Objet du Conseil n. 241 du 20 décembre 1968 - Verbale

OGGETTO N. 241/68 - Revisione del riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione della Valle d'Aosta. (Reiezione di mozione)

Mozione

Premesso che il Consiglio Regionale ha ripetutamente approvato all'unanimità, in vari documenti, il principio che la ripartizione delle imposte fra lo Stato e la Regione sia riesaminato e che la quota a disposizione della Regione sia fissata nella misura del 75%;

Ricordato che in data 2 agosto il Consiglio unanime aveva incaricato l'Assessore alle Finanze a predisporre entro tre mesi, in accordo con la Commissione Affari Generali, un opportuno disegno di legge;

Deplorando che malgrado le numerose promesse in proposito l'Assessore alle Finanze non ha provveduto né alla elaborazione del disegno, né alla richiesta che la Commissione esaminasse almeno il progetto già da tempo presentato;

Rilevando in tale atteggiamento un ingiustificabile disprezzo verso il Consiglio, la vita democratica e soprattutto verso gli impegni collettivamente e unanimemente assunti;

delibera

di rinnovare l'impegno all'Assessore alle Finanze affinché, in collaborazione con la Commissione Affari Generali e Finanze, provveda a presentare entro un mese al dibattito ed all'approvazione consiliare un disegno di legge che rappresenti, in materia di riparto fiscale, la volontà unanimemente già espressa dal Consiglio.

F.ti: S. Caveri - Germano Pietro - Tonino Aldo

Montesano (P.S.U.) - Apro la discussione generale sulla mozione presentata dai Consiglieri Caveri, Germano e Tonino.

Germano (P.C.I.) - Credo che la mozione sia abbastanza chiara, nel senso che vi si citano dei fatti che sono incontestabili. Noi desidereremmo sapere l'opinione dell'Assessore competente; possiamo dire di averla già sentita in Commissione Affari Generali e Finanze, ma riteniamo che l'importanza dell'argomento, il punto di fondo della nostra autonomia richieda che l'Assessore alle Finanze esponga il suo punto di vista al Consiglio. Mi limito a questo per oggi.

Caveri (U.V.) - À la Commission des Affaires Générales et Finances j'avais dit que, en voie principale, l'Union Valdôtaine désirait que ce ne fût pas le projet de Monsieur l'Assesseur Bordon, mais le projet des oppositions à être envoyé à l'examen du Conseil, parce que nous estimions que ce projet était meilleur que celui officiel de l'Assessorat des Finances.

Cette requête a été repoussée par l'Assesseur aux Finances et par la majorité, par conséquent nous replions sur une demande subordonnée: c'est-à-dire, vu qu'à la Commission des Affaires Générales le projet de loi de Monsieur Bordon a été tout à fait examiné et que ce projet est mûr pour la discussion au Conseil, nous demandons que cette proposition de loi de Monsieur Bordon soit présentée à la prochaine séance du Conseil, parce qu'il ne convient pas de perdre du temps, il faut résoudre ce problème d'autant plus que, aussi d'après les déclarations du nouveau Président du Conseil des Ministres, à la fin du 1969 seront instituées les Régions à Statut ordinaire, et alors ce sera bien plus dur de discuter de la répartition des impôts entre l'État et la Région quand il y aura à régler toute la question financière des Régions à Statut ordinaire.

Bordon (D.C.) - Vi assicuro, Signori Consiglieri, che avrei voluto essere telegrafico, avrei voluto poter dire tutto semplicemente. Ringrazio il Consigliere Caveri per questo passo avanti che ha fatto; vorrei ringraziare anche il Consigliere Germano, se non per il passo avanti che ha fatto qui, per quanto si ebbe a discutere in Commissione, come l'amico Dolchi ricordava, però io, malgrado questa premessa e malgrado avessi proprio desiderio di essere telegrafico, non lo potrò essere. Contrariamente a quando si sente dire: "quindi sarò brevissimo", e poi non si finisce mai... speriamo che io dicendo: sarò molto lungo, finisca molto presto.

Allora, vorrei innanzitutto impostare il problema, pur cercando di rimanere nei termini più brevi possibili affinché i Consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, che non hanno partecipato con noi in queste Commissioni fossero informati un po' dell'andamento di questo problema. Problema che è già stato definito da sempre come il problema che è alla base della nostra autonomia, perché, fin dal 1966, quando per la prima volta con la Giunta portammo all'esame del Consiglio il bilancio, in parole su per giù uguali noi definimmo che l'autonomia della Regione senza un'autonomia finanziaria era un'autonomia completamente svuotata. Anche se non ci siamo mai potuti dilettare e approfondire il nostro sapere in altri settori che vengono dibattuti qui dentro, pertanto è indubbio che la Giunta ha seguito il problema finanziario con la massima attenzione, perché si può parlare di programmazione, si può parlare di tante e tante belle cose - e noi siamo tutti d'accordo, perché la programmazione la aspettiamo da tanto tempo, perché specialmente faciliterebbe questo Assessorato delle Finanze per la distribuzione di queste finanze - purtroppo, per fatti che, insomma, cercheremo di risolvere al più presto, la programmazione è mancata, ma è inutile poter parlare di tante belle cose, è inutile parlare di strade, di scuole, eccetera, se i denari non ci sono.

Fatta questa premessa, io devo per forza ritornare indietro un po' nel tempo perché, come ho detto, sarebbe stato piacevolissimo dire: "Signori, accetto la vostra proposta, vi ringrazio della fiducia che ci avete dato perché avete accettato in parte la nostra...", non so se questo vale anche per il Consigliere Germano, ma penso che forse ha aderito a questa mia richiesta. Devo però dire che non è mi è possibile poter accedere e consiliare ai nostri Consiglieri di accettare questa proposta per dei motivi che io cercherò di esporre il più chiaramente possibile, il più sinceramente e seriamente possibile, affinché poi il Consiglio, sovrano in materia, decida quello che si deve fare.

Allora, ciò premesso, io dirò che ci sono delle cose che bisogna puntualizzare sempre nelle nostre discussioni e bisogna puntualizzarle perché qualche volta si dimenticano. Allora, noi arrivammo nel 1966 e trovammo un bilancio di circa 10 miliardi e mezzo; nello stesso momento trovammo una proposta che era già stata discussa prima nel 1963... non ricordo bene, poi mandata avanti nel maggio del 1966, questa proposta che io vorrei chiamare vecchia, per capirci, per distinguerla dalla nuova, è stata poi ripresa qui, se non sbaglio, a novembre del 1966, e noi - lo dico subito io perché sia chiaro -votammo contro la stessa.

Allora, questa proposta di nuovo riparto che cosa prendeva in esame? Prendeva in esame alcune cose basilari, innanzitutto le imposte riscosse nella Valle d'Aosta e le imposte che induttivamente potevano essere ritenute nel loro ammontare valide e riscosse fuori della Valle d'Aosta, in poche parole si parlava di circa otto miliardi riscossi in Valle e di otto miliardi riscossi fuori Valle, per un complesso quindi di sedici miliardi, con una percentuale di circa il 70-75%, e si prevedeva un introito di riparto che doveva aggirarsi sui 10 miliardi e mezzo. Naturalmente bisogna ricordare ancora una cosa - e su questo mi dilungo, lo voglio fare perché è una cosa che è bene che rimanga a verbale, però avremo ancora occasione di parlarne in futuro -: noi allora nel 1966 richiedevamo allo Stato con quella proposta presentata dalla precedente Amministrazione 10 miliardi e mezzo dallo Stato, quando dallo Stato si percepivano 4 miliardi 400 milioni. Questo per fare presente qui in quest'aula come questi 10 miliardi e mezzo fossero una giusta richiesta, tant'è che l'abbiamo adottata e l'abbiamo fatta nostra, ma si pensava che richiedere 10 miliardi e mezzo quando se ne percepivano 4.300.000.000 poteva anche essere una pia illusione per cui si chiedeva 10 miliardi e mezzo eventualmente accontentandosi di averne 7 o 8 o 9. Questa, quindi, è una prima puntualizzazione.

Arrivati a questo punto, però che cosa accadde? Ci recammo immediatamente presso i Ministeri competenti a Roma, questa proposta venne esaminata, venne studiata e se ne ebbe come risposta che era una proposta inattuabile, perché si basava su dei proventi in parte accertati qui in Valle... e invece su 8 miliardi che non erano accertati... venivano presi attraverso le statistiche, venivano tirati fuori attraverso dei conteggi induttivi e, di fronte a un problema di questa natura, un'impostazione di questo genere, con gli stessi funzionari della Regione noi dovemmo riconoscere che, se non in tutto, in parte, alcune di queste obiezioni che ci muovevano i competenti Ministeri erano fondate.

Allora con che cosa si venne fuori? Si venne fuori con quell'articolo 12, perché l'essenziale, indipendentemente dall'urgenza del riparto, secondo il modesto parere della Giunta e di tutta la maggioranza di Centro-Sinistra l'importanza del problema era un'altra, l'importanza del problema era che si avessero subito dei denari in più, in attesa di poter concludere questo riparto. Per fortuna, non seguimmo determinati consigli, che ci indicavano l'articolo 12 come la cosa più stupida che noi avremmo potuto fare, perché grazie a questo articolo 12 e grazie a determinate impostazioni, ma non ha importanza, tanto parleremo ancora del bilancio, quindi ce le ripeteremo, è bene che queste cose ognuno di noi le abbia molto ben presenti, ma non solo ognuno di noi, che si sentano queste cose, perché, arrivati a un certo momento, sono questi i fatti, non le parole, sono i denari che contano, parlando di finanze. Allora, Signori, noi ricorderemo qui brevemente che laddove a un certo momento, nel 1965 la Regione percepiva dallo Stato 4 miliardi e 400.000, nel 1966, dopo quella famosa impostazione dell'articolo 12, passammo a 5.491.000.000, per arrivare, nel 1967 a 7.686.000.000 e con le previsioni del 1968 che si stanno avverando a 7.530.000.000.

A questo importo però non bisogna mai dimenticare che si avevano 4.403.000.000, con l'articolo 12 questi nostri proventi diventarono di 6.491.000.000 contro i 4.400.000.000... diventarono di 9.686.000.000 laddove erano 4.400.000.000 e ce lo auguriamo tutti, perché penso che sia nell'interesse di tutti, che abbiano a diventare ancora qualche cosa di più per l'anno 1968. Pertanto, Signori Consiglieri, specialmente quelli che dettero fiducia a questo Centro-Sinistra, assumendo delle posizioni che ci hanno confortati, state tranquilli, perché noi, da quando abbiamo impostato il bilancio in questo modo, siamo riusciti ad avere i 9 miliardi, 9 miliardi e mezzo contro i 4.400.000.000.

Allora, detto questo... e l'ho voluto dire, perché questa urgenza che amichevolmente i nostri avversari politici fanno è infondata, perché se noi continuassimo ad avere 4.400.000.000, anziché i 9 miliardi e mezzo o i 10, sarebbe logicissima questa fretta... secondo noi, questa fretta non sussiste e dobbiamo portare avanti la questione del riparto con la massima serietà e con la massima tranquillità, tranquillità e serietà di cui si parla molto spesso qui dentro, per lasciare poi qualche volta - sono generoso, diciamo così -il posto alla demagogia.

Ora, Signori - e lo dico per i Consiglieri di maggioranza ai quali io chiederò un voto, che non è quello voluto dalla minoranza -, la proposta che la Giunta vi porta è questa: noi dobbiamo mandare avanti un riparto che abbia la possibilità di riuscire, perché l'essenziale è di mandarlo avanti tenuto conto degli introiti che già noi abbiamo in Regione e in modo che si dia tutto quello che noi riteniamo indispensabile, nel modo che il Consiglio riterrà di avere, ma indubbiamente non mandando avanti delle proposte che a un certo momento potrebbero anche creare delle difficoltà e non passare.

Ora, arrivati a questo punto, che cosa si ha da aggiungere? Si è continuato con queste trattative e in fondo, contrariamente anche a certi pareri che erano stati dati, noi ritenemmo di mandare avanti la proposta vecchia, perché mandandone avanti subito una nuova, avremmo potuto sentire da quei banchi un'opposizione diversa, avremmo potuto sentir dire che noi avevamo voluto creare qualche cosa di nuovo e che non eravamo riusciti a mandarlo avanti, invece abbiamo ritenuto bene di mandare avanti quella proposta, di discuterla e di sentire quali erano i punti che anche secondo il nostro modesto parere non erano attuabili. Allora io sorvolo - perché se sarà il caso, lo ricorderemo, perché è sempre bene ricordare anche questo - su quali sono stati i periodi delle elezioni di maggio-giugno 1968, il Governo del Leone, le difficoltà incontrate, la crisi di Governo, finita adesso in questi giorni, per cui ancora soltanto ieri abbiamo potuto avere determinate risposte che i Ministri non ci potevano dare, perché il Ministro alle Finanze Ferrari Aggradi non sapeva se sarebbe restato o meno alle Finanze, e difatti non è stato confermato. Al Ministero del Tesoro è rimasto Colombo e, pertanto, risposte non si potevano avere prima, e quindi questo dialogo coi Ministri è continuato e siamo arrivati qui, ad un certo momento, con una determinata proposta.

Naturalmente qui c'è una mozione che io non leggo perché addirittura qualche volta si potrebbero fare delle discussioni e riderci su, perché se bastasse deplorare qualcuno per risolvere dei problemi, Signori, come sarebbe facile... si dice: "deplorando che, malgrado le numerose promesse, l'Assessore alle Finanze...", eccetera, immaginatevi se bastasse deplorare che cosa potremmo deplorare noi... quando in sette anni di determinati precedenti Governi certamente non si sono portati avanti i problemi né del riparto, né altri problemi, perché queste cose bisogna pur dirsele! Questa vostra fretta così spinta, Signori, noi la ascoltiamo, noi ci auguriamo sempre che la minoranza ci dia dei buoni consigli, noi siamo veramente lieti quando le nostre conclusioni quadrano con le vostre, o se possiamo concludere le nostre per un miglioramento, ma voi non dovete offendervi, io ve l'ho già detto in altra sede, ve lo ripeto qui, Signori della minoranza, quando ci date dei consigli... noi di questi consigli possiamo anche diffidare in parte, perché molte volte i risultati a cui tendete voi non sono i nostri politicamente parlando, perché noi non vogliamo eventualmente partire con la lancia in resta quando voi ci indicate determinate strade, ma non abbiate ad offendervi ma certe strade che voi avete imbroccato non hanno portato dei risultati positivi. Noi pertanto siamo qui per collaborare in tutto quello che è possibile per cercare di mandare avanti un disegno di legge che verrà portato in Consiglio, discusso una volta, due volte, dieci volte, soltanto io consiglio i Consiglieri di maggioranza di esaminare sempre queste cose con molta tranquillità perché il bilancio della Regione sta raggiungendo dei livelli che non ha mai raggiunto di 18-19 miliardi. Di ciò parleremo in sede di bilancio, con la massima tranquillità e con i dati di fatto, però, ripeto, noi non abbiamo, secondo il consiglio che si permette di dare la Giunta, fretta di portare avanti questo problema, tant'è vero che addirittura a un certo momento è stato detto: "noi vogliamo mandare via una proposta di riparto", quasi a data fissa, era il 2 novembre e siccome le cose bisogna anche prenderle un po' così... immaginatevi il 2 novembre, che è proprio il giorno dei morti, volevano che mandassimo via la proposta... Guardate che è una boutade ma immaginate che cattiva data avevamo scelta, e qui ci rimproverano perché, entro i tre mesi previsti dal 2 novembre, non abbiamo portato a casa il riparto, come se un riparto lo si potesse risolvere toccando un bottone! Noi troviamo delle maggiori difficoltà, questo ve lo garantiamo, d'altronde voi non so che difficoltà avete trovato, perché i vostri riparti non sono mai andati avanti e, fino a prova contraria, voi di riparti non ne avete mai fatti nessuno.

In aggiunta a queste cose, e vedremo quello che ho dimenticato, perché non ho avuto tempo di fare una relazione scritta, d'altronde forse sarebbe stata troppo lunga... arriviamo verso la fine alla conclusione e diciamoci che, a un certo momento, abbiamo esaminato quindi quella proposta, la vecchia da voi mandata avanti. A questa proposta ci siamo permessi di aggiungere qualcosetta che era stato dimenticato, come si dimentica molto spesso, ed era una clausola che riguardava i proventi del Casinò di Saint-Vincent... se avrà da passare questa proposta, pertanto anche il famoso problema, quel processo che si trascina da tanti anni per l'imposta generale di entrata, che dovrebbe gravare sulla Regione, noi riteniamo ingiustamente, perché anche i proventi del Casinò di Saint Vincent devono essere considerati come entrate tributarie... ebbene, dicevo, tutte queste cose aggiunte... noi abbiamo a un certo momento sentito il parere di tecnici, di depennare determinate voci dall'elenco vecchio, e che cosa abbiamo fatto? Abbiamo esaminato attentamente tutta quella lunga proposta e, a un certo momento, abbiamo considerato determinate imposte, un po' tutte le imposte che ci sono nella Regione e, se sarà necessario, ve le leggerò ma, per il momento, ve ne faccio grazia.

In questo elenco pertanto noi abbiamo depennato determinate voci che induttivamente avevamo calcolato come riscosse fuori Valle e invece ne abbiamo sostenute altre che in quell'elenco c'erano e che noi riteniamo, anche se riscosse fuori Valle, siano anche accertabili. Noi, pertanto, qui abbiamo fatto un elenco che se ad un certo momento dovesse essere accolto con le percentuali che noi richiediamo, dovrebbe dare alla Regione un riparto di 11 miliardi e 100 milioni.

Io vorrei aggiungere qui che si sono chiesti 11 miliardi e 100 milioni: tale cifra la difenderemo a spada tratta con l'augurio che se bastasse chiedere e venisse dato, avremmo solo il rimorso di non aver chiesto 12 miliardi, ma siccome i problemi, per risolverli, bisogna mandarli avanti con una certa serietà, in quanto io ritengo che il Governo centrale non debba rifiutare alla Regione delle richieste quando sono oneste, serie e fondate... secondo la Giunta attuale, questo è il modo di trattare, perché, quando facciamo vedere allo Stato che noi spendiamo tre miliardi e mezzo per la Scuola e spendiamo non so quanti miliardi per i servizi, è giusto che il Governo centrale li prenda in esame, come d'altronde noi riteniamo... non è giusto che qui si chieda soltanto per chiedere, con la speranza di giocare alla Sisal e di avere un risultato positivo, oppure di averne in rifiuto. Noi questa strada non la vogliamo seguire, noi riteniamo di portare avanti questo problema con quella serietà e quella onestà di cui abbiamo parlato prima.

Allora, perché io sconsiglio - e ricordo che il Consiglio è sovrano in materia, faccia come vuole, noi non difendiamo mica nessuna nostra creatura - di porre oggi in discussione questa bozza di legge che noi abbiamo consegnato ieri a Roma? Questa bozza di legge deve essere discussa ancora, può anche subire delle variazioni e potrebbe, a un certo momento, essere sostituita da qualche cosa d'altro, naturalmente, ce lo siamo sentito dire, ed è bene anche puntualizzarlo, si ripeteranno... si dice: "ma com'è possibile, ma allora noi accettiamo il riparto che ci darà Roma?", no! Perché questo è il buon senso, sarebbe demagogia che farebbe dire questo: noi chiediamo un riparto, vogliamo arrivare a una cifra di riparto che ci soddisfi, vogliamo ottenerla nel modo che ci soddisfa. Il Consiglio, quando arriveremo qui con una proposta conclusiva, dirà: "a noi non piace questa soluzione, magari anche se arriviamo ad una certa cifra, e non accettiamo questo". Lo vedremo allora, ma fino a quando non si arriva con una cosa in linea di massima concordata, io sconsiglio di mandare avanti questo. Naturalmente, che cosa mi si può rispondere? "Lo sappiamo - dice - ma voi questo problema allora non lo risolverete mai, lo porterete alle calende greche". Bene, Signori, il problema di portarlo alle calende greche è una frase fatta: io vi assicuro che la Giunta non ha nessun interesse e nessun motivo di portarlo alle calende greche; vi dico, però, che l'esercizio provvisorio del 1969, di cui parleremo domani, o in una futura seduta, avrà un certo importo di cui discuteremo qui dentro. Ritengo quindi che questo importo che si aggirerà sui 18-19 miliardi di entrate effettive possa ovviamente non soddisfare in pieno le necessità della Valle d'Aosta, ma è indubbio che i 18-19 miliardi di cui parleremo sono certamente più soddisfacenti dei dieci miliardi e mezzo che aveva ottenuto la precedente Giunta, la precedente Amministrazione. Tutto questo detto, pertanto si potrebbe decidere entro quale lasso di tempo lo si può portare avanti. Io sono un po' contrario a ciò: il Consiglio, la maggioranza vedrà quello che ritiene di fare. Io penso che, entro il mese di gennaio, noi dovremmo avere quel colloquio che abbiamo richiesto ai tre Ministeri competenti: delle Finanze, del Bilancio e del Tesoro, per dibattere le eventuali controversie che avremo su questa proposta, su questa bozza, perché la proposta verrà approvata qui, sia chiaro, quindi su questa bozza noi vedremo un po' che cosa si può fare. Se ritorneremo da quel colloquio con qualche cosa di positivo, il Consiglio deciderà; se, invece ritorneremo con qualche cosa di negativo, esamineremo se è il caso di mandare avanti un'altra proposta, o di mandare avanti quella che il Consiglio riterrà, anche se questi accordi non potranno venire presi con i funzionari amministrativi, ma dovranno essere presi in sede politica.

Per finire, vorrei ancora aggiungere solo questo: a me pare che se noi nel mese di gennaio... e noi, purtroppo, lo sappiamo che non dipende solo dalla nostra volontà, perché, fino a prova contraria, il Centro-Sinistra una certa prova lo ha dato: siamo generalmente ben accolti, siamo ricevuti bene e non abbiamo bisogno di fare delle grandi e lunghe anticamere. I problemi quindi vanno avanti con una certa celerità, ma voi sapete perfettamente quale sia, diciamolo pure, la bolgia amministrativa, come quella che vediamo in un Governo centrale, con quel po' di contestazione, di desideri che vengono fuori, di necessità, eccetera, per cui si potrebbero anche avere dei ritardi. Se questo incontro noi l'abbiamo in gennaio, al limite in febbraio o marzo, io ritengo che si potrebbe portare in Consiglio un'altra proposta che mi suggerirete voi attraverso la Commissione Affari Generali. Io chiederei quindi che non si metta nessun impegno, innanzitutto, però nel lasso di due o tre mesi... per continuare questa discussione... questo impegno non ci dovrebbe essere per un semplicissimo motivo: che il nostro bilancio, grazie a Dio, va avanti come se avessimo già un riparto... e poi naturalmente dirvi che non è possibile approvare quella bozza, portarla oggi, o alla prossima adunanza in Consiglio, in quanto quella bozza può ancora subire delle variazioni. Per adesso io ho detto un po' tutto; ci sarebbero delle altre cose, e chissà che non mi venga dato lo spunto per aggiungerle se le ho dimenticate.

Germano (P.C.I.) - A dimostrazione di chi vuole perdere tempo, di chi vuol fare demagogia, io mi atterrò ai fatti e vi dimostrerò che chi perde tempo è qualcun altro e chi fa demagogia anche. Svolgerò ora quindi solo due considerazioni iniziali. Io non entro nel merito del disegno di legge, perché la nostra mozione tende solo fissare un lasso di tempo certo. Quando discuteremo del disegno di legge, faremo presenti le nostre posizioni. L'Assessore alle Finanze Bordon si è stupito della deplorazione, ma l'Assessore ha votato con noi i tre mesi di tempo: se non era d'accordo, doveva votare un lasso di tempo più esteso, chiedere il tempo necessario, è lui che è stato d'accordo con noi di votare i tre mesi di tempo; adesso i tre mesi sono già diventati quattro, cinque, ma non siamo noi che abbiamo votato al posto suo, è lui.

Seconda questione: l'ho già detto un'altra volta, l'Assessore continua a dire: "voi non avete ottenuto, noi otteniamo", come fosse un merito di questo o dei passati Governi centrali di dare solo a chi piace e a chi non piace no; è il marchio dell'antidemocrazia che si dà a quei Governi, non è un titolo di merito. Fatte queste brevi considerazioni, io andrei ai fatti.

Nel programma della Giunta Bionaz, tre anni fa, era richiesta una legge urgente per la revisione del riparto fiscale, impegno che è stato mantenuto nel programma di questa Giunta. Nei primi due anni noi abbiamo presentato una proposta di legge che sancisce un nuovo riparto fiscale, voi, lo ha ammesso l'Assessore, avete votato contro. Ora, si vuole ricominciare la fuga, perché, si dice: "la legge nostra...", "la legge vostra...", eccetera. Io non vado per il titolo di merito, richiamerei l'Assessore di andare a vedere l'intervento svolto dal nostro Gruppo sulle dichiarazioni programmatiche. Noi in quella sede vi avevamo chiesto di dare dimostrazione di autonomismo, risolvendo un solo punto: quello del riparto fiscale. Noi vi avevamo detto: nel riparto fiscale ci sono delle contestazioni dal centro; voi, bene, aumentate le altre tasse, ma facciamo in modo che si realizzi il voto del Consiglio di ottenere il 75% del riparto fiscale. Adesso seguite questa strada, va bene siamo d'accordo, non avete voluto seguire l'altra, va bene, siamo d'accordo, però a questo punto vogliamo di nuovo fare una fuga o no? La Commissione Affari Generali ha esaminato e ha esaurito l'esame del disegno di legge presentato dall'Assessore Bordon. Bordon cosa ci dice adesso? Dice: "Io tratto a Roma, quello che concludo ve lo porterò in Consiglio". Noi vi diciamo che, se il disegno di legge sarà preventivamente approvato dal Consiglio, l'Assessore Bordon potrà andare a trattare a Roma con più forza. Non discutiamo di quello che si otterrà, è chiaro che se si chiede dieci, difficilmente si ottiene dieci e questo siamo pronti ad ammetterlo in qualsiasi momento, però se vai con l'appoggio del Consiglio, evidentemente vai a trattare con più forza. Non chiediamo, quindi, niente di straordinario; e poi, quando chiediamo questo, noi chiediamo l'applicazione dello Statuto che dice all'articolo 12: "Oltre il gettito delle entrate proprie della Valle, sarà dallo Stato, sentito il Consiglio della Valle, attribuita alla stessa una quota dei tributi erariali". Lo Statuto dice: "sentito il Consiglio della Valle", non "sentito l'Assessore Bordon". Allora noi chiediamo semplicemente che, per la prossima adunanza venga portato alla discussione del Consiglio il disegno di legge di cui, in Commissione abbiamo esaurito l'esame e auspichiamo che il Consiglio unanime la voti, dopodiché l'Assessore Bordon farà, intraprenderà tutte le trattative che vuole, però sarà rafforzato nella sua posizione dall'appoggio di tutto il Consiglio, di tutti i Partiti politici presenti in Consiglio, e questo lo facciamo nell'interesse della Regione, per ottenere il massimo che si può ottenere. Non mi pare quindi che il nostro sia un discorso di demagogia, oppure di speculazione politica, o di tutte quelle cose che, come un fiume, ci riversa addosso l'Assessore Bordon. Il nostro ragionamento è molto semplice ed è in questi termini: se l'Assessore Bordon ci dice che quel disegno di legge viene portato alla discussione nella prossima adunanza del Consiglio, io - perlomeno per conto mio, non so se l'Avvocato Caveri è della stessa opinione - sono anche pronto a ritirare la mozione se l'Assessore s'impegna a portarla alla prossima adunanza del Consiglio; se invece mi dice di no, allora, siccome è avvenuto il fatto nuovo che il disegno di legge è stato portato in Commissione, dove l'esame è stato esaurito, faccio la proposta di modificare il deliberato: dopo "delibera di rinnovare l'impegno all'Assessore alle Finanze affinché, in collaborazione con la Commissione Affari Generali e Finanze, provveda a presentare", invece di "entro un mese al dibattito", propongo di mettere: "per discutere alla prossima seduta del Consiglio il disegno di legge proposto dall'Assessore alle Finanze e del quale la Commissione Affari Generali e Finanze ha già esaurito l'esame".

Intervento brevissimo quindi e senza demagogia e speculazione politiche.

Fosson (U.V.) - Moi je ne voudrais pas répéter ce qui a déjà été dit dans la Commission et qui a été répété ici dans la salle du Conseil, mais je m'étonne que l'Assesseur Bordon s'étonne qu'on a déploré ici de n'avoir pas présenté la loi sur la répartition des entrées. Tout le monde se rappelle que, quand nous avions discuté notre loi, l'Assesseur Bordon avait dit qu'il aurait présenté une autre loi en mettant des termes pour la présentation de cette loi. C'est sur la base de ces termes qui résultent au procès-verbal que nous avons présenté cette motion. Il n'y a donc pas à dire qu'on n'a pas déploré, qu'on n'a pas résolu le problème financier; on cherche toujours, en parlant dans cette salle, de tourner l'omelette. Or, on a déploré exclusivement que l'Assesseur Bordon n'ait pas maintenu ce qu'avait dit ici, au sein du Conseil régional, et qui avait promis au Conseil régional, ceci seulement pour ce qu'il a été dit.

L'Assesseur Bordon fait aussi toujours une comparaison entre une chose et l'autre, mais il oublie de dire que nous ne disons pas que le budget n'a pas augmenté, que les entrées ne sont pas augmentées, mais Monsieur Bordon oublie qu'en parlant... il y a trois ou quatre ans... il faut tenir compte de la dévaluation continuelle de la lire, de la continuelle augmentation des impôts, de l'augmentation continuelle de toutes les dépenses, mais de cela on n'en parle pas. On pourrait aller faire la comparaison entre ce qu'étaient les entrées de la Région en 1946 et les entrées de 1968 et dire: dès lors nous avons augmenté beaucoup. Ici il faut mettre en rapport les choses si on veut faire un discours sérieux et je ne fais aucune démagogie, mais je veux seulement relever ces choses et dire qu'il ne faut pas, tout de même, prendre les Conseillers pour des nigauds dans ce sens, quand on parle de ces choses.

L'Assesseur Bordon, après les promesses faites au Conseil, a présenté à la Commission des Affaires Générales un projet de loi; je pense que les représentants de nos Groupes ont dit - et d'autre part le Conseiller Caveri l'a dit il y a un instant - que nous retenions meilleur notre projet de loi qui prévoit l'attribution à la Région du 75% sur tous les impôts perçus dans la Région et hors de la Région. Dans la Commission vous avez décidé en majorité de façon différente. Comme subordonnée le Conseiller Caveri a dit que nous sommes prêts à discuter votre projet de loi que nous avons déjà amplement discuté au sein de la Commission. Il me semble qu'il soit nécessaire aujourd'hui, si on veut maintenir la parole donnée à son temps, que ce projet de loi soit présenté au Conseil régional et on ne demande pas une chose impossible, on demande seulement d'en discuter ici. Si on voudra, on donnera toujours une certaine force, nous ne pensons pas que la loi qui est approuvée par le Conseil régional ne pourra pas être modifiée, elle doit être faite d'accord avec l'État et alors, en tout cas, elle sera modifiée dans les pourparlers avec l'État mais, tout de même, il y aura au moins une volonté du Conseil et cela il serait bien. Il me semble qu'ici l'Assesseur Bordon devrait être content de pouvoir aller à une discussion avec les représentants du Gouvernement avec une volonté unanime du Conseil. Il me paraît donc que cette requête est une requête tout à fait naturelle et je ne vois pas pourquoi l'Assesseur Bordon doit se scandaliser du fait que les Conseillers régionaux, après en avoir parlé pendant des mois, des années de cette question, demandent aujourd'hui que ce projet de loi qui a été discuté au sein de la Commission soit discuté aussi au Conseil régional.

Bordon (D.C.) - Siccome il colloquio è avvenuto sul binario della massima correttezza, della massima amicizia, io vorrei quindi puntualizzare solo alcune cose, perché qui mi si attribuiscono dei poteri che io non ho. Si dice che Bordon porta in Consiglio, attraverso la Giunta, una sua impostazione che sottopone ai Consiglieri, naturalmente la sottopone ai Consiglieri di maggioranza e ai Consiglieri di minoranza, ma perché questo? Ai Consiglieri di maggioranza perché noi sappiamo che i Consiglieri di minoranza, attraverso i loro rappresentanti in Commissione, già si erano dimostrati non favorevoli a questa impostazione. Io ho voluto spiegare lungamente questo per tranquillizzare la coscienza dei Consiglieri di maggioranza che potrebbero anche votare in modo diverso da quelli della minoranza. Il problema quindi è questo: ma che cosa volete? Volete che io vi risponda immediatamente: aderiamo a questa proposta, la portiamo al prossimo Consiglio regionale e non se ne parli più? Ma io verrei meno al mio dovere, se mi consentite, perché vi dovrei aggiungere, come vi ho aggiunto: Signori, fate attenzione, che questa proposta sì può mandare via in qualunque momento; dopo questa qui se ne possono mandare via un'altra mezza dozzina. È indubbio però una cosa: l'impostazione che si è ritenuta di dare è stata quella di discutere la proposta. Qui, ad un certo momento, mi si incolperà di non portare il disegno di legge in discussione in Consiglio. È per la terza volta che io ripeto che, quando si saranno risolte le difficoltà, ci potrebbero essere cento difficoltà, ho detto cento, facciamo solo 50 difficoltà, ma di queste 50 difficoltà se noi riuscissimo a eliminarne 40, forse il Consiglio potrebbe ritenere di lasciare perdere le altre dieci. Se domani però ci facessero togliere 25 di queste difficoltà e non le altre, sempre per materializzare la discussione, io credo che il Consiglio, con l'Assessore Bordon in testa, potrebbe dire: "io rifiuto questo". Ma che voi mi consigliate e ci consigliate di approvare questo disegno di legge così come è, quando io vi dico che può essere suscettibile di modificazioni, Signori, voi della maggioranza, accordatevi, votate pure, io non ne faccio una questione di prestigio, ma il mio consiglio è di non votarlo così com'è.

Qui si vuole travisare un po' l'impostazione quando, per esempio, si dice: "ma Bordon si scandalizza", ma no, Bordon non si scandalizza di niente, Bordon è 20 anni che vive in questi nostri ambienti politici della Valle d'Aosta, non ci scandalizziamo più, siamo qui ognuno che cerca di fare il suo dovere e cerchiamo ognuno di tirare l'acqua al mulino della Regione, non alle proprie finanze. Il problema, però, è questo: Signori, io vi dico perché mi scandalizzo, ma per un semplice motivo... e qui naturalmente mi si dirà che sono polemico e che faccio della demagogia, ma per rispondere a quello che dice, per esempio, l'amico Fosson: "l'Assesseur Bordon se scandalise, mais Bordon ne se scandalise point pour ce qui est la déploration, pour tout ce que nous avons pu dire, Bordon se scandalise rien que d'une chose, peut-être, de l'urgence", di questa fretta enorme di presentare il disegno di legge alla prossima seduta. Se vi dico che, entro il mese di gennaio, probabilmente avremo questo incontro, io penso di arrivare qui a febbraio o marzo, o in Commissione Affari Generali, come eravamo d'accordo quando discutemmo quell'altra mozione che ha originato questa. Signori, io non sono riuscito a portarlo avanti, quindi bisogna modificarlo, ci chiedono questo; ma questo mi sembra un discorso sano, perché vogliamo arrivare a un risultato positivo. Naturalmente l'hobby del Consigliere Germano qual è? Lui dice: "ma io ti faccio una cortesia", me lo dice amichevolmente, come siamo sempre stati amici. Io penso che tu andando a Roma con dietro di te tutto il Consiglio regionale sei più forte per trattare. Ma, scusate, io non escludo l'aiuto del Consiglio regionale, io vado con questa proposta: chiediamo 11 miliardi e mezzo, e parleremo dell'eventuale svalutazione che ha citato il Consigliere Fosson, da quando arrivo laggiù o, meglio, porto questa proposta... va tutto bene, ci danno tutto quello che abbiamo chiesto, e ce lo siamo detti... e do atto anche al Consigliere Germano di questo, è giusto, non siamo mica qui per batterci l'un contro l'altro armati, per delle soddisfazioni o delle antipatie personali: siamo qui per discutere un problema regionale, quindi do atto al Consigliere Germano quando ha detto: "ma insomma, noi abbiamo chiesto 11, 10, 13", non vorrei neanche metterlo in difficoltà, dire che noi chiediamo 12 o 13 vuole dire che ce ne daranno 10?

Magari siamo già contenti e magari non lo siamo, quindi è serio questo discorso. Io però mi scandalizzo di questo, ma la parola se scandaliser è troppo grossa, io mi stupisco, perché non è possibile che si possa trattare questo ancora per due o tre mesi, per arrivare qui con una proposta di questo genere, dire: "Signori, abbiamo varato questo, in linea di massima eravamo tutti d'accordo, è ben accolto? Bene. Non è ben accolto? Studieremo quello che dobbiamo fare". Perché, Signori, il riparto è un problema, e ne do atto anche ad altri Consiglieri, a dei Commissari che sanno qual è la difficoltà per trattare un riparto. Ben lontano quindi da tutto quello che è stato detto qui: "una nuova fuga", perché dobbiamo adoperare la parola "fuga"? Facciamo la fuga quando è necessario farla, forse. Come la fanno tutti d'altronde, ma in questo caso non è una fuga, è un'impostazione logica. Portiamo questa proposta, se non andava secondo determinati tecnici, perché non sono politici, sono tecnici, io vi dico: perché non possiamo portare avanti due mesi anche questo disegno di legge e a febbraio o marzo arriviamo qui, perché poi, davanti a noi abbiamo tutto l'anno, perché il bilancio del 1969 forse è legato a questo riparto e allora si capisce, ma il bilancio del 1969 l'abbiamo legato come il primo all'articolo 12, perché, malgrado tutto quello che si è detto, i denari sono arrivati e ci auguriamo che ne arrivino altri.

Io ripeto: quindi il Consiglio voti, faccia quello che vuole, io suggerisco modestamente al Consiglio... secondo me, noi possiamo benissimo, per febbraio o marzo, vedere a che punto siamo arrivati e in marzo portiamo in Consiglio la discussione del disegno di legge; se sarà andato bene tutto, benissimo, se non sarà andato bene; vareremo quello che dobbiamo varare: questo è il discorso.

Lustrissy (D.C.) - Io ritengo che le premesse della mozione dopo l'esposizione dell'Assessore alle Finanze siano ormai superate in quanto l'impegno che in allora aveva assunto l'Assessore alle Finanze di fronte al Consiglio, lo ha mantenuto, seppure con una certa dilazione di tempo e ha predisposto il disegno di legge e l'ha trasmesso all'esame della Commissione. L'aver predisposto il progetto di legge pertanto è già il segno manifesto di una volontà politica da parte della maggioranza di avviare verso soluzione un problema che ci interessa tutti quanti da vicino. Io non vorrei pertanto fare della demagogia su un problema così importante per la nostra Regione, un problema che tutti quanti abbiamo a cuore. Il mandato al Consiglio, al fine della soluzione di questo problema è già stato espresso più volte ai vari Assessori alle Finanze che si sono succeduti, alle varie Giunte, a più riprese, nel passato; mi ricordo, anzi, nella passata legislatura non so quanti ordini del giorno il Consiglio ha approvato per richiedere al Governo centrale un più equo riparto, adeguato alle necessità della nostra Regione. Pertanto l'Assessore che va a trattare con gli organismi tecnici del Ministero competente ha già dietro di sé un voto unanime del Consiglio per quanto riguarda il problema in sé stesso; d'altra parte non ci dobbiamo nascondere che il portare avanti certi problemi con una, diciamo così, frettolosa e non precisa definizione potrebbe comportare il rischio di una soluzione dilazionata del problema. Si potrebbe cioè conseguire il risultato opposto a quello che si vorrebbe ottenere. Pertanto, come già abbiamo espresso in seno alla Commissione, noi Consiglieri di maggioranza riteniamo che l'impostazione data al problema dall'Assessore alle Finanze sia da condividere, soprattutto per quanto riguarda questa prima fase: cioè, in sostanza, l'Assessore ha un mandato dal Consiglio già espresso in più occasioni. È intenzione della maggioranza portare a definizione questo problema; si tratta di definire il modo e le procedure tecniche per la soluzione del problema. Ora, su questa linea, sul modo di impostare il problema si può discutere anche all'infinito, io ritengo però che, a parte la votazione unanime del Consiglio, che già di per sé ritengo superata su un problema del genere, sia molto più importante predisporre uno strumento tecnico che sia accettato anche dalla controparte o che sia perlomeno ammesso in discussione e che, ad un certo punto, al termine di una trattativa si possa definire un qualcosa di positivo, questo è in ultima analisi il risultato che ci attendiamo. Pertanto noi del Gruppo consiliare della Democrazia Cristiana siamo fiduciosi del mandato che abbiamo dato in Commissione all'Assessore alle Finanze di trattare e di impostare il problema in questo modo, pur tenendo presente e raccomandando all'Assessore alle Finanze l'esigenza vitale e primaria che si faccia il possibile per definire quanto prima le trattative a livello ministeriale. Una volta che si saranno definiti i termini della trattativa, che si saprà quantitatizzato un qualcosa di definitivo, mi pare che l'Assessore alle Finanze interpellerà la Commissione per un parere definitivo, dopodiché il Consiglio, unanimemente, porterà avanti questa iniziativa, una volta che si saranno definiti tutti i dettagli. Pertanto, per oggi, non possiamo che augurare all'Assessore alle Finanze successo e fortuna nelle trattative.

Caveri (U.V.) - Après la dernière thèse soutenue par Monsieur l'Assesseur aux Finances, la discussion est arrivée à un point tel qu'il ne s'agit plus de discuter maintenant de la répartition des impôts entre l'État et la Région, mais ici il faut voir si nous sommes encore d'accord sur les principes généraux du droit public, qui ne sont pas mis en discussion en d'autres Conseils et en d'autres Assemblées. Ici nous avons entendu soutenir les thèses les plus hérétiques du monde, parce qu'il y a un projet de loi sur la répartition des impôts qui a été préparé par Monsieur Bordon: ce projet a été examiné par la Commission des Affaires Générales.

La logique et l'application, je répète, des principes élémentaires du droit public voudraient que ce projet de loi soit porté au Conseil; on nous répond: "non, il ne faut pas le porter au Conseil". Alors ici ce n'est plus la question de la répartition des impôts entre l'État et la Région, ici il s'agit de voir encore quels sont les pouvoirs du Conseil: est-ce que le Conseil a encore des pouvoirs quand il y a une proposition de loi? Il semble que non. Quelqu'un a dit: "mais on a donné le mandat à l'Assesseur". Quand on a donné le mandat à l'Assesseur? Vous pourrez dire qu'on a donné le mandat à l'Assesseur quand nous aurons discuté de la proposition de loi au Conseil, nous aurons eu la possibilité de discuter le pour et le contre, nous aurons eu la possibilité de présenter des amendements et il y aura eu une votation sur cette proposition de loi. Alors on pourra dire qu'il y aura eu un mandat à l'Assesseur, mais jusqu'à que cette discussion et cet examen n'auront pas eu lieu au Conseil régional, comme cet examen, cette discussion ont eu lieu à la Commission Affaires Générales, vous ne pouvez pas dire qu'il y a un mandat à l'Assesseur. Et c'est énorme qu'on veuille porter la proposition de loi, à qui? Aux fonctionnaires des Ministères financiers, mais comment? Et puis vous dites: quand il y aura l'accord entre Monsieur Bordon et les fonctionnaires, après l'accord on le portera au Conseil, a funerali avvenuti. Alors nous demandons: mais nous qu'est-ce que nous restons encore à faire ici, quelle est encore la position du Conseil et des Conseillers si nous sommes ici seulement pour ratifier des accords passés entre Monsieur Bordon et les fonctionnaires? Mais regardez que ce que vous êtes en train de faire est très grave, parce que c'est la subversion de tout ce qui se passe dans tous les Conseils. S'il y avait au Conseil Provincial une proposition de règlement des impôts ou de répartition entre l'État et la Province de Turin, mais vous croyez qu'à la Province de Turin on aurait le courage de prendre le projet de Monsieur Curti, imaginons que Monsieur Curti soit l'Assesseur aux finances de la Province de Turin... et si les Conseillers demandent de discuter ce projet, ce règlement, vous croyez que Monsieur Oberto aurait le courage de dire: "ah non, andiamo a trattare coi funzionari e, una volta che ci sarà l'accordo coi funzionari, lo porteremo al Consiglio Provinciale". Mais regardez qu'au Conseil Provincial de Turin on prendrait à pommes de terre pourries ceux qui auraient le courage de soutenir cette thèse.

Vous soutenez des thèses hérétiques, vous soutenez des thèses contraires aux principes de droit et, j'ajoute, aux principes de la démocratie parce que la démocratie n'existe plus si une proposition de loi qu'on veut traiter à Rome avec les Ministères, avec les fonctionnaires des Ministères, vous vous refusez de la porter au Conseil. Vous dites: "quand nous serons d'accord, nous la porterons au Conseil". Regardez que ceci c'est énorme, moi je ne sais pas si vous vous rendez compte, mais ici ou il y a de la mauvaise volonté, ou il y a de l'incapacité, ou il y a des principes d'antidémocratie; faites le plaisir de ne plus nous parler de démocratie et des pouvoirs du Conseil en ces conditions.

Manganoni (P.C.I.) - Io potrei dimostrare, citando dei fatti e citando dei dati, quanto azzardate e inesatte siano state le affermazioni dell'Assessore Bordon; siccome non voglio fare della polemica passo sopra tutte queste affermazioni e mi limito a puntualizzare particolarmente un fatto e ad accennarne un secondo, e comincio con il secondo.

L'Assessore Bordon continua a riferirsi ai Consiglieri di maggioranza, ma qui, allora, ci sono dei Consiglieri di due categorie: Consiglieri di categoria A e Consiglieri di categoria B. Io consiglierei all'Assessore Bordon di aprire il nostro Statuto e vedrà che si parla di Consiglieri, non si fa distinzione fra maggioranza e minoranza, si parla di Consiglio e di Consiglieri. Allora lo inviterei - ecco, il Presidente forse glielo fa leggere e fa bene -ad aggiornarsi e a leggere bene lo Statuto, penso il Presidente glielo abbia passato e ricordarsi di questo... Allora guarda bene che lo Statuto non parla di Consiglieri di minoranza o di maggioranza. Io capisco, se l'Assessore Bordon riuscisse a collocare in pensione o in ferie tutti i Consiglieri di minoranza per tutta la legislatura, certamente vivrebbe dei sonni molto più tranquilli. Ora, io non voglio disturbare i sonni dell'Assessore alle Finanze Bordon, voglio solamente esporre i miei punti di vista e faccio riferimento a quando, molti anni fa, il Presidente della Giunta Bondaz ha portato in Consiglio il progetto di legge per il riparto fiscale. I fatti sono avvenuti pressappoco in questo modo: il Presidente convoca il Consiglio, allega all'ordine del giorno inviato ai Consiglieri la proposta di legge, in Consiglio ne discutiamo; naturalmente i Consiglieri sollevano un sacco di obiezioni, citando dati, citando fatti dimostrando che questo disegno di legge sul riparto fiscale assolutamente non poteva andare, senonché, dopo aver cercato di dimostrare che i Consiglieri avevano torto, a un certo punto il Presidente, Bondaz dice: "guardate, questo disegno di legge è stato concordato con i Ministeri romani, quindi non si discute e non si modifica di una virgola, perché, se noi modifichiamo una virgola, a Roma non l'accettano più ed allora chissà quando concluderemo". Noi abbiamo protestato, abbiamo reagito e abbiamo detto che non eravamo stati eletti Consiglieri per ratificare, ma bensì per deliberare, il Presidente di allora si è trincerato dietro queste sue affermazioni e quel disegno di legge è stato approvato com'è stato proposto, con il voto contrario motivato dei Consiglieri di minoranza e se andate a vedere i verbali, potete convincervene.

Cos'è successo? Che pochi anni dopo l'approvazione di questa legge sul riparto i Consiglieri Democristiani, cioè della maggioranza, hanno dovuto ammettere che questa legge era assolutamente insufficiente tant'è vero che ne propongono un'altra. Ora, che cosa ci dimostra questo? Io posso anche dare atto della buona fede del Presidente Bondaz, che lui, nelle sue intenzioni almeno, pensava di fare questo nell'interesse della Regione, cosa che poi si è rilevata niente affatto esatta, però noi oggi ci incamminiamo sulla medesima strada.

L'Assessore Bordon ha detto: "prima voglio trattare a Roma, voglio concordare coi Ministri, poi lo porterò in Consiglio", e allora il Consiglio ne discuterà come la volta precedente con Bondaz, Bordon ci dirà: "se modificate una virgola va tutto all'aria, se va tutto all'aria, chissà quando l'avremo il riparto e quindi lasciamolo così com'è". Ma allora noi cosa ci stiamo a fare? Di nuovo a ratificare, come abbiamo fatto l'altra volta, io mi auguro di no, potrebbe succedere, com'è successo, che fra alcuni anni si dica: "eh, già, effettivamente questo riparto non va, bisogna farne un altro" e noi continueremo ad andare avanti di questo passo. Ora, data l'esperienza negativa - e l'esperienza dovrebbe servire a qualcosa - della passata legge sul riparto, perché vogliamo ancora calcare la stessa strada, vogliamo ancora seguire le orme di allora? Io dico: riconosciuto che allora non si è fatto bene - e questo lo riconoscete anche voi se proponete un altro disegno di legge -, non seguiamo la stessa strada, cerchiamo di evitare gli inconvenienti di allora, perché io sono certo che se il Presidente Bondaz, prima di trattare coi Ministri, avesse sentito il parere, i suggerimenti del Consiglio, forse non avrebbe accettato quella legge impostaci da Roma, forse avrebbe detto: "badate che ci sono questi fatti, ci sono altri fattori", no? E avrebbe ottenuto, forse, una legge migliore. Noi però ci troviamo nella stessa situazione di allora, allora era il Presidente Bondaz a decidere, oggi c'è la Giunta, l'Assessore Bordon, non so se il Presidente della Giunta Bionaz o la Giunta, ad ogni modo non importa... che fanno esattamente la stessa cosa di allora: vanno a trattare a Roma, sia chiaro io non dico che non dovete andare a trattare a Roma, a Roma bisogna andare a trattare, però non scavalcando il Consiglio, con l'intenzione poi di fare ratificare dal Consiglio quello che la Giunta ha deciso con Roma.

Io voglio anche aggiungere di più: non è detto che questo progetto di legge che il Consiglio dovrebbe approvare la Giunta non possa assolutamente variarlo nelle discussioni. No, nelle discussioni potrà anche vedere se effettivamente vi sono delle richieste che a Roma assolutamente non si può accettare o si può sostituire da altre, benissimo, la Giunta ritornerà in Consiglio e dirà: "ecco l'esito delle trattative, abbiamo chiesto questo, però abbiamo incontrato queste difficoltà, hanno sollevato queste obiezioni e quindi proponiamo che il Consiglio tenga conto di queste richieste", e io penso che i Consiglieri le comprenderebbero queste necessità, perché tutti sappiamo cosa vuole dire andare a Roma, discutere in quella che giustamente Bordon ha definito "bolgia burocratica", è vero, è la verità, è la realtà.

Io pertanto concludo richiamando la Giunta a riflettere su quanto è avvenuto prima e a fare in modo di non commettere anche oggi questo errore. Io sono del parere che se ne discuta in Consiglio, l'Assessore Bordon porti quel progetto in Aula, senta i suggerimenti e le obiezioni del Consiglio regionale, discuta a Roma tenendo presente però quanto dirà il Consiglio. Io l'ho detto prima: non è detto che ci si debba assolutamente irrigidire, e poi riporti in Consiglio però il risultato delle sue trattative, delle sue discussioni coi Ministri a Roma.

Bordon (D.C.) - Scusi, Signor Presidente, ma è l'ultimo intervento perché quello che si sta per dire non ha più nessuna importanza nella discussione di prima. Il Consigliere Lustrissy ha puntualizzato molto bene tutto, ci siamo capiti tutti quanti, quello che si aggiunge eventualmente è soltanto per fare della dialettica. È indubbio però che Manganoni è un Consigliere simpatico, perché voglio solo tranquillizzarlo che se io avessi il potere di togliere, di fare sparire, come hai detto tu, la minoranza, te, proprio non ti farei sparire, forse altri, ma tu sei proprio quello che porta la nota di simpatia, di ilarità, di buon umore qui dentro, sei un po' la nota allegra, come dice il Presidente. Pensa un po,' è già vent'anni che siamo qui, che ce lo diciamo a vicenda, perché in fondo in fondo ci vogliamo bene, pensa che se domani io non vedessi più te, tu non vedessi più me... pensa solo un minuto. Ora, senti Manganoni, tu hai fatto una bellissima chiacchierata, l'hai fatta bene, te ne do atto, però hai detto delle cose che sono inesatte in questo senso. Tu ricordi il riparto del miliardo e 200 milioni, l'abbiamo già vissuto anche allora quel momento e siamo arrivati qui in un momento in cui noi il riparto non ce l'avevamo; ne sei convinto di questo, e siamo arrivati, ci siamo battuti e abbiamo avuto un miliardo e 200 milioni tra quota fissa e quota mobile e avevamo allora calcolato un miliardo di Casinò, te lo ricordi? Abbiamo buona memoria tutti e due ancora, e allora quanto avevamo di spesa?

Proprio il discorso, per esempio, della Scuola ...(voce)... aspetta tesoro, non interrompermi perché sennò mi guasti tutto, e io ti ho lasciato andare avanti affinché tu facessi bella figura, lasciala fare anche a me se è possibile... quindi noi su 1 miliardo e 200 avevamo 700 milioni di spesa per la Scuola.

Quando siamo arrivati noi nel 1966 avevamo su 4 miliardi e 300 milioni delle spese di Scuola per 3 miliardi e mezzo. Ora, questa battuta che dico a te non la dico agli altri, ma, scusa un po', noi abbiamo portato avanti un riparto che poi, con successivi aumenti di importi, è arrivato a 4 miliardi e 300 milioni. Lo dico il più sommessamente possibile, ma quando noi lo portammo in Consiglio, tu gli votasti contro, perché era insufficiente. Io ti domando: quando avremo un riparto sufficiente? Non sarà mai sufficiente, specialmente da un punto di vista politico non lo avremo mai, perché se io porto dieci, tu mi dirai che è insufficiente, tu ne porti dieci o quindici... Manganoni, noi ci conosciamo da tanto tempo, non stare lì a farmi quella faccia da Madonna Addolorata, tanto non ti credo... La soluzione del discorso quindi è un'altra, la conclusione è questa: che, arrivati a un certo momento... a questo riparto che avevamo fatto tu gli hai votato contro, perché non ti sei messo in sette anni a cercare di modificarlo: avevi il Deputato, il Senatore, li avevi ben tutti per poter fare questo, in fondo ...(voce)... la maggioranza, ma questo è il bello... ma vedete, quando io tocco questi tasti, eppure li tocchiamo amichevolmente, noi dobbiamo rimanere qui, dobbiamo sentirci dire tante cose. Tutte quelle che diciamo noi sono tutte inesattezze, sono tutte cose inesatte, sono tutte infondate e ce le dicono con molta educazione, noi lo diciamo con la stessa educazione, con un tono amichevole, delle lacune ce ne saranno sempre. Su questo punto io sono veramente lieto, se Manganoni mi dici: "domani arriverà un riparto che sarà sufficiente", io ti ringrazierò e augurerei addirittura che se noi riusciamo a farne uno, che tu arrivi subito in bicicletta dopo, che tu ne faccia un altro molto migliore, nell'interesse della Valle; quindi getto queste boutade qui per rispondere alle tue boutade.

Il Consigliere Caveri invece aveva impostato il problema in un modo un po' più difficile; io ritengo però che non ci debbano impressionare queste cose, perché noi non abbiamo assolutamente detto che volevamo rinunciare alle prerogative regionali. Che cosa abbiamo detto? Che noi forse arriviamo qui con la bozza di legge, Signori, volete questo, sì o no? Ma se non lo volete, voterete contro, e se addirittura arrivassimo con un disegno di legge che non quadra per nessuno? Questo è il bello. In fondo quindi noi non siamo qui per calpestare nessuna prerogativa nel modo più assoluto, noi vi diciamo che abbiamo ritenuto di seguire quella strada, vi porteremo qui quelli che saranno gli esiti di questi pourparlers. D'altronde mi ricordavo anche di questo, di allora, quando abbiamo fatto il riparto, ma alla fin dei conti qui non c'era niente di straordinario: per ciascun anno finanziario, per quella che era la quota variabile, diciamo, per il Consiglio dei Ministri, con il concerto del Ministro dell'Interno, delle Finanze, del Tesoro, d'accordo con il Presidente della Giunta regionale, verranno determinati i cespiti da ripartire, questo per la variante. Non entriamo in questo quindi, ma io credo che se dobbiamo trattare qualche cosa con il Governo centrale... ma noi possiamo anche oggi stesso, ve l'ho già detto... e ricadremo nello stesso errore di prima, secondo me, ma mandiamola via questa proposta; volete portarla al primo Consiglio, mandatela, se poi questa proposta non riesce ad andare avanti... vogliamo arrivare a un risultato positivo, sì o no? Signor Caveri, lei ha scelto le sue strade, noi non le abbiamo criticate quando lei era alla Presidenza della Giunta, lei ha fatto delle proposte di riparto, le ha mandate giù, noi abbiamo detto quello che pensavamo, noi adesso qui non abbiamo ancora mandato niente, noi qui stiamo vedendo di fare una proposta di riparto che il Consiglio sovrano in materia possa accettare o meno. Non veniamo quindi a dire delle cose che sono inesatte, il Consiglio deciderà e farà quello che vuole.

Caveri (U.V.) - Vu et considéré que soit la Junte soit la majorité se refusent de porter la proposition de loi Bordon au Conseil, en violant tous les principes auxquels j'ai fait allusion avant, nous ferons une chose très simple dans cette séance même: nous présenterons la proposition de loi Bordon nous-mêmes avec une requête signée par les Conseillers du Parti Communiste et de l'Union Valdôtaine, en demandant la convocation extraordinaire en vingt jours pour discuter de cette proposition de loi.

Montesano (P.S.U.) - Allora, non c'è nessun altro che vuole parlare?

Fosson (U.V.) - Moi je voulais dire encore une fois qu'on ne peut pas porter à l'examen d'une Commission, faire exprimer la Commission et tenir bonne comme expression du Conseil l'expression de la Commission, parce que celle-ci, en me rattachant à ce qu'a dit avant le Conseiller Caveri, c'est une énormité; voilà, ceci c'est seulement vouloir mener par le nez les Conseillers régionaux. Je ne voudrais pas dire des mots forts maintenant à la Veille de Noël, mais ici on a fait des promesses de porter le projet de loi à la discussion du Conseil, pendant des mois on ne l'a pas portée, on est restés acculés avec une motion et alors on l'a présentée à la Commission, mais maintenant qu'on devrait la discuter au sein du Conseil régional, quelqu'un de la majorité dit sans savoir - moi je ne comprends pas les motifs, peut-être il faudrait aller voir derrière les coulisses les motifs -: "la Commissione ha espresso un giudizio, quindi ha dato un mandato all'Assessore". La Commission ne peut donner aucun mandat à l'Assesseur, moi je me refuse comme Conseiller, parce que moi je veux en discuter ici, au sein du Conseil, et ceci nous l'avons dit plusieurs fois et nous avons rappelé au Président du Conseil que les propositions de loi doivent être discutées ici. La commissione dà un parere consultivo, mais chaque Conseiller a le droit de pouvoir intervenir et dire quelle est sa pensée. Quand il y aura une votation du Conseil, l'Assesseur Bordon, la Junte auront un mandat du Conseil, tant qu'il n'y a pas ceci, il n'y a aucun mandat du Conseil. Alors pratiquement l'attitude d'aujourd'hui de la Junte et de l'Assesseur Bordon c'est seulement pour mener par le nez les Conseillers, parce qu'on veut dire: "nous avons porté le projet de loi à la Commission, la Commission l'a examiné et maintenant nous allons en avant", mais celui-ci est un manque de respect vers les prérogatives du Conseil. Je demande formellement au Président du Conseil qu'on veuille éviter des faits de ce genre, parce que si l'on ne discute pas d'un projet de loi... parce que la Junte est libre de faire tous les pourparlers de ce monde avec le Gouvernement avant de présenter un projet de loi. Nous sommes tous d'accord, nous ne nions pas cette possibilité à la Junte, mais, du moment qu'on a présenté à la Commission un projet de loi, ce projet de loi doit être transmis au Conseil. Moi je m'appelle pour cette question au Président du Conseil, parce que c'est d'une gravité énorme.

Montesano (P.S.U.) - Allora bisogna che io le risponda, trattandosi di una questione che investe la Presidenza del Consiglio, precisando per prima cosa che alla Presidenza del Consiglio non è arrivato nessun progetto di legge sul riparto fiscale; questo progetto di legge è andato direttamente alla Commissione. D'altra parte, la Presidenza del Consiglio non può portare in Consiglio il progetto di legge che non gli viene trasmesso; questo è chiarissimo. Naturalmente la sua osservazione sarebbe molto giusta e legittima se questo elaborato fosse passato per i corridoi e gli uffici della Presidenza del Consiglio, e se lo avessimo tenuto lì, o se fosse di ritorno dalla Commissione. Noi non sappiamo niente, è un progetto di legge che è stato portato direttamente alla Commissione per iniziativa della Giunta e la Giunta voleva un ragguaglio della Commissione, ma al momento in cui viene a essere presentata alla Presidenza del Consiglio naturalmente è giusto ed è normale... non è da discutere che il progetto di legge venga portato all'esame del Consiglio.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io penso che i Consiglieri che sono intervenuti non hanno chiesto di discutere questo argomento in questo Consiglio, ma di discuterlo nel prossimo Consiglio.

Montesano (P.S.U.) - Ma se il Presidente del Consiglio non ce l'ha, non può inviare niente.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Ma ce l'avrà al momento in cui la proposta Caveri verrà...

Montesano (P.S.U.) - Appena il Presidente del Consiglio avrà questo progetto in mano, stia tranquillo che verrà messo all'ordine del giorno.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io concordo con la proposta dell'Avvocato Caveri di presentare una mozione per discutere al prossimo Consiglio di questi problemi, proprio perché i poteri del Consiglio non vengano scavalcati da una persona sola o dalla Giunta regionale.

Caveri (U.V.) - Je ne veux pas ajouter grand-chose, parce que cette dernière polémique est vaine, parce que, après que le Conseil aura voté la motion, nous présenterons la proposition de loi Bordon, et nous demandons la convocation extraordinaire du Conseil. De cette manière, bien que obtorto collo, la Junte sera obligée de discuter d'ici vingt jours ce projet de loi, à moins que les Conseillers de la majorité ne veuillent pas se présenter au Conseil; ils peuvent faire aussi cela s'ils veulent, ils peuvent le faire.

Alors, je disais, même polémique, mais je ne veux pas laisser passer la déclaration du Président du Conseil sans faire une seule remarque, parce que Monsieur Montesano se cache derrière des raisons d'ordre formel, mais il y a des considérations bien plus importantes à faire ici: c'est que le Président du Conseil doit défendre les droits et les pouvoirs du Conseil, parce que s'il manque à ce devoir, il manque au principal devoir du Président du Conseil. Alors le Président du Conseil a entendu toute une discussion, où le représentant de la Junte se refuse de présenter au Conseil une proposition de loi et il annonce qu'il discutera de cette proposition de loi avec les Ministères. Au moins, disons, une observation, Monsieur le Président du Conseil aurait pu la faire à la Junte - on ne sait jamais si la Junte partage ou non ce que dit quelqu'un de ses membres, ceci on ne le sait jamais, mais chi tace acconsente et, vu que personne ne dit rien, il faut penser que la Junte soit d'accord - mais, vu qu'un représentant de l'Exécutif a piétiné, a mis dessous les pieds les pouvoirs du Conseil, de la part du Président du Conseil nous aurions demandé au moins la parole. Cette parole Monsieur le Président du Conseil n'a pas voulu la prononcer, il cache un peu sa tête dans le sable comme l'autruche, nous en prenons acte, mais, selon nous, ce n'est pas le système de défendre les droits et les pouvoirs du Conseil.

Montesano (P.S.U.) - Un attimo, Assessore Bordon, perché il Consigliere Caveri travisa, a mio giudizio, la prassi dell'ordinamento regionale per quello che riguarda i rapporti tra il Consiglio e il potere esecutivo. Naturalmente quello che io ho detto riafferma la difesa del Consiglio, cioè a dire: non c'è stato mai un caso - ecco, ne abbiamo uno, l'ultimo caso questa mattina - della presentazione di una legge da parte dell'opposizione. I miei uffici sono testimoni che nella stessa giornata è stata trasmessa alla Commissione proprio per difendere le prerogative del Consiglio e per investire le Commissioni di argomenti che forse non sono neanche contemplati nel nostro Regolamento. Non so quindi se lei, naturalmente, dicendo questo ha voluto rafforzare i suoi argomenti, oppure ha voluto fare un rimarco alla Presidenza, però io posso assicurare che questa difesa del Consiglio, da parte della Presidenza, c'è stata e ci sarà sempre. Naturalmente io non posso sapere, anche dal punto di vista così della procedura usata in questo caso, se questa legge è stata presentata, discussa o non discussa, perché a me i verbali arrivano dopo un certo periodo. Le cose quindi sono quelle che sono, lei lo sa meglio di me e, naturalmente, se lei presenterà questa legge, essa sarà discussa in Consiglio appena presentata.

Caveri (U.V.) - Si vous permettez, Monsieur le Président Montesano, je réplique à ce que vous dites. Alors je fais un exemple: ici, au Conseil il s'est passé ce qui pourrait, par exemple, se passer à la Chambre des Députés. Le Ministre... on ne veut pas même dire le nom, parce qu'on change ces Ministres tellement rapidement qu'on ne sait même plus qui est... le Ministre Preti, parce que Bordon c'est le Preti de la Vallée d'Aoste... Alors si les Députés, après avoir entendu Monsieur Preti parler à la Chambre d'une proposition de loi qui a été examinée à la Commission Finances, disent: "noi domandiamo che questa proposta di legge sia discussa in aula" et Monsieur Preti leur répond: "no, io mi rifiuto di portarla davanti alla Camera dei Deputati", je voudrais voir si le Président de la Chambre des Députés ne ferait pas une remarque à Monsieur Preti. Ici c'est la fin du monde, ici dans ce Conseil on est en train de renverser les principes les plus élémentaires! Et, quand vous vous refusez d'appliquer les principes les plus élémentaires, on se demande si c'est par mauvaise foi ou si c'est par incapacité. Moi plusieurs fois dans ce Conseil je n'arrive pas à comprendre s'il y a de la mauvaise foi ou s'il y a de l'ignorance; je ne réussis pas à le comprendre.

Montesano (P.S.U.) - Avvocato Caveri, io non voglio rispondere più perché lei sa meglio di me quale cura noi abbiamo nel portare avanti questi problemi, non voglio più rispondere per non inasprire la polemica. Adesso risponde l'Assessore Bordon.

Caveri (U.V.) - Qui bisognerà fare un articolo su una rivista di diritto pubblico per spiegare ai cittadini italiani che cosa sta succedendo al Consiglio regionale della Valle di Aosta... i Valdostani non ci fanno una bella figura...

Bordon (D.C.) - Chiedo scusa perché speravo di non intervenire più, la vorrei tranquillizzare, Signor Presidente del Consiglio, perché le mie dichiarazioni sono tutte registrate: io non ho calpestato i diritti di nessuno. Se mi è concesso dirle, Signor Presidente, non si preoccupi se in questo momento la Valle d'Aosta farà brutta figura o meno perché certamente non la fa, come l'ha invece già fatta per altri motivi perché qui, stuzzica stuzzica, vogliamo arrivare a queste cose... e arriviamoci pure! Allora, io ripeto: mi sembra che qui si vuole drammatizzare, si vuole rendere difficili i problemi spaccando i capelli in quattro: per esempio, si è afferrata al volo la parola del Consigliere Lustrissy che parlava di mandato concesso alla Giunta, ma la Commissione non ha dato nessun mandato: il Consigliere Lustrissy ha inteso dire di che cosa abbiamo parlato in Commissione. La Commissione è composta da una maggioranza e da una minoranza, ci siamo spiegati, grosso modo è venuto fuori il discorso che è venuto fuori qui, perché, effettivamente, le riunioni di Commissione servono proprio perché mettono in condizione di dover ripetere tre o quattro volte la stessa cosa, per cui uno, anche se non ha studiato, finisce per essere preparato. Arriviamo quindi a questo punto che la maggioranza della Commissione dice: "noi riteniamo che, anziché portare questa proposta in Consiglio, si possa continuare a trattare, a preparare il terreno per una bozza di legge". Ora, mi domando, Signor Presidente del Consiglio, come si può sostenere che noi ci siamo rifiutati di portare questo disegno di legge in Consiglio? Ma io ringrazio, ci sono i nastri; abbiamo detto che andavamo giù a Roma, ne discutevamo, sentivamo i funzionari dei Ministeri. Questi funzionari potrebbero dire: "non va bene niente", in tal caso noi protesteremmo, manderemmo tutte le proposte che volete.

Drammatizzando le cose però qui si ha voglia di perdere tempo e di scherzare: questa è la verità! Perché qui quando, a un certo momento, vi si dice: abbiamo ritenuto di prendere la vostra stessa proposta che abbiamo visto aveva delle lacune... come era possibile che l'avesse anche la nostra, quindi non suoni a offesa. Pertanto, siamo tornati su, abbiamo sentito il Segretario generale, il Ragioniere Capo e abbiamo detto: ma ce l'hanno con questi accertamenti, beh, su questa parte studiamoli, l'essenziale è che si possa portare avanti la proposta con il risultato di ottenere 10-11 miliardi. Abbiamo detto agli stessi funzionari che hanno la vecchia proposta nelle mani, proposta che noi potremmo modificare per ottenere questi risultati: questa è la chiacchierata. Non riesco quindi a capire... siccome non avevo voglia di parlare... pensate un po', ma lo comprendiamo tutti perché vengono fuori queste discussioni, ma è inutile che ce le diciamo, perché tanto le conosciamo, sarebbe pestare l'acqua in un mortaio. Vedete però, qualche volta si vuole proprio fare la discussione inutile, e mi permetterei di dire cattiva, perché noi sappiamo già che questo servirà per fare l'articolo su determinati giornali... evviva la libertà di stampa! Noi qui siamo tranquillissimi, noi non ci siamo mai preoccupati della "Gazzetta del popolo", però quando mi si viene a dire che noi abbiamo calpestato i diritti del Consiglio, ma, Signori, lo sapete quando io sono arrivato a Roma la prima volta, sono arrivato al Ministero del Tesoro e mi hanno detto: "c'è qui una proposta di riparto che è arrivata il 26 maggio 1966", ricordatevi il maggio e giugno del 1966, solo per una memoria. Quella proposta è stata presentata direttamente alla Camera dei Deputati e venne discussa certamente un anno o due prima e andremo a vedere la data in cui venne discussa l'ultima volta. Io sono caduto dalle nuvole, sono arrivato e mi è stato detto che c'era già alla Camera dei Deputati una proposta presentata dagli Onorevoli Pajetta, Spagnoli, Sulotto e altri, ma hanno fatto benissimo, guardate come siamo distanti noialtri per il ragionamento... ma l'hanno presentata. Io voglio sapere dai Consiglieri che erano qui non al mese di maggio, ma al mese di gennaio, febbraio, marzo del 1966, non dei mesi prima: ma questa proposta era stata portata in Consiglio? Sarà stata discussa in Consiglio molto tempo prima, ma io non ho mai avuto conoscenza di questo. Questa sera siamo qui per preparare il terreno per una discussione - lo abbiamo detto e ripetuto, perché questa è la quarta volta che lo ripetiamo -, cerchiamo di preparare questa trattativa, questo accordo. Se ci riusciremo, tutto bene; se non ci riusciremo, arriveremo qui... ma chi lo decide? Il Consiglio, l'abbiamo sempre detto. Ora, il voler insistere su determinate impostazioni soltanto per non travisare... non voglio neanche usare questa parola, perché tanto non ha nessuna importanza la parola in sé, è la condotta e la discussione che conta e io sono veramente lieto che tutti abbiano sentito questa discussione, perché qualsiasi persona di buon senso avrebbe detto: "vediamo, continuiamo ad andare avanti, vediamo che cosa ne viene fuori: se arriviamo con una soluzione buona, il Consiglio ne sarà felicissimo, se non sarà contento, voterà contro", ma io non so che cosa abbiamo sovvertito.

Naturalmente, Presidente del Consiglio, io chiedo scusa di queste piccole discussioni; ma lei qualche volta si preoccupa, dice: "a me non è pervenuto niente", ma stia tranquillo che se noi dovessimo mandare via qualche cosa... abbiamo sempre seguito quella strada lì, lei avrebbe alla Presidenza del Consiglio tutto quello che deve avere. Quando mi si rimprovera o ci si rimprovera di trattare con i Ministeri per ottenere un risultato positivo... quando qui si dice - tutte le idee sono opinabili - che non si dovrebbe trattare con i funzionari e, arrivati a questo punto, ognuno pensa come vuole... io, per esempio, penso che sia bene trattare e discutere coi funzionari, perché i politici li chiameremo dopo se non andremo d'accordo con i funzionari. Alla fin dei conti chi predispone le leggi sono i funzionari che preparano il materiale da portare alla Camera dei Deputati. D'altronde - e qui avremo di nuovo la polemica, ma adesso me ne vado a passeggio, così non rispondo più - che cosa ne viene fuori? Che alla fin dei conti, io l'ho detto prima, se voi avevate delle perplessità, potevate respingere di due mesi questa proposta di discussione. Ma queste perplessità non le dovete più avere: perché non le dovete avere? Perché capite ben come vengono fuori queste discussioni, arrivati ad un certo momento, con questi consigli che vorreste noi applicassimo che risultati avremmo? Quelli che avete ottenuto voi fino adesso.

Bionaz (D.C.) - L'Assessore alle Finanze ha risposto esaurientemente alle questioni che gli sono state poste o, meglio, alle contestazioni che gli sono state mosse, quello che mi stupisce piuttosto è il persistere, il perdurare di un metodo che noi non accettiamo: quello di impedire all'Esecutivo di andare a trattare, di cercare la via dell'accordo, di cercare naturalmente di attenuare le divergenze e di smussare gli angoli. Avvocato Caveri, i risultati di questa politica la conosciamo bene, li conosciamo tutti, ora, non venite più a raccontarla, perché questo non è sovvertire il diritto pubblico come sostiene lei, il diritto pubblico qui c'entra come i cavoli a merenda! Questa è una prassi, un'abitudine, un metodo e questo metodo noi intendiamo mantenerlo, perché non si tratta di non sentire il Consiglio, di prendere delle iniziative senza che il Consiglio le conosca; non è vero, assolutamente, siamo rispettosissimi dei poteri del Consiglio. Non ho sentito tutta la discussione perché ho dovuto assentarmi, ma indubbiamente, dalle spiegazioni che ha dato l'Assessore alle Finanze, si tratta semplicemente di portare avanti una trattativa, di vedere quali risultati questa trattativa consegue e poi di varare, diciamo così, la proposta definitiva che il Consiglio esaminerà e sulla quale deciderà, questa la verità, nella fase finale. Insomma, se si vuole esaminare bene che cos'è che è stato detto fino adesso... "non sovvertimento dei principi del diritto pubblico", ma queste espressioni sono forti, abbia pazienza, Avvocato Caveri, non le dica più. Noi abbiamo assistito e abbiamo subito, diciamo la verità, i risultati di una politica di battere i pugni sul tavolo, che non serve a niente; ecco, che serve, caso mai, a finire poi nel fil di ferro, se volete, aggiungiamo anche questo. Ma, insomma, da una trattativa che si fa onestamente con i funzionari portando avanti evidentemente degli argomenti che sono validi, portando avanti delle esigenze che esistono... mi sembra che non è un rimprovero che si possa muovere né alla Giunta, né più specificatamente all'Assessore alle Finanze, che non vi ha detto quello che voi gli fate dire. Insomma, è semplicemente assurdo tutto quello che state dicendo e poi volete presentare delle mozioni... ma presentate tutte le mozioni di questo mondo, siete in pieno diritto di farlo, ma io continuo a sostenervi che questo metodo non dà dei risultati, e non ne può dare, perché prima di tutto tutti i problemi vengono esaminati dai funzionari. Allora, con quei funzionari non abbiamo nessuna difficoltà di dire che si è in buoni termini, che ci ascoltano, che prendono in esame le nostre richieste, questo non vuole dire mettersi in ginocchio e piegare la testa davanti a loro. Questo, sia ben chiaro, è il metodo che noi riteniamo migliore; se poi il Consiglio riterrà di non approvare o di non dare il suo placet a quelle che saranno le conclusioni che qui dovranno essere discusse, questo sarà un altro argomento, ma non ci venite a dire che noi vogliamo sovvertire i principi del diritto pubblico e vogliamo esautorare il Consiglio. Questo non è e non sarà mai da parte nostra.

Caveri (U.V.) - Une réplique de deux minutes: ces derniers mots du Président de la Junte Bionaz me rappellent ce que l'on faisait il y a 40 ans à peu près dans le Canavais, dans les églises du Canavais; les curés du Canavais étaient très forts à préparer cette petite scène: il y avait deux prédicateurs qui parlaient, il y avait un dialogue entre deux orateurs, un qui représentait la Madonna et l'autre qui représentait il diavolo. Naturellement la Madonna avait toujours raison. Mais quel était un des systèmes de l'interlocuteur du diable? C'était de lui attribuer toutes les opinions les plus absurdes, et ainsi M. Bionaz m'attribue la théorie d'être contraire à ce que la Junte traite avec les fonctionnaires des Ministères financiers. Je n'ai jamais dit une chose du genre; nous disons que vous faites très bien de traiter mais, vu qu'il y a une proposition de loi, nous disons qu'avant de traiter il faut que vous soumettiez cette proposition de loi au Conseil. Vous êtes libres, vous faites très bien après de traiter avec les fonctionnaires des Ministères financiers et - en répondant à une autre opinion que Monsieur Bordon, avec le système que j'ai dit avant de la Madonna e del diavolo m'a attribuée - je n'ai jamais dit qu'il ne faut pas traiter avec les fonctionnaires, mais je dis que, quand, à un certain moment, on est arrivés à un point mort avec les fonctionnaires, il faut traiter à niveau politique, il faut traiter avec les Ministres: voilà ce que nous disons. Alors, notre théorie c'est qu'on fait très bien de traiter, il est nécessaire de traiter, mais, vu qu'il y a une proposition de loi, il faut la porter au Conseil, simplement cela.

Montesano (P.S.U.) - Allora io credo che si possa considerare chiusa questa discussione e che si possa passare alla votazione della mozione così com'è stata modificata dal Consigliere Germano, cioè all'ultimo capoverso, nel deliberato, dopo la parola "presentare", le rimanenti tre righe devono essere modificate così: "per discutere alla prossima seduta del Consiglio il disegno di legge proposto dall'Assessore alle Finanze e del quale la Commissione Affari Generali e Finanze ha già esaurito l'esame". Chi approva?

Bionaz (D.C.) - Poiché ero assente, vorrei solo sapere qual è la modifica precisa.

Montesano (P.S.U.) - L'emendamento presentato dal Consigliere Germano riguarda il deliberato, dopo le parole "provveda a presentare" il resto delle parole viene sostituito nel modo seguente: "per discutere alla prossima seduta del Consiglio il disegno di legge proposto dall'Assessore alle Finanze e del quale la Commissione Affari Generali e Finanze ha già esaurito l'esame".

Bionaz (D.C.) - Io lo faccio come dichiarazione di voto... ma se tutti quegli elementi di discussione che sono stati portati debbono riassumersi, almeno in queste poche parole, cioè che l'Assessore intende avere degli elementi più precisi, degli elementi anche tecnici che possono dare maggiore vitalità, diciamo, al disegno di legge che sarà discusso qui, perché noi dobbiamo bruciare le tappe per pochi giorni, per discutere di una proposta della quale non sapremo neanche quali saranno le formulazioni che vengono dal centro? È semplicemente assurdo, scusatemi tanto, intanto voi sapete che la casa non brucia, perché il bilancio - come ve l'ha detto l'Assessore alle Finanze - sarà quello che sarà e non c'è ragione per lamentarsi e per dolersi dell'ammontare delle entrate che sono previste. Io dico che non possiamo accettare questa impostazione, vuol dire che, quando avremo degli elementi più tranquillizzanti su quelle che saranno le trattative con i Ministeri, allora si potrà concretare una trattativa per poter predisporre un testo di legge che avrà certamente maggiori elementi di successo che non prima di sapere come la pensano certi funzionari. Io dico che è semplicemente assurdo, lo facciamo nell'interesse del nostro Paese, non lo facciamo mica per il piacere di non discutere, tutt'altro, io dico che questa impostazione è inaccettabile.

Montesano (P.S.U.) - Parlavamo di mettere in votazione... ricominciamo adesso?

Bionaz (D.C.) - No, ma le opposizioni presentano una mozione, ma qui è proprio per il gusto della discussione che lo diciamo, non per chiudere la bocca a nessuno, scusate...

Germano (P.C.I.) - Faccio solo la dichiarazione di voto dicendo che noi abbiamo modificato così la mozione perché è intervenuto il fatto nuovo che l'Assessore Bordon ha presentato un progetto di legge che è stato esaminato dalla Commissione Affari Generali e Finanze. Noi chiediamo che se ne discuta al prossimo Consiglio, non perché vogliamo bruciare niente, ma semplicemente perché vogliamo che l'Assessore vada a trattare a Roma con un voto del Consiglio, quindi con maggiore forza, per dare alla trattativa la possibilità di realizzare il meglio che si può, nell'interesse della Regione. La discussione al prossimo Consiglio, quindi, non intende bruciare niente, ma intende dare maggiore peso alla trattativa, e anche perché si rispetti lo Statuto che prevede: "sentito il Consiglio regionale". Non vogliamo che la cosa avvenga alla fine con lo spolverino, vogliamo che il Consiglio regionale esprima all'Assessore la solidarietà sul suo progetto di legge e gli permetta di andare a trattare con più forza.

Montesano (P.S.U.) - Prima di dare la parola all'Assessore Bordon, devo però ricordare al Consiglio che l'articolo del Regolamento, che, tra l'altro, non è stato modificato, riguarda i compiti del Presidente del Consiglio nel caso di presentazione di disegni e di progetti di legge, perché adesso voi mi presentate un disegno di legge, io lo devo rimandare in Commissione... Allora, siccome qui da qualcuno non si vuole ricordare la prassi, io sono costretto a leggervi l'articolo 96 del Regolamento: "i disegni di legge, i regolamenti e le questioni d'ordine generale di cui debba essere investito il Consiglio...", quindi la vostra richiesta di portare in Consiglio un progetto di legge... io lo devo mandare in Commissione, la Commissione, dopo l'esame, me lo deve rimandare. Il Presidente della Commissione Affari Generali mi risponderà che è stato già esaminato, perciò io voglio mettere in chiaro questo, quindi applico l'articolo 96 del Regolamento.

Bionaz (D.C.) - Io vorrei semplicemente aggiungere questo: l'Assessore ha spiegato anche il perché di questa trattativa che si prolunga, insomma, a causa della crisi di Governo non c'è stata la possibilità di prendere dei contatti. Adesso bisognerebbe fare tutto entro venti giorni, perché abbiamo lo spauracchio - che non è uno spauracchio intendiamoci bene, non ci spaventa per niente - della convocazione urgente del Consiglio. Scusatemi tanto, ma voi credete che il voto del Consiglio, che sarebbe naturalmente un voto di appoggio, serva per dare all'Assessore maggiore forza? Ecco, di questo non ne sono convinto: se il Consiglio giudicasse che queste proposte non sono accettabili, non sono sufficienti, non sono soddisfacenti, il Consiglio potrà esprimere insoddisfazione e non approvare le proposte stesse; questo il Consiglio lo potrà fare benissimo dopo, quando conoscerà gli elementi e i motivi per i quali non si è potuto fare quello che si sarebbe dovuto, o si sarebbe potuto fare. Non capisco perché insistiate su questa proposta che, scusatemi tanto, non è neanche ragionevole.

Bordon (D.C.) - Io ho detto tutto all'inizio e lo ripeto ancora adesso: desidero che sia messo a verbale che non è stato presentato nessun disegno di legge, per un semplice motivo: laggiù a Roma c'è una proposta di legge presentata e questa che noi mandiamo avanti è una bozza con la quale si dice: "Signori, voi ci avete detto che queste voci non possono assolutamente essere prese in considerazione, ma queste voci noi ci sentiamo di difenderle". Sia ben chiaro quindi, Signori Consiglieri, che questa è una bozza, non è un disegno di legge.

Secondo punto: io mi sono permesso di dirlo prima, come Assessore alle Finanze, per me potete presentare e mettervi in condizioni di dirmi che io dovevo presentare un disegno di legge ogni settimana, uno per ogni adunanza del Consiglio regionale. Mandare avanti dei progetti di legge non costa niente, è molto più difficile portare avanti la trattativa e concludere.

Terza cosa: guardate la serietà che ci può essere nel dire: "lo portiamo fra venti giorni". Noi, fra venti giorni, arriviamo qui - immaginate che fatto nuovo può intervenire a Roma, nei Ministeri entro questi venti giorni, fra Natale, Capodanno, le feste dell'Epifania - ma, scusate, è voluto questo, e qui ripartiremo di nuovo con la polemica. Noi fra 20 giorni veniamo qui e portiamo questa bozza, che non è una proposta, noi la approviamo, la trasmettiamo a Roma. Dopo venti giorni, un mese, da Roma dicono: "neanche questa va bene". Io mi rimetto a quello che diranno i Signori dell'opposizione, diranno: "avete visto neanche questa è passata", e inizierà, quindi, tutta una chiacchierata lunghissima. Vi ho detto quindi, arrivati a un certo momento, c'è una mozione, benissimo, se voi ritenete che la Giunta abbia impostato la cosa in modo che possa andare bene, allora, diciamo: mettiamo ai voti la proposta, e ognuno vota come crede. Punto e basta: Signori, voi siete troppo sensibili qualche volta, quando voi vi preoccupate e dite: "Ma voi farete la fuga, non presenterete il riparto". Ma chi ha detto questo? Noi andiamo avanti per risolvere i problemi nel migliore dei modi, ma perché dobbiamo preoccuparci? La mia preoccupazione è un'altra, ma io quasi sarei favorevole, perché se almeno non passa questa bozza, diranno: "hai visto questa bozza che hai portato giù a Roma?". Con il crisma e il conforto del Consiglio invece io dovrei essere in mezzo a due guanciali, ma non è questo il discorso: il discorso è quello di mandare avanti una proposta, abbiamo i mesi davanti a noi: tre mesi, due mesi, e al momento opportuno la porteremo. D'altronde, non abbiatevela a male quando io vi dico questo, arrivati a un certo momento sono rimasti sette anni fermi sulle loro posizioni, e noi non possiamo avere tre mesi davanti a noi? Io non so... si voti, ma si voti... ognuno vota e viva la democrazia...

Montesano (P.S.U.) - Chiudiamo per la seconda volta la discussione e passiamo ai voti della mozione con le modifiche che io vi ho già lette due volte.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 15

Contrari: 18

Il Consiglio non approva la sottoriportata mozione.

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Mozione

Premesso che il Consiglio Regionale ha ripetutamente approvato all'unanimità, in vari documenti, il principio che la ripartizione delle imposte fra lo Stato e la Regione sia riesaminato e che la quota a disposizione della Regione sia fissata nella misura del 75%;

ricordato che in data 2 agosto il Consiglio unanime aveva incaricato l'Assessore alle Finanze a predisporre entro tre mesi, in accordo con la Commissione Affari Generali, un opportuno disegno di legge;

deplorando che malgrado le numerose promesse in proposito l'Assessore alle Finanze non ha provveduto né alla elaborazione del disegno, né alla richiesta che la Commissione esaminasse almeno il progetto già da tempo presentato;

rilevando in tale atteggiamento un ingiustificabile disprezzo verso il Consiglio, la vita democratica e soprattutto verso gli impegni collettivamente e unanimemente assunti:

delibera

di rinnovare l'impegno all'Assessore alle Finanze affinché, in collaborazione con la Commissione Affari Generali e Finanze provveda a presentare per discutere alla prossima seduta del Consiglio il disegno di legge proposto dall'Assessore alle Finanze e del quale la Commissione Affari Generali e Finanze ha già esaurito l'esame.