Objet du Conseil n. 355 du 22 décembre 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 355/72 - Approvazione di ordine del giorno contro la ripresa dei bombardamenti sul Nord-Vietnam.
Andrione (U.V.) - "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,
preso atto della ripresa di massicci bombardamenti degli Stati Uniti contro il Nord Vietnam ed in particolare contro città densamente popolate come Hanoi e Haiphong, nel momento in cui lo svolgimento delle trattative di Parigi e le dichiarazioni dei maggiori responsabili della politica degli Stati Uniti facevano ritenere imminente la firma di un trattato di pace;
riaffermando la propria solidarietà con l'eroica lotta del popolo vietnamita che si batte per la propria libertà ed indipendenza nazionale:
interpretando il generale sentimento della popolazione della Valle d'Aosta perché il genocidio da lungo tempo perpetrato nei confronti del popolo vietnamita cessi subito;
auspica che gli accordi per la pace, che erano già stati definiti fra le parti, vengano immediatamente sottoscritti;
invita il Governo italiano a farsi interprete presso il Governo degli Stati Uniti d'America dell'unanime condanna delle nostre popolazioni per la ripresa dei terroristici bombardamenti sulle città del Nord Vietnam e della necessità che gli accordi per la pace siano immediatamente sottoscritti".
Siggia (P.C.I.) - Prima di dare la parola ai Consiglieri che vogliono parlare, devo correggere il testo letto dal Segretario - il quale, probabilmente, aveva una prima stesura, al 1° comma: "riaffermando la propria solidarietà con il martoriato popolo vietnamita" in sostituzione delle parole "l'eroica lotta".
Chi intende prendere la parola?
Dolchi (P.C.I.) - Io sono uno dei firmatari di questo ordine del giorno che penso non abbia bisogno di molte illustrazioni. Il Consiglio regionale penso non possa non unire, unanime, la sua voce a quanti nel mondo, da Kennedy al Papa, da Wilson, a numerosissimi governi, hanno fatto sentire la preoccupazione e la protesta per i massicci bombardamenti ripresi sul Nord Vietnam.
Io ritengo che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta abbia il dovere di interpretare i sentimenti di preoccupazione dei cittadini della Valle d'Aosta, abbia il dovere di esprimere anche su dei fatti eminentemente politici, ma che investono la vita del mondo di tutti i cittadini, la propria opinione, la propria voce.
È per questo che, assieme ad altri colleghi, abbiamo presentato questo ordine del giorno che ci auguriamo raccolga l'unanime consenso del Consiglio regionale.
Andrione (U.V.) - Personalmente condivido lo spirito di questo ordine del giorno, però vorrei dire che dovrebbe essere l'ultima volta che il Consiglio regionale esce fuori dal seminato in questa maniera.
Si potrebbe addirittura sostenere, ai sensi dell'articolo 61 del Regolamento, che l'ordine del giorno di questo genere è inammissibile. Ma superiamo questa questione e guardiamo un pochettino la sostanza: ripeto che io condivido la sostanza di quello che si dice, però mi sembra fuori posto che il Consiglio regionale venga chiamato a votare degli ordini del giorno che, - uno - non servono a niente, ma questo potrebbe anche essere una cosa superabile; secondo: portano la discussione completamente fuori da quelli che sono i binari e gli interessi del Consiglio regionale.
Non ripetiamo quello che avveniva al Consiglio comunale di Aosta di alcuni anni fa in cui, ogni 5 minuti, si votava un ordine del giorno sulla bomba atomica o su qualche altra questione di quel genere. Non sono ordini del giorno che hanno fatto niente. Non sono serviti, perché, se no, possiamo poi presentare un ordine del giorno sul riattaccamento di Formosa alla madre patria cinese, sull'abolizione della pena di morte in Francia e in Russia e avanti di quel passo.
Teniamoci a quello che è l'effettiva competenza del Consiglio regionale, e facciamo delle discussioni sulla politica che possiamo fare senza lasciarci portare fuori da una passione politica che, nel caso specifico, io condivido, ma che potrebbe dar luogo, semplicemente a sterili dibattiti, completamente inutili, completamente avulsi da quella che è la realtà politica regionale.
Quindi, io dico, per una volta, io voterò a favore, ma ripeto che - secondo me - siamo fuori strada.
Mappelli (D.C.) - Sì, io penso che, sulla guerra, non vedo chi non potrebbe essere d'accordo nel condannare questi focolai di guerra, ovunque questi avvengano, ma, evidentemente, la guerra si fa in due, purtroppo, Ragionier Dolchi, e, invece, qui vi è una direzione unica. Se si tratta di condannare la guerra, siamo perfettamente d'accordo, però, nelle dichiarazioni sempre fatte a Parigi, proprio dai delegati del Nord Vietnam, sono state - a chiare lettere - dichiarate che, ufficialmente, che sia la Russia che la Cina avrebbero, con ogni mezzo, sostenuto questa battaglia.
Ora, evidentemente, qui, siamo non su un binario, siamo solo su una rotaia. Pertanto noi, così com'è quest'ordine del giorno, non è che votiamo contro, ma possiamo solo astenerci perché è incompleto quest'affare qui. Questo è solo a metà. È fazioso, diciamo. Ha il vizio di una parte.
Ora è impossibile sostenere che solo, sì, sì, ci sono anche gli Stati Uniti, purtroppo, ma ci sono anche altri Paesi - e proprio dalle dichiarazioni della delegazione ufficiale del Vietnam del Nord, non è che siano state fatte indirettamente o sui giornali, ma nelle loro dichiarazioni, a queste conferenze, quando, qualora non si sono addivenuti a delle soluzioni che purtroppo ci amareggia - e noi vorremmo proprio, perché sono nostri fratelli anche quelli, evidentemente, ma proprio fratelli nel senso cristiano e dunque non possiamo che accettare e di mettere a disposizione anche tutto quello che noi possiamo; ma se però dobbiamo condannare la guerra, condanniamo tutti coloro che partecipano direttamente e indirettamente a questa tragedia del popolo del Nord Vietnam.
Pertanto noi, così com'è, non possiamo che astenerci.
Pollicini (D.P.) - Ma, mi pare che, il Consiglio regionale abbia, presumo, il diritto di esprimere il suo pensiero politico in ordine ai problemi che, così, investono il mondo. Noi non è che viviamo fuori dalla realtà del mondo, anche se non ne siamo direttamente interessati.
Il nostro, indubbiamente, è un giudizio politico. Direi che è un appello politico.
D'altra parte, non siamo neanche i primi, tant'è vero che la Regione Lombarda - presieduta dall'Avvocato Colombo, ed il cui Presidente di Giunta è un D.C., così come il Presidente del Consiglio Bassetti - hanno votato un analogo, direi quasi, identico ordine del giorno che io ho letto sul loro Bollettino, tu forse non leggi il giornale, il bollettino che dà.
Io sostengo soltanto questo: che questo ordine del giorno ha il preciso intento di esprimere il nostro giudizio, così, politico, di condanna della ripresa massiccia dei bombardamenti, quale quella che stiamo leggendo sui giornali e che è condannata da tutti, anche dal Papa - che indubbiamente penso sia al di sopra delle parti - e non ha fatto differenza perché qui si tratta di genocidio di un popolo che, indubbiamente, quando tutti pensano - che dalle notizie almeno dei giornali - l'accordo sia già raggiunto, ma, tatticamente, vuoi per Van Thieu o per altre esigenze tattiche, non si vuole dare corso, però, si continua ad ammazzare della gente. Mi pare che di fronte a questo fatto sia doveroso esprimere un pensiero.
Chi si astiene e chi lo esprime. Noi lo esprimiamo, condanniamo questo modo di fare!
Milanesio (P.S.I.) - Ma, molto brevemente. Io non condivido quanto è stato detto prima dal Consigliere Andrione, cioè mi pare che un certo atteggiamento di rigetto verso tutto quello che non è politica delle cose, amministrativa, e quindi degli interessi diretti e immediati della nostra Regione, ben un atteggiamento di diniego vero le altre cose, non sia giusto in assoluto.
È vero anche che il Consigliere Andrione ha detto che, nella fattispecie, lui è d'accordo perché condivide la sostanza di questo ordine del giorno.
Io non voglio rivendicare il diritto del Consiglio regionale a fare della politica estera, per carità! Però, in ordine ai fatti e agli avvenimenti che compiscono, turbano l'opinione pubblica, che emozionano i cittadini, io ritengo che il Consiglio regionale abbia il diritto e il dovere di esprimere, come assise politica, anche se la sua espressione, anche se le sue deliberazioni non sono soggette a produrre dei risultati considerevoli.
Però l'opinione pubblica si esprime attraverso gli organismi amministrativi, attraverso i Partiti, attraverso le Organizzazioni Sindacali. Il Consiglio regionale - mi pare che in Valle d'Aosta sia il massimo organo politico-amministrativo, un'espressione di volontà da parte di questo Consiglio in qualche modo raggiunge coloro i quali sono preposti alla - diciamo così - alla politica estera in Italia.
Non più tardi di ieri una delegazione di rappresentanti di tutti i Partiti, compreso il Partito Democristiano, è stata ricevuta da Andreotti e questi Parlamentari hanno chiesto un energico intervento da parte del Governo italiano sul Governo americano affinché questa, che è una vergognosissima e sporchissima guerra, fatta poi, così, dopo un accordo quasi raggiunto di pace, evidentemente colpisce l'opinione pubblica nazionale, credo - e ne sono sicuro - anzi, colpisce l'opinione pubblica regionale, ed è giusto che ci sia una risonanza a questo livello.
Io ritengo, quindi, che sia compatibilissimo con il nostro dovere di Consiglieri regionali discutere anche di questo problema e deliberare di conseguenza. Certo, non bisogna esagerare, non bisogna presentare ordini del giorno su tutti i problemi che, nelle parti più sperdute del mondo, e più dimenticate, ogni tanto si affacciano. Però questo problema ritengo sia un problema molto grosso e si riferisce alla pace mondiale, si riferisce, direi così, alla dignità dello stesso genere umano. Perché una guerra di questo tipo è seconda solo alla guerra di aggressione che la Germania nazista faceva a suo tempo.
Balestri (P.S.I.) - Io vorrei mettere l'accento su un punto solo ed è questo: la grande delusione che c'è stata nel mondo per le riprese di questi bombardamenti.
C'è veramente un'attesa mondiale per quest'annunciata firma di accordi che poi, improvvisamente - non sappiamo la colpa di chi sia, non siamo noi in grado di valutarle - (voci) ...sappiamo anche questo, ma, ad ogni modo, sono interessi economici che si sfogano su delle popolazioni inermi e quindi sono questioni di principio e questa grande delusione noi dobbiamo rimettere in moto perché si arrivi veramente a qualche conclusione.
Manganoni (P.C.I.) - Sull'intervento del Consigliere Andrione mi limito a dichiararmi dolorosamente stupito ... (Andrione: non facciamo polemiche) ...e basta, e basta.
Ho apprezzato l'intervento di Pollicini, dell'Assessore di Balestri. Non mi ha stupito il cinismo di Mappelli, purtroppo conosco Mappelli. Quest'ipocrita che ha il coraggio di dichiarare "i nostri fratelli" nel senso cristiano, e dichiara di astenersi... (voce di Mappelli) ...su questo ordine del giorno, che condanna il massacro delle donne, dei vecchi, dei bambini; la demolizione delle case, degli ospedali, delle chiese cattoliche! Che gli americani stanno demolendo nel Vietnam del Nord e massacrando i fedeli in preghiera in queste chiese. Vergognati Mappelli! Io avrei... richiamarti a questo...
Siggia (P.C.I.) - Consigliere Manganoni, mi consenta: tutta la passione sulla discussione dell'ordine del giorno, ma la prego cortesemente di non polemizzare con altri Consiglieri, perché, ecco, sviliamo la discussione su un argomento che avete presentato e che è estremamente umano, che ha colpito il Consiglio e su cui pregherei la discussione si mantenesse nei limiti stretti dell'argomento in questione.
Manganoni (P.C.I.) - Signor Presidente, ci possono essere, fra i Consiglieri, quelli che nelle vene hanno della camomilla fredda e di quelli che hanno sangue nelle vene.
Siggia (P.C.I.) - Ma, tanto, Consigliere Manganoni, mi consenta, non è con la polemica...
Manganoni (P.C.I.) - ...e pertanto, se io non ho della camomilla fredda, scusi Signor Presidente, abbia un po' di comprensione.
Siggia (P.C.I.) - Sì, ma proprio per quello.
Manganoni (P.C.I.) - Allora, io voglio ricordare a Mappelli che, anziché i libretti degli assegni, si legga anche questo libretto dove c'è scritto "popolorum progetio" - Lettera enciclica di sua Santità Paolo IV sullo sviluppo dei popoli.
Andrione (U.V.) - ...ma a che livello arriviamo, ma facciamo delle discussioni serie!
Manganoni (P.C.I.) - Ah, perché discussioni serie sono quelle di pensare al proprio egoismo, ai propri affari e fregarsene di quelle migliaia di innocenti che muoiono sotto le bombe degli americani? Queste son cose serie!
Andrione (U.V.) - Certo che sono serissime, io non ho detto che non sono serie. Ho detto solo che anche la discussione deve essere seria.
Se vogliamo presentare anche un ordine del giorno sull'Apartheid nel Sud Africa, va tanto bene, quello che ho detto io è che non servono un tubo! Oh la miseria!
Manganoni (P.C.I.) - Il Consigliere Andrione è padronissimo di presentare tutti gli ordini del giorno che crede, va bene, e io non ho fatto degli apprezzamenti sul Consigliere Andrione, mi son limitato di dichiararmi "dolorosamente stupito delle sue dichiarazioni", basta.
Allora, Mappelli, leggiti qui, questo è l'insegnamento di un Pontefice, leggi cosa c'è scritto qua. E cerca di capire cosa c'è scritto qua e forse ti ricrederai.
Mi permetto, mi ... invitandoti a vergognarti.
Siggia (P.C.I.) - Altri interventi?
Ecco, io la parola gliela concedo perché ha diritto anche ad una risposta, invito però caldamente il Consigliere a mantenere la discussione sull'argomento che, ripeto, colpisce anche il Consiglio regionale, ed è di una serietà tale che non consente delle polemiche tra mentalità e idee diverse di Consiglieri che non si cambiano neanche con una discussione in aula consiliare.
Mappelli (D.C.) - Vedete, io ritorno al discorso che avanti ieri sera ebbi occasione in questa sala di esprimere e oggi riaffermo. Siamo qui espressione di altre persone e il fatto che, a un determinato momento, appunto perché rappresentiamo altri, non sempre si possa accettare all'unanimità quanto da una parte viene proposto, ora io ho detto: "sul principio sono d'accordo". Non posso sottoscrivere "così com'è" questo ordine del giorno e, anziché avrebbe portato, invece, una parola di serenità e di convincimento, il Consigliere Manganoni, se avesse proposto di esaminare e di vedere quali erano i nostri punti di vista per poterlo sottoscrivere e invece ci mortifica - e anche questo è antidemocratico - perché si confonde e si mortifica il ruolo che ognuno di noi ha qui dentro.
Dunque: cinismo, ipocrisia, non sono parole altro che per mortificare la personalità di un individuo che ha niente a che vedere in quanto Mappelli, in questa sede.
Io in questa sede rappresento, come ognuno di voi, un settore dell'opinione pubblica... (voce di Manganoni) ...Non preoccuparti, Manganoni, perché se vogliamo tirar fuori anche il tuo passato, non è poi dei più brillanti.
Ma sta bravo! Sei stato uno dei più grandi Bertoldi della Valle d'Aosta. Ti sei sempre adeguato alle soluzioni che ti erano più comode. Dunque lezioni da te non ne accetto.
Manganoni (P.C.I.) - (non si capisce)
Mappelli (D.C.) - E neanch'io, non ti darò mai questa soddisfazione. Comunque, qui non siamo per discutere tra Manganoni e Mappelli.
Siggia (P.C.I.) - Guardate che non è dignitosa sta discussione che state facendo, eh!
Mappelli (D.C.) - E questa polemica, anzi, tu stai speculando su questa guerra, è lì il grave! Tu credi di portare un contributo facendo così e invece tu vuoi speculare nei confronti dell'opinione pubblica. Poter scrivere sul tuo giornale che la D.C., oppure Mappelli, non sono d'accordo con la guerra... (voce di Manganoni) ...Ora questo ti smentisco e ripeto: noi siamo per - visto che le dichiarazioni e le guerre si fanno, purtroppo - sono sostenute da parte di altri Stati che si chiamano Unione Sovietica e che si chiama Cina e nessuno, su questo punto, può smentire perché ci sono state delle dichiarazioni ufficiali; io dico e ripeto per la seconda volta, così com'è, non ci sentiamo di approvarlo: mica votiamo contro!
Vogliamo, noi della D.C., presentare un altro ordine del giorno? Benissimo, lo presentiamo. Dove condanniamo la guerra, dove condanniamo chi partecipa alla guerra. Ma di qui ad arrivare a mortificare una persona qui dentro, Signori, un giorno o l'altro io prenderò dei provvedimenti - che voi starete stupiti - perché sarò capace di fermarmi qui per dei giorni.
Perché quando una persona, qui dentro, esprime un parere, non deve essere mortificata. Se vogliamo discutere, discutiamone, Ragioniere Dolchi, ci troviamo, vediamo, limiamo; ma così com'è io non mi sento, abbiate pazienza, avrò i miei motivi. E i miei motivi non devono essere mortificati da parte di Manganoni. Questo è il discorso di fondo.
Ho mica detto che siamo a favore della guerra, non siamo mica tutti matti! Ma di qui a voler far dire le cose che uno non le ha neanche mai pensate, caro amico Manganoni, io non le accetto e non le accetterò mai!
Ed è ora - ed è la seconda volta che ripeto - qualora io mortifico un Consigliere, in quanto persona, le chiedo scusa, non sul piano politico.
Però, se continuate, ed è la seconda volta che invece mi volete pestare sul piano morale, personale, io prenderò dei provvedimenti che vi morsicherete anche le unghie dei piedi; perché sono anche capace a dimostrarvi che sono un uomo tutto d'un pezzo. Sono anche capace a mostrarvi che non mi piegate, né tu, Manganoni, né tutti gli altri messi assieme, se questo è necessario.
Ora io dico e mi rivolgo non più a Manganoni perché, da questo momento, con Manganoni non parlerò più, stai tranquillo, per questa legislatura tutto quello che tu dirai è come se tu parlassi con quel muro perché non meriti nessun rispetto. Perché quando si mortifica la persona umana non è possibile, non è più democratico.
Allora, Ragioniere Dolchi, se vogliamo trovarci un momentino, vogliamo riesaminare qualche cosa, è un discorso. Così com'è, ne presenteremo un altro, e condanneremo la guerra, tutti quelli che partecipano a questa guerra.
Dolchi (P.C.I.) - Non voglio entrare nel merito dell'ordine del giorno. È stato detto che un problema squisitamente politico, condivido le espressioni dei Consiglieri Pollicini, Balestri e dell'Assessore Milanesio.
Sul fatto specifico io vorrei, come uno dei firmatari di questo ordine del giorno, ricordare al Consigliere Mappelli che il testo originario dell'ordine del giorno è stato distribuito ieri a cura di quelli che l'avevano steso, a tutti i Capigruppo e che il Capogruppo della D.C., il collega Ramera, ha detto che non l'avrebbe neanche preso in considerazione.
Questo è in contrasto con le affermazioni di Mappelli di questa mattina. Ecco perché non figura la firma del Capogruppo della D.C., ecco perché l'ordine del giorno è stato presentato senza che modifiche fossero state fatte né richieste dal Capogruppo della Democrazia Cristiana.
Io vorrei solo dire ancora una cosa. Il Consigliere Ramera diceva ieri, faceva un'analisi ieri, della vita delle Regioni in Italia, della loro attività; divideva 16 Regioni amministrate dalla D.C. o dal Centro Sinistra; 3 Regioni amministrate dalla Sinistra e diceva che la Valle d'Aosta era una Regione speciale.
Non ero d'accordo con lui, ieri, nell'analisi che faceva in questo senso e mi auguro che il Consiglio regionale, oggi, il Consiglio regionale valdostano, non voglia dargli ragione e si affianchi a tutte quelle Regioni che, essendo riunite, che avendo riunito il loro Consiglio regionale, come noi oggi siamo riuniti, e ieri ci eravamo riuniti, hanno espresso la loro preoccupazione, la loro disapprovazione per la ripresa dei bombardamenti sul Vietnam.
La Lombardia, il Lazio, la Basilicata, il Friuli, l'Emilia-Romagna, cioè Regioni che nell'analisi di Ramera ieri erano di un tipo e di un altro tipo di direzione politica, in modo unanime, hanno affiancato la loro voce a quella di tutti quanti, amanti della pace, preoccupati della sorte dei popoli del mondo, hanno elevato in questi giorni la loro protesta.
Ebbene, io insisto sulla necessità che anche il Consiglio regionale della Valle d'Aosta esprima questa opinione.
Io posso essere d'accordo con il Consigliere Andrione che la lettera del Regolamento, su cui non eravamo d'accordo, ponga dei limiti a questi dibattiti. Ma come parte politica, noi Comunisti, ai nostri elettori, a voi colleghi del Consiglio regionale, non abbiamo mai nascosto che è nostra intenzione, nel corso del nostro mandato, e per la responsabilità che ci siamo assunti nel richiedere il voto dei nostri elettori, noi non abbiamo mai nascosto che su questi problemi intendiamo nelle assemblee elettive portare la nostra voce, l'opinione della popolazione su questi problemi di carattere squisitamente politico.
Ecco perché insistiamo per l'approvazione dell'ordine del giorno, coerenti della nostra posizione mai nascosta, coscienti che anche con questi atti, noi, Consiglio regionale della Valle d'Aosta, interpretiamo le esigenze della popolazione che non sono solo esigenze di fognature, di acquedotti, di contributo, di sviluppo economico e sociale, ma che sono anche esigenze di pace, di democrazia e di convivenza.
Manganone (D.C.) - Io vorrei chiedere, se è possibile, al Consiglio, un dieci minuti di sospensione. La sospensione è motivata da questo: noi, ieri, ed io personalmente, non ho potuto vedere l'ordine del giorno. L'ho solo sentito, stamattina, leggere dal Segretario, l'ho sentito anche modificare dal Presidente del Consiglio, ma non ho sottomano il testo.
Ecco perché noi chiediamo la sospensione della seduta per esaminare, perché anche il Gruppo democristiano, contrariamente a quello che dice Manganoni, è contro la guerra.
Siggia (P.C.I.) - Consigliere Manganone, la presidenza ritiene di accogliere la sua richiesta. Cinque minuti di sospensione.
Vorrei però... Consigliere Bordon... (voci)
Bordon (D.C.) - Mi fate ridere con 'ste baggianate. Quindi se si vuol rivedere questo, lo si fa... (voci: ...d'accordo con il vostro Capogruppo) ...Ma se il nostro Capogruppo ha dovuto partire, che ne possiamo fare noi? Ieri sera ce ne siamo andati... facciamo ridere!
Siggia (P.C.I.) - Consigliere Bordon, la presidenza accoglie la domanda del Gruppo della D.C., mi sia consentito, però.
Manganoni (P.C.I.) - ...se voi volete ...alle bombe americane, siete padronissimi. Noi no. Ha detto Dolchi che è da un giorno che avete questo ordine del giorno in mano... (Siggia: ...basta) ...e cosa ve ne siete fatto di questo? (Siggia: Consigliere Manganoni) ...E adesso cercate ancora di prenderci in giro perché volete discutere?
Bordon (D.C.) - Tu, in questo campo, hai la coda di paglia, giovanotto, quando parli di libertà dei popoli... (Siggia: Bordon!) ...perché i popoli che tu amministri non hanno la libertà, questo sia ben chiaro. Quindi, se vuoi discutere di questo calmamente la discutiamo, se no, non ci impressioni per niente.
Manganoni (P.C.I.) - ...a quanto ho detto a Mappelli.
Siggia (P.C.I.) - Consigliere Bordon, Manganoni, finito il discorso a due?
Bordon (D.C.) - ...
Siggia (P.C.I.) - (Suona più volte il campanello.) La seduta è sospesa per 5 minuti.
(Bordon e Manganoni continuano a parlare urlando, ma non si capisce)
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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,26 alle ore 10,40.
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Siggia (P.C.I.) - Dando atto che nei brevi 5 minuti di sospensione è stato raggiunto un accordo tra tutti i Gruppi ed è stato modificato parzialmente il testo dell'ordine del giorno nella nuova stesura che il Segretario legge adesso.
Andrione (U.V.) - "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Preso atto della ripresa di massicci bombardamenti degli Stati Uniti contro il Nord Vietnam ed in particolare contro città densamente popolate come Hanoi e Haiphong, nel momento in cui lo svolgimento delle trattative di Parigi e le dichiarazioni dei maggiori responsabili della politica degli Stati Uniti facevano ritenere imminente la firma di un trattato di pace;
riaffermando la propria solidarietà con tutto il martoriato popolo vietnamita;
interpretando il generale sentimento della popolazione della Valle d'Aosta perché il genocidio da lungo tempo perpetrato nei confronti del popolo vietnamita cessi subito;
auspica che gli accordi per la pace, che erano già stati definiti fra le parti, vengano immediatamente sottoscritti;
invita il Governo italiano a farsi interprete presso il Governo degli Stati Uniti d'America e degli altri governi in conflitto della unanime condanna delle nostre popolazioni per la ripresa dei bombardamenti sulle città del Nord Vietnam e della necessità che gli accordi per la pace siano immediatamente sottoscritti.".
Siggia (P.C.I.) - Aggiungerei che il Consiglio dia mandato alla Presidenza di inviare il testo di questo ordine del giorno a tutti i capi del Governo, Ministero, a chi riterrà più opportuno che sia rimesso il testo.
Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva all'unanimità.
Si passa all'oggetto n. 16.
Relatore l'Assessore all'Agricoltura.
