Objet du Conseil n. 85 du 28 février 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 85/73 - Autorizzazione all'entrata in vigore di piani regolatori e di programmi di fabbricazione di alcuni comuni in attesa dell'approvazione del piano urbanistico regionale. (Rinvio)
Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Anche qui nulla di nuovo sotto il sole.
Ci si riferisce a delle deliberazioni già adottate; è stata allegata una relazione semplicissima e molto esauriente. Ricordo al Consiglio che i Comuni che alla data odierna hanno provveduto ad adottare uno strumento urbanistico, non ancora approvato dalla Giunta regionale sono i seguenti: Antey-St-André, Arvier, Avise, Bionaz, Charvensod, Introd, La Magdeleine, La Salle, Nus, Pont-St-Martin, St. Marcel, St. Nicolas, St. Rémy, Sarre, Valgrisanche, Valpelline, Valsavaranche, Verrès e i programmi di fabbricazione: Brissogne, Champdepraz, Lillianes, Ollomont, Ayas, Pollein, Pontey, Rhêmes-St-Georges, Roisan, Verrayes, Villeneuve. Noi abbiamo come ufficio urbanistico, espresso il parere sui seguenti strumenti urbanistici Antey-St-André, Arvier, La Magdeleine, La Salle, Pont-Saint-Martin, St. Marcel, St. Nicolas, Sarre, Valpelline, sui seguenti programmi di fabbricazione Brissogne, Ollomont, Pontey, Roisan, Verrayes, Villeneuve.
Ora, questi, sono quelli esaminati dall'Ufficio.
Voi sapete che per poter esprimere un voto, la Giunta regionale deve avere una relazione, deve essere fatta all'ufficio competente.
È nota a tutto il Consiglio. La situazione così, diciamo deficitaria, in cui versa l'organico, l'apparato dell'Ufficio di Urbanistica, situazione, direi, di impossibilità indenica di produrre dei risultati concreti nel giro di poco tempo perché vi è, praticamente, un solo urbanista che è l'Architetto Bellone, poi esiste un geometra con le dimissioni dell'ex dirigente dell'Ufficio e senza l'assunzione di nuovo personale, evidentemente il lavoro procede come può procedere, quindi i piani regolatori già esaminati per i quali esiste una relazione, sono quelli che ho detto e ve ne sono altri che sono, diciamo così, autorizzati dal Consiglio per l'entrata in vigore per l'esame delle Giunta e altri che, invece, già esaminati dall'Assessorato, dal Servizio, potrebbero ricevere una decisione ma non sono stati autorizzati dal Consiglio per l'entrata in vigore.
Quindi, chiediamo che il Consiglio, come già fatto in precedenza, decida di dare alla Giunta delega per esaminare sull'entrata in vigore prima dell'approvazione del Piano Regolatore Regionale anche per i Piani Regolatori di La Magdeleine, La Salle, St. Marcel, e per i programmi di fabbricazione di Brissogne, Ollomont, Pontey, Roisan, Verrayes, e Villeneuve, per i quali la Giunta non ha l'autorizzazione di questo Consiglio e quindi anche volendo autorizzare l'entrata in vigore non potrebbe farlo in questo momento.
Dayné (U.V.) - Mi permetterei di chiedere un chiarimento all'Assessore competente.
Dunque, qui, non è ben chiarito l'oggetto: "Autorizzazione all'entrata in vigore dei Piani Regolatori dei programmi di fabbricazione di alcuni Comuni, in attesa dell'approvazione del Piano Urbanistico".
Ma allora, questi Piani, hanno un valore definitivo o se è solo un valore provvisorio in attesa dell'entrata in vigore del Piano Urbanistico Regionale.
Manganoni (P.C.I.) - Una spiegazione.
Innanzitutto noi ci dobbiamo compiacere che, dopo anni di solleciti e di mozioni e di interpellanze da parte nostra, finalmente ci si decida a portare in Giunta questi Piani Regolatori, sì a portare in Consiglio - anche se in ritardo, comunque meglio tardi che mai.
Fatta questa premessa, io volevo solo questa spiegazione: a pag. 3 - "Fra gli strumenti urbanistici già esaminati dall'Ufficio Urbanistico risultano ancora privi di autorizzazione".
Ma privi di autorizzazione perché? Perché non si è ancora avuto tempo di esaminarli?
Ecco, allora io vorrei che mi si spiegasse la ragione per cui sono ancora privi di autorizzazione e... ecco, ma allora, forse, in conseguenza di questo, tutto il mio ragionamento, comunque io lo faccio, ma forse è tutto collegato a questo fatto.
Piani Regolatori a pag. 4 - Ne hanno presentati 18, esaminati 9 e ne approvano solo 3, cioè, autorizziamo la Giunta ecc.
E così vale per gli altri programmi di fabbricazione: presentati 11- esaminati 6 - approvati solo 3.
Quindi qui il numero corrisponde.
Invece, sopra, esaminati 9, approvati solo 3.
E poi vorrei ancora chiedere, per gli altri, parlo di quelli già presentati dai Comuni, quand'è che si prevede, molto approssimativamente, naturalmente, non chiedo una data esatta, di mandare avanti anche gli altri in modo che si possa autorizzare la Giunta ad approvare con gli altri.
Savioz (P.C.I.) - Allora mi permetterei solo di fare una osservazione di carattere particolare, ed è esattamente sul Piano Regolatore di La Magdeleine.
Vorrei pregare l'Assessore di tenere conto del centro storico di La Magdeleine e dei famosi mulini che sono gli unici ancora esistenti con quelle particolari caratteristiche lassù a La Magdeleine.
Dei 22 mulini che c'erano sul torrente, ce ne sono ancora una decina che sono in buone condizioni. Ci sono gli altri invece che sono semi-abbandonati o addirittura quasi demoliti un qualche cosa e una attrattiva che è unica in tutta la Valle d'Aosta.
Quindi mi permetto di inserire affinché la Giunta, l'Assessore competente Antichità Belle Arti, soprattutto vedano di salvaguardare in centro in questo Comune e particolarmente questi mulini di cui c'era già stata a suo tempo una mozione presentata dal sottoscritto, con delle assicurazioni di provvedere in merito.
Mi raccomanderei, in modo particolare, ripeto che è l'unico posto nella Valle d'Aosta, ma lì, in modo particolare, se attrezzati, ripristinati in modo particolare, adibiti a quello che può essere l'espansione turistica, possono diventare un'attrattiva.
Manganone (D.C.) - A noi non sta che ripetere ciò che da anni ripetiamo in questa aula, e diciamo ancora una volta che non possiamo delegare la Giunta e lasciare entrare in vigore questi Piani Regolatori, quando su questi Piani Regolatori la Giunta non si è ancora espressa.
Una verità di fondo è questa: che da anni vengono inoltrate alla Giunta e all'Assessore al Turismo dei Piani Regolatori e da anni la Giunta non si degna di guardarli.
Noi non conosciamo neanche il parere dell'Ufficio di Urbanistica.
Quindi diciamo senza tanti commenti e senza portare a lungo la discussione, diciamo no a questa deliberazione, perché pensiamo che si usino due pesi e due misure diverse valide qualche irregolarità edilizia.
Perché noi non conosciamo quali saranno i provvedimenti che la Giunta adotta.
Ci potrebbe essere in determinati Comuni delle zone a vincolo ... e la Giunta in questo frangente, con la nostra autorizzazione potrebbe renderle efficabili, oppure al contrario.
Noi pensiamo e ce ne ricordiamo che la Giunta non ha tenuto conto di un emendamento che noi avevamo votato nel giugno del 1971, emendamento che ha posto in crisi la Giunta - tutti ce ne ricordiamo - l'emendamento partiva dal Consigliere Savioz ed era un emendamento che modificava sostanzialmente l'art. 18.
Ora, dopo aver dichiarato il "no" a questa deliberazione, io sottopongo un ordine del giorno di cui chiedo la votazione a scrutinio segreto a nome dei componenti del mio gruppo.
Questo ordine del giorno resta così: "Il Consiglio regionale valdostano, preso atto che da parte della Giunta vi è la volontà di approvare i piani regolatori di La Magdeleine, La Salle, St. Marcel e letto anche i piani di pubblicazione anche se non sono contemplati nell'art. 18 già adottato dai Consigli comunali, ai sensi della legge del 7 - 6 - 5, decide che tali piani siano approvati e modificato eventualmente dalla Giunta e, successivamente, portati all'esame del Consiglio, il quale deciderà, se tali piani dovranno entrare in vigore prima dell'attuazione del Piano Urbanistico Regionale".
E questo, è evidentemente allo scopo di non voler fare discriminazioni tra Comuni diversi.
Io chiedo la votazione segreta, su questo mio ordine del giorno.
Andrione (U.V.) - Anch'io sono stato stupito dall'affermazione dell'Assessore Milanesio, che ha detto che non c'è nulla di nuovo sotto il sole, in quanto, se la memoria non mi tradisce nell'applicazione della legge del '60, in materia urbanistica e cioè, nell'autorizzazione che il Consiglio può dare a questi Piani Regolatori, di entrare in vigore prima dell'applicazione dei Piani Regolatori Regionali, perlomeno, il Consiglio aveva potuto vedere i Piani Regolatori di Aosta e di St. Vincent per dare la sua ...
Qui ci troviamo di fronte ad una proposta di delega fatta a scatola chiusa, se non fosse per altri motivi, il fatto che il Consiglio non sa come siano fatti questi Piani Regolatori se non fosse per un altro motivo, per il fatto che non c'è nessuna relazione tecnica, questi Piani Regolatori dovrebbero contenere qualsiasi cosa.
Io personalmente mi rifiuto, e credo anche a nome del mio Gruppo, di dare una delega di questo genere, perché che cosa significa l'articolo che qui è citato in questa brevissima relazione, l'articolo della legge del '60.
Significa questo, che il Piano Regolatore Comunale, per entrare in vigore, deve essere conforme alle norme del Piano Regionale e la Giunta, come organo di tutela, controlla questa conformità, e se questa conformità non è della Giunta c'è uno specifico diritto di ricorso, c'è una specifica procedura che si instaura, ma in questo caso qui, nel vuoto assoluto, il Consiglio regionale autorizzerebbe l'entrata in vigore dei piani regolatori senza sapere quello che fa, delegando l'organo esecutivo a fare esattamente quello che vuole perché in pratica si tratta di un discorso fatto tra Amministrazioni Comunali, e non Consiglio comunale ma Organo esecutivo comunale e Organo esecutivo regionale.
Ora, come possiamo dire noi, Savioz ha fatto una osservazione sul Piano Regolatore di La Magdeleine, ma né Savioz, né io, né tutti i Consiglieri qui presenti sanno che cosa si è stabilito in quella specifica materia e noi dovremmo delegare la Giunta a stabilire quello che si fa a La Magdeleine, a La Salle, a St. Marcel, senza sapere che cosa si fa.
Allora si gioca al sistema delle scatole chiuse, qui noi siamo chiamati a dire di sì preventivamente, sapendo quello che avverrà dopo e gli strumenti urbanistici all'ora attuale hanno una importanza tale per cui la competenza del Consiglio non è stata stabilita per caso, non è che il Consiglio sia competente soltanto per passare lo spolverino su decisioni che sono prese altrove.
Il Consiglio è competente, perché è materia di interesse regionale, e ci deve essere il controllo della minoranza, ci deve essere un controllo specifico di tutte le forze politiche.
Non si può dire "io delego alla persona x" anche questa persona è rispettabile di per sé, di stabilire come sarà fatto il Piano Regolatore della città di Aosta, e il Piano Regolatore di Pont-St-Martin o di un altro Comune, noi vorremmo sapere quale è la relazione tecnica fatta su questi Piani Regolatori, quali sono le proposte di modifica, quali sono le correzioni che si vogliono portare, a meno che il Consiglio regionale abdichi completamente alle sue competenze e che lasci ai cittadini fare i ricorsi che credono di fare una volta che il Piano Regolatore sarà pubblicato con le normali procedure, e rendiamoci conto che con questo sistema e, contrariamento alla legge sulle comunità montane che abbiamo discusso ieri, contrariamente a quello che si afferma normalmente in questo Consiglio regionale, in realtà il Consiglio è tagliato fuori dalle decisioni più importanti, e di queste decisioni vengono adottate soltanto dall'esecutivo.
Ora, rendiamoci conto che noi Consiglieri dobbiamo sapere e dobbiamo prenderci la nostra responsabilità nei confronti dei Piani Regolatori, con queste due paginette di relazione si stabilisce che ci sono tre Piani Regolatori e cinque, mi sembra sei, programmi di fabbricazione che a detta della Giunta sono maturi per essere approvati.
E noi, con gli occhi bendati senza sapere di che cosa si tratta, senza sapere come sono fatti questi Piani Regolatori, seguendo quanto dice l'Assessore Milanesio, che non c'è niente sotto il sole, diciamo di sì.
Bene, per quanto riguarda la mia persona e credo, il mio Gruppo, noi diciamo di no, non siamo d'accordo di questa delega, vogliamo sapere di che cosa si tratta, come sono fatti questi Piani Regolatori, se sono conformi a quella che, per nostro conto deve essere la politica urbanistica regionale, se c'è una conformità tra queste decisioni e il Piano Regionale anche se è premessa di una bozza cui si è discusso.
Non possiamo a nostro avviso andare avanti con un sistema nel quale la discussione sui grandi principi è tenuta a un livello australe, e di fatto si negano al Consiglio quei controlli che per legge sono demandati al Consiglio.
In questa situazione, approvare una delega di questo genere vuol dire chiudere gli occhi di fronte alla politica urbanistica che è competente del Consiglio; vuol dire rinunciare a delle provocazioni consiliari. Di conseguenza, noi annunciamo il nostro voto contrario, con riserva di motivare ...
Milanesio (P.S.I.) - Quello che più colpisce in materia urbanistica in questo Consiglio è l'assenza di memoria.
Io ho parlato prima nell'illustrare questo provvedimento usando una espressione che il Consigliere Andrione ha ripreso, quasi a dimostrare la erroneità di certe mie affermazioni.
Ho detto che non vi era nulla di nuovo sotto il sole; questo voleva significare che avrei potuto usare un'altra espressione, cioè dire: come da prassi ormai consolidata, non ho voluto usare quella espressione ma la posso usare adesso, perché dico: da prassi ormai consolidata, perché non c'è stato l'episodio isolato del Comune di Aosta.
A pag. 2 di quello striminzito allegato che evidentemente non poteva che essere striminzito, perché questi Piani Regolatori esistono, sono in visioni, esistono nelle relazioni tecniche, mica per niente giudichiamo che sono maturi per essere esaminati dalla Giunta, mica per niente chiediamo l'autorizzazione ad esprimere un giudizio.
Questo giudizio può essere anche negativo.
Chiedere l'autorizzazione all'entrata in vigore può anche significare l'autorizzazione a rinviare il Piano Regolatore.
Ma la Giunta deve essere abilitata ad assumere una decisione che via valida, che sia autorevole che non sia solo e comunque una decisione a carattere interlocutorio.
Ebbene noi, in più sedute, in due sedute almeno, in una abbiamo autorizzato il Piano Regolatore del Comune di Aosta, diversi anni fa, in attesa del Piano Urbanistico Regionale, perché la legge del '60 prevedeva, l'esistenza del Piano Urbanistico Regionale e poi, l'esistenza della pianificazione territoriale a livello comunale che doveva inserirsi in questo quadro e doveva esserne là, diciamo così la logica derivazione.
In realtà le cose sono andate diversamente e allora abbiamo dovuto studiare il ... dell'autorizzazione alla Giunta da parte del Consiglio, affinché si potesse approvare l'entrata in vigore di certi Piani prima del Piano Urbanistico Regionale.
Piano Urbanistico Regionale che come tutti sapete, non c'è ancora, anche se è stata presentata una bozza che da alcuni giorni è stata definita "introduzione alla bozza", io non voglio dilungarmi su questo, però sta di fatto che il Consiglio in quella sede, solo da parte di alcuni Consiglieri ha visto accendersi una discussione urbanistica mentre altri hanno detto, compreso il Consigliere Andrione, ma questa qui è una materia di competenza della Giunta.
La Giunta presenti una bozza qui al Consiglio; la Giunta faccia il piano poi ce lo sbatta qui e noi diremo se va bene o va male.
Questo è la sostanza di quello che dice il Consigliere Andrione.
In questo caso invece, dice: ah ma no, ma questa è competenza del Consiglio, un momento, noi dobbiamo delegare queste cose alla Giunta.
Io dico solo che non c'è molta memoria in materia di urbanistica.
Non voglio aggiungere altro.
Voglio solo dire che in un'altra seduta il Consiglio regionale ha autorizzato la Giunta ad esaminare per l'eventuale entrata in vigore i piani di St. Vincent, Antey-St-André, Arvier, Pont-St-Martin, St. Nicolas, Sarre, Valpelline.
Ecco, perché ho detto che non c'era nulla di nuovo sotto il sole.
In questo momento si chiedeva semplicemente al Consiglio analoga delega per esaminare quei Piani che sono stati così, diciamo, corredati da relazioni tecniche e che sono quelle di La Magdeleine, La Salle, St. Marcel, e i programmi di fabbricazione di Brissogne, Ollomont, Pontey, Roisan, Verrayes, Villeneuve.
Ecco perché mi sono permesso di dire questo.
Che questo sia un modo opportuno, che sia un modo giusto, un modo intelligente per procedere, ma ho anch'io i miei dubbi le mie riserve, ma è il modo che abbiamo già seguito tutti, Andrione.
Tu quando eri nell'Amministrazione, perché il Piano Regolatore del Comune di Aosta, venne approvato dalla Giunta Regionale quando tu eri Assessore, probabilmente, e se segui questa procedura per i Piani Regolatori di St. Vincent, Antey, ecc... abbiamo seguito analoghe procedure per un'altra Amministrazione ero io, combinazione, Assessore.
E adesso continuiamo a seguire questa procedura, io ritengo che non ci sia nulla di scandaloso, queste tue considerazioni che hai fatto sono valide ma, ripeto, questo Consiglio non ha memoria allora, perché allora la ha adottate e le hai adottate anche tu.
Adesso perché non fa più comodo votarlo, uno, sai, .... lecitissima che però non ha il dono della coerenza, se non altro.
Io, non voglio aggiungere altro, non ho mica detto semplicemente che era un provvedimento che avevamo già adottato in altre circostanze, anzi, non mi sono sprecato neanche un attimo per dire che era una procedura intelligente; una procedura estremamente democratica, mi sono guardato bene dal dire questo. Però io chiedo ai Consiglieri, quello che hanno votato in passato, quello che hanno votato perlomeno e quindi quando fanno degli interventi che si riferiscono a quello che erano prima e non solo alle cose come le vedono in determinate circostanze ed in certe contingenze politiche.
Questo, non per polemizzare, Andrione, semplicemente per dire che non voluto contrabbandare questo provvedimento come un provvedimento di nessun conto, che non ho voluto assolutamente falsare una situazione, ho detto quello che era stato detto in precedenza e no sono riferito a una prassi, abbastanza consolidata, tanto è vero che è stata seguita da due Giunte diverse.
E noi in questo caso proponiamo che si segua la stessa per poter esaminare e non è detto per essere approvati i Piani di La Magdeleine, quelli di La Salle, quelli di St. Marcel e tutti gli altri programmi di fabbricazione perché alcuni di questi, i Piani Regolatori, come sempre sono a disposizione di tutti i Consiglieri con le relazioni tecniche, è spiegato qui dentro e su questi Piani esistono le relazioni tecniche e, comunque è sempre è stata prassi di mettere in visione dei Consiglieri, questi Piani Regolatori, in genere proprio perché son prassi, tanti perché bisogna spiegarli, non si son mai portati qua, sono sempre.
Non si sono mai portati qua, sono sempre stati presso gli uffici e forse questa volta nell'allegato non era scritto, ma è sempre stato così.
Ad ogni buon conto l'intenzione è solo quella di consentire alla Giunta di esaminare questi Piani Regolatori per garantirne o meno l'entrata in vigore, se questa delega non viene data da parte del Consiglio, va bene, non importa, vorrà dire che questi Piani Regolatori rimangono lì in attesa dell'approvazione del Piano Urbanistico Regionale.
Se il Consiglio vuole esaminarli e va bene, avrebbe dovuto volerlo anche prima, io non posso mica negare al Consiglio il diritto di contraddirli, è un diritto anche questo, però voglio solo ricordare che in altri casi si è deciso diversamente.
Risponderò brevemente alle richieste che sono state formulate; il Consigliere Dayné ha detto: ma noi se la Giunta approva questi Piani Regolatori cosa succede? Una volta approvato il Piano Urbanistico Regionale questi Piani Regolatori devono essere modificati, a rigor di logica se il Piano Urbanistico Regionale contraddice questi Piani sì, dovrebbero essere modificati a rigor di logica, perché si ipotizza una pianificazione territoriale che prevede il Piano Urbanistico Regionale che è al di sopra per certe scelte di questi, e quindi i Piani Regolatori comunali devono adattarsi alle grosse scelte del Piano Urbanistico Regionale.
Manganoni ha svolto una lunga serie di considerazioni dicendo che finalmente arrivano, ecc. e va beh, arrivano con tutte quelle incongruenze che sappiamo, però Manganoni su questi qui esistono, esiste una relazione, su questi come su altri, tu hai letto bene l'allegato, esiste una relazione, ripeto: l'Ufficio lavora nelle condizioni in cui può lavorare, esaminare un Piano Regolatore non è una cosa semplice, l'Architetto Bellone è un ottimo Architetto, si dà da fare, fa tutto quello che è possibile, però è uno e non ha il dono né dell'ubiquità né della infaticabilità, e quando gli altri Piani giungeranno a maturazione io non lo so, onestamente, il problema è grosso, è quello di avere un Ufficio Urbanistico più cospicuo, più, diciamo così, più dotato, non tanto sotto il profilo qualitativo ma quantitativo per poter svolgere questi esami.
Il Consigliere Savioz, se non vado errato, si è riferito alla questione di La Magdeleine, beh, nel Piano Regolatore di La Magdeleine, questo glielo posso dare per scontato, quella zona è prevista zona di restauro conservativo, quindi sono ritenuti, tra l'altro erano, avevano già costituito oggetto di uno studio precedente, di un rilievo, di uno studio - sono ritenuti testimonianze importantissime di una architettura rurale e quindi hanno un valore storico-ambientale.
Manganone, Manganone la tua polemica è un po' sempre la stessa, abbiamo polemizzato da un po' di tempo, e mi pare che la Giunta regionale in certi casi ha rinviato, anzi, la Giunta regionale in questo momento ha approvato due soli Piani, quello di Aosta e quello di St. Vincent, gli altri Piani Regolatori li ha o restituiti con delle osservazioni, o, diciamo così, respinti addirittura ed è in atto un dialogo con alcune Amministrazioni per poter, seguendo il sistema democratico del colloquio, rivedere certe impostazioni, è successo esattamente il contrario di quello che hai accennato tu, non è mai successo che dove c'era un'area verde dell'Amministrazione regionale abbia detto di trasformarle in zone edificabili, caso mai è successo che dove c'erano delle aree edificabili, l'Amministrazione regionale ha chiesto che venissero fatte delle aree verdi o delle pubbliche attrezzature, questo a onor del vero.
Comunque questo tipo di provvedimento ha i difetti che tutto il Consiglio sa ma che ha sempre avuto, il Consiglio può benissimo da oggi decidere di comportarsi diversamente.
Io comunque invito i Consiglieri a votare questo tipo di provvedimento perché solo in questo modo si può consentire oggi, ragionevolmente, di approvare quei Piani Regolatori che possono essere approvati. È una delega a scatola chiusa, entro certi limiti sì, però se ci sono proposte, osservazioni, suggerimenti come quelli che ha fatto Savioz, che io ho accolto pienamente, siamo qui per questo. Se non si vuole adottare questo tipo di provvedimento non vi è altra soluzione che aspettare di approvare il Piano Urbanistico Regionale. Mi pare che sia una strada abbastanza, oppure riportare tutti questi Piani Regolatori in Consiglio, se il Consiglio vuole che li portiamo tutti io non ho nessuna difficoltà, per me va bene così, portiamoli tutti in Consiglio, credo che in questo scorcio di legislatura però noi non riusciremo ad approvare neanche un Piano Regolatore, ne sono più che convinto. Del resto questa è una prassi che abbiamo seguito anche prima.
Andrione (U.V.) - Vorrei rassicurare l'Assessore Milanesio, forse per il fatto che sono molto grosso, che ho una memoria da elefante anche se non raggiungo in materia l'eccellenza del mio amico Fosson, e che mi ricordo bene di come sono avvenute le discussioni in materia, e mi ricordo che per esempio in materia di Piano Regolatore del Comune di Aosta si è discusso durante mezza giornata in questo Consiglio e si è entrati nel merito e che il Presidente della Giunta, per quanto riguarda il Piano Regolatore di Antey, ha precisato che lui personalmente non era d'accordo su certe soluzioni, dopo un pesante - e sono io che lo dico - intervento dell'Avv. Caveri, e che per quanto riguarda il Piano di Pont-St-Martin sono state fatte delle lodi in questo Consiglio di quel dato di Piano, ma ripeto che qui ci troviamo di fronte a una richiesta senza assoluta presenza di qualche documentazione e ripeto che è a scatola chiusa, non solo, ma su una pretesa contraddizione che ci sarebbe tra la nostra posizione in materia di Piano Regolatore Regionale e in questa materia non dicendo che la contraddizione non solo non esiste, ma è esattamente il contrario, perché noi avevamo detto che è compito della Giunta regionale proporre delle soluzioni in materia di urbanistica e che il Consiglio regionale deve discutere di queste soluzione e non proporre del fumo, non proporre delle discussioni generiche, ma quando invece si entra nel concreto, si entra nelle scelte specifiche, allora è competenza del Consiglio regionale.
E per riprendere il famoso esempio che è stato sollevato da Savioz, quello che è stato detto per La Magdeleine dovrebbe essere detto per La Salle e per St. Martin e per gli altri Comuni, bisogna sapere di che cosa si tratta.
Io non posso essere competente per tutti i Comuni, però la rappresentanza del Consiglio è proprio fatta perché su ogni Piano Regolatore ci possa essere una discussione e ci possa essere l'apporto del Consiglio. Qui invece la procedura che l'Assessore, di questo gli diamo atto, si è premurato di dire che è quella che è, perché lui lì sopra non prende responsabilità, la procedura è quella di esautorare il Consiglio da questa competenza, nel merito, nella concretezza, mentre invece il Consiglio discute per mezza giornata di grandi opzioni, di grandi scelte che rimangono però a mezz'aria, tra le nuvole e la terra, e su questa competenza noi non è che diciamo che non è competenza del Consiglio, diciamo soltanto che noi aspettiamo delle proposte concrete e di discutere su proposte concrete e non su parole.
Ora, nel problema specifico di questi Piani Regolatori perché noi abbiamo dei dubbi? Perché non vogliamo che sia una delega a scatola chiusa? Perché secondo noi - e lo ripetiamo - si tratta di materia di estrema delicatezza, dove la nostra responsabilità come Consiglieri regionali è impegnata, e dove quello che noi facciamo oggi deve contare per l'avvenire, deve significare qualche cosa di serio, di stabilire nell'urbanistica regionale qualche cosa di serio, di stabile nell'urbanistica regionale. Come possiamo dirlo? Come possiamo fare in questo caso? È vero che il Presidente della Giunta e l'Assessore ci invitano ad andare a vedere quei Piani, può essere una buona soluzione. Noi oggi come oggi questi Piani non li abbiamo visti, almeno io personalmente riconosco di non avere avuto nessuna delucidazione in materia, nessuno studio tecnico e di non avere visto come sono fatti, in queste condizioni, ripeto, non mi sento di dare una delega.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Manganone.
Manganone (D.C.) - Mah, io non voglio far polemica, ma vorrei dire all'Assessore Milanesio di portarmi un caso, un caso solo in cui in questa materia mi sia contraddetto.
Ma io porto 1.001 casi, sfogliando queste pagine, avendo sentito l'intervento di Milanesio che si è sempre ovunque contraddetto, e noi che non abbiamo memoria, che non abbiamo testa, che siamo qui relegati a mo' di pezzenti da parte vostra, ma che pezzenti non lo siamo, abbiamo memoria, che nessune delibera riguardante dei Piani di fabbricazione è stata mai portata in Consiglio regionale. Noi Consiglio regionale non abbiamo mai delegato la Giunta di approvare o di fare entrare in vigore i Piani di fabbricazione, vero o non è vero? Primo questo, Milanesio.
Ma voglio leggerti cosa tu dicevi in base all'articolo 18 e lo dicevi questo il 15 giugno del 1971, quando volevi portare in questo articolo anche i Piani di fabbricazione, che però non sei riuscito a portare perché noi abbiamo giustamente votato un emendamento del Partito Comunista, questa è la verità di fondo, e abbiamo messo in crisi quella sera la Giunta, tutti ce ne ricordiamo, vero? Abbiamo buona memoria mentre la tua è alquanto stramba.
È scritto qui sopra. Noi volevamo portare le modifiche all'art. 18, noi eravamo contro queste deleghe date in bianco e quindi ti pregherei di prenderti in verbali come ho fatto io, semplice pezzente Consigliere, e di rileggere le tue grandi contraddizioni.
Ma ti leggo cosa tu hai detto in base a questo articolo 18, tu dicevi: "l'articolo 18 che recitava prima Norme transitorie è soppresso ed è sostituito dal seguente nuovo articolo. I Piani Regolatori Comunali, i regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione adottati dai Comuni e da approvare con deliberazione della Giunta regionale, potranno entrare in vigore con deliberazione del Consiglio regionale anche prima dell'approvazione del Piano Regolatore Regionale".
Questo articolo è stato bocciato, noi non volevamo dare questa delega alla Giunta e tu di questo non ti sei ricordato, non ti sei ricordato, e noi abbiamo bocciato questo articolo, e tu ci hai portato nuovamente, con la tua mancanza di memoria che sei solito usare, hai portato nuovamente qui i programmi di fabbricazione. Adesso io ti dico: è serio da parte tua, da parte della Giunta, tenere un comportamento simile verso il Consiglio? Ma è da anni che ci prendete per il ladro e per i fondelli, basta! Basta! Io mi infervoro sempre quando prendo questa discussione, mi infervoro perché tutti potranno affermare che io sono sempre stato di una correttezza esemplare di interpretazione di queste leggi, mentre tu, la Giunta non lo è mai stata; io ho anche detto che voi volete porre e attuare rigidamente e pedestremente i dettami della 765. Questa è la riprova e la conferma.
Ma insomma! Io penso che anche il Partito Comunista, dopo aver sentito questo mio bello o brutto intervento, non si potrà smentire, non si potrà smentire perché io faccio mie, adesso, leggendo queste righe, perché non ho tanta buona memoria, quindi consentitemelo, faccio mie le proposte del Consigliere Savioz, il suo emendamento, di quel famoso emendamento che ha marchiato la Giunta e mi ricordo di questo: alla fine della votazione c'è stato il Presidente Dujany che ha fatto un rimprovero perché la Democrazia Cristiana aveva avuto un abbinamento col Partito Comunista, vero Consigliere Ramera?
Quindi io vorrei dar lettura di quel che diceva il Consigliere Savioz allora, su questo articolo, sull'articolo che poi noi dovremo delegare alla Giunta:
Quindi è una questione sostanziale a tutti gli effetti, perché l'articolo 18 della legge del 1970 era molto chiaro, il primo comma, cioè l'ultimo che è rimasto in vigore perché il resto è stato abrogato dalla legge, da una decisione della Corte Costituzionale del 22 febbraio 1962, le norme transitorie dicono: "Il Piano Regolatore della Città di Aosta, già adottato dal Consiglio Comunale, e i Piani Regolatori degli altri Comuni della Valle d'Aosta adottati dai Consigli Comunali potranno entrare in vigore anche prima dell'approvazione del Piano Regolatore Regionale con deliberazione del Consiglio regionale". Quindi è chiaro - diceva Savioz - non c'è mica da stupirsi, questo è chiarissimo, mi sembra che il Consiglio regionale debba entrare nel merito di approvare o meno, di dare la possibilità all'entrata in vigore; noi ripetiamo le medesime cose di Savioz.
È prerogativa del Consiglio regionale di poter fare entrare o meno in vigore i Piani Regolatori e i programmi di fabbricazione.
Poi il Consigliere Savioz ha presentato un emendamento che è quell'emendamento su cui mi sono soffermato prima.
Quindi rimane tacito ed implicito che ancora una volta noi diciamo no a questo e stigmatizziamo il comportamento strano, contradditorio, provocatorio dell'Assessore Milanesio.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Savioz.
Savioz (P.C.I.) - Il Piano Regolatore di Urbanistica da noi sollecitato molti anni fa, da noi richiesto continuamente, sempre perché nella nostra visione era chiaro che prima di tutto doveva esserci un Piano Regionale di Urbanistica e poi dovevano essere casellati nel medesimo i Piani Regolatori e gli altri Piani relativi ai Comuni, non poteva essere altrimenti affinchè la costruzione della Valle d'Aosta avvenisse con una linearità e con una regolarità che si addice a tutte le costruzioni che devono essere fatte, cioè ad incominciare dalla fondamenta per poi arrivare al tetto.
Le situazioni, le circostanze, la politica contemporanea e le necessità della Valle d'Aosta purtroppo hanno portato delle conseguenze che sono state diametralmente l'opposto, tanto è vero che i Piani Regolatori comunali furono imbarcati, impostati fin dal 1953 - 1953 - 1954 e successivamente, attraverso le varie Giunte, le varie rappresentanze, questi Piani Comunali continuarono ad andare avanti e si moltiplicarono, pochissimi arrivarono al dunque, però l'impostazione era errata fin dal principio, e questo noi tutti lo dobbiamo riconoscere e quindi non possiamo qui lanciare accuse a nessuno, perché siamo tutti coinvolti in questo sistema di impostazione che è un sistema non coerente, non giusto e nemmeno giuridicamente a posto.
Che cosa è avvenuto successivamente? Ripeto, attraverso mozioni, interpellanza, insistenze, abbiamo continuamente, il nostro Gruppo in particolare, ha sempre insistito perché si demandasse lo studio del Piano Regolatore Regionale e perché in seguito su questo si imperniassero i Piani Regolatori Comunali. La competenza? È indubbio che la competenza deve essere del Consiglio, su questo è un altro punto su cui siamo tutti d'accordo, se il Consiglio è chiamato ad approvare e a mettere in vigore il Piano Regionale di Urbanistica altrettanto è di sua competenza i Piani Regolatori Comunali.
Mancanza di documentazione si dice, ma certo signori! Non si può e certamente non è ammissibile poter chiedere a dei Consiglieri di approvare o non approvare, di mandare avanti o non mandare avanti contemporaneamente tutta una selva di Piani Regolatori come vengono presentati in questo momento! perché francamente se i tecnici ci mettono dei mesi, e in qualche caso degli anni, per redigere un Piano Regolatore, non si può pretendere che un Consigliere, non sempre preparato in materia, possa diligentemente esaminare questo Piano Regolatore per poter dare un parere se va bene o se male, al massimo noi possiamo intervenire e chiedere che sia fatto un qualche cosa di diverso in determinate, particolari condizioni e circostanze.
Ma arrivati a questo punto io mi chiedo, in tutta coscienza, e mi permetto di tenervi presente che sono sempre stato contrario a questo sistema e che ho insistito non poco perché venisse modificato - però oggi come oggi, io, Consigliere regionale, cosa posso fare in questo momento? Io ho la facoltà, posso dirvi no, io non accetto, non sono d'accordo, respingo tutto e tutto ritorna indietro se gli altri sono del mio parere. Ma allora coscienziosamente mi chiedo se faccio bene o se faccio male, perché ad un certo punto io devo ricordarmi che quando ero Assessore, assieme agli altri mi sono assunto la responsabilità di chiedere al Consiglio l'autorizzazione a mandare avanti dei Piani Regolatori pur non avendo né più né meno di oggi le possibilità di farlo. Ero nelle stesse condizioni in cui si trovano gli Assessori di oggi, eppure io sono venuto in Consiglio, nolente, non soddisfatto, non contento, non ero d'accordo, ma l'ho chiesto lo stesso, perché se non l'avessi chiesto, Signori, saremmo ancora ad aspettare di approvare il Piano Regolatore di Aosta ed il Piano Regolatore di St. Vincent e tanti altri.
Ora, se oggi noi non diamo il parere, cioè non diamo il parere favorevole alla Giunta perché mandi avanti questi pochi Piani Regolatori di cui i tecnici dicono che sono maturati e che sono pronti per l'esame definitivo e che la Giunta può prendere in esame e vedere di controllare ed eventualmente di modificare qualcosa, questi Piani si arenano e quando li metteremo di nuovo in marcia?
Ecco il mio interrogativo, la mia perplessità, non posso così liberamente e francamente prendere una posizione contraria, perché signori, significa arenare un lavoro di anni, un lavoro che indubbiamente è indispensabile e necessario ai nostri Sindaci perché possano salvare in salvabile, se no qui andiamo a rotta di collo sul serio.
Io condivido quanto ha detto Andrione prima, sono del suo stesso parere, io lo posso condividere in tutto quello che dice lui, però in coscienza, ripeto, mi trovo veramente handicappato, e per, non di un danno farne due, io francamente dico che dobbiamo dare alla Giunta la possibilità di mandare avanti i Piani Regolatori. Se poi questo sarà un lavoro fatto bene o fatto male, saranno gli altri a giudicarlo al momento della realizzazione dei medesimi, ma non dando le approvazioni. Signori, che cosa succede? Io mi domando questo, prendiamoci allora la responsabilità sulle nostre spalle e ne risponderemo anche di fronte alle popolazioni che aspettano da anni la soluzione di determinati problemi.
Quindi noi, come Gruppo Comunista, dopo avere esaminato la situazione attentamente, non possiamo che essere d'accordo per mandare avanti quei Piani Regolatori, anche con tutte le nostre riserve e pur ricordando che siamo stati a suo tempo Alfieri perché le cose fossero modificate e lo rimaniamo ancora, intendiamoci bene, siano ancora su quel terreno, non è che ritorniamo indietro nelle nostre posizioni, ma ci rendiamo conto della necessità di mandare avanti questi Piani Regolatori in questo momento.
Pedrini (P.L.I.) - Evidentemente, Sig. Presidente, non so forse il mio cervello è fatto in una maniera diversa, ma non riesco a capire come un uomo, che io stimo immensamente, che il Consigliere Savioz, possa affermare in questo momento cose del genere.
È veramente triste perché forse tutto questo è dovuto soltanto, io mi auguro, mi dolgo, proprio sono, sto male di dover dire questo, penso che lo faccia per dovere di Partito. Non penso che senta in coscienza quello che egli ha detto, perché l'altra volta io che l'ho seguito e qua da questo banco ho detto il mio plauso e gli ho dato tutto il mio appoggio, non posso in questo momento sentire un "revirement" così totale di questa situazione con le parole che ha detto, mi fa male al cuore veramente perché è triste dover assistere a questi episodi in questa sala perché per me sono costruzioni di coscienza di volontà. Egli poi mi risponderà che non è vero, che evidentemente ha avuto dei patemi d'animo o altro, ma nessuno mi toglie questa convinzione.
E prima del suo intervento non voglio cambiare il mio dopo il suo intervento. Io rimarrò fedele a quello che avevo inteso durante questa discussione, io penso di rivolgermi all'Assessore Milanesio con estrema tranquillità d'animo, dicendogli questo. Egli ha sentito che cosa ha detto il Consigliere Andrione e lo ha approvato in parte, ha sentito che cosa ha detto la Democrazia Cristiana, tramite il Consigliere Manganone, ha sentito anche il "revirement" del Partito Comunista, tramite le parole del Consigliere Savioz, ma io mi voglio richiamare invece alle sue ultime parole del suo intervento, dove evidentemente e giustamente egli difendeva, quando si porta in Consiglio un provvedimento da prendere è logico che lo si abbia visto, studiato e lo si difenda, egli ha detto nel suo finale: " se poi voi ritenete che questo si ritiri, che questo abbia una pausa d'attesa, ecc., io sono qua democraticamente a fare quello che il Consiglio dirà".
Io mi richiamo a questo e prego l'Assessore Milanesio se ritiene opportuno, già dichiarando sin d'ora che in caso di non presa d'atto, - evidentemente il comportamento del Partito Liberale sarà conseguente com'è conseguente alle mie parole -, io lo pregherei di vedere se non c'è la possibilità, visto anche che i Comuni sono pochi, visto che si mette in crisi addirittura quello che è un precedente atteggiamento e lascio a lui intendere se vuole intendere. Io penso che sarebbe saggio, da parte sua, da parte delle Giunta, che fosse ritirato questo punto all'ordine del giorno. Se è il caso e se si vuole sospendere la seduta cinque minuti per trovare un accordo, io sono perfettamente a disposizione, come penso gli altri. In caso contrario, evidentemente l'Assessore e la Giunta sono padroni di agire come meglio ritengono, grazie.
Dolchi (P.C.I.) - Si è rifatta la discussione che avevamo fatto due anni fa e mi sembra che potrebbe essere logica soluzione quella di ricalcare la strada che abbiamo percorso due anni fa. Noi per i Piani che allora erano in discussione, abbiamo chiesto che fosse il Consiglio per pronunciarsi ad avere la possibilità di prendere conoscenza di questi Piani e rinviando la modifica che allora era stata proposta dalla legge 1960. Abbiamo rinviato di una seduta il provvedimento specifico preoccupati che i Piani che già erano stati adottati dai Comuni fossero, con la procedura del 1960, approvati dalla Giunta regionale.
Allora avevamo trovato l'accordo unanime del Consiglio su questa strada. Possiamo ripercorrerla, mi sembra che dovrebbe essere una procedura abbastanza normale quella di ripercorrere quella strada che ci aveva trovato unanimi, cioè rimanendo impregiudicata la competenza, la discussione su questa competenza per quanto riguarda il complesso della materia, la necessità dell'approvazione dei Piani che già hanno raggiunto l'iter e quasi la perfezione dell'iter. Per non intralciare, per non ritardare questi Piani io faccio la proposta che, come si è fatto nel giugno del 1971, sia dia la possibilità ai Consiglieri di un esame specifico sui provvedimenti da adottare e si riporti la deliberazione ad una prossima, alla prossima seduta del Consiglio regionale, in modo che impregiudicato tutto il dibattito sulla legge 1960, sulla competenza del Consiglio, il Consiglio non si renda responsabile di un intralcio nell'approvazione, nell'entrata in vigore dei Piani Regolatori a cui si riferisce la deliberazione, in modo che questo possa avvenire con cognizione di causa del Consiglio, che può avvenire in questo rinvio dell'esame come è avvenuto nel giugno del 1971.
Andrione (U.V.) - Semplicemente per dire che concordiamo con la proposta del Capogruppo Comunista.
Montesano (P.S.D.I.) - Ora il proponente dell'ordine del giorno cosa dice, un attimo solo, volevo un po', anche a titolo interlocutorio, sentire quale riflesso ha nell'ambito della Democrazia Cristiana la proposta Dolchi.
Allora diamo la parola all'Assessore Milanesio poi verrà dopo ...
Milanesio (P.S.I.) - Io ho fatto osservare una semplice cosa: che da parte della Giunta non si è mai rifiutato al Consiglio il tempo o l'opportunità di approfondire gli argomenti che venivano portati all'ordine del giorno.
Io, di fronte alla proposta Dolchi non posso che aderire anche perché la ritengo fatta in buona fede e non mi sembra una proposta dilatoria. Io voglio solo ricordare al Consiglio che però questi allegati sono giacenti come sempre presso l'Assessorato, quindi i Consiglieri hanno, in qualunque momento la possibilità di esaminarli. Va benissimo quindi di dare ulteriore respiro al Consiglio affinché se li vada a vedere. Sono sicuro che andranno a vederseli due Consiglieri, non importa, ma perlomeno sarà stato detto pubblicamente e quindi e quindi i Consiglieri li avranno visti. Anche l'altra volta il Piano Urbanistico Regionale si è presentato, mi pare, un Consigliere solo a vederlo. Non importa, ma almeno quello è venuto, però poi tutti, alcuni, non hanno neanche discusso perché non l'avevano neanche visto, neanche letto; altri hanno discusso lo stesso. Vabbè, ad ogni buon conto, Signori, non trinceriamoci sempre dietro i rinvii. Noi siamo d'accordo ad accettare il rinvio; siamo d'accordo perché esiste un problema di coscienza anche da parte di questa Giunta, noi non vogliamo minimamente violentare il Consiglio o forzare la volontà del Consiglio. Le proposte che presentiamo vogliamo che siano deliberate con piena consapevolezza da parte dei Consiglieri, però io così non è che voglio fare un appunto alla diligenza di certi Consiglieri, ma è comodo venire in Consiglio e poi dire: "ma io non ho avuto tempo, non ho visto, qua e là..." e chiediamo il rinvio. Va bene, accettiamo il rinvio, noi proponiamo però che venga posto all'ordine del giorno del prossimo Consiglio ai primissimi punti dell'ordine del giorno di modo che i Consiglieri che così hanno intenzione, volontà e interesse a queste cose se lo vedano e poi dopo si faccia la discussione, salvando il principio, perché lo abbiamo già detto prima. È competenza del Consiglio questo, nessuno vuole spogliare il Consiglio di questa competenza, tanto è vero che se chiediamo questa autorizzazione, la chiediamo proprio in forza del fatto che la Giunta non ce l'ha questa competenza, ma deve essergli delegata.
Signori, alcuni Sindaci di questi Comuni sono lì che spingono perché in qualche modo gli si dia una risposta. Alcuni Consiglieri mi hanno anche sollecitato affinché si desse una risposta ad alcuni Piani Regolatori. Io pensavo di venire incontro anche a queste esigenze. Ad ogni buon conto noi siamo d'accordo, come Giunta, ad accogliere la proposta di Dolchi del rinvio alla prossima seduta, con che questo argomento sia messo ai primissimi punti dell'ordine del giorno e fin da adesso comunico al Consiglio che tutti gli elaborati sono a disposizione dei Consiglieri che ne fanno richiesta. L'Architetto Bellone è a loro disposizione per illustrare le tavole e tutto quanto potesse occorrere.
Manganone (D.C.) - Noi possiamo anche accedere alla richiesta fatta da Dolchi, ma vogliamo puntualizzare, precisare alcune nostre considerazioni e alcune richieste che desidero che siano messe a verbale.
Noi desideriamo che al primo punto all'ordine del giorno della prossima seduta sia portata questa deliberazione con le osservazioni e i pareri fatti dalla Giunta. Solo in questo caso noi daremo la nostra approvazione. Non si parli di mancanza di tempo, perché io non voglio mettere in difficoltà Milanesio, ma vorrei chiedere le date di presentazione di questi tre Piani Regolatori, perché per i programmi di fabbricazione noi non ci possiamo fare niente, non sono contemplati nell'articolo 18 della legge del 1960, quindi escludiamo i Piani di Fabbricazione, perché noi non ci possiamo dare nessuna delega alla Giunta.
Dunque, ricapitolando, io richiedo il parere, le osservazioni su questi tre Piani Regolatori: la Magdeleine, La Salle, St. Marcel. E poi voglio ancora abusare un attimo della bontà del Consiglio, vorrei ricordare a Savioz che non cade il mondo se questi Piani non entrano in vigore perché sono entrate in vigore le delibere di approvazione del Comune in base alla legge sugli atti e controlli degli Enti Locali, se non mi sbaglio, questo che la memoria di Milanesio ha difetto, quindi questi Piani sono già adottati, si tratta solo di mandarli in vigore.
Comunque io non vado oltre perché si riservo di dire poi, di fare poi un altro intervento nella prossima seduta, ma desidero che a questi tre Piani sia dato non il parere dell'Ufficio Urbanistico ma il parere della Giunta.
Montesano (P.S.D.I.) - Milanesio, per favore, no, ti dico soltanto, volevo dire di concludere un pochino gli interventi dei diversi Consiglieri, parla pure e poi dopo concluderemo.
Milanesio (P.S.I.) - Brevemente, perché qui insomma mi pare che non si vuole capire. Cioè è chiaro che se la Giunta chiede una delega da approvare dei Piani, vorrà dire che se li chiamerà e se li approverà sentendo le osservazioni che verranno fatte dal Consiglio, sennò, caro Manganoni, stabiliamo che è il Consiglio che li approva. Abbiamo fatto così. La prossima volta, è nostra intenzione rifare così. Mi dispiace, non accedo alla tua proposta, perché la tua proposta evidentemente sottintende un altro significato, cioè che l'approvazione venga data dal Consiglio e allora sì che la Giunta lo porta con un parere, ma in questo caso, caro Manganone, mi pare che le cose siano esattamente capovolte, quindi, ma non interpretazioni mie, è quello che abbiamo già fatto in precedenza, come ricordava Dolchi prima. Quindi io non voglio innovare assolutamente questa prassi, non voglio innovarla.
Secondo: mi pare che tu stia facendo una certa confusione tra adozione e approvazione; chi adotta i Piani Regolatori è l'Autorità comunale, è il Comune, chi li approva in questo caso è, in forza della legge regionale, il Consiglio regionale, il quale può delegare, in forza sempre di un disposto della legge regionale, può delegare la Giunta ad autorizzare l'entrata in vigore di questi Piani prima dell'approvazione del Piano Urbanistico Regionale.
Mi pare che su questo non vi siano dubbi.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, mi sembra che i diversi Gruppi hanno espresso il consenso alla proposta Dolchi, io credo che non ci sia bisogno di metterla ai voti, se c'è qualche dissenso venga fatto presente, e quindi l'oggetto viene rimandato alla prossima seduta della metà di marzo con il preciso impegno di metterlo al primo punto dell'ordine del giorno, anzi al terzo punto, perché ci sono le comunicazioni del Presidente del Consiglio e le comunicazioni del Presidente della Giunta.
Chiusa questa discussione, si passa al seguito, io prima di affrontare altri argomenti vorrei che i Signori Consiglieri, sino a quando la seduta può andare avanti? Se ci sono degli argomenti più importanti o meno importanti.
Dujany (D.P.) - Otto, otto e mezza.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, e allora Presidente, Lei vuole trattare l'oggetto n. 27? E allora oggetto n. 27.
