Objet du Conseil n. 141 du 29 mars 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 141/73 - Proposta di legge regionale concernente: "Concessione di presalario agli studenti universitari valdostani".
Montesano (P.S.D.I.) - Per favore, un po' di silenzio per favore, Gal per favore un po' di silenzio, un attimo prima di dare la parola al Consigliere Chincheré, che ho visto che l'ha chiesta, io, così come avevo preannunciato questa mattina, ricordo ai Signori Consiglieri che vi è una relazione della Commissione alla Pubblica Istruzione, io farò leggere dal Segretario Consigliere questa relazione, la quale comprende, si riferisce alle due leggi proposte dai Consiglieri Chincheré ed altri e che riguardano la concessione di presalario agli studenti universitari e l'esercizio dei diritti democratici nella scuola. Naturalmente le due discussioni saranno separate però siccome la relazione è comprensiva dei due provvedimenti, io prego il Segretario Consigliere di leggere la relazione stessa fattami pervenire dal Presidente della Commissione alla Pubblica Istruzione.
Manganone (D.C.) - "Il giorno 12 del mese di marzo dell'anno 1973, convocata con lettera prot. 2729 in data 7.3.73, si è riunita alle ore 17 nella sala delle riunioni dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione la Commissione consiliare. Sono presenti i Consiglieri Andrione, Balestri, Chincheré, Lustrissy, Personnettaz.
Sono assenti i Consiglieri Maghetti e Ramera.
Assiste in qualità di Segretario rogante il Sig. Martin Luigi, Segretario dell'Ufficio Assessorato Pubblica Istruzione.
Il Presidente, Sig.na Personnettaz Arlina, constata la validità della riunione, dichiara aperta la seduta e la discussione sul seguente ordine del giorno.
- Proposta di legge regionale di iniziativa dei Consiglieri Dolchi e Chincheré concernente "Concessione di presalario agli studenti universitari".
Al secondo punto:
- Proposta di legge regionale concernente "Esercizio dei diritti democratici nella scuola".
L'Assessore Lustrissy riferisce alla Commissione il parere espresso dalla Giunta regionale in merito al disegno di legge "Concessione di presalario agli studenti universitari". La Giunta, preso atto che per il corrente anno accademico l'Amministrazione regionale ha già provveduto ad istituire assegni di studio agli studenti universitari, rilevato che le norme per l'assegnazione di tali benefici, nonché i relativi importi sono stati concordati e fissati con l'assenso del Comitato Universitario Valdostano, atteso che alla data odierna le domande sono già pervenute all'Ufficio Assistenza Scolastica dell'Assessorato, rilevato ancora che tale disegno di legge comporta una spesa di Lire 300 milioni e che oltre a non trovare necessaria copertura sul bilancio del 1973 impegnerebbe nella prossima legislatura il nuovo Consiglio regionale, ritiene attualmente improponibile tale disegno di legge, salvo esaminare la possibilità di un ulteriore aumento a titolo di integrazione dell'importo massimo fissato per l'assegno regionale.
Il Consigliere Dr. Andrione dichiara di essere contrario a tale progetto di legge che prevede una volta ancora elargizione di denaro pubblico sotto forma di sussidio. Egli rileva che tale forma di assistenza è stata abbandonata in tutti i Paesi più progrediti ove si è provveduto da tempo a modificare le strutture universitarie (posti gratuiti in collegi, biblioteche, mense, ecc. ecc.) e pertanto auspica che anche l'Amministrazione regionale segua tale politica di intervento assistenziale per gli universitari.
In seguito l'Assessore Lustrissy riferisce alla Commissione il parere espresso dalla Giunta regionale in merito al disegno di legge "Esercizio dei diritti democratici nella scuola". La Giunta, preso atto che l'Amministrazione regionale non ha la competenza di legiferare in merito, rilevato che è allo studio del Governo un progetto di legge per la riforma scolastica, propone che il Consiglio regionale approvi un ordine del giorno dei Ministri affinché il Governo recepisca tali norme proposte dalla Regione.
Il Consigliere Prof. Balestri e Sig.na Personnettaz si associano a quanto detto dall'Assessore Lustrissy.
Il Consigliere Geom. Chincheré dichiara infine: "Modificare in senso democratico il governo della scuola e garantire concretamente il diritto allo studio sono ormai necessità inderogabili. Attorno a questi temi dobbiamo aprire il dibattito. Le nostre non sono proposte rigide, siamo aperti al confronto e alla collaborazione per la soluzione positiva di entrambi i problemi. Diciamo pertanto che il Consiglio abbia l'autorità politica e amministrativa di far fare un passo in avanti a questi problemi".
La seduta termina alle ore 18.30.
Il Presidente
Arlina Personnettaz
Il Segretario verbalizzante
Luigi Martin"
Montesano (P.S.D.I.) - In questa relazione io ho sentito e ho letto anche che ad un certo punto, per bocca dell'Assessore Lustrissy, dice la legge è improponibile. Ora credo che non voglia dire il fatto che non possa essere proposta al Consiglio, la legge è proponibile e va discussa come tutte le altre proposte che vengono avanzate alla Presidenza del Consiglio.
Prima di dare ancora la parola al Consigliere Chincheré, io desidero comunicare che è arrivata una lettera in merito a questo primo punto dal Comitato Universitario Valdostano il quale Comitato ha proposto nella sua lettera degli emendamenti alla legge. Naturalmente queste proposte non sono accoglibili da parte della Presidenza del Consiglio, però io mi sono preso cura di far sapere le ragioni per cui io non potevo accogliere le proposte del Comitato Universitario Valdostano con questa lettera:
"Si accusa ricevuta della lettera datata 9 marzo 1973 e riguardante la legge regionale che va in discussione al prossimo Consiglio "Concessione del presalario agli studenti universitari valdostani". Preso atto di quanto in essa contenuto, comunico che qualsiasi emendamento alla legge proposto dal Gruppo Comunista deve essere fatto attraverso i Consiglieri regionali perché ogni iniziativa del genere sia legislativa sia emendativa a tali provvedimenti deve essere fatta attraverso i legittimi rappresentanti in Consiglio".
Dopo di che la parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - Signor Presidente che è questa, io so perché la lettera del Comitato Universitario Valdostano aveva una certa intestazione e credo forse i proponenti, Capigruppo e il Presidente del Consiglio, e il Presidente della Giunta, credo.
Montesano (P.S.D.I.) - Dunque "Presidente del Consiglio regionale, della Giunta regionale, Assessore alla Pubblica istruzione, Capigruppo consiliari e ai proponenti della legge".
Chincheré (P.C.I.) - Ecco, la proposta, credo che sia una lettera interessante e che tutti i Consiglieri dovrebbero prenderne visione. Pertanto pregherei, se possibile, tramite le fotocopie, farla pervenire a tutti i Consiglieri.
Entrando nel merito delle leggi, che siamo d'accordo col Presidente Montesano di avere due discussioni separate, non perché gli argomenti sono diversi, anzi, secondo noi hanno dei rapporti molto stretti, ma crediamo che la discussione possa essere più proficua se viene affrontata in modo separato.
La prima è quella sul presalario agli studenti universitari.
L'operare dell'Amministrazione regionale dal suo nascere ad oggi è sempre stato rivolto in materia di Istruzione pubblica a promuovere iniziative atte a garantire concretamente il diritto allo studio.
A tal fine sono state prese, avvalendosi delle possibilità legislative previste dallo Statuto speciale, iniziative quali i libri gratuiti, facilitazioni per trasporti e mense, un notevole sforzo al riguardo dell'edilizia scolastica, potenziamento del corpo insegnante e non insegnate nelle scuole regionali, facilitazioni e sussidi per l'accesso agli studi universitari.
Particolare attenzione, secondo noi, va posta a quest'ultimo problema, quest'ultimo aspetto del problema dell'istruzione pubblica. La posizione geografica, la limitata popolazione, il conseguente basso numero di studenti frequentanti gli studi universitari fanno pensare all'impossibilità per la nostra Regione di avere fra un numero di anni ragionevolmente limitato una sede universitaria. Ciò pone problemi degni di attenzione e di particolari soluzioni in ordine al diritto effettivo allo studio per i giovani studenti valdostani che intendono proseguire un'ulteriore preparazione e che sono costretti ad una forzata e pendolare emigrazione scolastica.
Il diritto effettivo allo studio, dalla scuola materna, direi di più, dall'asilo-nido all'università, lo si ottiene soltanto garantendo le strutture scolastiche adatte e la possibilità senza limitazioni sociali e di reddito di usufruire. Da queste premesse nasce la proposta di legge che sottoponiamo al giudizio del Consiglio regionale.
È pur vero che è stato istituito a livello nazionale il presalario a favore degli studenti universitari ma carenze legislative, appesantimenti burocratici, situazioni negative all'interno del governo delle singole università rendono quasi impossibile, ed è stato ampiamente dimostrato, il soddisfacimento di questi diritti. Da qui la proposta che la nostra Regione, previsto all'art. 1, si faccia carico in prima persona per la concessione del presalario agli studenti universitari valdostani, salvo il diritto di rivalersi nei confronti dello stato per il rimborso, almeno in parte, della maggiore spese sostenuta.
Evidentemente il presalario non può essere dato indiscriminatamente a tutti ma deve permettere l'accesso alle soglie universitarie dei figli dei contadini, degli operai, di quei lavoratori con un reddito che non garantisce la prosecuzione degli studi ai propri figli.
A questo va aggiunto che il presalario va dato solo a chi è in regola con gli studi, con il piano di studi, al fine di non permettere abusi che svuoterebbero di significato questa iniziativa.
Proponiamo altresì che il presalario, salvo le precedenti premesse, ammonti a Lire 700.000 per ogni anno scolastico, ammontare uguale per tutti gli studenti senza distinzione di facoltà, salvo le eccezioni previste dalla legge all'articolo 3, perché consideriamo giusto garantire il diritto e l'obbligo alla frequenza scolastica, frequenza che risulta particolarmente onerosa data la distanza dalla nostra Valle alle sedi universitarie.
I proponenti intendono regolamentare in modo più organico la distribuzione dei sussidi che l'Amministrazione regionale già prevede nei suoi bilanci.
Con questa proposta di legge affrontiamo un tema importante e prioritario per l'avvenire culturale e civile della nostra Regione. Abbiamo ritenuto nostro dovere affrontarlo con proposte concrete, aperte ad ogni proposta migliorativa e apporto originale che le altre forze politiche vorranno dare.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - A me pare che dal verbale della Commissione consiliare, della riunione della Commissione consiliare della Pubblica istruzione, risulta già abbastanza chiara quella che è, quello che è il parere della Giunta sul progetto di legge proposto, ritengo però necessario fare alcune integrazioni a quanto già detto.
In definitiva noi dobbiamo ricordare, in modo particolare ai colleghi Consiglieri che sono membri della Commissione consiliare Pubblica istruzione, che il problema della redazione dell'assegno di studio, del presalario agli studenti universitari è frutto di una collaborazione avvenuta all'interno della Commissione stessa coi rappresentanti degli studenti universitari della Valle d'Aosta.
È un provvedimento questo che abbiamo attualmente in vigore che si inserisce nella scia del provvedimento nazionale, cioè agganciandoci alla legge del presalario nazionale, stabilisce che l'Amministrazione regionale interviene nei casi in cui per mancanza di fondi il presalario non può essere erogato agli studenti universitari che si ritrovino nelle condizioni di legge, nelle condizioni previste nella legge sono, da una parte, il reddito e, dall'altra, il piano di studi svolto.
Ora, come dico, la discussione sull'erogazione di tutti i sussidi, assegni di studi di qualsiasi provvidenza agli studenti è oggi in modo particolare discussa e ridiscussa in quanto abbiamo avuto modo di assistere in campo nazionale a delle grosse sperequazioni, a dei grossi scandali, soprattutto in sede di erogazione di presalario e i grossi scandali, almeno secondo la discussione che è avvenuta all'interno della Commissione della Pubblica istruzione, sono in maggior parte dovuti alla difficoltà per le Commissioni o per gli organismi che debbono entrare, applicare le leggi in ordine al presalario, di definire in un modo abbastanza certo il reddito delle singole persone che ne fanno richiesta.
Ed è questa la grossa difficoltà che ha sempre vincolato il lavoro di tutte le Commissioni di questo tipo.
Ora il riferirsi ancora al reddito non so fino a che punto si possa dare concreta attuazione a quel principio costituzionale di mettere tutti nelle stesse condizioni, che almeno i meritevoli e i bisognosi siano messi nelle stesse condizioni degli altri per poter proseguire gli studi. In effetti tutte le volte che noi ci ritroviamo a definire il problema del reddito ci basiamo su delle certificazioni soggettive degli interessati oppure su delle dichiarazioni rilasciate dall'ufficio competente che è l'Ufficio Distrettuale delle Imposte, ma noi sappiamo benissimo che nel nostro Paese ci sono molte categorie di cittadini, cittadini più sensibili, altri meno sensibili ai problemi generali della comunità e non sempre il reddito riesce ad essere definito in un modo certo. Per lo meno a livello di lavoratori dipendenti abbiamo sempre la certezza del reddito, ma quando si deve esaminare il reddito di altre categorie professionali non abbiamo mai la certezza del reddito e tutta questa discussione ha impegnato in molte riunioni la Commissione consiliare che ha discusso lungamente del problema anche con gli studenti stessi.
In definitiva non si è ancora raggiunta una soluzione soddisfacente per superare il problema fondamentale, per poter permettere l'erogazione di un presalario effettivamente a chi ne avesse bisogno e il problema fondamentale è sempre il reddito.
Di più, i membri della Commissione avevano espresso anche pareri diversi circa il tipo di provvedimento, alcuni si erano riferiti ad altri provvedimenti in atto in alcune province italiane o alcuni altri paesi tipo quello ultimamente approvato dall'Amministrazione provinciale di Trento, di concedere dei prestiti sulla fiducia agli assegni universitari salvo risorse di 700.0000, salvo poi il rimborso al termine degli studi una volta avviati alla professione.
La discussione è ancora in atto, cioè non si è ancora conclusa e si è conclusa in un unico modo possibile per quest'anno nel riproporre per l'anno accademico 1972/1973 le stesse norme in vigore per l'anno accademico precedente, utilizzando a quel fine lo stanziamento previsto dal bilancio di previsione 1973. E il Consiglio regionale, di conseguenza, ha approvato nel dicembre del 1972 il bando di concorso relativo all'assegnazione degli assegni di studio agli studenti universitari, provvedimento che ricalca, come dicevo, il provvedimento dell'anno precedente dove si interviene in modo da integrare i fondi disponibili per permettere a tutti coloro che si trovano nelle condizioni previste dalla legge di ottenere il presalario. Di più, si è anche stabilito, in accordo con la Commissione, in considerazione del fatto che l'erogazione del presalario da parte degli uffici assistenziali dell'Università avviene sempre con notevole ritardo, di erogarlo per tempo e nei prossimi giorni la Commissione consiliare si dovrà riunire assieme agli studenti universitari per assegnare il presalario per l'anno accademico in corso in modo da anticipare i fondi agli studenti universitari salvo restituzione o rimborso poi all'atto della percezione del presalario da parte dell'organismo assistenziale dell'Università.
E in definitiva, se pur oggi possiamo dire che l'assegno presalario che l'Amministrazione regionale ha stabilito da alcuni anni a questa parte può essere sufficiente al mantenimento dei ragazzi agli studi, soprattutto per le famiglie che non raggiungono un determinato reddito, dobbiamo anche dire che non siamo molto lontani dal reddito proposto con questa legge. In effetti alle 500.000 lire del presalario si aggiungono le 50 e 100.000 lire di rimborso spese per acquisto libri di testo secondo il reddito della famiglia. In definitiva nella maggior parte dei casi il presalario dalle cinquecentomila lire già oggi è attribuito nella misura di lire seicentomila anche se una parte minima del presalario viene assegnata a titolo di rimborso spese.
Ora regolarmente in un modo diverso nel corrente anno accademico quello che già la Commissione consiliare e l'Associazione Studenti Universitari ha stabilito per il corrente anno accademico mi pare per lo meno intempestivo in questo momento. La proposta, credo che possa venire poi riconsiderata dal nuovo Consiglio regionale in sede di predisposizione del bilancio preventivo per l'anno 1974, bilancio preventivo che dovrà prevedere gli opportuni stanziamenti relativi alla somma che si dovrà probabilmente spendere per venire incontro a queste esigenze.
Ma dico anche di più. Se il reddito, cioè se l'assegno delle 600.000 lire attualmente erogato è insufficiente, e in linea di massima possiamo anche concordare che sia insufficiente perché già in sede di Commissione avevamo stabilito che il costo medio per il mantenimento del ragazzo agli studi si aggirava sulle 60.000 lire mensili e, grosso modo, facendo dei calcoli approssimativi, ci si era avvicinati a quella che era la somma proposta, alle 700.000 lire. Però, come dico, in questo momento non possiamo modificare il bando già approvato alcuni mesi fa dal Consiglio regionale perché caso mai si trattava di discutere dell'integrazione o del provvedimento in quel momenti lì. Il Consiglio regionale ha approvato, l'Associazione ha aderito e pertanto il problema è risolto per l'anno accademico in corso e, come dicevo, se il Consiglio regionale prossimo che scaturirà dalle prossime elezioni vorrà continuare su questa strada in clima di collaborazione con l'Associazione Studenti Universitari, come abbiamo sempre fatto, penso che non sarà difficile in quel momento di stabilire una nuova disciplina, neanche tanto una nuova disciplina in quanto la legge proposta ricalca niente meno che il bando di concorso. Il bando di concorso è approvato con una delibera del Consiglio regionale, invece di essere una legge è una delibera di Consiglio, ma i requisiti per ottenere il presalario sono chiaramente prescritti, anzi, fanno riferimento alla legge nazionale perché in un primo momento avevano avuto delle grosse difficoltà con l'organo di controllo per l'approvazione di una deliberazione del Consiglio regionale che stabiliva la redazione del presalario senza considerare quelli che erano gli interventi in atto in campo nazionale. Però entrando nel merito dobbiamo anche dire che la legge proposta varia il reddito rispetto a quella che è la nuova proposta che attualmente è in discussione, almeno ufficialmente è stata presentata al Senato stamane da parte del Governo, sulla nuova regolamentazione del presalario che ha elevato il reddito a 1.800.000, mentre qua si propone il reddito minimo di tre milioni.
Ora è chiaro che su questi problemi ci possono essere delle interpretazioni diverse ma, se la nostra legge regionale si mette in contrasto con le disposizioni generali regionali, non avrebbe in questo campo competenza primaria e rischiamo di farci rinviare la legge, però questo potrebbe ancora essere il meno.
Io richiamo l'attenzione del Consiglio su questo fatto, cioè se è vero come è vero che noi in questi ultimi anni stiamo attuando una politica di diritto allo studio, prevedendo l'erogazione di borse di studio, di assegni di studio in base a regolari bandi di concorso che hanno dei parametri di riferimento abbastanza precisi, quali quello del reddito e quale quello del piano di studi portato a compimento, è altrettanto vero che ci troviamo in crisi rispetto alla definizione del reddito, il grosso problema da chiarire è proprio il reddito.
Ora in questo momento particolare portare il reddito da 1.800.000, quale è quella la nuova proposta governativa, a 3.000.000 corriamo dei grossi rischi. A questo punto tanto varrebbe dichiarare che il Consiglio regionale, l'Amministrazione regionale decide di erogare il presalario a tutti gli studenti universitari valdostani perché in Valle d'Aosta, tranne poche eccezioni, forse non so, dichiarazione incauta, esistono molti miliardari in Valle d'Aosta, cioè l'Amministrazione regionale potrebbe a questo punto decidere di attribuire il presalario, considerato il reddito proposto di tre milioni, che è un reddito ormai, anche il professionista più qualificato denuncia, in base alle dichiarazioni dei redditi potrebbero conseguire il presalario.
Se questa è la volontà del Consiglio regionale, bene, si decida pure in quel senso lì però, se vogliamo essere obiettivi e se vogliamo effettivamente dare concreta attuazione a quello che è il presupposto, cioè il dettato costituzionale, il quale si riferisce sempre a un principio generale, cioè di mettere chi non è nelle condizioni di studiare ed è capace e meritevole di poterlo fare, dobbiamo esaminare attentamente questo problema del reddito perché rischiamo di commettere delle grosse ingiustizie e di dare del denaro a chi non ne ha bisogno. Ed ecco perché io voglio richiamare l'attenzione del Consiglio regionale su questo problema. Fintanto che non avremo trovato un parametro di riferimento preciso discostarci da quelle che sono le norme generali del reddito fissato in campo nazionale sull'erogazione del presalario, vorrebbe proprio dire attribuire e dare dei soldi a chi non potrebbe averne bisogno. Questo non credo che sia nelle intenzioni né nel dettato costituzionale né tanto meno del Consiglio regionale.
In buona sostanza anche all'interno della Commissione consiliare, non si è trovata una comunione di intenti, almeno riguardo alla definizione nuova del problema, perché per portare avanti delle decisioni vecchie, va beh, manteniamo le norme in atto, sono approvate con delibera del Consiglio regionale, che siano leggi o deliberazioni, ci sono dei parametri di riferimento preciso, c'è il discorso del reddito 1.800.000 o tre milioni, però rimane la sostanza che non siamo in grado oggi, esaminati tutti gli inconvenienti dell'attuale sistema di erogazione del presalario, di eliminare gli inconvenienti, cioè corriamo effettivamente il rischio - e come già succede sovente perché tutte le volte per lo meno, e queste sono poi le considerazioni che si fanno dopo che si assegnano i presalari, un po' di tempo dopo qualcuno comincia a fare le osservazioni, eh, quello ha avuto il presalario, si è comprato la "500" nuova, quello ha avuto il presalario, e si è andato a fare una vacanza oppure succede anche questo al limite: che i posti che noi abbiamo disponibili al Collegio Universitario, che ci costano 400.000 lire all'anno, di fronte alla possibilità di avere un presalario di 500-600-700.000 lire, è chiaro non vengono più utilizzati. Noi quest'anno avevamo messo a disposizione nei due posti tradizionali al Collegio Universitario di Torino, li avevamo elevati a 10 posti, ma non siamo riusciti a ricoprire i posti disponibili, eppure c'era il Collegio gratuito a disposizione, ma la prospettiva di ottenere il presalario ha fatto sì che i posti in Collegio non fossero preferiti rispetto al presalario.
Pertanto, per concludere, se vogliamo regolamentare in modo più organico il presalario facciamo molta attenzione a quello che facciamo perché il reddito è una grossa difficoltà. Se vogliamo fare qualcosa di nuovo, che si continui pure la discussione anche in sede di Commissione consiliare, si continui pure a collaborare con l'Associazione degli studenti universitari, che sempre l'hanno fatto, però ci sono dei grossi ostacoli, non per cattiva volontà o per sfide di qualsiasi tipo, di aderire a questa proposta di legge in questo momento partendo:
1) dalla considerazione che per l'anno accademico in corso il Consiglio regionale ha già approvato delle norme precise e queste norme precise non sono né disorganiche né tanto meno ci portano a degli inconvenienti, se non a quelli già lamentati. Il problema è sempre quello del reddito, anche quelle norme sono riferite al reddito e al piano di studi perciò non cambia niente sotto questo aspetto. Di più, vi dicevo, noi abbiamo utilizzato tutti i fondi disponibili quest'anno per l'erogazione del presalario con quel bando di concorso, tanto per l'anno accademico in corso. Se è vero come è vero, che i rappresentanti degli studenti universitari presenti nella Commissione hanno dato il loro assenso all'attuale bando di concorso, è altrettanto vero che non possiamo vincolare con una norma di questo tipo il Consiglio regionale alla scadenza di una legislatura, né tanto meno possiamo indicare oggi delle fonti di finanziamento della legge che noi non siamo riusciti a reperire, perché il discorso vale, come dico, per l'anno accademico 1973/74 e sarà cura del Consiglio regionale o del legislatore in quel momento di rivedere le norme e di proporre i finanziamenti conseguenti.
Che le norme siano queste o siano altre, però io tengo ancora, per chiudere, a dichiarare questo: che qualsiasi norma riferita al reddito corre sempre il rischio di farci fare delle cose sbagliate. Perciò fin qui niente di nuovo, se vogliamo escogitare qualcosa di nuovo, diamo effettivamente la possibilità studiando assieme dei provvedimenti ad hoc per coloro che effettivamente ne hanno bisogno.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Se nessuno chiede la parola, si passa alle dichiarazioni di voto e poi si passa all'esame degli articoli. Nessuno chiede la parola?
Consigliere Dolchi, rompe il ghiaccio?
Dolchi (P.C.I.) - Ma io sono uno dei proponenti, uno dei due proponenti e vorrei brevemente ribadire le ragioni della presentazione di questo provvedimento, soprattutto alla luce dell'illustrazione fatta dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, dalla quale potrebbe risultare che, essendo i sussidi attualmente in vigore concordati di volta in volta con l'Associazione degli studenti, col Comitato Universitario Valdostano, l'iniziativa del gruppo Comunista potrebbe non essere un provvedimento che va nell'indirizzo seguito da questo Comitato o che comunque se non è in contrasto non tiene conto della opinione degli studenti universitari, cioè degli interessati.
Infatti, per ben due o tre volte, l'Assessore ci ha detto: i sussidi sono le modalità, il bando, sono concordati con gli studenti universitari, quindi, da parte degli interessati, abbiamo questo assenso. Ebbene io vorrei ricordare ai colleghi Consiglieri che proprio il Comitato Universitario Valdostano nel settembre del 1972 inviò ai Capigruppo, al Consiglio regionale una richiesta affinché il Consiglio regionale stesso si esprimesse sulla necessità di superare questo provvedimento annuale con un provvedimento legislativo che desse una garanzia di continuità a questo intervento. Ebbene lo riconferma ancora la lettera del C.U.V. a cui si riferiva il collega Chincheré. Che è stata mandata a tutti i Capigruppo in data 9 marzo 1973, che se gli altri Capigruppo non hanno recepito questo appello dell'organizzazione degli studenti universitari interessati, il Gruppo Comunista lo ha recepito, ha ritenuto che fosse valido e, sulla scorta delle proprie convinzioni in materia di diritto allo studio, ha proposto all'attenzione del Consiglio, alla discussione del Consiglio il provvedimento legislativo.
La Commissione ha deliberato, ha espresso un parere che ci è stato letto, su cui si potrebbero fare molte considerazioni, una di fondo che è quella che ci trova consenzienti, riguarda il provvedimento legislativo che impegnerebbe i bilanci successivi. Siamo perfettamente d'accordo con il parere espresso dalla Commissione della Pubblica Istruzione proprio perché siamo d'accordo con questo parere. Riteniamo che il provvedimento legislativo, a differenza della deliberazione annuale, così come ci ha detto l'Assessore alla Pubblica Istruzione, è un provvedimento che manifesta una scelta, che impegna l'Amministrazione regionale per gli anni successivi, quindi è ovvio che impegni i bilanci, è ovvio che impegni i bilanci successivi. Direi che questo non è un elemento negativo, è una logica conseguenza di un provvedimento legislativo che, dico, trasforma una scelta annuale di volta in volta in una scelta permanente su un problema così importante come è quello del diritto allo studio.
Ma, dice l'Assessore alla Pubblica Istruzione, oramai abbiamo già per l'anno scolastico 1972/1973 approvato il provvedimento che regolamenta la materia non ci ritorniamo più sopra perché il bando è stato emesso, le domande sono pervenute in base a quel bando e in base a quelle norme votate dal Consiglio regionale noi attribuiremo il sussidio.
Va bene, nulla vieta proprio per la continuità nel tempo che deve avere un provvedimento legislativo, che il provvedimento legislativo impegni l'Amministrazione, impegni la volontà del Consiglio regionale in questo settore per l'avvenire.
E mi si dice: ma questo potrà essere fatto in occasione del bilancio preventivo del 1974. Io ricordo ai colleghi del Consiglio che in proposito non è mai stato risolto quel problema, mi auguro che fra i primi argomenti del prossimo Consiglio regionale ci sia una chiarificazione su questo argomento ma per questi cinque anni di legislatura non si è mai risolto il problema della legge i cui finanziamenti non sono previsti nel bilancio e del bilancio che non prevede i finanziamenti per le leggi. Quindi direi che è solamente un voler per lo meno rinviare il problema se non eliminarlo in modo elegante quello di dire lo discutiamo in occasione del bilancio preventivo del 1974.
E perché ve lo ricordo? Ci è stato detto e abbiamo discusso anche in questa sede consiliare che il bilancio preventivo predisposto da parte della Giunta non può tenere conto di stanziamenti per iniziative legislative che non abbiano già avuto il parere consiliare e, d'altra parte, abbiamo sentito più volte dire in Consiglio regionale - e ce lo ricordava, giustamente dal punto di vista strettamente formale, il Presidente del Consiglio - non possiamo discutere ed approvare delle leggi che non abbiano nel bilancio il preventivo stanziamento e quindi, ancora una volta, è chiaro che, se non è l'esecutivo, se non è la Giunta che fa delle iniziative, dei disegni di legge regionale, da parte del Consigliere non ci sarà mai né la possibilità di ottenere lo stanziamento preventivo in bilancio né di mandare avanti una legge perché il bilancio non prevede lo stanziamento relativo.
Ecco però ci ha detto l'Assessore alla Pubblica Istruzione che in questo caso si tratta di modificare i capitoli, la dizione, ma gli stanziamenti ci sono, 192 milioni sono già nel bilancio del 1973, e allora l'affermazione di principio contenuta nella legge è un primo passo perché il bilancio preventivo per il 1974 preveda questa cifra, se mai aggiornata, in base agli importi che la legge prevede aumentati. E mi sembra che la cosa è possibile, quando abbiamo approvato all'unanimità il disegno di legge della Giunta sull'utilizzazione dei fondi per la legge, chiamiamola così dei "gardiens de la nature", non solo abbiamo impegnato gli 800 milioni previsti nel bilancio del 1973 ma abbiamo anche detto, lo abbiamo detto addirittura nella legge oltreché nella volontà manifesta del Consiglio regionale, che il 1974 dovrà prevedere stanziamenti molto maggiori per questa iniziativa legislativa, e quindi è ovvio, abbiamo e impegniamo i bilanci per gli esercizi futuri e li impegniamo anche in misura maggiore di quello che è l'impegno del provvedimento contingente.
Non mi sembra allora che tutto il nocciolo della questione sia qui: continuiamo con la deliberazione annuale, con il sussidio e con il bando che di volta in volta ogni anno con lo stanziamento in bilancio o con l'accordo con il Comitato Universitario si intende fare - e questa è la strada finora seguita - o regolamentiamo per gli anni futuri, con una scelta ben precisa, l'intervento della pubblica amministrazione verso gli studenti universitari che intendono proseguire gli studi universitari e che, in base al dettato costituzionale, avendo questi diritto, non possono esplicarlo per motivi di carattere finanziario.
Ecco mi sembra che qui sta tutto il problema politico-amministrativo inerente, conseguente alla nostra iniziativa legislativa.
Noi riteniamo che si debba superare il momento del provvedimento annuale per arrivare a un provvedimento che proietti nel futuro questa scelta, questa decisione del Consiglio regionale: Non ha altri scopi la nostra iniziativa legislativa, il problema del reddito non cambia la difficoltà dell'accertamento, non cambia, sia che ci sia la deliberazione sia che sia la norma di legge. Il problema del piano di studio è contemplato dal nostro provvedimento e quindi non è un provvedimento sovvertitore di quelle che sono le linee fondamentali, ci atteniamo anche noi al dettato costituzionale che parla ai cittadini meritevoli, in grado di realizzare il diritto allo studio per le doti che dimostrano nello studio per le doti che dimostrano nello studio stesso.
Noi riteniamo che il provvedimento possa essere approvato dal Consiglio regionale come una manifestazione di volontà nella materia così delicata, come quella del diritto allo studio, che non porti un aggravio tale al bilancio regionale da metterlo in difficoltà, proprio per le parole che ci ha detto l'Assessore alla Pubblica Istruzione, che ci ha ricordato che già fino a 600.000 500.000 come intervento, come sussidio e 100.000 lire per rimborso spese, arriviamo quindi non molto distanti dalla cifra proposta nella legge e che, approvando un provvedimento di questo tipo, finalmente facciamo una scelta che non è quella così del caso per caso, dell'anno per anno, ma diamo all'indirizzo politico-amministrativo della Regione un orientamento ben preciso in questo settore. Facciamo una scelta e qualcuno mi potrebbe dire, se ci fosse l'Onorevole Caveri me lo direbbe, ma in questo modo, facendo le leggi, impegnando cospicue somme per i bilanci futuri, noi rendiamo talmente rigido il bilancio che non abbiamo poi più la possibilità di fare delle scelte di volta in volta al momento dell'approvazione del bilancio: Noi rispondiamo a questa obiezione che il bilancio diventa rigido con l'adozione di provvedimenti legislativi quando il Consiglio regionale intende con questi provvedimenti legislativi fare delle precise scelte in determinati settori. Quando stamattina parlavamo che 134 milioni per la gestione dello Psico-Medico-Pedagogico non sarebbero stati sufficienti e l'assessore Benzo ci ricordava che forse la cifra avrebbe raggiunto il doppio di questa preventivaya, bene, c'era un orientamento, il Consiglio lo ha manifestato, di indirizzare la propria attenzione in questo settore; noi riteniamo che anche nel settore della Pubblica Istruzione bisogna fare finalmente delle scelte precise.
Il bilancio diventerà rigido per l'impostazione di queste scelte fondamentali che vanno nel senso delle riforme, della trasformazione della società valdostana e semmai a scapito di tutta una serie di piccoli sussidi, di piccoli rivoli, di piccoli investimenti, di piccoli provvedimenti che ancora in misura troppo esagerata riempiono e appesantiscono il nostro bilancio regionale.
Quindi mi sembra che il problema di fondo su cui attiriamo l'attenzione dei colleghi Consiglieri sia quello della scelta. Ci siamo orientati nei confronti della Sanità, della riforma dell'intervento pubblico in questo settore. Richiamiamo l'attenzione del Consiglio su questo provvedimento per quanto riguarda la Pubblica Istruzione, questo non comporta un tale appesantimento del bilancio che, ne soffoca la sua possibilità annuale, sempre che, facendo la scelta in un senso, si abbia poi il coraggio di rivedere posizioni oramai cristallizzate e statiche in altri settori.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Consigliere Andrione.
Andrione (U.V.) - Per dichiarazione di voto e quindi lungi da ogni intenzione polemica. Voteremo contro questa legge così come è presentata e su un punto diamo ragione ai presentatori e cioè che è necessario che d'ora in avanti non si proceda più, non solo con le delibere annuali, ma non si proceda più con il sistema dei sussidi di studio dati in questa maniera e, secondo noi, il peccato della legge è soprattutto quello di cristallizzare il sussidio chiamandolo invece che sussidio presalario e invece dell'adozione della delibera si fa una legge ma la sostanza rimane la stessa ed è sul strema di intervento che dissentiamo, cioè sul sistema che consiste nel dare una somma di denaro a chiunque si iscriva all'Università per il primo anno e a tutti coloro che, secondo gli anni, hanno superato un certo numero di esami.
A nostro avviso, il problema dell'intervento dell'Amministrazione regionale nella scuola e nella possibilità effettiva di studio, al di là della licenza di scuola media superiore, deve essere visto in maniera differente e noi abbiamo il dovere di offrire, come si fa in tutti i Paesi, e non sto a fare delle esemplificazioni che sarebbero lunghe e tediose, ma di offrire delle strutture per lo studio, strutture che vanno dai Centri a quelli dello studio, a biblioteche e altre cose di questo genere, e non alla distribuzione di somme di denaro sotto voci più o meno adeguate, strutture perché in questa maniera la spesa che è fatta dall'Ente pubblico ha un significato, è controllabile, serve effettivamente e soltanto per lo studio. In ogni altra maniera si tratta soltanto di una distribuzione di denaro alla quale noi, proprio per i principi esposti giustamente da Dolchi in questo momento, siamo contrari, cioè si tratta di sperperare il denaro pubblico in tanti piccoli rivoli senza che ci possa essere il minimo controllo e la minima sicurezza di efficacia. Non solo, non siamo d'accordo nel senso di trovare che tutte le facoltà universitarie sono indiscriminate e, nel caso specifico, nella proposta di legge c'è un aumento del presalario per alcune facoltà. Ma, anche se è una strada che è buona, non ci sembra che sia questo il punto. A nostro avviso, l'Ente pubblico deve intervenire soprattutto incoraggiando certi studi e scoraggiando altri.
È recente una polemica, un'indagine polemica in campo nazionale sulle fabbriche di disoccupati che sono certe Università o certe facoltà universitarie, è perfettamente inutile che la Regione spenda 700.000 lire all'anno per fare passare i laureati del Magistero da 500 a 1.000 all'anno, è una cosa a nostro avviso assolutamente inutile, non solo, direi nociva, e quindi d'accordo con Dolchi che questo problema debba essere rivisto e che debba essere affrontato in maniera differente non episodica non anno per anno, ma non solo così. Non deve neanche essere affrontato con la distribuzione del gettone, con la distribuzione del sussidio, deve essere fatto in maniera differente e tra la messa a disposizione di posti a collegi universitari a strutture che facilitano lo studio, che aiutano gli studenti e il sussidio noi preferiamo il primo sistema e in questo credo che siamo d'accordo con l'esperienza di qualsiasi Paese civile, per cui dando atto che la legge ha sollevato un problema, noi chiediamo che rimanga a verbale che l'Union Valdôtaine chiede che il prossimo Consiglio affronti il problema in maniera non episodica, non anno per anno, ma non solo così. Non deve neanche essere affrontato con la distribuzione del gettone, con la distribuzione del sussidio, deve essere fatto in maniera differente e tra la messa a disposizione di posti a collegi universitari a strutture che facilitano lo studio, che aiutano gli studenti e il sussidio noi preferiamo il primo sistema e in questo credo che siamo d'accordo con l'esperienza di qualsiasi Paese civile, per cui dando atto che la legge ha sollevato un problema, noi chiediamo che rimanga a verbale che l'Union Valdôtaine chiede che il prossimo Consiglio affronti il problema in maniera differente di quanto sia stato per il passato dando agli studenti universitari valdostani e un indirizzo di studio e strutture adeguate perché questi studi possano effettivamente essere svolti.
È una dichiarazione di voto quindi non riprenderò più la parola.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - Veramente avrebbe dovuto parlare il Consigliere Maghetti ma si scarica sempre su di me. Comunque due parole sole come dichiarazione di voto: concordiamo pienamente con quanto detto dal Consigliere, dal Sig. Consigliere Segretario Andrione e con questo non ho altro da aggiungere.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Ci sono interventi? Altri che chiedono la parola? Nessuno? Ecco allora la parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - Beh noi siamo abbastanza preoccupati dell'andamento della discussione perché? Perché non solo perché il risultato sarà molto negativo da parte degli altri Gruppi ma perché su questo problema, che noi con questa legge non intendevamo dire la parola definitiva, ma volevamo portare un contributo alla soluzione di questo problema e, come diceva la relazione, aperti a tutte le proposte di tutti gli altri Gruppi purché non violentassero la sostanza di questa legge. Ci preoccupa proprio questa, bah, siamo a fine legislatura me lo posso permettere, questa povertà intellettuale che ha caratterizzato alcuni interventi e da parte della Giunta e da parte degli altri Gruppi consiliari. Perché? Perché si è cercato di svuotare il significato di questa legge, si è cercato di svuotare il significato, la volontà politica che stava a monte di questa legge, che di questa legge è solo un risultato, arrampicandosi sui vetri, dicendo che in sostanza è un problema amministrativo perché gli ostacoli sono di natura amministrativa, sono di natura di competenza, non è proprio limata bene come dovrebbe essere, di conseguenza, va a finire che questa legge, che questo problema è improponibile, mentre, se il discorso ci doveva essere, e il disegno ci dovrà pur essere, se non in questo Consiglio nel prossimo, doveva vedere un pronunciamento di tutte le forze politiche su come vedono questo problema che non è soltanto un problema degli universitari ma è un problema dell'istruzione pubblica e più ampiamente del diritto allo studio e che tipo poi di proposte concrete fanno su questo problema.
Ecco che noi naturalmente voteremo questa legge, avevamo alcuni emendamenti da proporre che così per celerità di discussione non riproporremo più perché sarebbero comunque bocciati, e dico ci sono stati. Ecco l'aspetto positivo, se vogliamo, è che da parte di alcuni Gruppi c'è stato l'impegno se non altro di riaffrontare nel prossimo Consiglio questo problema. Se mi è permessa un'altra battuta, direi va beh l'appuntamento a dopo giugno!
Andrione (U.V.) - È un augurio reciproco!
Chincheré (P.C.I.) - Noi non mancheremo.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Ramera.
Ramera (D.C.) - L'augurio finale del Consigliere Chincheré è praticamente lo stesso che si siamo rivolti in Commissione Pubblica Istruzione, praticamente, l'augurio di rivederci, speriamo di rivederci dopo le elezioni per affrontare questo argomento e allora dico - parentesi - pur essendo anch'io povero intellettuale in questa discussione, chiusa la parentesi, no, lo dico già prima, sarò anch'io un poveretto che porta poco alla discussione intellettuale. E allora dico, se questo era l'auguro, io mi auguravo che questa legge non venisse presentata, proprio perché in Commissione c'erano state delle divergenze non sul problema di fondo ma sul modo di portare avanti un disegno di legge che veramente fosse concreto per gli studenti e anche per la società valdostana, perché è inutile parlare di scelte, come dice il Consigliere Dolchi, ma la scelta primaria io ritengo, e ripeto quello che ha detto Andrione, dovrebbe essere una programmazione per gli studi universitari, per indirizzare i nostri giovani verso delle scelte che servono alla società valdostana e non fornire solamente quattrini per creare degli spostati perché con questo disegno di legge di nuovo non c'è niente, non c'è altro che una conferma aumentata di 100.000 lire di un provvedimento che il Consiglio regionale - come no? - prende da un determinato numero di anni, anziché 600.000 lire, ne diamo 700.000, per gli studenti di ingegneria e medicina diamo 49.000 lire in più - ed io qui non ho fatto né medicina né ingegneria ma difendo questi studenti costretti veramente a frequentare contrariamente ad altri che possono preparare l'esame in dieci giorni - quindi ad un dato momento 49.000 lire di differenza mi sembra poco a posto.
Se poi penso che in sede di Commissione proprio un incontro con gli studenti, avevo portato avanti un certo discorso del prestito universitario, come accade in Inghilterra, negli stati Uniti e in altre Nazioni, e mi sono sentito quasi di essere tacciato di reazionario. Una settimana fa il Trentino ha adottato questo provvedimento: il prestito universitario, che è una cosa seria, perché quando si fanno le cose serie, e lo ha sottolineato prima l'Assessore alla Pubblica Istruzione, caso strano, quando abbiamo messo 10 posti a disposizione per vitto, alloggio alla Cassa dello Studente, non sono andati coperti.
Io, se uno volesse fare la campagna elettorale, certo che uno verrebbe qui, direbbe invece di 700.000 per carità 1.200.000: ma, siccome in Commissione abbiamo detto: siamo seri, e lo siamo seri anche nella discussione. Quindi nel nuovo Consiglio regionale coloro che saranno preposti e al Governo regionale e nella Commissione Pubblica Istruzione si incontreranno per vedere che cosa si deve fare insieme anche alla Commissione degli Studenti per realizzare una legge che faccia effettivamente qualche cosa di buono perché è troppo comodo venire a ratificare, questa è una legge che ratifica un'abitudine invalsa in questi ultimi anni, aumentata di 100.000 lire.
Quindi io non sono d'accordo, non sono d'accordo perché non è stata studiata sufficientemente, eravamo d'accordo allora di incontrarci nuovamente con gli studenti perché nell'anno accademico in corso valeva la disposizione precedente. Ora avremo tempo o avranno tempo, se saranno altri, a studiarsela durante l'estate per il meglio perché ritengo che sarebbe veramente ridicolo votare oggi una legge e il nuovo Consiglio regionale modificarla completamente con una legge che io mi augurerei migliore di questa.
Quindi io non sono per niente d'accordo perché questo provvedimento diventi legge. Sono invece d'accordo che insieme il Consiglio regionale e studenti creino un provvedimento legislativo che serva soprattutto alla futura classe dirigente valdostana, alla società valdostana facendo studiare i giovani come debbono, bene e soprattutto negli interessi dei nostri di collettività valdostana.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Assessore Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Ma io non avrei voluto riprendere neanche la parola però ad un certo punto, quando qua si vuole usare la zappa, noi possiamo usare anche i trattori perché le dichiarazioni incaute del Consigliere Chincheré sulla povertà intellettuale di questo Consiglio mi pare che bene si attanaglino alla povertà intellettuale di chi presenta una proposta di legge senza inventare niente di nuovo. Ciò dimostra la mancanza di fantasia, ma io non voglio usare parole pesanti né voglio in questo modo appiccare l'incendio al Consiglio regionale, avrò fatto finta di non sentire!
Importante è - e già l'hanno espresso i Consiglieri che mi hanno preceduto - che si individui finalmente un tipo di parametro al quale rapportare l'assegno di studio che dia la certezza all'amministrazione pubblica di non spendere invano i soldi, assicurando nel contempo a coloro che hanno bisogno e che non hanno i mezzi di poter proseguire gli studi fino ai livelli più alti. Questa in definitiva è la preoccupazione che muove tutti i Consiglieri regionali, e già io l'ho ribadito per esperienze che abbiamo fatto, per dichiarazione unanime dei colleghi Consiglieri membri della Commissione Pubblica istruzione, che l'attuale sistema di erogazione di sussidi e di contributi, anche se fatti in base a bandi certi e collegati al reddito, non ci danno mai la possibilità di controllare se effettivamente l'erogazione è fatta a ragion veduta o se pure l'erogazione è indebita.
Intanto, se vogliamo avere la preparazione sufficiente, sufficiente fantasia di individuare tipi nuovi, per individuare per parametri certi di assegnazione dei sussidi di studio o presalari, dovremo riconsiderare tutto il problema del reddito. D'altra parte, io ve lo dissi già prima, la Commissione consiliare ha discusso lungamente del problema e non ha trovato una definizione al problema e non credo che in definitiva la riproposta di parametri che stanno per essere abbandonati sia ancora valida sotto questo profilo, questo tanto per entrare nel merito della proposta stessa.
Per quanto si riferisce, invece, al problema generale io ritengo di dover sottolineare quanto io ebbi ad accennare all'inizio, cioè in definitiva incrementare in un modo, diciamo così, non coordinato la prosecuzione degli studi a livello universitario senza avere una visione chiara di quelle che sono o saranno le esigenze della nostra Regione sul tema dell'occupazione intellettuale. Mi pare quanto meno azzardato, considerando anche i problemi del funzionamento delle nostre facoltà, problemi grossi, problemi che arrivano anche all'equivalenza dei tutoli di studio a livello europeo, che oggi non ci danno la possibilità veramente di trovare un'integrazione o un inserimento dei nostri disoccupati a livello intellettuale nel contesto di quelle nuove, diciamo così, infrastrutture comunitarie che vanno nascendo in questi ultimi anni.
Pertanto, se vogliamo riconsiderare per intero il problema, dovremo innanzitutto fare astrazione da due cose: dal reddito, che rimane il problema principale, e non ritengo che una proposta che rivada nel senso del reddito sia una proposta di per sé sostenibile. E poi, se dobbiamo indirizzare i nostri studenti, se noi pensiamo solo alla disoccupazione che esiste - e già questa mattiamo abbiamo avuto modo di constatare una grossa esigenza a livello regionale, cioè l'esigenza di avere un tipo di personale specializzato che non abbiamo - vale la pena di considerare anche in questo contesto tutte le finalità dei sussidi che noi eroghiamo, stabilendo esattamente quello che vogliamo fare, cioè, se l'esigenza è quella di avere a disposizione un numero imprecisato di personale specializzato nel settore paramedico e noi abbiamo un'infinità di studenti che continuano a laurearsi in giurisprudenza o in economia e commercio, in architettura, non so in quale modo noi potremo assicurare il lavoro a questi laureati e in quale modo potremo risolvere i problemi regionali proprio nel settore dell'assistenza sociale, che oggi è uno dei settori più lacunosi proprio per la mancanza di personale specializzato.
Pertanto io, in sede di dichiarazione di voto, e a nome della Giunta regionale, tengo a ribadire che il nostro voto contrario alla proposta di legge attuale va inteso in questo senso, cioè nel senso di approfondire meglio il discorso, nel senso di indirizzare meglio gli studi superiori dei nostri studenti che intendono frequentare e continuare gli studi a livello universitario rapportati soprattutto a quelle che sono le esigenze di occupazione nella nostra Regione.
Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni?
Allora prima di passare all'esame degli articoli, io ho detto, richiamo quello detto avanti, cioè che la legge è proponibile però va portata al voto facendo preghiera ai proponenti di precisare all'articolo 9 la copertura di spesa e la casella di bilancio nella quale vanno questi 300 milioni, che comprendono tutti che non è possibile approvare un provvedimento se non con una precisa indicazione del capitolo di bilancio nel quale va incasellata questa somma notevole di 300 milioni perché altrimenti arriveremmo all'articolo 9 e lì ci dovremmo fermare. Cosa ne dicono i due proponenti? Visto e considerato - io non ho voluto appositamente dire questo prima per far sviluppare la discussione su questo importante argomento e anche fare esprimere il pensiero dei diversi Gruppi consiliari.
Consigliere Dolchi, Lei si rende conto meglio di me delle difficoltà: è vero che abbiamo nel dover affrontare l'articolo 9, il quale è una specie di traguardo, è impeditivo al proseguimento del discorso e alla formulazione del voto finale, quindi perciò io penso che Lei possa esprimere il suo pensiero al riguardo anche in riferimento a quello che io Le ho detto.
Allora la parola al Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Se non avessimo già votato il fondo di rotazione, non per mancanza di fiducia nel fondo di rotazione, io direi che ci starebbe benissimo perché, visto che comunque nel corso del 1972 e 1973 il provvedimento non potrà andare in vigore, perché non proponiamo di abolire il bando di concorso e la deliberazione già adottata? E siccome proponiamo il provvedimento che si proietti nel futuro, prendiamo lo stesso capitolo relativo ai sussidi e cioè il 655 che per quest'anno è di 192 milioni e dichiamo che, a partire dal 1974, sarà opportunamente integrato per raggiungere la cifra prevista. E' una questione puramente teorica perché tanto il Consiglio si è pronunciato in senso negativo e il provvedimento non andrà, no, il bilancio preventivo del 1973, se noi non abroghiamo il provvedimento che stabilisce già il bando di concorso, il bando per l'attribuzione delle borse di studio, è ovvio che i fondi sono già impegnati, il provvedimento si proietta nel futuro e diciamo che, cioè la mia proposta che potrebbe essere perfezionata, è che il bilancio preventivo per il 1974 all'articolo 655, comunque attraverso l'allegato E e l'allegato F tutte queste belle cose che non abbiamo ancora chiarito se è possibile metterle prima o dopo, il Consiglio regionale provvederà al finanziamento della spesa.
Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, io qui a questo punto devo risponderle ancora che noi oggi siamo nelle piene funzioni del Consiglio regionale quindi Lei come ogni Consigliere ha la possibilità di fare un provvedimento attuale e decidere in merito. Però non vedo come il Consiglio regionale che va a morire fra poco tempo possa impegnare il prossimo Consiglio regionale ledendo la sovranità del prossimo Consiglio e impegnandolo in un provvedimento del quale non ne conosce niente. Io mi auguro che la gran parte dei Consiglieri che sono qui ritornino ma ci sono degli altri che non prendono parte a questa nuova tornata per il Consiglio regionale quindi non credo che neanche questo, Rag. Dolchi, possa essere accolto perché è un impegnare la volontà del Consiglio prossimo.
Io proporrei questo Rag. Dolchi: siccome la discussione è stata fatta e si sono analizzati i diversi punti di vista, siccome il provvedimento non è attuabile nel 1973 per indisponibilità di fondi, ebbene voi Gruppo Comunista che naturalmente sarete presenti senza dubbio nella stessa compagine nel prossimo Consiglio, riproponete al prossimo Consiglio questo provvedimento. Io credo che sia la cosa, per uscire fuori da questo vicolo cieco, nella quale mi trovo io e vi trovate voi come si trova tutto il Consiglio.
Ricordo che la mia proposta è lontana da qualsiasi pressione che possa essere fatta dal Presidente del Consiglio su un Gruppo. Io analizzo le cose così obiettivamente e quindi le sottopongo al vostro giudizio.
Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente, non vorrei essere polemico, ma la nostra fantasia ci ha portato a presentare un disegno di legge, la nostra fantasia, la nostra conoscenza della vita dell'assemblea ci ha portato a fare delle proposte che il Consiglio intendo bocciare, beh, facciamogliele bocciare queste proposte, dimostrerà che quelli che hanno poca fantasia, come siamo noi, qualche cosa fanno. Quelli che ritengono di dover studiare, di dover proporre, di dover, collega Ramera, riesaminare tutta la materia, ecc. ecc. non propongono niente, non intervengono nel dibattito, non si assumono delle responsabilità, collega Lustrissy, noi abbiamo la fantasia, abbiamo ripresentato un provvedimento, trasformando in legge un provvedimento perché tutto il discorso a monte? Cosa ci dice la Giunta sulla programmazione? Cosa ci dice la Giunta, l'esecutivo, chi ha la responsabilità di tutti questi studi che non vengono portati avanti o che, se vengono portati avanti, lo sono solamente nel chiuso di una vostra maggioranza nella quale noi non ci siamo? Ebbene cosa ci dicono quelli che hanno la responsabilità?
No, no, ho finito Signor Presidente, mi rimetto a Lei, risolva il problema, noi non abbiamo la fantasia per risolvere questo problema da un punto di vista procedurale, si pronunci il Consiglio, se non vuole sulla legge, sulla possibilità o meno di mettere ai voti un provvedimento per cui non ci sia precisato il finanziamento per le cose che sono venute a maturarsi, per le cose che sono state dette in questa seduta consiliare.
Noi riteniamo che il provvedimento debba, che il dibattito debba concludersi, proprio perché stancamente era cominciato, e poi si è ravvivato in modo polemico. Ebbene che ci sia un pronunciamento, non lo si può fare sulla legge per questo motivo formale, Lei sa che io sono abbastanza osservante di quelle che possono essere le procedure, allora noi chiediamo che sia il Consiglio regionale a proporsi se il provvedimento può o non può essere messo ai voti. In questo caso significa accettazione, accettare o respingere la legge, noi ci riteniamo soddisfatti, grazie.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Dolchi, io mi permetto ancora di chiederLe l'emendamento che Lei ha fatto così verbalmente per poterlo inserire poi sull'articolo 9 oppure lo lasciamo così, ecco, allora Lei mi aiuti a uscire da questa incertezza da parte mia e dal fatto di dover prendere io una decisione. Dunque il Consiglio è chiamato, prego un po' di attenzione, per favore, perché io formulo le ragioni del voto. Il Consiglio è chiamato a votare se il provvedimento proposto, legislativo, proposto dai Consiglieri Chincheré e Dolchi in merito al presalario agli studenti universitari valdostani possa essere votato anche in assenza dell'indicazione precisa della copertura finanziaria.
Chi è d'accordo che il provvedimento possa essere votato alzi la mano. Senti Balestri, per favore, allora le dichiarazioni bisognava farle, io ho detto chi vuol fare dichiarazioni di voto.
Allora ricominciamo da capo. Io sono tollerante in questo, vuoi fare la dichiarazione di voto? E allora fai la dichiarazione di voto su quello che ho detto e poi passiamo.
Balestri (P.S.I.) - Nel merito non abbiamo preso la parola perché avevamo già espresso in Commissione il nostro parere, però il fatto che il Gruppo possa avere la soddisfazione di votare o che sembra a me, io sono favorevole.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora ripetiamo. La questione, Consigliere Balestri, sta in questi termini, lo ripeto: il Consiglio è chiamato a votare se - quini non lo ripeto più, gli altri Consiglieri, è chiaro quello che io ho detto?
Allora chi ritiene che il provvedimento sprovvisto di un'indicazione precisa, della copertura di spesa, dell'imputazione di spesa, possa essere votato alzi la mano. Sette.
Chi ritiene che non possa essere votato alzi la mano - 15 - Io mi astengo per ragioni di libertà...
Astensione, siamo d'accordo, ma siccome siamo chiamati qui... (Voci) ...Sì, ma non succede niente perché non passa, quindi perciò per fare un agrément al Consigliere Dolchi.
Allora per favore Presidente della Giunta, siamo in votazione e quindi dobbiamo...
Risultato?
Andrione (U.V.) - Posso dare i risultati? 7 favorevoli, 15 contrari, cinque astenuti (Pedrini, Maghetti, Freppaz, Andrione e Bancod).
Montesano (P.S.D.I.) - Allora il Consiglio respinge, respinge la proposta di votazione di questa legge... (Voci) ...Consigliere Bordon, io ho parlato molto adagio, chiaramente, richiamando l'attenzione dei Consiglieri. Come al solito quando io ho richiamato l'attenzione dei Consiglieri, quando io ho fatto votare, quando c'è stata la conclusione del voto, allora si viene fuori e si dice: io non ho sentito niente! (Voce del Consigliere Bordon)
...Ah, questo sono d'accordo, in questo momento bonariamente dobbiamo dirglielo!
Allora il Consiglio respinge.
Si passa all'oggetto n. 8.
Dujany (D.P.) - Vorrei protestare perché, anche se avessimo votato tutti a favore, era una legge che non poteva avere esecuzione.
Montesano (P.S.D.I.) - Siamo d'accordo, però io non posso, quando c'è un conflitto in Consiglio, viene portata la sovranità stessa del Consiglio.
Ecco, però a proposito di questo, per dire anche la Commissione poteva fare rilevare questo, non soltanto sulle linee, poteva fare rilevare anche che non c'era la copertura, doveva dirlo... (Voce: è detto...) ...No, non è detto.
Si passa all'oggetto n. 8.
