Objet du Conseil n. 74 du 4 mai 1955 - Verbale

OGGETTO N. 74/55 - SOCIETÀ "GUINZIO & ROSSI" DI VERRÈS - COMMISSIONE INTERNA. (MOZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE SIGNOR BARONE LUIGI)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere regionale BARONE Luigi, concernente l'oggetto: "Società 'Guinzio & Rossi' di Verrès - Commissione interna", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio regionale

AOSTA

Prego la S. V. di voler inserire nell'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente mozione:

"Alla fabbrica di alluminio "Guinzio & Rossi" la Direzione invitava, poco tempo fa, la Commissione Interna a dare le dimissioni affinché nuove elezioni potessero indirsi e venissero deputati a far parte della nuova Commissione membri non appartenenti alla F.I.O.M.; ciò, secondo la Direzione, era "conditio sine qua non" per poter concorrere ad una commessa di bossoli.

Il firmatario della presente mozione, giudicando ricattatorio tale modo di agire e lesivo delle libertà costituzionali e sindacali; reputando tale fatto senza precedenti, per la sua gravità, negli annali della vita sindacale del dopoguerra; considerato che il Consiglio comunale di Verrès, in due sedute straordinarie, si è interessato caldamente del caso facendo appello al Sig. Presidente della Giunta regionale perché intervenisse nella questione;

INVITA

il Consiglio regionale a dare mandato allo stesso Signor Presidente della Giunta di intervenire presso la Direzione della fabbrica "Guinzio & Rossi" perché casi del genere non abbiano a ripetersi".

Il sottoscritto si riserva di illustrare più dettagliatamente la presente mozione nella prossima seduta.

Verrès, 20-4-1955

F.to: BARONE Luigi

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Il Consigliere BARONE dichiara che l'episodio verificatosi, circa un mese fa, alla fabbrica "Guinzio & Rossi", riveste una certa qual gravità, il che è confermato dal fatto che il Consiglio comunale di Verrès è stato convocato ben due volte per esaminare la possibilità di appianare la questione.

Voi tutti sapete, egli dice, che presso ogni fabbrica vi è una Commissione Interna, la quale viene eletta dalle maestranze e che ha il compito specifico di difendere gli interessi delle maestranze.

Or bene, egli osserva, il mandato della Commissione Interna della "Guinzio & Rossi" scadrà il 12 dicembre 1955, e, finché tale mandato non è scaduto, - e credo che tutti i Signori Consiglieri siano della mia opinione -, che detta Commissione debba rimanere in carica, a meno che le maestranze, per motivi particolari, ritengano di sciogliere la Commissione Interna, indicendo un referendum "motu proprio".

Informa che, circa un mese fa, i tre membri della C.G.I.L. della Commissione Interna furono convocati, nell'Ufficio di Direzione, dal Direttore della fabbrica, il quale tenne loro, presso a poco, questo discorso: "Voi sapete quale è la situazione della fabbrica: non è certamente delle più floride e l'avvenire non è dei più rosei.

Sono costretto a dirvi che forse dovrò provvedere al licenziamento da 50 a 70 operai. Però vi sarebbe una via di soluzione; noi potremmo concorrere attualmente ad una commessa americana di bossoli, sempre che, - e qui sta la promessa ricattatoria della Direzione -, voi diate le dimissioni e che venga eletta la Commissione Interna senza la partecipazione di elementi della C.G.I.L., o per lo meno che non vi sia la maggioranza di essa".

Comunica che, avendo i membri della C.G.I.L. opposto un rifiuto alla richiesta di scioglimento della Commissione Interna, la Direzione ha voluto incorrere nel ridicolo di un presunto referendum, incaricando i capi reparto di raccogliere le firme per la richiesta del referendum.

Precisa che, nel frattempo, veniva convocato in prima adunanza straordinaria il Consiglio comunale di Verrès e che, mentre questo procedeva all'esame della situazione, veniva indetto il referendum che, però, dava esito negativo e, cioè, veniva confermato la permanenza in carica della Commissione Interna e quindi, per il momento, non dovevano avvenire nuove elezioni.

Osserva che la gravità del fatto sussiste, peraltro, ugualmente e ritiene che presso nessun altro stabilimento della Valle d'Aosta si sia mai verificato un caso del genere e di tale gravità.

Ammette che possano venire fatte delle pressioni, ma rileva che è inaccettabile il fatto che la Direzione di una fabbrica dia l'ultimatum per le dimissioni ad una Commissione Interna.

Ritiene che i Consiglieri regionali, che sono persone libere e che devono garantire la libertà del pensiero e della libera espressione di voto di tutti i Valdostani, debbano sentirsi offesi per quanto è avvenuto nella fabbrica "Guinzio & Rossi", di Verrès.

Rammenta che durante la celebrazione del decennale della Liberazione molto si è parlato della libertà, sottolineando l'importanza del significato di tale parola.

Informa che il Presidente della Giunta regionale ha già ricevuto, dal Consiglio comunale di Verrès, una lettera con la quale lo si invitava ad intervenire presso la Direzione della fabbrica "Guinzio & Rossi", di Verrès, affinché fatti del genere non abbiano più a ripetersi; perché si verrebbe a creare un odio tra le maestranze, con pericolo di disturbare l'ordine pubblico, e ciò potrebbe avvenire se si effettuassero licenziamenti.

Rileva che bisogna assolutamente eliminare il presupposto di tale fatto increscioso, denunciando l'operato della Direzione della fabbrica "Guinzio & Rossi". Invita, pertanto, il Consiglio a dare mandato al Presidente della Giunta di intervenire immediatamente e decisamente presso la Direzione della predetta fabbrica, affinché non abbiano più a ripetersi gli incresciosi inconvenienti lamentati.

Il Consigliere Segretario PERRUCHON precisa che ciò che il Consigliere Barone ha definito "ridicolo referendum", in realtà, non lo è, dal momento che non è stato raggiunto a favore della revoca della attuale Commissione Interna il 51% dei suffragi di tutti i dipendenti dell'unità aziendale solo perché non votarono 33 dipendenti ammalati. Osserva che, infatti, i risultati del referendum sono stati i seguenti:

33 operai assenti;

168 operai favorevoli alla revoca della Commissione Interna;

138 operai contrari alla revoca della Commissione Interna.

Il Consigliere BARONE ritiene che il Consigliere Segretario Perruchon non abbia inteso bene le sue parole, in quanto egli ha parlato di pseudo-referendum, perché il referendum deve venire indetto dalle maestranze stesse "motu proprio", e non su invito della Direzione della fabbrica.

Il Consigliere Segretario PERRUCHON osserva che il referendum è stato indetto su richiesta del 25% dei dipendenti dell'unità aziendale, in base al disposto dell'articolo 8 dell' "Accordo Interconfederale per la costituzione ed il funzionamento delle Commissioni Interne" dell'8 maggio 1953.

Il Consigliere BARONE osserva che il limite minimo del 25% di adesioni per la effettuazione del referendum non è mai stato accettato dalle organizzazioni sindacali.

Il Consigliere MANGANONI dichiara di essere meravigliato che un dipendente di una azienda stia quasi difendendo gli abusi commessi nelle fabbriche dalla classe padronale. Osserva che, oggigiorno, i dipendenti sono sottoposti a pressioni di coscienza, vengono minacciati e ricattati, ciò che non succede soltanto alla "Guinzio & Rossi", e, quindi, chiunque lavori alle dipendenze di Società conosce la situazione odierna dei lavoratori. Ribadisce di essere stupito della posizione assunta dal Consigliere Segretario Perruchon perché il medesimo è pure dipendente di una Società. Osserva che la classe padronale dovrebbe avere, se mai, qualche altro difensore in Consiglio.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, comunica di dover precisare, in relazione alla mozione presentata dal Consigliere Barone, che, effettivamente, con lettera in data 18-4-1955, il Sindaco del Comune di Verrès gli aveva esposto quanto precisato dal Consigliere Barone e l'aveva pregato di interporre i suoi buoni uffici presso la Direzione della Società "Guinzio & Rossi", di Verrès, al fine di ottenere la assicurazione che fatti del genere non avessero più a ripetersi.

Informa di essersi immediatamente interessato della questione, come risulta dai rapporti che gli sono stati fatti quotidianamente sulla situazione, che egli ha seguito giorno per giorno, attendendo di trovare il momento opportuno per intervenire nel modo migliore; se non che, ad un dato momento, essendo avvenuto il referendum, gli è stato comunicato che le cose rimanevano come erano prima, per cui la Commissione Interna continuava a rimanere in carica e scadrà soltanto il 12 dicembre 1955.

Esprime il desiderio che il Consigliere Barone dica quale sia il suo punto di vista al riguardo, precisando quale dovrebbe essere l'intervento concreto del Presidente della Giunta, nella sua duplice veste di rappresentante del Governo (Prefetto) e di Presidente della Giunta regionale, nei confronti della Società "Guinzio & Rossi", indipendentemente dal merito della questione e, cioè, se convenga intervenire ugualmente, pur essendo già superata la questione, o se occorra continuare a seguire diligentemente l'operato della predetta Società per intervenire, eventualmente, nella imminenza delle nuove elezioni per la nomina della Commissione Interna.

Il Consigliere BARONE esprime il parere che, se anche la situazione in certo qual modo si è normalizzata, sia ugualmente opportuno un intervento del Presidente della Giunta, avendo potuto notare, - allorquando ebbe a prospettare la situazione che era venuta a crearsi nell'Ilssa Viola -, che i buoni uffici del Presidente della Giunta hanno valso a qualche cosa di sostanziale.

Osserva che la situazione presso la Società "Guinzio & Rossi", se appare ora serena, potrebbe anche esserlo solo apparentemente, perché gli incidenti verificatisi creano malumore e strascichi tra le maestranze.

Per quanto concerne la forma dell'intervento del Presidente della Giunta, ritiene che potrebbe consistere in una specie di ammonimento alla Direzione affinché i fatti lamentati non abbiano più a ripetersi.

Aggiunge che, data l'importanza dell'argomento, potrebbe tornare utile il parere di altri Consiglieri regionali, che potrebbero forse suggerire una proposta migliore della sua.

Il Vice Presidente, PASQUALI, dichiara che, avendo sentito l'avviso dei Signori Consiglieri e del Presidente della Giunta in merito all'argomento in discussione, e preso atto dell'evolversi della situazione presso la Società "Guinzio & Rossi", è dell'avviso che la soluzione migliore sia di lasciare alla sensibilità del Presidente della Giunta, - che si è già interessato e sta tuttora interessandosi della questione -, di decidere circa il momento e le modalità del suo intervento.

Il Consigliere CHABOD Renato dichiara di essere d'accordo con il Vice Presidente Pasquali e rileva che la formulazione del mandato, come è formulato nella mozione, non è impegnativa, in quanto non fissa alcun termine, lasciando il Presidente della Giunta arbitro di intervenire come e quando meglio crede. Ritiene, quindi, che il Consiglio possa accettare la mozione così come è stata formulata.

Il Presidente della Giunta, ribadendo di essersi già occupato della questione oggetto della mozione - di cui prende atto -, dichiara che si riserva di prendere contatti con la Direzione della Società "Guinzio & Rossi" nel momento che riterrà più opportuno; ritiene, invece, di non poter accettare un mandato conferitogli sotto forma di una vera e propria mozione votata dal Consiglio.

Il Consigliere BARONE si dichiara dell'avviso che la proposta fatta dal Presidente della Giunta possa essere accettata dal Consiglio regionale e possa essere pure gradita alle Maestranze della Società "Guinzio & Rossi", che saranno rese edotte dai Signori Consiglieri circa lo svolgimento della discussione odierna sulla questione della loro Commissione Interna.

Esprime il suo compiacimento per il fatto che il Presidente della Giunta si è già interessato della questione, intervenendo presso la Direzione della Società "Guinzio & Rossi".

Su richiesta del Presidente, PAREYSON, se intenda ritirare la mozione presentata, il Consigliere BARONE risponde affermativamente, in relazione alle dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta.

Il Consiglio prende atto.

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