Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 139 du 29 mars 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 139/73 - Disegno di legge regionale concernente: "Costruzione di un Istituto-Centro Regionale di Servizi Psico-Medico-Pedagogici, in Comune di Sarre".

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola all'Assessore Benzo io, come tutti i Consiglieri, ho ricevuto degli emendamenti sostitutivi. Io non so chi li presenta questi emendamenti, però ecco io pregherei, quando ci sono degli emendamenti presentati al Presidente del Consiglio, almeno di mettere il proponente, altrimenti noi non capiamo se sono di qualche Gruppo consiliare o della Giunta.

L'Assessore Benzo dice che sono della Giunta, allora la parola all'Assessore Benzo.

Benzo (D.P.) - Signor Presidente del Consiglio, Signori Consiglieri, il disegno di legge regionale riguardante la realizzazione di un Centro di Servizi Psico-medico-pedagogici che si sottopone all'esame di questo Consiglio costituisce a mio avviso una affermazione di raggiunta presa di coscienza collettiva dinanzi ad una questione sociale di eccezionale importanza, quale quella del recupero di soggetti handicappati in età evolutiva.

Pensare all'istituendo Centro regionale di Servizi psico-medico-pedagogici quale definitiva panacea per la soluzione delle nostre necessità in questo settore assistenziale sarebbe non solo illusorio ma significherebbe ben più gravemente non aver compreso oggettivamente la triste realtà nella quale una fascia di bambini menomati vivono e per i quali dobbiamo provvedere con una pluralità di servizi socio-assistenziali nei quali il Centro si inserisce quale uno dei tanti momenti dell'assistenza, anche se trattasi di assistenza di altissima qualificazione in quanto strumento prevalentemente diagnostico e terapeutico, di insostituibile necessità.

Un primo riscontro circa la chiarezza e la sincerità di questo modo di intendere l'assistenza agli handicappati in età evolutiva non è disagevole in quanto esso chiaramente traspare dalle argomentazioni mediche e sociali riportate negli allegati A e B della presente proposta di legge e che i Signori Consiglieri hanno avuto modo di vagliare con tutta l'attenzione che il problema comporta.

Un secondo riscontro che può ulteriormente garantire la non esauribilità dell'assistenza agli handicappati nell'istituendo Centro di Sarre ci è dato da quel vasto piano per la ristrutturazione dei servizi sociali e sanitari in Valle d'Aosta già predisposto dall'Assessorato della Sanità e prevedendo la ripartizione del territorio regionale in unità comprensoriali trasferisce alla periferia e quindi a diretto livello di utenza anche l'assistenza psico-medico-pedagogici di zona. È questo un programma che si è varato nel luglio del 1972 dall'Assessorato che ha trovato nel comprensorio del Marmore una iniziale pratica attuazione già nel gennaio di quest'anno.

Il decentramento dei poteri dello Stato che si è attuto con l'istituzione delle Regioni dovrà anche riflettersi nel settore dell'assistenza sanitaria con la deposizione nelle mani delle Amministrazioni comunali singolarmente o in forma associativa della gestione diretta degli stessi servizi socio-assistenziali sanitari e ciò significa, con riferimento all'oggetto del presente intervento, cioè l'assistenza agli handicappati psichici e sensoriali, un impegno da parte nostra a che tale decentramento garantisca per il soggetto menomato non già uno sradicamento dalla sua terra ma, al contrario, conferisca ogni possibilità di un suo recupero a livello delle sue componenti di fondo per la sua maturazione psichica e fisica e cioè la famiglia e la scuola.

Proposta di legge a livello parlamentare per un concreto soccorso agli handicappati in età evolutiva ne sono già state presentate alla Camera parecchie, sono proposte che inquadrano il problema dell'assistenza sulla base del decentramento dei servizi sociale e tramite interventi regionali e comunali.

Sono proposte che concordano tutte sulla insostituibile validità dell'inserimento quanto più precoce del minore disadattato in un normale contesto scolastico e sociale per la prima infanzia, ma sono anche proposte che unanimemente confermano la indispensabilità di disporre, oltre ai centri periferici di recupero, anche gli altri servizi psico-medico-pedagogico centralizzati destinati ad una ristretta fascia di soggetti per i quali, data la complessità della patologia neuro-psichiatrica, non è ipotizzabile entro breve termine l'inserimento in un normale contesto di studio e socio-familiare, è soltanto ai soggetti appartenenti alla precitata fascia che il nostro Centro di servizi psico-medico-pedagogici si rivolge.

È un Centro aperto ed in proposito penso che non debbano più sussistere dubbi, è un centro diurno anche se si è dovuto necessariamente prevedere per contingenti situazioni geografiche e climatiche proprie della Valle d'Aosta un certo numero di degenze notturne peraltro contenute nei limiti della più rigida osservanza del principio della non istituzionalizzazione o emarginazione del bambino.

Concludo questo breve intervento rammentando che l'assistenza moderna al disadattato ha ormai raggiunto una tale complessità, ma solo sul piano medico e pedagogico, ma anche su quello sociale per cui essa rappresenta al giorno d'oggi ed in ultima analisi un problema di scelta politica.

Mi auguro che a tale scelta sia data in questa aula tutta l'importanza che merita.

Maquignaz (D.P.) - Prendo la parola non solo come amministratore regionale ma anche in qualità di membro del Comitato promotore della costituenda Associazione di genitori di figli sub-normali.

Noi abbiamo visto che in genere i genitori di figli sub-normali hanno la tendenza a chiudersi, a rinchiudersi, ad isolarsi e naturalmente questo abbiamo capito che è un male, bisogna invece unirsi, bisogna discutere insieme i problemi, bisogna interessarsi del caso degli altri e solo esaminando gli altri problemi si trova un confronto e una soluzione per i propri problemi.

Vorrei solo citare alcuni dati dei sub-normali in Valle d'Aosta anche se incompleti: noi abbiamo 186 figli sub-normali handicappati. Mancano qui tutti i bambini non ancora in età scolastica o pressoché tutti i bambini, inoltre quelli che superano i 20 anni non abbiamo, abbiamo solo alcuni nominativi.

Da una prima suddivisione che si può fare in base al quoziente di intelligenza, noi vediamo che ci sono sei bambini con meno del 20% quindi definiti gravissimi. Abbiamo 18 con un quoziente dal 21 al 40 definiti gravi, abbiamo dal 41 al 60% come quoziente 62 casi molto e bambini molto limitati, dal 61 all'80% casi cosiddetti lievi 66. La suddivisione per età invece ci dà questi risultati: da 0 fino a 5 anni ne abbiamo solo 3: questo dimostra naturalmente che non siamo a conoscenza ancora di tutti i ragazzi piccoli e solo quando si verifica il problema dell'avvio alla scuola vengono evidenziati questi casi.

Da 6 a 14 anni cioè nell'età scolastica sono 113.

Da 15 a 20 anni: 41 e oltre ne abbiamo solo 13, quindi sono dati incompleti. I dati più completi li abbiamo per i bambini in età scolastica. Di questi bambini in età scolastica 48 sono ricoverati in Istituti fuori della Valle, quindi è chiaro che il problema si pone perché naturalmente noi riteniamo che non sia giusto continuare ad inviare questi ragazzi in Istituti fuori della Valle d'Aosta.

Si parla molto di scuola integrata, sappiamo che questo è molto facile a dirsi e molto difficile invece ad attuarsi. Bisogna vedere com'è tutta la struttura della scuola, le difficoltà di inserimento di certi elementi e se noi pensiamo che a parte alcuni tipi di sub-normali quali possono essere i mongolidi che sono più calmi. Se noi vediamo invece tutti i neuropatici, vediamo gli ipo-dotati in genere sono abbastanza irrequieti e generalmente è difficile farli restare seduti per un certo periodo quindi il problema di un inserimento nella scuola normale, noi ci rendiamo conto che in questi casi non è assolutamente possibile, almeno al momento attuale.

Si parla anche molto di una facile istituzionalizzazione, ora qui mi pare che si dicono molte parole però in pratica chi ha un ragazzo sub-normale sa che deve avere una persona che lo segue tutto il giorno. Questo naturalmente comporta a lungo andare un esaurimento anche per i genitori, un grave inconveniente per gli altri componenti della famiglia e a un certo momento sono i Medici stessi, i Medici di famiglia a consigliare l'istituzionalizzazione proprio per evitare che da un dramma se ne creino altri. Quindi come dicevo, si sono dette molte parole su questo problema qua però la realtà ci dimostra che purtroppo non è così facile risolvere come sembra e come certi trattati dicono. Noi riteniamo - e qui parlo appunto come genitore di figlio sub-normale - noi riteniamo, ne abbiamo discusso in Associazione che si debbano creare quelle strutture necessarie qui in Valle in modo da recuperare nel limite del possibile questi handicappati, in modo da inserirli sempre nel limite del possibile, nella società.

Noi sappiamo che si può fare molto ma occorre incominciare presto. La Giunta ha potenziato ultimamente quella scuola, quella classe speciale al Villair, alla scuola del Villair di Quart, io chiederei proprio che i Consiglieri la visitassero perché potrebbero rendersi conto della pazienza, dello spirito di sacrificio che richiede per l'insegnamento a questi bambini e dei notevoli progressi, dei progressi direi anche insperati, che si possono ottenere.

Quindi c'è la possibilità di fare qualcosa ma naturalmente bisogna intervenire presto.

Chiediamo inoltre che contemporaneamente sia preparato il personale sia Medico che Para-Medico specializzato perché sappiamo che la base di tutto non sono le strutture ma sono le persone, quindi nella misura in cui avremo del personale sufficiente e preparato noi potremmo veramente fare qualcosa di valido, cioè in sostanza si tratta di fare in modo che i bambini vengano allontanati il meno possibile dalle proprie famiglie perché sono bambini che hanno bisogno di affetto di più degli altri e quindi non è inviandoli in Istituti che si assolva questo compito ma si peggiora il caso. Mentre invece la realizzazione come è previsto nella relazione, che consentirà solo nei casi dove è veramente necessario anche un ricovero per determinati periodi che per il resto potranno invece tornare in famiglia la più parte tutte le sere, e alcuni invece più distanti al venerdì o al sabato; questo mi pare che sia già un notevole passo avanti in tutto questo problema.

In particolare si chiede che i bambini vengano seguiti dalla nascita fino all'età scolastica e qui naturalmente per evitare che restino anche soli a casa perché restando a casa certe volte sono veramente segregati, che possano frequentare la scuola materna e che non si senta dire naturalmente a chi chiede di portare il proprio figlio che non è possibile perché bisogna avere l'autorizzazione di tutti i parenti.

Inoltre noi riteniamo che sia indispensabile istituire delle classi speciali per quanti non potranno frequentare la scuola normale in modo da poter valorizzare quelle capacità che hanno, di correggere nel limite del possibile le deficienze psichiche e motorie, in sostanza di recuperarli e fare in modo che non siano naturalmente chiusi, che non siano isolati e che un domani possano fare un qualcosa.

Ho avuto occasione di visitare una scuola per mongoloidi di Bologna dove naturalmente oltre al personale medico c'erano varie specialiste sia di logofonia, sia le fisioterapiste dove si scambiavano dopo un certo periodo, mezz'ora un'ora questi bambini, li passavano da una classe all'altra e facevano fare degli esercizi quano avevano bisogno di moto e ho potuto constatare vedendo naturalmente il lavoro che facevano i primi tempi e dopo alcuni anni i risultati sorprendenti che si sono potuti realizzare. Quindi c'è veramente la possibilità di fare qualcosa ma è chiaro che i casi più gravi nelle scuole normali saranno veramente isolati e saranno segregati e saranno umiliati, i casi gravi parlo. Mentre è possibile con un intervento fin dalla nascita fare in modo di recuperarli perché quello è il momento migliore e fare in modo che qualcuno possa anche poi frequentare la scuola normale, ma purtroppo per tanti questo non sarà possibile e quella prima azione di socializzazione viene fatta appunto mettendo a contatto i bambini che si trovano più o meno allo stesso livello, solo dopo qualcuno potrà passare successivamente ad una classe normale.

Chiediamo inoltre che si istituiscano dei corsi professionali adeguati dai 15 ai 20 cioè dopo l'età scolastica per dare la possibilità di avviarli un domani al lavoro. Corsi di rilegatori, di falegnami, meccanici, naturalmente corsi dove non ci sia la necessità di una grossa preparazione, di una grande capacità, lavori manuali che comunque potrebbero riuscire abbastanza bene se iniziati naturalmente subito dopo la scuola. A questo dovrebbe seguire l'istituzione di centri di lavoro protetto per quelli che malgrado tutta la preparazione scolastica e post scolastica non saranno in condizioni di inserirsi nell'ambiente normale di lavoro, quindi noi diciamo dappertutto, dove è possibile bisognerebbe inserirli nell'ambiente normale, però ci saranno dei casi dove questo non sarà possibile e ho avuto occasione di visitare il gruppo famiglia di Budrio, sono delle piccole aziende agricole dove c'è un esperto che ha naturalmente anche una preparazione per quanto riguarda il tipo di individui una specializzato che li fa lavorare nell'agricoltura e mi dicevano appunto che hanno trovato i migliori risultati perché essendo così in gruppo, controllati e con un lavoro che non è eccessivamente impegnativo riescono a fare molto. Penso che qui in Valle anche questo si possa esperimentare.

Questo secondo i genitori è un programma completo che consentirà di seguire gli handicappati sin dalla nascita, recuperarli nel limite delle loro capacità, un lavoro adeguato tenendo conto delle rispettive menomazioni, evitare che molti di essi finiscano poi un domani nei manicomi e comunque che siano di grave peso per la società.

L'Associazione dei genitori chiede pure alla Regione di aiutarli ad effettuare dei corsi preparatori anche per i genitori stessi. I genitori stessi dovrebbero essere preparati, dovrebbero essere aiutati ad affrontare questo problema in modo da dare tutta la loro collaborazione perché mi rendo conto che, se non c'è la collaborazione dei diretti interessati, non è che la Regione possa risolvere i problemi.

Per realizzare tutto questo, oltre alle strutture che già abbiamo visto nella relazione, noi riteniamo come dicevo prima è estremamente importante la preparazione del personale. Ritorno su questo concetto perché mi pare ce, se non c'è il personale specializzato in numero sufficiente non saranno le strutture che risolveranno il problema, ma sono le persone l'artefice, lo strumento principale. Siccome sia dalla relazione dell'Assessore sia dalle relazioni allegate all'oggetto ci risulta che quanto ho detto prima sia contenuto almeno per la prima fase, naturalmente non possiamo che approvarla e naturalmente mi permetto qui di chiedere il voto favorevole di tutti i Consiglieri perché riteniamo che come primo passo sia certamente importante quello che stiamo esaminando.

Quindi non mi dilungo oltre per il fatto che è sempre anche spiacevole parlare di problemi in cui anche chi parla può essere interessato. Dico solo però che ne facciamo un problema di natura più ampia, un problema di natura sociale e quindi supero naturalmente quella difficoltà che mi mette in difficoltà in questo momento pensando che non è risolvendo un caso ma quando si parla di risolvere questi problemi evidentemente il caso singolo viene compenetrato nel caso più globale.

Chamonin (M.A.V.) - Abbiamo sentito le relazioni dell'Assessore alla Sanità e quella particolarmente appassionata dell'Assessore Maquignaz a nome dell'associazione dei genitori dei ragazzi handicappati, relazioni sulle quali concordiamo totalmente come pure concordiamo totalmente sulla proposta di legge oggi finalmente in discussione in questo Consiglio.

Siamo veramente felici che questo problema ormai annoso e direi troppo dibattuto vada finalmente in porto.

Devo dire che ci era sembrato a un certo momento dall'iter veramente tormentato di questa proposta di legge, che addirittura non si volesse più, da parte di alcuni, giungere ad una soluzione favorevole, ecco perché siamo lieti che oggi da parte penso di tutti i settori, questa legge sarà votata con gli emendamenti che chiariscono e definiscono alcuni aspetti della questione. Una sola preghiera all'Assessore al quale va evidentemente il nostro ringraziamento: solleciti al massimo il decollo di questa opera affinché i tempi morti non incidano oltre nella realizzazione. È un'opera troppo sentita perché si tardi ancora e questo per le più varie ragioni non ultima quella finanziaria visto l'andamento attuale della moneta e soprattutto dei costi ma principalmente soprattutto per una questione di giustizia sociale verso queste famiglie e questi ragazzi così duramente e senza alcuna colpa colpiti dalla cattiva sorte.

Non fermiamoci qui, ancora una preghiera. Andiamo avanti nella soluzione globale dell'assistenza in Valle d'Aosta; questo primo passo era il più importante direi il più urgente ed il più necessario in questo momento però bisogna che il problema trovi la sua soluzione globale e definitiva.

Siggia (P.C.I.) - Consiglieri e Signor Presidente, purtroppo in un argomento così umanamente preoccupante sono da diversi anni sorte in Valle, soprattutto in Aosta, parecchie polemiche, da una parte la posizione di chi, genitore di bambino handicappato avere la legittima aspettativa di vedere questa Amministrazione muoversi in un certo senso e attuare certe opere indispensabili, dall'altra parte posizioni di chi, direi in buona fede e in questo caso polemica buona, aveva la preoccupazione che di un certo tipo di istituto, di centro che sorgeva in Valle si potesse col tempo trasformare nella vera istituzionalizzazione preoccupante anche per l'avvenire degli stessi bambini malati.

Direi, polemiche che non hanno giovato e non sono servite a chiarire nell'aula consiliare e in Aosta quello che molto più seriamente doveva essere affrontato come tema di fondo per la costruzione di un edificio, di un complesso, di un insieme di servizi che fossero proprio sorti e nati nell'interesse dei minori. È per questo che prendo la parola oggi perché intendo dire al Consiglio, qual è stata e qual è oggi la posizione del gruppo comunista su questo problema.

I Colleghi Consiglieri ricorderanno che due anni fa, bè, direi, ho iniziato una battaglia al Consiglio regionale di contrasto a quella proposta che si era fatta in termini molto generici quando si parlava di acquistare i terreni di Sarre per l'istituzione dell'Istituto Medico-Psico-Pedagogico e la posizione nostra allora - desidero sottolinearlo ancora in questa sede - non era contro la creazione di un qualche edificio o di un qualche servizio che servisse all'infanzia handicappata valdostana ma era portato esclusivamente dalla preoccupazione che non conoscendo che tipo di servizio andavamo a costituire, si potesse in futuro trasformare un servizio sanitario utile alla collettività in un vero e proprio reclusorio di cui eravamo preoccupati anche per l'insorgere proprio contemporaneamente l'anno scorso in Italia e notizie le avevamo dalla Stampa di grossi scandali, grosse notizie che erano state portate all'attenzione dell'opinione pubblica sulla vita, che all'interno di certi tipi di manicomi veri e propri, i bambini erano soggetti a vivere.

Detto questo, devo anche aggiungere che il problema dei servizi sociali in genere, ma soprattutto quelli che si riferiscono all'infanzia, sono state sempre poste in primo piano all'attenzione del gruppo comunista e abbiamo sollecitato diverse volte in quest'aula proprio un dibattito sui temi che riguardavano la salute, soprattutto dicevo, la salute dell'infanzia. Ricordo ai Consiglieri che avevamo chiesto, e non avevamo ottenuto nella forma che desideravamo ma una Commissione molto allargata, che potesse esaminare fin dal loro insorgere questi problemi in maniera che il dibattito si svolgesse prima di giungere a una determinazione, a una decisione quanto meno da parte della Giunta. Riprendo questo tema oggi non per fare della polemica che si è sentita in Valle è venuta fuori anche perché il lavoro che l'Assessorato ha portato avanti in questi ultimi mesi e che la Giunta ha seguito con interesse nell'ultimo periodo, era un lavoro di cui non molti erano a conoscenza e io per esperienza personale posso dirvi che quando ho voluto sapere come intendeva la Giunta camminare in questa nuova proposta che si andava a fare al Consiglio ho dovuto richiedere a titolo personale gli studi e gli allegati che l'Assessorato stava svolgendo e questo è sintomatico perché su questo materiale che si andava man mano raccogliendo direi nessuno ha avuto la possibilità di portare avanti un discorso, non dico di critica in certi casi avrebbe potuto essere addirittura migliorativo di un programma che la Giunta stava portando avanti.

Quando nella sua relazione l'Assessore alla Sanità dice che è stato svolto un lavoro notevole da parte dell'Amministrazione regionale, devo dare atto che già questo è avvenuto, se a distanza di due anni il vecchio progetto dell'Istituto Medico-Psico-Pedagogico da noi avversato insieme ad altre forze politiche si è modificato talmente da arrivare alla presentazione di un centro come l'Assessore lo ha brevemente illustrato e come lo ha illustrato anche l'Assessore Maquignaz, è indubbio che è stata svolta una notevole mole di lavoro serio, con alla base una ricerca di dati effettivi dalla realtà valdostana e con nuova collocazione di questo servizio sanitario nella Valle d'Aosta. Ecco, direi, e lo ripeto, non con un senso di polemica che forse, se il lavoro che veniva svolto fosse stato di più pubblicizzato, portato a conoscenza anche dei Consiglieri regionali ma soprattutto delle categorie delle persone interessate, genitori da una parte ma direi Medici dall'altra, sindacati dei Medici e degli operatori poi futuri di questo Centro, probabilmente molte discussioni che si sono sentite fare ad Aosta in questi ultimi tempi e che non avevano probabilmente ragione d'essere, non ci avrebbero posto nella condizione di portare avanti un problema, ripeto, che è così importante per la Valle e che indubbiamente sta a cuore a tutti, probabilmente in un clima più sereno.

Detto questo, voglio fare alcune osservazioni sulla nuova impostazione data a questo servizio. È chiaro che quando eravamo contro l'Istituto Medico-Psico-Pedagogico di due anni fa lo avevamo temuto costruito e realizzato in un certo modo. Queste preoccupazioni, dicevo, sono sparite anche in noi perché, leggendo attentamente le relazioni che accompagnano il progetto di legge sottoposto all'attenzione del Consiglio oggi, evidentemente ci rendiamo conto che si tratta di un servizio di dimensioni più ridotte che prevede da una parte un nucleo e quindi una costruzione che purtroppo, seppure possiamo sperare che nel tempo vada diminuendo, purtroppo oggi esiste ancora, quello che prevede il ricovero dei bambini a tempo pieno e direi non ci possiamo nascondere una certa realtà per cui al di là di tanti servizi sociali e di tanta maggiore, così, cura dei bambini malati probabilmente anche nel futuro un certo gruppo di questi bambini avrà bisogno di essere ricoverato ed è certo che, come amministratori e come valdostani, vogliamo che i bambini che devono essere ricoverati stiano in Valle d'Aosta. Quindi è chiaro che sotto questo profilo il piccolo edificio che ospiti un ristretto numero indispensabile di bambini ci pare che debba essere mantenuto, ma siamo favorevoli a questa impostazione soprattutto per un altro aspetto perché contemporaneamente oltre alla costruzione di questo tipo di edificio tutto l'insieme di questo servizio è fatto in maniera tale che prevede una larga fascia di attività che è di prevenzione e di cura e di riadattamento dei bambini che possono essere reinseriti domani in un lavoro attivo anche se con i limiti che l'Assessore Maquignaz ha detto e che ci devono far riflettere proprio per un futuro di attrezzature diverse da creare per questa infanzia handicappata ma che evidentemente come tipo di servizio non si limita al ricovero, alla reclusione del bambino malato lasciato in un certo tipo di Istituto, certe volte anche comodo, ma che comunque non serve per il miglioramento del bambino o per un suo reinserimento in una vita futura.

Quando nella Commissione Sanità è stato discusso per la prima volta il progetto del Centro Psico-Medico-Pedagogico e avevamo sotto mano gli allegati che sono parte integrante oggi di questa legge c'era sorta ancora la preoccupazione che noi oggi avremmo votato una legge di natura finanziaria che permetteva alla Giunta di dare inizio alla costruzione di questo complesso di edifici, ma che nella realtà poteva farci temere che Giunta futura, modifica di un certo tipo di indirizzo dell'Amministrazione potessero portare a una trasformazione involontaria da parte di noi che avevamo richiesto, voluto e dato la nostra adesione a questo tipo di costruzione e di servizio sanitario, che si potesse in futuro anche modificare l''andamento di questo nuovo servizio. Questo è il motivo per cui avevamo richiesto in quella Commissione degli emendamenti che la Commissione ha recepito, che l'Assessore porta oggi come emendamenti di Giunta, direi, sono emendamenti che ci tranquillizzano nel senso che, pur votando oggi una legge finanziaria è legata la sua realizzazione, la realizzazione di questo Centro al fatto che entrerà in funzione quando ci sarà la legge regionale che prevedrà in maniera esatta come questo Istituto deve funzionare.

Per evitare poi quell'inconveniente che io lamentavo prima di un certo tipo di impostazione di lavoro che era stata all'origine fatta esclusivamente dall'Assessore e esclusivamente attraverso una sua Commissione, attraverso suoi funzionari avevo richiesto in Commissione anche questo è stato recepito dalla Giunta, che tutto quello che in futuro la Giunta dovrà fare a partire dal concorso appalto in avanti fosse fatto con la presenza di un gruppo di persone, tecnici da una parte Assessori dall'altra ma anche rappresentanti del Consiglio regionale, proprio non per diffidenza o sfiducia verso gli amministratori ma, siccome nelle amministrazioni cambiano anche le persone per un giusto, a noi pare doveroso, controllo da parte del Consiglio regionale che le iniziative proseguano nel senso voluto da un'amministrazione quindi da un gruppo di 35 Consiglieri e quindi direi anche col conforto di una partecipazione delle minoranze politiche che seguono in questo Consiglio.

Dicevo anche questo è stato come indirizzo accolto dalla Giunta e recepito in un emendamento che mi auguro voteremo oggi.

Per concludere la presenza e direi l'importanza della presenza di gruppi diversi anche nelle Commissioni che poi provvederanno al concorso appalto e a tutto il resto, sono giustificate da un altro fatto: mi pare che è così importante il problema e così, direi, grossa la discussione che affrontiamo oggi che non mi pare il caso di scendere anche in alcuni dettagli di questo lavoro che la Giunta si determina a fare, direi alcune piccolissime modifiche, bè, possono essere in futuro portate, faccio un esempio ecco perché non risulti il mio discorso vago. Io personalmente preferirei vedere più personale medico e meno personale così, cuoche, guardarobiere o operaie addette alla manutenzione. Ecco la presenza dei Consiglieri regionali in quella Commissione può dare anche modo poi nelle piccole applicazioni di questo concorso appalto e nello svolgimento di questi lavori, di arrivare anche a determinate modifiche o a innovazioni o a cose nuove che possono essere utili nella costruzione futura del Centro e che non mi pare il Consiglio possa affrontare oggi o discutere in una seduta di questo genere.

Naturalmente il mio discorso, credo che, se seguito, risulta molto chiaro. Il Partito Comunista è favorevole ad approvare la legge istitutiva di questo Centro ricordando come le nostre battaglie vecchie, mi sia consentito, non tendevano a bloccare nessuna attività e nessun lavoro in questo senso, tendevano ad avere la realizzazione in Aosta di un servizio sociale che ritenevamo il migliore e siamo oggi più ancora di ieri convinti quanto giusto fosse la battaglia che avevamo fatto nel 71 quando non volevamo il grosso edificio che costituiva tutte quelle preoccupazioni di cui ho detto prima. E' chiaro che l'approvazione di questo servizio sanitario, riprendo le sollecitazioni del Consigliere Chamonin e quanto ha detto l'Assessore Maquignaz non è che un inizio di una globale riforma in tutto il settore sanitario che noi vogliamo in Valle d'Aosta, e siamo favorevoli proprio perché, non, ecco, a volte non porta a nessuna conclusione discutere per degli anni di questioni molto importanti che devono avere una particolare attenzione, ma che finiscono e rischiano poi di concludersi solo con delle bellissime discussioni, vuoi mediche, vuoi tecniche, vuoi politiche, ma che non portano e non approdano a una realizzazione concreta. Siamo favorevoli che si inizi a fare qualcosa sapendo e coscienti tutti credo il Consiglio che questo è un punto di partenza per un qualcosa che però vogliamo migliorato in quello che dovranno essere i servizi dislocati dal Centro vuoi équipe, vuoi medici sanitari, vuoi..., che sono quelli che possono dare veramente una spinta e costituire un nucleo centrale di quella medicina preventiva che vogliamo in Valle d'Aosta. Ma al di là del problema dell'infanzia evidentemente pensiamo con la nostra approvazione di dare anche maggior incentivo, maggiore coraggio agli amministratori e alle Giunte di domani che vorranno affrontare il problema della riforma sanitaria dicendo fin d'ora che per i problemi di tutta una ristrutturazione di un servizio di questo genere il gruppo comunista è sempre disponibile al discorso, al colloquio e a una collaborazione che sia una collaborazione che porta alla realizzazione di opere che servono alla Valle.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Io non entro nel merito... innanzi tutto ci ha illustrato molto bene l'Assessore alla Sanità ed i colleghi che hanno preso la parola in seguito.

Io ho sott'occhio una copia della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 gennaio 1966 sottolineo la data, e dice "Approvazione del programma degli interventi per le costruzioni ospedaliere negli anni finanziari 1965 e 1966".

Bene, per la Valle d'Aosta vi erano quattro stanziamenti fra i quali Istituto Psico-Medico-Pedagogico, costruzione - 600 milioni. 600 milioni nel 1966. Sono passati sette anni, abbiamo perso troppi anni alla ricerca dei terreni, poi finalmente li abbiamo acquistati a Sarre ed allora avevamo finanziamenti e terreni, però siamo stati fermi, non si è fatto niente, ci pervengono delle petizioni delle famiglie interessate, due mi pare petizioni siamo pervenute, passa altro tempo, finalmente giunge in Consiglio una proposta di legge.

Finalmente ci si decide di fare qualche cosa di concreto, di passare dal troppo lungo periodo delle chiacchiere ai fatti.

Io mi chiedo: quanti anni abbiamo perso?

I 600 milioni previsti oggi come potere d'acquisto a quanto equivalgono? Equivalgono ancora alla metà, cioè a 300 milioni? Io penso di no, valgono meno, quindi un danno rilevantissimo per l'Amministrazione, per il denaro pubblico, per i contribuenti. Queste lungaggini hanno causato tra l'altro questo.

Se avessimo voluto ed avessimo dato inizio per tempo, questi lavori ebbene non solo sarebbero ultimati, parlo naturalmente di edifici di costruzioni secondo le illustrazioni che hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto. Bene è da diversi anni che queste famiglie potrebbero avere i loro figli qui a casa, almeno vicino a casa, invece queste famiglie devono ancora percorrere, per andare a trovare i loro figli devono recarsi a Bologna, a Milano, non so, quindi scomodità, spese per le famiglie meno abbienti. Questa è la conclusione, e queste sono le responsabilità che il Consiglio si assume, responsabilità per me gravi.

Comunque io penso che le recriminazioni non servono, gli errori del Consiglio li pagano le 186, ha detto l'Assessore Maquignaz, famiglie. Certo vi è chi può spendere quattro o 500.000 lire al mese per collocare questi loro figli negli Istituti svizzeri dove vi è un trattamento che io non conosco e non me ne intendo di quei problemi, comunque poche famiglie possono affrontare spese del genere, le famiglie meno abbienti, le famiglie più povere non possono ricorrere a questi lussuosi Istituti svizzeri.

Comunque vi dicevo le recriminazioni non servono, io mi compiaccio - l'ho detto prima - che finalmente si passi dalle troppe ed inutili parole ai fatti, che si concretizzi, che si costruisca e che questi figli, queste famiglie valdostane non debbano più affrontare i disagi e spese dei viaggi ma possano avere i loro figli vicini. Quindi bene questa proposta di legge, traduciamola presto in fatti, perché io sono certo che il Consiglio, almeno non dubito, che il Consiglio unanime approverà, e mi vorrei permettere due domande all'Assessore, sia molto chiaro Assessore, non è che io voglia metterla in difficoltà, ma così per avere un orientamento, anche per prevedere, quando avranno inizio i lavori? Sia chiaro io non le chiedo che Lei mi dica il 27 novembre alle ore 18, no, ma orientativamente grosso modo, per quale periodo si può prevedere l'inizio del lavoro e, sempre approssimativamente, la loro durata, cioè per quando si può approssimativamente prevedere l'apertura di questo Istituto? Perché ripeto è necessario fare presto.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Mappelli.

Mappelli (D.C.) - Questo problema è così delicato e così serio che evidentemente non può ulteriormente prendere del tempo a nessuno di noi per fare delle polemiche e della demagogia, anche perché a suo tempo - e non abbiamo dimenticato - in questa sede è avvenuta sia della demagogia sia della polemica e giustamente qualcuno ha precisato che a pagare sono stati quei poveri bambini e lo stato d'animo dei loro genitori.

Evidentemente vi era un piano di finanziamento su questa ed altre opere sanitarie in Valle d'Aosta per cui fin dal 1965 ci si doveva muovere in questa direzione. E un primo passo, sebbene con mille difficoltà ed ostacoli, era stato fatto allorché si venne alla decisione per motivi di praticità di acquistare in quel di Sarre un'area che poteva essere adibita a questo servizio.

Evidentemente delle valutazioni di tipo di servizio che poteva e doveva essere fatto anche in questo senso da parte dell'allora sottoscritto e dei suoi collaboratori si era preso in esame tutto il ciclo della funzione che deve avere un Istituto Psico-Medico-Pedagogico e qual è questo ciclo? Il ciclo è questo: che oggi a stenti è il primo e purtroppo in ritardo, il primo passo per dover arrivare a coloro che purtroppo non possono essere inseriti nella società direttamente a un'età appena finite le scuole d'obbligo ma il dover inserirli nelle scuole, con delle scuole, dei centri professionali e anche in questo senso ci eravamo preoccupati e avevamo trovato nel buon Vicquéry, parroco allora di Gignod, la sua piena disponibilità per, assieme ad altri suoi colleghi, vedere di costruire, e ve n'è già una di queste case professionali nel Trentino, nella Valle del Lys, di costruire un edificio per poter inserire, allorquando questi ragazzi uscivano dall'Istituto Pedagogico all'età di 12-13-14-15 anni, per i corsi professionali.

Cosa se ne sia fatto non lo so, spero che l'Assessore Benzo si ragguagli in merito, anche perché mi risulta che in questo senso erano state fatte delle lettere per iscritto e dunque agli atti dell'Assessorato queste lettere ci devono pur essere, e pertanto evidentemente stiano pur tranquilli i genitori e questi nostri cari bambini che da parte della Democrazia Cristiana, in particolar modo su questo oggetto, siamo solidali e il nostro contributo sia personale che di gruppo sarà portato per la soluzione, portato avanti per la soluzione di questo problema ma questione di tempi, non vorremmo che questi tempi quando si parla - e qui una piccola nota bisogna pur dirla - di volontà politiche, ad un certo momento, non vorremmo che queste volontà siano più o meno come quelle ad esempio del Geriatrico oppure dell'Ospedale di Saint-Vincent, che ne approfitto per chiedere dei ragguagli sempre all'Assessore, in tema di iniziativa regionale di sanità, non vorrei uscire dal binario, però alcuni ragguagli, visto che si parla di volontà, bisogna pur sapere a che punto sono queste iniziative reali sia di Astanteria in Bassa Valle sia dell'Ospedale di Saint Vincent, sia del Geriatrico. Perché faccio questa domanda? Beh è ovvio in base alla 183 quella famosa legge che nel febbraio del 1971 in questa sede ebbi ad illustrare con poi una conseguente interpellanza, vi era, c'è la possibilità senza ritardare, perché purtroppo gli unici ritardatari siamo noi e non quella legge, si poteva evidentemente impegnare quei milioni di tutto il programma della legge del 1965 per il completamento di opere sanitarie iniziate e susseguentemente sull'anno finanziario e sul piano finanziario ospedaliero per la Valle d'Aosta il Ministero dei Lavori Pubblici non faceva altro che reintegrare questo impegno di questi mutui agevolati da parte delle Opere pubbliche, Provveditorato delle Opere Pubbliche del Piemonte.

Allora, riepilogando, bisogna assolutamente che questa nostra volontà dimostrata concretamente nel 1970 allorquando con delle accuse vergognose, naturalmente anche sul piano personale, vennero in questa sala pubblicamente ripetutamente portate alla ribalta, dicevo allorquando quella volontà vi era, io chiedo i motivi per cui abbiamo dovuto aspettare altri tre anni per affrontare, non voglio dire marginalmente, ma in questo primo passo perché, se noi andiamo avanti di questo passo, avremo questo Istituto fra dieci anni, non si può aspettare ulteriormente che questi bambini vengano ridistribuiti nelle varie zone e questi loro genitori debbano continuare ad avere questo peso sia finanziario e sia morale, al fine di trasferimenti e di vedere di venirne fuori appena questi nostri ragazzi hanno superato quelle attuali disponibilità di istruzione in base a quelle che sono le attuali disponibilità nella nostra Regione. Pertanto io poi mi riservo, se sarà il caso, di prendere ancora la parola per aggiungere se sarà il caso alcune cose, però mi permetterei di chiedere, se non fosse possibile, visto che qui vi è giustamente un emendamento che mi sembra sia valido l'emendamento aggiuntivo, se non sia il caso visto che vi è una Associazione di questi ragazzi, non sia il caso di mettere anche un rappresentante nella Commissione perché porti il suo contributo diretto o responsabile a nome di questa Associazione, sarebbe un ulteriore motivo di garanzia e di collaborazione per portare avanti questo problema.

Ecco, io per il momento mi fermerei, perché come dicevo prima, non voglio nel modo più assoluto andare in cerca a quelle che sono state le tragiche realtà di alcuni anni or sono su questo problema. Se sarà il caso, evidentemente, allora se qualcuno riterrà di dover andar a rinvangare vuol dire che seguiremo su quella strada.

Ecco io mi permetterei di ripetere al Presidente del Consiglio, senza che stia a scriverlo su un pezzo di carta, se la Giunta ritiene di poter accogliere che si sia anche

Montesano (P.S.D.I.) - Richiami, Consigliere Mappelli, io credo che sia già opportuno richiamare quando arriviamo all'articolo.

Mappelli (D.C.) - Sì, però la Giunta sappia, lo faccia pure proprio che chiedo che un rappresentante dell'Associazione sia messo nella Commissione.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene.

La parola adesso all'Assessore Chantel.

Chantel (P.S.I.) - Io le osservazioni le farò dopo, sia su quanto ha detto Manganoni e sia su quanto ha detto Mappelli.

Per intanto mi contento di chiarire la posizione del Partito Socialista quale Capogruppo e il Partito Socialista ha fatto a suo tempo un comunicato e non è nessun male aver portato a fondo l'esame del problema perché dei 200 posti letto preventivati nel primo programma siamo arrivati ai sufficienti 20 o 30 posti letto e, siccome qui si è proprio parlato del Gerontocomio, quella specie di bel catafalco che c'è lì, di cui purtroppo non sapremo quando sarà finito, ed è un bene che prima di dare il via ai concorsi, agli appalti coi miliardi della Regione, con l'impressione che la Regione sia un pozzo di S. Patrizio e questo lo si dimentica troppo presto, perché ad un bel momento fra qualche anno qui dentro i Consiglieri avranno solo bisogno di approvare la legge sul bilancio che paga i debiti e avrà finito il suo servizio. Parto dal principio, noi partiamo dal principio che, se le cose sono ben fatte, anche la moneta deve essere spesa in rapporto a quel che deve rendere, perché ripeto ancora una volta, nonostante il nuovo riparto fiscale, non si facciano delle illusioni qui dentro che i milioni siano diventati delle noccioline, i milioni rimangono dei milioni, i debiti rimangano dei debiti, i mutui rimangano dei mutui e si pagano regolarmente anno per anno, rendendo sempre più rigido il bilancio. Qui ho finito la discussione dal lato amministrativo, sulla necessità che prima di dare il via a spese di centinaia di milioni sia bene sapere in modo chiaro come si spendono.

Il Partito Socialista, il suo Comitato Esecutivo dopo aver esaminato il disegno di legge proposto dalla Giunta regionale per la costruzione di un istituto Centro Regionale di Servizi Psico-medici-pedagogici in Comune di Sarre e la relazione ad esso allegato, ritenuto che l'autorizzazione alla costruzione di una struttura specialistica dovrebbe seguire e non precedere la disciplina programmatica di tutto il complesso del servizio sotto sanitario regionale, che tuttavia i tempi necessari per la costruzione sono tali da consentire un efficace programmazione di detti servizi, l'approvazione della legge conseguente in modo che essa possa essere tempestivamente inserita nelle previsioni del programma; che la legge proposta può quindi essere approvata dal Partito, non che sia andata nel senso anzidetto e possa rappresentare un impegno concreto per la realizzazione di tutto il programma economico della Regione ivi compreso il programma sotto sanitario e chiederò all'emendamento sostitutivo n. 1 "La Giunta a suo tempo sui servizi socio-sanitari in genere"

delibera

di dare mandato ai propri Consiglieri regionali di proporre gli emendamenti necessari per l'attuazione dei su estesi principi e di approvarlo con il loro inserimento nel testo del disegno di legge proposto.

E a Manganoni che se ne è andato darò una risposta.

Montesano (P.S.D.I.) - Lascia stare, non c'è.

Chantel (P.S.I.) - E va beh, allora stiano dentro, eh scusatemi!

Montesano (P.S.D.I.) - Dai la risposta prima a Mappelli e speriamo che venga.

Chantel (P.S.I.) - Ah per Mappelli la risposta è molto semplice, se non mi sbaglio era l'Assessore alla Sanità dal 1966 al 1970. Ha detto lui che i fondi c'erano già nel 1965.

Ho finito la discussione.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco la risposta al Consigliere Manganoni.

Chantel (P.S.I.) - A Manganoni darò la risposta, e la risposta è precisamente questa: meglio, vero, una diminuzione del valore di 600 milioni che 600 milioni spesi male e su questo punto ritorno ancora una volta. Benissimo l'Istituto Psico-Medico-Pedagogico, benissimo una volta tanto incominciare ad avviare i problemi sanitari, ma altrettanto vero che prima di spendere i quattrini bisogna sapere come e dove e perché si spendono e aggiungerò qualcosa. Qui hanno tutti parlato della famiglia, tutti hanno ragione, però io aggiungo un'altra cosa. In queste cose ci sono dei tempi brevi e dei tempi lunghi, io ripeto un discorso che ho fatto otto anni fa. Otto anni fa ho insistito e insisto ancora oggi perché sia creato un servizio di assistenti sociali e assistenti vigilatrici perché è solo attraverso questo servizio ed eventuale équipe di medici che visitano a casa che noi cominceremo ad avere dei dati e cominceremo il lavoro subito. Mentre si costruisce l'Istituto possiamo venire incontro a questa gente, però necessita la creazione, la variazione in quel che è diciamo così il personale addetto alla sanità e all'Assistenza sociale, come minimo, se vogliamo cominciare a parlare di riforme sanitarie, cominciamo a procurarcelo questo personale, come minimo ci vogliono 30 o 40 assistenti sanitarie sociali vigilatrici per dare il via, come minimo bisogna cominciare a dare i sussidi a quelle maestre disoccupate che non trovano posto perché sappiamo che posti ce ne sono, mediante la socializzazione, mediante una specializzazione in senso sanitario sociale ed otterremo due effetti invece di chiacchiere daremo un servizio sicuro e reale, cominceremo finalmente quel servizio che alleggerirà il servizio ospitaliero e che potrà dare il via a una sicurezza sociale e ad una assistenza sanitaria, ma è inutile farsi delle illusioni, senza il personale paramedico questi problemi non si risolvono, primo di tutto perché allo stato attuale i medici non sono sufficienti né qui in Valle né in Italia; secondariamente perché in tutti i Paesi dove si è voluto fare questo lavoro ci si è preoccupati di avere un largo ed abbondante personale paramedico.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Noi siamo favorevoli alla legge che è stata presentata sia perché costituisce un complesso organico che affronta il problema in maniera moderna e specializzata, sia perché alcune riserve che avevamo avanzato sono state luminosamente illustrate e spiegate dal Dott. Barbero e da altro personale dell'Assessorato della Sanità e Assistenza sociale.

Vorremmo avanzare alcuni suggerimenti pratici che ci sembrano indispensabili perché la legge possa effettivamente diventare operativa, e alla relazione allegata, divisa in tre parti, vorremmo che a pagina 8, dove è detto "Creazione di asili nido per la prima infanzia e verifica dell'efficienza dell'attuale rete di scuole materne della Regione" vorremmo che fossero presi immediati contatti fra gli assessorati alla Pubblica Istruzione e alla Sanità e Assistenza sociale in relazione anche alla legge regionale per l'attuazione delle scuole materne, affinché questo tipo di lavoro possa cominciare, fin dal prossimo anno scolastico, colmando questa lacuna di cui parlava l'Assessore Maquignaz per il dépistage dei bambini fra i zero e cinque anni e, quindi, dandoci il materiale indispensabile per poter sapere come affrontare in concreto i problemi che si pongono.

Il secondo e terzo punto "Potenziamento dei Consultori pediatrici operanti nella Regione" e il "Potenziamento e coordinamento dell'equipe medico-medico-pedagogiche perché operino a livello dei singoli comprensori" è il punto fondamentale e noi vorremmo proporre che fin da adesso, se necessario, la Regione abbia dei contratti di lavoro con medici in previsione e magari questi medici vadano all'estero a specializzarsi nella specifica materia. In previsione del giorno in cui l'Istituto funzionerà effettivamente e sia possibile, come ha ricordato bene l'Assessore Chantel, fin da quel momento avere il personale a posto affinché non vi sia il solito sistema di mettere, di fare correre i muli perché mancano i cavalli.

Per quanto riguarda il punto 4) alla preparazione di personale specializzato e in relazione anche a critiche che noi abbiamo mosso al sistema con il quale la Regione distribuisce i sussidi scolastici, vorremmo pregare l'Assessorato alla Pubblica Istruzione di studiare una serie di bandi di concorso, borse di studio specifiche per la preparazione di questo personale, bandi di concorso che devono partire da oggi e che permettano di preparare adeguatamente il personale che dovrà lavorare in questo Istituto, in maniera che vi sia da parte della Regione e la possibilità di una scelta di questo personale e che questo personale corrisponda effettivamente alla missione cui sarà dedicato e non che, per riprendere anche se in senso diverso, quanto diceva la Consigliera Siggia, che domani siano le cuoche che sorvegliano i bambini e che magari il personale addetto alla pulizia ha la laurea, perché non trova lavoro in altra maniera.

Noi chiediamo che quello che si fa sia fatto con una certa previsione nel tempo con quella che, con parole ormai cadute in disuso o perlomeno che ha preso un senso denigratorio, con una certa pianificazione.

Per quanto riguarda l'impostazione generale, ripetiamo, siamo d'accordo e abbiamo soltanto un'ultima riserva da fare che riguarda la parte terza, riserva che interessa non la tecnica, non la costituzione di questo Istituto, che è assolutamente indispensabile, ma la previsione di spesa. Io ho fatto dei calcoli personali, posso benissimo riconoscere che mi sono sbagliato, ma qui sono previsti all'incirca 134 milioni annui per il funzionamento di questo Istituto e, non nella legge, nella relazione, si dice in conclusione tra le previsioni di spesa appare ben contenuta e non eccessiva. A me appare persino troppo contenuta, contenuta in maniera tale che rischiamo di non fare bene le cose. Io vedrei volentieri, almeno secondo i miei calcoli, una spesa quasi del doppio, comunque credo che su questo la Giunta stessa sia d'accordo, si tratta per adesso di un'ipotesi di lavoro, di un documento che è sottoposto affinché il Consiglio prenda in esame l'intero problema e si renda conto di quali saranno le implicazioni finanziarie che esso comporterà.

A questa spesa ristretta e tenuto conto di quanto diceva l'Assessore Chantel sui limiti e le possibilità del bilancio, deve comunque rispondere dall'altro lato la necessità di fare bene quello che facciamo, di non fare dei lavori a metà, spendiamo di più, spendiamo quello che è necessario, non facciamo tutto perché non possiamo fare tutto, magari evitiamo di versare dei contributi ai Comuni o cose di questo genere, però se facciamo l'Istituto Psico-Medico-pedagogico deve essere fatto veramente bene, deve rispondere alle necessità per le quali il Consiglio ha affrontato questa discussione e ha stabilito questa relazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola al Consigliere Balestri io do avviso ai Signori Consiglieri che propongono o proporranno degli emendamenti di metterli per iscritto e di presentarli al tavolo della Presidenza ad evitare, no, bisogna che siano messi per iscritto. Io credo che non è nessun fastidio mettere per iscritto all'articolo tot, io devo fare una forza di memoria e posso essere fallace e anche dico questo che al momento della votazione dell'articolo può essere assente l'Assessore o il Consigliere proponente l'emendamento, quando io ce l'ho sul tavolo, essi passeranno alla votazione.

La parola al Consigliere Balestri.

Balestri (P.S.I.) - Vorrei ricordare al Consiglio che stiamo trattando un problema che è in continua evoluzione, ma direi di più, tutti i problemi sono sempre in continua evoluzione, mai niente è fermo, ma in questo problema non ci sono ancora proprio delle basi ferme, quindi si va ancora sperimentando con cose concrete delle evoluzioni su cui nessuno crede di mettere la parola fine. Ecco perché ho fatto questa premessa per dire al Consigliere Manganoni che, se anche questo problema la Regione l'aveva sentito come fra uno dei suoi problemi più impellenti e fin dal 1965-1966 ci si preoccupò di questo, di reperire dei fondi, di trattare questo problema, forse non prendete alla parola, forse è bene che sia andato così perché altrimenti avremmo fatto delle cose che oggi sarebbero state completamente superate.

E vorrei fare un accenno molto breve. Io ho seguito molto le relazioni e, eccettuato qualche punto, mi ha colpito quella dell''Assessore Maquignaz che si vede è vissuta e quindi ha trattato veramente dei problemi concreti.

Qui si arriva alle menomazioni, ai disadattati attraverso varie fasi, c'è una fase prenatale che la Regione ha affrontato e queste sono quelle fasi che portano principalmente menomazioni. Poi c'è una prima infanzia e l'età pre-scolare, che sono quelle che danno più la forma dei disadattati, senza specificare, senza entrare in materia. Si arriva all'età scolare e si arriva poi ai corsi professionali che sono il complemento di tutte queste fasi qui.

Ora, se noi facessimo delle strutture così in partenza chiuse, ecc. veramente falliremmo quello che è lo scopo e la volontà di tutti di arrivare alla concretezza del problema, cioè ogni cosa va affrontata nelle proprie fasi e nelle proprie fasi già si vede che una struttura ospedaliera sul tipo ospedaliero non ha i requisiti per affrontare tutte queste cose. Quindi secondo noi, dopo ampie discussioni, siamo arrivati, si può fare della demagogia, si può dire che i problemi non sono sentiti, vogliono essere ritardati o che, ma effettivamente creare delle strutture che sono già disadattate in partenza vuol dire fallire il problema. Ecco perché ad un certo momento noi crediamo che affrontare i vari problemi nelle varie fasi sia quello che può dare dei risultati migliori, e affrontandoli, volendo, il Consiglio regionale può anche dare delle indicazioni, l'esecutivo può trarre vantaggio o averle già proprie, insomma partiamo già da delle équipes di personale che, siamo assenti, parliamoci chiaro, quindi se non abbiamo delle équipes di personale sanitario parasanitario, specializzato in materia, che possa dare via via nel tempo delle informazioni anche su quelli che sono i requisiti di costruzione, di ambientamento o che, noi che abbiamo girato e che conosciamo un po' questi ambienti, ad un certo momento vediamo come nel limite di poco tempo siano già superati. Con questo io non voglio dire che rimandiamo tutto quello che ci sia, no, ma andiamo cauti, non vuol dire questo ritardare il problema, vuol dire affrontarlo con cognizione di causa, ecco.

E poi c'è un'altra cosa, insomma, che ad un certo momento se, a parte le prime fasi, la prenatale, la prima infanzia o che, la prima infanzia rientra già anche nell'età pre-scolare attraverso le scuole materne o che, ma qui è assente completamente il discorso della scuola che per me è in primo grado, perché all'équipe, se non c'è una certa sistemazione nel funzionamento della scuola, siamo d'accordo, io non entro nei particolari perché poi queste cose le diremo al momento buono, ad un certo momento, se non si arriva a creare delle strutture che siano adatte, non so se i bambini per esempio - ora mi è sfuggito il discorso - se il bambino, per esempio, nella prima infanzia e in queste cose qui non ha quei conforti, non ha quegli indirizzi terapeutici che devono avere, ad un certo momento, arrivano e ha ragione Maquignaz quando diceva: per certi casi non è possibile metterli insieme alla massa, ma non è possibile nemmeno isolare la maggioranza dei casi dalle masse perché se no veramente si creano dei complessi che sono quelli che determinano questi disadattamenti.

Ecco perché il problema non è così semplice, va studiato, non è che col fatto che si dica non è semplice non si faccia niente, volendo si può anche incominciare a fare subito, ma fare le cose coi piedi per terra, perché in questi problemi, se per caso si iniziano male vanno a finire male, cioè non si ottengono quei risultati e allora è inutile parlare di cifre che siano - Andrione - molto o poco o che, le cifre ci vogliono in questi casi ma ci vogliono bene impiegate perché 100 milioni possono dare un risultato, 200 milioni lo possono dare peggiore. Certo che, se 200 milioni sono spesi meglio, e allora si otterranno veramente dei risultati ottimi.

Questo è il concetto, quindi non è che si chieda oggi questi emendamenti, si chiedono questi emendamenti per la garanzia che il problema veramente sia affrontato nel lato giusto perché è così che veramente si possono avere dei risultati e siccome è un campo delicato dove non possiamo permetterci di dire: facciamo una costruzione che poi rimarrà lì o che non avrà i suoi frutti o che sarà disadattata già in partenza, ad un certo momento no, i bambini ci premono troppo ed è un campo dove anche s'è fatto poco anche in campo nazionale e quindi in campo regionale abbiamo il dovere di farlo come si deve per i nostri figli.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (P.L.I.) - Beh veramente, Sig. Presidente, io La ringrazio e su questo argomento avrebbe dovuto prendere la parola il nostro specialista del Partito che è il Dr. Maghetti e che purtroppo stamattina c'è stato un incidente in Bassa Valle e come al solito non c'è nessuno, beccano lui e quindi deve andare e quindi io dirò soltanto, egli ha già specificato chiaramente in Commissione quando è stato discusso questo argomento come il Partito Liberale è sensibilissimo a questi problemi ed è perfettamente d'accordo sull'impostazione data.

L'unica cosa che gradirei dire è questa: che non soltanto noi siamo d'accordo, ma condividiamo in pieno quando ha detto sia l'Assessore Chantel che, dal lato finanziario, sia quanto detto dal Consigliere Balestri che evidentemente, oltretutto, parla non soltanto come Consigliere ma anche come esperto in materia, ragione per cui il Partito Liberale dichiara, tramite il sottoscritto, di essere perfettamente d'accordo su tutto quanto si ritiene fare ed è felice di poter dire che la Valle d'Aosta anche in questo campo, si deve porre all'avanguardia, così come ha fatto in altri campi. Io ritengo che sono cose talmente delicate che veramente riguardano i nostri figli per cui tutto quello che si fa è sempre fatto in maniera, è sempre fatto troppo poco.

Quindi su questo punto il Partito Liberale è perfettamente consenziente e approva in pieno. Grazie.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola, mi pare ha chiesto la parola Lei Consigliere Manganoni, prego.

Manganoni (P.C.I.) - È stato detto che è meglio svalutare 600 milioni che spenderli male. Io sono della tesi inversa, io sono della tesi che bisogna spenderli bene e spenderli presto, non solo per evitare la svalutazione, ho detto prima che chi paga sono le famiglie.

Avevo posto quelle due domande all'Assessore, che adesso poi risponderà, scusi, poi ci ha detto ancora: se avessimo fatto prima avremmo fatto delle cose oggi superate, è esatto, però io dico allora, secondo questa tesi, non facciamo niente neanche oggi, no, perché quello che facciamo oggi fra 10 anni sarà superato e allora noi prima non abbiamo fatto perché dopo 10 anni non siano superate ma, con queste tesi, non facciamo niente neanche oggi perché fra 10 anni non faremo niente, perché fra 10 altri anni saremo superati!

Ed io vi cito l'esempio l'Ospedale Mauriziano, è superato, 40 anni fa quando lo avevano costruito, se partivano da questi principi non l'avrebbero costruito perché avrebbero detto: eh no, se facciamo un Ospedale oggi fra 20 anni è superato e allora aspettiamo 20 anni. Dopo i 20 anni ne aspettiamo altri 20 per non essere superati e così non facciamo mai niente!

Pertanto io, che capisco poco di questioni sanitarie, di ospedali, di Istituti, però la mia tesi è quella: facciamo, facciamo bene e facciamo presto, chiacchieriamo meno, realizziamo e concretizziamo perché di tempo ne abbiamo già perso troppo.

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo, parla prima il Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Volevo solo dire che concordo con quanto diceva Lei, ma c'era questo punto per me che era fondamentale e cioè che è molto più facile riacchiappare se vuole con dei corsi di formazione professionale un personale che è già stato istruito nella specifica che fare, come quello che volevamo fare oggi, partire da zero. Quindi, anche se io mi rendo benissimo conto che è una materia difficile e nella quale c'è una continua evoluzione, chiedo che si parta subito perché noi avremo molta più facilità spendendo questi milioni nel riformare e nell'aggiornare il personale che abbiamo incominciato oggi a formare. Se ci saranno delle modificazioni, che non invece allora crearlo ex novo quando esistono già queste strutture, su questo penso che siamo d'accordo.

Balestri (P.S.I.) - Mi sembra che avevo premesso che era una battuta quello di dire meglio che sia andata così. Sono anch'io perfettamente d'accordo che, ad un certo momento, non si può aspettare all'infinito per raggiungere la perfezione, però il discorso aveva un'altra logica ed era quella di dire: almeno oggi facciamo quello che progressivamente è più evoluto insomma in questo campo. Hai capito Manganoni? Perché tu per girare le cose sei speciale!

E vorrei rispondere a Andrione. Forse non ho sottolineato nella prima parte questo, che oggi noi dovremmo partire immediatamente con una équipe perché sarà quella che terrà i collegamenti attraverso la scuola e le famiglie e tutto. Non sto a dilungarmi, e che incamererà il lavoro, ecco non perde tempo in quel senso lì. È logico che non possiamo aspettare di arrivare ad avere un personale ideale, speriamo di trovare qualcuno che possa essere in grado di guidare questo personale e di instradarlo su una strada migliore, ma questa è una cosa subito immediata.

Secondo me ha un'importanza immediata ancora per incanalare un certo lavoro prima questa della costruzione, ecco questo è il succo del discorso.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola?

Bordon (D.C.) - Vorrei incominciare a sentire una risposta, se è possibile, perché Manganoni col quale da un po' di tempo.

Montesano (P.S.D.I.) - Chiedi la parola o no?

Bordon (D.C.) - Ho chiesto la parola.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene.

Bordon (D.C.) - Ma anche se devo aspettare una cartuccia per questo la devo chiedere per forza.

Montesano (P.S.D.I.) - No, ma poi sugli articoli non ci sono cartucce, sugli articoli puoi richiedere la parola.

Bordon (D.C.) - Siccome ci sono degli accordi da un po' di tempo fra Manganoni e il sottoscritto, che non sono accordi di partito sia ben chiaro, sono accordi di persone, siccome non è un tecnico e io non sono un tecnico come lui, ci troviamo molte volte sulla stessa linea e pertanto certi discorsi li dobbiamo portare avanti.

La parola, per quanto ci concerne, l'ha presa il nostro rappresentante in Commissione Sanità, che è Mappelli, e ha detto quello che pensava e quello che pensavamo noi.

Io invece stavo facendo delle congetture mie personali, stavo seguendo un po' questi interventi con la massima attenzione e in fondo in fondo dovrei dire che certe perplessità riaffiorano anche in me, sono un po' le perplessità che abbiamo sentito dire da Manganoni, perché è vero che è un problema talmente delicato, così emotivo, così toccante questo che stiamo trattando, però io qui non sono per fare della demagogia ma, ad un certo momento, sono qui per fare dell'amministrazione e allora che cosa vi vorrei dire? Vi vorrei dire alcune considerazioni mie personali, che cosa ha fatto la Democrazia Cristiana - perché qui si sente molto parlare del Partito Socialista, ha emesso questo ordine del giorno, il Partito Liberale - la Democrazia Cristiana non ha che seguito questo principio dal 1966-1967, per cui chiedere oggi a tutti i Consiglieri questo voto unanime io sono sicuro che ci sarà senza chiederlo, perché voglio vedere chi ha il coraggio di non votare a favore di un provvedimento di questa pasta. Ma per noi questo è un invito veramente a nozze perché noi ci siamo battuti da tanti anni per questo problema, noi abbiamo portato avanti nel 1967, nel 1968, quando c'era una Giunta socialista, del MAV, non so chi c'era, andatevelo a vedere perché non è questa la discussione che vogliamo fare. Ma io sto constatando ancora una volta che si tratta soltanto di una questione di pazienza, mi verrebbe quasi in mente il proverbio cinese "siediti in riva al fiume e vedrai passare il cadavere del tuo avversario". Qui non si tratta di fiumi, non si tratta di cadaveri di avversari, ma si tratta solo di avere tanta pazienza, tanta pazienza, perché la democrazia è una grandissima nella cosa, e ha ragione Manganoni quando dice: ma in fondo in fondo noi abbiamo paura di fare, di dire, di sentire troppe parole. Perché effettivamente abbiamo discusso questo problema, si è discusso nel 1968, come ricordava Mappelli per l'acquisto dei terreni, poi questi terreni pareva che non andassero bene perché comperati da una certa persona o da altri non quadravano i conti, ma su questo noi non ritorniamo. Ad un certo momento si trattava di portare avanti questo progetto e il progetto è rimasto lì perché giustamente, lo diciamo anche noi, si trattava prima di costruire di vedere come lo si faceva funzionare. Quindi io sono d'accordo con la Dr.ssa Siggia che ad un certo momento dice: vediamo un po' che cosa ne deve venire fuori. Da un punto di vista tecnico io concordo con quanto ha detto Chantel: dobbiamo avere il personale, perché se no andiamo avanti, però voi consentite a Manganoni e a me che siamo uomini della strada e che ci troviamo al di là di due barricate ma per queste cose qui ci troviamo insieme che ad un certo momento queste perplessità ci vengono, perché giustamente l'amico Balestri ha corretto quello che aveva detto prima, se non corretto lo ha spiegato, ma noi ci domandiamo se dopo tre anni che i tecnici hanno sul tavolo lo studio di questo funzionamento e ci troviamo ancora a questo punto, ad un certo momento, la pazienza ci sia consentito scappa, perché noi non abbiamo mica inventato noi il funzionamento, ci sono delle Commissioni, per esempio, la relazione di Maquignaz fatta molto bene, tutte quelle belle parole che noi ci sentiamo dire, belle e qualche volta purtroppo brutte, ma noi abbiamo già sentito tre, quattro, cinque anni fa certe relazioni fatte dai sanitari, fatte dal Dr. Barbero che ha una competenza particolare e una sensibilità particolare, e mi compiaccio con lui, fatte da altri tecnici, però non ci si venga poi ad un certo momento a dire: ma questo è un continuo addivenire, una cosa in continua evoluzione e pertanto noi ci troveremo sempre in ritardo, perché allora ha ragione Manganoni, come abbiamo ragione noi, non andremo mai avanti. Quindi qualche cosa dobbiamo fare.

Ora qui dentro io qualche volta sono un po' perplesso e mi spiace di dover sempre criticare il mio amico Benzo, che fra le altre cose è una persona educata, almeno nelle sue risposte, anche se non concordiamo con le impostazioni nostre. Però io chiedo a Benzo ma quando fa questa sua relazione e dice che questo rientra in un grande programma di assistenza sanitaria regionale, ecc. ebbene io dico che qualche volta si dicono delle grandi e belle parole ma in conclusione c'è ben poca roba, e che cos'è che ci preoccupa? Per esempio, il Geriatrico, ma io chiedo a Benzo, se mi vuole ascoltare per cortesia, perché mi rivolgo all'Assessore se non mi rivolgo alla Dr.ssa Siggia, che è poi la stessa cosa, forse mi risponderà la stessa cosa, perché vedo che ve la state lavorando insieme, io chiedo ma questo Geriatrico, che è lì, è fuori argomento, ma speriamo che questo nuovo stabilimento, questo nuovo edificio che noi dobbiamo costruire, questo nuovo complesso, perché non si tratta solo di un edificio, si tratta di una costruzione, di un funzionamento, e non vada avanti come sta andando avanti il Geriatrico, perché il programma che ci eravamo fissati noi nel 1966-1967, voi sedevate negli stessi banchi della Democrazia Cristiana allora, mentre oggi questo non c'è più, naturalmente che cosa abbiamo detto? Una assistenza generale sanitaria in tutta la Valle d'Aosta con particolare riguardo ai vecchi - ecco l'Ospedale Geriatrico che doveva alleggerire l'Ospedale Mauriziano di Aosta allora - e in modo particolare delle cure di questo caso, ma io domando scusa, dal 1968 non sono passati solo tre anni, sono passati tre anni per questo problema specifico, ma quanti ne sono passati per altri problemi? Perché giustamente si ricorda qui, se veniamo al concreto, dopo aver preso una pagina della Valle dove c'è un bellissimo programma, in sostanza che cosa abbiamo? L'Astanteria al fondo Valle? Non c'è, non è una discussione cattiva che io voglio portare avanti, è una discussione di sostanza, in fondo Valle l'Astanteria non l'abbiamo vista, l'Ospedale di Saint-Vincent non so il perché, ma questo ci saranno degli adempimenti, l'Ospedale Mauriziano va avanti come Ente regionale e non entro in merito perché, se si volesse aprire questo capitolo, lo apriremo in altre occasioni. Il Geriatrico io non so che cosa abbia ma non riesco a vederlo andare avanti, il Geriatrico mi sta molto in gola perché passo almeno quattro volte al giorno sulla strada nazionale e lo vedo lassù, a parte quello che è il colore attuale, speriamo che quando sia finito abbia un altro aspetto perché mi sa molto di quei bunker che abbiamo costruito lassù a Pré-Saint-Didier, che hanno costruito a Pré-Saint-Didier, quindi non parliamo di certe decisioni prese dai tecnici in queste approvazioni di progetto, perché noi non siamo tecnici, i tecnici siete voi, siete voi gli ingegneri, ecc. ecc., però la verità è questa, che lì non si va avanti, e come non si va avanti lì, noi non vorremmo che non si andasse avanti qui.

Ecco allora che cosa io mi aspettavo da Benzo, vorrei per tranquillizzarmi che risponda. Il Presidente del Consiglio ha chiesto questo mio intervento come una cartuccia e io sono contento di averla sprecata, ma io mi accontentavo di sapere due cose: la risposta che darà Benzo ai due o tre quesiti posti da Manganoni, forse quesiti posti un po' duramente, quand'è che si incomincerà? Quand'è che si costruirà? Quand'è che entrerà in funzione?

Beh io non penso che, se non dà un po' così i numeri, diciamo, l'amico Benzo possa dare queste date. Però è indubbio che noi desideriamo sapere un po' che cosa si intende fare perché, se ancora una volta noi ci vediamo portare questi problemi alla vigilia di determinate date, e non dico che questo lo abbiate fatto solo voi perché l'hanno fatto tutte le Amministrazioni, e allora, se alla vigilia di queste date noi vediamo venir fuori dei problemi di questa importanza, io signori sono sempre dello stesso parere che le elezioni regionali in Valle d'Aosta non si devono fare ogni cinque anni ma ogni due anni e mezzo.

Lustrissy (D.P.) - Volevo dare alcuni chiarimenti, visto che alcuni Consiglieri che sono intervenuti hanno fatto riferimento anche alla organizzazione scolastica, tanto per mettere al corrente il Consiglio delle cose che stiamo facendo.

Per quanto riguarda la formazione del personale specializzato, è uno dei grossi problemi che da anni ci sta angustiando e di più abbiamo notato questo: che, pur avendo in Valle molto personale insegnante specializzato che ha frequentato corsi speciali, non ne abbiamo trovati disponibili lì fino a questo momento per organizzare delle scuole speciali in più, in numero maggiore di quello che abbiamo potuto organizzare fino adesso. Cioè da quest'anno abbiamo ristrutturato la scuola speciale che funzionava ad Aosta, l'abbiamo trasferita in locali più idonei al Villair di Quart con la possibilità di avere a disposizione del personale specializzato e lì si è potuto organizzare una attività abbastanza rispondente alle esigenze di quella scuola.

Avevamo in animo di istituire un'analoga organizzazione nella zona media e bassa Valle, però non è stato possibile fino a questo momento reperire personale specializzato, e combinazione, dato che da tempo anche stiamo sollecitando molti giovani insegnanti a frequentare i corsi per i quali abbiamo istituito dei bandi per dare loro la possibilità di specializzarsi in questo settore a un fenomeno strano, cioè o non ci sono domande oppure ci sono domande di personale di ruolo che poi in definitiva non potrà venire utilizzato per la gestione, per la conduzione di queste scuole, tant'è vero che noi in questi ultimi tempi avevamo fatto un bando di concorso per inviare del personale insegnante a specializzarsi sui problemi della logofonia, abbiamo avuto molte domande di insegnanti di ruolo però, quando abbiamo chiesto a questi insegnanti di mettersi a disposizione, avendo essi già conseguito delle specializzazioni precedenti, per il funzionamento di scuole speciali in altre zone della Valle, non è stato possibile averli a disposizione.

Allora ci chiediamo fino a che punto è ancora valido fare dei bandi di concorso, mettere a disposizione delle borse di studio, inviare del personale a specializzarsi se poi non lo possiamo utilizzare.

Io ritengo che il discorso dovrà essere rivolto soprattutto ai giovani diplomati, ai giovani insegnanti che usciranno dall'Istituto Magistrale che di anno in anno si accumula nell'elenco dei disoccupati e speriamo assieme a questi di poter fare un lavoro di questo tipo.

Per quanto riguarda il funzionamento della équipe psico-medico-pedagogica, è vero che ci sono ancora dei grossi problemi perché sinora abbiamo costituito un'équipe a livello di medicina preventiva psico-medica però manca tutta la componente pedagogica. In questo settore è talmente difficile trovare personale specializzato che tutte le volte che ci troviamo di fronte a questi problemi non riusciamo mai ad uscirne ed è anche altrettanto difficile, credetemi, trovare delle persone disponibili a frequentare anche dei corsi gratuiti con a disposizione delle borse di studio per poter perfezionarsi.

Noi quest'anno a livello di scuole elementari, se ben ricordate, come Consiglio regionale, avevamo approvato, abbiamo approvato la legge sulla scuola regionale materna e proprio in quella legge abbiamo stabilito che per ogni classi potranno essere inseriti i bambini handicappati di forme meno gravi. Per questa legge abbiamo avuto recentemente anche il plauso dell'Associazione nazionale dei bambini handicappati che ci ha mandato una lettera di ringraziamento per quanto avevamo fatto, però esisteva il grosso problema della formazione del personale insegnante. Allora quest'anno è già iniziato da tre mesi un corso di specializzazione per il personale insegnante della scuola materna, il corso è gestito dal Prof. Avalle e dai suoi tecnici, è un'équipe specializzata nel settore e durerà un anno con 120 lezioni. Alla fine del corso le insegnanti dovranno presentare una tesi di discussione con l'équipe insegnante e verranno poi licenziate le migliori di modo che quel discorso che è già statuito nella legge dell'inserimento di bambini handicappati nelle classi di scuola materna possa trovare una concreta attuazione avendo a disposizione un personale insegnante in grado di poter fare queste cose.

Noi continueremo a muoverci in questa direzione, continueremo a fare bandi di concorso secondo le esigenze che si manifesteranno, già individuate in alcuni settori di specializzazione, per poter sempre di più avere a disposizione quel personale specializzato di cui abbiamo tanto bisogno. Speriamo che ci sia altrettanta rispondenza da parte di coloro che dovrebbero poi assumersi questa responsabilità.

Montesano (P.S.D.I.) - Con la parola all'Assessore Benzo viene chiusa la discussione generale per riaprirsi poi in un modo particolareggiato, articolo per articolo, quindi i Consiglieri che poi vogliono intervenire interverranno alla discussione degli articoli.

La parola all'Assessore Benzo.

Benzo (D.P.) - Innanzitutto non possiamo che prendere atto con soddisfazione di questa generale affermazione da parte di tutti i Gruppi consiliari della validità di questa iniziativa che oggi viene sottoposta all'approvazione del Consiglio regionale.

Vorrei così fare un po' una panoramica generale ancora del problema rispondendo nel contempo a quanto nei singoli interventi è stato detto.

Innanzitutto due fatti sono fondamentali, sono emersi, che se è vero come è vero che tanti anni or sono da parte di tecnici, quali il medico regionale, erano stati previsti con lungimiranza la costruzione di determinate strutture, strutture ospedaliere o sanitarie assistenziali, per ottenere dei contributi di finanziamento dallo Stato, è ben vero che l'iter di questi singoli interventi è stato lungo.

Per quanto concerne invece il problema più strettamente legato al Centro di servizi sociali di Sarre, è fuori dubbio, Signori Consiglieri, che avete vissuto insieme a noi della Giunta in questi due anni e mezzo, tre anni, le difficoltà che via via emergevano ogni volta che il problema, non dico veniva sfiorato, ma veniva incidentalmente, non incidentalmente sottoposto per quelle continue altre, diciamo interventi di acquisto che venivano fatti in quel di Sarre proprio per la costruzione di questo Istituto, venivano sollevate un mucchio di obiezioni. E io sono pienamente d'accordo con Bordon quando dice che è questione di pazienza, io direi di più Bordon, è questione anche di tenacia, la pazienza è una cosa che bisogna avere per aspettare solo che certe cose succedano, la tenacia fa sì che ad un certo momento, pur nelle difficoltà, nelle remore, nella frapposizione diciamo di giusti freni, qualche volta alla volontà di portare avanti un discorso che interessa decisamente un grosso numero di famiglie e soprattutto un grande numero di bambini, che come ho avuto occasione di ripetere nel 1970, nel 1971 e nel 1972 e in occasione degli acquisti e in occasione del bilancio quando riportavo sempre questa legge per la costruzione di questo Istituto Centro di servizi psico-medico-pedagogici, non facevano altro che vedersi passare di fronte un anno dopo l'altro, questi bambini fuori Valle erano fuori Valle e lo sono ancora oggi a distanza di tre anni.

Io vorrei solo ricordare ai Signori Consiglieri una cosa, quella chiarezza e quella precisione che si deve avere in questo Consiglio. Quanto era stato da noi previsto già in occasione del convegno sui servizi sociali del marzo 1971 è quanto ancor oggi è qui messo nei documenti. Ciò che noi intendevamo fare era questo tipo di centro di servizi, voi sapete che ho detto con molta chiarezza in questo Consiglio che non era questione, io non temevo la parola Istituto, sapevamo bene cosa significava noi Ente pubblico fare un tipo di servizio di questo genere, non abbiamo paura, non potevamo esemplificare nella nostra Valle degli episodi gravi, brutali per i bambini subnormali che sono avvenuti in istituzioni private, ma qui noi in fondo cosa volevamo? Trasferire sotto i nostri occhi, sotto il nostro controllo, vicino alle loro famiglie questi bambini, e in più ci siamo preoccupati di un'altra cosa, e mi collego ancora a questo - ripeto era stato distribuito, forse certe cose devono maturare, ed è giusto che sia così, ma io questo documento, la prima parte, l'allegato A è stato trasmesso a tutti i Signori Consiglieri, me ne diano atto, è stato trasmesso a degli uffici già fin dalla fine del 1971, aveva una fascetta azzurra attaccata a fianco, non era come adesso è arrivata in Consiglio.

Quindi questi concetti di fondo che adesso noi vediamo recepiti anche in campo nazionale, in una ristrutturazione che si vuol fare generale di questo intervento a favore di questi bambini handicappati e subnormali, sono solo proposte di legge però, noi cosa abbiamo cercato di fare? Nella estrema difficoltà in cui ci siamo trovati di non potere, vorrei che qui ci fosse ancora il Consigliere Andrione per sentire - di non potere in effetti, pur avendo delle disponibilità che vanno spese bene, come lui ha detto e hanno detto anche il Consigliere Manganoni e Balestri, ad un certo momento ci siamo trovati in una estrema difficoltà operativa legislativa, perché noi non potevamo, mi dite se avessi potuto l'avrei portato in Consiglio quella che sarà una legge organica che dovrà essere fatta e, come vedete, è stato messo questo comma aggiuntivo per l'entrata in funzione, cosa significa? Significa che tenteremo, ci auguriamo che lo Stato faccia la legge quadro e che noi possiamo fare quanto meno una legge generale della ristrutturazione dei servizi socio-sanitari regionali, ma nel frattempo - e queste sono le testuali parole che dissi nel 1970, nell'ottobre del 1970 - io rimando della convinzione che un Consiglio regionale che opera al servizio della propria comunità non può far altro che cercare di fare il fattibile, di farlo bene e, se possibile, presto.

Siamo arrivati - qualche Consigliere lo ha accennato - a fine legislatura a portare certi provvedimenti e diciamo la verità sono stati tutti provvedimenti che intendevamo portare. Avremmo voluto anche arrivarci prima, difficoltà interne ed esterne alla nostra stessa volontà ci hanno impedito. Io però sono lieto di poter dire che molte di quelle cose che erano così nella volontà di poter fare un qualche cosa che interessasse più decisamente una ristrutturazione di questi servizi sociali, sono tutti servizi sociali e sanitari è stata portata. Sono parecchie leggi che investono dei problemi globali.

Sul piano operativo, per quanto riguarda questo problema, ci siamo proprio preoccupati che, se abbiamo il centro motore - e l'avremo - ma l'avremo forse - e risponderò al Consigliere Manganoni e anche a Bordon - per i tempi e i modi di esecuzione dell'opera - ci siamo preoccupati oltre che di avere questo centro motore di diagnosi, di cura tipo specializzato, individualizzato e di preparazione del personale nel contempo, ci siamo preoccupati di creare delle strutture valide. Le leggi nazionali prevedono questo, delle proposte di leggi nazionali prevedono la creazione nelle singole comunità di centri di riabilitazione, li chiamano, noi li abbiamo chiamati da due o tre anni a questa parte Centri psico-medico-pedagogici di zona, uno è già in fase operativa, ci auguriamo di poter arrivare ad aprire anche gli altri via via nell'alta Valle, in bassa Valle, perché questo? Proprio per poter avere un dépistage preciso, una conoscenza e un rapporto preciso mediante personale specializzato.

E dico la verità che fa piacere sentire parlare dai Consiglieri regionali oggi, sentire quest'apertura verso l'assunzione, per usare il termine esatto della parola, di personale, di assistenti sociali, di assistenti sanitarie e di altro personale paramedico, pur nella carenza che noi abbiamo di questo personale, perché anche qui ci siamo trovati, non per volontà di Giunta ma per difficoltà in altri settori sindacali o di diverso tipo, a non poter fare questo, a non poter fare questo avendo qualche elemento. Adesso ritengo che ci possiamo essere comportati, Signor Presidente, come Giunta per sapere che questa volontà è volontà generale del Consiglio, però ci siamo anche preoccupati di questo aspetto che è quello fondamentale del personale. Anche qui lo sentiamo oggi ma noi non abbiamo aspettato oggi a preoccuparci di questo, è da tre anni che degli studenti valdostani vengono inviati dal nostro assessorato e pagati con borse di studio direttamente a Firenze per fare dei corsi specializzati di fisio-chiro-terapia, terapia della riabilitazione che è quella che serve effettivamente a questi bambini.

Anche qui abbiamo difficoltà, abbiamo da far maturare i nostri giovani, da far capire che sono delle altre specializzazioni, che bisogna anche avere un po' di coraggio, sono delle lauree, si capisce che dopo le scuole medie superiori sono tre anni da fare, costerà un po' di fatica, noi mettiamo loro a disposizione tutto ciò che è possibile come Amministrazione regionale, siamo andati alla ricerca anche fuori.

Ecco perché vi dico la difficoltà sarà quella e qui dovremo fare in quell'apposita legge regionale di prevedere un organico regionale per tutto il settore per poter far venire del personale medico, pagarlo giustamente come va pagato per averlo qui nella Regione, del personale para-sanitario, logopedisti, ortofrenici, fisio-chiro-terapisti, da fuori, per poterli immettere negli Istituti. Noi ci siamo preoccupati nei limiti, ripeto, delle nostre modeste possibilità, perché la Valle d'Aosta è piccola e non ha, oltretutto, delle possibilità, per adesso, fintanto che non troverà un altro metodo di fare un qualcosa qui nell'interno - ed è questo che abbiamo già cercato di esaminare unitamente all'Assessore alla Pubblica Istruzione - di fare qualcosa che permetta ai nostri giovani di studiare qui, di prepararsi qui, di fare dei corsi qui e di essere immessi decisamente.

Sul piano anche della scuola, della prima infanzia, degli asili-nido, questa legge che abbiamo anche passato, che anche questa legge già globale ed organica come in effetti lo diventa oggi facendo far parte integrante questi concetti di fondo che sono nell'allegato A, per quanto concerne proprio il servizio regionale, dovrà essere la base di quella che sarà questa legge di ristrutturazione che, come ripeto, non so sul piano legislativo come potremo, sul piano operativo lo possiamo fare, dipende da noi, dalla nostra volontà, e abbiamo cercato di operare tramite questi comprensori, tramite i Comuni. Vi ricordate mesi fa abbiamo passato quel contributo ad un certo Comune proprio per poter far sì che ci sia questo intervento. È un modo, abbiamo cercato un modo di effettivamente mettere già questo servizio con l'assistenza sociale, col segretariato sociale, con l'assistente sanitaria visitatrice, di contattare i medici della zona perché svolgano un compito di medicina scolastica preventiva che è quella che interessa per tempo. Ci siamo preoccupati a monte ancora di questa situazione perché non avvengano nella fase prenatale e quando, ripeto, nel 1971 era stato chiesto, e l'Assessore Chantel mi è buon testimone, dal Prof. Bollea che per prima cosa si creasse anche la divisione di neuropsichiatria nel nostro Ente ospedaliero, nell'Ospedale regionale, è stata fatta anche quella, perché è necessaria per gli acuti, è necessario per il primo intervento ma noi stiamo cercando di seguire gli interventi degli altri giovani. Quindi mi fa piacere rilevare alla Dr.ssa Siggia che Lei l'ha chiamato un punto di partenza, è così, è un punto di partenza, sia questo Centro motore come definisco sia questi Centri comprensoriali che noi stiamo cercando di strutturare. Sarà poi chi succederà, chi sarà nel nuovo Consiglio regionale, a partire da questi concetti, a portare avanti più organicamente tutto il discorso sul piano legislativo che finora non è stato possibile, però è già qualche cosa aver potuto fare queste cose.

Per quanto riguarda la risposta a Manganoni e a Bordon, io penso questo. Per i tempi tecnici, io parlo per quanto è a mia conoscenza, sia come tecnico e sia come amministratore, questo tipo, dunque se il Consiglio regionale avrà, come ritengo, avrà, darà l'approvazione a questo disegno di legge, voi vedete che non c'è che da passare l'appalto-concorso; i tempi siamo noi che dobbiamo determinarli. Io penso che si possa, per un tipo di costruzione di non grande apertura come questa, come siamo riusciti a fare anche per Plan de Brun, quindi dargli uno, due mesi, due mesi e mezzo ai progettisti, tre mesi, ecco adesso non so che cosa si determinerà, da qual momento l'appalto e la Commissione giudicatrice potrà determinare quale è l'Impresa vincente.

I tempi successivi: io penso che un'opera di questo genere, ripeto, non più di così grande contenutezza come era quella prevista, anche se il tipo era poi quello, era prevista forse pensando a tutta una serie per questi circa 200 subnormali che avevano, ed è stato un bene avere maturato e diminuito e ridotto il numero, non tanto i concetti, i concetti erano gli stessi. Penso che un'impresa di quel genere, un'impresa seria, se, ripeto, si appalta tutta l'opera e non si procede a piccoli appaltini, perché non si può appaltare opere di miliardi a tranci di 200 milioni alla volta, e questo lo dico come tecnico e come amministratore, si deve fare l'appalto totale di un'opera, allora si ha la garanzia che i tempi ci sono e diciamo che nel giro di un anno e mezzo o due, al massimo, può essere finita, due anni può essere finita. Questa è la realtà se veramente c'è anche questa decisione e volontà da parte della Giunta e del Consiglio di richiedere dei tempi tecnici già ristretti, quindi, Manganoni glielo dirà Lei questa risposta per quanto riguarda anche certe richieste che hanno fatto dei Consiglieri. Io faccio presente anche un altro fatto che forse non è mai stato sottolineato con sufficienza al Consiglio perché a chi interessava?

Interessava molto le famiglie e questi bimbi. Abbiamo già fin dal 1971 fatto una deliberazione di Giunta perché non c'era bisogno del Consiglio in questo senso per fare degli interventi, per dell'assistenza omo-familiare ed etero-familiare per questi bambini subnormali e anche questa era una grossa novità in questo settore, l'abbiamo rivista ultimamente per dare veramente una possibilità finanziaria alle famiglie più bisognose di questi bambini di poter tenerseli a casa, curarseli in casa e se possibile anche avere un insegnate che possa in casa curarli. I casi più gravi, ripeto, come diceva bene l'amico e collega Maquignaz che ha voluto così puntualizzare con quella serenità d'animo che lo contraddistingue, un problema che invece è di grande turbativa interna e che ha servito a me, in questi ultimi tempi, in particolare, per conoscere ciò che le famiglie desiderano e vogliono per i loro fanciulli, qual è il trauma maggiore che c'è, che c'è nella casa, il bisogno che c'è di portare questi ragazzi da qualcuno che possa recuperarli in modo diverso perché le famiglie stesse non sono in condizioni di dare questa totale assistenza sia psichica che fisica sia psicologica che pedagogica.

Per quanto riguarda il personale, ecco, l'Assessore Chantel ha voluto ribadire e toccare, ha fatto bene, lui sa come in Giunta abbiamo continuamente, ci siano continuamente preoccupati di questo, sarà la preoccupazione maggiore che deve avere chiunque impersoni un domani questo settore così fondamentale per la vita sociale della Regione.

Andrione ha toccato il problema, gli ho già risposto e non ci sono degli asili nido e del personale, dell'équipe, i contratti di lavoro, ma sono veramente questi i problemi importanti. Se non vogliamo trovarlo bisogna farlo venire in modo tale che possa darci la sua qualificata opera, non possiamo mica prendere del personale così che non viene da fuori, da Torino, e nello stesso tempo trovarlo qui in Valle, ecco, perché vogliamo che anche in quel Centro di Servizi di Sarre ci sia una scuola di preparazione al personale.

Balestri ha parlato di scuola integrata, ripeto, forse sono concetti molto stringati, tacitiani, in questa relazione dell'allegato A, ma guardate che qui si parla di questo, si parla, si prevede già, ma bene ha detto Maquignaz: prima dobbiamo preparare il personale insegnante alla bisogna se vogliamo che veramente non ci sia più un'emarginazione nell'ambito scolastico. Perché è troppo facile fare i primi della classe e invece colui il quale è solo leggermente disadatto per essere infilato nel banco degli asini, è troppo comodo per certi signori che in fondo dovrebbero essere quelli che dovrebbero avere più a cuore le nostre necessità, le necessità di tutti i ragazzi e i cittadini della Regione, è troppo facile, fare quello, è troppo comodo. Per quanto riguarda Pedrini che diceva: la Valle d'Aosta è all'avanguardia. Io non so se è all'avanguardia, certo che questo tipo e questo modo di concepire, sia pure in modo operativo, sto ripetendolo, con questo tipo di legge che già però fa intravedere perché codifica con questo allegato ciò che intende fare la Valle d'Aosta nel campo di questi servizi sociali e sanitari non c'è ancora, anche in questo settore, come è già stato in altri nella nostra Regione.

Ci sono delle proposte di legge, eh, sappiamo quanto durano.

Ecco, io ritengo di avere sviluppato, Signori Consiglieri, avendo vissuto tutto in questi anni questo problema, ripeto con tutta la volontà e la conoscenza approfondita che ho potuto farmene, perciò credo che quest'iniziativa che il Consiglio regionale sta per varare non sarà solo tanto per quanto può essere un tipo di costruzione, un tipo di Centro di servizi in quel di Sarre ma per quella che è la generale ridistribuzione di questi servizi per l'avvicinamento che verrà fatto fra le famiglie, la scuola e coloro che debbono più di tutti essere seguiti e cioè questi bambini handicappati in età evolutiva. E ci siamo preoccupati ancora di più nell'ultima delibera che abbiamo fatto: abbiamo allargato l'età fino ai limiti che la Divina Provvidenza vuol dare all'uomo perché non abbiamo messo più limite perché ad un certo momento ci siamo detti che dovevamo preoccuparci anche non solo di quelli che arrivavano fino ai 18 anni ma anche oltre, perché questo? Perché sappiamo quali sono le difficoltà.

Per quanto riguarda i Centri di corsi professionali che l'Assessore ha detto, dovranno essere fatti Centri di lavoro protetto, l'abbiamo fatto il primo Centro di lavoro protetto, abbiamo fatto anche questo in Italia, cercheremo di farne anche per questi tipi di intervento.

Il Consigliere Mappelli aveva chiesto ultimamente, siccome era proprio una domanda sulla questione pertinente l'oggetto, per l'immissione di un rappresentante delle famiglie, ti faccio presente questo: noi avevamo pensato che nella legge regionale che prevede la gestione...

Montesano (P.S.D.I.) - ... ne parliamo negli articoli.

Benzo (D.P.) - ... no, volevo solo rispondere inizialmente, adesso ormai ho iniziato, glielo dico. Siccome questa Commissione tecnica è solo per l'appalto-concorso, mentre non investe la gestione che è quella che più interessa, noi ci eravamo preoccupati di quella e allora lì certamente devono esserci i rappresentanti delle famiglie perché quanto abbiamo già anche in colloqui avuti con i membri dell'Associazione ci ha assicurato che sarebbe stato fatto.

Nella Commissione tecnica per l'appalto non so, non si dovrebbe in questo caso qui perché è un appalto, diciamo, di opere che non investe il problema che poi invece direttamente tocca le famiglie per quanto attiene alla gestione e i modi con cui questi ragazzi nell'interno di questo Centro saranno seguiti e curati.

Signori Consiglieri anch'io chiedo, a nome della Giunta, il voto favorevole su questa legge che per me investe un problema sociale di altissima importanza.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si passa all'esame, articolo per articolo.

I signori Consiglieri hanno ricevuto un allegato nel quale l'articolo 1 è stato sostituito con un emendamento da parte della Giunta. La sostituzione viene illustrata dall'Assessore Benzo.

Benzo (D.P.) - È un emendamento sostitutivo che, per onestà, devo dire che è stato anche sentito da altri Consiglieri e vuole rappresentare proprio questa generale e giusta richiesta per avere la garanzia che nel futuro questo Centro di servizi sia non solo costruito secondo quanto prevede l'allegato B, che è poi l'appalto-concorso, ma per quanto attiene al funzionamento e ai tipi e modi di esecuzione di questo Centro di vita, di questo centro, sia una garanzia e abbiamo aggiunto due capoversi.

Lo leggo Signor Presidente?

Montesano (P.S.D.I.) - Sì.

Benzo (D.P.) - "Nel quadro..." - Articolo 1 sostitutivo di quello che i Signori Consiglieri hanno agli atti.

Montesano (P.S.D.I.) - Quindi articolo 1 originario viene soppresso.

Benzo (D.P.) - "Nel quadro degli interventi intesi al potenziamento delle strutture e servizi sociali e sanitari regionali è autorizzata la costruzione in Comune di Sarre su area di proprietà regionale di un Istituto Centro regionale di Servizi psico-medico-pedagogici in esecuzione del decreto ministeriale 10 novembre 1965, pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana in data 10 gennaio 1966 e della legge 30 maggio 1965 n. 574. Centro che sarà realizzato secondo i criteri di cui alla relazione ed ai tre allegati A-B e C alla presente legge".

Quindi il Centro sarà realizzato secondo i criteri di cui alla relazione, agli allegati A, B e C alla presente legge.

Comma ancora aggiuntivo:

"Il Centro farà parte dei servizi socio-sanitari regionali ed entrerà in funzione secondo le modalità e gli indirizzi di cui al primo comma a seguito di apposita legge regionale".

Montesano (P.S.D.I.) - Io vorrei avvertire, in sede di votazione, non vorrei vedere un vai e vieni perché altrimenti facciamo uno di quei pasticci nel computo dei voti. Vorrei raccomandare ai Signori Consiglieri di aver pazienza almeno per questi dieci minuti nei quali si espleta la votazione.

Io vorrei annunciare che a questo emendamento sostitutivo c'è un emendamento aggiuntivo proposto e annunciato dall'Assessore Chantel e portatomi qui sul tavolo dal Consigliere Balestri, cioè al secondo comma, dopo legge regionale, è aggiunto "da emanare per la ristrutturazione dei servizi socio-sanitari in Valle d'Aosta"... (Voce) ...Dunque "Il Centro farà parte dei servizi socio-sanitari regionali ed entrerà in funzione secondo le modalità e indirizzi di cui al primo comma a seguito di apposita legge regionale da emanare" - questa è l'aggiunta di Chantel-Balestri - "per la ristrutturazione dei servizi socio-sanitari in Valle d'Aosta".

Benzo (D.P.) - Era quello che io avevo...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora "servizi stessi in Valle d'Aosta".

Il Consiglio è d'accordo su questo emendamento, sul quale va il voto? Quindi evitiamo il voto.

È d'accordo sull'emendamento sostitutivo?

Allora chi approva l'articolo 1 che sostituisce l'articolo 1 originario, completato dall'emendamento Chantel alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Articolo 2 - È anche sostitutivo questo articolo, mi pare, no, articolo 4, scusi.

Articolo 2 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Articolo 3 - La parola all'Assessore Benzo.

Benzo (D.P.) - C'è una modifica finanziaria che mi è stata fatta presente dagli uffici, alla pagina 2, all'articolo 3, dove recita: "Per il finanziamento e la copertura delle spese, ecc. è istituito il seguente nuovo capitolo secondo capoverso: "è istituito il seguente nuovo capitolo 288, al posto di 287, quota capitale ammortamento, mutui, ecc. ecc. con lo stanziamento di Lire 2.300.000" - c'era stata un'inversione di cifre tra l'ammortamento e gli interessi.

Montesano (P.S.D.I.) - 2.300.000 vanno al posto?

Benzo (D.P.) - Vanno al posto di 14.700.000.

Terzo capoverso: "Lo stanziamento del capitolo 181 "Interessi passivi ecc." è aumentato a Lire 14.700.000, cioè la cifra che, inversione di cifre, il capitolo è cambiato in 281.

Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio è d'accordo su questo articolo 3 con le modifiche annunciate dall'Assessore Benzo?

Il Consiglio approva.

Articolo 4 - Vi è un emendamento.

Benzo (D.P.) - Emendamento sostitutivo che recita:

Al secondo comma dell'articolo 4 "L'aggiudicazione dei lavori è subordinata al preventivo parere sul progetto vincente da parte di apposita Commissione esaminatrice".

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco l'articolo 4 - secondo comma - è sostituito con quello annunciato dall'Ing. Benzo.

Il Consiglio approva.

Viene aggiunto un articolo 5 che è la composizione della Commissione, prego vuole?

Benzo (D.P.) - L'hanno letto tutti, non so se il Consigliere Mappelli, su questo articolo che c'era questa richiesta. Come ripeto noi riteniamo che sia una Commissione tecnica che guarda solo l'appalto-concorso, ci sono Consiglieri regionali presenti, mentre è in effetti giusto che il Consiglio prenda fin da oggi questa volontà per il Consiglio futuro, come noi abbiamo già preso, per quanto riguarda invece la presenza dei rappresentanti delle famiglie nella Commissione per la gestione.

Mappelli (D.C.) - Io approfitto per chiedere, non avevo chiesto prima la parola, è una questione molto importante, la questione, avevo fatto presente che vi era una disponibilità, una volontà di vedere, di portare avanti un discorso per quelle scuole professionali per questi ragazzi per cui non è possibile inserirli nella Comunità, nella società. Secondo discorso: avrei avuto piacere, comunque, se non ritiene di rispondermi pazienza, mi dispiace, visto che ad un determinato momento eravamo, siamo un po' a fine legislatura e, non essendo possibile continuare a fare interpellanze, mozioni, approfittavo per sentire un po' così anche il Consiglio per essere edotto a che punto è la questione dell'Ospedale di Saint-Vincent.

Montesano (P.S.D.I.) - Eh ma guardi qui esce fuori dal seminato.

Mappelli (D.C.) - No no, Signor Presidente, adesso arrivo all'emendamento. Io veramente ho ben visto e mi rendo conto di quanto ha detto l'Assessore però era per già, fin dall'inizio, avere quest'Associazione a seguire anche nei particolari ed essere informata in prima persona direttamente. Se però la Giunta non ritiene di accogliere, e va beh, non lo si mette.

Benzo (D.P.) - Proprio per una questione tecnica, non è che, anche lì se ci fosse, metteremmo perfino in imbarazzo una questione tecnica... (Voce di Mappelli) ...Ma dopo certamente.

Chantel (P.S.I.) - Io quale Presidente dell'Ordine dei Medici, trattando di un Istituto Psico-Medico-Pedagogico, chiedo che ci sia anche un rappresentante dell'Ordine.

Montesano (P.S.D.I.) - e io, quale rappresentante Presidente del Consiglio regionale, devo far rilevare che al punto 1, 2, 3 e 4 sono designati tre Consiglieri regionali, di cui due della minoranza, designati dalla Giunta regionale, non è ortodosso, i Consiglieri regionali sono sempre designati dal Consiglio regionale, è un errore, eh no, perché le maggioranze, le minoranze possono cambiare, ecc. ma è il Consiglio regionale che designa i propri rappresentanti, Presidente mi dispiace, ma io se lo volete accogliere, se il Consiglio lo vuole accogliere lo accolga pure, però io come Presidente ve lo faccio presente.

Dujany (D.P.) - Tutte le Commissioni del personale sono tutte designate dalla Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) -Non insisto, non insisto, soltanto che il Consiglio sappia questo punto per me non molto ortodosso.

Allora il Consiglio regionale è d'accordo sull'emendamento aggiuntivo Chantel? "Un rappresentante dell'Ordine dei Medici?"... (Voci) ...Allora concludiamo l'emendamento Chantel.

Dujany (D.P.) -Direi che si potrebbe trovare una proposta conciliativa "un sanitario esperto in neuro-psico-pedagogia" designato dalla Giunta regionale su segnalazione dell'Ordine dei Medici.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora scriviamo "un sanitario esperto in "psico-pedagogia nominato dalla Giunta regionale su designazione dell'Ordine dei Medici". Va bene?

Ora l'emendamento Mappelli viene ritirato? (Voce del Consigliere Mappelli) ...Allora sentiamo l'ultima parola dalla Giunta perché, per evitare di mettere in votazione, vero? E anche una rappresentanza qualificata in questo... (Voce di Ramera) ...Prego, prego, lasciamo parlare il Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Il problema era un po' questo, mi pare talmente sciocco questo emendamento. Comunque non è che in questa Commissione ci sia una persona in più o in meno che cambi la sostanza, è una Commissione tecnica che dovrà valutare tecnicamente un progetto, mentre mi pare che la presenza dei genitori sia necessaria e insostituibile nell'altro problema molto più grande della gestione. In questo, se si vuol accettare, lo si può accettare perché tanto non conta niente, mettiamo allora un genitore designato dalla Giunta regionale.

Montesano (P.S.D.I.) - Su designazione dell'Associazione.

Dujany (D.P.) - Su proposta dell'Associazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora "un genitore" - "Un rappresentante - questo è l'emendamento Mappelli - "Un rappresentante dell'Associazione di genitori di figli subnormali designato dalla Giunta su segnalazione della stessa Associazione", va bene? Nominato dalla Giunta su designazione, su segnalazione, usate gli stessi termini per favore, "nominati dalla Giunta regionale su designazione dell'Associazione ecc.", che sia uniforme.

Allora l'articolo va votato con questi due emendamenti - Articolo 5 che è aggiuntivo, il Consiglio è d'accordo? Allora il Consiglio approva.

Articolo 6 - Articolo 5 che diventa 6.

Il Consiglio approva.

Poi c'è da votare gli allegati che sono in vostro possesso e che portano i titoli Parte I - invece è allegato A mi sembra.

Allora chi vota la relazione alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Allegato A - Nessuna osservazione? Il Consiglio approva.

Allegato B - Nessuna osservazione? Il Consiglio approva.

Allegato C - Nessuna osservazione? Il Consiglio approva.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

In questa sessione ne abbiamo 28 per la prossima quindi i Consiglieri si facciano un panorama ed un esame di coscienza per i lavori che verranno.

Risultato della votazione: votanti 26 - presenti 26 - favorevoli 25 - contrari uno.

Il Consiglio approva.

Visto che ci sono i Consiglieri che stanno per prendere già l'uscio, chiudiamo la seduta e il Consiglio è chiamato ai suoi lavori per le ore 16,30.

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La seduta termina alle ore 12,46.