Objet du Conseil n. 235 du 6 décembre 1968 - Verbale

OGGETTO N. 235/68 - - Concessione di contributi per l'impianto di stabilimenti industriali in Valle d'Aosta ai sensi delle leggi regionali 21 agosto 1962 n. 20 e 11 marzo 1968 n. 8.

Con leggi regionali 21 agosto 1962 n. 20 e 11 marzo 1968 n. 8 sono state approvate provvidenze intese a promuovere e a favorire l'impianto e l'ampliamento di stabilimenti industriali in Valle d'Aosta mediante la concessione di contributi regionali.

Sono state istruite presso l'Assessorato Regionale Industria e Commercio le domande di concessione presentate dalle sottoindicate ditte industriali tendenti ad ottenere la concessione dei contributi previsti dalle citate leggi regionali:

1°) La Ditta S.I.B. (Società Internazionale Birraria) BIRRA ZIMMERMANN S.p.Az., con sede in Pollein, località Aeroporto, ha presentato in data 29 marzo 1967 domanda intesa ad ottenere il contributo previsto dalla legge regionale 21 agosto 1962, n. 20, nelle spese di acquisto del terreno destinato all'installazione di uno stabilimento industriale per la produzione di birra e bibite gassate, realizzato nel territorio del Comune di Pollein, in prossimità del campo d'aviazione. Successivamente la Ditta ha presentato istanza intesa ad ottenere anche il contributo straordinario previsto dalla legge regionale 11 marzo 1968, n. 8, nelle spese di costruzione e di attrezzatura dello stabilimento stesso.

La domanda è corredata dai prescritti documenti, dati, notizie e atti di impegno. Le informazioni fornite dalle banche circa la solidità, capacità finanziaria e correttezza commerciale dell'impresa sono favorevoli.

L'Impresa ha sede nella Regione ed è iscritta al n. 30047 del Registro delle ditte tenuto dall'Assessorato dell'industria e del commercio.

La Società ha acquistato un primo lotto di mq. 40.000, con una spesa complessiva, comprese le spese accessorie, di £. 25.639.500 (£. 640 x mq.). Successivamente l'Impresa ha acquistato un secondo lotto di terreno di mq. 12.534 destinato ad un futuro ampliamento dell'azienda, con un ulteriore spesa di £. 7.570.897 (£. 604 x mq.).

I fabbricati ricoprono una superficie di mq. 12.780; mentre la superficie pavimentata con manto bituminoso è di circa mq. 6.000. La restante parte del primo lotto di terreno è stata convenientemente sistemata e livellata ed è destinata a parcheggio di autoveicoli, a zona verde e all'eventuale ampliamento dello stabilimento.

I reparti produttivi dello stabilimento comprendono sala di cottura e di raffreddamento della birra, mulini per malto, cantine di fermentazione, cantine di deposito, sala per sciroppi, reparto di scassettatura delle bottiglie, reparto di imbottigliamento e incassettamento della birra e delle bibite gassate.

I reparti destinati ai servizi comprendono: locale di stazionamento per automezzi, magazzini per casse, cestelli e bottiglie vuote, magazzino e silos per materie prime, officina meccanica, sala caldaie e compressori, magazzini prodotti finiti, stazione carico automezzi, reparto controllo e pesatura automezzi, laboratorio sperimentale e di controllo, uffici per controllo U.T.I.F. e Finanza, uffici per direzione e servizi amministrativi.

Le spese di costruzione dello stabilimento sono state indicate dalla Ditta in complessive £. 1.292.819.624= (Sistemazione del terreno £. 14.149.360; costruzione dei fabbricati lire 285.426.687; acquisto e installazione di macchinari e impianti £. 545.359.549; acquisto di automezzi e carrelli elevatori lire 105.339.324; acquisto di bottiglie, fusti, barili, cestelli, cassette, ecc. £. 324.544.704).

La produzione di birra è stata nel 1968 (sino a tutto il mese di settembre) di hl. 54.892, contro hl. 21.812 nell'intero 1967 ed hl. 10.458 ottenuti nel 1966 nello stabilimento della cessata BIRRA AOSTA. Si prevede che in un prossimo futuro la produzione annua dello stabilimento possa raggiungere i 100.000 ettolitri di birra ed i 6 milioni di bottiglie di bibite. Quali mercati di sbocco sono stati indicati, oltre a quello locale, quelli delle seguenti regioni italiane Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia e potenzialmente Toscana, Trentino, zona di Trieste, nonché Francia, Belgio e Svizzera Romanda.

Il personale occupato nello stabilimento ha raggiunto, secondo le indicazioni della Ditta, nel 1968, le 135 unità nel periodo di massima occupazione stagionale e non dovrebbe scendere sotto le 80 unità nel periodo di minima occupazione stagionale (nello stabilimento della cessata BIRRA AOSTA massimo stagionale 58 unità e minimo stagionale 39 unità).

La misura dei contributi regionali potrebbe corrispondere a £. 23.000.000=, pari a circa il 90% del valore del primo lotto di terreno acquistato (£. 575 x mq.) ed a £. 100.000.000=, importo massimo consentito dall'art. 2 della legge 11 marzo 1968, n. 8, pari al 7,7% delle spese sostenute per la costruzione e l'attrezzatura dello stabilimento, per un ammontare complessivo di L. 123.000.000=.

La concessione e la liquidazione dei contributi potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8. Per esigenze di bilancio, il contributo di £. 100.000.000 dovrebbe essere concesso e finanziato per £. 55.200.000 nel corrente anno (I° contributo) e per £. 44.800.000 nell'anno successivo, in relazione alle disponibilità dell'apposito capitolo di spesa per l'anno 1969.

2°) La Ditta LYS FUSION S.r.l., con sede nel Comune di Hône, ha presentato in data 19 dicembre 1967, domanda intesa ad ottenere il contributo previsto dalla legge regionale 21 agosto 1962, n. 20, nelle spese di acquisto del terreno destinato all'impianto di uno stabilimento industriale per la fabbricazione di prodotti in materia plastica, nailon e alluminio. Successivamente la Ditta ha presentato istanza intesa ad ottenere anche il contributo straordinario previsto dalla legge regionale 11 marzo 1968, n. 8 nelle spese di acquisto e di attrezzatura dello stabilimento stesso.

La domanda è corredata dei prescritti documenti, dati, notizie e atti d'impegno. Le informazioni fornite dalle Banche circa la solidità, capacità finanziaria e correttezza commerciale dell'impresa sono favorevoli.

L'Impresa he sede nella Regione ed è iscritta al n. 30.060 del registro delle ditte tenuto dall'Assessorato dell'industria e del commercio.

La Società ha acquistato un lotto di terreno di 11.454 mq. comprendente anche una serie di preesistenti fabbricati, con una spesa complessiva, escluse le spese accessorie, di £. 9.000.000.

Risulta, inoltre, che l'impresa ha acquistato un secondo lotto di terreno di circa mq. 9.000 destinato al futuro ampliamento dello stabilimento.

I fabbricati (5 capannoni e 2 fabbricati minori), ricoprono una superficie di mq. 2.490.

Tutta la restante superficie è convenientemente livellata e spianata ed è destinata alla strada di eccesso ed ai piazzali di sosta e di manovra dei veicoli per il disimpegno dei servizi dello stabilimento.

Il fabbricato adibito ad officina è attrezzato con presse automatiche e semiautomatiche per la lavorazione di materie plastiche. Due capannoni sono adibiti a magazzini del materiale per la produzione e dei prodotti finiti.

La dotazione di attrezzature, macchinari e impianti ha comportato per la ditta una spesa di £. 22.760.266.=.

Attualmente la Società fornisce i suoi prodotti, sul mercato nazionale, alla S.p.Az. FIAT di Torino, alla Società OLIVETTI di Ivrea, alla S.I.C. di Torino e ad altre aziende minori.

L'esportazione di prodotti, sui mercati esteri, è diretta in Francia, Germania e Spagna. Diversi particolari della produzione della Società sono coperti da brevetto.

Il personale occupato nello stabilimento comprende circa 20 unità e, secondo le informazioni della Ditta, dovrebbe presto salire a 30 unità.

Il contributo regionale nelle spese di acquisto del terreno potrebbe ammontare a £. 6.500.000= (£. 567 x mq.) e quello per l'acquisto e l'attrezzatura dello stabilimento a £. 2.500.000= (circa il 10%), per un complesso di lire 10.000,000=.

La concessione e la liquidazione dei contributi stessi potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8 e cioè le prime due rate nella misura complessiva di £. 6.300.000=, pari a circa il 70%, subito, in quanto il nuovo stabilimento è già entrato in funzione; la terza rata di £. 2.700.000=, a saldo, un anno dopo il versamento delle precedenti due rate.

3°) La Ditta S.I.C.A.V. (Società Industriale Commerciale Autoveicoli Valdostana) - Società in accomandita semplice di NOUSSAN & C., con sede in Aosta, Corso Battaglione Aosta, n. 83, ha presentato domanda, intesa ad ottenere il contributo previsto dalla legge regionale 11 marzo 1968, n. 8 nelle spese sostenute per l'ampliamento e l'ammodernamento dello stabilimento destinato oltre che ad autorimessa anche ad officina meccanica e carrozzeria.

La Ditta, infatti, opera anche nel settore industriale della trasformazione e riparazione di motori e parti meccaniche, della costruzione di parti di carrozzeria e della riparazione.

La domanda è corredata dai prescritti documenti, dati, notizie e atti di impegno. Le informazioni fornite dalle banche circa la solidità, capacità finanziaria e correttezza commerciale dell'Impresa sono favorevoli.

L'Impresa ha sede nella Regione ed è iscritta al n. 24.303 del Registro delle ditte tenuto dall'Assessorato dell'industria e del commercio.

L'ampliamento dello stabilimento consiste nella sopraelevazione del fabbricato oltre il secondo piano, per una volumetria complessiva di mc. 26.700 e con una spesa di £. 212.454.000=.

Le spese per l'acquisto di macchinari e attrezzature sono state indicate in £. 31.963.376=. Pertanto le spese complessivamente sostenute dalla Società per realizzare il programma di sviluppo della propria attività ascendono a £. 244.417.376=. La Ditta ha già chiesto ed ottenuto dalla Regione, ai sensi delle deliberazioni consiliari n. 72 del 29/5/1957 e n. 155 del 24/6/1967, un contributo per il pagamento degli interessi su un mutuo bancario di £. 50.000.000=, contratto ai fini della parziale copertura della spesa suddetta.

Il personale occupato nello stabilimento raggiunge attualmente 23 unità, così suddivise: 1 capo officina, 6 meccanici specializzati, 7 meccanici qualificati, 3 aiuto meccanici, 1 elettricista, 2 carrozzieri e 3 manovali. In relazione allo sviluppo dell'attività conseguente all'ampliamento dello stabilimento, la ditta prevede, inoltre, l'assunzione di altri 9 dipendenti (6 meccanici specializzati, 1 elettricista, 1 magazziniere e 1 manovale per le pulizie).

Tenendo conto dell'attività mista (commerciale e industriale) svolta dalla Società, la misura del contributo regionale - dedotta dalla spesa totale di £. 244.417.376= la somma di L. 50.000.000= relativa al mutuo sopra specificato, per il quale l'impresa ha ottenuto il parziale pagamento degli interessi da parte della Regione - potrebbe corrispondere a L. 9.700.000=, pari a circa il 5% della residua somma di L. 194.417.376=.

La concessione e la liquidazione del contributo potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21.8.1962, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8 e cioè la prima rata di Lire 3.000.000=, pari a circa il 30% ad avvenuta ultimazione dei lavori di costruzione sopra indicati, la seconda rata di L. 3.800.000=, pari a circa il 40%, all'inizio del funzionamento dei nuovi reparti dello stabilimento, la terza rata di L. 2.900.000= a saldo, un anno dopo il versamento delle precedenti due rate.

4°) La Ditta M.M. MACCHINE MOLITORIE, Società per Azioni, con sede in POLLEIN, località Les Iles, ha presentato in data 10 luglio 1968 domanda intesa ad ottenere i contributi previsti dalle Leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 ed 11 marzo 1968, n. 8 nelle spese d'acquisto del terreno destinato alla installazione di uno stabilimento per la produzione di macchine molitorie e nelle spese di costruzione dello stabilimento stesso.

La domanda è corredata dei prescritti documenti, dati, notizie e atti d'impegno. Le informazioni fornite dalle Banche circa la serietà, la capacità finanziaria e correttezza commerciale dell'Impresa sono favorevoli.

L'Impresa ha sede nella regione ed ha presentato in data 6.3.1968 domanda per l'iscrizione nel Registro delle Ditte tenuto dall'Assessorato dell'industria e del commercio.

La Società ha acquistato un lotto di terreno di mq. 12.800.000=, con una spesa complessiva, comprese le spese accessorie, di L. 10.942.000= (L. 854 x mq.).

Lo stabilimento comprende inizialmente un primo capannone di mq. 650 oltre ai locali per i servizi e per gli Uffici.

Le spese di costruzione dello stabilimento sono state indicate dalla Ditta in complessive L. 40.000.000=.

Lo stabilimento è destinato alla produzione di molini di piccole dimensioni, tali da poter essere autotrasportati. La ditta asserisce di aver avuto richieste del prodotto da molti paesi asiatici, africani e americani in via di sviluppo.

Il personale occupato nello stabilimento comprenderà inizialmente, secondo le indicazioni della Ditta, 20 unità.

La misura dei contributi regionali potrebbe corrispondere a L. 10.000.000=, pari a circa il 91% del valore del terreno (L. 781 x mq.) ed al 10% delle spese sostenute per la costruzione dello stabilimento, pari a £. 4.000.000= per un ammontare complessivo di £. 14.000.000=.

La concessione e la liquidazione dei contributi potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8, e cioè la prima rata di £. 4.200.000= pari a circa il 30%, ad avvenuta ultimazione dei lavori di costruzione sopraindicati, la seconda rata di £. 5.600.000=, pari a circa il 40%, all'inizio del funzionamento del nuovo stabilimento, la terza rata di £. 4.200.000=, a saldo, un anno dopo il versamento delle precedenti due rate.

5°) La Ditta RETI S.a.S., con sede in POLLEIN, Regione Aeroporto, ha presentato in data 30 agosto 1968, domanda intesa ad ottenere i contributi previsti dalle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8, nelle spese di acquisto del terreno destinato all'installazione di uno stabilimento per la produzione di manufatti in cemento vibrocompresso.

La domanda è corredata dei prescritti documenti, dati, notizie e atti di impegno. Le informazioni bancarie circa la serietà, capacità finanziarie e correttezza commerciale dell'impresa sono favorevoli.

L'Impresa ha sede nella Regione ed è iscritta al n. 30.624 del Registro delle Ditte tenuto dall'Assessorato dell'industria e del commercio.

La Società ha acquistato un lotto di terreno di mq. 8144, con una spesa complessiva, compresa le spese accessorie, di L. 5.167.600= (L. 634 x mq.). Lo stabilimento comprende attualmente un fabbricato di mq. 400 nel quale trovano posto il laboratorio e i locali destinati ai servizi ed agli uffici. Con i previsti ampliamenti la superficie dello stabilimento dovrebbe salire, in un secondo tempo, a mq. 600.

Le spese per la costruzione dello stabilimento sono state indicate in L. 21.212.412=. Lo stabilimento è destinato alla produzione di manufatti in cemento vibrocompresso (blocchetti in cemento, blocchetti in pomice e copricavi in cemento).

Il personale occupato nello stabilimento comprende 8 operai qualificati e specializzati, 4 manovali comuni fissi, 4 manovali comuni stagionali e 1 impiegato.

La misura dei contributi regionali potrebbe corrispondere a L. 5.000.000=; pari a circa il 97% del prezzo di acquisto del terreno (L. 614 x mq.) ed al 10% delle spese sostenute per la costruzione e l'attrezzatura dello stabilimento, pari a L. 2.100.000= per un ammontare complessivo di 7.100.000=.

La concessione e la liquidazione dei contributi potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1963, n. 20 e all'art. 4 della legge regionale 11 marzo 1968, n. 8, e cioè le prime due rate di Lire 4.900.000=, pari a circa il 70%, subito, in quanto il nuovo stabilimento è già entrato in funzione, la terza rata di L. 2.200.000=, a saldo, un anno dopo il versamento delle precedenti due rate.

6°) La Ditta EUROMEC S.a.S., con sede in CHAMBAVE, ha presentato in data 4 settembre 1968 domanda intesa, ad ottenere i contributi previsti dalle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8 nelle spese di acquisto del terreno destinato all'installazione di uno stabilimento per la produzione di accessori per auto e nelle spese di costruzione dello stabilimento stesso.

La domanda è corredata dei prescritti documenti, dati, notizie e atti di impegno. Le informazioni bancarie circa la serietà, la capacità finanziaria e correttezza commerciale dell'Impresa sono favorevoli.

L'impresa ha sede nella Regione ed ha dato corso alle pratiche per l'iscrizione nel Registro delle ditte tenuto dall'Assessorato dell'industria e del commercio.

La Società ha acquistato, in CHAMBAVE, un lotto di terreno di mq. 8.228, con una spesa complessiva, comprese le spese accessorie, di L. 8.385.070= (L. 1.019 x mq.).

Lo stabilimento comprende un fabbricato di mq. 1.200 in cui si trovano anche i locali destinati a uffici ed ai servizi.

Lo stabilimento ha per oggetto lo studio, la progettazione e la fabbricazione di accessori per auto. Quali mercati di sbocco della produzione si prevedono oltre a quello nazionale, anche quelli degli altri paesi della Comunità Economica Europea. Per quanto riguarda la mano d'opera si prevede l'assorbimento graduale di 50-60 unità di cui 55 operai e 5 impiegati.

Le spese di costruzione e di attrezzatura dello stabilimento sono state indicate dalla ditta in complessive Lire 60.832.500=.

La misura dei contributi regionali potrebbe corrispondere a L. 8.000.000= pari a circa il 95% del prezzo di acquisto del terreno (L. 995 x mq.) ed al 10% delle spese sostenute per la costruzione e l'attrezzatura dello stabilimento, pari a L. 6.000.000= per un ammontare complessivo di Lire 14.000.000=.

La concessione e la liquidazione dei contributi potrebbero avvenire alle condizioni di cui all'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 e all'art. 4 della Legge regionale 11 marzo 1968, n. 8, e cioè la prima rata di L. 4.200.000= pari a circa il 30% ad avvenuta ultimazione dei lavori di costruzione sopraindicati, la seconda rata di L. 5.600.000= pari a circa il 40% all'inizio del funzionamento del nuovo stabilimento, la terza rata di L. 4.200.000=, a saldo, un anno dopo il versamento delle precedenti due rate.

La Commissione consiliare permanente per l'Industria e il Commercio ha preso in esame le domande di concessione di contributi presentate dalle Ditte sopraindicate, ed ha espresso, in via di massima, parere favorevole all'accoglimento delle domande stesse, da sottoporre all'esame e alle decisioni del Consiglio, con le proposte risultanti nella presente relazione.

Quanto sopra premesso, si propone che il Consiglio Regionale

Deliberi

1°) di approvare la concessione alle seguenti Imprese industriali dei contributi straordinari regionali a fianco di ciascuna Impresa indicati, ai sensi delle leggi regionali 21 agosto 1962 n. 20 e 11 marzo 1968 n. 8:

a) Ditta S.I.B. (Società Internazionale Birraria) - Birra Zimmermann S.p.A., con sede in POLLEIN, località Aeroporto: contributo di £. 23.000.000 (ventitré milioni) nelle spese di acquisto del terreno e primo contributo di £. 55.200.000 (cinquantacinquemilioniduecentomila) nelle spese di costruzione dello stabilimento;

b) Ditta LYS FUSION S.r.l., con sede nel Comune di HONE contributo di £. 6.500.000 (seimilionicinquecentomila) nelle spese di acquisto del terreno e contributo di £. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) nelle spese di acquisto e attrezzatura dello stabilimento;

c) Ditta S.I.C.A.V. (Società Industriale Commerciale Autoveicoli Valdostana) S.a.s., di NOUSSAN & C., con sede in AOSTA, Corso Btg. Aosta: contributo di £. 9.700.000 (novemilionisettecentomila) nelle spese di ampliamento e ammodernamento dello stabilimento;

d) Ditta M.M. MACCHINE MOLITORIE, S.p.A., con sede in POLLEIN, località Les Iles: contributo di £. 10.000.000 (diecimilioni) nelle spese di acquisto del terreno e contributo di £. 4.000.000 (quattromilioni) nelle spese di costruzione dello stabilimento;

e) Ditta RETI S.a.s., con sede in POLLEIN, località Aeroporto: contributo di £. 5.000.000 (cinquemilioni) nelle spese di acquisto del terreno e contributo di £. 2.100.000 nelle spese di costruzione dello stabilimento;

f) Ditta EUROMEC, S.a.s., con sede in. CHAMBAVE: contributo di £. 8.000.000 (ottomilioni) per l'acquisto del terreno e contributo di £. 6.000.000 (seimilioni) per la costruzione dello stabilimento;

2°) di approvare la spesa complessiva di £. 132.000.000= (centotrentaduemilioni) da finanziare come segue:

a) per £. 32.107.000 all'apposito residuo passivo "Contributi, concorso spese per mutui e sussidi per iniziative e manifestazioni economiche e per lo sviluppo delle attività economiche" (Spesa approvata e impegnata con deliberazione consiliare n. 69 in data 4.6.1962);

b) per £. 99.893.000 al capitolo 283 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1968 ("Spese e contributi, concorso in spese per mutui, sussidi e interventi per iniziative e manifestazioni economiche e per lo sviluppo delle attività economiche"), che presenta la necessaria disponibilità.

3°) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione dei successivi provvedimenti deliberativi per la liquidazione alle Ditte di cui al punto 1°) delle rate dei contributi di cui ai precedenti numeri 1°) e 2°), secondo le modalità previste dalle leggi regionali 21.8.1962 n. 20 e 11 marzo 1968 n. 8;

4°) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione dei provvedimenti deliberativi per la concessione e la liquidazione alla Ditta S.I.B. (Società Internazionale Birraria) - Birra Zimmermann S.p.A., con sede in Pollein - località Aeroporto - di un ulteriore contributo di importo non superiore a Lire 44.800.000 (quarantaquattromilioniottocentomila) nelle spese di costruzione dello stabilimento di cui al n. 1, contributo da concedere nell'esercizio finanziario 1969, in relazione alle disponibilità del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1969, e da imputare al capitolo di spesa del bilancio stesso corrispondente al capitolo di spesa 283 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1968.

Albaney (R.V.) - Com'è noto, la legge regionale 21 agosto 1962 n. 20, riguardante la concessione di contributi nelle spese di acquisto dei terreni a favore delle imprese che installano nuovi stabilimenti industriali nella Regione, avendo dimostrato una limitata efficacia ai fini dell'industrializzazione della Valle e dell'assorbimento della mano d'opera disoccupata, è stata integrata dalla successiva legge regionale 11 marzo 1968 n. 8. Le innovazioni previste dalla nuova legge riguardano: 1°) la concessione dei contributi anche nelle spese di costruzione degli stabilimenti, oltre che nelle spese di acquisto dei terreni; 2°) l'estensione dei contributi regionali anche alle imprese che già possiedono stabilimenti nella Regione e che intendano provvedere al loro ampliamento e ammodernamento.

Il nuovo strumento legislativo sembra avere incontrato il favore degli operatori economici, come risulta dal numero delle domande giunte all'Assessorato. Le proposte di concessione dei contributi riguardano sei stabilimenti industriali, che, quando potranno funzionare in pieno, dovrebbero fornire non meno di 176 nuovi posti di lavoro, senza contare i posti di carattere stagionale. Sono quindi rispettate le finalità delle due leggi regionali, che sono principalmente quelle di sollecitare una maggiore occupazione della mano d'opera locale, incoraggiando la creazione di nuove iniziative industriali e lo sviluppo di quelle già esistenti.

Bancod (U.V.) - Nous de l'Union Valdôtaine nous ne pouvons qu'être favorables au développement industriel de la Vallée d'Aoste. Les Valdôtains, pour une raison ou pour l'autre, ont toujours dû prendre leur sac et aller ailleurs chercher du travail, surtout à l'étranger; c'est donc notre devoir de guérir cette plaie afin qu'un jour tous les ouvriers valdôtains puissent défendre leurs droits et travailler tranquillement chez eux.

Cependant, selon mon modeste avis, il faut que la loi réglementaire de l'installation des établissements en Vallée d'Aoste soit interprétée de façon que ce bénéfice soit mieux réparti dans toute la Vallée. Je me permets donc à cet égard de vous faire remarquer, Messieurs les Conseillers, que nous ne devons pas nous éloigner de l'esprit primitif de la loi, car l'article premier est assez clair à ce propos, il dit: "al fine di promuovere l'impianto di nuovi stabilimenti industriali nelle zone della Valle d'Aosta riconosciute economicamente depresse ai sensi delle leggi vigenti e che necessitano dell'apporto economico di attività industriali...". C'est pour cela, qu'en respect à cet article et vu qu'il manque une étude approfondie pour l'industrialisation, il serait bien que les organes responsables de la Région s'orientent de façon plus concrète vers la création d'industries dans ces Communes, ou réseau de Communes, où il y a une forte disponibilité de main d'œuvre locale, de ce fait les bilans communaux dans des situations tout à fait désagréables... sur ce point nous devons nous rendre compte que seulement les Communes du fond de la Vallée se trouvent ou viendront à se trouver en difficulté à cause de l'autoroute... surtout dans les Pays où il n'y a pas de branchements il y a déjà été un considérable affaiblissement commercial.

Retournons à une autre considération, le rapport entre l'industrie et l'agriculture: nous savons que les Valdôtains sont particulièrement attachés à leur maigre terre et que ce peu de terrain qu'ils cultivent si amoureusement ne leur donne pas un bénéfice assez haut pour qu'ils puissent vivre sans aller chercher du travail ailleurs, ce qui apporte des dommages fort tangibles soit à l'économie de la famille que sur le plan de la petite agriculture. Je suis sûr que si un demain, que j'espère très prochain, l'industrialisation atteignait leurs Communes, ils auraient encore plus la capacité pour faire leur travail, de défendre surtout leur droit de priorité, l'agriculture même aurait des avantages car elle bénéficierait du travail de ces longues heures perdues en voyage par les ouvriers, et l'on verrait moins de près et des champs incultes, si nuisibles au tourisme valdôtain.

Pour conclure, ensuite aux visites effectuées par la Commission de l'Industrie et Commerce auprès des établissements en question, il faut se féliciter avec ces industriels pour ce bien-être qu'ils ont bien voulu créer dans notre Vallée, en souhaitant une bonne collaboration avec les organes compétents pour un toujours plus fort embauchage de main d'œuvre valdôtaine, pas seulement ouvrière mais aussi qualifiée et je dirais même, dirigeante.

Manganoni (P.C.I.) - Non voglio qui ribadire la necessità di sviluppare l'industria, che è l'attività primaria in Valle, tutte le altre (commercio, turismo, eccetera) sono secondarie nei confronti dell'industria. Oggi l'agricoltura in Valle d'Aosta, andando di questo passo, non è più quella che dà da vivere ai valdostani, perché in buona parte, pur mantenendo la loro piccola azienda agricola, devono avere almeno un membro della famiglia che lavora nell'industria, sennò non tirano avanti.

Quando abbiamo votato la legge sui contributi all'industria, noi abbiamo espresso tutte le nostre riserve che io ho ribadito in Commissione. Le nostre riserve si basavano particolarmente su questo inconveniente: la legge non ancora il contributo al numero degli operai occupati; per questa ragione noi abbiamo criticato la legge... e, come vi ho detto, la stessa posizione ho preso in Commissione. Infatti cosa vediamo dai contributi che qui la Giunta propone al Consiglio? Vi faccio alcuni esempi: e io vi faccio anche il nome delle industrie, mentre per l'Euromec di Chambave, accessori d'auto, che prevede l'impiego di 60 operai, noi diamo un contributo di 14 milioni - e vorrei attirare l'attenzione dei Consiglieri su questo fatto -, noi, per esempio, alle Macchine Molitorie, che prevede di occupare 15 operai, diamo 14 milioni. Allora, diamo la stessa cifra a due industrie: una impiega 15 operai, l'altra ne impiega 60, cioè quattro volte di più. Ora, lo scopo che ci prefiggiamo, almeno io penso, che il Consiglio si prefigge, invogliando le industrie a venirsi installare in Valle d'Aosta, è quello di occupare mano d'opera. Non abbiamo noi come scopo, almeno il nostro Gruppo, quello di invogliare gli industriali a venire qui esclusivamente per arricchirsi; si arricchiranno, naturalmente, però noi otteniamo il nostro scopo occupando mano d'opera locale, ora, non vi è proporzione... Io vi cito, per esempio, la Birra Aosta, e qui la Commissione ha fatto un sopralluogo e diamo atto che gli impianti hanno delle installazioni modernissime, costosissime e che la Birra Aosta si sta già ampliando e, ha detto il Direttore, dovrà acquistare altri terreni perché quelli acquistati, che in un primo tempo sembravano sufficienti, non sono più sufficienti perché ha ottenuto un'affermazione sul mercato, ha uno smercio notevole. Questa società però aumenta il numero degli operai in questa misura: una quarantina per il periodo invernale, cioè per tutto l'anno, compreso il periodo invernale, e un'ottantina nel periodo estivo. A noi quello che interessa non è l'occupazione estiva perché qui, in Valle d'Aosta, non è d'estate che manchiamo di occupazione, è nel periodo invernale, quindi consideriamo i 41. Vi dicevo, la Birra Aosta, dando lavoro a 41 operai in più, verrebbe a percepire 123 milioni, mentre, mi riferisco sempre all'Euromec di Chambave, per 60 operai 14 milioni, quindi vi è una sproporzione. La legge ha questo grave difetto.

In Commissione siamo stati d'accordo di rivedere questa legge, quindi di ancorare se non tutta la cifra, almeno in una buona parte, al numero di operai occupati e per l'altra parte tenendo conto, anche dei costi degli impianti, di attrezzature e di macchinari, e allora noi raggiungeremmo quello scopo che ci prefiggiamo. Inoltre - io ne ho accennato in Commissione e voglio ribadirlo in Consiglio - il sistema di intervento per adesso è così, perché non si è previsto altro, ma noi dobbiamo prevedere e guardare più lontano; in che senso? Innanzitutto, stabilire un po' le zone; io capisco che non si può obbligare un'impresa a installarsi in quel punto perché un'industria dirà: "anziché a Chambave, preferisco installarmi a Nus", per fare degli esempi, e qui dobbiamo lasciare una certa possibilità di scelta, io questo lo capisco, però dobbiamo stabilire le zone - non ripeto quanto ha detto il Consigliere Bancod - e tener conto particolarmente della Bassa Valle e delle conseguenze negative per l'economia locale, è vero, dovute alla costruzione dell'autostrada. Non solo, ma, a mio parere, anziché dare questi contributi, si dovrebbe provvedere al reperimento dei terreni, in questo modo sarebbe la Regione stessa che in un certo modo obbligherebbe l'impresa ad andare a installarsi dove la Regione vuole, perché la Regione reperirebbe i terreni in quelle zone dove ha interesse che si creino le industrie. Li urbanizzi, li doti di tutti i servizi: acquedotti, impianti elettrici, telefono, fognature, strade e poi li ceda gratuitamente, magari con una garanzia, perché, osservate, in questa legge la Regione non ha molte garanzie; supponiamo che dopo che hanno percepito un contributo, questa impresa si prenda dei macchinari e li trasporti a Caltanissetta, cosa facciamo? Noi abbiamo versato fior di milioni perché vengano a installarsi ad Aosta e quelli, quando li hanno percepiti, se ne vanno. E noi? Allora, bisognerà anche che esaminiamo nella legge la possibilità di ottenere garanzie maggiori, nel senso di essere certi di non buttare dei milioni al vento, come purtroppo si sta in parte verificando per la Fera.

Allora, concludendo, bisogna modificare la legge sul sistema dei contributi, se concederli o meno... Io non mi sono impegnato in Consiglio, perché ho fatto anche lì le stesse riserve, però è assolutamente necessario che il Consiglio, e quindi la Commissione prima, proponga una nuova legge articolata meglio.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Per quanto riguarda l'intervento della Regione per l'impianto degli stabilimenti in Valle, ritengo che l'attuale legge deve essere veduta nella sua integralità, com'è stato detto in Commissione. Noi vediamo che attraverso questa legge vengono a essere beneficiati gli impianti industriali che hanno il minor numero di occupati, come giustamente ha rilevato il Consigliere Manganoni. Ora, se la Regione deve incentivare i posti di lavoro in Valle, deve avvenire, a mio avviso, non già sul costo del materiale, ma prevalentemente sul numero di operai che la ditta occupa.

Un'altra considerazione è questa: qui vediamo che nel solo Comune di Pollein sono state sistemate tre industrie, mentre in altri Comuni che ne avrebbero bisogno non ce n'è nessuna. Allora, a mio avviso, occorre rivedere anche questo problema in un quadro generale. Faccio un esempio: se ci dovesse essere un'ulteriore richiesta per un'installazione di un'altra industria nel Comune di Pollein, la Regione dovrebbe vedere di indirizzare i richiedenti verso quei Comuni in cui non esiste ancora nessun complesso del genere, in modo che non si creino delle zone a grossa espansione industriale e altre zone che continuino a essere depresse. Per fare ciò, sarebbe opportuno che l'Assessorato dell'Industria e Commercio, avvalendosi anche della Commissione consiliare, elabori un piano generale con delle specifiche zone tenendo conto delle esigenze di tutta la Valle in materia di industrializzazione.

Fosson (U.V.) - Moi je voudrais me rattacher un peu à ce qu'a déjà dit le Conseiller Bancod, qui a bien dit, et je ne voudrais pas répéter la question de la localisation de ces différentes industries. Effectivement on devrait voir si les travaux de la programmation iront en avant, on devrait tout de même établir quelles sont les zones où on doit construire ces établissements; le Conseiller Bancod avait terminé son exposé en disant: "je me souhaite une bonne collaboration avec ces industries pour l'embauchage de la main d'œuvre locale". En tant que Conseiller de l'Union Valdôtaine et en tant que représentant d'un Syndicat autonome valdôtain, qui défend les travailleurs valdôtains, je pense que c'est parfaitement dans cette circonstance qu'on doit dire certaines questions sur le problème de l'industrialisation de la Vallée d'Aoste. Nous avions approuvé une loi en 1962, cette loi prévoyait seulement des contributions pour l'achat des terrains, mais à l'article 3 on avait bien établi: "i contributi regionali previsti dalla presente legge saranno concessi, con deliberazione del Consiglio regionale, alle imprese industriali che, a giudizio dell'Amministrazione regionale, diano le necessarie garanzie finanziarie per l'impianto e la gestione dei nuovi stabilimenti industriali, per il maggior impiego della mano d'opera locale e per lo scrupoloso rispetto della legislazione sul lavoro". Nous avions établi et marqué la question "dell'impiego della mano d'opera locale", et le Conseiller Bancod disait justement que, à travers la crise de l'agriculture, il est nécessaire qu'une partie des paysans trouve la possibilité de travailler dans l'industrie et à travers cette forme d'ouvriers paysans on peut effectivement avoir encore une agriculture florissante surtout aux alentours des industries. Je ne veux pas ouvrir un chapitre et me prolonger sur une discussion de ce genre, parce que je pense que tous partagent, du moins devraient partager cet avis, même si quelque fois nous entendons certaines voix discordes parce qu'on dit, et il y a encore quelqu'un qui maintenant dit: "mais celui-là c'est un paysan qui a quatre vaches dans l'étable et il ne devrait pas aller travailler dans une industrie". Si quatre vaches pouvaient donner une certaine rente à la fin de la guerre quand les produits avaient un prix qui était un prix fictif, certainement aujourd'hui le paysan qui a quatre vaches dans l'étable s'il devait vivre seulement des quatre vaches, il ne pourrait pas tirer en avant une famille. Ceux qui raisonnent encore dans ce sens donc sont hors de toute règle.

Alors, avant je soulignais que cette première loi de l'industrialisation avait été faite avec un but bien précis. En 1968 on a porté une autre loi, on a porté l'actuelle loi en 1967. Pratiquement nous avons discuté longuement sur cette loi, sur certains principes; nous étions d'accord sur le principe d'aider d'une façon plus concrète de ce qu'on pouvait aider avec la loi du 1962 les industries qui auraient observé l'article 3 de la vieille loi. Tout de même, nous avions vu certains dangers et nous avions dit directement ce que nous pensions dans la discussion que nous avons faite au Conseil régional, et c'est vraiment en voyant un peu come se déroulent ces choses que nous retenons que les observations que nous avions faites alors sont valables encore aujourd'hui. Ici il serait très intéressant de dire aussi ce qui se passe dans la Cassa del Mezzogiorno, parce qu'on s'étonne qu'avec tous les milliards qu'on a dépensés dans l'Italie du Sud, sauf quelque polo di sviluppo, comme Taranto ou d'autres, qui donnent effectivement des résultats, toutes les autres industries n'ont pas eu une possibilité de vie. J'ai eu occasion hier de parler avec un industriel de Novara qui m'a expliqué certains "dessous" de cette industrialisation du Sud: je ne parle pas des industries d'État, mais des industries privées. Il y a eu plusieurs industries du Nord Italie que, pour pouvoir prendre les contributions de la Cassa del Mezzogiorno, on fait des grands projets dans l'Italie du Sud, ont gonflé ces projets et personne n'est allée voir dans les détails, elles ont pris les contributions ou les mutui pour des chiffres qui étaient bien supérieurs aux chiffres dépensés effectivement pour faire ces industries. À un certain moment elles ont dit qui ne pouvaient pas aller en avant et la cause l'ont donnée ou à la main d'œuvre, ou au fait qu'elles étaient déficitaires et l'argent qu'elles ont pompé de la Cassa del Mezzogiorno l'ont tranquillement réinvesti dans leur industrie du Nord de l'Italie. Il y a certains industriels, certainement pas sur l'ordre des 100 millions, qui ont fait ces grands passages et après ils ont vendu leurs industries dans le Sud et ils ont réinvesti ici, en gagnant fortement sur les contributions qui venaient données par la Cassa del Mezzogiorno.

Nous ne sommes pas à la hauteur de la Cassa del Mezzogiorno, nous n'avons pas des milliards à disposition, et je pense qu'il n'y aura pas des requêtes dans ce sens, mais tout de même il serait bien que l'Assessorat de l'industrie et Commerce et la Commission qui doivent examiner ces contributions ne se bornent pas à examiner seulement la question de ce qu'on porte dans le projet come somme de dépense, mais qu'ils entrent un peu dans les détails et qu'à un certain moment ils s'assurent des dépenses effectives qui sont faites. Quand on parle " des dépenses effectives", il faudra faire attention aussi aux factures, parce que certaines fois les factures augmentées servent pour justifier une contribution plus forte. Vous savez, avec l'honnêteté qu'il y a aujourd'hui, on peut aussi modifier tranquillement certaines factures. C'est donc seulement un avertissement qu'on contrôle à fond, de façon qu'il n'y ait pas des abus dans ce sens.

Je voudrais revenir un peu au but principal de mon intervention parce qu'ici nous avons plusieurs... si je dis quelque chose qui ne correspond pas à la vérité, que je n'ai pas bien compris, je prie l'Assesseur à l'Industrie et Commerce de la rectifier... parce qu'ici nous avons une loi du 1962 qui prévoit des pourcentages pour l'achat des terrains, nous avons la loi du 1968 qui prévoit des contributions pour la construction des industries et après je pense que ces industries puissent avoir aussi la contribution du B.I.M. pour la question de la main d'œuvre... et si l'Assessorat veut me répondre tout de suite, il serait bien pour ne pas faire une discussion qui ne soit pas cohérente... il devrait y avoir aussi les 70.000 lires pour chaque ouvrier embauché qui viennent du B.I.M., parce que dans la loi on ne dit pas que ces lois suppriment la question du B.I.M....

Albaney (R.V.) - Je réponds tout de suite à Monsieur Fosson pour la question du B.I.M., on ne donne pas la contribution pour ces industries, c'est-à-dire les 70.000 qu'on donne chaque année ne sont pas données pour ces industries.

Montesano (P.S.U.) - Assessore, sarebbe bene che rispondesse solo dopo...

Fosson (U.V.) - ... no, ma ho chiesto solo questo chiarimento per... va bien, alors ces industries qui ont les contributions avec cette loi ne prennent pas... la question du B.I.M.; en tout cas est valable la question que disait le Conseiller Manganoni: il faudrait voir... et il y aura un correctif à un certain moment à mettre pour la question d'avoir une contribution proportionnellement à la main d'œuvre embauchée, parce qu'effectivement, c'est un cas limite, mais mettons que surgisse une industrie qui a des machines automatisées et qui a besoin de deux ouvriers, et les machines automatisées coûtent énormément... si dans ce cas on doit donner une contribution qui n'est pas proportionnelle à celle des ouvriers employés, nous n'obtenons certainement pas le résultat qu'on veut obtenir de créer une possibilité pour la main d'œuvre d'être employée.

Je voulais revenir à la question de la main d'œuvre locale, parce que j'ai voulu rappeler les prémisses qui ont porté à l'approbation des lois pour l'industrialisation de la Vallée d'Aoste, à une condition, parce qu'il est bien que l'Administration régionale dépense de l'argent pour l'industrialisation de la Vallée d'Aoste si cette industrialisation sert à sa population et sert avant tout à ces paysans qui doivent abandonner leur terre pour trouver un travail dans l'industrie ou à ces paysans qui ne peuvent plus vivre de leurs revenus agricoles et qui peuvent, avec le travail de l'usine, intégrer le revenus de la campagne. Celui-ci est le but que nous devons avoir comme Administration régionale et, quand on peut obtenir un certain but avec une intervention de nous... nous sommes tous d'accord, mais si à un certain moment l'aptitude de certains industriels ou de certains dirigeants d'industrie commence à être contraire dès le commencement à ces finalités, nous devons faire attention, parce que tout ceci, au lieu d'aider la main d'œuvre locale, finirait par accabler la main d'œuvre locale et, regardez, si je parle de cela est parce que j'ai été intéressé directement par la question et je porte des exemples pratiques de la Commune de Pollein, où on a fait cet établissement auquel nous sommes en train de donner 123 millions. Dans cette Commune pendant l'été on avait pris de la main d'œuvre, parce qu'il y avait seulement une possibilité temporaire de travail, c'est-à-dire stagionale, un travail saisonnier; après cette industrie devait prendre du personnel fixe et alors les Autorités communales de Pollein ont dit: "mais vous aviez déjà beaucoup de personnes, qui étaient ici de la Commune qui ont travaillé pendant la saison d'été, maintenant vous les avez renvoyées, maintenant vous devez prendre du personnel fixe, je pense que vous devez prendre ces gens". Ils avaient rappelé que dans la vente du terrain ils avaient mis aussi une clause "ritenuto opportuno", celui-ci est un passage de la relation de la Commune qui a vendu le terrain: "ritenuto opportuno accogliere le richieste per lo sviluppo industriale della Valle d'Aosta e in modo particolare per il benessere economico e finanziario della categoria operaia di questo Comune e dei Comuni viciniori..." et ils avaient mis come prémisses... mais à un certain moment ces Autorités communales de Pollein se sont entendu répondre que les dirigeants de cette société voulaient prendre le personnel ou, mieux, ils préféraient... en passant dessus à ces questions de la Commune.

Or, il y aurait d'autres choses à dire, et moi je ne voudrais pas ouvrir une polémique ici, mais tout de même il faut que nous ayons aussi le courage de dire certaines choses en plein Conseil régional, parce que nous sommes tous défenseurs de la main d'œuvre locale, nous sommes tous défenseurs des Valdôtains quand nous nous trouvons hors d'ici, même des membres qui sont aux bancs de la Junte ils nous disent personnellement: "vous devez défendre, nous devons défendre... pas "vous devez défendre", mais nous devons défendre tous ensemble la main d'œuvre locale, les paysans valdôtains", mais après, quand on passe quelque chose, tranquillement... même pour ceux qui s'oublient de ces choses... personne n'a plus le courage de faire présents les inconvénients qui existent. Alors, nous nous devons dire que nous sommes favorables à donner ces contributions, mais nous voudrions rappeler à la Junte quelles ont été les finalités que le Conseil a établi pour donner ces contributions et nous devons pouvoir prétendre si quelque dirigeant ou quelque société croient... pour faire les intérêts de certain Parti, ou pour se comporter d'une façon différente de celles qui étaient les finalités qui étaient établies... ils doivent être rappelés à l'ordre et il faut rappeler quelles sont les finalités des lois, parce que c'est trop commode d'un côté se servir de l'Administration régionale pour pomper de l'argent et de l'autre côté donner un coup de pied dans le derrière aux travailleurs valdôtains qui demandent d'être embauchés dans ces industries. Celle-ci est une vérité que nous devons avoir le courage de dire, parce qu'ici moi je ne parle pas au nom d'un Parti ou de l'autre, je ne prétends pas qu'on embauche dans ces industries des gens qui ont la Carte de l'Union valdôtaine, mais nous devons tous ensemble prétendre qu'on embauche avant tout les Valdôtains qui sont dans ces Communes où on installe ces industries, et avant tout des Valdôtains qui sont sans travail et qui sont en Vallée d'Aoste, et s'il y aura de la place pour d'autres, on embauchera les autres, nous ne sommes pas des racistes. On nous accuse d'être des racistes mais nous demandons simplement une chose qu'on demande dans tous les Pays du monde: qu'avant tout on donne la possibilité de travail aux gens de l'endroit, parce que si nous n'agirons pas et nous n'aurons pas le courage d'agir de cette façon, les Valdôtains devront encore prendre leur baluchon sur l'épaule, aller trouver le travail à l'étranger. Dans cette industrie on a embauché des gens qu'il y avait quatre mois qui étaient à Aoste, eh bien, les derniers venus trouveront la place et les Valdôtains devront encore aller à l'étranger. Quand je parle des Valdôtains, je ne parle pas seulement de ceux qui sont de vieille souche valdôtaine, mais je pense aussi à tous ces autres qu'ici en Vallée d'Aoste sont venus depuis longtemps, ils y ont leur famille, ils ont le droit de trouver du travail, donc nous ne faisons pas du racisme, mais nous défendons une position qui est naturelle.

Si nous pensons - et j'ai eu l'occasion de le dire plusieurs fois - et si nous comptons combien de jeunes valdôtains vont tous les jours à Ivrea à travailler à l'Olivetti... plusieurs de ces personnes aimeraient trouver le travail en Vallée d'Aoste, et pour ces personnes difficilement beaucoup de fois on trouve le travail, tandis que le dernier recommandé qui arrive ici con pacco raccomandato, il trouve à s'embaucher; alors, si nous donnons ces contributions, nous devons prétendre qu'on observe aussi les lois que nous avons établies.

Germano (P.C.I.) - Io chiedo scusa alla Presidenza se in un primo intervento porrò alcune questioni all'Assessore per avere dei lumi in quanto credo che l'argomento valga la pena. Si tratta di passare 176 milioni a degli industriali, i quali soldi ne hanno, non si tratta di andare incontro a una situazione di indigenza dove possiamo anche chiudere un occhio, si tratta di dare dei soldi a una categoria che fa perlomeno stare con le mani in avanti, quindi chiedo scusa se in una prima parte porrò alcune questioni all'Assessore riservandomi poi di intervenire in seguito.

Mi pare che sia chiaro che la legge del 1962 e quella del 1968 sono integrative, nel senso che nella legge del 1962 si prevedeva il pagamento dei terreni per le industrie che venivano a costruire la loro industria in Valle; quella del 1968 allargava, sempre sulla base della legge del 1962, anche alle industrie che ammodernavano o ampliavano il loro stabilimento. Tutte e due le leggi però prevedono un'ampia discrezionalità al Consiglio, e qui devo lamentare con l'Assessore che la legge del 1962 dice che questi contributi devono essere dati... articolo 4: "i contributi straordinari previsti dalla presente legge saranno concessi e liquidati alle condizioni seguenti: a) preventivo rilascio di atto di impegno, da parte delle Imprese industriali, di assumere al lavoro, nei costruendi stabilimenti, mano d'opera disoccupata...". Qui nell'allegato che noi abbiamo c'è scritto che le ditte hanno presentato queste cose, ma i Consiglieri in visione queste cose non le hanno, per questo porrò parecchie domande all'Assessore, prima questione: la legge del 1962, come abbiamo detto, prevede che possiamo concedere sino a un massimo di 1.300 lire al metro quadro alle aziende che vengono a costruire nella Regione; quella del 1968 che possiamo concedere alle imprese che prevedono ampliamento e trasferimento sino al 10% al massimo delle spese.

Per tutte queste aziende, salvo che per una, si prevede di dare i benefici della prima e della seconda legge, si interviene per il pagamento dei terreni, si interviene per le spese dell'azienda, quindi una prima domanda è questa: ma siamo proprio obbligati a darli tutti e due? A discrezione del Consiglio e per una sino a 1.300 lire e per l'altra sino al massimo del 10%. Dobbiamo proprio dare in base a tutte e due? Questa è la prima questione che pongo all'Assessore.

Seconda questione che pongo all'Assessore: lo spirito della legge è che noi offriamo questi incentivi affinché questa gente venga. La legge prevede anche, per esempio, che per questi incentivi, dopo che sono stati concordati... la prima rata è ad avvenuta ultimazione dei lavori di costruzione dei nuovi stabilimenti industriali; la seconda rata all'inizio del funzionamento degli stabilimenti stessi; la terza rata a saldo, tre mesi dopo la data del versamento della seconda rata; la legge del 1968 modifica soltanto la terza rata, cioè, invece che tre mesi, un anno. Ora, la cosa curiosa è questa: noi ad alcune di queste ditte diamo questi incentivi quando la fabbrica c'è, è costruita, funziona da sempre; siamo obbligati a darglieli, o siamo noi che siamo così larghi che vogliono dare anche a quelli che non hanno il diritto di averlo? Non so se mi sono spiegato bene... la legge prevede che chi viene faccia domanda e, a domanda accolta, si fissino dei tempi, non so... la Birreria e altre aziende è da un anno, un anno e mezzo che funzionano, adesso dobbiamo dare in base a tutte e due le leggi e in base al massimo? È una discrezionalità che... fa onore al Consiglio regalare questi soldi in questo modo! Io domando questo all'Assessore.

Infine, vi è una terza questione che vorrei dire all'Assessore e che contraddice una sua risposta al Consigliere Fosson. Il Consigliere Fosson ha chiesto: "ma questi al B.I.M. chiederanno o non chiederanno soldi"; beh, il B.I.M. intanto bisogna dire che è molto più accorto di noi, in quanto se dà dei soldi, si riserva di ritirarli, con impegno scritto da parte dell'azienda, se ne prendono da altri; loro si mettono a posto. Mi risulta però dalla Segreteria del B.I.M. che due di queste aziende hanno fatto domanda al B.I.M. e precisamente la Lys Fusion e la Birreria di Pollein; beh, non lo sai... ma se istruisci la pratica... bisogna vedere com'è la pratica... Ora, dicevo, il B.I.M. è più accorto di noi perché dà 70.000 per operaio, li paga anno per anno e quindi "lega" concretamente il problema dell'occupazione. Vediamo però un po' una di queste aziende: per esempio, la Lys Fusion; se chiede a noi, ottiene 9 milioni subito; si dice che occupa 20 operai, però non abbiamo visto gli impegni, non sappiamo com'è il contenuto, eccetera, si dice che ci saranno 20 operai, però fra 5 anni, se questa vuole trasferirsi, si trasferisce, se questa chiude, si chiude e i 9 milioni li ha presi. Il B.I.M. invece darebbe in 15 anni 21 milioni, e quindi è come pagare un mutuo, per esempio, però si garantisce che per 15 anni l'occupazione sia di 20 operai: mi pare che questo sia fare meglio l'interesse dell'Ente pubblico.

Io quindi vorrei avere queste prime delucidazioni dall'Assessore per potere poi intervenire sulla quantità, perché mi pare che a quasi tutte paghiamo i terreni e poi, non contenti di pagare i terreni, diamo a quasi tutte il 10%, o ci avviciniamo al 10%; poi ci sono alcune "particolari" per alcune aziende che vedremo anche dopo.

Benzo (D.C.) - Io voglio fare alcune brevi considerazioni in merito agli interventi dei Consiglieri che mi hanno preceduto e proprio in ordine alla legge che portai in Consiglio nel marzo del 1967.

Mi pare che sia inutile riprendere una lunga discussione su quello che riguarda l'ancoraggio che il Consigliere Manganoni richiedeva al numero delle maestranze impiegate, in quanto è estremamente improbabile - ripeto quello che dissi già in allora -, per non dire quasi impossibile, poter avere un esatto rapporto uomo/capitale impiegato. Questo rapporto dipende direttamente dal tipo di azienda industriale e quindi da questa tipologia abbiamo delle variazioni notevoli e noi sappiamo che si può passare dai 10 o 15 milioni ai 70, 80, anche 100 milioni per industrie altamente specializzate.

Per quanto riguarda le domande fatte da alcuni Consiglieri, in particolare da Manganoni e Tonino, mi pare anche riprese dal Consigliere Fosson, mi pare che forse sia loro sfuggito nell'esame del piano di sviluppo che è stato predisposto che sono esattamente già previsti i poli di sviluppo e le aree in cui ubicare di massima queste aziende o nuove, o che si trasferiscono, l'area principale è quella cosiddetta "di Aosta", ma non è Aosta, e voi ben lo sapete, è situata nei Comuni viciniori, nell'hinterland della città, perché Aosta non ha più possibilità, non può neanche fare capo alle leggi delle aree depresse proprio per quei motivi. Le altre zone sono previste a Pont Saint Martin e a Verrès e poi ci sono due zone sussidiarie a Nus e a Morgex. Noi avevamo poi preso in esame unitamente... mi pare di ricordare anche un intervento del Consigliere Caveri su quelle che potevano essere delle piccole risalite, diciamo così, di piccole industrie, che potevano interessare anche le vallate laterali, di piccole zone ancora utilizzabili dal punto di vista industriale per determinate lavorazioni di tipo particolare.

La legge certamente è perfettibile, le garanzie che erano state previste nella prima legge sono state leggermente modificate nella seconda, indubbiamente certe osservazioni fatte sul piano generale potranno essere riprese in considerazione, perché i tempi si evolvono, le cose che avvengono possono effettivamente dimostrare la necessità di una più ancora marcata accentuazione di queste garanzie, però non voglio entrare nel merito, perché mi pare che la relazione fatta dall'Assessorato sia chiara su quello, io faccio fede - e penso che lo facciano anche i Consiglieri dell'opposizione - a quanto predisposto dall'Assessorato, dagli uffici, in particolare circa gli atti d'impegno, le notizie che, in effetti, sono particolareggiate.

Io voglio dire ancora un'unica cosa e cioè qual è stato il fine di questa legge, in particolare della seconda; dobbiamo avere il coraggio di dirlo, è stato un passo difficoltoso se ripensiamo alle lunghe giornate di battaglia, ma comunque decisivo a mio parere e lo dimostra che oggi, se facciamo un conto veloce, ci troviamo di fronte a 200 e oltre unità operaie che dovrebbero essere impiegate, in alcuni casi già impiegate. In più non prendo le unità già esistenti, ho già dedotte le unità che l'ex Birreria aveva.

Ora, è con piacere che constato oggi questi ripensamenti e queste nuove considerazioni in ordine a questo problema da parte di tanti Consiglieri, in particolare dell'opposizione, perché effettivamente noi volevamo raggiungere il fine di una maggiore occupazione, questo fine dobbiamo tendere a raggiungerlo con anche la validità delle considerazioni fatte dal Consigliere Fosson, se noi vogliamo continuare su questa strada... certamente questa è una partenza, direi, che ci permette di occupare delle altre unità; questo è quanto noi tendiamo a ottenere con questa legge. Le revisioni, eventuali modificazioni di perfezionamento sono tutte fattibili, ma per me rimane valido il concetto che l'industrializzazione deve essere legata al fenomeno della maggiore occupazione nella nostra Regione.

Albaney (R.V.) - Avant tout je dois remercier Monsieur Bancod pour l'intervention faite. Le Conseiller Bancod a vraiment examiné dans son ensemble le problème industriel et le problème de l'agriculture valdôtaine, c'est-à-dire l'idée qui devrait être dans le cœur serait celle de pouvoir occuper davantage la main d'œuvre valdôtaine. Dans le temps passé, comme je peux vous assurer personnellement, nos pères ont dû laisser notre Vallée d'Aoste pour aller rejoindre la France pour trouver là-bas un morceau de pain... et aussi Monsieur Fosson a soulevé le même problème, l'a examiné dans son ensemble et nous sommes tous parfaitement du même avis. À un certain moment Monsieur Fosson nous a parlé de contrôler les factures, je pense que cela a été fait par les employés de mon Assessorat et je vous assure que tout a été examiné dans son ensemble. Certainement, si on peut examiner les demandes de contribution pour ces industries avant qu'une industrie vienne s'installer en Vallée d'Aoste, ce serait l'idéal, c'est-à-dire si dans la programmation on indique déjà des zones parfaitement utiles pour l'installation de ces industries, certainement l'Administration régionale, la Junte, l'Assessorat pourraient pousser, inviter les industries à s'installer dans les endroits que nous retenons opportuns, c'est-à-dire dans les Communes agricoles, dans les Communes où il y a une sous-occupation.

Per quanto concerne il Consigliere Manganoni, le sue osservazioni le abbiamo già sentite in sede di discussione, in sede di riunione di Commissione e le assicuro che quanto prima la Commissione all'Industria e Commercio sarà chiamata eventualmente a vedere se c'è da ritoccare qualcosa nella legge oppure no.

Per quanto riguarda il Consigliere Germano, che mi chiede, a un certo momento se siamo obbligati a dare questi contributi, dico no, li abbiamo dati e assieme in Commissione li abbiamo dati unanimemente, proprio perché ritenevamo che era utile dare, a parte il fatto che le percentuali non sono del 100%. Vorrei leggervi, per esempio, per quanto riguarda la costruzione degli stabilimenti, la percentuale per la Birra Aosta è del 7,70, la Lys Fusion è del 9,8, la S.I.C.A.V. del 4,9, Macchine Molitorie il 10%, completo, per quanto riguarda la Reti 9,9, l'Euromec il 9,8. Per quanto riguarda invece l'acquisto dei terreni, alla Birra Aosta è stato dato il 6,2, alla Lys Fusion, completamente, alle Macchine Molitorie il 91,3, alla Reti 96,7, all'Euromec 95,4, e proprio in sede di discussione di Commissione lo stesso suo compagno di cordata, il Signor Manganoni dice che non diamo abbastanza soldi, che bisognerebbe che l'Assessorato dell'Industria e Commercio avesse più soldi nel suo bilancio per poter incentivare questa industria.

Mi sono buoni testimoni... comunque, a un certo momento, il Consigliere Germano dice che alcuni già funzionano e altri non funzionano; questo è vero, ma noi in questo momento siamo per impegnare una cifra, un importo; sarà successivamente la Giunta, con atto deliberativo, che provvederà a corrispondere queste somme che noi stanziamo quando saranno osservate tutte le clausole che sono previste nelle due leggi; non è che con questa deliberazione domani, o dopo un mese e mezzo che è approvata la delibera da parte della Commissione di Coordinamento, che tutte le sei società verranno qui allo sportello della Valle a ritirarsi i soldi che noi oggi decidiamo... sarà successivamente la Giunta, con provvedimento deliberativo, che darà questi soldi, quando saranno osservate tutte clausole che sono previste nelle due leggi.

Per quanto riguarda la Lys Fusion, 20 operai, nelle domande che le società hanno inoltrato alla Regione c'è questo impegno, si sono impegnati ad assumere tante persone, è vero, e pertanto, anche in sede di Commissione è stato sollevato anche dal Consigliere Manganoni per vedere se eventualmente c'era modo di esaminare la necessità o la possibilità di fare una piccola convenzione con le singole società, per vedere che questi impegni siano sottoscritti, quindi non vedo la preoccupazione che solleva Germano sul fatto che, dopo qualche anno, vendono baracche e burattini e se ne tornino ai loro Paesi natii; non so, non ho questa preoccupazione.

Montesano (P.S.U.) - Io vorrei, un attimo solo, fare una domanda, per mio conto, e poi semmai si integrerà le risposte. Più che una domanda, una raccomandazione che farei all'Assessorato dell'Industria e alla Commissione relativa: se è stato preso in esame, come una componente positiva di questi provvedimenti, il gettito fiscale presunto, oppure constatato delle industrie che vengono a impiantarsi in Valle d'Aosta, da considerare come entrata per il riparto fiscale, sulle imposte che le industrie pagano; se non è stato fatto, io pregherei l'Assessore e la Commissione all'Industria e Commercio di tenere sotto esame questo dato per poter anche domani dire che per quella via ritornano alla Regione dei soldi impiegati per questi contributi, cioè a dire queste industrie che si impiantano in Valle d'Aosta pagano delle tasse le quali vengono ripartite tra Stato e Regione. Qual è l'importo che le stesse industrie fanno affluire nelle casse della Regione nell'anno... negli anni seguenti, questo è un elemento che dovrà essere tenuto in considerazione per poter effettivamente considerare il problema nella sua realtà, oltre che dal punto di vista dell'occupazione operaia, anche dal punto di vista fiscale.

Manganoni (P.C.I.) - Una breve precisazione: ha detto l'Assessore Albaney che io ho affermato che non diamo abbastanza soldi; un momento, precisiamo: io non ho detto che non diamo abbastanza soldi alle singole imprese... io ho osservato le sperequazioni che ripeto, per esempio all'Euromec, noi diamo 14 milioni per 60 operai, cioè 250.000 lire per ogni operaio, invece alle Macchine Molitorie noi diamo 1 milione per ogni operaio, quelle sono le sproporzioni, ma io non ho detto bisogna dare di più agli uni, di meno agli altri: ho detto ci vuole una proporzione.

Sul fatto che ho detto bisogna avere più soldi, cioè non per darli a quelli... Io ho detto questo: noi in bilancio dovremmo avere dei fondi sufficienti per fare fronte alle richieste, perché un'industria che verrebbe magari a installarsi in Valle d'Aosta, cioè un'industria che deve sloggiare da Torino, per esempio, perché si trova in centro e sappiamo tutti la situazione, dove va? Va dove ha possibilità di mano d'opera, innanzitutto, dove ha le comunicazioni e tutto quanto, e anche dove ha degli incentivi.

Ora, questa industria potrebbe venire in Valle d'Aosta supponiamo, ma se in Valle d'Aosta non abbiamo i fondi per farla venire, questa dice: io vado, per esempio, a Varese dove gli incentivi sono maggiori, cioè dove me li danno: ecco la preoccupazione mia, e ho detto: potrebbe darsi che noi perdiamo delle buone occasioni di un'industria che verrebbe ma non avendo i fondi, eccetera, questa se ne va altrove, e quindi noi, anziché accelerare l'industrializzazione in Valle d'Aosta, la rallentiamo; ecco la questione che io ho detto che non diamo abbastanza soldi, ma non ho detto che non diamo abbastanza soldi a queste imprese, chiariamo... per le garanzie, io l'ho sollevato anche in Commissione questo, perché la questione... però sono d'accordo con lui, l'ho sollevata anch'io, noi con questa legge ci troviamo nella situazione che domani quelli ti pigliano la gru, la mattina con 4 autocarri ti caricano le macchine sopra e se ne vanno e noi? La realtà... voi mi direte: non avverrà, e va bene, non avverrà, potrebbe anche avvenire, e allora bisogna che la Regione in quel campo abbia delle garanzie, nel senso che sono qui per i quattrini e poi se ne vanno, e benissimo, hanno citato i Consiglieri, citando gli esempi della Cassa del Mezzogiorno dove questi fatti sono avvenuti, e come...

Germano (P.C.I.) - Io avevo chiesto all'Assessore se fosse obbligatorio darli tutti e due: terreni e costruzione, prima domanda. Ormai, dato che lui non risponde, io la rivolgo anche agli altri Gruppi. Siete tutti d'accordo che diamo agli industriali tutto quello che chiedono? Lui mi ha detto: "no, per la Birreria solo il 7,70%", ma solamente perché c'è un limite nell'articolo della legge che dice: "non potete superare i 100 milioni", voi gliene date 100, non 99,99, 100 perché non potete superarli, e allora per forza è 7,70, ma tutte le altre, salvo quella della S.I.C.A.V., che è quella poi di dover dare dei soldi alla società della F.I.A.T., anche questa è una cosa proprio che non riesco bene a capire, e qui date solo il 5 e tanto %.

La seconda questione che devo di nuovo richiedere: non è la Giunta che decide, non è che la Giunta domani dice: "non glieli do più", no, perché la legge prevede che "i contributi straordinari regionali previsti dalla presente legge saranno concessi con deliberazione del Consiglio regionale che - eccetera - e che presentino queste condizioni: preventivo rilascio di atto d'impegno, preventivo rilascio da parte delle imprese industriali di riservare a favore della Regione, in caso di vendita dei relativi terreni... ", tutte queste cose sono cose che dobbiamo vedere noi, perché dobbiamo decidere noi perché la legge prescrive che è il Consiglio regionale che decide; quindi quelle sono le due domande alle quali voglio una risposta, ma non solo da Albaney, perché pare che non ci senta, anche dagli altri Gruppi, se si è d'accordo di dare il massimo, di applicare tutte e due le leggi, anche per le imprese, che, ormai, sono già in funzione.

Io tengo solo a precisare che il Consorzio del B.I.M. ha fatto un Regolamento molto più saggio di queste leggi e, quando il Vice Presidente Benzo dice che è lieto che poi abbiamo dei ripensamenti, no, non siamo noi che abbiamo dei ripensamenti; noi sulla sua legge le critiche che abbiamo fatto erano per la mancanza di un ancoraggio all'occupazione, la mancanza della destinazione delle zone. Oggi queste due questioni sono oggetto di discussione alla Commissione Industria e Commercio, quindi non è nostro il ripensamento, semmai è vostro; dicevo, il B.I.M. fa un discorso, vede la presentazione delle domande. Prevede tutto come avviene e dice: "il Consorzio concederà 70.000 lire - eccetera - per ogni operaio", però comincia col dire: "verrà detratta dal contributo di cui al presente articolo qualsiasi somma percepita per lo stesso titolo da altri Enti pubblici della Regione valdostana", quindi, incomincia. Poi "le somme verranno versate al Consorzio che vuole che gli si riservi il diritto di prelazione sugli immobili", vuole che ci sia l'impegno da parte della ditta se va via di restituire tutti i soldi, con interessi maturati; ecco, invece noi di queste garanzie, almeno a questo punto della discussione, non ne abbiamo nessuna, quindi io ribadisco le risposte a queste due domande.

Fosson (U.V.) - Je voudrais poser une demande moi aussi. Avanti tout, je dis que je partage la demande qui a été faite par le Président du Conseil sur la question des impôts et vraiment, après la demande faite per le Président du Conseil, je rappelle que, à l'article 2 de la loi que nous avons approuvée en 1968... ici aussi nous nous avions fait des observations, mais vraiment dans le dernier alinéa de l'article 2 on dit: "si potrà prescindere dalla condizione prevista dal capoverso lettera c) dell'articolo 4 della legge regionale 21 agosto 1962 n. 20 per le imprese industriali aventi anche stabilimenti fuori del territorio della Valle d'Aosta", cioè l'articolo 4, proprio quello, della legge del 1962, proprio quello che parla della sede fiscale. La domanda fatta dal Presidente del Consiglio... la preoccupazione espressa dal Presidente del Consiglio è una preoccupazione che noi abbiamo avuto allora e che abbiamo ancora adesso, proprio perché non conosciamo a fondo tutte queste industrie, non sappiamo se tutte queste industrie hanno solo una loro sede legale in Valle d'Aosta o se fanno parte di complessi che hanno una sede legale fuori; quindi questa è una questione, senz'altro condivido la preoccupazione del Presidente del Consiglio.

Vorrei però chiedere anche all'Assessore Albaney se per tutte queste proposte che sono venute oggi qui, tutte queste industrie hanno già il loro stabilimento funzionante, per cui noi proponiamo il contributo per quelle che hanno lo stabilimento funzionante, diamo il contributo; per quelle che non l'hanno funzionante diamo il contributo. Siccome sono state poste delle domande, porrei anch'io delle domande, e mi riserverò dopo di intervenire ancora, perché è necessario però avere una risposta su queste domande.

Manganoni (P.C.I.) - Siccome il Consigliere Gemano ha richiesto - e io penso che abbia ragione - di sentire gli altri membri della Commissione, ebbene, io ho detto la posizione che ho preso in sede di Commissione, la ribadisco, cioè aggiungo quello che ho detto prima: pagamento dei terreni, io ho detto... noi dovremmo dare i terreni urbanizzati, la legge non c'è, bisognerà che vediamo. Allora, su questa legge, sui contributi ai terreni e spese dei macchinari, io ho detto questo: qui esiste una legge che io non approvo, per conseguenza io sono coerente con la posizione che ho preso quando si discuteva sulla legge e la stessa posizione prenderò quando si discuterà di questi contributi, in conseguenza della posizione che ho preso sulla legge: questa è la posizione che io ho preso. Non solo, io ho detto anche sulla S.I.C.A.V.: guardate che è prevalentemente commerciale, più che industriale, questa è la posizione che ho preso lì; sulle garanzie, abbiamo detto, bene, anzi, l'Assessore Albaney ha anche detto: "vedremo, nelle convenzioni di ottenere qualche garanzia"; purtroppo il difetto qui sta nella legge, perché la legge non prevede nessuna garanzia; questa legge è peggiore del regolamento del B.I.M., peggiore, perché il regolamento del B.I.M. almeno si cautelava, perché il versamento avveniva, mi pare in 10 anni, mi pare, e intanto per dieci anni i soldi non li prendevano; e quindi, nell'ipotesi che avessero trasferito i macchinari altrove, non avrebbero preso tutta la cifra, primo. Secondo: si ancorava al personale occupato e poi... adesso mi sfugge il terzo argomento... ad ogni modo, qui la legge non prevede garanzie, noi dobbiamo rifare la legge. Io pertanto non ho approvato questo e ho fatto le stesse riserve in sede di Commissione su questi contributi, come quelle che ho fatto sulla legge. Io non mi pronuncio, il Consiglio faccia quello che crede, non dico che il Consiglio deve fare sue le obiezioni che ho fatto io, però quello che è importante e urgente cos'è? È di rivedere questa legge e per rivederla la Commissione era d'accordo, ha riconosciuto queste manchevolezze della legge, che però ha detto: la legge che abbiamo è quella.

Pollicini (D.C.) - Mi pare che io debba dividere il mio intervento in due parti: la prima parte, chiarire al Consiglio la discussione intervenuta in sede di Commissione, che non è esattamente come l'intervento del Consigliere Manganoni potrebbe fare capire, cioè va detto che nella discussione di questi provvedimenti sono occorse tre sedute, due di discussione, una terza di sopralluogo alle aziende che avevano fatto richiesta del contributo.

Per quanto riguarda la legge, abbiamo riconosciuto indubbiamente che nello spirito è una legge con dei fini positivi, come tutte le cose sono perfettibili, quindi anche questa legge è perfettibile; non solo, ma il Consigliere Manganoni e gli altri membri della Commissione ricorderanno che io, nella prima riunione in cui veniva discusso questo oggetto, avevo già portato una proposta di legge per variare questa legge, modificarla secondo non tutti, ma alcuni aspetti che sono balzati in evidenza, che vanno modificati in relazione alla realtà nuova, alla possibilità che con l'esperienza si possano acquisire elementi di perfezionamento della legge... provvedimento che io avevo proposto alla Commissione sotto forma di lettura... ci eravamo proposti di riportarla in successiva riunione, è un provvedimento che tiene conto di alcune di queste osservazioni perlomeno nello spirito, se non in tutti i particolari più piccoli.

Fatta la discussione preliminare, ci siamo trovati tutti d'accordo che questa legge deve essere una legge fortemente incentivante, altrimenti perde la sua funzione primaria, cioè di fare provocare l'installazione di nuove aziende in Valle d'Aosta e quindi creare nuovi posti di lavoro, poiché se la legge diventa una legge estremamente vincolante, estremamente, diciamo così, restrittiva, è fuori dubbio che le complicazioni sono disincentivanti, per cui è fuori dubbio che questa strada non avrebbe portato agli obiettivi che la legge si proponeva.

Detto questo, abbiamo anche convenuto, tutti i membri della Commissione, in un criterio molto liberale nella concessione di questi contributi sia per il terreno, sia per la parte relativa al macchinario e se una di queste aziende non l'ha avuto, non è per un criterio diverso, ma solo perché non si trattava di acquisto di nuovo terreno, ma di un ampliamento di azienda su un terreno già esistente. Il criterio di concedere terreno e macchinario quindi è stato accettato dalla Commissione nella sua totalità. Non solo, ma dirò di più, e lo ribadisco: la Commissione è stata d'accordo di dare veramente una spinta incentivante, senza proporre ostacoli e direi quasi sotto un aspetto di primo esempio che effettivamente si vuole realmente creare le premesse per industrializzare la Valle d'Aosta.

Si è portato l'esempio del B.I.M.. Ebbene, noi riteniamo tutti che la legge del B.I.M. sia un'ottima legge, riteniamo però altrettanto che alla prova dei fatti, sia pure solo per mera sfortuna, i risultati incentivanti del B.I.M. non sono stati molto, ma molto incoraggianti, cioè, nonostante la legge del B.I.M., l'industrializzazione in Valle d'Aosta non si è vista: questo è il discorso. D'altra parte, la legge del 1962 - di cui è parte integrativa quella del 1968, fatta da una Giunta che non era questa - conteneva, direi, forme incentivanti inferiori a questa, controlli inferiori a questa, se non altro, questa si propone di pagare la terza rata un anno dopo la seconda rata, evidentemente, istituisce un fatto molto importante: quello di tener conto del macchinario. È vero, la legge va perfezionata, ho premesso anch'io, la Commissione è stata totalmente d'accordo, però questo non toglie che si deve fare una cosa seria, sotto l'aspetto, diciamo così, chiaramente incentivante, cioè la gente deve essere incentivata a venire in Valle d'Aosta da qualcosa che la attiri. Si è portato per esempio il Comune di Varese con delle zone urbanizzate in senso industriale, cedute a gratis, il cui costo, io non lo conosco, ma che ritengo nettamente superiore a questo costo e se una cosa la Commissione ha lamentato, è proprio la mancanza di un congruo fondo a questo fine.

Per quanto riguarda la Commissione, passati, dopo il discorso generale, all'esame delle singole domande, dopo una serie di discussioni sia da parte del Consigliere Manganoni che da parte del Consigliere Tonino, è stato rilevato, anche da parte del Consigliere Bancod, un non ancoraggio della legge e quindi del contributo al numero dei posti di lavoro: questo è vero, però alla fine della discussione, nella conclusione decisionale, la Commissione si è trovata unanime nell'essere d'accordo nel concedere questi contributi.

Si è quindi anche parlato della giusta osservazione che il Presidente ha fatto e cioè del collegamento... di tenere presente il gettito fiscale; infatti, proprio mentre si discuteva del fatto che il costo posto per un'azienda può essere a quota "X" e per l'altra una quota "Y", magari moltiplicata per 10, abbiamo fatto anche presente che ci può essere il rovescio della medaglia, cioè che la quota del posto di lavoro di una ditta che per i suoi macchinari è molto più elevata può avere come rovescio della medaglia un gettito fiscale per quella ricorrenza che può avere nell'entrata delle casse regionali... di una parte di quella quota che noi abbiamo messo per incentivare.

A conclusione di questo discorso, secondo me, rimane un fatto fondamentale: se vogliamo realmente incentivare l'industrializzazione della Valle d'Aosta, è necessario fare delle leggi che siano liberali, nel senso che non abbiano restrizioni e controlli eccessivi, che siano cautelative soltanto e che abbiano possibilità di convincere la gente di una reale convenienza, altrimenti gli industriali è chiaro che non vengono in Valle d'Aosta per la nostra bella faccia!

Bisogna quindi essere concreti su questo argomento, necessariamente occorre essere cautelati, perché è denaro pubblico, però cautela non vuole dire eccessiva restrizione. Questo è il mio punto di vista.

Albaney (R.V.) - Vorrei rispondere al Consigliere Fosson, il quale mi aveva chiesto dei dati in merito al funzionamento o meno delle varie industrie. La S.I.B. è già un anno a questa parte che funziona, la Lys Fusion, pure, la S.I.C.A.V., sono due o tre mesi, Macchine Molitorie, hanno iniziato circa un mese fa, la Reti saranno tre mesi o quattro e l'Euromec, stanno costruendo adesso, perché il proprietario ha avuto delle difficoltà in merito alla stipulazione non nell'acquisto del terreno, ma in merito alla stipulazione degli atti i quali ritardano, in quanto volture da fare, eccetera, generalmente come capita nei nostri Comuni di montagna.

Manganoni (P.C.I.) - È vero che le osservazioni del Consigliere Pollicini sono state condivise dalla Commissione sull'incentivazione, nel senso che se diamo delle miserie, quelli vanno altrove, dove ne danno di più, tutti d'accordo, non eccedere nelle restrizioni, come garanzie. È vero, si è detto, delle garanzie, che adesso non ce ne sono, però non eccediamo, è tutto vero questo, e io penso che siano delle considerazioni giuste, però sull'unanimità della Commissione su queste considerazioni... sì, ma su questo io ho detto: badate, che come io sono stato contrario alla legge, e abbiamo fatto tutte le osservazioni... io, per coerenza, naturalmente seguirò lo stesso criterio su questo. Io l'ho detto in Commissione questo, no? Sono stato chiaro, io ho detto: non che io sia contrario a questo come principio, cioè nel senso di incrementare, di invogliare queste industrie che abbiamo in Valle, su questo sono perfettamente d'accordo, ma non siamo d'accordo, non ero d'accordo sulla questione del non ancoraggio, abbiamo riconosciuto tutti assieme questo. La posizione che io ho preso quindi quando si è discussa la legge... è logico che io la prenda quando discuteremo di questo, che è una conseguenza della legge; questo io volevo precisare.

Germano (P.C.I.) - L'articolo 7 della legge del 1968 dice: "le spese annue da assumere a carico della Regione per l'applicazione della presente legge per il periodo dal 1° gennaio 1969 al 31 dicembre 1977 saranno annualmente stanziate, fino a un importo annuo massimo di £. 150 milioni, in base alle disponibilità di bilancio, sul capitolo di spesa dei bilanci di previsione della Regione per gli anni dal 1969 al 1977...". Ora, io qui non ho capito bene, chiederei spiegazioni perché l'importo complessivo è di 176, la disponibilità di bilancio è di 132, su com'è questo meccanismo della deliberazione.

Albaney (R.V.) - Al Consigliere Germano risponderei in questo senso: il capitolo 283 del nostro bilancio prevede per l'applicazione della legge n. 8 del mese di marzo 100 milioni. Noi avevamo un residuo passivo della legge del 1962 di 32 milioni, quindi abbiamo a disposizione 132 milioni. Probabilmente il Consigliere Germano non ha letto a pagina 11, cioè noi dovremmo impegnare un importo... tecnicamente non possiamo impegnare un importo di 172 milioni... 176. A pagina 11 al punto 4 c'è scritto: "di delegare alla Giunta regionale l'adozione di provvedimenti deliberativi per la concessione e la liquidazione alla S.I.B. - eccetera - un ulteriore contributo non superiore a 44 milioni e 800 mila", cioè la differenza per andare a 176 e rotti, e sono questi 44.800.000 che noi inseriremo nel prossimo bilancio dell'anno 1969... deleghiamo la Giunta...

Germano (P.C.I.) - ... sì, ma il Consiglio delibera adesso... tutto alla Giunta...

Montesano (P.S.U.) - ... delibera la spesa e delega la Giunta per... allora, possiamo chiudere la discussione.

Fosson (U.V.) - Io non ho sentito la risposta dell'Assessore, proprio alla domanda che ha fatto il Presidente e alla quale mi ero unito... Io non penso che il Consigliere Pollicini, con tutto il rispetto che ho, possa dare la risposta al posto dell'Assessore. Se è stato interrogato l'Assessore, risponda l'Assessore.

Albaney (R.V.) - Se non vado errato, era per la questione fiscale, vero Fosson? In Commissione è stato discusso questo problema delle imposte che dovrebbero... però di preciso, come conclusione della discussione, la Commissione non è in grado in questo momento di darvi informazioni in merito a quanto lei mi richiede, però tenga presente questo: qual è il gettito che possono dare le varie ditte che vengono a installarsi, cioè queste sei ditte qui, la Commissione e io personalmente non ho questi dati.

Fosson (U.V.) - Prendo atto che il Presidente del Consiglio ha fatto una raccomandazione, invece prima avevo capito che faceva una domanda; ad ogni modo, io mi sono associato e l'ho fatto come domanda e mi meraviglio che l'Assessore Albaney in questo momento risponda: "la Commissione ha esaminato questo punto ma non sono in grado di dire qualche cosa". Io faccio una domanda specifica, qui siamo in presenza della Società Internazionale della Birra, questa società ha sede legale in Valle d'Aosta? Ha sede legale fuori? Come paga? Com'è fiscalmente? Questa è una cosa che almeno penso tutti i Consiglieri abbiano il diritto di sapere in questo momento prima di decidere e prima di deliberare.

Albaney (R.V.) - ... la sede legale della Birra Aosta è ad Aosta.

Montesano (P.S.U.) - ... allora, chiusa la discussione sulla delibera, la mettiamo ai voti... dichiarazioni di voto...

Germano (P.C.I.) - Sarò breve, l'argomento meriterebbe un lungo discorso, ma com'è di consuetudine, io la farò breve. Metto in rilievo che nell'ultima risposta l'Assessore ci ha detto che tutte queste aziende sono già in funzione e quindi non siamo nell'applicazione della legge, perché la legge diceva il primo versamento quando sono costruite, il secondo quando sono in funzione, il terzo, secondo la prima dopo tre mesi, con allungamento poi dalla seconda a un anno.

Constato che siete stati liberali, avete dato il massimo; la cosa dovrebbe essere approfondita; l'orientamento sarebbe di non approvare questo, però il fatto che il Presidente della Commissione e anche l'Assessore abbiano confermato che la legge sarà rivista e sarà rivista tenendo conto soprattutto di quei due punti: occupazione e zone, che sono la nostra preoccupazione, come anche la vostra... sono state nel passato solo la nostra e allora per questo noi diamo voto favorevole.

Fosson (U.V.) - Nous de l'Union Valdôtaine nous serions... nous aurions été de l'avis qu'il fallait réexaminer ce problème et le porter de nouveau à la Commission, de façon qu'il vienne au Conseil instruit plus à fond. À travers la discussion nous avons pu noter qu'il y a différentes choses qui ne marchent pas dans l'application de cette loi, et je ne répète pas les choses que le Conseiller Germano a dites il y a un instant. Tout de même, nous sommes disposés de voter à faveur, j'ai déjà entendu que la Junte est orientée de revoir la loi, mais je demanderai à la Junte un engagement sur ces questions que moi j'ai soulevées avant et qui concernent justement l'embauchage de la main d'œuvre locale, c'est-à-dire pour mettre en acte les finalités de la loi que nous avons établies. S'il y aura un engagement de ce genre de la part de la Junte... et regardez que je vous dis très sincèrement qu'une fois qu'il y aura cet engagement, nous serons nous mêmes à nous faire partie diligente pour signaler à la Junte s'il y aura quelque chose de contraire; si la Junte nous donnera cet engagement, nous voterons en faveur.

Milanesio (P.S.I.) - Il Partito Socialista Italiano vota a favore del provvedimento proposto dalla Giunta perché lo ritiene atto, così come i fatti hanno dimostrato del resto, a promuovere lo sviluppo industriale. Anch'io ritengo che sia necessario approfondire la legislazione vigente in materia di incentivi per gli insediamenti industriali e che questo debba essere collegato all'individuazione delle zone industriali, che del resto già sono state delineate dalla bozza di piano di sviluppo, che, purtroppo, è ancora ferma, arenata nella programmazione regionale.

Non ho altro da aggiungere e mi riserverò in altra sede di fare ulteriori considerazioni.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Ho già detto nel mio intervento quali sono i motivi che non trovano il mio accordo ed è inutile stare qui a ripetere, dirò solo che occorre una legge che tenga conto più del numero degli occupati che dell'entità dell'industria, che occorre altresì indirizzare l'industrializzazione verso quelle zone più depresse e non ammucchiate in una sola zona. Tuttavia, per le garanzie avute sia dall'Assessore all'Industria e Commercio, sia dal Presidente della Commissione Pollicini, voterò a favore di questa legge, con la speranza che venga modificata, così com'è stato...

Bionaz (D.C.) - Mi sembra che, riguardo a questo impegno che il Consigliere Fosson vuole avere dalla Giunta, non è necessario nessun impegno, è fuori luogo, perché c'è già nelle finalità della legge. Se ci sono state delle inosservanze, ebbene, queste inosservanze evidentemente non si devono ripetere, ma la legge è stata fatta proprio per incentivare la mano d'opera locale e se le osservazioni che lei ha fatto sull'occupazione che riguardava il Comune di Pollein... possono aver dato luogo - non so fino a quale misura - a degli inconvenienti, io penso che le aziende si adegueranno certamente alle disposizioni che sono previste da quella legge per la quale possono attingere questi fondi che sono rilevanti.

Montesano (P.S.U.) - Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

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Il Consiglio

delibera

1°) di approvare la concessione alle seguenti Imprese industriali dei contributi straordinari regionali a fianco di ciascuna Impresa indicati, ai sensi delle leggi regionali 2 agosto 1962 n. 20 e 11 marzo 1968 n. 8;

a) Ditta S.I.B. (Società Internazionale Birraria) - Birra Zimmermann S.p.A., con sede in Pollein, località Aeroporto: contributo di £. 23.000.000 (ventitré milioni) nelle spese di acquisto del terreno e primo contributo di £. 55.200.000 (cinquantacinquemilioniduecentomila) nelle spese di costruzione dello stabilimento;

b) Ditta LYS FUSION S.r.l., con sede nel Comune di Hône: contributo di £. 6.500.000 (seimilionicinquecentomila) nelle spese di acquisto del terreno e contributo di £. 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) nelle spese di acquisto e attrezzatura dello stabilimento;

c) Ditta S.I.C.A.V. (Società Industriale Commerciale Autoveicoli Valdostana) S.a.s., di Noussan & C., con sede in Aosta, C.so Btg. Aosta: contributo di £. 9.700.000 (novemilionisettecentomila) nelle spese di ampliamento e ammodernamento dello stabilimento;

d) Ditta M.M. MACCHINE MOLITORIE, S.p.A., con sede in Pollein, località Les Iles: contributo di £. 10.000.000 (diecimilioni) nelle spese di acquisto del terreno e contributo di £. 4.000.000 (quattromilioni) nelle spese di costruzione dello stabilimento;

e) Ditta RETI, S.a.s., con sede in Pollein, località Aeroporto: contributo di lire 5.000.000 (cinquemilioni) nelle spese di acquisto del terreno e contributo di lire 2.100.000 nelle spese di costruzione dello stabilimento;

f) Ditta EUROMEC, S.a.s., con sede in Chambave: contributo di lire 8.000.000 (ottomilioni) per l'acquisto del terreno e contributo di lire 6.000.000 (seimilioni) per la costruzione dello stabilimento;

2°) di approvare la spesa complessiva di lire 132.000.000 (centotrentaduemilioni) da finanziare come segue:

a) per lire 32.107.000 all'apposito residuo passivo ("Contributi, concorso spese per mutui e sussidi per iniziative e manifestazioni economiche e per lo sviluppo delle attività economiche") (spesa approvata e impegnata con deliberazione consiliare n. 69 in data 4.6.1962);

b) per lire 99.893.000 al capitolo 283 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1968 ("Spese e contributi, concorso in spese per mutui, sussidi e interventi per iniziative e manifestazioni economiche e per lo sviluppo delle attività economiche"), che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione dei successivi provvedimenti deliberativi per la liquidazione alle Ditte di cui al punto 1°) delle rate dei contributi di cui ai precedenti numeri 1°) e 2°), secondo le modalità previste dalle leggi regionali 21.8.1962 n. 20 e 11 marzo 1968 n. 8;

4°) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione dei provvedimenti deliberativi per la concessione e la liquidazione alla Ditta S.I.B. (Società Internazionale Birraria) - Birra Zimmermann S. p.A., con sede in Pollein - località Aeroporto - di un ulteriore contributo di importo non superiore a lire 44.800.000 (quarantaquattromilioniottocentomila) nelle spese di costruzione dello stabilimento dl cui al numero 1°) della relazione di cui alle premesse, contributo da concedere nell'esercizio finanziario 1969, in relazione alle disponibilità del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1969, e da imputare al capitolo di spesa del bilancio stesso corrispondente al capitolo di spesa 283 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1968.