Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 194 du 28 juillet 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 194/72 - Modificazioni ed aggiunte al Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale.

Montesano (P.S.D.I.) - L'Ufficio di Presidenza ha preso in esame per varie sedute il Regolamento del Consiglio regionale, per portare delle sue proposte alla Commissione per il Regolamento, la quale ha tenuto due riunioni rivedendo tutto il Regolamento sia in riguardo a dettati costituzionali che sono sopravvissuti dopo la formulazione del Regolamento stesso, sia in base all'esperienza che è maturata nel corso delle sedute consiliari e nel corso delle sedute delle Commissioni.

Quindi, io illustrerò, io preferisco illustrare, credo che sia più comodo anche per i Consiglieri, gli articoli che la Commissione del Regolamento propone di modificare, salvo altre modifiche perché possono essere anche fatte proposte in questa sede da qualsiasi altro Consigliere.

Il primo articolo tiene conto che la legge costituzionale ultima, che riguarda i Consigli regionali delle Regioni a Statuto speciale, ha portato il periodo della legislatura da quattro anni a cinque anni.

Quindi si tratta di modificare il testo dell'articolo primo del primo comma, là dove dice: "dura in carica 4 anni" modificare: "dura in carica 5 anni".

Nel secondo comma, va modificato il "quadriennio" in "quinquennio".

Quindi, questa è una modifica pacifica che scaturisce dalla durata prorogata del Consiglio regionale.

Io desidererei che man mano che si illustra un articolo, ci siano gli interventi per passare poi alla votazione dell'articolo stesso.

Credo che nessuno abbia necessità di dire qualcosa su questo articolo, quindi, chi approva alzi la mano, per favore, contrari, astenuti? Il Consiglio approva.

Si passa all'esame dell'articolo 4, che ha la stessa natura consequenziale, da parte della legge costituzionale.

L'ultimo comma dell'articolo va modificato "durante il quadriennio" in "durante il quinquennio".

Chi approva alzi la mano. Contrari, astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 20: l'articolo 20 riguarda "Interventi alle sedute delle Commissioni". Io ho proposto, e la Commissione ha accolto, che al terzo comma, là dove dice: "i Consiglieri che hanno assunto l'iniziativa di proposte di legge", ho proposto di aggiungere "o di altri provvedimenti", provvedimenti di carattere generale che un Consigliere può proporre; anche per questi provvedimenti possono i Consiglieri intervenire alle riunioni delle Commissioni incaricate dell'esame delle proposte stesse per illustrare personalmente tali proposte.

Ci sono interventi? Allora chi approva alzi la mano. Contrari, astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 21: riguarda "Esame di argomenti e pareri da parte delle Commissioni speciali". Qui ci sono stati vari inconvenienti per il passato, cioè, è stato lamentato che le Commissioni, dopo aver avuto i progetti di legge, le proposte varie di regolamento, ecc., non restituivano nei termini i documenti stessi coi dovuti pareri e senza che la Presidenza del Consiglio potesse comunque intervenire per poter ovviare a questo inconveniente. E, allora, si è voluto porre rimedio a questo inconveniente portando il concetto che, nell'eventualità di ritardo di termini fissati, che io leggerò, alla restituzione alla Presidenza del Consiglio degli elaborati coi dovuti pareri, gli stessi passano direttamente in Consiglio anche senza il parere delle Commissioni.

E le modifiche sono queste: al primo comma la frase, io prego chi ha poi interesse a voler modificare a suo giudizio ancora l'articolo o a volerlo illustrare, prego di tenere sott'occhio l'articolo 21. Al primo comma, la frase "che dovrà essere comunicato per iscritto", cioè il parere, "al Presidente del Consiglio entro il termine massimo di due mesi" è modificato come segue: "che dovrà essere comunicato per iscritto al Presidente del Consiglio entro il termine massimo di tre mesi".

Abbiamo allungato i tre mesi perché vincolando poi la restituzione entro i tre mesi. Questa è stata una proposta, mi pare, del Consigliere Dolchi che ha voluto dare un maggior lasso di tempo; però pretendendo nello stesso tempo che si restituisse e, nel caso si restituisse, il provvedimento fosse mandato direttamente in Consiglio.

Poi la frase: "detto termine ridotto a dieci giorni per i progetti di legge per le proposte aventi carattere di urgenza" è modificato nel modo seguente: "detto termine è ridotto a quindici giorni per i progetti di legge aventi carattere di urgenza nonché per le proposte aventi lo stesso carattere".

Lo stesso articolo 21 ha un'aggiunta che è questo nuovo secondo comma, è quello di cui io vi dicevo prima: "se entro i suddetti termini non si sarà provveduta la espressione del prescritto parere il Presidente del Consiglio inserirà d'Ufficio l'argomento all'ordine del giorno della prima adunanza consiliare che sarà convocata successivamente alla data di scadenza dei termini stessi". Quindi, viene facilitatamente inviata al Consiglio. Mi pare che molti Consiglieri hanno lamentato che le loro leggi erano lì da sei mesi e non davano parere e, quindi, in modo da avere la sicurezza che al massimo dopo tre mesi le proposte vanno in Consiglio.

Interventi? La parola al Vice Presidente del Consiglio Fosson.

Fosson (U.V.) - Io sono perfettamente d'accordo, ma bisognerà poi vedere, a un certo momento, anche la casistica specifica perché, ad esempio, sono state sollecitate delle leggi di cui noi non abbiamo, la nostra Commissione, non ha ancora il parere. Però queste leggi che, anche se noi avessimo dato il parere, sono ferme a Bruxelles e, praticamente, in quel caso il Presidente del Consiglio non penso che le potrebbe mettere all'ordine del giorno. E, quindi, se siamo in un Regolamento, quindi, questo ha un carattere generale, ma bisognerà poi vedere i casi specifici perché, altrimenti, troveremo diversi inconvenienti con tutte queste cose, se crediamo di farlo in questo senso.

A noi, alla nostra Commissione sono stati sollecitati dei provvedimenti di legge, provvedimenti di legge che noi come Commissione non abbiamo esaminato perché sono inviate da parecchio a Bruxelles. Si potrebbe anche dare un parere preventivo se ritorna con delle modifiche, come è ritornato un progetto di legge che noi esamineremo oggi, che la Commissione l'ha esaminato dopo che ha avuto il benestare di Bruxelles; automaticamente ha fatto il lavoro vedendo già con quelle che erano le osservazioni di Bruxelles. Se l'avessimo fatto prima, avremmo dovuto di nuovo prenderlo in esame in un secondo tempo.

È un particolare, è un dettaglio che praticamente non conta niente e, quindi, per quanto concerne il Regolamento ritengo che bisogna lasciarlo in questo senso; ma questo deve essere preso con una certa, cioè, deve servire quando le cose sono tutte a posto in quel senso, perché altrimenti, e poi anche questi termini, a un certo momento, se quando la Commissione esamina un progetto di legge, nel momento in cui esamina il progetto di legge le arriva un altro progetto di legge ex novo, ex novo, automaticamente i termini dovranno decorrere dall'altro e anche qui sono dei casi pratici. Sono dei casi pratici che noi abbiamo esaminato l'altro giorno una legge, una vecchia legge della Regione con le proposte di modifica della Giunta. Nel momento in cui abbiamo esaminato, siccome dovevamo, era stato deciso in Consiglio che si dovevano sentire anche i rappresentanti di una certa parte e questi sono arrivati con un progetto di legge completamente nuovo e, praticamente, se è una cosa semplice si può stare nei termini, altrimenti potrà anche nascere la questione che non si potrà più tenere conto del primo termine. Ma questo, ho voluto dire questo perché dei casi specifici se ne verificheranno.

Ora, in quanto al Regolamento sono particolarmente d'accordo di stabilire questa norma ma però che sia tenuto, siano tenuti presenti anche questi fatti.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora io mi rendo conto...

Manganoni (P.C.I.) - Scusi, sulla questione specifica di quella legge che conosciamo molto bene, no, che aspetta il benestare di Bruxelles. Io sono di una tesi: noi passiamolo in Consiglio, no, indipendentemente da Bruxelles, cioè passiamola in Commissione e in Consiglio, eventualmente, se in seguito all'approvazione di Bruxelles sarà necessario portare qualche modifica alla nostra, la porteremo, ma intanto noi incominciamo a dimostrare la volontà di attuare questa legge passandola in Consiglio perché se noi, passandola in Commissione prima, poi in Consiglio, perché se noi non l'approviamo e rimane in Commissione qual è l'impressione che noi diamo? È quella di non volerla approvare.

Ora, io non vedo le ragioni per cui noi dovremmo aspettare la risposta di Bruxelles. Bruxelles tira tardi? Bene, non tiriamo tardi noi, no? Noi approviamo, dimostriamo la nostra volontà di approvare questa legge, abbiamo poi sempre tempo di modificarla se si renderà necessario.

Montesano (P.S.D.I.) - Io mi rendo conto di quello che ha detto il Vice Presidente Fosson, e di quello che ha affrontato adesso il Consigliere Manganoni. Naturalmente, ci possono essere dei casi particolari, però si possono usare le due vie e o il Presidente della Commissione fa presente al Presidente del Consiglio questi impedimenti che non riguardano il nostro interno, quindi le Commissioni, il Consiglio regionale, ma riguardano istituti e organi al di fuori del Consiglio e, allora, naturalmente il Presidente del Consiglio ne prenderà atto e ne darà comunicazione al Consiglio stesso nella prima seduta.

Oppure, oppure se si vuole usare un, diciamo così, fare un atto, un po' di pressione si può anche portare, come è avvenuto una volta, in Consiglio dei provvedimenti e salvo il parere che verrà dalla Commissione europea.

Quindi, perciò io credo siamo tutti d'accordo però in questo, nei termini che sono stati proposti a voi dalla Commissione del Regolamento.

Ci sono altri interventi?

Pollicini (D.P.) - Io vorrei ricordare che la proposta mira sostanzialmente a evitare che, per vari motivi, ci siano proposte di legge che rimangono ferme in Commissione per un periodo eccessivamente lungo. Quindi, lo spirito di questa modifica è proprio quello di accelerare e di garantire a tutti i proponenti, siano essi membri di Giunta, siano essi membri del Consiglio, che le loro proposte troveranno nell'iter di tre mesi la possibilità di giungere in Consiglio. Per cui, il rifacimento, la ricostruzione dei termini di tre mesi, secondo me, è solo valida nei casi in cui il proponente modifica la sua proposta ma non se intervengono altre proposte collaterali. Rimane fermo il periodo dei tre mesi come termine massimo a garanzia che tutti i Consiglieri, nelle loro proposte, trovano la possibilità di vederle discusse in Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro interviene? Allora, chi approva le modifiche all'articolo 21 alzi la mano. Contrari, astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 30. Ha una modifica di dettaglio però importante a mio giudizio, laddove si parla, all'articolo 30, della convocazione del Consiglio e ordine del giorno.

Terzo comma dice: "qualora si tratti di oggetti di poca importanza o, in caso di particolare urgenza, la Presidenza del Consiglio può derogare alle disposizioni di cui ai commi precedenti anche su richiesta del Presidente della Giunta regionale".

Io ho proposto, e la Commissione del Regolamento ha accolto, l'aggiunta: "e dei Consiglieri", che ci può essere una proposta dei Consiglieri di carattere urgente che deve avere il valore, nei riguardi del Presidente del Consiglio, lo stesso valore che può avere quello del Presidente della Giunta. Questo per uguaglianza dei Consiglieri, no?

Dujany (D.P.) - Il Presidente della Giunta non rappresenta sé stesso.

Montesano (P.S.D.I.) - Lo so che non rappresenta sé stesso, ma nello stesso tempo non possiamo mettere, diciamo, in posizione sussidiaria i Consiglieri in quello che riguarda l'ordinamento e il funzionamento del Consiglio regionale.

Il Consiglio regionale non è la Giunta, il Consiglio regionale è un'assemblea in cui tutti i Consiglieri sono dello stesso livello e, soprattutto, il Presidente del Consiglio deve sforzarsi anche a mantenere in difesa soprattutto le minoranze, come io mi sono sforzato di fare.

Fosson (U.V.) - No, ma anche qui, scusate, guardando il vecchio articolo, anche qui bisogna prenderlo con un po' di... Se è un oggetto urgente, effettivamente che ha l'urgenza, il Presidente del Consiglio può aderire a questa richiesta sia del Presidente della Giunta sia dei Consiglieri ma, intendiamoci, qui nell'articolo com'è messo noi potremmo anche, il Presidente del Consiglio potrebbe mettere anche all'ordine del giorno, su richiesta del Presidente della Giunta e dei Consiglieri, degli oggetti di poca importanza perché l'articolo, l'ultimo capoverso...

Montesano (P.S.D.I.) - O l'uno o l'altro.

Fosson (U.V.) - Qualora si tratti di oggetti di poca importanza o in casi di particolare urgenza, la Presidente del Consiglio può derogare a disposizione di quei commi precedenti, anche su richiesta del Presidente della Giunta regionale e adesso anche dei Consiglieri.

Quindi, a un certo momento anche gli oggetti di poca importanza potrebbero essere messi all'ordine del giorno.

Richiamo solo questo per dire che bisognerà fare attenzione, anche qui la questione letterale di non stare sempre tutto alla lettera del Regolamento.

Montesano (P.S.D.I.) - Io desidero che il Consiglio si pronunci se la proposta di carattere di urgenza, ne abbiamo avuto qualche esempio fatto dai Consiglieri, deve essere tenuta presente per derogare ai termini. Questo è. Noi Consiglieri ci possiamo trovare sempre seduti lì, al di fuori delle nostre cariche che copriamo attualmente, perché allora ci accorgiamo che il Regolamento ha un senso, quando vediamo il nostro Regolamento esteso nel tempo e nelle posizioni in cui uno può prendere, a seconda delle condizioni politiche.

Manganoni (P.C.I.) - Scusi, qui dice: "se l'argomento riveste una certa urgenza". Ma chi deve giudicare l'urgenza dell'argomento? Perché lì parlava del Presidente della Giunta ecc., dei Presidenti, per esempio, per il Presidente un argomento può non rivestire un carattere d'urgenza, per il Consigliere che presenta questo argomento può rivestire un carattere di urgenza. Ora, quale parere deve prevalere, quello del Presidente o quello del Consigliere che presenta questo argomento? Perché dipende da quale punto di vista la si osserva l'urgenza di un argomento o meno...

Un argomento può rivestire una rilevante urgenza vista da un Consigliere, può invece rivelare un'urgenza non rilevante che è vista da un altro punto di vista, l'urgenza dell'argomento.

Per me l'urgenza vale il giudizio del Consigliere; un Consigliere che presenta un argomento per lui è urgente. Secondo me deve essere tenuta presente questa richiesta del Consigliere.

Montesano (P.S.D.I.) - No, no, deve dare una certa possibilità.

Manganoni (P.C.I.) - Scusi, a me un argomento può parere urgente, per lei può non sembrare urgente, non è vero?

Montesano (P.S.D.I.) - È sempre così, Manganoni. Lei è il più anziano di Consiglio e sa benissimo che si fa sempre così, è vero?

Manganoni (P.C.I.) - Di fatto le do atto di questo, di fatto, che fino adesso tutti gli argomenti presentati dai Consiglieri mai sono stati rifiutati.

Montesano (P.S.D.I.) - Mai rifiutato.

Manganoni (P.C.I.) - È vero, però facciamo attenzione, domani un Presidente può attaccarsi al Regolamento e dire: "questo argomento presentato dal Consigliere per me non è urgente".

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, modificherete il Regolamento.

Manganoni (P.C.I.) - Ma no, perché se noi facciamo già il Regolamento fatto bene, in modo da evitare le modifiche, perché noi sappiamo che per modificare un Regolamento ci vuole la maggioranza del Consiglio. Domani la maggioranza del Consiglio può essere solidale col Presidente e non approva più la modifica del Regolamento.

Quindi, a mio parere è bene che noi il Regolamento lo facciamo già in modo da non prestarsi a discussioni in seguito, anche se le ripeto e le do atto che, fino adesso, questo non si è mai verificato, no, però potrebbe un domani verificarsi. Allora facciamo un Regolamento, come fino adesso non si è mai verificato, noi facciamo un Regolamento in modo che anche in avvenire non possa verificarsi.

Savioz (P.C.I.) - Capisco che è difficile dirimere una questione di questo genere qui che ha posto adesso Manganoni, e concordo in effetti su quanto dice perché, naturalmente, se uno presenta un qualche cosa è segno che ha una certa urgenza.

Però, non possiamo andare così all'arrembaggio, e i trentacinque Consiglieri si mettono a presentare tutti un qualche cosa e diventa un "méli-mélo" che non si capisce più niente.

Allora c'è da uscire fuori dalla questione. Penso che non sia giusto che sia il Presidente a decidere se è urgente o se non è urgente e penso ancora meno che sia il Consigliere a deciderlo.

Ma abbiamo l'ufficio di Presidenza...

Montesano (P.S.D.I.) - La Presidenza del Consiglio, dice.

Savioz (P.C.I.) - Appunto, l'Ufficio di Presidenza del Consiglio. Ebbene, sia esso a decidere se la cosa è urgente o no; perché deve esserci pur qualcuno che deve decidere in teoria.

Quindi, a me sembra che a un certo punto, essendo quell'Ufficio rappresentativo, quindi rappresenta il Consiglio e i Consiglieri possono essere sicuri che saranno difesi in sede.

Il Presidente del Consiglio presiede quella commissione, quindi è sicuro di avere anche lui le mani in pasta, e via di questo passo qui, è difficile trovare a chi dare la possibilità di dire se è urgente sì o no. Perché, ripeto, se domani presento un qualche cosa è perché ritengo che sia urgente, ma il mio giudizio può anche essere un giudizio di parte, errato, invece l'Ufficio di Presidenza, composto da diverse persone, rappresentative del Consiglio, possono decidere il problema.

Questo è il mio parere.

Montesano (P.S.D.I.) - Quindi fa la proposta?

Savioz (P.C.I.) - Sì, io faccio la proposta...

Montesano (P.S.D.I.) - L'Ufficio di Presidenza, oh! Si ricordi però che sono provvedimenti da decidere subito, e tante volte non si riesce a convocare.

Manganoni (P.C.I.) - Oggi, io do atto di un fatto, che da un certo periodo di tempo, vi è una collaborazione in questo Consiglio. Però lei accennava al fatto, io mi ricordo dei tempi in cui vi era una delimitazione netta tra minoranza e maggioranza, se la minoranza diceva che adesso c'è il sole, la maggioranza diceva: no, adesso piove e la maggioranza aveva ragione, perché si avvaleva dei voti dei Consiglieri.

Guardi Consigliere Caveri, lei ha una lunga esperienza di Consiglio e si ricorda che quanto sto io dicendo corrisponde al vero.

Allora, cosa succede se domani dovesse di nuovo verificarsi questo caso, di una spaccatura netta fra maggioranza e minoranza in Consiglio, come sono avvenuti in diversi casi, nel passato, cosa succede? L'Ufficio di Presidenza da chi è composto? La maggioranza dell'Ufficio di Presidenza corrisponde esattamente a quello della Giunta e a quello della maggioranza del Consiglio.

Quindi, il Consigliere di minoranza che presenta un ordine del giorno, che presenta un'interpellanza, una mozione che dà fastidio alla maggioranza, cosa succede? L'ufficio di Presidenza, la maggioranza del Consiglio, giudica che non è urgente, e pertanto si rimanda.

Sono fatti che possono avverarsi, come si sono già avverati nel passato, non in questo Consiglio, ecco, perché io dico deve essere chiaro il Regolamento. Ma, mi pare, non parlava il Regolamento che in certi casi può essere presentato da un quinto dei Consiglieri un argomento, non so, non accenna a questo il Regolamento? Cioè, se questo altro articolo può servire a un quinto dei Consiglieri di presentare un argomento, una mozione, o che so io, cioè, allora in questo caso c'è questa scappatoia, perché se un quinto dei Consiglieri può presentare, in base a quell'articolo di cui accenna lei, e allora di qua ne usciremmo abbastanza bene.

Io penso che la minoranza rappresenti un quinto, no, è solo per tutelare la minoranza...

Montesano (P.S.D.I.) - C'è negli altri articoli la tutela della minoranza, allora, anche per dare la possibilità ai Consiglieri di presentare qualcosa... era capitato, non molte volte, ma due o tre volte è capitato, abbiamo fatto. A norma del Regolamento, il vecchio Regolamento, quello che stiamo modificando, io non avrei potuto accettare perché il regolamento diceva: soltanto se il Presidente della Giunta richiede l'urgenza, e i Consiglieri erano esclusi; la Commissione del regolamento è stata unanime nell'inserire questa...

Manganoni (P.C.I.) - Comunque, secondo me, noi dobbiamo esaminare anche il futuro, nel caso che nel futuro si ripetano fatti e situazioni, ecc., come si sono già verificati nel passato, in modo di tutelare anche il Consigliere che fa parte della minoranza e che questo non debba subire il giudizio del Presidente che, naturalmente, fa parte della maggioranza, e siccome siamo in minoranza, il Presidente giudica che non è urgente e allora la questione viene messa da parte. Se si può superare con quell'articolo di un quinto che accennava lei, se si può superare con quello...

Fosson (U.V.) - Ho fatto presente quei particolari prima, ma il Regolamento, era sempre per richiamare l'attenzione dei vari Consiglieri che l'applicazione del Regolamento va fatta con un certo spirito, non stando sempre alla lettera pura e semplice; perché altrimenti si può trovare sempre mille cavilli.

Ora, secondo il mio avviso, la questione dell'iscrizione all'ordine del giorno e, quindi, di giudicare l'urgenza che venga dalla Giunta e venga dai Consiglieri, spetta come è detto qui alla Presidenza e particolarmente al Presidente.

Certamente che se domani c'è effettivamente una cosa che è urgente che lui non la giudica urgente, eventualmente in Consiglio... perché, altrimenti, ogni Consigliere è portato certamente a vedere l'argomento che vuole portare come urgente, questo è... invece il giudizio deve essere un giudizio indipendente da quello che è del Consigliere.

Il Consigliere dirà, fa presente al Presidente che per conto suo è urgente, e il Presidente valuterà la questione in quel senso.

Montesano (P.S.D.I.) - Poi abbiamo preso sempre dei contatti con i proponenti, sempre dei contatti diretti, quindi perciò non è che ci sia soltanto lo scambio dei documenti; abbiamo preso anche il contatto diretto per portare avanti queste proposte.

La parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio, accettando queste proposte, non è che abdichi alle sue prerogative, in quanto si deve vedere tutto l'articolo 30, qual è la deroga che, eventualmente, l'urgenza impone o oppone all'Ufficio di Presidenza, quello di avere una convocazione suppletiva; in quanto si parla di derogare a che cosa? Alla trasmissione degli atti e agli otto giorni; quindi, l'Ufficio di Presidenza deve decidere se mandare un ordine del giorno aggiuntivo o meno, in seguito a una richiesta o del Presidente della Giunta o dei Consiglieri.

È chiaro che al Consiglio, dopo aver vagliato le ragioni che o il Consigliere proponente o la Presidenza della Giunta hanno accettato per urgenti, ha sempre una sua disposizione per un più profondo esame, se non ritiene di doverlo fare d'urgenza, l'articolo 64, per cui decide che questo argomento, pur portato all'ordine del giorno con un ordine del giorno aggiuntivo, con una proposta sospensiva viene rinviato e rimesso in termini, come si può dire. Quindi, mi sembra che la proposta possa essere accettata, perché al Consiglio rimangono tutti gli strumenti per dare, se non ritiene che l'argomento sia urgente l'iter normale all'argomento proposto.

Montesano (P.S.D.I.) - Altra modifica all'articolo 30 è una modifica che si può riflettere sui termini che sono stati, che il Regolamento impone ai Presidenti di Commissione; cioè a dire, l'esperienza ultima, degli ultimi tempi, ha fatto a voi constatare che sono iscritti all'ordine del giorno degli oggetti, come oggi ce n'erano iscritti 16, senza il parere della Commissione, con riserva da parte della Presidenza del Consiglio, per la discussione nella sede consiliare.

Ora, viene proposto dalla Commissione del Regolamento che non possono essere iscritti all'ordine del giorno oggetti che non abbiano avuto il prescritto parere delle Commissioni consiliari competenti, salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 21, cioè che passati i tre mesi devono ritornare. Questo è per evitare che ci sia un... salvo i casi di urgenza che appunto abbiamo già considerati, che ci sia la richiesta dell'inserzione all'ordine del giorno prima del parere delle Commissioni.

D'accordo, allora si votano le modifiche all'articolo 30.

Chi è favorevole alzi la mano. Vuol prendere la parola? Prego.

Pollicini (D.P.) - Lei ha detto: "salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 21". Mi pare che la modifica relativa al termine dei tre mesi, dopo i quali, d'ufficio, il progetto va in Consiglio, si riferisca al primo comma.

Montesano (P.S.D.I.) - Vediamo un pochino. Grazie...

No, giusto: è aggiunto il seguente nuovo secondo comma; è riferito a questo, cioè se entro i suddetti termini non si sarà provveduto all'espressione del prescritto parere il Presidente del Consiglio inserirà d'ufficio l'argomento all'ordine del giorno della prima adunanza consiliare che sarà convocata successivamente alla data di scadenza dei termini stessi. Capito?

Mi riferisco a questo, cioè scaduti i tre mesi va in Consiglio, direttamente.

È chiaro questo?

Chi approva le modifiche dell'articolo 30, alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Articolo 33: qui l'articolo 33 riguarda le sessioni primaverili e le sessioni autunnali, ne avevamo già parlato nell'ultima seduta; poi la proposta del Consigliere Pollicini, che ha detto: "andiamo a fine mese, portiamo tutto assieme," e l'abbiamo portata con le altre proposte oggi. Anche il Consigliere Dolchi si associò a questa tesi e va bene, e l'abbiamo portato oggi, tenendo fermo il concetto sul quale eravamo tutti d'accordo, che il Consiglio regionale chiudesse i suoi lavori il 15 luglio e li riprendesse al 16 di settembre, cioè la seconda quindicina; e se avete i lavori la prima quindicina di luglio, si passasse poi alla ripresa dei lavori nella seconda quindicina di settembre. Salvo quello che facciamo oggi, il Regolamento vale per il futuro.

Quindi il primo comma e il secondo comma dell'articolo sono stati modificati come segue: "La sessione primaverile si articola in otto sedute dalla prima settimana di aprile al 15 luglio e dal 15 settembre al 30 settembre". Qui, scusate, io volevo fare una modifica un pochino, che desse più chiaramente il nostro concetto: "La sessione primaverile si articola in otto sedute, dalla prima settimana di aprile al 30 settembre, con interruzione dal 16 luglio al 15 settembre per chiusura estiva del Consiglio".

Se voi accettate questa modifica, che è più scorrevole e più chiara "...e la sessione autunnale si articola in dodici sedute, dalla prima settimana di ottobre al 31 marzo."

Il Consiglio è convocato, a questo scopo, nella prima e nella seconda quindicina dei mesi citati; sempre che vi siano oggetti da discutere, salvo quanto disposto dal primo comma del precedente articolo 32.

Il primo comma dell'articolo 32 dice: "Il Consiglio regionale è convocato dal suo Presidente in sessione ordinaria nella prima settimana di aprile e di ottobre di ogni anno". Questo è statutario.

Chi approva le modifiche all'articolo 33? Se non vi sono interventi, alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 35: l'articolo 35 riguarda il numero legale dei presenti e la maggioranza dei voti.

Io ora ho sempre sostenuto che, per l'apertura delle sedute, non è necessario il numero legale, in quanto che l'apertura di seduta, se per esempio si trattano interrogazioni o interpellanze, non è necessario il numero legale. E lo Statuto prescrive il numero di diciotto soltanto se il Consiglio è chiamato a deliberare, e deve deliberare con la presenza della maggioranza assoluta dei suoi componenti e deve approvare le deliberazioni con la maggioranza assoluta dei presenti.

Quindi, perciò, io propongo, a nome della Commissione per il Regolamento, che l'articolo venga modificato nel modo seguente: "Le deliberazioni del Consiglio non sono valide se non è presente la maggioranza dei 35 componenti del Consiglio stesso e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che sia prescritta una maggioranza speciale". Vedi, esempio, l'elezione del Presidente del Consiglio, della Giunta, ecc..

Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Io capisco il motivo per cui si chiede questa variazione, però sarei dell'avviso di non variare niente a questo articolo, perché così noi lasceremmo sempre la questione della maggioranza necessaria in Consiglio, anche per le dichiarazioni dei Presidenti e anche per la questione interrogazioni e tutto. Perché, come validità, è molto meglio, altrimenti la cosa che si verificherà anche nel nostro Consiglio, che per tutte le interpellanze o le interrogazioni iniziali del Consiglio ci sarà forse qualcuno delle Giunta e i Consiglieri interessati e praticamente non ci saranno, non sarà presente la maggioranza del Consiglio.

Ora, d'accordo che non si innova niente in quello che è sostanziale, cioè nelle delibere, perché sarebbe andare contro a certi principi. Ma io dico, forse forse è preferibile non toccare niente neanche per l'altra parte.

Montesano (P.S.D.I.) - Vice Presidente Fosson, io, cioè la Commissione del Regolamento ha proposto questo per sveltire i lavori del Consiglio, in quanto che all'inizio dell'ordine del giorno ci sono sempre interrogazioni e interpellanze le quali, sulle quali non è concesso a nessuno intervenire; ma è soltanto un dialogo che si fa, interessante semmai qualche altro Consigliere, fra l'interpellante e l'Assessore o il Presidente della Giunta.

Quindi, ha lo scopo di sveltire i lavori del Consiglio e poi per rispettare quella che è la prassi parlamentare e al Senato, dappertutto. Noi vediamo al Senato e alla Camera e anche nelle altre Assemblee consiliari delle Regioni, che quando si tratta di interpellanze e di interrogazioni, non c'è bisogno che vi sia la maggioranza del Consiglio, in quanto che il dialogo si fa fra l'interpellante e l'interrogato o l'interpellato.

Quindi, io propongo che ci sia questa modifica per evitare che, trovandoci in quindici, il Presidente non possa aprire la seduta del Consiglio soltanto per dare corso alle interrogazioni e interpellanze.

Fosson (U.V.) - Dico, d'accordo come prassi parlamentare, ma sarebbe un po' ridicolo se domani noi, qui, il nostro Consiglio ci trovassimo per tutto il periodo delle interrogazioni e delle interpellanze con il Presidente del Consiglio, il Segretario del Consiglio, il Presidente della Giunta e un Assessore interessato e gli Assessori interessati e solamente quelli che sono interessati nell'interpellanza. Ecco, questo. Io richiamo solo l'attenzione su questo. Se poi vogliamo instaurare la prassi parlamentare, allora è diverso, ma non vedo questa innovazione, io dico...

Montesano (P.S.D.I.) - Il Vice Presidente...

Lustrissy (D.C.) - Io condivido le idee espresse dal Consigliere Fosson e sono preoccupato anche di questo articolo, perché sappiamo benissimo, è vero, la prassi parlamentare vuole che sia così, però sappiamo benissimo cosa succede in sede parlamentare. Sappiamo e leggiamo i giornali cosa si dice sull'assenteismo parlamentare durante le discussioni in aula.

Però, però non ritengo che si voglia ricalcare le stesse strade e mettere nelle condizioni il Consiglio regionale di farsi, di mettersi sulla stessa strada. Se ci sono delle cose buone da recepire, recepiamole, ma non credo che questa sia una cosa buona da recepire.

Savioz (P.C.I.) - C'è solo un inconveniente: tenuto conto di quanto è stato detto, automaticamente riconosciamo di non essere dei Consiglieri regionali, ma di essere soltanto delle persone dedite al proprio e vergognoso interesse.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, io vi dirò quale Presidente, anche se i Consiglieri non si sono accorti, tante interrogazioni e interpellanze sono svolte in mancanza del numero; allora bisogna che intervenga perché, a un certo momento, bisogna rimettere le cose in quadro.

Avendo constatato io questo, questo inconveniente, e allora ho detto: che importa che per le interrogazioni e le interpellanze ci sia la maggioranza del Consiglio? E non ho fermato nulla. Adesso, se invece insistete, bisogna pure tenere conto di questo, cioè, al momento in cui siamo in tredici, in quattordici, in quindici, allora si interrompono i lavori del Consiglio perché qualsiasi Consigliere poi chiede la verifica del numero legale se ne ha interesse.

Quindi, io, naturalmente è un regolamento il quale, a giudizio del Consiglio, serve a disciplinare il Consiglio e il Consiglio se lo costruisce, se lo modifica come vuole. Quindi, non è che ci sia qualche cosa che possa impedire il mantenimento del vecchio testo in confronto a quello proposto dalla Commissione del Regolamento.

Fosson (U.V.) - Noi siamo in un ambiente piccolo.

Ora, la presenza effettivamente, guardi che anche già qualche volta, quando c'è un certo assenteismo di Consiglieri nell'aula, purtroppo bisogna fare un sacrificio; ma il giudizio di chi segue i lavori del Consiglio non sono dei giudizi favorevoli, in quel senso lì; quindi, se noi togliamo la presenza della maggioranza che è necessaria, cioè dei diciotto, noi apriremo tutte le sedute con un numero molto inferiore, questo è pacifico.

Montesano (P.S.D.I.) - Ma leI crede che venivano perché si ricordavano di quell'articolo del Regolamento? Ma neanche per sogno, vengono così, perché in quel momento sono disposti a venire; possono venire, però, in sostanza la maggioranza in Consiglio è stata abbastanza presente; noi non abbiamo visto mai dei settori vuoti, dobbiamo renderci conto che, effettivamente, i Consiglieri hanno dato il massimo di attività, sono stati abbastanza... io parlo invece delle uscite, entrate qui nello stesso ambito del complesso consiliare. E quello qualche volta, ci troviamo sfasati, senza che i Consiglieri vadano via dal Consiglio; quindi il Consiglio decida...

Fosson (U.V.) - Si è sempre visto, più o meno i diciotto ci sono sempre.

Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio vuol tenere, senza che io metta ai voti questa modifica? Se il Consiglio è d'accordo nel mantenere la vecchia dizione, è inutile questa modifica.

Allora, i componenti della Commissione del Regolamento sono d'accordo di ritirare questa modifica?

Bordon (D.C.) - Adesso è inutile ripetere quello che avete detto così bene voi; a me sembra giusto, qui si deve aprire la seduta, abitualmente si apre con 18 almeno; quindi, una certa pressione, indipendentemente da quello che ha detto Savioz, che qui da noi questo non accada perché una certa responsabilità... siamo così piccoli che vedremmo queste assenze che si ripetono. Ma io ho proprio paura che domani anche solo per una certa nonchalance, si dica: "tanto ci sono le interpellanze, arriviamo un quarto d'ora dopo". Io sono di questo parere. Io sarei del...

Montesano (P.S.D.I.) - Però ti ricordi che se viene a mancare il numero...

Bordon (D.C.) - Adesso, io volevo dire una cosa Presidente Montesano. Mi sembra che si esageri in un senso o nell'altro; quando io sono qui, e faccio parte di questi diciotto, perché mi assento anch'io come tutti quanti e forse più di tanti altri...però siamo qui, tutt'al più siamo lì fuori, il campanello, come fai tu abitualmente, siamo qui dentro; ma se io non mi presento per la seduta di apertura, posso arrivare un'ora dopo, tutto diverso...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora tagliamo corto. Chi è per il mantenimento del vecchio testo di regolamento alzi la mano. Chi è per la modifica alzi la mano.

Allora, la maggioranza approva il mantenimento del testo dell'articolo 35.

Quindi questo viene depennato.

Articolo 40: l'articolo 40 comporta: "Comunicazioni della Presidenza". Il Regolamento è contemplato soltanto dalle comunicazioni del Presidente del Consiglio. Così, per un'innovazione che è stata accolta tacitamente dal Consiglio, io ho inserito le comunicazioni del Presidente della Giunta.

Adesso le statuiamo qui nel Regolamento, quindi non c'è altro che da prendere atto di quella che era la prassi di questi ultimi anni.

"Dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta può fare le sue comunicazioni sulle quali sono consentiti brevi interventi dei Consiglieri.

Sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta, non è consentita la presentazione di ordini del giorno."

Chi approva la modifica alzi la mano.

(Voce: ...40) ...Io l'ho richiamato l'articolo 40. Perché le comunicazioni non sono all'ordine del giorno; le comunicazioni non costituiscono oggetto dell'ordine del giorno, costituiscono comunicazioni sulle quali ci possono essere degli interventi.

Caveri (U.V.) - Però non è proprio giusto.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Caveri, la prego. Proprio su questo punto, sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta pioverebbero tanti di quegli ordini del giorno. Invece, gli ordini del giorno... deve essere un qualche cosa che investe una legge, che investe una questione di carattere generale.

Chi approva le modifiche all'articolo 40 alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 53: qui si tratta della procedura per la facoltà di parlare durante gli interventi, al che sono disciplinati con un'ora, e mezz'ora per due interventi, alla quale regola fa eccezione quando si discute di bilancio. Io ho aggiunto, d'accordo con la Commissione del Regolamento, anche il programma dei lavori pubblici sui quali non si può fare due interventi.

Chi approva la modifica all'articolo 53 alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 71: computo degli astenuti: le parole "ai quali non partecipino alla votazione" sono sostituite dalle seguenti: "ai quali dichiarano di astenersi dalla votazione".

Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 113: parla delle votazioni: è aggiunto "esse sono presiedute dal Presidente o da uno dei Vice Presidenti del Consiglio". Aggiunta la parola: "del Consiglio".

Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 120: che sostituisce l'attuale 120 dà un'innovazione, cioè viene inserito nel Consiglio, nel regolamento del Consiglio, l'articolo che prevede l'istituzione della cassa di previdenza per i Consiglieri regionali, alla quale sono scritti d'ufficio i membri del Consiglio.

Questo articolo è fatto in modo da poter permettere poi l'esame del regolamento della cassa di previdenza che i Consiglieri faranno insieme all'Ufficio di Presidenza e alla Commissione che ne è stata incaricata.

Chi approva alzi la mano? Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

L'articolo 120 del vecchio regolamento diventa 121.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

...anche l'altra modifica, cioè il 120 diventa 121, è una formalità.

Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Consigliere Fosson.

Fosson (U.V.) - Credo che sia necessaria la votazione a scrutinio segreto, per il regolamento; qualsiasi modifica deve essere votata a scrutinio segreto.

Montesano (P.S.D.I.) - Risultato della votazione: presenti: 30; votanti: 30; maggioranza: 16; favorevoli: 30. Il Consiglio approva.

Si passa all'oggetto n. 12.