Objet du Conseil n. 122 du 14 octobre 1949 - Verbale
OGGETTO N. 122/49 - LEGGE 3 AGOSTO 1949, N. 623, RIGUARDANTE LA CONCESSIONE ALLA VALLE D'AOSTA DELL'ESENZIONE FISCALE PER DETERMINATE MERCI E CONTINGENTI IN ATTESA CHE SIA ATTUATO IL REGIME DI ZONA FRANCA PREVISTO DELL'ART. 14 DELLO STATUTO REGIONALE - APPROVAZIONE DI ORDINE DEL GIORNO - NOMINA DI COMMISSIONE CONSILIARE.
L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. FOSSON Pietro, riferisce al Consiglio in merito ai precedenti della questione relativa all'attuazione del regime di zona franca in Valle d'Aosta in relazione alla recente legge 3 agosto 1949, n. 623, che è del tenore seguente:
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"Legge 3 agosto 1949, n. 623, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 212 in data 15 settembre 1949.
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CONCESSIONE ALLA VALLE D'AOSTA DELLA ESENZIONE FISCALE PER DETERMINATE MERCI E CONTINGENTI
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato:
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1
In attesa che sia attuato il regime di zona franca previsto per il territorio della Valle d'Aosta dall'articolo 14 della legge costituzionale n. 4, del 26 febbraio 1948, è consentita la immissione in consumo in detto territorio, per il fabbisogno locale, in esenzione dal dazio, dal diritto di licenza, dalle imposte di fabbricazione ed erariali di consumo e dalle corrispondenti sovraimposte di confine, dei sottoindicati prodotti, nei limiti dei contingenti annui a fianco di ciascuno di essi indicati:
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zucchero |
Q.li |
24.000 |
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caffè |
" |
2.500 |
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surrogati di caffè |
" |
500 |
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cacao in polvere |
" |
2.200 |
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thè |
" |
50 |
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oli di semi |
" |
6.000 |
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spiriti, liquori ed acquaviti compresi gli spiriti ottenuti nel territorio della Valle, dalla distillazione, per usi familiari, in piccoli alambicchi |
Hl. |
1.000 |
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alcool denaturato |
" |
2.000 |
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birra |
" |
9.000 |
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benzina |
Q.li |
15.000 |
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gasolio |
" |
15.000 |
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petrolio |
" |
3.000 |
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oli lubrificanti |
" |
1.000 |
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libri di testo, scolastici, in altre lingue od in lingua mista approvati dal Provveditorato agli Studi |
L. |
5.000.000 |
Art. 2
La esenzione prevista dal precedente art. 1 è estesa alla imposta generale sulla entrata limitatamente al primo atto economico che dà luogo alla esenzione stessa, fermo restando il pagamento del tributo per i successivi passaggi.
Art. 3
È inoltre consentito l'esonero dal pagamento della imposta erariale di consumo e dal relativo diritto di licenza per l'energia elettrica prodotta nel territorio della Valle d'Aosta, per uso proprio con generatrici di potenzialità non superiore a chilowatt 5, non collegate ad altri impianti di produzione o di distribuzione.
Resta fermo, peraltro, l'obbligo della denuncia delle predette officine elettriche generatrici nonché, per gli alambicchi per uso familiare, la osservanza delle disposizioni generali di denuncia, dichiarazione di lavoro e conseguente vigilanza, stabilite dalle leggi e dal regolamento dell'imposta di fabbricazione sugli spiriti.
Art. 4
Le esenzioni di cui ai precedenti articoli 1 e 2 saranno concesse su richiesta del Consiglio della Valle, il quale amministra e gestisce i contingenti avvalendosi degli organi competenti previsti dalla vigente legislazione.
Saranno osservate le norme in vigore per la concessione di sgravi in materia di diritti di confine e di imposte interne di fabbricazione.
Rimane ferma, per la eventuale importazione dall'estero dei prodotti specificati all'art. 1, l'osservanza delle disposizioni in materia di divieti economici e valutari.
Art. 5
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, 3 agosto 1949.
Einaudi
De Gasperi - Vanoni - Scelba - Pella
Segni - Lombardo - Bertone - Corbellini
Visto, il Guardasigilli: Grassi".
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L'Assessore Per. Ind. FOSSON precisa che, nel riferire in merito ai precedenti ed alla situazione attuale della pratica relativa alla questione della zona franca in Valle d'Aosta, intende altresì rispondere alle interpellanze presentate dai Consiglieri Signori Perron e Manganoni relativamente all'oggetto di cui trattasi.
L'Assessore Per. Ind. Fosson riferisce quindi quanto segue :
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ZONA FRANCA
(CONTINGENTI)
In un primo tempo ero quasi tentato di raccogliere in un memoriale la lunga cronistoria della Zona Franca e dei contingenti, ma, constatato che un ampio dibattito sullo stesso problema era già riportato nel verbale dell'adunanza dell'11 Aprile del corrente anno distribuito a tutti i Sigg. Consiglieri in occasione dell'adunanza del Consiglio del 15 Luglio, ho pensato di limitarmi a fare un breve riassunto verbale di questa cronistoria al solo scopo di rinfrescare alcuni aspetti dell'importante problema sul quale il Consiglio dovrà pronunciarsi.
Come sapete, con il D.L.L. del 7 settembre 1945, n. 546, art. 4, veniva concessa alla Valle la Zona Franca.
Diceva il Decreto :
"Art. 4 - Il territorio compreso nella circoscrizione della Valle è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca.
Il beneficio della zona franca si estende anche alle merci che provengono da Stati non limitrofi alla Valle.
Il beneficio della Zona franca non comprende la esenzione dalle imposte erariali di fabbricazione e di consumo e dai diritti sui generi di privativa, né dall'imposta generale sulle entrate.
Avranno vigore nella Valle le disposizioni generali relative al controllo valutario e agli eventuali contingentamenti delle importazioni ed esportazioni.
Con successivo provvedimento verranno stabilite le modalità di attuazione della zona franca, comprese quelle relative alla franchigia per i prodotti valdostani da introdurre nel territorio doganale italiano, e quelle concernenti la disciplina, ai fini doganali, degli stabilimenti industriali e commerciali esistenti nella Valle. Nel provvedimento stesso sarà stabilita la data nella quale il beneficio della zona franca avrà inizio.
Alla scadenza del triennio dalla data prevista nel comma precedente, il Parlamento, sentito il Consiglio della Valle, delibererà definitivamente circa il beneficio della zona franca previsto dal presente articolo".
Detto decreto legge conteneva, come potete constatare, esplicite limitazioni al beneficio della Zona Franca stessa, e precisamente escludeva da esso la franchigia dalle imposte di fabbricazione e di consumo, nonché dai diritti di monopolio.
È appunto in considerazione di queste limitazioni che sin dal febbraio 1946 il Consiglio chiedeva che le agevolazioni fiscali contemplate nel decreto istituzionale della Zona Franca venissero allargate, e precisamente che alla franchigia dai dazi doganali sulle merci in generale fosse aggiunta quella dalle imposte di fabbricazione e di consumo (e dal relativo diritto di licenza) su determinati prodotti di largo consumo popolare quali lo zucchero, il caffè, il cacao, ecc. ecc.
Il Ministero acconsentiva alla richiesta ma suggeriva nello stesso tempo che un uguale criterio venisse adottato per le merci da importare dall'estero in esenzione dai diritti di confine, ciò che equivaleva a non parlare più in questo caso di Zona Franca.
Il problema veniva ampiamente dibattuto nella adunanza del Consiglio del 5 dicembre 1946, che in tale circostanza si pronunciava in questi termini:
"Per quanto riguarda il sistema di attuazione della Zona Franca, tutti i Consiglieri si dichiarano favorevoli all'adozione della barriera doganale e contrari al sistema del contingentamento".
L'attuazione della barriera doganale, oltre alla avversione governativa, presentava delle difficoltà tecniche e finanziarie da risolvere - la popolazione intanto non usufruiva di alcun beneficio -.
Considerate queste difficoltà, nel marzo 1947 la Valle faceva pervenire al Ministero delle Finanze uno schema di contingentamento segnalando l'urgenza che la Zona Franca della Valle d'Aosta entrasse senza ulteriori indugi nella fase di attuazione.
Questo schema veniva esaminato dal Ministero, che decurtava drasticamente i contingenti proposti che in verità per la gran parte dei generi erano superiori al fabbisogno locale.
Con nota 19 settembre 1947, il Ministero delle Finanze comunicava alla Valle e a tutti gli uffici competenti uno schema di decreto nel quale proponeva che in attesa che fossero approntate le opere atte a garantire il regolare funzionamento dei servizi inerenti alla Zona Franca, venisse emanato un provvedimento che desse la possibilità alla Valle di cominciare a fruire della completa franchigia per alcuni contingenti di prodotti.
In seguito all'insufficienza per i nostri bisogni dei nuovi contingenti proposti, la Valle richiedeva e otteneva una nuova riunione interministeriale per discutere nuovamente sull'entità dei contingenti.
Detta riunione aveva luogo in Roma nel dicembre 1947. In quella circostanza venivano concordati dei contingenti press'a poco uguali nelle voci e lievemente inferiori per entità a quelli concessi attualmente.
A questo punto un fatto nuovo rimetteva in discussione tutto il problema.
Il 31 gennaio 1948 l'Assemblea Costituente approvava lo Statuto Speciale per la Regione Autonoma "Valle d'Aosta". L'art. 14 di detto Statuto stabilisce che il territorio della Valle è Zona Franca. Il testo dell'articolo è il seguente:
"Il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori della linea doganale e costituisce Zona Franca.
Le modalità di attuazione della Zona Franca concessa alla Regione saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato".
Quest'articolo dello Statuto Speciale - che abroga implicitamente il precedente decreto n. 546 del 1945 - non fa alcuna riserva né stabilisce alcun limite alla Zona Franca concessa.
Credo sia bene soffermarci un momento a considerare quale sia il carattere e la consistenza della Zona Franca concessa alla Valle secondo la tesi che la Valle sostiene in base alla formulazione dell'articolo citato, tesi fra l'altro condivisa dai Consulenti della Camera di Commercio di Genova.
Nella Zona Franca, costituita com'è da un territorio chiuso e fuori dalla linea doganale - le merci di qualsiasi origine e provenienza sono considerate estere a tutti gli effetti e per ciò stesso non possono venir gravate di alcuno dei diritti di confine, che solo dovranno assolvere al momento del loro eventuale passaggio nel territorio doganale dello Stato.
A tenore dell'art. 7 della vigente legge doganale 25 settembre 1940, n. 1424, i diritti di confine sono i seguenti:
- i dazi d'importazione e d'esportazione e, per quanto riguarda le merci di importazione, i diritti di monopolio, le sovrimposte di fabbricazione e consumo ed ogni altra imposta e sovrimposta di consumo a favore dello Stato. Vi si comprendono il diritto erariale e ogni addizionale all'imposta di fabbricazione.
A questo punto è opportuno confrontare il già citato articolo 14 istitutivo della. Zona Franca nella Valle d'Aosta coi decreti e leggi in virtù dei quali furono istituite, a loro tempo, le zone franche di Livigno, di Zara e di Fiume. Ciò per dissipare ogni dubbio sul carattere integrale della nostra Zona Franca.
Zone Franche di Livigno e di Zara. - Nelle leggi e decreti istitutivi di queste Zone Franche è stata specificata la franchigia da diritti di monopolio. Tale specificazione - che non troviamo nell'articolo 14 per la Zona Franca della Valle d'Aosta - era necessaria perché allora, cioè anteriormente al 1940, i diritti di monopolio non erano compresi tra i diritti di confine, come lo sono oggi in tenore dell'art. 7 della legge doganale del 1940 più sopra citata
Zona Franca di Fiume e del Quarnaro. - Nel decreto istitutivo di questa Zona Franca sono precisate invece le esclusioni dalla franchigia riguardanti i diritti di confine e doganali. (I diritti doganali sono quelli che, in virtù di una legge speciale vengono riscossi dalle Dogane insieme ai diritti di confine: tassa di sbarco e imbarco, tassa portuale, diritto di licenza, imposta entrata, tassa sanitaria, ecc.).
Ciò premesso, poiché nell'art. 14 dello Statuto Speciale che costituisce in Zona Franca il territorio della Valle, non sono formulate esclusioni di sorta, è pacifico che il beneficio della franchigia dai diritti di confine per le merci destinate alla Zona Franca stessa è completo e totale.
Le modalità di attuazione di cui al secondo comma dell'art. 14 non possono intaccare l'integrità del primo comma dello stesso articolo e riguardano il movimento delle merci, la eventuale conservazione della loro nazionalità con la istituzione di appositi "magazzini vigilati", l'istituto della temporanea importazione ed esportazione, la opzione al regime nazionale delle fabbriche, la restituzione dei diritti o l'abbuono delle imposte per determinate merci nazionali destinate alla Zona Franca, l'introduzione in franchigia nel territorio doganale delle merci di produzione locale, ecc.
Tali modalità di attuazione della nostra Zona Franca dovranno essere concordate fra Regione e Governo.
Condizione essenziale per il funzionamento della Zona Franca è la divisione del suo territorio da quello doganale mediante la costituzione di una barriera. Per la Valle d'Aosta tale barriera dovrà sorgere a Pont Saint Martin, ed avrà le stesse funzioni di quelle esistenti ai valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, eccettuati i controlli sui passaporti e sulla valuta.
Nell'adunanza dell'11 marzo 1948 il Consiglio prendeva in esame la mutata situazione risultante dall'approvazione dello Statuto e dopo ampio dibattito di contingentamento già concordato o di Zona Franca integrale, rinunciava al perfezionamento degli accordi sui contingenti e ad unanimità di voti deliberava: "Di chiedere la sollecita applicazione della Zona Franca totale per la Valle d'Aosta, come previsto all'art. 14 dello Statuto Speciale della Regione".
La Direzione Generale delle Dogane sostenne e sostiene tutt'ora, invece, la tesi che l'art. 14 dello Statuto Regionale non modifichi per nulla la situazione precedente stabilita dall'art. 4 del decreto n. 546 del 7 settembre 1945, nel quale, ripetiamo, era invece espressamente specificato che dai benefici della Zona Franca dovevano intendersi escluse le esenzioni dalle imposte di fabbricazione, di consumo, del monopolio, ecc. ecc.
Nell'adunanza dell'8 novembre 1948 il Consiglio ridiscuteva l'attuazione della Zona Franca. L'allora Assessore Geom. Pareyson sviluppava la proposta, nuova, di "monetizzazione" della Zona Franca, suggerita dal Comm. De Bernardinis, per superare le difficoltà poste dalla Direzione Generale delle Dogane.
La proposta veniva respinta e il Consiglio deliberava nuovamente di chiedere al Governo l'attuazione della Zona Franca totale prevista dall'art. 14 dello Statuto Regionale e, in attesa, di chiedere la immediata concessione di contingenti annui di materie e di prodotti compresi nelle tariffe doganali, in relazione ad accordi di massima già intercorsi, il tutto in esenzione dai dazi doganali, dalle imposte erariali di fabbricazione e di consumo e da ogni diritto doganale e di licenza.
Nella riunione che ebbe luogo il 24 febbraio c.a., in Roma, presenti i Funzionari della Direzione Generale delle Dogane, i Funzionari dei Ministeri e i rappresentanti della Valle (Ing. Fresia - On. Farinet - Comm. Alliaudi, Presidente Commissione di Coordinamento - e il Rag. Balduzzi), vennero concordati i contingenti che sono oggi sottoposti all'esame del Consiglio.
Si è fatto a suo tempo un confronto con i contingenti accordati alla Città di Gorizia - non vorrei risollevare la questione - devo precisare però che lo Stato ha voluto assicurare alla Città di Gorizia una certa attività commerciale e favorire il sorgere di industrie locali che le consentissero di poter vivere, tenuto conto del fatto che, in seguito al trattato di pace, gran parte del territorio componente l'ex Provincia di Gorizia è passato allo Stato Jugoslavo.
A conferma di quanto vi sto dicendo desidero darvi parziale lettura di un recentissimo articolo apparso in proposito sul "Globo" del 7 corrente:
"Ormai è risaputo che a Gorizia vige un regime speciale di "franchigia" che dovrebbe soprattutto servire per richiamare industriali e commercianti ad impiantare, nella città mutilata, nuove industrie e nuovi commerci che usufruirebbero di notevoli sgravi fiscali e molti altri benefici.
Praticamente, per ora, cioè dopo quasi otto mesi di "zona franca" non c'è molto da stare allegri: c'è qualche segno di ripresa e alcune piccole industrie, di liquori e di dolci, stanno attrezzandosi per avviare una discreta produzione e tali industrie, per opere edilizie hanno finora dato lavoro a circa 600 disoccupati ed altro ne daranno quando inizieranno il ciclo produttivo.
Anche una grande industria tessile che, attualmente, ha in corso "in loco" un buon stabilimento, sta ampliando la sua attrezzatura e tra breve lavorerà a ciclo raddoppiato. Com'è logico, i benefici si faranno sentire più avanti; è questione soprattutto di tempo.
Prima del settembre 1947, cioè prima che fosse segnato il nuovo confine, la provincia si estendeva su ettari 272.064 e comprendeva 42 circoscrizioni comunali con un totale di 270.750 abitanti. Dopo il settembre 1947, cioè dopo la delimitazione del nuovo confine, la provincia contava ettari 23.100 con nove circoscrizioni comunali ed un totale di 79.092 abitanti. È tutto detto.
Anche se con l'aggiunta dei distretti di Monfalcone e di Grado e di alcuni altri tolti alla Provincia di Udine, si è cercato di dare polpa nuova all'organismo depauperato e striminzito, nulla, ai fini economici, si è risolto poiché logicamente i nuovi distretti gravitavano, e continuano a gravitare, sui rispettivi capoluoghi.
Si noti che l'attrezzatura commerciale e industriale di Gorizia era in funzione dei comuni delle vallate dell'Isonzo e del Vipacco, al di qua della displuviana alpina e le cui popolazioni gravitano sulla città per ogni rifornimento. Di punto in bianco tale attrezzatura si è trovata senza clientela, con un consumo minimo costituito dai soli abitanti del centro.
... Omissis ...
Ed ecco, quasi a premio, dopo molte insistenze e molte pressioni, la concessione della "zona franca", che vorrebbe, come già abbiamo detto, risollevare e risolleverà le sorti industriali della città: non si tratta della tradizionale "zona franca" nota ai fiumani ed agli abitanti di Zara, ma di una "zona" speciale che facilita le importazioni di macchinari dall'estero per quelle industrie che intendono lavorare a Gorizia e accorda, sempre alle industrie locali e alle nuove, speciali benefici fiscali in modo che la produzione possa avere per il consumo sul posto, un minor costo.
Certo, dal giorno dell'applicazione pratica della legge istitutiva della "zona" e cioè dal 7 gennaio u.s., le difficoltà di applicazione e di lavoro sono apparse assai gravi e quasi insuperabili. Tali difficoltà hanno nome "licenze di importazione" e "valuta".
... Omissis ..."
Altra ampia discussione è stata fatta nell'adunanza del Consiglio dell'11 Aprile sull'opportunità o meno di accettare i contingenti prima di aver chiarito con lo Stato la questione di principio, dei benefici e dei diritti di cui all'art. 14 dello Statuto Regionale.
Ogni Consigliere ha avuto il tempo di leggersi attentamente il verbale di detta adunanza e riflettere sull'importanza delle decisioni da prendere.
Il Consiglio discusse allora su un testo non definitivo del disegno di legge relativo ai contingenti, fece quindi molto bene a non pronunciarsi, rinviando l'accettazione o meno dei contingenti stessi, al momento in cui sarebbe stata varata la legge relativa che avrebbe costituito la proposta ufficiale del Governo Italiano.
Questa legge oggi è varata ed è appunto sull'accettazione della stessa (che vi è stata distribuita con gli allegati) che il Consiglio deve pronunciarsi.
Allo stato attuale degli atti e dopo un approfondito esame dei precedenti, ritengo che la legge emanata così com'è formulata, non possa pregiudicare l'importante questione di principio della Zona Franca - propongo quindi che il Consiglio regionale, preso atto che all'art. 1 della legge 3 agosto 1949, n. 263, è chiaramente precisato:
"In attesa che sia attuato il regime della Zona Franca previsto per il territorio della Valle d'Aosta, dall'art. 14 della legge costituzionale n. 4 del 26 febbraio 1948, e consentita la immissione, ecc. ecc. ",
accetti, in via provvisoria, i contingenti annui dei prodotti elencati.
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Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulla questione della zona franca e sulla relazione fatta dall'Assessore all'Industria e Commercio.
M. le Conseiller PERRON est d'accord avec l'Assesseur Fosson, expert industriel, sur la nécessité de décider d'accepter provisoirement les contingents dénombrés sur la loi du 3 Août 1949, n. 623. Ceci, afin que la population valdôtaine puisse jouir, en partie, des avantages qu'elle attend depuis longtemps. Il dit qu'il pense cependant que le Conseil doit faire toutes réserves afin que la réalisation de la zone franche totale, prévue à l'art. 14 du Statut régional de la Vallée d'Aoste, ne soit pas compromise. Il continue en disant que le Conseil doit préciser que l'acceptation des contingents - qui ne représentent qu'une infime partie des avantages de la zone franche - ne doit pas être interprétée comme une renonciation, de la part de la Région, à la réalisation de la zone franche totale. Il relève la nécessité qu'il y a de rappeler au Gouvernement les engagements que l'Etat a pris vers la Région Vallée d'Aoste et d'en exiger l'accomplissement immédiat. Il se demande si le Gouvernement a l'intention d'honorer ses engagements, ou bien s'il considère le Statut régional comme un document sans valeur. Il pense que les difficultés qui s'opposent à la réalisation de la Zone Franche sont dues à la mauvaise volonté du Gouvernement. Il fait noter qu'il est nécessaire d'insister auprès du Gouvernement afin d'aplanir les difficultés actuelles et de faire respecter les droits sanctionnés par le Statut en faveur de la Vallée d'Aoste.
Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara di concordare con quanto esposto dal Consigliere Sig. Perron. Rileva che i Ministri componenti l'attuale Governo i quali, prima delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, erano regionalisti e sostenevano i principi del regionalismo, ora, che hanno in mano tutte le leve della Nazione, non hanno più alcuna intenzione di attuare l'autonomia regionale. Lo dimostra anche il fatto, egli osserva, che il Governo si oppone all'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta, negando in tal modo alla popolazione valdostana i diritti e i benefici che già gli sono stati riconosciuti. Aggiunge che interessa alla popolazione valdostana che le leggi sull'autonomia siano attuate anche per i vantaggi che ne derivano nei riflessi economici e, praticamente, per i vantaggi derivanti dall'applicazione della zona franca totale. Comunica di essere convinto che il Governo attuale intenda negare alla popolazione valdostana l'attuazione della zona franca totale e fa presente che tornerebbe utile conoscere in proposito il parere dei rappresentanti della Valle d'Aosta al Senato ed al Parlamento. Ricorda che in una precedente seduta consiliare il Deputato, On. Farinet, si era in certo qual modo impegnato ed aveva dato assicurazioni in merito alla sollecita attuazione della zona franca integrale. Ritiene che sarebbe desiderabile che l'On. Farinet riferisse al Consiglio su quanto è stato fatto per ottenere la sollecita attuazione della zona franca.
Fa presente che, in altra adunanza, il Consiglio aveva considerato che per l'applicazione della zona franca totale era necessario procedere alla costruzione in Pont Saint Martin di una barriera doganale nonché di stabili da adibirsi ad uso uffici ed alloggi per il personale doganale ed aveva inoltre preso atto dell'opportunità che gli stabili di cui trattasi fossero costruiti direttamente dall'Amministrazione regionale; ciò per il fatto che il Governo, restio all'applicazione della zona franca totale, procrastinava l'inizio delle costruzioni e della barriera doganale. Ritiene necessario che il Consiglio deliberi l'immediata costruzione degli edifici doganali di cui trattasi, tenuto presente che, anche nel caso deprecabile che la zona franca integrale non sia poi attuata, gli stabili potranno essere adibiti ad uso di alloggi per la popolazione di Pont Saint Martin. Esprime l'avviso che anche nella stessa Valle d'Aosta l'attuazione della zona franca totale sia osteggiata da alcune categorie interessate. Conclude rilevando che i contingenti che lo Stato intende concedere alla Valle d'Aosta in esenzione fiscale non costituiscono che una minima parte dei vantaggi che la popolazione valdostana conseguirebbe con l'applicazione della zona franca integrale.
Propone quindi che il Consiglio denunci alla popolazione valdostana il comportamento negativo del Governo affinché la popolazione stessa sia edotta della situazione e non addebiti la responsabilità della non attuazione della zona franca al Consiglio regionale.
I Consiglieri Sig. MATHAMEL e Geom. NICCO Giulio dichiarano di concordare con quanto esposto e dichiarato dai Consiglieri Sig. Manganoni e Sig. Perron.
Il Consigliere Sig. MARCHESE dichiara di essere favorevole alla accettazione dei contingenti alla Valle d'Aosta, in esenzione fiscale con legge 3 agosto 1949, n. 623, in relazione alle proposte e riserve dell'Assessore Per. Ind. Fosson. Ritiene, peraltro, opportuno che il Consiglio demandi ad apposita Commissione l'incarico di procedere all'esame delle varie norme di regolamento per l'attuazione del sistema del contingentamento. Propone che a far parte della Commissione siano chiamate le seguenti persone: i rappresentanti parlamentari della Valle d'Aosta (Senatore e Deputato); l'Assessore all'Industria e Commercio; l'Assessore alle Finanze; il Vice-Presidente del Consiglio, Ing. Pasquali, per la sua particolare competenza in materia di commercio con l'estero, ed un rappresentante dei Consiglieri della minoranza. Aggiunge che la Commissione succitata dovrebbe insistere presso il Governo per la sollecita attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.
Il Consigliere Geom. NICCO osserva che l'Assessore Sig. Fosson ha fatto presente che la Direzione Generale delle Dogane intende, per quanto concerne l'attuazione della zona franca, attenersi alle disposizioni dell'art. 4 del D.L.Lt. 7 settembre 1945, n. 546. Rileva che le disposizioni di cui al citato decreto sono invocate e richiamate dalla Direzione Generale delle Dogane soltanto allo scopo di sostenere un determinato punto di vista mentre, invece, la stessa Direzione nega ogni efficacia a tali disposizioni negli altri casi. Osserva poi che le disposizioni del citato decreto, per quanto concerne le limitazioni alla zona franca, sono decadute in seguito all'entrata in vigore dello Statuto regionale. Chiede di conoscere i nominativi dei rappresentanti dell'Amministrazione regionale che hanno svolto trattative a Roma in merito all'attuazione della zona franca nel mese di marzo 1949 e ritiene che l'Assessore Ing. Fresia non fosse molto favorevole alla zona franca totale.
L'Assessore Sig. FOSSON comunica che la Commissione incaricata delle trattative a Roma nel marzo 1949 era composta dell'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia, dell'On. Farinet, del Comm. Alliaudi, Presidente della Commissione di Coordinamento e del Ragioniere Capo dell'Amministrazione regionale, Rag. Balduzzi.
Il Consigliere Geom. NICCO rileva che della Commissione succitata non faceva parte l'Assessore all'Industria e Commercio e cioè l'Assessore preposto al servizio della zona franca. Esprime parere che le trattative per l'attuazione della zona franca in Valle di Aosta debbano essere svolte da persone che siano convinte della necessità e convenienza dell'attuazione della zona franca totale. Ribadisce, in proposito, di aver arguito dalle dichiarazioni fatte dall'Assessore Ing. Fresia sia nelle adunanze di Giunta che nelle adunanze di Consiglio, che l'Assessore stesso non era molto favorevole all'attuazione della zona franca totale.
Richiamandosi alla proposta fatta dal Consigliere Sig. Manganoni per l'attuazione della barriera doganale e per la costruzione degli stabili doganali in Pont Saint Martin, comunica che, allorquando ricopriva la carica di Assessore ai Lavori Pubblici, si recò in Pont Saint Martin unitamente all'Ispettore Generale delle Dogane, Comm. La Volpe, ed al Capo del Compartimento delle Ferrovie dello Stato di Torino per l'esame in luogo del problema ed osserva di aver potuto desumere, in base alle dichiarazioni fatte dai due suddetti rappresentanti dello Stato che la Direzione Generale delle Dogane non ha alcuna intenzione di procedere alle costruzioni degli edifici di cui trattasi, necessari per la barriera doganale. Aggiunge che, in tale occasione, i suddetti due rappresentanti fecero apprezzamenti poco favorevoli nei confronti della Regione. Precisa di aver voluto dare tali chiarimenti affinché il Consiglio sia edotto del punto di vista della Direzione Generale delle Dogane.
L'Assessore Ing. FRESIA, rispondendo alle osservazioni formulate dal Consigliere Geom. Nicco, fa presente di avere a suo tempo ricevuto specifico incarico di iniziare e di svolgere a Roma trattative per la concessione di determinate merci in esenzione fiscale (contingentamento) in attesa dell'attuazione della zona franca.
Il Consigliere Geom. NICCO rileva di non aver inteso sollevare una questione personale, ma di aver soltanto voluto fare presente che l'Assessore Ing. Fresia, non è molto favorevole all'attuazione della zona franca totale.
L'Assessore Ing. FRESIA riferisce in merito agli inconvenienti vari che attualmente deriverebbero dall'attuazione della zona franca totale. Osserva, fra l'altro, che l'attuazione della zona franca implica la possibilità per la Regione Valle d'Aosta di poter commerciare liberamente con l'estero e di poter disporre di valuta estera, il che non è possibile in base all'attuale regime valutario e degli scambi; dichiara, quindi, che la zona franca totale sarebbe effettivamente conveniente per la Regione Valle d'Aosta soltanto qualora la Regione stessa disponesse della valuta estera occorrente per gli acquisti e gli scambi commerciali con gli Stati confinanti e non vi fossero i divieti o le limitazioni per l'importazione di determinati prodotti e materie.
Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara di aver, anni addietro, constatato, durante la sua permanenza nel territorio libero di Fiume, che la zona franca comporta evidenti e notevoli vantaggi per la popolazione, in particolare per quanto concerne i generi di prima necessità, quali cereali, carni, grassi, ecc., che potrebbero essere acquistati direttamente all'estero e venduti a prezzi molto inferiori a quelli praticati in Italia.
Per quanto concerne la disponibilità di valuta estera, osserva che si potrebbe procurare valuta estera intensificando ed incrementando gli scambi commerciali con la Svizzera e la Francia. Rileva che si potrebbero anche sviluppare scambi di merci di compensazione con l'estero e che dei vantaggi della zona franca totale beneficerebbe specialmente il ceto meno abbiente. Conclude, ritenendo che la zona franca totale possa essere vantaggiosamente attuata, sempre che non vi osti la cattiva volontà o l'ostruzionismo da parte del Governo e insiste affinché sia chiesta l'attuazione sollecita della zona franca totale in Valle d'Aosta.
Il Consigliere Geom. NICCO dichiara di concordare con l'Assessore Ing. Fresia sugli inconvenienti e sugli ostacoli derivanti dal regime valutario e delle importazioni attualmente in vigore. Ritiene, peraltro, che col ritorno della normalità tale regime possa venire modificato.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON osserva che i rilievi formulati dai Consiglieri non riguardano praticamente la questione in esame e cioè l'applicazione del sistema dei contingenti in quanto si limitano a ribadire il principio e il concetto della zona franca totale la cui auspicata attuazione è senza dubbio conveniente per la popolazione. Comunica che era sua intenzione di proporre al Consiglio, come suggerito dal Consigliere Sig. Marchese, la nomina di una Commissione incaricata di procedere all'esame ed allo studio delle modalità di approvvigionamento e di distribuzione dei contingenti che saranno concessi alla Regione Valle d'Aosta in esenzione fiscale. Rileva l'opportunità che la Commissione di cui trattasi sia composta di elementi scelti esclusivamente fra i vari gruppi di Consiglieri, in quanto ritiene che incomba al Consiglio la responsabilità di esaminare e di studiare attentamente le questioni relative alla zona franca. Propone che in un secondo tempo anche i due parlamentari valdostani siano interpellati in merito e intervengano alle discussioni con le autorità governative per appoggiare le richieste che il Consiglio regionale intende fare al Governo. Informa che attualmente il Comitato consultivo, istituito presso la Camera di Commercio, sta già occupandosi della questione e conclude rilevando l'opportunità che la questione sia ampiamente esaminata e discussa dalla istituenda Commissione consiliare in modo che possa essere redatta una proposta di regolamento recante norme per l'attuazione del sistema dei contingenti che possa essere approvata dal Consiglio senza lunghe discussioni.
Il Consigliere Sig. MARCHESE illustra le ragioni per le quali aveva ritenuto opportuno di proporre che fossero chiamati a far parte della Commissione anche i due parlamentari valdostani; dichiara, peraltro, di concordare con le considerazioni dell'Assessore Per. Ind. Fosson ed insiste sulla necessità di agire con sollecitudine.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, rileva che la discussione avvenuta ha chiarito che il Consiglio è unimamente favorevole sui seguenti punti: in primo luogo sulla proposta di accettazione del sistema dei contingenti da attuarsi però soltanto in via provvisoria e cioè in attesa che sia attuato il regime di zona franca integrale previsto dall'articolo 14 dello Statuto regionale; in secondo luogo sul principio della zona franca totale e sulla richiesta da parte del Consiglio affinché sia attuata non appena possibile la zona franca totale; in terzo luogo il Consiglio è favorevole alla costituzione di una Commissione incaricata dello studio del sistema e delle norme per l'attuazione pratica del contingentamento, Commissione di cui siano chiamati a far parte i rappresentanti dei vari gruppi del Consiglio e quindi anche un rappresentante della minoranza. Propone, quindi, che il Consiglio proceda alla nomina dei membri componenti la Commissione di cui trattasi.
L'Assessore Geom. BIONAZ ritiene che l'inclusione dei due parlamentari nella Commissione di cui sopra sia opportuna e giustificata in quanto i parlamentari stessi potrebbero fornire utili chiarimenti alla Commissione ed in quanto, assistendo alle discussioni e ai lavori della Commissione, potrebbero avere maggiori elementi per appoggiare presso le autorità governative le richieste del Consiglio regionale.
L'Assessore Ing. FRESIA ritiene opportuna la presenza del deputato On. Farinet nella Commissione di cui trattasi in quanto il Deputato stesso si è attivamente interessato a Roma per ottenere la concessione di contingenti in esenzione fiscale.
Il Consigliere Col. FERREIN propone che sia data lettura degli articoli 2 e 3 della legge 3 agosto 1949, n. 623.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, osserva che ad ogni Consigliere è stato, a suo tempo, trasmessa copia della succitata legge in esame, per cui i Consiglieri sono in grado, dopo lettura dei pochi articoli della legge, di formulare ogni rilievo ed osservazione.
Il Consigliere Geom. NICCO richiama l'attenzione del Consiglio sul comma primo dell'articolo 3 della citata legge (di cui dà lettura) relativo all'esenzione dal pagamento dell'imposta erariale di consumo e del relativo diritto di licenza per l'energia elettrica, prodotta nel territorio della Valle d'Aosta, per uso proprio con generatrici di potenzialità non superiore a chilowatt 5 "non collegate con altri impianti di produzione o di distribuzione".
Rileva che la dizione di tale comma si può prestare ad una doppia interpretazione e perciò anche nel senso che l'esonero dal pagamento dell'imposta erariale non competa per l'energia elettrica prodotta con impianti già costruiti con concessione di acque dei canali correnti in Valle d'Aosta, i quali sono quasi tutti collegati con altri impianti di produzione di energia in Valle d'Aosta. Cita il caso degli impianti sottesi e ritiene, pertanto, che sarebbe bene specificare in tale comma che hanno altresì diritto alla esenzione dal pagamento dell'imposta erariale gli impianti secondari e propone, quindi, che sia aggiunta la dizione "anche se sottese" dopo la parola "collegate".
L'Assessore Ing. FRESIA riferisce sulla discussione avvenuta a Roma per quanto concerne la disposizione di cui all'articolo 3 e ne chiarisce la portata e lo scopo. Fa presente che in un primo tempo egli aveva ottenuto l'esenzione dal pagamento dell'imposta erariale per generatrici di potenzialità sino a 50 chilowatt, ridotta poi a chilowatt 0,5 e, in seguito, stabilita a chilowatt 5. Illustra quindi la ragione per la quale i funzionari non ritennero di concedere l'esenzione per generatrici di maggior potenzialità e cioè allo scopo di concedere l'esenzione alle generatrici per autoconsumatori (aziende familiari, non per energia da distribuzione).
Prendono pure parte alla discussione l'Assessore Geom. BIONAZ e il Consigliere Sig. CUAZ.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, concludendo propone che la discussione e la decisione in merito alla questione siano scisse in due parti e cioè che in un primo tempo il Consiglio voti in merito alla questione di principio ribadita ad unanimità dai Sigg. Consiglieri, relativa alla necessità che sia attuata al più presto la zona franca totale e che, in secondo luogo, voti in merito alla opportunità dell'accettazione o meno dei contingenti concessi in esenzione fiscale alla Valle d'Aosta con legge 3 agosto 1949, n. 623, in attesa dell'attuazione della zona franca totale.
Il Presidente, Avv. Dott. Bondaz, sottopone quindi all'approvazione del Consiglio il seguente ordine del giorno, di cui dà lettura:
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"IL CONSIGLIO DELLA VALLE D'AOSTA
Visto il suo deliberato in data 8-11-1948;
Visto il decreto 3-8-1949, n. 623 che consente la immissione in consumo nel territorio della Valle d'Aosta, per il fabbisogno locale, di determinati prodotti, in attesa dell'attuazione del regime di zona franca;
Mentre afferma la sua decisione unanime perché venga attuata al più presto la zona franca integrale come risulta dalla chiara dizione dell'art. 14 della legge Costituzionale, n. 4 del 26-2-1948, n. 2 ;
Delibera
di richiedere l'applicazione delle esenzioni di cui alla legge 3-8-1949, n. 623".
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Il Consigliere Geom. NICCO rileva l'opportunità che nell'ordine del giorno di cui è stata data lettura sia ribadito il concetto che il Consiglio regionale richiede l'applicazione dell'esenzione di cui alla legge 3-8-1949, n. 623, solo "in via provvisoria" e cioè nell'attesa che sia attuata la zona franca totale. Dà quindi lettura del seguente ordine del giorno, compilato dal gruppo dei Consiglieri social-comunisti:
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"IL CONSIGLIO DELLA VALLE
Sicuro interprete della volontà di tutta la popolazione;
Preso atto della legge 3 agosto 1949, n. 623;
Considerata la resistenza sempre più crescente opposta alla concessione della zona franca totale che ci è stata data con l'art. 14 dello Statuto speciale della Regione Autonoma della Valle d'Aosta;
Dichiara
di accettare l'insufficiente contingentamento proposto solo in via provvisoria e temporanea ed invita il Governo a provvedere con la massima sollecitudine alla costruzione, in Pont Saint Martin, delle opere indispensabili per l'attuazione della zona franca totale".
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Il Consigliere Geom. NICCO osserva che gruppo dei Consiglieri social-comunisti è favorevole all'approvazione dell'ordine del giorno proposto dal Presidente, Avv. Dott. Bondaz; rileva, peraltro, la necessità che l'ordine del giorno stesso sia completato con l'aggiunta della dizione "sicuro interprete della volontà di tutta la popolazione", dopo le parole "Il Consiglio della Valle d'Aosta". Rileva, inoltre, l'opportunità che in tale ordine del giorno sia, altresì, fatta menzione della necessità che il Governo provveda con la massima sollecitudine alla costruzione, in Pont Saint Martin, delle opere (fabbricati, barriera doganale, ecc.) indispensabili per l'attuazione della zona franca totale.
Il Consigliere Sig. CUAZ esprime parere che il Consiglio debba unicamente dichiarare se accetta o non i contingenti concessi dallo Stato con la legge succitata. Aggiunge che nell'ordine del giorno di cui trattasi non dovrebbe esser fatto alcun accenno che possa dar luogo a polemiche superflue.
L'Assessore Geom. BIONAZ dichiara di concordare sulla necessità che, nell'ordine del giorno in questione, sia riaffermato il principio che il Consiglio regionale intenda che sia attuata la zona franca integrale in Valle d'Aosta; ritiene, invece, che non debba esser fatto alcun accenno alle opere di cui si rende necessaria la costruzione, in Pont Saint Martin, per l'attuazione della barriera doganale e della zona franca totale.
L'Assessore Ing. FRESIA, richiamandosi a quanto già riferito in precedente adunanza di Consiglio, in merito all'efficace interessamento e intervento favorevole del Ministro delle Finanze Ecc. Vanoni, ritiene che non sia opportuno fare accenni polemici nell'ordine del giorno in discussione. Concorda, peraltro, sulla necessità che sia ribadito il principio che il Consiglio regionale intende che sia attuata la zona franca totale.
Il Consigliere Sig. MANGANONI fa presente che il Consiglio regionale intende unicamente far valere i suoi diritti e chiedere che il Governo dia attuazione alla disposizione di legge di cui all'art. 14 dello Statuto regionale, con la quale è stata concessa alla Valle d'Aosta la zona franca integrale.
Rileva che, trattandosi di richiedere al Governo l'attuazione di una disposizione di legge, l'ordine del giorno non dev'essere stilato sotto forma di supplica. Aggiunge che corrisponde a verità l'affermazione che i contingenti concessi con la legge succitata sono insufficienti, in relazione alle necessità della popolazione valdostana. Ritiene che tali affermazioni non debbano urtare la suscettibilità di alcuno.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, ritiene opportuno di integrare l'ordine del giorno proposto dal Presidente del Consiglio Avv. Bondaz, con accenno al principio ed alla richiesta dell'attuazione della zona franca totale; ciò allo scopo di accettare e di coordinare anche nella dovuta forma i concetti espressi nei due ordini del giorno.
Il Consigliere Geom. NICCO dichiara di concordare con il Presidente della Giunta Avv. Caveri.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, rileva che il proprio ordine del giorno potrebbe essere completato con l'aggiunta delle parole: "Sicuro interprete dell'unanime volontà della popolazione valdostana"; osserva che rimane, peraltro, da stabilire se debba o meno essere ribadito, nell'ordine del giorno di cui trattasi, anche il concetto della provvisorietà e dell'insufficienza dei contingenti concessi dallo Stato con legge 3-8-1949, n. 623.
M. le Conseiller PERRON réaffirme l'opinion qu'il a déjà exprimée auparavant et dit qu'il est nécessaire que l'on mette en évidence sur l'ordre du jour l'insuffisance des contingents accordés avec exemption fiscale à la population de la Vallée d'Aoste. Il fait remarquer qu'il est nécessaire que le Gouvernement sache que le Conseil régional n'accepte les contingents que de façon provisoire, en attendant que soit proclamée la zone franche totale inscrite à l'article 14 du Statut régional. Il déclare que la population valdôtaine ne peut se juger satisfaite par les contingents accordés. Se reportant aux difficultés rencontrées à Rome par l'Ing. Fresia et au comportement défavorable des fonctionnaires du Gouvernement, il dit qu'il est déplorable de voir que, quatre ans après la promulgation des décrets instituant l'Autonomie de la Vallée d'Aoste (Décrets lég. du 7 sept. 1945, n. 545 et 546) et dix-huit mois après l'approbation du Statut régional par l'Assemblée Constituante (loi constitutionnelle n. 4 du 26 février 1948), la population valdôtaine n'ait pu en rien bénéficier des avantages de la zone franche.
L'Assesseur FOSSON, expert industriel, est de l'avis que la question dont il s'agit ne doit pas être envisagée sous le point de vue exprimé par le Conseiller Perron. Il fait remarquer que les contingents accordés par la loi du 3 Août 1949, n. 623, ont été fixés auparavant par des représentants de l'Administration régionale au cours de pourparlers avec des fonctionnaires du Ministère des Finances. En conséquence, il est de l'avis que le Conseil doit, dans la réunion d'aujourd'hui, décider l'acceptation provisoire des contingents, et réaffirmer en même temps sa volonté unanime de voir se réaliser intégralement la zone franche accordée à la Vallée d'Aoste par l'art. 14 du Statut régional. Il fait noter que de cette manière il en résultera, implicitement, que le Conseil régional n'est pas satisfait de la quantité de contingents accordés en franchise fiscale par la susdite loi.
M. l'Assesseur FRESIA, ingénieur, fait observer que durant les négociations qui se sont déroulées à Rome, on n'a jamais dit que le Conseil régional était satisfait à ce sujet. Il ajoute que les pourparlers ont été très difficiles et laborieux. Au point qu'à deux reprises les fonctionnaires ont menacé de quitter la salle où les discussions avaient lieu et de suspendre les pourparlers. Il déclare qu'il a fait tout ce qui luì était possible de faire et il pense qu'il était impossible d'obtenir de plus grosses quantités de produits et d'articles contingentés en franchise fiscale.
M. le Conseiller PERRON, bien que d'accord avec les déclarations de M. l'Assesseur Fosson, et reconnaissant la nécessité de demander la réalisation, provisoirement, des contingentements, afin que la population puisse bénéficier de quelques avantages, pense, néanmoins, que le Conseil doit accepter les contingents avec la plus grande réserve. Il insiste sur le fait que les contingents dont il s'agit sont insuffisants et ne constituent qu'une faible part des avantages auxquels a droit la population - en vertu de l'article 14 du Statut - depuis mars 1948. Il prend note qu'il y a de la mauvaise volonté et un comportement défavorable de la part des milieux ministériels compétents en ce qui concerne les demandes présentées par l'Administration régionale afin d'obtenir la réalisation de la zone franche inscrite à l'art. 14 du Statut régional. Il dit que l'on doit mettre l'accent sur le fait que l'on ne demande pas des faveurs ou des privilèges, mais seulement le respect des droits reconnus par le Statut régional.
MM. les Conseillers MATHAMEL et MANGANONI s'associent aux déclarations de M. le Conseiller Perron.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, pur concordando con il Consigliere Perron, ritiene che non sia possibile affermare, nell'adunanza odierna, se i contingenti concessi siano o non sufficienti in relazione alle necessità della popolazione ed aggiunge che soltanto in base all'esperienza si saprà se tali contingenti siano o non sufficienti. Rileva che l'applicazione del sistema del contingentamento dovrà soltanto avere carattere di provvisorietà, in attesa che sia attuata la zona franca integrale.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, illustra al Consiglio il proprio punto di vista in merito alla questione in esame, rilevando che i principi ai quali si è ispirato il Governo nello stabilire i contingenti da concedersi in esenzione fiscale alla Valle d'Aosta, appaiono sostanzialmente diversi dai principi ai quali si è ispirato nell'approvare la concessione di contingenti alla città di Gorizia. Dichiara che ciò risulta anche dall'articolo riportato sul giornale "Il Globo" del 7 c.m. di cui ha dato lettura l'Assessore Per. Ind. Fosson, nonché dalla relazione alla legge che approva la concessione di contingenti alla città di Gorizia. Esprime parere che l'accennare nell'ordine del giorno ad una pretesa o ritenuta insufficienza dei contingenti concessi alla Valle d'Aosta possa essere inopportuno e pericoloso in seguito, in quanto il Consiglio regionale deve insistere sul principio della zona franca integrale. Propone, quindi, che il Consiglio deliberi l'accettazione dei contingenti concessi in esenzione fiscale senza accennare alla insufficienza o meno degli stessi e ribadisca, peraltro, il principio e la richiesta della zona franca totale.
Il Consigliere Dott. NORAT dichiara di concordare con il Presidente Avv. Dott. Bondaz.
Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara pure di concordare con il Presidente Avv. Dott. Bondaz; ritiene, peraltro, opportuno che nell'ordine del giorno sia fatto accenno all'insufficienza dei contingenti, in quanto, trattandosi di contingenti concessi annualmente, si potrà nel prossimo anno chiedere che siano concessi quantitativi maggiori di contingenti in esenzione fiscale.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON ritiene che i contingenti concessi, salvo che per determinati generi, siano sufficienti, sia in relazione alle necessità della popolazione valdostana, sia in relazione alle maggiori necessità stagionali conseguenti all'afflusso di turisti nella Valle d'Aosta. Pertanto ritiene non opportuno, anche per tale ragione, accennare nell'ordine del giorno, ad una insufficienza dei contingenti in esenzione fiscale, dovendosi attendere i risultati della pratica attuazione del contingentamento.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, riassumendo la discussione, legge e pone ai voti il seguente ordine del giorno:
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"IL CONSIGLIO DELLA VALLE D'AOSTA
VISTO il suo deliberato in data 8-11-1948 ;
VISTO il decreto 3-8-1949, n. 623, che consente la immissione in consumo nel territorio della Valle d'Aosta, per il fabbisogno locale, di determinati prodotti, in attesa dell'attuazione del regime di zona franca;
SICURO INTERPRETE dell'unanime volontà della popolazione valdostana;
MENTRE riafferma la sua decisione unanime perché venga attuata al più presto la zona franca integrale, come risulta dalla chiara dizione dell'articolo 14 della legge costituzionale n. 4 del 26-2-1948, n. 2;
Delibera
di richiedere l'applicazione delle esenzioni di cui alla legge 3 agosto 1949, n. 623".
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Procedutosi alla votazione per alzata di mano per l'approvazione dell'ordine del giorno surriportato, il Presidente accerta e comunica che l'ordine del giorno stesso risulta approvato ad unanimità di voti.
IL CONSIGLIO
prende atto.
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Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, propone, quindi, al Consiglio di discutere in merito alla nomina di una apposita Commissione consiliare incaricata dello studio e dell'esame del piano e delle norme di attuazione che saranno presentate dall'Assessore all'Industria e Commercio; al riguardo fa presente l'opportunità che siano previamente stabiliti i compiti della Commissione e si decida in seguito se i due parlamentari valdostani debbano essere chiamati a far parte della Commissione.
Il Consigliere Sig.ra RONC-DESAYMONET concorda sulla necessità che il Consiglio proceda seduta stante alla nomina della Commissione di cui trattasi, affinché la stessa possa procedere sollecitamente all'esame ed allo studio del piano e delle norme per l'attuazione del sistema di contingentamento e rassegnare proposte concrete al Consiglio per i provvedimenti di sua competenza, di modo che possano essere distribuiti al più presto alla popolazione valdostana i contingenti concessi in esenzione fiscale.
L'Assessore Prof. DEFFEYES ritiene che, in base alle discussioni avvenute, possa dedursi che sia necessaria la costituzione di due Commissioni: la prima, in relazione alla questione di principio posta nell'ordine del giorno testé approvato dal Consiglio, dovrebbe svolgere il suo interessamento presso le competenti autorità governative per ottenere che sia attuata al più presto possibile la zona franca totale; l'altra Commissione, invece, dovrebbe studiare e predisporre le norme per l'attuazione del sistema provvisorio del contingentamento e cioè le norme per la distribuzione alla popolazione dei generi concessi in esenzione fiscale con la legge succitata. Per quanto concerne la composizione della Commissione incaricata dello studio delle norme di attuazione del sistema di contingentamento, propone che a farne parte siano chiamati i rappresentanti dei vari gruppi consiliari e, precisamente, due consiglieri della Democrazia Cristiana, due Consiglieri dell'Union Valdôtaine ed un Consigliere in rappresentanza del gruppo della minoranza. Ritiene necessario che in seno alla Commissione siano ampiamente discussi i punti di vista delle varie tendenze, affinché le proposte formulate e presentate al Consiglio dalla Commissione possano essere approvate senza lunghe discussioni.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, rileva l'opportunità che il Consiglio proceda, seduta stante, alla nomina della Commissione, affinché la stessa possa iniziare subito i lavori e procedere allo studio del piano e delle norme per l'attuazione del sistema di contingentamento che verranno presentate dall'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. Fosson.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON dichiara di concordare.
L'Assessore Ing. FRESIA ritiene opportuno che a far parte della Commissione sia chiamato il deputato, On. Farinet, il quale ha svolto attivo interessamento per ottenere dallo Stato la concessione di contingenti in esenzione fiscale alla Valle d'Aosta.
I Consiglieri Sig. MANGANONI e Sig. NOUCHY osservano che il Deputato On. Farinet potrà essere utilmente sentito dalla Commissione in sede di discussione del progetto per l'attuazione del sistema di contingentamento; ritengono, pertanto, che la Commissione sia composta esclusivamente di Consiglieri regionali.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON sostiene il punto di vista già espresso in precedenza, parere condiviso dai Consiglieri Sig. Manganoni e Sig. Nouchy.
Gli Assessori Per. Ind. FOSSON e Prof. DEFFEYES ribadiscono il loro punto di vista per quanto concerne la composizione della Commissione che, a parer loro, dovrebbe essere formata da membri del Consiglio regionale.
Segue discussione in merito ai compiti della Commissione; alla discussione partecipano il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, l'Asses. Per. Ind. FOSSON e i Consiglieri Geom. NICCO e Sig.ra RONC-DESAYMONET. Viene precisato che il compito della Commissione deve essere di studiare e di proporre al Consiglio il piano e le norme pratiche di applicazione del sistema del contingentamento, previo esame delle proposte dell'Assessore Per. Ind. Fosson.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, rileva che l'Assessore Prof. Deffeyes ha formulato una proposta concreta per quanto concerne la composizione della Commissione consiliare di cui trattasi e chiede se qualche Consigliere intenda fare osservazioni in proposito.
Il Consigliere Sig. NOUCHY dichiara di approvare la proposta formulata dall'Assessore Prof. Deffeyes.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, osserva che, a sensi dell'art. 92 del Regolamento interno del Consiglio, l'Assessore all'Industria e Commercio dovrà far parte temporaneamente della Commissione di cui trattasi, quale Assessore proponente del progetto di norme per l'attuazione del sistema di contingentamento. Propone quindi che l'adunanza sia sospesa per dieci minuti affinché i Signori Consiglieri possano prendere eventuali accordi sulla scelta dei Consiglieri da nominare membri della Commissione consiliare.
Il Consiglio concorda sulla proposta di sospensione della seduta formulata dal Presidente, Avv. Dott. Bondaz.
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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore undici e riaperta alle ore undici e minuti venticinque.
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Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, invita i rappresentanti dei vari gruppi consiliari a comunicare i nominativi dei consiglieri che essi intendono proporre per la nomina a componenti della Commissione consiliare che dovrà procedere all'esame del piano e delle norme per l'attuazione del sistema di contingentamento.
Il Consigliere Dott. NORAT, quale rappresentante del gruppo della Democrazia Cristiana, propone la nomina dei Consiglieri Ing. Pasquali Augusto - Vice Presidente del Consiglio - e Sig. Dujany Cesare.
Il Consigliere Sig. MANGANONI, a nome dei Consiglieri appartenenti al gruppo della minoranza, propone la nomina del Consigliere Geom. Nicco Giulio.
Fa presente, peraltro, l'opportunità che il Consigliere Geom. Nicco possa delegare altro Consigliere della minoranza a sostituirlo, allorché, per comprovate ragioni, si trovasse nell'impossibilità di partecipare alle riunioni della Commissione consiliare.
Il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, dichiara di non aver alcuna difficoltà ad accedere alla richiesta del Consigliere Sig. Manganoni, che ritiene motivata.
L'Assessore Per. Ind. FOSSON si augura che alle riunioni della Commissione intervenga sempre il Consigliere che sarà nominato, affinché lo stesso possa seguire lo svolgimento delle discussioni in sede di riunione della Commissione.
Il Consigliere Sig. MATHAMEL, a nome del gruppo dei Consiglieri appartenenti all'Union Valdôtaine, propone la nomina dei Consiglieri Sigg. Bréan Giuseppe e Dayné Celestino.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, riassumendo la discussione, invita il Consiglio a procedere, mediante il sistema delle schede segrete sulle quali ciascun Consigliere può designare cinque nomi, alla elezione dei membri della Commissione consiliare di cui si tratta, da scegliersi fra i membri del Consiglio.
Procedutosi alla distribuzione delle schede (n. 31) ai Consiglieri presenti (n. 31), nonché allo scrutinio delle schede segrete, con l'assistenza dei Consiglieri scrutatori (Dujany, Nicco Anselmo, Vuillermoz), il Presidente riconosce e proclama l'esito seguente della scrutinio:
- Votanti n. 31 (trentuno);
- Voti ottenuti dal Vice Presidente Ing. Pasquali n. 30 (trenta);
- Voti ottenuti dal Consigliere Bréan n. 30 (trenta);
- Voti ottenuti dal Consigliere Dayné n. 30 (trenta);
- Voti ottenuti dal Consigliere Dujany n. 30 (trenta);
- Voti ottenuti dal Consigliere Geom. Nicco n. 30 (trenta);
- Voti ottenuti dal Consigliere Perron n. 1 (uno).
Il Presidente proclama eletti quali componenti della Commissione consiliare incaricata dell'esame del piano e delle norme per l'attuazione del sistema del contingentamento, che verranno presentati dall'Assessore all'Industria e Commercio, i Consiglieri Sigg. Bréan Giuseppe, Dayné Celestino, Dujany Cesare, Geom. Nicco Giulio e Ing. Pasquali Augusto.
IL CONSIGLIO
prende atto.
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