tipo di politica industriale che viene effettuata da questa Giunta regionale. Vogliamo ribadire che c'è una involuzione costante di questo tipo di politica: siamo passati gradualmente dall'acquisto di aree attrezzate, dalla concessione di mutui agevolati attraverso i fondi di rotazione, fino alla diretta corresponsione di anticipazioni di cassa da parte della Regione! Ecco, questo era già un elemento che introduceva delle novità pesanti, oggi siamo arrivati ai contributi a fondo perduto!
Direi che, nonostante le condizioni attraverso cui la Regione vuole intervenire diventino sempre più favorevoli per gli imprenditori, nonostante la Regione sia sempre più impegnata ad intervenire, a diventare proprietaria di immobili e strutture, ecco, le capacità di controllo della Regione non sono assolutamente migliorate. Si dice che si tratta di interventi eccezionali...ecco, il dubbio che abbiamo è che questi interventi eccezionali tendano a diventare la prassi per questa Amministrazione. Ci sono, da una parte, gli imprenditori e, dall'altra parte, ci sono i lavoratori. Gli imprenditori, giocando sulla necessità dei lavoratori di avere un posto di lavoro, impongono delle condizioni che sono sempre più onerose, e la Regione dimostra sempre più di non avere alcuna capacità di contrattazione e di controllo.
Avevamo già proposto più volte la costituzione, presso l'Amministrazione regionale, di un apposito ufficio per lo sviluppo industriale. Secondo noi questo ufficio avrebbe dovuto essere capace di effettuare le necessarie ricerche di mercato per capire a quali imprenditori rivolgersi, per capire quali aziende era opportuno facilitare. Avevamo proposto che questo ufficio fosse in grado di verificare i bilanci della società, fosse in grado di verificare gli investimenti proposti dalle aziende, fosse in grado di controllare il rispetto delle convenzioni stipulate. Un tale ufficio avrebbe d'altronde un ruolo positivo anche nell'assistenza tecnica e amministrativa alle piccole imprese artigianali e industriali che hanno grosse difficoltà nel curare il rigore dei propri bilanci, che hanno difficoltà ad effettuare ricerche di mercato, che non conoscono spesso le leggi e, attraverso un ufficio di questo tipo, potrebbero essere messe in grado di utilizzare meglio le facilitazioni previste da leggi regionali, da leggi nazionali e anche da leggi comunitarie. Invece di andare in questa direzione, invece di dotarsi di una politica industriale e di strumenti tecnici che siano all'altezza della crisi che diventa sempre più grave per il settore industriale nella nostra Regione, stiamo precipitando sempre più sulla china degli interventi subiti dalle condizioni iugulatorie poste dagli imprenditori, senza alcuna capacità di controllo.
C'è poi un altro elemento che vogliamo osservare in sede di discussione generale ed è la colpevole incapacità della Giunta regionale di predisporre leggi che diano, anche dal punto di vista formale, le necessarie garanzie di non essere respinte dal Coordinamento. Anche l'attuale legge, oltre che ricorrere a questa strada del contributo a fondo perduto - cosa molto discutibile dal punto di vista dell'intervento regionale - rischia, a nostro avviso, di essere respinta per contraddizioni rispetto a leggi esistenti.
Presenteremo quindi alcuni emendamenti che hanno due scopi: eliminare contraddizioni e indeterminatezze che rischiano di far bocciare nuovamente la legge, facendo perdere altri mesi ai lavoratori, e il secondo scopo è quello di eliminare alcune caratteristiche dell'intervento che fanno sì che non ci sia praticamente più capitale di rischio da parte della società. La volta precedente, pur con gravi perplessità, avevamo votato favorevolmente alla legge perché la Giunta regionale aveva preso degli impegni per cui non abbiamo ancora avuto risposta, quegli impegni che aveva ricordato prima Cout. Noi crediamo che debba essere fatto tutto il possibile per risolvere globalmente questo problema degli occupati all'IMVA. Vogliamo quindi dare un contributo concreto a migliorare questa legge. Non vogliamo, invece, dare una copertura, essere corresponsabili di una legge raffazzonata, di una legge che rischia di far perdere altro tempo ai lavoratori; quindi presentiamo alcuni emendamenti al Vice Presidente Faval.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere De Grandis.
De Grandis (P.R.I.) - Ma, se dicessi che questa legge mi trova consenziente perché risponde agli indirizzi di politica economica del mio Partito, mentirei, e l'osservazione fatta al Consigliere Mafrica di una certa involuzione della politica industriale della Regione è un'osservazione che ha senz'altro la sua verità. Però mi chiedo se questa involuzione è da vedere come conseguenza di una mancanza di linee programmatiche da parte della Regione o se, invece, affonda le sue radici in una situazione di fatto che dobbiamo purtroppo subire. Le condizioni economiche in cui ci troviamo non sono certamente volute da noi, non dipendono da noi, sono di carattere nazionale, addirittura europeo, si riflettono pesantemente anche sulla nostra Regione e ci portano, quindi, a dovere agire in quello che io chiamo "uno stato di necessità".
Lo stesso Presidente Andrione, nell'illustrare questo disegno di legge modificato, ha fatto accenno ad alcune piroette di carattere tecnico e giuridico a cui si è dovuto assoggettare affinché questa legge possa passare dal Coordinamento, quindi lo stato di necessità è palese, non sfugge a nessuno. Ripetere poi tutta la storia dell'IMVA mi sembra superfluo perché se ne è discusso a lungo, e quindi è fuori dubbio che ci troviamo di fronte alla disoccupazione, da una parte, e alla necessità di intervenire, dall'altra. È una scelta che dobbiamo fare, è una scelta che facciamo a denti stretti, è un rospo che dobbiamo ingoiare, ma questa scelta la dobbiamo fare! Io non sono in condizioni di suggerire modifiche di carattere tecnico-giuridico, perché quelle che sono state proposte dalla Giunta sono così in precario equilibrio che ho paura che, toccandole, rischiamo di diminuire la possibilità che il Coordinamento passi questo disegno di legge.
Per questi motivi, dichiaro che sono favorevole, come ho già detto in Commissione, al disegno di legge.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Se nessun altro chiede la parola dichiaro chiusa la discussione generale e do la parola al Presidente della Giunta, per la replica.
Andrione (U.V.) - Una breve risposta e vorrei iniziare da quanto ha detto il Consigliere Nebbia, perché mi sembra che uno dei punti nodali della situazione sia quello di spiegare il perché certi meccanismi finanziari condizionano notevolmente le possibilità di qualsiasi Ente pubblico, ivi compreso lo Stato, di intervenire in materia industriale.
Siamo praticamente ad un tasso di interesse bancario che con le spese si aggira intorno al 18%, con tendenza all'aumento, rifiuto di fidejussioni date da privati e non da Enti pubblici, garanzie che possono essere date soltanto in beni reali, valutati normalmente a 1/4 del loro valore di mercato. In queste condizioni, trovare il capitale di rischio - e non lo dico io, ma lo hanno detto Branca, Piaggio e altri esperti di movimenti che non sono l'Union Valdôtaine - è praticamente impossibile; non solo è impossibile, ma tenendo conto che i BOT danno un interesse netto esentasse per coloro che hanno dei liquidi da investire, che se alla Cina...esattamente al tasso a cui si paga il denaro in banca, quindi ritorniamo intorno al 16-16,50%, bisognerebbe proprio trovare dei benefattori e dei mecenati per investire il loro denaro in imprese industriali. Ne consegue che, non solo la Regione Valle d'Aosta, ma tutte le Regioni dello Stato intervengono pesantemente a favore dell'industria dando - e questo tutti, si veda la Regione Piemonte nel caso della Montefibre - priorità a quelle industrie che, per motivi particolari, sono andate a...proprio per il fatto che ci sono e che esistono dei problemi gravi di occupazione e di diritti dei lavoratori da risolvere contemporaneamente. E mi sembrava di avere già lungamente illustrato e discusso in questo Consiglio, a giugno, il fatto che l'articolo 3, quello che mi sembra sia stato il più criticato, è in realtà quella somma di denaro che permette l'acquisto di quel macchinario vecchio attraverso il quale si possono pagare le liquidazioni. Non entro nei particolari e non ripeto le cifre che sono conosciute: 900 milioni da una parte circa...dei lavoratori, 800 tra scorte e qualche cosa e magazzino, 100 e qualche milione della centrale elettrica esistente, che permette di fare fronte alle obbligazioni che l'azienda ha nei confronti dei lavoratori, perché una delle condizioni che qualsiasi imprenditore...e in particolare gli Orlando, prima, e gli Enrietti, dopo, avevano messo...è quella di ricevere la fabbrica pulita, perché non rispondono dei debiti pendenti, e fino qui credo che chiunque possa riconoscere che l'imprenditore abbia ragione.
Punto secondo: questo è stato un argomento che perfino Gizzi ha capito, dico persino lui ha ritenuto che qui vi fosse una particolare situazione sociale di cui la Regione potesse tenere conto. Perché si dà priorità a una situazione di questo genere? Evidentemente le ragioni sono numerosissime, ma vorrei sottolinearne una soltanto: è indispensabile beneficiare il mercato del lavoro in Bassa Valle, e cioè noi siamo certi che, al momento in cui queste liquidazioni saranno pagate, non tutti coloro che erano impiegati all'IMVA ritorneranno nella nuova società. E questo per una serie di motivi, poiché, anche parlando con il Sindaco di Verrès, si è potuto vedere che la disoccupazione è soprattutto - per non dire quasi - esclusivamente femminile, mentre l'occupazione maschile è relativamente facile. Sapete benissimo che, d'intesa con l'Ufficio del Lavoro e le Organizzazioni Sindacali sono stati bloccati certi trasferimenti che avrebbero permesso l'occupazione praticamente di tutta la manodopera maschile; questo per evitare che Verrès venisse a essere particolarmente colpita da una crisi e, anche in relazione allo sviluppo particolare della SADEA che, fino a quando non troverà delle lavorazioni alternative, rischia ad un certo momento, avendo perso alcuni contratti possibili in Brasile, credo, a causa dei Giapponesi...rischierà di avere il proprio tondino per la monetazione e, quindi, non assumere più. Questo come piccolo quadro generale; sempre con la Giunta comunale di Verrès - credo che Cout lo sappia - sono in corso trattative per altri 30 posti di lavoro. Per quanto riguarda invece la Besso, vi è un problema di piano regolatore ad Hône che dovrebbe essere risolto in questi tempi con una delibera del Consiglio comunale; comunque dovremmo riuscire ad arrivare ad una situazione abbastanza equilibrata senza bisogno di questo intervento particolare. Il riattamento delle industrie di cui alla legge è stato fatto, e se Minuzzo va alla Lys Fusion, potrà sapere e vedere la massicciata che è stata fatta in sponda orografica a destra del torrente Ayasse che continuerà i lavori fatti per il...e la pulizia, mentre per il macchinario l'unica cosa che abbiamo dovuto fare è stata riconoscere 300 milioni sul fondo di rotazione già versati per il macchinario acquistato nuovo, in relazione alla legge regionale. Dovrà ancora parlare per vedere se è possibile aumentare questo intervento, ma non è che l'alluvione ci permetta di ripagare il danno industriale dell'alluvione; quello territoriale, quello dei lavori pubblici sì...è un'altra questione.
Per quanto riguarda invece la DOLFRA - credo che l'allusione fosse quella - aspettiamo l'ora della verità, perché a luglio il fondo di rotazione è stato regolarmente pagato. Aspettiamo l'ora della verità perché non possiamo metterli fuori se non vi è una causa specifica e, posso dire, mi sono informato recentemente che le lavorazioni in questo momento vanno bene, sono come lavorazioni in pareggio, pesa enormemente quel disastro avvenuto qualche tempo fa, la mancanza di liquidità e dover pagare i debiti, per cui la situazione è abbastanza difficile, ma anche lì si tratta di una questione relativamente modesta, relativamente piccola; vedremo se è possibile non modificare le maestranze, assorbirle. Evidentemente, dal punto di vista della liquidità e del patrimonio industriale, siamo decisamente sotto, ma non direi che questo implica qualche cosa rispetto al problema dell'IMVA, che è un problema specificatamente legato ad un'industria, di Verrès, mandata in fallimento da persone non scelte da noi. Cout, non è responsabile questa Giunta! Secondo voci...ben informate, quella Giunta di cui voi facevate parte come maggioranza.
A parte questa parentesi, la legge è stata fatta come, e perché in questo modo? L'ho già detto prima, una situazione di crisi, di fronte alla crisi generale di chi vuole investire, di fronte a una situazione occupazionale non della Valle d'Aosta, non della Bassa Valle d'Aosta, ma dell'intero Piemonte - credo che abbiate letto qualche cosa di quello che avviene a Ivrea, o di quello che è avvenuto a Vercelli - l'unico modo che si ha per salvare un'industria esistente, quindi non uffici tecnici per industrie a venire...e qui vorrei dire che, in relazione ad una recente interpellanza sulla Clamy, sembra di assistere ad una riedizione moderna di Giano Bifronte...perché in un caso sembrerebbe che si dia troppo per salvare un'industria esistente andata in fallimento, nell'altro caso la Giunta regionale sembrerebbe dare non abbastanza per un'industria che viene ad installarsi...
È un rapporto d'investimento capitale, va beh, può darsi benissimo che sia come dice Tonino, ma dico mi sembra strano si arrivi a una certa puntualizzazione...potrei fare altri esempi, è stato detto da tutti, credo di averlo detto prima che questo tipo d'intervento è effettivamente eccezionale, ed è eccezionale perché riconosce a questo tipo di imprenditore - e vale anche per Cogne - delle agevolazioni che sono straordinarie, perché sono al di là delle agevolazioni che normalmente la Regione può concedere per nuove industrie, ma si tratta di rispondere ad un bisogno occupazionale straordinario, urgente, e la scelta è soltanto quella di non dare, di lasciare l'IMVA com'è e di lasciare Cogne com'è con la chiusura della miniera. Questo è il dilemma che si pone, e certamente anche l'allusione fatta da Nebbia ad una finanziaria, e finanziaria proprio quella piemontese...agiscono attraverso chi? Attraverso le banche, e ci ritroviamo di fronte al problema delle garanzie, al problema dei tassi d'interesse, al problema legato ancora una volta alla possibilità che solo la Regione abbia da fare delle fideiussioni, perché le fideiussioni ai privati non sono accettate, e devono dare i loro patrimoni immobiliari. Per quanto possa essere grande, di fronte a queste somme e al metodo di valutazione delle banche sarà sempre insufficiente; ne sia prova il caso Enrietti, dove lo stesso edificio dell'IMVA, che potrà diventare regionale in seguito al fallimento, è stato sottostimato del 60%...rispetto a che cosa? A un'asta giudiziale che lo vedeva di 900 e qualche milione, andata naturalmente deserta e potremmo farne di aste all'infinito che andrebbero tutte deserte, se non intervenisse l'Ente pubblico! Questa è la situazione di fatto, ed è per questo motivo che la Giunta regionale ha proposto il disegno di legge in questione.
Per quanto riguarda gli emendamenti, io prego il Consiglio, salvo quelli proposti dalla Commissione che sono esclusivamente linguistici perché, in un caso, la Commissione dice: "sopprimere la penultima parola "costituenda"", e sta bene, e nell'altro caso, invece..."per gli scopi di cui...ai sensi dell'articolo 2...", non credo che questo possa variare il senso della legge e, quindi, li accettiamo. Per altri emendamenti la nostra preghiera, e la maggioranza voterà contro, è quella di non modificare la legge, perché potrebbe turbare un equilibrio già così difficoltosamente raggiunto. Potrebbe, dico "potrebbe", non vendo una scienza che non ho, costituire quell'elemento, quel piccolo punto che permetterebbe un ulteriore rinvio.
Per quanto riguarda invece la sostanza dell'emendamento presentato da Riccarand, se non mi sbaglio ci impegniamo a mandare alla Commissione consiliare per l'Industria e Commercio il testo della convenzione prima della discussione in Consiglio. Praticamente non abbiamo nessuna difficoltà in materia, preghiamo di non metterlo nel testo di legge semplicemente per evitare che quell'alchimia...non so chi ha parlato di "giochetti"...quell'alchimia venga ad essere turbata. Evidentemente, per quanto riguarda l'abrogazione dell'articolo 3...non possiamo accettarla, non per il fatto che teniamo particolarmente all'articolo 3, ma semplicemente perché in quel momento Enrietti ci manda...non so se per posta o con un bacio...così, un franco saluto, e si occupa di altre cose, ma non dell'IMVA.
Nella relazione ci sono, a pagina 2, delle correzioni; in seguito a questo si riprende anche una cosa che aveva detto Minuzzo. In seguito alla formazione della società Alluver, a pagina 2, primo capoverso, si deve leggere (perché la formazione è recente in seguito alle trattative con il fallimento): "Successivamente, si è raggiunto con la Ditta Alluver, società a responsabilità limitata di Verrès, titolari Fratelli Enrietti, la quale vanta nel settore dell'industria metalmeccanica...capacità e serietà, una intesa tendente alla ripresa...", e via dicendo. Al secondo capoverso: "I dipendenti dell'ex IMVA saranno assunti dalla predetta società", eliminare la parentesi "costituita dalla Ditta...e i lavoratori eccedenti...rimarranno in cassa integrazione...", eccetera. Uno dei motivi della fretta - perché la fretta esiste, purtroppo - è che la cassa integrazione potrà essere per alcuni prolungata, comunque può cessare il 26 di novembre, e quindi questo valeva anche per giugno in relazione agli ordini e anche altre cose, prima s'incomincia e meglio è. Un dato di fatto importante - non resto a ripetere quanto Pollicini e Nebbia hanno detto circa il mercato finanziario - in questi momenti è che è molto meglio per noi avere in corso una qualche lavorazione all'IMVA e alla Cogne, avere iniziato queste operazioni, perché, se i tempi come probabile diventeranno più duri, vi è pericolo, contrariamente al proverbio...
Faval (U.V.) - Qualcuno chiede la parola per dichiarazione di voto? Prego. C'è il Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Dichiarazione di voto: voterò a favore di questo disegno di legge presentato dalla Giunta, fermo restando gli emendamenti proposti dalla Commissione. Non accetto gli emendamenti presentati dal Gruppo Comunista e dal Consigliere Riccarand per il fatto accennato al testo dal Presidente della Giunta, e in riferimento alla sua relazione introduttiva, in cui sembra che questa legge sia stata quasi sempre concordata con il Coordinamento; per cui, ad andarlo a toccare, si corre il rischio di farla nuovamente rinviare.
Faval (U.V.) - Passiamo all'esame. La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Ha ragione il collega comunista dicendo che dovevamo passare agli articoli ma visto che...sì, lo so, ma per correttezza era forse meglio farlo dopo...comunque, siccome non ho preso la parola prima perché già nella precedente riunione su questo argomento avevo parlato abbastanza a lungo e avevo espresso il pensiero sia del Gruppo Indipendente che del Partito Liberale, desidero dichiarare che il sottoscritto voterà a favore, così come il Presidente della Giunta ha richiesto.
Faval (U.V.) - Allora, passiamo agli esami degli articoli.
Articolo 1. Sono stati presentati due emendamenti. Il primo emendamento è stato presentato dal Consigliere Riccarand.
Emendamento
Art. 1
Sostituire il secondo comma con il seguente:
"Le forme di controllo regionale intese a garantire il raggiungimento dei fini di cui al comma precedente, saranno previste in apposita convenzione da stipulare dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato, con la società indicata al successivo articolo 2. Tale convenzione dovrà essere stipulata entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge".
Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Mah...cioè, il Presidente della Giunta ha chiesto alla maggioranza di non votare questi emendamenti perché turberebbero l'equilibrio faticosamente raggiunto nell'ambito del disegno di legge...ecco, allora, questo...poniamo che questo discorso, quindi, complicherebbe ulteriormente le possibilità di questo provvedimento di essere approvato dal Governo...non so se questo può essere vero, comunque potrebbe al massimo valere per l'elaborazione dell'articolo 3, cioè per quegli emendamenti che vanno a toccare il meccanismo finanziario.
Ora, l'emendamento dell'articolo 1, sia quello che ho presentato io, sia quello che ha presentato il Gruppo Comunista, non c'entrano proprio niente con il meccanismo finanziario, cioè non hanno niente a che vedere con il discorso che sia stato concordato o meno con il Governo, con il Ministero dell'Interno, qui si tratta di un rapporto fra Giunta e Consiglio e di un problema di tempi e di controllo da parte dell'Amministrazione regionale! Cioè chiedo che la Giunta, nel momento in cui elabora la convenzione da stipulare con l'Alluver, senta, nel momento in cui la elabora, senta la Commissione Industria, Commercio e Artigianato. È un problema di rapporto interno con gli organi del Consiglio regionale e penso non dovrebbe esserci nessuna difficoltà ad accettare questa prassi, anche perché, in questo modo, si coinvolge tutto quanto il Consiglio. Lo stesso discorso vale per l'emendamento dell'articolo 1, cioè chiedere che questa convenzione venga stipulata entro trenta giorni dalla pubblicazione della presentazione di legge, quindi fra due mesi, due mesi e mezzo, cioè quando la legge è stata approvata, pubblicata sul Bollettino Ufficiale e diventerà operativa entro trenta giorni. La convenzione ci deve essere perché noi non possiamo scrivere sul disegno di legge che le forme di controllo regionale verranno previste in un'apposita convenzione e poi, intanto, cominciamo a dare i finanziamenti e poi la convenzione la facciamo con 4, 5, 6 mesi. Ecco, questo, quindi, dev'essere stabilito, che questa convenzione ha dei tempi abbastanza rigidi...prima che vengano comunque erogati i fondi all'Alluver; quindi, si tratta di meccanizzare, cioè...o la maggioranza della Giunta trova altre motivazioni per respingere questo emendamento, oppure non è certamente con l'osservazione fatta dal Presidente della Giunta che si può respingere questo emendamento!
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Il nostro emendamento anch'esso parla di sentire la Commissione Industria, Commercio e Artigianato prima di stipulare la convenzione...questo perché? Perché crediamo che un controllo almeno in sede di Commissione possa dare dei contributi all'attività della Giunta. Ci sembra che proprio nella vicenda IMVA, il susseguirsi dei provvedimenti di legge dimostri come la collaborazione di tutto il Consiglio possa essere utile. Quindi non crediamo che si possa giustificare con una modifica del senso della legge il rifiuto di un emendamento che, appunto, come diceva Riccarand, permette al Consiglio di intervenire e di controllare. Noi diciamo che il controllo dev'essere fatto in modo serio e ci sembra che sinora non sia stato fatto, e vogliamo, perlomeno in sede di Commissione Industria e Commercio, dare il nostro contributo.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Allora mettiamo in votazione l'emendamento del Consigliere Riccarand. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: ventisei
Maggioranza: sedici
Favorevoli: otto
Contrari: diciotto
Astenuti: quattro (i Consiglieri del Gruppo dei D.P.)
Il Consiglio respinge.
Vi è un secondo emendamento, presentato dal Partito Comunista, sempre all'articolo 1.
Emendamento
Art. 1
Dopo le parole: "da stipulare dalla Giunta regionale" aggiungere: "sentita la Commissione per l'Industria, Commercio e Artigianato".
Qualcuno intende prendere la parola? Allora mettiamo in votazione. Chi è favorevole?
Mafrica (P.C.I.) - È analogo a quello precedente, ma non è lo stesso. Dobbiamo votare...appunto, è analoga la sostanza, è più o meno la stessa, però è appunto per questo che lo metto in votazione.
Faval (U.V.) - Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: trenta
Maggioranza: sedici
Favorevoli: undici
Contrari: diciannove
Il Consiglio respinge.
Metto quindi in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: ventisei
Maggioranza: sedici
Favorevoli: venticinque
Contrari: uno
Astenuti: quattro (Bajocco, Mafrica, Tonino, Cout)
Il Consiglio approva.
Articolo 2. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: venticinque
Maggioranza: sedici
Favorevoli: venticinque
Astenuti: cinque (Bajocco, Mafrica, Tonino, Cout e il Consigliere Riccarand)
Il Consiglio approva.
Articolo 3. All'articolo 3 abbiamo di nuovo due emendamenti, che in questo caso penso di poter mettere in votazione contemporaneamente, perché si tratta di due emendamenti soppressivi. Il primo è presentato dal Consigliere Riccarand.
Emendamento
Art. 3
Abrogare l'intero articolo.
L'altro emendamento è presentato dal Partito Comunista.
Emendamento
Art. 3
Sopprimerlo interamente.
Qualcuno chiede la parola? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Per illustrare il senso dell'emendamento. All'articolo 2 si stabilisce che verranno dati alla società Alluver, per cinque anni, 80 milioni all'anno, per un totale complessivo di 400 milioni. Ora, questa è una rendita da considerare e da quantificare al momento attuale, perché il valore del danaro dipende anche da come viene attribuito. Se noi consideriamo 80 milioni quest'anno e consideriamo i restanti 80 milioni all'anno per quattro anni a un tasso di rendimento del 15%, otteniamo che quei 320 milioni oggi valgono 228 milioni. Se, invece, all'articolo 3 diciamo che possono essere cambiate le modalità, il numero delle annualità e le quote da destinare, veniamo a possibili modificazioni di questa cifra; tenendo sempre fermi gli 80 milioni da dare quest'anno, considerando il valore attuale di 320 milioni, per esempio dati l'anno prossimo, invece di avere 228 milioni abbiamo 278 milioni. Cosa significa questo? A nostro avviso, non si tratta di modificare gli equilibri della legge...fra l'altro, vorremmo sapere se il Presidente della Giunta...ce lo dica, se ha concordato già il testo, perché può essere un elemento di chiarificazione...se il Presidente della Giunta ha concordato con l'imprenditore la cifra, se ha concordato, non sappiamo, con il Coordinamento il tipo di intervento.
Noi abbiamo il dubbio che, lasciando le cose così come sono, si introduca, con questo articolo 3, un elemento di indeterminatezza quando qui si dice: "la Giunta... potrà disporre per la liquidazione del contributo in annualità diverse per numero e importo da quelle determinate dal precedente articolo 2"; noi abbiamo il dubbio che introdurre questa determinatezza possa essere pretesto per la Commissione di Coordinamento per non approvare la legge, perché appunto una legge deve avere queste garanzie, queste sicurezze, sulle cifre che vengono impiegate, che vengono messe a bilancio. Non si può lasciare un'indeterminatezza di questo tipo per cui si può passare da un contributo complessivo di 228 più 80, e fanno 308 milioni, nell'ipotesi di dare 80 milioni per anno per cinque anni a un contributo di 358, corrispondente al fatto di dare quest'anno 80 milioni e l'anno prossimo 358!
Noi non crediamo che la Giunta sia stata obbligata a fare la legge in questo modo. Se avesse voluto dare ad Enrietti 358 milioni, o anche 360, o anche 400, poteva mettere un contributo straordinario di 400 milioni...360. Ci sembra, invece, che studiare questo meccanismo e introdurlo in una legge possa portare questa legge a dei pericoli. Quindi, la nostra osservazione non è per il rifiuto del tipo di intervento, che è una questione di carattere generale, ma è proprio nel merito della legge. Siccome temiamo fortemente che possano essere fatte delle osservazioni, chiediamo alla maggioranza di riflettere su questo punto e di accettare questo emendamento.
Faval (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - ...di averlo già spiegato. Dato che Enrietti compra il macchinario e il magazzino, e dato che questo acquisto e la rapidità dell'acquisto è in funzione del numero di addetti e della produzione, una certa determinatezza la garantisce la Giunta regionale, nel senso che lui può assumere più in fretta dei tempi previsti, annuali, in questa maniera...credo che Mafrica, che è professore di matematica, queste cose le vede molto chiaramente.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Allora metto in votazione i due emendamenti, uno presentato dal Consigliere Riccarand e l'altro dal Gruppo del Partito Comunista che chiedono la soppressione dell'articolo 3. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: ventotto
Maggioranza: sedici
Favorevoli: cinque
Contrari: ventitré
Astenuti: due (i Consiglieri Nebbia e Tripodi)
Il Consiglio respinge.
Allora, votazione dell'articolo 3. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: trenta
Maggioranza: sedici
Favorevoli: venticinque
Contrari: cinque
Il Consiglio approva.
Articolo 4. L'articolo 4 è stato presentato con un altro emendamento da parte del Partito Comunista.
Emendamento
Art. 4
Sopprimere da "La garanzia fideiussoria ha validità..." fino al termine.
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Questo articolo prevede che la Giunta regionale è autorizzata a concedere una garanzia fideiussoria della Regione fino a concorrenza di un miliardo. In questo comma che noi proponiamo di abolire si dice che la garanzia fideiussoria ha validità quinquennale e comprende anche gli interessi, le spese e gli altri accessori richiesti dagli istituti mutuanti. A nostro avviso, senza modificare l'accordo raggiunto con Enrietti, il togliere questo comma elimina un'ulteriore determinazione della legge. Cioè, se noi parliamo anche di interessi di spese e altri accessori, abbiamo nel testo dell'articolo 4 introdotto un elemento di incertezza che può essere assunto a pretesto rispetto alla certezza dell'entrata e delle spese. Non crediamo, visto che anche per il provvedimento per Cogne di questo non c'è cenno - è un provvedimento abbastanza analogo -, che questa ulteriore parte sia necessaria, ma che sia una complicazione, né che abbia quei vantaggi così rilevanti per l'imprenditore, e ci sembra di semplificare la legge chiedendo di eliminare che la garanzia fideiussoria sia estesa anche agli interessi...alle spese degli Assessori.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Allora metto in votazione l'emendamento del Partito Comunista. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: ventinove
Maggioranza: sedici
Favorevoli: cinque
Contrari: ventiquattro
Astenuti: uno (il Consigliere Tripodi)
Il Consiglio non approva.
Articolo 4...qualcuno chiede la parola? Allora metto in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: venticinque
Maggioranza: sedici
Favorevoli: venticinque
Astenuti: cinque (Bajocco, Mafrica, Tonino, Cout e il Consigliere Riccarand)
Il Consiglio approva.
Articolo 5. Qualcuno chiede la parola? Metto in votazione l'articolo 5? Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Articolo 6. All'articolo 6 vi sono due emendamenti, il primo presentato dal Partito Comunista.
Emendamento
Art. 6
Sopprimere da "La spesa ritenuta ammissibile" fino al termine dell'articolo.
Vi è poi la proposta di modifica presentata dalla Commissione.
Emendamento
Art. 6, ultimo comma
Sopprimere la penultima parola: "costituenda"
C'è qualcuno che chiede la parola? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Sempre per convalidare quello che dicevamo prima, che alcuni emendamenti nostri hanno lo scopo - a nostro avviso - di semplificare la legge e di renderla quindi più facilmente approvabile dal Coordinamento, proponiamo di abolire la frase: "La spesa ritenuta ammissibile potrà essere ragguagliata fino al 100% del valore dei macchinari" del contributo assegnato attraverso il fondo di rotazione. Perché? Questo perché già la precedente legge era stata respinta dal Coordinamento, perché si superava la percentuale prevista dalla legge regionale per i fondi di rotazione e dalla legge nazionale n. 183 sulla quantità ammissibile per l'intervento. O questo 100% dei macchinari è compreso nel 60% degli interventi possibili, e quindi la frase è inutile, perché se rientriamo in quel 60% questo è superfluo, oppure usciamo nuovamente dal 60% e, quindi, rischiamo di farci bocciare la legge...questo per la prima parte dell'emendamento.
La seconda parte stabilisce che il mutuo di 900 milioni "è assistito per il 75% da garanzia regionale e per il restante 25% da garanzia della costituenda società ". Ci sembra che qui, rispetto anche alla legge approvata la volta scorsa, continui a diminuire in modo incredibile il capitale di rischio o il rischio stesso da parte dell'imprenditore. Nella precedente legge, comunque, sul mutuo che allora si prevedeva, l'imprenditore doveva dare su una parte garanzia per 450 milioni, sull'altra garanzie per 200 milioni; qui, invece, le garanzie sono per il 25% di 900 milioni, quindi sono 225 milioni. Ecco, a noi sembra che ci sia in questo senso un ulteriore peggioramento delle condizioni, che non ci sia qui equivalenza rispetto al procedimento precedente...se è cambiata solo la forma...ma i soldi sono gli stessi. No, in questa seconda parte diminuisce notevolmente il rischio possibile da parte dell'imprenditore, quindi la prima parte l'ho spiegata e ci sembra un'osservazione per migliorare effettivamente la legge. La seconda parte ha queste caratteristiche che dicevo.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Brevissimo. Il 100% è previsto per il fatto dei macchinari usati che saranno stabiliti, evidentemente nel 60%, in funzione della valutazione dei periti del fallimento. Per quanto riguarda il secondo punto, in relazione alla diminuzione da 1.500 a 1.000 milioni di cui all'articolo 3, di conseguenza diminuisce da questa parte la fideiussione. No! Bisogna lasciarla, perché il 100% dei macchinari usati è una forma che garantisce anche il fallimento.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Metto in votazione l'emendamento presentato dal Gruppo del Partito Comunista. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trentuno
Votanti: ventinove
Maggioranza: sedici
Favorevoli: cinque
Contrari: ventiquattro
Astenuti: due (i Consiglieri Nebbia e Tripodi)
Il Consiglio respinge.
E ora metto in votazione, sempre dell'articolo 6, l'emendamento proposto dalla Commissione, che consiste nella soppressione della parola "costituenda". Chi è favorevole à pregato di alzare la mano. Astenuti? Contrari?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: trenta
Il Consiglio approva all'unanimità.
Adesso metto in votazione l'articolo 6 emendato. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: venticinque
Maggioranza: sedici
Favorevoli: venticinque
Astenuti: cinque (Bajocco, Mafrica, Tonino, Cout e il Consigliere Riccarand)
Il Consiglio approva.
Articolo 7. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Articolo 8. Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Articolo 9. All'articolo 9 abbiamo un altro emendamento proposto dalla Commissione.
Emendamento
Art. 9, primo comma, alinea 1
Sostituire le parole finali: "per gli scopi di cui all'art. 2 della legge regionale", con le seguenti: "ai sensi dell'art. 2 della legge regionale".
Allora metto in votazione l'emendamento proposto dalla Commissione. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: trentuno
Il Consiglio approva all'unanimità.
Metto quindi in votazione l'articolo 9 emendato. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trentuno
Votanti: ventisei
Maggioranza: sedici
Favorevoli: ventisei
Astenuti: cinque (Bajocco, Mafrica, Tonino, Cout e il Consigliere Riccarand)
Il Consiglio approva.
Articolo 10. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Ci sono dichiarazioni di voto?
Articolo 11. Allora, chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Ci sono dichiarazioni di voto? Se non ci sono dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione segreta...ah, no...allora la parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Mah, io già mi ero astenuto sul disegno di legge votato il 29 giugno. La sostanza di questo provvedimento, come si è visto, come si era già visto in Commissione, come si era già visto in questa discussione, non è modificata. Quanto si pone è lo stesso, anche se, evidentemente in conseguenza delle osservazioni del Governo, sono stati mutati i meccanismi attraverso i quali si finanziano le operazioni; quindi il giudizio rimane lo stesso di quello dato in precedenza, e il voto sarà quindi di astensione. Voto di astensione che, diciamo così, è ancora più motivato dall'atteggiamento assunto dalla Giunta regionale che ha respinto degli emendamenti che erano semplicemente...e che servivano a chiarificare il rapporto fra la Giunta stessa e il Consiglio, dimostrando, ancora una volta, che quello che dice il Consiglio ai suoi organi non viene assolutamente preso in nessuna considerazione da parte dell'Esecutivo.
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Noi abbiamo cercato anche di documentare, con il nostro intervento, il senso degli emendamenti proposti. Ecco, il dilemma per noi non era tra il votare una legge comunque onerosa per la Regione o non votarla, il dilemma era se votare una legge che ci sembra che sia stata congeniata male e...oppure, il riuscire a migliorarla. Ecco, ci sembra di non essere riusciti a far accettare nessuna delle nostre proposte.
Il carattere dei nostri emendamenti, quindi, non aveva lo scopo di stravolgere il senso degli interventi, aveva lo scopo di eliminare le incertezze delle indeterminatezze che esistono nella legge, dei rischi che questa legge possa, ancora una volta, facendo perdere ulteriore tempo, essere respinta dal Coordinamento. Ci sembra che il fatto che non si sia neanche mostrato l'emendamento nella fase di discussione in Consiglio sia una prova di una certa volontà della Giunta di non accettare il contributo da parte dell'opposizione. Noi non crediamo che si debba supinamente, da parte nostra, accettare un rapporto di questo tipo; non crediamo di dovere quindi dare parere favorevole ad una legge che, a nostro avviso, per il modo pasticciato con cui è stata fatta, per le contraddizioni che contiene, rischia di andare al fine che si dice che si debba avere.
Ci asteniamo quindi sulla votazione della legge.
Faval (U.V.) - Se nessun altro chiede la parola, si passa alla votazione segreta.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: trentuno
Votanti: ventisei
Maggioranza: sedici
Favorevoli: ventidue
Contrari: quattro
Astenuti: cinque (Bajocco, Mafrica, Tonino, Cout e il Consigliere Riccarand)
Il Consiglio approva.
Disegno di legge n. 115
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale _________________________ n. _______ : "Interventi regionali per il recupero occupazionale della ex IMVA".
Il Consiglio regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta
promulga
la seguente legge
Articolo 1
La Giunta regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti di cui agli articoli successivi per la fase d'avvio e di ripresa dell'attività industriale nonché per il recupero occupazionale e il mantenimento delle strutture produttive della ex IMVA, corrente in Verrès.
Le forme di controllo regionale intese a garantire il raggiungimento dei fini di cui al comma precedente, saranno previste in apposita convenzione da stipulare dalla Giunta regionale con la società indicata al successivo articolo 2.
Articolo 2
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla società ALLUVER Srl con sede in Verrès, un contributo fino all'ammontare massimo di lire 400 milioni, da liquidare in cinque annualità uguali e costanti.
Articolo 3
Al fine di perseguire con maggior incisività gli scopi indicati al precedente articolo 1, la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato, potrà disporre per la liquidazione del contributo in annualità diverse per numero e importo da quelle determinate al precedente articolo 2, con rispetto del limite dell'intervento complessivo concesso e della relativa copertura finanziaria.
Per l'anno 1979 resta, comunque, fisso l'importo della prima annualità di cui all'articolo 2.
Articolo 4
La Giunta regionale è autorizzata a concedere la garanzia fideiussoria della Regione, nell'interesse della srl ALLUVER con sede in Verrès, fino alla concorrenza di lire 1.000 milioni, a garanzia di finanziamenti da contrarre dalla predetta società con uno o più Istituti di Credito. La garanzia fideiussoria ha validità quinquennale a decorrere dall'1.11.1979, comprende anche gli interessi, le spese e gli altri accessori richiesti dagli Istituti mutuanti.
Articolo 5
Il fondo di rotazione di cui alla legge 8.10.1973, n. 33 è aumentato per l'anno 1979 della somma di lire 900 milioni e sarà totalmente utilizzata per il recupero occupazionale in industrie temporaneamente in difficoltà.
L'onere di lire 900 milioni derivanti dall'applicazione del precedente comma graverà sul capitolo 2730 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979. La copertura della maggiore spesa è assicurata dall'accertamento di una maggiore Entrata sul capitolo 920 del bilancio stesso.
Articolo 6
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla Società di cui all'art. 2 per l'acquisto di macchinari nuovi o ex IMVA uno o più mutui fino alla concorrenza di lire 900 milioni per la durata di anni 15 alle condizioni e modalità di cui alla legge regionale 8.10.1973, n° 33. La spesa ritenuta ammissibile potrà essere ragguagliata fino al 100% del valore dei macchinari.
Il mutuo è assistito per il 75% da garanzia regionale e per il restante 25% da garanzia della società.
Articolo 7
La restituzione alla Regione delle anticipazioni di cui al precedente articolo 6 avverrà secondo le modalità stabilite dalla Legge regionale 8.10.1973, n. 33, capo terzo "industria".
Articolo 8
Il Presidente della Giunta regionale e, in caso di sua assenza o di impedimento, l'Assessore regionale alle Finanze, è autorizzato a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della garanzia fideiussoria di cui all'art. 4 della presente legge, a provvedere agli atti conservativi dei diritti della Regione e al recupero delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione stessa nonché alla firma della convenzione prevista dal precedente articolo.
Articolo 9
L'onere a carico del bilancio della Regione per l'anno 1979, per l'applicazione della presente legge, previsto in lire 1.000 milioni, graverà:
1° - per lire 80.000.000, per effetto dell'articolo 2, sul capitolo 4906 che si istituisce nella parte spesa del bilancio della Regione per l'anno 1979, con la seguente denominazione "quota annua del contributo concesso alla ALLUVER srl ai sensi dell'art. 2 della legge regionale _________________";
2° - per lire 20.000.000, per effetto dell'articolo 4, sul capitolo 2610 della parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 "oneri derivanti dalle garanzie prestate dalla Regione in dipendenza di disposizioni legislative (legge regionale 1.4 .1975, n. 7)";
3° - per lire 900.000.000, per effetto dell'articolo 5, sul capitolo 2730 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 "Spese per finanziamento su fondi regionali di rotazione istituiti per lo sviluppo di iniziative economiche in Valle d 'Aosta (legge regionale 8.10.1973, n. 33, 11.8.1975, n. 41 e 5 luglio 1976, n. 23)".
Alla copertura dell'onere di lire 1.000 milioni, di cui al precedente comma, si provvede con le maggiori entrate già accertate derivanti alla Regione per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo (articolo 9 legge 16.5.1970, n° 281 e successive modificazioni).
Gli oneri di cui ai precedenti punti 1 e 2, gravanti anche sui futuri esercizi con scadenza nell'anno 1983, saranno iscritti con la legge di approvazione dei pertinenti bilanci.
Articolo 10
Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 sono apportate le seguenti variazioni:
PARTE ENTRATA
Variazioni in aumento
|
Cap. 920 |
Fondi assegnati dallo Stato per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo |
£. |
1.000.000.000 |
PARTE SPESA
Variazioni in aumento
|
Cap. 4900 |
(di nuova istituzione) quota annua del contributo concesso alla ALLUVER srl per gli scopi di cui all'art. 2 della legge regionale __________________________ |
£. |
80.000.000 |
|
Cap. 2610 |
oneri derivanti dalle garanzie prestate dalla Regione in dipendenza di disposizioni legislative |
£. |
20.000.000 |
|
Cap. 2730 |
spese per finanziamento sui fondi regionali di rotazione istituiti per lo sviluppo di iniziative economiche in Valle d'Aosta |
£. |
900.000.000 |
|
|
|
|
----------------- |
|
|
|
£. |
1.000.000.000 |
|
|
|
|
======== |
Nell'allegato I del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979, è aggiunto quanto segue:
legge regionale "Interventi regionali per il recupero occupazionale della ex IMVA" (garanzia fideiussoria della Regione a favore della srl ALLUVER di Verrès presso uno o più istituti di credito) £ 1.000.000.000.
Articolo 11
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Si passa all'esame del punto n. 5 dell'ordine del giorno.
