Objet du Conseil n. 84 du 5 juillet 1957 - Verbale

OGGETTO N. 84/57 - COSTRUZIONE DI TETTI IN ARDESIE E DI BALCONI IN LEGNO NEI COMUNI DI FONDO VALLE NON AVENTI IMPORTANZA TURISTICA. (Interpellanza del Consigliere regionale Sig. Nicco Giulio)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Signor Nicco Giulio, concernente l'oggetto "Costruzione di tetti in ardesie e di balconi in legno nei Comuni di fondo Valle non aventi importanza turistica", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Châtillon, 5 giugno 1957

Al Presidente del Consiglio regionale di AOSTA

PregoLa voler gentilmente portare all'ordine del giorno del prossimo Consiglio la seguente interpellanza:

"Interpello l'Assessore al Turismo per sapere in base a quali precise disposizioni di legge o regionali sia prescritto nei Comuni di fondo Valle non aventi importanza turistica di eseguire la copertura di tetti in lose, i balconi in legno, ecc.... quando tali fabbricati non godono di alcun contributo da parte dell'Amministrazione regionale."

Ossequi e distinti saluti.

F.to Giulio Nicco - Consigliere regionale.

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Il Consigliere NICCO Giulio illustra brevemente l'interpellanza in esame, premettendo di essere favorevole alla copertura dei tetti con ardesie, ma di ritenere, però, non giusto che si obblighi una persona - che, con notevoli sacrifici, intende costruire una casa - a ricoprire il tetto con ardesie anziché con tegole, quando tale persona non chieda alcun contributo alla Regione, tanto più che non vi è alcuna disposizione di legge regionale che stabilisca un tale obbligo.

Dichiara che la sua interpellanza è basata su dati di fatto concreti di cui alcuni si sono verificati nello stesso Comune di Châtillon ove delle persone che, tramite il Comune, avevano inviato alla Sovraintendenza regionale Monumenti e Belle Arti il progetto della nuova costruzione per il parere favorevole della predetta Sovraintendenza, nel ricevere di ritorno il progetto ebbero comunicazione che il fabbricato poteva essere costruito a condizione che il tetto fosse ricoperto con ardesie e che i balconi fossero costruiti in legno.

Ritiene che coloro che intendono costruire una casa senza richiedere contributi alla Regione per la costruzione dei tetti in ardesie e delle balconate in legno devono essere lasciati liberi di fare il tetto come meglio credono; tanto più che alle Società e agli Enti non viene posta alcuna imposizione, come si può constatare nello stesso Comune di Châtillon, ove lo Stabilimento della SOIE ha i fabbricati ricoperti con tegole, come pure i fabbricati costruiti proprio dall'INA-CASA in Châtillon.

Dichiara che, per poter imporre la copertura dei tetti con ardesie e la costruzione di balconi in legno, bisogna che siano emanate precise norme legislative regionali e che, in mancanza di tali norme, chi intende costruirsi una casa deve essere lasciato libero di fare il tetto come meglio crede, quando le linee architettoniche del fabbricato siano approvate nel loro insieme.

L'Assessore BORDON dichiara che chi intende costruirsi una casa non viene obbligato a ricoprire il tetto con ardesie e a fare le balconate in legno; infatti, percorrendo la Valle d'Aosta si notano molti nuovi tetti coperti con tegole rosse, anziché con ardesie.

Riferisce sui precedenti della questione e ricorda che in data 17-5-1948 la Commissione regionale per la tutela del paesaggio, essendole pervenuti molti progetti di nuove costruzioni in merito ai quali doveva esprimere il proprio parere, ha approvato alcune norme generali, suggerite anche alle Commissioni edilizie comunali, per dare una certa quale uniformità di indirizzo alle nuove costruzioni.

Precisa che la predetta Commissione regionale ha espresso il parere e il suggerimento, fra altro, che i tetti fossero, possibilmente, a due falde e ricoperti in ardesie e che i balconi fossero costruiti in legno. Informa che, per poter dare applicazione pratica a tali principi, era stato allora iniziato lo studio di una legge regionale che poi non ha avuto seguito.

Riferisce che, all'atto in cui assunse la carica di Assessore al Turismo, trovò, fra i vari incartamenti, una minuta di lettera del seguente tenore:

"Signor Sindaco del Comune di..... - Oggetto:

Progetto nuova costruzione di proprietà del Signor..... - Esaminato il progetto emarginato a firma del Geometra..... trasmesso con nota...., si esprime, per quanto di competenza di questa Sovraintendenza, parere favorevole a condizione che il tetto sia ricoperto con lose e le parti in legno verniciate, gli intonaci esterni siano rustici, i balconi siano di legno ecc... ecc..."

Informa che, fin dall'inizio, egli ebbe l'occasione di interessarsi della questione a proposito di un fabbricato costruito nelle vicinanze di Aosta, in prossimità dell'ex campo di aviazione.

Comunica che, avendo notato che il tetto era stato costruito in tegole anziché in ardesie, ne riferì al Sovraintendente alle Antichità, Monumenti e Belle Arti, Prof. Carducci, il quale allora gli disse che effettivamente a tutti i costruttori di nuovi fabbricati veniva inviata una lettera del tenore della minuta di cui ha dato lettura, nell'intento di ottenere, per quanto possibile, che i tetti siano ricoperti con ardesie anziché con tegole. Aggiunge che il Sovraintendente, Prof. Carducci, gli fece però notare che la Regione non aveva alcuna possibilità di imporre la costruzione dei tetti in ardesie, non essendovi una legge regionale che imponesse tale obbligo.

Comunica che tale legge è ora allo studio da parte di una persona che ha una specifica competenza in materia, - un giudice presso il Tribunale di Aosta, - per incarico della Giunta regionale.

Conclude, ribadendo che ai costruttori di nuovi fabbricati è stata inviata una lettera del tenore di quella sopramenzionata, per consigliare e cercare di ottenere che i tetti siano ricoperti con ardesie anziché con tegole; ma ripete che nessuna imposizione in tale senso è stata fatta dall'Ufficio regionale del Turismo nei confronti di coloro che intendevano costruire nuovi fabbricati.

Il Consigliere NICCO Giulio dichiara di non poter concordare del tutto con l'Assessore Bordon, perché i casi di cui è a conoscenza confermano che gli interessati avevano ricevuto l'autorizzazione a costruire soltanto a condizione che fossero osservate le clausole riportate nella lettera ad essi inviata.

Il Consiglio prende atto.

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