Objet du Conseil n. 3 du 9 janvier 1957 - Verbale

OGGETTO N. 3/57 - ATTUAZIONE DELLA ZONA FRANCA. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Barone Luigi, Nicco Anselmo e Nicco Giulio)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri regionali Barone Luigi, Nicco Anselmo e Nicco Giulio, concernente l'oggetto: "Attuazione della zona franca", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Ill.mo Signor Presidente del Consiglio della Valle Geom. Enrico Pareyson

AOSTA

La preghiamo di voler portare sull'ordine del giorno del prossimo Consiglio la seguente mozione.

Ossequi.

"IL CONSIGLIO DELLA VALLE D'AOSTA

Considerato

che la Commissione per la Zona Franca ha finito i lavori a fine agosto 1956, presentando il relativo progetto di legge,

tenuto conto

che sono passati quattro mesi e che, nel frattempo, tutti gli Enti interessati avrebberb ormai dovuto presentare le loro osservazioni e proposte e che, se non l'hanno fatto, è perché non avevano proposte da formulare,

chiedono

che il progetto della ZONA FRANCA venga posto sollecitamente in discussione davanti al Consiglio e, in ogni caso, non oltre la prossima sessione primaverile".

I Consiglieri: F.ti Barone Luigi, Anselmo Nicco, Giulio Nicco.

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Il Presidente, PAREYSON, osserva che l'impostazione della mozione va corretta, in quanto la mozione, che inizia con le parole "Il Consiglio regionale... considerato... tenuto conto", conclude con "...chiedono". Propone, quindi, che la parola "chiedono" sia sostituita con la parola "delibera".

Il Consigliere BARONE, a nome dei firmatari della mozione, dichiara di concordare sulla rettifica proposta dal Presidente Pareyson. Rammenta che, già nella sessione di ottobre dello scorso anno, era stata presentata, da parte degli stessi Consiglieri, una mozione analoga alla presente per quanto riguarda il problema della zona franca.

Fa presente che detta mozione era stata accettata nelle sue linee generali dal Consiglio, il quale però non aveva stabilito un termine agli enti e categorie interessate per la presentazione delle loro osservazioni in merito al progetto di legge sulla zona franca.

Rammenta di avere allora richiamato l'attenzione del Consiglio sulla questione, osservando che, se non si fissava un termine alle Società e agli enti interessati, costoro avrebbero potuto rispondere con molto ritardo, dilazionando così di molto la soluzione del problema della zona franca.

Riferisce che, attualmente, corre voce che il Consiglio regionale abbia trovato l'espediente di affermare che ha intenzione di attuare la zona franca, ma che non può provvedervi fino a che le Società e gli Enti interpellati non abbiano risposto.

Dichiara che i presentatori della mozione hanno inteso proporre che si stabilisca un termine alle Società e agli enti interessati, per la presentazione delle loro eventuali proposte od osservazioni, e questo per porre un freno alle malelingue che vanno dicendo che il Consiglio regionale non vuole attuare la zona franca.

Fa presente che, approvando la mozione, il Consiglio verrebbe a mettere un punto fermo sulla questione, in quanto stabilirebbe il termine al quale ha accennato e delibererebbe che il progetto della zona franca, elaborato dalla Commissione consiliare fin dall'agosto dello scorso anno, dovrà essere sottoposto all'approvazione del Consiglio entro la prossima sessione primaverile di adunanze consiliari.

L'Assessore MARCHIANDO informa che, ancora prima che la mozione in discussione venisse presentata alla Presidenza del Consiglio, l'Assessorato all'Industria e Commercio, in accordo con il Presidente della Commissione consiliare per l'attuazione della zona franca, aveva inviato una lettera di sollecito alle organizzazioni economiche e sociali ritardatarie (soltanto 4 su 14 enti interpellati hanno risposto a tutt'oggi).

Precisa che la lettera di sollecito porta la data del 15 dicembre 1956 prot. 6866/5 e che con la stessa fu rivolto invito a comunicare all'Assessorato le eventuali proposte ed osservazioni entro il 31 gennaio 1957.

Comunica, inoltre, che la Giunta ha ritenuto opportuno di interpellare in merito al problema della zona franca due esperti e, precisamente, il Prof. Cadalbert Bruno, - docente di scienze della Finanza presso l'Università di Trieste -, e il Dott. Commendatore Ceccarelli Lando, di Roma, i quali si sono impegnati di fare pervenire all'Amministrazione regionale il loro parere in merito ad alcuni particolari di natura tecnica, entro il primo bimestre del corrente anno.

Fa presente di aver avuto assicurazione dal Vice Presidente, PASQUALI, che la Commissione consiliare di studio sarebbe stata riunita nei primi di febbraio per esaminare i rilievi e le proposte delle categorie economiche interessate nonché i pareri dei due esperti, dopo di che si sarebbe accelerato il lavoro onde poter rassegnare al Consiglio, entro il più breve termine possibile, il disegno di legge sulla zona franca.

Il Consigliere CHABOD Renato illustra le ragioni per le quali ritiene opportuno di stabilire un termine per l'ultimazione dei lavori da parte della Commissione consiliare di studio per l'attuazione della zona franca.

Il Vice Presidente, PASQUALI, nella sua qualità di Presidente della Commissione di studio per l'attuazione della zona franca, conferma che è suo intendimento di convocare subito la Commissione e di accelerare i lavori il più possibile.

Osserva, però, che non si può assumere impegni circa la data di presentazione al Consiglio del progetto di legge della zona franca, perché non si può sapere quando potranno essere portati a termine i lavori.

Rileva, d'altra parte, che la Commissione si è preoccupata di stabilire un termine alle organizzazioni economiche e sociali interessate per la presentazione delle osservazioni, il che dimostra che la Commissione non ha bisogno che le sia fissata una scadenza per portare a termine i suoi lavori.

Il Consigliere NICCO Giulio dà atto che la Commissione per la zona franca ha effettivamente lavorato molto attivamente, ma sottolinea che dei 14 enti interpellati dall'Assessorato all'Industria e Commercio soltanto 4 hanno risposto sino ad oggi, il che induce a pensare che, se a tali enti non viene posto un termine improrogabile, la soluzione del problema della zona franca rischia di essere rinviata alle calende greche.

Osserva che, se si stabilisce di fissare un termine, la Commissione ha la possibilità di ultimare i lavori, in modo da sottoporre al Consiglio il progetto di legge sulla zona franca nella prossima sessione primaverile.

L'Assessore MARCHIANDO rileva che la presentazione del progetto di legge della zona franca all'esame del Consiglio nella prossima sessione primaverile dipende dalla possibilità, o meno, da parte della Commissione di ultimare tempestivamente i lavori.

Ricorda, in proposito, l'assicurazione data dal Presidente della Commissione circa l'acceleramento dei lavori e rammenta che i due consulenti interpellati hanno dichiarato che faranno pervenire le loro relazioni entro il primo bimestre 1957.

Il Consigliere NICCO Giulio insiste per la fissazione di un termine, come proposto nella mozione in discussione.

Il Presidente, PAREYSON, ritiene che le divergenze sul punto in discussione possano essere appianate inserendo nell'ultimo comma della mozione la parola "possibilmente", prima delle parole "non oltre la prossima sessione primaverile". Fa presente che l'ultimo comma della mozione rimarrebbe, quindi, modificato come segue: "...delibera che il progetto della zona franca venga posto sollecitamente in discussione avanti al Consiglio e, possibilmente, non oltre la prossima sessione primaverile".

Il Consigliere NICCO Giulio dichiara che i Consiglieri del suo gruppo concordano sulla formulazione proposta dal Presidente del Consiglio, in quanto, pur non fissandosi un termine perentorio per la presentazione del progetto di legge, vi è comunque sempre un impegno da parte della Commissione di presentare detto progetto di legge possibilmente entro la prossima sessione primaverile.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, precisa che il suo concetto è che il problema della zona franca sia definito al più presto possibile.

Rammenta che l'Assessore all'Industria e Commercio ha detto che è stata fissata una data di scadenza alle organizzazioni economiche e sociali per la presentazione delle loro osservazioni ed eventuali proposte all'Assessorato all'Industria e Commercio e che entro tale data faranno pure pervenire le loro relazioni i due consulenti interpellati dall'Amministrazione regionale.

Ritiene che non sia, quindi, il caso di stabilire un termine alla Commissione, come è proposto nella mozione, ma che sia sufficiente raccomandare alla Commissione consiliare di accelerare per quanto possibile i lavori, onde poter sottoporre il progetto di legge sulla zona franca all'esame del Consiglio nella prossima sessione primaverile e anche prima se possibile.

Segue discussione sull'opportunità, o meno, di stabilire un termine alla Commissione per la presentazione del disegno di legge al Consiglio; alla discussione prendono parte il Presidente della Giunta, BONDAZ, il Vice Presidente del Consiglio, PASQUALI, l'Assessore BORDON ed i Consiglieri CHABOD Renato, DIEMOZ, MANGANONI e NICCO Giulio.

Il Vice Presidente, PASQUALI, nella sua qualità di Presidente della Commissione consiliare di studio per l'attuazione della zona franca, comunica di ritenere che la mozione possa essere accettata con la modifica proposta dal Presidente del Consiglio.

Il Presidente, PAREYSON, pone ai voti per alzata di mano l'approvazione della mozione presentata dai Consiglieri Barone Luigi, Nicco Anselmo e Nicco Giulio, modificata come da sue proposte e che è del tenore seguente:

"IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA

considerato

che la Commissione per la Zona Franca ha finito i lavori a fine agosto 1956, presentando il relativo progetto di legge,

tenuto conto

che sono passati quattro mesi e che, nel frattempo, tutti gli Enti interessati avrebbero ormai dovuto presentare le loro osservazioni e proposte e che, se non l'hanno fatto, è perché non avevano proposte da formulare,

Delibera

che il progetto della Zona Franca venga posto sollecitamente in discussione davanti al Consiglio e, possibilmente, non oltre la prossima sessione primaverile".

IL CONSIGLIO

a maggioranza di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti: trentadue; Consiglieri favorevoli: ventiquattro; Consiglieri contrari: otto);

Delibera

di approvare la mozione posta in votazione, concernente il problema dell'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.

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