Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 327 du 22 novembre 1967 - Resoconto

OGGETTO N. 327/67 - Legge regionale concernente la dichiarazione di zona di particolare importanza turistica della Conca di Pila, nel Comune di Gressan, e l'approvazione del relativo piano regolatore urbanistico e paesaggistico. (Esame e discussione)

Montesano (P.S.D.I.) - Per seguire appunto un ordine nei lavori io pregherei chi si vuole iscrivere a parlare... Avv. Caveri.

Quindi proseguiamo la discussione sull'oggetto n. 12 dell'ordine del giorno, avv. Caveri, Consigliere Germano.

Allora, la parola all'avvocato Caveri.

Caveri (U.V.) - Rivolgo alla Giunta quelle domande alle quali accennavo ieri sera. Veramente, parecchie domande io le avevo poste ieri nel pomeriggio, ma l'Ing. Benzo non mi ha fatto l'onore di rispondere nemmeno a una delle domande che ho rivolto. L'avvocato Bionaz, invece, mi ha risposto a una domanda, e c'è già un progresso perché dal non rispondere a nessuna domanda, al dare una risposta c'è già un progresso, e io ne dò atto all'avvocato Bionaz; poiché quegli scarabocchi, quei tre scarabocchi che ci avete servito all'ultimo momento, cioè a mezzogiorno di ieri, salvo errore, che non meritano il nome di piano, perché si tratta di tre scarabocchi che non meritano il nome di piano, non portavano la firma di nessun professionista e quindi noi non sapevamo da che parte venissero.

Il Bionaz ci ha spiegato che questi disegni, chiamiamoli così, sono stati, sono opera dell'Ing. Corti, mi pare, ing. Conti. Io chiedo alla Giunta, intanto mi permetto di fare una affermazione, mi risulta che questo Ing. Conti è una creatura di quel Dr. Ferretti al quale ho alluso ieri, nello spiegare certi retroscena speculativi dell'operazione Pila. Io vorrei sapere se questo Ing. Conti ha fatto altri piani di stazioni invernali, e vorrei anche sapere per quale motivo è stato estromesso dalla Società delle Funivie del Monte Bianco di cui era impiegato.

Ma andiamo avanti con le domande. Io vorrei sapere: c'è una relazione su questo argomento e su questo nuovo piano - la parola piano io la pronuncio tra virgolette, per le ragioni che ho detto prima - comunque, c'è una relazione della sovraintendenza? Poi chiedo, la zona, che cosa s'intende per zona Pila Chacard, perché questa, questa, come dire, questa precisazione è un po' vaga. Io vorrei sapere se, come penso, la zona Pila Chacard voglia dire la zona bassa del Vallone di Pezein, situata a ponente della strada che porta al ristorante Soleil. Questa è un'altra domanda.

Poi, io domando questo, veramente è una domanda un po' retorica la mia, perché io sono convinto che non si possa non rispondere che affermativamente a questa domanda, ma io domando: in questo nuovo piano, non è forse prevista l'edificabilità della zona "Jardin public"? E non è prevista la strada che era già prevista dal piano Chappis, dal ristorante du Soleil fino alla zona del "Jardin public"? E non è forse prevista, nel nuovo piano, la strada che dal fondo dei prati di Pila dovrebbe attraversare con un monte il Vallone di Beutère e inerpicarsi con degli zig zag molto numerosi su per il bosco che, una volta, apparteneva alla famiglia Rigollet e che adesso appartiene al Sig. Aristide Marcoz? C'è o non c'è questa strada nel piano? Questa è un'altra domanda che faccio.

E forse che in uno dei tre allegati che ci avete ammannito non è prevista l'edificabilità della zona del fondo di Pila, dei prati di Pila, in vicinanza, nel tratto delimitato tra lo ski lift e la teleferica, o meglio, la seggiovia per Chamolé? Questa è una domanda alla quale tengo molto, ci tengo molto a che rispondiate a questa domanda.

Poi vi faccio un'altra domanda, ed è la seguente: c'era una convenzione STIFA, si è parlato, e non solo si è parlato, ma si sa benissimo che c'è un altro schema di convenzione studiato da un altro cannone di queste operazioni finanziarie, cioè dal Dr. Mario Stevenin; a noi risulta che gli amministratori di Gressan all'unanimità sono sempre stati e sono tuttora contrari a questa bozza di convenzione. Io chiedo alla Giunta, la Giunta conosce questo schema di convenzione tra il Comune di Gressan e l'Alpila, qual è il contenuto di questa convenzione e quali sono gli intendimenti della Giunta nei confronti di questa convenzione? E poi vorremmo sapere se è vero che l'avvocato Palmas è stato nominato esperto, non si sa di che cosa, per la questione dell'Alpila; vorremmo sapere se è stato nominato dalla Giunta regionale, se è stato nominato dall'Alpila, se si sono fatte pressioni sul comune di Gressan per nominare come esperto l'avvocato Palmas.

Ecco, queste sono le principali domande che io rivolgo alla Giunta.

Germano (P.C.I.) - Io, una domanda l'ho già posta all'On.le Caveri, cioè io vorrei sapere se l'Ufficio sovraintendenza e l'Ufficio urbanistica hanno esaminato queste cose e hanno fatto una relazione tecnica, nel qual caso dovrebbe essere distribuita ai Consiglieri.

Secondo, se queste carte, come è detto nell'allegato, sono carte al 2000, se sono carte al 2000, nell'allegato è detto..."planimetria del settore di prima attuazione: scala 1/2000, planimetria del settore di prima attuazione con l'indicazione delle principali infrastrutture 1/2000", se sono 1/2000 o quello che sono.

Terzo: vorrei sapere delle diverse zone o comprensori edificabili, l'area, cioè quanti metri quadrati sono, per poter fare un breve calcolo sulla base degli indici volumetrici assegnati, e sapere la cubatura che si può costruire nelle diverse zone, metri quadri quanti sono, per poter discutere a ragion veduta, ecco.

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa...

Germano (P.C.I.) - ...qui abbiamo le diverse zone che sono riportate, qui è scritto "Chacaril", Chacaril ovest, Chacaril Pila, zona 2: Soleil, Norat, Jardin Alpestre - Zona 3: Pan Perdu".

Quanti metri quadrati ci sono? In modo da sapere sulla base dello 0,50, 0,70, 0,45, 0,20, quanti metri cubi si possono costruire.

Andrione (U.V.) - Io mi ero preoccupato di fare questo stesso calcolo e vorrei, in relazione a questo, dare alcune cifre e porre una domanda.

Il pianoro di Pila è di 22 ettari. Con un indice dello 0,7% si possono costruire 157.000 mc sono realizzabili con uno striscione di costruzioni alto 10 metri, spesso 12 e lungo 1300 metri; oppure alto 20 metri, e lungo 650, oppure evidentemente lungo 20 metri e alto 650.

Ora, questa sembra essere soltanto la parte privata, per esprimermi così, cioè, oltre a tutte queste costruzioni, le costruzioni pubbliche, palestre, piscine e cose di quel genere, devono ancora essere costruite in più di questo enorme monolite? È la mia domanda.

Manganoni (P.C.I.) - Io non ribadisco le domande che ho posto ieri alla Giunta, perché, se non mi si risponderà, le ribadirò di nuovo. Ne voglio fare altre due. Primo, ho adesso in mano, adesso, adesso, una planimetria che, ecco, questo, questa si può anche chiamare planimetria e può anche essere, si può anche chiamare planimetria di un piano regolatore, questa qui; ma perché ai Consiglieri non è stata distribuita? Perché se voi ci distribuivate questa, noi evitavamo almeno un'ora di discussione ieri e che dovrebbe protrarsi per altre ore oggi, perché quegli scarabocchi che ci avete dato non ci si capisce niente. Quindi io qui, veramente devo ricredermi, e cioè vi dirò, qui è comprensibile, allora mi dite perché non ci avete trasmesso a noi questa che si capisce qualche cosa, prima cosa? Mi riservo poi di esaminarla.

Voi mi direte: difficoltà di farla tirare; ma io vi dirò, guardate, io lavoro alla Cogne, quando si tratta di fare riprodurre dei disegni del genere, ci si mette, non so, io esagero, qualche ora, ora, se siete andati a Torino a fare tirare quegli scarabocchi dovevate fare tirare questi, che questi sono chiari, io vi do atto. Adesso il contenuto non l'ho esaminato, mi riservo di esaminarlo adesso; voglio porvi, e qui prego... dove è Bordon? Bordon, scusa, io non sono ragioniere, controlla un po' se queste moltiplicazioni che ho fatto vanno bene.

Dunque: un tizio possiede lassù un'ipotesi, ma questi sono dati che sono più convincenti di tante chiacchiere, un appezzamento di 7000 metri quadrati, 7000 mq. non è poi esagerato, in base allo 0,70, indice di fabbricabilità, può costruire su questo suo appezzamento di 7000 metri, può costruire 49000 metri cubi va bene? Va bene ingegner Benzo.

Se questo tizio dice: io costruisco un edificio solo, io mantengo l'indice di fabbricabilità di 0,70 però, costruisco un edificio solo, e allora mi posso costruire un condominio di 15 metri, per 15 metri, supponendo che lo faccia quadrato, o se no lo può fare da 10 per 20, se lo vuole fare rettangolare, non solo, alto 20 metri, perché un condominio di 15 metri, per 15 metri di lato, per 20 di altezza, fa esattamente 4500 mc.

Siccome io dispongo di 4900 metri cubi, io sto al di sotto dell'indice di fabbricabilità, quindi nessuno mi potrà dire "tu hai esagerato" se non ho neanche raggiunto lo 0:70 e mi costruisco un condominio alto 20 metri; in base a questa legge, che voi ci passate, noi possiamo impedire di fare questo? No, no, in base a questa legge, questo signore, questo proprietario di 7000 mc. a Pila, può costruirsi un condominio di 20 metri di altezza. Adesso io vi prego di dimostrarmi se mi sbaglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora, chi risponde?

Bionaz (D.C.) - Per quello che riguarda i tecnici, l'Ing. Conti, avvocato Caveri, io non conosco l'Ing. Conti; indubbiamente se è stato scelto dall'Alpila questo Ingegnere... non mi risulta neanche che i suoi rapporti con delle società di funivie, questa è una cosa che io non conosco; però c'è da dire questo: che il piano è sempre quello di Chappis che è stato adattato alle nuove esigenze di questa nuova, è stato adattato e naturalmente non recepito nella forma originale che era la prima che noi conosciamo.

Questione relazione della sovraintendenza: beh, potrebbe rispondere più diffusamente il Dr. Balestri, ma a me non risulta che non ci sia e che non sia necessaria, perché tutti i piani debbono essere approvati dalla Giunta regionale.

Ora, mi sembra che la Giunta regionale è qualche cosa di più della sovraintendenza, qualche cosa di più, quindi, mi pare, il concetto che vorrei esprimere è questo. La Giunta regionale, la Giunta regionale è l'organo che ha alle dipendenze la sovraintendenza, e questo mi pare che dia un principio che debba essere affermato, senza, naturalmente, minimamente infirmare quelle che sono le competenze tecniche della sovraintendenza. Non so se questo concetto... mi pare che sia, diremo, importante e che sia anche molto chiaro questo concetto, e siccome la legge proprio prevede, la relazione prevede queste esigenze, avete, mi pare che avete tutte le garanzie possibili, visto che è la Giunta che deve approvare i piani su proposta dell'Assessorato al Turismo, il quale cosa può fare? Non può che consultare necessariamente la sovraintendenza, è chiaro che guarderà che le costruzioni corrispondano agli indici, che siano rispettati i vincoli di sagoma, ecc... ecc...

Cos'è la zona Pila Chacard? Ma la zona Pila Chacard è quella che si intravvede benissimo da quello che voi chiamate lo scarabocchio, lo scarabocchio, mi pare che l'avete chiarito, è stato chiarito con la trasmissione di un altro, di un'altra copia che Manganoni mi pare ha esibito adesso.

Comunque si sa qual è, quali sono, diremmo, i margini e i confini di questa zona.

In questo nuovo piano non è prevista l'edificabilità della zona Jardin Public. La zona Jardin Public, se non sbaglio, fa parte della zona n. 2, la zona n. 2 "Soleil, Gorraz, Printemps, Jardin Alpin, ou Jardin Public", e qui l'edificabilità è 0,45.

Se però voi tenete conto della trasferibilità delle cubature, non è detto che si debba costruire il Jardin Public, anzi, non è assolutamente necessario; fa parte di una zona unica e siccome la trasferibilità delle cubature sono consentite nell'ambito della stessa zona, vede che, mi pare che questo principio possa considerarsi salvaguardato.

Ponte del vallone Beutère: c'è questa strada, le strade sono descritte nell'allegato n.... dunque n. C se non sbaglio, e allora Lei questo lo può vedere benissimo, da questo allegato.

Convenzione STIFA: quali intendimenti, qual è l'intendimento della Giunta sulla convenzione? La Convenzione STIFA è una convenzione che è stata fatta col Comune di Gressan e noi non entriamo in merito a quelle che sono le contrattazioni tra la STIFA e il Comune di Gressan; qui esiste l'Alpila, la quale ha le opzioni sui terreni, su una grande quantità di terreni, ed è anche il motivo per cui questa legge è stata, la presentazione è stata un po' affrettata, dovuto a questo, che queste opzioni scadono nel mese di dicembre; ecco perché non vorremmo accadesse alle opzioni che si dovesse ricominciare daccapo e che si pregiudicasse la possibilità di mettere in attività il piano.

Esperto avvocato Palmas, nominato dalla Giunta: la Giunta non ha fatto nessuna nomina, nessunissima nomina ha fatto; se l'avvocato Palmas si occupa di questa questione, si vede che qualcuno lo ha cercato, ha voluto sapere, e insomma, quali sono, quale può essere il suo parere e del resto mi sembra che questo rilievo si può ricollegare a quello che è stato l'incarico che voi avete affidato all'avvocato Palmas di studiare la legge urbanistica dal 1960. Questo il fatto e non so perché poi i pareri dell'avvocato Palmas debbono essere, debbano essere disattesi più dei pareri di qualcun altro; comunque noi non abbiamo dato nessun incarico specifico a nessuno e se l'avvocato Palmas si è occupato della questione è perché indubbiamente è ritenuto uno che può avere delle nozioni più precise e più complete in quanto ha studiato la legge urbanistica, proprio su incarico affidatogli dalla Giunta passata.

A Germano la relazione sulla sovraintendenza, ho già risposto, ho già detto.

Le carte al 2000, lasciamo rispondere all'Ing. Benzo a queste cose.

E così al Dr. Andrione, per quel che riguarda quel rapporto di 22 ettari, 0,70, lascio rispondere ai tecnici che sono più bravi di me in questo.

Manganoni 7000 mq., 4900 mc. Mi pare che ti sei sbagliato nei calcoli, perché 4900 mc, non è un grattacielo di 20 piani, non credo... no...

Manganoni (P.C.I.) - ...un grattacielo di 15 metri di lato, per 20 metri di altezza, fanno 4500 mc. e siccome io su quel terreno ho la possibilità di costruire 49000 mc. costruendone 4500, io sono ancora al di sotto dell'indice di fabbricabilità, però posso fare un condominio di 20 metri di altezza che, se prendiamo altri dati, partendo da altri principi, io ne posso costruire anche uno di 30, perché se anziché disporre di 7000 metri dispongo di 10000 metri, allora io posso portare questo condominio a 30 metri di altezza. Se io porto questo condominio a 30 metri di altezza, questa legge che voi ci proponete, me lo proibisce? No. Io in base a questa legge lo posso costruire. Io parlo della legge, non parlo dei piani di fabbricazione, parlo della legge, perché noi esaminiamo la legge; qui non so cosa mi rispondete; tutto è condizionato dal piano di fabbricabilità: ma io vi ho detto chi li fa i piani di fattibilità?

Bionaz (D.C.) - Come? Li faranno i tecnici i piani di fabbricabilità, però debbono essere approvati dalla Giunta, ecco, e ci sono dei limiti di sagoma. Io mi limito a dire quello che è, i limiti di sagoma, le esigenze che sono quelle della cubatura, degli, dell'ambito della costruzione, insomma, tutto quello che sta già scritto qui e siccome i progetti debbono essere tutti approvati, io ritengo che una garanzia ci sia in questo senso.

Caveri (U.V.) - Mi permetto, intanto che aspettiamo che arrivino gli altri soloni della Giunta, mi permetto di fare notare al Sig. Bionaz che non mi ha risposto sulla questione dell'edificabilità del fondo dei prati di Pila, non mi ha risposto, come non mi ha risposto sulla questione del ponte di Beutère, si è limitato a dire "guardate l'allegato", ma cosa ne dice il Presidente della Giunta? C'è questa strada, c'è questo ponte? Allora.

Bionaz (D.C.) - Chi conosce bene la zona, io non la conosco come la conosce Lei, indubbiamente, ma su questo allegato ci sono le strade e Lei dovrebbe naturalmente...

Caveri (U.V.) - Ma scusi, è Lei il Presidente della Giunta, fossi io darei io i chiarimenti... ma...

Bionaz (D.C.) - D'accordo, ma non è perché sono Presidente della Giunta che mi obblighi di conoscere alla perfezione la località, come la deve conoscere Lei che ci abita due mesi all'anno...

Caveri (U.V.) - Purtroppo, non per due mesi all'anno... Ad ogni modo, è Lei Presidente della Giunta, deve rispondere, Lei ci sottopone un piano, deve rispondere alle domande che Le rivolgiamo. Se non risponde, vuole dire che non conosce il problema.

Bionaz (D.C.) - Non conosco la zona come la conosce Lei, ma guardi, se Lei vuole...

Caveri (U.V.) - Io La ringrazio del diploma che Lei mi dà, però mi permetto di dire che Lei, essendo Presidente della Giunta, che sottopone ed è relatore di un progetto, è grave che Lei non risponda alle domande che Le vengono rivolte.

Bionaz (D.C.) - No, no, non è grave niente, perché Lei ha sotto il naso tutto quello che Le occorre per sapere... per avere quelle nozioni che chiede a me.

Caveri (U.V.) - Ad ogni modo aspettiamo l'arrivo dell'Ing. Benzo.

Balestri (P.S.I.) - Per quanto riguarda la Sovraintendenza posso comunicarvi che già da un mese e mezzo fa...

Per quanto riguarda la Sovraintendenza, posso comunicarvi che già da un mese e mezzo fa, o due mesi circa, ora non ricordo la data esatta, io ho dato tutti gli elaborati che erano in mio possesso alla Sovraintendenza, la quale li ha esaminati o che, non so: mi è stato riposto che se volevo un parere interno di assessorato me lo potevano dare, ma che loro, prima di pronunciarsi definitivamente, dovevano essere in condizione di avere i progetti di utilizzazione e quelli che erano i progetti definitivi, perché altrimenti non potevano pronunciarsi.

Io sono ancora andato stamani e, combinazione, sul tavolo dell'architetto c'erano i volumi che avevo consegnato, ne abbiamo anche parlato; ognuno ha le sue impressioni, può dire questo va bene, questo la vedrei un momento così, ecc... ma un parere di un pronunciamento definitivo da parte della Sovraintendenza ci sarà quando ci saranno i piani di fabbricazione, i piani... (si sente una voce in lontananza). È sempre stato in tutti i progetti, sempre: io ho visto che quando c'è lo sviluppo di una zona o che, prima di avere, se manca qualche documento non emettono mai un parere definitivo.

Fosson (U.V.) - Vorrei rispondere solo brevemente a queste ultime affermazioni del Dr. Balestri. Chiedo formalmente, io ho visto adesso questo papiro che aveva Manganoni; chiedo formalmente al Dr. Balestri se questa parte è stata fatta vedere agli uffici della Sovraintendenza; questo elaborato che voi dite, portate adesso, questo... se l'hanno visto eh? Ce l'hanno? Ma ce l'hanno da quando?

Balestri (P.S.I.) - È già da un po' di tempo...

Fosson (U.V.) - No, ma, da un po' di tempo, l'hanno visto? L'hanno visto? Se hanno esaminato questo elaborato chiedo, se l'hanno esaminato questo disegno.

Balestri (P.S.I.) - Io ho consegnato questo, l'ultimo elaborato è questo.

Fosson (U.V.) - Ecco, desidererei sapere quando Lei l'ha consegnato.

Balestri (P.S.I.) - Sarà un mese circa fa.

Fosson (U.V.) - Un mese circa? Allora prendiamo atto e poi ci accerteremo perché, perché allora io, se eventualmente gli uffici hanno esaminato questo elaborato e non hanno fatto nessuna osservazione devo dire che qui ci sono delle inesattezze madornali, madornali, perché praticamente, solo per indicare una zona, qui si mette Acque Fredde dove c'è Beutère. Ora, per qualunque tecnico dei nostri assessorati che abbia visto qualche cosa di Pila non avrebbe lasciato passare questo, perché qui quando si dice Acque Fredde qui, e sono i casolari di Beutère, e sono i casolari di Beutère, è un'enormità che noi si debba discutere...

Balestri (P.S.I.) - Non hanno fatto nessuna relazione... non hanno fatto nessuna relazione...

Fosson (U.V.) - E Pan Perdu che è tutto in un'altra zona di dove c'è Pan Perdu sul terreno, qui è battezzato Pan Perdu un'altra zona, ad esempio: come facciamo a discutere con una certa razionalità questa cosa qui quando ci sono delle inesattezze così enormi, che non c'erano queste inesattezze nel piano precedente. Quindi chi ha elaborato ancora questi annessi non conosceva neanche la zona... scusi, scusi, venga qui, venga, venga, se Lei lo conosce, voi lo conoscete... (il Consigliere Fosson si sposta al tavolo della Giunta) ...questi sono i casolari di Beutère... (si sente anche la voce di Benzo).

Io prendo atto che il Dr. Balestri dice che questi elaborati l'Ufficio della Sovraintendenza li ha avuti un mese fa: prendo atto, prendo atto di questo, e non c'è nessuna relazione. Io avevo fatto la domanda ieri, perché non c'era relazione. Lei ieri non mi ha detto che la Sovraintendenza li aveva visti un mese fa, Lei non ha detto niente ieri su quello, eppure l'abbiamo chiesto tre volte, in tre o quattro l'abbiamo chiesto, e se l'abbiamo chiesto è perché ci risultava, ci risultava che non dovrebbe corrispondere alla verità questo che Lei dice, perché se corrispondesse a verità, e d'altra parte abbiamo stigmatizzato ieri questo, perché noi avremmo dovuto avere una relazione su questo, perché l'avvocato Bionaz dice: "È competente la Giunta", sissignori, è competente la Giunta, ma mi sembra che su un problema di questo genere, un parere che si terrà conto o non si terrà conto, ma un parere dei tecnici è sempre stato richiesto, è sempre stato richiesto; il Consiglio, e i vari consiglieri, per eventualmente giudicare con maggiore cognizione di causa, per quelli che non conoscono la causa, era bene che potessero basarsi su un parere della Sovraintendenza; ne potevano tenere conto, non ne potevano tenere conto, ma noi abbiamo già ieri sottolineato questo punto perché questo ci mette molti dubbi, ci pone molti dubbi su quella che è la procedura che si è seguita in questa pratica.

Balestri (P.S.I.) - Forse il mio limite di un mese è eccessivo in ribasso, quindi Le posso dimostrare che quello che Le ho detto corrisponde alla verità.

Montesano (P.S.D.I.) - Io solo per curiosità, diciamo, e delucidazione mia, volevo chiedere al Consigliere Fosson, siccome io ho una carta qui, sotto i miei occhi, in cui c'è "Beutère", scritto piccolo, e poi c'è "Acque Fredde", che prende la zona: io vorrei chiedere a lui che è pratico della zona, se Acque Fredde non comprende anche quella zona lì; non so se hanno questo, questo è tirato fuori... (voci in lontananza) ...appunto, io non so se Acque Fredde significa solo il tunnel, cioè, dove c'è il tunnel, oppure più estesa; da quello che è su questa carta sembra che sia una Regione che poi abbia delle Province, ecco...

Germano (P.C.I.) - Ci troviamo di fronte ad un fatto molto grave, molto grave sul piano politico, perché, come è nei miei diritti di Consigliere, io mi sono rivolto e al Sovraintendente e all'Ufficio Urbanistica, per sapere - la domanda che ho fatto questa mattina - l'entità di queste zone, quanti metri quadrati, o quanti ettari componevano queste zone; ebbene, sia la Sovraintendenza che l'Ufficio Urbanistica mi hanno dichiarato di non aver mai visto questo piano; ho dovuto scendere, prendere quegli scarabocchi che mi avete dato e portarli sopra perché li esaminassero e non hanno potuto darmi una risposta dato il tempo breve a disposizione, dato che poi Prola ha dovuto andare via e l'architetto Chanoux è in ferie; quindi noi ci troviamo di fronte ad un Assessore che mente in Consiglio e io chiedo che ci sia una Commissione di Consiglio che accerti la verità perché ci sono delle persone, dei Ministri, in certi paesi, che quando mentono danno le dimissioni, se ne vanno via perché non si può fare questo in Consiglio, non si può fare in Consiglio.

Quindi, a parte il fatto che ci troviamo di fronte ad un Assessorato che non presenta un piano di questa importanza e non lo fa vedere ai suoi uffici, ma qui quello che voglio sottolineare è il fatto della menzogna di un assessore; questo deve essere accertato.

Balestri (P.S.I.) - Se tu fossi più serio, caro Germano... (si sente Germano in lontananza e Montesano: "Lasci finire...") ...prima di fare dichiarazioni le accertiamo e poi ne discuteremo.

Germano (P.C.I.) - Io chiedo formalmente che si nomini una Commissione che accerti questo, perché io su queste cose sono molto serio; io non dico delle bugie, io sono andato ad accertarmi: la risposta è stata quella e quindi...

Balestri (P.S.I.) - (in lontananza) ...Vorrei vedere in mia presenza quello...

Germano (P.C.I.) - Ebbene, nominiamo una commissione che accerti quello, nominiamo una commissione che accerti quello...

(scampanellata del Presidente)

Montesano (P.S.D.I.) - Ora, per che cosa vuole la Commissione, Signor Germano? Scusi, per accertare...

Germano (P.C.I.) - Per accertare se è vero quello che dice l'Assessore: che lui ha passato alla sovraintendenza, ai suoi uffici, un mese fa, questi progetti da studiare.

Balestri (P.S.I.) - (in lontananza) ... I volumi da studiare...

Germano (P.C.I.) - Abbiamo parlato... cosa hai tirato fuori? I progetti, ha detto che i progetti sono mal fatti perché non portano i nomi giusti e lui ha detto che li ha dati un mese fa.

Balestri (P.S.I.) - Ci sono qui, vai su negli uffici, loro li trovano, vedrai, questi li trovi.

Germano (P.C.I.) - ... Sono andato mezz'ora fa negli uffici, prima del Consiglio sono andato, non sono mica un burattino, no?

Balestri (P.S.I.) - Non li hai visti, li ho visti io anche stamane.

Germano (P.C.I.) - Io non sono andato a vedere, io ho chiesto alla gente e la risposta è stata questa; e io chiedo alla Commissione che accerti se è vero quello che dice l'Assessore o se è vero quello che dice il Consigliere.

Fosson (U.V.) - A parte, bisogna mettere d'accordo il Dr. Balestri e l'avvocato Bionaz, perché il Dr. Balestri, adesso, per scaricarsi dinnanzi a queste domande dice "li ho dati un mese fa agli uffici"; intanto io ho fatto una domanda precisa: se Lei ha dato tutti gli elaborati, perché qui bisogna, ad un certo momento mettere le carte molto chiaramente in tavola: Lei, dice, ha dato le relazioni; ci sono anche tutti i disegni, questi disegni?

Balestri (P.S.I.) - Ora ne può anche mancare uno, questo non lo so...

Fosson (U.V.) - No, questi, parlo di questi che dobbiamo esaminare, io: perché no, qui ad un certo momento non possiamo nasconderci così e dare delle risposte evasive: quindi io ripeto, ripeto, io posso, posso prendere per buono quello che dice Lei, ma qui i casi sono due: o è Lei che mente, o è Lei che mente, o sono i vari funzionari che hanno detto che non hanno potuto esaminare, o siamo noi; ma io non voglio neanche mettere in dubbio...

(Montesano fa un richiamo al Consigliere Manganoni e all'Assessore Colombo)

...Quindi, io ho chiesto, prima di tutto, di sapere con precisione quello che è stato dato e quello che i funzionari hanno visto, uno; secondo, la questione, ho detto, c'è una certa contraddizione da quanto dice adesso il Dr. Balestri, con quello che ha detto prima l'avv. Bionaz, perché l'avv. Bionaz ha fatto una ammissione implicita, ha fatto una ammissione implicita perché ha detto - se ho ben capito - ha detto "che necessità c'è di fare vedere queste cose agli uffici in questo momento, in questo momento... (proteste in lontananza di Bionaz) ...loro vedranno dopo, vedranno dopo quando ci sarà la questione degli...".

Bionaz (D.C.) - Non ho detto "che necessità c'è di fare vedere...", ho detto... "Non ritengo che sia necessario di avere la relazione, perché questa la dovranno poi fare quando prenderanno in esame, quando la Giunta prenderà in esame i progetti particolareggiati di esecuzione"; non "la necessità di far vedere...".

Fosson (U.V.) - ...Va bene... Allora, prendo atto, alle volte si può anche capire male; però Lei dice che non c'era necessità di una relazione? Noi sosteniamo la necessità di una relazione, di una relazione, tanto più che le relazioni che fate voi...

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo... (richiamo all'avvocato Caveri) ...non parlate assieme perché nel registratore non si capisce più niente.

Fosson (U.V.) - Io l'ho chiesto, no?

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, è Lei che parla... dico, tanto più che sarebbe stata necessaria, a parte che io ritengo non solo necessaria, ma indispensabile, una relazione degli uffici che hanno la competenza su questa cosa; ho già detto, ripeto, che il Consiglio non è legato a quelle osservazioni che fa l'ufficio, ma per avere una base, per sapersi orientare era indispensabile avere una relazione dell'ufficio, tanto più, tanto più perché le relazioni che sono state fatte da voi sono state delle relazioni confusionarie che non hanno, che non permettono certamente di chiarire i vari problemi che non abbiamo sul tappeto in questo momento.

Balestri (P.S.I.) - Debbo precisare una cosa e poi... vi dirò, per l'esattezza, che quando consegnai questo dissi: "Lo consegno in forma non ufficiale, ma in forma... perché mi siano dati dei consigli"; questo per l'esattezza; quindi glieli detti proprio perché servissero a loro per darmi dei consigli.

Cusumano (P.L.I.) - Dunque, noi sappiamo che purtroppo il problema di Pila si trascina da anni, anni e anni, e bisognerebbe certamente arrivare ad un certo momento ad una soluzione; però dobbiamo dire sinceramente che le cose, come ci sono state presentate, destano moltissime perplessità.

Per esempio, le spese di urbanizzazione - che sono previste in questo progetto di legge - non sono neanche accennate in linea di larga massima, e tutti sappiamo che non possono essere certamente delle cifre modeste, ma saranno certamente delle cifre molto elevate.

Poi abbiamo osservato purtroppo che, nonostante che ci si parli molto di difendere aree boschive in Valle d'Aosta e di seguito, questo progetto comporta la distruzione di vaste aree boschive, e questo è veramente una cosa che mi preoccupa enormemente, e credo che preoccupi chiunque abbia amore per la natura perché indubbiamente sappiamo quanto i boschi siano necessari anche all'ecologia del paese.

Poi, tutto il progetto, in conclusione, ci appare piuttosto molto vago perché, mentre noi sappiamo cos'era il progetto assiro-babilonese, però, per noi che siamo dei profani, io non nego al Geometra, all'ingegnere, questi, queste macchie con vari colori saranno delle cose chiarissime intellegibilissime, questi rapporti di volumi, queste cose saranno, diciamo, l'ABC per loro, ma per noi che non siamo dei competenti, dei tecnici avremmo voluto avere anche un'idea vaga di come sarà la Pila, non più assiro-babilonese, e cioè se, effettivamente, invece della Torre di Babele, potremo vedere tante villette che ce la siamo sognata noi, anche perché pensiamo che l'insediamento, diciamo, di molto concentrati, cioè, grandi alberghi, sia meglio sfruttare quelli che ci sono ad Aosta, per la gente che eventualmente vada a Pila... Pila io la vedo più nel senso di fare delle piccole costruzioni di villette appunto come abbiamo visto in citati esempio di Verbier, e anche in certo qual modo in certe zone di Courchevel.

Perciò tutte queste cose, anche questi indici volumetrici, che non sappiamo se poi ad un certo momento le cose verranno poi concentrate al punto da fare di nuovo sorgere quegli ammassamenti di edifici che in questo momento si dice, cioè tutto un complesso di cose per cui noi siamo molto perplessi nell'approvare questo progetto così come ci viene presentato; perciò indubbiamente preferiremmo essere tranquillizzati, perché non vorremmo che oggi si approvi una cosa, e che domani ce ne troviamo un'altra, come succede delle volte che uno si fa un vestito, crede che sia, che abbia una resa, quando poi invece ce l'ha addosso, dice "Toh, non mi piace più perché quel disegno è troppo vistoso, oppure, non s'intona bene con la mia persona".

Ecco, io mi sono spiegato forse in termini molto terra a terra, ma, creda, che per uno, appunto, che non sia un competente, come me, abbia bisogno di spiegazioni elementari o perlomeno di spiegazioni più visive nella realtà pratica di come si realizzeranno le cose.

Caveri (U.V.) - Penso che mi perdonerete se mi permetto di evocare un mio piccolo ricordo personale.

Nella cosiddetta Giunta del DUV c'era come Assessore ai Lavori Pubblici il fratello dell'avvocato Bionaz; io ho sempre detto e lo ripeto in questa sede, che uno dei migliori assessori che io abbia conosciuto era proprio il Signor, il Geometra Ferdinando Bionaz: uomo intelligente, scaltro, e che ha una qualità che altri non hanno, cioè il senso del limite, perché il fratello sa che ad un certo momento bisogna fermarsi, ha il senso del limite.

Però mi ricordo che quando io leggevo degli attacchi sui giornali avversari, per esempio sul Monitore, tanto per fare un esempio, io dicevo al Bionaz Ferdinando: "Hai visto l'attacco ultimo, non so, sul Monitore, l'Indipendente, altre cose...". E lui mi rispondeva sempre "Io non ho letto quell'articolo", mai una volta che abbia detto "Ho letto quell'articolo", non mi ha mai dato quella soddisfazione.

Ora, si vede che qui c'è un po' un'aria di famiglia, perché il nostro avvocato Bionaz, alle domande che io ho fatto sul progettista, se così si può chiamare, l'autore di questi disegni, che non meritano il nome di piano, il Bionaz risponde: "Io non so chi sia l'Ing. Conti"; ora questa è una affermazione per lo meno sconvolgente, perché un Presidente di Giunta che è capo dell'Amministrazione regionale, che ha il 20% delle azioni della Società Alpila, che non sappia chi è l'ingegnere che è autore, non dico di un piano, perché questo nome non lo merita, ma che non sappia chi è l'autore di questi disegni, che ci vengono serviti come un piano che dovrebbe regolamentare la zona di Pila, ma insomma, un Presidente di una Regione autonoma, capo dell'Amministrazione regionale, prima di dare il placet alla nomina di un professionista dovrebbe sapere chi è e dovrebbe sapere se questo è un ingegnere delle Ferrovie dello Stato, oppure un ingegnere spaziale, che viene magari dal Cape Canaveral, o dalla base russa, io non so, non sono abbastanza addentro alle cose russe per sapere il nome della stazione dalla quale partono i missili per la Luna, ma insomma ingegnere è una parola oggi che è talmente diventata generica che noi non sappiamo, a noi pare che un Presidente di Giunta debba indagare sulla specializzazione, perlomeno, di questo professionista che ci serve oggi questo cosiddetto piano.

Ma qui, andiamo da una contraddizione all'altra, perché ieri l'avvocato Bionaz diceva: quando noi parlavamo di architettura, assiro-babilonese, e mi pare che su questo punto ormai abbiamo il conforto di tutti i settori del Consiglio regionale, vero, perché anche il Consigliere Liberale Cusumano ha ripetuto quella espressione che si vede che gli è piaciuta, di architettura assiro-babilonese; noi non sappiamo se dall'architettura assiro-babilonese non stiamo per passare allo stadio dell'architettura egiziana a base di piramidi o qualche cosa...

Ma ieri, venendo qui, volendo io essere più aderente a quello che ha detto ieri e a quello che ha detto oggi il Bionaz, non posso fare a meno di osservare la fondamentale contraddizione tra quello che ha detto ieri e quello che dice oggi, perché ieri diceva: "Ah, sì, ma voi sventolate quel manifesto, voi sventolate quel progetto di Chappis, ah sì, avete ragione che quel progetto non andava e voi parlate di architettura assiro-babilonese e forse questa frase è ben trovata", ma, si diceva, ieri Bionaz diceva: "Non è mica più il piano Chappis di cui discutiamo oggi"; oggi invece, cosa ci dice, il Bionaz ci dice esattamente il contrario, perché ci ha detto che il nuovo piano ricalca tale e quale il piano Chappis, allora, insomma, mettiamoci d'accordo; c'è o non c'è questa equazione? Per noi, questo piano non è altro che la ripetizione di quello che ha stabilito il Chappis, non è che la ripetizione, e noi ve ne diamo la dimostrazione.

Altra affermazione che ci lascia veramente interdetti, perché il Bionaz dice: "La relazione della sovraintendenza non c'è", con la più grande faccia di tola, scusatemi, ma io non vorrei offendere nessuno, ma insomma, non parliamo di, diciamo, con la più grande imperturbabilità olimpica, il Bionaz dice "Ma non c'è la relazione", ma come? "ci chiedete la relazione della Sovraintendenza, che c'entra? non c'è la relazione e non è necessaria", ha detto, "non è necessaria, perché la Giunta è superiore alla sovraintendenza alle Antichità e Monumenti".

Ora, io dico, se la Giunta è un organo collegiale, che deve fare le proposte al Consiglio, ma se voi date un'occhiata, se voi date un'occhiata a tutte le leggi che ci sono in Italia in materia di protezione delle bellezze naturali, di piani regolatori, di urbanistica, ecc. ecc.. io ho dato una scorsa a queste leggi, ma queste leggi prevedono sempre l'intervento o delle Sovraintendenze alle antichità e monumento, o delle sezioni urbanistiche, o della Direzione Generale delle antichità e belle arti del Ministero della pubblica istruzione. Perfino una legge, io ho dato un'occhiata un momento fa, perfino una legge fascista, e poi parliamo male dei fascisti, ma insomma qui i fascisti... si stanno riabilitando i fascisti, perché i fascisti erano più seri di voi, perché quando è stato fatto il piano regolatore del Governatorato di Roma, e come, il Governo fascista ha fatto intervenire non la Sovraintendenza alle antichità e monumenti, io penso, ma ha fatto intervenire la Direzione generale antichità e belle arti, ma come, questo è proprio il babbà e quindi la relazione della Sovraintendenza antichità e belle arti era necessaria e qui io affermo una tesi che è diametralmente opposta alla sconvolgente tesi del Bionaz.

Ma qui oramai è chiaro, qui si è scavalcato tutto, qui si sono scavalcati tutti gli organi che dovevano esprimere un loro parere, redigere e rassegnare delle relazioni; io non voglio fare un confronto tra l'attuale Giunta e la nostra, ma io penso che Manganoni, Fosson, Andrione, e altri che facevano parte della nostra Giunta si ricordano benissimo che spesso, e d'altra parte anche Colombo, anche Balestri, se lo ricordano, che quante volte noi abbiamo fatto intervenire l'architetto Prola come sovraintendente e la Signora Chanoux Castelli, quante volte li abbiamo fatti intervenire e nelle riunioni di Giunta e nelle riunioni, nei convegni, tra la Giunta e la Società STIFA e abbiamo passato degli interi pomeriggi, tutti insieme, ad esaminare questo problema, perché? Non siamo, come abbiamo, checché sia stato detto il contrario, la pretesa di essere degli enciclopedici e ad un certo momento abbiamo bisogno di rivolgere al Sovraintendente alle antichità e belle arti, o ai suoi collaboratori, dobbiamo magari chiedere cosa vuole dire "rapporto planovolumetrico 0:70". Noi che siamo dei profani abbiamo bisogno di sapere qual è la cubatura della determinata zona, ed allora ecco che la presenza di questi tecnici è necessaria, ma non solo per questi dati tecnici; anche per una visione estetica ed artistica del problema...

Qui si sta sconvolgendo tutto e la mancata richiesta di una relazione dell'organo competente, sovraintendenza antichità e monumenti sul progetto Pila, in che cosa si sostanzia? In una mancanza di istruttoria, voi la questione della Pila non l'avete studiata, voi il problema di Pila non lo conoscete ed io darò la dimostrazione della vostra non conoscenza, non voglio dire della vostra incapacità a trattare questo problema, ma del fatto che voi questo problema non lo conoscete e, infatti, voi non rispondete alle nostre domande o, se rispondete alle nostre domande, date delle risposte deludenti, deludenti perché voi non conoscete questo problema, perché voi non l'avete studiato.

Il Dr. Balestri, tutte le volte che ha risposto nel passato alle nostre contestazioni ha sempre detto "abbiamo studiato", è un grande coniugatore del verbo studiare, il Dr. Balestri, "abbiamo studiato, avevamo studiato, studiamo, studieremo", quindi passa dal passato remoto al passato prossimo, al futuro anteriore e a quell'altro futuro che non mi ricordo più come si chiama, grande coniugazione del verbo studiare, ma la verità è che voi non studiate, e voi non vi preparate, perché io non voglio qualificare, per esempio, la relazione verbale fatta ieri dall'Assessore Benzo, io preferisco non qualificarla perché ci deve esser tra noi un certo rispetto, ci deve essere un certo fair play, quindi non voglio qualificare la relazione dell'Assessore Benzo.

Il Fosson, ha rilevato un errore marchiano su quella carta e non so perché quella carta non ce l'avete comunicata come allegato e ci avete dato solo quei disegni sui quali ritornerò più tardi e ne farò una analisi. Voi forse avete creduto di fare i furbi, voi avete pensato "A quella gente lì noi diamo gli allegati all'ultimo momento; diamo degli allegati dai quali non si capisce un cavolo", dico cavolo perché preferisco non pronunciare altre parole, e così, così li imbobiniamo, ma voi non ci imbobinate sul problema di Pila, perché il problema di Pila lo conosciamo a fondo, e anche se quegli schifi di disegni, che sembrano delle macchie di inchiostro su un pezzo di carta, noi, malgrado l'insufficienza di questi disegni, noi siamo capaci di precisare e di rispondere noi a quelle domande che vi abbiamo posto, alle quali voi o non avete risposto o avete risposto balbettando, dimostrando la vostra assoluta impreparazione in materia.

Tra le altre cose, io ho chiesto all'avvocato Bionaz di volermi spiegare in che cosa si intende per zona "Pila Chacard" poiché in questo testo, cioè nelle norme di attuazione urbanistico-edilizie, a pagina 4, voi parlate di una zona Chacard Ovest, veramente dite Chacaril, ma fate il piacere almeno, se non volete ascoltare le nostre raccomandazioni, almeno correggete i nomi, scriveteli giusti, Chacard con "rd" finale, per piacere, ma voi qui parlate di una zona Chacard Ovest, parlate di una zona Chacard Pila, quindi la nostra domanda, rivolta all'avvocato Bionaz, di volerci spiegare che cosa si intende per zona Chacard Pila, non era una domanda sciocca, e il Bionaz dice "leggete l'allegato, guardate", no, dall'allegato non risulta niente; quindi io ripeto che vorrei sapere che cosa s'intende per la zona Chacard Pila. Io penso che con la parola Chacard Pila, cerco di non supplire al vuoto pneumatico delle vostre risposte, che mi pare che corrisponda al vuoto pneumatico delle vostre teste in materia di conoscenza della zona di Pila. Io penso che con la parola e con l'espressione "Pila Chacard", voi vogliate intendere il vallone che c'è tra Pila e Pezein, alla parte bassa, alla parte che è situata a ponente della strada che va verso il ristorante Soleil, io penso che sia così, cerco io di rispondere alle domande che ho posto a voi e alle quali voi non sapete rispondere. Ebbene, l'indice planovolumetrico di 0,70 in questa zona è un indice eccessivo, perché questa è proprio la zona più delicata, poiché se si fa una fila di palazzoni, una fila di scatoloni, lungo questa strada, si toglie la visibilità sulla magnifica foresta che vi è di fronte che da Ferrier va fino a Ozein e si coglie la visibilità del Monte Bianco, quindi se c'è una zona della quale bisogna diminuire e non aumentare fino al parossismo l'indice planovolumetrico è proprio questa zona di Pila Chacard.

Sulla questione del Jardin Public, io sarei proprio curioso di sapere quanti sono i membri di questa Giunta che conoscono il Jardin Public o che ci sono andati una volta nella loro esistenza.

Sarei proprio curioso di saperlo.

Io non so, penso che forse Benzo sia l'unico che sia andato al Jardin Public, penso che sia andato solo Benzo, perché penso che gli altri non ci siano mai andati.

Ora, a me pare, prima di decidere una questione di questo genere, perlomeno la Giunta avrebbe dovuto fare un accesso su queste località, ma la risposta più grave e più deludente data dal Sig. Bionaz è proprio la risposta alla mia domanda sulla questione della edificabilità del Jardin Public, perché Bionaz dà per ammesso che si costruisce sul Jardin Public. Ora questo è un delitto di lesa Valle d'Aosta, perché il Jardin Public, l'ho spiegato ieri e lo ripeto, è un pianoro in molle declivio che la natura, con la sua azione inconsapevole, ha trasformato in un Parco, perché quei gruppi di piante sparse sembrano opera di un architetto giardiniere; forse se un architetto giardiniere ci avesse messo le mani non avrebbe saputo fare così bene come la natura.

Ebbene, io mi dico, voi, confessione del Bionaz, vi preparate a commettere questo delitto di fare delle case e delle costruzioni in questo delizioso angolo della Valle d'Aosta; questo è un delitto.

E non ci si salva invocando la trasferibilità, perché la faccenda della trasferibilità invece costituisce una nostra grave preoccupazione, e ieri a ragione il Consigliere Manganoni ha messo per primo il dito su questo problema della trasferibilità, principio che noi non possiamo ammettere e noi su questa questione della trasferibilità, quando si farà la discussione della legge articolo per articolo, noi faremo delle domande molto precise, perché noi questo principio della trasferibilità non lo possiamo ammettere.

Comunque, delitto di lesa bellezza della Conca di Pila, perché voi, con una imperturbabilità, con una insensibilità degna di scarponi in materia estetica, voi vi preparate ad autorizzare costruzioni in questo delizioso angolo della conca di Pila, e questo è molto grave.

Ma, parlo di un'altra zona, a proposito di edificabilità, io avevo fatto una domanda precisa e a questa domanda precisa nessuno, e tanto meno l'Ingegnere Benzo, mi ha risposto. Ma alla mia domanda si può rispondere affermativamente consultando uno di quei formidabili allegati. Io prendo in mano il documento nel quale vengono indicate le tre zone, cioè, c'è la zona 3, che dovrebbe essere la zona del Jardin Public vicina, vicina a Pan Perdu, vi è la zona n. 2, che è quella della Gorra e del Restaurant du Soleil, e c'è la zona 1, che invece è la zona del pianoro di Pila.

Ora, non mi occupo più del Jardin Public perché tranquillo come Battista Bionaz ha detto "sì, sì, si costruisce sul Jardin Public". Bravi! Sì che ha detto, insomma, qui, se Lei rettifica, io ne prendo atto, ma io ho letto, io ho l'abitudine di leggere, ma Lei, guardi, se Lei mi precisa che Lei è contro l'edificabilità del Jardin Public, io ne prendo atto e La ringrazio e dico "Viva Bionaz" e non è mica una cosa tanto frequente sentire l'avvocato Caveri che dice "Viva Bionaz", ma io sono pronto a dirlo, sono pronto a scriverlo sui nostri giornali che Lei è un benemerito; guardi, se Lei fa questa cosa, che riconosce che non si può e non si deve edificare sul giardino pubblico, sul Jardin Public, io gliene do atto e faccio i miei più fervidi elogi, e può darsi che si via stato un malinteso fra Lei e me, ma ad ogni modo, attendo precisazioni sull'argomento, perché non basta dire "legga", Lei deve dare un impegno e deve precisare e deve dire perché, secondo Lei, non si edifica secondo questi piani.

Ma c'è la zona del fondo, che io chiamo del fondo dei prati di Pila, se voi guardate questo allegato, io pregherei coloro che seguono questa mia esposizione di guardare l'allegato; ora se noi guardiamo di questo allegato la zona contraddistinta con questa sigla, 1 B, questa è la zona del fondo del pianoro di Pila, che funziona da campetto, che è delimitata dalle case di Pila, dalla teleferica, pardon, dalla seggiovia, per andare a Chamolé, dallo ski lift, ecc. ecc. Ora io guardo questo documento e ritengo di poter concludere che in questa zona, in questa zona situata a nord della zona delimitata 1 B, questo disegno prevede la costruzione di immobili, di edifici, e attraverso un arco, abbastanza notevole, che abbraccia tutto il pianoro di Pila, è vero, il pianoro principale di Pila, quello che serve anche da campetto per gli sciatori. Ora, questa è una mostruosità e quando noi avevamo rilevato questa mostruosità nel nostro dialogo con l'architetto Chappis, l'architetto Chappis ha detto "Bene, non volete l'edificabilità di questa zona, potete avere anche ragione, perché se si costruisce questa palazzata, o perlomeno questa fila di case in fondo al pianoro di Pila, non si vedono più le montagne", e ricordatevi, signori della Giunta, che se voi permettete, come permettete con la legge e relativo piano di costruire questa fila di case in fondo al piano di Pila, gli sciatori non vedranno più né il Monte Bianco, né il Rutor, né il Velan, né il Grand Combin, né il Monte Rosa, né il Cervino! Voi vi sentite, a cuor leggero di commettere una mostruosità del genere? A voi la risposta.

Della trasferibilità ho parlato, io ho avuto la risposta...

Montesano (P.S.D.I.) - Avv. Caveri, 27 minuti...

Caveri (U.V.) - Va bene, cosa vuole, signor Presidente, io devo svolgere il tema; guardi, io... ieri, mi permetta, sugli altri argomenti io non ho neanche preso la parola, quindi mi pare che ci sia una certa legge di compensazione, d'altra parte è un problema grave, il Sig. Bionaz ha riconosciuto che il problema lo conosco, e se lo conosco lasciatemi parlare.

Montesano (P.S.D.I.) - Io Le volevo dire questo, che l'avverto soltanto che siamo alla fine della mezz'ora. Non è detto che non consenta di continuare a...

Caveri (U.V.) - Io intendo parlare sull'argomento perché questo è un argomento che mi sta a cuore di più di tutti gli altri problemi, guardi, io ci tengo di più al problema di Pila della questione delle elezioni regionali e elezioni politiche della Valle d'Aosta; io me ne frego delle elezioni regionali e politiche della Valle d'Aosta in confronto a questo argomento, io ci tengo molto di più a Pila, perché Pila è il paradiso terrestre della Valle d'Aosta, e voi vi preparate a maciullarlo e ad annientarlo.

Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono gli altri consiglieri che devono parlare...

Caveri (U.V.) - Va bene, avranno tutto il tempo oggi di parlare... Dunque, dicevo, per la convenzione, le risposte del Sig. Bionaz sulla nuova convenzione, o meglio, sul nuovo progetto di convenzione preparato dall'Alpila, le risposte dell'avvocato Bionaz sono state molto eclettiche, a me personalmente risulta che gli amministratori comunali di Gressan, che voi citate tanto spesso, hanno scritto una lettera al Presidente Bionaz protestando contro questa convenzione, e mi risulta per di più che tutti gli amministratori, lettera o non lettera, ci dirà l'avvocato Bionaz se l'ha ricevuta o no, tutti gli amministratori comunali di Gressan, dal primo all'ultimo, come un solo uomo, sono contrari al progetto Mario Stevenin di convenzione tra l'Alpila e il Comune di Gressan.

L'Alpila non verrebbe più a pagare i terreni del Comune di Gressan da un lato, e poi chiederebbe una esenzione delle imposte e tasse per l'attività che si svolge su a Pila, il che è una cosa proprio trascendentale, non so dove è che Stevenin ha imparato queste cose, se le ha imparate attraverso il suo soggiorno romano, perché mi pare che queste belle proposte tra l'altro sono contra legem, perché mi piacerebbe sapere perché? Perché lo Stevenin ha fatto molte dichiarazioni al riguardo, e abbiamo i testimoni che lo Stevenin ha dichiarato questo: un po' ha detto che bisognava esentare dalle imposte e tasse tutte le attività della zona di Pila, e poi ha detto invece che dovevano essere riscosse non dal Comune ma dalla Società Alpila e poi la Società Alpila avrebbe dato al Comune di Gressan quello che voleva.

Queste sono delle belle teorie amministrative, si vede che questo Mario Stevenin ha fatto una gran carriera e sta inventando delle nuove teorie amministrative che a scuola non ce le hanno proprio insegnate.

Anche su questo io chiedo spiegazioni. Mi risulta che effettivamente l'avvocato Palmas è stato nominato come esperto per la questione di Gressan, anche questa nomina non è piaciuta a nessuno a Gressan; io non so, non posso sapere, visto che il Presidente Bionaz non mi vuole rispondere su questa questione, quindi non possiamo sapere se è stato nominato dalla Giunta o dall'Alpila; ma anche qui, se è stato nominato dall'Alpila, evidentemente la Giunta, i membri della Giunta che fanno parte del Consiglio di Amministrazione potevano dire qualche cosa al riguardo.

Veniamo alla questione foreste, è stata giustamente sottolineata anche dal Consigliere liberare Cusumano. Non si è risposto, né il Bionaz, né il Benzo e nessun altro membro della Giunta; non mi hanno risposto su questo dato di fatto che è inoppugnabile, e io qui termino su questo punto, per il momento, la mia esposizione, e cioè: se voi prendete l'allegato, questo allegato, il vostro, quello che contiene meno macchie di inchiostro, ecco intanto per precisarlo in qualche modo, ed è quello che descrive il sistema delle strade, se non siamo orbi, non siamo orbi penso, portiamo degli occhiali, ma non siamo ancora ciechi, ed allora noi vediamo che qui, lo potete controllare, Signori Consiglieri, se non c'è una strada che a zig zag va, s'inerpica per la foresta situata sopra Pila, e io lascio giudicare a voi che cosa rimane di quella foresta con una strada di questo genere che evidentemente contiene infiniti tornanti perché il pendio della foresta è molto notevole, e voi, non so se avete mai visto gli sciatori scendere giù da quella che è la foresta lungo la pista, gli sciatori arrivano come dei direttissimi, con la velocità dei direttissimi, perché è un pendio che fa spavento, e bisogna essere degli sciatori molto in gamba per percorrere quella pista, gli altri sciatori un po' più all'acqua di rose scendono verso la Nouva, i pianori della Châtelaine e del Salicemo, ecc...

Orbene, voi non potete negare, anche se non avete avuto il coraggio civile, anche se voi non avete il coraggio civile di rispondere ad alcune delle vostre domande, questa strada che c'era già sul progetto Chappis c'è su questo piano, chiamiamolo così e quindi è inutile negarlo, quindi è il patrimonio forestale di Pila che è in pericolo, e io al riguardo rivolgo un appello particolare all'assessore all'agricoltura, e poi se voi guardate bene questo disegno, vedete che oltre al ponte e alla strada che va dal fondo dei prati di Pila in direzione di quella tale foresta passata da una mano all'altra, e voi sapete a che cosa io mi riferisco, cioè la foresta situata a levante di Beutère, se guardate questo allegato, anche qui una strada che a zig zag percorre tutto questo bosco; ma io vi prego di guardare questo, e poi io vi mando da vedere questa fotografia presa dall'aeroplano dell'altezza, non so da quale altezza, comunque qui, voi da questa foresta vedete che le due foreste più notevoli di Pila, è questa sopra Pila e questa che in basso, tra Beutère e San Grato, è un mantello di velluto. Voi fateci quelle due strade e voi distruggete le due più belle foreste di Pila, quindi, tenete conto di queste nostre raccomandazioni. Può darsi che questa mattina nella mia esposizione io sia stato meno pacato di ieri e più polemico; se vi ho offesi, io vi chiedo scusa, non volevo offendervi. Mi ripeto, questa è una questione che mi sta a cuore, per due ragioni: perché Pila è una delle cose più belle che ci siano in Valle d'Aosta e quindi non si può rimanere insensibili a questo strazio che si vuole fare di Pila, e poi ce ne va di mezzo il buon nome dei valdostani, ma cosa diranno coloro che ammirano la bellezza di Pila, e sono infiniti, sono molto più numerosi di quelli che credete voi, quando torneranno, e io so già cosa mi diranno se mi incontreranno sulla loro strada: "Ma come avete permesso una cosa simile, come avete permesso una cosa simile".

(richiamo del Presidente Montesano)

Un'ultima osservazione... concludo, un'ultima osservazione. È sacrosantamente vero, e risulta da questo allegato, che voi ritornate sul progetto Chappis, perché questo piano ripete tutti gli errori di Chappis, tutti, i più gravi, con questa differenza, che però Chappis, i progetti, li sapeva fare, perché i progetti che presentava Chappis, discutibili fin che si vuole, però erano fatti in un modo tale che chiunque poteva leggerli, comprenderli e quando noi abbiamo richiesto quella corografia assiro-babilonese, il Sig. Chappis ha avuto la sincerità di farla, con una tranquillità che abbiamo ammirata, ma quella era una prova di lealtà e il Sig. Chappis non ha mai presentato questi disegnini; ad ogni modo, anche con questi disegnini noi vediamo che si costruisce qua una strada che parte dal fondo dei prati di Pila, che passa il Vallone di Beutère con un ponte e che si inerpica su una strada con quella tale foresta.

Ora, a chi conosce anche solo mediocremente la zona, io dico: ve l'immaginate voi le centinaia e migliaia di sciatori che scendono giù per il vallone di Beutère, perché non possono scendere da nessuna altra parte, perché si costruisce dappertutto nelle altre zone, ve le immaginate queste centinaia e migliaia di sciatori che scendono giù, devono passare sotto un ponte, e se ne cascano due, succede la frittata generale degli sciatori che li seguono.

Si può pensare di fare una cosa del genere? Questo lo dico, io non sono né un velocista, né un campione di sci, anzi come sciatore valevo molto poco, quasi niente, però qui è questione non di essere degli esperti di sci, ma qui si tratta di buon senso, di un minimo di buon senso. Volete proprio incanalare tutti gli sciatori di Pila per il ripidissimo vallone di Beutère, sotto un ponte, questa è una cosa mostruosa, e d'altra parte c'è un'altra cosa di cui questo progetto non tiene conto, dell'insolazione particolare della zona di Pila in inverno, perché in inverno, in inverno, in quella zona, in quella foresta a levante di Beutère non c'è un raggio di sole; io voglio vedere della gente che va ad abitare nelle ville che sorgeranno, che qualcuno pensa di far sorgere, a levante di Beutère; nella zona a levante di Beutère, spostata verso St. Grato, lì non c'è sole, è come la zona di Charmette e di Balme, io lo so benissimo perché avevo affittato dal pittore Morgari un alloggio, anzi, una casetta a Charmette, ma io lì in inverno non ci andavo mai perché non c'era mai un raggio di sole, era una vera Siberia, ed era una vera Siberia anche quella zona che si vuole valorizzare con quella strada e il relativo ponte che sarà una specie di capestro per gli sciatori di Pila.

Io per il momento ho terminato.

Montesano (P.S.D.I.) - Sono iscritti a parlare il Presidente Bionaz, i Consiglieri Germano, Manganoni e l'Assessore Benzo.

Germano (P.C.I.) - ...Faccio una questione per fatto personale, l'intervento lo farò dopo.

L'articolo 51 dice "È fatto personale l'essere intaccato nella propria condotta e sentirsi attribuire opinioni contrarie a quelle espresse; in questo caso chi chiede la parola deve indicare in che consiste il fatto personale".

Il fatto personale consiste nel fatto che Balestri - stranamente assente in tutta questa discussione - ...

Montesano (P.S.D.I.) - Aspetti allora un momentino e lo facciamo chiamare...

Germano (P.C.I.) - No, no, perché è Lei che deve decidere...

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, sì, devo decidere io... però sarebbe bene che ci fosse anche l'interessato...

Germano (P.C.I.) - Ma tanto non è che dobbiamo deciderlo noi, deve deciderlo poi la Commissione; noi dobbiamo solo decidere...

Montesano (P.S.D.I.) - Ma io su quel punto voglio intervenire, perché Lei ha capovolto un po', dica, intanto...

Germano (P.C.I.) - L'Assessore Balestri ha detto "Io ho affidato un mese fa agli uffici - cioè alla sovraintendenza, all'Ufficio urbanistico - la relazione e i progetti. Io ho detto "Sono stato questa mattina, ho chiesto ai funzionari; mi hanno detto che loro non hanno avuto nulla, son dovuto scendere a prendere questi progetti, portarli sopra; quindi qui i casi sono due: o mente Balestri, o mento io"; siccome io sono una persona che non ritengo mi si possa addebitare questo, chiedo che una Commissione appuri, appuri questi fatti.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, adesso io Le devo dare una risposta, Consigliere Germano, Lei abilmente ha capovolto un po' la situazione, perché io ho ascoltato, si può anche rilevare, insomma, l'Assessore Balestri è stato tacciato di menzogna; la parola rivolta a Lei in questo senso io non l'ho mai sentita, almeno io credo che il Consiglio non l'abbia sentito.

L'articolo 51 che Lei richiama parla appunto, così come ha letto, di fatto personale, il quale deve essere, diciamo così, esposto e presentato dall'interessato, il quale si sente offeso di una frase, di un atto, di un'azione fatta da un altro Consigliere, quindi è l'offeso che deve richiedere la Commissione alla Presidenza del Consiglio; Lei, adesso io mi esprimo nel miglior modo in cui ritengo, Lei dice, ma siccome noi abbiamo detto all'Assessore Balestri che mente su questo, se non mente lui, mento io, e allora fa di rimbalzo...

Germano (P.C.I.) - ... in questo caso si sente il nastro; guardi che l'Assessore Balestri ha detto a me: "Se Lei è una persona seria" - e io sono insorto per questo - Lei non dice queste cose...

Montesano (P.S.D.I.) - Mi lasci finire...

Germano (P.C.I.) - Guardi che io mi ritengo una persona seria e voglio che sia appurato; se sono serio o dico delle menzogne.

Montesano (P.S.D.I.) - No, siccome Lei ha detto un momento fa: o mente lui o mento io, questo fatto lo rilevo adesso, lo rilevo in questo momento, quello della persona seria, quello è un altro episodio.

Ora, trattandosi, mi sembra, di fatti, di parole che possono avere offeso l'uno e l'altro, io chiedo anche all'Assessore Balestri se intende avvalersi di quello che è disposto all'articolo 51 per le espressioni che sono state pronunciate a suo riguardo, mi pare, da uno o due Consiglieri, cioè che Lei aveva affermato delle cose non vere e, cioè, si trattava di una menzogna.

L'articolo dice questo:

Art. 51 - "È fatto personale l'essere attaccato nella propria condotta o sentirsi attribuire opinioni contrarie a quelle espresse.

In questo caso chi chiede la parola deve indicare in che consiste il fatto personale".

Lei lo precisa appunto, lo precisa nella "persona seria". "Il Presidente del Consiglio decide".

Ora, io chiedo all'Assessore Balestri, per quello che riguarda lui, che cosa risponde per questa, se ritiene di essere stato offeso, di richiedere la Commissione d'inchiesta; oppure no?

Balestri (P.S.I.) - Ho precisato, mi sembra, che essendomi stato dato del mentitore, mi sembra, no?

Montesano (P.S.D.I.) - ... In questo fatto, Balestri...

Balestri (P.S.I.) - A questo momento ho detto, se è una persona seria lo controlliamo, eh... è tutto lì: oh, è mica...

Montesano (P.S.D.I.) - No, ma qui, qui, scusate, un fatto è andare ad accertare la questione dei disegni e un fatto è fare una commissione su queste espressioni.

Ora, naturalmente, tutto si riduce ad andare a vedere, andare ad accertare la questione dei disegni; io intendo domandare ai due Consiglieri se aderiscono al contenuto dell'articolo 51. Consigliere Germano?

Germano (P.C.I.) - Il Ministro di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra...

Montesano (P.S.D.I.) - ...Lasciate stare la Regina d'Inghilterra...

Germano (P.C.I.) - ...Ha dato le dimissioni da Ministro perché ha detto una bugia...

Montesano (P.S.D.I.) - Lasci stare i Ministri d'Inghilterra...

Germano (P.C.I.) - Dico, al minimo facciamo questo...

Montesano (P.S.D.I.) - Ora, io dico questo: siccome, siccome l'Assessore Balestri è stato tacciato di menzogna, io... mi lasci finire, mi dica l'Assessore Balestri se si vuole avvalere dell'articolo 51, per la nomina della Commissione d'inchiesta... Aderisce...

(si sente in lontananza la voce di Balestri)

...lasci stare quello che è stato dato, dico se si intende avvalere dell'articolo 51 che io ho letto. Il Consigliere Germano afferma di essere stato tacciato di persona non seria, da parte di chi? Dell'assessore Balestri. Intende avvalersi dell'articolo 51? Va bene... articolo 52, sì... (legge l'articolo 52)

(in lontananza una voce: ...51 e 52...)

Dunque, in questi casi, solitamente, l'interessato nomina un suo fiduciario nell'ambito del Consiglio, il Presidente sceglie l'arbitro, hein, no, no, mi dispiace Presidente Bionaz, no, no "Il Presidente decide..." (legge parte dell'articolo) ...però, naturalmente, non voglio, io come Presidente del Consiglio, nominare, naturalmente, tutta la Commissione, perché potrei essere accusato da un parte e dall'altra di parzialità e quindi, o si nomina una Commissione, con la rappresentanza di ogni gruppo consiliare, o si nominano due esponenti di fiducia, e il Presidente nomina l'arbitro.

Germano (P.C.I.) - ...Ognuno nomina il suo di fiducia e il Presidente nomina l'altro, mi pare che sia normale... l'abbiamo fatto per il Presidente Montesano, l'abbiamo fatto per altri casi.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora io attendo dai due Consiglieri interessati la nomina dei loro fiduciari. Va bene, si continua...

Prima il Presidente Bionaz... e allora, Consigliere Germano.

Germano (P.C.I.) - No, perché era più comodo dopo tener conto nelle risposte. Io aggiungerò non molte cose a quanto ha già detto l'On.le Caveri. In sostanza qui abbiamo il piano Chappis e c'è una affermazione, sia nella relazione sia fatta dall'avvocato Bionaz ieri, che questo piano Chappis è stato adottato riducendo le volumetrie. È contenuto nella relazione, è contenuto nelle affermazioni fatte ieri dall'avvocato Bionaz.

Ora questo, i fatti dimostrano che non è vero. Cioè, può darsi che si siano ridotte delle volumetrie, ma le volumetrie attualmente esistenti sono enormi. Prendo il caso già citato dall'avvocato Caveri sulla zona 1 B; è una zona che da calcoli fatti, e io aspettavo che l'Ing. Benzo mi dicesse i suoi risultati per vedere se combinavano, a me risultavano di 22 ettari, a Lei risulta... (si sente in lontananza la voce di Benzo) ...No, ma per fare una cosa pratica, a Lei risulta di 22 ettari? Ad ogni modo, 22 ettari, come ha già detto giustamente Andrione, con un indice di 0,60% porta a mc. 157.000. Voi, se avete lì la carta e la zona 1 B, vedete che nella zona bianca deve essere lasciata libera per il campetto, per le piste, per gli altri servizi, quindi si costruirebbe quella fascia, e quella fascia o si fa un edificio alto 10 metri e lungo 1300, perché sia solo alto 10 metri, o se ne fa un alto 20 e lungo la metà di 1300, cioè 650 m. oppure, per paradosso si fa un edificio alto 650 metri, e lungo 20; non c'è niente da fare, se riduciamo i 157.000 mc. arriviamo a questo.

Ma questo fatto delle intenzioni, delle intenzioni verso le concertazioni, viene poi ampiamente documentato dall'allegato che abbiamo avuto, cioè, noi dovremmo approvare la legge e approvare l'allegato 1 che sono le norme di attuazione urbanistico edilizie; intanto lì risulta subito un fatto, che nella zona 2 c'è il Jardin Alpin che sarebbe poi l'altro a cui accennava l'On.le Caveri, che è due, densità media di fabbricazione per le varie zone, cioè destinato a costruzione; quindi non è vero che è escluso, c'è già nell'allegato. Ma poi c'è di più, dice, a pagina 5, per esempio, nelle prime due righe "Per destinazione ad abitazioni si intendono sia gli edifici a tipo condominiale, che le costruzioni unifamiliari". Cominciamo a vederlo venire fuori il condominio.

Nel terzo comma dice: "Per destinazione a tipo alberghiero si intendono gli edifici a carattere alberghiero tradizionale che di insediamenti turistici a tipo alberghiero residenziale, realizzati in unità concentrate o diffuse", quindi si ripete. Poi la cosa diviene evidente quando parliamo della trasferibilità, cioè, è evidente che quello che non si costruisce in questa zona bianca viene costruito nel resto della zona. Ma, costruito nel resto della zona, cosa si obietta? Si dice "Ma nei limiti del successivo articolo 7, cioè nei limiti della sagomatura dell'altezza", però non c'è nessuna altezza, non c'è nessun limite di sagomatura, c'è una elencazione di cose, non c'è un metro, non si dice che non si costruisce più alto di 15 metri, o 20 o 35, nessuna cifra; ci sono una elencazione di norme, ma non c'è nessun punto che fissi a questa altezza, a quale distanza edificio per edificio, e tutto il resto. Non vi è assolutamente niente di questo; poi, anche ieri, il Presidente della Giunta diceva: "Solo nell'ambito della zona vi è la trasferibilità"; sì, ma non per gli alberghi, per gli alberghi si può anche trasferire in altre zone, e lo dice il comma n. 4 "La cubatura con destinazione alberghiera, di cui alla tabella, può essere utilizzata in altra zona, in modo però da non superare, dice, la cubatura alberghiera complessiva". Ma questo, cosa vuole dire? Che quelli che costruiranno subito si assorbiranno tutta la cubatura e agli altri negheremo la possibilità di costruzione. È evidente che l'aumento della cubatura non fa altro che... e la trasferibilità... aumentare la possibilità della concentrazione.

Ma vi è ancora un altro punto, quando dice che "Le volumetrie relative agli edifici di carattere pubblico, scuole, caserma dei carabinieri, edifici comunali, vigili del fuoco, azienda di soggiorno, ambulatorio, non saranno comprese nella precedente densità di fabbricazione e pertanto saranno assegnati fuori quota". Un altro punto che fa aumentare ancora la concentrazione già esagerata in queste zone.

Al punto 5 poi, cosa dice? "Progetti di utilizzazione", che sono quei famosi "La utilizzazione delle volumetrie assegnate ad ogni singola zona sarà attuata in base ai progetti da presentarsi dai proprietari rappresentanti in base alla superficie non meno dei 3/4 dell'intera zona. E poi c'è una parentesi e scritto 1, andiamo a vedere cosa dice questo 1: "Questa norma è dettata dalla necessità di attuare una adeguata concentrazione dell'attività edilizia", cioè si concentrerà nell'attuazione l'attività edilizia, mediante accordo fra i proprietari interessati, al fine di conservare le ampie superfici necessarie per la tutela dell'ambiente naturale e per l'esercizio delle attività sportive.

Cioè, con questi indici noi tenderemo a conservare alcune zone libere ma nelle altre concentreremo in altezza e in larghezza tutta la costruzione. Queste sono le questioni.

Al punto 6, poi, è evidente, non si può dire "I progetti di utilizzazione dovranno contenere le indicazioni seguenti ai fini di una progettazione coordinata", e fa l'elenco, vincoli degli allineamenti, altezza minima e massima, ampiezza degli spazi pubblici prospicienti agli edifici, senza dare una cifra, senza dire "Devono essere alti dieci metri, quindici metri, trenta metri, devono essere larghi 15 metri, 30 metri, 20 metri", niente. Tutto è lasciato alla discrezione della Giunta, la quale però non potrà impedire ai proprietari di costruire sulla base degli indici volumetrici e quindi avremo per forza lo scempio che è stato già preannunciato da diverse parti.

Io vorrei che mi si contestassero queste argomentazioni.

Manganoni (P.C.I.) - Io devo dare atto a Balestri che, consegnandoci queste planimetrie, almeno siamo venuti ad un primo chiarimento. Questo è vero, Balestri: non solo, ma io rettifico il parere che io ho espresso sui tecnici che avevano elaborato perché ieri ignorando l'esistenza di quelli, me lo immaginavo, no, però, avendo solamente questi scarabocchi che voi ci avete consegnato, io mi sono detto, non so quale è quel tecnico che non si vergogna di presentare in un Consiglio regionale degli orrori del genere.

Ora, mi sbagliavo, ieri, perché effettivamente non hanno presentato questi orrori, hanno presentato quelle carte leggibili che rendono l'idea; però io continuo...

Montesano (P.S.D.I.) - ...Vogliono far mettere sul tavolo quelle... Fournier, per favore, tolga via quelle urne che per ora non servono e metta quella pianta lì sul...

Manganoni (P.C.I.) - Però io devo sempre deplorare chi ha trasformato quelle carte in questi scarabocchi da presentare al Consiglio, questo io deploro, chi è che ha trasformato quelle carte leggibili, quelle planimetrie leggibili in questi scarabocchi, che voi poi avete avuto il "toupet" di presentare in Consiglio.

Questa, questa è la prima osservazione.

A quanto ha detto Caveri che si sta completamente, in base a questo piano, si massacrerebbe completamente quella magnifica pineta a monte di Pila, e lì è anche chiaro, con tutti quei zig zag, con tutte quelle strade, la foresta parte, io voglio aggiungere questo: quella è una delle poche foreste in Valle d'Aosta dove ci sono ancora i pini cembri, "le arolle", perché in pochissime altre zone della Valle ci sono i pini cembri; ce ne erano molti nella zona di Ayas, se non che ad Aosta li hanno distrutti per fare i sabot, questa è la verità. Ora vi sono ancora ad Ayas dei pini cembri, e sono novellini, piccoli così, i quali non si può per adesso fare i sabots; se no la zona, di una certa estensione, in Valle d'Aosta, dove ci sono le "arolles", una delle poche è quella, allora noi distruggendo quella foresta, distruggeremmo anche i pochi esemplari che rimangono in Valle d'Aosta di pini cembri; anche su questo riflettiamo, non mettiamoci sulla coscienza anche questa distruzione.

Vi avevo parlato un momento fa del condominio, di un condominio che si potrebbe costruire; mi ero basato su dei dati ipotetici; adesso ho voluto fare un calcolo reale, dopo che ho preso visione di quelle carte e mi sono preso la zona di Beutère; ho misurato e all'incirca si tratta di una zona di circa 100 metri considerandolo un rettangolo, anche se proprio rettangolo regolare non lo è, di 100 metri per 250 metri, uguale 25000 mq., è vero ing. Benzo? Io chiederei che Lei mi corregga o confermi questi calcoli che io ho fatto, 100 mq. zona di Beutère, considerando, è un rombo, non è un poligono regolare; 100 m. considerandolo un quadrato di 100, un rettangolo di 100 m. x 250 abbiamo 25000 mq. Ma guarda un po' che questa volta, Mappelli... allora, fai il calcolo e poi correggimi... si moltiplica la base per l'altezza, moltiplicando la base per l'altezza si ha la superficie... io credo, mi correggerà l'Ing. Benzo, ed allora sono 25.000 mq. ora, 25.000 mq? tenendo conto dell'indice di fabbricabilità di 0,70, e l'indice di fabbricabilità, ne ha già accennato Germano, ne accennerò ancora io, perché è fasullo questo, perché è superiore di molto, arriviamo, arriviamo, quindi 25.000 diviso 0,70, a me risulta che faccia 17.500 mc.

Facendo, utilizzando questo indice di fabbricabilità, e concentrandolo, come si parla lì di concentrazione, in un edificio solo, si può costruire un edificio di 20x20, supponendo di farlo, quadrato, supponendo, perché si possono fare anche altre ipotesi, ma io faccio questa; abbiamo una superficie occupata di 400 mq., che, dividendolo, dai 17.500 mc. noi otteniamo una altezza di 44 metri, ed allora, nella zona di Beutère, parlo in base a questa legge che oggi ci presentate, e parlo solo della zona di Beutère, ma questo vale per tutte le altre zone fabbricabili, cioè quelle con le righe trasversali, io vi posso, si può costruire un edificio di 44 metri di altezza; voi immaginate, non sarà come il grattacielo Pirelli a Milano, ma è qualche cosa di simile; ecco, ecco, come noi tuteleremo Pila.

Io vi ho fatto un caso limite, però in base a questa legge che voi ci presentate si può costruire. Voi mi rispondete, lo so già "Ma ci saranno i piani di attuazione", i piani di attuazione che, secondo le vostre intenzioni non vengono più in Consiglio, perché dovete approvarli voi, con i piani di attuazione si potrà, in parte solamente, limitare queste enormità, in parte, perché voi qui aprite tutte le strade, non le lasciate aperte, le aprite voi, le strade e tutte le possibilità di speculazione.

Ora, vedete, noi non siamo assolutamente sicuri, anzi, ne dubitiamo moltissimo, almeno io, che la Giunta, con l'approvazione di questi piani di attuazione limiti, impedisca questi orrori, perché non lo prevediamo già oggi nella legge?

E qui, voglio ribadire quelle domande che avevo posto ieri sera alla Giunta ed alle quali non mi si è risposto. Se la Giunta vuole prenderne nota e rispondere sta bene, se non ne vuole prendere nota e non rispondermi, io, abbia pazienza Presidente del Consiglio, le...

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore chi deve rispondere prenda nota di queste cose, perché altrimenti ricominciamo daccapo...

Manganoni (P.C.I.) - Io le ripeterò, se non mi si risponde...

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma perdiamo del tempo...

Manganoni (P.C.I.) - E allora Lei richiami all'ordine chi deve richiamare, e non sempre solo noi.

Dunque, primo, chi paga le opere di urbanizzazione? Primo. Secondo, l'importo, anche di larghissima massima, io non chiedo la precisione, di larghissima massima, di queste opere di urbanizzazione: strade, fognature, acquedotti, illuminazione, posteggi, piazzali, e tutto quello che ne segue, no, quindi queste domande.

Secondo, gli indici delle volumetrie esposte sulla vostra tabella, vi ho detto che, a parte che si prestano alla concentrazione, abbiamo detto che sono inesatte perché voi lo dite nella vostra relazione che gli edifici pubblici saranno assegnati fuori quota, ed allora io vi chiedo che gli edifici pubblici non siano assegnati fuori quota, siano compresi nella quota, e non mi si venga poi a dire "Ma noi non possiamo prevedere quali saranno prima, ecc... no, perché se un piano è stato studiato con una certa serietà, già devono essere previsti gli edifici di carattere pubblico che devono essere costruiti e pertanto la volumetria di questi edifici pubblici venga compresa, venga compresa nell'indice di fabbricabilità e non concessi fuori quota, cioè compresi nella quota e non esclusi dalla quota.

Secondo, no, terzo; dunque, queste sono due domande.

Ribadire sulla legge: io vi avevo detto ieri, noi sappiamo che, le norme urbanistiche, gli speculatori le prendono sottogamba, e i fatti che noi leggiamo quotidianamente sui giornali ci insegnano che gli speculatori, in barba ai piani regolatori, in barba alle disposizioni comunali o degli enti pubblici, fanno quello che vogliono. Quando poi si tratta di farli demolire, non si demolisce niente, ed allora si ribadisca qui, sebbene già che sia una legge, ma ribadire non nuoce, come dicono in latino "repetita juvant", voi che sapete il latino, quindi ribadiamo, ribadiamo le pene severe per i contravventori, che si proceda immediatamente alla demolizione e se non vi provvedono loro, perché poi loro non vi provvedono, vi provveda l'ente pubblico, l'amministrazione del Comune, ma è meglio l'amministrazione regionale, addebitando agli speculatori le spese.

Impedire: quarto, impedire la trasferibilità della cubatura, perché, già senza trasferibilità io vi ho dimostrato che si possono costruire questi grattacieli, e io sarei lieto che voi mi smentiste, con dei dati, con dei dati, dati come vi ho citato io. Quindi, abolire la trasferibilità, non si può trasferire la cubatura dalle varie proprietà dalle varie zone, per evitare quanto vi dicevo prima, che ci siano, sì, delle zone verdi, ma poi che ci siano i grattacieli; ci devono essere le zone verdi, ma non ci devono essere i grattacieli e non le zone verdi a scapito della limitazione al volume delle costruzioni.

Io vi avevo fatto l'esempio di Courchevel e di Verbier. Fate in modo che Pila non diventi una Courchevel, fate in modo che Pila rimanga come Verbier, andatevele a vedere: chiedete, informatevi dalle autorità, che io non so quali sono, che a Verbier sono riuscite ad impedire questi orrori che vediamo un po' dappertutto ed anche in Valle, e ad imporre un limite alla sete di speculazione dei costruttori edili, non dico di tutti, ma di molti.

Ora, io vi avevo chiesto un'altra cosa: che i progetti di attuazione, che questa legge prevede debbano essere approvati dalla Giunta, che questi progetti di attuazione vengano approvati dal Consiglio.

Bionaz (D.C.) - Non risponderò a tutte le domande; prendo solo atto, prendo solo atto che l'avvocato Caveri ha riconosciuto lui stesso che non era stato pacato con me ieri, ed io per la verità debbo dire che se una discussione di questo genere si deve fare uscendo così spesso dall'argomento, e dicendo "Voi siete... voi commettete degli atti delittuosi, voi fate questo, voi fate quello", io dico che non arriveremo assolutamente al fine che ci proponiamo, di fare qualche cosa, di decidere qualche cosa... questo certamente.

Voi dite, c'è contraddizione, diceva l'avvocato Caveri, tra il progetto Chappis e quello che è stato presentato. No, non c'è contraddizione: c'è questo, che il progetto Chappis che era stato presentato prima, cioè quello, l'assiro-babilonese, prevedeva già anche un certo schema di costruzione; ma siccome questo schema di costruzione non esiste, e non è quello che viene approvato, mi sembra che non ci sia nessuna necessità di voler insistere perché quella sia ritenuta, diciamo, l'architettura della zona di Pila. Non si può, insomma, travisare i fatti in questo modo, e qui bisogna dire una parola chiara a proposito di questa questione. Vogliamo fare qualche cosa o non vogliamo fare? Questa è la verità che scaturisce da tutta la discussione; è giusto che si discuta, è necessario, perché è importante prendere qualche decisione sulla zona di Pila, è importantissimo, però, non si dimentichi che la Regione è nella Società, ed è l'azionista più importante, perché ha il 20%, mentre tutti gli altri, tutti gli altri, e sono parecchi, nessuno ha il 20%; ecco, ed ha il diritto di veto, ricordatevi, questo mi ricordo che l'abbiamo fatto inserire, diritto di veto, la Regione, e questo è anche molto importante.

Ora, o si ha fiducia nella Regione e nei suoi amministratori, o non si ha questa fiducia, ma non vedo il perché si debba immaginare che la Regione, che non fa speculazioni, che non deve farne, debba proprio, diremo, avere l'intenzione di fare degli obbrobri o peggio ancora dei delitti.

Siamo nella società, i piani debbono essere approvati dalla Giunta, dunque è tutto rimesso al giudizio della Giunta, e la Giunta, naturalmente, se ha una certa, se ha la responsabilità dei suoi atti deve certamente preoccuparsi di fare qualche cosa o di non lasciare fare delle cose che siano in contrasto con gli interessi e con la conservazione del patrimonio paesaggistico della zona.

Ora, se si vuole fare qualche cosa, se non si vuole lasciare questo patrimonio, diciamo, inutilizzato, perché anche di questo bisogna parlare, sì, diciamo, abbiamo una zona magnifica, bellissima, però se vogliamo utilizzarla e utilizzarla bene, bisogna pure che si cominci una volta; è da 20 anni che si parla di Pila. Mi ricordo che ne parlava il povero Deffeyes, requiescat in pace, che ne aveva parlato a suo tempo anche con Olivetti, mi ricordo benissimo, però non si è mai fatto niente. Io non so se è stato un bene o un male, io credo che quelli che hanno difeso il paesaggio molti anni fa e che sono riusciti, per esempio diceva ieri l'avvocato Caveri, leggeva degli articoli, un articolo che riguardava Cortina, sì, però qualche cosa a Cortina si è fatto, si è fatto. Ora qui se non si vuole fare nulla, siamo anche padroni di non fare nulla, e per non fare nulla noi, sapete che determinazione abbiamo preso? Di fare una legge, è la prima volta che abbiamo una legge che regolamenta la materia.

Ora, voler attribuire l'intenzione, o diciamo, anche, se non vogliamo dire l'intenzione, attribuire l'insensibilità alla Giunta di non porre poi a suo tempo dei premi e dei rimedi e di non preoccuparsi di salvare la zona, mi sembra che è una cosa gratuita; e poi, non capisco perché, è tutto attribuito alla Giunta; ma se voi siete così sicuri che la prossima Giunta sarà vostra avrete tutto nelle mani, perché vi preoccupate tanto: vinceremo le elezioni? al mese di aprile è già tutto fatto, piazza pulita dei democristiani, ecc. ecc. Adesso la Giunta è proprio chiamata ad essere l'arbitro di questa situazione e voi vi preoccupate, dite "Ma la Giunta ha troppi poteri", Manganoni dice "Bisogna che sia il Consiglio", un altro metodo per non fare niente perché se il Consiglio dovesse esaminare, tutte le volte che c'è il piano di costruzione dovesse esaminarlo, mi domando dove andremmo a finire, io mi domando dove andiamo a finire.

Ora, queste, tutte queste belle cose vengono fuori e poi ne potrebbero venire fuori mille altre, però il risultato è sempre lo stesso. Tutto questo non ci consente di fare e di mettere in azione un piano che dia finalmente alla zona una regolamentazione urbanistica e che consenta, evidentemente, di utilizzare questa ricchezza e sono d'accordo con l'avvocato Caveri che è una immensa ricchezza che va conservata, che però va anche utilizzata.

Ma gli amministratori di Gressan, che hanno questo problema, che lo hanno, diremo così, che è stato così tormentoso per loro, ma alla fine si sono detti "Ma, vogliamo fare qualche cosa, vogliamo giungere ad un risultato, vogliamo prendere qualche...una definizione, una conclusione, ebbene, questa legge, per noi, soddisfa le nostre aspettative, visto che non si potrà fare nulla, praticamente, tranne quelle che sono oggi già previste, le infrastrutture, non si potrà fare nulla senza il parere della Giunta, noi siamo tranquillizzati ed approviamo questa legge.

Ora, io, non che ci sia da scaldarsi per mandare avanti così, a tambur battente, la legge che riguarda Pila, però se l'abbiamo portata, e anche con una documentazione, io riconosco che quei disegni non sono per nulla chiari e adesso qualche cosa di meglio è venuto fuori, non so, io riconosco tutte queste deficienze, non è mica il caso di dire che quelli sono dei bei disegni, ci sono anche dei nomi che sappiamo che non sono esatti, che non si individuano con precisione anche certe località; tutto questo lo ammettiamo, lo diamo per ammesso, però, siccome noi ci avviciniamo a delle scadenze, ci sembra che impedire di mettere in azione e in attività tutta questa macchina che dovrebbe essere positiva agli effetti dell'economia, agli effetti della valorizzazione di questa zona, mi sembra che sia opportuno e che sia utile di prendere una decisione, perché voi non avete portato nulla di costruttivo in tutta questa discussione, vi siete limitati a demolire, proprio demolire, ma non è vero, scusate, che qui è tutto negativo; c'è una legge che è chiara, è concisa, e che attribuisce alla Giunta dei poteri tali che non si farà nulla a Gressan che non sia ritenuto dalla Giunta conforme all'interesse della zona e alla conservazione di questo patrimonio naturale; questa è una verità di cui vi dovete rendere conto, ma si può anche dire "Noi non faremo niente, è meglio non fare niente", ma... insomma... naturalmente non lo dite, ma questo è il risultato dove volete arrivare, questa è la verità.

Insomma, io mi domando se è stato detto qualche cosa a favore di questo provvedimento. Nulla. Ora, non è che io venga qui a difendere un provvedimento della Giunta, però abbiamo anche la responsabilità di renderci conto che il Comune di Gressan aspetta qualche cosa da parte nostra, che da molti anni questo problema si dibatte, che abbiamo costituito una società, che vi abbiamo messo dei capitali, che siamo, in questa società, determinanti, non solo per la partecipazione, ma siamo determinanti perché abbiamo diritto di veto a tutto quello che riteniamo non sia conforme ai nostri interessi. Questa è la verità... (si sente una voce in lontananza) ...lasci stare, tutte boiate quelle che facciamo noi, tutte boiate... cosa volete... (scampanellata del Presidente) ...Naturale che con tutte queste garanzie, perché io ritengo che siano delle garanzie queste, con tutte queste garanzie si dovrebbe procedere oltre, magari con dei suggerimenti positivi, magari con delle raccomandazioni, ed è esatto, ed è giusto, ed è opportuno, è utile, che siano date, ma non demolendo completamente tutto, demolendo completamente tutto per dire: "No, va rinviato tutto, non c'è niente che possa essere accettato"... Ma insomma, io non so qual è questo costume amministrativo, per cui bisognerà anche rendersi conto, è vero, ci sono delle esigenze, è vero, bisogna conservare, bisogna salvare, bisogna tutelare, ma bisogna anche fare qualche cosa, abbiate pazienza, bisogna fare qualche cosa, e perché ci siamo premuniti sia di questo diritto di veto, sia di una compartecipazione anche, diciamo, anche notevole, proprio per avere la voce in capitolo, e perché alla Giunta sono affidati dei poteri tali che nulla potrà essere fatto se ritenuto non conforme agli interessi della Regione e della zona. Ma qui si può discutere, avvocato Caveri, fino all'anno prossimo, fino all'anno prossimo, ma però se non si vuole concludere nulla, si arriva anche a non concludere nulla, si arriva anche a non concludere nulla... (si sente Caveri in lontananza).

Ma tanto è inutile, perché tanto Lei risponderà sempre, ha sempre degli argomenti, e poi quando non avrà argomenti andrà a cercare le farfalle nei boschi... (richiamo del Presidente e voce di Caveri)... Lei avrà sempre degli argomenti, buoni o cattivi, fasulli o non fasulli, lei li troverà sempre, Lei li troverà sempre. Però c'è una grande verità, avvocato Caveri, che siete... da molti anni esaminate questo problema... (richiamo del Presidente - battibecco)... Avvocato Caveri, noi due ci conosciamo da tanti anni, ci conosciamo da tanti anni, pensi un po' se ho bisogno di fare queste affermazioni, per poterglielo dire, ma immagini un po'; Lei lo sa ed io lo so, dunque, immagini un po', non è necessario che veniamo qui ad affermare i nostri principi, e a dire quello che pensiamo uno dell'altro... Niente, niente, non facciamo dei personalismi, chiudiamo, chiudiamo qui e basta, perché Lei dice che io faccio delle dichiarazioni sconvolgenti, che facciamo degli assassinii della Valle d'Aosta, delitti di lesa Valle d'Aosta, ma abbia pazienza, ma crede che queste cose ci facciano piacere, ma abbia pazienza, Lei ha dei punti di vista ed esprime dei giudizi gratuiti e poi non bisogna fare dei personalismi, ma se lo ricordi per primo Lei di questa esigenza: io dico "questa è la premessa, questa è la premessa"; e poi mi si viene, nella discussione, si viene a dire che è necessario il parere della sovraintendenza, quando sarà sentita. Io dico che sarà sentita la Sovraintendenza, penso, quando saranno presentati dei piani particolareggiati, e di utilizzazione. Dice che noi non conosciamo il piano di Pila, voi che lo conoscete così bene e avete dimostrato di conoscere così bene tutta la zona, ma avete potuto sviscerare anche tutti gli aspetti del problema e non è necessario, io dico è anche di cattivo gusto, che voi veniate qui a fare i furbi e ci avete anche dato dei documenti con i quali non si poteva fare una discussione; ma se siete così profondi della zona, siete proprietari nella zona, e voi, l'avvocato Caveri diceva "Io sono ben lieto di non essere proprietario", io non sono, io sarei lieto di esserlo invece, lei non lo è... ma neanche io non lo sono, ma sarei ben lieto di esserlo, Le assicuro, ma lo sono pazienza, ma non siamo venuti qui a fare i furbi, perché voi conoscete bene la zona e dunque se non è stato possibile procurarsi una documentazione più completa, più completa, non so, più confacente alle esigenze del Consiglio, è perché non c'è stato tempo. Ricordatevi però che ci sono delle scadenze, non solo le nostre, ci sono delle scadenze per le opzioni dell'Alpila, di cui siamo partecipi, l'Alpila ha fatto delle opzioni che scadono nei prossimi giorni e che naturalmente mettono in forse la prosecuzione di questa realizzazione se noi non muniamo questa società di uno strumento che possa essere idoneo a fare varare finalmente e a dare il via a questa realizzazione.

Io su questo voglio attirare la vostra attenzione. Mi dite, mi è stato detto "Lei deve rispondere, Lei deve rispondere, Lei deve rispondere a quelle domande che noi abbiamo fatto: se si può costruire nel Jardin Public, nel Jardin Alpin"; io ho detto "Guardate, qui c'è una piantina dove sono contenuti degli indici di edificabilità; nell'interno della zona è consentito il trasferimento della cubatura", è tutto spiegato molto chiaro e questo mi sembra contenuto anche in elementi che possono essere consultati facilmente; la zona seconda contiene Soleil, Gorra, Printemps, Jardin Alpin, io confesso che non so dove è il Jardin Alpin, ma se quella zona, Jardin Alpin, mi consenta di finire, se quella zona deve proprio essere conservata, non si deve costruire, non bisognerà lasciare costruire, è chiaro, ma c'è la possibilità... Avvocato Caveri, mi scusi... (si sente Caveri - Richiamo del Presidente) ... Ma Le dico che c'è la possibilità di non farlo...

Caveri (U.V.) - (in lontananza) ...Ma voi quando avrete approvato questo piano non lo potrete più...

Bionaz (D.C.) - Ma non è vero, ma cosa Le stavo dicendo; ma se questa possibilità ce l'ha la Giunta, abbia pazienza; ma è inutile che Lei, se ce l'ha la Giunta questa possibilità di impedire questa costruzione, ma Lei naturalmente, Lei continua ad insistere nel suo punto di vista, che non corrisponde al mio e naturalmente rimaniamo ognuno nelle nostre posizioni.

Però Le dico, molto francamente, che se io conoscessi la zona come la conosce Lei, e se mi rendessi conto che questo è un luogo dove non si deve costruire, sarei il primo a dire "Non bisogna costruire".

Caveri (U.V.) - Ma ripeto, per l'ennesima volta che approvando questo piano che prevede la costruzione in questo punto del Jardin Public una volta che il Consiglio regionale ha approvato il principio dell'edificabilità di questa zona, voi non potete più dire: "No, non si edifica, perché il proprietario dice no, c'è una legge regionale che prevede...", ma insomma... insomma. Ma Lei ha un coraggio da leoni.

Bionaz (D.C.) - Ma non sono d'accordo con Lei, ma il Jardin Alpin non so quanto sarà vasto, cosa avrà di superficie il Jardin Alpin? Me lo vuole dire, Lei che lo conosce, quanto avrà di superficie? Ma diamine, insomma... Mi risponda...

Caveri (U.V.) - Rispondo subito, se voi aveste una progettazione degna di questo nome voi dovreste sapere qual è la misura di questa...

Bionaz (D.C.) - Lo sa, a me, dalla lettura, risulta questo, che in quella zona c'è la zona Soleil, Gorra, Printemps, e Jardin Alpin...

Caveri (U.V.) - Quello è falso, perché la zona Soleil? Le dico io, se Lei non lo sa, e Lei pretende di pontificare sul piano di Pila, che non sa niente...

Bionaz (D.C.) - Ma io ho letto qui...

Caveri (U.V.) - Mi consenta di replicare, mi consenta di replicare... Lei vede lì, ma lì ci sono delle grandi fessate; dunque, la zona Soleil, sapete quale è? La zona Soleil corrisponde alla zona dove c'è il ristorante del Sig. Bethaz, lì è la zona Soleil.

Il Jardin Public è situato in una zona superiore, con un dislivello di... io non so calcolare, così, ad occhio, ma io penso che ci sono almeno 150 metri di dislivello, perché il Jardin Public è sopra la Gorra, quindi non centra niente con la zona Soleil... ma se qualcuno ha scritto delle fesserie, io non so cosa farci, io non rispondo delle fesserie che sono scritte su quell'allegato.

Bionaz (D.C.) - Ma qui la zona è delimitata in questo modo...

Caveri (U.V.) - Ma non ha niente a che fare... chi ha scritto questo è un fesso...

Bionaz (D.C.) - Ma la zona è delimitata in questo modo...

Caveri (U.V.) - Non conosce la zona di Pila, quello è un progetto che è stato fatto a tavolino.

(richiami del Presidente)

Bionaz (D.C.) - Ma, scusi, non è vero, la zona è questa, la zona è questa...

Caveri (U.V.) - Se un pastore di moudzons sente Lei che dice che il Jardin Public... che Le Soleil fa parte del Jardin Public, e viceversa, dice, mi spiace, ma il Presidente Bionaz dice delle cose che non sono vere...

Bionaz (D.C.) - Ma cosa vuole che Le dica, ma...

Caveri (U.V.) - Lei dice, è scritto su questo pezzo di carta, ma la carta si lascia scrivere, se ne scrivono...

Bionaz (D.C.) - Non ammetto che si possa dire, in buona fede, che la zona non è questa, perché allora è veramente tutto falso; ecco, non ammetto questo, ma qui c'è scritto la seconda zona, la zona 2, mi lasci parlare, se si dice la zona 2...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Caveri, io La richiamo l'ultima volta a non interrompere... potrà rispondere...

Bionaz (D.C.) - Io Le ho detto questo, qui la zona 2 comprende queste località Soleil, Gorra, Printemps et Jardin Alpin, in questa zona, perché questo, qui, se sta scritto così è perché la zona 2 è stata vista sotto questo profilo e con questo concentrico, e con questi... ora se sta scritto questo, e se in questa zona l'edificabilità è 0,45 e c'è la possibilità del trasferimento delle cubature, io dico che la possibilità di non costruire il Jardin Alpin, che ripeto, io non conosco, c'è; questo io sostengo, questo io sostengo.

Perché altrimenti si mette in forse tutto, allora, e si mette in dubbio tutto, diamine.

Il Consigliere Germano dice che le volumetrie sono enormi. Guardate, anche sotto questo profilo io vorrei dare qualche elemento: le volumetrie sono enormi; il piano regolatore di Aosta, che voi avete approvato, nella zona collinare di completamento di Aosta, di Aosta, prevede mc. 0,90. Ora noi abbiamo, non 0,90, il massimo della zona Chacard Pila, 0,70, massimo; la zona 2, che è quella che ho detto un momento fa, Soleil, Gorra, Printemps, Jardin Alpin, 0,45; Pan Perdu 0,20, Chacard ovest 0,50 - Aosta, nella zona collinare, questo, la zona collinare, di completamento, quella zona della collina 0,90; questo l'avete fatto voi. Ma vi è di più... Torino, a Torino, la zona collinare, la più bella, la zona collinare di completamento, non è una... la zona collinare di completamento mc. 9,90 per mq? e tutte le altre sono superiori.

Torino: a Torino, in collina, ora non si può dire che Torino non ha cercato di salvaguardare la collina, per le zone residenziali della parte collinare, quelle che hanno 75 abitanti, quel minimo, per ettaro, 75 abitanti, mc. 0,70 per mq. a Torino, e non si può dire che Torino non abbia cercato di salvare la collina; queste sono soltanto, questi sono soltanto dei paragoni che io faccio; ma quello... ad Aosta avete ritenuto 0,90, ma questo l'avete fatto voi, voi avete approvato il piano di Aosta non noi, voi... la zona collinare, abbiamo parlato... (si sente in lontananza Caveri). Non è vero, la zona collinare di Aosta, quella di completamento, mi pare che sia suppergiù la densità di abitazione, anzi di più ancora della densità di Pila, ed è la zona più bella che abbiamo vicino ad Aosta. Queste sono delle verità, sono degli elementi che io vi porto; ma anche su questo, io dico, potrebbe ancora essere opinabile, però questi elementi vi dicono che c'è una possibilità, cioè c'è una possibilità di ritenere che anche sotto il profilo, e dell'utilizzazione della zona e della, diciamo, della salvaguardia del paesaggio, abbiamo dei punti di riferimento e dei dati comparativi che potrebbero giustificare quello che... il progetto che noi presentiamo.

Dice Germano "Non è stata fissata l'altezza". Ma lì siamo sempre daccapo; l'altezza è quella, sono quelle sagome che dovranno essere approvate quando si presenteranno i piani esecutivi; è questo, l'altezza non è stata fissata, è questa, perché se qui ci sono dei poteri attribuiti alla Giunta, la Giunta se ne servirà pure di quei poteri, e allora fisserà in quei momenti i dati definitivi, e anche le altezze, perché altrimenti cosa ci starebbe a fare e cosa servirebbe il richiamo e la responsabilità che si dà alla Giunta.

Voi dite che ci sono delle costruzioni che debbono essere assegnate fuori zona, fuori quota; ma saranno assegnate da chi? Sempre dalla Giunta e perché non si vuole riconoscere che qui la Giunta deve dare e ha la possibilità di dare delle garanzie che tutto questo non deturperà il paesaggio e non favorirà la speculazione; poi dite, speculazione, quelle fuori quota, ma dove si tratta di edifici pubblici, lì non si può parlare di speculazione, ecco perché sono fuori quota, no, ma dico, lo dico io... mi lasci dire, dico, non si può parlare di speculazione se si tratta di scuole, di edifici pubblici, lì non c'è la speculazione, ecco perché sono assegnati fuori quota, per questa ragione. "Non è vero che voi lo potrete impedire", ma si capisce che lo potremo impedire e lo potremo impedire sì, questo, questa è una realtà che si evince anche da tutto il contesto della legge.

L'opera di urbanizzazione evidentemente deve essere prevista e sarà certamente oggetto di un attento esame, si sa suppergiù, grosso modo, che dovrebbe essere contenuta nei 400 o 450 milioni, suppergiù, e a questo proposito io vorrei dire, vorrei rispondere al Dr. Andrione che ieri ha fatto un'osservazione che mi sembra molto esatta, che si può anche, l'ultima frase, si può anche toglierla, guardate, la si può anche togliere questa, dove di dice "Le spese conseguenti saranno stanziate nei bilanci regionali del prossimo quadriennio", si può anche togliere, perché noi abbiamo... diamo a questa legge un carattere programmatico, non è che con questo noi dobbiamo impegnare immediatamente i bilanci, non è vero, si può anche togliere, secondo me, e così cade quella riserva, quel timore che la legge potrebbe anche non essere approvata perché non prevede uno stanziamento, un finanziamento adeguato. Io penso che si può anche togliere questo, perché poi, nei programmi di lavoro che verranno fatti dagli assessori, dai vari assessorati, e particolarmente quello dei lavori pubblici, dice "Va bene, quest'anno invece di fare a Gressan, invece di fare quest'altra opera faremo una strada", tanti chilometri di strada, tanti chilometri di fognature, insomma, nella zona di Pila, per cui mi pare che questa riserva non possa essere oggetto, diremo, di grande perplessità.

Dice Manganoni che bisognerebbe salvare certe foreste, perché per esempio a Pila ci sono ancora i pini cembri, ma bisogna salvare le foreste non solo perché ci sono i pini cembri, ma perché ci sono le foreste... Va bene, dei pini cembri ce n'è un'altra zona, dove prosperano magnificamente, tu non la conosci, sono i boschi alti della sinistra della Valle di Bionaz, sopra Valpelline; ce ne sono ancora veramente di meravigliosi.

Penalità: sulle penalità, ma mi sembra che sulle penalità la legge è molto chiara, non la nostra, non c'è bisogno, sulle penalità. Dica, ma qui fanno tutto quello che vogliono, fanno tutto quello che vogliono perché? Perché non c'è una legge regionale, ma prima di tutto non bisogna lasciare fare quello che vogliono, non bisogna lasciare fare quello che vogliono e allora la Giunta, a mezzo dei suoi assessorati non ha che da non permettere, io ribadisco sempre questo principio, che la Giunta, secondo questa legge, è investita e delle responsabilità, e dei poteri che ha certamente di impedire qualsiasi scempio e qualsiasi, diciamo, deturpazione della zona di Pila. Ritorno sempre concludendo a quello che ho detto un momento fa, se si vuole fare qualche cosa bisogna decidersi, abbiamo gli strumenti, i mezzi e le possibilità, sia giuridiche, sia strumentali, per poter impedire qualsiasi cosa che non sia confacente e che non rappresenti gli interessi della Valle e del Comune di Gressan. Io con questo vorrei tranquillizzare il Consiglio, vorrei tranquillizzarlo, lo faccio, lo so, in un ambiente dove certamente non riuscirò ad avere molta convinzione perché i punti di vista sono divergenti, però mi risulta, e non nella discussione che è stata fatta, ho la sensazione che bisogna soltanto fermare, non bisogna lasciare fare niente. Ora, non si può andare avanti di questo passo, non si può andare avanti di questo passo; ci sono dei disegni, lo so, che sono stati incompleti, però voi adesso avete la sensazione di quello che si vuol fare e di quello che si può fare e di quello che non si deve fare. Noi abbiamo i mezzi, gli strumenti, per impedire tutto quello che è negativo, ma almeno facciamo anche qualche cosa di positivo, questo problema esaminiamolo, questo esaminiamolo, variamo questa legge perché è la prima volta che abbiamo i mezzi e che vogliamo procurarci i mezzi per poter impedire quello che non va fatto.

Se non si tiene conto di questo, evidentemente ci fermiamo e non avremo più la possibilità, perché certe scadenze può anche darsi che non consentano di riprendere il discorso, tutti i soci dell'Alpila, e voi sapete che l'Alpila non è che abbia dei soci che non possono disporre di denaro, i mezzi li ha, i mezzi ci sono, l'avvocato Caveri ieri diceva "La Stifa aveva promesso 15 miliardi di Torschild ecc. ecc. e non li aveva"; può anche darsi, io non so cosa c'è, diremmo, nel calderone della Stifa, può anche darsi che non ci siano, però questi, i soci dell'Alpila, questi mezzi li hanno e voi li conoscete, sapete di chi si tratta, sapete che il Presidente è il Direttore Generale della S. Paolo, al quale non si può certamente attribuire delle intenzioni che non siano più che corrette e più che oneste, anche, vi dico, anche in ordine alla salvaguardia della zona di Pila. Ora tutti questi dati dovrebbe tranquillizzarvi, ma quello che vi deve tranquillizzare di più è che per la prima volta abbiamo la possibilità di fare qualche cosa di positivo, facciamolo, naturalmente sempre con l'intenzione di fare una cosa utile, ma specialmente facciamolo anche con la certezza che come è presentata la legge e con i poteri che danno alla Giunta c'è la possibilità e ci sono i mezzi per poter fare qualche cosa di utile, di bello e di veramente moderno nella zona di Pila ed è in fondo il giudizio che con molto acume e dopo ponderato esame, e dopo molto tempo, gli amministratori di Gressan hanno dato al progetto che la Giunta ha presentato.

Montesano (P.S.D.I.) - Dunque, sono iscritti a parlare, in ordine, l'Assessore Benzo, Fosson, Germano, Chamonin, Andrione, Manganoni e Caveri.

Andrione (U.V.) - Se Lei volesse rispondere dopo, forse sarebbe meglio.

Benzo (D.C.) - No, preferisco parlare prima. Mi riallaccio a quanto detto già dal Presidente in ordine a una delle questioni sollevate in continuità. Io stesso sono rimasto sorpreso di questi disegni, di come sono riuscite queste copie; ho voluto informarmi perché non sapevo, e mi è stato detto dal Segretario generale che sono state fatte fare, tramite, mi pare, non so se l'Assessorato ai Lavori Pubblici, Barmasse, ecc. perché, bon, saranno riusciti certamente a tirare la copia in grande, ho sentito dal Segretario generale, non so dove le hanno tirate e certamente non sono belle, non sono venute bene come copie, non solo, ma si vede che data la grandezza degli originali hanno dovuto avere questa riduzione; indubbiamente, non sono belle; comunque, ripeto, non è colpa della Giunta, la Giunta non fa dell'eliografia, e più che farli passare tramite gli uffici, io rispondo per quello che è a conoscenza, Consigliere Manganoni; ho chiesto appunto al Segretario Generale, per avere contezza di come era avvenuto, non sono io che le ho portate, ho chiesto, anch'io sono rimasto un po'... dato che c'erano delle copie migliori, ma veniamo a quello che è il problema di fondo.

Non sto anch'io, assolutamente, a riprendere, come non ho fatto ieri, la polemica su questo; mi pare che sia un problema di tale importanza che va visto nella sua essenzialità. Noi ci troviamo, ripeto, un'altra volta di fronte al primo esempio di una ordinata e coordinata presentazione di una legge urbanistica per una zona di particolare importanza turistica. Ho detto probabilmente, ma forse non è nemmeno probabilmente, la prima volta in tutto il nostro paese che questo avviene sulla base di una precisa impostazione urbanistica del problema: si regolamenta tutta una zona, la si dichiara zona di particolare importanza turistica, si fa un piano regolatore della zona, questo piano regolatore verrà conglobato successivamente nel piano regolatore generale della Regione, e vengono destinate, create, determinate zone di insediamenti, in queste zonizzazioni, a queste zonizzazioni vengono attribuiti degli indici di cubatura; pertanto viene messo come si può dire, un pilastro fondamentale per quello che può essere poi l'attuazione delle successive, dei successivi piani particolareggiati.

Però, siccome mi è stato chiesto come mai ieri non avevo risposto, l'avvocato Caveri, devo dire che lui ha fatto una lunghissima dissertazione di un'ora, non è che avesse posto delle domande, perché tutte le volte che sono state poste delle domande, io ho sempre avuto, perlomeno, la correttezza di rispondere, ma, a volte, il Presidente della Giunta ha risposto; comunque, per non sembrare, repetita juvant certe volte, per la questione, per esempio, che aveva chiesto se Conti aveva fatto altri piani, non credo, ma non nascondiamoci dietro un dito, il progettista, ripeto, che è uno dei massimi progettisti mondiali di stazioni turistiche alpine, l'architetto Chappis è l'estensore del precedente piano che comprendeva già tutta la progettazione esecutiva, ad un certo momento, cioè, dava già un piano particolareggiato; ha partecipato, a quanto mi risulta ancora, e lo dice la stessa relazione, con l'Alpila, e l'Ing. Conti sarà il firmatario della progettazione e il direttore tecnico di una consociata dell'Alpila, la Valtour, e quindi sotto questo aspetto si tratta solamente di una firma.

Per quanto riguarda le altre domande, ha risposto il Presidente, ma mi pare che abbia chiesto una cosa che non ho capito bene, perché, se l'ho capita così, mi scusi "È prevista l'edificabilità dove c'è lo ski-lift"? È questa la domanda, avvocato Caveri, che faceva?

Se ho ben capito, ma mi pare che il piano adesso sia molto chiaro, il piano, la conca, la zona è precisamente delimitata, è quella che è presentata al Consiglio; ecco, io non so, cioè, zona di particolare interesse turistico. Non so che cosa voglia dire diversamente, perché è difficile capire, ma, se c'è un'altra domanda che forse, una domanda, ma nella sua discussione, e qui invece m'interessa intervenire, mi pare che Lei abbia voluto accennare al fatto che sul fondo del pianoro di Pila prendo atto che si vede che Lei... o io ho visto Lei passeggiare e Lei ha visto me, e conosciamo la zona, Lei disse che ad un certo momento si sarebbe creato una specie di sbarramento di costruzioni, al limite del pianoro; assolutamente no. A parte che già nello stesso precedente piano Chappis, come si può dire, quella prospettiva che era stata presentata faceva vedere chiaramente che c'era da fare una specie di balconata sulla città di Aosta, se Lei prende in esame solo le curve di livello, Lei si accorge subito che non è che crei una serie, una quinta, cioè si vuole creare una quinta, non se ne fa un catino, perlomeno, comunque, mi permetta, la zona è segnata con una grande striscia, e poi Lei, vedo che ormai ha sufficiente conoscenza dei disegni per averne discusso a lungo con l'architetto Chappis, come ne abbiamo discusso a lungo anche noi, ed è venuto ad illustrarci quello che era anche il precedente piano ed erano state fatte anche delle osservazioni proprio di carattere generale, di impostazione di questi piani; dobbiamo dire che, almeno per quanto mi concerne, non solo per la vivezza dell'esposizione, ma per la precisione dei concetti che esprimeva, indubbiamente erano di una estrema validità, se veramente si voleva considerare una unitaria concezione di urbanizzazione, di urbanistica di tutta la conca di Pila.

Per quanto riguarda la convenzione, mi pare che abbia risposto il Presidente della Giunta. La superficie, Consigliere Germano, mi pare che Lei avesse chiesto quello, la superficie delle diverse zone, a questo proposito, è bene, anche qui, dire chiaramente che tutta quella zona, pressoché tutta quella zona in oggetto, di prima attuazione, è acquisita dalla Società Alpila, tutta, ripeto, tutta la zona, non "edificabile", tutta la zona di prima attuazione è acquisita, il Presidente ha voluto accennarlo, ci sono delle scadenze, ma è già acquisita, in oggi, in oggi, con opzione da parte della società Alpila, e pertanto tutto ciò che verrà operato, sarà operato coordinatamente, come l'Alpila ha presentato già questo progetto generale del Piano regolatore, e verranno presentati questi piani particolareggiati sui quali, e qui sta il punto fondamentale, la Giunta regionale dovrà dire la sua parola. Ma, la sua parola potrà dirla solo nella misura in cui dovrà rispettare e non potrà fare a meno di quelli che sono i pilastri, come abbiamo chiamato prima, e cioè gli indici volumetrici delle diverse zone.

Veniamo appunto anche a questi indici, mi pare che il Consigliere Chamonin abbia sollevato anche prima una perplessità, perlomeno su quello che è la zona B; il Presidente della Giunta vi ha fatto alcune esemplificazioni che non prenderei, non metterei in ridere, perché ognuno ama la propria terra, noi amiamo Aosta, la nostra collina, Pila, e i Valdostani... e voi come Giunta che avete approvato, avrete certamente voluto difendere bene la zona più bella della città di Aosta, dandogli quegli indici di cubatura che forse noi ritenevamo elevati, in allora, di 0,90.

Però, anche il fatto di Torino è sintomatico, è la zona più bella che possa esistere, questo a detta di grandi urbanisti, ecc. Torino ha questa felicissima combinazione di avere questa collina stupenda alla sua destra, diciamo, guardando il corso del Po, e che ad un certo momento è stata data questa costruibilità, fissata dal piano regolatore. Pertanto si tratta di vedere anche, e sono abbastanza chiaramente determinate, l'entità e la vastità di queste zone. Comunque tutto il complesso, ripeto, più o meno, e adesso, non ho un'idea chiara anch'io di questa, da quella che è la planimetria, la pianta, diciamo, dell'Istituto Geografico Militare che, mi permetto una parentesi, ha forse permesso all'estensore del piano, Sig. Chappis, di prendere determinate parole che poi lui ha usato per determinate zone, gli sono piaciute, le ha chiamate, Jardin 1, Jardin 2, aveva fatto tutta una lunghissima e bella, diciamo, impostazione, comunque, per la questione di Beutère, Acquefredde, è molto chiaro che qui proviene dalla stessa planimetria militare dove c'è scritto in grande "Acquefredde e Beutère", e loro hanno preso questa zona qui.

Poi mi risulta anche questo, penso che lo sappiate tutti che al catasto, voi sapete che al catasto le planimetrie sono viste non nel senso come vediamo noi qui, ma dal basso in alto, ma nel senso nord-sud, quindi dall'alto in basso... (interruzione di Fosson) ...Io ho voluto precisare quel concetto, ho voluto precisare quel concetto, visto che si faceva quasi una affermazione di errata, dando, diciamo, come errate delle nomenclature, scritte ufficiali dell'Istituto Geografico Militare... (interruzione in lontananza di Fosson) ...io non ho detto quello, io non ho detto quello, io ho detto "Come il catasto prepara le planimetrie", come il catasto prepara le planimetrie.

Manganoni ha richiesto la questione, diciamo, il Presidente della Giunta gli ha già risposto ad alcune delle sue domande, sia sulle sanzioni che sulla trasferibilità. Ma, ripeto, non dimentichiamoci di quello che prevedono proprio le norme di attuazione, le norme di attuazione sono molto chiare; ad un certo momento devono essere rispettati i limiti di sagome stabiliti nei progetti di attuazione di cui al successivo n. 7 e bisogna sapere che tutto quello, questo, fa parte integrante della legge, ed è bene ripeterlo un'altra volta, perché il concetto fondamentale è quello, tutti i progetti particolareggiati di utilizzazione di zona dovranno essere approvati dalla Giunta regionale. Questi progetti cosa devono contenere? Devono contenere i vincoli dei monumenti e delle costruzioni, l'altezza minima e massima dei fabbricati, li devono contenere, vi sto dicendo che siccome tutta la zona verrà di proprietà della società Alpila, di cui la Regione fa parte, quando questo progetto generale particolareggiato verrà presentato, la Giunta regionale potrà benissimo dire che quell'altezza minima o massima di quei fabbricati non è conforme a quanto lei ritiene.

Ampiezza degli spazi pubblici prospicienti gli edifici: l'ampiezza degli spazi interni, le aree per parcheggi, la lunghezza e la profondità massima dei fabbricati; quindi, anche qui quello che il Consigliere Manganoni chiedeva, è prevista che venga proprio, deve contenere quelle indicazioni precise e se troverà il fabbricato, come dice lui, di 44 metri, che non ho capito come abbia fatto con 17500 mc, non so come abbia fatto la base, a mettere insieme, deve aver fatto una base molto stretta e alta, per fare tutti quei giochetti lì, ma quelle sono tutte cose che mi pare che servano un po' anche a fare perdere un po' la visione principale del problema - la tipologia dei fabbricati, i tetti, le coperture, quindi dovranno fare i tetti, le coperture come la Giunta regionale riterrà di ordinare, la protezione alla base delle facciate, le sporgenze, i serramenti, i marciapiedi, le recinzioni, le tinteggiature.

Ma c'è di più, in sede di approvazione dei progetti di utilizzazione, dicono le norme di attuazione, saranno imposti, quindi, dalla Giunta regionale, mediante ordine di sottomissione i seguenti vincoli: la destinazione delle aree accertate idonee a ricevere edifici di carattere pubblico, di progettazione coordinata anche per edifici da erigersi su proprietà e in zone diverse, e qui ripeto di nuovo il concetto che ci troveremo di fronte ad una progettazione pressoché unitaria, in quanto l'acquisizione generale di tutta questa zona, mi pare che, non so se circa un due milioni di metri quadrati è della società Alpila e la larghezza minima delle strade e la distanza delle costruzioni dal ciglio.

Per quanto riguarda, quindi, la questione della costruibilità, mi pare che, ripeto, le norme di attuazione sono molto chiare, e tutto sarà demandato, quando verranno presentati i piani particolareggiati, alla Giunta regionale.

Consigliere Cusumano, aveva fatto delle domande anche molto giuste; mi pare che anche con questa risposta, alcune di queste perplessità, di aver cercato di spiegare; per quanto riguarda le spese di urbanizzazione, il Presidente della Giunta ha già dato un accenno di carattere generale, e dovranno investire circa un 400/450 milioni, quelle le spese principali, le spese di infrastrutture, chiamiamole, fondamentali di tutta la zona, per quello che riguarda strade, acquedotti, fognature; Lei m'insegna che sono queste e quindi, indubbiamente, dovranno essere viste giuste e pertinente la richiesta del Consigliere Andrione, sotto questo aspetto, di vedere, a quel punto, dove nella legge si parla di queste spese che non sono state ancora impegnate.

Progetto molto vago: ripetiamo, questo è un piano regolatore, questo non è il progetto delle costruzioni che verranno effettuate nella zona di Pila; solo quando verrà presentato questo piano, progetto generale di costruibilità, la Giunta regionale potrà dare la sua approvazione o meno, ma nulla a che vedere, e lo riconfermo, quanto è stato, e ho visto che è stato poi ritirato, non si è più battuto su quel punto, tutta quella questione delle torri, perché, perché? Perché, come dice la relazione, e posso anche questo confermarlo, perché ho voluto approfondire questa questione, l'architetto Chappis, ripeto, estensore primitivo e collaboratore a fondo, estensore del secondo piano, ha subìto una notevole falcidia, era proprio quello che chiedeva già in allora la Giunta regionale dell'On.le Caveri, che ci fosse una riduzione di queste cubature; lui lo faceva sui posti letto in quanto allora si usava la legislazione francese, è stata trasformata in cubature, queste cubature che allora erano in quelle zone molto più elevate, sono state ridotte notevolmente, come voi avete potuto vedere e le zone sono state attentamente considerate. Guardate che mi risulta che sono stati fatti dei lunghi, anzi, accertamenti in loco e l'architetto Chappis conosce molto bene la zona e, come ripeto, è un validissimo urbanistico di fama internazionale. Quando saranno presentati i progetti di utilizzazione? Quando, indubbiamente, o i proprietari di queste zone, che non saranno poi tanti proprietari, ripeto, il proprietario sarà poi un unico proprietario, cioè la società stessa, presenterà questi progetti alla Giunta regionale, sempre, ripeto, in base ai singoli progetti di zona.

Per quanto riguarda la domanda della zona due, e che interessa molto, la conosco molto bene ed è veramente bella, la questione del Jardin Alpin, la zona due è una zona enorme, Consigliere Caveri, e comprende tutta la zona Soleil, tutta la Gorra, tutto il Printemps... (si sente una voce in lontananza) ...ma guardi, se Lei la vede lì dentro, si vede che la sogna. Comunque, lì dentro la Becca di Nona non c'è; ci sono queste zone che io ho chiaramente detto: cioè, Soleil, Gorra, Printemps e Jardin Alpin. Quando verranno presentati questi progetti? Il Jardin Alpin è una piccola parte, una piccola parte di questa grande zona e se in quella zona, le Jardin Alpin si dovesse non considerare, in vista di quello che verrà presentato come progetto, perché bisognerà vedere che cosa viene fatto, perché è troppo facile stare sul vago e dire: "Si deturpa, si massacra, si compiono delitti", sono parole molto grosse, insomma, e non ritengo che in queste situazioni qui ci si debba fermare a delle parole. Stiamo ai fatti, quando verranno presentati questi progetti di attuazione, in base alle precise volumetrie stabilite dalla legge e dalle norme di attuazione, la Giunta regionale potrà anche dire "Beh, in quella piccola zona lì, non vediamo nemmeno la costruibilità di piccoli chalets". Non so se Lei si è fermato solo a passeggiare in quella zona, avvocato Caveri, ma non lo credo; io penso che se Lei, come certamente avrà fatto, è stato nelle altre zone della Foresta Nera, in Germania, non so, in America, in Canada, ma, io ho visto di queste situazioni stupendamente belle, dei piani regolatori... (si sente una voce in lontananza)...no, guardi, non faccio dell'ironia, io non sono stato in altre zone, dove non sono stato non conosco, ma Le assicuro che non solo per gli studi effettuati, ma per averle viste, ho visto delle situazioni urbanistiche veramente meravigliose, conservando la natura, e con questi indici di costruibilità, per una zona così enorme come è quella dello 0,45 previsto nella zona II, Consigliere Caveri, quando Lei si troverà di fronte, io, senz'altro, sono sempre stato d'accordo con Lei su questo, perché, mi permetta, Lei aveva detto, ad un certo momento, Lei aveva detto che noi vogliamo imbobinare, che non si vuole difendere... Io, per quanto mi concerne, onestamente, ho sempre tenuto molto alla difesa del paesaggio, ho sempre condannato, nei momenti in cui c'era, appunto perché mancavano gli strumenti, ho invitato Lei, e prima ancora il Presidente Marcoz, prima ancora il Presidente Marcoz, ad andare avanti sulla questione della legge del 1939, proprio perché potessimo arrivare, perché a parole siamo tutti bravi... a parole siamo tutti dei grandi pennellatori di... amatori della montagna, del bello, del buono, ma a fatti, e qui sono d'accordo col Presidente, quello è importante, i fatti, e i fatti sono: viene presentato al Consiglio uno strumento valido, perfettibile, tutto è perfettibile, questo non lo mettiamo in dubbio, tutto è perfettibile: può lasciare anche qualche perplessità che si cerca di eliminare, come cerchiamo di eliminarle noi, perché la chiarezza della legge è tale, sotto il profilo della chiarezza, che non può essere messa in dubbio; rimane la questione della volumetria in quella zona, perché è stata solo toccata la zona di Chacard Pila e mi permetto anche qui, avvocato Caveri, Lei non faccia mai colpa agli estensori, anche progettisti, non valdostani, perché noi possiamo chiamare Charad, perché noi conosciamo quella zona, ma le carte ufficiali della nazione italiana portano Chacaril, vede, loro la prendono così...

No, mi permetta di difendere un pochino anche chi lavora, perché hanno trovato, prima l'architetto Chappis e poi magari questi grandi... vedono Chacaril.

Caveri (U.V.) - Ma io non me la prendo mica coi tecnici; io me la prendo con voi che siete gli amministratori regionali, siete voi che dovreste controllare...

Benzo (D.C.) - Ma, vede, neanche noi non vogliamo variare, neanche noi non vogliamo variare quello che ufficialmente abbiamo sulle carte.

Caveri (U.V.) - E allora, correggete questi nomi una buona volta...

Benzo (D.C.) - Come mai per tanti anni li ha avuti sott'occhio anche Lei, perché erano le stesse che aveva presentato...

Caveri (U.V.) - Ma io ai tecnici, agli impiegati, ecc... ho sempre detto: ma insomma, piantatela lì con quel Chacaril...

Benzo (D.C.) - Vede, Lei avrebbe dovuto...

Caveri (U.V.) - Se io avessi curato gli allegati, avrei corretto questi nomi, non avrei lasciato la toponomastica sbagliata, insomma...

Benzo (D.C.) - Lei avrebbe dovuto fare un intervento presso l'Istituto Geografico De Agostini, cosa vuole che Le dica... (si sente la voce di Caveri in lontananza) ...Vede Avvocato Caveri, già prima Le dicevo; Lei si sofferma certe volte, alcune cose le ha dette su un tono generale, poi invece quando scende così nelle piccole cosette, dà proprio l'impressione che... scusi, che si voglia proprio, quando Lei fa le discussioni, se invece di Chacard, Chacaril, stiamo parlando di una legge che, come ripeto, è la prima che si presenta, nella Nazione, di questo genere, c'è un piano regolatore, ci sono delle densità di fabbricazione, viene prevista una cosa nuovissima, e anche qui do atto al Consiglio comunale e agli amministratori del Comune di Gressan, che veramente mi hanno sorpreso, perché questo è un concetto modernissimo di urbanistica, con la trasferibilità delle cubature, sempre nei dovuti limiti di sagoma determinati, è un concetto modernissimo e, gli amministratori di Gressan sono stati loro, senza che lo dicessimo noi, a dire questo è apprezzabile, questa è la parte... ma se i progetti hanno... guardi Consigliere Germano, se proprio voi volete forzare, continuare a morsicarvi la coda, io sono... cerco di non averne, ma a morsicarvi la coda, guardi che se la morsica tutti i momenti, perché o pestate acqua in un mortaio o vi morsicate la coda. Mi permetta di dire: il progettista, i progetti verranno presentati, questa è una legge regionale, è un piano regolatore della Conca di Pila, nella quale vengono... è una cosa, guardi, in questa stessa maniera stanno operando a Malta, ma è questione che noi siamo, vogliamo fermarci noi a mestare acqua nel mortaio, questa è una cosa importante, cioè fissare determinate norme che permettano che ci siano degli strumenti operativi perché una stazione turistica di tale impegno venga salvaguardata. A me dà l'impressione che tutto quello che viene detto, perché oggi, non ho mica sentito in questi due giorni tirare fuori, l'ho tirato fuori io, Cervinia, Breuil. No, no, non ci tocca più perché, si capisce, è quello, quello dimostrerebbe l'estrema validità di questo, ripeto, perfettibile, perfettibile nelle sue... perfettibile, tanto è vero che la considerazione del Consigliere Andrione mi pare che già il Presidente abbia detto che era oltremodo valida, ma mi dà proprio quell'impressione che non si voglia fare sì che per la prima volta ci sia nella Valle d'Aosta uno strumento che blocca tutto, che blocca effettivamente, che impegna poi, ripeto, non tanto i proprietari, perché probabilmente è uno solo, la Società Alpila, in cui siamo poi anche noi Regione, nella quale siamo determinanti, e con quel diritto, che diceva il Presidente, di veto che nelle altre Commissioni non era stato mai messo, di poter determinare noi quello che verrà fatto in quella zona, nella salvaguardia vera del paesaggio perché non è con le parole che si salvaguarda il paesaggio, perché Breuil, con le parole è stato salvaguardato, il Breuil, e le altre località della Valle d'Aosta, mentre questi sarebbero dei fatti, che effettivamente permetterebbero di fissare un punto definitivo, proprio in ordine ad una regolamentazione di questa zona di Pila; ma non dimentichiamoci che Pila sta a cuore a tutti, sta mica a cuore solo all'On.le Caveri, io personalmente è la zona che amo di più, sempre amato, da piccolo, da bambino, quando ci facevo delle lunghe camminate. Questa questione del piano presentato mi pare che sia sulla base fondamentale rivolto a permettere un domani all'amministrazione regionale di essere lei la vera, a mettersi a salvaguardia di questa tutela e difesa del paesaggio. Non, quindi, usiamo dei paroloni, di distruzioni o non distruzioni, che ancora dovranno essere prese in considerazione, quando verranno presentati i piani particolareggiati; c'è la possibilità, dove la Giunta riterrà che sia possibile, di non permettere questo, perché, ripeto, la questione che è stata sollevata, anche abilmente magari, a questo fine, del Jardin Alpin, che io conosco ed apprezzo, veramente è una piccola parte del tutto, piccola, non dimentichiamolo, ed è in tutta la zona che c'è quella densità di quella costruibilità ammissibile, è in tutta la zona; quindi verranno presentati i progetti e la Giunta regionale potrà dire la sua parola anche per questo. Mi pare, onestamente, di aver risposto a tutte le... quelle che erano le domande.

(Montesano richiama che Benzo è arrivato al termine).

Ripeto, Pila sta a cuore a tutti, però, quello che dissi già ieri, ha un valore enorme; noi ci troviamo di fronte, per la prima volta, ad affrontare un problema di questo genere, in maniera unitaria, coordinata, con una legge elettorale che fissi dei termini ben precisi, ben precisi, quando questo proprietario, che è l'Alpila, che è la Regione, nello stesso tempo, presenterà alla Giunta regionale, ma io ritengo che qualsiasi Giunta regionale ci sia, in carica, avrà questa sensibilità, perché si dimostrerà veramente, in allora, se non sono solo parole quelle che sono state dette, perché se no mi dà da pensare che coloro i quali hanno parlato solo come ha detto bene il Presidente Bionaz prima, senza apportare alcun apporto consultivo a questo problema, ma solo cercando di trovare qualsiasi cavillo perché, facendo delle domande sui punti particolari, e girando magari intorno al grosso problema, non vogliono effettivamente che ciò avvenga, ed è più facile che sia così, e che, cioè, ad un certo momento si continui come prima, permettendo veramente lo scempio della bellezza naturale della nostra Regione.

Fosson (U.V.) - Io dovrei fare qualche premessa prima di entrare un po' nei particolari e ho preso così qualche cosa di quello che è stato detto dall'avvocato Bionaz e, adesso, dall'Ing. Benzo; su qualche affermazione, molto leggera, da parte dell'Ing. Benzo, verrò dopo, verrò dopo e ne parleremo e mi stupisco, mi permetto solo, per intanto, di stupirmi che l'Ingegnere, sottolineo, l'Ingegnere, quella parola, l'Ingegnere Benzo, faccia delle affermazioni sul piano tecnico destituite di qualsiasi fondamento credendo che gli altri siano tutti degli sprovveduti perché non hanno la laurea da ingegnere e ne verremo a parlare dopo; su questo punto voglio però sgombrare il terreno da qualche altra cosa che ha ventilato qui; quello che ha affermato Lei in quest'ultimo momento e quello che è stato affermato anche dall'avvocato Bionaz prima, perché tutti e due avete detto, tutto quello che è stato detto qui non ha dato nessun apporto costruttivo, è stata tutta una questione di demolizione, è tutto negativo, niente di costruttivo; non è vero, non è vero, noi abbiamo detto, con molta chiarezza alcune cose che sono costruttive per l'adozione di un piano di Pila, e non negative.

L'avvocato Bionaz ha anche detto: se si vuole fare qualche cosa bisogna fare perché altrimenti non si fa niente, siamo dell'opinione che qualche cosa bisogna fare, anche questo, molto chiaramente; siamo però... aggiungiamo solo una cosa, che, dovendo fare ed è necessario fare qualche cosa, questo qualche cosa sia fatto bene perché se noi ci lasciamo trasportare esclusivamente da certe preoccupazioni elettoralistiche oggi e faremo male, quel male che avremo fatto non potremo più rimediarlo; quindi, noi diciamo, dobbiamo fare qualche cosa; se è necessario discutiamo su questo problema fin quando, passando anche due giorni completi, noi siamo qui per guardare e vedere insieme a voi di trovare la soluzione migliore a questo problema, in modo che non si possa dire, domani, che avendo avuto fretta, perché comprendiamo che ci sono delle scadenze, avendo avuto fretta si sia fatto male; quindi vedete che questo non è una parte, non è un ostruzionismo, ma vi diciamo molto chiaramente che la nostra intenzione è di fare qualche cosa, ma che questo qualche cosa sia fatto bene, perché non vorremmo avere domani il rimorso di aver fatto male e di aver effettivamente, così "come 'sdis, 7 e per 17", compromesso la situazione di Pila.

Ora, mi sia permesso di ribadire un concetto, non un concetto, di ribadire qualche cosa a cui avevo già accennato ieri: noi forse siamo dei patiti di Pila, siamo dei patiti, abbiamo visto la questione dello sviluppo di Pila, ma non sotto il punto di vista speculativo, l'abbiamo visto sempre sotto il punto di vista ideale, abbiamo visto sotto il punto di vista economico, anche, non speculativo, le premesse che ci avevano portato a vedere Pila e di valorizzare Pila era, prima di tutto, almeno questo, il concetto iniziale di valorizzare Pila, nell'interesse particolare degli abitanti di Gressan, cioè dei proprietari di tutta la zona, di tutta la zona, non solo proprio della zona di Pila, limitata, ma di tutto il Comune di Gressan; questo era stato il primo obiettivo che abbiamo avuto vent'anni fa quando abbiamo cominciato ad interessarci di Pila, e dei bastoni in mezzo alle ruote, specialmente nei primi tempi, ne abbiamo avuti da tutte le parti; forse qualcuno che oggi si dice tanto entusiasta di Pila, che sembra lo scopritore di Pila, forse, forse, può darsi che sia stato anche uno di quelli che, nei primi momenti in cui si valorizzava Pila, ci ha messo i bastoni in mezzo alle ruote.

Ad ogni modo noi, detta questa prima cosa, abbiamo nel passato fatto, qualcuno dirà poco, qualcuno dirà molto, ma attraverso l'Amministrazione regionale, attraverso l'entusiasmo di persone non certamente interessate, questo ve lo dico, non interessate dal punto di vista economico e finanziario, perché tutti hanno dato la loro opera disinteressata, quando non c'era nessun frutto da ricavare, l'hanno fatto perché si riteneva che quella zona doveva essere valorizzata; quindi, sia ben chiaro, che tutta quell'azione che si fa per dire che noi siamo qui solo per ritardare è una azione destituita completamente di fondamento, perché a noi Pila stava a cuore 20 anni fa, sta a cuore oggi e desideriamo che a Pila si trovi una possibilità, che in Pila si trovi una possibilità di sviluppo, ma una possibilità di sviluppo che alla fine non ricada sopra i propri abitanti, ma sia una possibilità che abbia un respiro e che dia effettivamente a questi abitanti di Gressan e ai proprietari di tutta la zona, che dia quei frutti che deve avere, ed è per questo che in passato, in certe occasioni, ci siamo opposti a certi principi di speculazione che qualcuno voleva fare.

Ad ogni modo, abbiamo fatto anche delle amare esperienze in un altro campo, perché io, personalmente, per la società Pila, la vecchia Pila, quella che ha fatto i primi impianti a Pila, quella che ha cominciato a fare conoscere la zona di Pila, anche con le sue modeste forze, ebbene, personalmente ho dovuto trattare con dei miei amici, a due o tre riprese, con dei grandi finanzieri che volevano immettere centinaia di milioni a Pila, siamo sempre arrivati fino al dunque, cioè fino al momento in cui c'era solo lo "chèque" da versare, l'assegno da versare e quando è il momento dell'assegno da versare, dopo aver detto "Noi vogliamo tutte le cariche nella società", dopo aver messo, dopo aver detto "Noi vogliamo avere questo, quest'altro, tutti i privilegi", quando è stato, quando si è trattato di versare i contanti, questa gente si è sempre ritirata e qualcuno di questi, l'ex Presidente della Giunta, avvocato Marcoz, che purtroppo non è qui adesso, potrebbe confermarvelo, qualcuno di questi abbiamo poi saputo anche quali trascorsi avevano.

Ad ogni modo questa è una premessa per dire che è un po' attinente al problema di cui parliamo e mi permetto di sottolineare una cosa, perché ho voluto sollevare questo punto e poi verrò alle cose precise, alle cose attinenti al piano, perché anche la questione dei 15 miliardi di investimenti a Pila, che si è sempre sventolata in tutti i posti e si è accusato il sottoscritto di aver rinunciato a 15 miliardi di investimento. Ad una domanda precisa, ad una domanda precisa fatta dal sottoscritto, in presenza della Giunta e credo che l'Assessore Colombo me lo può, mi può essere buon testimone, nella sala della Giunta, con il Sig. Barbau e altri "Come pensate di fare il finanziamento della zona di Pila, su questi 15 miliardi, di questo piano di 15 miliardi che ci era stato presentato?", se l'Alpila ha un capitale che, per intanto, è quello che è e potrà arrivare a 200 milioni, i piani probabilmente saranno cambiati e io non voglio discutere su quello che sarà cambiato, però a noi è stato risposto: "Noi pensiamo di andare avanti con l'autofinanziamento" e siccome il sottoscritto voleva avere maggiori precisazioni ci è stato detto questo: "Noi, una volta che avremo i piani di fabbricazione cominceremo a fare qualche fabbricato, quando avremo già le prenotazioni sul venduto, che sia venduto tutto, e abbiamo un acconto, quando avremo fatto una parte di fabbricazione faremo versare un secondo acconto, alla fine, quando consegneremo i vari locali, avremo il saldo e solo quando avremo i saldi noi ricominceremo a fare alcune altre costruzioni".

Questo è un chiarimento solo per dire, salvo che non sia tutta modificata l'impostazione attualmente dell'Alpila, però l'investimento era, al massimo, di 900 milioni, un miliardo, che doveva poi continuare, come autofinanziamenti, in questo senso; questo è un particolare che va detto, per sfatare la questione dei 15 miliardi che erano pronti ad essere investiti nella questione di Pila, perché il piano, effettivamente, prevede in dieci anni un investimento di 15 miliardi, con autofinanziamento in questo senso, ma voglio dire che è leggermente diverso avere quindici miliardi da investire o avere l'autofinanziamento, perché attraverso un autofinanziamento bisognerà eventualmente che si vendano gli alloggi dei condomini e via dicendo e tutto il resto.

Questo, fatta questa premessa, tanto per chiarire, sulla questione dei 15 miliardi.

E, veniamo invece un po' alle questioni del piano che ci è stato presentato. Probabilmente se la Giunta avesse, se avesse allegato una relazione da parte degli uffici, se avesse fatto vedere questi disegni e se avesse dato dei disegni più chiari, probabilmente la discussione sarebbe stata più semplice, sarebbe stata più semplice, perché effettivamente se io devo, e scusate se ritorno su questo argomento, se io devo prendere alcuni degli allegati che ci sono stati dati, dove c'è un tratteggio per delimitare delle zone a costruzione, e io non vedo questo tratteggio, perché la macchia è completamente nera, e le macchie nere mi dicono che sono le foreste e le rocce, e io allora, ad un certo momento devo rendermi conto attraverso la conoscenza che si ha dei luoghi per dire: "Ma in questa zona si costruisce, in questa zona è zona destinata a parchi, a parcheggio, o che?", perché i tratteggi su questi disegni non si vedono.

C'è un'altra cosa: questa mattina ci avete fatto vedere queste due piante, ci avete fatto vedere queste altre due piante che sono leggibili, effettivamente, ma anche queste due piante sono in contrasto fra di loro. Io ho sottolineato prima che, a parte la questione nome, che si è messo Acquefredde su Beutère e qui l'Ing. Benzo non mi venga a dire che, girando la carta, probabilmente hanno girato la carta e quindi hanno messo un nome piuttosto che un altro, perché quella è proprio una cosa da fare ridere perché lo potrebbe dire uno che non ha mai letto una carta topografica o una carta geografica, ma a parte questo fatto, in quella carta, in quella carta c'è un tratteggio che dice "zona di costruzione", tutta la parte sopra Beutère e tutta la parte di quella foresta, e quello corrisponde a quest'altra pianta che ci è stata data, dove abbiamo una strada che attraversa il vallone di Beutère e che va dall'altra parte. In quell'altra pianta, che è aggiornata, almeno dovrebbe essere aggiornata, ed è con quella, questa strada non c'è più; ad un certo momento noi dobbiamo discutere e sapere qualche cosa prima di prendere una decisione, perché altrimenti noi vi facciamo delle osservazioni; su una carta, dove c'è un dato grafico, voi ci date un'altra carta, quella pare non c'è più, quale è la giusta?

Io presumo che qui non si è messa la strada, non si è fatta la strada, ma lì c'è la parte di fabbricazione, lì la strada non è indicata, se si destina una zona a fabbricazione ci dovrà essere la strada, e allora doveva essere anche su questa, la strada.

Questo mi sembra che sia una cosa elementare da poter discutere con cognizione di causa. Ma un'altra questione che è venuta fuori è che quando il Consigliere Caveri ha fatto girare delle piante che si riferivano al piano Chappis, l'avvocato Bionaz ha detto "Avete fatto girare delle piante del piano Chappis e cosa c'entra il piano Chappis, adesso si è fatto un altro piano, si è fatto un altro piano, non c'entra niente il piano Chappis..." (si sente Bionaz in lontananza) ...almeno, qui ad un certo momento bisogna sapere, voi lo chiamate piano, ma, io non voglio assolutamente lasciarmi trasportare e fare della polemica su questo argomento perché è un argomento molto importante, quindi, ma io vorrei rilevare una cosa, parlando, facendo circolare quelle piante, facendo circolare quei disegni, l'avvocato Bionaz ha detto "Ma questi sono i disegni inerenti al piano Chappis, che si riferivano al piano Chappis". L'Ing. Benzo mi ha detto, il piano Chappis, non c'è niente da fare, si farà qualche cosa del piano Chappis ma in questo, adesso c'è un altro piano, o adesso rettifica, dice che non c'è un altro piano, ci sono altri disegni che non hanno riferimento col piano Chappis.

L'Ing. Benzo, però, ad un certo momento, per rispondere, rispondendo sulla questione, della domanda dell'Ing. Conti, se era lui che aveva fatto questo piano, l'Ing. Benzo dice "No, l'Ing. Conti si è limitato a prendere quello che era il piano Chappis" e questo mi sembra che sia chiaro, perché effettivamente, da tutto questo noi vediamo, avendo esaminato prima, a suo tempo, il piano Chappis, vediamo che c'è la ripetizione, tale e quale, del piano Chappis.

Ora, sia ben chiaro, ancora sempre per l'esattezza, per non farci dire delle cose che non abbiamo mai detto, io ho avuto occasione di conoscere l'architetto Chappis, di andare nella zona con l'architetto Chappis, ho la massima stima dell'architetto Chappis in quanto a costruttore di stazioni invernali e quindi tutta la critica che noi facciamo al piano Chappis, con la facciamo all'urbanista, all'architetto Chappis in sé, ma l'architetto Chappis ha dovuto fare questo lavoro per conto di una società a suo tempo, il primo piano l'ha fatto per conto della STIFA; se, ad un certo momento, la società committente gli ha detto, all'architetto Chappis, in questa zona noi vogliamo creare una stazione con 10.000 letti, e Lei guardi un po' come può risolvere, e gli hanno dato il problema con questi dati, l'architetto Chappis ha fatto del suo meglio cercando di salvaguardare la zona sciistica, cercando di vederla sotto il punto di vista della stazione sciistica, e ha fatto gli insediamenti dove poteva farli, per ottenere quel quantitativo di letti che gli era stato commesso e qui noi non possiamo dire niente all'architetto Chappis in questo senso, tanto è vero che quando noi abbiamo discusso, in presenza sua, in presenza dei funzionari della sovraintendenza, perché c'è una piccola differenza tra voi e noi, che noi i funzionari della sovraintendenza li abbiamo fatti partecipare a queste discussioni; voi li avete ignorati completamente e questo, cosa fa, non ha altro che prolungare anche le discussioni e d'altra parte avete commesso non solo un errore, ma è una omissione che non è, non torna certamente a vostro onore.

Ad ogni modo, all'architetto Chappis, quando gli abbiamo detto e Caveri l'ha già segnalato ieri, il Consigliere Caveri ha detto "Io ho fatto un piano che non tocca le foreste della zona di Pila", e quando abbiamo visto il suo piano e gli abbiamo detto, ma Lei, con quella strada che va verso Jardin Public, e qui l'avete vista perché questa qui si ripete su quest'altra, vi faccio solo vedere questa, perché è colorata, questa attraversa tutta la foresta che c'è sopra Pila, e viene a finire al Jardin Public; ora, con una strada di questo genere, che prevede anche dei parcheggi laterali e vis dicendo, abbiamo detto, come fa Lei, non passerà mica sotto le piante, non farà mica una sopraelevata: e lui ci ha detto: "Ma guardate, se a voi interessa di mantenere quella foresta, se a voi la questione del Jardin Public vi dà fastidio, è molto semplice: questa parte qui si sopprime, punto e basta, perché effettivamente, per andare lassù a fare un insediamento lassù noi dobbiamo per forza passare in mezzo a questa foresta".

Questa è la questione che ci ha detto Chappis.

E... noi avevamo fatto alcune altre osservazioni, allora, a questo piano Chappis, ci sono altre osservazioni che, essendo ripreso questo piano più o meno tale e quale, in base a questi documenti che ci avete dato oggi, noi ripetiamo qui quelle osservazioni, io ripeto quelle osservazioni che ricordo, questo, di aver fatto allora, che probabilmente bisognerebbe andare a cercare i verbali di quello che abbiamo detto.

Noi siamo perfettamente coscienti che facendo qualche cosa a Pila, creando una stazione a Pila, non si potrà ottenere l'optimum, non si potrà dire lasciamo Pila come è adesso e non facciamo niente; questo è lapalissiano. Noi ci siamo preoccupati però di dire: "Cerchiamo di fare una qualche cosa che rovini il meno possibile il paesaggio, in maniera che domani non si sia accusati di avere rovinato una delle più belle zone della Valle d'Aosta".

Abbiamo, come questione fondamentale e preliminare, abbiamo parlato del Jardin Public, e qui s'innestano diverse altre cose, perché ci sono altre considerazioni da fare, il Jardin Public è già sopra i 2000 metri di altitudine, quindi la zona più alta, la zona centrale della stazione è a Pila, c'è la possibilità di costruzione in quelle altre zone viciniori al plateau di Pila, c'è la possibilità di sviluppo, domani con la strada verso Ozein, perché si è visto, e lo si vede ancora adesso, che la stazione di Pila deve essere vista anche insieme, collegata con Ozein, sia per la possibilità di sfruttamento sciistico del massiccio della Pera, e del... della Pera specialmente, sia per la possibilità di una strada turistica che va verso Ozein, e quindi anche di un insediamento verso Ozein che è molto ampio, e non solo verso Ozein, ma nella zona intermedia fra Ozein e Pila. Abbiamo alcune zone dove, una volta che sia servita da strada, ci può essere un insediamento, parlo della zona di Brun Alto, parlo di qualche altra zona che è più avanti che è forse meno favorita.

Quindi, la questione principale che si era fatta era quella del Jardin Public, sia per non andare a fare un insediamento che rovinerebbe, comunque, quella zona, sia per evitare la strada che massacrerebbe tutta la foresta che fa da sfondo al pianoro di Pila.

C'è la questione della foresta che c'è a Ovest di Pila, che separa Pila da St. Grat, anche questa, c'è una possibilità di insediamento fuori della foresta in quel pendio, bisognerà vedere con quale indice di volumetria e tutto, ma non bisognerebbe andare con una strada nella foresta, perché andando in una strada che sale nella foresta in quel punto, anche lì si massacrerebbe e quindi, qui sono i due punti, specialmente, che interessano le foreste di Pila... grandemente, lungo la strada, a parte la questione dell'indice di volumetria, ma quello, l'insediamento nel lato della valletta di Pezein, cioè lungo la strada attuale, sotto la strada attuale e nella zona di Chacard, in quella zona, è uno dei punti dove bisogna costruire e non c'è niente da fare, sarà questione di volumetria, di vedere la volumetria; la parte veramente in fondo del pianoro di Pila deve essere, invece, meditata un momento, deve essere meditata un momento, per due ragioni, che io mi permetto di dire. Una è quella che aveva già sollevato il Consigliere Caveri, che, se si fanno delle costruzioni un po', non dico alte, ma se si fanno solo delle costruzioni nella zona, lì, come è previsto, da dove c'è la seggiovia, la partenza della seggiovia di Chamolé, venendo verso l'albergo attuale che c'è in quella zona, se si fanno delle costruzioni a qualche piano, senza andare troppo in alto, ma a qualche piano fuori terra, crea uno sbarramento alla vista che si ha come balconata, in quel punto lì; ma, non solo, crea in quel punto anche uno sbarramento alla possibilità di continuare la discesa sciistica, perché, come è stato concepito, come era stata concepita prima la stazione di Pila, e questo l'ha ammesso anche l'architetto Chappis, quando abbiamo posto delle domande precise, non si prevede più di sciare sotto Pila, perché tutta la zona sciistica viene sviluppata sopra, quindi il campetto, il campetto di Pila forma l'ultima sacca degli sciatori che scendono, si pensa di fare tutte queste costruzioni per trattenere in quel punto gli sciatori, senza permettere di andare sotto, passando sotto quel ponte che è previsto nel vallone di Beutère, ma questo crea una strozzatura, è un punto di passaggio che, per i principianti, non è più accessibile, quindi solo qualcuno, di quelli che vanno già molto bene in sci, possono scendere sotto.

Ora, io mi permetto di richiamare l'attenzione che in certe volte d'inverno, per noi che abbiamo praticato molto lo sci in quella zona, c'è un certo periodo dell'inverno, quando il freddo è più intenso, che la zona migliore da sciare, quella che è più... specialmente per quelli che sono meno bravi, è proprio da Pila fino a Les Fleurs.

Ora, anche nel piano regolatore previsto dal Comune si sono salvaguardate le piste che scendono da Pila fino a Les Fleurs. Oramai a Les Fleurs è nato un certo centro, modesto, finché vogliamo ma, però, nel periodo estivo quella zona può avere ancora uno sviluppo; tutta quella zona è frazionata, come proprietà, sono diversi i proprietari di Gressan, che, sempre con i limiti di volumetria, di costruzioni, che si dovrà imporre, possono domani tirare un profitto diretto dalla cessione di terreni per fabbricazione di villette sparse e anche per gli esercizi pubblici che possono servire sia d'estate, sia d'inverno, con un beneficio che viene ripartito su una gran parte della popolazione di Gressan, che sono proprietari di tutti quei mayens che gravitano sulla zona di Les Fleurs; qualcuno è a Les Fleurs, qualcuno è sotto a Les Fleurs, adesso c'è anche la strada che viene su, quella che viene su da Gressan e che viene ad allacciarsi lì al piazzale.

Quindi la questione delle costruzioni in fondo, parlo proprio in fondo al pianoro di Pila, dovrebbe, ed era stata, allora, questa osservazione fatta da noi era stata accettata dall'architetto Chappis, proprio in queste considerazioni di limitarle, cioè di non estenderle proprio alla chiusura completa di questa balconata, per quelle due ragioni: una che, facendo delle costruzioni di alcuni piani, sbarrerebbe la vista su Aosta e sulla parte bassa e anche sulle montagne; seconda, quella della necessità di poter continuare con una pista regolare, accessibile anche a gente poco esperta, per sciare fino alla zona di Les Fleurs, nel periodo specialmente di maggiore innevamento, quando sopra, nella parte superiore fa più freddo.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere... quasi mezz'ora, ce ne sono ancora cinque...

Fosson (U.V.) - Due minuti, due minuti ancora...

Io, le osservazioni principali si limitano un po' a questo: come, proprio come questione di fondo, questione di fondo, cioè, non costruibilità, non edificabilità nella zona del Jardin Public, quindi soppressione della strada che sale al Jardin Public, in maniera che si salvaguarda la foresta, c'è la questione dell'insediamento e della strada, nella foresta, parlo della foresta ad ovest di Pila, cioè nella foresta sopra Beutère, non parlo invece nella zona libera, perché è logico che in qualche posto bisognerà pure anche costruire, quindi, questione dello sbarramento proprio in fondo ai prati di Pila, per quelle ragioni che ho già esposto, e poi, verrei un po' alla questione dell'indice di fabbricabilità, indici portati sulla legge, indici di fabbricabilità, perché effettivamente, è già stato detto da altri, lo ripeto, noi non abbiamo qui e non possiamo dire tassativamente cosa avverrà, perché bisognerebbe avere delle piante precise, avremmo dovuto avere il numero di ettari che ogni zona, che comprende ogni zona, il numero di ettari in cui è permessa la fabbricabilità, e in base a questo noi potremmo, effettivamente, a parte quei conti che sono stati fatti per una zona, ma, per essere esatti, io non voglio neanche dire delle altre cifre, perché per dire delle cose esatte bisognerebbe avere dei dati esatti, cioè tanti ettari che costituiscono la zona, tanti ettari, in cui si può fabbricare, e quindi verifica di quegli indici, per vedere quale densità avviene nella zona che si deve fabbricare, perché parlando della zona n. 1-1B, che è quella forse più delicata, che è quella dove c'è il pianoro di Pila, che prende tutta quella parte in fondo di Chacard, che prende una parte della Valletta di Pezin, qui abbiamo una parte che deve essere lasciata libera, per forza, quindi tutto l'indice che abbiamo già, l'indice più alto di 0,70, viene concentrato in una zona abbastanza ridotta che noi, io chiedo scusa, ma non posso dire con esattezza, perché non ho i dati precisi, però ritengo che sia troppo elevata, sia ancora troppo elevata per questa zona.

Quindi, le altre... gli altri indici di fabbricabilità, anche, dovrebbero essere verificati, dovrebbero essere verificati in quel senso che ho detto perché altrimenti non possiamo fare un discorso serio, sarei contrario alla trasferibilità degli indici di costruzione, perché questo, effettivamente è un grave pericolo, è una cosa che permette di eludere completamente tutta la regolamentazione che noi possiamo anche fare; quindi, guardate, io non voglio dire delle parole grosse. Credo di essere stato obiettivo in questo esame, purtroppo sommario, perché se avessimo avuto tutti i dati necessari, avessimo avuto degli altri allegati, più chiari, meno contrastanti fra loro, se avessimo avuto questi allegati in tempo utile, probabilmente certe osservazioni non le avremmo fatte, avremmo limitato le nostre osservazioni ai punti essenziali che noi ritenevamo di toccare. Però, penso che da quanto ho detto sia abbastanza chiaro il mio pensiero su questo punto, pensiero che potrà essere interpretato come voi potrete... interpretarlo come volete, però che ha una sola preoccupazione, non è assolutamente la volontà, non c'è assolutamente in noi la volontà di non permettere di fare niente, anzi, desideriamo che si faccia qualche cosa, desideriamo che si faccia bene, che non si faccia per fare in fretta, fare qualche cosa che domani tutti potrebbero rimproverarci. Questa dovrebbe essere una preoccupazione anche della Giunta e io non so se posso anche, non so, fare una proposta che faccio a titolo personale, perché non vorrei che non fosse condivisa dai miei amici dell'Union e dagli altri del gruppo comunista, ma dinnanzi ad un affare di questo genere dove già l'avvocato Caveri ha detto ieri "Non deve esserci una questione di partito, deve essere una cosa che ci interessa tutti e che ci sta a cuore a tutti", non so se posso fare una proposta, pur essendo il tempo molto limitato, di vederla un momento insieme, con la Commissione, con voi, non so, adesso la forma non so come fare, in maniera che si possa approvare lo stesso con quelle variazioni che desidereremmo apportare e che forse portandole esclusivamente come emendamenti in quest'aula creerebbero lo stesso delle lunghe discussioni e forse non porterebbero ad una soluzione concreta. Non so se ritenete che si possa vedere questo problema con l'intento preciso di passarle prima, per le preoccupazioni delle scadenze, di passarlo effettivamente in Consiglio, ma vedendolo un po' in camera caritatis, di vederlo approfondendo maggiormente questi problemi, sentendo possibilmente anche i tecnici, io mi permetto di dire, sentendo anche i tecnici dell'Amministrazione regionale, che diano un parere su questo, in maniera che siamo confortati anche di qualche cosa in questo senso, in maniera che non avremo, vi assicuro che non c'è in noi assolutamente il desiderio di procrastinare questo problema perché comprendiamo tutte queste cose qui...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, un attimo, io sento un po' a destra e a sinistra... Gli iscritti a parlare sono il Consigliere Germano, Chamonin, Andrione, Manganoni, poi il Consigliere Caveri, il Consigliere Cusumano... ce ne sono sei; a ritmo personale di ognuno, mezz'ora, sono tre ore, però c'è un compenso, facciamo un quarto d'ora, quindi...

Caveri (U.V.) - Andiamo al pomeriggio...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, vediamo cosa vogliamo fare; allora, sono le 13,30... alle sedici... come al solito, ma precise, alle sedici...

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La seduta è tolta alle ore 13,28.