Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 349 du 13 décembre 1967 - Resoconto

OGGETTO N. 349/67 - Disegno di legge regionale recante: "Modificazioni alle vigenti norme regionali in materia di provvidenze per la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'industria edilizia economica e popolare". Rinvio.

Benzo (D.C.) - Come i Signori Consiglieri ricorderanno il Consiglio regionale in una precedente adunanza del settembre 1967 aveva preso in esame una legge sull'edilizia popolare economica.

Aveva deliberato di demandare la questione per un approfondimento ad una apposita Commissione che era stata integrata in sede di Consiglio.

In una adunanza successiva il 16 novembre 1967 la Commissione aveva formulato le proprie proposte e la Giunta regionale ha predisposto l'allegato disegno di legge che viene ora sottoposto al Consiglio regionale. È doveroso far presente che esaminate le proposte formulate dalla Commissione, la Giunta regionale, mentre ha accettato tutte quelle che concernevano sia l'aumento da 1.400.000 a 2.000.000, per quello che riguardava i lavoratori subordinati e da 800.000 a 1 milione per quello che concerneva gli artigiani, non ha ritenuto opportuno di aderire alla richiesta di corrispondere ai beneficiari dei mutui agevolati un ulteriore contributo di Lire 25.000 a parziale copertura delle spese per la prima visita tecnica di sopralluogo disposta dagli Istituti di Credito contesti per la concessione dei mutui ipotecari. Infatti le agevolazioni concesse dalla Regione per la concessione dei mutui in questione risultano già di gran lunga superiori alle analoghe agevolazioni per mutui concessi dallo Stato, dalla Gescal e dagli Istituti delle case popolari per questa edilizia di tipo economica e popolare.

Pertanto la Giunta regionale sottopone all'approvazione del Consiglio il testo di legge allegato.

Germano (P.C.I.) - Ecco qui è proprio il caso se vogliamo di dimostrare buona volontà. E in parte direi quasi tutta esatta la relazione dell'Ing. Benzo che riprende i precedenti del fatto e così via. Dove però secondo me è debole, è dove ribadisce quanto dice la relazione, cioè, bisogna che noi facciamo questa considerazione. Tutte le volte che vi è una provvidenza, una iniziativa, un favore delle categorie che meno hanno, subito troviamo delle difficoltà, subito troviamo delle difficoltà.

Ricordiamo le discussioni che abbiamo fatto per aumentare da 6 a 12 mila lire la pensione a quelli che non hanno pensione e poi non si è dovuto neanche modificare il bilancio perché vi era la copertura in bilancio.

E mentre per quelli che meno hanno facciamo queste difficoltà, per quelli che più hanno non me facciamo, ne facciamo meno, passiamo tranquillamente alle centinaia di milioni.

Il caso questo com'era, abbiamo esaminato qui in Consiglio l'applicazione di questa legge che dà 5 milioni per costruirsi la casa a chi non ha nulla o a chi ha pochissimo e paghiamo noi integralmente gli interessi. Legge buona, approvata all'unanimità, eravamo tutti d'accordo. Nell'applicazione abbiamo incontrato degli inconvenienti, abbiamo visto che il costo c'era perché nell'applicazione abbiamo visto che la gente per avere il 1° milione, il 1° milione e mezzo, i primi due milioni deve fare una anticipazione alla banca e deve già incominciare a pagare gli interessi.

Abbiamo visto che il costo aumentava perché la banca deve fare una visita preliminare e questa visita la deve pagare il mutuatario. Abbiamo visto che il mutuatario deve pagare il notaio, deve pagare per mettersi l'ipoteca, dovrà pagare per togliersi l'ipoteca. Abbiamo visto che questa legge nell'applicazione non poteva andare totalmente incontro a queste categorie di persone. E allora il Consiglio unanime anche ha accettato la nomina della Commissione, la Commissione ha lavorato, di questa Commissione forse è l'unica che non posso lamentarmi che non abbia lavorato, forse è l'unica, abbiamo lavorato, abbiamo parlato con le Banche, abbiamo ottenuto di accelerare determinati tempi e di ridurre, però abbiamo, tutta la Commissione all'unanimità, ritenuto di dover fare qualche cosa per facilitare i mutuatari e questo qualche cosa si riassumeva poi nella richiesta che la Regione pagasse la prima visita, che le Banche hanno detto è di 25 mila lire. Sono duecento mutuatari all'anno, per cinque anni sono 5 milioni all'anno per 5 anni.

Abbiamo detto diamogli questa facilitazione è una categoria che merita, bisogna farlo.

La Giunta dice di no, io inviterei la Giunta a ripensarci un momentino, non è un grande inconveniente, non è una grande spesa, ma è la dimostrazione di come noi vogliamo fare le cose. Io mi sono fatto fare i conti per esempio di una legge che approveremo fra poco. Quella che vede è al n. 25, quello che vede l'estinzione dei mutui oltre che agli alberghi e ai ristoranti e di bar e aumenta questi contributi. Ho esaminato questa legge, evidentemente soprattutto quelli che prenderanno il mutuo di 50 milioni sono gente ricca che può, perché noi copriamo di quei 50 milioni solo metà della spesa. Chi vuole fare un albergo e chiede un mutuo di 50 milioni.

Montesano (P.S.D.I.) - Ne parlerà poi quando...

Germano (P.C.I.) - No, ma io devo fare l'esempio, deve avere 50 milioni da lui, e quindi è uno che già può, ebbene, per questo qui, noi cosa paghiamo d'interessi, per 50 milioni paghiamo 7 milioni e 500 mila d'interessi, per quell'altro che non ha niente e che si fa la sua casa, paghiamo 5 milioni, abbiamo detto diamoci 5 milioni e 25 mila lire, si dice no, mentre invece per l'altra approveremo 7 milioni e 500 mila lire.

Io questo chiederei alla Giunta perché è una legge buona, che serve, e nei confronti di quelli che non hanno la casa e ne hanno bisogno e non ha le possibilità, serve anche nei confronti della ripresa dell'edilizia e quindi di un superamento della situazione di crisi economica in questo settore.

Facciamo questo piccolo sforzo, non è una grande cosa e facciamo una cosa che è giusta e che va bene. In commissione anche gli Assessori che c'erano erano d'accordo; i rappresentanti degli artigiani, i rappresentati dei lavoratori, erano tutti d'accordo, facciamo un piccolo sforzo anche noi, l'Assessore alle Finanze oggi non c'è, da me interpellato su questo, m'ha detto, ma proponilo in Consiglio e vediamo se possiamo farlo; l'emendamento è già pronto perché il ragioniere capo l'aveva formulato, si tratta solo di inserire questo emendamento e siamo a posto.

Io chiederei proprio alla Giunta che facesse questo piccolo passo in avanti nei confronti di una categoria che vantaggi dall'autonomia finora ne ha avuto pochi, se pensiamo a quello che hanno di vantaggio i lavoratori dipendenti che sono quelli che più hanno bisogno, non è un grande sforzo ed è una cosa giusta e doverosa.

È vero che si dice nella relazione, lo ha ripetuto anche Benzo, che queste sono le condizioni migliori rispetto a tutte le altre, ma lo sappiamo, è vero questo però proprio perché vogliamo essere di esempio e di aiuto è per questo che insistiamo, insistiamo su questa richiesta.

Benzo (D.C.) - Vede Consigliere Germano, lei in finale ha già detto quello che sono state un po' le considerazioni, che la Giunta aveva fatto e direi di più, anche in ordine, diciamo, a seguito di quello che sono state giuste precisazioni da parte dei nostri uffici finanziari a cui era stato demandato in particolare il problema tecnico. Noi ci trovavamo di fronte indubbiamente ad una legge che, si può dire, va incontro totalmente, va senza dubbio incontro totalmente, a favore di questa categoria di lavoratori subordinati e di artigiani.

Penso che sia unica in Europa non solo in Italia sotto questo aspetto. Non mi risulta che esistono in altre Nazioni altrettante leggi di questo genere. Si tratta a mio parere quando è stato dibattuto questo caso, abbiamo notato come in questa legge ha dovuto subire varie modificazioni migliorative senza dubbio per lo meno dal punto di vista della sua applicazione.

E infatti siamo alla quarta modifica consiliare, non dimentichiamolo. Ma soprattutto quello che era stato l'intendimento del Consiglio in allora, nel dibattito che io ricordo bene e che ricordo di avere subito accettato per quello che riguardava personalmente la proposta, era proprio questa giusta rivalutazione di questi diciamo dei totali dei mutui sia per i lavoratori che per gli artigiani.

Ma non dimentichiamo che la questione deve essere una questione di principio, a un certo momento potremmo dire, cioè dopo aver dato tutto per mettere in condizione di avere questa casa, si tratta, in queste more di tempo dell'esame che l'Istituto Bancario fa, peritale, chiamiamolo, della necessità anche di una piccola cifra per il pagamento di questi sopralluoghi. Ora è ben vero che se è possibile si può arrivare a tutto, si può arrivare anche a un Istituto di beneficienza sotto un certo profilo, ma Germano io capisco gli intendimenti, sono stati anche miei sotto un certo aspetto, però le devo premettere questo, non dimentichiamo che questi 5 milioni che lei parla, in effetti, andrebbero a detrimento, vanno defalcati dalla stessa cifra che viene, indubbiamente no, se lei... queste 25.000? ...diminuisce in un certo senso quelli che sono gli stanziamenti che noi abbiamo proprio per agevolare questa concessione... (voce di Germano) ...d'accordo io voglio farglielo notare, ecco per l'esattezza, questo c'è, e pertanto sotto questo aspetto non sotto l'aspetto così anche io voglio crederlo, anche demagogico, giustamente umanitario e sociale che lei esprimeva.

La Giunta regionale dopo aver consultato ancora gli uffici finanziari che hanno sollevato anche loro queste preoccupazioni di ordine generale, ha ritenuto di dire "va bene, facciamo questo passo", che è notevole perché incide già notevolmente, almeno per quello che riguarda questi spostamenti da 1.400.000 a 2 milioni. Ma vediamo un po' di non accedere, ecco, a questo principio di pagare anche le spese di perizia. Perciò... (voci di Germano) ...no, non diamo niente di più, facciamo in modo che siano più favoriti, mi scusi l'inesattezza, più favoriti coloro i quali ne hanno più bisogno, insomma, sotto a un certo aspetto.

Il fatto è questo, la Giunta, ripeto, ha ritenuto che la legge come era stata presentata e con queste modifiche arrivasse già ad un limite tale, per cui anche questo nostro concittadino, a sua volta, non debba essere differenziato da tutte le altre categorie, cioè essere favorito al limite massimo, cioè quasi come se lui dovesse per la sua condizione ecc. di essere talmente al limite massimo pagandogli addirittura anche queste spese, spese di sopralluogo nelle more di tempo in cui l'Istituto Bancario non passa il pagamento del mutuo.

Io non so cosa si possa dire oltre, la Giunta ha fatto queste considerazioni, la sua richiesta dal punto di vista prettamente umanitario può essere più che accettabile dal punto di vista del principio, ripeto, forse può convenirne, e mi ricordo che per altre discussioni lei ed altri colleghi presentavano proprio sotto l'aspetto generale di non fare sì che il cittadino si senta proprio come non avviene nemmeno in Svezia dove, o in Inghilterra, dove si dice dalla culla alla tomba, portato a mani dallo Stato e dalla Regione.

Manganoni (P.C.I.) - Io insisto sulla proposta che ha fatto Germano e direi quasi, lei dice favoriti nei confronti delle altre categorie ecc., ma noi dobbiamo esaminare le varie categorie, non dobbiamo mettere tutte le categorie sullo stesso piano, noi abbiamo le categorie non so, abbiamo qui delle provvidenze a favore di tutte le categorie in Valle d'Aosta. Noi prendiamo, citavamo la questione degli alberghi, ma quella è gente che sta bene, uno, che può investirsi 100 milioni anche avendo un mutuo di 50, sono gente che stanno già bene, invece questi lavoratori, questi operai, questi pensionati, questi hanno il diritto di essere trattati meglio degli altri. È una questione sociale e noi non dobbiamo essere insensibili a queste questioni sociali, noi sappiamo che ci sono tanti operai che hanno delle difficoltà di fare questo mutuo, perché queste 20 mila, cosa sono queste 25 mila al mese, da pagare verso la quota per l'ammortamento del capitale, per loro è già uno sforzo notevole e tanti non ci riescono.

Altri se si devono comprare un alloggio, magari ad Aosta o altrove che costa più di 4 milioni, che devono tirare loro fuori un milione o due, non possono perché non li hanno. Noi sappiamo la situazione, non dico di tutti i lavoratori ma di buona parte dei lavoratori, specialmente degli operai, quelli delle qualifiche più basse. Ed allora anche se noi facciamo questa piccola eccezione e veniamo incontro con questa cifra che è insignificante, io vi dirò, è solamente il nostro dovere, perché noi per le classi le meno abbienti in Valle d'Aosta, sono sempre quelle che hanno avuto meno benefici. Questo, dobbiamo esserne obiettivi, sono sempre state le altre classi che si sono avvantaggiate maggiormente dalle provvidenze della Regione.

In secondo luogo, io vorrei farmi portavoce di lamentele che si sentono in giro, cioè il ritardo delle banche nel versare i soldi.

Vi faccio un esempio pratico che mi è stato segnalato giorni fa, una famiglia di operai ha ottenuto questo mutuo, si è impegnato con l'impresa che ha costruito un piccolo condominio, per questi famosi 5 milioni, costava un po' di più ha versato lei la differenza, cioè ci ha messo tutti i suoi risparmi, era a terra, e aspettava questi 5 milioni per poter pagare. È da quatto mesi che è entrato nell'alloggio e non è riuscito ad avere ancora non dico 5 milioni ma neanche un milione. Cosa gli dice l'impresa? Tu mi paghi gli interessi, perché eravamo d'accordo che questi 5 milioni, questi soldi me li davi quando entravi o all'incirca allora, come questo pensava di ottenerli dalla Banca, dalla Regione che invece lui non ha ottenuto.

Ora si è rivolto agli uffici della Regione, gli uffici della Regione gli hanno dimostrato che la Regione è perfettamente a posto nei confronti della Banca, ma è la Banca che ritarda. Ora questo operaio dice va bene, Banca o non Banca, la morale quale è? La morale è che adesso deve pagare gli interessi di 5 milioni fin quando non li ha. Ora se si può fare una pressione presso le Banche, non è quell'operaio che può andare presso le Banche e può dire dammi in prestito questi soldi perché le banche, ma la Regione può farlo ed io penso che un intervento dell'Amministrazione regionale, della Giunta, in questo senso, ora l'intervento lo si esamini, lo si veda, io non so quale burocrazia bisogna superare per accelerare il versamento di questi fondi. Però io dico alla Giunta, intervenite presso queste Banche, vedete di accelerare queste procedure che io non conosco. Accelerate in modo che questi operai non si trovino in condizioni da dire ecco io adesso devo cacciar fuori gli interessi all'impresa. Perché l'impresa, l'impresa ha anche ragione, sia chiaro, se tu mi dovevi dare 5 milioni quando sei entrato è da quattro, cinque mesi che sei dentro, io i 5 milioni non li vedo, allora mi paghi gli interessi. Perché anche le imprese non è che possono anticipare perché se si trattasse di un alloggio, ma in questo caso si tratta di molti alloggi quindi sono decine, decine di milioni.

Io vorrei, questo problema l'abbiamo già sollevato altre volte in Consiglio ed abbiamo avuto una assicurazione così... sì vedremo, però di fatto la situazione non è cambiata, e sia chiaro io l'accusa non la faccio a voi Giunta, perché è la banca, però voi dovete intervenire presso questa banca di modo che acceleri questi versamenti, non può farli tutti, ma non so su cinque ne dia almeno due o tre, dia almeno un buon acconto in modo che si possa già tacitare un po' questa impresa e si eviti che questi operai debbano cacciare fuori anche gli interessi.

Germano (P.C.I.) - Guardi Ing. Benzo, lei, non voglio mica dire, non è colpa sua evidentemente era impegnato, ma lei nella riunione non c'era, perché qual è stato il succo della riunione, che con queste modifiche che noi portiamo alla Regione non pesiamo neanche per una lira in più, neanche per una lira in più, cioè abbiamo aumentato gli imponibili perché? Perché nella Valle cominciavano a non esserci più domande, e allora bisognava allargare un po' di più tenendo conto del rincaro del costo della vita, un imponibile di 1.400.000 era troppo basso, quindi non costa una lira in più. D'altro canto abbiamo accelerato qualche cosa, queste cose che diceva Manganoni verso le banche, è stato fatto, sono venuti due direttori delle banche e si è accelerato qualche cosa ma non abbiamo ottenuto che le banche dessero 1 milione in anticipo: non l'abbiamo ottenuto perché l'unica condizione era quella che garantisce in modo fideiussorio la Regione. E allora si è detto, tra il far garantire in modo fideiussorio alla Regione, e il pagare la prima perizia costa meno alla Regione e dimostriamo almeno di fare un passo in avanti nel senso di aiutare questi mutuatari che si trovano con tutte queste difficoltà.

Quindi non c'è nessuna questione di principio che ostacola questo, non c'è nessuna questione di principio, la Regione può benissimo accollarsi questo.

Il costo non è gravissimo, la categoria di cui trattiamo è una categoria che ha ricevuto poco dal regime autonomistico, che ha bisogno più di altre, ho fatto il confronto, gli albergatori ci costano molto di più e hanno altre possibilità soprattutto i grossi albergatori, quelli che fruiscono dei mutui dai 25 milioni ai 50.

Quindi facciamo uno sforzo anche verso gli operai e gli artigiani, non è uno sforzo enorme, è una cosa che può trovarci tutti consenzienti ed è un aiuto serio.

Mi ricordo che Mappelli è intervenuto anche lui in Commissione in questo senso, che Bordon è intervenuto in questo senso, che il rappresentante degli artigiani e il rappresentante dei lavoratori sono intervenuti in questo senso, facciamo tutti assieme un passo.

Benzo (D.C.) - Guardi Consigliere Germano, a me dispiace moltissimo che oggi, per motivi più che validi non sia presente l'Assessore alle Finanze Bordon, vorrei che l'Assessore Bordon si incontrasse con lei...

Montesano (P.S.D.I.) - Guardi che c'è il microfono che...

Benzo (D.C.) - Successivamente a questa, diciamo, seduta di Commissione, alla quale io purtroppo non ho potuto partecipare, sapevamo anche quali erano stati gli Assessori presenti. Ci hanno riferito in Giunta, c'è stato un dibattito come avviene sempre, non è detto che una decisione presa, riesaminata, discussa soprattutto in ordine, ripeto, a delle considerazioni che ci avevano fatto proprio gli stessi uffici.

Lei mi dice che il Ragioniere Capo ha pronto questo emendamento; a me dispiace che non ci sia presente l'Assessore Bordon perché ritengo di averle chiaramente detto che non è una questione che non si possa fare, questo è pacifico, mi permetto una parentesi, non è nemmeno però sotto un certo aspetto, valida l'identificazione che aveva fatto con la legge che verrà discussa subito dopo per la questione dell'aggiornamento, diciamo così, della legge che riguarda gli alberghi, perché a parte il fatto che forse lei ha pensato che uno che faccia un albergo deve avere 100 milioni il personaggio e ne chieda 50.

No, non è detto che debba avere 50 milioni lui, può fare un albergo e chiedere questi 50 milioni.

Germano (P.C.I.) - (non si sente, voce in lontananza) ...per la copertura del mutuo è solo per il 50% della spesa, è nella legge.

Benzo (D.C.) - Sì, comunque non è detto che debba averli.

Germano (P.C.I.) - E per forza altrimenti come fa?

Benzo (D.C.) - Comunque il fatto principale è questo che voglio anche sottolineare...

(Germano: ...però uno che affronti una cosa così...)

...oggi giorno lei lo sa, anzi diciamo che è una delle novità quella, novità che c'era da tempo ma che oggi si è massicciamente sviluppata.

Però il fatto è diverso, a un certo momento questa è un'attività, quella dell'industria alberghiera, che presuppone anche qui se ha uno sviluppo ordinato, non diciamo che vada solo a beneficio di colui il quale costruisce.

Lei capisce che indubbiamente ci sono tutti i lavoratori, ci sono i camerieri, c'è tutta un'attività, insomma è diverso.

Ma il provvedimento che noi esaminiamo è valido ed è giusto e noi vogliamo che questa categoria indubbiamente, specialmente per i lavoratori subordinati, necessitava di una legge di questo genere e che la Valle d'Aosta fosse stata la prima a farlo va tutto a suo onore.

Io sono un po', diciamo perplesso, sulla questione, prima di tutto per il fatto che la Giunta l'ha esaminata ponderandola in questo senso e che soprattutto manchi Bordon a confermare.

Oltre tutto dal punto di vista finanziario e di quello che le ha affermato a lei che poteva essere rivista. Potrei accedere a un palo a nome della Giunta, la mia espressione personale in questo senso, ma penso che la Giunta si trovi in questa situazione.

Se la Giunta, ripeto ha ritenuto di agire così, l'Assessore Bordon era presente in Giunta e mi sorprende, scusi Consigliere Germano, la sua affermazione.

È tutto lì, lui non c'è, ci fosse forse risponderebbe, ma quando l'abbiamo esaminata la Giunta era al completo, io c'ero, l'Assessore Mappelli c'era e si è giudicato e si è ritenuto forse, proprio per quelle considerazioni che ho espresso io prima, non è questo...in più; noi comprendiamo la vostra validissima, che era già stata fatta precedentemente, la vostra richiesta di interessamento e che, per quanto mi risulta, l'Assessorato alle Finanze ha continuamente fatto presso le Banche.

Di questo posso darvene atto perché io stesso continuavo a chiedere all'Assessore e l'Assessore so che continuava, più che fare questa opera di sollecitazione non so quali possibilità c'erano, perché noi abbiamo una convenzione ed è in base a questa convenzione che voi sapete che Banca agisce.

Giustamente i due direttori di Banca diranno, sollevato poi, avete discusso la questione fideiussoria, si è visto che anche per quella da un certo punto di vista gli uffici finanziari non erano molto d'accordo.

Soltanto, ripeto, la Giunta l'ha presentato così, l'Assessore Bordon oggi non c'è per rispondere, per dire io sotto quell'aspetto ho accettato, come se lei avesse parlato a me, io potevo dirgli d'accordo in linea generale come lo ero precedentemente su questa questione, ma ripeto quando si dibatte unitariamente e si riafferma una questione che io ritengo ancora di principio, non so come la Giunta possa in questo momento accettare.

Lei si metta... (voce di Germano) ...sì, ma non c'è l'Assessore alle Finanze, lei mi scusi, tutt'al più io non so se la Giunta ritiene che questo provvedimento, io non so.

È una determinazione ponderata Consigliere Germano, non è che sia solo detto così, togliamo via queste 25 mila lire perché come era 25, diamone 20 in Banca e poi diamole anche la garanzia fideiussoria in questo intervallo di quattro mesi. Tutto è possibile, l'abbiamo detto prima.

Germano (P.C.I.) - È troppo pesante questo, facciamo questo che è meno pesante.

Benzo (D.C.) - Sì lo so che era troppo pesante e ripeto, dopo questi dibattiti la Giunta regionale ha ritenuto opportuno proprio, almeno per adesso, di mantenere valida la modifica alla legge ma con l'eliminazione di questa proposta, di questo aumento di 25 mila lire.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?

Manganoni (P.C.I.) - In una discussione precedente io avevo sollevato questo problema, nel caso di due coniugi il cui marito è artigiano, operaio, pensionato e vuole costruire... (voce in aula) ...no, no ma qui non parla di costruzione... (voce in aula) ...sì, ma è qui che dobbiamo chiarire, qui parla solo di ampliamento e completamento, ammodernamento e ampliamento, non di costruzione. Ed è quello che io volevo sollevare. Allora abbiamo detto che noi avremmo dovuto dare il mutuo anche se la proprietà della casa, dei terreni, esclusa la casa fosse ai coniugi, perché si verifica questo fatto, la moglie può dire ma perché questo deve essere esclusivamente del marito? Noi paghiamo assieme, la casa si fa solo a nome del marito, domani ci bisticciamo, facciamo un'ipotesi, e la casa rimane a nome del marito anche se la moglie ha contribuito a pagarla.

Non so se ho reso l'idea, no? Allora riprendo, marito e moglie, il marito è artigiano, operaio ecc. ed ha diritto al mutuo; la casa viene costruita in base alla legge solo a nome del marito, sì o no? perché il contributo lo diamo al marito.

Se il terreno è metà alla moglie e la casa viene costruita metà al marito e metà alla moglie, noi non diamo il contributo e questo creava degli inconvenienti.

Io so in diversi casi nei quali non posso fare il mutuo perché dovrei costruire la casa tutta a nome mio.

Naturalmente mia moglie dice facciamola metà per uno. È anche questione di equità, questione di ingiustizia. Ora voi qui l'avete aggiunto all'articolo 4, l'area o la vecchia abitazione in caso di mutuo, ma voi avete messo per completamento, ammodernamento od ampliamento, ma in caso di costruzione? L'avete escluso, allora bisognerebbe includere anche "e costruzione", mi spiego, in modo che questa proprietà possa essere anche metà della moglie, perché difficilmente la moglie è operaio e il marito no.

Può anche verificarsi questo caso ma nel senso che i coniugi possano costruirsi la casa a nome sia dell'uno che dell'altro, metà per uno.

Voi avete cercato in un certo modo di rimediare a quell'inconveniente, però l'avete rimediato in parte perché non è incluso "la costruzione".

Benzo (D.C.) - A me pare che quello che dice l'Assessore Manganoni corrisponda ad una precisa valutazione, necessità, effettivamente l'articolo 4 recita l'area o la vecchia abitazione.

In caso di mutuo per completamento, ammodernamento potrà appartenere e l'abbiamo fatto anche al coniuge. Ma manca la costruzione... (voce: ...la formulazione) ...la formulazione a me pare esatta, la sua considerazione personalmente la ritengo accettabile, io accetterei questa.

Aggiungiamo allora l'area o la vecchia costruzione in caso di mutuo per costruzione quando ci sarà l'articolo farò la modifica, per la modifica, va bene per quello. Volevo pregarvi d'una cosa, io ritengo che sia opportuno, veramente, che sia presente l'Assessore alle Finanze nel momento in cui si potrà discutere, ci potrà dire anche lui una parola su questo fatto di queste 25 mila lire per... Io non ho nulla in contrario, se il Consiglio lo ritiene di rimandare al pomeriggio questo argomento in modo... (voce in aula) ...appunto.

Montesano (P.S.D.I.) - A me ha detto che viene nel pomeriggio. Allora nel pomeriggio ci dovrebbe essere, almeno così lei mi comprende e mi trovo così più facilitato.

Io vorrei proporre all'Assessore Benzo che se parla con l'Assessore alle Finanze e dove si trovasse d'accordo è inutile riprendere un'altra volta la discussione, vediamo un po'...

Benzo (D.C.) - Io parlo con l'Assessore alle Finanze, sento un po' il colloquio avuto con lei e mi riallaccio anche, mi permetta, alla deliberazione... (voce di Germano) ...no, no, lui tanto sapeva cosa avevamo deliberato in Giunta e indubbiamente non ce l'ha comunicato e quindi noi non potevamo sapere.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene.

Presidente, abbiamo rimandato al pomeriggio la conclusione sul n. 23.