Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 176 du 3 avril 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 176/73 - Problemi concernenti le latterie turnarie in Valle d'Aosta. (Interrogazione)

Maquignaz (D.P.) - Leggendo l'interrogazione noto in modo particolare qui al punto 6, mentre condivido tutto quello che è indicato dai punti 1, 2, 3 e 4, nel punto 6 c'è qualcosa, non è che non lo possiamo condividere, perché la realtà comunitaria impedisce totalmente di prendere in considerazione questi interventi, l'interrogazione sulle latterie.

Da quanto sopra esposto, il sottoscritto pensa che si debba venire incontro con un contributo il più alto possibile a dette latterie, contributo che permetterebbe la competitività dei prodotti delle stesse sul mercato locale. Quindi è vietato espressamente dal trattato di Roma e da tutte le disposizioni comunitarie, gli stati membri non possono intervenire in nessun modo per quanto concerne il contributo che può recare una competitività sui prodotti, cioè sulla produzione non è prevista alcun intervento, anzi è vietata espressamente.

Mentre invece, la grossa battaglia che è stata fatta era quella di conservare i contributi per i miglioramenti fondiari, i contributi per le strutture.

Ora, noi come Consiglio Regionale abbiamo infatti pensato a questo e la legge sulla cooperazione che abbiamo approvato già nel 1971, e che è tuttora ancora a Bruxelles, all'articolo 1 recita così: "L'Assessorato Regionale all'Agricoltura e delle Foreste è autorizzato a promuovere iniziative destinate a favorire l'insorgere degli impianti e relative attrezzature, compreso l'acquisto delle aree fabbricabili occorrenti destinate alla raccolta, trasformazione, lavorazione, conservazione, vendita dei prodotti agricoli e zootecnici ecc.". Questo è l'articolo che consente di intervenire a favore delle latterie.

L'articolo 5 infatti precisa che per queste prime opere e di modesta importanza, cioè di importanza più locale, è previsto il contributo del 60% in conto capitale e oltre a questo 60% è prevista la possibilità di concedere mutui per la parte non coperta dal contributo. Mutui al tasso del 2% e restituibili in 20 anni.

Per le iniziative invece che hanno un carattere regionale o comunque zonale di notevole importanza, il contributo è elevato al 75%.

Quindi, per quanto concerne l'intervento per consentire a questi Consorzi di ammodernare le loro latterie, si deve fare in modo che raggruppino un po' la lavorazione e che possano naturalmente realizzare un reddito superiore, perché noi sappiamo che tutte le latterie che hanno una lavorazione da 1.000 a 2.000 litri circa, oggi realizzano, nette più di 100 lire al litro, sono 110 circa, da quanto ci risulta da tutta l'indagine che è stata fatta sulle latterie.

Per le piccole latterie che invece non arrivano a una lavorazione superiore ai 300-400 litri per la verità il reddito netto è inferiore.

Quindi il discorso è quello di fare in modo che in ogni Comune, come stanno facendo a Gaby, come stanno facendo a Issime, è di raggruppare questa lavorazione, di fare una latteria che abbia una dimensione almeno comunale e in questo caso arrivano naturalmente ad aumentare notevolmente il reddito.

Però tengo a precisare che per quanto concerne gli interventi diversi non sono più consentiti, anzi, direi di più, abbiamo difficoltà a far passare questa legge e anche nell'ultima visita fatta a Bruxelles il 14 di marzo l'ultimo, abbiamo dovuto faticare non poco per fargli capire che questo non va confuso con il provvedimento sul verde agricolo, quello che abbiamo approvato, perché loro avevano fatto una lettera invitandoci a mettere tutto in quel provvedimento.

Abbiamo illustrato che questo è un provvedimento che consente di migliorare le strutture, l'altro invece è un provvedimento di natura, direi, sociale per cui non è possibile accogliere la richiesta fatta da Bruxelles.

Difatti alla fine hanno capito la differenza che c'è tra un provvedimento e l'altro, noi abbiamo fatto una lettera di cui ho qui una copia, ma penso che non sia il caso di annoiare il Consiglio con una lunga lettera, dove insistevamo su un articolo particolare che ci consente di operare in modo diverso, cioè la direttiva 159 del 17 aprile 1972, l'articolo 14 che dice: "Gli stati membri possono instaurare un regime speciale di aiuti per talune zone in cui il mantenimento di un livello minimo di popolazione non sia garantito e sia indispensabile un minimo di attività agricola per la conservazione e l'ambientazione naturale.".

Quindi noi abbiamo cercato di appoggiare tutta la nostra, tutte le nostre argomentazioni su questa norma particolare comunitaria, che ci consente naturalmente di far passare un provvedimento con delle percentuali molto ma molto più elevate di quelle che prevedono loro, perché quando hanno sentito parlare del 60% per le latterie, loro ritengono che questo sia un aiuto troppo favorevole.

Noi abbiamo invece dimostrato che senza questi aiuti così consistenti, nella nostra situazione, nella nostra realtà non sarà certamente possibile mantenere le attività agricole e che le latterie sono il presupposto per la conservazione e per il mantenimento delle attività.

Quindi, direi, che per quanto concerne le possibilità che rimangono al Consiglio regionale, cioè quello di provvedere alle strutture, noi abbiamo fatto tutto il possibile e ritengo di aver sbloccato la cosa perché mi pare che dall'ultimo colloquio, e con la lettera che noi abbiamo inviato, dovrebbe tornarci approvato.

Altri interventi non sono più tollerati, non è più possibile, tranne quelli sulla sperimentazione.

Quindi, direi, che, mentre siamo d'accordo su quanto è stato indicato qui nei diversi punti dell'interpellanza, ho fatto presente invece quello che non è possibile accettare, non perché non lo accettiamo noi, ma per le disposizioni comunitarie e ho voluto illustrare anche un po' quali sono le difficoltà che incontriamo a Bruxelles per l'approvazione del provvedimento che consentirà veramente alla Regione d'intervenire nel settore delle latterie con un contributo e con un mutuo integrati, i quali consentono la copertura totale della spesa per l'acquisto del terreno, per la costruzione del fabbricato e per tutte le attrezzature occorrenti.

Pedrini (P.L.I.) - Presidente, vorrei essere chiaro soltanto in questo. Il punto 6 era stato messo evidentemente conoscendo la Convenzione di Bruxelles, più che per altro per dare una spiegazione ai punti precedenti, nel senso che le nostre latterie, evidentemente, specie quelle della bassa Valle, hanno una attività che è ridotta ormai ai minimi termini e che noi vorremo mantenere così come la vogliono mantenere gli agricoltori stessi.

Io non ho ben capito una cosa, vorrei sapere, essere chiarito soltanto su questo. Io so che le nostre latterie, ne ho prese due qua, come, così, come cavie, diciamo, hanno una media di un milione, da un milione duecento a un milione cinquecento lire all'anno di passivo, ecco, di spese, diciamo che gravitano evidentemente e che portano il ricavo per ogni litro, per esempio in una latteria 74-73 in un'altra 76 e 74.

Il costo di lavorazione per ogni litro di latte, per esempio in una è di 13,25 nell'altra è di 14,62. Quello che io desidererei sapere è questo, a parte il fatto del contributo per il terreno ecc. ecc. su queste spese che sono quelle che praticamente vengono a pesare e che non, se continueranno ad essere queste, non permetteranno più la continuazione delle latterie, quindi è inutile che noi diamo i contributi sul terreno e sulla casa quando non c'è nessuno che la fa andare avanti, perché noi avremo delle magnifiche latterie le quali saranno perfettamente compatibili con il nostro occhio, diremo ah! che meravigliosa latteria, però dentro ci saranno soltanto dei muri e se ci saranno anche degli arnesi saranno inutilizzati perché nessuno vorrà adoperarli.

La richiesta ultima è questa: io desidererei sapere, su queste spese di media, parliamo non di Consorzi, parliamo di latterie ternarie, il che è leggermente diverso, va bene, che vanno da un milione a due milioni all'anno, che cosa l'Assessore pensa di poter fare al di fuori di quello che è, non parliamo di mutui, parliamo di contributi, sotto quale profilo l'Assessore potrebbe studiare la maniera di venire incontro a questi contadini rispettando tutti i patti di Bruxelles di Mosca, di Washington e chi più ne ha più ne metta, perché questo è il succo di quello che noi desideriamo. Quindi bisogna trovare la possibilità di aggirare l'ostacolo e di venire incontro nel limite del possibile perché se la Regione entra in questo ordine di idee, dà questi modestissimi contributi, le latterie vanno avanti, sennò le latterie si chiuderanno. Grazie.

Maquignaz (D.P.) - L'ho detto prima, e del resto il Consigliere Pedrini lo sa, che noi abbiamo passato in Consiglio regionale due anni fa, anzi nel '70, una legge per le spese di gestione alle latterie, ai Consorzi, alle Cooperative. Avevamo proprio previsto un intervento per venire incontro nelle spese di gestione.

Provvedimento che non è stato approvato a Bruxelles perché in netto contrasto con le disposizioni comunitarie. Nessun stato-membro può in questo momento approvare dei provvedimenti che intervengono sulle spese di gestione.

Quindi, siccome quello che Lei mi chiede è proprio sulle spese di gestione, è chiaro che noi in questo momento non lo possiamo fare.

Quindi, il discorso, quello che ci resta da fare è questo: cercare di aumentare la lavorazione del latte nel limite possibile, zona per zona, in modo da portarlo ad un livello, se possibile, comunale, e in questo caso naturalmente aumentare, cioè diminuire queste spese per litro, aumentando naturalmente la lavorazione.

Ci rimane un ultimo provvedimento, sul fondo di rotazione noi abbiamo previsto delle possibilità d'intervento con dei prestiti ad un tasso bassissimo, l'1%, prestiti di conduzione. Le latterie potrebbero beneficiare di questi prestiti di conduzione che anno per anno gli consente di avere un capitale senza, naturalmente, pagare un elevato tasso, anzi l'1% è bassissimo, è l'unica via che ci rimane in questo momento per poter venire incontro alle piccole latterie. Però il discorso di fondo, a mio avviso, è invece quello di vedere di aumentare un po' la capienza, fare in modo che lavorino almeno quel mille litri al giorno, perché con una lavorazione di mille litri giornalieri io so quello che rende al netto è dalle 100 alle 110 lire al litro e questo arriva anche nelle latterie a lavorazione di formaggio, burro e formaggio.

Gaby è un esempio: una latteria a livello comunale si arriva a quei redditi lì. Se invece non è possibile arrivare a superare quelle 200-300 litri al giorno, mi rendo conto che quelle latterie hanno poche prospettive.

Montesano (P.S.D.I.) - Ricordate che è un'interrogazione.

Maquignaz (D.P.) - Quindi tutto quello che posso dire, quello che è possibile fare in questo momento e che non dipende dall'Assessore, dipende dalle possibilità che abbiamo, sono quelle.

Pedrini (P.L.I.) - ...non sono soddisfatto... (Montesano: doveva farlo prima) ...mi sono (Montesano: va bene).

Personnettaz (D.P.) - Non è una cosa inerente alle latterie però è qualche cosa che interessa.

Montesano (P.S.D.I.) - No, non può intervenire.

Personnettaz (D.P.) - No, non è per quello, un'altra cosa.

Montesano (P.S.D.I.) - Lei interrompe una discussione, ma scusi.

Personnettaz (D.P.) - No, prego, Le chiedevo se posso farlo, non volevo mica intervenire di prepotenza, chiedevo a Lei Signor Presidente se potevo inserirmi.

Montesano (P.S.D.I.) - Io chiedo a Lei se stando al mio posto, Lei permetterebbe di fare questo, non l'abbiamo fatto mai.

Personnettaz (D.P.) - Le volevo chiedere, posso farlo o farlo più tardi, questo Le volevo chiedere non venire di prepotenza ad inserirmi.

Montesano (P.S.D.I.) - Ma non so che cosa vuol fare, io non so che cosa vuol fare.

Personnettaz (D.P.) - Voglio parlare sempre di cose che interessano l'Assessore all'Agricoltura ma che non interessa alle latterie, voilà, è un argomento sulle fontine.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene lo farà al momento opportuno.

Personnettaz (D.P.) - È un argomento sulle fontine. Grazie.

Pedrini (P.L.I.) - Brevissimo per questa concessione extra del Signor Presidente.

A me piace, io dò atto che l'Assessore ha risposto in maniera perfetta, mi dichiaro non soddisfatto perché evidentemente, pur comprendendo le leggi, pur comprendendo tutto, a un dato punto se si vuole mantenere in piedi un qualcosa che sta sparendo si doveva, si dovrebbe per lo meno dire: "cercheremo di trovare la maniera", perché qua non bisogna dirlo ma fatta legge trovato l'inganno, ormai è di dominio pubblico, trovare una maniera se si vuole mantenere in piedi queste latterie di trovare la soluzione al fine di aiutare questi contadini. Punto e basta.