Objet du Conseil n. 86 du 25 mai 1955 - Verbale

OGGETTO N. 86/55 - ABOLIZIONE E DISTRUZIONE DELLE ARMI TERMONUCLEARI E ATOMICHE. (MOZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE SIGNOR SAVIOZ FABIANO)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere regionale Signor Fabiano Savioz, concernente l'oggetto: "Abolizione e distruzione delle armi termonucleari e atomiche", mozione che è stata trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Al Signor PRESIDENTE

del Consiglio regionale della

VALLE D'AOSTA

La prego di voler portare all'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale la seguente

"MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, seguendo l'esempio di molti altri Consigli provinciali e comunali, (che vanno da Firenze e Livorno a Rovigo e Taranto), nell'interesse massimo di tutti i cittadini, condanna apertamente l'uso delle armi termonucleari ed atomiche di cui oggi l'uomo dispone e che, se adoperate, da chicchessia, potrebbero, per la loro smisurata ed incontrollabile potenza, non già risolvere problema alcuno, ma solo annientare la vita di tutta l'umanità.

Esprimendo i sentimenti di tutta la popolazione, chiede, altresì, che, attraverso un accordo internazionale, si addivenga alla distruzione di tutte le armi termonucleari e atomiche oggi esistenti e che tale energia sia esclusivamente utilizzata a scopi pacifici, per il progresso ed il bene di tutti".

La ringrazio e porgo distinti ossequi.

Aosta, 11-5-1955.

F.to: Savioz Fabiano

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Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET illustra la mozione riferendo quanto segue:

"La mozione presentata dal Consigliere Savioz è abbastanza chiara ed esauriente e non ha bisogno, quindi, di una specifica illustrazione. Mi permetto, peraltro, di sottolineare che la Pace interessa l'Universo intero e non ha un "credo" religioso; sia essa invocata dalla colomba di Picasso o dalla colomba dell'Arca di Noè, l'idea della Pace ci trova tutti uniti e consenzienti.

Desidero, a questo proposito, ricordare il grande fisico Einstein, deceduto poche settimane or sono, il quale, prevedendo le catastrofiche conseguenze che apporterebbero le bombe atomiche e termonucleari, in caso del loro uso per fini di guerra, ha, in certo qual modo, avuto paura della scoperta alla quale l'aveva portato il suo genio e ha rivolto - Egli che ha tanto amato i bambini e gli umili - a tutto il mondo un appassionato appello per la Pace.

Noi dobbiamo raccogliere detto appello, non solo per il fatto che è stato lanciato da Einstein, ma anche perché detto appello suscita nei nostri cuori una eco per le disastrose conseguenze che apporterebbe l'uso delle armi termonucleari ed atomiche.

Come donna e come madre di famiglia, sono più sensibile degli uomini a tale eco e, in tale mia qualità, mi permetto di dare lettura di un altro appello, che, ai primi di febbraio 1955, è stato, da Ginevra, lanciato dalle donne di tutto il mondo, senza distinzione di razza, di colore, di origine, di politica, donne di tutto il globo che si affratellano e si uniscono nel gran segno della Pace, che soltanto può essere garantita con la condanna delle armi termonucleari ed atomiche:

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APPEL POUR LA CONVOCATION DU CONGRES MONDIAL DES MERES

Nous sommes des mères qui nous adressons à toutes les autres mères au nom de l'amour maternel qui nous unit toutes.

Nous, qui connaissons la joie d'avoir des enfants, nous connaissons aussi l'angoisse de les perdre.

Notre mission est de les protéger contre les maux qui les menacent: la faim, le froid, la misère, la maladie et la guerre, qui apporte avec elle tous les autres maux.

La guerre, trop de mères l'ont douloureusement vécue. Elle a ravagé tant de foyers, laissé tant d'orphelins, anéanti tant de vies humaines.

A nouveau la Paix est en danger.

Les forces de guerre essaient de compromettre la sécurité des peuples par la course aux armements, par une nouvelle tension en Asie, par l'établissement de bases et de pactes militaires, par la remilitarisation de l'Allemagne Occidentale prévue par les Accords de Londres et de Paris, par la décision de l'Etat-Major atlantique d'utiliser l'arme atomique en cas de guerre, ce qui donnerait cette arme maudite aux responsables des massacres de Lidice, Maïdanek, Auschwitz...

Hiroshima, Nagasaki, Bikini, évoquent pour chaque mère les cruautés aveugles de la bombe atomique.

Nous ne pouvons admettre qu'une telle arme soit à nouveau utilisée. Avec toutes les forces de paix si puissantes par toute la terre, nous l'arracherons à tous ceux qui en menacent nos enfants. Personne, au moment, ne doit pouvoir s'en servir.

Nous vous appelons à participer au Congrès Mondial des Mères qui aura lieu en juillet 1955. Il sera la rencontre de toutes les mères.

Mères qui ne pouvez oublier les horreurs de la guerre,

Mères qui avez vécu l'angoisse des bombardements,

Mères qui avez eu vos enfants tués, fusillés, prisonniers,

Mères dont les fils sont menacés par la prolongation du service militaire, par l'envoi de troupes dans les pays étrangers,

Mères, dont les enfants ont faim, n'ont pas de toit, pas d'école,

Mères qui vous penchez, pleines d'amour et d'inquiétude, sur un berceau,

Mères qui, avec émotion et joie, attendez un enfant,

Mères qui voulez conserver le bonheur de vos foyers,

Mères de toutes les nations, de toutes les conditions, de toutes les races, de toutes les croyances, de tous les âges,

ensemble nous agirons pour défendre la vie contre la mort, l'amitié contre la haine, la paix contre la guerre, car rien ne peut nous arrêter dans notre lutte pour le bonheur et l'avenir de nos enfants.

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(Adopté à l'unanimité par les participantes au Conseil de la Fédération Démocratique Internationale des Femmes, réuni à Genève, du 9 au 13 février 1955).

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L'appello di cui ho dato lettura non ha bisogno di commenti, perché è l'espressione sincera e spontanea sgorgata dal cuore delle madri di tutto il mondo, e nutro fiducia che esso riuscirà a persuadere il Consiglio regionale ad approvare la mozione presentata dal Consigliere Savioz allo scopo di indurre i dirigenti di tutti gli Stati a non usare le armi termonucleari e atomiche in una eventuale guerra".

Il Consigliere DIEMOZ Alberto fa la seguente dichiarazione:

"Sicuro di interpretare il pensiero di tutti i presenti in quest'aula, ribadendo il concetto della Signora Ronc-Désaymonet e a completamento della mozione del collega Consigliere Savioz, intendo, con questa dichiarazione, affermare che: "Il Consiglio regionale, mentre condanna l'uso delle armi atomiche, fa voti che si addivenga, mezzo di accordi internazionali, alla loro totale distruzione ed, attraverso un libero e completo controllo degli armamenti, ad un effettivo disarmo, utilizzando gli studi nucleari a scopi pacifici per il progresso dell'umanità".

Il Vice Presidente, PASQUALI, osserva che la mozione sulla quale il Consiglio dovrebbe votare è costituita dalla seconda parte della dichiarazione del Consigliere Diémoz.

Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET prende atto della dichiarazione fatta dal Consigliere Diémoz e gli esprime il suo ringraziamento, compiacendosi vivamente per la comprensione dimostrata per l'argomento in discussione.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, ritiene che la mozione presentata dal Consigliere Diémoz sia più completa di quella presentata dal Consigliere Savioz, perché in essa, oltre al concetto della distruzione di tutte le armi termonucleari ed atomiche, è contenuto anche il concetto del disarmo, che è stato espresso molto bene. Comunica che la Giunta, per tale ragione, è favorevole all'approvazione della mozione presentata dal Consigliere Diémoz.

Il Consigliere BARMASSE ritiene che il Consiglio possa approvare la mozione presentata dal Consigliere Diémoz, anche per il fatto che nella mozione stessa viene richiamata la mozione del Consigliere Savioz.

Il Consigliere NICCO Giulio rileva che i Consiglieri della sinistra non intendono fare disquisizioni, perché ad essi interessa unicamente che sia approvato dal Consiglio un invito alla Pace, invito che è contenuto sia nella mozione del Consigliere Savioz che nella mozione del Consigliere Diémoz, con la differenza che, in quest'ultima, vi è qualche cosa di più concreto, in quanto si accenna, altresì, al disarmo.

Dichiara, quindi, che i Consiglieri della minoranza non hanno alcuna difficoltà ad approvare la mozione Diémoz, che integra e completa la mozione Savioz.

Il Presidente, PAREYSON, dà lettura del seguente stralcio della dichiarazione del Consigliere Diémoz costituente la mozione, che mette ai voti:

"IL CONSIGLIO REGIONALE

mentre condanna l'uso delle armi atomiche

FA VOTI

che si addivenga, a mezzo di accordi internazionali, alla loro totale distruzione ed, attraverso un libero e completo controllo degli armamenti, ad un effettivo disarmo, utilizzando gli studi nucleari a scopi pacifici per il progresso dell'umanità".

Il Presidente, PAREYSON, invita quindi il Consiglio a votare, per alzata di mano, per l'approvazione della mozione di cui ha dato lettura ed accerta e comunica che

IL CONSIGLIO

ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti numero trentadue);

HA APPROVATO

la mozione di cui si tratta, proposta dal Consigliere Signor DIEMOZ Alberto.

Il Consiglio prende atto.

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