Objet du Conseil n. 142 du 29 mars 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 142/73 - Proposta di legge concernente: "Esercizio dei diritti democratici nella Scuola". (Approvazione di ordine del giorno)
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - Visto che la discussione si riavvia soltanto quando si fanno delle battute polemiche, la tentazione forse, ma sarebbe un modo forse non molto corretto di cominciare, comincio in un altro modo.
Questa mattina il Presidente della Giunta ha dato disposizioni affinché venissero distribuiti a tutti i Consiglieri, e mi auguro anche ad altri cittadini valdostani, di due quaderni, due libretti, due raccolte di pensieri estremamente interessanti, uno del compianto Albert Deffeyes e l'altro del Canonico Bréan, e abbiamo ascoltato con estremo interesse e, per dovere d'ufficio, come Consiglieri regionali, e perché è nostra abitudine, come Comunisti, e perché l'argomento ci sembrava interessante, abbiamo ascoltato con estremo interesse e attenzione quegli interventi, quella presentazione di questi due quaderni, e siamo anche direi, non è il caso di dire siamo d'accordo o non d'accordo, perché la sua dichiarazione non era in votazione, ma abbiamo sentito profondamente quello spazio culturale intellettuale che Lei ha dato alla sua relazione e siamo d'accordo con quelle cose, anzi, se potessimo fare un augurio, dovremmo dire che iniziative di questo genere dovrebbero essere più frequenti da parte dell'Amministrazione anche perché la cultura valdostana senza dare significati razzisti o roba di questo genere a questo contesto, è tutta una cultura da riscoprire, da riscoprire non tanto nel reperire degli scritti quanto nel diffondere le cose che sono state scritte e molte volte marciscono in più o meno belli e polverosi musei.
Tutto questo per citare - mi è venuto spontaneo, è a metà quaderno - un passo estremamente interessante di Deffeyes, dove dice che è necessario e "il faut" in francese è qualcosa di più necessario, è indispensabile che il contadino vada a scuola, "que le paysan aille à l'école" se vogliamo che la Valle d'Aosta mantenga il suo spirito e il suo carattere. Direi che è rischioso da parte di un Presidente della Giunta non rischioso, impegnativo da parte di un Presidente della Giunta, da parte di qualunque Gruppo consiliare e da parte di qualunque singolo Consigliere distribuire quaderni di questo genere con questi contenuti sui quali nella sostanza è difficile non essere d'accordo, se poi non si costruisce quotidianamente, concretamente oggi, ma l'oggi proiettato in avanti, nel futuro, quella incastellatura, quella rete organizzativa necessaria per far camminare queste idee.
Ecco perché, secondo noi, e non uso più il termine povertà intellettuale, ma uso il termine sottovalutazione del problema è stato affrontato nel precedente disegno di legge e noi comunisti vorremmo che non succedesse altrettanto con questa proposta di legge. Al limite non ci interessa il voto unanime o della maggioranza su questa legge, ci interessa soprattutto che i Gruppi consiliari, che poi non dimentichiamolo mai rappresentano delle forze politiche ben precise, i Gruppi consiliari non sono mai una realtà tratta dal resto della società che vive di vita propria, come i sommergibilisti che fanno il giro del mondo in sei mesi, sono espressione assembleare, democratica di forze politiche, di forze sociali che hanno sempre nome e cognome, non sono mai una cosa campata per aria; la punta polemica è questa. Vorrei rammentare all'Assessore Lustrissy, non rispondo perché ha risposto molto bene il compagno Dolchi, a noi Comunisti il gioco pesante non dispiace. Noi ci auguriamo che su questa legge ci sia un'ampia discussione, evidentemente non vi leggo la presentazione anche perché è allegata alla legge che tutti i Consiglieri hanno agli atti, e ci riserviamo, personalmente, presumo altri compagni di Gruppo, a intervenire in seguito nella fase della discussione.
Vorrei rammentare anche un'altra cosa. A differenza dell'altra proposta di legge che portava - Dolchi mi scuserà - solo la firma del Capogruppo e del sottoscritto, questa legge porta la firma di tutti i Consiglieri regionali comunisti, perché, a nostro avviso, ha un'importanza, ha un respiro, ha una dimensione politica che va al di là di un problema strettamente amministrativo invocando il quale molti Gruppi si sono aggrappati per bocciare la nostra proposta di legge. Crediamo che su questo testo non ci possano essere così scappatoie, furbizie dialettiche né oratorie. Speriamo, ci auguriamo che su questo progetto di legge, al di là del risultato della votazione, serva a porre il problema e a un pronunciarsi il più positivo possibile da parte di tutte le forze politiche e una maggiore chiarezza per quanto riguarda l'esercizio dei diritti democratici all'interno della scuola e più in generale la riforma della scuola.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Nessuno chiede la parola? Consigliere Andrione.
Andrione (U.V.) - Je ne sais pas si c'est à cause de l'argument ou si c'est à cause de l'heure, mais on dirait que après quelque petite bordée polémique le Conseil est en train de faire un petit somme en attendant que cette loi aussi soit mise aux archives, et ce n'est pas dans le but de réanimer des polémiques que je déclare que je suis contraire à cette loi et que nous voterons contre pour une série de raisons que je chercherais de expliquer de la façon la moins polémique et la plus courte possible.
Avant tout cette loi, qui a été copiée d'une loi qui a été présentée à la Région Emilia-Romagna je crois.
Chincheré (P.C.I.) - Nazionale.
Andrione (U.V.) - Non, non, moi je n'ai pas encore vu en champs national une proposition de loi de ce genre, je peux me tromper, je donne acte. En ligne générale on pourrait dire qu'elle oublie une chose très simple, c'est-à-dire qu'à l'école on y va aussi pour apprendre quelque chose, mais ce pourrait être une affirmation de principe quelque peu réactionnaire. Il me semble que dans l'ensemble du texte, je ne passe pas les articles, article par article, il serait très difficile de pouvoir organiser un programme d'étude quand une loi de ce genre soit consciencieusement appliqué par des garçons et des filles, évidemment, dans certains âges et il y a un texte de ce genre dans la loi, mais ce n'est pas sur ce fond là que je fonderais mon opposition parce que là-dessus je crois qu'il est vrai et c'est une exigence sentie qu'il y ait une plus grande participation des élèves à la gestion des écoles.
C'est surtout les articles 19 et 20 qui ont retenu mon attention en contraste du reste, l'un et l'autre avec l'article 11 de la loi et d'autres articles et je ne permettrais de les lire:
"Tutte le attività che si svolgono nella scuola debbono essere informate ai principi democratici antifascisti della Costituzione della Repubblica".
"In riferimento alle ricorrenze del 25 aprile e del 2 giugno nel corso di ciascun anno scolastico il Collegio dei Professori, sentito il Comitato di Coordinamento, di cui all'articolo 10, organizza adeguate attività di informazione, di dibattito, di ricerca sulla Resistenza, la Repubblica, la Costituzione".
Premier alinéa de l'article successif: "È vietata ogni attività che mediante l'insegnamento, la propaganda e ogni altro mezzo di espressione, sia diretta a contestare la forza repubblicana dello Stato Italiano a confutare i principi democratici e l'indirizzo della Costituzione, a offendere la Resistenza e la lotta di liberazione".
Or le crois qu'ici on a oublié exactement celui qui été l'esprit de la Résistance, parce que, si on ne peut plus avoir une opinion contraire, si nous sommes retournés au principe qu'en Italie on exprimait "ha parlato male di Garibaldi e dunque è un maiale", si nous sommes arrivés au point de, dans l'école réintroduire le fameux délit de vilipendio qui est une des choses les pires du Code pénal fasciste en vigueur en ce moment, et bien alors nous n'avons pas compris ce qui était la Résistance, je regrette de le dire, parce que, si on fait un débat, veut dire qu'il y a des positions différentes et je trouverais même éducatif qu'il y ait quelqu'un que dans les écoles dise qu'il est favorable à ce que le Pape est encore le pouvoir temporel, ce sera une discussion, mais au moins évidemment il faudra mettre en discussion la forme républicaine de l'Etat Italien et je trouve éducatif qu'on dise que la Résistance n'a pas été une chose sérieuse parce que finalement les jeunes pourront discuter là-dessus, se documenter, et dire qu'ils ont une opinion différente. Mais, si nous retournons au principe du dogme, au principe de l'affirmation absolue contre laquelle il n'y a plus personne qui a droit de dire quelque chose et bien nous ne ferons pas de l'école, nous ne ferons pas de l'éducation, nous serons une génération de serviteurs qui en référence à des principes qui ont été encore une fois oubliés ne seront pas ni s'informer ni se préparer à la vie et entrer dans une société.
Encore plus, ce qui manque surtout dans notre pays et qui est en train de venir à manquer aussi en Vallée d'Aoste, malheureusement, c'est le sérieux, c'est ce minimum de sérieux qui fait que l'école - j'étais un très mauvais écolier, j'en parle avec un certain recul - à l'école on y va surtout pour apprendre quelque chose, comme quand on vient au Conseil surtout pour y donner un apport sérieux. Et bien je dis avec cette loi nous arriverions au contraire à la dégénération totale de l'école faite et voulue par les forces politiques qui ne s'intéressent pas aux problèmes des écoliers, mais qui s'intéressent à l'école comme moyen de propagande dans laquelle il faut intervenir pour donner déjà des idées préconçues et pour former les générations futures.
Or c'est dans cet esprit et, je répète, sans polémique, que nous sommes contraires à la substance de la loi, tout en reconnaissant qu'elle est très importante mais en reconnaissant qu'elle représente un mouvement d'opinions, une prise de position sur laquelle nous ne serons jamais d'accord.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Nessuno chiede la parola? La parola all'Assessore Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - L'intervento del Consigliere Andrione ha già centrato per buona parte il problema ed ha espresso delle opinioni in molta parte condivise anche dalla Giunta regionale.
In sostanza oggi ci troviamo di fronte a una crisi generale, strutturale della nostra società che evidentemente ha investito anche la scuola quale struttura appartenente a questa organizzazione ed è la scuola che in questi ultimi tempi ha subito tutti i contraccolpi di una forma di contestazione che, mossa da presupposti di inadempienza continue nei confronti di riforme previste e non attuate, ha creato una situazione tale all'interno della scuola per cui oggi, almeno a prima vista, sembra difficile discernere il giusto dall'ingiusto.
Se vogliamo però ricostruire delle posizioni dobbiamo anche constatare che l'attuale organizzazione della nostra scuola risale ad un periodo in cui certamente gli obiettivi generali della riforma non erano certo quelli della partecipazione e quelli dell'istruzione generalizzata secondo quello che è oggi il dettato della nostra Costituzione.
Pertanto all'interno della scuola stessa rimangono delle strutture e dei vincoli che impediscono una effettiva partecipazione di tutti coloro che nella scuola ripongono i propri interessi.
In particolare, l'attuale struttura rigidamente burocratizzata della scuola - e questo ebbi già occasione di dirlo in una lunga discussione che il Consiglio regionale affrontò in sede di esame di un provvedimento disciplinare adottato nei confronti di insegnanti - impedisce il più delle volte alla scuola di esprimere genialità e rinnovamento. In genere la partecipazione non è mai favorita, in genere la partecipazione è aborrita perché il più delle volte crea dei disturbi e crea fastidio a molta parte interessata.
Io ritengo che se è vero che la proposta di legge ha centrato un problema e ha posto in evidenza alcuni aspetti del problema generale di una scuola che non funziona e, per converso, se si riferisce all'intera scuola secondaria, dobbiamo riconoscere che la riforma della scuola media dell'obbligo è stato un grosso fallimento, almeno dalle constatazioni che abbiamo potuto fare, dobbiamo anche riconoscere nello stesso tempo che affrontare un problema di questo tipo trascurando od ignorando tutte le componenti che nella scuola devono trovare una loro collocazione, rischieremmo veramente di tentare ancora una volta un approccio al problema in un modo settoriale, in un modo abbastanza discriminato, cioè senza peraltro prevedere all'interno della scuola un effettivo e certo rinnovamento tenendo conto di quelle che sono le esigenze della scuola, che deve soprattutto formare il cittadino, che deve soprattutto impartire un certo tipo di formazione che oggi non è più in grado di fare.
Però da qui a sostenere che nella scuola si debba introdurre discrezionalmente un tipo di organizzazione politica quale quella può essere oggi propugnata per la società in generale, lo ritengo estremamente pericoloso, nel senso che esperienze fatte in questo senso - e ce lo dimostrano quotidianamente le situazioni e le informazioni relative ai rapporti di lavoro - tanto è vero che un tipo di organizzazione della scuola dalla quale è nata tutta la grossa contestazione a livello studentesco universitario partita dalla Facoltà di architettura, che è stata gestita per molti anni in collettivi, è un'organizzazione di studio decisamente innovatore, che però in definitiva hanno innovato senza innovare niente perché il risultato grosso è stato quello della non preparazione dei laureati in architettura. Constatiamo oggi che purtroppo i laureati in architettura si trovano nella situazione di essere dei disoccupati cronici, perché? Perché si fa sempre riferimento alle situazioni ante-contestazione universitaria; cioè per lo meno qui abbiamo un'esperienza di cosa è successo in un'organizzazione scolastica di questo tipo.
Ora, parlare continuamente di collettivi, di organizzazioni di lavoro di gruppo all'interno della scuola, se pure a prima vista sembra un'attività di tipo dispersivo in definitiva però centra un problema grosso della scuola, problema grosso che oggi è sempre più evidente per il semplice fatto che la scuola è sempre più chiusa perché agisce in difesa di questo tipo, diciamo così, di impulsi che vengono dall'esterno. E la scuola purtroppo oggi si è chiusa in difesa di sé stessa e difficilmente si riuscirà a breve tempo a superare questa situazione, diciamo così, di narcosi o di stasi.
Però dobbiamo anche riconoscere, se è vero come è vero che è necessario nella scuola un tipo diverso di organizzazione che veda effettivamente la partecipazione di tutti i protagonisti al processo scolastico, dobbiamo anche riconoscere che questa legge è lacunosa per molti aspetti. A parte i problemi di interesse generale già citati dal Consigliere Andrione, che io condivido appieno, quando ha citato e ha considerato gli articoli che lui ha accennato, ci sono altre considerazioni da fare, cioè che una proposta di questo tipo non può partire dalla presunzione che la scuola sia già stata riformata, cioè che la scuola in definitiva sia pronta ad organizzarsi in questo modo perché troppi e tanti vincoli esistono ancora all'interno della scuola che ne impediscono effettivamente il funzionamento in questa direzione. E allora il provvedimento di per sé, così come viene proposto, che interessa l'intero ciclo della scuola secondaria di secondo grado, dovrebbe secondo me anche considerare quelle che sono le strutture, non dico solo interne della scuola in rapporto al problema insegnanti-studenti, ma anche sulle strutture generali della scuola in rapporto al tipo di indirizzo che noi vogliamo dare oggi alla scuola secondaria di secondo grado che riconosciamo non adempie più ad un certo tipo di funzione. Di più, se si vuole rivedere un certo tipo di partecipazione all'interno della scuola, non possiamo isolarla questa partecipazione agli insegnanti e agli studenti. Ma se è vero come è vero, che abbiamo sempre sostenuto che la scuola deve soprattutto informare e deve formare ed essere obiettiva e neutra nei confronti delle posizioni politiche, il più delle volte dobbiamo anche riconoscere che questa esigenza di formazione civile e culturale, passa non solo attraverso le famiglie. Una delle grosse crisi della scuola di oggi è proprio la mancanza di un dialogo costruttivo tra la famiglia e la scuola e quei pochi esempi di collaborazione che ci sono stati, se così li possiamo chiamare, si sono poi risolti in breve tempo con delle posizioni e degli scontri frontali fra i protagonisti stessi della scuola, a volte fra insegnanti e studenti, a volte fra famiglia e insegnanti e a volte fra tutti e tre i protagonisti.
Allora, se vogliamo effettivamente cambiare la direzione delle cose e se vogliamo incidere nel rinnovamento delle strutture, dobbiamo dire che, se vogliamo fare tutte queste cose, dobbiamo prevederle e per prevederle dobbiamo predisporre dei progetti di legge che tengano conto di queste situazioni, tengano conto di queste situazioni, tengano conto dell'esigenza di un'effettiva partecipazione alla gestione della scuola in primo luogo dei protagonisti principali, che sono le famiglie, i genitori, gli studenti, gli insegnanti mentre nella legge poco spazio è dato agli organi gestionali nella scuola, alla partecipazione delle famiglie, è dato un certo spazio alla partecipazione delle famiglie a livello assembleare.
Di più, se vogliamo prevedere organicamente questa partecipazione, dobbiamo prevedere anche delle responsabilità a diversi livelli, cioè nella misura in cui chiediamo partecipazione, dobbiamo altrettanto, in altrettanta misura, distribuire delle responsabilità perché effettivamente il governo della scuola diventi una cosa comune alla quale partecipino tutti questi organismi, non facendo certo stazione dagli amministratori delle amministrazioni locali che di buon diritto devono entrare nella scuola e hanno sempre il loro, diciamo, problema connesso all'organizzazione dell'attività scolastica.
Ora, come dicevo, se il progetto di legge di per sé muove di questi presupposti dell'organizzazione attuale della scuola, che non tiene conto di queste esigenze, allo stesso modo deve tener conto dell'esigenza di dare un indirizzo nuovo alla scuola che non tiene conto di queste esigenze, allo stesso modo deve tener conto dell'esigenza della partecipazione di tutti, non solo, ma anche dell'esigenza di dare un indirizzo nuovo alla scuola secondaria affinché il problema ormai incancrenito trovi una sua giusta collocazione nel contesto di quella che è la società, la domanda della società di ogni giorno.
E, a questo proposito, io devo anche ricordare ai Signori Consiglieri, dato che discutiamo di scuola in Valle d'Aosta, che effettivamente noi abbiamo trovato dei grossi limiti nell'impostazione, nell'organizzazione di una scuola, di come la volevamo. Cioè, se lo Statuto regionale era mosso da determinate premesse, queste premesse non si sono realizzate. Dobbiamo anche esaminarne i motivi, cioè il grosso ostacolo nella realizzazione di una scuola effettivamente bilingue quale è stato? L'inadempimento statutario connesso all'articolo 39, nel quale si stabiliva che nella scuola potevano essere insegnate materie diverse in lingua francese che però concretamente non si sono mai potute attuare, perché? Perché il più delle volte, a parte il non funzionamento della Commissione Mista che doveva stabilire queste cose, ma il più delle volte si doveva, non si poteva ricorrere a personale insegnante qualificato per poter insegnare queste materie in lingua materna francese.
Dico, se siamo assertori di un certo tipo di organizzazione scolastica a livello regionale, dobbiamo tener conto anche di queste cose pensando ad una possibile riforma della scuola secondaria.
Ora, come i colleghi Consiglieri sanno, il Governo sta affrontando il problema della riforma della scuola secondaria e nel progetto della riforma della scuola secondaria, oltre alla riforma di tipo metodologico, di organizzazione didattica e di indirizzo della scuola secondaria, sono previste anche le modalità e le forme di partecipazione all'interno della scuola delle diverse componenti. Ora, se, come è stato annunciato questa mattina dai quotidiani, sabato il Consiglio dei Ministri entrerà nel vivo della riforma scolastica della scuola secondaria di secondo grado, considerato che il progetto di legge così come viene presentato tiene conto di solo alcuni aspetti, definisce solo alcuni aspetti di questi problemi, che per buona parte, per alcune parti ci trova consenzienti e per altri invece ci trovano dissenzienti in quanto abbisognano di ulteriore approfondimento perché si chiarisca meglio quella che è la funzione delle singole componenti all'interno dell'organizzazione scolastica, non è che si possa risolvere questo problema prevedendo solo l'organizzazione di certe attività collettive e di certe attività di gruppo dando spazio all'attività di questo tipo. Ma questo problema si risolve non solo dando spazio all'attività della sperimentazione della ricerca, dell'organizzazione interna della scuola ma anche prevedendo una scuola organizzata in un modo diverso nel senso più metodologico e didattico, più specifico.
Ora io non vorrei, anche se dal verbale della Commissione appare un certo tipo di discorso, cioè sull'incompetenza dell'Amministrazione regionale o per lo meno del Consiglio regionale a proporre un tipo di riforma di questo genere, non mi soffermerei molto su questo particolare. Anche se vogliamo seriamente esercitare la nostra attività di Consiglieri regionali, dobbiamo considerare quelle che sono le potestà di natura legislativa che la nostra Regione ha per Statuto, cioè è nelle competenze di questo tipo abbiamo solo una facoltà di integrazione al limite delle norme generali ma qua, oltre che a integrare, innoviamo determinati criteri, cioè innoviamo in molte cose.
E allora, se ho molti dubbi che un progetto di questo tipo possa trovare l'approvazione da parte dell'organo di controllo, vorrei richiamare il Consiglio regionale su questa esigenza approfittando anche del momento, cioè il momento coincide favorevolmente, nel senso che è stata presentata la legge, i colleghi del Gruppo Comunista hanno sollecitato una discussione e l'attenzione del Consiglio regionale, richiamandolo su questi problemi, nello stesso momento il Governo sta oggi approfittando, non so poi con quali prospettive di poterla concretizzare, mandare avanti e neanche come sarà poi in definitiva varata questa riforma della scuola di 2° grado, ma per lo meno, se il progetto di riforma corrisponde a quello che era stato predisposto a suo tempo dalla Commissione Biasini, ci trova per larga parte consenzienti. Si sono già recepite in quel progetto di legge di riforma buona parte di queste proposte. Io riterrei più opportuno oggi di soprassedere alla votazione del testo di legge, così come proposto, perché come dico, se alcune parti ci trovano consenzienti, la rapidità di come si sono svolte le cose, la presentazione, la discussione del progetto di legge non ci ha dato la possibilità di approfondire determinate cose ed è impensabile oggi portare in discussione, approfondire determinati argomenti che richiederebbero di per sé lunghe ore di discussione perché evidentemente ogni parte politica ha una sua impostazione sul problema dell'organizzazione della scuola e, se ci sono delle norme accettabili, delle proposte accettabili ce ne sono delle altre che ci lasciano molto perplessi.
Pertanto io, soprassedendo per il momento e invitando con una presa d'atto il prossimo Consiglio regionale e la Commissione consiliare Pubblica Istruzione ad approfondire il dibattito su questi temi, non per eludere il problema perché, come dico, noi siamo impegnati, abbiamo dato dimostrazione molte volte di entrare nel problema anche se molte volte non abbiamo avuto il conforto della maggioranza o delle maggioranze che si formavano all'interno del Consiglio regionale, però abbiamo avuto il coraggio per lo meno di proporre delle soluzioni più congeniali a quelle che erano le esigenze di riforma della scuola di oggi e non abbiamo mai, non siamo venuti mai meno a queste impostazioni, diciamo non tanto per eludere il problema, quanto per riportarci alla realtà del momento, cioè, da una parte, la difficoltà che potremmo trovare sul piano, diciamo così, normativo e questo parlo en passant perché potrebbe ancora essere il problema minore ma, soprattutto, in considerazione del fatto che un progetto di riforma si sta discutendo e sarebbe bene che in quell'occasione si richiamino l'attenzione del Governo su certi aspetti della vicenda di questa riforma scolastica.
Pertanto io inviterei i Signori Consiglieri proponenti a voler riesaminare un momento il problema relativo alla prosecuzione della discussione della legge anche se non ci impegna sul piano finanziario questa volta, non trova ostacoli veramente sul piano finanziario ma trova ostacoli soprattutto nella partecipazione al dibattito politico anche se molto silenzioso di molte rappresentanze del nostro Consiglio regionale, ma perché? Ma perché ci troviamo in un momento particolare, d'altra parte la fretta dell'iter legislativo che ha richiesto anche per questa legge la procedura d'urgenza, ci imporrebbe una lunga discussione, inesauribile discussione su questo problema che richiama sempre l'attenzione di molti Consiglieri regionali perché tutte le volte che si è discusso dei problemi della scuola all'interno del Consiglio regionale la discussione è stata sempre vivace ed è stata sempre approfondita, anche se molte volte non si sono trovate, non si sono volute ricercare delle soluzioni più congeniali a quelle che sono le esigenze della scuola di oggi. Però devo dire che oggi, in questo momento particolare, approfittando di questa situazione, cioè che il Governo sta per varare la riforma della scuola secondaria, sottoporrei all'esame del Consiglio un ordine del giorno da inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Pubblica Istruzione.
"Il Consiglio regionale,
dopo ampio dibattito sui problemi relativi all'esercizio dei diritti democratici nelle scuole secondarie di secondo grado;
Considerato che il Consiglio dei Ministri si è impegnato ad esaminare a breve scadenza la riforma della scuola secondaria;
Invita il Governo nazionale in sede di elaborazione del progetto di riforma:
1) a tenere nel debito conto le esigenze di assicurare la partecipazione dei protagonisti della vicenda scolastica (insegnanti, famiglie, studenti e delle organizzazioni esterne la gestione di tale importante servizio) in armonia con i principi democratici e antifascisti della nostra Costituzione Repubblicana;
2) ad assicurare per la Regione Autonoma Valle d'Aosta la realizzazione di un'effettiva scuola bilingue come stabilito dagli articoli 38, 39 e 40 dello Statuto regionale, prevedendo altresì la possibilità del ricorso ad insegnanti di lingua materna francese secondo il disposto di cui all'ultimo comma dell'articolo 39 facendo astrazione della nazionalità degli insegnanti".
(Voce - Si può averne una copia?) ...Sì, adesso la faccio distribuire.
Montesano (P.S.D.I.) - Prima di passare alla discussione sull'ordine del giorno è concessa la parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - Ma vede, io la ringrazio Signor Presidente, e non ho voluto prendere la parola prima per due motivi. Un motivo che il Segretario del nostro Consiglio con arte diabolica ci sfrutta tutti gli argomenti e ci toglie le possibilità di dire qualche cosa di nuovo. Secondo che mi aspettavo sia dall'Avv. Andrione, che è maestro in merito, io l'ho avuto con me molte volte in Commissione, sia dall'Assessore all'Istruzione, che è altrettanto valido in quanto avrà evidentemente letto questo disegno di legge, mi aspettavo qualche frase o un accenno sull'articolo 21, si trova a pagina 8, Titolo V - Disposizioni finali.
Io trovo che è molto strano che non ci sia stata una chiarificazione su questo punto, che secondo noi liberali fa cadere di per sé tutta la legge, perché - mi sia consentito - io mi stupisco, e qua do atto della serietà degli amici Dolchi e del Partito Comunista quando presentano qualche cosa, ma questa volta quando si porta un articolo 21 in cui si legge "Le eventuali maggiori spese - non si sa bene quali - dipendenti dalle attività e iniziative previste dalla presente legge - altro punto interrogativo - sono fronteggiate dagli Enti Locali - stiamo bene a sentire - dalle Regioni e dal Ministero della Pubblica Istruzione, tenuto conto di norma ecc. ecc.". Ma io mi stupisco veramente che si sia potuto arrivare a fare un disegno di legge con una frase del genere quando do atto al Partito Comunista e alla serietà dell'amico Dolchi che prima di presentare qualcosa si sono sempre documentati e hanno presentato delle cose anche valide - e siamo noi liberali a dirlo - quindi non possiamo essere tacciati di essere solo da una parte, ma evidentemente è talmente formidabile, insomma evidentemente c'era una battuta che mi è stata anche detta e che io la riferisco "chiediamo anche per le maggiori spese l'aiuto degli Stati Uniti, tanto stanno dando soldi un po' a tutti, vediamo se riusciamo a farli dare anche a noi, visto che da altre parti non se ne possono far dare!". Ma evidentemente si ha la netta sensazione che queste leggi siano state presentate tambour battant e alla fine di creare una certa psicosi nell'elettorato valdostano visto che voteremo quanto prima per le elezioni regionali, però non voglio dire "poca serietà" perché la parola non è vera, con molta leggerezza, con fretta, pur di arrivare in tempo non pensando evidentemente alle conclusioni a cui questo Consiglio evidentemente arriva, non con queste mie piccole modeste parole, ma evidentemente con l'intelligenza di tutti noi.
Ora io lascio soltanto a Lei, Signor Presidente, che evidentemente vedendo un articolo 21 non so nemmeno se Lei sia in grado o possa - questo sta a Lei deciderlo - mettere in votazione una cosa del genere che non ha finanziamenti, che non ha discussioni di spesa, un disegno di legge che praticamente non ha niente di quello che è previsto dalla legge per essere portato in discussione. Grazie.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Io mi rendo conto che il discorso può essere vano perché il Consiglio dibatte in articulo mortis è alla fine della legislatura e quindi i provvedimenti possono assumere, dice il collega Pedrini, un carattere pre-elettorale o elettoralistico; ma noi non abbiamo mai rifiutato, anzi, molte volte siamo stati promotori in questa Assemblea di dibattiti e discussioni sul problema della scuola e noi riteniamo che anche se siamo alla penultima riunione del Consiglio, il problema nella sua complessità e nella sua interezza rimane, di fronte alle forze politiche, che proprio anche su questi argomenti si misureranno nella prossima campagna elettorale, ed è quindi da una tribuna altamente qualificata, come quella del Consiglio regionale, che noi intendevamo con quest'iniziativa legislativa porre le basi di un confronto su quello che è il rinnovamento democratico della scuola. Ecco quindi la nostra intenzione e la nostra presenza in questo dibattito, dibattito che direi è alquanto strano, per una concezione cara all'amico Bordon e alla Democrazia Cristiana in genere. Il Consigliere regionale è chiamato a discutere iniziative legislative da parte di quella che lui definisce la maggioranza, da parte della minoranza, ce lo siamo sentiti dire tante volte in questa Assemblea, tocca alla Giunta e alla maggioranza fare delle proposte, tocca alla minoranza criticarle. Ebbene noi abbiamo già detto parecchie volte che non siamo d'accordo su questa concezione e i Gruppi hanno il diritto e soprattutto il dovere di portare avanti nell'aula consiliare discorsi di fondo che interessano la vota regionale, la comunità valdostana e quindi abbiamo su questa concezione, che io definisco dell'amico Bordon, che può essere anche di altri colleghi Consiglieri, la nostra posizione.
Ma qui ci troviamo ad aver capovolto anche questa distorta concezione, qui c'è un'iniziativa legislativa, discutibile, emendabile, da rivedersi, da discutere, da ampliare del Gruppo Comunista e c'è la critica da parte dell'esecutivo, c'è la critica ad una iniziativa legislativa da parte di chi per responsabilità assembleare dovrebbe avere per lo meno, se non l'iniziativa, la possibilità, e ci ha 600 dipendenti alle proprie, 600 funzionari alle proprie spalle, come propri dipendenti per anche servirsi della parte burocratica dell'Amministrazione regionale, l'esecutivo che cera di criticare, di smantellare, di evitare il discorso, o per lo meno di contrapporre con un voto quelle che sono, con un voto negativo si capisce, quelle che sono le iniziative del Consiglio.
Ecco questo mi sembra valga la spesa di essere sottolineato perché manifesta quello che può essere il disagio della vita assembleare del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, e mi riallaccio ad alcune considerazioni fatte dall'Assessore alla Pubblica Istruzione. Ha fatto un'analisi della scuola, gli altri fanno esperienze, hanno cercato di innovare senza innovare. L'iniziativa comunista centra il problema grosso della scuola. La scuola si è chiusa in difesa di sé stessa, è necessario un tipo diverso di partecipazione al progresso scolastico e, attraverso le famiglie, stabilire quel contatto famiglia-scuola che è alla base di questo progresso e di questo rinnovamento scolastico.
Queste sono state affermazioni che l'Assessore Lustrissy ci ha fatto pochi minuti or sono. Ecco ma allora il fatto che noi ne dibattiamo anche in articulo mortis mantiene tutta la validità. Il discorso è aperto, noi lo abbiamo centrato con un'iniziativa legislativa, emendabile, ma il Consiglio si confronti su queste cose se sono particolarmente sentite dalla comunità valdostana. È chiaro, altri hanno fatto esperienze anche negative, ma noi esperienze vogliamo fare, gli altri hanno innovato senza innovare, ma noi cerchiamo di innovare o aspettiamo chi sa che cosa? Aspettiamo forse, diceva l'Assessore, che conosciamo meglio il tipo di indirizzo che vogliamo dare a tutta la scuola valdostana, e allora sarebbe troppo facile il riprendere il discorso di prima per il presalario agli studenti universitari quando si diceva: non possiamo adottare un provvedimento di questo tipo perché prima a monte vogliamo sapere in quale modo indirizzare il presalario.
Ecco, però quale discorso si fa a monte? Mi si dirà c'è tutta un'impostazione di elaborazione, di studio. L'Amministrazione regionale si pone questi problemi, tende ad elaborarli, ecco però rimaniamo sempre nella fase di studio, nella fase di elaborazione, non abbiamo a monte le idee chiare per cui i provvedimenti si inseriscono in quel tipo di indirizzo cui accennava l'Assessore Lustrissy, e allora quale è il tipo di indirizzo? Non lo sapremo mai, se non facciamo dei passi in avanti se non ci confrontiamo, a meno che - e qui sono veramente perplesso - non ci sia proprio la volontà che io respingo come autonomista, come Consigliere regionale, di aspettare che Biasini si pronunci, di aspettare leggendo i quotidiani che si faccia a livello nazionale la riforma della scuola, che discutendo noi stessi della potestà legislativa del Consiglio regionale attendiamo di inserirci in una definizione, in una riforma a livello nazionale come potrà la scuola valdostana far sentire quell'accento a cui si richiamava l'Assessore Lustrissy? Io non ritengo che solo con un ordine del giorno che ci è stato proposto questo possa avvenire, questo può avvenire se già in Valle d'Aosta dei passi in avanti si fanno, se i problemi si pongono, se il confronto fra le forze politiche anche su questo terreno può avere il suo sviluppo.
Noi respingiamo, proprio come autonomisti, il fatto di attendere la riforma nazionale, collega Lustrissy, noi ci richiamiamo al sentimento di autonomia del Consiglio regionale e siamo pronti a fare la battaglia anche per un'interpretazione estensiva del potere legislativo, ecco perché riteniamo che il Consiglio regionale abbia la potestà, abbia la facoltà, il dovere di dibattere questi problemi.
Forse che quando, dice un proverbio, ci si è scottati si ha paura dell'acqua tiepida, forse che l'esperimento del Biennio ci ha così preoccupati e la sua soluzione, alla quale solo noi abbiamo contrapposto una fermezza in questo Consiglio regionale, rende ora timidi i Gruppi e le forze politiche in questo Consiglio regionale?
Ebbene eravamo stati all'avanguardia in quella soluzione, ora saremmo a rimorchio nel momento in cui lo stato annuncia la riforma sull'indirizzo che noi stessi avevamo dato, noi stessi, noi Gruppo Comunista, oltre che Consiglio regionale, perché il Consiglio regionale ha votato per la facoltatività quando noi unici abbiamo votato per l'obbligatorietà del Biennio.
Ebbene, colleghi Consiglieri, io non voglio dilungarmi, il discorso è delicato e difficile, impegna le forze politiche non solo oggi in Consiglio regionale ma domani nel confronto elettorale e dopo domani nel Consiglio regionale, nel nuovo Consiglio regionale.
Certo che rimane una considerazione di fondo: la legge è lacunosa sotto diversi aspetti, dice l'Assessore Lustrissy, dopo aver fatto tutte quelle premesse che io vi ho ricordato, non lo nascondiamo, però proprio rifacendomi a quanto dicevo prima sulla concessione che chiamo dell'amico Bordon, tra maggioranza e minoranza, tra esecutivo e opposizione, noi riteniamo di aver assolto ad un nostro dovere, ad un nostro compito presentando anche in questo delicato e importante settore una nostra iniziativa che può essere stata motivo di confronto e con l'esecutivo e con altre forze politiche - fra parentesi è sempre assente da questo dibattito il più grosso Partito a livello nazionale che è la Democrazia Cristiana, il Partito che proprio in quell'accento a livello nazionale avrebbe la sua parola da dire, ma non importa. Riteniamo di aver fatto cosa positiva nell'interesse della Valle d'Aosta portando questo argomento, in modo affrettato è stato detto, ma io ritengo che i problemi della scuola sono stati talmente dibattuti nel nostro paese e nella nostra Regione che non si possa più chiamare affrettato qualsiasi momento, qualsiasi occasione di confronto su questi problemi che debba interessare, sui cui sono chiamate a confrontarsi le forze politiche della Valle d'Aosta.
Il progetto, l'iniziativa sarà bocciata dal Consiglio regionale, noi riteniamo che comunque è un primo passo che è stato fatto su un discorso che avrà il suo seguito nell'opinione pubblica, nelle famiglie, sarà un'occasione di confronto domani e dopo domani, dicevo, sulle quali dovranno misurarsi le forze politiche della Valle d'Aosta.
Noi comunisti il problema lo abbiamo discusso, lo abbiamo affrontato, lo abbiamo sottoposto alla vostra attenzione. Certamente non riteniamo che tutti voi possiate concordare su quelle che sono state le nostre proposte. Riteniamo però che, avendo fatto queste proposte, il discorso concretamente si è aperto, sarà continuato nel prossimo Consiglio regionale perché noi crediamo che nella sua autonomia, nella sua potestà legislativa il Consiglio regionale avrà la possibilità di dare il suo contributo di rinnovamento democratico della scuola valdostana.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?
Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - Io comincerò dal contrario perché mi piace essere un po' anticonformista, anche perché in realtà nell'intervento che andrò a fare e mi auguro, spero di essere sufficientemente chiaro, non è tanto la risposta ai singoli interventi che, premesso, hanno avuto decisamente un livello - soprattutto quello dell'Assessore Lustrissy - estremamente più elevato che quello sulla legge del presalario, anche perché forse questo affronta in termini più politici il problema della scuola. Dicevo il mio compito non è tanto, il mio scopo non è tanto quello di rispondere ad alcuni singoli interventi, quanto fare un certo tipo di considerazioni.
Innanzitutto mi è parso che da qualche intervento venisse fuori che noi vogliamo contrabbandare questa legge come una legge per la riforma della scuola nel suo complesso, il che non è vero. Noi con questa legge intendiamo affrontare un aspetto specifico della scuola che è quello non di stabilire a priori quali sono i diritti democratici degli studenti e di tutte le persone che ruotano intorno alla scuola, quanto di garantire all'interno della scuola l'esercizio autonomo non partitico, non preorganizzato degli studenti.
Certo qualcuno forse può pensare che in una scuola organizzata in questo modo ci sia, vada a scapito l'istruzione, la preparazione dell'alunno. Noi di questo non ne siamo assolutamente convinti anche perché - e siamo stati su questo argomento fortemente in polemica a suo tempo con il Movimento degli studenti e ad Aosta e in campo nazionale - cerchiamo, pensiamo che uno dei compiti fondamentali della scuola sia quello di preparare gli studenti, non siamo né per la scuola degli asini né per la scuola dei parolai, siamo perché la scuola fornisca alla società dei tecnici, dei laureati all'altezza in ogni momento di fare il loro compito.
Il nostro problema era che questa preparazione avvenisse in un contesto scolastico diverso da quello che è avvenuto fino ad oggi. Se mi è consentito un riassunto di questo concetto, direi che accanto a un processo di istruzione, che molte volte significa soltanto un processo di avvio al lavoro, ci sia accanto a questo processo pur necessario e indispensabile un processo di socializzazione dello studente, del giovane. In questo quadro, con queste premesse noi, con questi intenti, abbiamo presentato questa legge ma in realtà le considerazioni che volevo fare erano di altro tipo anche perché alcune affermazioni di certi Consiglieri ci preoccupano e mi riallaccio in parte al discorso che faceva il compagno Dolchi. Si dice ed è almeno già tre Consigli che le sentiamo dire: certe iniziative, certi atteggiamenti di certi Gruppi politici sono condizionati dal fatto che vi avviamo verso le e elezioni e di conseguenza hanno posizioni demagogiche, hanno posizioni di volersi differenziare a tutti i costi dagli altri, dico a tutti i costi, perché tutti vogliamo differenziarci ma non necessariamente a tutti i costi e sono delle posizioni elettoralistiche. Siccome questo pericolo esiste veramente e forse fino in fondo non ne siamo immuni nemmeno noi comunisti, ma siccome noi pensiamo anche che lo scontro elettorale sia un momenti di verifica delle posizioni politiche che i singoli Partiti portano in mezzo agli elettori, e siccome pensiamo che questo dibattito politico non possa svilirsi a avvilirsi intorno a polemiche ma su fatti politici concreti, su delle prospettive di sviluppo generale concrete, pensiamo che questo progetto di legge non possa assolutamente essere accusabile di elettoralismo proprio perché esige un dibattito politico ad un livello pale per cui c'è lo sviluppo pieno il più positivo possibile di tutte le posizioni dei Partiti. Direi che il nostro obiettivo elettorale, se c'è stato, e non c'era un obiettivo elettorale, era proprio quello di cercare di tenere il dibattito politico fra le varie forse componenti il Consiglio regionale al livello più alto possibile.
Ma volevo fare anche delle altre considerazioni e riprendo in parte il discorso del compagno Dolchi. Questa Giunta dice: vogliamo instaurare un modo diverso di governare la cosa pubblica, noi non cerchiamo schieramenti politici, se interpreto bene la posizione della Giunta, ma cerchiamo delle maggioranze sui problemi, non maggioranze precostituite ma delle maggioranze su problemi concreti. Si cerca cioè di instaurare, di far vivere anche in Valle d'Aosta quella che viene comunemente definita la Regione aperta, con maggioranze non precostituite. Ma io vorrei fare alcune considerazioni su questa affermazione. Innanzitutto Regione aperta non significa soltanto un rapporto diverso fra l'esecutivo e il Consiglio regionale, tra i Gruppi consiliari e l'esecutivo ma significa anche soprattutto un rapporto diverso tra l'esecutivo regionale e i Gruppi consiliari perché altrimenti resta un discorso a senso unico, un discorso che non va avanti, ma non significa soltanto questo, significa essere aperti ai problemi che le massi popolari pongono, significa essere aperti a tutto quello che di nuovo viene avanti nella società, ecco perché noi non chiediamo soltanto un ordine del giorno, sul quale per il momento non ci pronunciamo, ma chiediamo un pronunciamento chiaro articolo per articolo anche di questa legge.
Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono altri interventi? Altri interventi? Allora, come al solito, viene posto alla votazione del Consiglio, ecco la parola al Consigliere Ramera.
Ramera (D.C.) - Signor Presidente, ho dovuto assentarsi un momento, ho saputo di apprezzamenti fatti per la nostra assenza nella discussione. A parte il fatto che prima di fare apprezzamenti sugli altri bisognerebbe guardarsi nello specchio perché avete voi, Gruppo Comunista, ci avete fatto venire in Consiglio, discutere, votare un ordine del giorno sulla Cogne ad Aosta e quel giorno, stranamente, il Partito Comunista non era presente.
Perciò prima di avanzare apprezzamenti sugli altri e sugli interventi o meno degli altri Partiti, cominciate a essere coerenti con voi stessi che, quando provocate discussioni in Consiglio con votazioni di ordini del giorno, siate almeno conseguenti e venite alle discussioni.
No, voi siete venuti per niente, quindi ci avete fatto solo perdere del tempo a noi e ad altri. Quindi siamo d'accordo per l'ordine del giorno perché il nostro pensiero l'abbiamo detto chiaramente in sede di Commissione e, se volete ancora di più, dato che prima avete detto che manco di fantasia, questo progetto era talmente fantastico che quando l'avete presentato parlava di Provveditorato agli Studi e amenità del genere, per cui era stato copiato da un altro Gruppo consiliare portato in altra provincia, queste sono le vostre fantasie!
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? (Voce del Consigliere Dolchi) ...Beh comunque le discussioni sono quelle che sono e quindi bisogna tener conto di ogni intervento che viene fatto.
L'unico richiamo che io voglio fare ai proponenti è, credo che riguardi l'articolo 21 non tanto per le ragioni che ha esposto il Consigliere Pedrini quanto per altre considerazioni, cioè il Consiglio regionale della Valle d'Aosta viene a disporre e a dare disposizioni per i bilanci degli Enti Locali, per i bilanci del Ministero della Pubblica Istruzione e delle Regioni. Io non ho capito bene queste frasi, che naturalmente comportano una diversificazione da quello che è il nostro compito, cioè noi dobbiamo legiferare e far aderire i disposti legislativi sulla nostra sovranità e alle nostre competenze regionali, ma né io posso ammettere che si disponga degli Enti Locali né posso ammettere che si disponga delle altre Regioni e tanto meno del Ministero della Pubblica Istruzione. Quindi io penso che questo articolo possa essere eliminato senza che la legge ne risenta, anche per ovviare a quell'altra osservazione della copertura. Per queste eventuali poi spese che sono così ipotetiche, senza essere concrete.
Ora io dico senz'altro quella che sarà la procedura: va votato l'ordine del giorno il quale, così come è stato presentato, non impedisce la votazione della legge e allora il Consiglio è chiamato a votare l'ordine del giorno presentato, a nome della Giunta, dall'Assessore Lustrissy. Credo che tutti ne hanno avuto una copia, altrimenti io pregherò il Segretario del Consiglio a volerlo leggere e vedo dei cenni di assenze, quindi può leggere.
Andrione (U.V.) - "Il Consiglio regionale, dopo ampio dibattito sul problema relativi all'esercizio dei diritti democratici nelle scuole secondarie di secondo grado;
considerato che il Consiglio dei Ministri si è impegnato ad esaminare a breve scadenza la riforma della scuola secondaria di secondo grado;
invita il Governo Nazionale in sede di elaborazione del progetto di riforma:
1) a tenere nel debito conto le esigenze di assicurare la partecipazione dei protagonisti della vicenda scolastica (insegnanti, famiglie, studenti e delle organizzazioni esterne) alla gestione di tale importante servizio in armonia con i principi democratici e antifascisti della nostra Costituzione Repubblicana;
2) ad assicurare per la Regione Autonoma Valle d'Aosta la realizzazione di una effettiva scuola bilingue come stabilito dagli articoli 38, 39 e 40 dello Statuto regionale prevedendo altresì la possibilità del ricorso ad insegnanti di lingua materna francese secondo il disposto di cui all'ultimo comma dell'articolo 39, facendo astrazione dalla nazionalità degli insegnanti".
Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono interventi ulteriori su questo ordine del giorno?
Allora possiamo mettere di voti. Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Io non ho visto nessuno contrario, nessuno astenuto, un'astensione ci deve essere eh? Io non posso accogliere, un'espressione ci dev'essere, oppure bisogna essere assenti vi consideriamo assenti.
Andrione (U.V.) - No, hanno votato a favore!
Montesano (P.S.D.I.) - Ah, a favore? Scusate allora, io non ho visto, allora il Consiglio approva all'unanimità, scusate.
Adesso si passa all'esame della legge, articolo per articolo. Io chiamo gli articoli e, se non ci sono interventi, si passa alla votazione.
Articolo 1 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Nessuno, allora 7 favorevoli, il resto contrari.
Articolo 2 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 3 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 4 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 5 - Io credo che la votazione si ripeterà nello stesso modo - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 6 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Io prego i Consiglieri di non uscire dall'aula.
Articolo 7 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 8 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 9 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 10 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 11 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 12 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 13 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 14 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 15 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 16 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 17 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 18 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 19 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 20 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
L'articolo 21 viene depennato, quindi l'articolo 22 diventa articolo 21 - Art. 21 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Articolo 22 - Che 23 diventa 22 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto - dopo la discussione del n. 9 che non ha molta, credo non dà molto avvio alla discussione per richiesta dei Consiglieri Dolchi, Bordon e Pedrini, i quali sono impegnati domani mattina in una riunione della Società Autostrade Valdostane, i progetti di cui al punto 10 e 12, cioè le leggi sulla caccia per loro richiesta dovrebbero essere trasportate alla seduta pomeridiana. Credo che il Consiglio sia d'accordo, quindi questi due oggetti vengono trasportati, posposti alla seduta pomeridiana.
Risultato della votazione: presenti 27, votanti 27, favorevoli 10, contrari 17.
Il Consiglio non approva. Respinge.
Si passa all'oggetto 9.
