Objet du Conseil n. 187 du 18 octobre 1968 - Verbale

OGGETTO N. 187/68 - Aumento del prezzo del latte al consumo. (Interpellanza dei Consiglieri Dolchi e Germano)

Montesano (P.S.U.) - Sono presenti ventotto Consiglieri.

Interpellanza

I sottoscritti Consiglieri Regionali Germano Pietro e Dolchi Giulio

- preso atto che dal 1° ottobre il prezzo del latte al consumo è aumentato di L. 10 al 1. nella Città di Aosta;

- considerato che l'aumento del prezzo di un tale genere di prima necessità incide solamente sul consumatore e che nessun beneficio si manifesta nelle percentuali a disposizione dei produttori o dei lattai rivenditori;

- avuta notizia che la Centrale del Latte si sarebbe orientata a tale aumento per far fronte alle maggiori spese derivanti dal sistema di "vuoti a perdere", in sostituzione della bottiglia di vetro

Interpellano

Il Presidente della Giunta per sapere quali provvedimenti intenda adottare l'Amministrazione Regionale affinché sia evitato o limitato al consumatore questo ulteriore aggravio del già pesante costo della vita.

F.to: Giulio Dolchi - Pietro Germano

Albaney (R.V.) - Premesso che il prezzo di vendita al minuto del latte alimentare pastorizzato nel Comune di Aosta, in vigore a tutto il 1968, era stato determinato, con provvedimento del Comitato prezzi in data 11 dicembre 1964, nella misura di 120 lire per bottiglia da litro e 60 per bottiglia da mezzo litro, si precisa quanto segue: in data 28 luglio 1967 la Centrale Laitière d'Aoste inoltrava al Comitato prezzi un'istanza tendente ad ottenere l'aumento del prezzo di vendita del latte alimentare pastorizzato. L'ammontare dell'aumento richiesto era di lire 10 al litro e veniva posto in diretta dipendenza all'introduzione di un nuovo sistema di imbottigliamento del latte in contenitori di moplen a perdere.

L'adozione del nuovo sistema di confezionamento s'imponeva, secondo gli organi responsabili della Centrale del Latte, per i seguenti motivi: primo, la grave situazione venutasi a creare in seno alla Centrale a seguito del disservizio del macchinario in dotazione, in particolare della macchina lava bottiglie, imbottigliatrice, tappatrice; secondo, la necessità impellente di ovviare agli inconvenienti tecnici aventi riflessi di natura igienico-sanitaria che, in relazione a quanto sopra, manifestavano quotidianamente nello svolgimento del ciclo di lavorazione e che erano da imputarsi esclusivamente all'usura del macchinario in questione. A questo punto occorreva verificare che l'affermazione fatta dalla società richiedente per quanto si riferisce agli inconvenienti di natura igienico-sanitaria e tecnica lamentati, trovassero in pratica effettivo riscontro. In caso affermativo, quindi, occorreva appurare quale fosse stata la capacità della medesima di poter provvedere con mezzi propri all'affitto del nuovo macchinario.

Per quanto attiene agli inconvenienti di natura igienico-sanitaria e tecnica succitati, la loro esistenza e consistenza è stata accertata attraverso le relazioni all'uopo fornite dal Medico Regionale, dall'Ufficiale Sanitario del Comune di Aosta e dal Direttore del Reparto Chimico del Laboratorio di Igiene e Profilassi. I pareri stessi, al riguardo degli Organi citati, hanno infatti evidenziato in maniera inequivocabile il potenziale pericolo cui andava incontro la salute pubblica in dipendenza della precaria ed insoddisfacente funzionalità dei macchinari esistenti, ponendo, nel contempo, in rilievo la bontà del nuovo sistema di lavorazione proposto che avrebbe consentito di acquisire notevoli vantaggi, sia sul piano sanitario che su quello tecnico.

Per quanto riguarda, invece, la possibilità di assorbimento del costo derivante dalla cifra del nuovo macchinario attraverso la nutrita documentazione prodotta dalla Società della Centrale del Latte, su apposita richiesta della Segreteria del Comitato prezzi, si è potuto riscontrare la insistenza di detta possibilità, stante la precaria situazione economica finanziaria della Società stessa con le conseguenti remore che tale fatto comporta ai fini del ricorso al finanziamento, sia da fonti interne che da fonti esterne. In proposito giova precisare che, da un apposito calcolo del costo unitario di un litro di latte imbottigliato, col sistema dei contenitori di moplen aperti, il risultato è il seguente: noi sappiamo che il quantitativo di latte consumato nella Città di Aosta è di 6.000 litri al giorno circa; l'affitto di questi macchinari incide per 30.000 lire al giorno; la materia prima, cioè questo materiale impiegato, questo moplen incide nella misura di 30.300 lire, in più abbiamo la stagnola per... materiale, impiegato di 2.650 lire; totale 62.957 più il 4% di I.G.E.; totale complessivo 65.476. Questo sarebbe il costo giornaliero per imbottigliare questo latte con questi contenitori moplen aperti. Considerando quindi che il consumo alimentare del latte in Aosta è di 66.000 litri, vediamo che il costo unitario, di ogni litro di latte imbottigliato conseguente alla spesa di affitto dei macchinari, della materia prima, eccetera, risulta di 10,91 lire al litro.

Per completare la fase istruttoria, si è ritenuto, inoltre, necessario interpellare alcuni Comitati provinciali dei prezzi per conoscere se, in concomitanza con l'adozione del sistema dell'imbottigliamento con recipienti a perdere, le rispettive Centrali del latte avessero avanzato, e in quale misura, eventuali richieste di aumento del prezzo di vendita del latte. Dalle notizie pervenute al riguardo, si è potuto rilevare che, nella quasi totalità dei casi, al momento dell'adozione del sistema di cui si tratta è scaturita una richiesta di aumento del prezzo del latte da parte delle Società interessate cui ha fatto seguito la prescritta autorizzazione dei Comitati competenti. In ultimo, in ordine di tempo, si cita l'aumento di 10 lire al litro concesso dal Comitato Provinciale di Trento in data 18 ottobre 1967. In relazione a quanto sopra esposto, il Comitato regionale dei prezzi, sentito il parere della Commissione Consultiva dei prezzi e del Comitato interministeriale dei prezzi, ha ritenuto, dopo aver preso atto delle richieste collaterali di aumento delle rispettive quote di competenza fatte dall'Associazione agricoltori della Valle d'Aosta, per conto dei produttori conferenti alla Centrale e della categoria dei rivenditori, di limitare il proprio esame, le conseguenti determinazioni esclusivamente all'istanza pervenuta da parte della Centrale Laitière d'Aoste tendente, come è stato in precedenza sottolineato, ad ottenere l'aumento dei prezzo di vendita del latte in esclusiva diretta dipendenza con l'introduzione del nuovo sistema di imbottigliamento del prodotto in recipienti di moplen a perdere.

Per quanto concerne, in particolare, le richieste dei produttori e dei rivenditori di latte, il Comitato prezzi si è riservato di esaminarle con la dovuta attenzione in prosieguo di tempo, tenuto conto anche delle richieste pervenute tardivamente e che non risultano sufficientemente documentate. A completamento della presente disamina devesi ancora rilevare che nessun elemento del costo che compone il prezzo al minuto del latte fissato dal Comitato regionale dei prezzi con la deliberazione dell'11 dicembre 1964, è stato posto in discussione e che pertanto l'analisi proposta dalla Centrale del Latte alla data della sua entrata in funzione non ha subito alcuna modificazione delle sue componenti. Infatti, nel caso specifico, si è trattato unicamente del sorgere di un costo aggiuntivo che, come si è precisato in precedenza, la Centrale attualmente non è in grado di assorbire senza aggravare maggiormente la sua difficile situazione economica.

A conclusione, si può quindi affermare che presentemente nessuna possibilità appare concretamente sussistere per evitare o limitare al consumatore l'aggravio derivante dall'aumento del prezzo del latte, cioè il prezzo del latte non è aumentato, è aumentato il costo di questi contenitori aperti. A meno che ...(voci)... e va bene, è aumentato, vi ho esposto i due motivi, il motivo igienico-sanitario, questo è il discorso, nella mia relazione mi pare di essere stato chiaro, a meno che ...(voci)... a meno che ai maggiori costi che la Centrale del Latte deve sostenere per il nuovo confezionamento provveda l'Amministrazione regionale. Stando a questi conti, noi, Amministrazione regionale, dovremmo ancora dare alla Centrale circa 20 milioni in più di quanto già diamo. Questo è il risultato di questo aumento che il Comitato prezzi ha ritenuto opportuno... diciamo di operare, quindi il prezzo al litro da 120 è stato portato a 130.

Dolchi (P.C.I.) - L'argomento meriterebbe certamente un maggior approfondimento in quanto colpisce il consumatore trattandosi soprattutto di un genere di prima necessità. Mi limiterò ad alcune considerazioni in seguito all'illustrazione fatta dall'Assessore.

Prima di tutto non mettiamo in dubbio il miglioramento tecnico e igienico che si è venuto a realizzare con l'istituzione dei vuoti a perdere, però da qui ne sorge quella che l'Assessore ha definito una "diretta dipendenza", in quanto l'affitto e il materiale impiegato per le 62 mila lire al giorno per i 6.000 litri di produzione della Centrale del Latte fa sì che l'aumento è stato matematicamente conteggiato e incide per 10 lire al litro. Se fosse permessa una battuta, verrebbe da dire: "Meno male che non costavano 120 mila lire, sennò con la stessa operazione matematica il latte sarebbe aumentato di 20 lire al litro". Effettivamente il latte è aumentato di dieci lire al litro, perciò il consumatore effettivamente lo paga di più. Il fatto che la quota per i rivenditori e la quota per i produttori non sia stata modificata, e non sia stata modificata in aumento, non dimostra che al consumatore il latte costa dieci lire di più. Verrebbe quindi spontanea la considerazione che nel quadro dell'utilizzazione di questo materiale, di questo macchinario, invece di spendere 30 mila lire al giorno per l'affitto, non si veda la necessità di acquistare questo macchinario che porterebbe - sempre per il conto matematico fattoci prima dall'Assessore - a un aumento solo di 5 lire, perlomeno riportato all'affitto.

Io farei però un'altra considerazione: in genere le grandi Società, quando istituiscono per i prodotti che mettono in vendita i vuoti a perdere, fanno una trasformazione industriale e utilizzano questo sistema proprio per fare delle economie, non per aumentare i costi; si potrà dire che forse i 6.000 litri di Aosta sono una quantità piuttosto limitata che non permette di portare il discorso a questi estremi. Ritengo comunque, nel quadro della situazione che questo aumento viene a creare nelle famiglie aostane, che debba essere rivisto il funzionamento e il prezzo del latte adeguandolo alle effettive possibilità che ha la Centrale del Latte di fornire questo genere di prima necessità alla cittadinanza senza questo ulteriore aggravio. Soprattutto se il Consiglio dovrà discutere, deliberare un contributo richiesto per il pareggio della gestione della Centrale del Latte, ritengo e faccio in tal senso raccomandazione all'Assessore Albaney perché siano studiate ed esaminate tutte quelle eventualità che permettono una riduzione e non, eventualmente, un ulteriore aumento di questo genere.

Germano (P.C.I.) - Brevissimamente per dire la mia insoddisfazione. La relazione dell'Assessore Albaney, secondo me, è molto simile all'atteggiamento che ha Bramieri quando fa la pubblicità per il moplen. Non so se avete visto a Carosello - tempo fa almeno lo faceva - che cosa succedeva con un mucchio di difficoltà e Bramieri a quel punto diceva: "E mo' e mo', moplen" e con quello si risolve tutto.

Cosa fa Albaney? Fa un mucchio di difficoltà. Mentre - come giustamente diceva Dolchi - gli altri adottano questi sistemi per ridurre, lui fa vedere tutte le difficoltà. Non capisco poi perché la Centrale del Latte debba affittare dei macchinari che costano 30.000 lire al giorno di affitto, questa è programmazione, questo è un metodo di programmazione molto interessante. Ma dico, come risolve Albaney? Che paghino i consumatori, non i produttori, non i dettaglianti! Chi le che deve pagare? La povera gente, questo è il problema, e in tutte le cose. Anche per l'aumento del pane, come avete fatto l'aumento del pane, con quale leggerezza, con quale tranquillità? Paga la povera gente in Valle d'Aosta. Il costo della vita è superiore rispetto a Torino, i Sindacati stanno muovendosi per modificare la questione delle zone salariali e l'atteggiamento dell'Ente pubblico qual è? Quando c'è un problema... e mo', come si risolve? Facendo pagare i consumatori con la massima tranquillità e con la massima leggerezza.

Io credo, oltre a dire di essere insoddisfatto, che bisogna che l'Assessor Albaney affronti queste questioni con molta serietà e con molta preoccupazione, non con leggerezza. Noi presenteremo quindi una mozione non solo sull'argomento latte, ma sulla questione del costo della vita e sull'atteggiamento che deve assumere un Ente locale per difendere i cittadini, soprattutto le grandi masse popolari, che sono quelle che più ci rimettono da queste cose.

Albaney (R.V.) - Qui rispondo a Germano sull'acquisto del macchinario: la Centrale del Latte non può comperare questo macchinario perché non lo vendono, ecco il problema. Sarebbe interessante per la Centrale del Latte poterlo acquistare, invece questo materiale lo affittano soltanto e mi potrà dare un colpo di mano in questo senso l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, mica me le invento queste robe.

Circa il fatto che solo i consumatori devono sopportare questo non è vero: i produttori lo scorso anno hanno avuto una diminuzione di 3 lire al litro per i loro conferimenti; quindi anche loro hanno partecipato alle spese che abbiamo di gestione della Centrale del Latte. E poi, Consigliere Germano, senta: penso che i consumatori con questi macchinari, con questi recipienti a perdere ne siano stati avvantaggiati e ne siano soddisfatti. Questo tutti i consumatori... Tenga presente un'altra cosa: che 130 lire, anche se il latte è un genere di prima necessità... quando pensiamo a una bottiglia di questo genere qui, a quanto costa - e al Consigliere Dolchi rispondo la stessa cosa che rispondevo al Consigliere Germano - non si potevano acquistare queste apparecchiature, pertanto necessariamente dobbiamo affittarle. Con un certo lasso di tempo affronteremo anche il problema dei rivenditori, perché certi rivenditori hanno chiesto anche loro un aumento di margine: invece delle 17 lire hanno chiesto anche loro 6 lire in più, quindi questa richiesta dei produttori verrà esaminata in sede di Giunta.

Montesano (P.S.U.) - Assessore all'Agricoltura e Foreste, guardi che poi ci sarà una mozione, quindi io penserei, per quanto riguarda le apparecchiature... Eh! un momento Signorina, un momento, fra l'altro si ricordi che è Vice Presidente del Consiglio, è la prima volta che sulle interpellanze interviene un non presentatore ...(voce del Consigliere Sig.a Personnettaz)... ma non si può, mi dispiace, mi dispiace ma abbiamo... ma scusi ...(voce del Consigliere Sig.a Personnettaz)... però lasciamola parlare, visto che...

Personnettaz Arlina (D.C.) - Vorrei solo precisare che la sostituzione dei recipienti in vetro con recipienti a perdere, a mio avviso, è stato un saggio provvedimento ai fini igienici. A me risulta che i recipienti in vetro recuperabili ritornavano alla Centrale del Latte; quindi, dopo essere serviti ad ogni cosa, tipo il trasporto ai Laboratori di ogni tipo e specie di escrementi, a noi... questo l'ho visto io! Credo, quindi, che il lieve aumento del latte dovuto ai flaconcini a perdere abbia una valida contropartita nel grande vantaggio igienico per tutti, e non si possono avere dei vantaggi senza pagare un po' di più.

Montesano (P.S.U.) - Signorina, si ricordi però che il suo intervento è stato uno strappo al Regolamento e che le è stato concesso in via eccezionale.

Allora c'è una breve precisazione dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste? No, va bene. Allora facciamo due passi indietro e andiamo al punto n. 7 all'ordine del giorno.

Il Consiglio prende atto.