Objet du Conseil n. 174 du 12 septembre 1946 - Verbale

OGGETTO N. 174/46 - PROBLEMA DELLA SOC. AN. NAZ. "COGNE" IN RELAZIONE ALL'EVENTUALE ASSORBIMENTO DELLA SOCIETÁ DA PARTE DELL'I.R.I..

Il Presidente, Prof. Chabod, richiama l'attenzione del Consiglio sul problema della Soc. An. Naz. "Cogne" in relazione all'eventuale assorbimento della Società da parte dell'I.R.I. e riferisce sull'attività svolta dalla Giunta e da lui personalmente allo scopo di impedire questo assorbimento, che potrebbe arrecare gravi danni economici alla Valle, come già precisato in altra seduta di Consiglio. Informa in proposito di aver inviato telegrammi agli On. De Gasperi, Corbino, Scoccimarro, Morandi e Chatrian, in difesa degli interessi della Valle d'Aosta, per salvaguardare i quali si è chiesto che nel Consiglio di Amministrazione della Società "Cogne" vi siano sempre due rappresentanti del Consiglio della Valle e che il Consiglio della Valle sia interpellato su ogni decisione di qualche importanza che riguardi la "Cogne". Informa altresì di aver avuto dai Ministri Scoccimarro e Corbino lettere di risposta favorevoli alla richiesta. Precisa inoltre di aver avuto un colloquio con il Direttore dell'I.R.I. Malvezzi. Invita quindi l'Assessore Ing. Fresia a riferire sull'esito dei colloqui avuti a Roma in merito alla questione I.R.I.-COGNE.

L'Assessore Ing,. Fresia riferisce che, nel corso dei colloqui avuti a Roma con alti funzionari dei Ministeri e con personalità varie, in merito alla questione I.R.I.-COGNE, ha insistito sul fatto che la "Cogne" è perfettamente efficiente ed ha una situazione finanziaria buona anche se la situazione di cassa può essere talvolta pesante (situazione d'altronde comune a tutte le aziende nazionali); ha fatto presente altresì a quali inconvenienti a cui l'assorbimento della "Cogne" da parte dell'I.R.I. porterebbe, primo fra tutti il pericolo che una gestione dell'I.R.I. possa trascinare la Società "Cogne" ad entrare in un gruppo finanziario avente interessi che non coincidano con quelli della Valle, pericolo già a malapena scongiurato nel 1934, quando era stato pure progettato l'assorbimento della Cogne da parte dell'I.R.I.. Anche se oggi si fosse certi che gli attuali dirigenti dell'I.R.I. intendono difendere gli interessi valdostani, si ha ragione di temere che i dirigenti di domani possano seguire programmi divergenti dagli interessi valdostani stessi. Inoltre il controllo dei tecnici statali, informato a concetti di stretta imparzialità, dà alla Valle d'Aosta la garanzia che le azioni non saranno cedute a gruppi finanziari e industriali aventi finalità divergenti da quelle valdostane. L'Ing. Fresia dichiara di aver pure fatto presente che la Valle d'Aosta riterrebbe equo che lo Stato le cedesse una parte delle azioni della Cogne e che il Consiglio della Valle abbia sempre qualche suo rappresentante nel Consiglio di amministrazione della Società Cogne e sia consultato per la nomina degli esponenti principali della Società, quali il Presidente, l'Amministratore delegato e il Direttore Generale. Fra i vari funzionari, con i quali l'Ing. Fresia ha avuto modo di conferire sul problema, il Comm. Calenda, Segretario particolare del Ministro Scoccimarro, ha dichiarato che non ritiene la questione urgente ed ha assicurato verbalmente che nessun provvedimento sarà preso all'insaputa del Consiglio della Valle d'Aosta; il Comm. Ciancimino, Capo Gabinetto del Ministro Corbino e Sindaco della Cogne, il Prof. Geibella Direttore Generale del Ministero dell'Industria e Commercio e Sindaco della Cogne, il Comm. Cremonese, già rappresentante del Tesoro nel Consiglio di Amministrazione della Cogne e il Consigliere di Stato Sorrentino, hanno tutti dichiarato di condividere pienamente il punto di vista valdostano, come dianzi esposto. Il Direttore Generale dell'IRI, Malvezzi, si è dichiarato invece favorevole all'assorbimento ed ha sostenuto che il passaggio all'I.R.I. ha per unico scopo di potenziare la Cogne; ha accettato di inviare al Presidente Prof. Chabod una relazione a confutazione del punto di vista valdostano. Riferito quanto sopra, l'Assessore Ing. Fresia propone che il Consiglio della Valle invii al Ministero un'ordine del giorno, nel quale si chieda che le Società "Cogne" e "S.A.M.I.S." non passino in gestione all'I.R.I.. Dà lettura di una proposta di ordine del giorno in tal senso e la sottopone al Consiglio per la discussione e l'approvazione.

Il Presidente Prof. Chabod dà lettura di una lettera del Direttore Generale dell'I.R.I., Malvezzi. Informa pure di aver avuto un colloquio con il Dr. Guglielmone, Presidente della "Cogne", il quale si è dichiarato contrario all'assorbimento della Società "Cogne" nell'I.R.I..

Il Consigliere Avv. Caveri, premesso che la situazione attuale, per quanto riguarda il problema "Cogne" non è molto dissimile da quella creatasi nel 1934, esprime il timore che, oggi come ieri, ci si trovi di fronte a manovre di influenti gruppi capitalistici, che tendono ad assicurarsi l'acciaio della "Cogne", vale a dire il migliore esistente in Italia. Osserva che sarebbe pure interessante di sapere con precisione quale linea di condotta abbiano sin qui seguito e intendano ora seguire gli amministratori della "Cogne", e in modo particolare il Presidente Dr. Gugliemone dato che, a suo giudizio, il passaggio della Società all'I.R.I. dipende unicamente dal Governo e dagli amministratori della Società stessa. Propone che la Giunta interpelli al riguardo il Dr. Guglielmone. Il Presidente Prof. Chabod precisa ancora che in un recente colloquio il Dr. Guglielmone gli ha dato assicurazione di essere contrario all'assorbimento e disposto ad appoggiare la tesi valdostana. Anche il Dr. Elter e il Dr. De La Pierre sono contrari all'assorbimento. Il Consigliere Avv. Caveri, dopo aver espresso il suo compiacimento all'Assessore Ing. Fresia per l'attività da lui svolta a Roma in difesa degli interessi valdostani, si dichiara favorevole all'ordine del giorno proposto, e suggerisce che, all'occorrenza, si organizzi anche una grande manifestazione popolare ad Aosta e si chiedano azioni della Cogne allo Stato. Conclude, affermando che la questione "Cogne", a suo giudizio, si inquadra in un'altra più vasta, che è quella dell'Industria Valdostana; se è vero che l'agricoltura è alla base dell'economia valdostana, non per questo si deve trascurare l'Industria: essa va potenziata mediante la valorizzazione della classe operaia e la creazione di quadri valdostani, se si vuole che diventi anch'essa base solidissima per l'economia della Valle.

Il Consigliere, Sig. Manganoni, premesso che, nella questione in esame, si ravvisa facilmente l'esistenza di manovre di gruppi capitalistici interessati, di cui ha parlato l'Avv. Caveri, osserva che le maestranze hanno pure diritto di far sentire la loro voce e che, qualora l'azione del Consiglio della Valle risulti vana, si possono fare agitazioni e scioperi; chiede che nell'ordine del giorno proposto dall'Ing. Fresia, sia aggiunto un avvertimento in tal senso e che la "Cogne", semmai, debba passare non all'I.R.I. ma alla "Valle d'Aosta".

Il Presidente Prof. Chabod fa osservare che tale avvertimento sarebbe opportuno farlo separatamente, all'atto della presentazione dell'ordine del giorno al Ministero. Propone inoltre che le Direzioni locali dei partiti sollecitino le rispettive direzioni centrali a Roma ad intervenire in favore della tesi valdostana.

Il Consigliere Avv. Torrione, premesso che il problema della Cogne interessa tutta la Valle, in quanto la permanenza della Cogne ad Aosta è presupposto indispensabile per l'esistenza in Valle di altre industrie sussidiarie, ritiene che non sarebbe inopportuno che le maestranze della Cogne si riunissero in comizio pubblico per esprimere chiaramente il loro parere. Egli osserva che la Cogne ha sicure possibilità di vita ancora per lunghi anni, e che non è quindi ammissibile l'assorbimento nell'I.R.I.. L'Assessore Sig. Nouchy propone che s'invitino gli Amministratori della Cogne a dichiarare per iscritto di essere contrari all'assorbimento. L'Assessore Ing. Fresia propone che si esamini la possibilità di assicurare alla Valle d'Aosta le azioni della Società S.A.M.I.S., che è in istato fallimentare.

A discussione ultimata,

IL CONSIGLIO

1°) prende atto ed unanime concorda sulla necessità che la "Valle d'Aosta" entri in possesso di almeno una parte delle azioni della "Cogne", ed abbia sempre qualche suo rappresentante ufficiale in seno al Consiglio di Amministrazione della Società.

2°) approva, per acclamazione, il seguente ordine del giorno, proposto dall'Assessore Ing. Fresia, da inoltrarsi al Ministero.

ORDINE DEL GIORNO DEL 12 SETTEMBRE 1946

IL CONSIGLIO DELLA VALLE D'AOSTA

esaminata la possibilità che le Società An. Naz. COGNE e SAMIS, complessi industriali di primaria importanza per la Valle, possano essere assorbite dall'I.R.I.

CONSTATATO

che l'attività delle Società sfrutta con sempre maggiori quantità di mano d'opera locale le ricchezze peculiari della terra valdostana, quale le acque, l'antracite, la magnesite, la dolomite, e dispone sul posto praticamente di tutti gli elementi necessari alla produzione di acciai pregiati e di leghe leggiere speciali;

che la situazione economica e finanziaria delle Società è sana, anche se quella di cassa possa essere talvolta pesante come quella di quasi tutti gli Enti industriali;

che le Società sono state fin'ora controllate dallo Stato con criteri di intelligente amministrazione, industriale avvedutezza e particolare benevolenza per la Valle;

che la gestione statale offre garanzia di direzione imparziale e di sicura tutela degli interessi inscindibili della Valle e della Nazione;

che le Società non si trovano nelle condizioni di dover essere ricostruite dall'I.R.I. perché, forse uniche in tutta Italia, hanno basi economiche ben salde, mentre il passaggio all'I.R.I. già deciso nel 1934 senza consultare Aosta, avrebbe significato la riduzione dell'attività industriale della Cogne e lo smembramento degli impianti e una sicura grave perdita economica per Aosta;

che la gestione I.R.I., anche se in un primo tempo favorevole, potrebbe in seguito dover modificare i suoi programmi in contrasto con gli interessi valdostani;

CHIEDE AL GOVERNO

che, in relazione all'Autonomia amministrativa della Valle e al desiderio unanime della popolazione, delle maestranze e delle Commissioni interne della Cogne, dei rappresentanti dei lavoratori nel Consiglio di Amministrazione, dei rappresentanti dei lavoratori nel Comitato di gestione e della Camera del Lavoro, il complesso industriale COGNE e quelle delle altre aziende industriali della Valle resti sotto il controllo statale come nel passato, assicurando alla Valle una partecipazione fattiva nel Consiglio d'Amministrazione.

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DELIBERAZIONI E COMUNICAZIONI VARIE