Objet du Conseil n. 114 du 11 mai 1967 - Verbale

OGGETTO N. 114/67 - Approvvigionamento idrico della Città di Aosta. (Mozione dei Consiglieri Manganoni e Germano). Presa d'atto del rinvio.

Mozione

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

Avuta notizia dai giornali e dal dibattito avvenuto nel Consiglio Comunale di Aosta il 3 c.m. della intenzione da parte della maggioranza della Civica Amministrazione di realizzare il nuovo acquedotto cittadino mediante l'utilizzazione delle acque del Buthier per una spesa di 615 milioni;

Considerato che sempre si è affermata l'opportunità di effettuare l'approvvigionamento idrico di Aosta mediante acqua di sorgente o di pozzo ed all'uopo si è tenuta sotto controllo per anni la sorgente di Montagnayes;

Considerato inoltre che la depurazione dell'acqua del Buthier mediante clorazione per renderla potabile, sembra per lo meno paradossale in una Valle alpina dove esistono le condizioni per evitare che i cittadini bevano acqua con il cloro;

Rilevato che l'Amministrazione regionale non può ignorare un così grosso problema, tenuto conto che è già intervenuta per richiedere soluzioni comprensoriali che comprendano con Aosta anche molti Comuni vicini;

Delibera

di impegnare la Giunta Regionale ad intervenire per promuovere una soluzione che garantisca l'approvvigionamento idrico evitando la depurazione dell'acqua mediante il cloro.

F.to: Manganoni Claudio - Germano Pietro

Manganoni (P.C.I.) - Io non conosco a fondo questo problema, perché è un problema che riguarda il Comune di Aosta particolarmente; quindi abbiamo appreso dai giornali, da alcune voci, che si pensava, si proponeva di cambiare il progetto, però io di concreto, di sicuro, non ho niente. Dato che la Giunta, come Autorità di tutela, indubbiamente avrà visto le delibere, le avrà approvate, le avrà respinte, non so, allora io chiederei, da parte di un rappresentante della Giunta, una piccola esposizione nella quale si metta al corrente il Consiglio delle ultime decisioni del Consiglio comunale di Aosta circa la captazione dalla sorgente Buthier/Montagnayes, in modo che il Consiglio sappia esattamente come stanno le cose, anche per evitare delle discussioni su problemi che magari non esistono, non sono reali, che non corrispondono alla realtà; quando avremo questa breve esposizione da parte della Giunta allora si potrà discutere con cognizione di causa.

Mappelli (D.C.) - Intanto vorrei inquadrare un po' il problema dell'acquedotto comunale di Aosta. È un problema con un duplice aspetto: c'è la parte - di cui poi dirò - relativa agli ultimi avvenimenti in sede comunale, di cui io sono a conoscenza; però il problema va visto non solo in relazione alla captazione e alla definizione... diciamo alla ricezione dell'acqua potabile per un nuovo acquedotto, ma anche, penso, in funzione di un ulteriore studio, diciamo, di distribuzione: in conseguenza di tale studio di distribuzione alla cintura di Aosta, per quanto ci concerne, ci risulta - e i nostri occhi lo vedono - che ci sia un forte incremento di nuove costruzioni, pertanto bisogna garantire tutte le infrastrutture, anche in questo senso.

Penso che la Giunta comunale dovrà tener conto anche di queste nuove esigenze di distribuzione per poter poi eventualmente prendere le proprie decisioni.

Le ultime notizie di cui io sono al corrente in questo senso sono che il Consiglio comunale, in data 3 marzo 1967, ha deciso di nominare una Commissione consiliare; questa Commissione è stata affiancata da tecnici designati dalla Giunta Municipale con l'incarico di esaminare il problema del nuovo acquedotto a gravità.

Sono stati chiamati a farne parte i seguenti Consiglieri, proposti dai relativi Capi Gruppo del Consiglio: l'Assessore delegato, l'Ingegner Devoti, l'Ingegner Savoye, il Dottor Fosson, il Geometra Lanivi, il Ragionier Dolchi, l'Ingegner Bongiovanni, il Professor Jorrioz, il Dottor Artaz, il Signor Lillaz.

La Commissione si è riunita il giorno 18 marzo con la partecipazione dei Professori Ingegneri Pezzoli e Quaglia dell'Istituto di Idraulica e Costruzioni Idrauliche dell'Università di Torino, in qualità di consulenti. A questi ultimi venne affidato l'incarico dell'esame delle varie soluzioni proposte dai membri della Commissione che particolarmente riguardano:

1) la captazione delle sorgenti di Montagnayes;

2) la derivazione delle acque superficiali del torrente di Buthier;

3) la captazione delle sorgenti in Val Ferret.

Sull'argomento in questione i Professori Pezzoli e Quaglia, con nota 23 marzo 1967, hanno inviato al Comune un promemoria, in accordo con i suggerimenti di massima formulati nella riunione della Commissione. A detto promemoria venne risposto l'11 del mese di aprile, non appena l'Ufficio tecnico riuscì a reperire gli elementi e i dati richiesti concernenti le portate delle sorgenti di Montagnayes e le relative analisi; le portate del torrente di Buthier nei vari periodi dell'anno, e le analisi cliniche e batteriologiche dell'acqua; le portate delle sorgenti di Tronchey, oltre che le notizie riguardanti l'incremento demografico della Città di Aosta nei prossimi 30 anni e lo sviluppo urbanistico, come indicato nel Piano Regolatore della Città.

Mi pare che il tutto dovrà essere deciso logicamente anche in base ad uno sviluppo della Città di Aosta; pertanto questo fattore, cioè quello della distribuzione e delle necessità richieste con questo nuovo sviluppo edile, penso avrà il suo peso sulla determinazione della scelta della ricezione dell'acqua.

Germano (P.C.I.) - Le ultime notizie di cui io sono al corrente, come dice Mappelli, sono diverse, e a me impressiona già, inizialmente, che per un problema del genere la Giunta abbia affrontato un'illustrazione di questo tipo.

Io voglio fare solo alcune brevi considerazioni che servono, partendo da questa questione, che è una grossa questione, ad illuminare il sistema, il metodo di amministrare di questo nuovo tipo di maggioranza del Centro-Sinistra. Non vi tedierò coi precedenti, con la lunga storia dell'acquedotto di Aosta, ma mi basterà ricordare che la Democrazia Cristiana, durante la campagna elettorale per le amministrative del 1975, demagogicamente, caro Lustrissy, veramente demagogicamente, ha fatto tutta una campagna sul problema della mancanza di acqua in Aosta, prendendo spunto dalla rottura di due pompe in due pozzi della Città, avvenuta in quei mesi, sostenendo l'imprevidenza della Giunta del Leone che in una valle circondata dai ghiacciai era senza acqua e tutte quelle storie che sono durate mesi - e lascio perdere il resto - e che tutti ricordiamo.

Tutti sappiamo che su questo problema vi è una situazione di fatto in Valle, dove le sorgenti sono ottime nel periodo estivo; hanno però un calo notevole nel periodo invernale e tutte le persone di buon senso sanno che una soluzione di questo problema si avrà solo con una soluzione mista, che veda l'acquedotto a caduta integrato con acqua pompata dai pozzi, a meno che si ricorra alla tanto deprecata soluzione dell'acqua che deve essere clorata al cloro.

Veniamo ai fatti. L'Amministrazione di Aosta aveva tenuto sotto controllo, per tre anni, le sorgenti di Montagnayes ed aveva constatato che con la soluzione mista si era in grado di risolvere il problema di Aosta per un determinato numero di anni tenendo conto dello sviluppo demografico che Aosta avrà; aveva affrontato un progetto di massima sulle soluzioni e su queste soluzioni in Consiglio comunale tutti erano d'accordo.

Dopo l'insediamento al Comune, la Giunta di Centro-Sinistra fa proprio questo progetto immediatamente e dichiara finalmente risolto il problema dell'acquedotto. Dal giugno 1966 si comincia a leggere sul giornale socialista che la soluzione che l'Ufficio tecnico del Comune di Aosta propone è quella di un acquedotto a gravità per le ragioni già prima espresse, cioè di lunga durata dell'opera e basso costo dell'esercizio, e più avanti si diceva, sotto un articolo firmato da Milanesio, che è l'Assessore che al Comune segue la questione: "Queste sono le decisioni che la maggioranza di Centro-Sinistra ha assunto per quanto concerne l'aspetto tecnico e l'impostazione generale dell'opera".

Nel Consiglio del 10 novembre successivo, Milanesio ebbe ancora a dire: "Montagnayes dà tanta acqua, acqua di sorgente, e sfido chiunque di trovare una sorgente in queste vicinanze che abbia tre anni di misurazione e che abbia un'acqua con questo grado di potabilità, quindi "potabilità" e "sufficienza".

Un altro Consigliere della maggioranza - leggo dal testo della deliberazione -, l'Ingegner Chamois, competente in materia, diceva: "Io non capisco queste discussioni, in quanto che l'acquedotto di Montagnayes, se anche non risolve totalmente quello che può essere l'approvvigionamento idrico della Valle d'Aosta, risolve completamente il problema di Aosta, perlomeno per 10 anni. D'altra parte - aggiunge - la soluzione di Montagnayes non è assolutamente in contrasto con la soluzione del problema di un acquedotto regionale". Questa era la posizione allora del Centro-Sinistra.

Cosa sopravviene? Deliberazione assunta all'unanimità; sopravviene che la Giunta regionale, in data 3 ottobre 1966, scrive una lettera al Sindaco come Controllo dei Comuni: "Oggetto: acquedotto comunale di Montagnayes - Al Sindaco del Comune di Aosta - La Giunta regionale, nella seduta del 16.9.1966, in relazione alla determinazione creatasi dopo la riunione di esperti, di tecnici e sanitari che ebbero a studiare la questione del rifornimento idrico della Città di Aosta, ha deciso di restituire, non approvata, la deliberazione n. 167 del 13 giugno 1966, in quanto deve essere approntato un nuovo studio che prevede un acquedotto consorziale. Distinti saluti. L'Assessore.". Questo è stato il punto che ha bloccato la situazione.

Il Consiglio comunale si riunisce, fa un ordine del giorno dove respinge questa impostazione e riapprova la deliberazione precedente, con un ordine del giorno, non con una delibera; anzi, Milanesio dice sempre che lo Stato ha già disposto un contributo di 300 milioni per l'inizio delle opere relative all'acquedotto di Aosta; abbiamo poi saputo qui, discutendo in bilancio, che non era vero il contributo dei 300 milioni, i milioni erano solo 148, perché 152 li abbiamo stanziati nel bilancio nostro, nel Piano di Opere Pubbliche.

A questo punto cosa succede? Passano alcuni mesi, si ha una nuova riunione del Consiglio comunale, dove il Centro-Sinistra porta la soluzione del problema dell'acquedotto e la soluzione è "acquedotto con l'acqua del Buthier", che deve essere clorata, perché lo stesso Milanesio, che illustra il progetto dice: "Ciononostante, rimane ben inteso che le acque superficiali del torrente Buthier sono esposte a possibili contaminazioni fisiche e organiche di origine animale e microbiologiche, e che pertanto una leggera clorazione ci mette in condizioni di assoluta tranquillità sotto il profilo della purezza batteriologica dell'acqua da erogare". Come riserva, in caso di insufficienza di quest'acqua, si prende quella che viene dalla diga, che ha un altro inconveniente. Io non sono Dottore, non conosco gli aspetti tecnici, ma la chiamano "acqua al silicio"; c'è la dichiarazione del Dottor Barbero, che è competente come tanti altri, che dice che rimane del silicio in sospensione, per cui quest'acqua non può essere trattata, è sempre torbida, è un'acqua non consona all'uso potabile. Queste sono le dichiarazioni di Milanesio, su relazione del Dottor Barbero.

Di fronte a queste impostazioni i nostri Consiglieri protestano, protestano nel senso di dire: "Non si può di punto in bianco cambiare una soluzione prospettata, accettata da tutti all'unanimità e sulla quale vi è già uno stanziamento, solo per causa di una lettera dell'Amministrazione regionale che non propone nulla".

Le proteste dei nostri si vede che hanno effetto, soprattutto per il fatto che noi abbiamo detto molto chiaramente che non si può accettare il concetto di acqua al cloro o al silicio. Formano allora la Commissione di cui ci ha dato notizia l'Assessore Mappelli, il quale però non ci ha comunicato un altro aspetto, che è un'altra delle caratteristiche del Centro-Sinistra: non ci ha detto che la Commissione, affiancata da tecnici designati dalla Giunta municipale con l'incarico di esaminare il problema del nuovo acquedotto a gravità e di rassegnare le proprie conclusioni nel termine massimo di un mese - ed era il 3 marzo -, non ha rispettato tale termine. Oggi siamo l'11 di maggio, sono passati due mesi e 7 giorni, quindi il termine è stato largamente superato, e a cosa assistiamo? Ad un altro aspetto sintomatico: sulla Gazzetta del Popolo di due giorni fa si legge che l'opposizione, per partito preso, ritarda la soluzione del problema, cioè la colpa è degli Union-Comunisti se non si è risolto il problema dell'acquedotto!

Ora io direi che la Giunta dovrebbe dirci seriamente perché è stata respinta questa proposta, che era una proposta accettata da tutto il Consiglio. Perché si è imposto al Comune... qui la democrazia poi, il Comune vuole una soluzione, noi gliene imponiamo un'altra... dicevo, perché si è imposto al Comune di affrontare un nuovo studio che preveda l'acquedotto consorziale, quando si sapeva che quelle acque non erano sufficienti? Soprattutto quale soluzione propone la Giunta per questo, ribadendo il concetto che la soluzione di acqua di fiume clorata, a Parigi, come a Mosca, come a Londra, è una necessità di fatto, poiché ci sono milioni e milioni di abitanti e vi è una tale esigenza di acqua che da una sorgente non è possibile trarre, mentre per una città di 35, che prevede in 10-15 anni di diventare 50, 60, posta in mezzo alle montagne, la soluzione non può essere quella di acqua di fiume trattata al cloro, e non può soprattutto, essere acqua che si prende dalla diga e contenente silice.

Le domande che poniamo alla Giunta, ma seriamente, sono queste.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?

Mappelli (D.C.) - Io voglio chiarire in merito a quanto dice Germano: "acqua con cloro". Io ritengo che questa affermazione va veduta un momento, sotto molteplici aspetti: intanto, quando si è messa in discussione in sede di Consiglio comunale la questione, tu, Germano, l'avrai visto sulla delibera che per "approfondire meglio il problema" fu proprio il vostro Consigliere Ragioniere Dolchi a proporre appunto una Commissione. Si disse: "Abbiamo una Commissione incaricata per lo studio del regolamento... e che cerchi di dare gli elementi più possibile chiari, assieme ai tecnici, per poter decidere eventuali soluzioni".

Io voglio però puntualizzare a Germano la questione del cloro, perché, ad un certo momento, il cloro va messo quando c'è una questione di inquinamento. Pertanto teoricamente si potrebbe anche dire questo: che non è mica detto, quando c'è un'acqua di sorgente, che ad un certo momento non si debba prendere dei provvedimenti in quel senso. È bene affermare che la depurazione delle acque, con cloro, viene effettuata quando esistono le condizioni di timore per l'inquinamento delle acque stesse e quindi è un uso di emergenza che può essere attuato, sia per le acque provenienti da torrenti o fiumi o pozzi, sia per le acque provenienti da sorgente, quando appunto sussistono timori del loro inquinamento.

La depurazione delle acque provenienti da torrenti, e quelli alpini presi in vicinanza della loro nascita, contengono già acqua teoricamente potabile, viene fatta normalmente con i cosiddetti "filtri artificiali" in galleria, i quali sono costituiti da tratti di ghiaia, di ghiaietto, sabbia ed infine sabbia finissima in superficie. Tale filtro artificiale è quello che normalmente viene usato per rendere le acque superficiali idonee alla potabilità e per dare ad esse, quando ne mancassero, sali minerali necessari ad una buona potabilità. La filtrazione in galleria artificiale così costituita non riproduce esattamente altro che filtri naturali, attraversati nei terreni dalle acque superficiali prima della loro uscita per diventare sorgenti.

La stessa filtrazione viene attuata naturalmente dalle acque di fiumi ritrovate a mezzo di pozzi perforati ad una certa profondità, come ad esempio nelle varie località di Aosta. Nessuno ha mai pensato che le acque di pozzi provenienti dal fiume Dora debbano essere trattate con cloro, ma la sicurezza della loro potabilità è derivata dai filtri meccanici naturali, i quali - si ripete - vengono artificialmente fabbricati nel caso di presa di acque all'origine di un fiume o di un torrente.

Pertanto si torna a confermare che la clorazione delle acque potabili a mezzo del comune cloruro di calcio è un provvedimento di assoluta emergenza, al quale vengono soggette, in caso di necessità, le acque provenienti sia da sorgenti o anche da sorgenti quando sussistono timori di inquinamento, o all'origine, o nel loro tragitto.

L'affermazione quindi contenuta nella mozione che avete presentato, che l'approvvigionamento idrico dell'origine del torrente Buthier per la Città di Aosta comporti necessariamente la clorazione delle acque, è destituita di fondamento tecnico-scientifico ed è fatta soltanto a scopo allarmistico.

(voci della minoranza)

Montesano (P.S.D.I.) - Lasci dire quello che crede, scusi Avvocato Caveri, può dire quello che vuole. Risponda, così può poi ribattere...

Mappelli (D.C.) - ...guardi, io ho sempre sentito le sue, mi sono sempre comportato da uomo corretto, perciò stia tranquillo che se bisogna essere scorretti io a lei dò tante di quelle lezioni che la metà basterebbe!

Caveri (U.V.) - Lei vada prima a scuola...

Mappelli (D.C.) - Ad ogni modo, non sarò istruito, ma molto più educato di lei, Avvocato Caveri, perché non le ho mai mancato di rispetto...

Caveri (U.V.) - ...(parole incomprensibili)...

Mappelli (D.C.) - ...a lei no, a lei non ho mai mancato di rispetto, non gliene ho mai mancato... perché lei non meriterebbe nessun rispetto, lei certamente da Mappelli non merita rispetto, ma stia tranquillo che parleremo anche di questo.

Caveri (U.V.) - Vada all'asilo prima ad imparare il Bla Bla...

Mappelli (D.C.) - ...perché se lei ne fa solo una questione personale, io su di lei ne ho da dire, finché vuole! Guardi che la testa non l'ho mai messa giù di fronte a nessuno e non è l'Avvocato Caveri che mi fa mettere giù la testa; stia ben tranquillo, stia tranquillo Avvocato Caveri, però io non gliene manco di rispetto...

Montesano (P.S.D.I.) - ...voi non interrompete, questo voi lo reclamate giustamente quando vi si fa quello a voi...

Caveri (U.V.) - ...questo però lo dica anche ai Consiglieri della maggioranza...

Montesano (P.S.D.I.) - ...difatti l'ho detto ieri...

Mappelli (D.C.) - ...la pianti lì, Caveri, pensi per lei, che è uno dei più indisciplinati, bell'esempio che dà, proprio lei!

Caveri (U.V.) - ...non siamo degli scolaretti!

Mappelli (D.C.) - ...ed è per questo che abbiamo del rispetto, perché fosse solo da persone come lei, forse non meriterebbero neanche il saluto persone come lei... va bene, neanche il saluto, merita, ad ogni buon conto...

Ad ogni buon conto, io ripeto, qui c'è una Commissione che è stata creata appunto per cercare di arrivare assieme ad una soluzione di questo problema. Adesso la Giunta comunale ha messo a disposizione di questa Commissione i tecnici che loro chiedevano e pertanto dobbiamo aspettare che da questa Commissione mista vengano fuori le soluzioni più idonee. E Avvocato Caveri, stia tranquillo che i conti noi due ce li arrangeremo, stia ben tranquillo... è lei che fa pena qui dentro.

(continua il battibecco tra i Consiglieri Caveri e Mappelli)

Caveri (U.V.) - ...e lei fa soltanto ridere...

Manganoni (P.C.I.) - ...avevo posto alcune domande alla Giunta, la quale ha risposto per bocca di Mappelli; però, Mappelli, tu sei stato talmente generico che quanto hai detto tu lo sanno tutti, ma hai omesso di dire quello che noi ti chiedevamo. E io questo ho dovuto saperlo da chi? Dal Consigliere Germano... ma era tuo compito, Mappelli, essere più preciso, più dettagliato, rispondere all'interrogativo che ti avevo posto. Per esempio io devo apprendere da Germano che la Giunta regionale ha respinto la delibera del Comune di Aosta che voleva fare l'acquedotto attingendo alla sorgente di Montagnayes. Perché questo non ci è stato detto? Primo.

In secondo luogo - e questa è una domanda che io pongo e chiedo che mi si risponda - perché la Giunta ha respinto questa delibera del Comune di Aosta? Vedete, voi, voi da quei banchi vi riempite spesso la bocca della parola "democrazia" rispetto della volontà dei Consigli comunali, ed infatti, quando si è trattato di spendere mezzo miliardo per 100 abitanti di Chamois, per fare loro la funivia e poi la strada... no, allora, quando noi vi abbiamo accusato di questo sperpero di denaro perché siete stati ricattati da Pedrini il quale vi ha detto "o così o io vi faccio saltare", voi della Giunta...

(rumori in Aula)

...Pedrini, quando ti sollecitano tu...

(voce del Consigliere Pedrini e richiami del Presidente)

...stavo dicendo che la democrazia, di cui vi sciacquate la bocca ad ogni piè sospinto, serve a voi, serve a voi solamente per fare delle parzialità e per ignorarla questa tanta decantata "democrazia"! Infatti, quando a Chamois si è trattato di spendere mezzo miliardo per 100 abitanti di Chamois - cioè 5.000.000 a testa, cosa successa per nessun altro Comune della Valle, solo per Chamois - perché Pedrini vi aveva ricattato dicendo: "o la funivia e poi la strada o sennò io vi faccio saltare", a voi, del Centro-Sinistra, che dite di non dipendere dai Liberali - e con questo mi riferisco particolarmente ai due ex colleghi di Giunta, in particolare a Colombo - allora... cosa? Ma noi non eravamo condizionati da Pedrini, Pedrini non ci condizionava, mentre invece voi lo siete condizionati...

(voce di Pedrini e richiami del Presidente)

...stavo dicendo che vi siete attaccati alla democrazia... questa non è la volontà del Consiglio comunale di Chamois, questa è la volontà di Pedrini, non del Consiglio comunale di Chamois, e quindi bisogna rispettare la volontà del Comune di Chamois. Qui c'è una delibera votata all'unanimità da 40 Consiglieri del Comune di Aosta, e voi cosa ne fate della democrazia? Voi la respingete questa delibera! È così che voi applicate la democrazia? Eh, due colleghi Socialisti, e lì quella delibera è stata presa dal Centro-Sinistra, su relazione di Milanesio, altro esponente del P.S.I., vostro collega, però lì l'avete respinta!

Ora, io ho fatto questa osservazione per dimostrare che voi della parola "democrazia" ve ne fate due baffi e mezzo, vi serve solamente per giustificare le vostre malefatte; a questo serve a voi la parola "democrazia", e anche per subire le volontà di Pedrini.

Andando avanti, qui si dice che "la Commissione è stata nominata, la Commissione deciderà"; no, la Commissione è consultiva, chi è che decide? Decide il Consiglio comunale di Aosta, e non solo, la Giunta regionale intesa non come Autorità di tutela ed il Consiglio regionale, perché la Regione butta fuori un sacco di milioni per questo acquedotto ed allora è giusto che il Consiglio, che ha votato questi 150 milioni - o quanti sono - per il Comune di Aosta, si accerti a cosa sono destinati questi soldi e se sono destinati a fare bere alla cittadinanza di Aosta l'acqua col cloro.

Voi accennavate a tre possibilità: sorgente della Val Ferret, Buthier e Montagnayes. Ebbene, non potete attingere alla sorgente della Val Ferret per una ragione semplice: le portate delle sorgenti della Val Ferret nel periodo di magra sono assolutamente insufficienti, c'è tutta una relazione all'Ufficio acque, mi pare che si tratti di 120 o 130 litri al secondo, di cui oltre un centinaio di litri è già stato concesso al Comune di Courmayeur e al Comune di Pré St. Didier. Non solo, ma in ordine a quelle poche decine di litri - parlo sempre del periodo di magra - che sono ancora da concedere, teniamo presente che c'è anche il Comune di La Salle, che ci sono i Comuni di Arvier, di Avise, cioè tutti i Comuni dell'Alta Valle, i quali è naturale che se ne avvantaggino innanzitutto loro che sono vicini alla sorgente. Io non penso che Aosta vada ad attingere l'acqua alla Val Ferret, e poi dopo La Salle vada ad attingere le acque a Montagnayes, nella Valle di Bionaz; pertanto anche questa ipotesi è da scartare; io parlo del periodo di magra, perché se andate nella Val Ferret d'estate voi avete 1.000 litri al secondo.

Sulla questione del Buthier e dell'acqua clorata io non ripeto quanto ha detto Germano. Ma come? In una Valle d'Aosta, dove vi sono dei ghiacciai dappertutto, dove ci sono delle sorgenti dappertutto, dove ci sono 30.000 abitanti - non sono gli 8 milioni di Parigi o di Mosca - noi dovremmo bere dell'acqua col cloro? Col cloro, con la conegrina o con tutti gli altri nomi, perché noi sappiamo che i medici sono abilissimi nel chiamare il cloro con un altro nome dicendo "no, non è cloro", dato che lo chiamano con un altro nome, ma per noi quello che conta è la sostanza, non è il nome che questi medici danno a quei depurativi, e la sostanza è sempre la medesima: è cloro o è conegrina o qualche cosa di simile, la chiamino pure come vogliono!

Ora io penso che, come cittadino di Aosta... ma anche tutti gli altri cittadini di Aosta, se devono pensare che dovranno bere dell'acqua col cloro, io vorrei sentire il loro parere, e non solo, perché noi, come Amministratori, dovremmo perlomeno arrossire dicendo che in Valle d'Aosta facciamo bere ai cittadini acqua col cloro!

E poi, quando i turisti... qui si sta sempre parlando di turismo, perché qui, quando c'è una malefatta da coprire la si copre con la parola "turismo", perché sembrerebbe che in Valle d'Aosta i 100.000 abitanti vivono solo ed esclusivamente di turismo, dando atto che il turismo è una delle attività complementari, no? Ed allora, quando i turisti arriveranno da Milano o da Torino, se bevono l'acqua clorata è naturale, perché a Torino e a Milano non hanno mica le sorgenti sufficienti per alimentare gli acquedotti di quelle città, diranno "Bene, andiamo in Valle d'Aosta, perché tra l'altro, oltre all'aria più o meno pura, ad Aosta speriamo almeno che l'acqua non sia clorata... niente, anche ad Aosta c'è l'acqua clorata come a Milano, quindi come pubblicità turistica.

Vorrei sentire il nostro Assessore al Turismo, che è così preoccupato del turismo: cosa ne pensa di questo? Ma, a parte il fatto dei turisti - perché tutt'al più i turisti potranno, anziché fermarsi ad Aosta, andare altrove, tanto li state già deviando con la questione dell'autostrada, di cui discuteremo, e li state già dirottando dalla Città di Aosta -, parliamo come cittadini di Aosta. Io mi rifiuto, come Amministratore, di approvare un affare del genere. Mi pare di aver già avuto occasione di dirlo una volta in Consiglio: quando io ero militare, mi davano del cloro per pulire le latrine. Ora, vogliamo pulire gli intestini dei cittadini di Aosta con quel cloro che io adoperavo per pulire le latrine quando ero sotto la naia? Penso di no! Sono quindi delle cose che noi non dovremmo neanche pensarle, neanche pensarle, altro che dire "aspettiamo la decisione della Commissione...". Giusto, sentiamo pure le Commissioni, ma la decisione la prendiamo noi, e le Commissioni potranno - io non so l'esito, il responso di queste Commissioni - arzigogolare tutto quello che vogliono, e dare tutti i termini di cui accennavo prima, però la sostanza non cambia: noi ci dobbiamo rifiutare di fare bere alla cittadinanza aostana, ai cittadini di Aosta dell'acqua clorata o con altri aggeggi o con altri prodotti la cui sostanza è però sempre quella.

Ora, noi abbiamo la terza soluzione, quella che voi avete respinto. Non ripeto quanto ha detto Germano, che è stata approvata dal Consiglio all'unanimità. Attingendo l'acqua da Montagnayes è vero che c'è un inconveniente legato al periodo di magra. Io qui ho le portate della sorgente di Montagnayes: mi pare che nel periodo massimo di magra del 1965 c'erano 40 litri al secondo, poi sono stati 40 in marzo, 43 in febbraio, mentre nel 1966 la portata minima è stata invece di 65 litri al secondo. Prendiamo pure per buono il periodo minimo di un mese di 40 litri; effettivamente in quel mese o in quei pochi mesi invernali la portata non sarà sufficiente ad alimentare tutta la Città di Aosta: 40 litri al secondo nel periodo di magra, perché poi passa subito, vediamo l'anno in cui la portata è minore: a gennaio 52, a febbraio 43, a marzo 40, ad aprile 50, a maggio 132, a giugno 262 e poi andiamo a 300, mentre a dicembre scendiamo di nuovo a 100. Bisogna tener presente un fatto, però: che nel mese di gennaio e febbraio, cioè in questi periodi di magra, normalmente si consuma meno acqua che nel periodo estivo, questo in genere, ma teniamo pure conto, ammettiamo pure di consumare acqua nel mese di gennaio quanto nel mese di luglio: ebbene, manca l'acqua? Bisogna integrare l'acquedotto di Aosta? Benissimo, integriamolo coi pozzi: c'è tutto uno studio, che è all'Ufficio tecnico regionale - io penso che Colombo potrà richiederlo ai tecnici -dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, no? Sulla trivellazione dei pozzi c'è uno studio da parte dell'Ingegnere che ha già trivellato quasi tutti i pozzi di Aosta, oltre al nostro laggiù dei Magazzini Generali, o quelli della Cogne, penso anche quelli del Comune di Aosta, dove è individuata la falda freatica maggiore nella zona della Maternità. Ora, scavando dei pozzi nella zona della Maternità, dove indubbiamente l'acqua si trova con una certa abbondanza, noi, in questi due o tre mesi di periodo di magra delle sorgenti di Montagnayes, possiamo mettere in funzione quei pozzi ed integrare l'acquedotto di Aosta con il pompaggio di quest'acqua; si tratterà di bere acqua di pozzo per alcuni mesi invernali all'anno, mista, naturalmente, non solo acqua di pozzo. Pertanto io penso che sia preferibile bere l'acqua di pozzo che non l'acqua della Centrale di Valpelline, perché lì, oltre al cloro che dovranno immetterci, si parla anche di silicio. Di silicio mi pare che ad Aosta ne respiriamo già abbastanza, perché come statistiche - qui Mappelli potrebbe dirci qualche cosa, se conosce queste statistiche - in fatto di silicosi stiamo abbastanza male qui ad Aosta, ne respiriamo già abbastanza dall'aria. Vogliamo anche introdurne nello stomaco dell'acqua al silicio, non basta quello che introduciamo per via orale, quello che introduciamo nei polmoni?

Pertanto io dico che la soluzione del cloro è da scartare nel modo più assoluto; noi integriamo l'acquedotto di Aosta in questo periodo di magra, periodo invernale, è vero, in cui scarseggia Montagnayes, con la trivellazione di pozzi e, osservate, il costo è minimo. Tu, Colombo, te ne potrai accertare di questo studio che io ho qui, e per non farvi perdere del tempo non ve lo leggo. È uno studio anche economico, e vi dirò di più: se volete ve lo leggo anche, però badate che è lungo. Per portare l'acqua alla quota di 800 metri, che sarebbe press'a poco quella della cava di marmo di St. Martin di Corléans, si devono fare due stazioni di pompaggio, perché la prevalenza massima è di 100 metri, perciò dai 700 per arrivare a 800 occorrono due stazioni di pompaggio. Con i serbatoi di riserva, tenuto conto dell'ammortamento degli impianti e non solo del costo di gestione, cioè del consumo di energia elettrica e manutenzione delle pompe, ma anche dell'ammortamento del costo di impianto che viene a circa 150 milioni, per portare l'acqua a 800 metri, osservate, il costo al metro cubo dell'acqua alla seconda stazione di pompaggio, quindi a 800 metri, sarebbe di circa 9 lire. Il Comune vende l'acqua mi pare a 20-30 lire... non so, è mia moglie che paga le bollette dell'acqua, ma penso che sia su quel prezzo. Per quei pochi mesi invernali che dovremmo attingere l'acqua dal pozzo, il Comune avrebbe comunque e sempre dei vantaggi notevoli, perché costerebbe 9 e la fa pagare 30. Noi, in questo modo, troveremmo la soluzione ideale. Allora io vi dico: perché noi dobbiamo ricorrere al cloro, all'acqua del Buthier, all'acqua del torrente turbinata, che esce dalla Centrale di Valpelline? Ecco perché io invito la Giunta, perché in questo caso è il Consiglio regionale che ha voce in capitolo, e per la ragione che vi dicevo prima, non solo la Commissione. Sia chiaro, non è che io ce l'abbia con la Commissione, ma indipendentemente da quanto questa si esprimerà, il giudizio, la decisione la dobbiamo prendere noi, perché cacciamo fuori i soldi, perché finanziamo. Ma vi è di più, vi è di più: a noi, che prendiamo l'acqua lontano da Aosta, che prendiamo l'acqua a Valpelline, a Montagnayes o anche dal Buthier, cosa succede? Che noi attraversiamo tutta una zona franosa. Chi conosce la zona di Valpelline, la zona a valle di Doues fin giù al Buthier, sa che è una zona franosa: se domani, in seguito ad una frana, si interrompe la tubazione, noi siamo senz'acqua; se invece abbiamo i pozzi di integrazione, si rompe la tubazione, immediatamente si mettono in marcia le pompe del pozzo e la cittadinanza non rimane senz'acqua; quindi anche questo è un vantaggio che noi avremmo integrando la sorgente di Montagnayes con la trivellazione di pozzi.

Ora io non voglio dilungarmi, mi riservo eventualmente di intervenire ancora. Chiederei però che la Giunta si pronunciasse su questo e non si trincerasse dietro al fatto che c'è la Commissione; la Commissione è consultiva. Io non dico che non si debba esaminare il responso della Commissione, esaminiamolo pure, però la decisione spetta esclusivamente agli Organi amministrativi, che sono quelli deliberativi, e particolarmente al Consiglio regionale per le ragioni che vi dicevo prima.

Pertanto io adesso finisco, ma chiedo alla Giunta che mi si risponda, innanzitutto perché Mappelli non ha citato quella lettera che poi ha segnalato Germano; in secondo luogo, perché la Giunta ha inviato questa lettera respingendo la delibera del Comune di Aosta e, in terzo luogo, cosa ne pensa su queste soluzioni in fatto di acquedotto di Aosta.

Fosson (U.V.) - Io avevo chiesto la parola prima, dopo quel battibecco che c'era stato in Consiglio e, senza volermi ergere a fare una morale, vorrei però richiamare la Giunta e il Consiglio - specialmente la Giunta - e dire questo: che se vogliamo che i nostri lavori procedano con serietà, la Giunta, o almeno una parte degli Assessori, quando risponde alle domande che sono poste dalla minoranza, dovrebbe almeno cercare di non dare l'impressione di volerle evadere, di voler girare intorno a queste risposte; non può dare delle risposte come quella che è stata data dall'Assessore Mappelli un momento fa, perché questo certamente fa perdere la pazienza a quelli che fanno le domande. Infatti il Consigliere Signor Mappelli ci ha letto quello che noi sappiamo e troviamo in qualunque manuale tecnico a proposito della captazione di sorgenti o di acque da potabilizzare e quindi certamente, in un qualunque manuale, si dice che quando c'è un dubbio sulla potabilità di un'acqua, sia poi essa di sorgente, sia captata, sia tirata su dai pozzi, si deve fare una depurazione. Questo è chiaro, e c'è in tutti i manuali. Qui però, in Valle d'Aosta, non c'è nessuna acqua di sorgente per acquedotti che per adesso sia stata trattata col cloro, perché praticamente si è sempre guardato di avere un'acqua potabile di sorgente; si manda appunto il Dottore del Laboratorio di Igiene e Profilassi a fare il prelievo delle acque, lui guarda se sono potabili dal punto di vista batteriologico e sotto altri punti di vista, quindi non c'è nessuna acqua che sia stata trattata al cloro.

Ora, noi sappiamo anche che si può fare le depurazione attraverso dei filtri, con ghiaia, con sabbia, con carbone, ricreare le stesse possibilità in modo da fare un trattamento meccanico come quello che avviene all'acqua che attraversa i vari strati del terreno, però è chiaro che, anche riproducendo tutti questi filtri, quando si attinge l'acqua da un torrente e se si dovesse attingere l'acqua dal torrente Buthier o dal serbatoio di Place Moulin, noi possiamo riprodurre tutti questi filtri, ma la depurazione con il cloro dal punto di vista della potabilità, dal punto di vista batteriologico s'imporrebbe; quindi, è per questo che ad un certo momento diciamo che è inutile leggere quello che ci dite; quando l'acqua non è pura, anche se si attinge ad una sorgente, si deve eventualmente fare, si deve mettere il cloro.

Detto questo, io vorrei dire che su un problema di questo genere, su un problema che interessa effettivamente la Città di Aosta e sul quale dovremmo essere almeno tutti d'accordo, ad Aosta città, che si trova in mezzo alle montagne, non si dovrebbe bere acqua trattata col cloro. Su questo punto è stata fatta una domanda alla Giunta, quindi se l'Assessore Mappelli ha riportato ed ha letto quello che era scritto sui manuali, nell'Esecutivo c'è altra gente che potrebbe rispondere qual è l'indirizzo della Giunta su questo punto, molto meglio di quello che poteva rispondere l'Assessore Mappelli su quest'affare.

Io adesso non voglio entrare in una discussione più lunga dell'acquedotto, perché per fare questo dovrei avere tutti gli elementi che non ho in questo momento; d'altra parte, qui si trattava di una mozione che impegnava la Giunta per studiare il problema e per garantire l'approvvigionamento dell'acqua potabile che dovrà essere utilizzata per Aosta senza il trattamento con il cloro, limitandoci puramente a questo. Io inviterei proprio il Presidente della Giunta o qualche altro Assessore a dirci qual è l'indirizzo della Giunta su questo punto.

Savioz (P.C.I.) - Il problema dell'acqua della Città di Aosta non è di oggi; risale già a prima della guerra e, in modo più grave, a dopo la guerra.

Nella primavera del 1947, durante i giorni di fiera, di mercato, l'acqua non arrivava al primo piano delle case e una parte della zona alta della città ne era completamente sprovveduta. Quando invece erano giornate normali, verso sera, o al mattino, potevano attingere l'acqua; io mi ricordo molto bene, perché questo è uno dei problemi di fondo di cui abbiamo dovuto occuparci immediatamente, appena la nuova Amministrazione prese le redini del Comune di Aosta. Lo studio è cominciato tramite l'Ingegner Binel, che dirigeva l'Ufficio tecnico tramite i tecnici Ballaudo e Bertola, che sono quelli che hanno fatto i pozzi, d'accordo con i tecnici della Zarelli, per vedere dal punto di vista tecnico come risolvere i problemi; quindi è una cosa che, ripeto, risale ai suoi tempi.

La verità è che, dopo uno studio rapido durato un paio di mesi e non di più, tenuto conto anche della situazione disastrosa delle finanze del Comune di Aosta, considerato anche il fatto che non si poteva accedere né a prestiti, né a contributi da parte di altri Enti perché in quel momento non c'erano, si è provveduto a fare due cose immediate: si è ripristinata completamente la sorgiva che c'è a la Comba, che in quel momento serviva alla zona del Pont de Pierre, e si è approfondito il pozzo che c'è ai giardini pubblici, perché potesse dare qualche cosa di più aumentando di un gruppo di pompaggio. Pur con tutte le ristrettezze immaginabili e possibili, comunque i cittadini poterono avere l'acqua sia al mattino, sia alla sera, sia durante la notte, anche nella zona alta della Città.

Successivamente gli studi continuarono e si allargò la zona; si era partiti con l'intenzione di risolvere il problema mediante un acquedotto a caduta, ed allora ecco che si è preso in esame tutte le sorgive che ci sono nel raggio, nel perimetro di 5, 6 o 10 chilometri della Città di Aosta. Si è cominciato con le sorgive di Chamolé, che presentavano una serie di inconvenienti, per cui si è abbandonato immediatamente questa possibilità di progetto. Parlando con l'Amministratore della Cogne, il Dottor Elter, si era fatto un esame delle acque che vengono dalla galleria del Drinc, cioè tra Eaux Froides e Cogne, la galleria che serve per il trasporto del minerale, senonché le acque che vengono da quella galleria non sono state utilizzate per uso idroelettrico; non potevano essere utilizzate perché contenevano dei sali minerali che difficilmente si sarebbe potuto eliminare, primo, e in secondo luogo nocivi alla salute; quindi si è abbandonata l'idea di captare quella sorgiva che poteva essere molto interessante e anche poco costosa, tenuto conto che era la più vicina.

Si è indirizzato lo sguardo su Montagnayes, si sono fatte delle misurazioni e si è tenuto conto che Montagnayes era quella che poteva dare un certo quantitativo; poi si è andati a visitare addirittura le sorgive che ci sono non solo giù a Valpelline, ma siamo andati anche a Ollomont, e ad Ollomont abbiamo visto delle sorgive di diversa portata che potevano essere interessantissime, perché dal punto di vista sanitario sono le uniche che si presentano assolutamente pure, buone. Però l'inconveniente gravissimo delle sorgive di Ollomont è che durante l'estate c'è acqua in abbondanza, mentre durante l'inverno si arriva ad un quantitativo tale per cui era impossibile poter pensare di prendere queste sorgive perché il costo dell'opera era veramente enorme.

L'Ingegner Binel aveva fatto, per conto suo, uno studio sulla possibilità di captazione dell'acqua che sorge sulle pendici, prima di arrivare al ghiacciaio della Grivola, dal lato di Epinel. Dalla misurazione fatta dall'Ingegnere è risultato che la quantità di acqua durante il periodo estivo è enorme e che quella durante il periodo invernale è due volte superiore alle necessità di quel momento della Città di Aosta. Io parlo del 1949/1950, perciò il nostro indirizzo era stato portato con la possibilità di fare uno studio più dettagliato, più approfondito, più preparato, anche dal punto di vista finanziario, per la captazione delle acque che sorgono a valle del ghiacciaio della Grivola, e pare che per queste acque, dal punto di vista sanitario non si sarebbe dovuto fare niente altro che una recinzione per impedire ai bovini, ai camosci e agli stambecchi di poter andare a mangiare in quel posto, insomma. Il problema si risolveva con una recinzione, con una zona di protezione.

D'altra parte, la stessa zona di protezione abbiamo provveduto a farla alle sorgive che venivano giù, quelle dell'acquedotto che è stato fatto a suo tempo qui, a Saumont: a Saumont e su a Entrebin si è provveduto a fare questa protezione, perché - se non lo sapete, io ve lo dico - durante il periodo della guerra, per avere maggiore acqua, avevano trovato il sistema di fare venire l'acqua del ruscello di irrigazione che c'è sopra Saumont, che veniva dall'alta Valle, e avevano messo le "tsariete", in modo che l'acqua fluiva sulla zona di Entrebin, penetrava giù... andava a finire nelle vasche e poi veniva convogliata ad Aosta. Certe volte si apriva il rubinetto e l'acqua era tutta sporca, perché il filtro naturale non funzionava molto bene.

Il problema dell'acqua di Aosta è quindi veramente un problema sentito, e quindi io - francamente adesso non voglio andare insieme a Mappelli a fare il girotondo che ha fatto lui attorno all'acido cloridrico, al cloro, questo girotondo glielo lascio per conto suo - Signor Presidente della Giunta, chiedo a lei, a lei, ...no, non chiedo quale soluzione si può adottare, perché la soluzione c'è, sono stati fatti degli studi, gli studi ci sono, quindi la soluzione c'è. Non dimentichiamoci che nel 1948, nel 1949 e nel 1950 si sono fatti dei pozzi nuovi, e io vi dico anche che prima di fare questi pozzi nuovi, per essere sicuri della zona freatica, non ci siamo limitati a far venire gli Ingegneri Ballaudo e Bertola che conoscono a fondo questo problema, che hanno i loro tecnici e che s'intendono di queste faccende, ma abbiamo fatto venire anche quel famoso Padre Semeria, che ci ha dato delle indicazioni precise sulla zona freatica e abbiamo fatto i pozzi in seguito alle sue indicazioni... un rabdomante. Effettivamente se la Città di Aosta oggi è servita così voi dovreste sapere che i due pozzi principali che forniscono l'acqua alla Città di Aosta sono: quello che è stato fatto qui, al Pléod, con tre gruppi di pompaggio, e quello che è stato fatto su nella zona di St. Martin, con altri tre gruppi di pompaggio; quelli sono i due pozzi che servono alla Città di Aosta e che ci hanno permesso di portare l'acqua fino alla frazione alta di St. Martin di Corléans, dove prima l'acqua non c'era.

Io dico quindi che questi pozzi, che tutt'oggi funzionano e sono in piena efficienza, quando fossero accompagnati da quella che è l'acqua di Montagnayes, che a quanto ha detto Manganoni prima, dagli ultimi studi fatti, ha un minimo di getto di 40 litri al secondo, non vedo il perché non debba essere tenuto conto di questa possibilità e si vada a cercare la disinfezione delle acque attraverso filtri o non filtri, attraverso cloro o non cloro; solo l'idea di bere dell'acqua depurata in questo modo qui è un'idea che, naturalmente, tutti i cittadini avversano.

È quindi logico, Presidente della Giunta, a mio modesto avviso, che dovrebbe prendere la pratica in mano e risolvere questo problema, non dico con un atto di forza, ma proprio per venire incontro anche ai desiderata del Consiglio comunale che, stranamente... io non voglio ripetere, ma molto stranamente la sua Giunta e lei, Presidente, avrà firmato questa delibera respingendola! Non è giusto! A parte il fatto che si parli o non si parli di democrazia, di libertà dei Comuni, di Autonomia comunale, ma proprio così, ragionando da povero cittadino, da cittadino qualunque, se una soluzione c'è, è quella, non ci occorre mica lo scibile per sapere qual è la soluzione dell'acquedotto di Aosta! Sapete cosa ci occorre? Ci occorrono centinaia di milioni, questo è il grande problema di fondo, ma l'acqua c'è, gli studi sono stati fatti, sono più di 20 anni che si studia attorno a questo problema e ultimamente si è realizzato uno studio definitivo.

Ho sentito il Consigliere, il nostro Capo Gruppo che ha fatto un'esposizione chiara, anche dal punto di vista tecnico, leggendo le delibere che sono state prese in Consiglio comunale; perciò lasciamo perdere le storie del cloro e vediamo un po' di affrontare questo problema con una certa energia e con un certo spirito garibaldino.

Io direi che è ora, è veramente ora che finalmente la Città di Aosta possa avere una certa tranquillità dal lato del rifornimento idrico, perché, così come siamo messi in questo momento, tenuto conto dell'aumento della popolazione, tenuto conto dell'aumento del livello di vita della popolazione, se una volta bastavano 10 litri d'acqua, adesso ce ne vogliono perlomeno 20, per una serie di ragioni, o 30, o - come dice il dottore - 300, tutto dipende se voi la vedete in un giorno o in tre ore o in due ore.

Comunque io ritorno al punto primo e ad un certo momento voglio dire questo: a mio modesto avviso, non si tratta di fare delle elucubrazioni di carattere scientifico per sapere come bisogna depurare l'acqua, si tratta invece di tirarsi su le maniche, di mettere i milioni necessari e di lasciarli al Comune che ha affrontato questo problema in un modo veramente encomiabile. Una volta tanto si sono trovati tutti d'accordo - e questa è un'altra parte più che positiva sulla faccenda -, Signor Presidente della Giunta, veda lei di risolvere questo problema rapidamente e con quell'energia che occorre.

Balestri (P.S.I.) - Io vorrei chiarire un attimo sul fatto della depurazione, perché ho paura che qui ci siano dei malintesi; solo una chiarificazione, che è quello che poi credo sia al corrente di tutti. Per le depurazioni si hanno diversi trattamenti: ci sono dei trattamenti chimici, il famigerato cloro, e dei filtri naturali.

Ad un certo momento, al cloro si ricorre solo in casi eccezionali, quando momentaneamente ci sono degli elementi che inquinano, ma guai se si ricorresse in via normale, quindi non si parla di cloro, assolutamente; qui la Commissione deciderà, soprattutto sui dati quantitativi e qualitativi, e certo che il progetto dovrà prevedere efficienti impianti di filtrazione, di depurazione naturale, non cloro, perché saremmo i primi a non essere d'accordo su questo.

Ora, anche per i pozzi, vorrei ricordare una cosa: che non è che diano la massima garanzia dal lato batteriologico, perché dopo tutto c'è un ristagno e dove c'è sempre ristagno c'è sempre maggiore possibilità di inquinamento. Che quindi si parli di cloro in questo caso è un'assurdità, perché nessuno pensa che si dia l'acqua col cloro: o questi pozzi, attraverso la sorgente, i fiumi, i ristagni che ci sono danno un'acqua filtrata e depurata che sia batteriologicamente pura, altrimenti si tratta certamente col cloro.

(discussione sulla precedenza a prendere la parola)

Fosson (U.V.) - Io volevo solo precisare questo, Dottor Balestri. Io non ho voluto dilungarmi prima in risposta a Mappelli, ma siamo perfettamente d'accordo che si possano fare delle filtrazioni riproducendo quella stessa filtrazione naturale, però sia ben chiaro - e su questo punto ho avuto occasione di vedere diversi impianti nel passato - che se si tratta di una piccolissima quantità di acqua, allora c'è un certo deposito, una certa vasca di raccolta e questi filtri possono funzionare efficientemente, altrimenti se c'è una certa continuità di erogazione d'acqua il filtro non serve, non è più sufficiente e praticamente, prendendo l'acqua direttamente da un torrente, si deve fare questo e decanta tutte le questioni che sono eventualmente in sospensione. Dal punto di vista batteriologico però, è assolutamente necessario poter fare una depurazione con il cloro o con altri ingredienti, perché praticamente il ricambio di questi filtri naturali di carbonella, e via dicendo, si devono fare con una tale frequenza e quindi con interruzioni dell'erogazione dell'acqua, ed infine, con un costo tale che non è più conveniente, quindi questa è una cosa indubbia.

Io pregherei... qui parliamo un linguaggio tecnico e quindi non facciamo delle questioni di opinioni politiche, però è una cosa che va tenuta presente; se c'è una piccola erogazione, tutto questo va bene, si può fare e non si bada alla spesa, ma quando c'è una certa erogazione tenete presente e guardate quell'esperienza che è stata fatta in tutti i posti e poi vedete. D'altra parte ho visto degli impianti... va bene, di grande mole, dove praticamente, pur mettendo il cloro, alla fine, per rendere batteriologicamente pura l'acqua si sono previste delle quantità enormi di vasche in cui ogni 24 ore si fa la rotazione perché si deve ricambiare tutta la parte filtrante dopo brevissimo tempo; queste sono cose che vanno tenute presenti e mi pare siano questioni tecniche che non incidono per niente su quelle che possono essere le nostre opinioni politiche; però, in Valle d'Aosta, certo, bisogna cercare di ovviare.

Pedrini (P.L.I.) - Io desideravo soltanto fare un piccolissimo intervento, ed è questo: noi Liberali avevamo delle idee abbastanza chiare in proposito, ma dopo l'intervento del Consigliere Manganoni siamo caduti nel buio.

Più di una volta Manganoni ci ha parlato di relazioni varie, non soltanto su questo problema, ma anche su altri, dicendoci "non ve le leggo, perché vi faccio perdere del tempo". Io desidererei che il Consigliere Manganoni ce la leggesse tutta, questo sarebbe veramente il nostro desiderio, per illuminarci meglio o, in caso contrario, se l'Assemblea non aderisse a questo invito, almeno averne una copia prima di decidere in merito.

Bionaz (D.C.) - Io cercherò di essere breve anche perché, purtroppo, abbiamo i minuti contati.

Germano introduce la discussione sull'acquedotto di Aosta e ciò non mi stupisce, lui se la prende col Centro-Sinistra e vabbè, cosa vuole, se non se la prende lui col Centro-Sinistra chi volete che se la prenda? Io le dirò Germano che questo è buon segno, quando lei se la prende col Centro-Sinistra io mi sento veramente rinvigorito, perché il Centro-Sinistra le dà parecchio fastidio a lei e ad altri, quindi è un buon segno.

Il Comune ha deliberato. È vero, il Comune ha deliberato di varare l'acquedotto comunale e la Giunta regionale ha pensato - e lo penso anch'io - che questo rientri nei suoi compiti specifici. Ritengo che abbia fatto il suo dovere nel vedere la questione dell'acquedotto su un piano più vasto come quello dell'acquedotto consorziale. Non ha mica bocciato l'acquedotto comunale di Aosta, ma dice che per l'acquedotto, visto che rifornisce tutta la cintura di Aosta che è la zona che sta prendendo grande sviluppo, cerchiamo, se si può, di vedere una soluzione che accontenti anche tutti i Comuni viciniori di Aosta. Non è entrato nel merito di quelle che saranno, diremmo, le determinazioni tecniche in ordine alla captazione, in ordine alla potabilizzazione, no; dice: "facciamo una cosa che accontenti anche tutta la cintura di Aosta, perché la cintura di Aosta è l'area naturale di espansione della Città", e mi sembra che anche il verbale della seduta comunale dia atto di questa precisa determinazione.

La Giunta regionale, nella seduta del 16 settembre, in relazione alla determinazione creatasi, dopo la riunione di esperti, di tecnici e di sanitari che ebbero a studiare la questione del rifornimento idrico della Città di Aosta, ha deciso di restituire non approvata la deliberazione n. 167 del 13 giugno in quanto deve essere approntato un nuovo studio che preveda un acquedotto consorziale.

Se si vuole fare il processo alla Giunta regionale perché ha adottato questa determinazione, io mi domando quali sono i compiti che rientrano, diremmo, nella competenza specifica della Giunta regionale!

Vediamo una cosa di insieme che accontenti anche tutta la zona che gravita su Aosta. Qui naturalmente il discorso da parte della minoranza scivola sul cloro; io mi domando, e poi, non solo, perché se la prendono con Mappelli che dà una precisa chiarificazione su quella che è la clorazione dell'acqua!

Ma quella, la questione del cloro, la inventate voi, la questione del cloro la inventate voi, perché nessuno ha mai parlato di necessità di adottare la clorazione dell'acqua. Se l'Assessore Milanesio ha fatto un accenno ad una certa clorazione dell'acqua è in altra sede, non in questa evidentemente, questa è una cosa che lo riguarda, che lo riguarda. Noi, per quanto ci concerne, non abbiamo mai e poi mai suggerito delle soluzioni che siano quelle nelle quali sia necessario adottare la clorazione dell'acqua. Questo sia ben chiaro: nessuno ha mai parlato di necessità di clorazione dell'acqua, neanche quando si è parlato, così, per un accenno - evidentemente forse da parte di gente che forse era più profana che tecnica -dell'utilizzazione dell'acqua del bacino di Valpelline.

Ora, queste sono tutte soluzioni che si affacciano, ma non sono quelle che possono essere adottate, che debbano essere necessariamente adottate, ecco.

Questi sono problemi che debbono risolvere i tecnici, non noi. Noi vediamo la cosa sotto un profilo più ampio, sotto un profilo amministrativo. Ritengo che il fatto di avere suggerito la necessità, l'opportunità che Aosta - evidentemente Aosta ha 30.000 abitanti, la cintura ne avrà 20-25, e Aosta è destinata ad aumentare - sia al centro di questo nuovo acquedotto che si sta costruendo, mi pare che sia una questione di buon senso, di cui non si può fare, diremmo, un rilievo alla Giunta regionale.

La Giunta regionale vede il problema sotto questo profilo e noi non dobbiamo rispondere, è chiaro, alle affermazioni che vengono fatte in altra sede, dove si parla del cloro. Ho precisato che per quanto riguarda la Giunta regionale la questione del cloro è senz'altro da scartare, non è mai stata affacciata.

Manganoni fa tutta la trafila, lui naturalmente conosce bene questo problema, ma mi domando perché non lo ha risolto quando aveva tutto nelle mani per risolverlo. Mi parla delle sorgenti della Val Ferret, e dimentica Manganoni - io penso volutamente, perché non può essere una dimenticanza, così, diremmo, perché è troppo chiaro - che in Val Ferret ce ne sono due di sorgenti: quella cui lei accenna, quella di Fréboudze, è una, ed è quella alla quale attinge l'acquedotto di Courmayeur e Pré St. Didier, ma c'è l'altra, quella di Tronchey, che è molto più grande, che per il momento non è per niente impegnata, e che come minimo ha 130-150 litri, ecco. Però Manganoni di questa sorgente non ne parla, perché evidentemente questo è un argomento che potrebbe giustificare la presa di posizione della Giunta.

Ora io dico: sia precisato che la sorgente di Fréboudze è quella già concessa in parte e alla quale si potrebbe ancora attingere, perché restano ancora 120 litri, ma quella di Tronchey, dove si può certamente attingere ancora come minimo un 150 litri, potrebbe benissimo servire al nostro caso.

Il problema però ritorna a quello che è l'aspetto tecnico, a come si può reperire quest'acqua.

Montagnayes, sappiamo che non è sufficiente; non è sufficiente Montagnayes, 40 litri di minimo non bastano e allora ci vogliono i pozzi (soluzione suggerita sia dal Consigliere Savioz come dal Consigliere Manganoni); i pozzi costano, e sappiamo per giunta che c'è la falda che si abbassa sempre di più, per cui non è poi neanche certo che la disponibilità sia continua. Allora noi diciamo: se una soluzione regionale, o consorziale, che è già più ridotta, deve essere affacciata per il problema di Aosta, mi sembra che valga la pena di andare a reperire l'acqua - e parliamo di acqua purissima di ghiacciaio - di sorgente, anche lontano; potrebbe essere benissimo quella soluzione di Courmayeur, della Val Ferret, e anche più vicino mi sembra, se non mi sbaglio quella di Morgex e di La Salle.

Ora, che si voglia fare da parte dell'opposizione il processo alle intenzioni, lo capisco benissimo. Io ho dato atto a Germano che le sue posizioni e i suoi attacchi al Centro-Sinistra li comprendo benissimo, sono umano in queste cose, mi rendo ben conto, è la normale vicenda dell'opposizione e della maggioranza, ma adesso mi pare che si stia esagerando, inoculando nella mentalità e, diremmo, nel convincimento del pubblico che si voglia addirittura per forza, volente o nolente, fare bere l'acqua clorizzata alla popolazione di Aosta.

Ma scusate, la beviamo anche noi quell'acqua, la beviamo anche noi, e allora penso che siamo tutti altrettanti interessati, sia ad evitare - ed è chiaro - che si facciano opere che non servono, sia ad evitare alla popolazione un disagio che si ripercuote anche nel campo igienico.

Manganoni dice "non è conveniente fare delle condotte che vengano giù lungo... perché la zona è franosa": ma guardate, guardate, si è addirittura già pensato, se il problema sarà adottato in ordine al progetto di Montagnayes, a delle gallerie filtranti sul torrente Buthier, ci sono addirittura già le gallerie fatte, che sono tutte quelle dei canali già esistenti, gallerie già fatte, già pronte per ricevere le tubazioni, quindi non è necessario andare ad affrontare le frane della destra orografica del Buthier. Per di più, aggiungo anche questo: che anche quella soluzione presenterebbe questo aspetto certamente vantaggioso, non è necessario imprestare la destra orografica del Buthier, perché ci sono già sulla sinistra delle gallerie fatte che si adatterebbero benissimo alla questione e al problema.

Poi vi stupite che si è nominata una Commissione: ma cosa dovevamo fare? Mi sembra che siete voi che ad ogni piè sospinto richiedete delle Commissioni, ed è anche legittimo qui, trattandosi di un problema tecnico! Bionaz potrebbe essere un profano, uno che non se ne intende, come certamente lo è, ma le Commissioni dove ci sono degli emeriti Professori cattedratici delle Università ci diranno cosa c'è da fare e quali sono le soluzioni che si debbono adottare per questo problema.

Voglio dire a Fosson che non mi sembra molto delicato che lui faccia delle distinzioni fra Assessori; l'Assessore Mappelli non ha evaso per niente le domande che gli sono state poste e proprio lei fa questa accusa, questo rilievo? Non lo dovrebbe fare, perché io da lei attendo ancora delle risposte, tanto per dirle quello che le viene, perciò l'Assessore Mappelli non ha evaso nessuno, non ha evaso nessuna domanda, lo sappia.

(si sente in lontananza Fosson)

Lei questo rilievo non lo può fare, lei non lo può fare, perché qui lei zoppica, ha capito? E se vuole che glielo ripeta, lei qui si è già bruciato la coda.

Fosson (U.V.) - Lei è l'agente provocatore...

(scampanellata)

Bionaz (D.C.) - ...perché lei questa risposta l'ha voluta, e io gliela do perché l'ha voluta...

Fosson (U.V.) - ...impari a fare il Presidente della Giunta!

Bionaz (D.C.) - Lei impari a non fare delle distinzioni fra Assessori, perché noi non abbiamo Assessori di prima e di seconda scelta... e non è niente vero che ci vuole del cloro nelle gallerie filtranti, ecco... questa è un'affermazione fatta da lei. Nelle gallerie filtranti non ci vuole per niente del cloro, perché le gallerie filtranti sono dei mezzi meccanici che vengono adottate proprio per fare a meno dei mezzi chimici.

Fosson (U.V.) - ...(parole incomprensibili)...

Bionaz (D.C.) - ...e poi questo, le mie affermazioni sono in contrapposizione alle sue; caso mai i tecnici, qui, saranno quelli che dovranno dire l'ultima parola...

Io capisco l'Assessore Savioz, che ha fatto una descrizione molto precisa di tutta la vicenda dell'acquedotto di Aosta; è stato Sindaco molti anni, e indubbiamente questo problema lo deve certamente avere afflitto, lo deve aver tormentato, lo comprendo benissimo questo. Signor Savioz, lei però deve comprendere questo: perché dovremmo adottare delle soluzioni peggiori quando ce ne sono delle migliori? Anche quella dei pozzi, lei sa che non è la migliore, è la più costosa; acqua dura, mi dicono... ma insomma, io questo non lo so, comunque perché non dovremmo adottare le soluzioni, diremmo le ottime, se ce ne sono? Lo faremo questo, diamine!

Il fatto che noi abbiamo ritardato - e ce ne prendiamo la responsabilità - l'immediato avvio del progetto Montagnayes è proprio dovuto a questa nostra preoccupazione di Amministratori regionali di voler fare un acquedotto consorziale, affinché servisse anche la periferia di Aosta, ed è un problema questo che è molto sentito, è molto sentito! Voi sapete quanti soldi la Regione spende per gli acquedotti! Molti acquedotti oggi si rivelano insufficienti e qualcuno addirittura non ha più acqua, come gli acquedotti della cintura. Ora, se con una soluzione globale o consorziale... o addirittura regionale, perché si potrebbe affacciare anche questo, ma cominciamo ad andare per gradi... forse l'acquedotto consorziale per la cintura di Aosta sarebbe la soluzione migliore, potreste risolvere il problema di tutti i Comuni vicini ad Aosta, che sono 8 o 10, mi sembra che la Regione, la Giunta regionale, l'Amministrazione regionale, il Consiglio regionale, avrebbero veramente risolto un profilo che certamente non può che attirare su di sé l'approvazione di tutti i cittadini della Valle. Noi, sotto questo profilo abbiamo impostato questo... diremmo questo consiglio che è stato dato al Comune di Aosta, di non accelerare i tempi, sotto questo profilo ed unicamente sotto questo profilo, perché altrimenti era molto più comodo scaricarsi le responsabilità, lasciare fare al Comune di Aosta, e si diceva "vabbè, è un problema che vi riguarda, fatelo e risolvetelo"; no, qui abbiamo ritenuto di dover intervenire, proprio per questa ragione.

Mi dicono che bisogna affrontare il problema con spirito garibaldino... benissimo, siccome è una difficoltà ed è un po' una responsabilità che ci siamo presi, senza averne bisogno, intendiamoci, potevamo lasciar fare benissimo al Comune di Aosta, lasciare che se la vedesse lui. Io penso che, sotto questo aspetto, i Consiglieri non ci rimprovereranno di avere guardato con una visuale un po' più ampia questo problema, perché, se si sta risolvendo per il Comune, si dovrebbe anche risolvere prima di tutto per la cintura di Aosta, per i Comuni viciniori ad Aosta, che hanno un'espansione sicura, certa, immediata, e anche per gli altri Comuni che gravitano intorno a questa Città.

Penso perciò che con queste puntualizzazioni noi non abbiamo né favorito, né voluto la soluzione del cloro - questa è poi da scartare in pieno -, né intralciato qualsiasi possibilità di attingere le acque, sempre le acque dei nostri ghiacciai, delle nostre sorgenti nel modo migliore, nelle località migliori, dove però ce ne sia in abbondanza, naturalmente, con i prescritti requisiti igienici. Penso che con questo si possa finalmente dire una parola per tranquillizzare tutta la popolazione, perché certamente la Giunta, preoccupata del problema, intende risolverlo nel modo più confacente alle esigenze della popolazione della Valle.

Fosson (U.V.) - Devo constatare ancora una volta che praticamente, se c'è un agente provocatore in quest'Aula, costui è il Presidente della Giunta. Io credo di essere stato molto tranquillo nel mio intervento precedente, non ho fatto distinzione tra Assessori di prima o di seconda categoria; ho risposto, come era nel mio diritto, a quanto aveva detto Mappelli e riconfermo dall'A alla Z quello che ho detto prima per la risposta dell'Assessore Mappelli. Mi sono poi permesso di aggiungere che, se non vogliamo creare della gazzarra nel Consiglio, da parte di certi Assessori - e non ho fatto i nomi -, quando si risponde a delle domande precise fatte dalla minoranza bisognerebbe cercare di non eludere queste risposte girando intorno al problema, ma di rispondere, quindi non dare questa impressione e allora probabilmente non ci sarebbero tanti battibecchi. Io non ho l'abitudine di interrompere - il Presidente me ne deve dare atto - quando parla qualche membro della Giunta, ma certamente quando si fanno delle affermazioni false come quelle che sono state fatte dal Presidente della Giunta, allora si ha anche un po' di sangue nelle vene e si deve rispondere.

Chiudo questo mio intervento e ripeto che praticamente quanto ho detto l'ho detto sotto un punto di vista tecnico. Sull'affermazione che ha voluto fare ancora il Presidente della Giunta dicendo che quando ci sono delle gallerie filtranti il cloro non si mette, io dico ancora una volta che dal punto di vista tecnico questa è un'affermazione che non regge. Io quindi non voglio che quanto dico prevalga sull'opinione dell'Avvocato Bionaz, ma i tecnici che dovranno studiare il problema potranno dirimere questa questione.

Montesano (P.S.D.I.) - Manganoni, la prego di essere breve.

Manganoni (P.C.I.) - Io citerò dei dati e dei fatti, perché quelli contano più di un sacco di chiacchere.

Donnaz (stesso problema di Aosta): alla sorgente nel periodo di magra manca l'acqua, un pozzo è perforato, si è pompata l'acqua dal serbatoio; a Donnaz, da sei anni, sono tutti contenti, tutti soddisfatti! Pont St. Martin è come Donnaz: manca l'acqua agli ultimi piani, proteste dei cittadini; si è scavato un pozzo, 6 milioni, dopo le condutture immesso l'acqua nel serbatoio; a Pont St. Martin sono tutti soddisfatti, da tre anni nessuno più si lamenta... come? Nossignore! Lo stesso problema si sta verificando a Verrès, dove erano orientati a potenziare, perché avevano già un pozzo ma l'hanno abbandonato per integrare le sorgenti nel periodo di magra, quindi andate a vedere e poi ve ne accorgerete!

Depurazione col cloro. Dice Balestri che si ricorre solo momentaneamente, quando l'acqua è inquinata; ma Balestri, l'acqua del Buthier, che riceve le fognature di Bionaz e di Oyace, non è solo momentaneamente inquinata, è inquinata 365 giorni all'anno, perché riceve la fognatura a monte 365 giorni all'anno, ed allora, se si deve ricorrere al cloro quando è inquinata, siccome è inquinata sempre e non momentaneamente, si deve sempre ricorrere al cloro, perché le fognature di Oyace e di Bionaz non è che non inquinano l'acqua! Allora noi berremo l'acqua del Buthier che riceve a monte le due fognature... no, perché le fognature vanno a finire dove? Le portano in Svizzera? Le fognature... sì, i filtri, noi sappiamo come funzionano i filtri, le vasche di decantazione delle fognature, andate a vederli, io sono andato a vederli, altro che decantazione! Sì...

L'acquedotto. Bionaz dice: "Noi abbiamo mandato quella lettera perché vogliamo fare un acquedotto consorziale con i Comuni viciniori". Bionaz, stiamo coi piedi per terra! I Comuni viciniori... Pollein sta spendendo 50 milioni - appaltano adesso - per prendere l'acqua a Comboé, l'acqua sotto Comboé, quindi io penso che a Pollein, quando hanno l'acqua di sorgente, vi diranno: "Bevete voi l'acqua del Buthier", e quindi...

A Sarre e a St. Christophe c'è lo stesso problema di Aosta, cioè hanno le sorgenti in cui nel periodo di morbida l'acqua è sufficiente ma nel periodo di magra manca; possono integrarla, specialmente per le zone basse, perché le sorgenti sono in alto, quindi i villaggi alti non possono essere serviti sempre dalle sorgenti... con dei pozzi, integrarla con dei pozzi, pozzi dei quali io darei lettura... Pedrini mi ha chiesto di darne lettura, ma andiamo a finire alle 11, e allora mi riservo di farlo la prossima volta, però qui ci sono tutti gli studi, i costi, tutto quanto... no, tutto quanto.

Io penso quindi, se noi chiediamo alla popolazione di St. Christophe e di Sarre "preferite avere i pozzi di integrazione per integrare nei periodi di magra o l'acqua col cloro?" - perché è inutile che ce la raccontiate sull'acqua col cloro -, di sapere già la risposta che vi daranno quei cittadini... Non parliamo di Charvensod: non penso che si potrà pompare Charvensod dove, fra l'altro, vi è anche la sorgente lì, sotto quella Cappella... non so come si chiama, che si può sfruttare se si vuole... esatto, S. Colomba! Che quella è acqua "buona", non depurata!

Noi inventiamo la questione del cloro; io non ribadisco quanto ha detto Fosson, ma dappertutto, in tutte le città, in tutti gli acquedotti dove l'acqua viene attinta dai torrenti o dai fiumi, come è il caso del Buthier, l'acqua viene depurata con cloro, con conegrina, chiamatelo come volete, però con queste aggiunte che fanno il bucato agli intestini!

La sorgente della Val Ferret: io ho voluto essere breve e sarò ancora breve, ma farò alcune precisazioni. Lo so che sono due sorgenti: Fréboudze e Tronchey. Due o tre anni fa, quando ci è venuta poca neve, siccome nessuno sapeva la portata di queste sorgenti - d'estate sì, ce n'è un metro cubo che esce al secondo -, io ho detto al Geometra Gonrad: "c'è poca neve, lei prenda gli sci, prenda delle guide, prenda l'elicottero, prenda tutto quello che vuole, vada su e misuri la portata di queste due sorgenti", che il Geometra conosce molto bene. Lui è andato su con gli sci, con l'autista, aiutato da un Geometra, è venuto giù e c'è una relazione scritta, fatta dall'Ufficio Acque: 120 litri delle due sorgenti, non di una... e quanto è l'altra? Guarda, io chiederei allora - oggi non abbiamo tempo - di portare questa relazione fatta dal Geometra Gonrad. Di queste due sorgenti, oltre 100 litri sono stati concessi a Courmayeur e a Pré St. Didier, ma io parlo della portata delle due sorgenti, non di una delle due. Chiuso.

Colombo (P.S.I.) - ...270 litri...

Manganoni (P.C.I.) - ...no, no, portatela allo studio di Gonrad e poi discuteremo su quello.

In secondo luogo, se noi abbiamo proibito a Courmayeur e a Pré St. Didier, ci sono ancora tutti i 100 litri dei due Comuni. Ora, vi ho accennato a tutti gli altri Comuni che sono sotto: La Salle, Avise, Arvier, ed è giusto che prima si servano quei Comuni che sono vicini a quelle sorgenti, non che prendiamo questa e la portiamo lassù. Quando voi avrete servito quei Comuni vedrete che le sorgenti di Tronchey e di Fréboudze sono esaurite nel periodo di magra.

Noi abbiamo fatto un altro studio: c'è acqua che esce dal Traforo, e qui si parla di litri... sto finendo... ebbene, non è potabile, perché lì ci sono circa 250 litri che escono al secondo, però non è potabile e quindi hanno detto che non si può utilizzare.

Ancora una precisazione e poi io ho finito. Bionaz mi fa dire che io ho detto che non sono convenienti le tubazioni perché ci sono le zone franose; no, io non ho detto che non sono convenienti, ma ho detto: dato l'inconveniente delle zone franose, noi, con i pozzi, in caso di rottura dei tubi, integriamo immediatamente, si preme un pulsante, la pompa funziona e la cittadinanza ha l'acqua; se noi non abbiamo i pozzi di integrazione e si rompe una tubazione, noi rimaniamo senz'acqua per un giorno o due o chissà, per tutto il tempo necessario alle riparazioni. Ecco un secondo vantaggio, uno dei tanti vantaggi di fare i pozzi di integrazione alle sorgenti. Non mi prolungo, perché dobbiamo finire per le 11 e forse anche altri debbono parlare, però ribadisco quanto ho detto prima.

La proposta nostra è questa: attingere l'acqua da Montagnayes, quindi acqua di sorgente, acqua senza bisogno di depurazione, di cloro od altro; integrare nei periodi di magra - gennaio, febbraio e alcuni mesi invernali - con i pozzi. Allora noi avremo risolto definitivamente il problema, almeno per un secolo, finquando il Comune di Aosta non abbia alcuni milioni di abitanti, ma noi, almeno per un secolo - io penso che per un secolo la Città di Aosta non avrà milioni di abitanti - avremo risolto questo problema, e l'avremo risolto con soddisfazione di tutti i cittadini che non dovrebbero farsi quotidianamente il bucato agli intestini con tutto quel po' po' di roba: conegrina, cloro, o chiamatelo come volete, il nome non importa, importa la sostanza che dovete metterci dentro per depurare quest'acqua.

Germano (P.C.I.) - Io faccio solo una considerazione su quando si dice che perdiamo tempo, che impieghiamo molto a discutere. Se il Presidente della Giunta rispondeva subito, a quest'ora l'argomento era esaurito, perché abbiamo dovuto fare molto sforzo per poter sapere dalla Giunta per quale ragione aveva respinto quella deliberazione presa all'unanimità, però non ce l'ha detto prima l'Assessore incaricato, perché... ma non sta scritto lì, perché la vostra lettera come è stata presa al Consiglio comunale? L'ha letta lei, ma io leggo anche le altre parti di accompagnamento, perché è l'Assessore socialista del Centro-Sinistra che l'ha presentata e ha detto: alla nostra delibera l'Amministrazione regionale rispose con una lettera dell'Ufficio Controllo Comuni della Giunta in sede di tutela; una lettera un po' laconica, di otto righe, dove si diceva è la lettera che ha letto il Presidente della Giunta.

Ripeto, aggiunge: era un po' laconica come motivazione, anche perché se non altro Montagnayes, fra i tanti difetti, aveva il pregio di essere una soluzione che noi presentavamo e di cui ci assumevamo la responsabilità. Il rigetto da parte della Regione non ci parve molto giustificato, anche perché non si indicava un'altra via da seguire, non si indicava una soluzione alternativa che fosse concreta e immediatamente operativa. Lo dicono i vostri, non lo dicono quei Comunisti o quegli Unionisti che ci sono al Comune, è il presentatore che dice questo.

Ad ogni modo, finalmente abbiamo saputo il motivo: è quello del comprensorio. Ora il comprensorio, in linea teorica, può essere una motivazione giusta; bisogna sempre vedere di trovare soluzioni che siano le più globali possibili perché sono le più utili, ma questo quando è possibile. Qui, in linea pratica, non è possibile, perché le soluzioni sorgive a disposizione erano sufficienti per Aosta e per il suo sviluppo. Pertanto, quando voi rispondete e fate studiare la soluzione per un comprensorio e obbligate il Comune a trovare la soluzione di prendere l'acqua di fiume, c'è poco da fare, siete voi che li avete obbligati a fare questo, e mal volentieri, e mal volentieri!

Il Partito Liberale, in Comune, ha assunto un atteggiamento diverso da quello assunto qui, perché il Partito Liberale, in Comune, ha detto: non facciamo ad Aosta la beffa del cloro; questa è la posizione che ha assunto il Consigliere Ansaldo!

(voci in Aula)

Qui abbiamo detto che vogliamo studiare questo; ad ogni modo Ansaldo ha detto: "qualsiasi cosa, meno la beffa del cloro". Poi dice che c'è la Commissione; è vero che c'è la Commissione, ma la delibera dice che in un mese deve riferire al Consiglio. Ora, sono passati due mesi e 7 giorni e la Commissione si è riunita brevemente solo una volta. Noi, come minoranza, abbiamo il potere di chiedere la convocazione del Consiglio, ma come minoranza non possiamo fare funzionare le Commissioni se la maggioranza non le convoca, non possiamo riunire noi la Commissione!

Pertanto, questi giornali che danno la colpa dei ritardi agli Union-Comunisti, sbagliano indirizzo, l'indirizzo è sempre da quella parte.

Perciò noi insistiamo: Montagnayes è la soluzione, la soluzione mista Montagnayes e pozzi, tenendo presente anche un altro aspetto: che nel periodo di magra non ci sono solo i 40 litri di Montagnayes, ci sono anche i 20 litri di Saumont ed Entrebin. I litri diventano quindi 60 e abbiamo un'acqua che non è dura; essendo solo di pozzo sarebbe dura, viene mista a quella di sorgente, è un'acqua potabile, è gradita e va bene, è un'acqua che con queste soluzioni garantisce una maggiore continuità, è più economica e lì sì che potremmo fare la discussione sui filtri e così via; questa è la soluzione più economica, è turisticamente più utile, perché i turisti preferiscono bere acqua naturale e non acqua trattata con cloro o in qualsiasi altro modo, è più giusto soprattutto per la popolazione di Aosta.

Infine Bionaz dice: io me la prendo col Centro-Sinistra e lui ne gioisce per questo, si sente rinfrancato. Io dico va bene, ma cosa volete? Lo abbiamo dimostrato su tutti i terreni in questo Consiglio, su tutti i campi di azione dell'attività amministrativa, dal bilancio, da come affrontate i problemi autonomistici, dalle piccole delibere di Giunta, non c'è nessuno che ha amministrato come voi! Non c'è nessuno! Noi abbiamo criticato la Giunta Bondaz, ma la Giunta Bondaz con tutti i suoi errori sul piano amministrativo non ha fatto le cose che fate voi! Non le ha fatte!

Scusate se ce l'abbiamo col Centro-Sinistra e con quelli che compongono la coalizione perché fanno queste cose, non è perché sono brutti o belli, perché sono simpatici o antipatici o perché sono di correnti politiche diverse. Il nostro sforzo qui l'abbiamo dimostrato in tutti i campi, possiamo dire, e se ci mettiamo qui a fare un'elencazione non finiamo più.

Guardate, vi dico una storiella che si sta sviluppando anche nel nostro Paese e che è pericolosa: si sta dicendo che la Democrazia Cristiana sta riabilitando il Fascismo, perché con tutto quello che ha fatto il Fascismo, soprattutto certe cose sul piano amministrativo, le notizie di oggi ci dicono a che livello possiamo andare a finire su questo terreno, quando vediamo...

(voce dell'Assessore Bordon)

...ma Bordon, non fare di nuovo l'ante-quarantotto!

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Germano, si ricordi... Bordon, lascia finire!

(interruzione dell'Assessore Bordon)

Guardate che io ho l'impegno, anche suffragato dal vostro assenso, di chiudere alle 11 il Consiglio, e poi voglio intervenire brevemente, voglio proprio intervenire per ultimo brevemente. Lascia stare Bordon, per favore!

Germano (P.C.I.) - Io voglio solo dire questo: non c'è niente di particolare contro i singoli uomini che compongono questa Giunta, ma sono le cose che fate, sono gli atteggiamenti che tenete, sono le decisioni che assumete. È solo questo, solo questo.

Montesano (P.S.D.I.) - Posso darmi la parola?

(chiede la parola il Presidente Bionaz)

...ma senza polemiche, perché altrimenti non la finiamo più.

Bionaz (D.C.) - Io voglio solo precisare che la Giunta regionale è per la soluzione di scartare in pieno e definitivamente, nel modo più assoluto, la clorazione dell'acqua. Solo questo. Prendete atto solo di questo, punto e basta.

(voci in Aula - scampanellata)

Questo perché sia chiaro, perché non ci siano equivoci.

Montesano (P.S.D.I.) - Lasciate... guarda Berthet, io ti prego di non raccogliere, diciamo così, anche qualche parola di polemica, perché altrimenti noi ricominciamo da capo; quindi ti prego caldamente semmai di rispondere poi in un'altra occasione, ora lascia stare. Dunque, Consigliere Savioz, prego anche lei, vorrei dare un momento a me la parola, non per entrare in merito a questo problema importantissimo dell'acquedotto... avrei da dire parecchie cose, ma non lo faccio.

Voglio soltanto esprimere un concetto a tutti i Consiglieri, a qualsiasi schieramento appartengano. Il problema dell'approvvigionamento idrico della Città di Aosta e del comprensorio di Aosta naturalmente sta molto a cuore e tutti ricercano una soluzione ottimale, qualunque essa sia, perciò è una soluzione della quale noi possiamo parlare ancora per parecchie ore, ma soprattutto è una soluzione di carattere tecnico.

Noi dobbiamo sentire i tecnici, con la premessa giusta e risentita da tutti noi, di evitare la purificazione chimica delle acque. Ora, non sarebbe gradito al Consiglio - al Consiglio, diciamo così, nel suo plenum, oppure in un'espressione consiliare limitata ai Capigruppo - sentire anche la voce del nostro tecnico regionale, il Medico Regionale, a proposito di questo, in una prossima riunione in cui si voglia trattare di tale problema? Per sentire effettivamente che cosa, nel campo sanitario... eh no, è un problema importante questo, Consigliere Andrione! Il problema igienico, il problema tecnico, il problema di prospettiva su questo lato qui delle diverse possibilità di soluzione dell'acquedotto di Aosta e dell'acquedotto del comprensorio può essere esaminato in sede tecnica, medico-igienica, alla quale si può aggiungere anche, diciamo così, un'esposizione in sede tecnica di costruzione dell'acquedotto fatta da due tecnici. Potremo quindi effettivamente anche assistere - e tutti i Consiglieri apprenderanno, io per primo - all'esposizione di questi tecnici e potremo scegliere, a parte la questione del Medico Regionale, in modo da avere su questo problema delle idee chiare, soprattutto sia sul sistema di captazione delle acque nel comprensorio qui della Valle d'Aosta, sia sulla soluzione di questo importante problema, perché di sicuro sta a cuore a tutti la sua soluzione ottimale, cioè la soluzione migliore sia per quello che riguarda la quantità che la qualità delle acque.

Siete d'accordo su questa mia proposta?

Fosson (U.V.) - Io dicevo che si potrebbe in un secondo tempo sentire... però lei ha parlato del Medico Regionale, e il Medico Regionale potrebbe farci una relazione basata su queste cose qui.

Montesano (P.S.D.I.) - No, è per questo Consigliere Fosson...

Fosson (U.V.) - ...e darla a tutti i Consiglieri, in maniera che domani...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Fosson, c'è questo: io qui ho una relazione del Medico Regionale che acconsente ad alcune vostre prospettive e dissente pienamente da altre prospettive espresse da altri Consiglieri, quindi questo problema è bene agganciarlo... dicevo che ho qui una relazione tecnica perché il problema mi interessa da parecchio ed ho qui un fascicolo abbastanza ponderoso.

Fosson (U.V.) - Se permette, Presidente, ha visto che noi non siamo entrati in particolari tecnici per la soluzione. I nostri amici avevano tutti gli elementi, noi non li possedevamo tutti, quindi per non parlare senza elementi concreti, noi non abbiamo parlato di quella che era la soluzione da darsi; abbiamo detto e siamo rimasti su quello che prevedeva la mozione e che credo la mozione possa essere votata, in quanto la dichiarazione ultima dell'Avvocato Bionaz, prendendo appunto atto della dichiarazione del Presidente Bionaz, praticamente conferma quanto si diceva nella mozione.

Per il prosieguo, eventualmente, della discussione, per vedere il problema nel suo complesso, io farei questa proposta - non so se i miei amici sono d'accordo - di avere una relazione per tutti i Consiglieri.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma mando copia di questa...

Fosson (U.V.) - Se è sufficiente quella, ma se non è sufficiente quella, una relazione anche più ampia, in maniera che si possa vedere a fondo il problema e quindi ridiscuterne con cognizione di causa sentendo anche, se necessario, i tecnici direttamente. Questa è la mia proposta.

Germano (P.C.I.) - Volevo sapere: siamo d'accordo allora sulla deliberazione della mozione? Ad ogni modo noi prendiamo atto che il Presidente della Giunta ed il Presidente del Consiglio hanno affermato che è intenzione ferma della Giunta di non trovare alcuna soluzione che preveda la clorazione o trattamenti chimici delle acque.

Montesano (P.S.D.I.) - Questo è il mio desiderio, io non posso affermare un impegno...

Germano (P.C.I.) - Noi prendiamo atto di questa vostra volontà e riteniamo che la nostra mozione abbia raggiunto lo scopo per il quale noi l'abbiamo presentata.

Montesano (P.S.D.I.) - Quindi possiamo essere d'accordo.

Bionaz (D.C.) - Non l'abbiamo mai detto!

Germano (P.C.I.) - Ma noi riteniamo, io posso ritenere!

Il Consiglio prende atto del rinvio.

Montesano (P.S.D.I.) - Ringrazio tutti, Bordon e tutti. Il Consiglio sarà aggiornato a domicilio.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 11,05.